Una partita da montagne russe, di quelle che ti esaltano e poi ti tolgono il fiato all’ultimo secondo. Il 3-3 tra Juve Stabia e Padova lascia l’amaro in bocca all’allenatore delle Vespe Ignazio Abate, che in conferenza stampa non nasconde la delusione per un doppio vantaggio sfumato due volte.
«Abbiamo fatto la partita che dovevamo fare», esordisce il tecnico. «Ottimo primo tempo, poi siamo stati bravi a sporcarci le mani. Ma alla lunga il Padova ha preso campo e noi siamo stati meno lucidi nelle letture difensive». Il rammarico è tutto lì: «Due volte avanti di due gol, una squadra come la nostra non può diventare leggera mentalmente. In questo campionato se abbassi l’attenzione paghi tutto».
Abate punta il dito sulle palle inattive: «Abbiamo preso due gol così e questo mi fa arrabbiare, anche tanto». E respinge l’idea di un semplice calo psicologico: «Quando sei sopra di due reti è normale abbassarsi un po’, ma devi difendere con la bava alla bocca. Non l’abbiamo fatto».
Non mancano però gli aspetti positivi: «Mi tengo stretto il ritorno al gol di Gabrielloni, la rete di Zeroli e lo sblocco di Burnete. Sono segnali importanti». E ancora: «Per 70 minuti non abbiamo subito un tiro in porta. Questo dimostra che l’identità c’è».
Il pensiero corre già al prossimo impegno: «Stanotte non si dorme, perché quando butti via punti così devi essere arrabbiato. Ma il percorso di crescita passa anche da qui. Non siamo una corazzata, dobbiamo salvarci. La strada è lunga e servirà umiltà».
Infine l’obiettivo è chiaro: «Adesso testa a Empoli. Dovremo restare sul pezzo fino al 97’, difendere meglio sulle palle inattive e alzare ancora l’attenzione. Questa partita deve insegnarci qualcosa».
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