De Poli ormai al capolinea: prospettive ed effetti collaterali

Le ultime notizie che rimbalzano da Radio Mercato non lasciano spazio a troppi dubbi. Fabrizio De Poli, salvo sorprese al momento non prefigurabili, è arrivato al capolinea della sua esperienza padovana. Una decisione sofferta, quella maturata ai vertici del club di viale Nereo Rocco, conseguenza di tantissime situazioni, note e meno note, che hanno progressivamente incrinato il rapporto di fiducia nei confronti del direttore sportivo biancoscudato. Non soltanto da parte di Roberto Bonetto, questo è bene sottolinearlo, ma anche da parte di Giuseppe Bergamin, che negli ultimi tempi si è molto avvicinato alle posizioni dell’ad sul conto dell’operato di De Poli. Se andrà come vi stiamo raccontando, insomma, non si tratterà assolutamente una decisione subita da Bergamin, con Bonetto additato di chissà quale congiura di palazzo e i soci uno contro l’altro “costretti” a convivere: anzi, mai come in questo periodo, risulta che la coppia B&B sia saldamente avviata a un futuro decisamente meno burrascoso, con idee che sembrano molto più vicine del recente passato e l’armonia sul ponte di comando che rappresenta un ottimo punto di partenza per il futuro. E con la speranza  che anche all’interno dell’organigramma tecnico si lavori con fiducia reciproca e non con sospetti e veleni ad inquinare l’ambiente. In queste ore si stanno consumando gli ultimi dettagli del divorzio con De Poli e non è assolutamente da escludere che a brevissimo si arrivi a un comunicato ufficiale, con risoluzione contrattuale e accordo fra le parti.

Decisamente in bilico pure la posizione di Giuseppe Pillon, che pure ha qualche chance in più di conferma. Non tanto perché la sua figura sia legata indissolubilmente a De Poli: a dicembre quest’ultimo avrebbe voluto portare Francesco Moriero sulla panchina biancoscudata per sostituire Carmine Parlato e solo una votazione collegiale in cda, con un 4-3 assai significativo a favore di Pillon, gli impedì di portare a termine il suo più che legittimo progetto.  Piuttosto va rilevato come l’arrivo di un nuovo direttore sportivo  aprirebbe le porte a un possibile cambio anche di allenatore, visto che da che mondo è mondo quando cambia la dirigenza, di solito in panchina siede un uomo di fiducia. Il lavoro di Pillon è stato apprezzato da entrambi i soci di riferimento e nella cena di ieri a Campo San Martino non è stato mancato di farlo notare. Piuttosto, va capita l’intenzione del nuovo direttore sportivo per quanto riguarda l’area tecnica e cioè l’uomo su cui puntare per un campionato di vertice. Perché il Padova, questo è certo, il prossimo anno vuole tentare la scalata in B. Senza fare follie, economicamente parlando, ma costruendo una squadra più che competitiva e facendo uno sforzo maggiore rispetto all’attuale stagione.

Giorgio Zamuner resta in pole – position su Werner Seeber e pare aver staccato la concorrenza, con Mauro Meluso fuori dai giochi e un quarto uomo, un diesse esperto, anch’egli fuori causa. L’equazione più logica, se si punterà sull’attuale consulente di mercato del Pordenone che ha chiuso al secondo posto una stagione eccezionale con un budget assai limitato, sarebbe Zamuner più Bruno Tedino. Ossia l’allenatore che ha portato il piccolo Pordenone a sedersi al tavolo della promozione per la B con corazzate quali Foggia, Lecce, Pisa e Alessandria. Ma qui intervengono le carte scritte, perché Tedino ha recentemente rinnovato per altre due stagioni con il club friulano e Mauro Lovisa non è un tipo con cui è facile mettersi a trattare. Non è automatico, insomma, che nell’eventualità conceda il via libera all’allenatore trevigiano, classe 1964 e coetaneo di Zamuner. L’attesa per l’investitura ufficiale del nuovo direttore sportivo si protrarrà almeno fino a domenica ed è giusto lasciare in pace chi al momento si gioca un’incredibile promozione in Serie B.

La scelta di Bergamin e Bonetto non è priva di rischi, ma va molto apprezzato il coraggio di chi a suo tempo esonerò Carmine Parlato contro la volontà popolare, salvo poi qualche mese più tardi (come dimostrato dai risultati e dai 39 punti conquistati da Pillon in 21 partite) ricevere una pacca sulle spalle anche da parte di chi si opponeva con l’ammissione che, sì, si era trattato effettivamente di una decisione giusta e sacrosanta. Zamuner a Pordenone ha costruito un piccolo miracolo con pochi soldi, ma è chiaro che la continuità gestionale, in questo senso, verrà pregiudicata e si dovrà ripartire nuovamente all’interno del progetto triennale allestito al momento della rinascita del Padova dopo il crac del luglio 2014. Per questo mi auguro che Zamuner, o chi per esso, se De Poli come pare ormai lapalissiano verrà sostituito, cambi il meno possibile dell’attuale organico. Che presenta indubbiamente qualche carenza, ma che è anche una buona base da cui ripartire. Innestando 4-5 giocatori di ottimo livello si può essere competitivi per la Serie B e si può pensare in grande a prescindere dalla concorrenza.

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About Dimitri Canello

Direttore responsabile del sito web Padovagoal. Nato a Padova l'11 ottobre 1975, si è laureato nel marzo del 2002 in Lingue Orientali con la specializzazione in cinese. Giornalista professionista dal settembre 2007, vanta nel suo curriculum numerose esperienze televisive (Telemontecarlo, Stream Tv, Gioco Calcio, Sky, La 7, Skysport24, Dahlia Tv, Telenuovo, Reteazzurra, Reteveneta, Telecittà), sulla carta stampata (collaborazioni con Corriere dello Sport, Tuttosport, Corriere della Sera, Repubblica, Il Giornale, World Soccer Digest, Bbc Sport online, Il Mattino di Napoli, Corriere del Veneto) e sui media radiofonici (RTL 102.500, Radio Italia Uno)

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