Uno sguardo (indiscreto) dietro le quinte: per scoprire che…

Cominciamo subito con un chiarimento: Carmine Parlato non è a rischio esonero. In società c’è fiducia nel suo lavoro, ma è chiaro che c’è modo e modo di perdere e contro SudTirol e Cittadella il Padova ha perso male. Molto male. Ulteriore chiarimento: se anche nelle prossime partite non si dovessero intravedere reazioni significative da parte della squadra, la situazione (che al momento pare definita) non si esclude possa anche cambiare. Nel calcio l’allenatore è sempre l’anello più debole, per cui se le cose non vanno bene le dinamiche sono sempre uguali in tutte le piazze. Attenzione, però: bisogna prima di tutto mettersi d’accordo su quali siano gli obiettivi stagionali. Se l’obiettivo è quello di un tranquillo campionato con una navigazione di medio-alto cabotaggio non vedo grossi problemi in vista. La squadra, come ho già avuto modo di chiarire prima che iniziasse il campionato, a mio modo di vedere non vale le migliori. Cittadella e Bassano, nonostante qualcuno sperasse il contrario, sono più forti, senza se né ma e non a caso dopo sei giornate sono dove pensavo sarebbero state. Poi ci sono Alessandria e Pavia e anche qui siamo in presenza di due squadre più forti del Padova, sempre che rispettino le attese e al netto di dinamiche interne capaci di annullare i valori tecnici. La Reggiana complessivamente ha qualcosa in più del Padova, così come il Feralpisalò, squadre che hanno cambiato poco e che da anni sono in Lega Pro. Il Padova sulla carta è subito dietro per una serie di motivi ben precisi: 1) la squadra ha un’età media molto alta, con diversi giocatori sopra i 30 (Fabiano, Corti, Dionisi, Cunico, Niccolini,Neto Pereira, Altinier) che, con l’arrivo dell’autunno, potrebbero andare in difficoltà; 2) La Lega Pro unica, casomai qualcuno non l’avesse ancora compreso, NON è la Serie D e il livello tecnico è largamente superiore. Chi continua a rimpiangere i giocatori della passata stagione per un comprensibile sentimento di riconoscenza sarà bene che volti in fretta pagina, perché di fatto è come se si fosse saliti di due categorie e rispetto all’anno scorso sarà tutta un’altra storia; 3) la squadra è stata cambiata per 6-7/11 nel suo undici titolare e ci vuole tempo per l’amalgama; 4) diversi ricambi non sono all’altezza dei titolari.

Detto questo, chiudere gli occhi di fronte a quanto accaduto nelle ultime due partite sarebbe completamente errato. Confermo la stima (immutata) per Parlato, ma qualche errore nelle ultime due settimane è stato commesso. Vediamo quali: sostituire Bucolo (che di sicuro non stava facendo peggio di altri) al 30′ del primo tempo contro il SudTirol adducendo come motivazione un possibile rischio di espulsione ha significato ignorare il suo curriculum degli ultimi quattro campionati, in cui non è mai stato espulso. Qualcosa vorrà pur dire, ad esempio che il giocatore sa mantenere il controllo dei nervi. L’esclusione bis di ieri sera a Cittadella secondo il mio modo di vedere non è stata una buona idea. Mazzocco è una mezzala pura, in un centrocampo a due fatica e casomai potrebbe giocare più avanzato al posto di Cunico. O meglio, ancora, da mezzala in un centrocampo a tre (a quel punto tornerebbe in gioco pure Giandonato, che a due come già sperimentato non rende salvo rarissimi casi). Cunico è un signor giocatore, per il quale ho sempre stravisto. Ma bisogna avere il coraggio di escluderlo, perché l’età è quella che è e in questo momento la squadra non regge in campo la sua presenza, soprattutto in combinazione con altri giocatori. Spedire subito Ilari nella mischia dopo tre settimane di stop è stato a mio parere un azzardo, Diniz esterno è una forzatura e l’obiezione secondo la quale Anastasio col Sud Tirol abbia fatto male regge solo in parte. Se esiste un problema oggettivo dovuto all’assenza di Favalli, meglio eventualmente andare in sofferenza sulla fascia piuttosto che in mezzo, in una zona nevralgica dove il Cittadella ha letteralmente maramaldeggiato. Altinier è una prima punta alla Inzaghi, che ha bisogno di essere servito in profondità o di ricevere cross dalle fasce, altrimenti gira e corre a vuoto. In attesa del ritorno di Amirante, uno che sa fare reparto da solo, meglio un 4-3-3 o un 4-4-2 con qualcuno al suo fianco, per farlo rendere al meglio e per preservare la squadra. Insomma, Parlato qualcosa dovrà cambiare e sono certo che abbia le qualità per correggere in corsa qualche sbandata non controllata.

In definitiva, gli errori ci sono stati, ma il problema non è Parlato. Quello che a mio modo di vedere manca è la chiarezza di obiettivi e l’unità d’intenti dietro le quinte. Fateci caso: andate a rileggere le dichiarazioni delle passate settimane, più di qualcuno nella stanza dei bottoni ha parlato apertamente di “Padova da playoff” contraddicendo palesemente il proposito di una stagione di costruzione di media – alta classifica e di un programma triennale in attesa del tentato salto il prossimo anno. La chiarezza è fondamentale. Si eviti di illudere la gente, lasciandosi comunque aperto uno spiraglio nel caso in cui le cose vadano meglio di quanto si pensi. E insisto. I successi di una squadra partono dalla società, se ci sono troppe voci nella stanza dei bottoni a lungo andare io non ci vedo nulla di buono. Mi auguro che chi di dovere capisca, perché c’è ancora tempo e modo di condurre in porto una stagione dignitosa e di proseguire la navigazione. Se invece si pensa che la squadra sia davvero da playoff, meglio allora pensare ad aprire nuovamente i cordoni della borsa, perché l’organico sulla carta non vale quel traguardo. I ritocchi, dunque, in questo caso andrebbero fatti a gennaio, ma forse anche prima, magari scandagliando il mercato degli svincolati se dovesse esserci la possibilità di tappare qualche (innegabile) falla.

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About Dimitri Canello

Direttore responsabile del sito web Padovagoal. Nato a Padova l'11 ottobre 1975, si è laureato nel marzo del 2002 in Lingue Orientali con la specializzazione in cinese. Giornalista professionista dal settembre 2007, vanta nel suo curriculum numerose esperienze televisive (Telemontecarlo, Stream Tv, Gioco Calcio, Sky, La 7, Skysport24, Dahlia Tv, Telenuovo, Reteazzurra, Reteveneta, Telecittà), sulla carta stampata (collaborazioni con Corriere dello Sport, Tuttosport, Corriere della Sera, Repubblica, Il Giornale, World Soccer Digest, Bbc Sport online, Il Mattino di Napoli, Corriere del Veneto) e sui media radiofonici (RTL 102.500, Radio Italia Uno)

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