Live 24! Padova-Belluno, la vigilia: Tiboni scalpita, parte titolare?

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Ore 21.40 – (VenetoGol) “Determinazione, concentrazione e convinzione”. Sono queste le parole d’ordine di mister Beggio che ha lavorato sulla testa dei giocatori arzignanesi nella rifinitura del venerdì. Domani pomeriggio si torna a Chioggia per ripetere la gara infrasettimanale di coppa a testa alta e con la stessa determinazione di portare a casa l’intera posta in palio. Tre punti importanti da conqustare per l’undici del presidente Chilese a caccia di un successo che darebbe slancio e linfa importante alla classifica. Non sarà per nulla facile però, perchè la Clodiense è avversaria tosta e tenacia che difficilmente si farà imporre il risultato di fronte al pubblico amico. “La sfida di coppa ci è servita per vedere il campo e prenderne le misure – spiega il tecnico dei vicentini – ma sappiamo benissimo che in campionato sarà tutta un’altra gara. Noi dobbiamo restare concentrati e uniti per raggiungere l’obiettivo per cui abbiamo lavorato nel dopo coppa, abbiamo tutte le carte in regola per fare bene e cercheremo dando come sempre il massimo di uscire dal campo coi punti in tasca”. Ci saranno dei cambi rispetto al 2 a 0 di mercoledì, turn over che non si sono risparmiati nemmeno a Chioggia con mister Beggio che non si fida affatto dei veneziani. “In panchina avevano quattro big che domenica saranno sicuramente del match. Noi però dobbiamo pensare in casa nostra, purtroppo mancheranno alcune pedine per infortunio ma faremo di necessità virtù. Chi scende in campo non farà sentire le assenze dei compagni, questo è un gruppo unito che lotterà su ogni pallone per strappare la vittoria. Ai ragazzi dico sempre che ci sarà da lottare fino alla fine. Stiamo affrontando un campionato dove tolte le prime quattro, cinque squadre ce la possiamo giocare con tutte”. In casa Clodiense, sicura assenza per Tiozzo appiedato un turno dal Giudice Sportivo.

Ore 21.00 – (Trentino) Matteo Perelli è l’obiettivo del Mezzocorona per il reparto offensivo. L’attaccante classe ’89, nativo di Sestri Levante, nei giorni scorsi si è allenato agli ordini di Luca Lomi, che lo ha valutato più che positivamente. Ora restano da limare (cosa non scontata) i dettagli contrattuali. Venticinque anni compiuti a maggio, Perelli nella scorsa stagione ha militato nell’Eccellenza ligure con la Sestrese. Cresciuto nella formazione della sua città, è stato notato dal Torino: con la maglia granata attraversa il settore giovanile prima di passare, nel 2007, alla Pro Belvedere Vercelli con cui totalizza 30 presenze e 9 reti nel suo primo torneo di serie D. Nella stessa stagione è anche uno dei cardi della Nazionale Dilettanti Under 18: con la maglia azzurra disputa 8 partite fa 6 gol e si laurea Campione d’Europa. Successivamente ecco il passaggio al Genoa, dove gioca con la “Primavera” allenandosi stabilmente con la prima squadra di Gasperini. Colleziona anche una panchina in serie A, nel 2008 contro il Napoli: nell’occasione non scende in campo, ma viene sorteggiato all’antidoping e nelle sue urine viene rilevato tetraidrocannabinolo in quantità superiore ai 15 ng/ml, e si becca due mesi di squalifica. Il Genoa lo “molla” e lui torna alla Pro Belvedere in C2. Poi Siracusa, Sanremese, Borgosesia, Acqui Calcio e Gozzano, dove s’infortuna. Lo scorso anno, come detto, torna in pista alla Sestrese e ora potrebbe diventare il bomber del Mezzo.

Ore 20.30 – (Gazzettino, edizione di Belluno) Ranghi completi per l’Union Ripa La Fenadora anti Montebelluna. Gli allenamenti settimanali e la vittoria nella gara di Coppa Italia consegnano al tecnico Max Parteli la rosa completa per la sfida interna di domani contro la formazione trevigiana. Il clima in casa Union (ottavo con 8 punti conquistati sui 18 disponibili) è dei migliori con il doppio successo in sette giorni con ovvio aumento di autostima che porterà l’undici neroverde ad affrontare al meglio il Montebelluna (settimo a quota 9). Parteli ha ritrovato quindi Nicola Tomasi, fuori dalle prime battute di campionato, e vede prospettarsi l’utilizzo imminente anche di Ilir Frangu, esterno sinistro di difesa classe 1996, che ha cominciato gli allentamenti mettendosi alle spalle i guai al ginocchio. Sarà probabilmente pronto per la metà del mese di novembre. Va ricordato, per le centinaia di tifosi che affollano gli spalti del Boscherai ogni domenica, che la gara di domani prenderà il via alle 17.30 e non alle 15 (prima gioca il Feltre Rugby), agli ordini del signor Anselmo Scaramuzzino di Locri assistito da Stefano Mazzocut Zecchin e Federico Meloni entrambi di Pordenone.

Ore 20.10 – (Corriere delle Alpi) Ripa Fenadora, adesso continua così. L’obiettivo della squadra del Boscherai è proseguire la striscia positiva di risultati cominciata domenica contro il Kras Repen e mantenuta a metà settimana in Coppa Italia contro il Tamai. La squadra del tecnico Parteli è in crescita ed appare più solida ogni settimana che passa. Il che rappresenta certamente la notizia migliore, al di là di qualche risultato che poteva essere migliore e che invece ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca. Ma, ormai, la pagina nera sembra sia stata definitivamente voltata. Domani, sul sintetico del Boscherai (ore 17.30, perchè si gioca dopo il match di rugby) arriva il Montebelluna, squadra temibile che però ancora non ha trovato una propria stabilità avendo perso nelle prime due giornate, vinto nelle tre successive ed essere uscita sconfitta ancora domenica contro la Sacilese. «Il Montebelluna è una squadra che non ha ancora trovato mezze misure», spiega Parteli, «ma che comunque sta facendo bene. In rosa ha perso qualche giocatore importante come Alberto De March, che è passato da noi, ma non solo; e quindi deve ritrovare i meccanismi giusti. Il Montebelluna ha un bravo allenatore come Pasa e ci darà filo da torcere: è una formazione che si adatta bene all’avversario che si trova davanti e noi dovremo essere bravi ad imporre comunque il nostro gioco. Vogliamo dare subito continuità al risultato contro il Kras Repen». La vittoria di Tamai dà morale. Il successo a metà settimana in Coppa sicuramente dà fiducia al Ripa Fenadora, ma Parteli scinde con estrema decisione le due competizioni. «E’ stata una buona partita, ma questo è un capitolo a parte», spiega il tecnico, «alla coppa ci penseremo tra un mese. C’è tanta voglia di fare bene e di giocarcela fino alla fine, ma adesso c’è la gara di campionato contro un buon avversario». Rosa al completo. Parteli avrà a disposizione tutti gli uomini. «Non abbiamo squalifiche e per fortuna neanche nuovi infortuni», continua il tecnico, «il giovane Frangu (classe 1996, ndr) ha ricominciato ad alleanarsi da una paio di settimane e conto di averlo tra un mesetto; nel frattempo andrà a fare qualche partita con la juniores. Tomasi? Sta bene, contro il Tamai ha giocato novanta minuti ed è per questo che domenica quasi sicuramente non partirà dall’inizio». Obiettivo quinto posto. La squadra del Boscherai punta a migliorare le belle cose mostrate nella passata stagione e, per farlo, Andreolla e compagni vogliono raggiungere almeno la quinta piazza. «Come dico sempre ai ragazzi, in questo momento non bisogna guardare la classifica», conclude Parteli, «ma puntare a migliorare la nostra mentalità e fare più punti possibili. A fine andata faremo il primo bilancio ma è ovvio che vorremmo migliorare la scorsa stagione».

Ore 19.40 – (Il Piccolo) La possibilità per la Triestina di utilizzare la sua casa naturale per i prossimi nove anni è più vicina. Ieri infatti sono state gettate le basi tecnico-amministrative per la sigla della convenzione tra l’Unione della coppia Pontrelli-Di Piero e l’amministrazione comunale per l’utilizzo del Rocco. Il tavolo tecnico al quale ha partecipato il direttore del servizio sport Adriano Dugulin con i suoi collaboratori ha messo a fuoco alcuni paletti decisivi per stilare la bozza di convenzione da presentare alla giunta comunale per la delibera. Il negoziato, come noto, si articola su due fronti. Il Comune ha un credito pregresso (per l’utilizzo nella scorsa stagione dell’impianto) nei confronti della Triestina di circa 70 mila euro. Senza un impegno al saldo di questo debito da parte della società sportiva (che lo ha ereditato) è impossibile per l’amministrazione sottoscrivere la convenzione (che è stata revocata dalla giunta a fine luglio per inadempienze della gestione Mbock-Mehmeti ). Su questo fronte la Triestina si è detta pronta a versare a titolo di acconto 20 mila euro mentre i rimanenti 50 mila circa saranno rateizzati su un piano pluriennale. Per quanto riguarda la convenzione, l’accordo può essere siglato sulla base di circa 21 mila euro (iva esclusa) all’anno per nove anni con un pagamento semestrale anticipato. In pratica per definire il tutto la Triestina, nelle prossime settimane, dovrà versare oltre trentamila euro nelle casse comunali. Resta aperta la questione della fidejussione a garanzia dell’operazione chiesta dalla mozione “urgente di impegno al Sindaco” presentata il 15 ottobre dal consigliere comunale Bandelli ma che ha per il momento un valore di mera sollecitazione. La prudenza del Municipio, visti i precedenti, è comprensibile. La volontà dei dirigenti della Triestina di chiudere quanto prima anche.

Ore 19.30 – (Il Piccolo) «La squadra non solo può, ma deve recuperare in classifica»: l’esortazione perentoria arriva da Stefano Spadari, il ventenne centrocampista alabardato che dopo esser stato bloccato da un infortunio a inizio campionato, ha fatto vedere ottime cose nelle occasioni in cui è stato impegnato. Del resto, dal punto di vista del curriculum, Spadari è tra i più esperti della rosa alabardata, visto che dopo essere cresciuto nel settore giovanile della Roma vanta già oltre 40 presenze in serie D raccolte tra Sulmona, Pontevecchio e Vibonese. Anche giovedì nella partitella si è mosso bene e certamente potrà essere utile nella delicata sfida di domani a Castelfranco Veneto contro il Giorgione. Peccato però per quel suo inizio di campionato ad handicap: «Sì, purtroppo ho avuto uno stiramento piuttosto importante di terzo grado – afferma Spadari – e sono rimasto un mese fermo. Ho perso buona parte di una preparazione che già avevamo iniziato tardi. Comunque sono rientrato da tre partite e piano piano sto riprendendo il cammino. Fisicamente sono a posto, forse dal punto di vista atletico devo lavorare ancora ma allenamento dopo allenamento la condizione va crescendo». Il ruolo di Spadari è molto chiaro e lo si è visto appena ha messo piede in campo: è il classico playmaker che si posiziona davanti alla difesa, capace di dare quantità in interdizione ma anche qualità nell’avvio dell’azione. «Sì, questo diciamo che è il mio ruolo da sempre e da anni gioco davanti alla difesa toccando tanti palloni. La concorrenza? In effetti il nostro centrocampo è molto folto e la concorrenza è tanta, ma fa solo che bene alla squadra: ci sono giocatori importanti come Giorgino, Proia, Gasparotto, Sittaro, Giordano. Siamo in tanti, ma ripeto, la concorrenza è una cosa buona e giusta in una rosa».

Ore 19.00 – Sono 950 i biglietti venduti in prevendita alle 19 di oggi per il big-match di domani pomeriggio all’Euganeo Padova-Belluno. Al momento l’ipotesi di sfondare quota 5000 spettatori fra paganti e abbonati per il derby dell’Euganeo è più che realistica. Di sicuro verrà raggiunto il record d’incasso, considerato le precedenti uscite casalinghe.

Ore 18.40 – (Gazzettino, edizione di Vicenza) «Mi era stata offerta la guida tecnica del Vicenza e avevo anche dato la mia disponibilità, ma poi la cosa non è andata in porto per una serie di motivi». A svelarlo è Roberto Baggio, ospite a sorpresa ieri pomeriggio della mostra dell’Aic «Eroi del calcio» in Basilica, che contiene diversi cimeli della sua prestigiosa carriera e dove ha incontrato anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, a Vicenza per il centenario del Coni Veneto al Comunale. Il riferimento è a quanto accaduto durante la sosta di fine anno tra il 2012 e il 2013, quando Baggio venne contattato dall’allora presidente Massimo Masolo, che non trovò però il consenso degli altri dirigenti e si dimise per questo. L’ex-pallone d’oro non ha mancato comunque di fare gli auguri ai biancorossi. «Il campionato di serie B è lungo e difficile, mi auguro che la squadra abbia la possibilità di risollevarsi in fretta». Baggio ha escluso un suo rientro a breve: «Io ho già fatto il mio ciclo, anche se mai dire mai…».

Ore 18.30 – (Gazzettino, edizione di Vicenza) Cercava il riscatto e puntuale il riscatto è arrivato. Ovvio che Gianni Lopez sia soddisfatto della vittoria, ottenuta grazie ad un secondo tempo giocato su ottimi livelli.  “Certo che sono molto soddisfatto per la vittoria”, inizia il tecnico biancorosso. “Abbiamo battuto una grande squadra, perché sono sicuro che il Pescara farà molto bene in questo campionato”. Il vostro successo è arrivato soffrendo soprattutto nei minuti finali. “Soffrire è normale in B. Oggi (ieri, ndr) è stato così perché ci siamo complicati la vita con quell’errore in occasione del calcio di rigore. Ma fa parte del gioco sbagliare”. La vittoria è meritata? “Direi assolutamente di sì. Nella ripresa abbiamo creato molto, sfiorando più volte il gol. Segno anche che la condizione fisica, checché se ne dica, è ottima”. Come valuta la prestazione di Figliomeni? “Deve crescere, come tanti altri. Cocco? Bene. Ma bene tutti. In campo ci siamo aiutati. Abbiamo giocato da squadra”. Non crede che in superiorità numerica avreste dovuto gestire meglio la partita? “Sicuramente. Purtroppo c’è stato un errore e questo ci ha complicato la vita. Camisa dove gestire meglio quella situazione, ma gioca fuori ruolo e non mi va certo di criticarlo”. Si sentiva sotto osservazione? “Sono partito con questa squadra il 15 settembre. Gli altri hanno avuto due mesi per prepararsi. Io adesso dovrei giocare la Coppa Italia. Invece siamo già alla nona di campionato. Scusate, ma non capisco di cosa stiamo parlando”.

Ore 18.10 – (Giornale di Vicenza) Vittoria importante dopo lo scivolone contro il Lanciano, stavolta il Vicenza pur soffrendo negli ultimi 10´ porta a casa tre punti pesanti . Il d.g. Andrea Gazzoli è sfinito come sempre: «Abbiamo giocato una buona partita, certo abbiamo pure rischiato di rovinarla negli ultimi 10´, il Pescara non ci stava mettendo in difficoltà». Qualche errore ha rischiato di compromettere il risultato. «Purtroppo su alcuni lanci lunghi ci siamo fatti trovare impreparati , forse c´è stato un calo di concentrazione , ma questo non deve succedere perchè in B rischi di essere punito e noi non avremmo meritato di non portare via l´intera posta dopo quanto si era fatto vedere». Il fallo su Melchiorri , che ha portato al rigore, è stato inutile ed ha rimesso in gara il Pescara che pareva alle corde. «Eh sì, ma infatti l´ho già detto : negli ultimi 10´ abbiamo rischiato davvero troppo , fino ad allora però la squadra aveva giocato bene e aveva creato diverse occasioni, così come era stato bello l´inizio , meno male che è finito tutto bene». Cocco e Ragusa hanno dimostrato di esserci. «Loro hanno fatto bene ma pure i centrocampisti hanno fatto la loro parte , a me la squadra nel suo insieme è piaciuta tanto , spiace solo per il finale e mi auguro che ci serva di lezione. Anche a Lanciano nel finale ci eravamo spenti ma non deve succedere». Il Vicenza ha dimostrato con i fatti che in questa serie B ci può stare al pari delle altre. «Senza dubbio, se il Pescara non ha giocato come sa questo è merito del Vicenza che ha le qualità per mettersi al sicuro, ma certo in B non si deve mai abbassare la guardia».

Ore 18.00 – (Giornale di Vicenza) Tutto in una sera: i gol, la vittoria ritrovata insieme alla buona stella negli episodi che fanno girare la partita dalla parte del Vicenza, che in 90´ batte un Pescara arrivato lanciatissimo, rompe il digiuno in fase offensiva e cancella l´imbarcata di Lanciano.
Come dice Sacchi poi per vincere ci vuole anche un po´ di quella cosa lì e nella fattispecie i fischi dell´arbitro Aureliano, che fanno avvampare di rabbia gli avversari, entrano in quealche modo nella serata benevola per i biancorossi. Nel senso che soprattutto il cartellino rosso che lascia in dieci gli abruzzesi al 19´ della ripresa per un fallo su Ragusa, è probabilmente eccessivo, visto che l´attaccante non stava andando dritto verso la porta. Sui due rigori invece francamente sono più colpevoli i difensori, Pucino ancora su Ragusa e poi Camisa su Melchiorri, che entrano maldestramente su avversari non davanti al portiere: l´arbitro interpreta allo stesso modo, che li fischi entrambi ci sta. Tra gli episodi che confezionano la serata col sorriso del Vicenza però c´è una gemma d´azione con cui i biancorossi sbloccano la sfida: attacco alla profondità di Sbrissa, assist di esterno di Laverone e gol da attaccante di razza di Cocco, a lungo invocato e infine tornato al bersaglio che gli mancava dall´esordio a Trapani.

Ore 17.30 – (Gazzettino) Cinque anni non si dimenticano. Gennaro Volpe ha ancora viva nel cuore l’esperienza a Cittadella. Adesso gioca in un’altra squadra, nell’Entella, l’avversario del posticipo di lunedì, e darà tutto per la sua maglia come ha sempre fatto in carriera, ma le stagioni in granata le ricorda con grande affetto. «E come potrebbe essere altrimenti? Ho vissuto anni indimenticabili, con il Cittadella ho realizzato il mio primo gol in serie B, a Modena nel campionato dei play off. Penso sia stato il momento più bello».Volpe non ha mai smesso di seguire la sua ex squadra: «Sono il suo primo tifoso. Devo tanto a questa realtà, sarò sempre grato alla famiglia Gabrielli, al direttore Marchetti e all’allenatore Foscarini, che mi hanno fatto crescere umanamente e come calciatore». Dopo cinque stagioni, il passaggio all’Entella. «Quando sono andato via mi sono sentito un po’ perso. Ho lasciato Cittadella forse nel momento migliore, ho perso la categoria per ripartire dalla C2, ma mi sono rimboccato le maniche per ricominciare tutto da zero». E l’ha fatto benissimo, centrando due promozioni per tornare a giocare in serie B. «Riuscirci a 33 anni è una gran bella soddisfazione a livello personale. Ho dimostrato a me stesso di poter dare ancora qualcosa al calcio». Come a Cittadella, anche in terra ligure Volpe ha vissuto grandi emozioni: «Ricordo i play off in C2, con il Lecce, quindi il successo a Cremona dove abbiamo vinto il campionato l’anno scorso. Tutto molto bello, del resto quando vinci ti rimangono sempre dei momenti indimenticabili». Lunedì la prima volta da avversario al Tombolato: che partita sarà? «Conosco l’ambiente, e vi posso assicurare che per noi sarà molto dura. La classifica in questo momento dice che siamo ultimi, anche se abbiamo una gara da recuperare. Cercheremo di affrontare nel migliore dei modi quello che è uno spareggio». Potrebbe bastare un punto? «Il più grande errore nel calcio è quello di accontentarsi. L’Entella giocherà fuori casa, toccherà a loro fare la partita, noi staremo attenti ad arginarli per poi ripartire». Il pericolo numero uno tra i granata? «Sgrigna, l’elemento di spicco per esperienza e qualità. Un giocatore importante per questa categoria, che può fare la differenza». A Cittadella ritroverà Roberto Musso, suo ex compagno all’Entella. «Lo sento spesso, come pure Gorini. Sono contento per entrambi, che stanno dando una mano al Cittadella sotto un’altra veste. Non vedo l’ora di riabbracciarli».

Ore 17.10 – Serie B, la classifica: Classifica: Frosinone 18, Bologna e Livorno 17, Avellino, Carpi, Perugia e Trapani 15, Lanciano 14, Spezia e Pro Vercelli 13, Bari 12, Modena 11, Ternana, Brescia e Vicenza 10, Pescara 9, Cittadella e Varese 8, Latina 7, Catania e Crotone 6, Entella 5.

Ore 17.00 – Serie B, i risultati finali: Bologna-Varese 3-0 (Abero (Bo) al 15′ pt, Acquafresca (Bo) al 25′ st, Cacia (Bo) al 32′ st), Brescia-Pro Vercelli 2-1 (Caracciolo (Br) al 25′ st, Marchi (Pv) al 27′ st, Benali (Br) al 35′ st), Carpi-Latina 2-1 (Mbakogu (Ca) al 28′ pt su rigore e 36′ pt su rigore, Sforzini (La) al 38′ pt su rigore), Frosinone-Modena 2-0 (Carlini (Fr) al 29′ st, Dionisi (Fr) al 39′ st), Lanciano-Perugia 1-1 (Perea (Pg) al 6′ st, Gatto (La) al 25′ st), Spezia-Catania 3-0 (Brezovec (Sp) al 23′ pt, Catellani (Sp) al 44′ pt e al 41′ st), Ternana-Livorno 0-4 (Cutolo (Li) al 19′ pt e al 24 pt, Vantaggiato (Li) al 16′ st e al 41′ st), Trapani-Crotone 3-1 (Ciaramitaro (Tr) al 29′ pt e al 36′ st, Torregrossa (Cr) al 2′ st, Mancosu (Tr) al 29′ st)

Ore 16.40 – (Mattino di Padova) Ci sono le coppie-gol e ci sono le coppie che cercano di evitarle, le reti. Filippo Scaglia fa parte di questa seconda categoria, pronto a tornare al centro della difesa del Cittadella con Michele Pellizzer, che rientrerà lunedì sera dopo tre turni di squalifica. «Ma deciderà Foscarini se schierarci assieme: ancora non ci ha detto nulla e noi dobbiamo essere pronti a qualsiasi eventualità», mette prudentemente le mani avanti questo stopper 22enne di un metro e 90 cm., che proprio sotto le Mura si sta consacrando dopo essere cresciuto nelle giovanili del Torino. Di fatto, visti i tanti gol subìti (14), è inevitabile partire proprio dai problemi della retroguardia. «Se si parla sempre del nostro reparto è perché certi numeri sono sotto gli occhi di tutti. In questi giorni stiamo lavorando sia sul 4-3-1-2 che sul 4-4-2, ma, anche se con il playmaker davanti alla difesa siamo più tutelati, sono d’accordo con il mister nel dire che i gol presi non dipendono dal modulo ma da nostri errori e da qualche episodio che ci è girato male». E lunedì, nel posticipo con la Virtus Entella, arriva un certo Sansovini… «È sicuramente l’avversario più pericoloso. Mi ricordo bene la doppietta su rigore che ha realizzato l’anno scorso contro di noi, quando giocava con il Novara. È un uomo di esperienza, che i gol li ha sempre fatti, ma conosco pure Mazzarani, altro elemento che in questa categoria sa dire la sua, e Malele, attaccante molto giovane, che ha giocato nel Palermo e che può essere pericoloso». Che partita si aspetta? «È chiaro che è troppo presto per parlare di sfide decisive, ma sicuramente è molto importante per noi. Non solo perché si tratta di uno scontro diretto, ma anche perché abbiamo più che mai la necessità di trovare una certa continuità, dando un seguito al risultato colto a Varese. In un certo senso i tre punti ci servono per il morale più ancora che per la classifica». La squadra. Ieri ha lavorato ancora a parte Schenetti, che sente di nuovo dolore al ginocchio dopo Varese e difficilmente sarà recuperato per lunedì. Buone notizie per Rigoni, che ha svolto da solo soltanto alcuni esercizi, e per Lora, che avverte ancora fastidio alla spalla ma che è tornato in gruppo. Biglietti. Come sempre, i biglietti del posticipo sono acquistabili sul circuito TicketOne o alla sede di via Ca’ dai Pase a Cittadella, stamattina dalle ore 9 alle 11.30. Lunedì i botteghini del Tombolato apriranno alle 18.30. Anticipo. La Lega di serie B ha annunciato che la partita Carpi-Cittadella, valida per la 14ª giornata, è stata anticipata alle ore 18 di sabato 15 novembre. Era inizialmente prevista per il giorno dopo. In quel week end la serie A si fermerà per lasciar posto alla Nazionale. Premiazione. Giovedì sera, infine, una delegazione della società guidata da Andrea Gabrielli ha partecipato al “Gala di Premiazione” del Trofeo Internazionale Grand Prix Città Murata, che si è svolto nel Municipio di Tombolo. Nell’occasione il presidente ha ricordato il padre Angelo, tra i soci fondatori (il 29 novembre 1974) del Veloce Club di Tombolo.

Ore 16.20 – (Giornale di Vicenza) Da quando ha preso la via dei Berici, lasciando l´amata laguna veneziana, Matteo Malagò ha avuto solo gratificazioni. Al suo secondo anno in biancorosso, il centrocampista classe ´91 ha toccato la trentesima presenza tra i professionisti e con un suo gol, il primo in campionato quest´anno, ha guidato la rimonta del Real Vicenza a Lumezzane. «È una rete che mi ha reso felice – racconta il giocatore -. Venivo da un periodo personale difficile e aver segnato mi è servito. La cosa positiva, poi, è che mi sono sbloccato e ora che ho il sinistro caldo spero di ripetermi al più presto». Nella passata stagione Malagò ha collezionato 24 presenze e il tecnico Vittadello, che ben lo conosceva, gli ha concesso sin da subito fiducia. Che Malagò ha ripagato. Quest´anno gli spazi non sono gli stessi ma l´interditore veneziano non ha malumori. «Non ci sono problemi, giocare sempre sempre rende felice qualsiasi giocatore ed è normale. Io non ho giocato così poco fino a questo momento e comunque capisco che la rosa è ampia e le scelte finali spettano sempre al mister. Quando vorrà mi farò sempre trovare pronto». Domani l´Alto Adige, squadra tosta che arriva al Menti per disputare un grande incontro, non solo per rendere più piacevole la classifica ma anche per scacciare qualche fantasma che aleggia nell´ambiente altoatesino e che vorrebbe Rastelli prossimo all´esonero. «Dura come partita, noi siamo in salute e speriamo sempre nei tre punti. Si gioca per vincere». È naturale cercare di maturare quando si hanno in squadra giocatori di qualità e di esperienza. Malagò sa di poter migliorare ancora ed è per questo che studia i colleghi più grandi da Bruno a Dalla Bona a Piccinni, giocatori navigati nella categoria. «So di avere molto da imparare da uno come Dalla Bona. Rispetto a lui, posso dirmi assolutamente più crudo. Devo migliorare tatticamente, perché sarei uno che segue sempre la palla preso dalla foga e dall´agonismo, caratteristica positiva ma da dosare».

Ore 15.50 – Serie B, i risultati alla fine dei primi tempi: Bologna-Varese 1-0 (Abero (Bo) al 15′ pt), Brescia-Pro Vercelli 0-0, Carpi-Latina 2-1 (Mbakogu (Ca) al 28′ pt su rigore e 36′ pt su rigore, Sforzini (La) al 38′ pt su rigore), Frosinone-Modena 0-0, Lanciano-Perugia 0-0, Spezia-Catania 2-0 (Brezovec (Sp) al 23′ pt, Catellani (Sp) al 44′ pt) Ternana-Livorno 0-2 (Cutolo (Li) al 19′ pt e al 24 pt), Trapani-Crotone 1-0 (Ciaramitaro (Tr) al 29′ pt)

Ore 15.40 – (Gazzettino, edizione di Venezia) «Ai tifosi chiedo per 90′ un incitamento incessante, il Venezia ha bisogno di sentire calore per fare quella grande prestazione che è nelle sue corde». Con il silenzio stampa in vigore è Ivone De Franceschi a far sentire la sua voce alla vigilia della seconda gara di fila al Penzo, domani (ore 14.30) contro i pari classifica (10 punti) del Novara. Anche il ds considera il team piemontese come la vera corazzata del girone, ma dopo le tribolazioni seguite allo 0-1 col Monza le sue attenzioni sono solo per un Venezia nelle cui fila è in dubbio Raimondi per un forte attacco febbrile. «Possiamo cogliere la vittoria che riporterebbe un po’ di quella serenità di cui c’è bisogno – l’auspicio del dirigente lagunare -. Il momento non è drammatico, non può essere e non deve esserlo quando restano da giocare 30 partite su 38. È un momento delicato, questo sì, anche per il rammarico di aver perso per strada quei 3-4 punti che ci consentirebbero di essere subito alle spalle delle prime e, soprattutto, all’ambiente di non vedere tutto nero». Ad inizio settimana l’esonero di Alessandro Dal Canto sembrava dietro l’angolo, invece sarà il match col Novara a suonare come una prova d’appello. «Cosa accadrà con un risultato negativo? Ci sta che me lo chiediate ma io non ci voglio pensare, perché il gruppo è tutto con l’allenatore e mi aspetto una reazione «di pancia», una grande prestazione che parta dalla voglia e dalla consapevolezza di fare vedere cosa questo Venezia può essere». Sabato scorso persino la Curva Sud avevano chiesto la testa di Dal Canto, ora però anche gli ultras assicurano e chiedono al resto del pubblico 90′ di sostegno incondizionato sperando di avere in cambio tre punti pesanti.
«Dobbiamo cercarci anche quel pizzico di buona sorte che finora ci è mancato – chiude De Franceschi -. L’isterismo fa solo male, sentire la proprietà più vicina non dispiacerebbe, ma dopodomani sarò a Mosca a confronto con il presidente Korablin».

Ore 15.30 – (La Nuova Venezia) Aleggiano gli spettri sul futuro del nuovo stadio per il Venezia. Doveva essere il punto di forza per il rilancio ad alti livelli del club, e invece il progetto tiene ancora sulle spine i tifosi con i giorni che passano e nessuna notizia che giunge dalla Russia. Inutile nascondersi, da settimane in città e sugli spalti del Penzo non si parla d’altro. La squadra che va male e il futuro di Dal Canto hanno rubato qualche titolo, ma l’assenza prolungata da Venezia del presidente Korablin ha fatto rizzare le antenne a più di qualcuno. E il tempo scorre inesorabile, e vi spieghiamo il perché. Assenza. Il presidente russo non si fa vedere dal 27 luglio scorso: prima uscita amichevole stagionale a Scorzè e vittoria per 7-0 del Venezia sui padroni di casa. Erano i giorni in cui aveva incontrato il commissario prefettizio Vittorio Zappalorto, proprio per parlare del progetto stadio. Finita la partita, nella quale Korablin non aveva voluto rilasciare interviste, è rientrato in patria e il capitolo stadio è rimasto in sospeso. Tempo. Resta poco tempo per chiudere la partita più importante della gestione Korablin. In quattro anni il patron russo ha investito sul Venezia, si stima, una cifra tra i 10 e i 12 milioni di euro. Gli stipendi sono sempre arrivati regolari, compresi gli ultimi, ma è chiaro che lo stadio è un’operazione che ha un peso non indifferente sulla sua presenza in laguna. Il 16 marzo scorso Korablin ha firmato un contratto per l’acquisto dei terreni su cui costruire lo stadio a Tessera. Mezzo milione di euro di anticipo, e tempo fino al 31 dicembre per eventualmente uscire dal contratto. Cosa significa? Che se Korablin non vuole procedere, può dirlo ai legali di Giulio Sabbadin, proprietario dei terreni, e in questo modo rinunciare però anche al denaro anticipato. In caso contrario, dall’1 gennaio dovrà versare i 4,5 milioni che avanzano e acquistare i lotti, circa una trentina di ettari dove erigere lo stadio. Porte aperte. Il commissario prefettizio Zappalorto a fine luglio è stato chiaro: con il contratto di acquisto dei terreni e il progetto preliminare in mano, si parte con l’iter burocratico, e in 270 giorni si può arrivare a ipotizzare la posa della prima pietra. Korablin a quell’incontro si era però presentato con un dossier e uno studio di fattibilità, una cosa ben diversa. Quindi, senza preliminare non si parte. Un’ipotesi molto bella, si dice negli ambienti che contano, con uno stadio da 120 milioni di euro ma una rivoluzione per l’intera area interessata. Spesa complessiva attorno ai 400 milioni tra alberghi, viabilità, centro congressi, servizi e spostamento del Casinò. Con un solo ma, quello legato ai terreni inseriti nel Piano di assetto del territorio dal Comune, che da agricoli sono stati rivalorizzati dall’Amministrazione, e che naturalmente a Korablin non verrebbero regalati per realizzare tutte le altre opere collegate allo stadio.

Ore 15.20 – (La Nuova Venezia) La parola al campo, o meglio, alla squadra. Dopo il silenzio i fatti, quelli che si aspettano De Franceschi e Dal Canto dai giocatori. Alla vigilia della gara contro il Novara, formazione costruita per risalire in serie B dopo averla inseguita e agognata per l’intera estate tramite il ripescaggio, ma che alla fin fine ha gli stessi punti del Venezia in classifica. Raimondi in campo, se non ritornerà la febbre dei giorni scorsi, altrimenti toccherà a Varano o Franchini. «Sta per chiudersi una settimana particolare» spiega il diesse De Franceschi, sempre in attesa di comunicazioni da Mosca, «però posso garantire che la squadra è viva, consapevole dell’importanza della partita che sta per affrontare. Stiamo attraversando un momento delicato, non voglio cercare nessun alibi, ma la nostra classifica non è veritiera, almeno tre-quattro punti in più il Venezia li meriterebbe. E’ vero che la proprietà lontana non ci agevola, però il gruppo è compatto al fianco dell’allenatore. La situazione è difficile, ma non drammatica come si vorrebbe disegnare da fuori. Solo i risultati ci possono garantire serenità e tranquillità e sono sicuro che domani la squadra darà tutto, e anche oltre, per arrivare alla vittoria». Novara permettendo, perché in campo il Venezia non andrà da solo. «Chiedo ai tifosi di sostenere la squadra fino all’ultimo secondo, ha bisogno del calore del proprio pubblico. Il bilancio si fa solo al fischio finale». Da capire fino a quando continuerà il silenzio stampa. «È stato deciso per tenere la squadra tranquilla, non per la pressione, ma in certi momenti meno si parla e meglio è». Si gioca di giorno e orario canonici (domenica, ore 14.30), la società in collaborazione con l’Actv ha predisposto i seguenti servizi (partenza dal pontile di Piazzale Roma-Parisi): andata con linea 6 alle ore 12.01-12.41-13.21, corsa diretta alle 14.01 solo per abbonati o possessori del biglietto acquistato in prevendita; ritorno dalle ore 16.30 due corse della linea 6 Sant’Elena -Giardini – San Zaccaria-Zattere – Piazzale Roma e due corse dirette Sant’Elena – Piazzale Roma.

Ore 15.00 – (Gazzettino, edizione di Vicenza) Mai abbassare la guardia. Il Bassano Virtus, dopo essere uscito indenne dalla trasferta di Novara, torna al Mercante ospitando il Lumezzane, una squadra in difficoltà ma non certo da sottovalutare, come spiega Tonino Asta. «Attenzione a questa partita, che considero durissima – attacco il tecnico ex bandiera del Torino – la classifica non mostra la reale forza del Lumezzane: nelle ultime tre gare hanno raccolto solo due punti meritandone secondo molto di più. Hanno avuto un inizio difficile, ma hanno giocatori importanti». Il Soccer Team arriva dal punto di Novara. «Bisogna essere sinceri, abbiamo portato a casa il massimo da una trasferta difficilissima e in un campo come il Piola dove pochi faranno punti. Loro meritavano di più ma per fortuna il portiere forte, Rossi, ce lo abbiamo noi: ha fatto un paio di interventi miracolosi. Punto rubato? Forse quando vinceremo senza merito – scherza il mister – lo definirei rubacchiato». Asta non perde la sua carica nonostante l’infermeria non suggerirebbe i sorrisi. «Squalificato Zanella e con Ingegneri ancora out, rimane l’emergenza difesa, con l’aggiunta di Iocolano che valuteremo all’ultimo, anche se è più no che sì. Bizzotto rientrerà titolare, la frattura al naso p recuperata e lo vedo mentalmente pronto a gettarsi nella mischia. Fosse stato due settimane fa sarei stato più preoccupato, ora sono sicuro che il giocatore sia pronto». Out capitano Iocolano, spazio alle due punte? «Sto valutando varie soluzioni, anche mantenere il 4 2 3 1 con Cattaneo o Cortesi a sinistra. L’importante però come dico sempre è la mentalità che i miei metteranno in campo, la voglia di vincere».

Ore 14.50 – (Giornale di Vicenza) Simone Iocolano ieri compiva gli anni (25, auguroni in scia) e siccome era venerdì 17, alle ore tredici ci ha comunicato che una caviglia girata lo tiene in fortissimo dubbio per il pomeriggio, mentre il motore della sua Smart è andato in fumo.
Per il calcolo della probabilità o forse soltanto perchè oggi è il 18, difficile che questo sabato sia peggiore. Così, con una botta di ottimismo dopo una sequenza di iatture sparse, Tonino Asta si illude di portalo in panchina («Chissà, magari stamane si sveglia che sta meglio e accade il miracolo…»), con l´idea di precettarlo per gli ultimi venti minuti d´assalto. Ioco apriscatole col Lumezzane in visita (alle 15 al Mercante) ci starebbe benone, ma la netta impressione è che sulla fascia si apposterà Cattaneo ed è già grassa se vedremo il capitano in panchina. A proposito del Lume: l´ultima volta che ha messo piede al Mercante (C1, stagione 2010-11) la spuntò 1-0 con una sventola dello statuario Emerson e in panca c´era Nicola. Adesso invece allena Nicolato, un suffisso di differenza nel cognome ma che tanto basta al Bassano per non sentirsi troppo bene. I bresciani non se la stanno passando granchè, sono nel plotoncino di quelle che sgomitano per non essere risucchiate sul fondo e nelle ultime uscite gli ha anche detto clamorosamente male, ben oltre i demeriti. «Infatti – alza la guardia Asta – tra la partita odierna e quella ancora in casa di domenica prossima con la Torres che è comunque una signora squadra, io temo molto di più questa perchè è stracolma di insidie di ogni tipo. Eppoi ho visto il Lumezzane nelle ultime tre gare ed è sempre stato punito da episodi, mai che di recente l´abbiano messo sotto per davvero, capito perchè non mi fido?».

Ore 14.30 – (Biancoscudati Padova) L’Associazione Calcio Belluno nasce nel 1905 con il nome di Olimpia, ma la partecipazione al primo campionato ufficiale risale al 1922, quando si affilierà al Comitato Regionale Veneto come S.S. Bellunese Excelsior. Fino agli anni 40, il Belluno cambia per cinque volte denominazione e non si iscrive al campionato per 10 volte in vent’anni.  La prima promozione in Serie C risale al 1940. Tra gli anni 50 e 60 il Belluno non supera mai la quarta serie, sprofondando in Prima Categoria nel 1961, tornando in Serie D nel 1966/67. Gli anni ’70 vedono il Belluno in Serie C, e qui incontrerà il Padova in ben 10 occasioni che vedranno 3 vittorie biancoscudate, 5 pareggi e 2 vittorie gialloblù, con 9 reti all’attivo e 7 subite, più due pareggi in Coppa Italia. Nel 1978 i gialloblù tornano tra i dilettanti, disputando tornei alterni tra Promozione e Prima Categoria, con due parentesi in Serie D tra il 1990 e il 1992. Nel 2000 il ritorno in D porta il Belluno alla promozione in Serie C2 appena tre stagioni dopo, ma l’esperienza tra i professionisti durerà appena due anni; da allora il Belluno ha sempre militato in Serie D e nel 2014-15 assume la denominazione Ital-Lenti Belluno grazie ad un accordo di sponsorizzazione con l’omonima azienda produttrice di lenti da vista per occhiali. Tra gli ex in comune tra le due compagini Paolo De Toffol, Timi Tapio Lathi e Marcos De Paula, mentre Samba Sadio, ora con i gialloblu, la scorsa stagione militava nella Primavera biancoscudata allenata da Massimo Storgato.

Ore 14.10 – (Gazzettino, edizione di Belluno) «Ricordo una partita Padova-Mestre, all’Appiani, con oltre 10 mila spettatori. Io giocavo nel Mestre, personalmente partite così, con un pubblico così, molto caldo, mi piacevano. Il problema non è trovare i tifosi avversari, tanti magari, che ti fischiano. Anzi è una motivazione in più. Il problema è quando ti fischiano i tuoi tifosi». Parole e testimonianza di Livio Gallio, il presidente del Belluno che sembra vivere la vigilia della partitissima di domani ripercorrendo quelle vissute da calciatore (anche se con qualche acciacco in più: reduce da un intervento, sarà allo stadio con le stampelle, interrompendo per qualche ora la riabilitazione a Lamon). Da giocatore a dirigente, però, l’atmosfera è diversa. E come dicono tutti gli atleti di tutti gli sport, partecipare a una sfida è molto meno stressante che essere costretti a guardarla. «Ho un consiglio per i nostri ragazzi più giovani, che non hanno mai giocato in un contesto come quello che si troveranno di fronte domani all’Euganeo: vivetela come uno stimolo in più, il tifo contro dà una carica ulteriore». Anche per i dirigenti dev’essere esaltante presentarsi a Padova a punteggio pieno. «È vero, è bello. Ce la stiamo godendo, è un momento magico, va tutto a gonfie vele e c’è entusiasmo. Forse non abbiamo avuto un calendario impossibile, ma vincere non è facile, riuscirci sempre poi… Il Belluno ha acquisito maggiore sicurezza, non ha paura di nessuno. Spero sia così anche domani». Avete previsto un premio speciale in caso di vittoria? «Calma, innanzitutto restiamo con i piedi per terra. E comunque no, non c’è un premio perché non servono stimoli ulteriori». Ci pensa Vecchiato, a dare gli stimoli. «L’allenatore è bravissimo, ma in questo caso non credo sia necessario lavorare su questo aspetto. Gli stimoli vengono da soli, in partite così». In settimana il Padova ha rischiato la squalifica del campo: avete mai sperato di giocare a porte chiuse? «Mai. Anche perché arriveranno diverse centinaia di tifosi da Belluno». Chi potrà essere decisivo nel Belluno? «Io sono il presidente di tutti, finora ci siamo meritati ogni risultato come collettivo. Però sapete che per noi è fondamentale l’asse centrale della squadra: in difesa Merli, a centrocampo Bertagno, in attacco Corbanese. Duravia può fare sempre la differenza, senza dimenticare Miniati che sta facendo un grandissimo campionato». Un pronostico secco? «Finisce 2-2».

Ore 13.50 – (Corriere delle Alpi) Padova-Belluno vista da tre grandi ex gialloblu che sono stati protagonisti del primo derby della storia. Giancarlo Zampieri, Vincenzo Da Rold e Giovanni Bubacco sono personaggi un po’ speciali di questa sfida: i primi due sono gli unici bellunesi doc schierati da Beraldo nella sfida di oltre 42 anni fa; Bubacco, ormai bellunese d’elezione, il Padova lo aveva già incontrato con il suo Venezia, sia in serie A e sia in serie B. «Quando arrivai a Belluno», ricorda il “Buba”, «rimasi positivamente impressionato dall’affetto del pubblico verso la squadra. La gente ci seguiva con passione ed attaccamento anche in momenti economicamente difficili». “Cencio” Da Rold, il “mastino” che la C l’aveva già vissuta con Triestina e Massiminiana di Catania, racconta: «Da quella partita è passata un’eternità, ma non posso dimenticare la marcatura su Filippi. Era un funambolo con i capelli lunghi sulle spalle e la barba, un piccoletto dribblomane, difficile da tenere a bada se non avevi il suo passo. Ce la feci giocando sull’anticipo. Di quegli anni ho un grandissimo ricordo e l’affetto che gli sportivi ancora oggi hanno nei nostri confronti testimonia che siamo stati protagonisti di qualcosa di importante». Giancarlo Zampieri in campo ha sempre dato tutto: «Difficile ricordare un episodio di Belluno-Padova; erano sfide che mi prendevano molto. Se non ricordo male, quella volta fui capitano. Quando affrontavamo squadre come Triestina, Padova, Udinese o Venezia era davvero il massimo. Affrontare club e giocatori che avevano militato in A era qualcosa al di fuori del normale. In quelle occasioni la mia voglia di giocare si moltiplicava». I tre ex parlano molto bene della squadra di Vecchiato. «L’avvio di stagione», dice Da Rold, è stato strepitoso, forse anche un po’ inaspettato. Stanno facendo molto bene e mi auguro vadano fino in fondo perchè lo meritano la serietà di tutto l’entourage. Vorrei che il pubblico si avvicinasse di più alla squadra per contribuire e darle morale». Zampieri sottolinea: «Il Belluno ha le carte in regola per restare in alto ed arrivare in C: è una bella squadra che somiglia molto alla nostra. Li ho visti contro la Triestina e mi sono divertito. Il momento più duro sarà a primavera: per superare l’inverno si spendono molte energie». Bubacco è sicuro: «Il Belluno non è una meteora perchè gioca bene. Allenatore e ossatura della squadra sono ormai collaudati. Ci sono i presupposti per restare entro le prime due fino alla fine».

Ore 13.30 – (Gazzettino) Cosa può fare la differenza in una sfida di cartello come quella di domani? «Il cuore e la voglia di fare il risultato». Nello spogliatoio biancoscudato si respira un pizzico di tensione in più data l’importanza del match? «Sappiamo di incontrare una squadra forte, ma alla fine è una partita come le altre. Noi andiamo come sempre in campo per vincere». Senza Ferretti come punto di riferimento in attacco sentite che vi manca qualcosa? «Oltre a segnare è un attaccante che fa respirare la squadra, è forte fisicamente e di testa le prende tutte. Però abbiamo una rosa ampia composta da giocatori bravi, quindi penso che non ci siano grandi problemi». Chi potrebbe essere domani tra i tuoi compagni l’uomo decisivo del match? «In questo momento dico Ilari. Lo vedi come si allena e anche con il Fontanafredda ha dimostrato di stare molto bene. Con il Belluno può fare davvero una grande partita».

Ore 13.20 – (Gazzettino) «Fino adesso è stata un’ottima stagione anche a livello personale – esordisce Mazzocco – L’importante è continuare su questa strada. Cerco sempre di arrivare alla domenica con i presupposti giusti per dare il massimo in campo, e con il Fontanafredda sono partito con il piede giusto riuscendo anche a segnare e a procurarmi un rigore, sono contento». La famiglia Mazzocco abita a Quero, paese bellunese che dista pochi chilometri dal confine con la provincia di Treviso. «Sinceramente non mi sento bellunese al 100 per cento e ho giocato sempre in squadre fuori provincia. Domani in campo sarà una bella lotta con il Belluno. Hanno lo stesso nostro numero di vittorie e verranno per cercare di metterci in difficoltà, ma è normale che noi vogliamo vincere per restare da soli in testa alla classifica, il che ci darebbe ancora più tranquillità. Dobbiamo scendere in campo dando subito il massimo per portare a casa questa vittoria». All’Euganeo sarà presente anche la famiglia Mazzocco. «Ci saranno tutti. I miei genitori, il nonno e i fratelli. Forse vengono anche un paio di miei amici che vogliono andare nel settore degli ultras dato che già a Montebelluna si sono trovati bene».

Ore 13.10 – (Gazzettino) La sua carta d’identità dice che è bellunese, ma domani metterà come sempre l’anima per il Padova. Davide Mazzocco è un punto fermo dei biancoscudati, tanto da essere stato schierato sempre dall’inizio nelle partite di campionato fin qui disputate. D’accordo che nel campionato di serie D c’è l’obbligo dei quattro giovani da mettere sempre in campo, ma i galloni da titolare se li è conquistati con pieno merito tanto da essere già entrato nel cuore dei tifosi biancoscudati. Duttilità, temperamento, visione del gioco e qualità nei piedi ne fanno un giocatore già completo che nella trasferta con il Fontanafredda si è rivelato decisivo con un sigillo (il secondo dopo quello segnato con il Montebelluna) e procurandosi il penalty trasformato da Cunico. Insomma, centrocampo a due o a tre, Parlato non se le è mai sentita finora di rinunciare al talento del diciannovenne nativo di Feltre, e anche nell’attesissimo scontro diretto con il Belluno c’è da giurare che sarà uno dei protagonisti.

Ore 13.00 – (Gazzettino) Sala video e lavoro sul campo. È durata oltre due ore la seduta dei biancoscudati in vista della partitissima di domani con il Belluno. Il tecnico ha provato alcune situazioni di gioco, alle quali non ha preso parte Dionisi che è rimasto precauzionalmente a riposo per un colpo rimediato in Coppa Italia. Ha proseguito nel lavoro a parte Ferretti, sicuro assente. Questa mattina alle 10.30 la squadra sarà all’Appiani per provare gli ultimi dettagli. TIFOSI. Cresce la febbre per la sfida di domani. Sono oltre cinquecento i tagliandi già staccati in prevendita, e considerati i 3.511 abbonati è stato già sfondato il tetto delle quattromila presenze. Numero che è destinato a salire ulteriormente tra oggi e domani, e tutto fa pensare che sarà superato il record stagionale (4.569) fatto registrare con il Mezzocorona. I biglietti possono essere comprati in prevendita (Ticketone) fino domani alle 12, sempre domani le biglietterie dello stadio apriranno alle 13.30. All’ingresso delle squadre in campo l’Aicb esibirà una coreografia (cartoncini bianchi e rossi) e per questo motivo chiede la collaborazione agli spettatori della tribuna Est.

Ore 12.50 – (Gazzettino) La sfida Padova-Clodiense valida per la 12. giornata di andata in programma all’Euganeo domenica 23 novembre sarà posticipata a martedì 25 novembre, quasi certamente alle 20.30. Manca solo il via libera della Lega, mentre le società sono già d’accordo di fare slittare la partita di un paio di giorni. La decisione è dettata dal fatto che sabato 22 all’Euganeo andrà in scena il test match di rugby tra Italia e Sudafrica, e il terreno non sarà in perfette condizioni il giorno seguente. Prima di accordarsi per giocare martedì 25, le società avevano inoltrato richiesta per procedere all’inversione di campo ricevendo risposta negativa dalla Lega. Lo stesso “no” che avevano incassato Abano e Rimini per un’analoga richiesta poche settimane fa.

Ore 12.25 – Sulla classifica: “Credo che né noi né il Belluno e né l’AltoVicentino ci saremmo immaginati un simile inizio”.

Ore 12.22 – Sulla squadra: “Questi ragazzi stanno meravigliando tutti, e domani dovremo esser loro ancor più vicini vista la giornata importante. Confido nell’affetto dei nostri tifosi…”.

Ore 12.20 – Sulle scelte: “Vediamo se Dionisi è recuperabile o meno, sennò sceglierò uno tra Busetto e Bragagnolo”.

Ore 12.15 – Sul Belluno: “È una partita di cartello ma non credo sia decisiva per il futuro per quanto sia importante per il nostro cammino. Arriva in un momento particolare causa squalifiche e infortuni… Loro hanno grande entusiasmo, ma noi faremo come sempre la nostra partita. Speriamo che finisca come l’anno scorso… Mister Vecchiato è un amico, lo saluterò all’ingresso in campo ma poi per novanta minuti andiamo in battaglia. Le loro dichiarazioni? A me e a noi non piace parlare molto, è la fame in campo a fare la differenza. È una di quelle partite che vorrei giocare! Mi aspetto dai ‘vecchietti’ una prestazione speciale… Ci teniamo tutti a vincerla, ma non dobbiamo caricarla troppo per evitare l’effetto boomerang. È importante ma non fondamentale, mica è un ‘dentro e fuori’ all’ultima giornata… I loro punti di forza? La coesione del gruppo e la conoscenza tra di loro, nonché la bravura ed un pizzico di fortuna. Ma il Padova ha più fame, deve averla e deve soffrire fino alla fine perché chi ha più fame vince. Loro non hanno niente da perdere? E allora che stiano a casa, che è meglio! Aspettiamoli e se possibile domani nascondiamo i difetti”.

Ore 12.13 – Arriva Parlato. Presenti i colleghi di “Mattino”, “Gazzettino” e “Corriere del Veneto”.

Ore 12.00 – Qui Appiani: termina l’allenamento.

Ore 11.40 – Qui Appiani: provate soluzioni da palla inattiva.

Ore 11.20 – Qui Appiani: partitella in corso.

Ore 11.00 – Qui Appiani: provato il modulo anti-Belluno. Si allenano a parte Ferretti e Dené.

Ore 10.40 – Qui Appiani: Biancoscudati in campo per il riscaldamento.

Ore 10.20 – (Mattino di Padova) Si sbilanci… «Io mi giocherei tutto sul pareggio: da parte del Belluno c’è grande entusiasmo, tutta la rosa a disposizione e quasi nulla da perdere. La pressione è tutta sul Padova. Ma la forza dello stadio potrebbe essere determinante nei momenti topici, oltre all’esperienza e alla praticità della squadra, che ha tante soluzioni per venire a capo di una partita. Sarà una gara bellissima, aperta ad ogni risultato». Luca Lomi con il suo Mezzocorona è stato piegato solo al 94′ all’Euganeo, mentre a Belluno ha perso 3-0. «Due ottime squadre, ma il Padova ha qualcosa in più per esperienza», rileva il tecnico trentino. «Il Belluno fa del collettivo la sua forza, ma a livello individuale i Biancoscudati hanno una marcia in più. Quando ce le siamo trovate di fronte, abbiamo fatto due partite quasi esclusivamente a difenderci, a Belluno il punteggio è stato più netto, anche se un po’ bugiardo». Chi resterà in vetta? «Direi Padova, nonostante le assenze di Ferretti e Segato. È più competitivo, ha pochi punti deboli e un allenatore abituato a vincere».

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) Maurizio De Pieri, allenatore del Fontanafredda, ha ospitato prima il Belluno, perdendo 4-2, poi il Padova (3-1). «Stanno dominando il campionato con pieno merito», sottolinea. «Sarà una gara equilibrata. Il Padova ha più esperienza e può contare su tifo e tradizione. Ma secondo me il Belluno a centrocampo ha qualcosa in più. Ho visto maggior compattezza e spirito di sacrificio. I biancoscudati hanno valori elevatissimi, eppure con noi hanno rischiato più volte nella ripresa, nonostante fossero in vantaggio di due gol e di un uomo». Chi vincerà? «Il Padova è la favorita del campionato, ma per domani dico X-2. Il Belluno in questo momento ha attaccanti che possono mettere in difficoltà la difesa biancoscudata». Davide Zoller, allenatore del Mori Santo Stefano, ha perso 2-1 a Padova e 2-0 a Belluno. «Sono squadre molto diverse», la sua analisi. «Il Padova è dotato di giocatori qualitativamente e tecnicamente importanti, ma il Belluno ha dimostrato di essere più mobile e cerca di giocare più palla a terra. Io credo sia molto importante il modulo che userà Parlato, perché con il 4-2-3-1 si troverebbe contro un 4-3-3 quasi speculare e gli individualismi potrebbero essere determinanti: ci sarebbero duelli uno contro uno, nei quali il Padova è avvantaggiato. Con il 4-3-1-2 la partita potrebbe essere più aperta, e magari con qualche sorpresa in più: con il rombo e le due punte, il Padova dovrà essere bravo sulle corsie esterne e la partita potrebbe aprirsi».

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Padova-Belluno è lo Juventus-Roma della serie D. Perché si affrontano due squadre appaiate in testa alla classifica, dopo aver raccolto soltanto vittorie nelle prime giornate di campionato. Ma c’è una particolarità che ha contraddistinto il percorso di entrambe. Quattro delle sei avversarie battute fin qui da biancoscudati e gialloblù sono infatti le stesse: Tamai, Fontanafredda, Mezzocorona e Mori Santo Stefano. Abbiamo così interpellato i quattro allenatori per conoscere la loro opinione sulle due corazzate e per un pronostico sul big match di domani all’Euganeo. Stefano De Agostini, tecnico del Tamai, ha perso in casa 3-2 con il Padova e 3-1 con il Belluno. «In questo momento le due squadre si equivalgono», il suo parere. «Il Belluno fa della manovra il suo punto forte, mentre il Padova è molto fisico. Tutt’e due hanno tra i migliori allenatori della categoria. Vecchiato può contare su una squadra che si conosce bene, l’anno scorso sono arrivati quarti perché non avevano alternative, mentre ora dispongono anche di un’ottima panchina. Parlato è abituato a vincere e ha qualche giocatore d’esperienza in più». Pronostico? «Partita da tripla. Padova leggermente favorito grazie al pubblico e all’abitudine di qualche suo elemento a giocare gare importanti. Anche se il Belluno non ha nulla da perdere».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Il tecnico gialloblù recupera anche Julian Prunster, che si è allenato con il gruppo in settimana e si aggregherà alla Juniores questo pomeriggio per poi andare in panchina domani. Vecchiato avrà comunque il suo bel daffare per scegliere gli undici da mandare in campo. La prima decisione sarà tra i pali, Solagna (1996) o Schincariol (1995)? I due sono sullo stesso livello. Per tre posti su quattro in difesa non ci dovrebbero essere problemi,con Merli Sala e Sommacal al centro e Pescosta sulla corsia di destra. A sinistra il ballottaggio è tra Mosca e Pellicanò. Se Vecchiato dovesse optare per il centrocampo con Bertagno, Masoch e Miniati, allora sulla corsia bassa di sinistra giocherà Pellicanò, fuori quota del 1995, mentre l’ultimo giovane utile sarà nel tridente e dovrebbe essere uno tra Posocco e D’Incà. Se, invece, Duravia dovesse essere spostato, come già successo, in mediana, potrebbe essere Mosca l’indiziato per partire dall’inizio con entrambi i giovani attaccanti davanti, appunto Posocco e D’Incà, insieme a bomber Corbanese.

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Continuare il sogno. Domani pomeriggio il Belluno va a Padova per provare a mantenere il primato in classifica. In caso di vittoria i gialloblù rimarrebbero soli in vetta, mentre anche il pareggio sarebbe comunque un risultato prezioso che li manterrebbe a pari punti con i biancoscudati, ma con il possibile aggancio dell’Altovicentino, impegnato in casa con l’Union Pro e distante due punti dalla coppia di testa. «La sfida con i Biancoscudati ha un grande fascino per tutti noi e dobbiamo essere orgogliosi di poter giocare partite di questo livello», commenta mister Roberto Vecchiato. «Personalmente ho avuto la fortuna di giocare all’Euganeo quattro volte in carriera quand’ero a Trieste ed è veramente un’emozione unica. In settimana abbiamo preparato la partita nei minimi dettagli. Noi abbiamo un’identità di squadra e sicuramente non la snatureremo per questa sfida. Il Padova è una formazione molto fisica ed esperta, una squadra per certi versi simile al Pordenone dello scorso anno. Giocheremo davanti a tantissime persone e sono sicuro che i nostri tifosi, nonostante saranno in minoranza, ci sosterranno per tutti i 90’. Da parte nostra posso assicurare che daremo tutto».

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) La “febbre” da Padova-Belluno sale ogni giorno di più. Ieri sera la prevendita dei biglietti per la sfida di domani pomeriggio allo stadio Euganeo (ore 15, arbitrerà il signor Simone Sozza della sezione di Seregno) aveva superato quota 500 tagliandi staccati. Il che significa che, unitamente ai 3.511 abbonati, le presenze già certe allo stadio Euganeo per il big match del girone C sono superiori a quota 4 mila. Tra oggi e, soprattutto domani, si potrebbero superare anche i 5 mila presenti. In campo. Seduta a ranghi completi ieri per Carmine Parlato, che, archiviata la sfida di Coppa con il Fano, si è tuffato nel match contro il Belluno. Prima dell’allenamento la squadra ieri è rimasta chiusa nelle sale del Centro sportivo della Guizza per studiare al video pregi e difetti dei gialloblù bellunesi, dopodichè, sul campo, l’allenatore campano ha testato sia il modulo con Cunico trequartista dietro le due punte, sia il 4-2-3-1. Non si è allenato Dionisi, rimasto precauzionalmente a riposo dopo le fatiche di due gare in quattro giorni. Posticipo. Padova-Clodiense, match valevole per la 12ª giornata d’andata in programma domenica 23 novembre, verrà posticipato a martedì 25 con inizio alle 20.30. Sabato 22, infatti, allo stadio Euganeo si disputerà il test match Italia-Sudafrica di rugby, e la partita dei Biancoscudati verrà rinviata di due giorni per permettere la risistemazione del campo. L’accordo tra le società c’è già, si attende solo l’ok definitivo della Lega Dilettanti.

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) Insomma, tanti test e tanti «provini» per l’allenatore biancoscudato, che ancora una volta ha dimostrato di essere un’assoluta garanzia in categoria. E avere una guida tecnica di questo spessore è senza dubbio un valore aggiunto su cui si potrà sempre contare. In questo momento azzardare la formazione risulta piuttosto complicato, indicativa a tal proposito la rifinitura di oggi, anche perché Dionisi ieri non si è allenato per un affaticamento muscolare. Senza dubbio Parlato si prenderà tutto il tempo a disposizione per scegliere l’undici migliore. Quanto alla prevendita, l’ultimo dato aggiornato della prevendita per Padova-Belluno parla di oltre 500 tagliandi venduti fino a questo momento. La società biancoscudata prevede un grosso movimento nella giornata di domani, tradizionalmente quella dedicata agli acquisti last minute dei tagliandi. Considerando i 3500 abbonati e l’importanza del match si potrebbe toccare quota 5000 spettatori: quasi un record per una partita di serie D a queste latitudini e non solo.

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) «Domenica sarò comunque vicino alla squadra — dice Radrezza — e cercherò prima della partita di incitare e sostenere tutti i miei compagni. Ci siamo meritati questo momento con il nostro duro lavoro ed è normale che proveremo a imporci anche in casa del Padova». Ieri, intanto, Carmine Parlato ha continuato a lavorare sulla formazione anti-Belluno. Tiboni potrebbe anche partire dal primo minuto, anche se c’è pure l’ipotesi di giocare senza un centravanti di ruolo, schierando come falso nueve Aperi o qualcun altro, risparmiando il giovane Pittarello, che pare un po’ schiacciato dalle troppe responsabilità ricadute sulle sue spalle dopo l’infortunio occorso a Ferretti. Per adesso Parlato tiene un profilo molto basso e prepara scrupolosamente una partita chiave per il futuro biancoscudato. «A me non piace perdere nemmeno in Coppa Italia, figuriamoci in campionato — ha scherzato l’allenatore campano — facciamo tesoro degli errori commessi e ricordiamoci che a Fano abbiamo giocato con grande temperamento e carattere fino al novantesimo ed abbiamo perso a causa di un calcio di rigore. I giovani testati oggi? Ho capito su chi posso contare sin dall’inizio nelle prossime gare…».

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) Ci sono ex più conosciuti e altri meno conosciuti. Andrea Radrezza, capitano del Belluno, è cugino di Igor, attuale centrocampista del Monza ed entrambi hanno in comune una lunga trafila nel settore giovanile biancoscudato. Quel settore giovanile al centro di tantissime discussioni negli ultimi anni, con le voci critiche che sostengono come il lavoro di Giorgio Molon non abbia portato risultati pari ai soldi investiti hanno ormai pareggiato quelle a favore del dirigente biancoscudato e del suo lavoro. Fatto sta che Radrezza, reduce da tre gravissimi infortuni, all’Euganeo non ci sarà, anche se avrebbe pagato di tasca propria per esserci. «In queste settimane sto mettendo benzina nelle gambe — ammette — aumentando la massa muscolare che è fondamentale per la stabilità del mio ginocchio. Da capitano non si può che essere orgogliosi di vedere l’Ital-lenti Belluno in testa alla classifica e soprattutto giocare sempre partite di altissima qualità. Domani sarà davvero un’emozione giocare in uno stadio come l’Euganeo e non nascondo che mi piange il cuore non poter scendere in campo, anche perché a Padova ho trascorso tre anni, due nella categoria Allievi e uno con la Berretti, dove conquistammo addirittura la finale scudetto, persa poi a Perugia».

Ore 08.38 – Notizia importante su Padova-Clodiense, sfida valevole per la 12esima giornata del girone C di serie D: la gara – in programma il 23 novembre – verrà con ogni probabilità posticipata alla sera di martedì 25 novembre (presumibilmente alle ore 20.30) in quanto sabato 22 si terrà allo stadio “Euganeo” il test match di rugby tra Italia e SudAfrica e dunque il terreno di gioco non sarebbe praticabile a sole 24 ore di distanza. Le due società non solo si sono già accordate ma avevano anche chiesto l’inversione di campo quale soluzione alternativa: la Lega Nazionale Dilettanti, però, aveva rigettato la proposta, come già successo peraltro per Abano-Rimini.

Ore 08.36 – (Biancoscudati Padova) La Biancoscudati Padova informa che sono già in vendita i biglietti per la gara Biancoscudati Padova – Ital Lenti Belluno, in programma domenica 19 ottobre alle 15.00. I tagliandi possono essere acquistati nei punti vendita Ticketone, sul sito www.ticketone.it fino alle ore 12.00 di domenica 19 ottobre. Le biglietterie dello Stadio Euganeo apriranno il giorno della gara alle ore 13.30. Punti vendita TicketOne abilitati alla vendita dei biglietti: – Coin Ticketstore – via Altinate 16/8 – Padova – Tel. 049-8364084; – Toto Abano – viale delle terme 87 – Abano Terme – Tel. 049-810665; – Totoricevitoria “Casa Fortuna” – via Bajardi 5 (presso Centro Commerciale “La Corte”) – Tel. 049-8647805; – Lastminute Tour Vigonza c/o Centro Matrix Shop – Via Udine 3, – Vigonza (Padova) – Tel. 049-629171; Per informazioni – Mail – biglietteria@padovacalcio.it Tel. 049 604498.

Ore 08.34 – Serie D girone C, il prossimo turno (settima giornata, domenica 19 ottobre ore 15.00): AltoVicentino-Union Pro, Clodiense-ArziChiampo, Dro-Mezzocorona, Giorgione-Triestina, Legnago-Fontanafredda, Kras Repen-Tamai, Padova-Belluno, Sacilese-Mori Santo Stefano, Union Ripa La Fenadora-Montebelluna.

Ore 08.32 – Serie D girone C, la classifica dopo la sesta giornata: Belluno e Padova 18, AltoVicentino 16, Sacilese 12, Clodiense e Tamai 10, Montebelluna 9, Union Pro e Union Ripa La Fenadora 8, Fontanafredda 7, ArziChiampo e Giorgione 6, Dro 5, Kras Repen e Mori Santo Stefano 3, Triestina e Legnago 2, Mezzocorona -1.

Ore 08.30 – Serie D girone C, i risultati della sesta giornata: ArzignanoChiampo-Belluno 1-3, Fontanafredda-Padova 1-3, Mezzocorona-Giorgione 0-0, Montebelluna-Sacilese 1-3, Mori Santo Stefano-Clodiense 2-2, Tamai-Dro 0-0, Triestina-Alto Vicentino 0-2, Union Pro-Legnago 0-0, Union Ripa La Fenadora-Kras Repen 3-0.

Ore 08.28 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.26 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Macron Store, Maglietteveloci.it, Studio Pignatelli Netstore, InterBrau Birra Antoniana, Zero Emissioni, Ecosystem, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 17 ottobre: ultimo allenamento alla Guizza prima della rifinitura odierna, atteso il pubblico delle grandi occasioni all’Euganeo domani.




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