Live 24! Padova, altra “sgambata” mattutina per i Biancoscudati

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Ore 20.00 – (Giornale di Vicenza) Per adesso è più uomo gel che uomo gol anche se quest’anno ha incrementato la sua media realizzativa, ma è indubbio che come quel famoso analcolico biondo della rèclame, anche il biondo Michael piace a tutti. Fabbro ancora non fa impazzire il mondo come il suddetto carosello, tuttavia gode di diversi estimatori. Non quanto le frotte di teenager che lo adorano, ma solidi ammiratori senz’altro che hanno apprezzato il suo carattere leonino nell’interpretare la fase offensiva, la volontà di buttarsi su ogni pallone come fosse l’ultimo o quello della vita. E allora per questo puntero perennemente con l’argento vivo addosso (anche se, mannaggia, quel pallone a Pordenone in avvio di ripresa doveva scaraventarlo nel sacco) si sono fatte vive in due. Sì, il ventenne friulano è finito nei radar del Cittadella in serie B e dell’ambiziosa Juve Stabia in Lega Pro. Il giovanottino è legato da contratto col Bassano a scadenza giugno 2018, difficile che possa partire in estate se non a fronte di un’offerta particolarmente robusta da indirizzare nelle casse giallorosse. Più facile, magari, che possa essere ceduto l’anno prossimo, magari con un’intesa anticipata tra società e un indennizzo a favore del Soccer Team. Su Fabbro, inoltre, c’è sempre l’interesse a distanza dell’Entella in B che non smette di monitorare il ragazzo. Il quale magari da prima punta potrebbe faticare a sfondare ma nelle vesti di spalla d’attacco o esterno alto può dire la sua. Ad ogni modo è una trattativa che entrerà nel vivo solamente a giugno inoltrato. Nel frattempo sono cominciate le consultazioni riguardo alla permanenza o meno di Valerio Bertotto. Primi colloqui orientativi all’interno del club in attesa di incontrarsi con la proprietà e parlarsi col presidente Stefano Rosso. Le percentuali di una sua permanenza al momento sono le stesse di una sua uscita. Da parte sua ha già dato piena disponibilità a proseguire il rapporto col sodalizio cittadino ma ovviamente l’ultima parola spetterà alla famiglia Rosso, al direttore generale Seeber, col parere altrettanto risolutore dei soci di riferimento. Per questo non è una decisione che verrà presa domattina ma richiederà almeno qualche altro giorno di riflessione e si andrà fatalmente alla prossima settimana. Aver guidato la squadra ai playoff da subentrante, tuttavia, potrebbe non essere sufficiente a Valerio per strappare la riconferma. Tra i capi del Bassano c’è chi spinge per voltare pagina all’insegna del nuovo ciclo da varare a tutti i costi. […]

Ore 19.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Salvatore Burrai non sarà presente domani (18.30) a Gorgonzola, nella gara uno degli ottavi con la Giana Erminio (che verrà proposta in diretta sia da Sportube.tv che da Udinese Channel), né ci sarà mercoledì per il ritorno. Nessuna grazia dalla giustizia sportiva, dunque, dopo il ricorso della società. «Se la mia Spal è andata in serie A, il mio Pordenone può andare in B». A credere nelle chance del ramarro è Maurizio Mazzarella, ex neroverde ed ex spallino, sulle ali dell’entusiasmo nato proprio dalla promozione degli estensi. […] «La Giana è battibile è sicuro ma certo non ci voleva l’infortunio di Stefani. Mi auguro che il capitano ce la faccia. Abbiamo però la possibilità di passare ai quarti anche senza Berrettoni, Stefani e Burrai. Poi si vedrà. Sono altre le favorite? Certo, ma in Inghilterra sorride Mazzarella – la scorsa stagione ha vinto la sorpresa Leicester». Dovesse succedere, bisognerebbe innalzare in piazza XX Settembre un monumento a Bruno Tedino. «Vero concorda l’avvocato -. Sento dire che se ne andrà e non gli mancano certo gli estimatori. Se dovesse accadere suggerirei Bertotto, che ha fatto bene a Bassano, oppure Zironelli, che ha fatto ancora meglio a Mestre. Comunque, per non far andar via Bruno, mi metto io azzarda l’avvocato – in testa al movimento popolare di protesta».

Ore 19.00 – (Messaggero Veneto) Per chi non può assistere domani al match dal vivo non ci sarà solo l’opzione Sportube per seguire la gara dei ramarri. Giana Erminio-Pordenone, infatti, sarà trasmessa live anche da Udinese Tv (canale 110 del digitale terrestre). L’emittente friulana ha acquisito dalla Lega Pro i diritti per trasmettere in diretta la partita, valida com’è noto, per l’andata degli ottavi di finale dei playoff (il via alle 18.30). Si tratta di una prima volta, perché sinora Udinese Tv aveva mostrato ai suoi ascoltatori solo in differita le immagini delle gesta dei neroverdi (oltre alla rubrica settimanale Sportlife Ramarri e gli approfondimenti quotidiani nei telegiornali). […]

Ore 18.30 – (Messaggero Veneto) Ingegneri o Parodi? Si profila una corsa a due per affiancare Marchi al centro della difesa del Pordenone nella partita di domani con la Giana. Giocherà uno dei due in quanto capitan Stefani ha una caviglia malconcia e, con tutta probabilità, dovrà saltare almeno la gara d’andata degli ottavi.È un dubbio amletico per Tedino in quanto Ingegneri, dalla sua, ha più esperienza, mentre Parodi sta meglio fisicamente rispetto al compagno, rientrato due settimane fa dopo un infortunio.Nella seduta di ieri – la terza e penultima a porte chiuse – oltre a Stefani non si sono allenati anche Berrettoni (stagione finita) e Pietribiasi (acciaccato).Oggi è in programma la rifinitura, quindi la partenza per Gorgonzola. Per quanto riguarda il modulo, Tedino potrebbe riproporre il 4-1-4-1 con cui ha superato il Bassano domenica scorsa. […]

Ore 18.00 – (Messaggero Veneto) Nessuno sconto. La seconda sezione della Corte sportiva d’Appello, riunitasi ieri, ha respinto il ricorso presentato dal Pordenone relativo alla squalifica di tre turni comminata a Salvatore Burrai. Il regista, espulso nell’ultima partita di stagione regolare con la Sambenedettese a causa di una gomitata, dopo il match col Bassano dovrà così osservare dalla tribuna gli incontri di andata e di ritorno con la Giana Erminio, validi per gli ottavi di finale dei playoff. Una decisione, questa, che nessuno nell’ambiente neroverde si aspettava: nei giorni scorsi si respirava ottimismo e si puntava ad avere il giocatore per il match del Bottecchia di mercoledì prossimo. Invece niente. […] Naturalmente deluso e dispiaciuto Burrai, che non vedeva l’ora di tornare in squadra per riscattarsi e far ricordare a tutti che giocatore è. Il suo gesto, nella testa di tanti, ha fatto passare quasi in secondo piano l’incredibile campionato che ha disputato: un rendimento tale da essere considerato per molti il miglior neroverde della stagione e il regista più forte del campionato. Adesso Tedino rifletterà in relazione alle scelte tattiche da prendere. È probabile che, per la gara di domani, riproponga lo stesso modulo con cui ha superato il Bassano: per l’occasione aveva adottato il 4-1-4-1 con Suciu a sostituire Burrai nel ruolo di metodista davanti alla difesa e Cattaneo e Misuraca in appoggio all’unica punta Arma. In queste ultime ore il tecnico neroverde farà le sue valutazioni. Di certo, la squadra – per com’è unita – giocherà per la qualificazione anche per regalare a Burrai un degno finale di annata.

Ore 17.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) «Un gruppo unito, aver azzeccato i pochi ritocchi in corsa e la costanza di rendimento, davvero impressionante nel 2017». Ad indicare i tre segreti del Venezia è Giampaolo Marcheggiani, giovane braccio destro (classe ’87) del ds Giorgio Perinetti nel ruolo di responsabile scouting. «In estate c’era molta fiducia, ma sapendo di dover affrontare una B2 piuttosto che una Lega Pro era impossibile pronosticare un Venezia capace di fare il vuoto su tutti ammette . Il buon lavoro iniziato a Piancavallo è esploso negli ultimi due mesi, nei quali si è vista tutta l’importanza di un mercato di riparazione equilibrato. Il Parma a gennaio ha fatto innesti eccezionali ma che hanno richiesto tempo, qui invece solo aggiustamenti mirati come Falzerano e Zampano, subito amalgamatisi in un collettivo ormai rodato». Marcheggiani non vorrebbe fare nomi, tuttavia fa un’eccezione per indicare alcuni uomini chiave nello scacchiere di Pippo Inzaghi. «Esempi eclatanti sono i centrali difensivi Domizzi e Modolo, il primo per come si è calato da gran professionista dalla serie A alla Lega Pro, il secondo invece per la capacità di salire di molto nel rendimento rispetto alla serie D». Il futuro si chiama serie B, categoria che il trentenne dirigente lagunare (già in possesso del patentino di direttore sportivo) ritroverà dopo le esperienze a Palermo e Carpi. «Nel 2013/14 col Palermo vincemmo la cadetteria ricorda , una categoria molto particolare innanzitutto perché lunga ben 42 giornate. In B può succedere di tutto, lo dimostrano le opposte vicende delle neopromosse Spal e Pisa nonché del Vicenza». […]

Ore 17.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Non ancora uniti (nuovamente) in matrimonio, ma negli ultimi giorni (nuovamente) più vicini. Le nubi tra Filippo Inzaghi e il Venezia si stanno diradando in vista del campionato di Serie B 2017-2018. Ancora nulla di definitivo, tuttavia, rispetto ai messaggi in codice recapitati dalle parti negli ultimi giorni, che facevano immaginare un divorzio, dietro le quinte i contatti fra Superpippo e Joe Tacopina hanno portato a una schiarita. Pare che Inzaghi, ancora sotto contratto anche nella prossima stagione, abbia ottenuto qualche garanzia supplementare rispetto a quanto previsto in un primo momento. Tutti aggiustamenti relativi al progetto tecnico per la stagione 2017-2018: l’obiettivo del Venezia è quello di costruire una squadra da playoff, senza esagerare con le spese ed evitando un bis di quanto accaduto negli ultimi due campionati. Inzaghi è stato sondato ripetutamente dal Verona, dove Luca Toni ambisce al ruolo di direttore sportivo e chiamerebbe l’amico in panchina, e dal Sassuolo, che deve definire la situazione di Di Francesco. Ancora pochi giorni e sapremo, ma Venezia e Inzaghi (mai a dire il vero troppo lontani) si stanno riavvicinando. […]

Ore 16.30 – (La Nuova Venezia) Pippo Inzaghi è rientrato a Mestre, dopo aver assistito mercoledì sera alla finale di Coppa Italia tra la Juventus e la Lazio. Malomo continua a lavorare a parte per recuperare in tempo per la sfida con il Foggia, il difensore sta smaltendo la distorsione alla caviglia accusata nell’ultima gara casalinga contro l’Albinoleffe. È ritornato invece in campo Loris Tortori, assente mercoledì per un attacco febbrile. Il programma della settimana prevede una seduta al mattino oggi e una domani, sempre di mattina, poi Inzaghi ritroverà i suoi giocatori lunedì pomeriggio per l’ultima settimana di lavoro e l’ultima partita della stagione prima dei saluti. Filippo Inzaghi e Giorgio Perinetti saranno tra i premiati dell’Italian Sport Awards 2017, manifestazione arrivata alla settima edizione e in programma a San Benedetto del Tronto lunedì 5 giugno. Nel corso della serata saranno consegnati anche i premi relativi all’ultima stagione in Lega Pro: Filippo Inzaghi come miglior allenatore, Giorgio Perinetti come miglior dirigente. Tra i giocatori premiati c’è anche il veneziano Riccardo Bocalon, miglior giocatore dell’anno. […]

Ore 15.50 – (Gazzettino) È finito il matrimonio tra il Campodarsego e Cristiano Masitto. […] Ecco Masitto: «È stata un’annata faticosa, affascinante e molto costruttiva a livello personale. Il terzo posto in classifica? Faccio i complimenti ai ragazzi, anche se è stato un peccato essere arrivati ai play off senza tanti giocatori, fermo restando che chi ha giocato ha fatto bene. Il terzo posto è comunque un piazzamento dignitoso, tanto più che è stato raggiunto con un bel vantaggio sulle formazioni alle nostre spalle». Non c’erano i presupposti per continuare? «È stata una stagione molto intensa, ed è stato giusto cambiare le cose per vedere di riportare un po’ di quell’entusiasmo sul quale il Campodarsego vive, e che purtroppo non siamo riusciti a ottenere con questo finale di stagione. Sono soddisfatto di avere fatto esordire, in accordo con la società, diversi giovani del vivaio, ci sono i presupposti che possano fare parte della squadra l’anno prossimo». Un ultimo flash: «Ci tengo a ringraziare il presidente Pagin, il direttore Gementi, il vice Stevanato, il preparatore dei portieri Al Jaberi, il massaggiatore Feltre e tutta la famiglia del Campodarsego». […]

Ore 15.20 – (Mattino di Padova) Via mister Masitto dal Campodarsego, valigie pronte per Tiozzo dell’Abano. Porte scorrevoli nel mercato allenatori, già entrato nel vivo dopo le semifinali playoff di domenica scorsa, che hanno visto l’eliminazione delle ultime due squadre padovane in corsa. Il “Campo” ha salutato con un comunicato diffuso dalla società Cristiano Masitto, che ha concluso la stagione (da subentrato a Enrico Cunico) con un buon terzo posto senza riuscire a portare i Gabbiani alla finale degli spareggi (fatale il 2-0 incassato dalla Virtus Vecomp Verona). Una delusione che, però, a detta del patron Daniele Pagin, non ha influito sulla scelta di chiudere il rapporto con l’ex attaccante: «Abbiamo deciso di cambiare perché non è piaciuto l’andamento generale dell’ultimo periodo», le parole del presidente del Campodarsego. «La squadra è andata in campo senza motivazioni. Non credo sia colpa di Masitto ma, magari, il 3% delle colpe può averle avute anche lui». Il nome più caldo per la panca è quello di Gianluca Zattarin (che a Padova è pure di casa), che ha fatto benissimo sia a Este per cinque stagioni sia a Lentigione, nel girone tosco-emiliano di Serie D, nelle ultime due. Meno probabile il ritorno di Antonio Andreucci, che dopo la finale playoff saluterà la Triestina; poi c’è Luca Tiozzo, che piace anche a Adriese e Delta Rovigo. Il vulcanico trainer chioggiotto è reduce da una stagione strepitosa ad Abano (uscito dai playoff nonostante l’1-1 con gli alabardati): «Ho ricevuto 5-6 proposte», ammette Tiozzo, «Prima voglio parlare con l’Abano per capire le ambizioni future».

Ore 14.50 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) he sarebbe stata una partita surreale lo si sapeva perfettamente pure alla vigilia. Vicenza-Spezia, però, si farà ricordare sicuramente più per quanto accade fuori dal campo e sugli spalti del Menti. E non saranno certo bei momenti da ricordare per chi ha condotto il «Lane» alla retrocessione in Lega Pro fra mille polemiche, decisioni cervellotiche e sconsiderate e strategia societaria praticamente assente. Retrocessione che, per dovere di cronaca, ha avuto la «benedizione» della matematica soltanto ieri sera, nonostante la certezza fosse già maturata sabato scorso a Cittadella. Si comincia con la contestazione della curva biancorossa, con cori più o meno riferibili contro il presidente Alfredo Pastorelli, contro il ds Antonio Tesoro, contro la squadra e con uno striscione: «Calciatori e società, la vergogna di questa società». Poi è un crescendo rossiniano di rabbia e di intemperanze, con petardi esplosi a raffica in campo e, soprattutto, con la sospensione della partita al 21’. Dalla curva piovono botti e fumogeni che ben presto azzerano la visibilità, con cori sempre più minacciosi, che costringono l’arbitro Martinelli a fermare il gioco. Per nove minuti i vigili del fuoco s’impegnano a liberare il campo, il tutto mentre fuori succede di tutto, ma quantomeno si rimane entro certi limiti. Si riprende a fatica, nel frattempo Giannetti all’11’ aveva pure firmato il vantaggio, ma questo a pensarci bene è soltanto un dettaglio. Si ricomincia a fatica alle 21.02, con la nebbia dei fumogeni che lentamente si alza sopra il terreno di gioco e con altri petardi che, più sporadicamente, esplodono ai lati del campo. Ci sarebbe pure una partita da disputare: si gioca al piccolo trotto, lo Spezia impallina il povero Costa, che debutta dal primo minuto con una prestazione straordinaria. Di lui si conteranno almeno sette parate decisive nel corso del match. […] A inizio ripresa parte degli ultras abbandonano la curva, mentre uno sparuto gruppo rimane a contestare nei distinti. C’è pure qualche applauso (per Adejo e per Orlando), qualche coro per il grande ex Mimmo Di Carlo, che siede sulla panchina dello Spezia e che da queste parti è sempre molto amato. […] Sono le 22.28 ed ecco il verdetto finale: è Lega Pro, ma è il futuro ad essere un gigantesco punto interrogativo. A rischio la sopravvivenza stessa del club, con 115 anni di storia pericolosamente in bilico.

Ore 14.20 – (Giornale di Vicenza) Ha fatto le corse per tornare da Milano, dove era stato trattenuto da un impegno di lavoro, ma il vicepresidente del Vicenza Simone Dalla Vecchia voleva esserci al Menti, dov’è arrivato a gara iniziata. Visibilmente dispiaciuto, ma al tempo stesso con nessuna voglia di buttare tutto all’aria e il primo pensiero è rivolto ai tifosi. «I nostri bisogna amarli a vita e dare loro pieno appoggio, perché così non ne trovi neppure in serie A. La disfatta è davanti agli occhi di tutti ed è pesante da sopportare, il primo ad essere amareggiato sono io». Certo non era questo l’epilogo in cui confidava la nuova proprietà. «Purtroppo siamo partiti con un sogno che con il passare dei mesi è diventato un incubo». Tra chi s’era lanciato nell’avventura il presidente Alfredo Pastorelli, che però ieri sera non c’era. «Avrà avuto i suoi motivi, lo spiegherà anche perché non c’è ragione per stare zitto e comunque spiegare è sempre un bene e credo sia un segno di rispetto nei confronti dei tifosi e della città». […]

Ore 13.50 – (Giornale di Vicenza) É molto amareggiato il capitano biancorosso Stefano Giacomelli. Il tecnico Torrente lo ha sostituito all’inizio della ripresa vista la contestazione personale che stava subendo dall’inizio della partita. Non è stato Jack a chiedere la sostituzione come lo stesso giocatore tiene a precisare, a scanso di equivoci: «É stata una scelta del mister, probabilmente ha sentito che gli insulti stavano scadendo sul personale e ha preso questa decisione, io da parte mia ci ho messo la faccia come sempre senza vergogna, ho sempre indossato questa maglia con il massimo rispetto». Il clima al Menti era davvero difficile, come si è sentito da capitano e veterano di questa squadra? “Una retrocessione è sempre brutta, per i calciatori, per la società, ma sentire tutto quello che mi è stato detto… non lo posso accettare. Se tutte queste offese sono dovute al mancato passaggio di Verona, mi prendo gli insulti come mi sono preso gli elogi l’anno scorso, quando ho segnato la rete della salvezza. Allora nessuno lo sapeva, ma stavo giocando da tre mesi con la caviglia rotta. Quest’anno invece è andata male, questo è il calcio. Io a questa maglia ho dato tutto, si può criticare il giocatore in campo, è giusto, ma l’uomo no”. Ci sono tanti fattori che entrano in gioco quando si retrocede, di chi sono le colpe maggiori? “Noi giocatori comunque abbiamo l’80-90% della colpa, siamo noi gli artefici di questo fallimento sportivo. Le critiche e i fischi sono giusti, ognuno di noi deve prendersi la sua parte di responsabilità. Io spero solo che questa società vada avanti, perchè ce l’ho nel cuore”. Ora che farà, ha idea del suo futuro? “Io ho un altro anno di contratto, parleremo con la società quando sarà il momento. Di certo io qua sto da dio, però ci sono state tante cose che mi hanno fatto pensare nelle ultime settimane, ma ripeto ne parleremo insieme. Stasera sono molto choccato e amareggiato per tutto quello che è successo”. […]

Ore 13.20 – (Giornale di Vicenza) Il sangue e le lacrime agli occhi. Il Vicenza saluta la Serie B in un Menti mai così ostile. Mai così triste. Mai così inferocito. Di bocconi amari, in questi ultimi anni, ne sono stati buttati giù tanti. Ma per cancellare questa retrocessione ci vorrà tempo. La frattura è profonda, la ferita duole come mai. Menti mezzo vuoto. Fischi, cori e insulti contro proprietà, dirigenza e giocatori. Fumogeni in campo, con la partita che viene sospesa per 9 minuti. Nel secondo tempo gli ultras lasciano la Curva Sud, che rimane vuota nella parte centrale. Sì: God save the Lane, come recita lo storico striscione, esposto anche ieri. Ce n’è veramente bisogno, perchè il grido di dolore partito dal Menti è lacerante. A proposito, lo Spezia del grande ex Mimmo Di Carlo ha battuto il Vicenza e ha così conquistato l’accesso ai playoff. Ma questo è un dettaglio irrilevante nella serata dell’ira e delle lacrime. Il campionato è finito. Ma probabilmente lo era da un pezzo. Il Menti si sente tradito e non ci sta. La contestazione comincia prima della gara e finirà parecchio dopo. Nel mirino c’è prima di tutto il presidente, Alfredo Pastorelli, che neanche stavolta è allo stadio. La cambiale in bianco firmata dai tifosi per aver rilevato la società è ormai un ricordo del passato. Il popolo biancorosso si sente preso in giro e nulla fa per nascondere la sua rabbia. Si innalzano cori anche contro la dirigenza (il direttore sportivo Antonio Tesoro in modo particolare) e i giocatori. I fischi e le urla sono continui, incessanti. Mai vista al Menti una cosa del genere. Viene in mente un’altra partita giocata in un clima surreale, Galatasaray-Juventus del 1998, quella del caso-Ocalan. Un unico fischio dal primo all’ultimo minuto. Per carità, ambiente e contesti erano profondamente diversi. Ma che stadio, signori, che stadio… Gli spettatori probabilmente erano molti meno di quelli dichiarati, ma decisissimi a farsi sentire. E occhio: non erano solo gli ultras. Anche dagli altri settori partivano fischi e insulti. Bisognerà lavorare tanto per riconquistare la fiducia di questa gente innamorata e tradita… […]

Ore 12.50 – (Gazzettino) Per fortuna ci pensano gli altri a salvare i play off del Cittadella. La squadra di Venturato, nell’ultima gara della stagione regolare, è infatti irriconoscibile. Crolla a Chiavari dove incassa quattro gol nel primo tempo, salutando senza quasi lottare l’obiettivo di mantenere la quarta posizione in classifica, che avrebbe garantito una settimana di riposo supplementare. Invece le vittorie di Perugia e Benevento, se da un lato hanno salvato gli spareggi, dall’altro costringeranno il Cittadella a tornare in campo già lunedì sera, in casa contro il Carpi nel turno preliminare. C’è qualche novità nell’undici di Venturato rispetto alle attese: in mediana Pasa affianca Iori e il confermato Paolucci, in avanti Iunco è il partner di Arrighini. L’Entella dell’ex Pellizzer ormai non ha più niente da chiedere al campionato, ma arriva da cinque sconfitte consecutive e intende congedarsi con onore davanti ai propri tifosi. I punti in palio sono invece determinanti per il Cittadella in chiave-spareggi. Così dopo qualche bellicoso affondo iniziale dei padroni di casa, sono i granata ad emergere. Chiaretti impegna Iacobucci dal limite, la successiva girata termina sul fondo. A passare in vantaggio sono però i liguri al 19′: Martin rinvia maldestramente il cross di Catellani, il pallone finisce proprio sui piedi dell’accorrente Tremolada, è facile il piatto destro a porta spalancata. L’Entella non andava in gol su azione da ben 483 minuti. […] Adesso bisogna subito cancellare la serataccia di Chiavari e ricaricarsi mentalmente e fisicamente, perché i play off sono già dietro l’angolo. E questa volta non sono ammesse prestazione del genere.

Ore 12.20 – (Gazzettino) Appuntamento dunque alle 20.30 di lunedì sera, al Tombolato, quando il Cittadella affronterà il Carpi nel turno preliminare dei play off. Sarà una gara secca, e il regolamento prevede che in caso di parità al termine dei novanta minuti si disputino i tempi supplementari. In caso di ulteriore pareggio, non si calceranno i rigori ma passerà il turno la squadra meglio classificata, in questo caso sarebbe il Cittadella. Venturato ha poco dire della prestazione: «Nel primo tempo abbiamo commesso troppi errori, e l’Entella ne ha approfittato. C’è grande delusione per il risultato, almeno ci giocheremo i play off. È un risultato straordinario per il Cittadella, e faccio i complimenti a questo gruppo straordinario, che ha sempre inseguito il sogno di andare in serie A. Adesso ne avremo la possibilità». La partenza non era stata male. «Ci siamo resi pericolosi con Chiaretti, troppo poco. Non voglio cercare alibi, ma non mi piacciono questi campi sintetici, è un altro calcio. È andata così, male, è stata una serata storta, abbiamo preso quattro gol, uno da calcio d’angolo addirittura, a testimonianza di errori gravi. Ne abbiamo discusso in tante occasioni: se avessimo limitato certe disattenzioni, saremmo stati in corsa per la serie A diretta. È il nostro limite, dobbiamo superarlo nelle prossime partite». […]

Ore 11.50 – (Mattino di Padova) Un primo tempo allucinante, da giocatori alle prime armi, e una figuraccia indegna non solo della stagione condotta sin qui ma anche della stessa immagine di tutti i granata. Nella serata più attesa, quella che avrebbe dovuto consacrarlo alla storia, con il possibile quarto posto e il raggiungimento dei playoff in carrozza, saltando oltretutto il primo turno, il Cittadella si è buttato via in modo vergognoso, subendo un poker di gol in 43’ da una squadra, la Virtus Entella, che era reduce da 5 sconfitte di fila e non andava a bersaglio da ben 464’. Come a Brescia, dove pure in quell’occasione Alfonso aveva raccolto 4 palloni in fondo al sacco (contro uno, scagliato da Strizzolo nella porta lombarda), e come a Cesena, dove aveva chiuso con un mortificante 3 a 0. Stavolta è stato un vero e proprio “salasso”, di quelli che ti prosciugano anche l’ultima goccia di sangue e ti lasciano lì, stordito, a bocca aperta. Gli spareggi per andare in A si faranno comunque, e il Citta c’è dentro, ma negli ultimi 90’ della stagione regolare si è dilapidato un tesoretto, messo assieme soprattutto dopo il brutto ko al Tombolato con il Cesena del 29 aprile. La scivolata all’indietro, da quarti a sesti, per effetto dei due successi di Perugia e Benevento, che hanno effettuato il sorpasso, impone adesso di giocare subito, e lunedì 22 il Citta sarà di scena al Tombolato contro il Carpi, in un turno preliminare delicatissimo, con gara secca. Come dire: peggio di così non poteva andare… In tilt totale. Non pervenuto. Due parole che sintetizzano la (non) prova di Iori e compagni, la cui vampata iniziale – due insidiose conclusioni di sinistro di Chiaretti, una delle quali neutralizzata da Iacobucci con un gran volo in angolo, in meno di un minuto, il 9’ – si è esaurita poco prima del quarto d’ora. […] E adesso è un bel rebus. Ci rifiutiamo di credere che i granata si siano di colpo imbrocchiti dopo quanto fatto vedere in questa stagione. La 17ª sconfitta è indubbiamente una mattonata che neanche il più pessimista dei tifosi poteva immaginare, ma riporta tutti con i piedi per terra, se mai ce ne fosse stato bisogno. Ora bisogna prepararsi alla prima battaglia, durissima, con ben altro spirito. I playoff costituiscono un traguardo prestigioso, ma i dubbi che li accompagnano sono forti. Il Citta deve tornare il… Citta e ha tempo solo 3 giorni per farlo. Ci riuscirà?

Ore 11.20 – (Mattino di Padova) Quante volte ha allargato le braccia, sconsolato, Roberto Venturato nel corso di quel primo tempo maledetto? Tante, troppe. E alla fine la soddisfazione per il traguardo, storico, dei playoff, raggiunti nonostante il tracollo di Chiavari, fa a pugni con la delusione per la prestazione incolore di un Cittadella pallida ombra di se stesso. «Abbiamo commesso troppi errori», inizia la sua analisi nel dopo-partita l’allenatore, «e l’Entella ne ha approfittato. C’è una comprensibile delusione per il risultato, ma io guardo anche all’aspetto positivo, abbiamo concluso il campionato con la certezza di andare a disputare gli spareggi-promozione per la Serie A, e vorrei che fosse rimarcato che si tratta di un traguardo straordinario. L’elogio al gruppo è doveroso, questi ragazzi hanno disputato un torneo eccellente e adesso andiamo a giocarci qualcosa di impensabile». […] E adesso il turno preliminare dei playoff. Il Carpi non è un bel cliente, anche se avrete il vantaggio del fattore-campo. «È una squadra molto forte, costruita per giocarsi la Serie A direttamente. È giunto al momento top della stagione in condizione e ha una rosa di qualità. Giocare nel nostro stadio è importante, spero ci sia tanta gente. E spero che il Citta abbia lo spirito e l’entusiasmo giusti per fare una grande partita». […]

Ore 10.50 – (Corriere del Veneto) Nella serata più brutta della sua stagione il Cittadella centra gli spareggi promozione. Notte da incubo con gioia finale per i granata, che ieri sera nell’ultimo turno di campionato, sono stati strapazzati a Chiavari dall’Entella, capace di segnare 4 gol nei primi 45’ minuti. Grazie alle vittorie del Perugia sulla Salernitana e del Benevento a Pisa i granata si garantiscono ugualmente i playoff chiudendo la stagione regolare al sesto posto in classica. Da capire come mai Iori e compagni siano incappati in un blackout di tali proporzioni nella partita decisiva contro una squadra che non aveva più niente da chiedere al campionato. Ma la tensione si sa, a volte gioca brutti scherzi e 90’ gettati al vento non possono scalfire un risultato da incorniciare per il padovani che dopo un torneo strepitoso, potranno giocarsi le proprie chance per andare in serie A. I playoff per i granata inizieranno lunedì sera al Tombolato in gara secca contro il Carpi. Passerà il turno la vincente, in caso di parità al 90’ si giocheranno i supplementari, in caso di ulteriore pareggio dopo i 120’ accederanno alla fase successiva i padovani in virtù della miglior classifica al termine della stagione regolare. […] Adesso è necessario ricaricare in fretta le pile per giocarsi al meglio un sogno chiamato serie A.

Ore 10.20 – (Gazzettino) Attualmente sono quattordici i giocatori già sotto contratto. Gli unici ad avere un rapporto biennale sono De Cenco e Favaro, tutti gli altri sono legati per un’altra stagione. Si tratta di Bindi (che il 5 giugno sarà premiato a San Benedetto del Tronto come migliore portiere della Lega Pro), Sbraga, Cappelletti, Russo, Madonna, De Risio, Berardocco, Dettori, Mandorlini, Mazzocco, Altinier e Alfageme. A prescindere da quello che accadrà nella stanza dei bottoni, appare comunque difficile che tutti faranno parte della rosa 2017-2018. Come nel caso di Alfageme, che ha deluso le aspettative. C’è poi da considerare anche il rientro dal prestito alla Maceratese di Petrilli, anche lui di proprietà biancoscudata per un altro anno. Ma l’esterno offensivo non rientrerebbe nei piani con Zamuner confermato alla guida della struttura tecnica.

Ore 10.10 – (Gazzettino) Favalli ha dato priorità al rinnovo con il Padova, ma tutto è vincolato agli sviluppi sul fronte societario, attesi nei primi giorni della prossima settimana, e al relativo progetto tecnico che si deciderà d’intraprendere. Già perché il nodo del contratto in scadenza a fine giugno del laterale mancino, tra i più positivi quest’anno, è stato già affrontato dal direttore generale Zamuner con l’ex difensore juventino De Marchi, agente del giocatore, trovando un accordo di massima sulla base di un biennale per il prolungamento del rapporto, ma se si dovesse procedere a un ridimensionamento tecnico in vista del prossimo campionato non sarebbe da escludere che il giocatore possa prendere in considerazione altre opportunità. Sempre poi riguardo ai biancoscudati in scadenza, figurano due leader come Neto Pereira ed Emerson che all’ombra del Santo resterebbero più che volentieri. […]

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) «È la verità, e in un momento come questo è anche amara. Poi, ovviamente, dal punto di vista professionale fa molto piacere, anche perché la scorsa estate ho fatto una scelta precisa, rinunciando per la seconda volta nella mia carriera a fare il salto in B, per impormi come uno dei portieri più affidabili della Lega Pro. Ed è quello che voglio fare anche nei prossimi anni». Bindi ieri, come tutti i compagni, si è allenato alla Guizza, prima di restare più di mezz’ora a colloquio, in disparte, con il dg Zamuner. Ma l’argomento non dovrebbe essere stato il mercato: «Io ho un altro anno di contratto e voglio certamente rimanere. C’è una grossa delusione in spogliatoio». […]

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Anzi, il Padova è riuscito anche a mettere in mostra qualche eccellenza. Un nome su tutti: quello di Giacomo Bindi, che proprio ieri è stato insignito del premio di “miglior portiere della Lega Pro”, nell’ambito degli “Italian Sport Awards 2017”, manifestazione che vivrà la sua serata di gala il 5 giugno a San Benedetto del Tronto. Alla fine dei conti il Padova è risultato la quarta miglior difesa in assoluto dei tre gironi e Bindi si è confermato portiere di spessore: «Mi sento di rispondere come ha fatto qualche giorno fa Cavani, confessando che ai riconoscimenti personali si preferisce sempre quelli di squadra», il commento del numero uno biancoscudato.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Soltanto una schiarita sul fronte societario potrà delineare gli scenari futuri del Padova. A cinque giorni dall’eliminazione contro l’Albinoleffe, che ha sancito la fine della stagione biancoscudata, la palla passa alla stanza dei bottoni. Sarà decisivo il consiglio d’amministrazione convocato per i primi giorni della prossima settimana e chiamato a delineare il futuro assetto societario. Bergamin e Bonetto andranno avanti insieme? Uno dei due si farà da parte? Entreranno nuovi soci? Solo quando queste domande avranno una risposta si capirà quali saranno le prospettive del club. Da dove si ripartirà? Da una stagione che ha regalato una profonda amarezza finale, ma anche una grande continuità di risultati nella sua parte centrale. Come detto e ripetuto in questi giorni, non è assolutamente tutto da buttare.

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) Sono giorni di attesa, quelli che sta vivendo il Padova. Martedì o mercoledì il presidente Giuseppe Bergamin incontrerà Roberto Bonetto e i due decideranno come programmare la prossima stagione. Al momento, al netto di un ingresso societario esterno (il nome che rimbalza in continuazione, con alterne sensazioni, è quello di Alessandro Banzato, ad di Acciaierie Venete), l’aria che tira è quella di un netto ridimensionamento per la prossima stagione. Il budget non sarà, infatti, lo stesso dell’attuale stagione, anche perché lo sforzo compiuto dai due soci di riferimento è stato molto importante. Sarà necessaria, insomma, una sforbiciata, dalla quale dipenderà poi il lavoro del direttore generale Giorgio Zamuner. Ma anche qui bisognerà capire se Zamuner verrà confermato o meno, al di là della scrittura che gli ha rinnovato il contratto anche nella prossima stagione fino al 30 giugno 2018. […]

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