Live 24! Padova-ArziChiampo, -5: riprendono gli allenamenti all’Appiani, attenzione rivolta al recupero degli infortunati


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Ore 22.40 – Serie B, la classifica aggiornata: Carpi 56, Bologna 48, Frosinone e Vicenza 47, Avellino 46, Livorno 44, Pescara e Spezia 42, Lanciano e Perugia 39, Bari 37, Ternana 36, Cittadella, Latina, Pro Vercelli e Trapani 34, Entella e Modena 33, Brescia 32, Catania 29, Crotone e Varese 28.

Ore 22.30 – Serie B, i risultati finali: Bari-Catania 1-1, Bologna-Latina 0-0, Brescia-Modena 0-1, Carpi-Avellino 2-0, Cittadella-Varese 3-0, Frosinone-Perugia 2-1, Pescara-Crotone 2-1, Spezia-Pro Vercelli 5-2, Ternana-Entella 0-1, Trapani-Livorno 0-0, Vicenza-Lanciano 2-2.

Ore 21.50 – (Il Piccolo) Dopo le partite rimediate in extremis (Sacile) e le occasioni sprecate (con Arzignano e Kras) ora la Triestina corre. Con l’Altovicentino è arrivata la vittoria del coraggio e della fortuna. Contro il Giorgione al Rocco invece l’Unione ha superato un primo esame di maturità. Il secondo si svolgerà tra una settimana a Pedavena contro l’Union Ripa. Perché vincere quando nessuno se l’aspetta, come è successo a Valdagno, è emozionante ma affrontare le dirette rivali per la salvezza è più impegnativo. E il gruppo di Ferazzoli domenica è riuscito a centrare, anche con una certa disinvoltura, un obiettivo che non era stato centrato ad esempio contro il Legnago (4-4 al Rocco). La realtà è che l’Unione è stata capace di un’impresa nella quale solo Ferazzoli credeva: recuperare una mezza dozzina di punti sulle avversarie che tre mesi fa navigavano ai margini della zona salvezza. Sul piano dei numeri la situazione è molto più positiva rispetto a qualche settimana or sono. La Triestina nelle ultime dieci gare ha raccolto 16 punti. Di partite ne mancano altre 10. La proiezione porta a 40 punti. Ma il dato più significativo è che il gruppo ha trovato un suo assetto in campo (e forse anche fuori nonostante le problematiche della società). Dopo tre mesi di rodaggio subito e scelto, gestiti prima da Lotti e poi da Ferazzoli, che sono la vera zavorra di questa stagione dell’Unione (tre punti nelle prime dieci partite) la quadra ha avuto una crescita lenta ma esponenziale. Il tecnico ha capito come forgiare il materiale a disposizione, i vertici societari hanno capito che era il caso di non esasperare la giostra di arrivi e partenze. Come si è visto con il Giorgione il salto di qualità è basato sull’organizzazione del gioco, su un incremento dell’autostima, su una tenuta caratteriale ma anche su alcuni giocatori. Rocco è evidentemente l’uomo capace di tradurre in risultati il lavoro di una squadra che tuttavia a centrocampo ha trovato un metronomo un po’ compassato ma sempre lucido come Spadari e un incursore di razza come Proia. Arvia e Bedin, pur con diverse caratteristiche, sono intercambiabili mentre Manzo è la cerniera ideale per dare linfa alla fase offensiva alabardata. La difesa, nel bene e nel male, è la stessa di tre mesi fa (con in più l’apporto di un under come Crosato sempre più sicuro) ma è più sollevata da responsabilità per quanto i compagni riescono a creare in attacco. Insomma il cammino verso la salvezza senza le forche caudine dei play out è lungo e in salita ma le basi ci sono. E i tifosi triestini se ne stanno accorgendo.

Ore 21.20 – Serie B, i risultati parziali dopo i primi tempi: Bologna-Latina 0-0, Brescia-Modena 0-1, Carpi-Avellino 1-0, Catania-Bari 0-0, Cittadella-Varese 3-0, Frosinone-Perugia 1-0, Pescara-Crotone 0-0, Spezia-Pro Vercelli 2-2, Ternana-Entella 0-1, Trapani-Livorno 0-0, Vicenza-Lanciano 0-1.

Ore 21.10 – (Gazzettino, edizione di Belluno) «Non rilascio dichiarazioni». Tre parole e un tono di voce che fanno cancellare immediatamente la seconda domanda possibile. Max Parteli parlerà, forse, ma non ora. Lo fa invece, 12 ore dopo la decisione di sollevarlo dall’incarico, facendogli dire addio alla sua squadra, la stessa Union Ripa. Che all’ex mister, sulla pagina Facebook della società, ha dedicato un saluto colmo di affetto in cui traspare palese la difficoltà umana di fronte alla scelta professionale. «Caro Massimiliano – si legge – chiunque abbia un po’ di neroverde nelle vene non può che dirti grazie… Un campionato vinto, una Coppa Italia, tre secondi posti, un sesto posto al primo anno di serie D… La tua positività, la tua fiducia nel prossimo e la tua grande onestà intellettuale hanno contribuito in maniera determinante a creare una mentalità vincente e professionale. La lealtà e i forti principi morali che hanno sempre contraddistinto i tuoi comportamenti e le tue scelte ti rendono e ti renderanno sempre onore. È dura per tutti trovarsi ora senza di te, ma nel calcio, così come nella vita, a volte arriva il momento in cui è giusto cambiare. Purtroppo certi amori finiscono, ma chi lo sa, talvolta fanno dei giri immensi e poi ritornano. Noi, ora, possiamo solo dirti grazie Max». Nelle prossime ore la società deciderà anche a chi affidare i Piccoli amici allenati fino a ieri da Parteli.

Ore 21.00 – (Gazzettino, edizione di Belluno) Che risveglio. Emozione, tanti messaggi e la voglia incredibile di scendere in campo. Oggi, alle 14.30, l’Union Ripa di Renato Lauria svolgerà il primo allenamento dopo la svolta. «La chiamata è arrivata alle 19 – confessa il nuovo tecnico neroverde – e potevo rispondere una sola cosa: “sì”». Max Parteli l’ha sentito? «No. Spero di poterlo fare presto per l’affetto che mi lega a lui, ma ora lasciamogli il tempo di digerire. Lui non era un allenatore qualsiasi del Ripa». Di nuovo una prima squadra dopo il Cavarzano. «Sì, e in un ambiente davvero ottimo per fare calcio. Sono carico di entusiasmo ed energie, finalmente lavorerò sul campo tutti i santi giorni, che è la cosa che più mi affascina. Con la fortuna di avere alle spalle una società e uno staff forti, e davanti una squadra con grossissime potenzialità. Abbiamo tutto per divertirci». Quelle potenzialità però da tempo si sono spente. «In tutti i campi lavorativi può innescarsi inspiegabilmente una situazione così. L’importante è voltare immediatamente pagina. Siamo tutti sulla stessa barca, la direzione la conosciamo e i remi sappiamo dove sono». Che Ripa sarà quello di Renato Lauria? «Un Ripa in cui ognuno vale uno. La rosa è ottima e competitiva, ma io coglierò ogni singolo segnale da ogni singolo allenamento. Voglio partecipazione, voglia di giocare e rischiare per conquistare qualcosa in comune. Ognuno deve essere funzionale alla filosofia del gruppo». Pare la ricetta del Belluno negli ultimi anni. «I risultati parlano chiaro, il Belluno è un bellissimo gruppo che gioca un bel calcio. Ma senza andare sull’altra sponda, così andava anche al Ripa. Poi c’è stato uno sbandamento, che sta durando un po’ troppo». L’obiettivo delle prossime 10 giornate? «La Triestina, domenica». Il derby? «In questo momento è lontanissimo». Cosa chiederà ai suoi questo pomeriggio? «Professionalità e dedizione, lo sport è disciplina. Io sono una persona schietta, il calcio è schietto. Una partita la possono leggere tutti perché si è svolta sotto i loro occhi; c’è poco da nascondere o “non dire”, meglio mettere tutto sul piatto. Poi voglio fame ed energia per se stessi e per trasmetterla ai compagni». Lei ha allenato tutte le categorie del settore giovanile: cosa vorrebbe ritrovare in prima squadra del lavoro che si fa con chi inizia a scoprire il calcio? «La consapevolezza che è un gioco e che dunque per vincere devi capire perché prima hai perso. Senza alibi che è facile ma porta da nessuna parte».

Ore 20.40 – (Corriere delle Alpi) Ha tanto entusiasmo e voglia di far bene Renato Lauria, promosso dalla Juniores alla panchina della prima squadra del Ripa Fenadora dopo l’esonero di Massimiliano Parteli. «Sono molto emozionato e voglioso di cominciare (lo farà oggi alle 14.30, ndr)», dice il nuovo allenatore neroverde, che prende in mano una squadra scivolata al nono posto e non vince da due mesi (era il 4 gennaio, 3-0 al Giorgione, da lì cinque sconfitte e due pareggi). «Ho accettato perché so che non sono solo. Ho alle spalle una società forte, uno staff collaudato che continuerà a lavorare e soprattutto una squadra che ha enormi potenzialità e sono sicuro che riprenderà il cammino positivo. Il fatto di avere attorno a me tutte queste persone mi dà grande fiducia. Un’esperienza affascinante». Te l’aspettavi? «No. Sono quelle situazioni particolari che affronti anche con dispiacere, perché Max è una persona veramente in gamba. È lo sport. Mi hanno chiesto la disponibilità (la telefonata è arrivata domenica sera) e ho accettato». Come hai accolto la notizia? «Con sorpresa, ma con grande entusiasmo. Ho la possibilità di lavorare con un gruppo importante. Il calcio è la mia passione e la cosa fondamentale è divertirsi in campo. Potrò farlo con giocatori forti in una categoria importante». Quale sarà la prima cosa che chiederai alla squadra? «Di ritrovare insieme entusiasmo. C’è un momento di difficoltà di risultati che si è protratto troppo a lungo, quindi bisogna trovare prima di tutto la serenità mentale e la voglia di giocare insieme alla consapevolezza. Non bisogna guardare la classifica, ma giocare domenica dopo domenica per vincere e imporre il nostro gioco, andando in qualsiasi campo senza aspettare gli avversari ma per fare noi la partita. La squadra ha i mezzi tecnici, atletici e mentali per farlo. Questo sarà il nostro obiettivo». Pensi a qualche cambiamento? «Aldilà del modulo, ci vuole prima di tutto serenità. Sceglieremo la situazione tattica più opportuna, che tutti condivideranno e cercheremo di avere una filosofia comune, che è la cosa più importante. Tutti devono essere consapevoli di quello che andranno a fare per farlo al meglio». Cosa ha intenzione di portare di tuo? «Grande entusiasmo, passione, voglia di fare, di allenarsi e di divertirsi. È uno sport, un gioco. Fare le cose con entusiasmo porta dei vantaggi. Spero di fare in modo che i ragazzi si trovino bene, abbiano voglia di fare allenamento e di affrontare l’avversario a testa alta, senza paura e con la voglia di aggredirlo e di giocare sempre per la vittoria».

Ore 20.30 – (Corriere delle Alpi) «La nostra sensazione è che Parteli stesse perdendo di mano la gestione del gruppo. La società ha preso una decisione forte, perché mai mi sarei aspettato di cambiare l’allenatore che era con noi da tanti anni ed è cresciuto con noi. I successi che abbiamo ottenuto, li abbiamo avuti insieme». È il direttore generale del Ripa Fenadora Mario Dal Soler a spiegare l’esonero di Massimiliano Parteli dopo il pari senza gol con il Montebelluna. «Quello che è l’Union oggi, il 50 per cento del merito è della società e il 50 per cento dello staff e dei giocatori. Ma non potevamo permetterci di lasciare andare le cose come stavano andando. Pensiamo che Lauria sia la persona giusta. L’esperienza ce l’ha e sarebbe assurdo inserire qualcuno da fuori, che non conosce i ragazzi e deve capire i meccanismi. Per il futuro se ne parlerà». I motivi dello strappo. «Tutto è partito dalle dichiarazioni dopo la partita col Dro. Uno sfogo da cui è emerso che stava facendo cose buone con gli scarti delle altre squadre. Da là qualcosa si è rotto. C’è stato un chiarimento e la cosa sembrava fosse finita lì, però da quel momento abbiamo iniziato a perdere e qualcosa negli atteggiamenti da una parte e dall’altra non è più stato come prima», commenta il dg dell’Union. «Abbiamo aspettato di vedere come andava e con l’Altovicentino la prestazione è stata buona, poi col Kras abbiamo fatto una gara così e così, senza la determinazione e la grinta della domenica prima. Con il Montebelluna è mancato il gol, però a fine partita è successo un episodio al momento della sostituzione di Dassiè e Mastellotto. Dalla tribuna si è visto l’allenatore urlare verso la panchina, poi è andato via subito, molto nervoso. È sintomo di qualcosa che non funziona e abbiamo preso questa decisione». Scelta sofferta. «A Max sono legato da sempre, ha iniziato a fare l’allenatore con me al Ripa e mi auguro che continui a restare un amico», racconta Dal Soler. «Forse anche lui si sente tanta responsabilità dei risultati che mancano, per cui magari si sente sovraccaricato e vengono fuori atteggiamenti che nell’insieme non vanno bene per gestire il gruppo. Aggiungo che secondo me la squadra non è senza responsabilità. Purtroppo è il mondo del calcio: se devi provare a dare una scossa, il 99.9 per cento delle volte ti tocca cambiare l’allenatore. Avevamo fatto un bellissimo girone d’andata, poi qualcosa è cambiato perché la bella squadra dinamica, veloce e con la gran voglia di lottare per fare risultato a tutti i costi non l’ho più vista». I piccoli. Parteli allena anche i bambini. «Mi auguro che li segua ancora», dice il dg dell’Union. «Spero che continui a fare quello che faceva all’interno della società».

Ore 20.10 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Una Clodiense solida, tosta, matura, è riuscita a sbancare il campo dell’Arzignanochiampo (1-3). Un successo che catapulta la squadra chioggiotta al quarto posto in classifica ed in piena zona play off. «Siamo riusciti a battere sul proprio terreno una squadra che aveva conquistato gli ultimi 22 punti su 30 e forse una delle formazioni più in forma del campionato – dichiara l’allenatore della Clodiense Andrea Pagan – Non abbiamo giocato in modo brillante come in altre occasioni ma siamo stati molto presenti e maturi». La squadra di Pagan ha mostrato contro un avversario di valore una grande compattezza specialmente nel reparto difensivo dove capitan Davide Boscolo Berto ha diretto con autorità assieme ai compagni Tiozzo, Moretto e Pitteri. «La difesa ha giocato con grande autorità nonostante avesse di fronte attaccanti di valore – precisa Pagan. Ma ha anche avuto l’appoggio dei centrocampisti che hanno fornito un buon filtro. In attacco forse è mancata un pò di lucidità nel gestire la palla ma tutti hanno lottato. L’infortunio a Mastroianni poi ci ha condizionato anche perché Santi arrivava da un lungo stop ed non aveva mai giocato con Siega». Il successo di Arzignano ha portato la squadra lagunare a 41 punti in classifica. Salvezza ormai raggiunta. Ed ora? «Ed ora comincia il bello – ci dice sorridente il tecnico lagunare. L’anno scorso avevamo agguantato la quota salvezza a due giornate dal termine del campionato mentre ora mancano ancora tante partite, ci sono ancora 30 punti in palio. Vogliamo conquistarne il più possibile».

Ore 19.50 – (Messaggero Veneto) Non è stato un giorno come gli altri quello di ieri in casa Tamai. Una ridda di voci e controvoci ha tenuto banco sino al chiarimento definitivo arrivato in serata. Dopo la sconfitta col Kras, che ha aperto ufficialmente la crisi dei mobilieri, a secco di vittorie dall’ultima giornata del girone d’andata col Mezzocorona, e l’ennesimo malore occorso al tecnico Stefano De Agostini, anche la tradizionalmente solida panchina del Tamai è parsa traballare. Prima le parole del tecnico, parso avvilito per aver dovuto lasciare ancora una volta (la quinta nelle ultime sette gare) il campo a causa dello stress: «Questa situazione – ha commentato De Agostini – non fa lavorare bene me e penalizza anche la squadra, che avrebbe bisogno di un allenatore a pieno servizio anche durante le gare. E’ giusto che la società trovi la soluzione migliore. E comunque vada, non posso che ringraziare questo club fantastico per la fiducia che continua a manifestarmi. Da qualunque altra parte, probabilmente, si sarebbero prese strade diverse». Parole che facevano presagire qualunque esito: dimissioni, esonero, per alcuni addirittura congelamento dell’incarico nell’attesa di trovare un rimedio alla sua eccesiva emotività (ipotesi fermamente rigettata dal mister: «I rattoppi nel calcio non servono»). Alla fine, niente di tutto questo. Al termine di un incontro tra il presidente Elia Verardo, il dirigente Gianpaolo Pegolo e lo stesso De Agostini, infatti, il Tamai ha comunicato: «Si va avanti con De Agostini e, se possibile, con motivazioni ancora maggiori». Insomma, nessun ribaltone. Rimane l’affiancamento di Luca Saccon, ma De Agostini resta il titolare della panchina mobiliera. E così può pure cercare di analizzare le cause del momento no della sua squadra: «In queste ultime partite abbiamo sofferto assenze troppo pesanti per il nostro organico. Giocatori come Peresson, Faloppa, Davide Furlan e Zambon, mancati domenica scorsa con il Kras, non si sostituiscono facilmente». E allora ecco la buona notizia: almeno due di loro (Peresson e Zambon) saranno di nuovo a disposizione per il derby di domenica a Sacile.

Ore 19.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Tempi duri a Tamai e Fontanafredda. Cinque punti in 7 gare e nessuna vittoria per le furie, uno nelle ultime 4 per il Fontanafredda. Dopo un’ottima andata, le “cugine” stanno ora pericolosamente scivolando verso la zona playout. EMOZIONI – Il borgo è alle prese con il problema De Agostini. Fantastico il lavoro di Stefano durante la settimana. Alla domenica però il tecnico non regge le emozioni della partita. Con il Kras, per l’ennesima volta, ha dovuto lasciare la panchina a metà gara: troppo forte lo stress emotivo. La società gli ha affiancato Luca Saccon, guida degli Juniores, che prende in mano le redini quando il titolare viene aggredito dal “mostro”. «A Dro era andato tutto bene – scuote la testa – e pensavo di esserne venuto fuori. Invece è succeso di nuovo». Ieri, durante il consueto incontro fra il mister e il presidente Elia Verardo, si è parlato anche di questo. De Agostini ha confermato di poter continuare, sempre in tandem con Saccon, e il massimo dirigente gli ha ribadito la fiducia. Insomma, quella di Graziano Morandin (notato a Tamai) è stata solo una visita di “cortesia culinaria” dai vecchi amici. ADRIANO E I ROSSONERI – Una cosa è certa: Adriano Bernardes Rodrigues vorrebbe giocare sempre contro il Fontanafredda. L’ex bomber della Sacilese (18 gol in 30 partire 2 stagioni or sono) in questo campionato, con la maglia del Legnago, ha siglato solo 4 reti, 3 dei quali ai rossoneri. «Già – ironizza Giampietro Bertolini -. È stato limitato da un sacco di acciacchi, ma con noi sta sempre bene». 400 SECONDI FOLLI – Adriano sarà stato bravo, ma al 73′ il Fontanafredda stava meritatamente vincendo per 2-0 (Alcantara e Ortolan). La doppietta del carioca e il gol di Gona hanno ribaltato il risultato in meno di 7′. «Sono stati 400 secondi di pura follia – riprende il presidente rossonero -. Una cosa inenarrabile. Nel recupero c’è stata pure la traversa di Roveredo. La palla, secondo gli amici che stavano dietro la porta, è rimbalzata dentro la linea. Ma è inutile recriminare: siamo stati noi a buttare via la partita». SEMPRE AVANTI – Un mese fa ipotizzavamo un Fontanafredda ai playoff. Oggi, con un solo punto incassato in 360’, la zona playout (5 lunghezze sotto) si fa pericolosamente vicina. «Niente paura – invita Bertolini -: domenica a Dro ripartiremo. Il nostro obiettivo reale è sempre stata la salvezza e non ci manca tanto per raggiungerla. In società siamo tutti convinti che ce la faremo. Il mister e il gruppo – conclude – hanno la nostra piena fiducia».

Ore 19.10 – (Messaggero Veneto) Gli stenti di Tamai, il weekend d’oro di Carlo Marchetto. Alla vigilia del derby in programma domenica, stati d’animo opposti in riva al Livenza. E’ stato un fine settimana memorabile per il nuovo tecnico della Sacilese: due partite, altrettante vittorie, 5 gol fatti, uno subìto, 6 punti. E terzo posto con la formazione maggiore. Marchetto prima del successo di Mori, che ha spazzato le nubi di possibili postumi lasciati dalle clamorose dimissioni di Mauro Zironelli e permesso ai biancorossi di agganciare il Belluno sul podio del girone, aveva guidato (per l’ultima volta) la formazione juniores, impostasi in casa 3-1, sempre sul Mori, sabato scorso. E’ stato premiato anche per il suo coraggio. Pur volendo proseguire sulla strada del predecessore, infatti, il neo allenatore liventino si è già permesso alcune mosse a sorpresa, come Baggio schierato in mezzo al campo, per liberare un posto a Mboup in difesa. Risultato: i due sono stati gli autori dei gol che hanno piegato i trentini. Meno fortunate, per sua stessa ammissione, le scelte di Maurizio De Pieri, che ha recitato il mea culpa per i cambi effettuati nell’ultima gara con il Legnago, segnata da un autentico harakiri del Fontanafredda: da 2-0 a 2-3. Con l’ex sacilese Adriano protagonista (doppietta). Ora play-out meno lontani (5 punti), ma ancora a distanza di sicurezza.

Ore 18.50 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Ironia della sorte: Zironelli ha inseguito per 23 lunghe giornate un posto sul podio e la Sacilese l’ha ottenuto subito dopo le sue dimissioni. Il successo di Mori (2-0) ha permesso ai biancorossi di agganciare il Belluno (sconfitto 0-2 dal Padova) a quota 43 e ora, su quell’ambito terzo gradino sta seduto Carlo Marchetto. UNA DOMENICA BESTIALE – Grande giornata domenica per il tecnico della Juniores “promosso” in prima squadra: esordio, vittoria e podio. «Merito dei ragazzi – si schernisce subito Marchetto – e di Mauro (Zironelli, ndr), che li ha allenati sino alla scorsa settimana. Non sono stati – sottolinea – giorni facili: le sue dimissioni, le assenze di giocatori importanti, tutto ha contribuito a complicare la situazione. In campo però i ragazzi sono stati fantastici e hanno risposto tutti presente. Oltre ai due gol (Mboup e Baggio su rigore), hanno centrato due legni e costruito almeno altre tre palle-gol». È GIÀ DERBY – Domenica al XXV Aprile arriverà il Tamai. Quella con le furie non è mai una partita normale. «Già – annuisce Marchetto -. In più, questa volta saranno arrabbiati per le ultime sconfitte: vedo un derby ancora più difficile del solito».

Ore 18.30 – (Gazzettino, edizione di Belluno) Belluno, vuoi arrivare terzo? Allora è necessario cambiare marcia. Perdere contro la squadra che guida la classifica (con 10 lunghezze di vantaggio sulla seconda), ha il miglior attacco del campionato (56 centri), la miglior differenza reti (+32) e il maggior numero di vittorie (19), ci può stare. Anzi, a mente lucida, la delusione per lo 0-2 contro il Padova tende a evaporare, per lasciare spazio alla consapevolezza di aver dato vita a una prova più che dignitosa, nella quale i bellunesi hanno cercato di fare la partita: al cospetto della corazzata biancoscudata (e di fronte a 1500 spettatori), non era affatto scontato. Insomma, la mentalità è quella giusta. Ma i numeri del girone di ritorno sono piuttosto indicativi. E rispecchiano un brusco rallentamento. Dopo aver girato la boa di metà campionato, il gruppo di mister Vecchiato ha raccolto 7 punti in altrettante gare: di conseguenza, si procede alla media di un pareggio a domenica. Pochino, se si considera che all’andata il Belluno aveva raccolto 18 punti (più del doppio), frutto di sei vittorie consecutive. In questo senso, pesano soprattutto le trasferte in Trentino, nelle quali l’undici dolomitico non è riuscito a strappare il bottino pieno né al fanalino di coda (2-2 col Mori), né alla penultima della classe (3-1 il passivo a Mezzocorona). È anche per questo motivo che, nel post partita di domenica scorsa, uno dei leader dello spogliatoio come Ivan Merli Sala ha lanciato un messaggio diretto e inequivocabile: «Le parole sono finite, ora dobbiamo riprendere a fare punti. Ne abbiamo persi troppi per strada nell’ultimo periodo». Anche perché la classifica, in chiave playoff, non permette più di dormire tra due guanciali: il Belluno, infatti, è stato agganciato in terza posizione dalla Sacilese, mentre la Clodiense (ora quinta) è a -2. «L’aggancio della Sacilese non è importante – ha concluso Merli Sala -. Non dobbiamo guardare al percorso delle altre, ma solo a noi stessi. Perché quando riusciamo a esprimere il nostro calcio, abbiamo già dimostrato di essere una grande squadra».

Ore 18.10 – (Corriere delle Alpi) Il Belluno ha fatto quello che doveva fare. Nonostante la sconfitta contro il Padova, mister Vecchiato non ha niente da rimproverare ai suoi ragazzi, che si sono battuti alla pari contro la corazzata del campionato. Da una parte i gialloblù avrebbero potuto commettere meno errori, quelli su cui si è avventato il Padova e che gli ha permesso di vincere la partita, ma dall’altra parte c’è anche il rammarico di non aver sfruttato le occasioni concesse dagli ospiti. «Nel primo tempo abbiamo giocato meglio noi – commenta Vecchiato – abbiamo avuto più possesso palla e fatto più pressione dei nostri avversari. Se contiamo le occasioni sono state lo stesso numero e guardando i cross messi in area il Belluno fatto qualcosa in più. Il gol subito dopo pochi minuti ha cambiato la partita, perché abbiamo dovuto ricominciare tutto da capo. Rimontare una squadra come il Padova non è una cosa facile. Nella ripresa i nostri avversari hanno giocato come dovevano e non ci hanno permesso di giocare. Non è stata una bella partita, il Padova è venuto al Polisportivo per difendersi dietro la linea della palla e giocare di ripartenza. Abbiamo provato a pareggiare ma non ci siamo riusciti, con il traversone pericoloso per Posocco che non ci è arrivato di pochissimo. Sul capovolgimento di fronte è arrivato il raddoppio, anche se con un tocco evidente di mano da parte di Amirante». Una rosa corta. Mister Vecchiato, domenica, probabilmente si è girato più di una volta verso la sua panchina per cercare un cambio che potesse dare una svolta alla partita; dopo l’entrata di Radrezza, però, il tecnico ha potuto constatare solamente la presenza di molti giovani oltre a quella di Masoch, infortunato. «Il nostro problema è che abbiamo ceduto Samba a gennaio, una sua richiesta che abbiamo deciso di assecondare. Una decina di giorni dopo, però, Ruben D’Incà si è rotto il crociato e così sono stati persi due fuoriquota in rosa. Ad inizio anno ne avevamo tre di giovani in attacco, ora è rimasto solo Posocco». Un Padova solido e cinico ma non bellissimo. «Sono una squadra molto fisica, che è venuta al Polisportivo per sfruttare le ripartenze. Ha giocato titolare Amirante che è la loro terza punta e questo ti fa capire anche il valore e la ampiezza della loro rosa. Il Belluno se l’è giocata alla pari facendo quello che doveva fare, i biancoscudati hanno sfruttato bene le occasioni che gli abbiamo concesso. Il primo gol subito? Tutto è partito da una gran giocata di Cunico, che sapevamo avrebbe potuto fare, in difesa potevamo fare meglio, si sono fatti trovare impreparati un po’ tutti quelli coinvolti nell’azione. Se potessi tornare indietro terrei lo stesso equilibrio, con il rombo non dimentichiamoci che abbiamo vinto anche a Sacile».

Ore 17.50 – (Giornale di Vicenza) Un´avventura durata meno di due mesi, quella di Nicolas Battistelli all´ArziChiampo. L´esterno d´attacco classe 1996 proveniente dalla Primavera del Vicenza ha salutato la squadra dopo la partita contro la Sacilese, dov´era sceso in campo da titolare, ed è tornato a casa, a Gubbio. Scelta che pare dettata dalla volontà di finire gli studi.

Ore 17.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Da Monza all’Arezzo, il passo è breve per un Venezia che insegue altri punti tranquillità. Domani pomeriggio al Penzo (ore 15, arbitro Maggioni di Lecco) gli arancioneroverdi di Michele Serena sono attesi, contro gli amaranto toscani che in classifica stanno un punto sotto (37 a 36) al secondo di tre match in nove giorni. Un trittico, decisivo per allontanarsi dalla zona playout, che si chiuderà domenica sul campo della capolista Novara (ore 12.30) e che il Venezia affronta con un Daniele Giorico in più nel motore. «A Monza sono finalmente tornato a sentirmi un giocatore, un pò a sorpresa a dire la verità. Mi stavo sì allenando bene da qualche settimana – ammette il regista sardo – ma non mi aspettavo di giocare titolare. È stato emozionante rivivere il prepartita, l’attesa, l’ansia e la voglia di fare di tutto e di più. Sensazioni che non provavo da troppo tempo». L’assenza dal campo di gioco di Giorico è durata un anno, dal 2 marzo 2014 (3-0 alla Pro Patria al Penzo) al 28 febbraio 2015. «Sembrava potessi cavarmela in tre mesi, in realtà però tanto sono dovuto stare del tutto fermo dopo l’operazione al ginocchio sinistro. Se mi guardo indietro rivedo un anno lungo e difficile, il campo, l’allenamento, lo spogliatoio, la partita, tutto mi è mancato moltissimo. Ora fortunatamente ho iniziato una pagina tutta nuova». Il Venezia arriva di slancio ai 90’con l’Arezzo, già battuto all’andata per 2-0 con reti di Magnaghi e Marino. «Come sabato conterà solo vincere, per sistemare una classifica che si era fatta purtroppo un pò delicata. Quello con i toscani è uno scontro diretto che vale doppio per la tranquillità, la capacità di reazione dimostrata rimontando in 10 a Monza dev’essere il punto partenza anche domani. È bello poter dire »ci sono pure io”, di sicuro non tirerò mai indietro la gamba”. Puntuale è arrivata la squalifica di Cernuto in una difesa con Peccarisi non al top e che dovrà fare ancora a meno di Legati. In dubbio anche Esposito per un risentimento muscolare. Nell’Arezzo squalificato il difensore Guidi, ma gli amaranto recupera Villagatti e Carcione, probabilmente Testardi e Crescenzi, mentre per il fantasista ex arancioneroverde Erpen il rientro è slittato ancora.

Ore 17.10 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Dopo il successo di sabato sul Monza, il Venezia torna in campo domani per il turno infrasettimanale al Penzo con l’Arezzo (ore 15). Giocatori ieri al campo del Taliercio per preparare il match, anche se alcuni, dopo sabato, hanno svolto lavoro differenziato. Si è allenato a parte il difensore Peccarisi, che lamenta un lieve risentimento muscolare e potrebbe essere in dubbio per il match di domani. Un pensiero in più per mister Michele Serena, che nel reparto difensivo deve fare i conti con l’infortunio di Legati (il cui rientro è però previsto a breve) e la squalifica di Cernuto: ieri puntuale il giudice sportivo ha comminato una giornata di stop al difensore, per la doppia ammonizione rimediata nel match del Brianteo. Rientra nel frattempo Sales, che ha smaltito le tre giornate. Il recupero fisico e le assenze in difesa sono tra le principali insidie del match. Ma quel che temono di più Serena e il ds Ivone De Franceschi è l’atteggiamento dei giocatori, chiamati a una prova di maturità. «Non dobbiamo abbassare la guardia proprio ora – avverte il ds – sabato con il Monza abbiamo ottenuto una vittoria importante, con una grande prestazione di squadra, al di là dell’inferiorità numerica. Il gruppo – aggiunge – ha dimostrato che è vivo, che ha attaccamento e questo è importante. Siamo contenti, ma non dobbiamo abbassare la guardia, dobbiamo affrontare l’Arezzo con lo stesso atteggiamento». Sul piano fisico non tutti i giocatori riusciranno a recuperare completamente le forze, in particolare chi, come Giorico ed Espinal, viene da un lungo periodo di stop. «Ma anche i nostri avversari avranno lo stesso problema – conclude De Franceschi – queste gare si giocano molto anche sul piano nervoso e mentale». L’Arezzo è reduce dalla sconfitta in casa del Pordenone, ma arrivava da tre successi consecutivi, ed è stato scavalcato in classifica proprio dagli arancioneroverdi che ora hanno un punto in più e sono noni a quota 37.

Ore 16.50 – (La Nuova Venezia) «Voglio vedere se questa volta riusciamo a compiere il salto il qualità». Michele Serena prova a scrutare il futuro prossimo alla vigilia del match infrasettimanale contro l’Arezzo al Penzo (ore 15). Ancora una volta il tecnico dovrà fare i conti con le defezioni in difesa perché se è vero che rientra Sales dopo aver scontato i tre turni di squalifica, domani mancherà per lo stesso motivo Cernuto. «Qualcuno si adeguerà in una posizione che non è la sua, ma per una partita possiamo adattarsi» glissa con estrema filosofia Serena. Sales o Capogrosso al centro della difesa, sempre che Peccarisi smaltisca in tempo gli acciacchi muscolari che lo hanno costretto a un lavoro differenziato anche ieri. Partitella saltata anche da Gennaro Esposito («Ha avvertito un fastidio, vedremo di cosa si tratta» ha spiegato il tecnico di Carpenedo), che comunque è uscito dalle rotazioni tattiche del Venezia da qualche settimana. Giorico ed Espinal, promossi a pieni voti, saranno ancora in campo. «Non mi lascio condizionare dalle tre partite ravvicinate, adesso penso a schierare la migliore formazione contro l’Arezzo. Al Novara inizierò a pensare giovedì mattina». Legati ha ripreso ad allenarsi («Il problema muscolare è scomparso» dice ancora Serena, «deve solo ritrovare la condizione ed è meglio non forzare per evitare possibili ricadute»). Niente Arezzo per il difensore centrale, qualche chance per Novara, a pieno regime verso la Cremonese. L’Arezzo è un avversario di cui Serena non si fida, nonostante il passo falso di sabato a Pordenone quando ha giocato per 89’ in superiorità numerica. «Sarà una partita scorbutica, come è accaduto all’andata. Conosciamo l’atteggiamento della squadra toscana, quindi ci stiamo preparando a livello mentale per affrontarla come si deve. Prevedo un match molto spigoloso». Il Venezia ha rimediato a Monza dopo laa sconfitta interna contro il Real Vicenza. «Non sono sorpreso della prestazione di Monza, ma adesso siamo alla prova della verità. Tante volte in passato abbiamo dato la sensazione di poter decollare e alla partita successiva siamo rimasti a terra. Questione di risultato, certo, ma anche di prestazione». Ieri sera è arrivata la squalifica per una giornata per Francesco Cernuto, nell’Arezzo stop di un turno per Nicholas Guidi. L’arbitro della partita di domani sarà Lorenzo Maggioni di Lecco.

Ore 16.20 – Qui Appiani: termina l’allenamento.

Ore 16.00 – Qui Appiani: lavoro atletico per i Biancoscudati.

Ore 15.40 – Qui Appiani: partitella a campo ridotto.

Ore 15.20 – Qui Appiani: esercizi per il possesso palla.

Ore 15.00 – Qui Appiani: lavoro a parte per Petkovic, Nichele, Ilari, Ferretti e Zubin.

Ore 14.40 – Qui Appiani: Biancoscudati in campo per il primo allenamento settimanale.

Ore 14.20 – (Giornale di Vicenza) Mamma, aiuto, mi si è rotto il Bassano. Dopo la frattura di Maistrello (piede) e di Bizzotto (naso), ecco la (micro) frattura ad una scapola per Nolè, toccato duro col Novara. Un infortunio doloroso che costringerà il fantasista potentino ai box almeno per le prossime tre gare in esterna. Nella migliore delle ipotesi il trequartista ex Ternana tornerà a disposizione il 22 marzo con la Pro Patria al Mercante. E siccome ieri, come previsto, il giudice sportivo ha squalificato per un turno Furlan, i virtussini si presenteranno domani sera a Mantova nel turno infrasettimanale (ore 20.45) con uno stock di defezioni. Abbastanza da costringere Asta a possibili cambi di modulo, poiché si è esaurita la scorta di creatività. Out Furlan e Nolè, la quota d´estro sarà confinato nei piedi di Iocolano, indiziato nei panni del rifinitore di un plausibile 4-3-1-2 dietro le punte Pietribiasi e Cattaneo. Con inserimento del muscolare Davì per irrobustire la mediana, visto che dopo due sconfitte di fila, che Bassano non viveva sulla sua pelle da due anni, dai tempi della non memorabile gestione Rastelli, l´imperativo assoluto è cercare di non buscarle anche in Lombardia. Almeno rientra Toninelli per un assetto difensivo un filo più stabile, spedendo Priola e Zanella al centro e Ingegneri in panca. Proprio Enrico Zanella analizza il momento del Soccer Team. «Quando incontri giocatori di categoria superiore, basta mezzo errore e ti castigano – riconosce il centralone scledense – e col Novara è andata così. Poi, è vero, gli abbiamo regalato quasi un tempo, ma nella ripresa li abbiamo messi sotto costruendo più occasioni di loro. La rabbia è che non riusciamo a raccogliere quanto meritiamo. Ma il torneo è ancora lungo e siamo convinti di poter correre tranquillamente per il quarto posto». Già, ma c´è quarto posto e quarto posto. A prescindere dal fatto che un piazzamento del genere premierebbe Bassano come rivelazione dell´anno, la migliore quarta dei tre gironi accede ai playoff per la B. E se nel girone centro la quarta conta meno punti del Bassano odierno, al sud marciano veloce (Casertana e Lecce a 48 e Matera a 47). Calcoli non banali, perché ora l´obiettivo più lusinghiero cui può aspirare la Virtus è questo. Asta dovrà rispolverare almeno la tenuta emotiva dei primi mesi. Alla peggio, votandosi a una gestione meno manovriera e più pratica. Un terzo ko con altre due trasferte all´orizzonte sarebbe nefasto e pernicioso.

Ore 14.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Esce di scena con tanti attestati di stima e con tanta solidarietà da parte della squadra. Che magari avrà pure gradito il ritorno di Michele Marcolini, ma non ha dimenticato quanto fatto da Paolo Favaretto in queste poche settimane. Il Real Vicenza riparte dopo il ko col Lumezzane e il nuovo ribaltone. Favaretto non solleva polveroni, salvo esprimere il suo pensiero senza alzare i toni: «Non me l’aspettavo – sottolinea – sarei bugiardo se dicessi che avevo captato qualcosa. Con il Lumezzane abbiamo giocato male ma non mi pareva che il ruolino di marcia giustificasse un esonero. Avevamo appena vinto a Venezia esprimendo un buon calcio, la squadra mi seguiva e una giornata storta può capitare a tutti. In ogni caso sapevo che sarebbe potuta finire così, il presidente è uno che tiene tanto alla squadra e magari a volte agisce d’istinto. Non ho null’altro da aggiungere, se non dire che farò il tifo per questi ragazzi perché ritengo che abbiano nelle loro corde la possibilità di raggiungere grandi traguardi». Insomma, un addio soft, in pieno stile Favaretto. Adesso la ruota gira e ritocca a Marcolini. Fino al prossimo esonero.

Ore 13.40 – (Giornale di Vicenza) Matteo Piccinni, pilastro della difesa biancorossa è l´ex di turno nella partita di domani, che vedrà il Real Vicenza contrapposto all´Albinoleffe. Piccinni non era presente venerdì nella disfatta biancorossa contro il Lumezzane per una contrattura al polpaccio, ma da sabato ha ripreso ad allenarsi con la squadra e per domani è a disposizione del ritrovato mister Marcolini. Un ritorno inaspettato quello di Marcolini. Come l´avete vissuto? Abbiamo ripreso da dove c´eravamo lasciati circa un mese fa, ovvero da un certo tipo di gioco che ci aveva permesso di fare delle buone prestazioni, nonostante le vittorie poi non arrivassero. Cercheremo di riprendere un percorso a mio avviso comunque positivo: sono convinto che anche con Marcolini sarebbero arrivati i tre punti. Può capitare un momento di flessione. Una reazione positiva quindi… Sì, c´è grande entusiasmo. Le parole del presidente Diquigiovanni di domenica ci hanno motivato ancora di più, un´ulteriore spinta per affrontare le partite che mancano. Ci ha fatto molto piacere si sia reso conto della situazione, in qualche modo possiamo dire che ci ha dato la possibilità di essere padroni del nostro destino. Stavamo facendo bene e a mio avviso lo abbiamo fatto anche con Favaretto. Da qui a fine campionato dobbiamo lavorare duramente per rosicchiare qualche punto a quelle che ci stanno davanti e giocarci magari i play-off. Vi aspetta un´altra partita importante contro i suoi ex compagni dell´Albinoleffe. Che squadra è? Visto il loro trend negativo probabilmente imposteranno la partita sul piano difensivo. Dovremo essere bravi a far tesoro dei loro difetti, cercando di pungere sulle fasce e dar velocemente palla alle nostre due punte. Il giocatore più pericoloso credo sia Matteo Momentè (11 gol in stagione), ha dimostrato di poter far male. Poi intorno a lui ci sono elementi di valore sia giovani che d´esperienza, la maggior parte giocavano con me l´anno scorso, tra cui Silva Reis, un altro da tenere d´occhio tra le linee. Il Bassano è lì a cinque punti. È possibile raggiungerlo? Sì, ma facciamo un passo per volta. Il nostro imperativo ora è vincere per recuperare qualche punto sulle due che ci stanno davanti: Como e FeralpiSalò. Il Bassano sicuramente è il nostro punto di riferimento, intanto però bisogna pensare partita dopo partita.

Ore 13.20 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Il Vicenza vola, ha nel mirino il secondo posto ed è reduce dalla vittoria a Bologna: il sesto successo consecutivo, per i biancorossi. Questa sera tocca al Lanciano ma Pasquale Marino non perde il suo aplomb. «L’entusiasmo ci fa piacere — sottolinea — ma noi dobbiamo continuare senza tabelle e programmi. Finora abbiamo sempre pensato in questo modo e continueremo a farlo, perché i fatti hanno dimostrato che è l’atteggiamento giusto». Il record di sette vittorie consecutive ottenuto dal Vicenza di Andrea Mandorlini, stagione 2002-2003, è ad un passo. Ma mister Marino più che ai record guarda ai punti. «Vincere fa piacere a prescindere dai record — precisa — era da tanto che il Vicenza non vinceva a Bologna e questo non può che farci piacere. Negli ultimi mesi abbiamo fatto qualcosa di importante, ma nel calcio esistono momenti in cui le cose vanno al meglio e quelli in cui bisogna stringere i denti. Per questo dico che il calcio è fatto di equilibri, in campo e fuori, la forza deve essere la stessa nei momenti positivi e negativi». Una energia che contro il Lanciano sarà necessaria per cercare la vittoria, per allungare una striscia che nessuno aveva previsto. «Ci proveremo — spiega Marino — i ragazzi hanno recuperato bene, tranne D’Elia e Sciacca non ci sono acciacchi particolari, e quindi ho anche la possibilità di operare delle scelte, anche se sono valutazioni che potrei lasciare alla partita di Pescara». All’andata il Vicenza perse pesantemente a Lanciano, una gara in cui ai biancorossi andò tutto storto. «Penso che i ragazzi abbiano voglia di riscattare quella sconfitta — sottolinea Marino — il Vicenza ha i mezzi tecnici e gli stimoli per vincere una partita con molte difficoltà, contro un avversario che si difende bene e poi riparte in contropiede. Sviluppano un buon calcio, si conoscono bene e dispongono di alcuni giocatori di ottimo livello. Probabile che il Lanciano scenda in campo per chiuderci gli spazi, dovremo essere bravi ed avere la pazienza necessaria per colpire. Quello che non dovremo fare è innervosirci e forzare le giocate, perché così difficilmente potremo trovare il gol». L’ultima considerazione, Pasquale Marino la dedica al popolo biancorosso, che si annuncia numeroso e pronta a sostenere e ad incitare la squadra. «Il nostro obiettivo è quello di avere sempre più gente allo stadio e per farlo bisogna continuare a giocare bene; vogliamo che i nostri tifosi escano dal Menti contenti dopo aver visto una bella partita: se la gente viene allo stadio e si diverte, poi ritorna».

Ore 13.00 – (Giornale di Vicenza) Rifinitura col brivido ieri mattina ad Isola Vicentina per il Vicenza. Negli ultimi minuti dell´allenamento, quando la squadra come di consueto stava provando gli schemi su calcio da fermo, il portiere Mauro Vigorito è ricaduto male sulla gamba destra, rialzandosi solo con l´aiuto dei compagni e dello staff. La prima impressione è stata tutt´altro che confortante, il portiere infatti è stato accompagnato a bordo campo e zoppicava vistosamente: lì è stato fatto salire sul trattorino che lo ha riportato verso gli spogliatoi. Il timore era che si fosse riacutizzato il dolore al ginocchio già avvertito nelle scorse settimane, al punto tale da costringerlo a saltare la partita di stasera. Stando a quanto dichiarato più tardi da Marino in conferenza stampa, pare fortunatamente che il problema sia gestibile e che Vigorito possa giocare regolarmente contro il Lanciano. È comunque in allerta Nicolas Bremec, pronto eventualmente a tornare a difendere i pali della porta biancorossa per la prima volta nel 2015. I “titolarissimi”. Stasera, vista la rifinitura, Pasquale Marino sembra orientato a confermare l´identica formazione che ha sbancato Bologna. Nonostante qualche piccolo acciacco fisico (in particolare per Manfredini, sempre alle prese con l´affaticamento alla coscia sinistra) e la diffida che incombe su numerosi giocatori (Cocco, Di Gennaro, Cinelli, Laverone, Petagna, oltre a Sciacca, D´Elia e Ragusa che però sono ancora indisponibili), il tecnico di Marsala pare intenzionato a schierare la formazione dei “titolarissimi”. Sembra proprio che Marino non opererà alcun ritocco fino a quando ne avrà la possibilità, rimandando eventuali valutazioni sulla tenuta atletica dei singoli alla partita che sabato pomeriggio a Pescara chiuderà il trittico settimanale. Garcia promosso. Ecco allora che davanti al portiere la coppia difensiva centrale dovrebbe essere ancora composta da Brighenti e Manfredini, con Camisa e Gentili a disposizione in caso di necessità. Sulle corsie esterne agiranno Sampirisi a destra e Garcia Tena a sinistra: il giovane mancino catalano ha ben sfruttato la sua occasione a Bologna e costituisce quindi una certezza in attesa del rientro di D´Elia, fuori causa per un paio di settimane per la piccola lesione agli adduttori della coscia destra. Gol da riscatto. Toccherà al consueto trio di centrocampo (Moretti-Di Gennaro-Cinelli) e al tridente avanzato Laverone-Cocco-Giacomelli costruire le giocate offensive per cercare i gol del riscatto: con il Lanciano c´è infatti il conto aperto del pesante 4-0 subìto all´andata, quando gli abruzzesi infierirono sui biancorossi ridotti in nove contro undici segnando le ultime due reti nei minuti finali. Un conto che il Vicenza, stasera, proverà a saldare nello scenario di un Menti ribollente d´entusiasmo dopo le ultime prestazioni della squadra.

Ore 12.50 – (Giornale di Vicenza) Far uscire dal guscio il tecnico Pasquale Marino è impresa quasi impossibile, certo qualche piccolo sorriso in più lo regala, ci scappa pure qualche battuta, ma poi finisce tutto lì. Così ieri, pur dopo la strepitosa vittoria a Bologna, alla vigilia della gara di stasera contro il Lanciano (inizio alle 20,30) l´allenatore biancorosso ha mantenuto il solito profilo basso. Quando ad esempio gli si è fatto notare che è ad un passo dal record di Mandorlini delle sette vittorie di fila, prima si è lasciato andare al più classico dei gesti scaramantici e poi ha detto: «Al di là di questo è ovvio che fa piacere, perchè più punti metti via più migliori la classifica, a prescindere che sia un record o meno. Mi sembra che il Vicenza ad esempio non vincesse da tantissimo tempo a Bologna e dunque è bello esserci riusciti». Insomma siamo ancora qui a contare i punti che mancano alla quota salvezza? «Ne mancano quattro, e comunque noi cerchiamo di vivere gara dopo gara. Certo ci fa piacere questo entusiasmo ed è pure giusto che all´esterno ci sia, però noi dobbiamo interpretare sempre al meglio le partite, senza fare tabelle e programmi». Dica la verità: quanto costa riuscire a tenere un atteggiamento come il suo, così pacato, nonostante tutto questo entusiasmo che c´è attorno a voi? «Non costa, anche perchè mi è successo altre volte: qualche campionato in carriera l´ho vinto, poi col tempo uno migliora nei comportamenti e nell´equilibrio, perchè credetemi il calcio è fatto di equilibrio in campo e fuori. La forza sta proprio in questo: nelle difficoltà e anche nei momenti belli saper mantenere un atteggiamento pacato, che non vuol dire recitare, io sono me stesso». Dunque lei questo momento lo vive con… «La giusta serenità, certo forse qualche esperienza negativa mi ha forgiato, oggi riesco a vivere tutto, appunto, con serenità ma ci tengo a sottolineare che questo è possibile perchè lavoro con un gruppo che mi gratifica non solo il giorno della gara ufficiale ma nell´attività quotidiana». In effetti è palpabile la sintonia che c´è ormai tra lei e i suoi giocatori. «L´impatto con loro è stato positivo fin da subito, i ragazzi hanno sempre svolto bene gli allenamenti e quando si fa così si ottengono anche risultati magari inaspettati». Veniamo alla gara: si rigioca subito ma sembra di capire che non ci saranno variazioni nell´undici di base. «Vediamo se hanno recuperato bene tutti come sembra». Quindi la buona condizione fisica dei suoi consente di sostenere un altro impegno a distanza ravvicinata? «Sì, non c´è problema, caso mai si vedrà a ridosso della terza gara se ci sarà più stanchezza in qualcuno». A proposito, Vigorito come sta? «Tutto a posto». Arriva il Lanciano che all´andata, quando lei non era ancora arrivato, rifilò quattro sberle al Vicenza: nonostante i giocatori siano quasi gli stessi di allora sembrano due squadre completamente diverse. «E infatti penso che i ragazzi abbiano voglia di riscattare quella sconfitta, gli stimoli ci sono per affrontare una partita che sarà difficile». Un giudizio sul Lanciano, teme qualcosa in particolare? «È squadra che si sa difendere bene e sa ripartire e attaccare con tanti uomini, non per nulla ha fatto qualcosa come 12 gol in contropiede». Quindi dovrà essere il Vicenza a scardinare la difesa del Lanciano. «Ma ultimamente è stato spesso così, però dobbiamo essere bravi ed avere la pazienza». Lei la ripete spesso questa parola: pazienza. «Si perchè a volte è più difficile giocare in modo preciso o trovare il passaggio tra queste linee strette e quindi ci si può innervosire e si cerca di forzare le giocate, ma non va bene: bisogna, appunto, avere pazienza e non frenesia». La curva Sud è esaurita anche stavolta, ma in generale sta aumentando la gente che viene allo stadio, anche questo è un grande obiettivo raggiunto. «Sì, ma bisogna mantenerlo e dunque dobbiamo cercare sempre di far divertire chi viene con prestazioni all´altezza».

Ore 12.30 – (Gazzettino) La sconfitta interna con il Brescia ha fatto saltare la panchina del Varese: esonerato Stefano Bettinelli, la società lombarda ha scelto Davide Dionigi, un passato da attaccante di Samp, Napoli e Fiorentina, e con esperienze da allenatore a Taranto, Reggio Calabria e Cremona. Il quarantunenne ha accolto la nuova avventura con grande entusiasmo ed è pronto a scommettere sulla salvezza del Varese: «Sono convinto che sia alla nostra portata, a patto di lavorare tutti assieme, staff, giocatori e pubblico». Dionigi ha poi voluto ricordare il suo predecessore: «Ci tengo a ringraziarlo per il lavoro che ha fatto, dispiace sempre prendere il posto di un collega». Il nuovo tecnico cambierà da subito il modulo: a Cittadella probabilmente vedremo il Varese già con il 3-4-3: «Mi piace parlare di impostazione a tre, perché è un modo di proporre gioco e non solo di difendersi. Preparare una partita così importante in poco più di un giorno è molto difficile. Dovremo limitarci per ora a dare dei semplici input, per i movimenti in campo ci vorrà del tempo». Nel week end anche il Modena ha cambiato allenatore: al posto di Novellino la coppia Melotti-Pavan.

Ore 12.20 – (Gazzettino) Varese, Entella e Crotone. Una in fila all’altra. Tre partite che diranno molto in chiave-salvezza perché si tratta di tre scontri diretti, avversari con gli stessi obiettivi di quelli della squadra granata. Uno alla volta: stasera al Tombolato, nel turno infrasettimanale, arriverà il Varese, fresco fresco di nuovo allenatore. E proprio il cambio del tecnico porta con sè delle incognite, come ha spiegato Claudio Foscarini nella conferenza stampa della vigilia: «Abbiamo preparato la partita in una certa maniera, conoscendo i riferimenti e il modo di giocare del Varese, ma adesso con l’arrivo di Dionigi potrebbero essere dei cambiamenti. C’è anche l’aspetto motivazionale da valutare, tutti si rimettono in gioco». Il Cittadella nel 2015 gioca meglio in trasferta che non al Tombolato. «Guardando i numeri mi sono accorto che è una costante anche per le altre squadre – prosegue Foscarini – Il fattore campo è importante, ma in casa sei chiamato a imporre il tuo gioco, ci sono movimenti diversi rispetto a quelli che fai aspettando l’avversario e non sempre è facile realizzarli». I granata hanno raccolto un punto nelle ultime due partite, ma potevano essere di più. «Il secondo tempo con il Bologna meritava maggiore fortuna, a Lanciano fossimo riusciti a portarci sul 2-0 probabilmente sarebbe stata un’altra storia. È chiaro che gli episodi fanno la differenza, dobbiamo essere più cinici e determinati in certi frangenti, più cattivi al momento di concludere». Sabato si è visto qualche giocatore in difficoltà a livello fisico: quanto ha pesato l’influenza che ha colpito il Cittadella nelle ultime due settimane? «Non saprei quantificare, ma certamente ha debilitato più di qualcuno, in tanti hanno avuto la febbre. Si è perso un po’di smalto, la brillantezza che avevamo quindici giorni fa, ma il peggio è passato». Questa mattina l’allenamento di rifinitura, che scioglierà le ultime riserve di Foscarini: «Valuterò in modo particolare le condizioni di De Leidi e Sgrigna, usciti a Lanciano per i crampi. Potrei far rifiatare qualcuno perché Varese arriva dopo appena tre giorni dall’ultimo impegno». È probabile che l’unico avvicendamento possa riguardare l’attacco: accanto all’inamovibile Stanco potrebbe esserci Gerardi, favorito su Coralli. De Leidi, con Pellizzer infortunato, farà coppia con Scaglia al centro della difesa. LE GIOVANILI. Ritorna al successo la squadra degli allievi nazionali di Lucchini che grazie ai gol di Lucon e Djibril liquida il Verona. Positiva anche la prestazione dei giovanissimi nazionali che battono 2-1 la Spal con le firme di Pasinato e Baratto. Affermazione di carattere dei giovanissimi sperimentali che hanno la meglio per 2-0 sul Vicenza (reti di Pasinato e Violato).

Ore 12.00 – (Mattino di Padova) Valgono doppio i punti in palio e doppie sono pure le incognite. Lo scontro diretto con il Varese, in cartellone al Tombolato stasera alle 20.30, orario comune a tutte le gare di questo 29º turno in serie B, non è un match qualsiasi. Vincere permetterebbe al Cittadella di portare a 6 i punti di vantaggio su una rivale diretta nella corsa alla salvezza; un eventuale risultato negativo vanificherebbe, invece, quanto di buono fatto vedere in questo girone di ritorno, inguaiando i granata. E a rendere più insidiosa la sfida c’è il cambio in panchina deciso tra sabato e domenica dalla società lombarda, che, dopo la sconfitta interna per 2-1 nel derby con il Brescia, ha esonerato Stefano Bettinelli per affidarsi a Davide Dionigi, chiamato per far risalire i suoi uomini dall’ultimo posto, al momento condiviso con Crotone e Catania. «Vincere!». «È una partita da vincere e non sarà facile riuscirvi», ha sottolineato Claudio Foscarini nella consueta conferenza-stampa della vigilia. «Il cambio alla guida tecnica dei lombardi la rende più complicata, anche perché ci aspettavamo un avversario che, dietro, gioca a quattro, mentre ora non sappiamo come si schiererà. Di sicuro Dionigi è stato preso per proporre una difesa a tre, ma ha diretto un solo allenamento e resta da capire se vorrà subito modificare certi automatismi. Poi non c’è solo l’aspetto tattico da considerare: quando arriva un nuovo allenatore, in genere cambiano le motivazioni e il livello di attenzione dei giocatori sale». Sgrigna e De Leidi da valutare. Quel che è sicuro è che il Citta inizierà la partita con il consueto “4-4-2”, anche se non sono da escludere “riadattamenti” in corso d’opera, sull’esempio di quanto accaduto nel match con il Bologna, per far fronte alla disposizione tattica di Zecchin & C. Si torna in campo ad appena tre giorni dalla trasferta di Lanciano e pure questo aspetto è da considerare. «Valuterò in che condizioni saranno i giocatori, in particolare Sgrigna e De Leidi, usciti anzitempo in Abruzzo per i crampi. Ma soltanto dopo la rifinitura di domattina (stamane, ndr) deciderò come comportarmi». Non dovessero essere al top, ad affiancare Stanco sarà uno fra Coralli e Gerardi, mentre Camigliano si sistemerà in difesa accanto a Scaglia. Il cinismo. Nel girone di ritorno sono stati raccolti 4 punti in casa e 8 in trasferta. Quasi quasi sarebbe stato meglio giocarla fuori, una sfida come questa. Foscarini raccoglie la provocazione: «Guardate che non siamo gli unici ad avere un rendimento simile! Succede perché fuori casa puoi rimanere coperto e puntare sulla ripartenze, mentre nelle gare interne devi “fare” la partita e, finché non la sblocchi, puoi trovarti in difficoltà. Noi comunque, indipendentemente dal fattore-campo, siamo cresciuti, anche se sono convinto che l’epidemia influenzale che ci ha tolto parecchi giocatori nelle scorse settimane ci abbia reso meno brillanti. Ma ne stiamo uscendo. Oggi come oggi vorrei solo vedere un pizzico di cattiveria agonistica in più, sia davanti che dietro». I biglietti. Sono ancora acquistabili nella sede in via Ca’ dai Pase 41/B, aperta dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 17. I botteghini dello stadio saranno invece in funzione a partire dalle ore 18.30.

Ore 11.40 – (Corriere del Veneto) Giocare ogni tre giorni, già di per sé, in certe circostanze può essere un problema. Se poi la squadra avversaria ha appena cambiato allenatore, come accaduto al Varese affidato a Davide Dionigi dopo il ko di sabato col Brescia, tutto diventa ancora più complicato.
Appuntamento al buio, quello che vivrà questa sera al Tombolato Claudio Foscarini, che si troverà di fronte una squadra senza diversi titolari e che tutto sembra fuorché il ritratto della salute. «Il Varese ha appena cambiato allenatore – sottolinea Foscarini – quindi ci troveremo di fronte a una situazione particolare. È una partita molto insidiosa e molto importante per noi: dobbiamo cercare di vincerla». Dionigi ha annunciato il 3-5-2 ma le certezze sono poche. Certezze che, al contrario, sono numerose in casa granata: «A Lanciano in certe letture avremmo dovuto essere più cattivi – chiude Foscarini – siamo sulla strada giusta e rispetto a 15 giorni fa abbiamo fatto progressi. Sgrigna e De Leidi sono da valutare, gli altri più o meno stanno a posto. Qualcosa comunque cambierò». Il primo svolto ieri pomeriggio ha fornito poche indicazioni e la rifinitura odierna forse dirà qualcosa in più. Anche se, mai come in questo caso, a contare saranno solo i punti.

Ore 11.20 – (Gazzettino) Nelle ultime tre gare è partito sempre titolare segnando quattro gol, complici le condizioni non ottimali di Zubin e Ferretti . Avrebbe giocato se ci fossero stati? «Chi lo sa, ma non è un problema. Ripeto, siamo una squadra composta da ottimi giocatori e le scelte spettano all’allenatore. Anche Zubin e Ferretti erano contentissimi per la vittoria, siamo un gruppo fortissimo. Se segno io loro sono contenti per me e viceversa. Siamo qui tutti per lo stesso obiettivo e dobbiamo cercare di raggiungerlo il prima possibile». Oltre a Zubin e Ferretti, domenica mancavano anche Sentinelli e Lanzotti. È stata una prova di forza anche alla luce delle assenze. «Abbiamo dimostrato che siamo venticinque giocatori ottimi. Ogni settimana ci giochiamo il posto, ma in campo uno vale l’altro. Tutti possiamo fare bene». Segnando a ripetizione come sta facendo, lei spera naturalmente di essere confermato per la prossima stagione. «Bisogna fare sempre bene per vedere cosa si può fare l’anno prossimo. Disputare la Lega Pro con il Padova sarebbe uno spettacolo, è una delle piazze più importanti. A questo punto soltanto noi possiamo perdere il campionato, il nostro obiettivo è vincere tutte le partite».

Ore 11.10 – (Gazzettino) Si può etichettare la sua esperienza biancoscudata come la più bella in carriera? «Direi di sì, ma ho passato altri momenti molto belli nei quali ho vinto qualche altro campionato. Però questo è uno dei più emozionanti e c’è una tifoseria che ti segue molto, è fantastico». Due gol in un colpo solo li aveva già segnati all’esordio con l’Union Ripa e poi con il Mori: domenica a Belluno la terza doppietta. «Cunico ha messo due cioccolatini che erano solo da trasformare in gol. Di sicuro non ho fatto tutto da solo, erano situazioni provate in allenamento. L’altro ieri non ho vinto solo io, l’ha fatto tutta la squadra. Abbiamo disputato una grande partita ed è giusto che a fine gara tutta la squadra abbia ricevuto i complimenti». Per lei ne sarà arrivato qualcuno di speciale. «I miei genitori e mia sorella mi chiamano sempre dopo la partita. Mio padre l’ha vista in internet, era contento. Mi ha detto di continuare così e di non mollare». Ha appena citato Cunico, sempre più leader della squadra. «È il capitano, ma qui ci sono tanti giocatori importanti e stiamo facendo tutti molto bene. Siamo un gruppo davvero molto unito».

Ore 11.00 – (Gazzettino) «Dopo tre anni d’inferno ho trovato il paradiso». È al settimo cielo Salvatore “Savio” Amirante, protagonista con una doppietta (terza in biancoscudato) della vittoria sul Belluno. Arrivato come colpo “last minute” nel mercato di riparazione, ha già messo a segno 8 sigilli. Anche se il suo totale stagionale ha raggiunto quota 14 considerando i sei centri in dieci gare con la Lavagnese (serie D ligure) prima appunto di approdare all’ombra del Santo. «Sono felicissimo. Sta andando tutto bene e sono contento di dare una mano alla squadra a suon di gol». Tre anni d’inferno, diceva l’attaccante. Riferimento al calvario per il lungo infortunio al ginocchio subìto quando era al Savona. «Avevano sbagliato l’operazione, è stato uno dei periodi più brutti della mia vita, adesso mi sto rifacendo. Con gli interessi? Penso di no, anche perché è difficile recuperare tre anni persi. Però sono felice di come sta andando».

Ore 10.50 – (Gazzettino) L’obiettivo è chiaro: stare sempre sul pezzo. Ecco spiegata la cena di ieri sera alla quale hanno partecipato giocatori, staff tecnico e dirigenti. Questo pomeriggio all’Appiani la ripresa degli allenamenti in vista della sfida di domenica all’Euganeo con l’Arzignano Chiampo.

Ore 10.30 – (Mattino di Padova, editoriale di Stefano Edel dal titolo “Sta’ a vedere che pure stavolta sarà la provincia a muoversi”) E parliamo di “colleghi” imprenditori che vivono e hanno interessi ben radicati nella nostra città, e che all’Euganeo vengono spesso o in alcune occasioni speciali, perché il Biancoscudo, piaccia o no, esercita una forza attrattiva impareggiabile. La frase “Vai avanti tu che io poi…” calza a pennello per spiegare come si ragiona oggi ai massimi livelli industriali padovani, dove l’altro comandamento sacro è “esserci, ma non apparire”. Un classico, appunto. E allora, che scenari ipotizzare? Semplice: sarà ancora la provincia, se non addirittura la regione, intesa come partecipazione di soggetti da fuori Padova, a darci la misura della voglia di impegnarsi a dare una mano a questo club che merita di ritornare là dove si trovava, prima di incappare nella sciagurata gestione Penocchio, con la complicità dell’ex patron Cestaro. Perché propendiamo per tale scenario? Perché Bergamin e Bonetto, gente seria, capace e credibile, non vendono fumo, come loro stessi dichiarano orgogliosamente, e hanno sicuramente più appeal fuori dalle mura cittadine che al loro interno. Parliamo della provincia solida, laboriosa e con poca puzza sotto il naso che di lezioni, alla Padova un po’ boriosa e diffidente, sul piano sportivo ne ha impartite parecchie sia nel secolo scorso che all’inizio del Terzo Millennio. Lieti di essere smentiti se accadrà il contrario, ma qui si continua a chiacchierare tanto e a fare poco. Come un disco rotto, che suona sempre la stessa musica. E che alla fine stanca tutti.

Ore 10.20 – (Mattino di Padova, editoriale di Stefano Edel dal titolo “Sta’ a vedere che pure stavolta sarà la provincia a muoversi”) Interessante l’intervista che domenica sera Giuseppe Bergamin ha rilasciato a Cafè 24, spaziando un po’ su tutti i temi del momento per quanto riguarda il Padova. Su un punto però, a precisa domanda, il presidente si è morso… la lingua e ha risposto diplomaticamente, ed è stato quando gli è stato chiesto quali risultati abbia prodotto l’appello lanciato insieme al socio Roberto Bonetto per raccogliere adesioni al progetto biancoscudato da parte dell’imprenditoria locale, visto e considerato che, se non accadrà il finimondo, la società, al suo primo anno di vita, taglierà il traguardo del salto tra i professionisti, risultato eccellente per un club costretto a partire da zero, su tutto, settore giovanile compreso. Il punto è proprio questo, delicato quanto si vuole ma pur sempre emblematico di una certa “mentalità” che serpeggia all’interno del mondo imprenditoriale di casa nostra: impegnarsi poco o nulla per lo sport in genere, e a maggior ragione per il calcio nella sua massima espressione. Bergamin dice di voler aspettare le prossime settimane, in realtà nessuno, dicasi nessuno, lo ha sin qui contattato.

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) «Non abbiamo mai voluto vendere fumo, non stiamo facendo nulla di straordinario, ma solo quello che ci porta a fare la nostra passione per questi colori. La scorsa estate ero molto dispiaciuto e non potevo immaginare che a Padova sparisse una squadra di calcio per cui tifare. Man mano che passava il tempo, si capiva che bisognava prendere il coraggio e fare qualcosa, perché altrimenti non c’erano sbocchi alla situazione che si era creata. Ora mi auguro che il futuro possa essere altrettanto roseo e divertente». Da mesi, tuttavia, avete lanciato un appello per coinvolgere nuovi imprenditori. Quali sono le risposte? «Il nostro messaggio è stato recepito, stiamo aspettando delle risposte. Vedremo se ci saranno nelle prossime settimane. Non abbiamo mai fatto il passo più lungo della gamba e vogliamo continuare a non farlo. Poter sostenere un piano significa anche avere risorse economiche che permettano di fare un progetto più ambizioso, se ce ne fosse la possibilità». A proposito di passo più lungo della gamba, che cosa pensa del “caso Parma”? «È difficile dare un giudizio su società che fanno girare milioni di euro. Tuttavia credo che queste cose succedano perché o c’è scarso controllo o non ci sono gli strumenti adeguati a controllare i club».

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) «Non ha mai sofferto perché ha l’intelligenza di essere preparato e umile, oltre che molto dotato tecnicamente. E ha un sorriso che rimane sempre stampato di fronte a tutte le situazioni». L’uomo del momento, tuttavia, si chiama Savio Amirante e il presidente ha regalato parole dolci anche per il cannoniere capace di segnare 8 gol in 7 partite disputate con la maglia del Padova. «Bravissimo giocatore e professionista serio. Si è ambientato velocemente in questa squadra e nella società. Dobbiamo volergli bene, perché contiamo su di lui anche per il futuro». Bergamin, nonostante il vantaggio di dieci punti a dieci giornate dal termine sia rassicurante, invita tutti a non alzare già le braccia. E a questo proposito la prestazione di Belluno l’ha confortato. «Dobbiamo fare il nostro cammino indipendentemente dagli altri e la vittoria contro la terza in classifica è stata frutto di una prova intelligente. Abbiamo dimostrato che la concentrazione è rimasta ad alto livello, e così dev’essere da qui alla fine. D’ora in poi conterà più la testa che la parte atletica e sin qui abbiamo dimostrato di star bene anche psicologicamente». Se c’è una cosa che ha contraddistinto il cammino della società, da quando è nata, sono i tanti ringraziamenti e attestati di stima arrivati nei confronti dei due soci Bergamin e Bonetto. «Non sono assolutamente pentito della scelta fatta perché mi sto divertendo un mondo».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) «Carmine Parlato professionalmente ha dei meriti da categoria superiore e viene naturale e logico pensare che chi stia facendo bene vada confermato anche l’anno prossimo. Per questo vogliamo tenerci stretto il più forte possibile il nostro mister anche in futuro». Parole e musica del presidente Giuseppe Bergamin, che dopo la vittoria d’autorità contro il Belluno, che ha confermato il primo posto in classifica del Padova con 10 punti di vantaggio sull’Altovicentino, ha posto un primo importante tassello per l’anno prossimo. Parlato è il fattore in più di questa squadra ed è da lui che si vuole ripartire anche (una volta arrivatici) in Lega Pro. Il numero uno biancoscudato è stato ospite domenica sera della trasmissione “D-day” su Cafè 24, dove ha spaziato su tanti temi, lasciandosi andare anche a qualche gustosa curiosità. Come quando gli è stato chiesto quale fosse il suo giocatore preferito e quello che lo avesse sorpreso di più. «Il giocatore, sia come uomo che come professionista, che ha in mano questa squadra è Cunico», la risposta. «Non solo per le doti tecniche ma soprattutto per il carisma che ha nello spogliatoio, in campo e fuori. È il personaggio che più rappresenta questo gruppo. Mi ha sorpreso, invece, Aperi, che ha dimostrato di essere sempre pronto, bravo e generoso sia quando ha giocato che quando è stato fuori».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) In tutte le altre classifiche, Cunico e compagni primeggiano in maniera assoluta: prima squadra per numero di punti fatti in casa (29 sui 33 a disposizione, unica compagine imbattuta tra le mura amiche), prima anche per numero di punti raccolti lontano dall’Euganeo (ben 30, contro i 24 messi insieme dagli uomini di Dalle Rive), la capolista è quella che ha sin qui raccolto più vittorie di tutti, meno pareggi e meno sconfitte. Una marcia spaventosa. Ripresa e festa. Il Padova non intende certo fermarsi qui. Oggi, alle 14.30, si ritroverà all’Appiani per cominciare la preparazione in vista della partita interna con l’Union Arzignanochiampo. Parlato recupererà Sentinelli, ma dovrà verificare le condizioni dei tanti assenti di domenica scorsa: escluso il recupero di Ferretti, si cercherà di rimettere in piedi Zubin e si valuteranno le condizioni di Lanzotti e Nichele. Intanto, questa sera alle 20, al ristorante “Al Bosco” di Cervarese andrà in scena la festa del club Amissi Biancoscudati, alla quale presenzieranno Ilari, Thomassen e Dionisi, accompagnati dal presidente Bergamin.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Ormai i numeri cominciano a dare indicazioni precise: che si guardino le statistiche in casa, in trasferta o nel loro complesso, il Padova si è messo tutti alle spalle. La squadra di Parlato, con le ultime sei vittorie consecutive, oltre a balzare a dieci lunghezze di vantaggio sulla prima diretta inseguitrice, l’Altovicentino, è balzata in testa a tutte le speciali classifiche della stagione. Meno una: quella dei gol subìti. Numeri da capogiro. I Biancoscudati sono ormai una macchina quasi inarrestabile, capace di raccogliere quasi 2,5 punti a partita. Di gran lunga primi in campionato, rimangono quelli che hanno segnato di più, ben 56 volte, alla media spaventosa di 2,3 gol a partita: il secondo attacco, quello dell’Altovicentino, è distante anni-luce, dal momento che ha messo insieme “solo” 44 reti. E se in passato la difesa si era rivelata un po’ troppo “ballerina”, arrivando ad essere anche la quinta o sesta del girone, nelle ultime due gare ha corretto il tiro e mantenuto la porta inviolata, balzando al secondo posto di questa speciale graduatoria: con 24 reti incassate, ormai il Padova ha davanti a sè solo la Sacilese, ferma a 20.

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) Per regolamento i contratti di tutta la rosa, se la squadra dovesse riuscire a spuntarla sull’AltoVicentino, dovranno essere ridiscussi e sottoscritti nuovamente, visto che il salto di categoria comporta anche il cambio di status da dilettanti a professionisti. E, giusto per rimanere in tema, Davide Mazzocco potrebbe svincolarsi dal Parma in caso di fallimento del club ducale: a quel punto si potrebbe metterlo sotto contratto a parametro zero, sempre che altre società non abbiano già fatto lo stesso pensiero. Anche in questo caso esiste una sorta di «priorità» al Padova, che però non significa certezza. E ci sarebbero richieste per Salvatore Amirante, già 7 gol e una media realizzativa impressionante. Quella di domenica contro il Belluno è la terza doppietta. «Dopo tre anni infernali sto tornando a giocare — spiega l’attaccante — a divertirmi e fare gol. Sono venuto a Padova proprio per provare queste emozioni bellissime. Mancano dieci battaglie, io penso a vincere il campionato, se poi arrivo in doppia cifra meglio. La doppietta? La dedico a mia madre Anna». Quanto alla società, il presidente Giuseppe Bergamin chiude a Rino Dalle Rive: «Cerchiamo aiuti, non primedonne. Non è la persona giusta». Eppure l’imprenditore vicentino ha in mente qualcosa a fine stagione. Staremo a vedere cosa.

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) Peccato solo per quel gol al 95’ dell’AltoVicentino, che ha un po’ rovinato la festa. E che fa dire a Diego Zanin che «non molleremo fino alla fine, eravamo in un momento difficile e per il primo posto lotteremo fino a quando ce ne sarà la possibilità». Giusto così. Per il resto il Padova va che è un piacere, vola verso la Lega Pro, batte pure il Belluno e spicca il volo, con tanti vantaggi da calendario: il maggior numero di partite in casa ancora da disputare, lo scontro diretto all’ultima giornata all’Euganeo, l’inerzia della stagione che pende dalla parte biancoscudata, la primavera in arrivo che favorisce le squadre più tecniche, le capacità innegabili di Carmine Parlato. Il quale rinvia ogni discorso sul rinnovo del contratto a fine stagione: «Ne parleremo una volta che il campionato sarà terminato – spiega il tecnico – adesso dobbiamo solo pedalare e conquistare il traguardo che ci siamo prefissati. Per tutto il resto ci sarà tempo». Le sirene per Parlato non mancano, radio-mercato sussurra che sarebbero già tre i club di Lega Pro pronti a presentare un’offerta all’allenatore campano. Il quale, però, darà la precedenza al Padova, fermo restando che i programmi, in caso di promozione, dovranno essere per forza di cose condivisi.

Ore 08.38 – Serie D girone C, il prossimo turno (venticinquesima giornata, domenica 8 marzo ore 14.30): AltoVicentino-Montebelluna, Clodiense-Mezzocorona, Dro-Fontanafredda, Giorgione-Belluno, Kras Repen-Union Pro, Legnago-Mori Santo Stefano, Padova-ArziChiampo, Sacilese-Tamai, Union Ripa La Fenadora-Triestina

Ore 08.36 – Serie D girone C, la classifica aggiornata: Padova 59, AltoVicentino 49, Belluno e Sacilese 43, Clodiense 41, ArziChiampo 37, Montebelluna 36, Union Pro 33, Fontanafredda, Tamai e Union Ripa La Fenadora 31, Giorgione 29, Legnago 26, Kras Repen 25, Triestina 24, Dro 22, Mezzocorona 12, Mori Santo Stefano 11.

Ore 08.34 – Serie D girone C, i risultati della ventiquattresima giornata: Arzichiampo-Clodiense 1-3, Belluno-Padova 0-2, Fontanafredda-Legnago 2-3, Mezzocorona-Dro 1-1, Montebelluna-Union Ripa La Fenadora 0-0, Mori S. Stefano-Sacilese 0-2, Tamai-Kras Repen 1-2, Triestina-Giorgione 4-2, Union Pro-AltoVicentino 0-1

Ore 08.32 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.30 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Box Uomo, Maglietteveloci.it, Studio Pignatelli Netstore, InterBrau Birra Antoniana, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 2 marzo: giorno di riposo per i Biancoscudati dopo la vittoria esterna col Belluno.

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