Decollo

Chi ama il calcio non può non essersi entusiasmato di fronte allo spettacolo del derby Venezia-Padova. Uno spettacolo impagabile sugli spalti, con il Penzo riempito da quasi 7000 spettatori, dato che in laguna non si vedeva da tempo. E’ stato bellissimo viverlo di persona, assistere allo show delle due curve che si sono date battaglie a suon di cori e sfottò che si perdono nel tempo, è stato bellissimo (nonostante la freddissima tramontana tagliente che soffiava in laguna) entusiasmarsi di fronte all’armata dei mille che abbiamo seguito passo dopo passo fino all’arrivo sull’isola di Sant’Elena. Sul campo ecco un successo epico del Padova, un successo secondo me senza ombre, nonostante un rigore contestato dal Venezia, tre espulsioni e tanto, troppo nervosismo alimentato in settimana dalle dichiarazioni di diversi protagonisti (Pederzoli, Inzaghi, Perinetti) che hanno caricato eccessivamente una sfida già di per sé sufficientemente esplosiva. Ne è nato, alla lunga e col passare dei minuti, un cortocircuito mentale all’interno dei giocatori del Venezia, che ha giocato sì un’ottima partita e che non è stato fortunato in alcuni episodi come in occasione del palo di Soligo (con palla che sbatte sulla schiena di Bindi), ma che alla resa dei conti è uscito sconfitto meritatamente, soprattutto a livello mentale. 

Chi mi legge sa bene quanto sia stato critico nei confronti di Oscar Brevi. E che dopo San Benedetto appoggiavo l’idea di sostituirlo. In quel momento non vedevo nessun segnale che mi facesse pensare a quello che si è visto nelle ultime 9 partite (8 successi fra campionato e Coppa Italia), vedevo un elettroencefalogramma piatto, vedevo  una squadra senza un’idea di calcio che non sfruttava le caratteristiche dei singoli. A distanza di quasi due mesi è giusto riconoscere di aver sbagliato, anche se allo stesso tempo rivendico di aver sempre sostenuto la qualità dell’organico costruito da Giorgio Zamuner, anche quando in giro si leggevano amenità di ogni tipo contro il dg, contro Emerson, la campagna acquisti, la rivoluzione estiva e via discorrendo. Finalmente il Padova è decollato. Perché la sua cavalcata, iniziata con la Reggiana e che si spera non si debba interrompere con il doppio blitz di Parma e Venezia contro le due favorite d’inizio anno, non è arrivata per caso. Personalmente ammetto anche di aver  sottovalutato la componente legata alla condizione fisica, perché la preparazione è stata impostata in estate per dare frutti nel tempo e non subito. Questa componente è stata determinante, più di quanto pensassi. Ha svoltato la squadra, hanno svoltato i giocatori, ha svoltato pure Brevi, riuscito finalmente a stimolare adeguatamente il gruppo, ha svoltato pure la società che, a proposito di laguna, ha remato controcorrente grazie soprattutto al suo dg. Il quale ha fatto da scudo anche alle spinte interne al club (che portavano tutte verso l’esonero di Brevi) e ha dato forza all’allenatore “perché il gruppo era dalla sua parte e da ex giocatore questo sono riuscito a capirlo”, come poi ha spiegato lui stesso. Mai scelta fu più felice, anche se lo stesso Zamuner ha ricordato “nel calcio bastano due sconfitte per cambiare nuovamente tutto”. Giusto vivere alla giornata, senza esaltarsi troppo e senza commettere l’errore di pensare di aver completato l’opera, ma adesso si può dire senza remore che il decollo è avvenuto.

In definitiva, si possono pure mettere i puntini sulle “i” e sottolineare come si sia creata una squadra gladiatoria, rocciosa e difficile da superare, che magari non offrirà un calcio champagne, ma che adesso sa essere tremendamente concreta. Giusto fare i complimenti a Brevi, giusto fare mea culpa per aver sostenuto un’idea che probabilmente non sarebbe stata la migliore, ma altrettanto doveroso sottolineare che la squadra dell’ultimo mese non è certo quella pre Sambenedetto e che la metamorfosi è stata completa. Io, come del resto fanno tutti gli addetti ai lavori, esprimo valutazioni in base a quello che vedo. E sfido chiunque a sostenere, dopo il tracollo marchigiano, che sarebbe sbocciato un Padova così forte, muscolare, concreto e abbagliante come quello visto a Parma e a Venezia. Meglio così, non c’è che dire.

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About Dimitri Canello

Direttore responsabile del sito web Padovagoal. Nato a Padova l'11 ottobre 1975, si è laureato nel marzo del 2002 in Lingue Orientali con la specializzazione in cinese. Giornalista professionista dal settembre 2007, vanta nel suo curriculum numerose esperienze televisive (Telemontecarlo, Stream Tv, Gioco Calcio, Sky, La 7, Skysport24, Dahlia Tv, Telenuovo, Reteazzurra, Reteveneta, Telecittà), sulla carta stampata (collaborazioni con Corriere dello Sport, Tuttosport, Corriere della Sera, Repubblica, Il Giornale, World Soccer Digest, Bbc Sport online, Il Mattino di Napoli, Corriere del Veneto) e sui media radiofonici (RTL 102.500, Radio Italia Uno)

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