Live 24! Belluno-Padova 0-2, Amirante regala la vittoria ai Biancoscudati. L’AltoVicentino vince in pieno recupero, il vantaggio rimane di 10 punti


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Ore 22.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Che l’aria non fosse delle migliori lo si era intuito già pochi minuti dopo il ko interno col Lumezzane. E, quando in ballo c’è un presidente vulcanico come Lino Diquigiovanni, tutto può succedere. Anche che Michele Marcolini, esonerato per fare posto a Paolo Favaretto dopo una sequenza di pareggi e di mancate vittorie che aveva fatto irritare la società, venga richiamato all’improvviso al quartier generale del Real Vicenza. Detto, fatto. Torna l’allenatore il cui esonero aveva provocato un grande malumore nella squadra, schieratasi apertamente a suo favore dopo la decisione di Diquigiovanni. «Non so dire se sono sorpreso oppure no — spiega Marcolini — di sicuro non posso dire che non me l’aspettassi. I ragazzi mi avevano dato manifestazioni di affetto e di stima e io torno con entusiasmo. Ci aspettano tutte le partite contro le migliori, ma riprenderò da dove avevo interrotto». Marcolini tornerà al timone assieme al suo vice Davide Mandelli: «Ringrazio Favaretto per le belle parole nei miei confronti – chiude – il calcio è una ruota che gira: fa parte del calcio, gli esoneri sono il pane quotidiano per noi allenatori».

Ore 22.10 – (Giornale di Vicenza) La notizia lascia di stucco i giocatori. A parlare a nome della squadra è il capitano Matteo Tomei: «Non so che dire, non me l´ aspettavo assolutamente. Mi sembra una scelta un po´ affrettata. Favaretto – prosegue il portiere – quando è arrivato ha svolto il suo lavoro egregiamente. Contro il Lumezzane abbiamo fatto una brutta partita, ma credo possa capitare una serata storta. Mi dispiace molto per Favaretto, ma sono anche felice che torni Marcolini e non ci sia un terzo allenatore. Da parte nostra c´era e c´è affetto nei suoi confronti. Siamo già concentrati per l´AlbinoLeffe».

Ore 21.50 – (Giornale di Vicenza) Un Favaretto dispiaciuto tanto quanto sorpreso ieri dopo la comunicazione da parte del presidente Diquigiovanni di sollevarlo dall´incarico di allenatore del Real Vicenza. «Non me l´aspettavo – commenta l´ormai ex tecnico – siamo reduci da una brutta partita ma ieri ho fatto l´allenamento con i ragazzi e ho chiesto loro una reazione immediata dopo la prestazione contro il Lumezzane; mi ha sorpreso che quella della società sia stata questa. Prendo atto della decisione e li ringrazio di avermi dato questa opportunità, ma soprattutto voglio ringraziare i ragazzi che in questo periodo hanno dimostrato sempre la disponibilità a lavorare, con impegno e volontà». Paolo Favaretto lascia quindi senza polemiche, con la professionalità che lo contraddistingue e riconsegna il testimone al suo predecessore. Al comando della nave vicentina torna infatti Michele Marcolini. Con lui la squadra aveva iniziato una brillante stagione navigando ai primi posti della classifica per tutto il girone d´andata, ma tra dicembre e gennaio i risultati non sono più arrivati e la società biancorossa, dopo la partita-chiave contro il Como persa dal Real, aveva fatto una brusca inversione di rotta esonerando a sorpresa Marcolini, «Sono molto contento di tornare a lavorare con i miei ragazzi. Se la società ha fatto un passo indietro vuol dire che, a parte i risultati dell´ultimo periodo, ha apprezzato il lavoro che era stato svolto fino a quel momento. Ho voglia di ricominciare e lo farò con lo stesso entusiasmo di quest´estate» – ha detto Marcolini – Lo spirito di gruppo è sempre stato uno dei nostri segreti fin dall´inizio del campionato. Sono convinto che questa squadra possa fare molto bene. L´intensità che i ragazzi mettono in ogni allenamento è un´altra arma vincente, dobbiamo metterci subito al lavoro, sperando di far bene già da mercoledì». Quando il Real Vicenza affronterà al Menti l´AlbinoLeffe nel turno infrasettimanale.

Ore 21.30 – (Giornale di Vicenza) Ennesimo colpo di scena in casa Real Vicenza. Dopo la sconfitta casalinga (0-2) con il Lumezzane, il presidente Lino Diquigiovanni sorprende ancora tutti con l´esonero di Favaretto. La sua avventura sulla panchina vicentina è durata veramente poco e non si può dire sia stata delle più felici. Nell´ultimo periodo sembrava che le cose stessero tornando alla normalità, ma il bottino di Favaretto in cinque partite non è stato forse quello che si aspettava; sette punti in cinque gare frutto di un pareggio, con la Pro Patria, due belle vittorie contro Monza e Venezia, ma anche due brutte sconfitte contro il Renate e il Lumezzane. «Quella contro i bresciani è stata la peggior prestazione di questa squadra dall´inizio della stagione. Dopodicchè ho dovuto fare delle considerazioni e ho capito di aver sbagliato nel sostituire Marcolini, anche se in quel momento mi sembrava la cosa giusta da fare – così ha commentato il presidente – Adesso invece il suo ritorno credo sia l´unica possibilità che abbiamo: serve uno scossone alla squadra.
C´era qualcosa che non andava – prosegue il massimo dirigente biancorosso – speravo di ottenere un cambiamento che invece non è arrivato. Mister Favaretto lo abbiamo ringraziato per il lavoro che ha svolto in queste settimane con professionalità e impegno. Quando si interrompe un rapporto è inevitabile che dispiaccia, ma d´altra parte come presidente del Real Vicenza ho sentito che bisognava prendere una decisione e me ne assumo le responsabilità». Una scelta che è stata un fulmine a ciel sereno per tutti, ma in cui crede fermamente Diquigiovanni: «In Marcolini ho piena fiducia, come se fosse il primo giorno. Da una parte a gennaio mi era dispiaciuto molto esonerarlo, ora spero che possa riportare questa squadra dov´era nella prima parte del campionato».

Ore 21.10 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) La scalata del Vicenza sembra inarrestabile. Dopo i match giocati ieri la squadra di Pasquale Marino conferma il terzo posto in coabitazione con l’Avellino, ad un punto dal secondo posto del Bologna che vale la serie A diretta. Quella ottenuta al Dall’Ara venerdì sera è la sesta vittoria consecutiva della truppa biancorossa: un successo netto, tanto nel punteggio quanto nel gioco, considerato che il risultato non è mai stato in discussione. «Abbiamo disputato una grande partita – ha sottolineato a fine gara il dg Andrea Gazzoli – ovvio che ci sia grande soddisfazione, ma alla fine del torneo mancano ancora quattordici partite e c’è ancora tanto da sudare». In casa Vicenza è sempre più difficile continuare a parlare di quota salvezza, anche perché quota 50 dista ormai solo quattro punti. « Ma noi dobbiamo tenere i piedi ben piantati a terra – ha sottolineato Pasquale Marino – stiamo crescendo nel gioco, nella convinzione nei nostri mezzi e nelle prestazioni, ma la serie B è un torneo lungo ed estenuante e se molli un centimetro ne paghi subito le conseguenze». L’impressione però, è che questo Vicenza, spinto da un pubblico che è sempre più presente e convinto di poter centrare il sogno della promozione in serie A, di mollare non ne abbia nessuna intenzione. Sei vittorie di fila, ottenute sempre giocando meglio dell’avversario, non si ottengono certo per caso; anzi sono un segnale forte che la squadra biancorossa sta mandando a tutte le rivale del campionato cadetto. Per trovare una scia vincente simile, bisogna tornare indietro alla stagione 2002-2003 quando il Vicenza, allenato da Andrea Mandorlini, ne inanellò addirittura sette, scalando la classifica dalle zone basse fino al primo posto. Allora il Vicenza superò al Menti Cagliari, Ternana, Ascoli e Cosenza, andando a vincere in trasferta a Salerno, a Genova e ad Ascoli, partita recuperata nel girone di ritorno in quanto rinviata all’andata per il mancato accordo sui compensi alla serie B legati ai diritti tv. Quel Vicenza però aveva senza dubbio meno compattezza rispetto all’attuale di mister Marino, che è riuscito a dare una forte solidità difensiva ad una squadra che ha subito solo due reti nelle ultime dieci partite. Le note positive a riguardo sono tante, con l’ex veneziano Vigorito tra i pali e la coppia di centrali formata da un Brighenti sempre più paragonabile al «Cannavaro dei Berici» e un Manfredini che, ritenuto finito a Sassuolo, sta dimostrando che in questa serie B è giocatore di assoluto valore. E poi un centrocampo che gioca quasi come alla Playstation, con il trio formato da Moretti, Di Gennaro e Cinelli che sta tritando ogni avversario. Ma la forza di questo Vicenza è la compattezza, l’unione di intenti che porta il bomber Cocco ad essere il primo che difende quando il pallone è in possesso degli avversari, e i difensori i primi che impostano la manovra, in uno schema di gioco in cui è quasi vietato buttare via il pallone. A dare più forza al tutto, c’è un seguito di pubblico da brividi, una tifoseria che sostiene la squadra, lotta al suo fianco, e crede nell’impresa. «Ringrazio di cuore un pubblico meraviglioso che ci ha sostenuti qui a Bologna – ha sottolineato al termine della gara il presidente Tiziano Cunico – il loro sostegno per noi è fondamentale». Supporto che la tifoseria vicentina darà in maniera importante anche martedì sera contro il Lanciano: la curva sud già ieri era esaurita.

Ore 20.50 – (Giornale di Vicenza) È un momento davvero magico. Sembra che tutto, ma proprio tutto, deponga a favore del Vicenza. I risultati delle dirette concorrenti, scese in campo ieri, sono stati favorevoli e la squadra biancorossa è riuscita così a rimanere al terzo posto, sia pur in coabitazione con l´Avellino. Entusiasmo. I tifosi non stanno più nella pelle. E se andrà avanti così… non ci staranno neanche più all´interno del Menti. Esagerato? Forse sì, ma intanto, a due giorni dal turno infrasettimanale con il Lanciano (si giocherà martedì alle 20.30) i biglietti per la Curva Sud sono già esauriti. Le altre. Sembra quasi… innaturale tener d´occhio il cammino delle squadre che lottano per i playoff o addirittura per la promozione diretta, ma a questo punto è proprio il caso di farlo. I risultati di ieri, come si diceva, sono stati favorevoli al Vicenza. Il Carpi capolista ha pareggiato a Vercelli: si tratta del quarto 0-0 consecutivo per la squadra emiliana. L´Avellino, nel giorno della centesima presenza sulla panchina biancoverde di Rastelli, non è andato oltre l´1-1 casalingo con la Ternana. Castaldo dal dischetto aveva illuso gli irpini, che poi sono stati raggiunti da Avenatti. La rete dell´attaccante interrompe un´imbattibilità che durava da 469 minuti. Sorride il Frosinone, che vince in rimonta a Catania (1-2). Decide al 21´ una rete d Ciofani, entrato un paio di minuti prima. Cade infine il Livorno, che sul campo del Crotone fanalino di coda rimedia la sua seconda sconfitta consecutiva. Crisi Modena. Dopo il ko interno con il Bari la società ha deciso di esonerare Novellino. Ancora non si conosce il nome del sostituto. Il percorso. Intanto viene voglia di immaginare come potrebbe essere il cammino del Vicenza da qui alla fine del campionato. Il grafico che si vede qui sopra evidenzia le possibili “salite” e “discese” che la squadra di Marino sarà chiamata ad affrontare. Il finale riserva tre impegni “caldissimi”, le trasferte di La Spezia e Livorno e la gara casalinga con il Frosinone.

Ore 20.30 – (Giornale di Vicenza) Il Bologna si presentava come Golia. Ma il Vicenza aveva Davide. E proprio sull´equilibrio e la classe di Di Gennaro, signore del centrocampo nella magica serata del Dall´Ara, i biancorossi hanno costruito prestazione e vittoria da incorniciare. «È stata una prova straordinaria sotto tutti i punti di vista» – il commento del regista, un ex della partita. Di Gennaro, avete fatto felici 2mila tifosi che vi hanno seguiti a Bologna… «Siamo molto felici di questo. Abbiamo vinto di fronte ad un pubblico meraviglioso che ci ha accompagnati e sostenuti per tutta la partita. È stata una vittoria strepitosa e c´è solo da festeggiare». Come vi è riuscita l´impresa? «Siamo stati perfetti nel gioco, nel fraseggio, nel carattere dimostrato. Sotto la doccia io e i miei compagni ci siamo detti che quella di venerdì è stata una delle più belle vittorie per come è venuta. Anche perchè affrontavamo una delle favorite per la promozione diretta». La classifica fa sognare e i tifosi sentono di poter guardare ben oltre la salvezza… «Io penso, e ne sono convinto da un po´, che si debba aspettare marzo per tirare le somme e capire dove possiamo arrivare. Ci attendono tante gare ravvicinate. Intanto è giusto cercare di rimanere in quella zona della classifica». Hanno stupito la sicurezza e la maturità con cui avete gestito la partita al Dall´Ara. «La nostra forza, grazie a Marino, è di riuscire a trovare sempre soluzioni alternative. A mio avviso il più grande pregio è di giocarla sempre, in qualunque modo ci vengano a prendere gli avversari. In B è difficile trovare formazioni che giochino palla a terra. Chi lo fa, e noi lo stiamo facendo, è sempre premiato». Fondamentale per gli equilibri della squadra si presentava il suo ruolo in campo. C´era il pericolo che potesse godere di pochissima libertà. «Sapevamo che soprattutto all´inizio mi avrebbero tanto limitato nelle giocate ma alla fine è andata bene». Ad un certo punto la si è vista rotolare a terra per un colpo. Niente di preoccupante, vero? «Ho un problema a una caviglia che mi trascino da due mesi, tanto che sto giocando con un paio di scarpe di Moretti che ha due numeri in più di me». La favola del Vicenza è anche la favola di Marino. Lei è stato tra i primi ad abbracciarlo al fischio finale… «Ci siamo fatti i complimenti. Marino non ha niente da dimostrare ma io non lo conoscevo personalmente, e posso dire che è probabilmente il tecnico più bravo che ho avuto. È arrivato in punta dei piedi e i nostri successi portano soprattutto la sua firma». Cosa vi ha portato? «Equilibrio, identità di gioco, tutto un mix di elementi che si sta rivelando importantissimo. E poi di una cosa sono convinto: vincere aiuta a vincere». E oltre all´aspetto tecnico, c´è una condizione fisica straripante. «Per giocare bene bisogna anche essere sorretti da una forma fisica importante. Questo lo dobbiamo al nostro preparatore atletico che si sta dimostrando persona all´altezza e competente», Martedì tornerete al Menti per affrontare il Lanciano è sarà l´occasione per risistemare le cose visto il pesante risultato dell´andata. «Finì proprio male per una serie di episodi, tra cui l´espulsione di Gentili». E Di Gennaro in quella partita colpì pure una traversa. «Ma non c´è alcuno spirito di rivalsa, anzi. Pensiamo a continuare la nostra striscia importante di risultati È sotto gli occhi di tutti che stiamo facendo cose straordinarie e finchè dura questo momento bisogna alzare l´asticella». Un messaggio per i tifosi che al Menti saranno ancora più numerosi? «Creare entusiasmo nei tifosi è più gratificante che stare al terzo posto. Vedere la Curva Sud piena è bellissimo, ma mi piacerebbe che anche gli altri settori si riempissero».

Ore 20.10 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Il primo ad arrivare in sala stampa è il ds Ivone Franceschi. Il suo viso racconta della soddisfazione di essere tornati alla vittoria e ai tre punti. «Abbiamo giocato per vincere, mi sembra che abbiamo evidenziato un buon gioco, ed anche in inferiorità numerica siamo sempre stati in partita. Tre punti che ridanno morale dopo due sconfitte. A Salò non meritavamo di perdere, ma anche domenica con il Real Vicenza il pari ci stava». Michele Serena il mister aggiunge: «Abbiamo faticato, ma alla fine non abbiamo rubato nulla. Sono tre punti preziosi se si analizza come si era messa la partita. Eravamo sotto di un gol, abbiamo pareggiato, poi l’espulsione. Per vincere ci voleva una gara maiuscola, il Venezia l’ha fatta». Serena elogia la squadra che in avvio di ripresa ha saputo cambiar modulo ricoprendo ciascuno un nuovo ruolo. «Ho visto una difesa superba, che praticamente ha annullato ogni azione da tiro del Monza». Elogia Espinal, un colosso nell’inedito ruolo di centrale difensivo, anche se qualche cronista monzese gli fa presente che a Monza capitan Vinicio ricopriva questo ruolo. Subito dopo precisa che è vero che la disposizione in campo nella ripresa è stata una scelta della squadra ma aggiunge: «Un’autonomia concessa sotto la mia supervisione». Nel Venezia che ha espugnato il Brianteo a Serena è piaciuto la voglia di vincere, l’assoluta ricerca del gol. Non manca un elogio per Daniele Giorico «Dopo un anno che non giocava – dice Serena – ha più che ripagato la mia fiducia, la voglia di rivincita del Venezia». Su Guerra aggiunge: «I due gol non mi sorprendono. Lo conosco bene è stato con me con diversi club. Con lo Spezia abbiamo vinto la coppa Italia». Nella ripresa ha avuto paura? «Per lunghi tratti abbiamo fatto girare la palla – dice Serena – forse potevamo osare qualcosa di più in fase offensiva. Di certo nel finale potevamo gestire meglio la partita». Come si vive con il fardello della penalizzazione? «Per me non è una novità». Quando analizza le giocate del Monza, Serena conferma che ad avergli fato paura sono state le spizzicate di testa di Torri. «Abbiamo visionato più di una partita, è uno che davanti può fare male. Del resto ero consapevole di dover affrontare una partita non facile. Il Monza grazie a Pea non è una squadra allo sbando». Un ultimo accenno alle società in difficoltà in lega Pro: «C’è da rivedere più di qualcosa – afferma Serena – quando una squadra fallisce a farne le spese sono i calciatori, gli allenatori, i dipendenti che restano senza un soldo».

Ore 19.50 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Il Venezia ritorna a ruggire con una prova d’orgoglio al Brianteo. Sotto di un gol dopo un quarto d’ora, gli arancioneroverdi riescono a rimontare e vincere nonostante si ritrovino in dieci per la doppia ammonizione di Cernuto. In inferiorità per tutto il secondo tempo, gli uomini di mister Serena non rinunciano al proprio atteggiamento propositivo e tornano in laguna con tre punti che danno ossigeno e fiducia. Eroe della serata Simone Guerra, che trova il primo gol in arancioneroverde e fa pure il bis, con una prodezza che vale la partita. Il tecnico arancioneroverde sceglie di rivoluzionare l’assetto: esordio assoluto per Giorico, mentre Espinal è alla sua prima da titolare dopo l’infortunio e a lui va la fascia di capitano. Si rivede anche Magnaghi, mentre Raimondi e Greco stavolta sono seduti in panchina. Il Monza è subito pericoloso con la punizione dai 25 metri, al 9’: batte Uliano con il sinistro, sventa sotto il sette Fortunato. Dieci minuti dopo, altra punizione per il fallo di Cernuto che salta allargando il gomito e si prende l’ammonizione. Batte ancora Uliano, stesso piede, stavolta verso il centro della porta. Scelta che sorprende Fortunato, rimasto praticamente fermo. Arancioneroverdi sotto di un gol, con l’incubo di uscire dal campo per la terza volta a mani vuote. Finora il Venezia non ha prodotto molto, il primo tiro in porta è di Zaccagni al 19’, favorito da un rimpallo difettoso della difesa brianzola: ma il suo sinistro finisce a lato della porta. Ancora Zaccagni entra in area, prova a crossare ma sventa tutto El Hasni. Gli arancioneroverdi insistono, si fanno sempre più pericolosi fino a trovare il gol del pareggio: il cross di Zaccagni attraversa l’area ed è Guerra, dimenticato dalla difesa biancorossa, a colpire di testa e insaccare. La partita si accende, Fortunato deve sventare un insidioso diagonale di Toskic, mentre Chimini interviene sul tiro di Magnaghi, servito al centro dell’area da Capogrosso. Poi, al 43’, l’espulsione di Cernuto per seconda ammonizione: il Venezia perde palla in attacco e riparte Valencic in contropiede, ma è ancora lontano dalla metà campo, lo insegue e lo atterra Cernuto, anche se il contatto appare piuttosto veniale. Per l’arbitro il fallo è comunque da cartellino giallo, che diventa rosso avendo fatto doppietta. Si va al riposo con mister Serena che medita su come coprirsi, senza snaturare la squadra. E intanto si riprende senza cambi, ma con Espinal arretrato in difesa e Bellazzini in mediana. Il Venezia guadagna subito una punizione dallo spigolo dell’area: batte Bellazzini ma è facile la parata di Chimini. Ci pensa il Monza a cambiare assetto, mandando in campo De Vita e Bernasconi, abbandonando la prudente difesa a 5. Mentre il Venezia continua ad attaccare ed è una scelta che paga, perché in questo momento ritrova il vantaggio. E’ Zaccagni a lanciare Guerra, sul filo del fuorigioco, che si presenta a tu per tu con il portiere e lo batte con un diagonale a rientrare millimetrico. La reazione dei brianzoli non si fa attendere ed è un attacco insistito, sventato da Fortunato che prima respinge il colpo di testa di Torri e poi anticipa il cross ancora per Torri. Al 21’ altra occasione, con la zuccata di Conti che finisce a lato. Intanto mister Serena manda in campo Varano per Giorico e poco dopo deve sostituire Zaccagni (guaio muscolare) con Scialpi. Il Monza attacca a testa bassa ma con idee confuse e al 36’ reclama un rigore per un presunto fallo in area su Conti. Si chiude tra mille affanni, i 5 minuti di recupero non passano più, il diagonale di Conti nel finale rischia di essere l’ennesima beffa, ma finisce a lato. E i tre punti sono in cassaforte.

Ore 19.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Sul ponte sventola bandiera bianca. Per la promozione diretta sembra non ci sia più nulla da fare, mentre per i playoff di sicuro si può fare ancora molto. Quella di ieri al Mercante era praticamente un’ultima spiaggia nella lotta al primo posto, il Bassano si arrende al Novara pur giocando bene e penserà da oggi in avanti solo a raggiungere gli spareggi promozione. E dire che, a vedere la qualità del gioco espresso dai giallorossi, ci sarebbe ben poco da dire, come testimoniato dagli applausi del pubblico nonostante la sconfitta. L’inizio è scoppiettante e dopo pochi minuti Evacuo per poco non riesce a catapultarsi su un bel cross dalla destra mentre la difesa giallorossa sembra sorpresa. Il vantaggio del Novara arriva al 35’, grazie a una grande giocata di Gonzalez, che fredda Rossi proprio nel momento migliore del Bassano. Prodezza, quella dell’uomo simbolo del Novara, ma è altrettanto sconcertante l’ingenuità di Ingegneri. Pesano anche il mancato pari dello stesso Ingegneri (36’) e l’infortunio di Nolè, costretto ad abdicare a fine primo tempo per infortunio. La reazione giallorossa nella ripresa è rabbiosa ma anche poco producente: Pietribiasi (6’) si trova davanti un Tozzo superlativo e sfiora il pari pure qualche minuto dopo (17’). La sfuriata iniziale non produce effetti e il Novara fallisce il raddoppio al 27’, quando Faragò manca la battuta a rete su assist di Bianchi. La partita si chiude al 40’ quando Garufo firma il 2-0 con uno stop e tiro da applausi. Rossi non può nulla, così come è del tutto inutile il gol in pieno recupero di Iocolano. Troppo tardi per sperare, pochi istanti dopo, infatti, arriva il fischio finale. E ad esultare è solo il Novara. Il Bassano é bello, piace e gioca bene ma ora raccoglie pochissimo: peccato grave, se alla fine a contare bene o male sono soprattutto i risultati.

Ore 19.10 – (Giornale di Vicenza) Renzo Rosso è fatalista. «Credo ci sia un calo psicologico nella squadra, una flessione emotiva – dice – di sicuro sono 4 o 5 partite che non raccogliamo quanto meritiamo. Il Novara, poi, bella squadra, niente da dire». Il presidente Stefano Rosso invece va nello specifico. «Quando sbagli con formazioni di questo livello, vieni punito. Punto. Noi abbiamo commesso due errori difensivi che ci sono costati carissimo. Peccato per il pari mancato di Pietribiasi. Comunque, nessun dubbio: il campionato lo vince il Novara». Tonino Asta preferisce non fare prigionieri. «Il pareggio ci sarebbe stato – commenta il tecnico – purtroppo continuiamo a creare senza concretizzare adeguatamente. Ma ad un interlocutore di questo livello non puoi regalare due gol con disattenzioni difensive. Gonzalez e Garufo hanno fatto due capolavori, tuttavia siamo stati noi a propriziare le opportunità più golose». «Eppure non ammaino bandiera, tantopiù che mi chiamo Asta – prova ad ironizzare -. Andiamo avanti, anche se stanno piovendo infortunati, Nolè è uscito per una contusione a una spalla e mercoledì a Mantova è in forte dubbio, Furlan è stato ammonito per una simulazione inesistente e da diffidato salterà il match, mentre Bizzotto e Maistrello sono out. Faremo con quello che avremo e col nostro spirito. La gente l´ha capito e ci ha applaudito a scena aperta a fine gara. Sono orgoglioso dei miei».

Ore 18.50 – (Giornale di Vicenza) Evviva la salvezza, ma il primato è andato e i playoff quasi. Bassano luccica, ma godono gli altri, più cinici e pratici. È due mesi che va così. Il Novara apparecchia la tavola al Mercante col piglio di chi è il padrone del giardino ed espugna il fortino giallorosso, cosa che non accadeva da sei mesi. Gonzalez per due volte (la seconda su svarione di Zanella) fa le prove, finché al 35´ addenta lo 0-1: Ingegneri si incarta sul rinvio di testa, l´argentino spalle alla porta s´inventa una girata velenosa che inchioda Rossi e spiega perchè lui un paio d´anni fa recitava in A a San Siro e all´Olimpico e la Virtus invece arrancava a Bellaria. Intanto si rompe Nolè che esce con una spalla malconcia. Asta presenta nella ripresa una formazione di tarantolati. Di solito però non vincono i più appariscenti, ma i più pratici. E il Bassano barocco non sfonda mai. Tozzo acchiappa quasi sulla linea una volée di Pietribiasi (3´), quindi lo stesso Condor si divora l´uno contro uno del pari sparando addosso al portiere il pallone (8´) e ancora il centravanti chiude eccessivamente il diagonale che accarezza il legno (18´). Faragò spreca da un metro il cuoio dello 0-2, ma alla seconda fesseria di retrovia al 41´, Ingegneri tentenna nel liberare e da dietro Garufo sradica sfera, entra in area stoppando di petto e ammolla una lecca nell´angolo. Bassano in avanti, Pietribiasi imbecca Iocolano che dinanzi a Tozzo lo imbuca di giustezza al 44´. Nei 4´ di recupero, il Novara si ammucchia in trincea, mentre il Soccer Team spedisce tutti avanti. Non serve. Bassano deve decidersi a stangare perchè a pallone fanno fede solo i gol e coi ricami di solito si fa flanella.

Ore 18.30 – (Gazzettino) L’aveva detto Claudio Foscarini alla vigilia della trasferta: per fare punti in terra abruzzese ci sarebbe voluto un Cittadella unito e compatto, che sapesse soffrire al cospetto di un avversario capace di spingere sulle corsie esterne. Così è stato, ma i granata nella ripresa hanno dovuto stringere i denti forse più del dovuto, senza mai rendersi pericolosi dalle parti di Aridità. La squadrra si è dovuta invece aggrappare a Pierobon, sorpreso nei primi 45 minuti dal sinistro di Piccolo sporcato da De Leidi, ma decisivo sulle due conclusioni dello stesso attaccante nella ripresa. Così il tecnico ha parlato a fine gara: «Siamo venuti a Lanciano per fare risultato e nel primo tempo la squadra è partita bene, facendo gol subito. Siamo invece mancati nel raddoppio, le occasioni ci sono state. Nel secondo tempo invece il Cittadella ha sofferto, abbiamo cercato i lanci lunghi per le punte. Andare avanti 2-0 avrebbe incanalato la partita su un altro binario». Il 2-2 finale accontenta Foscarini: «È il risultato giusto, dopo un primo tempo dove bisognava chiuderla e una ripresa dove si è sofferto troppo». Il Cittadella è apparso anche giù fisicamente alla distanza. «L’influenza ha colpito dieci-dodici giocatori della mia rosa», ha spiegato l’allenatore. Inevitabile quindi che qualcuno non potesse essere brillante sulle gambe. Il tecnico ha infine commentato la classifica: «Sia in zona play off che in quella play out i giochi non sono ancora definiti. Si può fare un filotto di vittorie e infilarsi nelle zone alte, ma allo stesso tempo perdendo qualche partita ci si può inguaiare facilmente».

Ore 18.10 – (Gazzettino) Il Cittadella porta a casa un soffertissimo punto da Lanciano che gli permette di tirarsi nuovamente fuori dalla zona retrocessione, grazie alle contemporanee sconfitte di Varese, Catania, Entella e Modena. Nei bassifondi vince solo il Crotone con il Livorno, e accorcia ancora di più classifica: in 7 punti ci sono dieci squadre che si daranno battaglia fino all’ultimo. La formazione di Foscarini nella trasferta abruzzese ha giocato bene soltanto a tratti nella prima frazione, mentre nella ripresa non è mai riuscita a impensierire la porta difesa da Aridità, se si esclude un tiro-cross di Cappelletti alzato sulla traversa. Un episodio in mezzo a tanta tribolazione. Un passo indietro, se vogliamo, rispetto allo spumeggiante – e ricco di occasioni – secondo tempo di sabato scorso con il Bologna dove il Cittadella aveva evidenzato altri ritmi e brillantezza. Senza l’infortuno Pellizzer, c’è De Leidi al centro della difesa; in mediana è Busellato a fare coppia con Rigoni, Stanco e Sgrigna la coppia d’attacco. Dopo nemmeno un minuto e mezzo, il Cittadella usufruisce di un calcio di rigore. Doppio intervento nell’area del Lanciano, ai danni di Stanco prima e di Kupisz poi, sgambettato da Di Cecco. Sul dischetto va Sgrigna, capitano per l’occasione, che spiazza il portiere. Gara tutta in discesa per la truppa granata, che al 16′ sfiora tre volte il raddoppio in un’unica occasione: il sinistro di Stanco è deviato da un difensore, il pallone arriva dalle parti di Busellato che si vede respingere due volte il tiro da Bacinovic, quindi dopo una carambola Rigoni si impossessa della sfera a fa partire un diagonale di sinistro che sfiora di un niente il palo. Incredibile è quello che succede nei minuti successivi, quando il Lanciano dal 19′ al 24′ ribalta il risultato. Prima è Piccolo a firmare il gol dell’1-1 con un sinistro sul secondo palo che sorprende Pierobon, messo fuori causa dalla deviazione di De Leidi; poi dall’angolo di Mammarella, Thiam – tutto solo in mezzo all’area, Rigoni se lo perde – gira di destro sotto la traversa. Cinque minuti di follia che rischiano di rovinare tutto. Nel momento più difficile della partita è bravo il Cittadella a non demoralizzarsi, acciuffando il pareggio (35′): cross perfetto di Barreca e perentorio stacco di testa di Stanco che manda la sfera sotto la traversa. Allo scadere ripartenza di Sgrigna che conclude però con un destro da dimenticare. La ripresa è tutta di marca abruzzese. Al 2′ controllo e tiro al volo di Piccolo, Pierobon chiude sul primo palo e respinge. Il duello si ripete all’8′: Piccolo gira a botta sicura e questa volta il portiere compie un mezzo miracolo. Momenti di affanno per il Cittadella che non riesce mai a tenere su il pallone e fatica tremendamente a ripartire. La difesa è quindi sempre sotto pressione e inevitabilmente scricchiola: il neo entrato Cerri non riesce a deviare il pallone che arriva a Vastola, conclusione fuori. Entra in campo Bazzoffia al posto di un opaco Minesso, ma è ancora pericoloso Cerri nell’area granata, provvidenziale la chiusura di Cappelletti. Con il passare dei minuti, pur mantenendo quasi costantemente l’iniziativa, la spinta dei padroni di casa perde di lucidità e così il Cittadella non rischia più. Adesso due scontri diretti di fila: martedì sera al Tombolato arriva il Varese, quindi nel posticipo di lunedì 9 i granata sfideranno l’Entella.

Ore 17.50 – (Mattino di Padova) Una prima frazione scoppiettante e una ripresa giocata decisamente ad un ritmo più basso. Il risultato, per Claudio Foscarini, è «una partita non spettacolare». Così la commenta il tecnico del Cittadella, spiegando poi che «siamo venuti a Lanciano per fare risultato. Nel primo tempo siamo partiti bene, abbiamo fatto gol subito e abbiamo avuto una grossa occasione per raddoppiare, ma l’abbiamo mancata. Nel secondo tempo, invece, abbiamo sofferto, abbiamo cercato le punte con i lanci lunghi senza trovarle. Indubbiamente, andare avanti sul 2-0 avrebbe significato incanalare la partita su un altro binario. Il risultato, però, è giusto. Nella frazione iniziale bisognava chiuderla, nella seconda abbiamo sofferto troppo». Poi l’allenatore si sofferma sui due suoi giocatori che non hanno risposto alla convocazione della B Italia, bloccando sul nascere ogni possibile polemica: «Uno, Barreca, è rimasto a casa tre giorni per influenza. Il secondo, Busellato, non ha saltato il raduno, ma l’hanno mandato a casa dopo che è stato visitato dal medico della Nazionale». La situazione di classifica cambia di poco rispetto allo scorso turno: «Sia in zona playoff che in quella playout i giochi non sono ancora definiti, si può fare un filotto di partite e portarsi in alto, mentre ci si può inguaiare perdendone alcune. Questa è la serie B. Sono venute meno delle certezze da piazze come Bologna e Catania e c’è una corsa alla leadership che manca». Questa, invece, l’analisi di Roberto D’Aversa, allenatore del Lanciano: «Per come si era messa la partita, siamo stati bravi a recuperare e ad andare in vantaggio. Per quanto riguarda il primo tempo il risultato può essere giusto, ma nella ripresa abbiamo meritato di più, come nell’azione della conclusione di Piccolo, sulla quale Pierobon si è superato».

Ore 17.30 – (Mattino di Padova) L’ordine, alla vigilia, era stato chiaro: «Ripartire». Ovvero, tornare a far punti. E il Cittadella ha risposto “presente” a Foscarini, riannodando il filo con la serie positiva che, sino alla sconfitta interna con il Bologna, l’aveva proiettato fuori dalla zona retrocessione diretta e dai playout. Da Lanciano, dove l’anno scorso si erano salvati, all’ultima giornata, i granata hanno portato via un punto che conferma, se mai ce ne fosse bisogno, l’ottimo cammino del girone di ritorno – tre vittorie, tre pareggi e un solo k.o. – e soprattutto l’imbattibilità esterna (quarto risultato utile consecutivo), una volta virata la boa di metà campionato. È il tredicesimo pari stagionale, quasi un record, e non è un caso che sia stato colto contro l’avversario che ne vanta uno in più, 14. Come dire: le prime due di questa speciale graduatoria non potevano che rispettare il trend che le contraddistingue, non uscendo nè vincenti nè battute dal confronto diretto. In difficoltà dietro. Che partita è stata quella andata in scena allo stadio Biondi? Ricca di emozioni (e di errori) nei primi 45’, meno schizofrenica nella ripresa, anche se i rossoneri di D’Aversa hanno avuto un paio di occasioni da gol per chiuderla a proprio favore, e in una di queste Pierobon si è salvato con una prodezza. Ma il 2-2 si può definire sostanzialmente giusto, sebbene nei primi minuti il Cittadella abbia avuto, nella stessa azione, per tre volte l’opportunità per andare sul 2-0. Senza Pellizzer, infortunato, il tecnico ha piazzato De Leidi difensore centrale accanto a Scaglia, confermando Busellato a centrocampo e ripresentando Sgrigna in attacco come “spalla” di Stanco. Ma la retroguardia padovana non è parsa così solida e decisa come in altre gare, lasciando a desiderare soprattutto nella ripresa, quando gli abruzzesi hanno accelerato per tentare di riportarsi in vantaggio. Meglio il Citta dalla metà campo in su, anche se dopo l’intervallo non ha mai impensierito seriamente il portiere Aridità. Penalty, poi uno-due della Virtus. E pensare che si era messa subito benissimo per gli ospitii, ai quali l’ottimo arbitro La Penna concedeva un rigore dopo neppure 2’ per uno sgambetto di Di Cecco su Kupisz, quasi al limite dell’area, apparso netto. Sul dischetto si portava Sgrigna, che spiazzava l’estremo difensore con un tiro angolato. Colpita a freddo, la Virtus faticava moltissimo a riordinare le idee e, con alcune efficaci trame di gioco, i granata accendevano la spia rossa dell’allarme davanti ad Aridità. Incredibile quanto accadeva al 17’: Stanco entrava in area dalla sinistra e, invece di servire Sgrigna libero al centro, tirava direttamente da posizione molto difficile, il portiere respingeva e poi Busellato ribatteva, trovando Bacinovic ad ergersi come diga alla sua conclusione, sino a quando Rigoni, incuneatosi benissimo entro i 16 metri, angolava troppo la conclusione di sinistro, mandando fuori il pallone di un soffio. “Gol sbagliato, gol subìto”, recita la legge del pallone. E così accadeva: Piccolo si accentrava dalla destra e da una ventina di metri calciava verso il bersaglio, la sfera picchiava male sul terreno gibboso e ingannava Pierobon, sorpreso e in evidente ritardo (19’). Dall’1-1 al 2-1 passavano 5 minuti: angolo dalla destra di Mammarella e Thiam, a centroarea, bruciava Rigoni sull’anticipo, girando al volo sotto la traversa, con il “Piero” che non riusciva a smanacciare fuori (24’). Stanco, sempre lui. Il pregio di Sgrigna & C. era quello di non innervosirsi e di riportarsi sotto con determinazione. Buona organizzazione di manovra, sovrapposizioni e pressing. Da una palla recuperata sulla trequarti, Barreca pennellava di sinistro al centro per Stanco, il quale di testa incornava alle spalle di Aridità, superando nello stacco Amenta (35’). Un altro gol pesantissimo per l’ex Modena, e sempre fuori casa. Nella ripresa, due conclusioni di Piccolo (2’ e 9’) venivano neutralizzate da Pierobon, la seconda in modo superbo, e poi non accadeva più nulla di rilevante. Ora c’è il turno infrasettimanale, il penultimo programmato per la B. Martedì sera al Tombolato arriva il Varese: uno scontro diretto che vale doppio. Aggiudicarselo significherebbe fare un grosso passo in avanti verso la salvezza.

Ore 17.10 – (Corriere del Veneto) Le basi per una tranquilla salvezza che, in un modo o nell’altro, è assolutamente alla portata, ci sono tutte. Solidità, carattere, pericolosità offensiva e ricambi all’altezza in ogni reparto. Poi, certo, a Cittadella bisogna pure fare i conti con le variabili impazzite: come la giornataccia di Andrea Pierobon che, dopo aver strabiliato tutti per un mesetto buono, incappa in un pomeriggio nero. Ci può stare, anche per un Highlander come lui: errori su entrambi i gol, un altro sbaglio che poteva costare caro nella ripresa su un rinvio, poi una bella parata su Piccolo a evitare il 3-2. Per fortuna che ci pensa Stanco a salvare, ancora una volta, la nave in tempesta: gol d’autore (il quarto per l’attaccante arrivato a gennaio), tanto movimento e pericolosità costante davanti, oltre che un grande aiuto al centrocampo. Tanto di cappello, non c’è che dire. E la partita? Trentacinque minuti di fuochi d’artificio, poi l’assestamento, qualche fiammata sparsa e il verdetto finale: al Biondi finisce 2-2, il risultato sostanzialmente più giusto per quanto visto sul campo. Nessuna particolare sorpresa alla lettura delle formazioni: Coralli, non al meglio, va in panchina e al suo posto gioca Sgrigna, De Leidi vince il ballottaggio con Camigliano e in mezzo Busellato si fa preferire a Paolucci. Nemmeno il tempo di mettere la palla al centro che il Cittadella è già in vantaggio: nello spazio di pochi secondi vanno giu in area abruzzese prima Stanco e poi Kupisz. L’arbitro non ha dubbi e assegna il penalty fra le proteste furiose del Lanciano: sul dischetto (2’) va Sgrigna che non fallisce la trasformazione spiazzando Aridità. La reazione del Lanciano è rabbiosa, ma determinante (stavolta in negativo) è il portiere granata Pierobon. Al 19’ si fa scappare un tiro di Piccolo tutt’altro che irresistibile, al 25’ è davvero poco reattivo sul tap-in di Thiam su pennellata del solito Mammarella, sempre pericoloso con i cross. Uno-due in sei minuti ma il sorpasso non mette ko il Cittadella che, anzi, si riprende quasi subito: Barreca (35’) scende sulla sinistra e mette un cross perfetto per Stanco, che segna di testa il suo quarto gol in sette partite dal suo arrivo nella città murata. Nella ripresa Pierobon si riscatta parzialmente all’8’ con un gran riflesso sulla battuta a rete di Piccolo. La partita, dopo aver offerto un gran spettacolo per 60 minuti buoni, lentamente si spegne: sul taccuino soltanto un tiro di Aquilanti di poco alto alla mezz’ora. Finisce 2-2 e, a ben guardare, almeno a Foscarini va benissimo così. Un punticino che muove la classifica e tiene il Citta sopra la linea rossa dei playout, in attesa del match di martedì con il Varese.

Ore 16.40 – Serie D girone C, il prossimo turno (venticinquesima giornata, domenica 8 marzo ore 14.30): AltoVicentino-Montebelluna, Clodiense-Mezzocorona, Dro-Fontanafredda, Giorgione-Belluno, Kras Repen-Union Pro, Legnago-Mori Santo Stefano, Padova-ArziChiampo, Sacilese-Tamai, Union Ripa La Fenadora-Triestina

Ore 16.35 – Serie D girone C, la classifica aggiornata: Padova 59, AltoVicentino 49, Belluno e Sacilese 43, Clodiense 41, ArziChiampo 37, Montebelluna 36, Union Pro 33, Fontanafredda, Tamai e Union Ripa La Fenadora 31, Giorgione 29, Legnago 26, Kras Repen 25, Triestina 24, Dro 22, Mezzocorona 12, Mori Santo Stefano 11.

Ore 16.30 – Serie D girone C, i risultati della ventiquattresima giornata: Arzichiampo-Clodiense 1-3, Belluno-Padova 0-2, Fontanafredda-Legnago 2-3, Mezzocorona-Dro 1-1, Montebelluna-Union Ripa La Fenadora 0-0, Mori S. Stefano-Sacilese 0-2, Tamai-Kras Repen 1-2, Triestina-Giorgione 4-2, Union Pro-AltoVicentino 0-1

Ore 14.20 – (Trentino) Si salvi chi può. Il Mezzocorona deve vincere per non salutare già la categoria, il Dro ha disperato bisogno dei tre punti per tenere viva la speranza di salvarsi senza dover attraversare le forche caudine dei playout. La certezza è che il pareggio non servirebbe a nessuna delle due. QUI MEZZOCORONA. Nonostante la classifica e la difficile situazione societaria, il morale della truppa gialloverde è alto. In settimana il presidente rotaliano Alberto Grassi ha pagato una delle mensilità arretrate ad una parte della rosa (i professionisti) e, dunque, Lomi e i giocatori hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. «Per noi si tratta della classica “ultima spiaggia” – ammette il tecnico del “Mezzo” – e abbiamo un solo risultato a disposizione. In caso di sconfitta, ma anche di pareggio, i giochi sarebbero praticamente chiusi. In settimana abbiamo lavorato sulla fase difensiva, perché non possiamo permetterci di commettere gli stessi errori di domenica scorsa». Out per infortunio Folla, Cristanelli, Baltieri, Baldo e Baldi, Lomi si affiderà alla stessa formazione di sette giorni fa con Zomer tra i pali, linea difensiva composta da Corrà e Magnanelli sulle corsie esterne con Fochesato e Rossi al centro. In mezzo al campo Melchiori detterà i tempi della manovra con Alouani e Misimi interni, mentre Caridi sarà il vertice avanzato del rombo. In avanti spazio al bomber Bentivoglio e Rota. QUI DRO. Se Lomi deve fare i conti con tantissime assenze, Manfioletti non se la passa meglio. Per la sfida odierna l’allenatore dovrà fare a meno degli squalificati Chesani, Bertoldi e Calcari e degli infortunati Ruaben e Colpo, che andranno solamente in panchina. L’allenatore trentino, uno degli ex del match assieme a Bonomi, Allegretti, Cicuttini, Ruaben e Colpo (oltre a Bertoldi), si affiderà al “4-2-3-1” con Bonomi in porta, Allegretti, Ischia, Adami e Ciurletti a comporre il quartetto difensivo mentre Serrano e Bazzanella agiranno a metà campo. Il trio di trequartisti sarà composto interamente da under con Proch, Cremonini e Ajdarovski (in vantaggio su Grossi) che avranno il compito d’innescare Cicuttini, unica punta di ruolo dello schieramento. «Tutto sommato – commenta Manfioletti – la situazione non è così tragica: l’obiettivo era quello di evitare la retrocessione diretta e di giocarsi la salvezza ai playout. Siamo in linea con le aspettative, la squadra è compatta e l’ambiente è sereno ma questa è una tappa fondamentale».

Ore 14.10 – (Gazzettino, edizione di Treviso) Al “Nereo Rocco” di Trieste per conquistare i punti salvezza. Il Giorgione oggi nel prestigioso stadio dell’Union Triestina cercherà di confermarsi dopo la bella vittoria di domenica scorsa. Non sarà facile perché i giuliani si sono rinforzati nelle scorse settimane e gli ultimi risultati parlano di una squadra in gran salute e vogliosa di uscire dai bassifondi. «Una sfida affascinante – afferma mister Paganin – tra le squadre che ci inseguono Trieste è quella che sta meglio. E’ un’altra squadra rispetto all’andata, i risultati lo dimostrano». E il Giorgione come sta? «Dopo la vittoria col Mezzocorona stiamo migliorando. La squadra ha raggiunto una sua dimensione e ha capito che può giocarsela con tutti. Prima della sosta di Pasqua ci attendono quattro sfide davvero con Triestina, Belluno, Clodiense e Padova. Quattro partite contro squadre tecnicamente molto forti e che non possono che motivarci per cercare di raccogliere dei punti. Rispetto alle sfide contro le squadre che invece si chiudono in difesa ho visto che la mia squadra riesce a giocare meglio contro queste squadre e quindi c’è la massima fiducia nei miei ragazzi». Oggi a Trieste tutti disponibili e per Paganin ci potrebbero addirittura essere problemi di abbondanza, in difesa con il rientro di Rocco Donè chi dovrebbe giocarsi il posto col centrale di Noale è il giovane Gianmarco Vio, mentre in attacco con il rientro di Leonardo Mattioli ci potrebbe essere un ballottaggio tra Podvorica e Baggio con quest’ultimo che nonostante i gol fatti è ancora sotto esame con Paganin che gli chiede maggiore continuità. Probabile formazione (4-3-3): Bevilacqua, Prosdocimi, Maran (Eberle), Fontana, Donè (Vio), Giacomazzi, Episcopo, Vigo, Gazzola, Mattioli, Podvorica (Baggio).

Ore 14.00 – (Il Piccolo) Per la Triestina può essere il giorno della svolta: oggi contro il Giorgione (inizio ore 14.30, arbitra Palermo di Bari) la squadra alabardata può non solo continuare il processo di crescita con conseguente scalata alla classifica che ha caratterizzato il 2015, ma deve raccogliere anche la grande occasione di rilanciare in modo concreto la possibilità della salvezza diretta. Il Giorgione, al momento, è la squadra che precede le ultime sei in classifica, per cui da tempo è stata individuata come la compagine su cui fare la corsa. Nel frattempo a dire il vero è in caduta libera anche l’Union Ripa, a cui la Triestina renderà visita la prossima domenica: ma meglio fare un passo per volta. E l’aspetto più concreto della sfida odierna è che la squadra di Ferazzoli può portare in un sol colpo da 8 a 5 punti il distacco dalla rivale, un quasi dimezzamento della forbice che farebbe da ulteriore volano di entusiasmo per l’ambiente alabardato. Anche perché l’impresa compiuta la scorsa settimana a Valdagno, con il rocambolesco ribaltone ai danni dell’Altovicentino, non deve essere vanificata. E può essere valorizzata solo ottenendo oggi altri tre punti. Altrimenti la Triestina continuerà nell’altalena che, pur in una continuità positiva, non le ha consentito finora di spiccare il volo. I punti forse quasi insperati raccolti con Altovicentino, Sacilese e anche Belluno, sono stati purtroppo compensati dalle mancate vittorie con Legnago, Kras e Arzignanochiampo. Insomma, se davvero la Triestina crede ancora alla salvezza diretta, la vittoria non deve rappresentare l’evento eccezionale. Detto questo, meglio ricordare che battere il Giorgione non sarà affatto facile: la squadra di Castelfranco Veneto sta infatti disputando anch’essa un ottimo girone di ritorno e ha ottenuto 10 punti come l’Unione, anche se due vittorie sono state ottenute con Mezzocorona e Mori, in pratica già destinate alla retrocessione. Per la sfida odierna Ferazzoli ritrova Manzo, che dopo il problema muscolare accusato contro il Kras è pronto a rientrare e a riprendersi il ruolo di trequartista alle spalle di Rocco e Milicevic. A centrocampo assente invece Bedin, squalificato e anche acciaccato: toccherà ad Arvia prenderne il posto affiancando Proia in mezzo al campo mentre Spadari farà il perno centrale davanti alla difesa. Nel reparto arretrato rientra dalla squalifica Fiore, che torna a far coppia con Piscopo in mezzo, mentre i terzini sono sempre Crosato e Celli. L’augurio è che se davvero promozioni sui prezzi ed entusiasmo riusciranno a portare un po’ più di gente al Rocco, gli alabardati sapranno convincere questi tifosi a tornare.

Ore 13.50 – (Gazzettino, edizione di Belluno) «Il clima non è dei migliori e Montebelluna è un avversario più che ostico»: a parlare di Union Ripa La Fenadora, undicesima a quota 30 punti, è il suo presidente Nicola Giusti in vista dell’incontro odierno con la formazione trevigiana che in classifica veleggia in settima posizione con 35 punti. «Con 1 punto fatto in 6 gare – continua Giusti – la tranquillità è un po’ lontana, ma il desiderio di tutti è quello di smuovere la classifica, cosa in questo momento necessaria». Gli allenamenti della squadra neroverde si sono susseguiti in modo corretto per tutta la settimana e si sono concentrati sia verso la sfida di oggi che sulla necessità di cancellare velocemente la sconfitta della scorsa settimana patita sul campo del Kras Repen. Il presidente prosegue: «La situazione di classifica è comunque discreta come punteggio e fra noi e i playout c’è ancora una squadra, ma dobbiamo ripartire». Due assenze importanti: Brotto e Pellizzer. «Sono stati espulsi per proteste, un gesto poco maturo. Hanno commesso un errore di cui non avevamo bisogno. Ci sta del nervosismo, ma è stata una leggerezza che non ha nulla a che vedere con la serie D. La squalifica è stata pesante (2 giornate a Brotto e 3 a Pellizzer), dovrà servire come monito alla loro carriera, ai compagni che non dovranno emularli e alle loro tasche perché verranno multati. La squalifica è pesante per tutta la squadra». Senza Brotto sarà tutto più difficile? «È impossibile da sostituire, è uno dei nostri giocatori più rappresentativi. Al suo posto ci saranno altri giocatori con altre caratteristiche e pronti a far il meglio per la squadra». Il Montebelluna è abbordabile? «Il peggiore degli avversari che potevamo incontrare in questo momento. Una squadra forte, giovane e molto dinamica, ma non è il Real Madrid. Se noi per vincere dovremo dare il cento per cento, lo stesso dovranno fare loro per superarci. Il verdetto arriverà dal campo».

Ore 13.40 – (Gazzettino, edizione di Treviso) Un Montebelluna galvanizzato dalla vittoria ottenuta a Sacile ospita oggi l’Union Ripa. Contro l’avversario bellunese i biancocelesti vanno a caccia della terza affermazione di fila, ben sapendo che altri tre punti li proietterebbero ad un passo dalla salvezza. «Vincere sarebbe davvero importante per noi, ma dobbiamo scendere in campo con tranquillità, ben concentrati e pensando soprattutto a sviluppare il nostro gioco – puntualizza l’allenatore Daniele Pasa -. La squadra sta bene, sia a livello fisico che dal punto di vista mentale e quindi mi aspetto che tutto questo si traduca in una buona prestazione». Dopo una buona partenza l’Union Ripa è in netta flessione di risultati. «Ad inizio stagione loro erano partiti per fare un campionato di vertice, poi si sono un po’ smarriti. Non sarà di sicuro una partita facile, credo che anche i molti ex come De March, Slongo e De Checchi o un giocatore di qualità come Andreolla siano arrabbiati e abbiano voglia di invertire la tendenza negativa». Per questa sfida farete a meno degli squalificati Severgnini e Fabbian. Chi giocherà in difesa al loro posto? «Uno sicuro è Bressan. Anche domenica scorsa ha giocato dietro e da difensore ha già parecchia esperienza. Per il ruolo di Fabbian ci voglio pensare, però le alternative non mancano». Sadio ha recuperato dopo l’infortunio all’occhio? «Contro la Sacilese Samba ha preso un colpo che gli ha creato qualche problema di vista. Subito sembrava una cosa più seria ma adesso è a posto e giocherà senza dubbio». Davanti ci sarà spazio per Masiero? «Nicolò ha saltato l’ultimo allenamento per la febbre. Un giocatore come lui è molto importante e quindi spero sia in grado di scendere in campo». Probabile formazione (4-3-1-2): Rigo, De Vido, Guzzo, Bressan, Frassetto; Cusinato, Perosin, Nicoletti; Giglio; Sadio, Masiero (Cecchel).

Ore 13.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) La trasferta della Clodiense ad Arzignano potrebbe rivestire una duplice funzione: la prima quella di vendicare (in termini sportivi, ovviamente) le due sconfitte subite dalla squadra lagunare in questa stagione ad opera della formazione vicentina (una in Coppa Italia ed una in Campionato) e la seconda il mantenimento della quinta posizione in classifica. «Rispetto a qualche mese fa, quando fummo sconfitti dall’Arzignano, ora siamo un’altra squadra con una identità diversa – ci preme a precisare Andrea Pagan – Quindi sarà una gara difficile ma nella quale noi possiamo giocare con la sola voglia di vincere. Ormai l’obiettivo salvezza è quasi raggiunto, anche se ci mancano ancora almeno 4-5 punti ma non neghiamo che non ci tireremo indietro per inseguire altri obiettivi ma è altrettanto vero che ne faremmo un dramma in caso di sconfitta. Affrontiamo una squadra che è in serie positiva da 12 turni e che fa del reparto avanzato quello migliore. Noi faremo il nostro calcio propositivo e non andremo in campo per accontentarci del pari». Per la trasferta odierna il tecnico lagunare può contare sulla disponibilità dei difensori Moretto e Tiozzo Francesco e del bomber Santi che hanno scontato la squalifica. Qualche problema per gli acciaccati Carlucci e Pitteri ma che dovrebbero alla fine risultare idonei. Per quanto riguarda la formazione Pagan sta riflettendo sull’opportunità di gettare in campo da subito l’attaccante Santi o confermare la coppia Siega-Mastroianni che ha fatto bene domenica scorsa contro il Mori S. Stefano. Infine ballottaggio a centrocampo tra Casagrande e Boscolo D.Gioachina per affiancare Mazzetto e Piaggio. Questa la probabile formazione: Tiozzo L., Pitteri, Boscolo D. Berto, Moretto, Tiozzo F., Mazzetto, Piaggio, Casagrande, Pelizzer, Mastroianni, Siega.

Ore 13.20 – (Giornale di Vicenza) Apre il parco divertimenti, oggi al Dal Molin. E l´attrazione principale dalle 14.30 sarà Arzichiampo-Clodiense, due giostre che funzionano a meraviglia. L´Arzignanochiampo è stata inaugurata poco prima, il 7 dicembre. Mentre la Clodiense è arrivata il 21, a pochi giorni dal Natale. Ma chi c´è salito sopra non ha dubbi: fanno divertire da matti. Perché, scendendo dalla giostra e tornando a masticare calcio, Arzichiampo e Clodiense sono le due squadre più in forma del girone C. Lo dicono, soprattutto, i numeri: la Banda Beggio ha sulle spalle uno zaino di 22 punti infilati nelle ultime dieci partite. La Clodiense è sulla retta via da otto turni, dove ha messo assieme 14 punti frutto di tre vittorie e cinque pareggi. Se non bastasse, queste sono due squadre che divertono anche perché sanno segnare. Dai rispettivi giorni “d´inaugurazione” della striscia positiva, infatti, la Banda Beggio ha messo in rete 18 gol, i lagunari 16. Precedenti ed emergenza. C´è anche da dire che Paolo Beggio sa come si fa a battere la Clodiense. C´è già riuscito due volte, nella gara secca di Coppa Italia e tre giorni più tardi in campionato. «Ma è stata una battaglia durissima – ammette il tecnico -. Abbiamo vinto, però contro una squadra di qualità. Un girone dopo dimostrano di continuare a esserlo, visti i loro 38 punti e l´andamento che hanno mantenuto. Oggi sarà una partita dura e spigolosa». Ma anche divertente, con ogni probabilità. «Mi aspetto una bella gara, perché lo spirito agonistico di entrambe le squadre e la posizione in classifica sono fattori che giocano a favore». Chi invece non potrà giocare sarà Tecchio, fermato per due turni dal giudice sportivo dopo il rosso rimediato domenica scorsa nella trasferta di Belluno. Stessa sorte per Fracaro (con un solo turno di stop), tanto quanto Matteo Boscolo. Ecco quindi che nel centrocampo della Banda Beggio torneranno a guidare Simonato e Azzolini, mentre si prospetta una staffetta Beccaro-Draghetti per la maglia di esterno sinistro. «Dispiace per l´emergenza – commenta Beggio -, ma anche domenica scorsa abbiamo dimostrato di saper tenere duro giocando in dieci per 35´ in un campo come quello di Belluno. Questa settimana ci siamo allenati anche su questo: sia sull´aspetto difensivo ma anche quello organizzativo. La squadra ha mostrato di possedere maturità, e va allenata perché potrebbe tornarci utile in queste gare che ci aspettano».

Ore 13.10 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Quota 40: è il livello che viene considerato da tutti come garanzia di salvezza. Obiettivo da raggiungere prima possibile da Tamai e Fontanafredda, attualmente appaiate a quota 31, che oggi ospiteranno rispettivamente il Kras (22) e il Legnago (23). Obiettivo già raggiunto dalla Sacilese che a Mori (11), in Tentino, apre la seconda fase della stagione, quella post Zironelli, affidata alla direzione tecnica di Carlo Marchetto. ATTENTI AGLI EX – Tante facce conosciute nel Kras che approderà oggi (inizio alle 14.30 come per tutti) a Tamai. A partire da Luka Spetic che nel borgo ha lasciato un ottimo ricordo, per passare Milan Grujic (ex furia ed ex Sanvitese), a Uliano Capalbo (ex Sacilese) sino ad arrivare ad Anton Zlogar (ex Pordenone), che ora siede in panca e ha rilevato Predrag Arcaba (altro illustre ex). «Una squadra – avvisa Stefano De Agostini – che, dopo un difficile inizio, ha ritrovato se stessa (2 pareggi e 3 vittorie, compresa quella sull’Altovicentino a Valdagno nelle ultime 6 gare, ndr). In palio ci saranno punti pesanti. Prevedo – conclude il tecnico tamaiota – una battaglia sportiva tutta da gustare». Infortunati Peresson, Faloppa e Davide Furlan, squalificato Zambon, i rossi scenderanno in campo (4-3-3) con Francescutti, Bozzetto, Colombera, Brustolon, Dal Bianco, Krieziu (Pavan), Ursella, Petris, Federico Furlan, Sellan e Bolzon. DI NUOVO A CASA – «Dopo il ciclo terribile con Belluno, Clodiense e Padova (che comunque ha fruttato un buon punto, ndr) finalmente – esordisce Maurizio De Pieri – torniamo a giocare nel “nostro” campionato. Abbiamo davanti 3 gare (Legnago oggi, Dro e Kras) per porre le basi per la nostra salvezza e goderci poi il derby (22 marzo) con la Sacilese». Il Legnago arriva al Tognon scottato dalla bruciante sconfitta casalinga (2-4) con l’Union Pro. De Pieri dovrà rinunciare a Malerba, leader carismatico dei rossoneri. Dovrebbe farcela invece Frison che con Cao, Zorzetto e Roveredo comporrà la difesa davanti a Vicario. A centrocampo giocheranno Ortolan, Tonizzo e Nastri. Davanti il tridente Alcantara, De Martin, Florean. DEBUTTA MARCHETTO – Prima da head coach della Sacilese per Carlo Marchetto oggi sul sintetico di Mori. Non sarà un debutto facile anche se i trentini occupano l’ultimo posto in classifica. Mancheranno infatti oltre ai “lungodegenti” Grazzolo, Grion e Piscopo anche Beccaro (infortunato), Putto (influenzato) e Spagnoli (squalificato). Inoltre non si sa quanto peserà il contraccolpo psicologico delle dimissioni di Zironelli. Non cambierà comunque il modulo (3-4-3) che ha fatto divertire il popolo biancorosso negli ultimi 19 mesi. Scenderanno quindi in campo Favaro, Peressini, Baggio, Manucci, Craviari, Favret, Mboup, Beccia, Boscolo Papo, Sottovia e Barattin.

Ore 13.00 – (Gazzettino, edizione di Treviso) L’Union Pro nella settima giornata di ritorno ospita l’Altovicentino secondo in classifica (ore 14 e 30 arbitra Nicoletti di Catanzaro). La squadra allenata da Diego Zanin con le ultime due sconfitte consecutive ha quasi abbandonato le speranze di agguantare il primo posto (Padova a +10) dovendo più che altro difendere la seconda piazza dall’assalto del Belluno. Rispetto alla vittoria di Legnago l’Union recupera dalla squalifica il centrocampista Busetto ma perde per lo stesso motivo i fratelli Alvise e Andrea Nobile. L’allenatore Francesco Feltrin inquadra così l’avversario: «Loro sono una squadra che è stata costruita per vincere il campionato come testimoniano le spese che hanno sostenuto sia ad inizio stagione che durante il mercato di riparazione per rinforzare la rosa. Qualitativamente parlando sono fortissimi e sappiamo che possono mettere in difficoltà chiunque. Noi non faremo l’errore di pensare che l’Altovicentino sia la squadra scesa in campo durante l’ultimo mese ma quella che cercherà di recuperare terreno dal Padova da qui alla fine del torneo. Ricordo che a Valdagno giocammo una buonissima partita con personalità con il risultato che rimase in bilico fino all’ultimo. Cercheremo di muovere la classifica anche perché vogliamo assolutamente cancellare le quattro sconfitte consecutive che abbiamo subìto all’andata a partire proprio da quello contro l’Altovicentino». Sul fronte formazione il mister ammette di avere ancora qualche dubbio: «Deciderò all’ultimo come dispormi in base ai fuoriquota che deciderò di mandare in campo». Probabile formazione (4-2-3-1): Noè; Niero, Zanette, Trevisiol, Furlan; Busetto, Serena; Saitta, Casarotto, Appiah; Cattelan.

Ore 12.50 – (Giornale di Vicenza) La bella notizia arriva dalla convocazione in Nazionale Under 17 di Egidio La Rocca e Salvatore Incatasciato. I due ragazzi raggiungeranno il tecnico Egidio Notaristefano al raduno di Coverciano lunedì e martedì. Di questi tempi di amarezze pallonare, una bella notizia per il presidente Rino Dalle Rive, che al suo progetto ci crede eccome. Purtroppo, però, le belle notizie si fermano qui perchè a Mogliano Veneto, contro l´Union Pro, c´è tutto un centrocampo da inventare. Niente Dal Dosso, Cortesi, Brancato, niente Di Girolamo e Peluso davanti. La coperta è corta «ma in questa squadra – sottolinea il presidente Rino Dalle Rive – gli uomini ci sono per sovvertire il trend». Ripresosi dallo choc della sconfitta contro la Triestina, il “pres” continua a dimostrare grande fiducia verso i suoi ragazzi. «E mi aspetto da parte di Roveretto la reazione del giocatore e dell´uomo che ho apprezzato fin da quando l´ho visto». Insomma dovrà essere un Altovicentino da “Libro Cuore”, dove tutti aiutano gli altri. Non usa questa immagine, il tecnico Diego Zanin, ma il concetto è lo stesso: «I difetti li conosciamo: dobbiamo estendere quei 25´ giocati alla grande contro la Triestina a tutto il match. Purtroppo, spesso dopo il gol, ci deconcentriamo e diamo modo agli avversari di tornare in partita». Il “Day After” contro i giuliani è stato probabilmente il momento più difficile dell´allenatore trevigiano-veneziano, ma lui, spalle larghe, continua sulla sua strada. «Contro il Padova siamo rimasti concentrati per tutto il match e si è visto. Ora dobbiamo essere pronti a non distrarci». Anche perchè Zanin non lo dice ma forse per la prima volta, l´Alto non parte con i favori del pronostico non fosse altro per il forfait di Peluso, all´andata mattatore del match con due reti. certo, soprattutto a guardare il sito degli avversari della Marca, Feltrin non si fida di Gambino e compagni. Del resto il bomber, come Cozzolino, sono assolutamente new entry per lui, che all´andata se la vide con Giglio. Altro giro, altro attacco e soprattutto un Alto diverso. Che sale a Mogliano con la bava alla bocca e la convinzione di non potersi permettere altri passi falsi, con il Belluno che incalza alle sue spalle. Tre punti sono pochi, soprattutto se puoi giocare con la forza dei nervi distesi. «Guardi – ricorda Dalle Rive – meglio pensare al secondo posto e ai playoff, il Padova è irraggiungibile ma avendo la sfida contro i bellunesi è meglio prepararsi alla tripla».

Ore 12.30 – (Gazzettino) Este, Abano e San Paolo in casa, e Thermal in trasferta oggi alle 14.30 nell’ottava giornata del girone di ritorno. ESTE. C’è il secondo posto da difendere, condiviso attualmente con la Correggese. Nella sfida con l’Imolese punta a riprendere la marcia spedita dopo il magro bottino (due punti) nelle ultime tre gare. «Ci sono stati fatali gli errori dei singoli – afferma Gianluca Zattarin – ma le prestazioni sono state buone. Dobbiamo andare avanti su questa strada, alzando però concentrazione e attenzione. Affrontiamo un avversario che pur essendo reduce da tre sconfitte gioca un buon calcio e non meritava di perderle. Il secondo posto? Ci crediamo e proveremo con tutte le nostre forze a raggiungerlo». Il vice presidente Stefano Marchetti lancia un appello: «Chiedo ai tifosi di sostenere la squadra in un momento così importante. Come società puntiamo al secondo posto alle spalle di una super squadra come il Rimini». Rubbo squalificato, Mario infortunato. ABANO. Viene da due vittorie di fila e cerca di allungare il trend nella gara con il Formigine, ultimo con il San Paolo. I neroverdi hanno otto lunghezze di vantaggio sulla zona calda della classifica, anche se Massimiliano De Mozzi non abbassa la guardia. «Siamo messi abbastanza bene, ma dobbiamo stare attenti dato che dietro non molla nessuno. È una partita importante e non perderla ci consentirebbe di mantenere inalterato il distacco. Se dovessimo raccogliere i tre punti, allora la classifica potrebbe diventare serena». Squalificato Ianneo e infortunato Baccarin, sono sei i giocatori in diffida: Dall’Ara, Ballarin, Bortolotto, Da Ros, Giusti e Franceschini. «Non posso rischiarli tutti, per questo farò un po’ di turnover tanto più che tutti i ragazzi stanno bene fisicamente». THERMAL. Dopo la boccata d’ossigeno con la Virtus Castelfranco, la parola d’ordine è dare continuità in occasione della trasferta con il Mezzolara (quattro lunghezze avanti) per fare un altro passo verso la salvezza. «È fondamentale fare risultato – sottolinea Mario Vittadello – altrimenti si rischia di vanificare ciò che di buono abbiamo fatto domenica. I ragazzi si stanno applicando bene, abbiamo lavorato sul piano tattico e a livello fisico, e dobbiamo ripartire dalla vittoria di sette giorni fa, soprattutto da quel primo tempo». Squalificato Lucon, Banzato ai box per una lombosciatalgia. SAN PAOLO. Reduce da due stop di fila, va a caccia del rilancio nello scontro diretto salvezza con il Ribelle (due punti avanti). Così il tecnico Vito Antonelli: «Una partita molto importante, ma non è l’ultima spiaggia. Mi aspetto un approccio diverso rispetto alle ultime due partite nelle quali abbiamo agevolato gli avversari». In dubbio Sambugaro (influenza). Sul fronte societario è sempre crisi. «È stata l’ennesima settimana senza novità, la situazione è davvero logorante per tutti e i problemi sono ormai enormi. Ringrazio i ragazzi e coloro che quotidianamente ci stanno vicino». Il presidente Giuseppe Tramonti aggiunge: «C’è sempre un gruppo di genitori che si sta dando da fare per raccogliere adesioni, siamo a un buon punto. Finiamo il campionato e poi vediamo. Tonicello? Si è defilato per impegni di lavoro, ma ha detto che ci dà lo stesso una mano».

Ore 12.10 – (Gazzettino, edizione di Belluno) Vinciamo noi. Gianpiero Perissinotto, vicepresidente del Belluno infuocato di passione, non vede l’ora che siano le 14.30 di oggi. Quando, al polisportivo, arriverà il Padova capolista in una cornice di pubblico che ricorderà quella di 12 anni fa. «Sarà indubbiamente la partita con più pubblico sugli spalti dalla celebre Belluno-Bassano del 2003 che ci portò in serie C – assicura il numero due gialloblu – che emozione! Se tutte le partite fossero così avremmo risolto tutti i nostri problemi». Incassi che valgono un intero giocatore. «Appunto. Io credo che saremo in duemila; una mole di biglietti venduti tale che per una società come la nostra è un vero tesoro». Ora la partita va giocata. Cosa avete chiesto ai ragazzi? «Nulla, non ce n’era bisogno. Sono carichi, carichissimi, ho sentito Bertagno poco fa e non vedeva l’ora di giocare. L’ambiente è quello ideale per affrontare il Padova». Uno squadrone. «Indubbiamente, sono fortissimi. Io però sono fiducioso: vinciamo». Fardin punta su Marco Duravia, Perissinotto? «Dico Simone Bertagno, segna lui. Dire l’altro Simone (Corbanese, ndr) sarebbe troppo facile. Comunque sono sinceramente fiducioso, possiamo vincere». Premio partita? «Tutti a cena. Ma vale anche se la squadra gioca una bella partita, a prescindere. Poi ovvio, vincere sarebbe davvero la ciliegina sulla torta di una stagione fino ad oggi veramente eccellente». Tempo fa ci disse che battere il Padova era il suo sogno di stagione? «Lo confermo. Ma ancor prima credo che sarebbe una splendida soddisfazione per la squadra in primis, per il mister che ho sentito carico come non mai e per i nostri tifosi». In classifica il secondo posto dista solo 3 punti. «E allora proviamoci, no?! Tentare non costa nulla e l’Altovicentino fino a prova contraria deve venire a giocarsela qui, contro di noi». Occhio che poi migliorare un secondo posto il prossimo anno diventerebbe dura. «Beh, ma intanto godiamoci le soddisfazioni che possiamo vivere oggi. Effettivamente non siamo attrezzati per il grande salto della Lega Pro, ma le vittorie portano entusiasmo. Essere fermato per strada da gente che vedendo come va la squadra ti vuole fare i complimenti è bello». FORMAZIONE. Questo il possibile undici di Vecchiato: Schincariol; Pescosta, Merli Sala, Sommacal, Pellicanò; Miniati, Duravia, Bertagno, Mosca, Posocco; Corbanese.

Ore 11.50 – Probabile formazione Padova (Gazzettino): Petkovic; Bortot, Thomassen, Niccolini, Salvadori; Segato, Mazzocco; Ilari, Cunico, Petrilli; Amirante.

Ore 11.40 – (Gazzettino) Da risolvere c’è anche la questione Nichele: ieri ha provato pochi minuti ed è rientrato in spogliatoio. «Sente fastidio, ci prendiamo ventiquattro ore pure per lui». Pronto al suo posto Segato. Thomassen (influenza nei giorni scorsi) si è allenato invece regolarmente e rimpiazzerà lo squalificato Sentinelli. «L’ho sempre tenuto in grande considerazione, abbiamo un leone in più». Gli acciacchi non distolgono comunque l’attenzione di Parlato sulla sfida con il Belluno. «È una tappa importante, di fronte a un avversario che in casa ha fatto molto bene perdendo una sola volta. Ci sono tutte le componenti per dire che affrontiamo un’ottima squadra, bene allenata da Vecchiato. Bisogna avere rispetto e allo stesso tempo andare in campo con la consapevolezza di quello che abbiamo fatto finora, anche se ogni partita fa storia a sè. Dobbiamo dimostrare il nostro valore al di là delle assenze». Sorvegliato speciale sarà Corbanese. «È il capocannoniere del girone, dobbiamo avere tremila occhi di riguardo dato che finalizza il lavoro della squadra. La squadra dovrà essere brava a leggere immediatamente la gara».

Ore 11.30 – (Gazzettino) «Prima volta con la squadra? Sì, ma se ci fosse stato Lanzotti si sarebbero alternati tutti e tre i portieri. Era previsto che Petkovic facesse la partitina. Un rischio metterlo in campo? Prima di prendere una decisione parlerò con lo staff medico». Sta di fatto che anche ieri nelle situazioni tattiche l’allenatore ha schierato fuori quasi sempre tre giovani, dando per scontato l’utilizzo di un portiere giovane. Salvo provare la variante con Degrassi terzino sinistro e Salvadori più alto al posto di Petrilli, quindi con un giovane in più in mezzo al campo. «Devo considerare anche l’eventualità del portiere vecchio (Cicioni, ndr). In questo momento è un punto di domanda, dipenderà tutto da Lanzotti: nel momento in cui non fosse disponibile, si valuterà tra portiere giovane o vecchio. Poi si incastrano gli altri. Dobbiamo guardare avanti con grande serenità e consapevoli della nostra forza perché Cicioni, Lanzotti e Petkovic sono affidabili. Cambiano le dinamiche dei vecchi in mezzo al campo, ma sono cose che metto in preventivo. In questo momento il mio animo è combattivo, non mortificato».

Ore 11.20 – (Gazzettino) Il Padova si prepara ad affrontare la trasferta di Belluno in quello che è uno degli esami più tosti del campionato. Il nodo cruciale da sciogliere riguarda la scelta del portiere alla luce dell’infortunio alla caviglia destra rimediato da Lanzotti venerdì in allenamento. Nella rifinitura all’Appiani il numero uno biancoscudato ha disertato il campo sottoponendosi a terapie, al termine delle quali la sua camminata vistosamente claudicante non fa presagire a nulla di buono. «Ho messo male il piede, cose che succedono. La caviglia è migliorata, decideremo con il tecnico all’ultimo». Proprio Carmine Parlato non è apparso molto possibilista: «Ci sono sinceramente poche probabilità. Però aspettiamo queste ventiquattro ore. La caviglia è gonfia, stiamo cercando di valutare con lo staff il recupero all’ultimo momento». Fermo per infortunio da fine 2014 (partita con il Ripa Fenadora), proprio ieri si è rivisto per la prima volta Petkovic nella partitella con i compagni. «Ha ripreso da una quindicina di giorni – spiega il tecnico biancoscudato – In settimana ha fatto anche delle situazioni di campo, stamattina (ieri, ndr) si è allenato. Valuterò ogni cosa, tenendo presente le condizioni di Lanzotti».

Ore 11.10 – (Gazzettino) Vecchiato recupera in difesa l’esterno destro Pescosta e il centrale Merli Sala; difficile il rientro a centrocampo di Masoch, infortunato. Nel consueto 4-3-3, Duravia potrebbe dunque essere arretrato nel terzetto in mediana, mentre in avanti, al fianco di Simone Corbanese, capocannoniere del girone con 16 reti, e al giovane Posocco troverà spazio uno tra Mosca e Andrea Radrezza, padovano ed ex di turno, rientrato domenica scorsa da un lungo stop. Così il tecnico del Belluno sulle assenze tra le fila biancoscudate: «Per un allenatore è sempre un fastidio trovarsi alle prese con infortuni e squalifiche, ma per una squadra come il Padova è più facile gestirli avendo una rosa lunga. Loro sono di gran lunga la migliore formazione del torneo. I numeri dicono che finora hanno perso tre partite, quindi tutto può succedere. Sono una squadra che fa tanti gol e ne prende pochi. In campo si vedrà il solito Belluno con le proprie caratteristiche, aggressivo ma tecnico. I nostri obiettivi? Vogliamo vincere più gare possibili e rimanere in alto».

Ore 11.00 – (Gazzettino) La possibilità di agganciare l’Altovicentino al secondo posto e il desiderio di ottenere un risultato prestigioso di fronte a un pubblico numeroso contro la corazzata del girone, con il sogno non troppo nascosto di potere vendicare la sconfitta di misura subita all’andata quando le due squadre si affrontarono in testa a punteggio pieno. Il Belluno si aspetta molto da questo appuntamento e, al di la dei propri valori tecnici, intende rivelarsi per i biancoscudati un interlocutore tutt’altro che morbido anche sul piano dell’atteggiamento. «Ci aspetta una di quelle partite – ha dichiarato alla vigilia il tecnico Roberto Vecchiato – che un giocatore vorrebbe vivere ogni settimana. Contro il Padova ci sarà sicuramente tantissima gente e vogliamo provare a regalare ai nostri tifosi una giornata indimenticabile». Così si presenterà all’appuntamento la squadra gialloblù: «Sappiamo bene che affrontiamo la prima della classe, ma giocheremo la nostra partita a viso aperto, cercando di sfruttare al meglio le nostre qualità. In settimana abbiamo lavorato serenamente e vedo la squadra in crescita».

Ore 10.50 – (Gazzettino) Sono 665 i biglietti venduti in prevendita a Padova, ma è facile da prevedere per la sfida di oggi con la terza della classe un numero ancora più alto di tifosi biancoscudati. Ai botteghini del “Polisportivo”, aperti dalle 13 come i cancelli d’ingresso, saranno disponibili almeno altri 285 tagliandi per la gradinata est (costo 15 euro, ridotto per donne a ragazzi da 12 a 18 anni a 10 euro), ovvero quanto rimasto della dotazione inviata in città, ma c’è pure la possibilità di accedere in tribuna centrale.Nell’occasione sarà chiusa al traffico via Ceccati (dove ci sarà una biglietteria supplementare) per la sosta dei due pullman dell’Aicb, mentre per le auto è disponibile il vicino parcheggio del supermercato Super W (100 posti). Sarà potenziato il servizio d’ordine, con una quarantina di agenti e con il personale del Belluno per informazioni e per la gestione di due punti ristoro in gradinata est. Vietata la vendita di superalcolici e bibite da asporto in contenitori di vetro per gli esercizi commerciali in prossimità dello stadio.

Ore 10.30 – (Mattino di Padova, editoriale di Stefano Volpe dal titolo “Dolomiti inespugnate e quel menù a base di brodo di gallina”) L’ultima bandierina e poi la missione può dirsi ultimata. Non stiamo parlando della promozione in Lega Pro e della vittoria in campionato, visto che, nonostante il vantaggio sulle inseguitrici sia rassicurante, la strada è ancora lunga e Carmine Parlato non perde occasioni di ricordarlo. Ci riferiamo, invece, a una sorta di risiko. Un risiko calcistico. La discesa in serie D ha dato l’occasione al Padova di conquistare l’ultimo baluardo veneto che ancora le manca. Le armate biancoscudate, restando in tema, hanno infatti conquistato tutte le province del Veneto almeno una volta nella loro storia. In gare ufficiali il Padova ha vinto in tutti i capoluoghi di provincia della regione, tranne uno. Proprio Belluno. Un lungo percorso, iniziato il 9 novembre del 1919, quando nel gruppo veneto del campionato nazionale il Padova si impose per la prima volta 3-1 sul campo del Venezia, mentre l’ultima affermazione a Sant’Elena risale alla magica annata 2008/09, 1-0 firmato da Varricchio nella domenica del ritorno di Sabatini. Annata magica anche quella del 1919, visto che il 23 novembre arrivò anche la prima vittoria 2-1 a Verona contro l’Hellas, uno smacco ripetuto l’ultima volta il 4 marzo 2013 grazie ai gol di Cutolo e Farias. Sempre nel 1919, il 14 dicembre, arrivò l’affermazione 1-0 a Vicenza, campo storicamente ostico e che per 54 anni è rimasto tabù, fino agli ultimi due successi consecutivi nel 2012. Dopo la prima guerra mondiale arrivarono anche gli scontri con il Treviso, battuto 3-1 al debutto in serie C nel 1935 e sconfitto l’ultima volta a domicilio ben 60 anni fa, 3-0 in serie B. Gli almanacchi regalano anche sei sfide ufficiali con il Rovigo, sconfitto due volte in casa per 1-0 nel ’36 e nel ’44. Mancherebbe solo il Belluno, ma lo stadio Polisportivo è sempre stata una fortezza inespugnabile per i biancoscudati. E i precedenti non sono mancati, tutti negli anni ’70. Se il Padova in casa ha vinto 4 volte (compresa quella dell’andata), pareggiando in due occasioni, nelle cinque sfide ufficiali disputate a Belluno non è mai arrivata una gioia. Due vittorie del Belluno e tre pareggi, l’ultimo il 19 ottobre1975 in serie C. Che sia arrivata l’ora di riscrivere la storia? L’impresa sarà delle più toste e ai piedi delle Alpi si sono già caricati a dovere, con il sito ufficiale del Belluno che, per l’occasione, è andato a ripescare una pagina del giornale “Fuorigioco” uscita in occasione della prima partita del Padova al Polisportivo nel 1972. “Menù: brodo di gallina”, recitava un titolo che, Cunico e compagni, non vorrebbero essere costretti a digerire anche in questa occasione.

Ore 10.20 – Probabile formazione Padova (Mattino di Padova): Petkovic; Bortot, Thomassen, Niccolini, Salvadori; Segato, Mazzocco; Ilari, Cunico, Petrilli; Amirante.

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) È la partita più insidiosa da qui alla fine della stagione? «È una tappa importante, in casa di una signora squadra. In casa il Belluno ha fatto molto bene, ha subito soltanto 7 reti e ha perso solo una volta. Ci sono i presupposti per parlare di un’ottima squadra, ben allenata , che bisogna rispettare ma affrontare con la consapevolezza di dover dimostrare il nostro valore». Chi bisogna tenere maggiormente d’occhio? «Corbanese è il capocannoniere del girone, e su di lui dovremo avere tremila occhi. Ma nel complesso è il collettivo la loro forza: senza il piede vellutato di Duravia, senza la corsa di Miniati, senza i cross di Mosca, senza gli inserimenti di Masoch, l’esperienza di Merli Sala o le geometrie di Bertagno, non staremmo parlando della terza in classifica». Chi è delle due che deve fare la partita? «Tutte e due le squadre. Dobbiamo essere bravi a leggerla immediatamente: in base a come il Belluno deciderà di porsi, noi agiremo di conseguenza». Nichele e Thomassen sono a disposizione? «Matteo sente ancora fastidio, mentre Dan è recuperato dall’influenza e nei suoi confronti la considerazione è sempre stata altissima».

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Chi lo sostituirà? «Petkovic sta seguendo il suo percorso fisico per riprendere la forma dopo l’infortunio: da due settimane si è rimesso in moto, e nella rifinitura non ha avuto problemi. Devo valutare nelle ultime ore se schierarlo, o se scegliere Cicioni nel caso in cui Lanzotti non ce la facesse». I tempi per il suo rientro sono maturi, o lo considera comunque un rischio? «Prima di prendere una decisione parleremo con lo staff medico e poi valuteremo. È chiaro che l’ingresso di Cicioni è un’eventualità che devo considerare: se sarà così, servirà un giovane in più tra i giocatori in campo». Zubin, Ferretti, Nichele, Lanzotti: non è stata una settimana fortunata… «Dobbiamo guardare avanti con fiducia e con ancora più autostima. Sono cose che succedono, dispiace ma siamo consapevoli della nostra forza: tutti e tre i portieri che abbiamo sono ugualmente affidabili, il mio animo è combattivo e non certo mortificato».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Alla vigilia della sfida d’altra quota col Belluno, in casa della terza in classifica, l’ennesima tegola arriva tra i pali: Riccardo Lanzotti, il giovane portiere giunto dal Modena per sostituire l’infortunato Petkovic, questo pomeriggio non sarà della gara. Tutta colpa di una brutta distorsione rimediata venerdì all’Appiani nell’allenamento dei portieri: a distanza di due mesi dall’ultima volta, toccherà probabilmente proprio al portiere serbo, tornare a difendere la porta del Padova dopo il lungo infortunio. Una mossa a sorpresa, visto che Petkovic solo nella rifinitura di ieri ha disputato la partitella per la prima volta dopo il crack muscolare di dicembre. Ma necessaria, perché l’ingresso dell’over Cicioni comporterebbe uno stravolgimento dell’undici iniziale, con Degrassi terzino sinistro e Salvadori avanzato sulla linea dei trequartisti. Rimarrà tutto come previsto, pur con l’ingresso di Thomassen per lo squalificato Sentinelli e di Segato al posto di Nichele, che al massimo andrà in panchina. «Lanzotti ha avuto un problema alla caviglia destra», l’ammissione di Carmine Parlato, «E ci sono poche probabilità che possa essere in campo: la caviglia è gonfia, non c’è nulla di preoccupante ma difficilmente sarà della partita. Sono cose che capitano».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Qualche dubbio di formazione per il tecnico bellunese Roberto Vecchiato: il centrocampista Masoch non ce la fa, al suo posto Duravia arretrato in mediana. In attacco ballottaggio tra Radrezza e Mosca, in difesa rientrano dalla squalifica sia Merli Sala (decisivo, all’andata, con la sfortunata deviazione sul gol di Ilari) che Pescosta. Osservato speciale, però, sarà il capocannoniere del girone, Simone Corbanese, in testa alla classifica marcatori con 16 reti. «Affrontiamo la prima della classe ma giocheremo la nostra partita a viso aperto, cercando di sfruttare al meglio le nostre qualità», le parole alla vigilia del tecnico del Belluno, «Vogliamo provare a regalare ai nostri tifosi una giornata indimenticabile».

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Saranno circa un migliaio i tifosi biancoscudati al seguito di Cunico e compagni, questo pomeriggio al Polisportivo. Fino a ieri mattina sono stati staccati in prevendita 665 biglietti riservati ai padovani, che potranno acquistare i tagliandi anche alle biglietterie dello stadio. L’impianto bellunese aprirà le porte ai tifosi alle 13, ed è probabile che coloro che si muoveranno da Padova raggiungano la cifra preventivata negli ultimi giorni. I supporter padovani potranno trovare posteggio lungo via Ceccati, che per l’occasione sarà chiusa al traffico e che si trova a ridosso della Tribuna Est a loro riservata. In tutto, compresi i tifosi bellunesi, oggi pomeriggio si dovrebbero sfiorare quindi le duemila presenze allo stadio Polisportivo. Massiccia la mobilitazione di forze dell’ordine: quaranta agenti, tra personale della questura, carabinieri e polizia, saranno impegnati nelle vicinanze e dentro l’impianto.

Ore 09.00 – Probabile formazione Padova (Corriere del Veneto): Petkovic; Bortot, Thomassen, Niccolini, Salvadori; Segato, Mazzocco; Ilari, Cunico, Petrilli; Amirante.

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) Insomma, guardia alta e nessun cedimento di attenzione. Nemmeno ora che il vantaggio sulla seconda in classifica è di dieci punti, un vantaggio oggettivamente davvero importante. Detto che Nichele ieri ha provato a forzare il recupero e che la decisione sul suo impiego è stata rinviata di 24 ore (chance minime, potrebbe andare in panchina nella migliore delle ipotesi), dal fronte bellunese si segnalano i rientri di Merli, Sala e Pescosta, mentre ha alzato bandiera bianca Masoch, che non sarà della partita. Il tecnico Roberto Vecchiato carica l’ambiente: «Siamo pronti a vivere una di quelle partite che tutti vorrebbero giocare almeno una volta nella loro carriera — spiega l’allenatore del Belluno — conosciamo la forza del Padova, ma abbiamo le nostre carte da giocarci e sappiamo anche quali. Ci sarà un grande pubblico e speriamo sia per tutti una grande domenica di sport». Insomma, il Belluno ci crede — giustamente — e cercherà di fare lo sgambetto ai biancoscudati sul proprio campo. Capitolo prevendita: il dato di tifosi biancoscudati in trasferta è al momento meno eclatante di quanto non si potesse immaginare (665 i biglietti venduti in prevendita). Non sarà che qualcuno dà già per scontata la promozione in Lega Pro prima ancora di averne ottenuto la certezza? Come detto il vantaggio è ampio, l’AltoVicentino sembra aver smarrito la carica del girone d’andata e, al contrario, il Padova riesce a strappare il risultato pieno anche quando la giornata non è felicissima. Ma alzare le mani dal manubrio proprio adesso potrebbe rivelarsi un errore da pagare a caro prezzo.

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) In infermeria e dintorni un guaio tira l’altro. E, come se non bastassero i ko di Gustavo Ferretti e Emil Zubin, alla vigilia di Belluno-Padova si ferma pure il portiere Lanzotti. Un inghippo non da poco per Carmine Parlato, considerato il rendimento molto elevato del giovane estremo difensore preso in prestito dal Modena dopo l’infortunio di Petkovic. «Ha avuto un problema alla caviglia durante la rifinitura — sospira il tecnico del Padova — è la classica distorsione, solo che la caviglia è gonfia e abbiamo pochissime chance di recuperarlo in tempo per la partita. Per quanto riguarda Petkovic sta seguendo un programma di lavoro personalizzato e devo parlare con lo staff medico per capire come comportarmi. Certamente adesso, mentre stiamo parlando, c’è anche la possibilità che debba giocare Cicioni, domani mattina (stamattina per chi legge, ndr ) prenderò una decisione definitiva». Insomma, se gli infortuni di Ferretti e Zubin tutto sommato non preoccupano più di tanto considerata la presenza di Amirante (l’attaccante è in gran forma e segna con grande continuità) al centro dell’attacco, la questione portiere rischia di condizionare pesantemente la formazione e la rotazione degli Under, oltre che ovviamente le scelte a partita in corso. «Questa di Belluno è una tappa importante — puntualizza Parlato — giochiamo con una squadra che in casa ha incassato solo sette gol, perdendo una sola volta. È un’ottima squadra allenata a dovere da Vecchiato, dobbiamo dimostrare il nostro valore dimenticandoci completamente della classifica. Sia noi che loro vorremo fare la partita, dovremo essere bravi a leggerla a dovere sin da subito e dovremo avere il giusto atteggiamento. Dovremo avere tremila occhi su Corbanese, ma lui ha il merito di finalizzare quanto di buono fatto dal resto della squadra».

Ore 08.38 – Serie D girone C, il prossimo turno (ventiquattresima giornata, domenica 1 marzo ore 14.30): Arzichiampo-Clodiense, Belluno-Padova, Fontanafredda-Legnago, Mezzocorona-Dro, Montebelluna-Union Ripa La Fenadora, Mori S. Stefano-Sacilese, Tamai-Kras Repen, Triestina-Giorgione, Union Pro-AltoVicentino.

Ore 08.36 – Serie D girone C, la classifica aggiornata: Padova 56, AltoVicentino 46, Belluno 43, Sacilese 40, Clodiense 38, ArziChiampo 37, Montebelluna 35, Union Pro 33, Fontanafredda e Tamai 31, Union Ripa La Fenadora 30, Giorgione 29, Legnago 23, Kras Repen 22, Dro e Triestina 21, Mezzocorona e Mori Santo Stefano 11.

Ore 08.34 – Serie D girone C, i risultati della ventitreesima giornata: AltoVicentino-Triestina 2-3, Belluno-ArziChiampo 1-1, Clodiense-Mori S. Stefano 3-1, Dro-Tamai 1-1, Giorgione-Mezzocorona 2-1, Kras Repen-Union Ripa La Fenadora 1-0, Legnago-Union Pro 2-4, Padova-Fontanafredda 2-0, Sacilese-Montebelluna 1-2.

Ore 08.32 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.30 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Box Uomo, Maglietteveloci.it, Studio Pignatelli Netstore, InterBrau Birra Antoniana, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 28 febbraio: rifinitura per i Biancoscudati., si ferma Lanzotti. La prevendita per Belluno-Padova si ferma a quota 665 biglietti staccati.

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