Live 24! ArziChiampo-Padova, -3: ci sarà anche Segato, ridotta la squalifica al centrocampista

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Ore 22.00 – (Gazzettino, edizione di Belluno) Una giornata di squalifica per proteste. Questo ha deciso il giudice sportivo nei confronti del tecnico dell’Union Ripa La Fenadora, Massimiliano Parteli. Gli eventi risalgono alla gara fra Union e Montebelluna finita 1-1 e giocata domenica scorsa al Boscherai di Pedavena. Durante la gara si sono percepiti in più occasioni dei dissensi da parte dei giocatori di casa e del loro tecnico in merito ad alcune «dubbie» decisioni prese dall’arbitro Scaramuzzino di Locri, tanto che al ventiquattresimo della ripresa la giacchetta nera ha allontanato l’allenatore con un ampio cenno del braccio. Mister Parteli sarà quindi costretto ad assistere dagli spalti alla gara fra la sua Union e la Triestina che si giocherà allo stadio Nereo Rocco di Trieste. Si tratta della seconda giornata di squalifica rimediata dall’allenatore in questa stagione.

Ore 21.40 – (Corriere delle Alpi) Capacità di adattarsi. È il tasto su cui batte il preparatore dei portieri del Ripa Fenadora Enrico Sgrò, in vista della trasferta a Trieste, in un campo molto più grande del Boscherai. «Non siamo abituati, dovremo avere le accortezze dovute, facendo attenzione anche a livello di pressing a non buttare vie troppe energie subito», dice. «Non so ancora come il mister deciderà di impostare la partita. Il modulo che abbiamo utilizzato nelle ultime due domeniche (il 4-3-1-2 con Andreolla davanti alla difesa invece del solito 4-4-2) ci ha dato buoni risultati, però non è detto che continueremo con questo, perché la capacità di una squadra è di sapersi adattare in base agli avversari, alle partite e anche al momento di forma. In settimana il mister vedrà che modulo adottare e quali uomini schierare». Duttilità. Questa deve essere l’arma vincente. «Abbiamo ragazzi che si possono spostare anche durante la gara. Si possono variare anche i moduli in corsa, è un ulteriore vantaggio. Andreolla davanti alla difesa ha fatto bene, può ricoprire quel ruolo senza problemi. Ci potranno essere partite in cui verrà pressato meno e altre in cui magari la squadra avversaria gli metterà addosso un marcatore e allora dovremo essere bravi a far partire la manovra in maniera diversa». Carattere neroverde e convinzione. «Il morale deve essere buono», dice Enrico Sgrò. «Anche se domenica non è venuta la vittoria che magari ci si aspettava, dobbiamo essere soddisfatti perché anche in una giornata poco positiva siamo riusciti a mettere un punto importante in classifica. Venivamo da due successi e può essere che abbiamo pagato qualcosa non dal punto di vista fisico perché quelli che hanno giocato domenica non erano gli stessi di mercoledì, ma magari da quello psicologico». Sotto con la Triestina. «Vogliamo andare a fare bene a Trieste, anche perché abbiamo le possibilità di riuscirsi, in un campo storico», afferma Enrico Sgrò.

Ore 21.10 – (Il Piccolo) Oltre alle difficoltà rappresentate dall’avversario e alla delicata situazione di classifica, domenica al Rocco la Triestina avrà un problema in più, ovvero la mancanza del sostegno del tifo della Curva Furlan. Contro l’Union Ripa (con il cambio d’orario il fischio d’inmizio è in programma alle 14.30), infatti, la frangia più calda del tifo alabardato annuncia l’assenza di striscioni, colori e soprattutto dei tradizionali cori di sostegno all’Unione, pur assicurando una presenza massiccia in Curva Furlan. Gli slogan non mancheranno, ma saranno solamente contro la situazione che si è venuta a creare. E coinvolgeranno squadra e società. «Domenica sarà fondamentale la nostra presenza – spiega un comunicato della Curva Furlan – ma il nostro gruppo sospende il sostegno alla squadra, colpevole di poco impegno e mancanza di rispetto per la maglia, e alla società, immobile e menefreghista di fronte a una situazione drammatica. La nostra parte, come difensori di questo blasone, è quella di farlo rispettare ovunque e in tutte le situazioni». Pur sottolineando il clima di protesta, la Curva Furlan lancia però un chiaro messaggio che allo stadio bisogna comunque esserci: «Non vogliamo che questa presa di posizione – continua il comunicato – spinga qualcuno ad approfittarne per disertare la curva: questo, invece, è il momento di maggior impegno. La contestazione o il dissenso, più persone lo manifestano, maggiori sono le possibilità che sortisca i propri effetti. La società ha blindato la squadra e se stessa dietro il muro del silenzio? E noi lo romperemo con il nostro rumoroso “esserci”!». E infine l’annuncio sul comportamento che verrà tenuto domenica: «Non saranno esposti colori, né intonati cori, se non gli slogan contro questa situazione e contro chi sta tentando di chiuderci la bocca con i nuovi decreti stadio. “La Triestina siamo noi” non basta gridarlo o scriverlo su Facebook, bisogna dimostrarlo con la presenza in curva». A sottolineare che la curva non abbandona comunque la presenza alle partite, il fatto che viene organizzata anche la trasferta in pullman per la trasferta di Padova del 2 novembre. La squadra Intanto la squadra continua gli allenamenti ma piove sul bagnato, visto che anche l’infermeria si sta affollando. A preoccupare maggiormente sono le condizioni dell’under 1996 Andrea Ventura, che lamenta un probabile interessamento legamentoso al ginocchio destro ed è in attesa di riscontro strumentale. Ma sono ai box anche i difensori Fiore e Arvia, per risentimenti muscolari in fase di accertamento.

Ore 21.00 – (Il Piccolo) La storia di Mehmeti a Trieste, piena di misteri e situazioni grottesche, comincia a metà febbraio: all’epoca sono i rappresentanti della Wind4win Pinzi e Cani a firmare il preliminare per rilevare le quote della Triestina da Gianfranco Cergol. Ma i due spariranno presto di scena per lasciare spazio a Pierre Mbock, che si proclama emissario dello svizzero-kosovaro Mehmeti. Lo svizzero che parla solo in francese si fa vivo pochi giorni dopo, visita la squadra a San Dorligo in allenamento e proclama un radioso futuro per l’Alabarda. Il misterioso rogito notarile di Modena avvenuto in due atti (7 e 13 marzo 2014) sancisce il definitivo passaggio di proprietà. Mehmeti è il nuovo presidente della Triestina mentre Mbock, oltre all’incarico di vicepresidente e ad, detiene anche le quote. Una transazione avvenuta sulla base di 390mila euro che però non sono mai stati disponibili. Cergol assicura di avere lasciato l’Unione in mani sicure e lo svizzero annuncia 1,5 milioni di euro di budget per affrontare la serie D. Ma appena due settimane dopo scoppia la rivolta dei giocatori, che, non pagati da mesi, denunciano situazioni divenute insostenibili. Cominciano dei lunghi tira e molla con giocatori, allenatori e creditori vari: spesso a Trieste resta il solo Mbock, Mehmeti invece sparisce per giorni e giorni senza dare notizie di sé: Svizzera, Kosovo, viaggi in giro per il mondo, affari, vacanze. Nei pochi giorni in cui si fa vedere, qualche pagamento viene eseguito, ma si tratta di una goccia nell’oceano e il malumore di giocatori e tifosi monta. Si ingaggiano allenatori come Parlato e Luiso, ds come Vignoni, poi si torna indietro e non se ne fa niente. Fino alla surreale conferenza stampa di inizio agosto, quando Mehmeti annuncia di non poter parlare per mancanza di traduttore. I tifosi, stufi, fanno levare il marchio. E lo svizzero sparisce dall’orizzonte alabardato. A curare la vendita a Pontrelli e Di Piero, sarà infatti solamente Mbock.

Ore 20.30 – Disponibile a questo link l’articolo relativo alla prevendita attivata presso lo stadio Euganeo per ArziChiampo-Padova.

Ore 20.20 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Bilancio in perfetta parità, sia in campionato che in Coppa, fra Tamai e Sacilese nel derby del Livenza. Da quando la Sacilese è tornata in D, dopo le due stagioni passate in Lega Pro, le sei volte che rossi del Borgo e biancorossi del Livenza si sono incontrati in campionato sono state divise equamente fra vittorie, pareggi e sconfitte. Diverso è invece il confronto fra i gol segnati: 12 per la Sacilese e 6 per il Tamai. “Dopato”, quest’ultimo dato, dalle due goleade inflitte dalla Sacilese ai cugini durante la scorsa stagione: 5-1 all’andata e 5-0 nel ritorno (una batosta che costò la panca a Birtig). Nel 2012-13, al contrario, il bilancio di campionato fu in favore delle furie, che pareggiarono (0-0) al XXV Aprile e si imposero in casa (2-0). Lo stesso vale per quella precedente: 2-1 per i rossi a Tamai, 1-1 a Sacile. In parità anche i confronti di Coppa. Il Tamai ha eliminato (1-0) la Sacilese nell’edizione attuale e nel 2011 (5-4 dopo i rigori). I biancorossi si sono imposti nel 2013 (5-6 ai rigori e 2-2 nei regolamentari) e nel 2012 (2-0). Romperà l’equilibrio il derby di domenica a Tamai?

Ore 19.50 – (Gazzettino, edizione di Belluno) Allievi, juniores, big e cugini. Quando Augusto Fardin parla di calcio lo fa a 360° e, ovviamente, dal suo punto di vista. Quello di chi le squadre le costruisce e poi le osserva, con occhio tecnico prima che tifoso. «A Padova non mi è piaciuto il primo tempo – esordisce il direttore sportivo gialloblu – perché ho visto una squadra in soggezione, non il solito Belluno spavaldo. Bene invece la ripresa. Loro nervosi? Lo sapevo e sapevamo, sono una squadra così, battagliera. L’aspetto su cui mi soffermerei però è un altro: facendo i conti documenti alla mano, gli 11 in campo biancorossi avevano, sommati, 42 anni in più dei nostri. Se ci aggiungiamo le panchine arriviamo a 66». […] Domenica torna forse Prünster. Radrezza invece? «Io continuo sulla mia linea di pensiero, ovvero senza darmi una data per il ritorno di Andrea. Faccio conto di non averlo, sperando che in quelle partite in cui riusciremo ad averlo nel girone di ritorno possa aiutarci a togliere le castagne dal fuoco e a portare a casa qualche punto». Sorpreso o no dalla partenza lenta dell’Union Ripa? «No, il Ripa è e rimane un’incognita, che da un momento all’altro può esplodere e iniziare a macinare vittorie. Quello che sinceramente inizio a fare fatica a concepire e accettare è che continuino a giocare in quel campo, con quelle dimensioni; l’anno scorso potevo capirlo e accettarlo, quest’anno no. Possibile che l’altro non sia ancora pronto? È un gap iniziale per gli avversari che trovo non sia corretto». Torniamo al Belluno. Cosa deve fare per rimanere lassù tutto l’anno? «Avere fame. Tanta».

Ore 19.30 – (Corriere delle Alpi) Pruenster tocca a te. Con la squalifica dell’altro centrale difensivo Sebastiano Sommacal è il momento di vedere l’ultimo acquisto del Belluno, che in sette partite non ha mai giocato per un problema muscolare. Julian Prunster è arrivato alla corte di Vecchiato a fine agosto con l’attaccante Sadio Samba e sembra aver dimenticato la lesione al quadricipite femorale. Per lui una grande occasione per rilanciarsi, dopo la gara di sabato con la Juniores nazionale. «Mi sento abbastanza bene – racconta Julian pochi minuti prima di andare all’allenamento pomeridiano – ovviamente sento le gambe ancora un po’ pesanti, ma penso sia normale visto che ho ricominciato a lavorare con la squadra solamente da una settimana e mezza. Sabato ho fatto 60’ con la Juniores ed è andata bene. La cosa positiva è che non ho più male al muscolo, anche se sono un po’ affaticato. Mi sento comunque pronto e se il mister mi riterrà in condizione giocherò; il suo compito è di schierare ogni domenica la miglior formazione possibile». Contro le difficoltà. Il giovane difensore, classe 1995, non nasconde i problemi. «Non è stato facile questo periodo. Arrivare in una squadra nuova e farsi male subito non è una bella esperienza. Sicuramente non era l’inizio che mi aspettavo, ma speriamo che sia definitivamente passato e che da ora in avanti vada tutto per il meglio. Domenica ci aspetta una partita difficile contro il Giorgione, ma non occorre dire che il Belluno gioca solo per i tre punti. Ogni avversario ha dei pregi e dei difetti ma mister Vecchiato durante la settimana ci prepara molto bene a ogni sfida e arriveremo pronti». Contro il Padova il difensore ex Fersina Perginese si è accomodato in panchina ed è d’accordo con l’ambiente gialloblù che il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. «Nei primi 20’ abbiamo fatto bene, ma i biancoscudati hanno trovato un gol che si poteva evitare. Nel secondo tempo però abbiamo attaccato solo noi concedendo solo un’occasione in ripartenza».

Ore 19.00 – (Giornale di Vicenza) Risultati e correttezza vanno di pari passo. Il Real Vicenza viaggia forte in classifica anche per quel che riguarda i provvedimenti disciplinari. E proprio la disciplina in campo, il saper stare al proprio posto senza eccedere nei comportamenti è qualcosa che il presidente Lino Diquigiovanni apprezza. Non per niente il Real si è piazzato terzo in questa speciale classifica vinta dalla Virtus Vecomp e qualche anno fa, tra i dilettanti, ha vinto la Coppa. Un conto è affrontare il campionato dovendo fare i conti, un fine settimana sì e l´altro no, con squalificati e diffidati; un altro è permettere all´allenatore di sfogliare la rosa e scegliere in tutta serenità senza dover rinunciare ai giocatori importanti. In pratica l´unico cartellino rosso rimediato in queste prime nove giornate porta il nome di Matteo Solini, tra l´altro piuttosto sfortunato nella circostanza. A Monza il difensore era infatti al debutto ufficiale. Ha rimediato in poco tempo due ammonizioni che l´hanno costretto ad uscire anzitempo di scena. Riccardo Carlini e Marco Cristini hanno preso finora due cartellini gialli ma sono anche tra coloro che hanno giocato di più: sempre presente Cristini, sette presenze per il difensore genovese. Insomma, i successi si costruiscono anche con l´etica.

Ore 18.30 – ArziChiampo-Padova, novità sul fronte dei biglietti: stando alle prime indiscrezioni la capienza verrà aumentata per l’occasione da 1.200 a 1.400 persone, con 200 posti aggiuntivi in piedi a ridosso del campo. A breve ulteriori informazioni a riguardo.

Ore 18.10 – Accolto il ricorso dei Biancoscudati: ridotte da tre a due le giornate di squalifica a Nicola Segato, che quindi sarà disponibile già domenica contro l’ArziChiampo!

Ore 17.40 – (Gazzettino, edizione di Vicenza) Un Bassano Virtus sempre più profondo. Tonino Asta ha fino a questo momento schierato la sua squadra tipo ma dando spazio anche alla panchina, con ottimi risultati: tra tanti, la brillante prova di Luca «Veleno» Cattaneo, l’esterno che contro il Lumezzane è stato fondamentale per trovare la vittoria. «A me sinceramente non pesa entrare dalla panchina – ha spiegato l’ex Savona – l’importante è entrare con la testa giusta e dare il massimo. In più è importantissimo sentire la fiducia dello stadio che ti applaude all’ingresso: ringrazio i tifosi per il calore che hanno dimostrato». Fondamentale per il rigore subito che ha portato poi all’espulsione del portiere avversario Gazzoli. «Il loro numero uno è uscito, io semplicemente ho tentato di saltarlo e c’è stato il contatto: mi ha travolto, giusto il penalty». Cattaneo è ad una nuova esperienza a Bassano, a Savona ha vissuto anni di alta classifica e sa cosa vuol dire il peso della vetta. «Dobbiamo ricordarci che il campionato è molto lungo, abbiamo appena iniziato. Quindi inutile pensare in avanti ma solo partita dopo partita, solo così si può eventualmente arrivare in fondo: la classifica è cortissima e bastan due risultati negativi per ritrovarsi a battagliare con il gruppone. In settimana lavoriamo bene, l’inizio positivo in Tim Cup aveva fatto presagire che si poteva fare bene ma onestamente non pensavo saremmo partiti così forte». L’obbiettivo finale è cambiato rispetto all’inizio? «Noi giochiamo per vincere, per portare a casa più punti possibili, quello è il nostro obbiettivo». Infine una curiosità sull’esterno che punta sempre l’avversario e spesso ne paga le conseguenze. «Subisco molti interventi fallosi dagli avversari? Posso dire di essere sopravvissuto alla partita di sabato» scherza Veleno: a Bassano il buon umore non manca, la classifica aiuta, i risultati arrivano. Quando tutto va bene, meglio cavalcare l’onda.

Ore 17.20 – (Giornale di Vicenza) Non essendo ancora stata omologata la caccia al Cattaneo come nuova specialità olimpica, il segreto di Luca per il momento è quello di essere scampato agli agguati ripetuti dei cecchini del Lumezzane, che ha alzato la voce per l´espulsione incongrua di Pini sorvolando sul fallo sistematico nell´ultima mezz´ora sull´ala giallorossa, quasi una caccia all´uomo senza interventi cattivi, ma continui e pericolosamente in ritardo perchè Cattaneo schizzava e sgusciava imprendibile per chiunque. Sino all´uscita scomposta del portiere Gazzoli a gamba tesa che ha provocato il rigore del sorpasso e due turni di stop all´estremo lombardo. «Beh, innanzitutto sono contento di aver finito intatto la partita – sorride l´esterno comasco, più noto come Veleno – poi il mio compito uscendo dalla panchina è quello di essere pronto subito per provare a sparigliare le carte e mutare lo spartito del match». Veleno in circolo dunque, spesso mortale come col Lume. «Mi si chiede di provare a imprimere una sterzata e io sono qui per questo, so quali sono i miei compiti e non è un problema andare in campo prima o dopo. Semmai mi hanno fatto un gran piacere gli applausi della gente al mio ingresso. Ma davvero tanto piacere, son soddisfazioni». Così stupisce che un velocista e un saltapicchio come Cattaneo segni sempre poco rispetto alla frenesia che lo anima in area. «A dire il vero il mio forte sono gli assist non i gol, in compenso prendo parecchi rigori, almeno 4 o 5 a stagione, ma perchè sono leggero e rapido. Finora ne ho già pescati due (a Livorno in Tim Cup e sabato scorso, ndr), non intendo fermarmi».

Ore 16.50 – Qui Guizza: termina l’allenamento.

Ore 16.30 – Qui Guizza: partitella ancora in corso, Dené schierato con le “riserve” per fargli mettere minuti nelle gambe.

Ore 16.10 – Qui Guizza: cambio di uomini per mister Parlato in vista del secondo tempo della partitella in famiglia.

Ore 16.00 – Queste le dichiarazioni rilasciate alla nostra redazione dal ds Fabrizio De Poli sugli acciaccati: “Ferretti? Sta continuando a migliorare, la lesione si sta cicatrizzando e settimana prossima rivalutiamo le sue condizioni, quindi non ci sarà ad Arzignano. Dené? Da martedì tornerà stabilmente in gruppo ma dovrà trovare la forma adatta. Sentinelli? Ha un paio di piccoli versamenti, oggi lavora a parte precauzionalmente ma ci sarà domenica”.

Ore 15.50 – Qui Guizza: corsa a parte per Ferretti.

Ore 15.30 – Qui Guizza: inizia la partitella in famiglia del giovedì.

Ore 15.20 – Qui Guizza: lavoro a parte per Sentinelli e Bruzzi, regolarmente in gruppo Dené.

Ore 15.10 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo per l’allenamento.

Ore 14.50 – (Gazzettino, edizione di Venezia) La Spal vince, il Venezia non si strappa certo i capelli. Lagunari in formazione rimaneggiata, quanto mai sperimentale, con giocatori che si battono bene ma non sono quelli del campionato. E nemmeno l’atmosfera non è quella del campionato. Beretti a iosa per entrambe le squadre, ritmi bassi, appeal pari allo zero, i soli tifosi della Ovest a cercare di scaldare l’ambiente. Alla fine un gol solo, di Atzori, qualche parata sparsa di Fortunato e Albertoni, niente di eccezionale. I veneti giochicchiano, la Spal, imbottita di baldi giovani della Beretti, non forza il ritmo. Improvvisamente, al 28′, il Venezia divora il vantaggio con Siega che, su azione d’angolo, riesce a sbagliare da posizione vantaggiosissima. Al 36’Zaccagni si esibisce in una splendida giocata, Albertoni risponde bene. Poi, in chiusura, un tiro di Veratti con Fortunato che dimostra di esserci. Nella ripresa la Spal parte sparata. Al 5’Di Quinzio si trova la palla buona sui piedi ma la sciupa incredibilmente. Al 10’arriva il gol biancoazzurro. Di Quinzio continua a folleggiare, crossa per il giovane Atzori che mette, di testa, la palla in rete. Esce Di Quinzio, entra Finotto, la Spal sfiora il raddoppio con Germinale, Fortunato si esibisce in una gran parata.

Ore 14.30 – (La Nuova Venezia) A volte ritornano, e non solo Michele Serena. Il nuovo staff tecnico sarà infatti composto dal vice allenatore Davide Zanon, dal preparatore dei portieri Massimo Lotti e dal preparatore atletico Maurizio Ballò. Personaggi ben conosciuti dai tifosi, fatta eccezione per l’ultimo. Su tutti Massimo Lotti, 45 anni, laziale di Formia, ma ormai trapiantato a Mestre dove è arrivato nel 2005, dopo il primo fallimento, è ci è rimasto per sei stagioni, partecipando alla cavalcata trionfale della squadra di Nello Di Costanzo, ai playoff contro il Pisa nella stagione successiva, alla salvezza con Michele Serena nel 2009, ma ripartendo anche in serie D con il FBC Unione Venezia. Nel 2011 è entrato a far parte dello staff tecnico di Michele Serena a La Spezia, poi lo ha seguito lo scorso febbraio al Padova. Davide Zanon è un altro “enfant du pays”, 47 anni di Marghera, una carriera da difensore centrale vissuta quasi interamente in Veneto (Pianiga, Bassano, Cittadella, Padova e Città di Jesolo), prima di chiudere nel 2007 a Pordenone. Nell’estate successiva è stato chiamato da Michele Serena a fargli da vice e lo ha seguito a Mantova, Grosseto, La Spezia e Padova. Maurizio Ballò, 40 anni, sarà il preparatore atletico: sardo di nascita, ma veneto d’adozione, ex calciatore dal 1996 di Miranese, Pievigina, Bassano, Casalserugo, Edo Mestre, Martellago, CornudaCrocetta, Due Carrare, Bagnoli e Conselve. Anche per Maurizio Ballò è un ritorno in arancioneroverde essendo stato il preparatore atletico delle giovanili del Venezia dal 2001 al 2005, dopo il primo fallimento è passato al Padova, fino al 2011 a seguire allievi, poi Berretti e Primavera, dal 2011 al 2014 promosso in prima squadra.

Ore 14.10 – (Corriere del Veneto, edizone di Venezia) Contento, emozionato, carico. Michele Serena si presenta così al suo primo giorno da allenatore del Venezia. Ottenuto il sì di Korablin, con il blitz moscovita dei due direttori De Franceschi e Scibilia, ieri mattina Serena ha firmato l’accordo per la stagione in corso e nel primo pomeriggio è stato presentato pubblicamente. «Ci ritroviamo dopo cinque anni – dice ricordando la stagione 2008/2009, quella trascorsa al timone degli arancioneroverdi – e ho qualcosa che mi bolle dentro». Non tanto il desiderio di rivalsa – dopo quell’annata particolare segnata dall’esonero, poi dal richiamo culminato con la salvezza sul campo, seguita però dal fallimento in tribunale – piuttosto la consapevolezza di riallacciare un legame speciale con la sua città: «Qui ci sono le mie origini e io sono molto legato alla gente e ai colori di questa maglia. E’ stato semplice trovare l’accordo». Lo conferma il ds Ivone De Franceschi: «Mi preme dire che Serena non viene qui per l’aspetto economico». E non ha neppure calcato sulla durata del contratto, nonostante gli fosse stato offerto un pluriennale: «Preferisco così – dice il nuovo mister – poi se le cose andranno bene, sarà facile riparlarne». Non era stato facile, invece, il primo contatto tra società e allenatore quest’estate. Di quel tira e molla, di cui era stato protagonista in prima persona il presidente Korablin, è De Franceschi a delineare una volta per tutte i contorni. «Quando sono stato nominato ds, il nome che ho fatto al presidente è stato quello di Serena», racconta. Prima di decidere, Korablin ha voluto parlare con lui e con Dal Canto, che inizialmente sembrava fosse stato tagliato fuori dalle opzioni avendo mancato l’obiettivo playoff. Invece dopo quei due faccia a faccia il presidente aveva spiegato a De Franceschi che con Dal Canto tutto era stato chiarito, ma che fosse lui a decidere. «E io in quel momento ho ritenuto che Dal Canto fosse la scelta migliore. Adesso lui ha pagato con l’esonero, anche se sono convinto che le responsabilità sono anche mie e della squadra. Certo – riconosce De Franceschi – se avessi saputo che l’aria qui era così pesante, ci avrei pensato due volte».

Ore 13.50 – (Gazzettino, edizione di Vicenza) Agonismo. È questa la parola magica che per Lorenzo Laverone deve accompagnare le prestazioni del Vicenza. «Se giochiamo con il giusto agonismo, possiamo affrontare e battere chiunque», avverte subito il centrocampista laterale, uno che in campo dà sempre tutto. «In B, i valori tecnici contano, ma altri aspetti sono più importanti nel determinare i risultati. Ovvero, la mentalità con cui giochi, lo spirito di sacrificio, la grinta, la voglia. In una parola, l’agonismo. Quello è fondamentale». Con il Pescara s’è rivisto… «Sì, perché con il Lanciano, soprattutto nel secondo tempo, l’avevamo un pò smarrito. Infatti siamo stati pesantemente sconfitti. Occorreva un riscatto immediato, che è arrivato puntuale, anche se non è stato facile avere la meglio sul Pescara». Nel finale avete sofferto sin troppo. «Il 2 a 1 ha dato slancio a loro e ha creato qualche preoccupazione a noi, sebbene fossimo in superiorità numerica. Io stesso ho sofferto non poco perché ero stanco e perché nel mio settore spaziava spesso Melchiorri, un attaccante che ha un ottimo passo e grandi qualità tecniche. Tenerlo a bada non è stato semplice». Tutto sarebbe stato più facile se il suo tiro dal limite fosse finito in rete, anziché sulla traversa. «Già, fosse entrata quella palla ci saremmo risparmiati un bel pò di problemi. Purtroppo però non sono stato abbastanza preciso e fortunato. Speriamo d’esserlo la prossima volta». Prossima volta che si chiama Catania, formazione che molti pronosticavano favorita per la promozione e che invece sta trovando grandi difficoltà. «Catania per noi rappresenta una trasferta sicuramente impegnativa. Sulla carta loro sono un’ottima formazione, con tanti elementi che in B possono fare la differenza. Forse non si sono ancora adattati per bene alla categoria, ma è inevitabile che i valori prima o poi emergeranno. Speriamo solo non succeda contro di noi. Per questo dobbiamo preparare al meglio la gara, facendo affidamento sulle nostre qualità. Qualità che in una parola sola, come dicevo prima, si chiama agonismo».

Ore 13.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Sabato a Catania sarà il match di Fabio Sciacca. Quella in Sicilia per l’ex catanese non può essere una partita qualsiasi, perché lui a Catania ci è nato, lì ha tirato i primi calci al pallone nelle giovanili e con la maglia etnea ha debuttato in A. «Per me sarà un incontro diverso da tutti gli altri – conferma -. Uscire dagli spogliatoi del Massimino, anzi del Cibali, come si è chiamato per tanti anni, mi farà correre un brivido sulla schiena. Troppi ricordi belli, grandi squadre incontrate, la fascia da capitano… Ora però sono biancorosso e non c’è spazio per i sentimentalismi». Il Catania, partito per vincere il campionato, arranca all’ultimo posto ma mai fidarsi… «Credo che molto dipenderà da noi, anche se il valore del Catania non si discute. Qualche problema ce l’hanno. Sta a noi approfittarne». Il centrocampista non sa ancora se sabato giocherà. Scontato: ci terrebbe tantissimo. «Non nascondo che pagherei per giocare – ammette – però decide il mister e io accetterò le sue scelte. Qui a Vicenza sto lavorando bene, il mio obiettivo è di tornare ad essere il giocatore che ero. Sento che sto crescendo di condizione, che il fisico risponde alla grande e il lavoro fatto con i compagni in questo mese e mezzo sta pagando. Ho un debito verso il Vicenza, qui hanno creduto in me ed io voglio ricambiare sul campo la fiducia».

Ore 13.10 – (Giornale di Vicenza) Per Giovanni Lopez arriva il tempo delle scelte. Adesso che la rosa sta progressivamente recuperando tutti i giocatori “recuperabili” (sono esclusi purtroppo i lungodegenti Maritato e Tutino), e che la condizione atletica dei calciatori arrivati dopo il ripescaggio si sta allineando al resto del gruppo, il tecnico biancorosso potrà finalmente schierare di volta in volta una formazione dettata da motivazioni tecnico-tattiche e non dall´assenza di alternative. Partitella interlocutoria. La concorrenza per un posto da titolare si fa dunque sempre più serrata. In vista della trasferta di Catania, ieri pomeriggio i biancorossi hanno provato a mettersi in luce nella partitella contro la Primavera. Un buon test (8-0 il risultato finale, con reti di Sampirisi, Cocco e Cinelli nel primo tempo; Camisa e doppiette di Giacomelli e Spiridonovic nella ripresa), nel quale però Lopez ha preferito mischiare le carte. Le certezze. Qualche certezza sembra comunque esserci. Prima di tutto il modulo, quel 3-5-2 che ha nel regista Di Gennaro il suo faro di riferimento. Così come pare per ora assodata la gerarchia tra gli attaccanti, con la coppia Ragusa-Cocco (anche ieri provati insieme nella partitella) attualmente preferita ai vari Giacomelli, Varela e Spiridonovic. Anche a Catania dovrebbero quindi essere proprio Ragusa e Cocco i terminali offensivi, con il capitano Alessandro Camisa a guidare la difesa e Laverone (destra) e Sampirisi (sinistra) a spingere sugli esterni. 3X2 in difesa Se queste sono le certezze, i dubbi per Lopez cominciano in difesa. Gentili rientrerà dalla squalifica, Brighenti è ormai pienamente ristabilito, e il giovane Garcia Tena si è rivelato un centrale sinistro di sicuro affidamento: saranno loro tre, con ogni probabilità, a giocarsi le due maglie da titolare per Catania al fianco di Camisa. Senza dimenticare Figliomeni, titolare contro il Pescara, parso ancora un po´ indietro per quanto riguarda la brillantezza, ma sicuramente apprezzabile per la solidità e il piede educato. L´altro ballottaggio “3X2” si disputerà a centrocampo, come accade ormai da qualche settimana, per i due posti da interno a fianco del play Di Gennaro. Protagonisti in questo caso saranno Cinelli, Sciacca e Sbrissa, che ieri si è allenato a parte assieme a Gerbaudo perché i due giovani biancorossi erano reduci dalla partita ben disputata martedì a chiusura dello stage con l´Under 20 di serie B. La sensazione è che a Catania Lopez potrebbe puntare inizialmente sul “figliol prodigo” Sciacca, sicuramente motivato dal ritorno da ex nella sua città, e su Cinelli.

Ore 12.40 – (Gazzettino) La terza edizione della “Festa del tifoso granata” è capitata quest’anno proprio il giorno dopo il brutto tonfo del Cittadella in campionato con l’Entella, terza sconfitta di fila al Tombolato, accolta da malumori e fischi. La serata si è svolta martedì sera nel Tendone in Villa Rina e ha avuto uno nobile scopo benefico raccogliendo 2.250 euro a favore del Centro residenziale anziani di Cittadella per l’acquisto di una cucina specifica per i malati di Alzhaimer. All’evento erano presenti oltre 550 sostenitori granata, con la dirigenza e la squadra al gran completo, assieme a numerosi familiari e ospiti del Centro per anziani e gruppi di solidarietà. Ospite d’onore in veste di testimonial l’ex campione dei rally Miki Biasion. Nell’introduzione Pierluigi Basso, addetto stampa del Centro di coordinamento, ha sottolineato il ruolo dei tredici club granata (presente anche la “Vecchia Guardia”) e quello del Cittadella, riconosciuto come un modello di gestione e serietà anche a livello nazionale. Francesco Rebellato ha coordinato i diversi interventi e la simpatica lotteria che ha permesso la raccolta di fondi. «Ringrazio tutti i presenti – ha detto il presidente Andrea Gabrielli – e in particolare il comitato di Ca’ Onorai per l’efficiente servizio logistico. Dobbiamo rilanciarci dopo un periodo poco felice e il ko con l’Entella. L’importante è guardare avanti e la nostra realtà ha sempre dimostrato di riuscirci restando compatti e uniti. Sono fiducioso che ne verremo fuori, come abbiamo fatto in passato lo faremo ancora». Il vice presidente Giancarlo Pavin, pilastro da sempre del Cittadella al fianco di Angelo Gabrielli, ha citato il fondatore della società, che con grande passione e convinzione è sempre riuscito ad andare avanti raggiungendo obiettivi sempre più prestigiosi. «Resistere e non mollare mai -ha sottolineato – è una nostra caratteristica». Il direttore generale Stefano Marchetti ha aggiunto: «Nell’attuale gruppo di calciatori ci sono risorse fondamentali che verranno fuori. Ne sono convinto perchè vedo come si allenano i giocatori durante la settimana. Invertiremo il trend negativo e raggiungeremo i nostri obiettivi». Atteso l’intervento del tecnico Claudio Foscarini. «Sono sereno – ha precisato- perchè continuando a lavorare come abbiamo fatto finora arriveranno le soddisfazioni che tutti ci aspettiamo. Cercheremo di risolvere le lacune manifestate allenandoci con ancora più assiduità e anche modificando qualcosa, ma sempre restando uniti. Non è piacevole sentire i fischi durante la partita perchè proprio in quel momento la squadra in campo è in difficoltà e ha più bisogno di essere incoraggiata».

Ore 12.20 – (Mattino di Padova) «Lo ribadisco: sono sereno, perché so di aver scelto persone importanti. Persone che non hanno paura di metterci la faccia: adesso davanti ai tifosi e sabato in campo a Crotone». Infine, è toccato a Claudio Foscarini prendere il microfono: «Un mese fa eravamo da Champions League, adesso siamo tutti cretini. Ma siamo sempre noi e siamo consapevoli di quello che è il nostro valore. Com il lavoro e la determinazione usciremo da questa situazione». A margine dell’incontro, Foscarini ha commentato anche le voci circolate sul web nelle scorse ore, relative all’eccessiva vita mondana che condurrebbe qualcuno fra i giocatori, troppo propenso a fare le ore piccole. «Guarda caso sono voci che emergono solo quando arrivano le sconfitte, mai quando le cose vanno bene. Non esiste alcun caso del genere: alleno un gruppo di professionisti seri e non permetterei a nessun giocatore di sgarrare. Io e il mio staff abbiamo la situazione sotto controllo» il commento secco dell’allenatore riesino. La serata, organizzata dal Centro coordinamento club granata, con in prima fila il responsabile Pierluigi Basso e il segretario Francesco Rebellato, e dai Volontari Ca’ Onorai, ha permesso di raccogliere fondi destinati all’acquisto di una cucina per il Cra, il Centro residenziale per anziani di Cittadella: 2.250 euro la somma ricavata grazie alla lotteria di beneficienza che ha chiuso la festa, a cui ha partecipato anche il bicampione del mondo di rally Miki Biasion, testimonial dell’iniziativa.

Ore 12.10 – (Mattino di Padova) Una passione che non si spegne. Nemmeno gli ultimi risultati negativi hanno affievolito l’entusiasmo degli aficionados granata. Erano 560, martedì sera, i partecipanti alla terza edizione della Festa del Tifoso, che si è tenuta sotto il tendone di Villa Rina, nell’ambito della tradizionale fiera franca di Cittadella. Lontano il clima che ha accompagnato la gara persa appena il giorno prima con la Virtus Entella al Tombolato. Niente fischi, solo applausi e autografi da firmare per i giocatori, presenti al completo assieme a staff e dirigenza. Nessuno, ovviamente, ha potuto nascondere quanto il momento sia difficile, con Pellizzer e compagni capaci di raccogliere un solo punto nelle ultime cinque partite e con la prospettiva di presentarsi alla trasferta di Crotone, sabato allo stadio Scida, con un centrocampo di emergenza. Sul palco, il primo a intervenire è stato il presidente Andrea Gabrielli, che ha usato bastone e carota verso i suoi uomini: «Sono convinto che da questa situazione usciremo tutti assieme, giocatori, staff e tifosi, con la serenità che da sempre contraddistingue il nostro ambiente. Non dobbiamo abbatterci, ma di certo possiamo fare molto meglio di così». Alla sua voce si è aggiunta quella del vicepresidente Giancarlo Pavin: «I risultati non vengono per caso, ma con l’impegno e la passione. Questo è momento amaro, ma è proprio dai momenti come quello che stiamo attraversando che si trova la forza per reagire». Poi ha parlato il direttore generale Stefano Marchetti: «Resto convinto che questo gruppo ci darà grandi soddisfazioni. Vedo i ragazzi lavorare tutti i giorni e so quanto si impegnano e quali sono le loro qualità morali».

Ore 11.50 – (Corriere del Veneto) Nervosismo (e non potrebbe essere altrimenti quando si perdono quattro partite su cinque), polemiche, veleni, fischi e orgoglio. A Cittadella va in scena la crisi d’autunno, un po’ come accadde, un po’ più in là con i tempi rispetto a quest’anno, dodici mesi fa quando, dopo tre vittorie consecutive, sulla gestione Foscarini scese un buio pesto difficilmente spiegabile. E se la classifica piange, dall’infermeria arrivano notizie molto poco positive. Dopo Nicola Rigoni, Claudio Foscarini rischia di perdere per la trasferta di Crotone anche Massimilano Busellato, che si è sottoposto ad ecografia di controllo dopo l’uscita dal campo nel primo tempo di Cittadella–Entella di lunedì sera. L’ecografia ha dato esito negativo, per Busellato quindi nessuna lesione ma c’è comunque una contrattura ai flessori della coscia sinistra. Da valutare il suo recupero nei prossimi giorni. L’emergenza riguarda anche Andrea Schenetti, che non recupererà per lo Scida. Out anche Paolucci e Donazzan.

Ore 11.30 – (Mattino di Padova) Ad agosto aveva annunciato che a fine stagione si sarebbe ritirato. Dopo la squalifica ha più motivazioni per continuare? «A dire il vero, dopo la notizia della squalifica avevo pensato di smettere subito. Ne avevo parlato con la società ma mister Zattarin, i miei compagni di squadra e il presidente Lucchiari mi hanno fatto cambiare idea. A giugno deciderò cosa fare. Vedremo». A Este sta vivendo la sua seconda esperienza da dilettante, dopo la parentesi a Marano. È cambiato qualcosa nella sua vita rispetto agli anni da professionista? «L’atteggiamento è sempre lo stesso. Ci sono meno restrizioni, questo è vero. Quando giocavo in serie A al sabato sera si andava in ritiro. Ora, magari, birra e pizza me le concedo. Ma la mentalità sempre la stessa. Ora, però, ho più tempo, sto seguendo anche il corso da allenatore». L’Este è primo in classifica. Dove può arrivare? «La forza di questa squadra è il gruppo. Si vede già negli spogliatoi, in cui tutti si sentono a loro agio. Io, per esempio, non sono il Bonazzoli che ha giocato la serie A, ma semplicemente Emiliano. Certo, di consigli ne do e con gli altri giocatori più esperti cerco di guidare i ragazzini, ma tutto questo con grande semplicità. Ci sono squadre attrezzate per la Lega Pro, ma l’Este ha grandi potenzialità e giovani interessanti».

Ore 11.20 – (Mattino di Padova) Può dire cosa è successo in quei famosi minuti finali di Este-Correggese? «Quella partita non dovevo nemmeno giocarla. Avevo insistito io con mister Zattarin, perché volevo assolutamente tornare in forma dopo due settimane di stop per infortunio. In quei 20’ non ho digerito alcune decisioni dell’arbitro e a fine partita è volata qualche parola. Ma, ci tengo a sottolineare che non volevo assolutamente discriminarlo per il colore della pelle, la religione o cose del genere». Quindi lei non è razzista… «Certo che no. Nella mia carriera ho avuto tantissimi compagni stranieri: asiatici, africani, americani. Andavo a cena a casa loro e loro invitavano me. Passavamo pure le serate insieme con le famiglie. Nel calcio può succedere di dire cose sbagliate nel momento sbagliato». In famiglia come hanno preso la notizia? «Mia moglie Giorgia mi è stata sempre vicina. Mio figlio Christian, invece, all’inizio ha ironizzato sulle dieci giornate ma nulla di più. L’argomento razzismo è piuttosto delicato per un bambino di otto anni. Tra l’altro, lui gioca nelle giovanili della Biancoscudati Padova e ha un compagno di squadra marocchino: con il padre scambio sempre due parole volentieri».

Ore 11.10 – (Mattino di Padova) Meno sette. Emiliano Bonazzoli sta facendo la conta: se ne sta seduto in tribuna, l’attaccante dell’Este, a mettere di volta in volta le «ics» sul calendario delle partite saltate per la maxi-squalifica di dieci giornate inflittagli dal Giudice sportivo. Razzismo e discriminazione sono state le accuse messe a referto dall’arbitro di Este-Correggese (giocata lo scorso 29 settembre), Ramy Jouness Ibrahim Kamal, medico torinese di origini marocchine. Eppure l’ex bomber di Sampdoria, Parma, Verona, Fiorentina, Reggina e Padova, dopo 18 anni di calcio ai massimi livelli in un paese calcisticamente globalizzato, di razzismo non vuol proprio sentirne parlare. Emiliano Bonazzoli, della sua squalifica hanno parlato giornali e tv di tutta Italia. Lei, invece, è rimasto in silenzio. Cosa si sente di dire a distanza di un mese? «Essere etichettato da tutti come razzista mi ha fatto malissimo, lo ammetto. La notizia della squalifica è stata molto dura da digerire. Quando il mister ha letto il comunicato mi è crollato il mondo addosso e mi sono serviti diversi giorni per realizzare il tutto». Il ricorso presentato alla Commissione disciplinare della Figc contro la sua squalifica è stato respinto. Ciò significa che i giudici hanno confermato le offese.

Ore 10.50 – (Gazzettino) Arrivato all’ombra del Santo, immaginava un Padova capace di vincere sette gare su sette? «All’inizio sinceramente no, per la situazione che si era creata, dato che si partiva da zero, con tanti giocatori in prova che andavano e venivano. Quando la rosa si è definita e si è consolidato il gruppo, ho iniziato a crederci. L’allenatore e lo staff hanno fatto la loro parte sul piano tecnico-tattico e noi, intesi come spogliatoio, la nostra. Le vittorie poi portano buon umore e aiutano a stare uniti». Vittorie arrivate in numeri da primato e portando all’Euganeo più tifosi rispetto a un anno fa in serie B. «Si vede che questa città segue e ama il calcio. Aveva bisogno di un po’ di allegria e tutti noi sentiamo addosso questo entusiasmo contagioso che ci dà una carica in più. È bello sentirsi benvoluti». Il fatto di essere l’unica squadra fino alla serie A che ha sempre vinto rischia di crearvi pressioni? «No. Sono statistiche che leggo sui giornali, ma non ci penso. Il gruppo non vuole fermarsi e punta solo a dare il massimo. Se poi questo porta a un record, sarà un piacere».

Ore 10.40 – (Gazzettino) Due sentimenti contrastanti nella testa dell’attaccante che da una parte scalpita per tornare in campo prima possibile, ma al tempo stesso è consapevole che l’eccessiva fretta potrebbe rivelarsi deleteria. «Sicuramente verranno rispettati i tempi necessari. Bisogna gestire queste situazioni con tranquillità, ma a me riesce molto difficile, anche perché ci sono state partite importanti. Vedere la squadra vincere mi ha un po’ sollevato, fermo restando che viverla da fuori per me è motivo di tensione e sofferenza. Ti senti importante, vorresti dare una mano, meglio giocare». E i compagni lo hanno comunque fatto nel migliore dei modi. «I ragazzi hanno fatto un grande lavoro, portando a casa sei punti. Anche i miei colleghi in avanti si sono comportati molto bene, da Ilari a Tiboni, compreso Pittarello che deve ancora crescere ma che davanti a sè ha un grande futuro. Questo anno gli servirà tanto».

Ore 10.30 – (Gazzettino) Sono ore di frenetica attesa per Gustavo Ferretti. Nella giornata di oggi l’attaccante argentino conoscerà l’esito dell’ecografia a cui è stato sottoposto per verificare le condizioni del muscolo flessore della gamba sinistra la cui lesione lo ha messo fuori causa nella gara con il Mezzocorona dopo le sei reti realizzate nelle prime quattro. L’interessato pensa positivo e si aspetta il semaforo verde. «Mi sento bene – ha dichiarato prima dell’esame – pur essendo stato fermo quindici giorni. Non provo alcun fastidio al muscolo, la scorsa settimana ho iniziato gradualmente a lavorare e oggi (ieri, ndr) ho aumentato i ritmi della corsa, facendo anche cambi di direzione, senza accusare problemi». Poi aggiunge: «Già nella seconda ecografia fatta venendo via da Empoli (nel centro specializzato in cui è stato per qualche giorno, ndr) si vedeva che le fibre si sono riformate e quando dall’esame noti che si è tutto sistemato non ci pensi più. In passato ho già avuto un problema al flessore, muscolo tra i più sollecitati quando si gioca a calcio, ma era quello della gamba destra».

Ore 10.20 – (Gazzettino) Situazione ancora da definire per più di qualche giocatore alla ripresa della preparazione. Oltre a Ferretti, sono stati sottoposti a ecografia Salam Denè, che ancora non si è visto all’opera per un problema muscolare, e Sentinelli, ancora dolorante per la botta ricevuta domenica al quadricipite della gamba sinistra. Anche per loro oggi si conoscerà il responso. Thomassen, reduce da un attacco febbrile, ha ricominciato ad allenarsi con i compagni, mentre Bruzzi, alle prese con una forma virale, oggi svolgerà specifiche analisi. In netto miglioramento Dionisi che però tornerà in gruppo solo la prossima settimana e che dunque salterà che la sfida contro l’Union Arzignano Chiampo. Stesso destino per Segato, che deve scontare il terzo turno di squalifica, sempre che tra oggi e domani non venga accolto dalla Corte d’appello federale il ricorso presentato dal Padova. Lavoro ridotto per Nichele (ginocchiata alla coscia) e Tiboni (affaticamento all’adduttore), usciti malconci dalla gara con il Belluno. Quanto alla trasferta di domenica, oggi si svolgerà un incontro in questura a Vicenza per valutare l’aumento di almeno un centinaio di posti della capienza dello stadio Dal Molin (1.200 spettatori).

Ore 10.10 – (Gazzettino) COLORA LA TUA PASSIONE DI BIANCOSCUDATO. È l’iniziativa voluta dall’Ascom insieme al Padova che invita i commercianti a personalizzare le vetrine dei loro negozi da domani al 4 gennaio con temi legati alla squadra cittadina. «L’idea – spiega il presidente dell’Ascom Patrizio Bertin – nasce per avvicinare ancora di più la nuova società alle attività del territorio e per stimolare la curiosità di clienti e turisti che quotidianamente entrano in contatto con la nostra fitta rete di esercizi commerciali». Sarà creata una specifica vetrofania “Vetrina Ascom Biancoscudata” e gli esercizi che nella settimana prima del match casalingo del Padova otterranno più “mi piace” nella omonima pagina Facebook vinceranno due biglietti per la gara. Premi alle tre migliori vetrine, con in palio magliette e gagliardetti autografati, targhe e biglietti omaggio. Informazioni e adesioni al numero 049-820.97.72 o alla mail a massimo.paggetta@ascompd.com.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) «Facile fare i tifosi in serie A e in serie B», conclude Parlato, «I nostri tifosi ci stanno dimostrando che conta il cuore, non la categoria: questo è sintomo di grande passione, di vera fede per la squadra. Quando cammino per strada la gente mi dice di continuo di non mollare, di continuare così, di riportare il Padova dove merita. E la cosa che più mi fa piacere, è rivedere famiglie e bambini allo stadio». Qui Guizza. Doppia seduta ieri per i Biancoscudati, che torneranno ad allenarsi questo pomeriggio agli impianti Gozzano. Apprensione per le condizioni di Sentinelli, che ieri dopo il riscaldamento ha lasciato la seduta per effettuare un’ecografia che valutasse l’entità della botta rimediata domenica. Buone notizie, invece, arrivano da Nichele e Tiboni, che nonostante leggeri affaticamenti hanno comunque svolto l’intero allenamento. Gustavo Ferretti ha ricominciato a lavorare col pallone, mentre Salam Denè ha effettuato anche la partitella con i compagni e dopo due mesi di calvario può dirsi quindi sulla via del pieno recupero. I due in serata hanno effettuato le visite di controllo. Oggi i responsi.

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) «È chiaro che le difficoltà sono tante, perché la nostra richiesta è quella di giocare in linea di massima al pomeriggio, e mi rendo conto che per la quasi totalità delle squadre gli impegni lavorativi dei giocatori mettano i bastoni tra le ruote, ma se c’è la possibilità ci piacerebbe uscire dalla Guizza, andare a conoscere le altre società e i loro giocatori. E naturalmente i tifosi del quartiere o del paese. Basta che chi è interessato si faccia avanti, attraverso la società o il nostro team manager, e possiamo organizzarci». Si comincia giovedì prossimo, 30 ottobre. Il Padova andrà ad affrontare l’Arcella sul campo di via Bressan, giocando con la squadra, che milita in Seconda categoria e la realtà del quartiere più popoloso della città. L’avversario ideale non ha particolari prerequisiti: «In linea di massima solo l’orario, noi dobbiamo giocare nel primo pomeriggio», spiega Parlato, «Non disdegniamo nessuno e nessuna squadra, ma è chiaro, anche se anche io stesso sono nato calcisticamente sui campi di terra battuta, che per evitare di farci male ci farebbe molto comodo trovare dei terreni di gioco discreti, che facilitino le squadre». I Biancoscudati gireranno per la città, per i paesi limitrofi della provincia e della cintura urbana, andando a tastare con mano un entusiasmo che per la strade di avverte sempre di più.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) L’entusiasmo della piazza cresce, la squadra vola in testa alla classifica, nelle vie del centro e nei negozi sotto il Salone ricominciano a spuntare drappi bianchi e rossi. L’operazione simpatia dei Biancosduati Padova, cominciata lo scorso agosto (e che ha portato seimila spettatori all’Euganeo in occasione della sfida col Belluno), è pronta a passare alla fase due. Dalla prossima settimana, infatti, la squadra comincerà il suo tour in città e provincia, incontrando al giovedì le realtà calcistiche locali. Un modo per effettuare la classica amichevole infrasettimanale, certo, però lontano dal quartier generale della Guizza, così da calarsi ancor di più nella realtà cittadina. «Quando ero giocatore, qui a Padova, mi ricordo che tutti i giovedì giocavamo contro squadre di categoria inferiore», spiega Carmine Parlato. «Ed è una tradizione che voglio riprendere. Mi farebbe piacere andare nel territorio, nei Comuni della provincia, per fare un’amichevole ogni giovedì».

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) «E, non è una banalità, non esistono partite facili, tanto che stavano per farci la pelle quando abbiamo affrontato il Mezzocorona, l’ultima in classifica. La buccia di banana può capitare a chiunque, bisogna sempre stare all’occhio». Para e fa progressi, para e guida la difesa, para e lavora in silenzio. Petkovic ricorda pure di non essere figlio d’arte: «Non ho nessun legame di parentela con altri Petkovic – sorride –: Me lo chiedono continuamente e la mia risposta è sempre la stessa. La mia carriera? Ho fatto la trafila nelle giovanili del Milan, poi in estate mi ha chiamato il Padova e non ci ho pensato due volte. Sono tutto biancoscudato, spero di poter iniziare un ciclo qui, anche se siamo appena agli inizi. Un passo alla volta». Intanto il Padova è primo in classifica, unica squadra delle prime quattro serie italiane ad avere sempre vinto: «Siamo un bel gruppo – chiosa Petkovic – e parliamo poco di futuro. Abbiamo il “difetto” di pensare solo alla partita successiva. Così riusciamo a concentrarci al massimo, in questo è bravo il mister che ci martella ogni giorno». Sulla porta dello spogliatoio del Padova alla Guizza c’è scritto solo Union ArzignanoChiampo. È l’unica cosa che conta, fino a lunedì prossimo.

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) E’ arrivato in punta di piedi, sempre con la sensazione e la convinzione nemmeno troppo recondita di essere un precario della porta. Cresciuto nel Milan, maturato ma solo a metà, «mollato» in corso d’opera, Lazaar Petkovic, classe 1995, ha visto in Padova il suo trampolino di lancio. E non ci ha pensato due volte a salire e a tuffarsi nel vuoto: «Quando mi chiedono a chi mi ispiro faccio fatica a rispondere, perché mi sembra di fare paragoni irrispettosi nei confronti di portieri che sono infinitamente più grandi e più bravi di me. Allora rigiro la domanda e dico che, se devo indicare il mio numero uno preferito, allora mi viene in mente Manuel Neuer più di Gianluigi Buffon. Sono due mostri, ma ho visto Roma-Bayern Monaco e la parata che Neuer ha fatto su Gervinho sullo 0-1 vale come un gol». Per tutta l’estate Petkovic ha convissuto con le voci che lo avrebbero voluto presto defenestrato per fare spazio a qualcuno più bravo, più forte e più esperto. Nulla di tutto ciò, il titolare è sempre e solo Petkovic e Cicioni può attendere: «E’ stato un ottimo inizio di stagione – sorride – e devo dire che nemmeno noi ci saremmo aspettati di fare 21 punti in 7 partite. Più che mai perché, se osserviamo con attenzione i risultati nostri e della concorrenza, scopriamo che spesso le partite finiscono con un solo gol di differenza».

Ore 08.38 – Disponibile a questo link l’articolo relativo alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco Massimo Bitonci riguardo all’ipotesi di avvicinamento della curva all’Euganeo.

Ore 08.36 – Serie D girone C, il prossimo turno (ottava giornata, domenica 26 ottobre ore 14.30): ArzignanoChiampo-Padova, Belluno-Giorgione, Fontanafredda-Dro, Mezzocorona-Clodiense, Montebelluna-AltoVicentino, Mori Santo Stefano-Legnago, Tamai-Sacilese, Triestina-Union Ripa La Fenadora, Union Pro-Kras Repen.

Ore 08.34 – Serie D girone C, la classifica aggiornata: Padova 21, Alto Vicentino 19, Bellun0 18, Sacilese 15, Tamai 11, Clodiense e Montebelluna 10, Union Ripa La Fenadora, Giorgione e ArziChiampo 9, Union Pro 8, Fontanafredda 7, Dro 6, Legnago 5, Kras Repen 4, Mori Santo Stefano 3, Triestina 2, Mezzocorona 0.

Ore 08.32 – Serie D girone C, i risultati della settima giornata: AltoVicentino-Union Pro 2-0, Clodiense-ArziChiampo 1-3, Dro-Mezzocorona 0-0, Giorgione-Triestina 2-1, Legnago-Fontanafredda 3-2, Kras Repen-Tamai 0-0, Padova-Belluno 1-0, Sacilese-Mori Santo Stefano 4-0, Union Ripa La Fenadora-Montebelluna 1-1.

Ore 08.30 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.28 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Macron Store, Maglietteveloci.it, Studio Pignatelli Netstore, InterBrau Birra Antoniana, Zero Emissioni, Ecosystem, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 22 ottobre: doppio allenamento per i Biancoscudati alla Guizza, da valutare le condizioni di Sentinelli e Ferretti

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