Sampdoria-Padova, Gregucci: “Non abbiamo fatto niente: in questo campionato appena alzi la testa rischi di essere ributtato giù in un attimo”

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Alla vigilia di Sampdoria-Padova, Angelo Gregucci mette subito le cose in chiaro: terza partita in una settimana, ma niente alibi. «Quello che vale per noi vale anche per gli altri», sottolinea l’allenatore, consapevole che dopo 180 minuti nelle gambe la gestione delle energie diventa decisiva. Le scelte di formazione saranno frutto di valutazioni accurate, tra condizione fisica e recupero, anche se – a parte De Paoli e Palma – il gruppo è quasi al completo. «Abbiamo lavorato più sul recupero che sui carichi. La terza gara ti chiama a riflessioni precise».

Sul piano mentale, il 3-3 con il Palermo deve trasformarsi in carburante. «La delusione va convertita in rabbia agonistica, ma bisogna arrivare alla partita lucidi, puliti. È uno scontro diretto e serviranno atteggiamenti corretti sotto ogni aspetto». Gregucci vede segnali di crescita nella reazione mostrata a Modena e contro il Palermo: «La voglia di fare risultato deve appartenere a tutti. Il singolo deve mettere il proprio talento al servizio della squadra».

Nessun volo pindarico sulla classifica. «Non abbiamo fatto niente. In questo campionato quando alzi la testa rischi di essere ributtato giù in un attimo. Dobbiamo raschiare il barile per salvarci». La parola d’ordine è continuità: testa sempre accesa, soprattutto quando le energie calano. «È la mente che ti fa arrivare prima sulla palla e nelle letture».

Il Padova è avversario «arcigno, temibile, che vende cara la pelle». Una neopromossa capace di vincere quattro volte in trasferta, organizzata e intensa. «Sa interpretare le partite, ha buone trame quando ha il pallone e difende con ordine. Va rispettata».

A centrocampo le rotazioni dipenderanno dalle caratteristiche richieste dalla gara. Ricci e Conti offrono soluzioni diverse, e l’allenamento resta un parametro chiave: «Se qualcuno ti cattura l’occhio durante la settimana non puoi ignorarlo». Quanto ai sistemi di gioco, Gregucci non si imprigiona nei numeri: «Parlo di squadra e di comportamenti. Tutto è possibile».

Infine, il tema dei cartellini alla panchina. «Voglio pensare che sia solo attenzione, non accanimento. Mi interessa mantenere un comportamento corretto e leale. Le valutazioni spettano agli altri». Domani, però, conterà una sola cosa: combattere.




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