Campo minato

Come e quanto in fretta possano cambiare gli umori della tifoseria lo stiamo capendo in queste settimane di agosto che conducono all’inizio della nuova stagione. Eravamo partiti a giugno col pessimismo più cupo, poi faticosamente rimpiazzato da un moderato ottimismo dopo la campagna acquisti convincente condotta da Giorgio Zamuner. Poi ancora ecco la sconfitta ai rigori col Seregno, impietosa ma con molte attenuanti ed ecco un’ondata di insofferenza nei confronti di Oscar Brevi che a memoria mia non ha precedenti. Non ricordo, infatti, una parte nemmeno trascurabile della tifoseria arrivare addirittura a chiedere la testa dell’allenatore prima ancora che sia iniziato il campionato. Insomma, Brevi si muove in quello che ha tutta l’aria di essere un vero e proprio campo minato.

Vediamo di fare un po’ d’ordine. Sapevamo sin dall’inizio che la scelta di Zamuner era una scommessa e non sappiamo ancora adesso come andrà. Brevi ha un compito difficilissimo: vincere lo scetticismo della piazza, spazzare il tam tam negativo sul suo conto che arriva da Ferrara e in parte pure da Rimini, rinverdire i fasti di Cremona e Catanzaro, scacciare il fantasma di Pillon, far funzionare una squadra per buona parte rinnovata avendo pochissimo tempo per farlo. La strada è a dir poco in salita e Brevi ha l’obbligo di partire bene: il che può sembrare paradossale, considerato che il campionato deve ancora iniziare, ma la realtà è che saranno soltanto i risultati a poter aiutare l’allenatore a portare la tifoseria dalla sua parte. Io penso che sia doveroso concedergli una chance. Mi sono già espresso sul fatto che Zamuner si sia preso una grande responsabilità nel sostituire Pillon proprio con Brevi, perché se un allenatore fa bene ed è gradito alla piazza, logica vuole che lo si sostituisca con un altro che, almeno sulla carta, offra maggiori garanzie. Brevi, però, dopo le ottime esperienze di Cremona e di Catanzaro, si è inceppato a Ferrara e a Rimini si è andato a cacciare in una situazione, suo malgrado, difficilmente gestibile. Quindi arriva fra mille “se” e mille “ma” in una città stordita da un’estate in cui, a pochi chilometri di distanza, la resurrezione del Venezia con investimenti mastodontici compiuti da Joe Tacopina per riconquistare una dimensione che pareva ormai perduta, ha inevitabilmente alimentato una certa insofferenza.

Seregno e Tavano, in due giorni il vento è cambiato. C’era la brezza estiva che veniva dal mare, è arrivato improvvisamente il maestrale e adesso bisogna di nuovo rimboccarsi le maniche. La campagna acquisti è buona, mirata, ispirata da una logica che non si vedeva da tempo. Le certezze: Bindi, Madonna, Dettori, Emerson (se recupererà una condizione quantomeno accettabile). Le conferme: Altinier, Neto Pereira, De Risio, Favalli, Sbraga, tutti giocatori dal pedigree di razza. Le incognite: Filipe, perché in un centrocampo a tre con Dettori e De Risio mi sembra ci siano troppi piedi buoni e poca corsa e per questo motivo Mandorlini per me avrà molto spazio; Germinale, perché reduce da un infortunio; Alfageme, che dovrà inserirsi in un meccanismo complesso e che almeno sulla carta non garantisce il salto di qualità che avrebbe garantito, per esempio, Caetano Calil; la difesa, perché al posto di Diniz non è arrivato un sostituto di pari valore, ma due buoni giocatori come Russo e Cappelletti. Tavano, per come sono andati gli eventi, sono contento che non sia arrivato. Mi sbilancio, non avrebbe avuto gli stimoli giusti, quanto accaduto parla chiaro e i rimpianti non sono giustificati. Bisogna chiudere le cessioni (qui dovrà essere bravo Zamuner) e serve un ultimo colpo, o in difesa o in attacco, magari in tutti e due i settori, se arrivassero un giovane e un esperto.

Gira e rigira, si ritorna sempre a Oscar Brevi. Gli auguro vivamente di dimostrare di essere quello di Cremona e di Catanzaro, scacciando subito i fantasmi. Lo ribadisco, ha un compito difficilissimo, anche al di là del valore degli avversari. A proposito: il Parma ha un attacco atomico, una difesa eccellente, mentre a centrocampo secondo me è meno forte rispetto al Padova, il Venezia è costruito da chi sa come fare una squadra, ma è tutto nuovo e avrà tutte le luci puntate addosso, la Reggiana sarà lì con le migliori, il Pordenone ha fatto un mercato da applausi, il Bassano è come la zanzara che ti toglie il sonno e non sai mai quando potrà pungere finché non la stani. E già che ci siamo. Secondo me è stato un errore non presenziare alla cerimonia di presentazione dei calendari di Lega Pro. Apprezzo la lealtà e la trasparenza di Bergamin, ma qualcuno fra i dirigenti avrebbe dovuto varcare la soglia del Teatro Regio di Parma. Purtroppo nel calcio si vince anche sedendosi al tavolo di corte. Magari tappandosi il naso, anche se i commensali non sono il massimo della simpatia. 

Print Friendly

Commenti

commenti

About Dimitri Canello

Direttore responsabile del sito web Padovagoal. Nato a Padova l'11 ottobre 1975, si è laureato nel marzo del 2002 in Lingue Orientali con la specializzazione in cinese. Giornalista professionista dal settembre 2007, vanta nel suo curriculum numerose esperienze televisive (Telemontecarlo, Stream Tv, Gioco Calcio, Sky, La 7, Skysport24, Dahlia Tv, Telenuovo, Reteazzurra, Reteveneta, Telecittà), sulla carta stampata (collaborazioni con Corriere dello Sport, Tuttosport, Corriere della Sera, Repubblica, Il Giornale, World Soccer Digest, Bbc Sport online, Il Mattino di Napoli, Corriere del Veneto) e sui media radiofonici (RTL 102.500, Radio Italia Uno)

Controlla anche

La lunga corsa e il dito di Alfageme….

Sarà ancora lunga, molto lunga. Le possibilità di un clamoroso doppio sorpasso su Venezia e …