Padova, non solo Neto: una certezza per i playoff c’è, segna sempre Altinier (senza rigori)

Non voglio soffermarmi troppo sulle quattro sconfitte consecutive del Padova e sul pareggio con l’Ancona. Per tirare giudizi stroncanti aspetto i playoff, anche se la mia idea me la sono fatta e la dirò a fine stagione. Parlerò di un altro aspetto. Della classifica marcatori del girone B della Lega Pro: Mancuso 21 gol con sei rigori, Arma 17 con 7 rigori, Calaiò 15 con 3 rigori. E poi ecco Guerra a 13 (2 rigori) e, soprattutto, Cristian Altinier con 13 centri e nessun rigore. Insomma, c’è che chi dice che l’unico motivo della crisi del Padova sia l’assenza di Neto Pereira (tornerà ai playoff), ma la realtà è un’altra. Una delle poche certezze di questo Padova, oltre al capitano (che non è mai stato un goleador e mai lo sarà, 5 centri quest’anno sinora) è ancora lui, il Duca: l’uno serve all’altro, con Pillon avevano messo insieme 27 gol in due con il 4-4-2 e due ali a innescarli. Lui, Altinier, aveva pure fatto il quattordicesimo a Pordenone, annullato chissà per quale motivo: signor Lovisa, un po’ di buon gusto ogni tanto non le parrebbe doveroso? Segna anche quando la squadra va male e non fa mancare mai un lavoro enorme nonostante il baricentro bassissimo imposto dal gioco ultradifensivo di Brevi lo penalizzi spesso e volentieri. Non è rigorista anche per demeriti propri, avendone fallito uno a inizio anno con la Maceratese e ceduto lo “scettro” a un cecchino come Michele Russo (anche per lui un errore a Bassano, poi però trasformato in gol dopo la ribattuta di Bastianoni). Insomma, Calaiò che prende uno stipendio oltre tre volte superiore ad Altinier ha appena due gol in più all’attivo (i due rigori). Si rifletta. Cristian di gol ne ha fatti 46 nelle ultime tre stagioni e qualcuno storce ancora la bocca… In tanti si lamentano di Caio De Cenco, non capendo due cose: 1) che il bomber di razza in rosa il Padova ce l’aveva già e che serviva un sostituto che desse più garanzie di Germinale. De Cenco le dà se gioca nel suo ruolo; 2) che il problema non è De Cenco ma il fatto che, assieme, Altinier e l’ex Pordenone non riescono a giocare. Se ne potrà riparlare una volta che Caio avrà giocato accanto a Neto; 3) che a mancare non solo i gol di De Cenco, sono i gol di Alfageme! Tre reti arrivati a questo punto considerato tutte le partite che ha giocato (30!) per un attaccante sono una miseria. Certo, ogni tanto è stato decisivo, ma come può essere positivo il bilancio per una punta comprata per segnare e che a maggio ha gonfiato la rete appena tre volte lasciando spesso e volentieri tracce impercettibili? Alfageme si svegli, provi a capire che Padova non è Caserta e dimostri quanto vale, perché a Padova il vero Alfageme lo abbiamo visto forse per 3-4 partite. Le giustificazioni sono finite, le sgroppate senza un minimo di criterio logico e tattico servono a poco: e magari l’argentino pensi di più a giocare al massimo delle sue possibilità che a sfoggiare pose da tronista su instragram o su facebook. Corretto Luis? Vediamo se queste parole serviranno a fargli capire una volta per tutte dov’è capitato e che a Padova non è che si possa giocare al 50% (infortuni esclusi) o quando se ne ha voglia. Il problema vero del Padova è l’assenza dei gol o la penuria di chi gioca accanto ad Altinier: 5 Neto Pereira (beninteso, un fuoriclasse per la Lega Pro), 3 Alfageme, 2 De Cenco. Dieci in tutto in tre attaccanti e Germinale fino a gennaio non aveva mai segnato. A Fano ne ha fatti cinque: due rigori, due punizioni e uno su azione. In una squadra che lotta per la salvezza ci sta alla grande, al Padova serviva altro. Tocca a De Cenco (nel suo ruolo) e soprattutto ad Alfageme dimostrare ai playoff che ha avuto senso acquistarli. Una volta per tutte. E se proprio si vuol fare giocare Altinier assieme a De Cenco (missione difficilissima), almeno si provi il 4-4-2 puro con due ali. Con un po’ di coraggio in più rispetto al solito immutabile 3-5-2, magari. Coraggio, questo sconosciuto…. 

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About Dimitri Canello

Direttore responsabile del sito web Padovagoal. Nato a Padova l'11 ottobre 1975, si è laureato nel marzo del 2002 in Lingue Orientali con la specializzazione in cinese. Giornalista professionista dal settembre 2007, vanta nel suo curriculum numerose esperienze televisive (Telemontecarlo, Stream Tv, Gioco Calcio, Sky, La 7, Skysport24, Dahlia Tv, Telenuovo, Reteazzurra, Reteveneta, Telecittà), sulla carta stampata (collaborazioni con Corriere dello Sport, Tuttosport, Corriere della Sera, Repubblica, Il Giornale, World Soccer Digest, Bbc Sport online, Il Mattino di Napoli, Corriere del Veneto) e sui media radiofonici (RTL 102.500, Radio Italia Uno)

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