Live 24! Bassano-Padova, il giorno dopo: la vittoria (forse) più importante nel momento (sicuramente) più importante…


Ore 20.00 – (Il Piccolo) «Il pubblico mi ha dato una grande emozione, ma io sono venuto qui per questo, sapevo che Trieste è una piazza incredibile». Alla fine di Triestina-Vicenza con i suoi 6mila spettatori, Andrea Bracaletti si rivela contento ma non del tutto sorpreso dalla risposta dei tifosi. Segno che il capitano conosce bene le potenzialità di Trieste: «Non solo domenica con il Vicenza, anche altre volte, e perfino in trasferta, il tifo alabardato si è dimostrato caloroso e appassionato. Anche se i risultati della squadra non sono ancora quelli sperati. Ma di certo hanno visto la nostra voglia di vincere, credo se ne siano accorti e l’abbiano apprezzato». Già, perché alla fine, nonostante il calore della tifoseria, ancora una volta la vittoria non è arrivata e a Bracaletti ovviamente pesa: «Sì, non si riesce a ritrovare la vittoria. Con il Vicenza è stata una partita complicata, un derby sentitissimo, tanto che noi abbiamo preparato la partita come fosse quella della vita. E sapevamo che ci sarebbe stato un contorno di altra categoria. Ma non è stata una partita facile. Però va detto che abbiamo trovato una solidità difensiva di squadra molto importante, anche se in questo momento ci sta mancando la giocata che può risolvere la partita. Comunque dei tre 0-0 il più brutto è stato quello con la Fermana, perché con il Bassano abbiamo creato tantissimo e con il Vicenza di meno, ma provando sempre a vincere. Di certo stiamo mettendo le fondamenta per qualcosa di positivo». […]

Ore 19.30 – (Il Piccolo) Ma cosa manca a questa Triestina per fare il salto che la proietterebbe nelle zone alte della classifica? Manca la capacità di cogliere con maggior frequenza i tre punti anche se per farlo si rischia di perdere. Questo è il pensiero dello staff tecnico e della dirigenza. Tanto un punticino nel calcio moderno serve a poco, dicono. E manca anche soprattutto la vittoria in casa. Anche perché, come ha dimostrato il derby con il Vicenza, la città risponde alla sua squadra del cuore ogni qualvolta si alza la posta in palio. Togliendo i mille vicentini, nella gara di domenica dopo tante partite con gli spalti quasi disertati, si è tornati come afflusso di pubblico al primo match con la Reggiana. La disdetta è che ogni qualvolta la Triestina è chiamata ad accendere il fuoco dell’entusiasmo non riesce a far scoccare la scintilla. Come ha detto con onestà anche estrema Stefano Lotti nel dopo partita stavolta è mancato un po’ di coraggio nel primo tempo. Però quella vivacità si è vista nel secondo tempo e soprattutto nelle partite con Albinoleffe e con il Bassano. E anche la cattiveria, soprattutto dopo l’inserimento di Lambrughi e Coletti (che sotto questo aspetto ha fatto bene anche a Porcari e Bracaletti), non manca. Entrate decise, qualche falletto tattico, le spintarelle adesso ci sono a differenza di quanto accadeva un paio di mesi fa. Al Rocco si è visto che all’Unione manca proprio quello che ha messo in campo il Vicenza. Esperienza, fisicità, attaccanti prestanti e rognosi che sanno pensare anche a subire il fallo prima ancora di andare in porta. L’Unione compensa in parte questo gap con la manovra ma i fatti dimostrano che questo non basta per vincere molte partite in terza serie. […]

Ore 18.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) […] Ancora una volta a lasciare lo zampino è stato Dario Sottovia, giunto all’ottavo centro stagionale, che entrando dalla panchina è stato bravo a trovarsi al posto giusto al momento giusto sul cross basso di Fabbri che è valso il momentaneo 3-3. Ed anche se non è stato bello come la rovesciata dell’andata, sicuramente è stato più importante. “Oggi sono stato fortunato – risponde con grande umiltà il bomber arancionero – ma di certo bisognava essere lì per segnare. Siamo molto contenti per il risultato, perché quello di domenica era l’ennesimo bivio che ci si è posto davanti, e noi abbiamo dimostrato carattere rimontando dal 2-3. Non era facile, ma abbiamo dimostrato ancora una volta il nostro valore. Così come lo ha fatto lui, che entrando ancora una volta a partita in corso è riuscito a lasciare il segno. “Giocando dall’inizio sei decisamente più stanco, mentre giocando meno sei più lucido. Ma quello che conta – afferma Sottovia con l’ironia che lo contraddistingue – è che faccio meno fatica, e si vede che ultimamente sto pregando di più”. Tornando al campo, ancora una volta il Mestre ha saputo concretizzare molto di più rispetto al passato, in un trend che continua a portare enormi dividendi agli arancioneri. “Ci voleva solo un po’ di tempo, perché tanti di noi dovevano prendere confidenza con la categoria nonostante qualcuno abbia detto che non ce l’avremmo fatta. Ma alla fine a parlare è il campo, e nelle ultime tre abbiamo vinto contro squadre costruite per giocarsela con il Padova”. […]

Ore 17.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) «Io credo al kharma», risponde Dario Sottovia, alla domanda se il Pordenone lo abbia stimolato. «Per cui – va avanti l’attaccante del Mestre – ritengo che, quando succedono queste cose, ci sia sempre una ruota che gira. E se c’è qualcuno che deve togliersi qualche sassolino dalla scarpa, succede a pennello in occasioni del genere. Non ce l’ho con nessuno, ma tante volte sulla nostra squadra è stato detto di tutto, anche in tempi un po’ affrettati. Nelle ultime 3 partite (prima dei neroverdi, Sambenedettese e FeralpiSalò, ndr) abbiamo dimostrato che avevamo ragione noi, aveva ragione mister Zironelli, aveva ragione chi difendeva il gruppo. Non c’è tanto altro da aggiungere». […] «Abbiamo sempre lavorato tranquilli e penso sia un vantaggio rispetto ad altre piazze. Qui non c’è nessuno che ti punta la pistola – dilata Sottovia in maniera colorita -. Che tu perda o vinca, vai avanti per la stessa strada. Alla fine ti può aiutare, valendo anche 10 punti in più, che poi fanno la differenza. È il risultato di un’organizzazione impostata l’anno scorso». […]

Ore 17.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Perdere con il Mestre di questi tempi non fa notizia. Prima dei ramarri (domenica, 4-3 al Mecchia), la zirolandia veneta aveva castigato in rapida successione la Sambenedettese (2-0) e la FeralpiSalò (3-2). Viene da pensare che la Reggiana se la sia cavata soltanto grazie al rinvio della sfida al Mapei Stadium per maltempo. A proposito di Reggiana: nel 2-2 a Fermo, l’ex pordenonese Luca Veleno Cattaneo ha segnato il suo primo gol in granata. Tornando ai neroverdi, ciò che disturba è il modo in cui hanno perso. Niente da dire questa volta sulla fase propositiva. Il team di Rossitto ha prodotto gioco ed è riuscito ad andare a segno tre volte (come a Gubbio), anche se in due di queste occasioni è successo con un centrocampista (Misuraca) e un difensore (Stefani). Il terzo gol (quello del momentaneo 3-2 a favore del Pordenone) è stato firmato da Emanuele Berrettoni, che per l’ennesima volta ha dimostrato quanto fondamentali siano la sua intelligenza, la sua classe e la sua esperienza nell’economia del gioco naoniano. Sconcertante è stata invece la fase di non possesso, con la retroguardia neroverde spesso in balia di Neto e compagni. La sorpresa più negativa del match si è però rivelata la prestazione di Simone Perilli, l’eroe di San Siro. […] A proposito: per preparare meglio la sfida, la società ha deciso di mandare la squadra in ritiro venerdì e sabato. E i ragazzi? Meneghetti (portiere, mister mezzo milione) e Bertoli hanno già mostrato di poter essere utili; Nardini (difensore) assieme a Meneghetti è stato convocato nella Rappresentativa di C; Lovisa junior (Alessandro) è sulla rampa di lancio, pronto a far concorrenza a Burrai con i suoi micidiali calci da fermo. Se i vecchi non riescono a garantire il presente, è arrivato il tempo di pensare al futuro.

Ore 16.30 – (Messaggero Veneto) Il Mestre di Mauro Zironelli ha ricevuto anche qualche applauso da parte dei tifosi neroverdi. D’altronde, come non inchinarsi di fronte a una squadra che ottiene splendidi risultati e gioca bene, pur essendo composta da giocatori provenienti dalla serie D, eccetto Neto Pereira, Perna e Spagnoli? I punti sono 37 e le vittorie consecutive 3, peraltro ottenute contro rivali come Pordenone, Sambendettese e FeralpiSalò: in pochi avrebbe scommesso su un rendimento del genere. Forse Mauro Lovisa, presidente del Pordenone, rientra tra questi. L’occhio lungo per gli allenatori l’ha sempre avuto e non è un mistero che Zironelli gli piaccia.Quest’anno, da neopromosso in C, l’ex allenatore della Sacilese ha allestito una squadra spendendo pochissimo (si parla di ingaggi per un totale di 800 mila euro lordi) con giocatori come Boscolo Papo, Politti, Gritti, Beccaro, Sottovia, Fabbro, vale a dire elementi il cui valore, per molti addetti ai lavori, non era da categorie professionistiche. Invece “Ziro”, proponendo un calcio offensivo e a tratti spericolato, ha smentito tutti facendo attirare su di sé le attenzioni anche di club di serie B (si parla del Carpi). […]

Ore 16.00 – (Messaggero Veneto) Non si è ancora spenta l’eco del ko col Mestre e delle parole di Berrettoni a fine gara. Il fantasista invitava a guardarsi alle spalle, più che a pensare ai playoff. Già, perché il Pordenone rischia davvero di perdere la post-season. La squadra di Fabio Rossitto ha solo sette gare a disposizione per cercare di risalire la china e blindare il piazzamento negli spareggi-promozione, ora realtà soltanto perché il gruppo neroverde ha giocato un match in più rispetto alle inseguitrici (e tre in più se il confronto è col Vicenza, distante tre lunghezze). Bisogna dare la scossa e, così, la società ha ordinato il ritiro: i ramarri ci andranno venerdì e sabato, prima della sfida casalinga con la Fermana di domenica alle 18. […] Si comincia domenica con la Fermana, sfida che sembra alla portata. È il primo di tre impegni in una settimana: poi si va a Trieste, quindi si gioca al Bottecchia con la Reggiana dell’ex Cattaneo (a segno con un gran gol domenica proprio a Fermo). Alla vigilia la complicata trasferta di Padova contro la capolista. Ad aprile solo due partite, complici i due turni di riposo da osservare: domenica 15 a Vicenza e domenica 22 in via Stadio con la Samb. Chiusura sempre in casa il 6 maggio col Renate. […]

Ore 15.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) A Trieste un punto pesante per il Vicenza di Nicola Zanini. Un pari importante in una partita molto agonistica, su un campo molto pesante che non ha quasi permesso alle due compagini di giocare la palla a terra. […] Una gara molto dura in cui a farne le spese è stato anche il difensore Luca Crescenzi, che in uno scontro con Arma si è procurato un taglio sopra l’occhio sinistro. «Uno scontro fortuito in cui io ho colpito la palla e la nuca di Arma, mi sono tagliato. Cose che succedono nel calcio, non dovrebbe essere niente di grave. Ho poi continuato con un bendaggio rigido e solo alla fine mi si è gonfiato l’occhio, tanto che non ci vedevo proprio benissimo». Un periodo non certo fortunato per Crescenzi, che già a Fano era stato costretto ad uscire dal campo. «In quell’occasione ho avuto più paura perché l’avversario mi aveva colpito il ginocchio e temevo per i legamenti. Invece ho recuperato bene e devo ringraziare tutto lo staff medico, dai fisioterapisti ai massaggiatori, fino al medico che si è prodigato per farmi rientrare in fretta». E che Crescenzi stia bene, lo ha confermato la prestazione di Trieste. «Sono una squadra tosta, sul loro campo sanno dominare. Segnano molto e in casa hanno perso solo una volta, per cui siamo contenti del punto che abbiamo portato a casa perché non era una partita facile. Abbiamo giocato un ottimo primo tempo, poi ci siamo difesi con ordine, e se la difesa ha subito poco il merito va anche a Ferrari e Comi che sono stati i primi a difendere andando a pressare i loro difensori quando iniziavano l’azione offensiva della Triestina». […]

Ore 14.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) La sosta, seppur forzata dal problema muscolare che l’aveva costretto a lasciare il campo a Parma saltando il successivo match con la Ternana, gli è servita per ripresentarsi più pimpante. Non a caso Marcello Falzerano contro l’Ascoli è tornato a pungere, procurandosi il decisivo rigore trasformato da Geijo e meritandosi i complimenti particolari dell’allenatore marchigiano Serse Cosmi. «Ha detto che sono stato bravo a puntare in un colpo solo sia Martinho sia l’arbitro? Onestamente non se ho puntato anche l’arbitro sta al gioco Falzerano di sicuro sono stato toccato e il rigore c’era tutto. La mia prova? Ero rientrato in gruppo solo giovedì, non mi aspettavo di giocare e pensavo di stare peggio, invece ho tenuto bene». Le frecciatine altrui non scalfiscono la soddisfazione del numero 23 arancioneroverde. «Siamo stati bravi a trovare il vantaggio, solo a quel punto si sono un po’ aperti e abbiamo trovato qualche spazio in più. Senza dubbio non è stata una partita facile, lo sapevamo prima, ma dobbiamo essere molto orgogliosi di questi tre punti importantissimi». In classifica il Venezia è salito al quinto posto aumentando il vantaggio in ottica playoff. «La quinta vittoria consecutiva al Penzo pesa davvero molto. Il modo in cui abbiamo battuto l’Ascoli dimostra una volta di più che siamo una squadra forte. Essere a 46 punti ci dà la serenità giusta per continuare a lavorare bene senza però scordare che tutto può cambiare rapidamente in una B come questa». […]

Ore 14.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Lo spartiacque della stagione del Venezia ha una data precisa: 20 gennaio 2018, Salerno. L’ultima sconfitta arancioneroverde coincise con la prima partita del nuovo anno, un 3-2 che preoccupò proprio tutti. E i nervi saltarono in campo a Simone Bentivoglio, espulso e squalificato per tre giornate. Tutti preoccupati, dunque, a cominciare da Joe Tacopina, che a distanza di due mesi, invece, ride di gusto vedendo i progressi sensazionali della sua squadra. «Sono felicissimo — ammette il presidente — mentalmente il mio Venezia è una squadra con talento, carattere e forza. La forza dei vincitori, dagli allenatori ai giocatori, si vede tutta». Messaggio recapitato nelle ultime ore dagli Usa, perché la macchina arancioneroverde funziona a meraviglia. Dal vertice fino all’ultimo tassello, questo Venezia è un ingranaggio praticamente perfetto, che adesso aspetta l’ultima consacrazione: la vittoria in trasferta. Il blitz esterno manca da sabato 4 novembre, quando fu espugnata Brescia per 2-1, troppi davvero cinque mesi di astinenza per una squadra che punta in alto. […]

Ore 13.30 – (La Nuova Venezia) Il Venezia corre, e corre fortissimo, al ritmo delle prime della classe. E la prima in assoluto, l’Empoli, aspetta al varco la truppa di Pippo Inzaghi, che nelle ultime sette gare ha conquistato la bellezza di 17 punti. Si può mettere una bella croce sul primo obiettivo della stagione, la permanenza in Serie B, adesso il Venezia può pensare un grande, senza presunzione, ma con la consapevolezza di potersi giocare fino alla fine uno dei posti per i playoff. Con una difesa che concede poco o nulla agli avversari, arroccata attorno al trio Andelkovic-Modolo-Domizzi. «Non abbiamo corso rischi nemmeno sabato contro l’Ascoli» commenta Marco Modolo, «solo una circostanza ho dovuto intervenire in extremis per anticipare un avversario sul secondo palo. Ci stavo per rimettere la testa contro il legno… Fino al nostro vantaggio l’Ascoli non si era mai reso pericoloso, ma non lo è stato nemmeno dopo il rigore di Geijo».La vittoria nel match d’andata contro l’Empoli al Penzo (1-0), firmata Stefano Moreo, permise alla squadra di Pippo Inzaghi di issarsi in vetta alla classifica con i toscani. La seconda difesa meno perforata del campionato, il Venezia, si accinge a misurarsi contro l’attacco atomico dell’Empoli (62 reti realizzate in 29 gare), che sarà però orfano di Ciccio Caputo, diffidato e ammonito per simulazione domenica contro la Virtus Entella. «Adesso ci aspettano tre partite belle toste con Empoli, Cittadella e Frosinone» continua il numero 13 arancioneroverde, «ma possiamo affrontarle con serenità, forti di una classifica che ci sorride, senza tanti assilli, e questo può trasformarsi in un’arma a nostro vantaggio. Mancherà Caputo, è vero, ma Donnarumma è un signor attaccante e l’Empoli sa far male con tanti giocatori». […]

Ore 12.50 – (Gazzettino) Quei due di Arezzo, Andrea Settembrini e Carlo Pelagatti, che da qualche tempo si sono presi il posto di titolare e non lo mollano più, stanno dando un apporto notevole alle fortune del Cittadella. Nelle ultime cinque partite, infatti, la squadra granata ha vinto a Cesena e a Chiavari, oltre a riconquistare il Tombolato con il Pescara, e ha dimostrato tanta personalità nei due pareggi con Empoli e Cremonese. Ma questi toscani terribili se l’aspettavano tanta fiducia da parte del tecnico Venturato? In tutta franchezza, tipica del carattere della loro terra, risponde Settembrini: «Ci si allena per quello. È chiaro che fa piacere essere chiamati e farsi trovare pronti. Sono contento soprattutto perchè il mio impegno è utile alla squadra, siamo comunque in tanti e durante un campionato lungo come è quello della B c’è bisogno di tutti». La caratteristica principale dell’ex FeralpiSalò è quella di macinare tanti chilometri. «Nel calcio di oggi c’è molta dinamicità e tutti siamo chiamati a correre tanto. Personalmente magari faccio qualcosa in più della media, percorro circa dodici chilometri a partita calcolando anche il riscaldamento». […] Questa comunque si sta rivelando la sua stagione migliore. Occhio però al Bari, sabato al Tombolato. «All’andata è stata l’unica partita nella quale l’avversario ci ha messo sotto. Avevamo preparato bene la gara, in campo però le cose sono andate diversamente. Eravamo andati in vantaggio, ma poi Iocolano e Improta sulle fasce e Basha in mezzo al campo ci hanno messi in difficoltà. Ora il Bari ha cambiato modulo e credo che al Tombolato la musica sarà diversa. Dobbiamo comunque stare attenti a qualsiasi sorpresa. Tutte le partite sono importanti, ma con Bari e Venezia i punti varranno doppio. Non dobbiamo sbagliare». […]

Ore 12.30 – (Mattino di Padova) La gioia per un periodo felice, almeno a livello professionale. La tristezza per la scomparsa della nonna. Carlo Pelagatti ha vissuto ore tribolate, sabato scorso, a Cremona. Prima la partita allo stadio Zini, pareggiata per 1-1 dal Cittadella, che ha allungato la striscia positiva a 5 giornate. «E poi, rientrato in spogliatoio, mi ha telefonato mio fratello, dicendomi che era morta nonna Mara. Si è spenta dieci minuti dopo la fine della partita», racconta il 29enne difensore toscano. […] Per lui è un periodo intenso: la vera novità dell’ultimo mese del Citta è data proprio dal suo impiego in pianta stabile come terzino destro, con il conseguente dirottamento di Salvi a sinistra. «In realtà qualche anno fa ho ricoperto quel ruolo per un’intera stagione, a San Marino, in C/1, anche se ho giocato molto più spesso da difensore centrale. In questa stagione è ricapitato per necessità, a Brescia, lo scorso dicembre, e poi a Cesena. Ma dopo quella buona prova il mister ha evidentemente voluto dare continuità alla formazione e nelle ultime tre settimane di allenamento mi ha sempre impiegato da terzino». Ma si sente un esterno, ora?«Sto cominciando ad abituarmici. Ovviamente cambia il modo di muoversi, ma, a differenza di quello che si può pensare, non è vero che si corra molto di più, diciamo che si corre in modo diverso: un centrale fa più scatti avanti e indietro, per il terzino la corsa è prolungata. Io per caratteristiche non sono comunque un laterale di spinta: è chiaro che con me si punta a rafforzare la solidità del reparto». […] «Il Bari deve recuperare due partite e ci sta dietro in classifica, ma lo metto sullo stesso piano di Empoli, Frosinone e Palermo».E voi dove siete?«Noi vogliamo stare con loro. Sarebbe da stupidi non provarci, adesso».

Ore 12.10 – (Mattino di Padova) Allenamento pomeridiano con tanto di pastine al Tombolato. Capitan Iori ha festeggiato in anticipo le sue 36 primavere andando in gol a Cremona e ieri, nel giorno del compleanno, l’ha fatto in via più ufficiale assieme ai compagni. La seduta, con cui il Cittadella ha aperto la settimana che sfocerà nella gara con il Bari di sabato, ha visto rientrare in gruppo anche il brasiliano Chiaretti, guarito dall’influenza, che gli ha fatto saltare la trasferta in terra lombarda. Prima di spostarsi sul campo secondario, gli uomini di Venturato si sono chiusi in sala-stampa per l’analisi video del match giocato allo “Zini”. Intanto, arrivano buone notizie anche da Matteo Liviero: il terzino, fratturatosi il perone destro nella partita con il Novara, ha tolto il gambaletto di gesso e ora inizierà la riabilitazione al centro Fisio&Sport di Cittadella.

Ore 11.50 – (Corriere del Veneto) […] Gabrielli, il punto di Cremona è sicuramente un bel segnale, non crede? «E’ un risultato importante, che ci avvicina ulteriormente all’alta classifica, perché ci regala continuità e ci permette di rimanere aggrappati al treno di testa. Peccato per gli altri risultati e per le vittorie di Palermo ed Empoli». Se parla così, evidentemente, è perché non si accontenta più dei playoff… «Quel terzo posto in cui ci eravamo insediati, lo ammetto, mi aveva ingolosito. Insomma, il secondo posto non era poi così lontano… Ma bisogna ragionare partita dopo partita, dobbiamo arrivare più in alto possibile, dopo Bari e Venezia faremo un po’ di conti e vedremo in quale posizione saremo». […] La domanda è doverosa, anche se non le piacerà. Ma se doveste salire in serie A dove andrete a giocare? E’ possibile una «deroga» per il Tombolato? «Rispondo sempre allo stesso modo: l’aspetto logistico verrà dopo quello sportivo. Ora dobbiamo pensare soltanto al campo, poi le soluzioni si troveranno, in un modo o nell’altro». Par di capire che non si farà trovare impreparato… «Abbiamo sempre cercato di fare le cose al momento giusto e ora non è il momento di parlarne. Ora c’è da conquistare un posto nei playoff. Sembra quasi che sia scontato che ci arriviamo, ma non è così automatico come molti potrebbero pensare».

Ore 11.20 – Le pagelle del Padova (Gazzettino): Bindi 6; Salviato 6, Ravanelli 6.5, Cappelletti 6, Contessa 6.5; Serena 6 (Mandorlini 6), Pinzi 6 (Pulzetti 7), Belingheri 6; Sarno 6.5 (Lanini sv), Gliozzi 6.5 (Russo sv), Guidone 6 (Capello 6). 

Ore 11.10 – (Gazzettino) Superato l’inizio difficile, Pinzi e colleghi gradualmente prendono in mano le redini del gioco, anche se talvolta si dimostrano troppo precipitosi nelle uscite. Grazie soprattutto al sacrificio di un generosissimo Gliozzi che ruba palloni e conquista falli, il Padova si fa apprezzare per qualche buon disimpegno in avanti, salvo poi pagare sempre dazio quando arriva al limite dell’area o all’ultimo passaggio, il tutto accompagnato da una scarsa efficacia delle battute nei calci piazzati. […] Nella ripresa Bisoli inserisce Pulzetti per Serena, colpito duro da Diop, e Mandorlini per Pinzi, mossa che dà immediatamente i suoi frutti con l’ex Spezia che ruba palla sulla trequarti e costringe Bizzotto al fallo su Guidone. […] Il Bassano non ha più la verve del primo tempo e gli unici pericoli, prima della grande festa finale sono frutto di due azioni personali di Minesso.

Ore 11.00 – (Gazzettino) Torna a fare la voce grossa il Padova che mette in archivio il ko con il Teramo con una convincente vittoria sul difficile campo del Bassano, imbattuto da nove turni e mai superato in passato al Mercante. Per Pinzi e colleghi un ulteriore passo verso la promozione, con il vantaggio sulla Samb, seconda in classifica, che sale a 11 lunghezze e con la Reggiana staccata di 12 punti, ma con due gare in meno. Una prova di grande intelligenza e maturità, con i biancoscudati che reggono l’urto nel primo tempo per poi colpire nella ripresa. Un’unica sorpresa nella formazione di partenza, con Bisoli che opta per un attacco pesante preferendo Gliozzi a Capello al fianco di Guidone. Tornano nell’undici di partenza Ravanelli e Belingheri. Il Bassano, schierato con il 4-3-2-1, punta invece su un reparto offensivo all’insegna della rapidità, con Minesso, padovano di Piazzola, e Venitucci a sostegno di Diop. […]

Ore 10.50 – (Gazzettino) Ripeto, nel primo tempo abbiamo sofferto, nella ripresa potevamo chiuderla anche meglio visto che abbiamo creato tante occasioni e oltre ai gol il loro portiere ha fatto due grandi parate, e abbiamo legittimato la vittoria. Questa è la mia squadra, che vuole vincere il campionato, che vuole vincere tutte le partite. Qualche volta potrà anche perdere, ma non posso rimproverarle niente». Pulzetti era al rientro, e ha confermato di essere fondamentale per la squadra, sigillo del 2-1 a parte. «L’abbiamo preso perché è un giocatore importante. Quando sta bene gioca, nell’occasione rientrava dopo essere stato fermo per un mese e mezzo e non volevo rischiarlo, per cui l’ho dosato. Quando è entrato ha dimostrato di possedere caratteristiche che gli altri centrocampisti non hanno, mi riferisco al suo sapere strappare nel lungo. Però dopo questa vittoria è riduttivo elogiare solo Pulzetti, va elogiata tutta la rosa perché ha dimostrato di volere ottenere qualcosa d’importante». […]

Ore 10.40 – (Gazzettino) «Siamo a un passo dal traguardo». L’ammissione arriva direttamente dal tecnico Bisoli che si sbottona nel commentare l’importantissima vittoria ottenuta al Mercante. «Domani mattina alle 11 (oggi, ndr) andremo al campo ad allenarci, ci rimboccheremo le maniche per portare avanti ancora questa striscia positiva. Abbiamo trovato una grande squadra, bisogna fare i complimenti al Bassano che nel primo tempo è una delle poche formazioni che ci ha messo sotto. I miei giocatori sono stati bravi e umili, poi all’intervallo ci siamo sistemati e nel secondo tempo è venuta fuori la forza del Padova». Il tecnico poi aggiunge: «Avevo detto che a maggio saremo nelle posizioni che contano, ma sia i giovani e sia i vecchietti hanno dimostrato la voglia di portare a casa un risultato importante. Abbiamo dimostrato che dopo uno scivolone come quello con il Teramo, ci siamo ripresi.

Ore 10.20 – Le pagelle del Padova (Mattino di Padova): Bindi 6; Salviato 6, Ravanelli 6.5, Cappelletti 6.5, Contessa 6; Serena 6 (Mandorlini 6.5), Pinzi 5.5 (Pulzetti 7.5), Belingheri 6; Sarno 7 (Lanini sv), Gliozzi 6.5 (Russo sv), Guidone 6.5 (Capello 7). 

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) Il Bassano tiene molto largo a sinistra Minesso, e questo diventa subito un problema per il Padova, che sulla sua destra soffre le iniziative proprio dell’ex Citta e di Stevanin, supportati da un Proia tuttofare. […] La differenza, tra le due squadre, si manifesta nel diverso modo di attaccare: gli uomini di Colella spingono forte sulle fasce, arrivando al cross con eccessiva facilità, mentre il Padova tenta ripartenze quasi sempre con lunghi lanci per Sarno e i suoi compagni avanzati, giocando poco palla a terra. Inoltre, il pressing dei giallorossi è asfissiante, toglie lucidità e tempo ai centrocampisti biancoscudati. […] Bisoli si rende conto che c’è bisogno di (ri)sistemare le cose in mezzo e nell’intervallo decide per due sostituzioni che cambiano di colpo le carte in tavola: Serena, colpito duro da Diop alla caviglia destra, non ce la fa e lascia il posto a Mandorlini, e Pinzi cede fascia e ruolo a Pulzetti. […] Il boato finale dei 650 tifosi ospiti accompagna il Padova verso il trionfo. Mancano 8 partite da qui alla conclusione, la Sambenedettese è a – 11, Reggiana, FeralpiSalò e lo stesso Bassano a – 12. Se non è fatta, che altro ci vuole per certificare la forza dei migliori?

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Il tabù Bassano è sfatato, alla faccia dei gufi e dei corvacci riemersi dalle tenebre nell’ultima settimana, dopo la sconfitta casalinga con il Teramo. Il Padova vola verso la Serie B, forte del 15º successo colto in 26 partite, allargando la… voragine di punti di vantaggio alle sue spalle e zittendo, appunto, le cassandre, che preconizzavano chissà quali rallentamenti e crisi da parte della squadra di Bisoli. La quale al “Mercante”, dove sin qui aveva sempre perso, ha giocato un brutto primo tempo, ma ha poi legittimato la vittoria con una ripresa di grande spessore, caratteriale e di straordinaria concretezza. Il Bassano, reduce da 9 risultati utili consecutivi, di cui 6 vittorie, si è dovuto arrendere alla fine, pur sputando sangue. Due sedute a porte chiuse partoriscono la novità tattica di un tridente offensivo che prevede Sarno a destra, e non trequartista come ci si sarebbe aspettato, Gliozzi (preferito a Capello, e questa è davvero la grossa sorpresa) al centro e Guidone a sinistra. Per il resto, tutto come previsto, con Ravanelli al centro della difesa insieme a Cappelletti, e Belingheri a centrocampo, accanto a Pinzi e Serena.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Nonostante la mancanza di verve nelle battute iniziali, Bisoli non vuol sentire parlare di colpe o particolari mancanze: «Anzi, direi proprio che siamo stati bravi a soffrire», precisa l’allenatore di Porretta Terme. «Ed è l’umiltà che ci ha permesso poi di rimetterci a posto». Nella ripresa, però, i biancoscudati hanno dato una vera e propria dimostrazione da capolista, in grado di capitalizzare al massimo le occasioni create: «Abbiamo semplicemente cambiato qualcosa, soprattutto nello spirito, nell’approccio e nella voglia di vincere il confronto con l’avversario», spiega il mister. «È anche vero che nel secondo tempo è stato fatto anche qualche cambiamento a livello tattico: abbiamo allargato gli attaccanti e i giocatori subentrati sono entrati subito in partita, permettendoci di portare a casa questo risultato fondamentale». […]

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Tanto di cappello a questo Padova. Non può che farsi trascinare dall’entusiasmo, nel post partita, il tecnico biancoscudato Pierpaolo Bisoli, felicissimo per il successo raccolto nel fortino del Bassano. Squadra, quella giallorossa, che per larghi tratti del match, e soprattutto nel primo tempo, se l’è pure giocata ad armi pari con Pinzi e colleghi.«Il Bassano ha dimostrato di essere un’ottima squadra», esordisce Bisoli. «Per quanto riguarda il primo tempo, in cui abbiamo sofferto un po’, non parlerei di demeriti nostri quanto di meriti dei nostri avversari, che sono stati bravi ad andare dentro con alcune belle triangolazioni. La compagine vicentina è stata una delle poche in grado di metterci sotto, motivo per cui non possiamo fare altro che complimentarci con loro».

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Non riesce a trattenere la gioia Luca Ravenelli, dopo il primo gol realizzato tra i professionisti: «Un’emozione incredibile, sono contentissimo», il sorriso sincero del ventenne difensore trentino. «Il mio gol ha contribuito a portare a casa un successo veramente pesante che mette un altro tassello verso il nostro sogno. Siamo sulla buona strada, ma finché non c’è la matematica non possiamo dire niente, soltanto continuare di questo passo. Il gol lo dedico a nonna Anna che è in ospedale e spero si riprenda presto». Particolarmente vivace, invece, l’analisi di mister Giovanni Colella, che non risparmia sia complimenti che frecciatine al Padova: «Impossibile che i biancoscudati non vincano il campionato», attacca l’allenatore del Bassano. «Se raccogli tre punti in partite del genere, dopo non aver visto palla nel primo tempo, vuol dire che sei veramente forte. E non è la prima volta che il Padova vince così. È una grande squadra che sta dominando un campionato di ottimo livello e mi vien da ridere quando leggo chi la critica». […]

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) Era il 20 marzo 2017 e il Venezia, espugnando il Mercante al 94’ per 2-1, ipotecò la promozione in serie B. Un anno dopo la storia si ripete, stavolta è il Padova a compiere un balzo forse decisivo verso la promozione. Lo fa dopo aver sofferto le pene dell’inferno per 45 minuti contro un Bassano forte e determinato, con un secondo tempo sontuoso in cui capitalizza nel modo migliore le occasioni. Vittoria pesantissima al Mercante, dove il Bassano non perdeva da tre mesi e dove per un tempo domina la scena costruendo almeno quattro palle gol nitide. Poi, alla distanza, esce il Padova, che mette il timbro sul derby, con i giallorossi che perdono l’occasione per accorciare a -6. […] Adesso, in attesa di aggiustamenti e recuperi, i punti di vantaggio sulla seconda sono undici. Tantissimi. L’inizio è scoppiettante, sul taccuino tante occasioni di un Bassano ben messo in campo da Colella e tante difficoltà per il Padova, soprattutto a centrocampo e soprattutto sull’asse di destra, dove Salviato è spesso preso d’infilata e dove Serena non riesce a garantire il consueto sostegno in appoggio. Se ci si aggiunge che spesso davanti il Padova si schiera con il 4-3-3 e con Sarno costretto a giocare lontano dalla porta, ecco spiegati 45 minuti in cui sul taccuino c’è praticamente soltanto il Bassano. […] Insomma, del Padova ben poche tracce, al contrario di quanto accade nella ripresa, quando Bisoli sostituisce Pinzi e Serena, inserendo Mandorlini, che va a fare il vertice basso e Pulzetti che diventa mezzala destra. È un altro Padova e non a caso la partita cambia. […] Cambio multiplo per Colella, che sgancia Fabbro e Razzitti davanti ma è Ravanelli a sfiorare il 3-1, poi finale in trincea. Con il popolo giallorosso che mastica amaro e quello biancoscudato che esulta. La B ora è davvero vicina.

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