Live 24! Belluno-Padova, -5: primo allenamento settimanale all’Appiani per i Biancoscudati, a parte Zubin e Ferretti ma si rivede Busetto

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Ore 21.40 – (Trentino) I playout sono ormai quasi irraggiungibili, ma Lomi e i suoi non mollano la presa. Almeno per ora. In Piana Rotaliana sono, più di ogni altro momento in passato, giorni decisivi per il futuro della società gialloverde e le notizie arrivate dal Tribunale di Trento ieri non fanno ben sperare. L’allenatore rotaliano e i giocatori, encomiabili per impegno anche domenica a Castelfranco Veneto nonostante la sconfitta finale, aspettano novità. O, per meglio dire, conferme. Giovedì scorso il presidente Alberto Grassi ha incontrato staff tecnico e squadra e ha garantito che, entro metà settimana, una delle mensilità arretrate sarebbe stata saldata a quasi tutti i calciatori della rosa. Non tutti prenderanno i soldi, ma questo rientra all’interno di un accordo che allenatori e giocatori hanno stipulato all’interno dello spogliatoio. Tradotto: una parte dei calciatori rinuncerà al bonifico per permettere a chi “vive” di calcio di percepire l’intera somma. La situazione resta difficile perché, come è bene ricordare, ad oggi la società ha provveduto a versare solamente i rimborsi spese di agosto, settembre e la metà delle spettanze di ottobre. All’appello, dunque, mancano ancora tre mensilità e mezza, che dovrebbero diventare due e mezza nelle prossime ore. Eppure il Tribunale di Trento non ha accettato la richiesta di concordato preventivo di Grassi per la sua ditta, la “Quadro uno” e dunque l’unica strada che sembra restare aperta per il presidente del Mezzocorona è quella del fallimento. Lomi e la “truppa”, non potendo far altro, però attendono l’evolversi degli eventi: Grassi si è sbilanciato in prima persona con tutta la squadra e, dunque, questa potrebbe essere la volta buona dopo tante (troppe) promesse disattese. Intanto alcuni ex tesserati gialloverdi, per la precisione un allenatore del settore giovanile e alcuni giocatori che lo scorso anno facevano parte della rosa della prima squadra, hanno aperto ufficialmente la vertenza economica nei confronti della società di via San Giovanni Bosco. Chi tramite il proprio legale e chi con l’aiuto dell’Aic (Associazione Italiana Calciatori) che, in casi come questi, offre patrocinio gratuito a tutti i tesserati, si è rivolto alla Cae (Commissione Accordi Economici) della Lega Nazionale Dilettanti per ottenere il pagamento di quanto pattuito e mai percepito. I tempi di pronunciamento della Cae (se non ci sarà un accordo tra le parti che, a questo punto, appare molto improbabile) non saranno brevissimi (solitamente passano alcuni mesi) e, dunque, eventuali sanzioni ai danni della società si rifletteranno a partire dalla prossima stagione (per quest’anno ci sono già stati i 4 punti di penalizzazione di inizio campionato). In questo clima la squadra oggi riprenderà ad allenarsi in vista del derby di domenica prossima contro il Dro: se la mensilità promessa arriverà, allora il “Mezzo” continuerà la propria avventura, altrimenti domenica prossima potrebbe essere la giornata del “liberi tutti” o quasi. Il Tribunale di Trento il suo responso lo ha dato. Poche ore e se ne saprà di più riguardo al futuro della prima squadra gialloverde.

Ore 21.20 – (Il Piccolo) L’emozione dei tifosi è giustificata: mai negli ultimi anni si era vista una Triestina vincere in rimonta con due gol negli ultimi cinque minuti in casa della seconda in classifica. Il successo di domenica a Valdagno porta come immediata conseguenza un pizzico di entusiasmo in più tra i tifosi, una maggiore consapevolezza nei giocatori e un modesto beneficio in classifica. «Abbiamo avuto l’occasione per recuperare quei punti lasciati contro l’Arzignano e il Kras» è stato il pensiero di Ferazzoli a fine partita. Come dire: siamo stati bravi ma teniamo i piedi per terra. Fa bene il tecnico. Perché se la Triestina giocasse altre cento volte la partita di domenica con l’Altovicentino le chance di vittoria sarebbero bassissime. È il bello del calcio direbbe qualcuno. Sul piano razionale invece c’è da dire che la Triestina è stata sempre in grado di tenere in tensione la partita e al tempo stesso l’Altovicentino è stato capace invece di compiere due ingenuità e mezza in occasione dei tre gol dell’Unione. L’approccio degli alabardati ha caratterizzato però gli ultimi due mesi della gestione Ferazzoli e in particolare le sei gare del girone di ritorno. Poi ci sono gli episodi a favore o contro che determinano i risultati. Ma la squadra ormai ha un equilibrio da quando Crosato è rientrato in pianta stabile a destra in difesa, Bedin (pur non sempre costante) a centrocampo, con Manzo (ora assente) a fare da cerniera con l’attacco e soprattutto Rocco davanti. C’è anche da dire che tutti i giocatori cominciano a cercarsi e ad aiutarsi. Insomma da alcune settimane la squadra è diventata tale e questo aspetto potrebbe essere il più importante per un rush finale che è in salita. L’arma decisiva è Rocco, uomo capace di segnare anche quando gioca isolato. È un attaccante di razza che ha nella tenuta fisica una dote in più. Se avesse come spalla un attaccante meno estroso e più concreto di Milicevic (capace di grandi colpi alternati a momenti di pausa) potrebbe incrementare il suo rendimento (come è successo domenica dopo l’ingresso di Giordano). Ma ormai il gruppo è questo e Ferazzoli deve arrangiarsi. Se il ruolino nelle prossime 11 gare fosse quello delle prime sei l’Unione sarebbe in grado di raccogliere quei venti punti che porterebbero la salvezza diretta. Ma le statistiche indicano solo un trend. La realtà è che l’Unione deve archiviare l’impresa di Valdagno e pensare al Giorgione. Una vittoria domenica al Rocco avrebbe finalmente effetti taumaturgici anche sulla classifica. La Triestina di questa stagione (ma anche nelle precedenti) non ha quasi mai metabolizzato queste sfide casalinghe. Se dovessero arrivare i tre punti sarebbe la partita della svolta in una stagione cominciata con un handicap che Ferazzoli, i ragazzi e i tifosi non si sono ancora scrollati di dosso.

Ore 21.00 – (Tribuna di Treviso) «Una finestra tra le stelle», come la canzone di Sanremo. E come sogna Matteo Giglio, arrivato con l’ultima doppietta a 11 gol e destinato a un futuro fra i professionisti. Come sperano Montebelluna e Union Pro, per le quali la zona playoff non è più un miraggio. Come si augura il Giorgione, che ha compiuto un altro passo avanti sulla strada della permanenza nella categoria. Come vorrebbero Alessandro Cattelan, che dopo quasi 4 anni è tornato a esultare in D, e Antonio Baggio, che a suon di reti cerca di ritrovare il posto fisso nell’undici di Paganin. Una domenica da incorniciare per le trevigiane dell’Interregionale. Tutte vittoriose. E grazie allo zampino dei bomber. La seconda doppietta stagionale di Giglio è valsa uno scalpo pesante: il Monte ha espugnato Sacile, raccogliendo il quarto risultato utile. Il 23enne pordenonese non segnava dal match con l’Arzichiampo del 14 dicembre. Un digiuno che si spiega con l’infortunio patito con il Giorgione e la difficoltà nel ritrovare la condizione. «Avevo preso una botta al ginocchio, un guaio alla cartilagine», racconta, «Sono rimasto fermo un mese. Poi ho dovuto caricare e faticavo a ingranare». Fatalità: quando Giglio è mancato, il Monte ha vissuto il momento più complicato; quando Giglio è tornato, la squadra ha ripreso a girare. Monte Giglio-dipendente? «Credo sia stata una coincidenza – osserva – Era un periodo difficile, in cui il gruppo non stava bene fisicamente. Non c’entravano la mia assenza o la mia forma precaria. E comunque ai gol hanno pensato altri. Erano mancati solo i risultati». È con l’umiltà che Matteo ha conquistato l’ambiente biancoceleste e spera di regalarsi il calcio dei pro’. Perché non tutti esplodono subito, lui ci è arrivato per gradi e ai piedi del Montello ha firmato la propria migliore stagione. Undici sigilli come lo strombazzato Cunico. Mai così tanti gol, mai così protagonista. «Uno score inaspettato, l’anno scorso mi ero fermato a 5», ammette, «Devo ringraziare Pasa, un vero maestro. Mi ha fatto cambiare posizione, dandomi preziosi consigli. Il professionismo? È il sogno di tutti, vedremo quel che accadrà». Nel mercato di dicembre, era stato corteggiato dalle “big” Padova e Altovicentino: «Ho voluto rispettare l’accordo. Non è mai facile cambiare a metà stagione». Se Giglio è il classico studente modello, Alessandro Cattelan ha sempre avuto la nomea del discolo. Etichetta dalla quale cerca di affrancarsi a Mogliano: sua la quarta marcatura a Legnago, la prima con la truppa di Feltrin. E la dedica è pepata: «A tutti quelli che non credevano in me o dicevano che non potessi fare questa categoria». Dove è tornato dopo il Purgatorio in Eccellenza: «Alla Liventina hanno deciso di lasciarmi a casa in ottobre, dopo che a luglio mi avevano confermato. Volevano risparmiare e hanno deciso di tagliare. Da dicembre sono alla Pro: ho deciso di rimettermi in gioco, questo deve essere l’anno del riscatto. Mi hanno fatto sentire a mio agio, siamo una famiglia». Lontani i tempi della Primavera del Milan con Darmian e Antonelli, ma lo spirito è quello giusto. Antonio Baggio è sbocciato invece nel vivaio del Cittadella e ha appena suggellato il successo del Giorgione sul Mezzocorona, toccando quota 8 gol. Il primato dei 5 centri è ampiamente superato. «A inizio torneo ero titolare, poi un paio di partite sottotono, Clodiense e Padova, hanno cambiato le carte in tavola», rivela, «Cerco il dare il massimo in settimana, farò di tutto per trovare continuità».

Ore 20.40 – (Messaggero Veneto) Tutto si può dire, tranne che sia stata una domenica fortunata per le provinciali di serie D. Passi il misero bottino (un solo punto in 3, quello del Tamai a Dro), è l’incredibile ridda di infortuni o di forfait a destare qualche allarme. Una Sacilese già decimata continua a perdere pezzi e il Tamai, da par suo, torna dal Trentino con tre giocatori fuori uso. De Agostini, riuscito stavolta a tenere a bada lo stress, può sorridere a denti stretti. Il punto a Dro rimanda l’appuntamento con la prima vittoria del girone di ritorno, ma soprattutto crea qualche grattacapo in mezzo al campo, visto che l’infortunio al ginocchio di Davide Furlan, da valutare nelle prossime ore, potrebbe non essere una sciocchezza. Meno apprensione destano la botta al costato patita dal portiere Francescutti e il problema muscolare che ha messo ko Faloppa. Per fortuna sono al rientro Peresson e Pavan. Coraggio. Sconfitto solo nel punteggio il Fontanafredda a Padova. I rossoneri, in assetto sperimentale (5- 3-2 con Malerba avanzato a centrocampo e il giovane De Martin dal primo minuto), hanno retto per oltre un’ora alla capolista, sfiorando anche il vantaggio. Se De Pieri voleva una prova di coraggio per preapare le prossime e ben più importanti sfide salvezza, come quella di domenica col Legnago, è stato accontentato. Rimpianto. Farsi rimpiangere dai club della sua terra nativa? Matteo Giglio (classe ’91) ci sta riuscendo benissimo. Con la rete segnata alla Sacilese, il fantasista (cordenonese) in forza al Montebelluna ha “doppiato” se stesso: 10 gol in una stagione non li aveva mai realizzati. A 4 si era fermato l’anno scorso alla Sanvitese, e 5 ne aveva realizzati dal 2009 al 2011 col Tamai. Continuando così, a regalare soddisfazioni a un illustre ex neroverde come Daniele Pasa, l’allenatore grazie ai cui consigli si sta consacrando in serie D, potrebbe anche attirare le attenzioni del Pordenone. Lui vanta già una fugace esperienza in serie C (Andria). Ma tornarci con i colori di “casa”, confidando nell’impresa salvezza dei ramarri, avrebbe tutto un altro sapore.

Ore 20.20 – (Corriere delle Alpi) Max Parteli confermato, ma serve una svolta, a partire dalla gara di Montebelluna. La società rinnova la fiducia al suo allenatore, però chiede un’inversione di rotta dopo l’ennesima sconfitta di questo inizio nero di 2015, la quinta in sei partite. Dopo aver fatto mezzo passo avanti in classifica con il pareggio contro l’Altovicentino, il Ripa Fenadora ne ha rifatto un altro indietro con il Kras Repen che è in piena zona play-out. L’unico punto raccolto nelle ultime sei è preoccupante, ma la società ha visto comunque una reazione ed è sicura che i giocatori siano con il mister. «La panchina di Parteli non traballa assolutamente», assicura il ds dell’Union Alberto Faoro. «Quando si perde, ovviamente tutti sono sotto esame, però c’è sempre la massima fiducia nei confronti del mister. Bisogna dare una svolta e riuscire a fare 3 punti. Proveremo in tutti i modi a conquistarli già domenica a Montebelluna. Bisogna continuare ad allenarsi duramente, rimanere ancora più compatti e lottare. La squadra c’è, è viva, bisogna avere fiducia e ricordarsi che il lavoro paga». Non si può più sbagliare. «Non vinciamo da sei partite, quindi dobbiamo vincere. Non si può andare avanti a non vincere», rimarca il direttore sportivo neroverde. «Gli esami sono per tutti, comunque siamo in miglioramento, perché fisicamente e atleticamente stiamo bene. Questo è importante, però anche col Kras abbiamo commesso qualche errore di troppo. Regalare due espulsioni per proteste non va bene. In un periodo in cui gli episodi nel dubbio non ti dicono a favore, bisogna stare attenti a tutto». L’Union guarda oltre la crisi. «Dopo la partita col Legnago eravamo preoccupati, dopo quella con l’Altovicentino eravamo soddisfatti, dopo quella col Kras di domenica c’è un po’ di amaro in bocca per il risultato che avremmo potuto e dovuto rendere diverso. Le circostanze non ci hanno dato una mano, ma noi non siamo stati bravi a portarle dalla nostra parte», commenta il ds Faoro. «Per quello che è il nostro momento, con il Kras Repen non abbiamo fatto male, anzi è stata una discreta prestazione, lontana anni luce da quelle negative avute nelle giornate precedenti. Ovvio che possiamo fare meglio, comunque abbiamo un’identità e una quadratura», afferma il diesse. «Abbiamo subito due tiri in porta in tutta la partita e in uno abbiamo preso un euro gol, invece noi abbiamo avuto diverse occasioni, anche in dieci, anche in nove, ma non siamo riusciti a trasformarle. Dispiace, perché avremmo meritato di fare punti». Difficoltà a segnare. «Abbiamo creato occasioni sia col Kras che con l’Altovicentino, ma i gol non sono arrivati», commenta Alberto Faoro. «La nostra squadra nemmeno negli anni scorsi aveva nelle sue corde il bomber da 20 gol. Tutti contribuiscono, questo è un periodo così ma non metto la croce a nessuno dei nostri attaccanti».

Ore 20.00 – (Gazzettino, edizione di Belluno) Lui di Belluno-Padova ne ha giocate cinque, quarant’anni fa, e non ha mai perso: una vittoria (1-0 il 23 gennaio 1972 su autorete di Barbierato) e quattro pareggi. L’ultimo, con lui in campo, fu l’1-1 del 18 novembre 1973, con gol di Ballarin e Stefanelli. Giancarlo Zampieri, capitano del Belluno di Eros Beraldo, il grande Belluno della serie C, non ricorda episodi, risultati e classifica, «a me interessava giocare e basta», ma le emozioni, quelle sì. Ed è pronto a riviverle domenica prossima, al polisportivo (ore 14.30), dove le due squadre eredi di una grande tradizione – da una parte i Biancoscudati Padova dominatori del girone C di serie D, dall’altra l’Ital-Lenti Belluno, terzo in classifica – si affronteranno davanti a un pubblico che dovrebbe superare le 2 mila presenze. Non sono i numeri di 40 anni fa, però… «C’erano le tribune stracolme, 7 o 8 mila persone – racconta lo storico terzino gialloblù -. Ritrovarsi davanti a un pubblico così era sempre un’emozione forte, incredibile, che è davvero dura raccontare e riuscire a trasmettere. Era un delirio». Belluno-Padova, il derby del Veneto. «Se devo essere sincero per me incontrare il Sedico, il Padova o la Triestina era la stessa cosa. Io pensavo solo a giocare, talvolta non sapevo nemmeno come fossimo messi in classifica. Certo, qualche episodio lo ricordo, come quando causai un rigore inesistente contro l’Udinese. Dissi a Bubacco: “paralo altrimenti copo l’arbitro!”. Che anni meravigliosi, ero uno dei pochi bellunesi, ero in serie C, e per di più capitano in una squadra in cui non mancava di certo la classe». Chi era la classe di quel Belluno? «Canella, Inferrera e Bubacco, loro erano i grandi. Poi c’eravamo noi, i soldati. Io sapevo fare il terzino e quello facevo, senza preoccuparmi se fuori parlavano solo di loro tre. Andava bene così, d’altronde io i gol di Inferrera non sapevo farli. Così come lui non sapeva fare il terzino però… Finita la partita però io dovevo pensare al lavoro, vendendo la birra ai bar. E ogni bar in cui entravo si scatenava il putiferio; tutti volevano che raccontassi qualcosa e soprattutto tutti volevano offrirmi da bere, ma io dovevo lavorare». Domenica sarà allo stadio? «Sì, per amicizia e rispetto. Ho visto la partita contro la Triestina all’andata e lo dissi che il Belluno sarebbe arrivato lontano. Avevo visto una squadra giovane, veloce e soprattutto unita». Come si vince invece una partita così tanto attesa e sentita? «Dandosi una mano l’un l’altro e con la generosità. Bisogna morire in campo finché l’arbitro non fischia, ascoltare il mister e seguire i giocatori-faro della squadra, se ci sono. A me han detto più di una volta “brocco”, e sai perché? Perché era l’unica cosa che potevano dirmi, nient’altro. Perché io in campo davo tutto me stesso».

Ore 19.40 – (Gazzettino, edizione di Belluno) L’area del polisportivo sarà blindata, con via Ceccati che dovrebbe essere chiusa al traffico per fare spazio solo ai tifosi del Padova. Previsti circa mille arrivi. A loro sarà riservato anche un apposito ingresso, quello che dà su via Ceccati. Non dovranno esserci occasioni di contatto con gli spettatori avversari. La questura sta predisponendo misure di sicurezza “imponenti” per l’incontro di calcio di domenica tra Belluno e Padova. Roma fa scuola, con le debite proporzioni. I dettagli saranno comunque decisi nella riunione tecnica di domani. Di certo, a tenere a bada possibili scalmanati, ci saranno circa trenta tra agenti e carabinieri, contro i 3-4 solitamente impiegati per le partite di serie D. Domenica pomeriggio Belluno accoglierà Padova. In calendario, per la serie D di calcio, c’è la sfida di cartello tra prima della classe e terza, tra i Biancoscudati e i gialloblu di Roberto Vecchiato. Uno sfida dai vecchi sapori a cui la compagine presieduta da Livio Gallio si sta preparando. Quando si muove il Padova infatti, società con una certa storia e un certo blasone, si muovono numeri che solitamente in serie D non si vedono. BIGLIETTI – Il Belluno ha mandato nelle scorse ore alla società ospite circa 950 biglietti, 800 interi e 150 ridotti. Da Padova però in realtà fanno sapere che la comitiva biancorossa al seguito della squadra difficilmente conterà una mole simile di tifosi; solitamente gli ultras al seguito dei loro beniamini in trasferta sono 4/500, non di più, ma è altrettanto vero che quella al polisportivo sarà una delle uscite di punta di tutta la stagione e dunque effettivamente i biglietti staccati potrebbero essere di più. Bene ha fatto in tal senso il Belluno a mandare le prevendite a Padova, mossa che solitamente spinge più tifosi a comprarne uno e optare così per la gita della domenica. RINFORZI – La società del piazzale della Resistenza intanto ha deciso che domenica, in occasione del match (fischio d’inizio alle 14.30) schiererà una trentina di volontari in più rispetto alla norma, dieci dei quali unicamente per servire ai chioschi. Rischio incidenti? Nossignori, sempre da Padova fanno sapere che solitamente a parte qualche coro particolarmente colorito e al massimo qualche fumogeno non si sono mai registrati episodi di particolare rilevanza. PREZZI – La scorsa settimana il Belluno ha reso noto che vista l’importanza e il prestigio del match i biglietti interi subiranno una maggiorazione: 15 euro il prezzo del biglietto intero, 10 euro quello del ridotto (donne e ragazzi tra i 12 e i 18 anni). Biglietto omaggio invece per i ragazzi del settore giovanile e per le persone portatrici di handicap.

Ore 19.20 – (Corriere delle Alpi) Conto alla rovescia per la gara dell’anno, con Belluno – Padova che in città è forse più attesa anche del derby con il Ripa Fenadora. Ed è una settimana di preparativi, perchè non c’è dubbio che quella contro i Biancoscudati non è una gara come le altre per molti motivi. C’è da accogliere nel migliore dei modi la capolista, insieme ai numerosi tifosi che ogni domenica la accompagnano, per fare in modo che al Polisportivo sia una bella festa di sport. I “lavori” da parte della società però sono cominciati ormai da diversi giorni come spiega il vicepresidente Gianpiero Perissinotto. «I primi passi li abbiamo mossi insieme alla Questura di Belluno – spiega il dirigente del Belluno – abbiamo fatto un sopralluogo per capire quale fosse il modo migliore per gestire e organizzare l’arrivo di un pubblico che speriamo possa essere numeroso. Come società abbiamo già fatto diverse runioni e in settimana ne faremo altre. Domenica in tribuna contro l’Arzignanochiampo era presente anche il questore di Belluno, che ha iniziato a dare un occhio agli impianti, per capire come gestire al meglio la situazione. Quante persone ci aspettiamo? Se dovessero arrivare gli ottocento tifosi che ci hanno pronosticato da Padova speriamo di contarne duemila in totale». Entrare al Polisportivo costerà 15 euro. La società ha annunciato dalla scorsa settimana che il biglietto per vedere la partita verrà circa 5 euro in più del normale. C’è chi ha preso bene la notizia, alcuni invece non hanno capito la politica del Belluno. «È stata una scelta societaria – spiega Perissinotto – era necessario risollevare il bilancio di questa stagione. Sapevamo che questa decisione avrebbe sollevato qualche polemica, ma una squadra in serie D ha costi importanti e abbiamo scelto questa strada. Non penso siano necessarie polemiche, in molti altri campi in cui siamo andati in trasferta abbiamo pagato 15 euro. Il match contro il Padova sarà comunque una partita sentita, perché l’avversario è uno di quelli blasonati e che alle palle ha una storia calcistica importante. Vincere? Possiamo farcela, ma servirà una partita perfetta, in casa loro nel match di andata non abbiamo demeritato. Continuiamo la stagione guardandoci le spalle, ma allo stesso tempo anche il secondo posto che ad inizio anno era impensabile». Inviate le prevendite a Padova. Il Belluno ha mandato 800 biglietti interi alla società dei biancoscudati e altri 150 ridotti. In settimana si conosceranno i primi numeri e si potranno pronosticare gli arrivi da parte dei biancorossi. Pareggio giusto. Il Belluno ha conquistato un buon punto al Polisportivo contro l’Arzignanochiampo che alla fine avrebbe anche potuto vincere la partita. «Il Belluno ha giocato di più dell’avversario ma alla fine hanno rischiato di farci il secondo gol – conclude Perissinotto – l’Arzignano si è dimostrato una bella squadra ma il rammarico di non aver vinto rimane. Trinchieri nel finale ci ha graziato? Per fortuna è rimasto un amico del Belluno…», sorride.

Ore 19.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Vantaggio in doppia cifra per il Padova di Carmine Parlato sull’Altovicentino. Con il 2-0 al Fontanafredda, i Biancoscudati si sono portati a quota 56. L’Altovicentino (alias il Marano della scorsa stagione) è crollato: nelle ultime 4 giornate ha fatto un solo punto, restando attardato di 10 lunghezze dalla capolista. Con tutti gli scongiuri del caso, Carmine si avvia verso la seconda promozione consecutiva. AMPLIFICATORE BIANCOSCUDATO – «Non cantiamo vittoria prima del tempo – Parlato viaggia con i soliti stivali di piombo -. Non abbiamo fatto ancora nulla: mancano 11 giornate al termine». Ovvio, ma 10 punti sono un capitale enorme. A Pordenone ne aveva accumulati al massimo 5. A Padova è tutto amplificato: vantaggio raddoppiato, attenzione mediatica lievitata al massimo, pubblico almeno quadruplicato. Ad assistere alla sfida con il Fontanafredda c’erano 4 mila 200 spettatori. «Sì – ammette Carmine – sono realtà totalmente diverse. Anche per noi (lui, Zubin, Niccolini, Dionisi e Nichele, ndr), che abbiamo già vissuto la corsa in testa, qui le emozioni sono amplificate. Ciò nulla toglie alla soddisfazione di aver vinto l’anno scorso il campionato negli ultimi minuti dell’ultima giornata, dopo la corsa infinita». PORDENONESI AI PLAYOFF – Il Fontanafredda all’Euganeo ha resistito per 71′. Poi è crollato sotto i colpi di Ferretti e Amirante. «Siamo stati bravi – afferma Parlato – perché De Pieri aveva messo benissimo in campo un 5-3-2 attento e ordinato, che ci toglieva spazio». Infatti il gol del vantaggio è nato da un piazzato di Cunico per la testa del “Rulo”. «Devo ammettere – lusinga le nostre – che sinora forse sono state le pordenonesi a crearci sul piano del gioco le difficoltà maggiori». Con Tamai (3-2, 3-1) e Fontanafredda (3-1, 2-0) il Padova ha vinto sia in casa che in trasferta. Ma sono stati successi tutt’altro che facili. Con la Sacilese ha giocato una sola volta, al XXV Aprile, e perso (0-1). «Sono società serie – continua l’ex neroverde -, squadre costruite con sagacia e gestite con oculatezza. Non mi meraviglierei di vederne un paio ai playoff. Di sicuro ci andrà la Sacilese – pronostica da ex -. Poi, insieme a noi – gli stivali diventano di ghisa – o all’Altovicentino e al Belluno, ci sarà una sorpresa. Potrebbe essere il Tamai o lo stesso Fontanafredda». VENTRICOLO NEROVERDE – Un pezzetto di cuore è rimasto al Bottecchia. Il Pordenone rischia di perdere la C conquistata da lui e dal suo gruppo. «La categoria e l’obiettivo – premette Parlato – sono diversi. Uguale deve essere la determinazione: come l’anno scorso non bisogna mollare mai. Forza ramarri».

Ore 18.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Con una settimana esatta di ritardo, ieri il presidente del Venezia Yuri Korablin ha versato la cifra necessaria a coprire i contributi Enpals e fondo fine carriera dei giocatori. Una mossa che non eviterà al club la penalizzazione, visto che la scadenza per documentare l’avvenuto pagamento di tutte le spettanze (stipendi e contributi, appunto) era fissata a lunedì scorso 16 febbraio. Ma almeno non sussisterà la recidività, avendo la società arancioneroverde nel frattempo pagato le spettanze arretrate, quelle della scadenza di dicembre e adesso quelle di febbraio: in questo modo i punti di penalizzazione in arrivo non dovrebbero essere più di due, uno per ciascuna delle due scadenze. La cifra versata ieri dal presidente rappresenta una prima tranche di quegli 800mila euro che Korablin ha promesso di reperire entro metà marzo e che dovrebbero servire a saldare i debiti accumulati dalla società e a coprire parte dei costi della stagione, in primis stipendi e contributi da certificare entro la terza scadenza, il 16 aprile. Un obiettivo non facile, ma che potrebbe persino risultare non sufficiente: trovati i finanziamenti, il bilancio della società sarà passato al vaglio dei revisori contabili che potrebbero delineare un quadro più fosco di quello immaginato dalla proprietà russa. E’ quanto ha paventato lo stesso Korablin sabato, al Penzo dopo la partita contro il Real Vicenza. La sfuriata all’indirizzo delle istituzioni – Comune e Casinò in primis – non ha risparmiato il collegio dei sindaci, incaricati per legge di fare le pulci ai conti societari. «Controllano e basta, ma non danno una mano», aveva tuonato il presidente. Non sarà un confronto sereno quello che si profila all’orizzonte, ma prima vanno trovati questi famigerati 800mila euro. Korablin ripartirà per Mosca stamattina, ma ha promesso di tornare presto. Intanto il Venezia si avvicina pericolosamente alla zona playout. Inchiodato da due giornate a 34 punti, ora ha solo 4 lunghezze sulla Giana Erminio, prima squadra invischiata nella zona degli spareggi per non retrocedere. Ieri infine una rappresentanza dei giocatori si è sottoposta agli esami preliminari per diventare donatori del sangue, grazie a un accordo con l’Avis.

Ore 18.10 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Subito la salvezza sul campo per iniziare, una volta tanto in anticipo, la pianificazione tecnica del futuro.
Si è fatto tutto più difficile per un Venezia che, nelle ultime tre giornate, ha raccolto solo uno 0-0 con il Como incassando due sconfitte a Salò e al Penzo per mano del Real Vicenza. Una classifica che tende sempre più al rosso, con il margine sui playout sceso a 4 punti, che poi di fatto sono solo due tenendo a mente la prossima penalizzazione. Dopo il ko di sabato il presidente Yury Korablin ha parlato della situazione con l’allenatore Michele Serena e il dirigente Ivone De Franceschi. «Il presidente non può essere contento ma in questo momento nessuno di noi lo è, questo è poco ma sicuro – spiega il ds -. Siamo in un momento di difficoltà e ci sono tanti perché, tuttavia la priorità è aiutare la squadra a tenere alto il livello di concentrazione». Lo stesso Korablin ha dichiarato di «voler gettare le basi al più presto per costruire la formazione del futuro, partendo dal nostro settore giovanile, appena rinato, per rilanciare la società e garantirle un futuro». «Infatti la parte imprenditoriale del progetto-stadio del presidente è importante, ma la programmazione tecnica lo è altrettanto – sottolinea De Franceschi – perché costituisce il fondamento, la base da cui non si può prescindere e che va pianificata per tempo. In questa prospettiva è chiaro che prima dobbiamo essere sicuri di restare in Lega Pro, raggiungere quota 43-44 punti per evitare situazioni spiacevoli è la parola d’ordine». Korablin questa mattina decollerà per fare rientro a Mosca, mentre le casse del club lagunare restano in attesa dell’iniezione di liquidità di 800 mila euro annunciati pubblicamente dal patron russo. Il tutto mentre, seppur in un ritardo tale da non evitare il secondo punto di penalità in classifica, sono invece già entrati in cassa gli euro per regolarizzare i contributi sugli stipendi di novembre e dicembre.

Ore 17.50 – (La Nuova Venezia) Il Venezia con la testa già a Monza, mentre stamattina il presidente Korablin risale in aereo e torna a Mosca. Domenica il patron russo ha incontrato il direttore generale Dante Scibilia per fare il punto della situazione, mentre ieri non si è fatto vedere nella sede di via Torino. Intanto, alla riapertura delle banche, è stato verificato l’arrivo del bonifico che consentirà al Fbc Unione Venezia di effettuare i versamenti Irpef e pagare i contributi Inps per le mensilità di novembre e dicembre 2014, la cui scadenza era fissata per lunedì 16 febbraio. Un pagamento effettuato in ritardo che non eviterà alla società un altro punto di penalizzazione in classifica, anche se finora, e questo è paradossale, il Venezia deve essere ancora deferito dal Procuratore Federale per l’inadempienza di metà dicembre. «Ci siamo visti e parlati domenica mattina» racconta Dante Scibilia, «cercando di tracciare una linea precisa fino al termine della stagione. Noi siamo legati al presidente Korablin per quanto riguarda l’aspetto economico, possiamo continuare a lavorare sodo come fatto finora nella speranza che la situazione diventi meno nebulosa. Intanto aspettiamo l’arrivo del bonifico più sostanzioso di cui ha parlato il presidente al termine della partita». L’aspetto societario e finanziario pesa come un macigno, il futuro presenta poche certezze, ma la sconfitta casalinga contro il Real Vicenza obbliga il Venezia ha guardarsi le spalle. «Ora ci aspettano tre partite in otto giorni» aggiunge Scibilia, «nelle quali occorrerà prendere più punti possibili, ma è fondamentale non sbagliare la partita con il Monza, una squadra che sembra in caduta libera e contro la quale dobbiamo fare punti a qualsiasi costo. Credo che quella di sabato possa essere la partita più importante della stagione». Anche al Monza, come al Venezia, sta per arrivare una penalizzazione in classifica. Ieri il Venezia ha ripreso ad allenarsi al Taliercio, oggi doppia seduta, con Serena che recupera Bellazzini per la trasferta di Monza, Giuliatto ha lavorato a parte, come del resto Hottor, anche se il rientro del ghanese del Milan è ancora lontano. Si è allenato a parte anche Legati. Ultima notizia: secondo appuntamento all’ora di pranzo per il Venezia dopo quello casalingo con la Giana Erminio: domenica 8 marzo, la squadra di Michele Serena giocherà alle 12.30 nella trasferta di Novara.

Ore 17.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Un grande allenatore lo vedi anche dalla capacità di rinunciare ai propri «dogmi» in nome della squadra che guida. Paolo Favaretto ha dimostrato ancora una volta tutta la propria intelligenza, abbandonando il proposito del 4-4-2, che evidentemente la squadra non riusciva a sostenere, tornando al 3-5-2 che aveva dato come impronta il suo predecessore Michele Marcolini. Ecco, dunque, spiegato, il ritorno fra i titolari di Emanuele Bardelloni accanto a Bruno in avanti e il temporaneo accantonamento di Gomes De Pina, altro pupillo del tecnico veneziano. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Blitz a Venezia e gol dell’ex firmato proprio da Bardelloni, Favaretto avanti tutta proprio contro la squadra che allenò ai tempi della serie D: «Lo stato d’animo dopo la vittoria di sabato è indubbiamente particolare – ammette –. E’ chiaro che sono contento per i tre punti, da un altro lato c’è certo un po’ di dispiacere per il Venezia e per un amico come Michele Serena. Prima della partita c’è stato un bell’incontro con i tifosi, mi hanno salutato, mi hanno regalato una sciarpa, ringraziandomi per quello che avevo fatto in passato proprio in laguna. Poi è chiaro che le strade si devono per forza dividere, ognuno dalla propria parte nel pieno rispetto dell’altro. Io alleno il Real Vicenza, Michele allena il Venezia. La nostra situazione di classifica? Ripeto quanto detto all’inizio. Per adesso non mi interessa più di tanto, non la guardo, poi più avanti quando sarà il momento tireremo le somme dopo aver raggiunto la salvezza, che rimane il primo traguardo da tagliare senza esitazioni». L’altro ex Bardelloni tira dritto senza scomporsi più di tanto: «Devo ringraziare Favaretto, che mi aveva lanciato in D proprio a Venezia e che ritrovo ora. Con Zanin non ero molto considerato, ma sono scelte legittime. Io sono al debutto in Lega Pro, per cui devo migliorare ancora tanto. Ma la voglia non mi manca e sono convinto che ci toglieremo ancora tante soddisfazioni da qui a fine stagione».

Ore 17.10 – (Giornale di Vicenza) Riparte da Venezia il Real Vicenza. Riparte da una vittoria sofferta, ma meritata. Riparte dai gol del solito Bruno e di un ritrovato Bardelloni. Sabato l´imperativo era vincere e così è stato, tre punti che danno morale, ma che devono trovare ora un seguito per poter significare qualcosa di importante. Favaretto ha la fortuna di avere, dal suo arrivo a fine gennaio, la rosa al completo. Ma si fatica ancora tanto, forse troppo a fare gol. Per fortuna che là davanti c´è lui, Sasà Bruno che con i suoi quindici centri trascina anche i suoi compagni di reparto. Dopo un periodo buio di astinenza, nelle ultime partite sembra aver ritrovato la giusta via. Gomes invece ha un po´ deluso, dopo il primo gol contro la Pro Patria alla seconda presenza con la maglia del Real (prima da titolare) aveva fatto ben sperare, ma nelle ultime partite non si è distinto per concretezza. Sabato si è ritrovato Emanuele Bardelloni. Inserito dal primo minuto è tornato al gol che non arrivava dalla partita contro i sardi della Torres, il 30 novembre, ma che vale veramente tanto: una rete che in primis ha regalato la vittoria al Real Vicenza e che si può definire un vero e proprio capolavoro. Ottima anche la sua sintonia con Bruno. E infine Francesco Margiotta, esordio per lui domenica contro il Venezia nella gestione Favaretto. Tanta voglia e piedi buoni, si è fatto vedere pericolosamente dalle parti di Fortunato. A centrocampo vasta scelta per Favaretto: non può però fare a meno dell´esperto Dalla Bona che sta dando qualità e brillantezza al gioco dei biancorossi e di Lavagnoli che sulla fascia destra è una certezza, mentre all´arrivo del nuovo allenatore ha cambiato faccia la fascia sinistra che nella gestione di Marcolini era sempre stata affidata a Vannucci, mentre ora sembra sia territorio di Quintavalla. E poi ci sono Cristini e Malagò, sostanza e corsa a centrocampo, che con qualche perla possono cambiare anche le partite. E poi i più giovani Caporali, Pavan e Chiarello, citati da Favaretto più volte, ma che faticano a trovar spazio in un momento in cui c´è l´obbligo di fare risultato per trovare la serenità e i punti per riportarsi a ridosso della zona playoff. Nel reparto difensivo pochi dubbi per Favaretto che si è sempre affidato alla difesa a tre con Carlini, Polverini e Piccinni guidati da capitan Tomei. Obbligatorio adesso riconfermarsi venerdì al Menti contro il Lumezzane.

Ore 16.50 – Qui Appiani: termina l’allenamento.

Ore 16.30 – Qui Appiani: lavoro atletico.

Ore 16.10 – Qui Appiani: partitella finale a campo ridotto.

Ore 15.50 – Qui Appiani: esercizi ad alta intensità per il possesso palla.

Ore 15.30 – Qui Appiani: gradito ritorno, si rivede Fabio Busetto, che corre a parte. Lavoro differenziato anche per Zubin e Ferretti, mentre torna regolarmente in gruppo Petkovic.

Ore 15.10 – Qui Appiani: Biancoscudati in campo per l’allenamento.

Ore 14.50 – Qui Appiani: Biancoscudati ancora negli spogliatoi, a colloquio con mister Parlato ed il ds De Poli.

Ore 14.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) «Barcollo, ma non mollo». Potrebbe essere questo, in estrema sintesi, il titolo dell’inizio settimana del Bassano, alle prese con una crisi di risultati (più che di gioco) che pare allontanare in modo quasi definitivo la squadra dalla vetta. Al momento guidano in tre (Novara, Alessandria e Pavia) e lo scontro diretto in programma sabato prossimo al Mercante contro il Novara ha assunto improvvisamente le sembianze di una vera e propria ultima spiaggia in chiave promozione diretta dopo il ko di Arezzo. Duro da mangiare giù, lo 0-1 maturato in Toscana, fra qualche errore di troppo, qualche decisione arbitrale controversa, ma anche la consapevolezza di aver smarrito brillantezza negli ultimi sedici metri: «Innanzitutto faccio notare che il nostro obiettivo di inizio stagione non era certo quello di arrivare primi – chiarisce Antonino Asta –. Siamo quarti in classifica e possiamo tranquillamente: salvarci innanzitutto e poi raggiungere i playoff. Per questi motivi io non mollo. Abbiamo perso ad Arezzo per una serie di ragioni, probabilmente non siamo nel nostro momento migliore, ma sono convinto che ne usciremo e che torneremo a far gioire i nostri tifosi. E’ dura commentare un risultato così, è troppo pesante per ciò che si è visto in campo. Nel primo tempo abbiamo avuto 2-3 occasioni clamorose che non siamo riusciti a concretizzare. Mi dispiace perché il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, anche se nel primo tempo avremmo sicuramente meritato di più. Abbiamo perso una partita, ma sabato c’è subito la possibilità di riscattarci contro il Novara e faremo di tutto per portare a casa i tre punti». La rabbia per quello che poteva essere e non è stato, dunque, va incanalata nel modo giusto. Sul campo di gioco e sulla necessità di tornare a deliziare il pubblico come accadeva nel girone d’andata. La spensieratezza, prima di tutto, il resto verrà di conseguenza. Dopotutto non era questa l’arma vincente del Bassano?

Ore 14.10 – (Giornale di Vicenza) Il lunedì è pure peggio della domenica. Il responso della visita specialistica a Tommy Maistrello, infortunatosi alla vigilia di Arezzo, è sconsolante: frattura composta del 5° metatarso del piede destro, mignolo ko per capirci. Niente intervento, ma almeno un mese di stop. Molto dipenderà dalla velocità di saldatura dell´osso: se va bene il gigante buono di Bassano potrebbe ricominciare dalla panchina il 29 marzo al Mercante nello scontro diretto con l´Alessandria. Diversamente, il suo rientro sarebbe stimabile dopo Pasqua, il 12 aprile, in casa, col Venezia. Fuori uso anche Bizzotto che in Toscana si è procurato in uno scontro aereo la rottura delle ossa nasali per la seconda volta (la prima a settembre, quando aveva indossato la maschera protettiva andando in panca a Pordenone). Ora gli ortopedici valuteranno se rinviare di qualche settimana l´intervento correttivo e schierarlo con la protezione già sabato col Novara, oppure procedere subito e tenere ai box il giocatore 15 giorni per riaverlo indicativamente il 15 marzo a Sassari con la Torres. A oggi la situazione degli indisponibili è problematica: Maistrello e lo squalificato Toninelli, espulso l´altroieri, salteranno il clou coi piemontesi, Bizzo con ogni probabilità si accoderà alla lista degli out e considerando che Ingegneri è alle prese da una settimana con un virus intestinale, la retroguardia anti-Novara è in alto mare: la soluzione più praticabile ad oggi chiama Priola e Zanella centrali difensivi, Semenzato spostato a destra e reintegro di Stevanin a sinistra con Ingengeri precettato comunque come primo cambio. In avanti invece sarà sempre Spadafora a fungere da rincalzo delle punte. Tuttavia il film di Arezzo ha trasmesso la sensazione di un gruppo che presumibilmente il meglio l´ha già prodotto e al quale non gli si può chiedere il cambio di passo di corazzate con organici extralusso. «Io invece dico che non bisogna perdere la testa – avverte il digì Werner Seeber – la salvezza raggiunta con larghissimo anticipo non ci appaga, lottiamo per stare in scia con le migliori a cominciare dal Novara sabato (alle 16, ndr). È anche un momento che ci gira tutto dispari: al di là degli infortuni, con la Cremonese ci hanno annullato il gol di Maistrello che le immagini tv hanno dimostrato essere regolarissimo, ad Arezzo un rigore solare non visto, fate voi. Dovremo essere più forti degli episodi». Una parola.

Ore 13.50 – L’allenamento odierno dei Biancoscudati si terrà allo stadio Appiani.

Ore 13.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Quinta vittoria di fila e quarto posto in classifica. La scalata del Vicenza non conosce ostacoli, la squadra è in piena zona playoff, ma non ditelo a Pasquale Marino che, imperterrito, continua a ripetere che l’obiettivo resta la permanenza in serie B. «Siamo a sette punti da quota 50 che ritengo garantisca la salvezza – sottolinea il tecnico del Vicenza –. Parlare di altre cose adesso non avrebbe senso perché noi non dobbiamo mai dimenticare da dove siamo partiti e quali ostacoli abbiamo dovuto superare finora». Marino ha un attimo di debolezza solo quando ammette che la vittoria contro il Crotone ha senza dubbio avvicinato il raggiungimento della quota salvezza. «Quello contro i calabresi era uno scontro importante per tanti motivi – sottolinea – e averlo vinto significa molto per noi. Come detto l’obiettivo dista ancora sette punti, ma aver battuto il Crotone ci ha permesso di fare un passo fondamentale nella giusta direzione». In casa Vicenza, con chiunque si vada a parlare, il ritornello resta lo stesso e la sfida che si giocherà venerdì sera a Bologna non è vista come uno scontro diretto per le zone altissime della classifica. Ma se si va a chiedere a Stefan Schwoch, un grande ex biancorosso, e un giocatore che nella sua carriera la B l’ha vinta con le maglie del Venezia, del Napoli e del Torino, l’analisi del momento del Vicenza è più aderente alla realtà. «Sono sorpreso di fronte all’eccellente rendimento del Vicenza – spiega –. Ad inizio stagione nessuno poteva aspettarsi che la squadra potesse fare così bene. Pagate le difficoltà iniziali, il Vicenza è cresciuto molto e poi con l’avvento di un tecnico esperto come Marino è arrivato il cambio di passo che ha portato i biancorossi a centrare 16 punti nelle ultime sei partite». E quando gli si chiede dove può arrivare questo Vicenza, Schwoch ha pochi dubbi: «In serie B cinque vittorie di fila non arrivano per caso, ma è il modo con cui sono arrivate che fa pendere l’ago della bilancia a favore degli uomini di Marino. A mio parere può provare anche a raggiungere il Bologna che è a 4 punti, e a riguardo sarà molto importante la sfida di venerdì. Di sicuro, questo Vicenza vale i playoff». Nell’organico del Vicenza ci sono tanti buoni giocatori ma Schwoch, da ex attaccante, ha elogi per il reparto offensivo. «In mezzo al campo Di Gennaro ha mostrato di essere giocatore di categoria superiore – sottolinea l’ex bomber biancorosso – ma a me piace spendere due parole per Cocco che finora ha giocato molto bene per la squadra, e segnato 11 gol. Una sorpresa è stato Laverone, che ha tenuto un rendimento costante e di buonissimo livello, ma senza dubbio la punta più forte nell’organico è Ragusa, attaccante in grado di fare la differenza. L’ex pescarese vede la porta, ha velocità e potenza e se rientrerà a breve dopo il grave infortunio subìto a fine ottobre, può senza dubbio spostare gli equilibri a favore del Vicenza». Un’analisi, quella di Schwoch, che sposa in pieno l’euforia che la tifoseria biancorossa respira in queste settimane dopo tanti anni di delusioni ed amarezze. «E’ tutto talmente bello che quasi non ci si crede – precisa Angelo Barbaro, consigliere del centro di coordinamento club biancorossi –. Nelle ultime gare casalinghe i biglietti della curva sud sono stati esauriti in prevendita, e questo è un chiaro segno che i tifosi credono all’impresa, a quella vocale che rappresenta un sogno». Per Barbaro sono giorni febbrili, perché le richieste per la trasferta di venerdì sera a Bologna arrivano senza sosta, tanto che è facile prevedere che sugli spalti del «Dall’Ara» i tifosi berici saranno almeno un migliaio e probabilmente molti diu più. «I pullman del cccb sono ad oggi già sei, ma almeno altrettanti sono stati organizzati dai gruppi della curva, senza considerare chi si muoverà con mezzi propri. L’attesa per questo Bologna–Vicenza sale ora dopo ora, e noi saremo in tanti a fianco della nostra squadra».

Ore 13.10 – (Giornale di Vicenza) Venerdì sera al Dall´Ara accanto al presidente Joe Tacopina siederà anche Joey Saputo, il magnate canadese proprietario del club che per l´occasione tornerà a Bologna a seguire la squadra dopo oltre un mese dalla sua ultima uscita in tribuna (Bologna-Perugia 2-1 dello scorso gennaio). Proprio l´imprenditore nordamericano nelle scorse settimane aveva fatto trapelare un leggero malcontento legato alle presenze allo stadio che oscillano sistematicamente tra i 15 e i 17 mila spettatori col tetto dei ventimila sfondato soltanto col Varese ad ottobre nel giorno dell´insediamento dei nuovi comandanti giunti da oltreoceano. Ma i rigori dell´inverno, le gare al sabato e la fresca e amara retrocessione hanno tenuto lontano parte del pubblico dei distinti laterali e della tribuna visto che la curva è sempre piena, anche se l´entusiasmo per il cambio al vertice della società ha risvegliato la passione della città. Quanto al campo la svolta recente a un gioco asfittico e senza sbocchi, Diego Lopez, inviso a gran parte della tifoseria, salvo agli ultras, l´ha trovata inserendo il doppio regista in mediana: l´ultimo acquisto Nenad Kristicic ha affiancato il brasiliano Matuzalem al volante della squadra garantendo spunti e verticalità alla manovra: il gol di sabato a Cittadella – tre passaggi per mandare Laribi in rete – è nato da una sua felice intuizione. Detto che si affrontano le due formazioni, numeri alla mano, più in palla del torneo, singolari le statistiche di squadre: per i tiri nello specchio di porta, il Bologna è sesto con 5 conclusioni di media, il Vicenza ultimo con 3,4; Bologna primo per possesso palla (27 minuti di media), Vicenza quarto con 25´; mentre entrambe sono nella top ten nella percentuale dei passaggi riusciti. Infine, Bologna quarto nella supremazia territoriale, Lane tredicesimo. Ma in questi dati per i biancorossi incidono le cifre negative della prima parte del torneo; da un po´ di tempo, invece, Cocco e compagni marciano a ritmi da serie A.

Ore 12.50 – (Giornale di Vicenza) Allenamento pomeridiano a Isola ieri per i biancorossi. Salvatore D´Elia, alle prese con un affaticamento all´adduttore destro, ha lavorato a parte. Oggi si conoscerà l´esito della risonanza magnetica a cui è stato sottoposto il difensore, ma l´impressione è che difficilmente potrà essere a disposizione per la supersfida di venerdì alle 21 a Bologna. Ieri mancavano anche gli azzurrini; Vita oggi alle 15 giocherà con la selezione della serie B contro l´Under 21 della Croazia (a Kostrena), mentre domani toccherà a Sbrissa e Petagna. Il centrocampista sarà impegnato con l´Under 19 (a Genzano contro la Georgia), mentre il centravanti sarà di scena a Montelupo Fiorentino con l´Under 20 (contro il Qatar). Tutti e tre saranno a disposizione venerdì, anche se ovviamente ci sarà da tener conto della loro limitata partecipazione alla preparazione svolta in settimana. E a proposito di preparazione, oggi è in programma una sola seduta (nel pomeriggio a Isola). TIFOSI. Cresce la voglia di big match. Solo ieri il Centro di coordinamento club ha emesso un centinaio di biglietti e attualmente sono una decina i pullman “biancorossi”, predisposti dal Centro e da altri club, già pronti a raggiungere il Dall´Ara a Bologna. Senza dimenticare poi chi si muoverà in autonomia, con treno o macchina. La quota di partecipazione alla trasferta (per viaggio e biglietto) chiesta dal Centro è di 25 euro. La partenza è fissata alle 17.30 di venerdì dal piazzale del Menti (ritrovo alle 17). Per prenotazione si può chiamare la sede del Centro allo 0444-513655 dalle 9,30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30, ricordando che i biglietti sono acquistabili fino alle 19 di giovedì. Stesso limite massimo anche per chi intendesse ricorrere ai punti vendita del circuito Lottomatica (12 euro+prevendita). I tagliandi del settore ospite non saranno in vendita il giorno di gara e non sono attive particolari promozioni.

Ore 12.30 – (Giornale di Vicenza) Una squadra ripescata in serie B all´ultimo secondo non può lottare per i playoff. Un difensore poco alto non può essere un centrale forte anche di testa. Il Vicenza e Nicolò Brighenti, in questo campionato, stanno splendidamente smentendo almeno un paio di presunte certezze sul calcio moderno. E adesso, sull´entusiasmante scia di cinque successi consecutivi, i biancorossi si preparano a sfidare la corazzata Bologna. Brighenti, è un momento magico. Come vivete in spogliatoio questa settimana che vi porta alla supersfida di Bologna? «C´è un´atmosfera bellissima. Davvero non potevamo neanche sognare di arrivare a questa partita in una condizione simile: stiamo giocando bene, i risultati sono più che lusinghieri, e possiamo andarci a giocare questa grande partita con la prospettiva di cercare l´impresa, senza alcun assillo. Se me lo avessero proposto alla vigilia del campionato, certamente avrei messo ben più di una firma…» Un merito particolare va a lei, che per il Vicenza aveva deciso di firmare per quattro anni anche in serie C. «Infatti sono enormemente felice, non lo nascondo. Avevo scelto Vicenza rifiutando una proposta dalla serie B perché sapevo che era il posto giusto per me. Due anni fa, nonostante l´amara retrocessione sul campo, mi ero sentito nell´ambiente ideale per giocare a calcio, ed è fantastico adesso vedere questa decisione ripagata con più di quanto avrei mai potuto sperare». Il suo rendimento da centrale difensivo è altissimo e costante. Se lo aspettava? «Sinceramente sono tornato a fare il mio ruolo preferito, quello che avevo sempre occupato nelle giovanili, quando il mio modello di riferimento era Cannavaro. Poi mi si era sempre detto che non ero abbastanza alto per fare il centrale, che nel calcio moderno a livello professionistico bisogna per forza essere sul metro e novanta, e allora in genere ho giocato da terzino». Invece proprio il gioco aereo è un suo punto di forza. Come ci riesce? «Ci vuole tanto lavoro atletico specifico sulla forza, per tentare di saltare in proporzione più degli avversari. E poi grande attenzione nella scelta del tempo per lo stacco e gli inserimenti. Ogni tanto ci provo anche in avanti, su calcio piazzato: contro il Crotone per poco non ho segnato o guadagnato il rigore, sarebbe bastato arrivare su quel pallone mezzo secondo prima…». Marino l´ha scelta come titolare con Manfredini, ma in panchina ci sono altri potenziali titolari del calibro di Camisa e Gentili. «Infatti essere scelto è una grande soddisfazione ma anche un´enorme responsabilità, perché so che i miei compagni meriterebbero il posto tanto quanto me. Giocarmi il posto con altri difensori che io reputo fortissimi è lo stimolo migliore: mi sento motivato a dare il centodieci per cento in ogni allenamento o partita». L´intesa con Manfredini sembra già ottima. «Quello è merito suo, ma non avevo dubbi: Thomas è un difensore di serie A, giocare al suo fianco è solo un piacere e una fortuna, mette tutta la sua esperienza e le sue qualità a disposizione della squadra». L´esame di Bologna sarà forse il più difficile in assoluto, è d´accordo? «Non c´è dubbio. Mi ricordo quanto sia stato difficile star dietro a Cacia quando giocava al Verona, adesso ci sono pure Laribi, Sansone… Ma fare nomi ha poco senso. Il Bologna è già una squadra costruita per giocare in serie A, e questo dice tutto. Noi, però, mica andremo lì per fare le barricate: abbiamo i nostri valori e proveremo a proporli in campo». Al vostro fianco ci saranno tantissimi tifosi che hanno voglia di sognare. «Ed è giusto che sognino! Noi giocatori dobbiamo rimanere concentrati sul primo obiettivo dei 50 punti, ma quando avremo staccato il tagliando mica ci vogliamo fermare: se tra qualche settimana saremo stati così bravi da essere ancora lì in alto, ce la giocheremo fino alla fine».

Ore 12.10 – (Gazzettino) Nessuna nuova da Este: i giallorossi lasciano l’intera posta ad Arzignano (3-1) e rimangono ancorati all’ultimo posto del girone C.
Nel girone D, il tecnico dei biancoscudati Grandini emula Parlato battendo con una prestazione positiva il Fontanafredda (3-0, gol di Dovico e doppietta di Marcandella) e come la prima squadra porta a dieci i punti di vantaggio sulle seconde. Nel girone G colpo grosso dell’Atletico San Paolo che all’Appiani trova il gol vincente contro un coriaceo Delta Porto Tolle grazie al rientrante Dechechi a cinque minuti dalla fine e scalza proprio i polesani dal primo posto. È ancora Tagliavini nel finale di gara a regalare i tre punti all’Abano contro una scorbutica Civitanovese. Nel prossimo turno derby con il Thermal Abano Teolo che strappa un prezioso pareggio a reti inviolate in casa del Romagna Centro. GIRONE D: Montebelluna-Ripa La Fenadora 6-0; Union Pro-Sacilese 1-1; Fontanafredda-Biancoscudati Padova 0-3; Mori-Giorgione 2-2; Tamai-Kras Repen 1-1; Mezzocorona-Belluno 3-1; Triestina-Dro 3-2. Classifica: Padova 46, Giorgione e Mezzocorona 36, Union Ripa 34, Triestina e Sacilese 30, Fontanafredda 29, Montebelluna 25, Mori 23, Tamai 21, Union Pro 20, Kras Repen 18, Dro 12, Belluno 8.

Ore 11.50 – (Gazzettino) Si temeva uno stiramento alla coscia destra per Michele Pellizzer, uscito dolorante sabato alla mezz’ora del primo tempo della partita al Tombolato con il Bologna. Invece, dopo l’esito dell’ecografia ai cui il capitano si è sottoposto ieri pomeriggio, in casa granata possono tirare un sospiro di sollievo. «Si tratta di una contrattura al semitendinoso – precisa il medico sociale Ilario Candido – mentre sono escluse lesioni di primo grado. I tempi per un completo recupero saranno di almeno una quindicina di giorni». Soddisfatto il giocatore, che spiega: «Ho sentito una fitta andando in scivolata su Cacia. Ho continuato, ma dopo cinque minuti l’ho sentita di nuovo e a questo punto ho chiesto di essere sostituito. È stata la scelta migliore perchè sono riuscito a limitare il danno. Adesso è normale sentire ancora dolore, ma restando fermo tre-quattro giorni dovrebbe passarmi, per cui conto di riprendere a fine settimana con una corsa leggera e cominciare a lavorare con il gruppo dalla settimana prossima. È la prima volta che mi capita un guaio a livello muscolare, pertanto dovrò gestire il recupero usando prudenza per non incorrere in pericolose ricadute». L’infermeria del Cittadella in questa ultima settimana è stato un via vai con numerosi giocatori colpiti dalla febbre e dall’influenza. Ieri sono rientrati ad allenarsi in gruppo Paolucci e Sgrigna, mentre De Leidi e Kupisz hanno svolto un lavoro a parte. Si è fermato invece Barreca, rimasto a casa con la febbre. Il forte laterale sinistro è stato costretto a rinunciare alla convocazione con l’Under 21, come pure Massimiliano Busellato che ha ricevuto una botta al ginocchio destro durante la sfida con il Bologna. Il centrocampista ieri era comunque in campo. Si è rivisto al Tombolato anche Filippo Lora, reduce dal lavoro di riabilitazione svolto a Bologna. «A tre mesi dall’operazione al ginocchio – sostiene l’ex Primavera del Milan – sono in anticipo rispetto ai tempi previsti per il mio rientro. Mi allenerò adesso al Tombolato seguito dal preparatore Andrea Redigolo per continuare la parte atletica. Spero nel giro di un mese e mezzo di potermi unire al gruppo». LE GIOVANILI. Gli allievi nazionali in casa della corazzata Inter passano in vantaggio con Varnier, poi la capolista si scatena e per i granata è notte fonda (5-1). Sconfitti anche gli allievi professionisti di Gazzetta che incassano una rete per tempo dal Verona. Cinquina dei giovanissimi sperimentali contro i polesani del Boca Juniors: gol di Pasinato, Bertoncello, Zemella e doppietta di Violato.

Ore 11.30 – (Mattino di Padova) L’infortunio c’è, ma è meno grave del previsto. Come recita la nota della società, «Michele Pellizzer si è sottoposto ieri pomeriggio ad ecografia di controllo dopo l’uscita prematura di sabato nella gara contro il Bologna. Per il capitano granata scongiurata una lesione muscolare. Il responso è una contrattura del muscolo semi-tendinoso della coscia destra. I tempi di recupero si aggireranno intorno ai 15-20 giorni». Pericolo scampato, Michele? «Direi proprio di sì. Lì per lì temevo sul serio uno stiramento e che i tempi di recupero fossero più lunghi». Tutta “colpa” dell’anticipo su Cacia, per evitare che potesse battere a rete poco dopo il 20’ del primo tempo. «Già. Entrando in scivolata, ho accusato una fitta muscolare. Non sentivo particolare dolore, così ho provato a rimanere in campo. Qualche minuto dopo, però, ho avvertito una nuova fitta e così ho chiesto il cambio. Non sapevo bene come comportarmi, perché è il primo infortunio muscolare in carriera. Con il senno di poi, posso dire che fermarmi è stata la mia fortuna, perché avrei potuto aggravare le cose». E adesso come procederà la riabilitazione? «Sino a giovedì farò terapie al Tombolato, poi riprenderò a correre gradualmente. La mia speranza è di poter tornare a lavorare con il gruppo all’inizio della prossima settimana». Ci faccia un pronostico: chi la sostituirà nella trasferta di sabato a Lanciano, Cappelletti, De Leidi o Camigliano? «Le alternative non mancano. Credo, però, che Foscarini voglia tenere Cappelletti a destra, altrimenti l’avrebbe riproposto in mezzo già a Pescara, quando ero squalificato. De Leidi in quell’occasione si era comportato bene e se la giocherà con Camigliano, che mi piace molto: guardate che non era facile per un difensore non ancora 21enne entrare a freddo in una partita come quella con gli emiliani. Ha personalità». Di fatto, però, resta la sconfitta, la prima nel girone di ritorno. C’è il rischio che incida sul morale? «Al contrario. Nei primi venti minuti, prima che cambiassimo disposizione tattica, il Bologna ci ha fatto dannare. Ma se avessimo pareggiato, non avremmo rubato nulla». Ieri pomeriggio, alla ripresa degli allenamenti, Sgrigna e Paolucci si sono riaggregati regolarmente al gruppo, avendo smaltito l’influenza; Kupisz e De Leidi, in via di guarigione, hanno lavorato a parte; si è fermato invece Barreca, che non parteciperà all’amichevole della B Italia in programma questo pomeriggio a Kostrena, a sud di Rijeka, contro l’Under 21 croata. Busellato, l’altro convocato granata, sarà invece regolarmente in campo con gli azzurrini.

Ore 11.10 – (Gazzettino) Dalle Rive coccola Marco Cunico, che l’anno scorso era alla sua corte: “L’avevo preso per fargli fare l’uomo immagine, anche quando smetteva di giocare. Ma il tecnico nonlo vedeva, anche se io ero dala parte di Marco. Sa fare spogliatoio, e segna anche”. Altro suo ex giocatore è Ferretti, che domenica dopo il gol è dovuto uscire anzitempo: “Lo conosco da tre anni, non può giocare più di quindici partite a stagione. E’ un ragazzo eccezionale che in campo dà l’anima, ma a volte sbaglia e si fa male. Anche se questa è la sua forza”. Poi rivela: “Tutti i lunedì mi guardo il cd con la partita del Padova. Già in tempi non sospetti avevo detto che era favorito al 65% e noi al 35%, forse anche esagerando dato che avrei dobuto dire 80 e 20. Ma pensavo che tutti gli anni abbiamo lottato sempre fino alla fine, invece nelle ultime quattro gare abbiamo perso tre volte, una roba indegna. Sono amareggiato, ma è meglio esserlo adesso. E se penso che all’ultima giornata giochiamo proprio all’Euganeo mi viene mal di testa”. C’è u nperò: “Abbiamo dodici osservatori che girano l’Italia, sotto l’aspetto organizzativo penso di essere meglio del Padova. E con il settore giovanile siamo sulla strada giusta”. Domanda a bruciapelo: Zanin rischia l’esonero? “No, le posso garantire che è un ottimo professionista e che verrà riconfermato. A Enrico Cunico avevo fatto cinque anni di contratto, con lui penso ad un accordo triennale”.

Ore 11.00 – (Gazzettino) A questo punto il patron vicentino si sofferma su Carmine Parlato: “L’ho sempre elogiato, anzi di più. E’ un grande allenatore per questa categoria, che conosce molto bene. E’ furbo e intelligente, sa gestire il gruppo perché non è facile tenere fuori gente come Segato e Ferretti che vuole sempre giocare, e sa leggere le partite. Un allenatore normalmente incide per il 20/25%, lui al Padova va oltre: 30/40%. E le sue squadre difficilmente perdono smalto nel corso della stagione. Oltretutto è una rosa molto bella, formata da giocatori vincenti che hanno fame. Questo Padova è di gran lunga più forte del Pordenone dello scorso anno. Poi quando giochi davanti a 4.000 o 5.000 persone vuoi sempre fare bella figura. Noi ne abbiamo un migliaio o poco più, ma non fanno lo stesso tifo e anche questo ha un peso. Per non parlare degli arbitri: con il Kras Repen era donna e ci ha annullato un gol regolare. Con i bellunesi dell’Union Ripa hanno mandato un arbitro di Rovereto”. Crede che il Padova sia favorito? “E’ normale, ma la mia non è una polemica. Faccio io una domanda: la Juventus è favorita o no? E’ normale che le squadre forti lo siano, magari inconsciamente”.

Ore 10.50 – (Gazzettino) “Abbiamo il 5% di possibilità, non di più. Ormai me la sono messa via. Ma desidero il secondo posto per fare i playoff”. Il presidente Rino Dalle Rive dell’AltoVicentino sembra non crederci quasi più alla possibilità di tenere testa al Padova nella lotta al primato che vale la promozione in Lega Pro, con la sua squadra in caduta libera (un punto nelle ultime quattro gare) staccata attualmente di dieci lunghezze in classifica dai biancoscudati. “Anche con la Triestina abbiamo dominato e potevamo chiudere la partita cento volte. Dopodiché fai due stupidaggini a fine gara, e ciao. Ma la nostra non è una squadra completa, i tre centrocampisti di valore sono fuori e sentiamo soprattutto la mancanza di Dal Dosso. Non si può dire niente sotto l’aspetto agonistico, a per vincere i campionati ci vuole qualcosa in più. Ho sempre sostenuto che il Padova è decisamente superiore, e anche se ha perso con noi ho visto una grande squadra. Per farcela ci vorrebbe l’aiuto di tutti i santi, ma l’ultimo mi direbbe di lasciar perdere. Sono molto amareggiato, l’altra notte non ho mai dormito”. Dalle Rive è un fiume in piena: “Dopo una sconfitta penso di andare a farmi sentire in spogliatoio, e invece non faccio niente per un motivo semplice: se la squadra è incompleta non è colpa dei giocatori, ma dello staff. Ed il primo ad aver sbagliato è il presidente. Con un paio di innesti nella squadra dell’anno scorso vincevamo il campionato”.

Ore 10.40 – (Gazzettino) Dopo il consueto lunedì di riposo, i biancoscudati riprendono oggi la preparazione in vista della trasferta di Belluno. Sarà anche l’occasione per valutare le condizioni di Zubin e Ferretti, con quest’ultimo costretto ad uscire anzitempo domenica. Già oggi entrambi potrebbero sottoporsi ad un accertamento clinico. In particolare Parlato e De Poli si confronteranno con il medico sociale per approfondire il problema di Ferretti. Intanto giovedì la squadra effettuerà un’amichevole con l’Ardspera (Prima categoria) al campo di San Giorgio delle Pertiche.

Ore 10.20 – (Mattino di Padova) Poche lunghezze di distacco, soli tre punti, che alla curva successiva scompaiono di nuovo: l’auto di Dalle Rive sbanda e finisce fuori strada contro Arzignano e Giorgione, Parlato ringrazia, mette la freccia e sorpassa a destra. Tre metri di vantaggio che diventano cinque, perché l’Altovicentino decide di richiamare la monoposto ai box: niente cambio gomme, ma doppio cambio di pilota. Prima Bodo, poi Zanin, due passaggi che attardano la monoposto berica, che si presenta allo scontro diretto distaccata, con il rischio di veder fuggire il Padova a + 8. La spallata. Ora o mai più. La nuova monoposto, guidata da Zanin, allunga la staccata e riesce a ricucire parte del distacco: il Padova è ancora davanti, ma la pressione dell’Altovicentino è alta. Tanto da indurre all’errore i cavalli del motore: il Padova finisce fuori strada a Mogliano, va in testacoda e si vede superare. Ma è solo un momento: perché da lì in avanti infila cinque curve perfette, mentre il vantaggio della monoposto rivale dura il tempo di una curva sola. La fuga. La gara cambia: i biancoscudati viaggiano che è un piacere, mentre la concorrenza sbatte su Kras Repen, Sacilese, Ripa e, buon’ultima, Triestina. E Carmine Parlato, che con la sua monoposto, a conti fatti, ha condotto la gara per più di metà percorso (12 partite), capitalizza e sgomma via. Dieci punti, il massimo vantaggio: per arrivare al traguardo, adesso basta tenere saldo il volante.

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) Altovicentino e Padova partono a razzo, facendo subito il vuoto. Poi, alla prima curva, i Biancoscudati riescono a prendere un po’ di vantaggio: perché l’Alto si sfiora in curva con la Sacilese, per un attimo perde il controllo della traiettoria con un 2-2 casalingo, e il Padova allunga di un paio di metri. La corsa, però, prosegue. Nelle sette curve successive, l’auto vicentina guidata da Cunico non sbaglia più nemmeno di un centimetro. Parlato, invece, sembra meno sicuro rispetto al “pronti, via”: il volante comincia a scottare, Belluno ed Arzignano sono superati con qualche difficoltà, poi in mezzo alla strada spunta un vecchio avversario, memore di mille battaglie. È la Triestina, un’auto malridotta e frustrata da troppi anni nelle competizioni minori: viaggia a rilento, ma si mette in mezzo alla pista e il Padova si attarda. È qui che l’Altovicentino riesce a ricucire lo svantaggio, dando il via ad un duello incredibile. Le due monoposto, appaiate in testa, per cinque partite non mollano. Addirittura frenano insieme, contro Clodiense e Fontanafredda, ma proseguono a braccetto. Curve pericolose. È la fine di novembre, il Padova si presenta ancora imbattuto con l’intenzione di sorpassare la Sacilese, quella stessa che aveva messo i bastoni tra le ruote all’Altovicentino ad inizio corsa. La velocità è perfetta, ma le ruote toccano l’erba al di fuori della pista: i biancoscudati perdono la battaglia, e i vicentini, per la prima volta, possono mettere il naso davanti.

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) L’allungo, verso il rettilineo finale, potrebbe essere di quelli da lasciare agli avversari solo la polvere. L’auto perfetta, la macchina che Carmine Parlato ha tra le mani, nelle ultime curve è riuscita a fare il vuoto dietro di sé. Un bolide fiammante: hanno provato a superarlo, hanno provato a dargli una poderosa spallata sul finire del girone d’andata riuscendo a farlo sbandare, ma da lì in avanti la corsa si è fatta nuovamente inarrestabile. Le inseguitrici, una dopo l’altra, hanno dovuto lasciare strada al pilota dei record. Ultima in ordine di tempo, la fuoriserie di Rino Dalle Rive ha visto scappare, come la più classica delle “lepri” motoristiche, la monoposto biancoscudata davanti a sé. Diego Zanin, pilota dell’Altovicentino, dà l’impressione di avere il serbatoio della benzina in riserva. Il Padova adesso va, spedito. Ma non tutta la gara era stata sin qui così semplice. Corsa a due. Perché alla vigilia chiunque avrebbe scommesso che sarebbe stata una competizione tra le due auto migliori: l’una rodata ma sempre battuta negli anni precedenti, e poi l’altra, un po’ spaesata in un campionato che non le compete, ma nelle mani di un pilota esperto, abile, vincente. Semafori accesi, e poi via: sin dai primi metri il pronostico è rispettato, tutto sembra far presagire ad un testa a testa fra le due.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Sta già salendo la “febbre” in vista della trasferta di Belluno in programma domenica prossima. L’Aicb ha riempito un pullman e ne sta organizzando un secondo: la partenza è prevista per le 9.45 dal capolinea tram alla Guizza, con passaggio allo stadio Euganeo lato Ovest alle 10. Informazioni ai numeri 338.4578666 e 329.4246440. Il problema, tuttavia, potrebbe essere rappresentato dai biglietti: il distacco di 10 punti in classifica sull’Altovicentino ha avvicinato ancora di più il Padova alla Lega Pro e ha scatenato la passione dei tifosi, ma per lo stadio di Belluno i supporter biancoscudati potranno disporre di soli 950 biglietti, che dovrebbero essere venduti a Padova da giovedì. Oggi, intanto, è fissata la ripresa degli allenamenti all’Appiani alle 14.30.

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Con buona pace di Cunico, il tecnico dei record esonerato due mesi fa, e che secondo alcuni rumors sarebbe stato pronto a tornare dopo l’ultima sconfitta subìta dall’Altovicentino in casa contro la Triestina. Dopo aver dominato le prime 11 giornate (10 vittorie e 1 pareggio), Cunico era stato cacciato a causa di due sconfitte consecutive, che avevano permesso al Padova di allungare in classifica. L’arrivo di Zanin, complice la vittoria nello scontro diretto, aveva riportato il primato dalle parti di Valdagno, prima dell’inaspettato crollo di febbraio. Una media punti quasi dimezzata (2,3 per Cunico, contro 1,4 di Zanin) e addio sogni di gloria. Dalle Rive, domenica, dopo il triplice fischio è rimasto seduto da solo, mentre il pubblico sfollava. «Commettiamo sempre gli stessi errori, forse anche sotto l’aspetto fisico abbiamo qualche problema», il suo commento. «Eppure i ragazzi si impegnano, ma un ruolino del genere, con tre sconfitte e un pareggio nelle ultime quattro gare, non sta né in cielo né in terra. È giusto che vada a finire così, ho sempre detto che il Padova ha una marcia in più. Onore a loro, hanno una squadra molto più competitiva».

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) «Ormai è finita. Adesso cerchiamo quantomeno di difendere il secondo posto». Il patron dell’Altovicentino, Rino Dalle Rive, ha gettato la spugna. E questa volta non sembra essere pre-tattica o l’ultimo strenuo tentativo di dare uno scossone ai suoi. Il presidente non crede più alla promozione diretta, dopo aver visto la sua squadra crollare in appena 40 giorni, passando dalla testa della classifica ad un distacco in doppia cifra. Troppi 10 punti da recuperare in 11 giornate per la formazione guidata da Diego Zanin, subentrato a fine 2014 ad Enrico Cunico, che aveva ceduto il testimone per due gare a Loris Bodo. Nonostante un ruolino di marcia desolante, Dalle Rive sembra talmente amareggiato che, dicono i bene informati, non creda nemmeno nell’utilità di un nuovo ribaltone per provare a dare quantomeno uno scossone all’ambiente. Oggi parlerà a squadra e allenatore, ma, a scanso di altri coupe de theatre, Zanin dovrebbe restare ancora in panchina.

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) L’euforia dopo il +10 in classifica contagia pure il presidente Giuseppe Bergamin: «E’ difficile dilapidare un simile vantaggio – ammette – a questo punto possiamo perderla soltanto noi la promozione, anche se non è ancora finita». Sembra pura scaramanzia, ma dopotutto mancano ancora 11 giornate e nessuno si azzarda a mollare del tutto gli ormeggi. Poi, semmai, ci sarà da pensare al dopo. Perché l’esborso necessario all’eventuale promozione sempre più vicina è stato (sarà) decisamente importante. Alla fine si supereranno i due milioni di euro di investimento e servirà un robusto aumento di capitale per far fronte alle nuove esigenze. Non è un mistero che Bergamin e Bonetto cerchino soci: trovarne un terzo da inserire nella scuderia con una percentuale più o meno paritaria è molto complesso, sul piatto della bilancia c’è sempre l’opzione Canella – Supermercati Alì. Che tuttavia non ha ancora trovato un approdo certo, né per quanto riguarda la sostanza del possibile intervento, né per quanto riguarda la forma. Si vedrà.

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) Almeno sulla carta al quartier generale di Valdagno hanno già alzato bandiera bianca: «Onore al Padova, ho sempre detto che era la squadra più forte. Da oggi noi giochiamo per il secondo posto, speriamo almeno di riuscire a difenderlo». Potenza di un doppio gancio, arrivato in pieno volto al patron dell’AltoVicentino Rino Dalle Rive nell’ultimo weekend: il ko casalingo con la Triestina si somma al successo del Padova per 2-0 sul Fontanafredda. Il sunto fa dieci punti di gap fra le due grandi contendenti a 11 giornate dalla fine, molto difficile da rintuzzare. Arrivati a questo punto, in definitiva, immaginare che il Padova possa perdere la promozione in Lega Pro sembra davvero impensabile. L’inerzia della stagione sembra tutta a favore dei Biancoscudati che, con l’arrivo della Primavera, non stanno sbagliando più un colpo. Contro la Fontanafredda si è sofferto a lungo, poi Ferretti e Amirante hanno timbrato il cartellino. L’unico rammarico è l’ennesimo infortunio per Ferretti, costretto nuovamente a fermarsi e un altro cambio per guai muscolari sempre più persistenti. Il recupero dal primo infortunio è stato, in tutta evidenza, affrettato e da quel punto in poi per l’argentino non c’è stata più pace: «Mi scoccia parecchio questo indurimento – ammette Ferretti – è successo proprio quando ho colpito di testa per il gol del vantaggio, ma credo e spero che non sia nulla di grave».

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) Nel fine settimana è arrivato anche l’ultimo ok, quello che, di fatto, permette al vecchio Calcio Padova spa di evitare il fallimento e di procedere al concordato. Il commissario straordinario del Credito sportivo Paolo D’Alessio ha accettato la proposta dei legali di Diego Penocchio, che aveva dato in garanzia alcuni beni personali per far fronte al debito di 2,1 milioni nei confronti dell’istituto. Pare ci sia stato pure un intervento del presidente della Lega di B Andrea Abodi per sincerarsi che tutto andasse a buon fine e il placet di D’Alessio alla fine è arrivato (manca solo il documento firmato, ma parrebbe una pura formalità). Penocchio si farà carico di quel debito e, in tal modo, l’accordo di ristrutturazione del debito sfonderà la percentuale del 60% dei creditori necessaria a chiudere la questione. A quel punto ci sarà il via libera alla liquidazione del Calcio Padova Spa e all’accordo con il Comune per la restituzione di logo, marchio e memorabilia alla Biancoscudati Padova.

Ore 08.38 – Serie D girone C, il prossimo turno (ventiquattresima giornata, domenica 1 marzo ore 14.30): Arzichiampo-Clodiense, Belluno-Padova, Fontanafredda-Legnago, Mezzocorona-Dro, Montebelluna-Union Ripa La Fenadora, Mori S. Stefano-Sacilese, Tamai-Kras Repen, Triestina-Giorgione, Union Pro-AltoVicentino.

Ore 08.36 – Serie D girone C, la classifica aggiornata: Padova 56, AltoVicentino 46, Belluno 43, Sacilese 40, Clodiense 38, ArziChiampo 37, Montebelluna 35, Union Pro 33, Fontanafredda e Tamai 31, Union Ripa La Fenadora 30, Giorgione 29, Legnago 23, Kras Repen 22, Dro e Triestina 21, Mezzocorona e Mori Santo Stefano 11.

Ore 08.34 – Serie D girone C, i risultati della ventitreesima giornata: AltoVicentino-Triestina 2-3, Belluno-ArziChiampo 1-1, Clodiense-Mori S. Stefano 3-1, Dro-Tamai 1-1, Giorgione-Mezzocorona 2-1, Kras Repen-Union Ripa La Fenadora 1-0, Legnago-Union Pro 2-4, Padova-Fontanafredda 2-0, Sacilese-Montebelluna 1-2.

Ore 08.32 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.30 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Supermercati Alì, Box Uomo, Maglietteveloci.it, Studio Pignatelli Netstore, InterBrau Birra Antoniana,, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 23 febbraio: lunedì di riposo per i Biancoscudati dopo la vittoria col Fontanafredda ed il conseguente allungo in classifica.

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