Padova, Andreoletti: “Sono arrivato in un momento di contestazione: vedere i nostri tifosi al nostro fianco risultato grande quanto la promozione”

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Il Padova arriva al giro di boa da miglior neopromossa della Serie B, insieme all’Avellino, con un decimo posto che sorprende e legittima il lavoro svolto. Un risultato che Matteo Andreoletti commenta in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, mettendo però subito in guardia da facili entusiasmi: «Fa piacere essere in quella posizione, ma quello che stiamo imparando della Serie B è la sua precarietà: bastano un paio di partite per stravolgere l’andamento del campionato».

L’allenatore biancoscudato sottolinea come la fiducia derivi soprattutto dal percorso recente: «Siamo ottimisti perché abbiamo chiuso, al di là della sconfitta di Palermo condita comunque da una bella prestazione, con un buon filotto di quattro risultati utili. C’è fiducia per il futuro». Guardando al girone di ritorno, Andreoletti non si sbilancia sugli obiettivi: «Mi piacerebbe ripetere quanto di positivo abbiamo fatto all’andata. Restare fuori dalla zona calda sarà complicato: sotto ci sono squadre con budget importanti e mercati faraonici».

La forza del Padova, secondo il tecnico, è nella mentalità: «Abbiamo dimostrato che possiamo giocarcela con tutti. La voglia credo sia la nostra caratteristica migliore: una determinazione tipica degli esordienti». Un gruppo giovane, alla prima esperienza in Serie B, che ha trovato compattezza anche superando le iniziali diffidenze interne: «Temevamo si creassero due anime, invece una delle soddisfazioni più belle è avere oggi una squadra unita, un’entità sola. Questo è uno dei nostri veri punti di forza».

Nel progetto spicca anche la presenza di Papu Gomez, di cui Andreoletti parla così: «È un leader, un campione del mondo che gioca in B: una cosa rara. È un punto di riferimento anche per me. Sta crescendo di condizione dopo due anni di stop e nel girone di ritorno può essere un grande valore aggiunto».

Resta il tema dei gol segnati, un aspetto da migliorare: «Abbiamo le qualità per fare di più e dobbiamo farlo, perché questo campionato non ti permette di rallentare. Dobbiamo migliorare non solo nella finalizzazione, ma anche nella produzione». Sul mercato, invece, il tecnico si affida alla società: «Alla base c’è un gruppo solido. Il mercato è gestito da un direttore molto esperto, siamo in buone mani».

Fondamentale è anche il rapporto con il club e con l’ambiente: «Ho sempre percepito che società e direttore fossero molto allineati e pronti a sostenerci. Non è così scontato oggi». E sul legame con Padova e i tifosi aggiunge: «Sono arrivato in un momento di contestazione: vedere i tifosi ora al nostro fianco è un risultato grande quasi quanto aver vinto il campionato di C».

A 36 anni Andreoletti rivendica il percorso senza enfatizzare l’età: «La carta d’identità non è un merito. Lavoro non per essere il più giovane, ma per provare a essere il più bravo». La Serie B, infine, è solo una tappa: «Non pensavo di arrivare così presto, ma la voglia di misurarmi sempre più in alto c’è. Vale per me, per i miei giocatori e per il Padova: per blasone può ambire a qualcosa di diverso».




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