Live 24! Padova, ufficiale l’arrivo di Zubin: primo allenamento all’Appiani, assente Ferretti

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Ore 22.40 – (Trentino) Aspettando Bez. Il Mori Santo Stefano punta con decisione sul centravanti bellunese Ivo Bez per rinforzare l’attacco. Classe 1980, il possente attaccante veneto ieri si è incontrato con il direttore sportivo tricolore Pietro Addeo: al momento le due parti sono distanti, ma non troppo e dunque i margini per chiudere positivamente la trattativa nel giro di un paio di giorni ci sono tutti. In poche parole Bez dovrà abbassare le proprie pretese e il Mori fare un ulteriore sforzo per avvicinarsi il più possibile alle richieste del giocatore. Nella prima parte dell’attuale stagione il “puntero” di Longarone ha vestito la maglia della Triestina, realizzando 4 reti (2 su calcio di rigore) con la compagine alabardata. I “tagli” imposti dalla dirigenza, e le difficoltà economiche della società friulana, hanno fatto sì che Bez si liberasse dal vincolo con la Triestina e il Mori non ha perso tempo. Il 34enne veneto è l’obiettivo numero uno per l’attacco lagarino per aggiungere muscoli, esperienza e senso del gol ad un reparto che ha un disperato bisogno di un punto di riferimento di categoria. Nato nel 1980, Bez in carriera ha vestito le maglie di Belluno, Montebelluna, Jesolo, Trento (arrivò nel capoluogo a novembre 2008 quando sulla panchina gialloblù c’era Renzo Merlino: giocò 21 partite e segnò 5 reti, venendo impiegato anche come difensore centrale, incredibile ma vero), prima di trasferirsi per diverse stagioni nel Lazio dove, tra le altre, negli anni ha giocato con Fidene, Fondi e Albalonga. In estate è approdato alla Triestina. Complessivamente, ha totalizzato oltre 160 presenze e 46 reti in serie D. Abilissimo nel gioco aereo, visto il fisico da corazziere, Bez è elemento prezioso nel lavoro di sponda e dotato di un buon tiro. Dopo l’ingaggio del difensore centrale altoatesino Julian Pruenster (cresciuto nell’Alto Adige e lo scorso anno alla Fersina), arrivato il prestito dal Belluno e a disposizione già dalla sfida di domenica prossima contro l’Union Pro, il Mori vuole rinforzare anche l’attacco e, probabilmente, non sarà finita qui perché le partenze certe di Pezzato, Ferraro, quella quasi sicura di Crestani e l’infortunio di Eisenstecken costringeranno la società lagarina ad intervenire ulteriormente sul mercato con un paio d’innesti nel comparto under.

Ore 22.20 – (Tribuna di Treviso) L’Union Pro si sta rialzando e il mercato appena iniziato serve a trovare le pedine giuste e vivere con più spensieratezza i prossimi mesi. Chi fremeva per la finestra di dicembre, apertasi ieri, era soprattutto l’Union Pro, la cui lunga crisi aveva evidenziato le criticità di centrocampo e attacco. Non a caso, i moglianesi si erano mossi per tempo, cautelandosi con l’innesto di Alessandro Cattelan, che in questi giorni verrà tesserato e potrà essere utilizzato già nella prossima partita. Ma non è l’unico rinforzo individuato dal club del Terraglio, che vorrebbe portare a casa un centrocampista e un’altra punta. Nel primo caso, c’è da riempire la casella lasciata libera da Lorenzatti, accasatosi al Martellago. Per il reparto avanzato, la Pro avrebbe almeno tre piste per un secondo rinforzo da affiancare a Cattelan. Se ne saprà di più in settimana. Il nome più gettonato è quello dell’ex Treviso Yves Gnago, nella prima parte di stagione alla Mestrina. Elia Ziliotto, stesso club di provenienza dell’ivoriano, è stato invece scelto come riserva del portiere titolare Noé. Il Montebelluna ha posato gli occhi sul centravanti Nicholas Siega, classe ’96, di proprietà del Venezia. Non sarà facile, ma in via Biagi ci sperano. Tre elementi sarebbero destinati a partire: il difensore Slongo, gli attaccanti Gerini e Scarpa. Salvo colpi di scena, il gol realizzato al Mezzocorona non dovrebbe mutare il destino dell’ex Torres, che già si sarebbe accordato con un altro club. Gazzola è rientrato dalla Sambonifacese e giocherà a Campodarsego. Il Giorgione non dovrebbe intervenire in entrata: Olmesini viene girato alla Mestrina, Civiero andrà forse alla Godigese.

Ore 22.00 – (Il Piccolo) Sul campo di Dro, nonostante le aspettaive dei tifosi, non è arrivata una svolta al campionato dell’Unione. Si è capito che questa squadra può competere con sei-sette formazioni della categoria ma la salvezza senza play-out in questo momento è ancora un miraggio. Alcune società (Mezzocorona, Mori e forse anche lo stesso Dro che comunque ha 11 punti) andranno avanti su questo trend. La proprietà della Triestina, stando alle sue dichiarazioni, non ha nessuna intenzione di appiattirsi sul basso. Non è soddisfatta della squadra che ha costruito work in progress e anche il feeling con la conduzione tecnica non sembra granitico. Ferazzoli ha dalla sua risultati migliori di Lotti (quattro pari su cinque partite) ma è lui stesso a essere insoddisfatto dell’atteggiamento collettivo dei suoi giocatori. La sensazione è che, se ci sarà una svolta in campo e fuori, questa si materializzerà nei prossimi quindici giorni. Il mercato dei dilettanti è aperto e Pontrelli e soci vogliono portare a Trieste intanto almeno tre giocatori esperti della categoria. Alla squadra servono anche un paio di giovani la cui scelta, in linea di massima, sarà procrastinata di un mese. Sembra certo tuttavia che alla repentina dipartita di Ivo Bez, comunque uno dei protagonisti di questo avvio di stagione, ne seguiranno altre quattro o cinque. Tralasciamo la difesa, dove gli uomini sono sufficienti (ma non è esclusa qualche sorpresa) ma l’intenzione di portare a Trieste almeno un centrocampista e due punte non può non implicare altri tagli. È evidente che in una situazione così “dinamica” sia impegnativo per Ferazzoli tenere assieme il gruppo. Sul campo dunque ne vedremo delle belle. Ma la società deve fare fronte in modo concreto anche ad altre criticità. I giocatori rivendicano il pagamento dei rimborsi. I fornitori e altri collaboratori sono in pressing. Entro il 17 dicembre devono essere sistemate le pendenze con i tesserati ereditate dalla gestione precedente. Altrimenti (a meno di ulteriori deroghe sempre possibili) scatterà una penalizzazione che renderà vano ogni progetto sportivo per la stagione.

Ore 21.40 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Dopo la bella prova (ed i tanti elogi) di martedì scorso all’Euganeo contro il Padova, mister Andrea Pagan temeva un calo di concentrazione da parte dei suoi ragazzi. Ed invece così non è stato e la Clodiense, grazie alla doppietta di Isotti, è riuscita ad espugnare il difficile campo del Legnago. «Devo fare i complimenti ai ragazzi per il successo ma specialmente per la grande prova di maturità – ci confida il tecnico – Sì temevo un certo rilassamento dopo la partita e i tanti elogi ricevuti a Padova. Ed invece la squadra ha saputo essere concentrata, ha sofferto quando il Legnago ci ha costretto nella difensiva e quando siamo rimasti in inferiorità numerica per l’espulsione di Davide Boscolo Berto». E proprio l’ennesima espulsione del capitano lagunare getta una macchia sulla splendida prestazione della compagine. «Il difensore è sempre propenso al fallo – così difende il suo giocatore il tecnico – È logico che se un arbitro incomincia ad ammonire già nei primi dieci minuti per falli normali, è inevitabile che ci scappi la seconda ammonizione, che nel caso di Davide Berto non per un fallo cattivo». Il tecnico chioggiotto si gode il successo ma pensa già alla prossima gara interna con il Dro. «La squadra ha mostrato di attraversare un ottimo periodo. Il gruppo è forte ed unito e sono stati bravi quei ragazzi, come Isotti, Carlucci ed Olivieri, che giocano meno, a trovarsi pronti. Aver conquistato quattro punti nelle due trasferte consecutive è motivo di soddisfazione. Ma non possiamo mollare la presa perchè dobbiamo raggiungere al più presto il nostro obiettivo, cioè più punti per arrivare alla salvezza. Questa estate avrei firmato per avere ora 21 punti ma ce ne servono ancora tanti».

Ore 21.20 – (Gazzettino, edizione di Belluno) Brotto, sempre Brotto, e fortissimamente Brotto. L’Union Ripa La Fenadora ha da sempre fatto del collettivo la sua arma. Nel difficoltoso esordio in serie D solo un gruppo poteva riemergere dai bassifondi fino a raggiungere il sesto posto finale. E anche in questo campionato, dopo un inizio zoppicante, la formazione neroverde si è portata al quarto posto con 25 punti, in piena zona playoff, a soli 4 punti dai cugini del Belluno (29), a 7 dai Biancoscudati Padova (32) secondi dietro all’Altovicentino (35). Molti i nomi importanti del Ripa La Fenadora, dal capitano e portiere Paolo De Carli al fantasista Sandro Andreolla, passando per il centrocampista Enrico Antoniol e la coppia di centrali difensivi Alberto De March e Mattia De Checchi. Ma c’è un nome che spicca su tutti ed è quello della punta Gianmarco Brotto. A un anno dal suo arrivo in neroverde, «Giamma» ha messo a segno 18 gol, 9 nella scorso campionato e altrettanti in questo ancora in corso, risolvendo in più occasioni il rebus di gioco proposto a mister Max Parteli compreso quello di domenica. Il 3-2 è venuto grazie alla tripletta personale di Brotto, ai danni dell’ArzignanoChiampo (decimo a quota 15 punti). E il terzo gol è stato siglato all’ultimo secondo del tempo di recupero. Brotto arrivò in neroverde nel dicembre del 2013 ed esordì il 12 gennaio di quest’anno nella sfida vinta 1-0 (rete di Andreolla) sul campo del Dro. Da quel momento, una crescita continua. A segno contro il Marano (sconfitta 3-2), tre volte contro il Trissino (vittoria 4-2), a seguire in casa con il Mezzocorona (3-0), il Tamai (2-0), il Belluno (4-1) e due volte contro l’Este (5-0). Un ruolino invidiabile che si conferma in questa stagione con Clodiense (sconfitta 1-2), Kras (vittoria 3-0), decisivo nel pareggio con il Montebelluna (1-1), decisivo anche con l’Union Pro (1-2 con gol al 95’), risolve con il Fontanafredda (2-1), con il Mori Santo Stefano (0-2) e per finire quel gol in pieno recupero che chiude la gara con l’ArziChiampo. Tutto Brotto! ANTICIPI – Arriva l’ufficialità dalla Lega: Mezzocorona-Union si giocherà sabato 6 dicembre anziché domenica 7 con inizio alle 14.30. Prende così il via il tour calcistico che vedrà l’Union impegnata mercoledì 10 in casa con la Correggese nei quarti di Coppa Italia, sabato 13 in casa con il Belluno e sabato 20 all’Euganeo con i Biancoscudati Padova, in diretta su Rai Sport.

Ore 21.00 – (Corriere delle Alpi) «La gente come noi non molla mai» dice un coro di tifosi. È il concetto in casa Ripa Fenadora, che ha buttato il cuore oltre l’ostacolo per centrare il successo all’ultimo respiro contro l’Arzignanochiampo, il quarto in fila, ottavo risultato consecutivo, dopo essersi fatto rimontare il doppio vantaggio. «Gara finita? Contraccolpo psicologico? Due punti buttati? Lo spirito Union ne esce ancor più forte. Cuore e grinta a non finire». E sabato c’è il Mezzocorona in trasferta nel primo dei tre anticipi del mese di dicembre ricco di impegni: mercoledì 10 la coppa, sabato 13 il derby col Belluno e il 20 la sfida in anticipo tv all’Euganeo contro il Padova. Trittico diabolico. «Adesso arriva il momento veramente importante», dice il ds Alberto Faoro. «Da sabato in 14 giorni abbiamo quattro partite molto importanti e la più importante è sempre la prossima. Bisogna fare bene sabato per il morale e per i punti. Non possiamo farci distrarre dagli altri impegni». Che gioia, che paura, che liberazione. «Abbiamo giocato il primo tempo veramente bene. Oltre alla solita grinta e intensità, c’è stata anche qualità, abbiamo fatto vedere uno spettacolo di grande livello. I gol sono nati da azioni belle e manovrate, dopo abbiamo avuto altre due occasioni soli davanti al portiere e le abbiamo sbagliate, subendo poi due gol da calcio d’angolo, cose che dispiace e non deve succedere a una difesa forte come la nostra. Dovevamo chiuderla prima e alla fine è stata una liberazione. Dopo il 2-2 c’è stata un’azione da “Mai dire gol” con due salvataggi sulla linea uno dietro l’altro e i tre punti sono meritati. Per lunghi tratti si è vista una squadra forte dal punto di vista della qualità». Capitolo infortunati. Malacarne domenica era out per un risentimento muscolare, ma niente di grave e potrebbe tornare già sabato. Tomasi ha fatto la risonanza magnetica sabato e si aspetta l’esito. La classifica sorride. L’Union ha 25 punti, con una media di quasi 2 a partita: «Un ruolino di marcia importantissimo. Se si vuole fare bene in campionato, la cosa importante è vincere le partite che devi vincere, quindi dobbiamo concentrarci al 150 per cento sulla partita di sabato col Mezzocorona, che è ultimo con la penalizzazione, ma 6 punti su 7 li ha ottenuti in casa. Dobbiamo fare 3 punti se vogliamo affrontare le ultime tre gare dell’anno solare con la giusta serenità». Super Brotto. Con la tripletta di domenica fanno 9 gol in tredici giornate, di cui una saltata per squalifica. «Ha capito qual’è la sua dimensione nella squadra, importante a 360 gradi. Riesce a essere più nel vivo del gioco, è cresciuto», sottolinea il ds Faoro. In una parola, leader. «E sta migliorando a vista d’occhio l’intesa con Moresco».

Ore 20.40 – (Gazzettino, edizione di Belluno) Acciaccato ma inutile. Simone Corbanese è alle prese con un doppio ematoma; quello sul polpaccio, che gli ha fatto finire Altovicentino-Belluno zoppicando per una brutta botta ricevuta, e quello sul morale, a causa di quel maledetto gol all’ultimo minuto. Un acciacco quello del Cobra che comunque non preoccupa per un semplice motivo: «Questa settimana sarò inutile – ricorda il bomber gialloblù, domenica arrivato a quota 10 gol, capocannoniere del girone C di serie D – perché sarò squalificato (Simone era in diffida ed è stato ammonito, ndr). Dunque non c’è nessun rischio di saltare il match con il Kras per la botta al polpaccio perché la salterò di sicuro per la quarta ammonizione ricevuta». Fa più male la botta o la sconfitta? «La seconda di sicuro; soprattutto perché arrivata all’ultimo minuto con un gol davvero inutile. Dopo la sconfitta con il Padova per un autogol, ecco la seconda sconfitta con l’Altovicentino per un gol all’ultimo secondo. Il tutto dopo aver dominato nel primo tempo, a casa di una corazzata». È la conferma che il Belluno c’è per davvero. «Sì, ma ora non dobbiamo abbassare la guardia. Dobbiamo continuare a dare valore a quanto fatto finora, non possiamo scendere d’intensità, bisogna ripartire subito per giocare altre partite come quella di domenica, a cui è mancato solo il risultato». Ora il Kras, poi il derby con il Ripa che si è fatto sotto, a -4. «Il derby non esiste in questo momento, c’è solo la sfida con il Kras Repen. Io non ci sarò, è vero, tornerò proprio nel derby, ma ora la testa deve essere a domenica prossima. Voglio recuperare in fretta per dare il mio contributo in allenamento e poi accompagnare i compagni al match con il Kras. Bisogna arrivare alla sfida con il Ripa con 32 punti. Un obiettivo tassativo». Intanto, sebbene in una giornata uggiosa, è arrivata la doppia cifra. «Devo ammettere che non me l’aspettavo così in fretta. Così come senza dubbio l’avrei barattata volentieri con un pareggio. Detto questo per me 10 reti costituiscono indubbiamente un bel risultato, mai facile da raggiungere. Adesso non posso che migliorare».

Ore 20.20 – (Corriere delle Alpi) Simone Corbanese salta il Kras Repen. Il bomber del Belluno, è uscito malconcio malconcio dalla sfida contro l’Altovicentino, ma ha anche rimediato la quarta ammonizione che gli farà saltare il match casalingo di domenica contro i triestini. Il “Cobra” avrà quindi tutto il tempo per recuperare dalla botta al polpaccio che gli ha dato qualche problema nel finale di partita contro i vicentini. «Rispetto a domenica va già meglio, ma fa ancora male – racconta Simone – non credo sia però niente di grave. Probabilmente oggi rimarrò a riposo e valuterò poi insieme allo staff medico giorno dopo giorno. In ogni caso domenica non ci sarò per squalifica». Che beffa al 93’. Un rimpallo a metà campo e uno in area ha regalato la vittoria all’Altovicentino, ma il pareggio sarebbe stato sicuramente il risultato più giusto. In mezzo all’azione del gol sembra anche ci sia stato un tocco di mano da parte degli avversari. «Non mi piace parlare degli arbitri e preferisco non commentare l’episodio, ma posso dire con certezza che con un pari il Belluno non avrebbe rubato nulla. C’è rammarico per come è maturato il risultato, ma c’è fiducia per il futuro. Sia contro il Padova che contro l’Altovicentino, le due big del campionato, ce la siamo giocata alla pari. Il primo tempo contro i vicentini lo abbiamo fatto noi, concedendo una sola occasione, la punizione che poi gli ha permesso di pareggiare. Nella ripresa ci siamo un po’ abbassati e loro hanno avuto due buone chance, ma è rimasto un match equilibrato anche se dovevamo tenere botta fino al triplice fischio. Il loro gol nel finale? È stato veramente un episodio sfortunato con un doppio rimpallo, a metà campo e in area, che ci ha penalizzato». Decimo gol in campionato. Il vantaggio iniziale gialloblù è stato messo a segno dal solito “Cobra” che, dopo tredici giornate ha già raggiunto la doppia cifra, ed ora è il capocannoniere del torneo. «Fa piacere stare li davanti, ma i gol inutili non mi piacciono – continua il numero nove gialloblù – il primo pensiero va alla sconfitta, la classifica cannonieri tendo a non guardarla». Anche Posocco non ci sarà domenica. Anche l’attaccante in prestito dal Vittorio Veneto si è beccato la quarta ammonizione per proteste e non potrà scendere in campo. Mister Vecchiato avrà il suo bel da fare per sostituire bomber Corbanese, mentre per Posocco il cambio naturale è Ruben D’Incà. Tra le fila gialloblù si prepara per una maglia da titolare Sadio Samba, partito dal primo minuto nella sfida contro la Sacilese. In quel frangente, come domenica contro l’Altovicentino, Roberto Vecchiato ha scelto il modulo con il rombo (4-3-1-2) ed è possibile che lo riproponga nuovamente contro il Kras Repen.

Ore 20.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) «Il presidente? Non lo vedo, non lo sento e non ho notizie da oltre un mese». Le crude parole del ds del Venezia Ivone De Franceschi, all’indomani dall’1-2 al Penzo con la capolista Bassano, acuiscono la questione della perdurante assenza del patron Yury Korablin. Un distacco fisico («zero presenze» allo stadio e in sede da inizio campionato) e comunicativo con i dirigenti abbandonati nella gestione sportiva del «progetto Venezia». Che fine abbia fatto Korablin se lo chiedono tutti: le ultime apparizioni in città risalgono a luglio, venerdì 11 per presentare il neo dg Dante Scibilia e il ds De Franceschi, mercoledì 23 per conoscere il commissario Vittorio Zappalorto «in vista di una collaborazione – spiegava la nota di Ca’ Farsetti – su nuovo stadio, cittadella dello sport e costruzione di una chiesa ortodossa a Mestre». In seguito per aggiornare Korablin erano stati i due dirigenti a volare a Mosca, il 22 settembre per parlare di «budget, costi e ricavi», il 21 ottobre per mettere il presidente davanti al «fatto compiuto» dell’esonero dell’allenatore Dal Canto a favore di Serena. Una presenza troppo impalpabile, se paragonata alle scorse stagioni, per non alimentare dubbi sul futuro della società, anche se Scibilia di ritorno dall’ultimo blitz a Mosca aveva tranquillizzato: «Il presidente non mi ha dato l’impressione né fatto capire di voler mollare tutto come si vocifera, non so su che basi, in città. Il suo progetto è ancora aperto, lui è determinato a proseguire anche sul fronte stadio ma lo ribadirà di persona. Di sicuro non vuole vendere il Venezia e non ho ricevuto alcun mandato in tal senso, nemmeno a sondare la disponibilità di eventuali compratori». A oggi altri voli a Mosca non sono in agenda e nessuno si sbilancia sull’eventuale arrivo di un Korablin che, entro fine anno, dovrebbe perfezionare l’acquisto dei terreni a Tessera su cui edificare stadio e non solo.

Ore 19.40 – (Corriere del Veneto) Neanche il tempo di digerire la sconfitta al Penzo con il Bassano e il Venezia è di nuovo al lavoro. Ieri gli uomini di mister Serena erano in campo, sul sintetico del Taliercio, per preparare la sfida in programma venerdì a Pavia. Un secondo big match, stavolta con la vicecapolista seconda dietro al Bassano con 30 punti. Gruppo completo, se così si può dire vista la lunga fila di infortunati di lungo corso, con il solo Giuliatto ancora ad allenarsi a parte. Ieri in gruppo si è visto anche Lukas Zima, fermo da oltre un mese per la frattura al dito: ci vorrà però ancora del tempo prima che possa riprendere il suo posto tra i pali. Oggi arriveranno le squalifiche di Sales e Greco e saranno nuovi grattacapi per mister Serena. Il ko con il Bassano brucia ancora, in realtà, perché arrivato nonostante l’ottima prova del Venezia e le tante occasioni non concretizzate. Come il corner battuto da Tommaso Bellazzini salvato dal portiere giallorosso all’incrocio dei pali. «Abbiamo fatto una buona prova. Abbiamo dato ritmo – ricorda Bellazzini – eravamo reattivi, aggressivi. Abbiamo fatto gol, poi loro con la prima palla utile hanno pareggiato. Abbiamo creato tanto, poi loro hanno avuto un’altra occasione e sono andati in vantaggio. Le partite equilibrate si decidono sul dettaglio, noi dobbiamo lavorare tanto su questo, sulle palle inattive, su ogni fase della partita, su punizioni, mischie, palle che rimbalzano».

Ore 19.20 – (La Nuova Venezia) Uno che ritorna, Antonio Marino, e due che si fermano, Sales e Greco. La porta girevole delle squalifiche è sempre in azione quando si mette nel mirino l’Unione Venezia. Un problema che Michele Serena ha ereditato, ma che il tecnico mestrino aveva immediatamente sottolineato fin dal giorno del suo insediamento. Un Venezia che sul suo campo non sa pareggiare (quattro vittorie e quattro sconfitte), primato e zona playoff che si allontanano dopo la sconfitta contro il Bassano, e che ogni settimana fa i conti con il giudice sportivo, se venerdì sera a Pavia saranno due i giocatori squalificati. Quattro cartellini gialli anche l’altro ieri contro il Bassano (Sales, Legati, Zaccagni e Greco) che portano a 53 il computo totale del Venezia e per la quinta partita consecutiva Michele Serena si vede fermare almeno un giocatore: Zaccagni ad Arezzo, Raimondi con l’Albinoleffe, Esposito a Lumezzane, Marino con il Bassano, Sales e Greco a Pavia. Se si pensa che Legati era squalificato con il Novara e Cernuto con la Cremonese, il conto sale a sette giocatori in otto partite, considerando la prossima a Pavia. E, come se non bastasse, Scialpi, Bellazzini, Varano e Franchini sono in diffida, come ci rimane Carcuro, che però ha terminato in anticipo la stagione. Per tutti questi scatterà la squalifica al prossimo cartellino giallo. Il top di ammonizioni (6) il Venezia lo ha toccato con Como e Novara, fermandosi a cinque a Mantova. Non c’è però tempo per ritornare sulla partita persa contro il Bassano visto che la trasferta di Pavia è già dietro l’angolo, l’unico precedente al venerdì sera (2-1 ad Arezzo) è beneaugurante anche perché il Venezia ha necessità di ritornare a fare punti dopo due sconfitte consecutive. Ieri pomeriggio Michele Serena ha riportato in campo i suoi giocatori, allenamento differenziato tra chi ha giocato e quelli (pochi) che sono rimasti in panchina. Sicuramente ora è presto per parlare di formazione, anche se il tecnco deve aver già in mente le soluzioni da studiare. Intanto Lukas Zima migliora, ma non si ancora riaggregato al gruppo, mentre Alberto Giuliatto continua a lavorare a parte.

Ore 19.00 – (Gazzettino, edizione di Vicenza) Il Real Vicenza saluta il ritorno del suo guerriero, Raphael Odogwu. Nel giorno della più brutta prestazione dell’anno, per ammissione dello stesso mister Marcolini («una delle nostre peggiori partite, la Torres ci ha messo molto in difficoltà, bravissimi a spezzarci il gioco»), l’ultimo quarto d’ora con protagonista l’attaccante ex Virtus Vecomp rimarrà probabilmente negli annali di questo giovane club per molto tempo. «Sono entrato un po’ demotivato – ammette Odogwu – non era facile entrare sull’1-3. Poi è stato bravo Galuppini a prendere quel rigore, e da lì è iniziata un’altra partita. Altri cinque minuti e finiva 4-3 per noi». Alla fatidica domanda sulle sue condizioni di salute, Raphael risponde tra il serio e il faceto: «Sono morto! Venti minuti così, con soli due allenamenti, per me sono come aver giocato una partita intera. Scherzi a parte, l’importante è che la caviglia abbia retto bene. Vuol dire che sono guarito». La punta aveva saltato le ultime quattro partite (Cremonese, AlbinoLeffe, Novara e Arezzo) per la microfrattura alla caviglia rimediata nel match con la Giana Erminio, match che Odogwu ha portato a termine senza nemmeno accorgersi della gravità dell’infortunio. Poi il ritorno di domenica scorsa contro la Torres: «Una squadra piena di lottatori, a cui dovevamo far male in contropiede perché hanno dei centrali forti ma lenti, purtroppo non siamo riusciti a sfruttare le ripartenze». Infine, l’assist incredibile, da cineteca di Odogwu: una girata mancina in profondità a imbeccare Bruno, abile a precedere il portiere e servire Bardelloni per il 3-3: «Non so come ho fatto – scherza il possente attaccante – mi meraviglio di me. Bello anche lo scatto di Bruno, che ha messo la gamba in cielo. Gran bella azione!». E ora il derby, previsto per domenica prossima a Bassano alle 12,30: «Speriamo di vincere, sono fiducioso. Mi piacerebbe giocare di sera, invece giocheremo a mezzogiorno. Mangeremo la pasta alle otto e mezza di mattina». Bardelloni gli fa eco: «Sono pronto, anzi siamo tutti pronti per il match con il Bassano. Abbiamo dimostrato che siamo una squadra di carattere che non molla mai. Attento Bassano».

Ore 18.40 – (Giornale di Vicenza) Il Real Vicenza sente il Natale, è una fase ad intermittenza. Gli ultimi risultati non mentono: tre pareggi di fila con Alto Adige, Giana, Cremonese, due successi importanti con AlbinoLeffe e Novara, una sconfitta ad Arezzo, un pareggio in rimonta con la Torres. Non male, ci mancherebbe. Ma qualche punto, la squadra di Marcolini, l´ha perso. Chissà che con il rientro di Raphael Odogwu, l´“oro” del Real, la squadra possa ritrovare la continuità. «Sono morto – esordisce l´attaccante dopo la dispendiosa gara di domenica giocata al Menti – rientravo dall´infortunio patito a Monza, contro la Giana, e mi presentavo alla partita con due allenamenti alle spalle. In pratica è come se avessi giocato una partita intera». Ma la caviglia? «Ha retto, questo è l´importante. Sto bene ora». Odogwu, che in questo campionato non ha ancora segnato, è stato inserito da Marcolini nella ripresa. Bravo il tecnico a giocarsi la carta giusta, bravo anche il centravanti che ha effettuato un recupero-lampo dopo la microfrattura alla caviglia destra. Per il nigeriano, poco più di un quarto d´ora per dare la scossa. Missione compiuta, un po´ come sempre. Ha creato scompiglio in difesa, ha confezionato l´assist no look per Bruno, che poi ha mandato in gol Bardelloni. «Mi meraviglio di me stesso, ho fatto una grande giocata». La reazione del Real Vicenza ha fruttato un punto prezioso, ma prima ci sono cose da rivedere. La Torres ha fatto il massimo, i biancorossi, anche per merito degli avversari, non hanno costruito come al solito. «Si sono presentati molto aggressivi – la spiegazione di Odogwu – e poi nella loro squadra ci sono tanti meridionali. Loro, si sa, non mollano mai e così è stato. Ne è uscita una gara durissima per noi. Purtroppo non siamo riusciti a sfruttare le ripartenze, cosa che di solito ci riesce bene. Per quanto mi riguarda, non era facile entrare sull´1-3, infatti ero un po´ demoralizzato. Però da lì è iniziata un´altra gara e siamo riusciti ad ottenere un punto prezioso». Domenica, al Mercante, scoccherà l´ora del derby con il Bassano. Sarà il primo per molti giocatori del Real, Odogwu compreso. «Sono fiducioso, andiamo là per vincere. Diciamo che l´orario non è dei migliori, anzi non mi piace proprio. Preferisco mille volte giocare di sera che alle 12.30. Ci faremo trovare pronti, in particolare io mi preparerò al meglio e cercherò di sfruttare la settimana di lavoro per migliorare la mia condizione».

Ore 18.20 – (Gazzettino, edizione di Vicenza) In molti sport la panchina è importante quanto i titolari. Nel basket si parla di «Second Unit», nel calcio molto spesso si sente parlare del dodicesimo uomo, quel giocatore che entra a partita in corso e decide la gara. L’importanza di aver sia scelte per la settimana, sia giocatori capaci di cambiare le sorti di un match o di farsi trovare pronti quando si ha la maglia da titolare. In un Bassano Virtus in cui Asta sta facendo scelte abbastanza continuative per il suo undici, un contributo fondamentale lo stanno dando i vari Stevanin, Maistrello, Zanella, Cattaneo, Davì, Cortesi, giocatori che si sono sempre fatti trovare pronti al momento del bisogno. Contro il Venezia mancavano i titolarissimi Nolè, Pietribiasi, Bizzotto, ma la seconda unità non ha fatto certo rimpiangere: Maistrello ha segnato il gol del pareggio, Stevanin ha servito l’assist, Davì ha fatto legna a centrocampo e Zanella e Cattaneo, pur acciaccati sono entrati nella ripresa per blindare la partita. «Sono soddisfatto della mentalità con cui hanno giocato alcuni dei miei ragazzi che fino a questo momento hanno trovato meno spazio rispetto ai compagni – spiega Tonino Asta – magari non siamo stati brillanti come al solito, il Venezia meritava qualcosa in più ma l’importante è che siamo riusciti a portare a casa i tre punti. Questi ragazzi, dal primo all’ultimo, non mollano mai, hanno giocato con il cuore, riuscendo a ribaltare un il momentaneo vantaggio dei locali». Il pareggio è nato proprio dall’asse Stevanin – Maistrello, due prodotti del settore giovanile giallorosso che sembrano trovarsi a memoria in campo. «È il terzo assist che mi offre Steva – ha poi scherzato in sala stampa Maistrello – gli ho promesso una cena. Sono contento del mio quarto gol in campionato, nata da una bella azione. Il mister mi aveva chiesto di entrare determinato in campo, ho provato a giocare tutta la partita con intensità, come squadra abbiamo dimostrato di non mollare mai e riuscire a vincere anche soffrendo, in un campo difficile e contro una grande squadra». Adesso il primato è consolidato, si pensa alla Coppa Italia di mercoledì a Salò, contro la Feralpi: un’altra occasione per i giallorossi per stupire e per chi ha giocato meno, di convincere il mister Asta.

Ore 18.00 – (Giornale di Vicenza) Bello di notte, il Bassano by night non perdona. Tutte le volte che comincia e finisce sotto la luce dei riflettori la Virtus si pappa sistematicamente chi gli sta davanti. Perciò non conforta sapere che domenica il derby col Real al Mercante rappresenterà il lunch match, alle 12.30 nell´ora del ragù sulla pasta. L´unico precedente, alle 11 del mattino a fine agosto, quello era il brunch match, andò di traverso: 0-1 col Pavia nel debutto in campionato in un duello dominato per un´ora addirittura con un uomo in meno e perso per gli strani percorsi del destino e perchè appunto la palla è rotonda. Ma guai a stare lì a macerarsi per la cabala, semmai più opportuno sacramentare su assenze pesanti (il bomber Pietribiasi e il mastino Cenetti entrambi appiedati dal giudice sportivo) e sulle cattive condizioni di qualcuno (Davì uscito malconcio a Sant´Elena e bisognoso di un passaggio all´ospedale dove è stato dimesso solo ieri con la testa che gli ronzava per la randellata scomposta e involontaria di un avversario). Facendo una botta di conti, col Real Asta ripresenterà di sicuro Nolè e Bizzotto, riattiverà a pieno regime Zanella e Cattaneo, mentre anche Semenzato, fuori uso in Laguna dovrebbe essere ripristinato regolarmente coi biancorossi. Per il braccio di ferro del velodromo sarà arruolabile lo stesso Davì dopo un paio di giorni di riposo precauzionale, inclusa la Coppa Italia ai box. Già, poiché domani sera i giallorossi saranno di nuovo in pista per la Coppa a Salò contro la Feralpi: altro duello secco, chi vince affronterà la vincente di Spal-Prato ai quarti di finale. In caso di parità, supplementari e rigori. La curiosità piuttosto è che ad arbitrare la gara coi bresciani sarà Matteo Proietti di Terni, quasi omonimo del Mattia Proietti virtussino, il quale presumibilmente non sarà della contesa poiché preservato in vista del derby. Con Venezia invece è ufficialmente cominciato il poderoso tour de force del Bassano, 6 incontri in 20 giorni, in campo in continuazione, è palese che ci voglia un fisico bestiale per reggere gli urti del calendario.

Ore 17.40 – (Gazzettino, edizione di Vicenza) Non avrebbe potuto festeggiare in maniera migliore le 400 panchine da professionista l’allenatore del Vicenza Pasquale Marino. Il Vicenza ha espugnato il campo di Varese, ottenendo la terza vittoria nelle ultime quattro partite, e salendo così in tredicesima posizione, a quota 20, a sole tre lunghezze dalla zona playoff. «È stata una vittoria di straordinaria importanza contro un avversario che presenta davanti giocatori fortissimi. La classifica è deficitaria pertanto i tre punti ci danno respiro. Mi fa piacere che la vittoria sia arrivata dopo una buon prestazione. Non abbiamo concesso molto ai nostri avversari, tenendo conto delle capacità offensive del Varese e abbiamo avuto l’opportunità su calcio piazzato e poi con Laverone di chiudere la gara». Rispetto a qualche settimana fa, l’atmosfera è decisamente cambiata. «Si lavora con più serenità, i ragazzi iniziano a credere in quello che fanno prendendo consapevolezza dei propri mezzi. Stanno crescendo un pò tutti anche dal punto di vista fisico. Probabilmente a Varese è stata la nostra miglior partita in questo scorcio di campionato. Ero ottimista alla vigilia perché vedo come la squadra lavora, non dico le cose per incoraggiare i ragazzi». E in effetti non si sono fatte sentire più di tanto nemmeno le assenze di Moretti e Di Gennaro, entrambi squalificati e sostituiti degnamente da Sbrissa e Sciacca, e lo stesso discorso vale per D’Elia, che ha sostituito l’infortunato Garcia Tena sulla corsia difensiva sinistra. Adesso il Vicenza ha un’intera settimana per preparare il posticipo con il Brescia in calendario al Menti il lunedì dell’Immacolata.

Ore 17.20 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Il Vicenza sbanca il «Franco Ossola» di Varese e si allontana dalla zona playout. Una vittoria importante perché ottenuta contro una diretta concorrente, al termine di una buona gara, in cui i biancorossi hanno saputo sfruttare al meglio nel finale di partita gli evidenti e determinanti errori del portiere del Varese Bastianoni. Un successo che deve comunque dare una spinta al mercato di gennaio, in cui il Vicenza dovrà rinforzare senza se e senza ma il reparto offensivo. Al momento la società sta monitorando e valutando quanto offre il mercato, gli obiettivi dichiarati sono un esterno offensivo e un centravanti, mentre il rinforzo in difesa non è considerato una priorità anche se viene monitorata con attenzione la situazione del centrale del Palermo Milan Milanovic. L’attenzione è rivolta al reparto offensivo, dove è confermato l’interesse per l’esterno d’attacco dell’Atalanta Salvatore Molina, e per il nazionale polacco del Chievo Verona Tomasz Kupisz, che però non sembra convincano del tutto la dirigenza vicentina; nel ruolo la società ha chiesto informazioni anche sul giovane Leonardo Spinazzola di proprietà della Juventus, ma attualmente all’Atalanta, e su Cristian Pasquato, altro giocatore controllato dai bianconeri che, nonostante le smentite che arrivano dalla città abruzzese, potrebbe lasciare Pescara a gennaio. Tra i giovani emergenti piace molto Marcello Sereni, promettente attaccante esterno del Sassuolo, perfetto nel 4-3-3 di mister Marino. Nella scelta del club molto però dipenderà dal futuro di Stefano Giacomelli che, nonostante il gol e la buona prestazione di sabato a Varese, radio mercato vorrebbe in uscita. Da via Schio a riguardo non trapela nulla, ma al momento l’uscita più probabile nel ruolo è quella di Srdjan Spiridonovic che il Vicenza vorrebbe mandare a giocare per permettere all’attaccante austriaco di maturare. In attacco piace sempre Matteo Ardemagni, il cui ingaggio però è fuori portata senza un contributo dell’Atalanta, e sul centravanti dello Spezia ci sono anche il Perugia e il Catania. Ecco quindi che si stanno valutando altre piste, in primis quella che porta al bomber della Cremonese Andrea Brighenti. La punta di Bussolengo, oltre 30 reti segnate negli ultimi due campionati di lega Pro, potrebbe fare pressioni con la società grigiorossa per cogliere la proposta del Vicenza che, a 27 anni, gli darebbe la possibilità di giocare in B.

Ore 17.00 – (Giornale di Vicenza) Oltre alla media-punti a gara, che conta, eccome, che cosa è cambiato nel Vicenza dall´arrivo di Pasquale Marino in panchina? Non c´è dubbio che alcune novità si sono viste, sul piano tattico e nel rendimento dal punto di vista tecnico. L´assetto della squadra con Lopez era stato fin dall´inizio il 3-5-2, una scelta dettata, diceva il Capitano, dalle caratteristiche dei giocatori ma anche e soprattutto dalla necessità di schierare il Vicenza nel modo che lo garantisse il più possibile nella fase difensiva, considerati problemi e difficoltà dell´adeguamento alla categoria dopo l´improvviso ripescaggio in B. Marino ha virato in fretta sul 4-3-3, non soltanto assecondando la sua personale predilezione in carriera per questo modulo tattico. Il Vicenza ha così cambiato pelle in tutte le zone del campo, ad eccezione della mediana, che è rimasta imperniata su tre centrali. La difesa è diventata a quattro, nel reparto offensivo è spuntato il tridente, un po´ adattato per la verità, vista la presenza di Laverone nei tre. E qui si arriva alle scelte che Marino ha compiuto anche a livello tecnico e non solo tattico. Lo spostamento in avanti di Laverone rispetto alla posizione in cui giocava prima è una delle novità introdotte da Marino. Da esterno nel tridente e quindi con una porzione di campo minore da coprire rispetto a a prima, quando correva su tutta la fascia destra, Laverone può sfruttare con più lucidità la sua capacità di crossare e anche di andare al tiro: a Varese ha firmato il primo centro stagionale. Tra le scelte a livello individuale compiute da Marino in discontinuità rispetto a Lopez c´è anche la decisione di schierare Brighenti centrale accanto a Camisa, preferendolo a Gentili e Figliomeni che ora partono dalla panchina. Con Brighenti titolare in mezzo alla difesa a quattro Marino ha accettato il rischio di poter pagare dazio ai pochi centimetri in altezza per avere almeno un centrale rapido di gambe e bravo in anticipo. I risultati per ora stanno confortando abbastanza la scelta. Tra i giocatori che hanno cambiato posizione, ma in questo caso anche rendimento c´è Giacomelli. Con Marino in panchina ha ricominciato a giocare titolare, nel tridente, e con il passare delle partite il miglioramento s´è visto, culminato nel gol di Varese, il primo della stagione e magari in grado di dargli nuovo slancio. L´impressione è che il nuovo tecnico abbia saputo fin qui gestire al meglio le risorse offerte da una rosa che comunque, indipendentemente dai risultati che matureranno da qui alla pausa, andrà rinforzata.

Ore 16.40 – Gustavo Ferretti era assente all’allenamento odierno in quanto si è recato ad Empoli per un controllo alla gamba destra. Tra domani e giovedì rientrerà regolarmente in gruppo e domenica sarà a disposizione di mister Parlato.

Ore 16.30 – Qui Appiani: termina l’allenamento.

Ore 16.10 – Qui Appiani: lavoro atletico finale.

Ore 15.50 – Qui Appiani: partitella a campo ridotto.

Ore 15.30 – Qui Appiani: schemi ancora in corso.

Ore 15.10 – Qui Appiani: schemi offensivi per i biancoscudati, regolarmente presente Zubin.

Ore 14.50 – Qui Appiani: inizia l’allenamento vero e proprio. Assenti Ferretti e Degrassi, mentre Nichele lavora con una maschera protettiva al volto.

Ore 14.40 – Qui Appiani: torello di riscaldamento.

Ore 14.35 – Queste le dichiarazioni rilasciateci da Genny Russo, visibilmente commosso: “Qua ho trovato dei ragazzi meravigliosi, sia tra i giocatori che nello staff. Mi rimarranno degli ottimi ricordi, perché è stato un onore giocare in questa piazza. Torno vicino a casa, all’Agropoli”.

Ore 14.30 – Qui Appiani: Biancoscudati in campo per l’allenamento. Prima del torello Genny Russo saluta i compagni uno ad uno: il terzino lascia il Padova e si accasa all’Agropoli.

Ore 14.25 – Sul mercato: “Io da oggi penso solo alla partita di domenica col Legnago, dato che arriviamo dalla prima sconfitta”.

Ore 14.24 – Sul modulo: “Per adesso il gruppo andrà avanti per la strada percorsa fino adesso, poi a gennaio si vedrà”.

Ore 14.22 – Su Ferretti: “Può coesistere? Senza problemi, con lui come con gli altri”.

Ore 14.20 – Arriva Parlato. Queste le sue dichiarazioni. Su Zubin: “Ringrazio la società per averlo portato a casa, è un gesto importante che fa capire come la società sia vicina a me e a tutti noi. È un ragazzo molto serio. A lui ho detto che da adesso per lui e per me sono cavoli amari, e lui mi ha risposto che vuole vincere!”.

Ore 14.15 – Su Formigoni: “Si allenerà col Delta Porto Tolle fino a giovedì”.

Ore 14.14 – Su Russo: “Oggi va all’Agropoli a titolo definitivo”. Su Bearzotti: “Siamo molto speranzosi, ma finché non mettiamo nero su bianco…”

Ore 14.12 – Su Beccaro: “È un buonissimo giocatore ma non l’abbiamo mai trattato”.

Ore 14.11 – Sulla difesa: “Se riusciamo a trovare un esterno basso a sinistra ben venga”.

Ore 14.10 – Sul centrocampista: “Già domani o dopodomani potrebbero esserci delle novità. Giovane? No, esperto. Va via qualche ‘big’? Assolutamente no”.

Ore 14.09 – Sugli altri attaccanti: “Pittarello? Stiamo facendo altre valutazioni, ve ne parleremo perché c’è una situazione nata ieri che stiamo valutando. Tiboni? Deve valutare, perché se rimane rischia di non trovare più il posto per giocare…”.

Ore 14.07 – Arriva De Poli. Queste le sue dichiarazioni. Su Zubin: “È stata una scelta condivisa da tutti, ed abbiamo il vantaggio che conosce il mister. Ha dimostrato di essere un uomo di grande correttezza e di grande moralità, doti che difficilmente si trovano nel mondo del calcio anche a livello professionistico. La trattativa è stata sbloccata tecnicamente qualche giorno fa, stavamo aspettando la risoluzione contrattuale col Pordenone. L’AltoVicentino ha cercato in tutti i modi di ‘gratificare’ Zubin, ma la scelta finale è stata del giocatore e non abbiamo fatto controfferte”.

Ore 14.05 – Sulle sue caratteristiche: “In avanti ho ricoperto ogni ruolo, e mi piace giocare con la squadra”.

Ore 14.02 – Su Ferretti: “Ci ho già giocato insieme a Venezia, lui in area è tanta roba”.

Ore 14.00 – Sui tifosi: “Cosa voglio dir loro? Che ci metterò tanto impegno, e non sparo cifre perché sarà il campo a parlare. Di sicuro darò il massimo”.

Ore 13.59 – Su Parlato: “Lo conosco, deciderà lui come e dove farmi giocare. Purtroppo però devo aspettare un mese e un giorno per colpa di una regola assurda”.

Ore 13.57 – Sul Padova: “Sono venuto con voglia ed entusiasmo, e voglio continuare a segnare per i Biancoscudati” Sul Pordenone: “Sono stati due anni e mezzo bellissimi, e ringrazio tutti ma adesso penso solo al Padova”.

Ore 13.55 – Arriva Emil Zubin. Queste le sue dichiarazioni. Sulla trattativa: “C’è stato un primo contatto qualche settimana fa, ma per correttezza non potevo parlarne prima. La trattativa una volta rescisso il contratto è stata velocissima… Mi voleva anche l’AltoVicentino ma ho scelto Padova per tutta una serie di motivi, in primis la piazza. L’offerta dell’AltoVicentino economicamente era più vantaggiosa, ma ho scelto Padova senza esitazioni”.

Ore 13.40 – (Gazzettino) Il Cittadella finisce dietro la lavagna. Dopo aver vinto per due stagioni consecutive la Coppa Disciplina, che premia la squadra più corretta in campo, in questo campionato i ragazzi di Claudio Foscarini hanno rimediato finora già la bellezza di otto cartellini rossi. Nessuno ha fatto peggio del Cittadella, perché a quota sette troviamo Pescara e Modena, mentre con sei espulsioni c’è il Catania. Va male anche con le ammonizioni: sono 49 i cartellini gialli sventolati ai granata, peggio solo il Catania con 55. Un dato su cui fare il paragone: nell’ultima stagione il Cittadella aveva avuto in totale 11 espulsioni e 92 ammonizioni. Se i “gialli” sono più o meno in linea, certamente esagerato è il numero dei rossi. Il direttore generale Stefano Marchetti non assolve i suoi giocatori dalle proprie responsabilità, ma fa una doverosa precisazione: «Ci sono gialli e gialli, e lo stesso discorso vale per le espulsioni. Sia ben chiaro che io non tollero le proteste e le reazioni, che condanno apertamente, ma è sul resto che mi lamento». Quindi spiega il suo punto di vista: «A mio avviso bisogna darsi una regolata, tutti. E intendo anche gli arbitri, che stanno adottando un metro di giudizio anomalo nei nostri confronti se paragonato con quello che vedo applicato in altri campi. Cito due casi: il secondo giallo di Barreca a Vicenza proprio non ci stava, l’abbiamo già detto e ripetuto, la seconda ammonizione inflitta a Benedetti con il Brescia mi è sembrata ugualmente esagerata. C’era Minesso in vantaggio, era sul pallone, Benedetti ha tagliato la strada all’avversario. Puoi dare il fallo, l’ammonizione mi è parsa un provvedimento penalizzante. Consideriamo poi che il Cittadella era già in dieci per l’espulsione di Pellizzer per fallo giudicato da chiara occasione da gol: anche in questo caso poteva starci il rigore e il semplice giallo». È qui che Marchetti non ci sta: «Vedo troppa fiscalità nei confronti del Cittadella. Se tutti gli arbitri giudicassero come stanno facendo con noi, ogni partita finirebbe nove contro nove. Il calcio è un gioco maschio, di contatto, certi provvedimenti non li capisco. Serve il buon senso, applicato con chiunque, Cittadella compreso». Che è stato penalizzato nelle ultime due uscite: «C’è il rammarico per le espulsioni con Vicenza e Brescia, potevamo senz’altro raccogliere più punti. Rassicuro comunque tutti: se il Cittadella in undici contro undici gioca come fatto nel secondo tempo di sabato, saprà venirne fuori».

Ore 13.30 – (Mattino di Padova) Il passato è anche il suo futuro. Alex Valentini sabato ritroverà lo Spezia, dove nella scorsa stagione ha giocato poco, perché davanti aveva Leali, «collega che diventerà uno dei migliori portieri al mondo». Da quando è al Cittadella, invece, non ha ancora saltato un minuto, prendendosi critiche, quando era giusto riceverle, ed elogi. Come quelli che gli sono stati tributati dopo la gara col Brescia, nella quale non ha compiuto miracoli ma si è sempre fatto trovare pronto. E non è poco, visto come si erano messe le cose. «Andiamo a La Spezia sapendo che dobbiamo ripartire dal secondo tempo di sabato, rimettendo in campo la cattiveria agonistica che abbiamo fatto vedere quando ci siamo ritrovati in nove. Abbiamo dimostrato quanto unito sia questo gruppo, che ha dato tutto per portare a casa un risultato utile. Ci manca ancora la vittoria, ma se continuiamo a giocare così credo che arriverà presto» afferma Valentini, che vive fuori dalle mura con una ragazza di Isola Mantegna, Silvia, che l’ha fatto diventare padre della piccola Mia. Dalla sua posizione aveva una buona visuale sugli episodi contestati. Che idea si è fatto? «Il rigore c’era ma il cartellino rosso a Pellizzer è una punizione eccessiva, considerando la posizione dell’attaccante. Per quanto riguarda la seconda espulsione, Benedetti si è trovato spalla a spalla con l’avversario e gli si è messo davanti, a mio avviso l’arbitro poteva fischiare il fallo senza estrarre cartellini». Resta il fatto che il Citta non riesce più a finire una partita in undici. E pure questo è un segnale dell’ansia che attanaglia il gruppo. «Serve meno irruenza. Ma anche gli arbitri dovrebbero usare una maggior dose di buon senso. Non siamo i soli a dover fare i conti con questa situazione: penso alle due espulsioni e ai quattro rigori di Brescia-Carpi, e ci sarebbero altri esempi da fare. Gli arbitri devono prendere decisioni, è il loro compito, ma potrebbero gestire le partite in modo diverso». Ieri pomeriggio, come d’abitudine, Foscarini ha iniziato la seduta al Tombolato analizzando la prova di sabato. In campo, poi, Palma, Schenetti e Signorini hanno continuato a lavorare fuori dal gruppo. A parte anche Minesso, per un lieve affaticamento muscolare che non preoccupa. Oggi doppia seduta.

Ore 13.10 – (Corriere delle Alpi) Paolo Pellicanò al Padova? La trattativa tra Belluno e biancoscudati per il terzino sinistro, secondo alcuni rumours nel web, non sembra sia ancora chiusa. Ma lo stesso giocatore e il direttore sportivo gialloblù Augusto Fardin negano un ritorno di fiamma nella trattativa. La scorsa settimana la società di Piazzale della Resistenza aveva confermato l’interesse dei Biancoscudati verso il ragazzo, ex Feltrese, ma l’idea non si è concretizzata. Il post nel sito tuttodilettanti.altervista.org, fatto ieri pomeriggio aveva annunciato l’arrivo del super bomber Zubin a Padova, aggiungendo anche l’arrivo di Pellicanò. Ma arrivano le smentite. Raggiunto telefonicamente il direttore sportivo Augusto Fardin manifesta il proprio stupore per le voci. «Dove hanno scritto questa notizia? – chiede il dirigente del Belluno, che sembra cadere dalle nuvole – vi assicuro che la trattativa dopo la scorsa settimana non è più andata avanti. Non so dove abbiano preso questa notizia ma con i dirigenti del Padova non ci siamo più sentiti». Anche lo stesso giocatore del Belluno Paolo Pellicanò è sorpreso per le voci che lo vogliono con la maglia biancoscudata. «Ho letto anche io in internet l’articolo ma non ne so niente – conclude l’ex granata – il mio desiderio è quello che ho manifestato la scorsa settimana, voglio rimanere al Belluno».

Ore 12.50 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Richiamato dall’inattività dal ds Denis Fiorin, Carmine Parlato a Sacile (due stagioni) era rinato. Dopo Sacile la promozione e lo scudetto di Lega D con il Pordenone e la chiamata nella sua Padova per guidare i Biancoscudati, amati e seguiti in casa da 5 mila spettatori. A Sacile, Carmine Parlato ha subito domenica un duro colpo. Sconfitto dal gol di Dario Sottovia e più ancora dalle paratone di Alessandro Favaro (classe ’95), il Padova ha visto l’Altovicentino (2-1 al Belluno) staccarsi e portarsi solo in testa con 3 punti di vantaggio. Troppo presto per definire determinante il ko nella lotta per la promozione. Certo è che più di qualcuno in riva al Livenza sognava questo momento per ripagare Parlato dallo sgarbo dell’estate 2013, quando abbandonò casa Presotto per passare ai cugini del capoluogo. ZIRORING – Non è stata la solita vittoria tutta bollicine da Zirolandia. Contro il Padova, Favret e compagni hanno lottato e sofferto su ogni pallone, da Favaro a Cima (entrato nel recupero). Una gara d’altri tempi, davanti a mille spettatori: record stagionale al XXV Aprile. «Sì – sorride Denis Fiorin -, sembrava una partita del campionato inglese. Cielo grigio e pioggia incluse nel prezzo. Non abbiamo giocato bene come al solito, è vero. Però i ragazzi hanno dimostrato di saper essere, oltre che giocolieri, anche autentici guerrieri». ZIROSHOP – Parlato nel dopo gara ha sottolineato la super prestazione di Favaro e ricordato le assenze di Ferretti e Cunico per giustificare parzialmente la sconfitta. «Il calcio è davvero cambiato – ribatte il ds liventino – se una società con tale rosa e tanta disponibilità economica si mette a piangere per l’assenza di un paio di giocatori e per essere stata costretta a schierare in attacco Tiboni, ex Atalanta e Udinese in A. A noi – ricorda – mancava Manucci (300 gare fra i Pro) e abbiamo rimesso in piedi Sottovia solo 30′ prima dell’inizio. Abbiamo giocato con 5 fuoriquota, due dei quali nella nostra difesa a tre. Stiamo facendo troppo bene – quanto vera sarà la preoccupazione di Fiorin? -. Padova, Altovicentino e parecchie società di LegaPro bussano alla nostra porta per Spagnoli (sono Bassano e Venezia) e Peressini. Biasi Manolache? Vogliamo toglierlo dal mercato. Finirà che dopo gennaio resteremo con Juniores, Allievi e qualche “vecchietto”». RINGRAZIAMENTI – La società ha voluto ringraziare pubblicamente tutto il personale, gli addetti alla sicurezza e gli stewart che hanno lavorato per accogliere e assistere i supporter patavini. Al collaudato team di Presotto sono arrivati i complimenti della Questura.

Ore 12.40 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Dario Sottovia e Alessandro Favaro: sono gli “eroi” liventini che hanno fermato il Padova. Uno che fa, l’altro che non fa fare. «Il gol? sarebbe stato imperdonabile – dice Sottovia – mancare quell’occasione. Petkovic, portiere dei biancoscudati, aveva già fatto un miracolo respingendo la botta di Spagnoli. Io sono arrivato con tempismo sulla palla e l’ho cacciata dentro». Sottovia non avrebbe nemmeno duvuto giocare. «Vero – annuisce -, lo staff medico mi ha rimesso in piedi in tempo. È a loro che dedico il mio gol. Il vero eroe però – conclude – è stato Alessandro». Ironia della sorte, Favaro era un pallino di Parlato già la scorsa stagione, quando allenava il Pordenone. Ha avuto la conferma di aver visto giusto a sue stesse spese. «Sono molto contento – ammette con grande modestia il numero uno – di quello che sono riuscito a fare proprio nella partita che tutti aspettavano con la capolista. La parata più difficile? Quella sul piazzato di Atai, quando ho letteralmente tolto dalla porta la palla calciata da Atai. Gli applausi dei nostri tifosi? Una grande emozione».

Ore 12.30 – (Messaggero Veneto) Sacile si è risvegliata sotto i riflettori. Come se la notte non fosse ancora trascorsa. Non poteva essere altrimenti: quando si infligge il primo ko stagionale a una corazzata che sino a quel momento in trasferta aveva sempre vinto, è normale essere al centro dell’attenzione. Il Padova dell’ex Carmine Parlato (dopo il 2-2 dell’anno scorso col Pordenone, il XXV aprile evidentemente gli va ancora indigesto) ha lasciato imbattibilità e primato in riva al Livenza, mentre la Sacilese ha cancellato in un solo colpo le perplessità per le due sconfitte precedenti, regalandosi una straordinaria iniezione di fiducia. E’ stata una vittoria voluta, sudata, ottenuta al termine di una gara di un’intensità da categoria superiore. L’hanno firmata Sottovia, autore del gol decisivo, e Favaro con le sue prodezze tra i pali. Ma sarebbe riduttivo circoscrivere a due nomi i meriti di un’impresa collettiva, preparata nei minimi dettagli da Mauro Zironelli, abile a capire che il Padova si poteva battere soltanto con grinta e una buona dose di sfrontatezza. Non per nulla ha rischiato due ’96 (Peressini e Biasi) in difesa, pur di non sacrificare le incursioni di Beccia. E’ stato un successo pagato pure a caro prezzo in termini di uomini. Basti pensare che domenica a Castefranco non ci saranno gli squalificati Favret e Boscolo Papo, in pratica i perni centrali del centrocampo titolare, e che a Beccaro ieri è stata diagnosticata una frattura al setto nasale. Non è escluso che possa decidere di scendere in campo comunque, con l’utilizzo di una maschera di protezione. L’affermazione della Sacilese, a parte la mini-fuga in testa dell’Altovicentino, non ha provocato altri scossoni in classifica. Questo per merito dell’infallibilite della rivale play-off: una in particolare il Tamai, ancora lì, a due sole lunghezze. I mobilieri hanno rullato il Mori Santo Stefano, riservandogli più o meno lo stesso trattamento offerto al Montebelluna la settimana prima. Sette gol in due gare (e nessuno al passivo). L’attacco di De Agostini ha messo il turbo. Se si pensa che dal via del campionato in casa erano arrivate soltanto 5 reti, non può che definirsi fiammata. Da cui emerge il volto di Riccardo Zambon: seconda doppietta consecutiva per il bomber. Tamai in gran spolvero prima di recarsi allo stadio Rocco. Al galà con l’abito della festa.

Ore 12.20 – (Messaggero Veneto) Mercato dei dilettanti da ieri ufficialmente aperto. E primi colpi in arrivo. Reduce dall’immeritata sconfitta di Mogliano, in cui ha realizzato il suo primo gol (una prodezza) in maglia rossonera l’esterno Marco Ortolan, il Fontanafredda dovrebbe ben presto consolarsi con l’ingaggio ufficiale del difensore Marco Frison (classe ’95), che già da qualche tempo si sta allenando alla corte di mister De Pieri. Un rinforzo prezioso, l’ex Pordenone (e Udinese), che può ricoprire diversi ruoli del pacchetto arretrato. Per un acquisto ormai in dirittura d’arrivo, un altro che sfuma: l’attaccante Davide Diaw (’91) ha rifiutato l’offerta rossonera. Potrebbe, viceversa, accettare la corte del Cjarlins Muzane, capolista d’Eccellenza. Mercato dei dilettanti che si intreccia con i professionisti per la Sacilese. Richiestissimo l’attaccante Alberto Spagnoli (’94): sulle sue tracce ci sarebbero Bassano e Venezia. Anche sulla scia delle due ottime prestazioni con Arzichiampo e Biancoscudati Padova, diverse sirene pure per il difensore Alex Biasi Manolache (’96), di proprietà dell’Inter e in prestito ai liventini. Lo vogliono Altovicentino e Padova, ma la Sacilese è intenzionata a resistere.

Ore 12.00 – (Mattino di Padova) Il mercato inizia per tutti, anche per le altre quattro padovane di serie D che militano nel girone D. E a parte dalla Thermal, ancora chiusa nel suo silenzio stampa, cominciano a filtrare le prime voci. Abano. La squadra immediatamente attiva, suo malgrado, è l’Abano. Suo malgrado, perché i primi movimenti, oltre al già annunciato innesto del centrocampista olandese Bruinier, sono in uscita: per un motivo o per l’altro, da questa settimana Massimiliano De Mozzi dovrà salutare sei giocatori. Giovanni Guccione andrà al Villafranca Veronese, squadra di serie D (girone B), e farà le valigie anche il giovane centrocampista Andrea Danieletto, che per motivi di studio lascerà la D per passare in Promozione al Ponte S. Nicolò Polverara. I problemi peggiori, però, sono in difesa: oltre a Bilato (stagione finita per rottura del crociato) se ne andrà anche Zompa, che non riesce a gestire calcio e studi (frequenta l’ università): per arrivare a un difensore importante sarà necessario il sacrificio di Da Ros. «Abbiamo dovuto fare delle scelte tutt’altro che facili», spiega il diesse Andrea Maniero. Beccaro, infine, verrà ceduto in prestito per permettergli di trovare maggiore continuità. E a quel punto di aprirà la caccia ad un’altra prima punta che assicuri quei gol necessari per tenersi lontano dalla zona retrocessione. San Paolo. La situazione è diversa in via Canestrini, dove prima di mettere mano alla squadra bisognerà attendere l’imminente passaggio di proprietà. Le (poche) indiscrezioni sul mercato, dunque, si limitano alle uscite: a sorpresa, Jaroslav Sedivec potrebbe presto fare le valigie per motivi familiari, e salutare l’Atletico San Paolo dopo solo un mese e mezzo dal suo arrivo. Se così fosse, si cercherà ovviamente un’altra prima punta di esperienza, oltre ad un centrale difensivo che possa giocare al fianco di capitan Caco. Este. Potrebbe arrivare un innesto in difesa, soprattutto nella zona centrale dalla quale anche sabato nel derby sono giunti i problemi maggiori. Gal e Di Bari evidentemente non convincono, visto che contro il San Paolo, in presenza dell’infortunio di Meneghello, il tecnico ha preferito inserire il terzino Piva invece di uno dei due centrali in panchina. Si cercherà quindi un centrale che possa dare maggiori garanzie ad una difesa che, sin qui ha comunque saputo mostrare buone cose, mentre in attacco, con Emiliano Bonazzoli pronto al rientro, occhio alle possibili uscite: Rondon e Rubbo non si toccano, ma uno tra i giovani Rampin e Bernardelle potrebbe decidere di cercare maggiori fortune altrove.

Ore 11.40 – (Gazzettino) Juniores Nazionali. Risorge l’Este nel girone C: la squadra alla deriva nelle ultime prestazioni ha un sussulto d’orgoglio e batte i veronesi del Legnago per 2-1. Pur giocando gran parte della gara in dieci gli estensi vanno in vantaggio con Marinelli e raddoppiano con Spoladore, nel finale accorcia il Legnago che si è visto parare un rigore dall’ottimo Berardelli sullo 0-0. Nel girone D ritorna a correre il Padova che fatica all’inizio ma una volta rotto il ghiaccio con Montinaro cala una cinquina al Dro. Dopo il 2-0 di Minozzi, nella ripresa arrotondano il risultato le reti di Marcandella, Formigoni ed un autogol. Settimo pareggio nelle ultime otto gare nel girone G per l’Atletico San Paolo che, in formazione rimaneggiata, non va oltre lo 0-0 in casa del Castelfidardo. Atletico San Paolo che affianca al terzo posto la Vis Pesaro, avversaria del prossimo turno. Bene il Thermal Abano Teolo che fa vedere i sorci verdi al Delta Porto Tolle: è una doppietta di Walter Munari a consentire ai termali di fermare meritatamente la capolista (2-2). Pareggio senza reti per l’Abano in quel di Recanati che conferma il peggiore attacco del girone per gli aponensi (solo sei reti). GIRONE D: Belluno-Sacilese 0-9; Mezzocorona-Montebelluna 4-2; Triestina-Union Ripa 0-1; Mori-Union Pro 4-1; Fontanafredda-Tamai 2-0; Biancoscudati Padova-Dro 5-0; Giorgione-Kras Repen 3-2. Classifica: Biancoscudati Padova 27, Union Ripa 24, Mezzocorona 23, Giorgione 22, Triestina e Fontanafredda 18, Sacilese 17, Mori 14, Union Pro 13, Kras Repen 9, Montebelluna e Dro 8, Tamai 6, Belluno 5.

Ore 11.30 – UFFICIALE: EMIL ZUBIN È DEL PADOVA! L’attaccante sarà presentato alle ore 14.00 allo stadio Appiani.

Ore 11.20 – (Gazzettino) Il mercato del Padova non si ferma comunque a Zubin. Piace anche il padovano Marco Beccaro in forza alla Sacilese, altro giocatore dalle spiccate qualità offensive, e in campo l’altro ieri proprio nella sfida contro i biancoscudati. «Al momento non c’è una trattativa – spiega il suo procuratore Francioni – Ho fatto due parole con Parlato mercoledì scorso, e so che gli piace molto il ragazzo, tanto che lo avrebbe voluto anche l’anno scorso al Pordenone. Beccaro sta bene a Sacile, ma se dovesse chiamare il Padova ne sarebbe lusingato dato che è padovano ed è cresciuto nel settore giovanile biancoscudato». Tra gli indiziati ad approdare al Padova anche il giovane Bearzotti, esterno alto classe 1996, che Parlato ha avuto nel passato campionato al Pordenone. Attualmente tesserato con il Verona (gioca con la squadra Primavera) è un cosiddetto “giovane di serie professionista” e in questo caso la cessione a titolo temporaneo per scendere nei dilettanti può essere fatta solo dal 5 gennaio 2015. Lo stesso principio per il quale lasceranno a quella data la rosa biancoscudata Bragagnolo, Bruzzi e Montinaro per fare ritorno rispettivamente a Vicenza, Lecce e Livorno.

Ore 11.10 – (Gazzettino) A tagliare la testa al toro sull’approdo dell’attaccante all’ombra del Santo sono due presidenti. Tanto per cominciare, Lovisa del Pordenone: «Zubin è del Padova». Esplicito anche il patron Dalle Rive dell’Altovicentino: «È sicuro, va a Padova». Proprio il club vicentino, antagonista dei biancoscudati in campionato, ha corteggiato nei giorni scorsi la punta ex Pordenone, anche se al riguardo Dalle Rive smentisce: «Non l’ho mai trattato». Zubin in biancoscudato, ma non subito utilizzabile. Per vederlo in campo bisognerà infatti aspettare l’ultima giornata di andata in programma domenica 4 gennaio 2015, proprio nello scontro diretto in trasferta con l’Altovicentino. Per i giocatori che arrivano dai campionati professionisti, il regolamento prevede che possano debuttare tra i dilettanti non prima di un mese dal giorno dell’ultima partita da loro disputata. Nel caso di Zubin si tratta di Pordenone-Renate del 22 novembre scorso. Questo vuole dire che può essere a disposizione del Padova a partire da martedì 23 dicembre, ma dopo la penultima giornata in programma domenica 21 il campionato si fermerà per la sosta natalizia riprendendo appunto domenica 4 gennaio.

Ore 11.00 – (Gazzettino) Emil Zubin a un passo dal Padova, mancano solo i dettagli. Oggi sarà il giorno della “classica” fumata bianca, dopo che ieri l’attaccante croato ha rescisso consensualmente il contratto che lo legava al Pordenone, club con il quale ha realizzato 45 gol in due stagioni di serie D e due sigilli quest’anno in Lega Pro, indossando tra l’altro la fascia di capitano. Insomma, uno dei punti di forza dei friulani che l’anno scorso guidati da Carmine Parlato hanno vinto campionato nazionale dilettanti e scudetto. E proprio il tecnico biancoscudato è pronto a riabbracciarlo. Per Zubin (37 anni) al Padova si parla di un contratto fino al termine della stagione, anche se in attesa dell’ufficialità sia il direttore sportivo Fabrizio De Poli e sia il giocatore sembrano andarci con i piedi di piombo sull’esito finale della trattativa. «Ci siamo dati appuntamento domani in mattinata (oggi per chi legge, ndr) -afferma De Poli – Sono abbastanza fiducioso». Così Zubin: «La scelta è stata fatta, ma non fatemi dire niente prima del tempo. Dionisi, Niccolini e Ferretti sono felici se arrivo in biancoscudato? Tutti amici che conosco molto bene, di sicuro abbiamo passato insieme delle belle sensazioni».

Ore 10.50 – (Gazzettino) «Sono contento per il mio gol. Ho rivisto la partita in televisione, fa un bell’effetto». Le parole sono di Dario Sottovia, padovano di Campodarsego e autore del sigillo che ha permesso alla Sacilese di condannare il Padova alla prima sconfitta in campionato. «Dopo la gara ho sentito qualche amico che mi ha fatto i complimenti, è normale quando segni a una squadra importante come il Padova. È stato il mio ottavo sigillo stagionale, ho dimostrato di esserci. Ma il merito di questa vittoria è di tutta la squadra e il nostro portiere è stato uno dei migliori in campo con almeno quattro parate decisive». L’anno scorso Sottovia era compagno di squadra al Marano di Cunico e Ferretti. «Ci siamo salutati e abbiamo parlato un po’ della partita. Meritava qualcosa di più il Padova, ma si sa che il calcio è così. Siamo stati bravi e un po’ fortunati». Quindi aggiunge: «Non capita tutti i giorni di giocare davanti a un pubblico come quello di domenica, e il merito è dei biancoscudati che hanno un tifo allucinante. È stato senz’altro bello giocare davanti a tante persone, in quelle condizioni gli stimoli sono molti».

Ore 10.40 – Disponibile a questo link l’intervista rilasciata al “Messaggero Veneto” da Emil Zubin, il quale conferma il suo arrivo al Padova.

Ore 10.30 – (Mattino di Padova) Tutti i reparti della squadra saranno interessati? «Noi stiamo proprio pensando, ruolo del portiere a parte, su cui siamo coperti, di intervenire sia su difesa, che su centrocampo e attacco». Partiamo dal settore avanzato: se arriva Zubin, parte Tiboni. E potrebbe essere che Parlato, con l’ex Pordenone, cambi modulo, passando al “4-3-1-2”? «Zubin, lo sapete, ci interessa, ma piace molto pure al mio collega Dalle Rive (patron dell’Altovicentino, ndr), che gli ha fatto una grossa offerta. Stiamo aspettando la sua risposta, ci auguriamo ovviamente che preferisca noi. Quanto a Tiboni, è prematuro fare certi discorsi. Vedremo… Il modulo variato? Sì, potrebbe essere che il mister cambi qualcosa (Cunico dietro alla coppia Zubin-Ferretti?)». Andiamo oltre Zubin-Tiboni. L’identikit degli altri possibili rinforzi? «Diciamo che a centrocampo ci serve un’alternativa ai vari Nichele e Segato che sia giovane e abbia caratteristiche simili a quelle di Mazzocco. Ancora – ma credo lo faremo a gennaio – un ricambio in difesa sulla sinistra e, se ci riesce, un esterno alto, che sia in grado di coprire entrambe le fasce. Chi andrà via? Beh, alcuni nomi sono usciti sui giornali, sono i ragazzi in prestito. Ma dovremo parlare con loro, oltrechè con i club di appartenenza, per vedere se accetteranno di rientrare alla base». Per concludere, cosa dice ai tifosi, soprattutto agli eterni scontenti? «Se leggo i siti, trovo i soliti noti a dissentire. Ma non è il caso di darvi troppo peso. Alla piazza, nella sua globalità, garantisco che compiremo il massimo sforzo, anche in termini economici, ma sempre attenti a non fare il passo più lungo della gamba».

Ore 10.20 – (Mattino di Padova) Un punto nelle ultime due partite testimonia comunque una flessione. Che cosa ci vuole, allora, al Padova per tornare quello di prima? «Quando mancano un paio di giocatori di riferimento, la squadra va in difficoltà, ma non per mancanza di capacità, bensì proprio perché quei giocatori sono di riferimento per gli altri. Un attaccante (Ferretti, ndr) che tiene su la squadra è importantissimo, al di là che faccia o meno gol, in quanto evita la pressione che ultimamente ha subìto la nostra difesa. Un reparto, quest’ultimo, buono, ma che se viene schiacciato con insistenza verso la propria area diventa anche vulnerabile. Ripeto, abbiamo pagato assenze pesanti, e credo che Parlato, tra squalifiche e infortuni, non abbia quasi mai proposto la stessa formazione nelle tredici gare disputate. Poi, ovviamente, ciò che cerchiamo di fare è individuare quelle 2-3 alternative dello stesso livello che ci permettano di far fronte a determinati forfait di pedine-chiave senza patire conseguenze eccessive». In queste ore tiene banco il mercato. A parte Zubin, obiettivo per l’attacco che sembra vicinissimo (ne parliamo nella pagina accanto), come imposterete la campagna acquisti? Puntando su giocatori di esperienza o sul ricambio degli “under”, con i quali in serie D si può andare lontano? «Bisogna fare al meglio le due cose: i giovani, vedrete, saranno quelli che determineranno la differenza, devono essere costantemente in campo e stiamo cercandone 2-3 che ci consentano la tranquillità sotto tale punto di vista. Quanto all’esperienza, è un discorso altrettanto importante, perché nella categoria i “vecchi” spesso sono determinanti».

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) «Sarà così pure domenica prossima, perché non è che le squadre che affrontiamo di volta in volta si presentino dimesse, anzi: contro di noi giocano tutte e ci mettono più impegno. E chi è andato a vedere l’Altovicentino contro il Belluno riferisce che il nostro primo concorrente, nonostante sia davanti, non sembra essere proprio al massimo (ha realizzato il 2-1 in pieno recupero, e con un’azione viziata da un fallo, ndr)». Vuol dire che le difficoltà ci sono per tutti? «Certo. Abbiamo detto all’inizio che tenteremo di arrivare primi nel girone, ma non è matematico che si vinca il campionato, questo dev’essere chiaro. Ne sapremo di più a febbraio e marzo, penso che lì i punti saranno importanti e peseranno non poco». Se non abbiamo capito male, proprio riallacciandosi alla nascita del club a fine luglio e alla partenza della squadra, il 5 agosto, per il ritiro di Asiago, lei avrebbe firmato per essere quattro mesi dopo nell’attuale situazione di classifica. «L’avrei sottoscritto sicuramente per la corsa che stiamo facendo, proprio perché, non conoscendo la categoria nè i giocatori che formavano la rosa, abbiamo costituito una squadra numericamente ampia, al cui interno adesso bisogna operare delle scelte, effettuare degli interventi mirati e ridurre, in qualche caso, gli elementi a disposizione dell’allenatore. Ci vogliono la qualità e l’intercambiabilità nei vari ruoli, ed è ciò a cui mira il nostro direttore sportivo».

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Presidente Giuseppe Bergamin, la Biancoscudati Padova è caduta alla tredicesima giornata, dopo 10 vittorie e 2 pareggi. Adesso è seconda, a tre lunghezze dall’Altovicentino capolista e ancora imbattuto. Qualcuno dice: troppo bello per essere vero sin qui. Lei cosa risponde? «Che siamo ad un terzo del campionato e che, se abbiamo raccolto 32 punti in 13 partite, allora ci può stare che ne mettiamo insieme altri 50 nelle 21 che restano. E 50 + 32 fa 82. L’anno scorso il Pordenone è arrivato primo con 84 punti, per cui fate un po’ voi i conti…». Ne mancherebbero due all’appello. «Appunto. E allora, per completare la risposta, dico che siamo soddisfatti del trend attuale, è una media alta. Certe flessioni erano da prevedere, aggiungerei che sono quasi fisiologiche per motivi che non sto qui ad elencare, ma non vorrei che si entrasse nell’ordine di idee che questa squadra ha dei problemi seri». Insomma, gli allarmismi, come quelli lanciati nelle ultime ore dai soliti incontentabili e da qualche “gufo” di troppo, non sarebbero giustificati. «Gli allarmismi magari è giusto che affiorino se c’era chi immaginava successi a raffica consecutivi, ma nessuno di noi aveva mai pensato o promesso di fare man bassa. Che il campionato sia difficile ogni domenica lo abbiamo constatato proprio a Sacile, di fronte ad un avversario attrezzato, esperto e che, al di là del risultato, ci ha messo in difficoltà, nonostante la nostra buona prestazione».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Entro la fine della settimana si cercherà di ufficializzare anche il nuovo terzino sinistro, che dovrà affiancare Degrassi: ieri era rimbalzata un’altra voce sul giovane Paolo Pellicanò del Belluno, ma la pista sembra definitivamente chiusa dopo la volontà di rimanere, espressa dal giocatore una settimana fa. Sul taccuino di Fabrizio De Poli ci sono infatti due-tre nomi per quel ruolo, giovani di proprietà di squadre di Lega Pro. E poi? E poi potrebbe arrivare un’altra punta, e un centrocampista giovane, simile per caratteristiche a Mazzocco. Infine a gennaio, quando aprirà il mercato professionisti, arriverà anche l’esterno classe ’96 del Verona Enrico Bearzotti, altro protagonista della cavalcata del Pordenone la passata stagione. La squadra. In attesa di Zubin, il Padova riprenderà ad allenarsi oggi pomeriggio alle 14.30 all’Appiani. In vista del match di domenica col Legnago, rientreranno dalla squalifica Cunico e Nichele, con quest’ultimo che dovrà probabilmente giocare con una mascherina dopo la rottura del setto nasale rimediata contro la Clodiense. Ferretti, invece, ieri ha effettuato un’ecografia di controllo, e se la contrattura al flessore sarà risolta del tutto potrebbe tornare a pieno regime. Giovedì pomeriggio, con inizio alle 14.30, i biancoscudati sosterranno la classica amichevole di metà settimana a Curtarolo, affrontando la locale formazione che milita in Prima.

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) L’attaccante già oggi pomeriggio potrebbe firmare il contratto con il Padova, e solo allora, quando i giochi saranno fatti e non sarà più tecnicamente possibile che arrivi un’altra offerta da Valdagno, il matrimonio sarà ufficialmente annunciato. Da quel momento in poi, Zubin potrà immediatamente mettersi a disposizione di Parlato, che potrà così inserirlo negli schemi biancoscudati. Per vederlo in campo in gara ufficiale, però, sarà necessario attendere un altro mese, ovvero la sfida del 4 gennaio contro l’Altovicentino. Si cambia. Con l’arrivo ormai imminente di Zubin, il Padova potrebbe cambiare pelle. L’idea è quella di un attacco a due costituito dallo sloveno e dal Rulo Ferretti, con capitan Cunico dietro in posizione di trequartista. Una prospettiva di certo affascinante, ma che vedrebbe relegati a posizione di comprimari i vari Aperi, Ilari e Petrilli. Quest’ultimo non è escluso che possa trovare per questo un’altra sistemazione, con anche Cristian Tiboni, a questo punto, probabilmente in partenza.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) È tutto fatto, ma nessuno si azzarda a dirlo. Emil Zubin ha detto sì al Padova, sarà lui il nuovo attaccante biancoscudato. Eppure né il diretto interessato, né la società o l’allenatore biancoscudato si sbilanciano ad annunciarlo. Perché dietro l’angolo c’è Rino Dalle Rive, patron dell’Altovicentino, che ha provato fino all’ultimo secondo a strapparlo ai biancoscudati con un’offerta, alzatasi ancora nel pomeriggio di ieri, che gli addetti ai lavori etichettano come “esorbitante”. La volontà del giocatore, però, non ha prezzo: Zubin ha scelto Padova per riabbracciare il suo vecchio allenatore, Carmine Parlato, i tanti amici già nello spogliatoio, come Nichele e Niccolini, e per tentare la sfida ad una piazza di assoluto prestigio. «Ho rescisso con il Pordenone, mi spiace ma più di così non posso sbilanciarmi», ci ha detto ieri Zubin, contattato nel pomeriggio dopo aver salutato i compagni in neroverde. «Quando tutto sarà deciso potremo parlare di tutta l’operazione e delle offerte che mi sono arrivate, ma per ora è meglio aspettare un attimo».

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) Da qui la necessità di acquistare un attaccante. Zubin, 37 anni, è quanto serve al Padova. Attaccante pronto, conosce la categoria e gli schemi dell’allenatore, lo scorso anno ha segnato 27 gol in 28 partite. Gli ultimi rumours davano il centravanti di Capodistria in procinto di accettare l’offerta del Padova. Il ds Fabrizio De Poli, morde il freno, scottato dai precedenti. Quello di Minincleri, che si allenò per tutto il ritiro coi biancoscudati per poi scegliere Siena in assenza della firma necessaria sul contratto e quello di Cesca (accordo verbale ma pasticcio burocratico con conseguente necessità di virare su Tiboni): «Noi la nostra offerta l’abbiamo fatta – spiega ancora De Poli – non vogliamo alimentare aste con l’altra società (l’Alto Vicentino ndr ) e siamo ben convinti e sereni su quello che dobbiamo fare». Arriveranno con ogni probabilità anche un esterno basso (piace Pellicanò del Belluno, anche dopo un primo diniego del giocatore) e un esterno alto giovane: in quest’ultimo caso Bearzotti del Verona è qualcosa più di un’idea, anche se bisognerà attendere la riapertura delle liste dei campionati professionistici per mettere nero su bianco.

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) Rescissione con il Pordenone, poi il Padova favorito sull’Alto Vicentino. Emil Zubin è pronto a cambiare maglia ritrovando l’ex allenatore Carmine Parlato, con il quale lo scorso anno fu protagonista di una straordinaria cavalcata promozione. La prima sconfitta stagionale dei biancoscudati, domenica a Sacile, e il contemporaneo successo dell’Alto Vicentino sul Belluno hanno convinto la dirigenza a scendere in campo pesantemente per rinforzare la rosa. La classifica segnala un ritardo di 3 punti sulla capolista e una condizione fisica generalmente in calo: «Ma non è affatto vero – sottolinea il ds Fabrizio De Poli – a Sacile abbiamo giocato un’ottima partita e non avremmo meritato di perdere. La squadra ha attaccato fino all’ultimo, disputando una ripresa sempre all’attacco». I problemi, secondo De Poli, sono altri. Ad esempio le condizioni di Gustavo Ferretti. Si sta attendendo l’esito dell’ecografia per valutare l’entità del problema muscolare sofferto dal centravanti argentino e che lo ha obbligato a uscire di scena nella partita contro la Clodiense: «Siamo in attesa di valutare la situazione – ammette il ds – siamo consci dell’importanza di Ferretti nel nostro scacchiere e non vogliamo correre rischi che si infortuni nuovamente».

Ore 08.38 – Serie D girone C, il prossimo turno (quattordicesima giornata, domenica 7 dicembre ore 14.30): ArziChiampo-AltoVicentino, Belluno-Kras Repen, Clodiense-Dro, Fontanafredda-Montebelluna, Giorgione-Sacilese, Mezzocorona-Union Ripa La Fenadora, Mori Santo Stefano-Union Pro, Padova-Legnago, Triestina-Tamai.

Ore 08.36 – Serie D girone C, la classifica aggiornata: AltoVicentino 35, Padova 32, Belluno 29, Union Ripa La Fenadora 25, Sacilese 24, Montebelluna e Tamai 22, Clodiense 21, Giorgione 16, ArziChiampo 15, Fontanafredda e Legnago 14, Union Pro 13, Dro 12, Kras Repen 10, Mori Santo Stefano e Triestina 6, Mezzocorona 3.

Ore 08.34 – Serie D girone C, i risultati della tredicesima giornata: AltoVicentino-Belluno 2-1 (21′ pt Corbanese, 34′ pt Dal Dosso, 47′ st Paganelli), Sacilese- Padova 1-0 (44′ pt Sottovia), Dro-Triestina 1-1 (42′ pt Proia, Ciurletti), Kras Repen-Giorgione 1-2 (25′ pt Knezevis, Mattioli, Gazzola), Legnago-Clodiense 1-2 (18′ pt e 42′ pt Isotti, 8′ st Valente), Montebelluna-Mezzocorona 2-0 (Giglio, Scarpa), Tamai-Mori Santo Stefano 3-0 (26′ pt Furlan, 26′ st Zambon, 40′ st Zambon), Union Pro-Fontanafredda 2-1 (1′ pt Rossi su rigore, 12′ pt Ortolan, 41′ st Nobile), Union Ripa La Fenadora-ArziChiampo 3-2 (10′ pt e 27′ pt Brotto, 23′ st Carlotto, 28′ st Trinchieri, 48′ st Brotto)

Ore 08.32 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.30 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Macron Store, Supermercati Alì, Maglietteveloci.it, Studio Pignatelli Netstore, InterBrau Birra Antoniana, Zero Emissioni, Ecosystem, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 1 dicembre: giornata di riposo per i Biancoscudati dopo la sconfitta di Sacile. Apre ufficialmente il mercato, manca solo l’ufficialità per Zubin.

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