Hellas, Gibellini a Telecittà: “Siamo in alto e proveremo a restarci fino alla fine”

Hellas, Gibellini a Telecittà: “Siamo in alto e proveremo a restarci fino alla fine”

Mauro Gibellini, direttore sportivo dell’Hellas Verona secondo in classifica dopo il posticipo Torino-Sampdoria, è intervenuto ieri sera a Padova Goal in onda su Telecittà in qualità di ospite negli studi vigontini dell’emittente: “Francamente non pensavamo di essere così in alto in classifica a questo punto della stagione – ha detto Gibellini – anche se vedendo allenare i nostri giocatori già dal primo giorno avevo capito che la qualità è alta. Se siamo lì non è per caso, perché 8/11 dei titolari giocavano con noi già nella scorsa stagione, segno che la coesione paga. L’affiatamento e lo spirito di sacrificio sono fondamentali nel calcio d’oggi, partire da una base di stima reciproca tra i giocatori è un vantaggio”.

Ricchiuti - Gibellini ha parlato anche del mancato arrivo di Adrian Ricchiuti, trattato fino all’ultimo giorno di mercato con il Catania: “Sono convinto che l’organico vada bene così com’è – ha spiegato il ds gialloblù – e magari se prendevamo Ricchiuti si sarebbero potuti alterare degli equilibri che adesso funzionano. Abbiamo 5-6 giocatori che vanno in tribuna ogni domenica, ed è un problema. Abbiamo una decina di calciatori sottoutilizzati, vedi Esposito, Galli, Doninelli, Berrettoni, e non c’era dunque bisogno di andare a cercare altre pedine. Il nostro obiettivo iniziale era una tranquilla salvezza, certo che ora che siamo lì non possiamo non provarci…”.

Padova – Gibellini, che è stato ex giocatore biancoscudato, parla del momento non felice della squadra: “Da veneto mi auguro che finisca il campionato nel migliore dei modi! Il pubblico? E’ uguale ovunque, non è che Padova sia diversa, io sono stato in diverse piazze e funziona dappertutto allo stesso modo. Anche i tifosi di Verona sono esigenti e se le cose non girano partono i fischi, ma magari tra cinque giornate i fischi per il Padova si tramuteranno in applausi… Alla fine dei conti, da ex giocatore dico che se uno ti insulta o ti fischia vuol dire che tiene a te. Ho sempre detto che preferisco essere all’Hellas ed essere insultato piuttosto che in una società in cui nessuno si interessa di te…”

Raiola e Martinelli – Gibellini ha parlato anche della chiacchierata ipotesi di un ingresso di Mino Raiola in società e del ritorno al timone del presidente Giovanni Martinelli: “Il segreto quando le cose non vanno bene è di rimanere compatti e non perdere la testa. Nella scorsa stagione il presidente è mancato per mesi per motivi di salute, e da quando è tornato ci siamo ricompattati! Raiola? Non ci ho mai creduto e mi è sembrato azzardato accostarlo al Verona, a lui piace più guadagnare i soldi più che metterli…”

Calcioscommesse – Gibellini ha toccato anche l’argomento relativo alla sua squalifica di 5 mesi per omessa denuncia di tentativo di illecito compiuto dal ds del Ravenna Giorgio Buffone0 e alla sofferenza che gli ha portato:  ”Fa parte di questo clima di colpevolismo imperante… Sono stato messo in mezzo per aver portato uno a comprare vino nella mia azienda! Non mi ha sfiorato nemmeno la vicenda, sono assolutamente innocente ma se non accettavo il patteggiamento mi prendevo un anno… E’ una brutta vicenda passata che non mi scalfisce perché so chi sono e come mi comporto…”

Cittadella – Gibellini sorride: “Io sono un tifoso del calcio veneto in generale, mi augurerei di rivivere certi derby anche in serie A, per cui magari se Padova e Verona venissero promosse a fine anno. Faccio i complimenti al Cittadella perché è una società genuina e solida e Gabrielli senior era davvero uno dei pochi gentiluomini presenti in questo mondo… Quando incrocio Marchetti gli faccio sempre la battuta di uno scambio di ruoli tra me e lui ed entrambi ce la ridiamo…”

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