Da Parlato a Pillon: storia di una settimana ad alta tensione. Ma adesso…

Domanda a bruciapelo. Perché Carmine Parlato è stato esonerato? 1) Perché i risultati gli hanno dato torto (dopo un buon inizio sono arrivati sette punti e una sola vittoria in nove partite) e da che mondo è mondo in qualsiasi realtà calcistica i risultati hanno fatto, fanno e faranno sempre la differenza; 2) Perché la campagna acquisti è stata condotta in una determinata maniera (per il 4-2-3-1) e Parlato ultimamente aveva snaturato la squadra schierandola con uno schema inadatto alle caratteristiche dei giocatori; 3) Perché alcune scelte (Fabiano in panchina per Niccolini, Petrilli sempre a inseguire fra panchina e campo, Altinier a mezzo servizio, squadra spesso senza una punta di ruolo, Ilari interno di centrocampo) erano onestamente sbagliate; 4) Perché il clima societario e le divergenze tecniche persistenti non ne hanno certo agevolato il lavoro; 5) Perché è rimasto troppo legato alla vecchia guardia.

Detto questo: Carmine Parlato merita il massimo rispetto. Ha vinto un campionato che non era scontato portare a casa, è una bravissima persona e un tecnico che ha potenzialità ancora inespresse. E, soprattutto, ha saputo entrare nei cuori dei padovani, cosa non facile. Per questo la Tribuna Fattori gli ha dedicato un bellissimo striscione, per questo la sua bacheca facebook è stata inondata di messaggi dei tifosi, per questo le attestazioni di stima nei suoi confronti si sono moltiplicate. Premesso tutto ciò e ribadita la stima nei confronti della persona e del professionista, il cambio in panchina non è uno scandalo, non ci sono state congiure e chi (teoricamente) poteva giocargli contro ultimamente non veniva impiegato. Parlato ha scelto di affondare con i suoi uomini (Dionisi, Niccolini, Cunico, Bearzotti), escludendo chi, evidentemente, non rientrava nelle sue preferenze tecniche (Fabiano, Petrilli a tratti, Ilari a tratti, Bucolo a tratti, Altinier a tratti). Tutte scelte legittime, ma che lo hanno portato a inabissarsi. Senza affondare completamente, ma con un lento logoramento interno che ha portato la squadra ai confini della zona playout.

Al suo posto è arrivato Bepi Pillon, a mio avviso la scelta migliore possibile per una serie di ragioni, al termine di quattro giorni (quattro!) di attesa. Difficile trovare precedenti in tal senso nel calcio professionistico, di solito quando un allenatore salta nel giro di massimo 24-48 ore il suo sostituto è in sella. Dietro le quinte, in queste 96 ore, si è mossa una realtà difficilissima da raccontare. Si sappia solo che gli allenatori contattati sono stati quelli scritti in questo sito e che la scelta di Pillon è stata soffertissima fino all’ultimo (l’incontro e la presenza di Moriero in città ci sono state smentite fino all’ultimo e per fortuna la nostra redazione lo ha fotografato all’Hotel Europa altrimenti ci avrebbero fatto passare per i cazzari di turno: Moriero, peraltro, ha lasciato Padova alle 16.30, Pillon è stato annunciato poco prima delle 17, quindi…).

Pillon, in soli due allenamenti, ha fatto quello che un allenatore di buon senso avrebbe fatto. Ha scelto il modulo che offre maggiore equilibrio e garanzie (il caro, mai superato, 4-4-2). Non è vero che la formazione di Pillon è quella di Parlato: c’era Fabiano al posto di Niccolini, c’erano Ilari e Petrilli in campo contemporaneamente, c’era Altinier accanto a Neto Pereira. Cunico e Niccolini erano in panchina, così come Bearzotti, per questo le differenze ci sono e sono piuttosto marcate. Il 3-0 all’Albinoleffe non ha nascosto i problemi che ancora esistono e sono ben visibili. E che Pillon dovrà faticosamente risolvere. Tuttavia Petrilli ha dimostrato di poter incidere, anche in un pomeriggio difficile come quello di sabato, anche dall’inizio, Fabiano ha confermato che con Diniz si trova a meraviglia, Ilari e Petrilli sono due esterni, Bucolo e Corti sono imprescindibili, Giandonato a mio parere in questa squadra non ha avuto, non ha e non potrà avere spazio.

Conclusioni: in bocca al lupo sincero a Bepi Pillon, una persona squisita e un professionista esemplare. Tanto quanto Parlato. Ai tifosi mi permetto di ricordare questo: tutti, ma proprio tutti, quelli che operano in società, Bergamin padre e figlio, Bonetto padre e figlio, De Poli e tutti i dirigenti, Poliero, Salot, Tosetto e soci lavorano per il bene del Padova. Non è semplice mettere insieme tutte le opinioni e trovare una strategia condivisa. Ultimamente c’è stato più di un problema. Ma andare avanti assieme (ancora) si può. A gennaio sul mercato, se De Poli riuscirà a operare seguendo una traccia definita di concerto (e lo sottolineo…) con l’allenatore, la squadra potrebbe compiere il salto di qualità. L’organico ha più di qualche carenza, ma non tale da giustificare la posizione di classifica occupata al momento dell’esonero di Parlato: sul piede di partenza ci sono quasi sicuramente Niccolini, Anastasio, Giandonato e Amirante (il ginocchio non offre garanzie e, se le cose non cambieranno nelle prossime due settimane, il Padova prenderà un altro attaccante), altri sono sotto esame e, attenzione, prima di comprare bisognerà cedere. Il budget messo a disposizione dai soci sarà limitato, per cui adesso toccherà a De Poli fare un piccolo miracolo riuscendo a piazzare qualche esubero e rinforzando la spina dorsale della squadra (un centrocampista di qualità, un attaccante e un centrale difensivo prima di tutto, poi si vedrà). Se la ciambella riuscirà con il buco, allora la squadra potrebbe anche riuscire a scalare diverse posizioni e bussare nuovamente ai piani alti del girone A. La strada è in salita, eppure i margini per rimettersi in sella ci sono ancora tutti.

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About Dimitri Canello

Direttore responsabile del sito web Padovagoal. Nato a Padova l'11 ottobre 1975, si è laureato nel marzo del 2002 in Lingue Orientali con la specializzazione in cinese. Giornalista professionista dal settembre 2007, vanta nel suo curriculum numerose esperienze televisive (Telemontecarlo, Stream Tv, Gioco Calcio, Sky, La 7, Skysport24, Dahlia Tv, Telenuovo, Reteazzurra, Reteveneta, Telecittà), sulla carta stampata (collaborazioni con Corriere dello Sport, Tuttosport, Corriere della Sera, Repubblica, Il Giornale, World Soccer Digest, Bbc Sport online, Il Mattino di Napoli, Corriere del Veneto) e sui media radiofonici (RTL 102.500, Radio Italia Uno)

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