Live 24! Modena-Padova, il giorno dopo: vittoria e secondo posto, meglio di così…


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Ore 21.00 – (Giornale di Vicenza) […] Così accade oggi nel cuore della Ciociaria che si coccola il secondo posto in classifica dell’amato Frosinine, prepara il big match contro la Spal e che non dimentica un giocatore – un uomo prima che un giocatore ha sottolineato Bisoli strappando l’applauso in sala stampa – come l’atteso ex Robert Gucher, biancorosso da due mesi, “austrociociaro per sempre” sottolineava una striscione nel cuore della Nord al “Matusa”. Il Vicenza che fra poche ore sarà di nuovo al lavoro al “Morosini”, due cose dovrà ben tenere a mente prima di affrontare il Brescia in quella che sembra davvero la partita decisiva nella corsa alla salvezza: testa e cattiveria, intesa quest’ultima nel senso strettamente agonistico e possibilmente con tendenza al cinismo, alla spietatezza. Come recitano i rilevatori informatici della Lega B, un possesso palla del 52 per cento può essere considerato positivo; non il 38,2 per cento delle azioni d’attacco. La ricerca del bel gioco è piaciuta sino a un certo punto, poi s’é rivelata controproducente e forse in questo campionato mai s’era verificata una situazione del genere. L’inedito andato in scena a Frosinone non dovrebbe ammettere repliche, una volta basta e avanza perché la classifica dice che il Vicenza oggi é in zona playout (il Cesena ha vinto), il calendario stabilisce che un’altra partita se n’è andata e la geopolitica della salvezza indica il “Menti” ombelico del mondo biancorosso.

Ore 20.30 – (Giornale di Vicenza) Robert Gucher sabato a Frosinone ha vissuto un pomeriggio indimenticabile dal punto di vista umano, decisamente meno memorabile per quel che è successo in campo. Il pubblico del Matusa prima e dopo la partita ha tributato un lungo applauso al centrocampista del Vicenza, ritornato in quello stadio per la prima volta da avversario dopo essere stato per tanti anni capitano del Frosinone, tra i protagonisti della storica scalata della serie C fino alla serie A, con oltre 140 presenze in maglia gialloazzurra. E i suoi ex compagni lo hanno accomopagnato quasi fin sotto la curva Nord, tempio del tifo più acceso e variopinto.Emozione, commozione e amarcord a parte, però, si è giocato un incontro che ha visto i biancorossi reggere bene solo inizialmente, per poi uscire di colpo dalla partita dopo il primo gol di Dionisi. «L’accoglienza dei tifosi di Frosinone è stata emozionante, ma sono un giocatore del Vicenza e non posso essere contento per com’è andata al Matusa – dice il regista austriaco -. Sapevamo che sarebbe stato difficile giocare questa partita, ma dobbiamo fare autocritica: nella prima parte, che abbiamo affrontato molto bene, ci è mancata la cattiveria nel capitalizzare le occasioni create; nella ripresa, invece, ci è mancato qualcosa per andare a recuperare il risultato».Gucher non ha dubbi sull’episodio che ha fatto girare la gara: «Dopo una buonissima mezz’ora di gioco ci siamo ritrovati sotto all’improvviso per un tiro da trenta metri – osserva -. Un errore nostro? Probabilmente sì, ma quasi sempre quando una squadra segna c’è una componente di colpa degli avversari, non è quello il problema. Il vero errore è stato quello di perdere convinzione, mordente». […]

Ore 20.00 – (Gazzettino) Quattro sconfitte, altrettanti pareggi e soltanto due vittorie. È il bilancio del Cittadella nel girone di ritorno. Numeri che hanno fatto scivolare i granata – per la prima volta in stagione – fuori dalla zona play off, numeri deficitari soprattutto quando la squadra va lontano dal Tombolato, dove i tre punti mancano dall’ormai lontano 1 ottobre. Il presidente Andrea Gabrielli non si scompone più di tanto: «Un punto sotto la zona promozione non fa cambiare il mondo. La classifica la guardo, ma non ci faccio troppo caso perché non la ritengo veritiera, alla luce delle prestazioni del Cittadella, soprattutto quelle casalinghe. Siamo appena fuori, ma possiamo rientrarci subito, sin dal prossimo turno». A patto che non ci siano le ormai solite amnesie nell’arco dei novanta minuti. «Ogni partita è un capitolo a sé, ha la sua storia. È vero che ultimamente non riusciamo ad assistere a una gara normale, esente da errori, ma dobbiamo fare anche le nostre riflessioni e assumerci le responsabilità, perché ad Ascoli non ho visto il miglior Cittadella. Dobbiamo fare meglio noi e lasciar perdere tutto il resto, perché è fondamentale ritornare la squadra di qualche tempo addietro. Concentriamoci e lavoriamo su noi stessi». Lasciare perdere tutto il resto, dice Gabrielli: è inevitabile non pensare a qualche decisione arbitrale palesemente penalizzante per i colori granata. «Il fatto di giocare con un uomo in meno complica la vita, altera certi equilibri, però non è sufficiente per dire che la partita è persa a priori. Ci va male in alcune decisioni, ma dobbiamo essere più forti di questi episodi: se la squadra mira a certi livelli deve saper superare tutto». Gabrielli non condanna il gesto di Ascoli di capitan Iori costato il rosso. «Stava per andare verso il pallone, non c’era intenzionalità. La punizione è stata oltremodo pesante, eccessiva». […]

Ore 19.30 – (Mattino di Padova) «Qualcuno non ci vuole ai playoff». Se Roberto Venturato, nel dopo partita di Ascoli-Cittadella, ha sfoderato ancora una volta un certo fair play nel commentare le decisioni arbitrali, ad andarci giù pesante ha provveduto invece Enrico Alfonso. Il portiere granata si è lasciato andare in un’intervista video concessa a un sito d’informazione marchigiano, Picenotime, che presto ha fatto il giro del web. Al centro, ovviamente, gli episodi chiave della partita di sabato, persa per 2-1 dai granata, a cominciare dalla discussa espulsione di capitan Iori, per l’ingenuo e probabilmente involontario sgambetto a Cassata. «È difficile da commentare», ha affermato Alfonso. «A me sembrava un “incidente”. Manuel voleva prendere la palla per ricominciare velocemente, mentre il giocatore dell’Ascoli l’ha anticipato, anche se per regolamento avrebbe dovuto lasciare la palla ferma. L’arbitro ha deciso per l’espulsione. È paradossale che sia accaduto, credo che a quel punto ci potesse stare al massimo il cartellino giallo. L’aspetto più brutto non è ritrovarci a parlare di questo episodio, ma il fatto che sia l’ultimo di tutta una serie che ci vedono protagonisti, decisioni arbitrali che fanno pensare che qualcuno non voglia che il Cittadella sia ai playoff, o perlomeno che non faccia comodo». Che il direttore di gara, Aureliano di Bologna, si sia dimostrato men che mediocre è evidente. E lo dimostra proprio il modo in cui ha compensato l’esagerato cartellino rosso comminato a fine primo tempo con il rigore molto dubbio concesso a inizio ripresa a favore del Cittadella e trasformato da Litteri. Ecco perché pare fuori luogo ventilare l’ipotesi di complotti dopo la partita del “Del Duca”. «Io ero il giocatore più distante dall’area avversaria», la versione di Alfonso. «Mi è sembrato che cadendo Almici abbia toccato la palla con la mano, e credo che il rigore sia stato fischiato per quello. Capisco che il ruolo dell’arbitro è delicato. Io parlo in generale, perché più indizi fanno una prova e a me sembra che siamo tartassati. La nostra squadra arriva dalla Lega Pro ed esprime un buon calcio: vorremmo essere trattati alla pari». […]

Ore 19.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Vittoria d’oro dei ramarri allo Stadio del Conero, ottenuta in un ambiente quasi surreale con la tribuna che applaudiva i biancorossi per il loro impegno attuale e la curva che li contestava per le prove del recente passato, su di un terreno quasi impossibile, tanto il fondo era irregolare. Una vittoria ulteriormente impreziosita dalle notizie della sconfitta del Parma (scavalcato dal Padova vincente, 1-0, a Modena e ora secondo) e del pareggio della Reggiana ora 2 punti sotto i ramarri. L’uomo più gettonato a fine gara dai giornalisti marchigiani è Marco D’Arsiè. Non tanto per la prestazione appena fornita fra i pali neroverdi, quanto perché ex biancorosso. «Ricordo volentieri ha detto il portiere naoniano l’anno e mezzo trascorso con il Cavaliere Armato (simbolo dell’Ancona), anche se l’ultimo ricordo è l’infortunio al ginocchio che ha chiuso la mia esperienza al Conero. Ancona è una piazza importante che non si dimentica. Mi è dispiaciuto molto sentire cosa è successo (contestazione degli ultras in settimana ai giocatori, ndr) e anche quello che ho sentito oggi (cori contro i dorici, ndr) arrivare dalla curva. Auguro all’Ancona di risollevarsi. I ragazzi hanno disputato una buona partita, creando almeno tre nitide occasioni. Noi abbiamo saputo sfruttare le occasioni e poi difenderle». […] Arriva poi Semenzato, autore del gol che ha sbloccato il match. «È stato sorride Daniel il mio regalo per la festa del papà e lo dedico tutto a mia figlia. Pronto alla deviazione? Sono schemi rivela studiati e ristudiati in allenamento e la palla di Salvatore (Burrai, ndr) dalla bandierina era perfetta».

Ore 18.40 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Torna finalmente al successo in trasferta il Pordenone, dopo cinque viaggi consecutivi infruttuosi. Non sono al top i ramarri. Bruno Tedino già al termine del successo col Sudtirol (1-0) aveva affermato che il vero Pordenone si sarebbe rivisto a metà aprile. Questa volta Stefani e compagni hanno fatto di necessità virtù, lasciando l’iniziativa per gran parte della gara all’Ancona. Bravi a capitalizzare al massimo con Semenzato e Padovan le occasioni costruite; fortunati a salvarsi quando sono stati pericolosi i padroni di casa con Del Sante, che ha sprecato una palla d’oro in avvio di gara e ha centrato la traversa di D’Arsie nella seconda frazione e soprattutto con Voltan che ha calciato alto un rigore concesso da Provesi per un fallo di Marchi in avvio di ripresa. Comunque sia e visti i risultati concomitanti del Parma (sconfitto al Tardini 0-1 dal Fano) e della Reggiana (fermata, 0-0, al Mapei Stadium dal Mantova), si è trattato di un successo prezioso. I ramarri sono ora soli al quarto posto, a tre lunghezze di distanza dal Parma terzo. In panchina Tedino non c’è, colpito da un attacco influenzale è rimasto in albergo. Al suo posto ecco Carlo Marchetto. L’assistant coach ha riproposto la formazione che sette giorni prima aveva sconfitto il Sudtirol, con Cattaneo trequartista alle spalle di Arma e Padovan. Berrettoni, recuperato, ma tenuto prudenzialmente in panca. De Patre, al suo esordio stagionale sulla panca dorica, ha varato un 4-2-3-1 che aveva in Del Sante l’attaccante più avanzato. […]

Ore 18.20 – (Messaggero Veneto) Dopo Arma, Berrettoni e Cattaneo è lui il miglior marcatore del Pordenone. Daniel Semenzato esce dal Del Conero con il quarto gol in campionato: centro che ha aperto le marcature ed è valso i tre punti. «Sono stato bravo e fortunato – afferma il terzino neroverde –. La rete è il frutto degli schemi che proviamo durante la settimana e devo dire grazie a Burrai per la palla d’oro che mi ha messo. Siamo stati poi bravi con il gol di Padovan a chiudere la gara, anche se l’Ancona ha avuto le possibilità per riaprirla: il rigore fallito ha però chiuso la pratica e poi noi abbiamo amministrato». Le altre reti di Semenzato sono state firmate col Venezia (l’1-0 dell’andata), con Alto Adige e con la Maceratese: adesso? «Punto a superare il record personale di 6 gol (score del campionato 2013-2014 col Bassano, ndr) – risponde il difensore veneto –. Sarebbe un bell’obiettivo da centrare». […]

Ore 18.00 – (Messaggero Veneto) Bruno Tedino marca visita allo stadio del Conero: un’influenza intestinale, accusata nella notte tra sabato e domenica, lo mette ko. Al suo posto in panchina c’è il suo vice, Carlo Marchetto, che torna a guidare il Pordenone a bordo campo dopo la gara con la Reggiana dello scorso campionato e mantiene il suo bilancio in attivo. Per lui due partite, sei punti, tre gol fatti e nessuno subìto. Un portafortuna, anche se la gara di ieri non è stata certo semplice. «L’Ancona arriva da un momento complicato e ha appena cambiato tecnico – afferma il numero due della panchina neroverde –: è stata una partita tosta da preparare, anche perché noi venivamo da cinque ko consecutivi in trasferta. Un po’ di paura la avevamo, visto il nostro ruolino di marcia. Abbiamo sofferto un po’ all’inizio pur avendo aggredito l’Ancona, poi siamo stati bravi e fortunati in alcune occasioni». Sicuramente bravi nella rete di Semenzato e di Padovan, che hanno determinato il risultato; fortunati per quanto riguarda le chance avute dalla squadra di casa. Il Pordenone poteva essere in svantaggio nella metà del primo tempo. «La cosa positiva è aver portato a casa i tre punti – continua Marchetto –. La classifica ci sorride ancora e ci sono degli scontri diretti da giocare. Tuttavia non dobbiamo preoccuparci di questo, bensì pensare al prossimo turno, quando da noi arriverà il Lumezzane, squadra in ripresa, che può far male. Ora speriamo di recuperare tutti i nostri giocatori ed essere pronti per il rush finale». […]

Ore 17.40 – (Messaggero Veneto) Sarà la buona stella di D’Arsiè, che in due partite da titolare conserva la porta immacolata, sarà che gli attaccanti dell’Ancona – Del Sante in particolare – non ne azzeccano una, tirano sempre “in bocca” all’estremo neroverde e sbagliano pure dal dischetto. Sarà che contro l’ultima, la classe e l’organizzazione del Pordenone sono davvero troppo. Fatto sta che i neroverdi interrompono finalmente la serie nera in trasferta, centrando la seconda vittoria consecutiva e staccando pure la Reggiana al quarto posto. Festa grande allo stadio del Conero, dunque, per la truppa di Tedino, il quale se la “gode” – virgolette d’obbligo – dall’albergo causa improvvisa influenza intestinale. Al suo posto in panchina c’è il vice Marchetto. Eppure comincia meglio l’Ancona, in campo con la nuova determinazione portata dal tecnico De Patre, al debutto sulla panchina biancorossa. Ma i marchigiani non trovano gli spazi giusti per creare occasioni nitide e D’Arsiè inizialmente non corre pericoli. Il Pordenone studia gli avversari, si spinge in avanti con prudenza, ma quando lo fa è sempre insidioso. […]

Ore 17.10 – (Giornale di Vicenza) Doveva evidentemente capitare nel momento peggiore del Bassano, il Venezia, agli antipodi dei giallorossi: 5 sconfitte consecutive per i virtussini, 6 vittorie consecutive per i lagunari, l’ultima della serie, di misura, in casa contro il Modena. Con l’affermazione sui canarini, la capolista ha conquistato l’intera posta, e toccato quota 22 su 24 punti a disposizione dall’inizio dell’anno: conquistata l’intera posta contro Ancona, Lumezzane, Pordenone, Samb, Teramo e Modena, gli arancioneroverdi hanno pareggiato col Parma. L’ultima sconfitta della prima in classifica è capitata a Forlì, il 23 dicembre scorso. In formato esterno, l’undici con cui si misurerà un Bassano in apnea, tra le mura di casa sa imporre la legge del proprio campo (9 affermazioni e 5 pari con una sola sconfitta) e lontano dal Penzo è la prima compagine per vittorie corsare (ben 10 su 14 incontri, con 2 sole sconfitte, una delle quali col Pordenone), mentre è seconda ai friulani per realizzazioni totali (47 contro le 51 dei ramarri) e ha la seconda miglior difesa del torneo dopo il Padova (23 reti subìte contro le 22 incassate dai patavini). La compagine prossima avversaria dei giallorossi segna soprattutto nel secondo tempo (30 realizzazioni sulle 47 totali), subisce maggiormente (12 volte sulle 23 complessive) sempre nella seconda frazione di gioco, e ha giocatori con una certa propensione per i gol di testa (ben 13 gol messi a segno finora: è prima anche in questa speciale classifica). […]

Ore 16.50 – (Giornale di Vicenza) Sarà l’effetto suggestivo del Monday Night che già 3 anni fa in occasione di un Bassano-Como portò un mucchio di gente al vecchio Mercante ma la magia della capolista Venezia in visita con l’optional di lusso Pippo Inzaghi in panchina, sta facendo impennare le prevendite. Non tanto e non solo per gli oltre 600 irriducibili lagunari che popoleranno il settore ospiti, quanto soprattutto per la risposta che nella tribuna centrale opposta ha dato la gente bassanese. La gradinata coperta dell’impianto di Bassano è andata pressochè esaurita (mancano letteralmente una manciata di biglietti per sancire il sold out per quella porzione di spalti) e ci sono soltanto a disposizione tagliandi per i gradoni in laterale scoperta. Insomma, già a ieri sera erano oltre 2 mila le presenze assicurate e oggi potranno essere fulminati anche i tagliandi restanti (ma per gli ospiti la prevendita si è chiusa definitivamente ieri alle 19). Non si arriverà quindi ai 3 mila del tutto esaurito ma non si andrà nemmeno tanto lontano dal pienone. […]

Ore 16.30 – (Giornale di Vicenza) Perderne cinque di fila come non accadeva da 6 anni eppoi incrociare il Venezia padrone e tiranno del campionato che viaggia più veloce di un Concorde è come trovarsi una mattina col conto in banca prosciugato e l’esattore delle tasse che scampanella alla porta. Non ciò che si dice una piacevole sensazione. Eppure Bertotto in attesa di presentare il suo primo fatturato ha rignererato gli umori e lo stato d’animo dello spogliatoio. Sono sparite le facce tristi e gli sguardi smarriti, il morale non sembra neppure quello di una squadra che da oltre un mese colleziona labbrate sulle gengive. L’ottimismo della volontà è già divenuto quello della ragione dopo la robusta prestazione di San Benedetto, seppur non corroborata dal sorriso. Adesso servirebbe soltanto evitare di finire spennati un’altra volta, non proprio un particolare secondario. Il guaio è che la capolista procede da tritatutto, un caterpillar che prima o dopo asfalta tutto ciò che gli si para davanti, mentre Bassano le sue certezze le ha anche ritrovate. Ma al momento sono di carta velina, vanno consolidate, basta un colpo di vento per sventrarle di nuovo e Venezia ha la potenza di un uragano. E allora Bertotto è come se tornasse in campo per una sera, anche lui in mezzo in trincea a lottare con i suoi. Perchè idealmente c’è pure Valerio negli undici di stasera. Già poiché dietro l’aplomb imperturbabile e i modi misurati del tecnico che padroneggia con grande disinvoltura taccuini e microfoni, si cela un motivatore nato. Che non ha bisogno di alzare la voce o sbracciarsi alla Cosmi o alla Mazzone per penetrare nelle teste del gruppo ma possiede la forza della trasmissione delle idee. E su quelle conta di fare leva per rovesciare per una notte la dittatura. […]

Ore 16.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Nella 30. giornata il Fano che fa il colpo al Tardini apre ufficialmente la crisi del Parma, cui non è bastato il rientro di un Calaiò che si è visto scontare la seconda di due giornate di squalifica. E oltre al Venezia sorride pure il Padova, nuova vicecapolista del girone B momentaneamente a -5 dagli arancioneroverdi di Inzaghi. Lo 0-1 firmato dall’attaccante granata Fioretti ha inflitto ai gialloblù emiliani la quarta, pesantissima sconfitta stagionale al Tardini, dopo quelle con Venezia, FeralpiSalò e Padova. Di sicuro quella contro il Fano è la più grave per il Parma, perché arrivata in un testa-coda (ducali secondi e marchigiani penultimi, prima del fischio d’inizio di ieri) e soprattutto dopo due 1-1 contro altre due piccole Forlì e Mantova che già erano costati la discesa a -7 dalla vetta lagunare. Gongola ovviamente il Padova, corsaro di misura a Modena con la rete di Neto Pereira: a dare ottimismo ai biancoscudati è anche il calendario, visto che il 5 e 10 aprile potranno giocarsi il tutto per tutto all’Euganeo ospitando Parma e Venezia. […]

Ore 15.40 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Saranno circa 450 i tifosi lagunari allo stadio Mercante (ore 21), al seguito del Venezia che questa mattina effettuerà un allenamento di rifinitura a Bassano. Nel consueto 4-3-3 di Pippo Inzaghi non sembrano esserci dubbi, con Facchin tra i pali, Zampano e Garofalo terzini, Cernuto confermato al centro (favorito su Malomo) e la staffetta tra squalificati, con Modolo al rientro per Domizzi. In regia Bentivoglio (un gol e un assist negli ultimi 180′), come mezzala destra fiducia all’ex Falzerano con capitan Soligo che sembra avvantaggiato sulla sinistra rispetto ad Acquadro. Infine in avanti regolarmente presenti Geijo al centro e Marsura a sinistra (pur allenatisi col contagocce in settimana) con Moreo sulla destra a meno di una chance per Fabiano o Caccavallo. […]

Ore 15.20 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Venezia a caccia della settima vittoria consecutiva questa sera nel posticipo di Bassano (ore 21) per non rallentare di un passo la sua fuga solitaria verso la serie B. Sfida a dir poco particolare per Marcello Falzerano, il cui destro stampato sul palo all’andata era diventato l’assist per l’1-1 vicentino. Meno di cinque mesi è cambiato tutto, per il motorino ora nel centrocampo arancioneroverde e per un Bassano crollato a -24 dal Venezia. «Ai miei ex compagni auguro di tenersi stretti i playoff, ma solo dopo aver affrontato il Venezia – sorride il 25enne di Tivoli -. Per quanto ci riguarda è vero che abbiamo un vantaggio importante, però la strada è ancora lunga». A fine gennaio il cambio di casacca di Falzerano aveva generato polemiche del Bassano contro di lui e il Venezia. «Che accoglienza mi aspetto? Onestamente non ci ho pensato, ognuno è libero di avere le sue convinzioni, io a Bassano sono stato benissimo e ringrazio la società per avermi dato anche la possibilità di venire a Venezia, che era quello che volevo. Sono del tutto concentrato su di noi, qui sono felicissimo dal primo giorno. Conquistare la serie B sarebbe il massimo e voglio solo la mia prima promozione». […]

Ore 15.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Sempre più difficile questo campionato di Lega Pro. La sconfitta inattesa del Parma in casa con il Fano favorisce indubbiamente il Venezia in questa volata in vetta ma nel contempo crea qualche problema mentale in più. Già perchè sicuramente i ragazzi di Inzaghi scenderanno in campo a Bassano per centrare l’ennesimo importantissimo successo – in una vera prova di maturità – ma l’avere nella mente i risultati già acquisiti delle concorrenti potrebbe giocare qualche scherzo (ora c’è il Padova al secondo posto a -5). Concentrazione massima, quindi, e determinazione per proseguire nella serie di finali – sono ancora nove quelle che il Venezia deve affrontare – prima di potersi concedere un rilassamento. Alle 21 a Bassano (e su Raisport) andrà in scena una gara che sulla carta parrebbe non avere storia – il Fano ha però insegnato ieri pomeriggio quanto queste letture possano essere sbagliate – ma che sarà invece sicuramente contrassegnata dalla voglia di rivalsa, di riscatto del team giallorosso. […]

Ore 14.40 – (La Nuova Venezia) Svincolo verso la Serie B per il Venezia, che stasera prova a ingabbiare anche il Bassano andando a caccia del decimo risultato utile consecutivo (25 punti su 27 conquistati dal 30 dicembre) per tenere a distanza Parma e Padova. Venezia che troverà una squadra ferita, decisa a interrompere la striscia di cinque sconfitte consecutive e una vittoria che manca dal 5 febbraio (2-0 al Lumezzane al Mercante). Stati d’animo, condizione di squadra e classifica agli antipodi per Bassano e Venezia, situazione diversa da quella della vigilia del match del Penzo quando arrivarono appaiate in testa alla graduatoria e Pasini pareggiò il gol di Pederzoli. Disco rosso per lo squalificato Domizzi, assente per la quinta volta (una vittoria e tre pareggi senza l’ex udinese) e costretto al cambio durante l’intervallo nel match d’andata, con Cernuto riconfermato al centro della difesa insieme al rientrante Modolo. Squadra che vince non si tocca, quindi centrocampo con Falzerano, ex di turno atteso al varco dai suoi vecchi tifosi, Bentivoglio e Soligo, attacco con il tridente Moreo-Geijo-Marsura. Inzaghi ha recuperato Geijo, Marsura e Ferrari che erano usciti con qualche botta dal match contro il Modena. […]

Ore 14.10 – (Gazzettino) […] Ecco Vincenzo Italiano: «Faccio i complimenti alla squadra per la mole e la qualità del gioco espresso. Abbiamo messo in atto tutto quello che avevamo provato in queste due settimane, e per me è motivo d’orgoglio e di soddisfazione. Purtroppo però gira così». Aggiunge: «Non posso rimproverare niente ai ragazzi, e non apisco come si possa perdere giocando in questo modo. Facciamo sempre prestazioni importanti, poi al minimo errori veniamo puniti. È la fotografia dell’intera annata». […]

Ore 13.50 – (Mattino di Padova) Non basta un ottimo primo tempo e una buona prova alla Vigontina. La squadra di Vincenzo Italiano, dopo il pareggio con la Triestina pre-sosta, esce nuovamente sconfitta. A imporre l’alt il Cordenons che, con una doppietta di Maccan (salito a 18 reti), regola la pratica e, complice il successo della CareniPievigina al cospetto del Campodarsego, spedisce i padovani all’ultimo posto del girone C di serie D. È amara la trasferta nel pordenonese: nella 27ª giornata Siega e compagni rimangono fanalino di coda in solitaria e ormai sono sempre più vicini al ritorno in Eccellenza. Per il tecnico è il primo ko del suo nuovo corso, inaugurato con la gara con i giuliani di due settimane fa. Rispetto alla formazione annunciata alla vigilia Italiano punta in difesa su Daniel Niccolini, ex Padova e Pordenone, che guida così il reparto assieme ad Andrea Guagnetti. Davanti, al posto di Minozzi, c’è Antenucci mentre in mezzo Radujko inizia in panchina. Il Cordenons punta su bomber Maccan e su un 4-3-2-1 che ruota attorno alla solidità in mezzo garantita da Mattielig. È la Vigontina a fare la partita: cerca a tutti i costi quel successo che nel girone di ritorno non è mai arrivato. […] La Vigontina esce sconfitta, è sempre più ultima e a ben poco serve la consapevolezza di aver disputato una buona gara.

Ore 13.30 – (Gazzettino) Cristiano Masitto si prende tutte le responsabilità della disfatta casalinga, anche se in campo non c’era lui a giocare. Una sconfitta inaspettata: «Non abbiamo sottovalutato l’impegno, ne abbiamo discusso per tutta la settimana, le colpe sono mie perché ho schierato una squadra imbarazzante, che avrebbe probabilmente perso anche contro un’avversaria di Prima categoria. Significa che non ho preparato bene i ragazzi né mentalmente né fisicamente». La gara è stata segnata da errori e disattenzioni individuali. «Abbiamo subìto tre gol in casa nostra dall’ultima in classifica, significa che qualcosa non è andata come doveva. Abbiamo sbagliato tutto, non c’è niente da salvare, io mi farò un bell’esame di coscienza». Masitto ha schierato un Campodarsego tatticamente diverso dal solito. «Sapevamo che loro potevano giocare con due diversi moduli, avevamo studiato bene la partita. Indipendentemente dalla tattica – dice ancora – non si possono subire gol come quelli che abbiamo preso noi. In campo c’erano giocatori che in questi ultimi giorni si erano allenati bene, mentre hanno riposato altri che finora avevano sempre tirato il carro. Con la Vigontina San Paolo, con le stesse premesse, avevamo fatto bene, questa volta no, io mi prendo le responsabilità». […]

Ore 13.10 – (Mattino di Padova) L’Eclisse Carenipievigina oscura le prospettive del Campodarsego, con una vittoria al Gabbiano che allontana la rincorsa al duo di testa Mestre-Triestina. Un risultato maturato in seguito ad alcune pesanti disattenzioni difensive dei padovani, che si sono ritrovati inaspettamente in rimonta fin dai primi minuti. Dopo una prima incursione di D’Appolonia, rispondono i trevigiani con Frezza. Nel successivo, maldestro rinvio di Andreatta la palla carambola addosso a Baggio: il difensore, con una botta di prima, fa partire un rasoterra che s’infila in rete. Campodarsego sfiora il pari con una botta di Beccaro ravvicinata, respinge sulla linea Zanette. Attenzione però all’immediata ripartenza ospite, perché da qui nasce il raddoppio: lancio per Frezza, che trova una prateria davanti a sé e una volta in area batte con un rasoterra Andreatta. […]

Ore 12.50 – (Mattino di Padova) Nel post-gara, il tecnico dell’Abano Luca Tiozzo non ha troppa voglia di parlare. Per il timoniere chioggiotto, infatti, quella nel derby con l’Este è una sconfitta senza “se” e senza “ma”. «È una partita un po’ difficile da commentare», spiega con un filo di rammarico, «Quando una squadra come l’Este vince in dieci vuol dire che ha saputo soffrire. Hanno avuto un po’ di fortuna, certo, ma anche astuzia. Da parte nostra invece, ci sono state alcune mancanze e non poca sfortuna». […] Dall’altra parte, sponda Este, l’entusiasmo è alle stelle. Il vicepresidente dell’Este Stefano Marchetti dedica la vittoria «a mister Florindo e allo staff tecnico che in settimana hanno fatto un lavoro esemplare» mentre il tecnico giallorosso coglie l’occasione per “regalare” il successo al padre Antonio in occasione della Festa del papà. Dediche a parte, Michele Florindo ha soltanto parole positive per i suoi ragazzi: «Siamo riusciti a rimettere le cose a posto nonostante l’inferiorità numerica e penso che la squadra sia stata fortissima nel resistere in 10 per più di 80 minuti», il commento dell’ex difensore, «Non posso che fare i complimenti ai miei giocatori che sono stati gagliardissimi contro avversari che hanno comunque creato occasioni da gol». In ogni caso, l’Este è stato impeccabile a livello tattico: «Sì, ma penso sia stata determinante la nostra voglia di punti e la capacità di capitalizzare al meglio le occasioni. Sono orgoglioso di allenare questo gruppo perché comunque ogni settimana si presta a un lavoro importante. Oggi (ieri, ndr) ha dato un contributo fondamentale un fuoriclasse come Vincenzo Ferrara che ha fatto veramente la differenza, forse anche per merito del nuovo taglio di capelli (un’inedita rasatura a zero, ndr)». […]

Ore 12.30 – (Mattino di Padova) L’Abano combina un bel pasticcio e l’Este ringrazia. E saluta pure. Proprio nella domenica in cui il Campodarsego cade contro l’ultima in classifica (2-3 con l’Eclisse Carenipievigina) offrendo un assist golosissimo in chiave terzo posto, i neroverdi incassano la tripletta di Vincenzo Ferrara e restano a secco nonostante gli 80 minuti di superiorità numerica. Un peccato non troppo veniale per gli uomini di mister Luca Tiozzo, sfortunati, certo, ma anche farfalloni e imprecisi. Dall’altra parte, i giallorossi – più cinici che mai – si godono il successo esterno e una salvezza anticipata che, a questo punto, sembra sempre più vicina oltre a una bella botta di vita in vista del derby di domenica prossima col Campodarsego. […]

Ore 12.00 – Le pagelle del Padova (Gazzettino, Andrea Miola): Bindi 8; Sbraga 5.5, Emerson 6, Cappelletti 6; Madonna 6, De Risio 5.5, Mandorlini 6, Dettori 5.5, Favalli 5.5 (Russo sv); Altinier 6 (De Cenco 6), Neto Pereira 6.5 (Alfageme 5.5).

Ore 11.50 – (Gazzettino) Che sarebbe stata una partita complicata per il Padova lo si sapeva già alla vigilia, ma sul campo le difficoltà sono state ancora maggiori. Bravo il Modena nei primi venti minuti a chiudere tutte le linee di passaggio ai biancoscudati, che quasi mai sono riusciti a sfruttare le corsie esterne e a dare ampiezza al proprio gioco. C’è voluta perciò la splendida giocata di Neto Pereira per dipanare la matassa. Sulla sponda aerea di Altinier, il brasiliano ha resistito alla strattonata dell’avversario e dal limite, in perfetta coordinazione, si è girato su se stesso e al volo di destro ha spedito la sfera nell’angolo più lontano alle spalle di un sorpreso Manfredini. La gioia del capitano è durata però solo una manciata di minuti. A tradirlo un indurimento muscolare alla coscia. Cambio obbligato e dentro Alfageme, giustiziere del Modena nella gara d’andata. La reazione degli emiliani è stata affidata a Diop, che per due volte ha minacciato la porta di Bindi. […]

Ore 11.40 – (Gazzettino) Tre punti fra mille sofferenze e secondo posto in classifica. Un graditissimo doppio regalo di compleanno per il presidente Bergamin, che l’altro ieri ha compiuto 65 anni. È largamente positivo il bilancio della domenica biancoscudata, che ha la firma di Neto Pereira e Bindi. Il brasiliano ha realizzato la rete della vittoria con una giocata di pregevolissimo livello tecnico, ma non è poi riuscito a godersi troppo la prodezza perchè poco dopo è stato costretto a chiedere il cambio a causa di un problema al flessore. Il portiere è stato decisivo in almeno tre circostanze nella ripresa, negando al Modena un pareggio che sarebbe stato meritato. A completare l’opera è arrivato l’inatteso ko casalingo del Parma di fronte al Fano, con il sorpasso della truppa di Brevi ai ducali in attesa del verdetto della sfida di stasera tra il Bassano e la capolista Venezia.

Ore 11.30 – (Gazzettino) […] Grande protagonista Bindi che ha salvato il risultato: «La parata più difficile? L’ultima sul colpo di testa di Diakite. Ho visto che colpiva incrociando, in quei casi la bravura è tenere i piedi saldi per essere reattivi nell’andare a impattare la palla. Mi è riuscito, sono felice». Dove può arrivare il Padova? »Abbiamo superato il Parma, quindi è obbligatorio crederci nelle otto gare che mancano. Abbiamo scontri diretti, sarà motivante e speriamo di vincere». Ancora un flash sulla vittoria al Braglia: Va esaltato lo spirito di squadra che non ha mai mollato». È il turno di Mandorlini: «L’obiettivo era solo portare a casa i tre punti, sapevamo che era una partita difficile. Nel primo tempo abbiamo avuto l’approccio giusto alla gara controllandola e trovando il gol, nella ripresa siamo calati un po’ fisicamente e il Modena ha preso più campo creando qualche palla gol. Comunque siamo stati bravi a soffrire conquistando tre punti molto importanti. Il secondo posto? Siamo contenti, però adesso bisogna essere forti mentalmente e guardare solo a noi stessi partita dopo partita».

Ore 11.20 – (Gazzettino) Non è mancata qualche tensione al triplice fischio finale che ha coinvolto i giocatori delle due squadre, e con il team manager biancoscudato Mateos che è stato portato via da uno steward. Episodio che è stato minimizzato in sala stampa. «C’era un po’ di nervosismo – spiega Brevi – Abbiamo cercato di placare gli animi, però sono cose che capitano. Non ho visto cose particolarmente gravi». Passando alla vittoria, il tecnico la commenta così: «Siamo contenti, è un successo importante e andiamo avanti così. Abbiamo controllato abbastanza bene il primo tempo. Ci aspettavamo che il Modena chiudesse un po’ tutti gli spazi e abbiamo fatto fatica a muovere la palla, complice anche il campo che non era bello. Però eravamo in controllo e abbiamo fatto gol. Nella ripresa invece non abbiamo ripetuto altri secondi tempi, anche se in questo momento può succedere. Non abbiamo sicuramente calciato bene le palle da fermo, situazioni nelle quali siamo di solito più pericolosi. Però ci prendiamo i tre punti. Dispiace per Capuano che magari è amareggiato, ma qualche volta lo siamo stati noi quando meritavamo di vincere e per una ragione o per l’altra non l’abbiamo fatto. Il calcio ti dà e ti toglie». […]

Ore 11.10 – (Gazzettino) Già in diffida, per effetto del cartellino giallo rimediato a Modena, Emerson, che fino a questo momento non si era perso nemmeno un minuto di campionato, salterà il prossimo impegno all’Euganeo con il Bassano (ore 20.30). Di qui a fine stagione ci sarà da fare i conti con il lungo elenco di giocatori diffidati che per ora comprende Madonna, Berardocco, Dettori, Alfageme e Neto Pereira. […]

Ore 10.50 – (Mattino di Padova, editoriale di Stefano Edel dal titolo “E se il Bassano facesse un favore sai che finale…”) […] I ducali sono caduti, inciampando in un Fano rilanciatosi alla grande e accentuando la sensazione, dopo due pareggi di fila, che stiano pagando, oltre al cambio di guida tecnica, la rincorsa sfrenata alla capolista. E così, grazie al successo (storico) di Modena, il quinto su 34 partite disputate sin qui al “Braglia”, il Padova è balzato al secondo posto in classifica, e a otto giornate dalla conclusione della stagione regolare sogna l’aggancio alla “corazzata” lagunare pilotata da Pippo Inzaghi. Da solo, in tutta onestà, sembra un’impresona pensare di recuperare quelle 5 lunghezze che lo separano dalla vetta, e per questo è più logico ipotizzare che, così come si è piantato il Parma, qualcuno gli dia una mano per sgambettare la capolista. Il calendario si diverte a proporre situazioni strane, e così succede che stasera il Bassano sia nel mirino non solo del Venezia, che gli renderà visita, ma anche dello stesso Brevi, il quale se lo ritroverà di fronte domenica prossima, in un altro derby non facile in programma all’Euganeo. […] Oggi il Padova tifa per loro, prima di affrontarli fra sei giorni. La sfida sembra obiettivamente indirizzata verso una sola direzione, quella dei primi della classe, eppure la speranza, come suol dirsi, è l’ultima a morire. E se dovesse scaturire qualcosa di imprevisto, è evidente che l’entusiasmo fra i tifosi biancoscudati lieviterebbe a dismisura. Insomma, come si prevedeva, sono marzo e aprile i mesi che decideranno la corsa verso la Serie B. Diamo atto a Bergamin e Bonetto di essere stati di parola: questo gruppo non solo ha migliorato il quinto posto del maggio 2016, ma può addirittura puntare al salto di categoria diretto. Bravi davvero.

Ore 10.40 – Le pagelle del Padova (Mattino di Padova, Francesco Cocchiglia): Bindi 7.5; Sbraga 6, Emerson 6, Cappelletti 7; Madonna 6, De Risio 6, Mandorlini 6.5, Dettori 6, Favalli 6 (Russo sv); Altinier 6 (De Cenco 6), Neto Pereira 7 (Alfageme 5.5).

Ore 10.30 – (Mattino di Padova) Neto, delizia e… dolore. A 38 anni già compiuti l’attaccante brasiliano, diventato papà da nemmeno due mesi, continua a sfornare “numeri” di alta scuola calcistica. E la sua prodezza dopo 21’, su imbeccata di Altinier (doppio colpo di testa del centravanti), sblocca una partita che il Padova ha in mano, per la verità, sin dall’inizio, forte di un maggiore tasso tecnico e di un’organizzazione superiore a quella dei padroni di casa. Dunque Neto, spalle alla porta, vede arrivargli la palla e, senza neanche pensarci su un secondo, la scaraventa in girata nell’angolo alla destra di Manfredini. […] Alla fine, buon per il Padova che, pur costretto ad alzare le barricate davanti a Bindi e affidatosi alle mani del suo portierone, l’1-0 sia rimasto tale. Al tecnico va riconosciuta la bontà di un lavoro che in questi mesi ha fortificato la squadra sul piano psicologico, oltreché tecnico-tattico. La Coppa Italia sarà pure sfumata, ma essere secondi significa tantissimo. Consente di evitare, intanto, il primo turno dei playoff. Ma con Parma e Venezia che dovranno venire all’Euganeo non è detta l’ultima parola.

Ore 10.20 – (Mattino di Padova) Secondo posto. E un tabù – quello del “Braglia” – che cade dopo 49 anni, risalendo l’ultimo successo biancoscudato contro i “canarini” al gennaio del 1968, anche se allora era Serie B (finì 1-2). Alla faccia della cabala, il Padova centra la diciassettesima vittoria della stagione, l’ottava del girone di ritorno su 11 partite, il che significa un bottino di 26 punti (compresi 2 pareggi) su un piatto potenziale di 33 dopo aver virato la boa di metà campionato. Numeri importanti, che valgono il sorpasso ai danni del Parma, in piena crisi e caduto al “Tardini” contro il Fano. Adesso l’inseguitore principe del Venezia, di scena stasera al “Mercante” di Bassano del Grappa, è proprio il gruppo guidato da Oscar Brevi, che sta marciando a ritmi da promozione diretta. Un “colpo” pesante quello messo a segno sulla via Emilia, dopo una partita dai due volti: discreta e concreta nel primo tempo, troppo sofferta e vissuta stringendo i denti nel secondo. Ma ciò che contava era fare bottino pieno e la missione è andata a buon fine.

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) «In avvio abbiamo controllato abbastanza bene, ci aspettavamo che il Modena si chiudesse e abbiamo fatto un po’ di fatica a muovere la palla anche per colpa di un campo non perfetto. Poi, dopo il bel gol di Neto e l’intervallo, nella ripresa non siamo stati quelli di altre volte». […] A Modena non si vinceva dal 1968… «Da quando Capuano siede in panchina, questa squadra non aveva ancora mai perso in casa. Tra questo dato, e il tabù che reggeva ormai da decenni, siamo ancora più contenti del risultato». E adesso c’è Bassano-Venezia, la capolista in casa della vostra prossima avversaria. Sarà anche lei al “Mercante”? «Io sono già soddisfatto, perché dovevamo vincere e ci siamo riusciti. Sono un po’ stanco, e non so se andrò a vedere il Venezia dal vivo, ma mal che vada lo guarderò in televisione».

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Curioso che nel giorno che vale al Padova il sorpasso sul Parma e il secondo posto in classifica Oscar Brevi sia una maschera di nervosismo. La vittoria c’è, e non gliela toglie nessuno, ma come poche altre volte in stagione, al “Braglia” stavolta i biancoscudati sono finiti sotto nel gioco e nella corsa, e solo grazie alle parate di Bindi sono riusciti a tenere in piedi il vantaggio sino al triplice fischio finale. «È così, non lo si può negare», l’ammissione del tecnico a fine gara. «Nel secondo tempo abbiamo fatto grande fatica, e sinceramente il Modena avrebbe meritato di pareggiare. Questa rimarrà come una delle poche gare in cui non abbiamo di certo fatto un’ottima partita». Eppure eravate partiti bene, e al 21’ eravate già sull’1-0… «La prima frazione direi che è stata discreta. Ai ragazzi, prima della gara avevo detto che probabilmente sarebbe stato più complicato giocare in questo stadio, contro una squadra che avrebbe gettato il cuore oltre l’ostacolo, di quanto non lo sia stato, per esempio, contro la Reggiana».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) […] Giacomo Bindi a Modena si è reso protagonista della sua miglior gara in maglia biancoscudata, tenendo in piedi l’1-0 sino al triplice fischio nonostante i molteplici tentativi – tutt’altro che timidi – dei “canarini”. «Stavolta la nostra gara è stata molto più improntata alla fase difensiva», le dichiarazioni del numero uno nativo di Siena. «Soprattutto nel secondo tempo, quando siamo calati fisicamente, il Modena ci ha messo davvero in difficoltà. Nell’arco di un campionato, però, domeniche così possono capitare. Io ho fatto il mio, sono contento perché qualche parata è stata davvero difficile, e quella su Diakite, all’ultimo minuto, è risultata determinante. Ma ad inizio ripresa mi ha dato una mano anche De Risio, perché dopo la conclusione di Diop, che ho respinto con le ginocchia, è stato lui a togliere dalla porta la ribattuta di Fautario. Sono stato bravo, e sono felice di prendermi qualche merito per questa vittoria». […]

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Di ben altro umore il centrocampista biancoscudato Matteo Mandorlini. «L’obiettivo era portare a casa i tre punti, e, pur sapendo che avremmo dovuto giocare una gara difficile, nel primo tempo siamo scesi in campo con l’approccio giusto, controllando bene la prima parte di gara e trovando subito il gol. Nel secondo tempo credo che la causa della nostra sofferenza sia stato un calo fisico: il Modena ha preso un po’ di campo, ha creato qualche palla-gol importante, ma noi siamo stati bravi a soffrire tutti insieme e abbiamo portato a casa tre punti molto importanti». Tre punti che valgono il sorpasso sul Parma. «Ora dobbiamo essere forti mentalmente, pensare solo a noi stessi e non guardare la classifica. Fino ad ora abbiamo fatto così, se vogliamo provare a salire ancora di più dobbiamo continuare su questa strada».

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Chi non conosce Eziolino Capuano, leggendo certe dichiarazioni potrebbe anche pensar male. Ma l’istrionico tecnico del Modena è, ed è sempre stato, schietto e a volte pure sopra le righe. Niente di cui stupirsi, perciò, nemmeno delle colorite dichiarazioni dopo la sconfitta con il Padova. «Sono arrabbiato, e non poco», le sue parole. «Al 90’ Bindi ha fatto un miracolo come io non ne avevo mai visti fare in tutta la carriera, e ad inizio ripresa abbiamo sbagliato per due volte palloni ad un metro dalla porta che persino mio figlio avrebbe potuto sfruttare meglio… Chi vince ha sempre ragione, ma il Padova non ha meritato del tutto: noi abbiamo creato tante occasioni e abbiamo perso, loro hanno fatto praticamente un solo tiro in porta in tutta la partita, e hanno vinto. Peccato, perché certamente abbiamo dei limiti, ma la mia squadra è viva e ha corso fino al 93’».

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