Padova Goal, ti scrivo

Padova Goal, ti scrivo

Gabriele: Che dire di Padova Verona? Partita buona, nulla da dire. Però bisogna osservare che se si fosse giocato così a Bari si sarebbe certamente vinto. E’ un dato di fatto che ci manca la continuità di rendimento. Ritornando alla partita di oggi vedo che Dal Canto ha giustamente abbandonato il 4-4-3 per un modulo più coperto così anche la difesa ha fatto la sua bella figura beneficiando della maggiore copertura della squadra. Un bravo ai “nuovi” Franco e Portin ma anche a Bentivoglio che certamente aumenta il tasso di classe del nostro centrocampo che sembra più sicuro nel far girare la palla e nei disimpegni. Ci sono stati un paio di lanci lunghi di Bentivoglio da applausi . A dire la verità emerge anche chiaramente come Hallenius rispetto a Cacia riesca di più a crearsi l’occasione con lo spunto in velocità ed il dribbling. In una squadra che gioca con due punte Hallenius è quasi insostituibile . A Dal Canto oggi nessun appunto .Anzi.Lo inviterei ad una riflessione. Come si fa a far entrare a 1 minuto dalla fine Lazarevic ? Dopo la partita con il Cittadella, in cui a fine partita ha creato molti problemi agli avversari, oggi si poteva inserirlo prima facendogli fare almeno 10 minuti? Nel dopo partita Dal Canto intervistato da Mediaset ha affermato che la squadra verso la fine era calata. Dal Canto deve ricordarsi che i cambi sono tre ! Ciao! Che dire di Padova Verona? Partita buona, nulla da dire. Però bisogna osservare che se si fosse giocato così a Bari si sarebbe certamente vinto. E’ un dato di fatto che ci manca la continuità di rendimento. Ritornando alla partita di oggi vedo che Dal Canto ha giustamente abbandonato il 4-4-3 per un modulo più coperto così anche la difesa ha fatto la sua bella figura beneficiando della maggiore copertura della squadra. Un bravo ai “nuovi” Franco e Portin ma anche a Bentivoglio che certamente aumenta il tasso di classe del nostro centrocampo che sembra più sicuro nel far girare la palla e nei disimpegni. Ci sono stati un paio di lanci lunghi di Bentivoglio da applausi . A dire la verità emerge anche chiaramente come Hallenius rispetto a Cacia riesca di più a crearsi l’occasione con lo spunto in velocità ed il dribbling. In una squadra che gioca con due punte Hallenius è quasi insostituibile. A Dal Canto oggi nessun appunto .Anzi.Lo inviterei ad una riflessione. Come si fa a far entrare a 1 minuto dalla fine Lazarevic ? Dopo la partita con il Cittadella, in cui a fine partita ha creato molti problemi agli avversari, oggi si poteva inserirlo prima facendogli fare almeno 10 minuti? Nel dopo partita Dal Canto intervistato da Mediaset ha affermato che la squadra verso la fine era calata. Dal Canto deve ricordarsi che i cambi sono tre ! Ciao!

Mattia: Dal canto non fa giocare Perin, il nostro miglior portiere, non fa giocare Portin, il nostro miglior difensore centrale, non ha fatto giocare hallenius per mesi, il nostro miglior attaccante. idem per Cacia e Osuji, Continua con Bovo e spesso Italiano, due giocatori ormai modeestissimi. Non sarebbe il caso di cambiare allenatore?

Roberto: Caro Dimitri, andare allo stadio e sentire dalla maggioranza critiche feroci sul comportamento della squadra e sull’allenatore e poi leggere articoli al miele, mi lascia veramente sconcertato. Oggi però, anche sul sito La Padovabene, dove notoriamente sono impegnati a sostenere la squadra “a prescindere”, compare un articolo (Verona home) dove vengono messe in evidenza situazioni paradossali che ormai sono sotto gli occhi di tutti e dove si arriva (finalmente) a chiedere la testa dell’allenatore. Riporto il testo integrale :”… Per il resto, poco o niente, anzi a dirla tutta ho visto meglio il Verona, squadra priva di stelle ma quadrata e rognosa. Per fortuna che la difesa ha tenuto, almeno oggi, nonostante l’insicurezza costante garantita da Pellizzoli, che in certi momenti sembra che sia sotto cura da psicofarmaci (anche oggi aveva “battezzato fuori” un corner del Verona che fortunatamente è finito sulla traversa)! Chi non so quanto terrà ancora a lungo è Dal Canto, campione di demotivazione. Anche oggi ha fatto la sua puttanata: con un attacco quanto mai sterile ci ha messo 88 minuti per togliere un evanescente Cutolo (E’ evanescente da un pò… Un altro che rompe il cazzo perchè non ha il posto fisso?) e buttare dentro Lazarevic. Mi auguro che se dovesse rimediare una scoppola anche a Modena, gli sia presentato il conto. A meno che gli obiettivi della società non siano cambiati ad inizio stagione…” Noto con piacere che sempre più persone tendono ad abbandonare gli indugi e ad indicare l’unica soluzione possibile per una ripresa del gioco e dei risultati. Se ne convincerà prima o poi anche Cestaro?

(d.c.) – Torno dopo quattro giorni di blackout quasi totale per uno di quegli attacchi influenzali che non auguro a nessuno. Con un po’ di fatica sono di nuovo qui. Dunque, ricapitoliamo: ko a Bari (non vinceva in casa da settembre e ieri ha pareggiato in casa dell’ultima) e pari interno nel derby col Verona in pochi giorni, senza dimenticare il deludente mercato di gennaio. Non mi sembrano risultati per cui fare i salti di gioia. Eppure nelle dichiarazioni di dirigenza e allenatore sembra quasi che ci si stia rassegnando a non poter puntare ai primi due posti. Lo ritengo assurdo e lo ribadisco ancora una volta: questa squadra può “provare” a puntare ai primi due posti, visto che la Sampdoria al momento è ancora ben lontana dal treno di testa e che non per forza rientrerà in gioco. Detto che la rimonta primaverile è un “must” del Padova di ogni stagione e che da marzo in poi magari arriverà il bis, mi chiedo come ci si possa non rendere conto di quale occasione si rischia di farsi sfuggire nell’attuale stagione. Davanti al Padova ci sono nell’ordine: il Pescara, il Sassuolo e il Verona, oltre al Torino che era una delle logiche favorite e che ha preso anche Meggiorini e Pasquato, rinforzandosi ulteriormente. Ora: è evidente che le prime tre nominate sono tutte squadre che, almeno sulla carta e anche tenendo conto degli acquisti di gennaio, non possono valere più del Padova. Forse vogliamo sostenere che il quartetto difensivo dell’Hellas sulla carta è superiore a quello del Padova? Che il solo bravissimo Hallfredsson può bastare per ammazzare la concorrenza, che Ferrari, Bjelanovic, Gomez, Lepiller, Pichlmann sono più forti di Cacia, Cutolo, Succi, Hallenius? O forse vogliamo sostenere che il Sassuolo che gioca senza vere punte di ruolo vale più del Padova quanto a valori tecnici? Cito i vari Longhi, Terranova, Piccioni, Marzoratti, Valeri, senza dimenticare la difesa del Pescara o altri illustri ex sconosciuti portati alla ribalta da Zeman e ferma restando la solita esplosione di colori e di gol in attacco. Pescara, Sassuolo e Verona hanno però una cosa in comune: l’impronta dei propri allenatori, Zeman, Pea e Mandorlini. Che hanno saputo dare una marci in più alla loro squadra. E pazienza se il Verona (e spesso pure il Sassuolo) saranno a tratti brutti a vedersi, quantomeno subiscono pochissimi gol e danno sempre l’impressione di essere una squadra. Pazienza se ogni tanto il Pescara fa acqua o se il Sassuolo gioca praticamente senza riferimenti offensivi. Quello che manca al Padova, a mio parere, è un’identità di gioco. Si continua a cambiare uomini e moduli, per forza o per necessità, quando è evidente ormai a tutti che la strada da seguire sia il 4-3-1-2. Squadra più equilibrata e più capace di difendersi, più compatta, più capace di ripararsi dagli spifferi. Si prosegua in questa direzione e  si si metta bene in testa una cosa. Quest’anno c’è un’occasione irripetibile per salire in corsa sul treno che porta alla serie A. Nascondersi, accontentarsi, o frenare prima ancora di aver provato ad accelerare sarebbe un errore grave. Se poi si dovesse arrivare terzi, quarti o quinti, di sicuro nessuno intenterà processi sommari per un piazzamento playoff, ce li si giocherebbe come già fatto l’anno scorso. Quello che non piace a tanti tifosi è la sensazione che si stia accreditando le avversarie dirette di potenzialità superiori a quanto non abbiano in realtà. Alla prossima.

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