Live 24! Giorgione-Padova, -2: allenamento mattutino per Ferretti e compagni, si provano gli ultimi schemi

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Ore 22.00 – Lega Pro, vittoria esterna per il Venezia: 2-0 per la squadra allenata da Michele Serena sul campo dell’Arezzo, a segno Magnaghi e Marino.

Ore 21.00 – (Il Piccolo) Modulo che fa (finalmente) risultato utile non si cambia. Modificando un po’ il detto che «squadra che vince non si cambia», ancora inutilizzabile visto che per il momento la parola vittoria è sconosciuta alla Triestina, si può sintetizzare in questo modo la settimana di avvicinamento alla sfida di domenica contro il Montebelluna (allo stadio Rocco si inizia alle 14.30). Del resto la svolta tattica voluta dal tecnico alabardato Ferazzoli a Padova ha portato i suoi frutti, e pertanto è logico che il mister abbia continuato a lavorare su questo assetto anche nell’allenamento di ieri a Prosecco. Anche se ovviamente domenica l’Unione è attesa a un altro tipo di partita: non ci sarà solamente da difendersi con ordine e grinta come all’Euganeo, ma bisognerà anche cercare di offendere perché l’obiettivo non può che essere la vittoria. E infatti il tecnico ha iniziato a lavorare anche sui movimenti offensivi, anche se stavolta per squalifica mancherà proprio quello che è stato il terminale d’attacco della Triestina in questa prima parte di campionato, ovvero Ivo Bez. Il candidato principale per rimpiazzarlo è Kabangu, che al suo fianco avrebbe anche in quest’occasione Aquilani. Lionetti infatti finora non ha convinto, nemmeno con la Juniores, e un suo utilizzo sembra improbabile. Certo, arrivasse in tempo il transfer per Milicevic è naturale che salirebbero subito le quotazioni del croato, che sta continuando ad allenarsi di buona lena con la squadra e partecipa anche agli schemi di gioco. L’argentino Clara invece è comunque ai box a causa di un risentimento muscolare. Ma a proposito di transfer, ieri la società ha effettuato un altro sollecito, ma tutto è nelle mani della federazione e comunque i due sono stati tesserati il 10 ottobre, per cui siamo ancora entro il fisiologico mese di tempo necessario.

Ore 20.30 – (Corriere delle Alpi) Occhio, cercano riscatto. Giacomo Moresco diffida della matricola Union Pro, che viene da tre sconfitte consecutive. L’attaccante neroverde suona la carica e va a caccia del gol che gli manca dalla prima giornata: «Non stavo brillando e nelle ultime partite il mister ha fatto giocare chi stava meglio. È questione di sbloccarsi, personalmente e come squadra perché siamo un po’ contratti. Tutti si aspettano molto da noi e sappiamo che potremmo darlo, però non ci riusciamo al momento. C’è quasi la tensione di dover vincere a tutti i costi, invece dobbiamo entrare nell’ottica che dobbiamo fare il meglio che possiamo e poi le cose verranno da sé. Dobbiamo giocare più a cuor leggero». Alla ricerca del gol perduto. «Per un attaccante il gol è il pane e quando lo trovi tutto sembra più facile, altrimenti diventa un peso cercare di segnare a tutti i costi, quando invece con qualche buona giocata l’importante è la squadra», spiega Moresco. «La società mi ha ribadito la fiducia, come l’allenatore, e tutti mi sono vicini. È una questione mentale, ci vorrebbe il gol per sbloccarsi. Personalmente sto facendo fatica a capire il campo del Boscherai, che è molto piccolo e ha un sintetico particolare. Nelle partite in casa non sono ancora completamente a mio agio, mi trovo meglio fuori, nei campi in terra a cui sono abituato». Voglia di vincere. «Purtroppo è un periodo che non ci gira come speriamo. Ci prepariamo bene, poi la domenica non rendiamo meglio. In ogni caso siamo riusciti a vincere a Trieste pur non giocando la miglior partita e abbiamo portato a casa un buon punto contro una buona squadra come il Tamai senza rischiare nulla, anche se sappiamo che potevamo fare di più. Le squadre vengono al Boscherai chiudendosi dietro ed è un problema che dovremo superare affrontando le partite in modo diverso. Il mister sa cosa c’è da fare e lo sta attuando. Dobbiamo continuare così perché stiamo lavorando bene e il gruppo c’è. Bisogna aggiungere un po’ di cinismo perché se vogliamo fare un campionato di vertice, partite come quella di domenica in qualche modo bisogna portarle a casa. Lì dobbiamo essere più bravi noi, ognuno deve metterci qualcosa in più».

Ore 20.10 – (Gazzettino, edizione di Belluno) Le conseguenze della pioggia incessante sui campi di tutti i campionati si scopriranno meglio tra oggi e domani, confidando nel ritorno di qualche schiarita tra sabato e domenica. In serie D, sarà il Belluno a giocare in casa: al polisportivo è in programma una sfida d’alta classifica, perché i gialloblù, terzi, ospiteranno la Clodiense, quinta. In trasferta invece l’Union Ripa, settima a quota 13 (-7 dal Belluno), sul campo dell’Union Pro, tredicesima (8 punti). Parteli deve fare i conti con gli acciacchi di Sommavilla, fuoriquota prezioso, che ha problemi al ginocchio.

Ore 19.50 – (Corriere delle Alpi) Pranzo di pesce. Il Belluno ha fame. Sono tre settimane che è a digiuno: la sconfitta immeritata di Padova e i pareggi con Giorgione e soprattutto Dro. La Clodiense può avere una buona qualità, agli occhi del mister gialloblù Roberto Vecchiato: quella di giocarsela. Quello che non hanno fatto i sui colleghi Paganin e Manfioletti. Il Belluno è una squadra molto rispettata: «I fatti ci dicono di sì», sorride Vecchiato, «i rossostellati si sono messi a difendere con dieci o undici uomini dietro la linea del pallone e i trentini hanno anche avuto la fortuna di andare in vantaggio, dopo pochi minuti. Garantisco che non è per niente facile affrontare questo genere di squadre, anche perché non siamo certo il Real Madrid ». Le occasioni ci sono. Quello che preoccupa un po’ è che i gialloblù stanno mangiando dei gol impressionanti: D’Incà al Polisportivo e Posocco domenica scorsa. Quello che conforta è il fatto che le opportunità non mancano mai: «Le gare si possono vincere anche 1-0, perché no? Peccato non riuscire a essere concreti, come nelle prime sei giornate di campionato. Capita che il palloni salti male sul prato e non si riesca e mettere dentro un pallone, che in condizioni normali potrebbe farti vincere un incontro. Veniamo da due pari e sono davvero il primo a voler vincere il più possibile». «Bello a Belluno». La pressione di piazza, pubblico e stampa è quasi sempre positiva. Se uno non la sopporta, meglio andare a giocare o allenare altrove: «Sono d’accordo. Questo è uno dei motivi, per cui mi trovo qui. Sapevo che, giustamente, tutti vogliono il massimo dalla nostra squadra e lo ritengo uno stimolo in più. Se avessi paura, mi sarei accontentato di altro. Invece mi trovo molto bene qui: la società, la gente, gli appassionati…». Tutti tranne Radrezza. la squadra sarà completa e si aspetta sempre un rinforzo di grande qualità: «Tutto ci fa pensare che possa essere nel gruppo da metà dicembre in poi. Si sta allenando a parte, con grande impegno e sarà presto a disposizione. Lo aspettiamo con grande ansia, naturalmente».

Ore 19.20 – (Gazzettino, edizione di Treviso) Le due nobili del calcio Veneto dei dilettanti, Giorgione e Montebelluna, incrociano le due nobili, decadute dai professionisti, Biancoscudati Padova e Triestina. Accadrà domenica, nella 10. giornata della serie D, quando il Giorgione ospiterà la capolista padovana (partita che segnerà il record d’incasso e di spettatori con 1.200 biglietti chiesti da Padova), mentre i montebellunesi saranno al Rocco contro una Tiestina in ben altra posizione di classifica. E Umberto Trinca, che è stato sulle panchine di entrambe le trevigiane (portando in D il Montebelluna), attento conoscitore della D, analizza gli scontri e le due di Marca. Trinca due sfide avvincenti? «Sì perchè mettono a confronto due blasonate dei dilettanti con le due decadute. E meraviglia che Padova e Trieste siano in D, meritano altri palcoscenici per città, tradizione, storia. Saranno due gare nelle gare, soprattutto quella di Castelfranco con due forti tifoserie». Rischia di più il Giorgione? «Penso di sì. Il Padova è partito col piede giusto ed ha saputo calarsi nella categoria con giocatori fuori ordinanza e un allenatore che, dopo aver vinto a Pordenone superando il Marano, ora deve battere ancora l’Altovicentino col quale divide il comando. Sono legato al Giorgione e agli Antonello, ma il Padova ha una marcia in più ed è favorito». Invece a Trieste? «Il Montebelluna se la può giocare vista la posizione della Triestina (3 soli pareggi), ma dicembre con gli innesti disputerà ben altro campionato». Come ha visto il Giorgione? «La squadra avrebbe potuto essere un’incognita dopo la rivoluzione e i tanti giovani. I invece gira bene e la posizione è soddisfacente». E il Montebelluna? «L’ho visto bene. Punta sui giovani e ha conquistato punti importanti come domenica con l’Union Pro, dando segnali di maturità. I giovani sono maturati e sanno leggere la partita grazie al mister». Altovicentino e Padova fanno corsa a se? «Senza dubbio con la sorpresa della Sacilese, esperta e quadrata che si sta ritagliando una bella posizione. Poi grande equilibrio e tutte possono ambire alle alte posizioni, escluse le trentine».

Ore 18.50 – (Giornale di Vicenza) AlbinoLeffe-Real Vicenza sarà soprattutto la partita di Matteo Piccinni. È il grande ex a parlare alla vigilia dell´incontro. «Se dovessi segnare – ha dichiarato l´esperto difensore biancorosso – esulterò perchè non sono Ibrahimovic e trovo giusto così. Non dimentico i begli anni trascorsi a Bergamo». Per Piccinni sarà un impegno speciale ma non troppo. «Non lo vivrò con tranquillità ma nemmeno con ansia. Posso però dire che è la partita che aspetto dall´inizio del campionato. Voglio dimostrare il mio valore e un po´ di spirito di rivalsa ce l´ho. Lo scorso anno (Piccinni con la formazione bergamasca ha collezionato 15 presenze, 95 invece tra il 2009 e il 2012) sono stato un giocatore diverso in un ruolo diverso e il fatto che fosse l´ultimo anno di contratto è pesato non poco». Con il Real Piccinni sta disputando un grande campionato. «Il momento è molto positivo per noi, anche se veniamo da tre pareggi di fila, subiamo poco e in generale il bicchiere è pieno». L´AlbinoLeffe non ha la classifica del Real Vicenza, ma è squadra ricca di individualità e vive un momento positivo. «Avranno ritrovato autostima dopo gli ultimi risultati. Noi dovremo essere bravi con la nostra serenità e la nostra fisionomia di squadra a sfruttare i loro piccoli difetti. Se facciamo girare bene palla e creiamo spazi agli esterni possiamo fare molto male agli avversari. Loro hanno Momentè, esperto e smaliziato, e Pesenti, che non è da sottovalutare». Piccinni non teme il campo pesante. «Conosco il terreno di gioco ed è sempre perfetto anche se piove. Sarà una gara dura, perchè l´AlbinoLeffe ti fa giocare male, pressa bene e alto».

Ore 18.20 – (Gazzettino, edizione di Vicenza) Una maglia disponibile. L’assenza di Dario Toninelli per squalifica apre le porte a un cambio in difesa, visto che il terzino è sempre stato una colonna fissa della retroguardia del Bassano Virtus. Un ruolo in cui il Bassano non ha un cambio «naturale», il sostituto che è pronto per entrare in caso di problemi (o squalifiche) dell’ex Varese: Asta ha varie soluzioni, tutto dipenderà se vorrà giocarsi una carta offensiva, difensiva o a sorpresa. Per spingere la soluzione naturale è inserire Filippo Stevanin a sinistra e spostare Semenzato a destra: due esterni più che terzini, due laterali molto bravi sulla corsia: più crossatore il prodotto di Angarano, più abile nelle incursioni l’ex Cremonese. Al Mercante arriva un Mantova in crescita, che però potrebbe utilizzare un atteggiamento simile a quello della Torres, con linee strette davanti all’area: due terzini come la coppia Semenzato Stevanin potrebbero, oltre che cercare il passaggio per le punte, aprire il campo e la difesa avversaria. Asta può anche optare per una soluzione più conservativa, che permetta più libertà a Furlan, spostando Priola sulla fasce ed inserendo al fianco di Bizzotto uno tra Zanella e Ingegneri: in questo modo ci sarebbe meno spinta pura, ma più equilibrio, soprattutto per evitare le eventuali ripartenze del Mantova. Non è del tutto scartata la carta a sorpresa, il giovanissimo Bortot, che ben ha figurato nella sfida di Coppa sempre contro la squadra di Juric: cìè chi potrebbe considerare un rischio puntare su un classe 1997, Asta nella sua carriera però ha sempre dimostrato di non aver paura di lanciare nella mischia anche i più giovani. Nel frattempo, continua la crisi del Monza: i giocatori hanno deciso per la messa in mora della società, entro dicembre comincerà la diaspora verso altri lidi, con talenti pronti ad accasarsi in nuove società che possono pagare lo stipendio.

Ore 18.00 – (Giornale di Vicenza) Nicola Bizzotto quando è in palla potrebbe fare Bizzottik, gli manca solo il mantello del supereroe.Ti toglie dai guai. Se invece anche per un solo nanosecondo è disconnesso, come è capitato un attimo a Busto Arsizio, succede che Serafini gli soffi sfera sul fondo e allunghi a Candido l´assistenza per il gol. Ma siccome Bizzo ha sale in zucca non si nasconde. «Mi è dispiaciuto da morire aver lasciato strada a Serafini – ammette – tutti noi in difesa dobbiamo alzare i livello di concentrazione perchè anche se vantiamo il miglior attacco del girone, non possiamo sperare che ogni volta le nostre punte segnino 2 o 3 reti per vincere». Magari contribuendo anche sottoporta, visto che sinora salvo Semenzato, a segno con l´Alto Adige, nessuno di quelli in retrovia ha mai bollato. «Stiamo lavorando per crescere in ogni particolare, ad esempio sulle palle inattive. Anche con la Pro Patria abbiamo contato dieci corner e se non si riesce a sfondare con la manovra bisogna entrare nell´ottica di idee di sfruttare al meglio i piazzati». Alla soglia dei 24 anni, Bizzo sa cosa limare del suo modo di stare in campo. «Devo assolutamente evitare di essere troppo irruento, gestendo meglio grinta ed energia, pure se riconosco che è un dettaglio che piace ai tifosi. Ma più che altro è che magari la gente si è affezionata a me perchè vesto questi colori sin da bimbo», puntualizza il centrale di Rosà. La pecca semmai è che sinora tra i professionisti ha timbrato una sola volta a Livorno ad agosto svettando di testa in Tim Cup («Da ex pisano vincere e segnare a Livorno non ha prezzo»). Al Mercante segnò un gol da urlo in amichevole col Cittadella 2 anni fa. «Una rete nel mio stadio la sogno ad occhi aperti».

Ore 17.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Una squadra in emergenza ma che cerca nello spirito di squadra la forza necessaria per andare ad espugnare il campo di Arezzo. Questa sera il Venezia anticipa la dodicesima giornata di Lega Pro, con la trasferta toscana e mister Michele Serena fa leva su quello spirito di gruppo necessario ad ovviare alle difficoltà. L’emergenza a centrocampo è un capitolo che non si è ancora chiuso e che anzi, ad ogni giornata, si arricchisce di nuove pagine. Il reparto, già sotto organico per gli infortuni di Hottor, Espinal e Carcuro, stavolta perde Zaccagni per squalifica costringendo mister Serena ad inventarsi soluzioni inedite. «Ne abbiamo provate un paio in settimana — dice — di sicuro la situazione è di emergenza perché le assenze le abbiamo tutte in quella parte del campo. Conterà lo spirito di squadra. La voglia di reagire nella difficoltà farà la differenza». L’idea di mister Serena è comunque di non snaturare il modulo tattico, chiedendo piuttosto a qualche giocatore di sacrificarsi in un ruolo non suo. «Preferisco dare continuità alla squadra – spiega – quindi casomai qualche giocatore dovrà sacrificarsi a fare qualcosa che non è nel suo dna. E’ questo che intendo per spirito di squadra». Accanto ad Esposito e a Varano, che ormai viene considerato una mezzala pur essendo in origine un esterno offensivo, potrebbe dunque prendere posto in via eccezionale Bellazzini, con Greco da trequartista e davanti Magnaghi e Raimondi. Ma c’è anche la carta Alba da giocare, eventualmente: il giovane talento dell’Atalanta, finora non utilizzato, potrebbe avere la chance per dimostrare il suo valore. L’avversario è reduce dalla sconfitta con l’Alessandria, maturata nelle battute finali, ed è in cerca di riscatto. «E’ una squadra tignosa – avverte mister Serena – temperamentale, che tende a buttare la partita sulla bagarre. Ma è anche una squadra che ha qualità, con giocatori di categoria superiore, come Bonvissuto o Erpen», aggiunge il tecnico riferendosi in quest’ultimo caso all’ex del Venezia. E gli arancioneroverdi troveranno una città carica di entusiasmo. Il salto di categoria maturato dopo il ripescaggio del Vicenza in B ha galvanizzato l’ambiente e i risultati finora positivi (ha tre punti in più del Venezia) hanno alimentato ulteriormente gli entusiasmi toscani. «Di fronte a tutto questo dovremo, come si dice, tenere “duri i banchi”, dando continuità alle nostre prestazioni». Dopo il cambio in panchina, con il passaggio da Dal Canto a Serena il Venezia ha iniziato la propria risalita e i segnali positivi ci sono tutti, già dalla sfortunata prestazione in casa della Cremonese. E, per questo, l’obiettivo è di tornare a casa con i tre punti in tasca, risultato che manca da metà settembre. «I miei giocatori li ho visti bene fin da subito, c’è grande disponibilità da parte loro, c’è la voglia di cominciare un percorso. La partita con l’Arezzo – conclude mister Serena – rappresenta una tappa di questo cammino, ma non è l’ultima, né quella definitiva».

Ore 17.10 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Al rigore spedito in curva a Cremona ammette di averci ripensato più volte, anche se Beppe Greco ha già dimostrato di non essersi perso d’animo. Nel 2-1 sulla Giana per il 31enne palermitano, oltre ad un gol sfiorato su punizione, un prezioso assist di tacco che ha regalato a Raimondi la seconda rete di un Venezia che dopo esser ripartito cerca conferme stasera nell’anticipo di Arezzo (ore 19.30). «Quell’errore con la Cremonese è stato pesante perché il rigore poteva valere il 2-2. In carriera ne avevo sbagliato uno col Genoa e a Modena, purtroppo l’ho alzata troppo ed è sfumato almeno un pareggio che avrebbe fatto comodo. Però ci siamo rifatti con la Giana riuscendo ad accorciare in una classifica ancora corta». Per Greco in arancioneroverde subito un gol nel 3-0 col Renate, poi alcuni problemi fisici e per certi versi il suo campionato è iniziato con l’avvento di Michele Serena, subito pronto a schierarlo titolare per Magnaghi. «Nelle ultime gare con Dal Canto avevo ripreso ma non ero ancora al top, ora invece ho più condizione e sto crescendo. Giocate come l’assist di tacco a Raimondi vengono con la fiducia, in realtà stavo per mettere il pallone in mezzo, per fortuna Andrea me l’ha chiamato e l’ho smarcato. Sono quei colpi che fanno bene al morale perché danno sicurezza». La trasferta di stasera nella tana degli amaranto nasconde comunque delle insidie. «Sicuramente, però per noi che siamo reduci da una vittoria va benissimo rigiocare subito. Dell’Arezzo conosco le punte Bonvissuto, Morga e soprattutto i colpi di cui è capace in ogni momento l’ex veneziano Erpen, con il quale lo scorso anno siamo saliti in B vincendo i playoff a Vercelli. Non bisognerà sbagliare nulla, veniamo da tre punti fortemente voluti e dobbiamo continuare con la stessa decisione». Nel 2002/03 l’allora 19enne Beppe Greco conobbe a Como il suo attuale mister Serena. «Io mi affacciavo in prima squadra e in serie A, Michele voleva continuare a giocare ma i guai fisici non glielo consentirono. Di certo la determinazione non gli è mai mancata, sta a noi seguirlo e risalire in classifica».

Ore 16.50 – (La Nuova Venezia) Il Venezia a caccia del bis. Primo anticipo stagionale al venerdì sera per gli arancioneroverdi, che puntano a proseguire sulla strada intrapresa con l’arrivo di Michele Serena. Arezzo tappa fondamentale, campo insidioso, meteo non ottimale, avversario scorbutico e arrabbiato dopo la sconfitta di Alessandria, ma che vive ancora sulle ali dell’entusiasmo per il ripescaggio avvenuto in extremis. Toscani imbattuti in casa, ma poco prolifici in zona gol e in flessione nell’ultimo mese dopo una partenza lanciata. Serena. Trasferta ricca di insidie, Michele Serena lo sa, e non solo per le defezioni a centrocampo (Hottor, Espinal, Carcuro e Zaccagni out) che costringeranno il tecnico mestrino ad autentici giochi di assemblaggio. La candidatura più affidabile ad affiancare Esposito e Varano è quella di Bellazzini, già provato da Dal Canto con il Monza, magari con Greco alle spalle di Magnaghi e Raimondi. Serena si è cautelato convocando anche Scanferlato dalla Berretti. «Abbiamo provato qualche soluzione, in effetti siamo tanto corti a centrocampo», ha spiegato il tecnico arancioneroverde, «ma l’obiettivo è di non stravolgere troppo la squadra. L’Arezzo? Ci sono giocatori importanti, di personalità. È una squadra molto aggressiva, difficile da affrontare. Noi vogliamo dare continuità alla vittoria sulla Giana sia come atteggiamento sia come risultato. Siamo consapevoli che sarà una partita complicata, anche a livello ambientale. La classifica è corta? In questo momento è inutile guardarla». Un altro elemento su cui Serena si sofferma sono i troppi giocatori diffidati. «È stato uno del punti che mi hanno colpito appena arrivato al Venezia. Troppi cartellini gialli sommati nelle prime giornate di campionato, bisogna stare più attenti, evitare ammonizioni gratuite». Amaranto. L’Arezzo era partito con il vento in poppa dopo il ripescaggio avvenuto il 4 settembre con una squadra rifatta dalle fondamenta: sei risultati utili consecutivi con 12 punti conquistati, poi la frenata con appena quattro punti messi da parte nelle ultime cinque gare. L’Arezzo, imbattuto in casa (3 vittorie e 2 pareggi) con un solo gol incassato, ha faticato soprattutto in zona gol: nelle ultime sei gare ha segnato due reti, una su rigore (Erpen) a Bassano, l’altra con la complicità di Capogrosso difensore del Pordenone. L’ultimo gol su azione dei toscani risale addirittura al 28 settembre nel blitz a Mantova firmato da Andrea Pisani.

Ore 16.20 – (Gazzettino, edizione di Vicenza) Dopo la Curva sud, che lo ha fatto con il duro comunicato diffuso lunedì sera, e la Nobile Provinciale, tocca al presidente del Centro Coordinamento clubs biancorossi Maurizio Salomoni esprimere il giudizio del tifo organizzato sull’esonero di Lopez e la contestazione che ne è seguita. «La decisione di cambiare allenatore è stata presa nel momento meno adatto e senza una logica, perché non si potevano attribuire delle responsabilità particolari a Lopez, che ha pagato forse per delle colpe non sue, essendo partito tardi con giocatori messi a disposizione all’ultimo momento. È stato in ogni caso l’ennesimo frutto di una mancata pianificazione gestionale». A giudicare dalla dura contestazione e dal comunicato della curva sud, pare proprio si sia creata una frattura ormai insanabile tra i tifosi e la società… «Lopez aveva contribuito a garantire quel minimo di stabilità nel rapporto con la tifoseria, che aveva trovato nella figura del tecnico un importante riferimento venuto adesso a mancare». Qual è la posizione ufficiale del Centro Coordinamento? «Domani terremo una riunione con tutti i presidenti dei club prima della partita e lì decideremo eventuali iniziative da approntare, sempre in coerenza con la linea già stabilita nei precedenti nostri comunicati, critica nei confronti della società ma di totale appoggio e amore verso i colori biancorossi, già dalla delicata sfida di domani contro la Pro Vercelli». Cosa risponde all’appello del presidente della Nobile Provinciale, Beppe Lely, di fare fronte comune, istituendo un «tavolo dei tifosi»? «È un punto che trova d’accordo il sottoscritto. I tifosi da soli però non bastano: già a gennaio avevamo chiesto un impegno preciso anche a tutte le istituzioni pubbliche ed alle forze imprenditoriali, lo stesso che si legge in un punto del comunicato della curva, perché il Vicenza è un bene di tutti. Non a caso avevamo organizzato un incontro coinvolgendo non solo i tifosi del pubblico, ma anche la curva».

Ore 16.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) A causa delle precipitazioni che hanno reso quasi impraticabili i terreni di gioco del centro tecnico di Isola Vicentina, mister Marino ieri ha guidato la seduta pomeridiana sul campo sintetico. Il Vicenza ha proseguito così la preparazione in vista della sfida di sabato al Menti contro la Pro Vercelli, gara in cui i biancorossi devono tornare alla vittoria. Marino ha continuato a provare l’undici che scenderà in campo dal primo minuto, schierando il 4-3-3 e lasciando intravedere di avere ancora dei dubbi soprattutto in retroguardia, dove Gentili e Figliomeni sono difficilmente recuperabili a causa di fastidi muscolari. Tra i pali preoccupa un po’ la situazione di Nicolas Bremec, che anche ieri non si è allenato a causa di un attacco febbrile che non dovrebbe comunque impedirgli di scendere in campo ma da valutare resta la composizione della linea a quattro, dove i soli Laverone e Camisa sembrano sicuri di una maglia. I dubbi riguardano il secondo centrale — con El Hasni favorito su Brighenti e il giovane Edge — e il terzino sinistro, ruolo dove D’Elia pare in vantaggio su Garcia Tena. In mediana sicuro Di Gennaro, nel ruolo di interno Sciacca è leggermente in vantaggio su Cinelli, con Moretti favorito su Sbrissa dall’altra parte. In attacco Cocco si è allenato con i compagni, dando la possibilità al tecnico del Vicenza di impostare quello che sarà il tridente titolare, con Giacomelli a sinistra, Lores Varela a destra e Cocco centrale. In panchina l’unica alternativa per Marino sarà l’austriaco Spiridonovic, considerato che il tecnico di Marsala non potrà disporre nemmeno del giovane Bartulovic che è stato convocato dalla nazionale slovena under 19, e che oggi partirà per l’Ungheria dove si svolgerà il torneo valido per la qualificazione europea.

Ore 15.40 – (Giornale di Vicenza) Dopo tre sconfitte di fila, servono tre punti per rialzare la testa e dare ossigeno alla classifica. Il significato di Vicenza-Pro Vercelli, che si disputerà domani al Menti alle 15, è tutto qui. Ne è consapevole Mario Sampirisi, pronto assieme ai suoi compagni ad affrontare questa sfida con la giusta mentalità: «Sappiamo bene che sarà una partita molto importante e non possiamo sbagliarla – conferma l´esterno arrivato dal Genoa -. Giocheremo davanti ai nostri tifosi e dovremo tirare fuori l´orgoglio». Vi sentite in parte responsabili per il cambio di tecnico deciso dalla società? «Il nostro impegno non è mai mancato, ma se avessimo raccolto risultati migliori non si sarebbe arrivati a questa scelta. Come consuetudine cambiano gli allenatori, perché non si possono cambiare tutti i giocatori, ma noi adesso dobbiamo dimostrare che insieme possiamo tirarci fuori al più presto da questa situazione difficile». Marino vi schiererà per la prima volta con il 4-3-3. Basterà una settimana di allenamenti? «Dovrà bastare. Praticamente tutti comunque conoscevamo già anche questo modulo, quindi non ci dovrebbero essere particolari problemi di adattamento. Magari qualche automatismo non sarà ancora perfetto, ma non sarà quello a fare la differenza: dovremo metterci più cattiveria agonistica e determinazione degli avversari, correre continuamente facendo sentire la nostra pressione in ogni zona del campo, perché con questo atteggiamento ogni modulo può portare alla vittoria». Marino era già stato suo allenatore al Genoa. Come lo descriverebbe? «È un tecnico preparato ed esperto, ma questo lo sanno tutti. Io gli sono riconoscente perché da giovanissimo mi fece debuttare in serie A. Credo sia bravo nel mettere a suo agio lo spogliatoio: si è posto in modo molto propositivo e sereno, richiamandoci subito al massimo impegno ma condividendo con noi anche qualche battuta per evitare una tensione eccessiva». Le gerarchie si sono azzerate: lei sembra in lizza con Laverone per una maglia da titolare come terzino destro. «È giusto che tutti noi tentiamo di guadagnarci il posto: più il tecnico sarà in dubbio nelle scelte, più vorrà dire che noi ci stiamo allenando nel modo giusto e il Vicenza ne potrà solo che beneficiare».

Ore 15.10 – (Gazzettino) Il momento più “buio” l’ha vissuto al minuto 39 del secondo tempo della partita Cittadella-Lanciano, quando un suo errore regalò i tre punti alla squadra abruzzese. Era il 4 ottobre scorso, un mese fa. Da allora Alex Valentini è nuovamente entrato nella cronaca delle gare dei granata, ma l’ha fatto da protagonista, specie nell’ultima partita giocata a Terni dove qualche suo intervento è risultato decisivo. «Gli errori nel calcio ci stanno, sono cose che capitano. L’importante è guardare sempre avanti, e lavorare giorno dopo giorno per migliorare e non sbagliare ancora», racconta il portiere, che non ha mai perso la serenità neanche dopo qualche critica che gli è piovuta addosso. Del resto la fiducia dei compagni, della società e dell’allenatore non sono mai mancate: «Le critiche quando sbagli ci possono stare. A Cittadella abbiamo un buon gruppo, unito, che si aiuta sempre nei momenti di difficoltà. È la nostra forza, quella che ci sprona a dare qualcosa in più». Le ultime tre partite hanno evidenziato progressi sotto questo punto, la squadra ha ritrovato grinta e determinazione che si erano un pò smarriti per strada: «È vero che s’è rivista una certa compattezza in campo, che ci ha aiutato a centrare pareggi importanti e a dare continuità ai risultati. Anche prima, però, siamo stati penalizzati oltre i nostri demeriti: sono gli episodi che condizionano tante gare, come pure i giudizi finali. Con l’Entella abbiamo perso con un tiro in porta, la Pro Vercelli ci ha fatto gol all’ultimo minuto, in entrambi i casi il pareggio era il risultato più giusto», prosegue Valentini, che confida: «A Terni in emergenza abbiamo stretto i denti e portato a casa un punto prezioso, che ci deve fare credere di più in noi stessi. Siamo un buon gruppo che merita la categoria in cui si trova, dobbiamo dimostrarlo con i fatti, con la vittoria». Domani servirebbe come il pane… «Già, è una partita come le altre per la posta in palio, ma il “peso” specifico è diverso, per la classifica e perché si tratta di uno scontro diretto». Dall’altra parte mancherà l’ex Di Gennaro, il suo predecessore, che ti teneva tanto a giocare questa partita: «Mi spiace non trovarmelo di fronte, gli infortuni però fanno parte del mestiere. Non lo conosco di persona ma in ritiro, nell’amichevole che abbiamo disputato ci ho scambiato due parole: è un ragazzo di valore, saprà emergere di sicuro». È a Cittadella da quattro mesi, ormai conosce pregi e difetti dei suoi compagni di reparto… «Con il tempo, giocando assieme migliori l’intesa, sai dove puoi darti una mano a vicenda». Cittadella-Latina sarà diretta da Sacchi di Macerata.

Ore 14.50 – (Mattino di Padova) Il capitano è pronto a rimettersi i galloni. Ultimamente Michele Pellizzer ha visto più spesso la tribuna che il campo, per via delle tre giornate di squalifica rimediate dopo la partita con la Pro Vercelli e di quella che gli è stata comminata per l’espulsione con il Livorno. Da qui riparte, pronto a riprendersi il posto accanto a Scaglia per la sfida con il Latina di domani pomeriggio al Tombolato. «Degli arbitri è meglio che non parli», sbotta il difensore centrale granata. «Dico solo che secondo me quest’ultima espulsione non ci stava proprio. Il “giallo” per il primo fallo su Vantaggiato, che si stava involando verso la porta, c’era tutto, ma il secondo mi è stato affibiato per un normale contrasto di gioco: l’attaccante ha urlato come se lo avessi colpito con violenza e il direttore di gara gli ha dato retta, estraendo il secondo cartellino». Non è un gran periodo per il 25enne di Asolo che, tra assenze e prestazioni sotto ai suoi abituali livelli, non ha dato il contributo di esperienza che soltanto lui può offrire alla retroguardia di Foscarini, che ne ha risentito. «Sono episodi che ci stanno. A livello di squadra, con l’Entella c’è stato il punto più basso della stagione, ma poi ci siamo ripresi, e credo che nessuno possa negare i nostri progressi. Ci serve solo un po’ di fortuna in più», puntualizza. L’avversario alle porte, ultimo in classifica, senza vittorie dall’1-0 al Crotone della prima giornata, contestato dai tifosi e da questa settimana pure in silenzio-stampa, è più insidioso di quanto non dicano i risultati. «Speriamo di non ritrovarci a fare beneficenza agli ultimi, come troppe volte è capitato. È una situazione particolare, quella del Latina: ha speso molto, allestendo una rosa costruita chiaramente per puntare al salto di categoria. Strano ritrovarlo ora in quella posizione: di sicuro verrà qui per dare una svolta al suo campionato». Ma una svolta deve darla pure il Citta, che manca l’appuntamento con i tre punti dal 3-2 rifilato al Pescara lo scorso 20 settembre. Ieri pomeriggio gli uomini di Foscarini si sono allenati al Tombolato, sotto la pioggia: serve trovare familiarità con il campo pesante che ci sarà anche domani. A parte hanno lavorato i “soliti” Paolucci, Schenetti e Donazzan, mentre a bordocampo, a guardare i compagni, c’era Filippo Lora, che attende ancora di sapere se l’operazione al ginocchio è scongiurabile: lo staff medico sta valutando la reazione all’infortunio al crociato. Con il rientro di Busellato e Gerardi dal loro turno di stop, i principali dubbi sulla formazione da opporre ai pontini sono legati all’attacco. Il tecnico granata potrebbe riproporre i tre tenori Sgrigna, Gerardi e Coralli, ma potrebbe anche concedere un turno di riposo a quest’ultimo, che non ha quasi mai avuto modo di rifiatare, dando fiducia a Mancuso nell’undici iniziale.

Ore 14.20 – (Giornale di Vicenza) Carpi a sorpresa da solo in testa alla classifica, Bologna costretto ad inseguire dopo la sconfitta di Livorno, che ha consentito ai toscani di agganciare i rivali al terzo posto. Partirà da queste premesse la 13a giornata, che avrà come “piatto forte” proprio il superderby emiliano Bologna-Carpi in programma domani alle 15. L´antipasto, servito stasera alle 20.30, sarà invece l´incontro tra Spezia e Crotone: le ambizioni d´alta classifica dei liguri si misureranno con il bisogno di punti-salvezza dei calabresi, rinfrancati dal fondamentale successo per 2-1 ai danni del Perugia. Una sconfitta che ha ufficialmente aperto la crisi degli umbri, a secco di vittorie nelle ultime sei giornate (tre ko e tre pareggi). I grifoni domani proveranno a rialzarsi ospitando un Entella che ha compiuto il percorso inverso, e dopo un avvio molto difficile è in netta risalita. Se nelle zone alte della classifica spiccano il confronto diretto tra Frosinone e Trapani (seconda e terza forza del campionato) e il duello in zona playoff Lanciano-Livorno, nella metà inferiore si contenderanno punti particolarmente pesanti le squadre impegnate in Catania-Varese (per i lombardi in arrivo altri 3 punti di penalizzazione per inadempienze finanziarie), Brescia-Pescara e soprattutto Cittadella-Latina. Molti sono infatti gli allenatori in bilico, ai quali una nuova sconfitta potrebbe risultare fatale: da Baroni a Pescara a Breda a Latina, che si era già dimesso dopo il tonfo nel derby interno con il Frosinone (1-4) ma si è visto rinnovare la fiducia “a tempo” dalla società nerazzurra. Tutt´altro che solide anche le panchine di Mangia a Bari e Tesser a Terni: pure loro si giocheranno moltissimo nel posticipo in programma lunedì sera al San Nicola. Chi non rischia, ma chiede comunque un deciso cambio di passo alla sua squadra, è invece Walter Novellino. Il suo Modena finora ha accusato qualche passaggio a vuoto di troppo per riconfermarsi in zona playoff. Un significativo esame di maturità per gli emiliani sarà quello di domani pomeriggio, quando al Braglia arriverà l´ottimo Avellino, che continua a veleggiare ad alta quota.

Ore 13.50 – (Mattino di Padova) C’è chi guarderà la partita con un piatto di carbonara e un bicchiere di Rabosello. Abano-Este, infatti, andrà in onda domani (in anticipo) all’ora di pranzo (le 13) in tv su Rai Sport 1, ma i due presidenti, Gildo Rizzato e Renzo Lucchiari, allo stadio delle Terme ci saranno di sicuro. Si sfideranno due realtà storiche del calcio padovano, che negli anni si sono perse di vista per la differenza di categoria, ma che finalmente si affronteranno da protagoniste in serie D. «Peccato per l’ora», commenta Rizzato. «Probabilmente non ci sarà il pubblico del primo pomeriggio, ma siamo contenti della visibilità che potranno avere la città di Abano e i nostri colori, perché noi, ci tengo a dirlo, siamo la prima e unica squadra della città». Il patron neroverde non fa pronostici: «Siamo un po’ in difficoltà a causa degli infortuni, ma cercheremo in tutti i modi di giocare una buona partita. Mi fido dei ragazzi, e della carica che riesce a infondere mister De Mozzi». Anche il presidente dell’Este, Renzo Lucchiari, sente molto il derby: «Ricordo un Abano-Este di 12 anni fa per il passaggio dalla Promozione all’Eccellenza. Finì 3-2 per noi, proprio a Monteortone. Finalmente torneremo a sfidare l’Abano, squadra ben organizzata, che ci darà del filo da torcere». L’Este, però, si gioca la vetta: «Contro Correggese, Delta, Fiorenzuola e Rimini, che sono le squadre più forti, non abbiamo mai perso», rileva Lucchiari. «Questo significa che, quando ci mettiamo l’intensità, possiamo dare spettacolo. Anche stavolta serviranno carattere e forza d’animo. Sarà una bella sfida per tutti, e spero che da Este arrivi tanta gente».

Ore 13.20 – Notizie da Palazzo Moroni: sono usciti da pochi minuti dall’ufficio del sindaco Massimo Bitonci l’amministratore delegato biancoscudato Roberto Bonetto ed il figlio Edoardo, vicepresidente. Tra gli argomenti dell’incontro anche la tribuna modulare ipotizzata dal primo cittadino di Padova in caso di promozione in Lega Pro.

Ore 13.00 – L’arbitro di Giorgione-Padova sarà il signor Giacomo Camplone di Pescara, coadiuvato dagli assistenti di linea Piccirilli ed Avellani.

Ore 12.30 – Qui Guizza: termina l’allenamento.

Ore 12.20 – Qui Guizza: ultimi schemi per i Biancoscudati.

Ore 12.00 – Qui Guizza: altri schemi su palla inattiva.

Ore 11.40 – Qui Guizza: provati schemi anti-Giorgione.

Ore 11.20 – Qui Guizza: provati schemi su palla inattiva.

Ore 11.00 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo per l’allenamento, colloquio tra mister Parlato ed i giocatori.

Ore 10.30 – (Gazzettino) Nella ripresa cambio di modulo (4-2-3-1) e interpreti nuovi, a parte Sentinelli che è uscito a metà frazione. Con lui in difesa Busetto, Niccolini e Bragagnolo, davanti alla difesa Bedin e Formigoni, e il trio Ilari, Petrilli e Aperi in appoggio all’unica punta Tiboni. Poi sono entrati anche Mattin e Bruzzi. In palla soprattutto Petrilli e Aperi che hanno arrotondato il punteggio, a secco invece Tiboni. Così Carmine Parlato. «Abbiamo fatto in modo di dare il giusto minutaggio. Ci sono state delle buone indicazioni sia nel primo e sia nel secondo tempo in vista della partita con il Giorgione che è molto importante per il nostro cammino. Ai ragazzi ho chiesto di stare tutti in campana e di non dare per scontato che chi è stato impiegato nel primo tempo sarà titolare domenica. È arrivato il momento di darsi da fare ancora di più perché siamo in un momento delicato del campionato e la continuità in termini di prestazione e di risultati è fondamentale». Un flash su Ferretti. «Per la sua struttura fisica più gioca e più trova la condizione, e la partita è l’allenamento migliore per crescere».

Ore 10.20 – (Gazzettino) Rispetto all’undici schierato con la Triestina, nella linea difensiva è tornato a destra Dionisi, mentre Sentinelli ha preso il posto di Niccolini (squalificato) e a completare il reparto Thomassen e Degrassi. A centrocampo il pacchetto Segato, Nichele e Mazzocco si è alternato nel ricoprire i ruoli di regista basso e di interno, mentre Cunico ha giostrato alle spalle del tandem formato da Ferretti e Pittarello, con Tiboni e Ilari inizialmente in panchina. Nell’ultima parte della frazione Mazzocco e Cunico hanno agito sulle fasce praticamente in linea con i due attaccanti. Mettendoci la giusta applicazione, e comunque senza strafare, la squadra è andata ripetutamente a segno con grande facilità. Da sottolineare il primo sigillo del «Rulo» che è rientrato sul destro e con un pallonetto liftato ha scavalcato il portiere strappando anche un applauso ai propri compagni in panchina. Gol a parte, Ferretti ha inviato segnali di ulteriore crescita sul piano della condizione e con il Giorgione sono elevate le possibilità di rivederlo tra i titolari.

Ore 10.10 – (Gazzettino) Il ritorno di Ferretti dal primo minuto e alcune indicazioni utili in vista della trasferta con il Giorgione. Finisce con una scorpacciata di gol (15-0) l’amichevole sul campo della Santangiolese, squadra di Seconda categoria, occasione nella quale i biancoscudati hanno dimostrato di essere già con la testa al prossimo impegno di campionato. A fare la parte del leone sono stati Petrilli (poker), Ferretti (tripletta), Pittarello, Cunico e Aperi (doppietta), e a segno sono andati anche Sentinelli e Bruzzi. Assente Cicioni (permesso accordato dalla società), Petkovic è rimasto a riposo lasciando spazio a Vanzato. Simpatica l’iniziativa nel dopo gara, con le squadre che si sono ritrovate all’enoteca «Pane e salame» in centro al paese per un aperitivo accompagnato da porchetta e affettati vari. Un «terzo tempo» al quale ha partecipato anche il presidente Giuseppe Bergamin. Passando al test, nel primo tempo si è vista con il 4-3-1-2 la squadra più vicina a quella titolare.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Se domenica Parlato decidesse di schierare lui, invece di Tiboni, al fianco dell’argentino, potrebbe far scendere in campo anche Dionisi (ieri nella naturale posizione di terzino destro ) e Nichele (recuperato), viceversa uno dei due si accomoderebbe in panchina. Tra oggi e domani le scelte. Gli esperimenti proseguiranno anche stamattina alla Guizza e domattina nella rifinitura all’Appiani, dopodichè arriverà il tempo di scegliere. «Un’amichevole che ci è servita per mettere minuti nelle gambe, e che mi ha dato buone indicazioni», ha commentato Parlato. «Nel primo tempo ho schierato Pittarello e Ferretti insieme, è una soluzione possibile ma solo provandola sul campo mi posso rendere conto se funziona bene. Ma è tra domani (oggi, ndr) e sabato che deciderò come muovermi, tenendo presente che anche le condizioni del terreno di gioco possono influenzarmi: chi è meno possente fa più fatica, e le valutazioni possono cambiare. Quella con il Giorgione è una gara importantissima per il nostro cammino: è giunto il momento di darsi da fare ancora di più, inizia la seconda fase del girone d’andata e continuità di prestazione e di punti potrebbero indirizzare il prosieguo della stagione».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Mattatori di giornata sono stati Nicola Petrilli (quattro reti) e il “Rulo” Ferretti: tris per l’argentino, pronto a riprendersi il posto da titolare domenica contro il Giorgione e autore, al 15’ del primo tempo, di un gol (il primo dei suoi tre) da spellarsi le mani: ingresso in area di sinistro, difensore messo a sedere e pallonetto sul portiere con la sfera che si è infilata all’incrocio. Doppiette per Cunico – autore anche di un gol da 35 metri a scavalcare il portiere di casa, Tamiazzo – Aperi e Pittarello, a bersaglio pure Sentinelli (che ha colpito anche due traverse) e Bruzzi. Le novità. È stato un buon test, soprattutto perché andato in scena su un campo allentato dalla pioggia come potrebbe accadere anche domenica a Castelfranco, e perché ha permesso di provare diverse situazioni su calcio d’angolo (ben 15 quelli battuti dai biancoscudati). È stata, però, la disposizione tattica dei 45’ iniziali a fornire le maggiori indicazioni: Parlato ha infatti testato la coppia Ferretti-Pittarello, con Cunico trequartista. L’ultima delle variazioni sul tema del probabile undici di partenza, ma una buona alternativa soprattutto per lo status di “under” del giovane attaccante.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) La seconda uscita in provincia dei Biancoscudati è una goleada che dirà poco, in vista della prossima sfida di campionato a Castelfranco, ma che comunque qualche indicazione è in grado di fornirla. Dopo aver “tastato” l’Arcella una settimana fa, battendola 5-1, la squadra di Parlato sommerge di gol la Santangiolese, pari categoria (Seconda) dei padovani: finisce 15-0, e peccato che Giove Pluvio abbia rovinato la festa. A Sant’Angelo di Piove di Sacco pochi intimi, infatti, si sono avventurati a seguire la partita dagli spalti sotto l’acqua: solo una settantina tra curiosi e aficionados, ma nel complesso il pomeriggio è stato di quelli da ricordare per i giocatori biancazzurri, che dopo la partita si sono ritrovati insieme a quelli biancoscudati per un aperitivo a pane a salame nell’enoteca omonima, nella piazza del paese. Ferretti e Petrilli sugli scudi. Otto gol nel primo tempo e sette nel secondo. Non ci sono andati giù leggeri i giocatori di Parlato, che nonostante le due formazioni diverse schierate nelle due frazioni sono riusciti ad andare in porta con una discreta scioltezza. Ma era più il modulo a destare curiosità: il tecnico nel primo tempo ha schierato un “4-3-1-2”, poi riadattato, con Cunico e Mazzocco molto larghi, quasi a formare un “4-2-4”, per arrivare poi al “4-2-3-1” nella ripresa.

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) Queste le due formazioni schierate da Parlato. Nel primo tempo 4-3-1-2 con Vanzato fra i pali, Dionisi, Thomassen, Sentinelli e Degrassi in difesa, Segato, Nichele e Mazzocco a centrocampo, Cunico dietro a Ferretti e Pittarello. Nella ripresa sono stati schierati, disposti con il 4-2-3-1 Vanzato in porta, Busetto, Sentinelli, Niccolini e Bragagnolo in difesa, Formigoni e Bedin a centrocampo; Ilari, Petrilli e Aperi dietro a Tiboni unica punta. Sono arrivati altri otto gol: poker di Petrilli, tripletta di Aperi e gol di Bruzzi. Ancora in difficoltà e a secco invece Tiboni che, dopo un buon inizio e il gol segnato all’esordio, sta palesando qualche difficoltà di adattamento agli schemi di Parlato. Nel frattempo si prepara un nuovo esodo per Castelfranco di tifosi biancoscudati. Le ultime proiezioni danno come possibili almeno almeno mille presenze di sostenitori provenienti dalla città del Santo.

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) Nel primo tempo, terminato 8-0 per i biancoscudati, sono andati a segno proprio i componenti del tridente offensivo del Padova, oltre a Sentinelli. Cunico, Ferretti e Pittarello hanno mostrato una buona intesa e anche una condizione fisica rassicurante su un campo tutt’altro che agevole vista la tanta pioggia caduta. Non si è visto Salam Denè, infortunatosi pochi giorni dopo l’inizio della preparazione estiva e rientrato al lavoro con i compagni negli ultimi giorni. «Bisognerà avere ancora un po’ di pazienza — ha spiegato a proposito dell’esterno biancoscudato Carmine Parlato — ci vorranno alcuni giorni per permettergli di tornare ai livelli di condizione dei suoi compagni di squadra. Penso ci possa dare una mano anche lui, è un esterno offensivo molto forte fisicamente e molto veloce, sa puntare l’uomo e diciamo che ha la tendenza a provare l’azione personale. Questa caratteristica sicuramente ci può servire, ma non dev’essere portata all’eccesso e lui lo sa. Aspettiamolo con fiducia».

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) L’amichevole sotto la pioggia di ieri pomeriggio, a Sant’Angelo di Piove di Sacco, ha portato con sé indicazioni confortanti per Carmine Parlato in vista della trasferta di domenica a Castelfranco, in casa del Giorgione. Il Padova, nonostante qualche difficoltà più che comprensibile dopo otto vittorie e un pareggio conquistati nelle prime nove giornate, sembra esere in grado di proseguire la marcia che l’ha portato a condurre la classifica assieme all’Alto Vicentino. Appunti sparsi: nella formazione schierata nel corso del primo tempo Gustavo Ferretti, come previsto, è stato schierato fra i presunti titolari. Il centravanti argentino, alla prima settimana di lavoro duro e intenso con i compagni dopo lo spezzone di partita giocato contro la Triestina, ha mostrato sensibili progressi ed è pronto a tornare al centro dell’attacco nel derby contro il Giorgione. La novità è che al suo fianco è stato schierato il giovane Pittarello, che nelle ultime due settimane ha fatto registrare notevoli miglioramenti rispetto all’inizio di campionato.

Ore 08.38 – Serie D girone C, il prossimo turno (domenica 9 novembre, ore 14.30): ArziChiampo-Dro, Belluno-Clodiense, Fontanafredda-Sacilese, Giorgione-Padova, Mezzocorona-Legnago, Mori Santo Stefano-Kras Repen, Tamai-AltoVicentino, Triestina-Montebelluna, Union Pro-Union Ripa La Fenadora

Ore 08.36 – Serie D girone C, la classifica: AltoVicentino e Padova 25, Belluno 20, Sacilese 18, Clodiense 16, Tamai 15, Fontanafredda, Montebelluna e Union Ripa La Fenadora 13, Union Pro 11, Giorgione 10, ArziChiampo 9, Kras Repen e Dro 7, Mori Santo Stefano e Triestina 3, Mezzocorona 0.

Ore 08.34 – Serie D girone C, i risultati della nona giornata: AltoVicentino-Mori Santo Stefano 4-1, Clodiense-Giorgione 1-0, Dro-Belluno 1-1, Kras Repen-Fontanafredda 1-4, Legnago-ArziChiampo 2-1 (giocata ieri), Montebelluna-Union Pro 2-0, Padova-Triestina 1-1, Sacilese-Mezzocorona 4-2, Union Ripa La Fenadora-Tamai 0-0

Ore 08.32 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.30 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Macron Store, Maglietteveloci.it, Studio Pignatelli Netstore, InterBrau Birra Antoniana, Zero Emissioni, Ecosystem, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 6 novembre: i Biancoscudati si impongono 15-0 contro la Sanatangiolese, in grande spolvero Petrilli e Ferretti.

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