Gubbio-Padova, l’analisi del “Mattino di Padova”

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L’ultima volta, in Serie B, il 10 dicembre 2011 era finita 1-0 per il Gubbio (gol di Graffiedi). Tuoni e fulmini sul Padova, quel giorno, e botte da orbi fra i tifosi umbri e veneti, trovatisi incredibilmente insieme in gradinata per un errore di vendita dei biglietti. Stavolta, in Lega Pro, sono i biancoscudati a fare festa, con l’identico punteggio. Segna Daniel Cappelletti, di testa, su palla spiovente dal calcio d’angolo di Emerson, bruciando nello stacco Rinaldi, e lo fa a 4 minuti dal novantesimo, proprio sotto la curva degli ultras biancoscudati – un centinaio in tutto – che hanno sempre incitato la squadra di Brevi. È il primo successo esterno, il secondo dall’inizio del torneo (dopo il 2 a 0 al Forlì, in casa). Un successo che vale tanto oro quanto pesa – 3 punti che spingono la squadra a quota 8, e sempre con la partita di San Benedetto del Tronto da recuperare -ma che non può esaltare troppo per la qualità del gioco espresso, che a tratti ha lasciato a desiderare. I rossoblù masticano amaro, del resto, ed è la seconda volta di fila che cadono al “Barbetti” (il precedente, nel turno infrasettimanale, con la Sambenedettese), sebbene nella ripresa abbiano creato diversi problemi al titolato avversario, che ha rischiato un paio di volte di andare sotto. Il cambio di modulo. Brevi ha sorpreso tutti, presentando una formazione inedita, con un 5-4-1 difensivo che, non appena si recuperava palla, diventava un 3-4-3, con Madonna esterno offensivo a sinistra davanti a Favalli, e l’asse di destra affidato ai giovani Boniotti (classe 1995) e Fantacci (classe 1997), al debutto come titolari. In mezzo Mandorlini e soprattutto Dettori a dettare i tempi. Solo che, a parte un tiro di Altinier a tu per tu con Volpe ribattuto dal portiere (5’) e un rigore reclamato dallo stesso centravanti, pescato nei 16 metri da un bel lancio di Dettori e steso dall’uscita dell’estremo difensore (26’), non hanno prodotto granchè, mentre Candellone si è visto respingere da Bindi una palla-gol (15’). Ritorno al 3-5-2 e gol. Dopo l’intervallo, evidentemente non convinto di quanto avevano combinato i due giovanotti sulla fascia destra (Fantacci è andato meglio di Boniotti), Brevi ha inserito Mazzocco in mezzo e Germinale in avanti, riportando Madonna a destra e Dettori più a sinistra, vicino a Favalli. Il Gubbio ha premuto di più, attaccando sull’intero fronte offensivo, prima sfiorando il bersaglio con un destro al volo di Marini (10’), poi creando una situazione da allarme rosso nella propria metà campo per uno sciagurato errore di Russo ed Emerson (simile a quello di Fano), con Musto filato via verso Bindi e rintuzzato da un bel recupero di Cappelletti (21’), infine con un tiro di Ferretti deviato in angolo dal portiere (23’). Proprio nel momento migliore degli eugubini è arrivato il gol-partita del Padova su palla inattiva (41’). Un classico del calcio, con Brevi che si è come liberato di un peso scattando dalla panchina e irritando un paio di giocatori di casa per la sua esultanza. Scaramucce da fine gara, per fortuna subito rientrate. Adesso si respira. Sabato, sul terreno amico, con il Mantova (ore 18.30) bisogna ripetersi. Magari giocando meglio.

(Fonte: Mattino di Padova, Stefano Edel)




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