Live 24! Padova-ArziChiampo, -2: continua la tradizione del venerdì di riposo per i Biancoscudati


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Ore 21.30 – Tutti insieme appassionatamente. In vista della trasferta più suggestiva del campionato la Tribuna Fattori chiama a raccolta la frangia più calorosa del tifo biancoscudato: per la sfida con la Triestina, infatti, gli ultras si muoveranno in pullman. Questo il messaggio apparso sulla pagina ufficiale della Tribuna Fattori su Facebook: “TUTTI A TRIESTE!!! La Tribuna Fattori organizza la trasferta a Trieste di domenica 15 marzo in pullman. Euro 10 solo viaggio. ISCRIZIONI DOMENICA DOPO LA PARTITA IN FAVELAS”.

Ore 20.50 – (L’Arena) Adriano aveva promesso gol per la salvezza, ha cominciato con una doppietta. Dal più nero pessimismo a una ventata di ottimismo. I tifosi biancazzurri dopo la doppietta realizzata in due minuti del brasiliano Adriano a un quarto d’ora dal termine a Fontanafredda che ha permesso al team di Orecchia prima di agganciare sul due a duei rossoneri friulani e poi di vincere per tre a due grazie all’incornata gol del difensore Gona ha rasserenato i tifosi che adesso pensano alla salvezza diretta, ora a tre punti. «I gol Adriano li ha sempre fatti – dicono -. A Fontanafredda Adriano ha realizzato due reti da vero bomber, il primo con una bella girata, il secondo con un colpo di testa piazzato con sapienza». In un’intervista di febbraio Adriano dichiarava che rispettava le critiche, ma che sarebbero arrivati tempi propizi perchè prima o poi la fortuna sarebbe cambiata. Adriano è una prima punta, un rapinatore d’area che privilegia i cross. Adriano Bernandes Da Silva Rodriguez nato a Ourilandia il 18 gennaio 1986 vanta nel 2009 6 presenze in C2 con la Sangiustese, 34 presenze e 15 gol in D con il Chioggia 2010-2011. Nella stagione successiva a Porto Tolle non ha mai giocato per un dolore per troppa cartilagine al ginocchio sinistro. Operato a Bologna al ginocchio nel 2012 – 2013 ha militato nella Sacilese con mister Parlato – ora a Padova – realizzando 16 gol in 30 gare. Nel campionato 2013-2014 a Porto Tolle ha giocato solo un’amichevole con l’Este e si è fratturato il perone. In estate è stato ingaggiato dal Legnago e ha avuto infortuni muscolari alla gamba, ora scomparsi. Cinque i gol realizzati finora da Adriano in biancazzurro, 1 in Coppa Italia e quattro in campionato.Domenica scorsa nella bassa classifica il Mori ultimo in classifica con 11 punti e prossimo avversario del Legnago ha perso in casa con la Sacilese del nuovo mister Marchetto, il Mezzocorona penultimo con 12 punti ha pareggiato in casa con il Dro (22 punti), mentre il sempre più sorprendente Kras Repen (25 punti) ha vinto a Tamai (2 a 1). La Triestina (24 punti) ha battuto 4-2 il Giorgione che sotto di 3 gol (doppietta di Manzo al 27′ e 29′ pt e Rocco al 22 st) si era portato sul 3 a 2 ( rigore di Vigo al 27’st e gol di Mattioli al 30’st ) ed ha subito al 43′ st il quarto gol firmato da Militevic. Il Legnago (26 punti) sempre in zona play out con il colpaccio di Fontanafredda (3-2) è ora a tre punti dalla zona salvezza occupata dal Giorgione (29 punti) Il livello di quota 40 punti viene considerato dagli esperti come garanzia di salvezza. Domenica il Legnago ospita al «Sandrini» la cenerentola Mori, matricola trentina ultima in classifica con 11 punti e con la peggior difesa del campionato (52 reti subite). In trasferta in 11 gare ben 10 ko e un solo pari a Mezzocorona. Indispensabile la vittoria dei biancazzurri per guadagnar punti sul Giorgione che non dovrebbe aver vita facile ospitando il Belluno. Nell’andata il Legnago vinse a Mori con un gol di Fioretti.

Ore 20.20 – (La Nuova Venezia) La Clodiense non sfigura al cospetto dell’Udinese, nell’amichevole disputata ieri al centro sportivo Bruseschi, vicino allo stadio “Friuli”. Alla fine i bianconeri di Stramaccioni si sono imposti per 4-0, ma i granata, specialmente nella prima mezzora, hanno tenuto testa al più quotato avversario. La prima parata è del portiere friulano Scuffet, chiamato in causa da un gran tiro di Mazzetto. A sbloccare la gara ci ha pensato comunque Thereau al 34’, mentre il raddoppio al 39’ lo firma Geijo su assist di Widmer. Guilherme, su punizione al 42’, chiude il tempo sul 3-0. Molti i cambi nella ripresa e gol capolavoro di Kone al 37’ che fissa il 4-0. Udinese-Clodiense 4-0 Udinese (1º tempo): Scuffet, Heurtaux (17’Coppolaro), Danilo,Bubnijc, Widmer, Badu, Guilherme, Fernandes, Gabriel Silva, Zapata (24’ Geijo), Thereau. Secondo tempo: Karnezis, Danilo (18’ Jadson), Bochniewicz, Coppolaro (32’ Zapata), Allan, Hallberg, Pinzi, Kone, Pasquale, Aguirre, Perica. All. Stramaccioni. Clodiense: Okroglic (1’ st L.Tiozzo), Boscolo Nata (1’ st Chiozzotto), Moretto, F. Tiozzo (10’ st Cigna), Pitteri (1’ st Boscolo Berto), Casagrande (1’ st Olivieri), Mazzetto (1’ st Pelizzer), Carlucci (10’ st Boscolo Gnolo), Santi (40’ st Ruocco), Siega (1’ st Mastroianni), Boscolo Gioachina. All. Pagan. Reti: pt. 34’ Thereau, 39’ Geijo, 42’Guilherme; st. 37’ Kone.

Ore 19.50 – (Il Piccolo) La Triestina domenica a Pedavena ha non solo la possibilità di continuare il suo momento positivo, ma anche la ghiotta occasione per risucchiare un’altra squadra nel pieno del calderone salvezza. L’Union Ripa La Fenadora, infatti, oltre a un momento di piena crisi di risultati, sta vivendo una fase particolarmente turbolenta. Dopo il pareggio di domenica scorsa a Montebelluna per 0-0, la dirigenza aveva preso la decisione di esonerare l’allenatore Massimiliano Parteli: a parte i risultati negativi, c’era anche la sensazione che il tecnico non avesse più in mano il gruppo, accentuata da un battibecco tra lo stesso mister e alcuni giocatori. La società aveva deciso di affidare la squadra a Renato Lauria, tecnico della formazione Juniores e responsabile del settore giovanile. Ma il giorno dopo i giocatori hanno chiesto alla società di rivedere la decisione: dopo un lungo faccia a faccia tra dirigenti e squadra, c’è stato quindi il reintegro di Parteli. Una discussione che però sembra aver lasciato qualche strascico, visto che all’allenamento seguente non ha preso parte Sandro Andreolla, l’attaccante che nella sua lunga carriera ha militato anche nelle file di Pordenone e Itala San Marco. Di certo Andreolla non ci sarà con la Triestina, ufficialmente per un problema fisico, ma per lui potrebbe profilarsi un divorzio con la squadra veneta. Union Ripa dunque in ulteriore difficoltà nel settore offensivo, dove mancherà già lo squalificato Brotto, autore finora di ben 9 reti. E a proposito di attacco, i veneti nel mercato di dicembre hanno già perso Moresco: ecco, proprio da quella parentesi di mercato sono iniziati i guai per l’Union Ripa, che aveva disputato un ottimo girone di andata chiuso a 29 punti. Moresco non stava facendo sfracelli, ma con lui Brotto si trovava molto bene, tanto che dopo l’addio dell’ex compagno di squadra si è inceppato, andando a segno solamente una volta. Ma è pesata molto anche la partenza in difesa del terzino sinistro Salvadori, che si è trasferito al Padova. E proprio nel reparto arretrato l’Union Ripa contro la Triestina sarà priva anche di Pellizzer, squalificato. Oltre all’indebolimento sul mercato, pare che anche alcune dichiarazioni di Parteli dopo la partita con il Dro abbiano portato malumori e acceso gli animi. Tutti questi fattori spiegano insomma i soli 2 punti ottenuti nelle 7 partite del girone di ritorno. E ora che c’è questo presunto ricompattamento dei giocatori con il loro mister, neppure loro hanno più alibi: che tipo di reazione avrà la squadra? La Triestina, da par suo, deve sfruttare la situazione: ridurre il distacco dai rivali da 7 a 4 punti, significa avere un’ulteriore squadra a portata di mano, sulla quale fare la corsa per la salvezza diretta.

Ore 19.20 – (Gazzettino, edizione di Belluno) «A giorni torno ad allenarmi con il gruppo, ma sono sempre un giocatore dell’Union». Sandro Andreolla liquida così le voci che lo volevano in uscita dal Ripa, a causa di una frattura insanabile con Max Parteli, l’allenatore prima esonerato e poi reintegrato in 48 ore, e forse anche con buona parte dei compagni di squadra. La questione però non sembra poter essere circoscritta in una risposta telegrafica. Oltre la quale, peraltro, il bomber trevigiano non vuole (può?) andare. «Parlatene con il direttore sportivo, io mi sto allenando in palestra perché ho un problema (non nuovo per me) alla caviglia, un’infiammazione che va monitorata. Domenica non potrò essere a disposizione…». Il ds Faoro è criptico, fa capire qualcosa, ma sostanzialmente preferisce eludere il problema fondamentale dei rapporti interni. «Non c’è stato alcun chiarimento con Andreolla», dice il dirigente neroverde. La situazione di Andreolla è stata messa da molti in relazione a divisioni interne allo spogliatoio. «Andreolla ha un’infiammazione alla caviglia…». Questa non è una risposta però. Ma l’argomento dello spogliatoio spaccato non può proprio essere toccato? «Non è che non si possa. Non si deve affrontare. Pensiamo solo alla partita della Triestina». Ma vi rendete conto che eludendo la questione non fate che alimentare le voci sulla divisione tra giocatori favorevoli e contrari a Parteli? «Noi ci concentriamo sulla prossima partita». Che non sarà semplice, non tanto per il blasone della Triestina, quanto per il fatto che gli alabardati si presenteranno al Boscherai forti di un cammino che, nel 2015, solo la Clodiense può vantare. Una squadra imbattuta nell’anno nuovo, finalmente capace di giocare, segnare, convincere e vincere. Terz’ultima a quota 21 in 23 partite, a -9 dal Ripa, undicesimo in classifica, la Triestina si porterà dietro anche qualche centinaio di tifosi. Le biglietterie dell’impianto saranno aperte un’ora prima dell’inizio della sfida, quindi alle 13.30; prezzo unico del tagliando, 10 euro. Max Parteli non avrà a disposizione Andreolla (difficile capire, alla fine, se il motivo sia che Sandro ormai è un separato in casa, oppure se tutto dipenda veramente solo dall’infortunio) e gli squalificati Pellizzer e Brotto.

Ore 19.00 – (Corriere delle Alpi) Infortunio “diplomatico” per Andreolla? La società ha comunicato che l’attaccante non giocherà domenica a causa di un problema alla caviglia. Ma la sensazione è che possa essere una mossa diplomatica dopo la rottura di Sandro Andreolla con una grossa parte dello spogliatoio. Lo stesso gruppo che ha chiesto il ritorno di Parteli in panchina avrebbe chiesto l’allontanamento di Andreolla dal gruppo. Il giallo resta e probabilmente bisognerà aspettare qualche settimana per averne la conferma, quando il mister diramerà la lista dei convocati e dei titolari per le prossime partite. Intanto l’Union è tornata al lavoro dopo il trambusto di questi giorni con l’esonero e il reintegro dopo 48 ore di Max Parteli. Domenica i neroverdi affronteranno la Triestina in una gara decisiva per mettersi alle spalle il momento no. Capitolo Andreolla. Aldilà delle motivazioni fisiche («non sta bene, si sta curando il piede, anche domenica scorsa non ha giocato, entrando negli ultimi minuti e non ha partecipato all’allenamento sul campo perché sta seguendo un programma in palestra»), Andreolla e la società stanno cercando la soluzione migliore per tutto l’ambiente. Il bomber in estate se ne andrà. La società. «Non c’è nessun caso». Il Ripa Fenadora smentisce: «Andreolla ha un problema al piede da verificare ed è in fase di cura differenziata dal punto di vista fisico», assicura il presidente Nicola Giusti, che ha aggiunto come anche ieri il bomber abbia svolto un lavoro di recupero in palestra: «Ha un’infiammazione a una caviglia che lo terrà fuori anche domenica. Non avevo nessun incontro in programma con lui e sono rimasto sorpreso da tutte queste chiacchiere che stanno girando. Nella riunione di martedì tra dirigenti e squadra sono emerse una serie di dinamiche che rimangono nell’intimità dello spogliatoio. Quello che poi è uscito probabilmente sta creando più confusione di quella che già c’è. Non c’è sotto niente, se non un infortunio maledetto. Spero che arrivi in fretta domenica, così si affrontano temi tecnico-tattici e nient’altro». Emergenza. Assenti per squalifica Brotto in attacco e il terzino Pellizzer. Out Andreolla, è in dubbio Ponik per un guaio a un ginocchio, che si è gonfiato. Cibin è reduce dall’influenza. Qui Boscherai. L’obiettivo è il ritorno alla vittoria, che anche in casa manca da un po’ di tempo: «Speriamo ci sia un’inversione di tendenza, con un cambio di rotta rispetto all’ultimo periodo», afferma il presidente. «C’è una tensione abbastanza alta, abbiamo sottoposto la squadra a un corposo elettroshock e vediamo quale sarà la risposta del campo. Penso ci sia grande curiosità da parte di tutti». La Triestina. Alla partita di domenica a Pedavena è atteso un corposo seguito di tifosi della Triestina, che è reduce da otto risultati consecutivi ed è in ottima forma.

Ore 18.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Sacilese – Tamai, derby del malessere al XXV Aprile. Rondine a primavera non può essere la vittoria biancorossa sul Mori ultimo. Il ko casalingo con il Kras è l’episodio più recente delle presunte furie. TERZI TERZINI – Dietro Padova (59 punti) e Altovicentino (49) c’è la Sacilese (43, come Belluno). La difesa del piazzamento è l’obiettivo nel club della famiglia Presotto. Per capire l’abbandono di Mauro Zironelli si consideri anche questo. Probabilmente non serviva molto alla Sacilese per fare meglio: le prime due di questo campionato non sono il Pordenone e il Marano dello scorso, che finirono a 85 e 83 punti. Da non dimenticare che la Sacilese sconfisse i padovani in riva al Livenza, a fine novembre, con un ’94 (Spagnoli), due ’95 (Favaro e Grion) e due ’96 (Peressini e Biasi). Uno dei risultati copri-lacune della rosa, poi ulteriormente impoverita. Carlo Marchetto promosso dalla Juniores nazionale, supportato dal preparatore atletico Enrico Ioppi, avrà quasi scelte obbligate nel 3-4-3, con cui conduceva pure i ragazzi. In questo clima fa sorridere una curiosità. La nuova muta di maglie indossata dalla Sacilese, sovvenzionata dai giocatori stessi, è talmente personalizzata che i vari numeri hanno taglie diverse. Sarà impossibile che Baggio prenda quello di Favret o Boscolo, viceversa anche sì. Questione di M e di XL. PIÙ OUT CHE OFF – Il Tamai è parso stanco, non scarico. Il lavoro di Corrado Gasparini, il prof che coadiuva De Agostini, è concentrato molto sulla condizione fisica. Il gioco richiesto dal mister, ora più di sempre, pretende freschezza di testa e movimenti per svoltare da una situazione che ancora non vede una vittoria nel ritorno. Il recupero più probabile, quanto a uomini, è quello di Faloppa in difesa. Resta in dubbio il portiere Peresson e il ginocchio scricchiolante di Davide Furlan non conforta. Oltre che più vicine ai playout rispetto ai playoff (5 punti contro 10), le furie potrebbero giocare con Stefano De Agostini in tribuna. Gli capitava perché allontanato dagli arbitri: ora potrebbe evitare il malessere, o lenire un trauma gara facendo.

Ore 18.10 – (Messaggero Veneto) Solitamente allegro, tutt’un tratto si fa serio e dice: «Sì, vogliamo vincere per il mister». Il giustiziere della Sacilese non ha dubbi. Nel derby di domenica, Riccardo Zambon e il Tamai puntano al successo per uscire dalla crisi e per dedicarlo a De Agostini, rimasto in sella nonostante i problemi di salute. Il bomber può avere voce in capitolo sul successo, non solo perché torna dopo la squalifica. I due successi stagionali sui “cugini”, difatti, portano la sua firma: prima la rete nello 0-1 di coppa Italia, poi quella del 2-1 in campionato. «L’ultima è stata contestata, la Sacilese reclamava un mio fuorigioco che le immagini hanno dimostrato non esserci – puntualizza subito Zambon –. Era una rete importante, che adesso fa parte del passato: bisogna pensare al presente e a vincere, che ne abbiamo bisogno. Più del mio gol sono importanti i tre punti». Il fatto che lui, ex di turno peraltro, quando vede la Sacilese si esalta, passa in secondo piano. C’è da rilanciare la squadra e dare una soddisfazione al tecnico, costretto a lasciare la panchina per un malore in sei degli ultimi sette match. «I problemi ci sono – ammette Zambon – ma noi siamo con il mister. A volte manca, alla domenica, ma ci allena benissimo durante la settimana e sappiamo sempre cosa fare. Siamo noi, ora, che dobbiamo lavorare più sodo per regalargli una soddisfazione». Squadra attorno al tecnico, non ci sono dubbi: le soddisfazioni personali, il traguardo dei 10 gol centrabile già domenica, non riguardano Zambon. «Sarà dura però fare risultato – avverte l’attaccante –: la Sacilese è un’ottima squadra, che pare non aver subito contraccolpi dopo il cambio di allenatore (Marchetto per il dimissionario Zironelli, ndr). Dovremmo fare una grande prestazione per vincere». Il momento dice che i liventini sono favoriti, la storia parla per il Tamai. Perché, oltre alle due vittorie di quest’anno, si ricordano il successo di settembre 2011, quando la squadra superò i cugini al debutto di Parlato (2-1 il finale) e il blitz del 2008. Fu un 2-3 epico. Guarda caso, in panchina nella Sacilese sedeva proprio De Agostini. Che dopo quel ko trovò la forza di guardare in faccia i suoi: fu la mossa decisiva. Quel team andò poi a vincere il campionato, ottenendo la promozione in C2. Corsi e ricorsi storici, che sono poi il sale e il bello del calcio. Ora c’è un presente da scrivere e un futuro con altre tinte da raccontare: il Tamai si stringe attorno al suo allenatore e vuole uscire dalla crisi. Un’impresa al XXV aprile è il miglior modo per ripartire.

Ore 17.40 – (Gazzettino, edizione di Belluno) Recuperare gli acciaccati: più che una speranza, un imperativo categorico in casa Belluno. Perché già la rosa non abbonda di petali, se in più si aggiungono i sicuri forfait di Ruben D’Incà (fuori fino al termine del campionato, dopo l’operazione al ginocchio), Masoch e Paoletti, allora si può facilmente comprendere quanto sia importante avere il resto del gruppo a disposizione. Per questo, ieri mister Roberto Vecchiato ha concesso una giornata di stacco a buona parte del gruppo, preferendo invece concentrarsi su tre osservati speciali, ai quali è stato riservato un particolare trattamento: il trio in questione è quello formato dal metronomo Bertagno e da due esterni di fascia sinistra come Pellicanò e Mosca. In realtà, nessuno di loro è in dubbio per la trasferta di domenica, a Castelfranco Veneto, contro il Giorgione, ma i rispettivi problemini che si portano dietro già da un po’ meritano un occhio di riguardo. E la massima cautela. In ogni caso, il Belluno si allenerà a ranghi completi anche sabato, giorno di vigilia della trasferta a Castelfranco: il Giorgione ha bisogno di punti, essendo dodicesimo a quota 29 punti, 14 in meno dei gialloblù, terzi in classifica.

Ore 17.20 – (Corriere delle Alpi) La diagnosi di Masoch non è ancora chiara. Gli esami medici a cui è stato sottoposto il giocatore hanno escluso fratture, ma ancora non ci sono ancora certezze sulle condizioni del centrocampista agordino. Potrebbe trattarsi di una tendinite, oppure di una lesione del legamento, ma si potrà avere un quadro più chiaro solamente nei prossimi giorni. I tempi di recupero potrebbero aggirarsi intorno ai 20-30 giorni, contando che ne sono già passati quindici il giocatore potrebbe tornare tra due settimane, come preventivato nei giorni scorsi. Ieri la squadra gialloblù non si è allenata, gli unici a lavorare di propria iniziativa sono stati Stefano Mosca, Simone Corbanese, Sebastiano Sommacal, Simone Bertagno, Marco Duravia e Paolo Pellicanò. Tutto il gruppo farà una seduta questo pomeriggio e una di rifinitura domani mattina.

Ore 16.50 – (Giornale di Vicenza) Grazie alla squadra guidata dal patron Rino Dalle Rive, lo stadio dei Fiori è tornato al centro delle domeniche cittadine, con le strade chiuse per garantire la sicurezza e le coreografie della tifoseria organizzata. Le luci della ribalta hanno messo però in evidenza gli acciacchi di una struttura vecchia e sottoutilizzata da tempo. Per rimetterla a nuovo serve un milione di euro, qualche spicciolo in meno. L´incartamento con un progetto preliminare da 998 mila euro è stato presentato in Regione per chiedere un finanziamento del 60%, circa 590 mila euro. I soldi rientrerebbero nel programma attuativo regionale “Fondi di sviluppo e coesione per edifici di particolare pregio architettonico o con specifica valenza culturale”. Gli interventi porterebbero la capienza complessiva dell´impianto di viale Carducci a 4.200 posti dai circa 2 mila attuali aggiungendo ai 2 mila 200 posti della tribuna Ovest già utilizzata, gli altri 2 mila della Est che sarebbe rimessa in funzione, anche perché «è uno dei pochi edifici della Città sociale in disuso», come spiega l´assessore alla programmazione e all´edilizia privata, Michele Cocco. Oltre a questo, la Est sarebbe modificata, specialmente vicino agli accessi, con la creazione di un ufficio, spogliatoi e servizi igienici per i gestori dell´impianto e di wc anche per il pubblico. Infine, ci sarebbe bisogno di nuove uscite di sicurezza. Gli interventi sulla Ovest riguarderebbero l´illuminazione esterna ed è proprio l´area fuori dal campo a richiedere un consistente intervento di maquillage, con riqualificazione di intonaco che sta cadendo, idropulitura e trattamento anti-alga ed una tinteggiatura che riporti agli antichi fasti lo stadio. Come detto, il progetto vale circa un milione di euro e la Regione potrebbe metterne 600 mila. Chi metterebbe i restanti 400 mila euro? L´amministrazione comunale non si sobbarcherebbe tutta la cifra, ma potrebbe esserci un accordo di massima tra il municipio e la società che prenderà in gestione la struttura. Sarà ancora l´Alto Vicentino?

Ore 16.30 – (Giornale di Vicenza) «Se lei mi chiede se l´anno prossimo sarò ancora al vertice dell´Alto, rispondo: non lo so». Mentre si accendono i riflettori sullo stadio dei Fiori, per il quale è pronto un progetto di ristrutturazione da 1 milione di euro, Rino Dalle Rive fa capire che il futuro del club in città è tutto da decifrare. Non dica che vuole abbandonare i valdagnesi dopo averli “sedotti” meno di un anno fa. Sono arrivato in soccorso del Trissino Valdagno, oberato dai debiti lasciati da Cenzato e con uno stadio importante, pronto per la Serie D. La mia società è una srl e dopo il mio arrivo ho detto ai dirigenti valdagnesi e trissinesi: acquistate delle quote, oppure conviviamo un anno, vediamo come va e poi entrate in società. Un anno è quasi passato e sembra il feeling ci sia. Lo credevo anch´io, ma mi sbagliavo. Ho capito che i rappresentanti dell´ex TrisVal non vogliono comprare proprio alcunché e questo mi ha deluso. Ha un tono sfiduciato. Solo un pazzo vuole rimanere da solo in tempi come questi e io di certo non lo sono. Vorrei che i miei partner fossero tanto danarosi quanto ambiziosi. Sento tanti complimenti quando vado allo stadio e fanno tutti piacere, ma devo inchinarmi al “dio denaro”. Quindi niente aiuto al Comune per lo stadio e per il sintetico nel campo d´allenamento? Questo lo dice lei. Io, però, sono maranese e vorrei vedere i valdagnesi metterci un po´ di passione e di entusiasmo, oltre a qualche soldo in più. Ho parlato tante volte anche con il sindaco, persona fantastica ma potrebbe fare molto di più. Potrebbe anche ripensarci, quindi. Sono interventi che farei per gli 800 ragazzi delle giovanili, ma come ho detto prima, non da solo. Per lo stadio, poi, un 70enne come me non può pensare di prenderlo in mano 15 o 20 anni, mettendo nei guai la famiglia per un capriccio. Si dice anche di un suo interessamento per i Biancoscudati. È stato solo un pourparler. L´anno scorso mi hanno cercato, devo essere onesto, ma se devo comprare il Padova, prima prendo il mio Vicenza. Ma vale il discorso fatto per l´Alto Vicentino: voglio sette o otto persone serie al mio fianco.

Ore 16.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Venezia, c’è il deferimento: sicuro il primo punto di penalizzazione. Ieri, a quasi tre mesi dal parziale mancato rispetto della scadenza del 16 dicembre 2014, entro la quale il club arancioneroverde ha pagato gli stipendi di settembre-ottobre, ma non i necessari contributi, è stato compiuto un passo verso il primo -1 in classifica (l’ufficialità però arriverà ad aprile inoltrato) cui seguirà un secondo per l’analoga inadempienza al termine del 16 febbraio 2015. Il Procuratore federale – recita il comunicato della Federcalcio – su segnalazione della Covisoc, ha deferito alla sezione Disciplinare del Tribunale Federale nazionale il presidente Yury Korablin (indicato come legale rappresentante pro-tempore) «per non aver documentato l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di settembre-ottobre 2014, nei termini stabiliti dalla normativa». La società lagunare, deferita a sua volta a titolo di responsabilità diretta, si era già mossa preventivamente con l’obiettivo di ridurre al minimo le sanzioni. Venerdì scorso il legale Gianmaria Daminato era stato ascoltato dalla Procura federale; al conseguente deferimento di ieri seguirà un’udienza a fine marzo presso il Tribunale nazionale della Figc, mentre l’ultima parola sulla penalizzazione sarà quella del Coni, presumibilmente nella seconda metà di aprile. Tempi biblici, al solito, per la giustizia sportiva, a dir poco incongruenti con il termine della stagione regolare del campionato di Lega Pro prevista il 10 maggio. «Ci aspettavamo questo deferimento – conferma il dg Dante Scibilia – al momento non c’è nulla da commentare, aspettiamo di capire se avremo qualche carta da giocarci alla luce dei soldi (500mila euro entro metà marzo, dopo i 300mila versati un paio di settimane fa, ndr.) che il presidente ha promesso per sistemare le cose». Nell’attuale girone A di Lega Pro sono già state penalizzate per irregolarità Mantova (-3), Pavia e Pro Patria (-1), ma oltre al Venezia il deferimento ha colpito il Monza e il Novara cui gli arancioneroverdi – dopo lo 0-0 dell’altro ieri al Penzo con l’Arezzo – faranno visita domenica, all’ora di pranzo (12.30).

Ore 15.40 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Il primo deferimento è arrivato. Come da copione, dopo il mancato versamento dei contributi relativi ai mesi di settembre e ottobre, è arrivato il deferimento del Procuratore federale al Tribunale federale nazionale sezione disciplinare. Presto dunque arriverà il punto di penalizzazione e sarà il primo di due, quanto meno, visto che il Venezia ha fatto il bis con la scadenza di febbraio, relativa ai mesi di novembre e dicembre. Nelle ultime settimane erano arrivati i deferimenti per Barletta, Reggina, Savoia, Monza e Novara: ora, a seguito della segnalazione della Covisoc, Yuri Korablin, legale rappresentante della società Unione Venezia, è stato deferito per «non aver documentato agli Organi Federali competenti l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori… per le mensilità di settembre e ottobre 2014, nei termini stabiliti dalla normativa federale». La società è stata deferita per responsabilità diretta e la Disciplinare comminerà la penalizzazione, che sarà di un punto. Poi arriverà quella relativa alla scadenza di febbraio. Intanto si spera arrivino i soldi promessi da Korablin.

Ore 15.20 – (La Nuova Venezia) L’attesa è terminata. Il Venezia attendeva solo il comunicato ufficiale che è arrivato ieri mattina: la società arancioneroverde è stata deferita dal procuratore federale, su segnalazione della CoViSoc, alla sezione disciplinare del Tribunale federale nazionale “per non aver documentato agli organi federali competenti l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di settembre e ottobre 2014, nei termini stabiliti dalla normativa federale». Il deferimento ha colpito il presidente Yuri Korablin in qualità di rappresentante legale pro-tempore del club e il Venezia per responsabilità diretta. Sono trascorsi ben 81 giorni dalla scadenza non rispettata dal Venezia (e da altre società per le quali è già scattato il deferimento), con questa tempistica il secondo deferimento (per l’inadempienza del 15 febbraio) arriverà a fine aprile. Adesso la pratica passa alla sezione disciplinare del Tribunale federale nazionale. «Non ci è stata ancora comunicata la data dell’udienza», ha commentato il direttore generale Dante Scibilia, «aspettiamo di sapere quando sarà fissata». Il Venezia si vedrà tolto in classifica un punto, al rallentatore i tempi di attuazione da parte della giustizia federale. Nell’arco di nove giorni sono ben sei le società di Lega Pro deferite dal procuratore federale: Barletta e Savoia il 24 febbraio, Reggina il 25, Monza il 27 e mercoledì 4 marzo il Novara, poche ore prima della partita di Como. In base alle mancanze rilevate dalla CoViSoc, il Novara rischia dai due ai quattro punti di penalizzazione, Barletta e Monza due, Savoia e Reggina uno come il Venezia. La classifica del girone A è stata già modificata dalla Disciplinare con le penalizzazioni inflitte a Mantova (-3), Pavia e Pro Patria (-1). Oggi giornata cardine per il Monza in quanto scade la proroga concessa dal tribunale di Monza alla nuova proprietà per pagare i creditori che hanno presentato istanza ed evitare il fallimento. Una buona notizia per il Venezia arriva dal giudice sportivo in quanto il Novara domenica (inizio ore 12.30) non potrà contare sull’attaccante Pablo Gonzalez squalificato per una giornata. Nessun problema invece per Sales (sesta ammonizione), Espinal (seconda) e Giorico (prima). La classifica del girone A. Alessandria e Pavia 54, Novara 53, Bassano 49, Como 47, Feralpisalò 45, Real Vicenza 44, Alto Adige 40, Venezia e Renate 38, Arezzo 37, Torres 36, Monza 34, Mantova 33, Cremonese 32, Giana 31, Lumezzane 28, Albinoleffe 22, Pordenone 21, Pro Patria 18 (Mantova 3 punti di penalizzazione, Pavia e Pro Patria 1; Lumezzane e Arezzo una partita in meno).

Ore 14.50 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Ci sono i fatti (la vittoria sull’Albinoleffe per 2-0 che ha battezzato nel migliori il ritorno di Michele Marcolini in panchina) e adesso anche le parole. Che i giocatori del Real Vicenza non avessero per nulla gradito l’esonero voluto da Lino Diquigiovanni dopo il ko col Lumezzane era chiaro. Che poi un “big” come Samuele Dalla Bona adesso lo dichiari a chiare lettere conferma una sensazione sin troppo diffusa nelle ultime settimane: «Tengo a dire che con noi Favaretto si è comportato benissimo – sottolinea l’ex centrocampista di Modena e Cittadella – ma quello che hanno fatto sinora Marcolini e Mandelli noi giocatori lo apprezziamo molto e siamo contenti del suo ritorno». Adesso il calendario propone la trasferta a Bolzano contro il Sud Tirol e poi l’impegno casalingo contro la Giana Erminio. Momento peggiore alle spalle? Forse. Di sicuro la svolta potrebbe essere dietro l’angolo.

Ore 14.30 – (Giornale di Vicenza) Matteo Tomei, leader del Real Vicenza, c´ha messo lo zampino eccome nella vittoria di mercoledì contro l´AlbinoLeffe. Una partita quasi perfetta quella che ha visto il ritorno di mister Marcolini sulla panchina biancorossa, ma attorno alla mezz´ora del secondo tempo arriva la pioggia sul Menti e i vicentini faticano a mantenere il ritmo e la qualità mantenuti fino a quel momento. È allora che è uscito il leader: Tomei, sul terreno viscido, ha fatto la differenza salvando la sua porta e il risultato, soprattutto con la strepitosa parata su Silva Reis al 41´. «Una parata che vale doppio per il risultato, siamo riusciti a portare a casa questa gara fondamentale per noi per rialzarsi – commenta il portierone – C´era la necessità di riscattarsi subito dalla brutta prestazione con il Lumezzane sia a livello tecnico di squadra che individuale. Le motivazioni erano tante e si è visto in campo, abbiamo fatto un´ottima partita. Se riesci ad essere compatto e sul pezzo, con la testa libera e la voglia di far bene credo che questa squadra abbia le qualità per fare bene sempre». Per i primi 60´ Tomei non era praticamente mai stato chiamato in causa e dichiara: «È merito soprattutto dell´organizzazione e dei miei strepitosi compagni che ho davanti, meno tiri arrivano, meno probabilità c´è di prendere gol, poi dopo se qualche tiro arriva io sono lì apposta per cercare di parare». Con il ritorno di Marcolini, il Real Vicenza, almeno per quanto mostrato mercoledì in campo, sembra aver ritrovato vivacità e fiducia nei propri mezzi e allora si torna alla solita domanda: cosa c´è nell´immediato futuro del Real, play-off si o no? «La corsa playoff diciamo che non si è mai chiusa: noi eravamo sempre lì pronti a rubacchiare punti a quelle che ci stanno davanti. Io sono un po´ controtendenza. Prima la salvezza, perchè credo che il Real sia una gran bella realtà, sta facendo vedere grandi cose e già guadagnarsi la salvezza in una categoria importante come la Lega Pro è un obiettivo prestigioso per noi. Poi andiamo avanti partita per partita, sarebbe un risultato storico sia per la società che per noi». Le soddisfazioni non arrivano solo dal rettangolo di gioco per capitan Tomei che punta ancora in alto sia nel calcio che nella vita: «Ho trent´anni e voglio ancora provare ad arrivare là sopra. Quest´anno diventerò anche papà, ancora più responsabilità». Il portiere annuncia così che ad agosto festeggerà, assieme alla sua compagna Giulia, l´arrivo della cicogna.

Ore 14.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Ritrovare la vittoria proprio nel momento in cui per uno scherzo del calendario alle porte ci sono altre due trasferte consecutive dopo quella di Mantova, può rappresentare forse una delle chiavi del 2015. Il blitz di mercoledì, firmato Cattaneo e Davì, ha portato in auge il primo gol da professionista dell’ex centrocampista del Trapani, uno dei fiori all’occhiello della campagna acquisti. «Sono davvero felice di aver segnato questo gol – ammette Davì – e sono ancor più felice che sia stato decisivo ai fini della vittoria che abbiamo conquistato con tanta fatica. È un successo importante che ci fa bene, venivamo da un periodo difficile. Speriamo che questo successo sia un trampolino di lancio per l’ultima parte del nostro campionato». Domenica, alle 11, il breakfast match col Lumezzane, poi la trasferta terribile a Sassari contro la Torres.

Ore 13.40 – (Giornale di Vicenza) Le note salienti della scorribanda nel nubifragio notturno di Mantova sono essenzialmente tre: 1) Guido Davì nelle prossime ore porterà le paste in spogliatoio poiché ha impiegato 6 anni da professionista prima di segnare la sua prima rete vera; 2) se questo è il risultato, Asta può prendere fuoco anche nella conferenza pregara di Lumezzane: 3 punti e Davì in gol. Il Tonino furioso rende, forse alla prossima segna anche Toninelli; 3) il bottino virgiliano è risultato salvifico anzichenò: dietro si sono messe tutte a correre come indiavolate, il quarto posto da provare a tenere stretto anche in ottica playoff è una tenera illusione che vale la pena cullare finchè si può. E infine, rosicchiare comunque qualcosa a chi sta sopra (-5 da Pavia e Alessandria, -4 dal Novara che, deferito, potrebbe essere a rischio penalizzazione) è sempre meglio di un pugno nei denti. Eppoi, dopo il lento fandango dell´ultimo mese, più fumo che polpa causa carente finalizzazione, il malloppo by night strappato in Lombardia mercoledì è una ventata d´aria fresca buona a spazzare via cattivi umori e veleni in circolo acuiti da una raffica di infortuni materializzatisi sul più bello. Ora l´altra sera il Bassano sino all´intervallo si è fatto una partita di cavoli suoi nel senso che non ha combinato un fico secco, svogliato e svagato, e Rossi è stato graziato dalla traversa colpita da Filippo Boniperti, nipotino d´arte. Poi però all´intervallo ci deve essere stato una specie di elettroshock perchè Veleno Cattaneo ha subito praticato la sua iniezione letale inoculando lo 0-1. E al giro di manovella seguente, sugli sviluppi di un corner, ha timbrato Guido Davì, uno che ha confidenza col gol quanto un abitante di Pantelleria s´intenda di sentieri di montagna. E occhio poiché il particolare non è affatto trascurabile: Asta ha speso l´intera rifinitura a provare e riprovare schemi su calcio da fermo, angoli e punizioni ripetuti in grande quantità. «Dobbiamo migliorare sui calci piazzati – aveva detto alla vigilia il tecnico virtussino – perchè sono situazioni che nel calcio moderno vanno capitalizzate. Noi ogni gara battiamo tanti calci d´angolo e pure qualche punizione, è il momento di essere più incisivi in queste circostanze». A Lumezzane (si gioca domenica mattina alle 11) si rivedrà Furlan, mentre Proietti è entrato in diffida. Per Maistrello, Nolè e Bizzotto non se ne parla neppure.

Ore 13.10 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Archiviato il pareggio al Menti contro il Lanciano, sulla strada del Vicenza c’è un’altra formazione abruzzese, il Pescara, nella scorsa la squadra di Pasquale Marino. «Preciso subito che il rapporto con il Pescara è stato sempre ottimo – dice il tecnico biancorosso – e anche se sono stato esonerato non c’è in me nessuna voglia di rivalsa. Quando si incorre in un periodo negativo si fanno delle scelte, fa parte del mio lavoro, ma questo non mi fa cambiare opinione su Pescara, la dirigenza e i tifosi pescaresi. Pescara è il passato, adesso sono concentrato solo sul Vicenza». Contro gli abruzzesi si giocherà la terza partita in sette giorni e potrebbe esserci qualche variazione nell’undici iniziale. «Vedremo domani mattina (oggi, ndr ) durante la seduta di rifinitura – precisa Marino – tutti hanno recuperato bene, sono a disposizione e con la possibilità di giocare. Verificherò comunque dopo l’ultimo allenamento prima della partenza per Pescara quando imposteremo una seduta più intensa di ieri». Tornando alla sfida pareggiata contro il Lanciano, Marino sottolinea come il carattere della sua squadra sia stata una componente assolutamente positiva. «La grinta e la voglia di non mollare mai è una nota da sottolineare. I ragazzi nei momenti di difficoltà hanno dimostrato di saper stringere i denti e di tirare fuori quel qualcosa in più che fa la differenza. Eravamo sotto di un gol e con un uomo in meno e ci abbiamo creduto sempre, venendo premiati con il gol». Qualità che bisognerà ripresentare a Pescara, contro una squadra costruita per centrare i playoff. «Conosco bene i nostri avversari – rimarca il tecnico del Vicenza-, stanno vivendo un buon momento grazie soprattutto ad un reparto offensivo di primissimo livello. Sarà una sfida importante, ci attende un avversario con tanta qualità e quantità e alternative in ogni reparto, e, anche se saranno privi di Bjarnason e Memushaj, dispongono di ottime alternative». Nel Vicenza saranno assenti D’Elia, Sciacca e Manfredini, ma Marino punta sulla forza dell’organico che finora non ha mai tradito. «Avremo delle defezioni, ma sono sicuro che chi giocherà al posto degli assenti non li farà rimpiangere, come sempre è accaduto; credo nella bontà dell’organico che ho a disposizione e dal quale ho sempre avuto risposte positive».

Ore 12.50 – (Giornale di Vicenza) Una sostituzione è obbligata, perché Manfredini è stato squalificato per una giornata e quindi Marino dovrà cambiare la coppia centrale titolare. Al fianco di Brighenti, tra i migliori per continuità e qualità di prestazioni, tornerà dunque uno fra Camisa e Gentili. Difficile invece prevedere se ci saranno altre variazioni nell´undici di partenza nella partita di Pescara rispetto a quella pareggiata al Menti contro il Lanciano. Ma anche se si tratterà della terza gara in otto giorni Marino ha lasciato intuire che potrebbero essere molti se non tutti i confermati. E tuttavia lo stesso allenatore ha rinviato alle indicazioni che riceverà dall´ultimo allenamento, che la squadra svolgerà in sede in mattinata, le scelte finali. D´altra parte l´assetto-base ha dimostrato largamente di meritare la conferma considerati i risultati ottenuti nelle prime 8 gare dell´anno e anche del girone di ritorno: 6 vittorie e 2 pareggi. La prova di una grande affidabilità e anche di un rendimento ad altissimo livello. La condizione fisica dimostrata dalla squadra nel finale arrembante con il Lanciano sembra indicare che dovrebbe essere in grado di reggere anche la terza partita in otto giorni e quindi appare probabile che Marino non faccia ricorso al turnover. Le scelte del tecnico non sono quasi mai determinate dalle caratteristiche dell´avversario di turno e tuttavia in questo caso un´attenzione particolare andrà certamente riservata a Marco Sansovini, l´attaccante rientrato al Pescara con il mercato di gennaio e già autore di 5 gol. Le ultime tre vittorie della formazione guidata da Baroni sono giunte grazie ai gol decisivi di Sansovini, acquistato dall´Entella nella finestra invernale delle trattative. Proprio a Chiavari l´attaccante ha rifilato una tripletta alla sua ex squadra ed è andato a bersaglio con il Catania e nell´ultimo turno con il Crotone. Avversario decisamente temibile.

Ore 12.30 – (Giornale di Vicenza) Domani il Vicenza chiuderà a Pescara il trittico di gare in otto giorni a Pescara: avversario non facile da affrontare las quadra abruzzese, ma molto dipenderà dalla condizione fisica e atletica dei biancorossi, visto che Marino nelle prime due partite della serie in pratica non ha fatto turnover. Ma proprio su questo argomento l´allenatore ieri ha subito tranquillizzato tutti: «I giocatori hanno recuperato bene e dunque sono tutti a disposizione, anche se devo verificare meglio dopo l´allenamento di domani (oggi per chi legge) che sarà più intenso rispetto a quello svolto stavolta che invece è stato, per così dire, solo didattico:li ho alternati quasi tutti ed ho provato anche altre soluzioni». Certo lo sforzo richiesto è notevole quando si devono giocare tre partite in otto giorni: Laverone ad esempio, martedì sera, è sembrato un po´ più stanco rispetto al suo trend normale. «Per me è stato uno dei migliori fino alla fine perchè anche da terzino ha spinto molto e ha procurato l´assist del gol: considerate che abbiamo chiuso la gara con lui terzino destro, Sampirisi e Brighenti centrali e Vita terzino sinistro». La partita con il Lanciano ha lasciato qualche strascico polemico, il tecnico D´Aversa ancora ieri si è lamentato sostenendo che il gol del 2-2 del Vicenza era in fuorigioco. «Ho letto le sue dichiarazioni, ma prima di tutto mi fa piacere che Manfredini a fine gara abbia ammesso di aver toccato la palla col braccio, però ci tengo pure a sottolineare che l´ha presa anche col corpo, quindi significa che il braccio non era staccato e che il gesto era involontario: per questo è stato un rigore generoso a favore del Lanciano, per non dire inesistente». Va bene ma il fuorigioco sul gol del 2-2 c´era o non c´era? «Le situazioni vanno lette tutte, perchè noi nell´occasione abbiamo perso un uomo e abbiamo beccato il rigore contro, eppure nonostante ciò non abbiamo fatto tanto rumore» ha aggiunto Marino, che poi ha proseguito così: «E ora vengo al nostro gol: il regolamento dice che al momento del tiro il giocatore non deve ostruire la visuale del portiere, ma per vedere questo ci vorrebbe una telecamera dietro la porta. Comunque, ammettiamo pure che fosse da annullare, allora si deve ammettere che non c´era nemmeno il rigore contro di noi e per finire vi invito ad andare a vedere il primo gol del Lanciano: allora anche in quell´occasione c´era un giocatore in fuorigioco, perchè appunto poteva essere sulla traiettoria di Vigorito». Di sicuro comunque il Vicenza ha mostrato grande carattere. «E la cosa è importante perchè non è da tutti: andare sotto di nuovo, trovarsi in dieci, ma riuscire a spingere e riagguantare il risultato con pieno merito. È una nota molto positiva perchè dimostra che questi ragazzi non mollano mai». La squadra avrebbe messo in campo lo stesso carattere anche fuori casa, dunque senza la spinta del pubblico? «Penso proprio di sì, abbiamo dimostrato sempre una reazione quando siamo andati sotto, a prescindere da dove si giocava, poi in campo sempre undici contro undici si è». Senta per lei il Pescara non può essere una squadra qualsiasi, per venire a Vicenza ha dovuto rescindere il contratto che la legava al club abruzzese. «È stato un rapporto sempre ottimo, poi c´è stato un periodo negativo e allora sono state fatte delle scelte, ma non cambio di certo opinione sul Pescara, sui suoi dirigenti e sui tifosi pescaresi per questo motivo: io là sono stato veramente bene fino alla fine, gli esoneri fanno parte del nostro lavoro». Di sicuro conosce bene la squadra avversaria. «Sì e stanno vivendo un buon momento, poi l´organico è forte, in qualità e quantità, perchè ha molte alternative». Il Vicenza sulla carta pare qualitativamente migliore, se non altro a centrocampo. «Intanto bisogna valutare l´organico al completo ma comunque mi fa piacere che la si pensi così adesso, vuol dire che i ragazzi hanno lavorato bene perchè ricordo tempo fa che qualcuno addirittura diceva che Di Gennaro e Moretti si sarebbero pestati i piedi». Il Pescara non avrà Bjarnason e Memushai squalificati, due giocatori importanti a metà campo. «Pure noi non avremo Manfredini e D´Elia che è sempre stato uno dei migliori terzini nell´ultimo scorcio di campionato, insomma assenti ne avranno loro e ne avremo noi, però io confido nel mio organico e dunque non guardo a chi manca».

Ore 12.00 – (Gazzettino) L’umore in casa granata ieri pomeriggio alla ripresa della preparazione poteva essere solo buono, dopo la convincente vittoria di martedì sera sul Varese. C’era il clima giusto, quello di chi non è appagato, anzi è guardingo e ricerca maggior appetito. Come la bella giornata di primavera sferzata da un vento asciutto, quello da neve a farfalle, che stimola a muoversi per non infreddolire. Andrea Paolucci arriva al Tombolato fiducioso: «Il ginocchio destro me lo sento già a posto. Era una piccola distorsione» dove prevale l’aggettivazione “piccola”. Capitan Pellizzer vuole tornare a giocare quanto prima, dopo lo stiramentino alla coscia sinistra che lo aveva costretto alla sostituzione con il Bologna: «Conto di allenarmi parzialmente in gruppo fin da oggi, voglio esserci lunedì sera contro l’Entella». Agostino Camigliano è sulla stessa linea: «Le sensazioni sono positive, il muscolo della coscia va molto meglio, farò gli accertamenti necessari per sicurezza». Sulla situazione dell’infermeria il medico sociale Ilario Candido precisa: «Paolucci starà fermo oggi (ieri ndr), poi riprenderà regolarmente. Quanto a Pellizzer, le probabilità che possa esserci per lunedì sono al 50 per cento. Camigliano ha una contrattura alla coscia sinistra, farà un’ecografia e poi vedremo».

Ore 11.40 – (Mattino di Padova) Pericolo scampato. Gli infortuni riportati da Camigliano e Paolucci nel corso del match col Varese, che in un primo momento avevano fatto preoccupare seriamente Foscarini, sono meno gravi del previsto. Lo conferma il dottor Ilario Candido, che ieri, alla ripresa degli allenamenti, ha valutato le condizioni dei due giocatori. «Paolucci è vittima di una lieve distorsione al ginocchio destro, che non è quello a cui si era infortunato gravemente a suo tempo. Svolgerà un lavoro differenziato per un paio di giorni, ma è possibile che sia già a disposizione per la gara di Chiavari in programma lunedì sera» afferma il responsabile sanitario del Cittadella. «Per Camigliano si parla invece di una contrattura al flessore della coscia sinistra, che potrebbe costringerlo a saltare una o due partite». Al suo posto, contro l’Entella, dovrebbe giocare De Leidi, che già lo ha sostituito in corso d’opera nel match di martedì scorso. Non è escluso, però, un recupero in extremis di Pellizzer: il capitano, a sua volta alle prese con una contrattura, rimediata nel match col Bologna, lavorerà ancora un paio di giorni a parte ma potrebbe recuperare in tempo per il posticipo, tornando ad affiancare Scaglia. Niente squalificati. Come previsto, nessuna sanzione dal giudice sportivo né a carico del Cittadella né dell’Entella dopo le gare della 29esima giornata. Diciannove i giocatori squalificati, uno solo, Francesco Cosenza della Pro Vercelli, per più turni, tre, per aver rifilato a un avversario una «violenta manata al volto». Fischia Mariani. A dirigere Virtus Entella-Cittadella allo Stadio Comunale di Chiavari è stato chiamato Maurizio Mariani della sezione di Aprilia Marittima. Nessun precedente stagionale con i granata per lui. Il direttore di gara vanta 67 presenze sui campi di serie B tra campionato e playoff, con 346 i cartellini gialli estratti (media di 5,1 a partita), 7 gli arbitraggi in serie A. I biglietti. I tagliandi per la gara di Chiavari resteranno in commercio fino a lunedì. Il punto vendita più vicino è la tabaccheria di via Borgo Bassano, 113, a Cittadella. I biglietti sono anche acquistabili sul circuito Etes, www.etes.it (è possibile usufruire del programma Porta due amici allo stadio). Per il settore ospiti costano 10 euro più 1,50 di diritto di prevendita. Bambini/e under 6 anni potranno entrare gratis. Cccg, Rebellato lascia. Novità per il Centro Coordinamento Club Granata. Nel corso dell’ultima riunione, che si è svolta al Ristorante-Bar da Godi a Fontaniva, lo storico segretario Francesco Rebellato ha lasciato l’incarico per importanti impegni personali e familiari, ma rimarrà sa disposizione come collaboratore. La nuova segreteria sarà composta da Rino Piotto e Lamberto Tellatin. Per quanto riguarda lo staff, confermati nei rispettivi ruoli Pierluigi Basso (addetto stampa-pubbliche relazioni) e Giuseppe Callegari (tesoriere).

Ore 11.10 – L’arbitro di Padova-ArziChiampo sarà il signor Alessandro Colinucci di Cesena, coadiuvato dagli assistenti di linea Driss Abou Elkhayr e Luciano Cordella.

Ore 10.50 – (Gazzettino) Sempre in tema di acciaccati, Ilari e Zubin hanno effettuato la partitella in famiglia ieri all’Appiani e tutto lascia pensare che domenica saranno a disposizione, quanto meno per la panchina. Va un po’ meno bene per Nichele che dopo aver effettuato un lavoro a parte proprio con Ilari e Zubin, ha lasciato la partitella anzitempo. «Aveva un po’ di fastidio, si è fermato per precauzione», spiega il diese. Le condizioni del centrocampista saranno rivalutate domani in occasione della rifinitura (oggi niente allenamento), al pari di Sentinelli che ieri è rimasto precauzionalmente a riposo per un indolenzimento muscolare accusato dopo la doppia seduta di mercoledì. Intanto, oggi De Poli e Marco Bergamin partiranno per un’altra missione di lavoro all’estero: prima tappa Paraguay, poi spostamento in Brasile. Bergamin junior rientrerà a Padova sabato 14 marzo, De Poli due giorni più tardi.

Ore 10.40 – (Gazzettino) «La mia famiglia mi è stata molto vicina, anche se non è a Padova sento i miei genitori tutti i giorni e mi hanno fatto forza. Anche i compagni di squadra mi sono stati d’aiuto, come pure i tifosi. Alla fine il peggio è passato». È stato titolare inamovibile per tutto il girone d’andata, cosa si aspetta da questo finale di campionato? «Il mio obiettivo è continuare a giocare bene e dare una mano alla squadra. Non dobbiamo pensare di avere già vinto il campionato, mancano ancora tante partite. Dobbiamo ragionare gara dopo gara, senza pensare troppo avanti». Tornando alla sfida con il Belluno, si aspettava di giocare? «Sinceramente no, anche perchè non ero ancora rientrato con la squadra. Era una situazione di emergenza, mi è stato chiesto se ero pronto e ho dato il mio assenso. Adesso più passano i giorni e più sto meglio». Lanzotti ne avrà almeno per un’altra settimana. «Mi dispiace per lui, lo capisco essendo stato fuori a lungo. Alla fine però passa». Proprio Lanzotti ha effettuato mercoledì sera un accertamento clinico che ha escluso lesioni alla caviglia. «È solo una brutta distorsione – spiega il diesse De Poli – Farà terapie fino a giovedì-venerdì prossimo e poi vediamo. Avevamo pensato anche di mandarlo a casa a Modena dato che studia, ma vuole rimanere qui».

Ore 10.30 – (Gazzettino) È tornato al suo posto con il Belluno dopo oltre due mesi ai box per infortunio. Un rientro dettato dal forfait di Lanzotti, che salterà anche la prossima sfida con l’Arzignano Chiampo. Stiamo parlando di Lazar Petkovic, impeccabile nel suo debutto nel nuovo anno. «È stata una bella sensazione tornare a giocare, l’aspettavo da tanto tempo. È andato tutto bene: abbiamo vinto e sono contento per la mia prestazione». Anche se a mezzo servizio, dato che ha evitato di batteri i rinvii da fondo campo. «Non è che non potessi calciare, è stata solo una decisione precauzionale concordata con lo staff medico. Da martedì ho ripreso ad allenarmi con il gruppo. Magari non ho recuperato ancora al 100 per cento, però mi sento bene». Petkovic si era strappato all’adduttore in occasione dell’ultima partita del 2014 con l’Union Ripa La Fenadora (21 dicembre): come ha vissuto questo periodo di riposo forzato? «È stato difficile, era la prima volta. Però anche gli infortuni ti rafforzano sul piano caratteriale, s’impara anche nei momenti meno belli. Ho lavorato al massimo in questi mesi e ora sono tornato».

Ore 10.20 – (Gazzettino) È uno dei sodalizi più attivi della tifoseria organizzata e, fatto più unico che raro, per un terzo dei suoi 110 aderenti è formato da donne. Il club “Amissi Biancoscudati”, presieduto da Ilario Baldon, ha celebrato al ristorante Al Bosco di Cervarese i suoi primi due anni di vita, in un clima di grande festa e buon umore, scegliendo dunque il momento giusto, dato che domenica è la festa delle donne. Le rappresentanti del gentil sesso potranno così assistere gratuitamente alla sfida con l’Arzignano Chiampo, ritirando dalle 13 in poi ai botteghini sud dell’Euganeo i relativi biglietti omaggio. Tra i 140 partecipanti alla serata, il presidente biancoscudato Giuseppe Bergamin, la moglie Giovanna e il figlio Marco, il vicepresidente Edoardo Bonetto, i giocatori Dionisi Ilari, Thomassen e il dirigente Pierino D’Ambrosio. «Abbiamo rischiato – commenta Baldon – di non potere più vivere questi eventi e invece società e squadra ci stanno facendo riapprezzare lo spirito vero del calcio di una volta, fatto di passione. E i giocatori sono pronti per arrivare con caparbietà al traguardo».

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Lei era a Parma l’anno scorso, quando l’Uefa tolse ai ducali la qualificazione europea. Che clima si avvertiva in quel periodo? «Era tutto tranquillo, non si era mai sentito parlare di debiti o di crisi. Invece quest’anno sono arrivate di colpo tutte queste brutte notizie: evidentemente c’era una situazione complicata già da diversi anni, dubito che i debiti siano spuntati tutti negli ultimi mesi. Quello che temo è che ormai non si possa fare più niente per salvare il Parma, la vedo molto dura». Se il Parma fallisse lei sarebbe libero di firmare con qualunque altra squadra… «Ora come ora non so cosa sarà del mio futuro, la situazione a Parma è ancora difficile da decifrare. Ma se dovesse fallire, senz’altro mi piacerebbe rimanere a Padova: qui sto bene, quando sono arrivato mi sono ambientato subito, è una piazza importante, quindi perché non fare un altro anno?». Domenica arriva l’Arzignano, proprio all’andata risale il suo ultimo gol: che è successo dopo quella gara? «È cambiata la mia posizione in campo, e le occasioni sono diminuite. Però continuo a provarci, perché tre gol sono pochi».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) «Parma è una grande società, con uno dei centri sportivi più belli d’Italia». Secondo lei di chi è stata la colpa? «Indubbiamente di chi aveva il Parma tra le mani. Ho sentito dire più volte che le decisioni le prendeva quasi sempre e solo Leonardi (il direttore generale, ndr) perché il presidente Ghirardi non c’era quasi mai. Quindi adesso che s’è dimesso pure Leonardi, la vedo davvero brutta». Lei come vive da Padova la situazione? «Ho amici che giocano ancora nella Primavera del Parma, la situazione ovviamente non è delle più facili. L’ultima volta che hanno giocato in casa, a Collecchio, per la squadra ospite non c’era nemmeno l’acqua calda, mentre rischiavano di non riuscire nemmeno ad andare a giocare l’ultima partita a Genova contro la Samp perché non c’erano i soldi per la trasferta, anche se poi sono riusciti a partire lo stesso».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Se lo scandalo-Parma fosse esploso in uno qualsiasi degli ultimi anni, probabilmente pure a Padova se ne sarebbero sentiti gli effetti: degli oltre 200 giocatori tesserati a vario titolo dalla società ducale, più di una decina sono transitati in biancoscudato nelle ultime due stagioni e il crack ormai sempre più dietro l’angolo per il club emiliano avrebbe avuto sicure ripercussioni anche sulla vita quotidiana degli allenamenti a Bresseo. In Emilia, ormai, la situazione sta precipitando: l’ex presidente Tommaso Ghirardi è indagato per bancarotta fraudolenta, il dg Pietro Leonardi ha rassegnato le dimissioni, l’attuale patron Gianpietro manenti continua a promettere liquidità che ancora non si vede. Padova e Parma non sono più “legate” come lo erano state negli ultimi anni, ma c’è un giocatore il cui cartellino è proprio di proprietà del Parma: Davide Mazzocco, che dalla città del Santo segue con attenzione levicende della squadra che l’ha lanciato nel grande calcio. «Vederla sparire sarebbe davvero brutto», spiega il giovane centrocampista.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) La tradizionale amichevole del giovedì ieri non è andata in scena, ma i biancoscudati ne hanno approfittato ugualmente per una sgambata. la squadra ieri pomeriggio si è ritrovata allo stadio Appiani per un’amichevole a ranghi misti che ha visto coinvolti anche diversi elementi degli Juniores. Tra alcune buone notizie, una non ha di certo fatto piacere al tecnico biancoscudato: Davide Sentinelli non ha sostenuto la seduta per un leggero affaticamento muscolare. Il difensore centrale, squalificato a Belluno ma pronto a rientrare domenica all’Euganeo contro l’ArzignanoChiampo, verrà rivalutato tra oggi e domani e se non riuscirà ad esserci sarà nuovamente sostituito da Dan Thomassen. Buone notizie, invece, sono arrivate dagli altri tre acciaccati: Marco Ilari ha svolto il secondo tempo dell’amichevole senza problemi nonostante un leggero fastidio alla botta al fianco rimediata domenica scorsa, Emil Zubin ha alzato il minutaggio e potrebbe andare in panchina, così come Nichele, che però dei tre è quello momentaneamente più indietro e a rischio forfait. A bordo campo hanno invece corso a ritmi parecchio sostenuti sia Ferretti che Busetto: entrambi potrebbero bruciare le tappe del recupero dai rispettivi infortuni. Ancora ai box invece Lanzotti, ma il recupero di Petkovic fa dormire a Parlato sonni tranquilli. A fine seduta, poi, tutti a festeggiare capitan Marco Cunico che proprio ieri ha compiuto 37 anni offrendo ai compagni e allo staff i pasticcini per l’occasione. Oggi, come avvenuto già diverse volte nelle ultime settimane, la squadra non si allenerà, e si ritroverà domani mattina all’Appiani per l’ultima rifinitura.

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) Un’altra variabile nella lotta promozione sono gli infortuni: l’AltoVicentino dovrà rinunciare all’esterno Dal Dosso, uno degli uomini simbolo della squadra, il Padova continua a dover fronteggiare contrattempi in serie. Gli ultimi due ko, non gravi, sono quelli di Lanzotti e Ilari, fermo che quest’ultimo ha disputato ieri l’amichevole con la Juniores assieme a Nichele e Zubin, che possono dunque considerarsi recuperati. «Ci sono tante variabili in gioco – spiega il difensore Dan Thomassen – ma l’ambiente a mio avviso può fare la differenza. Dopo il crac della scorsa estate si è ripartiti da zero e la gente ha capito, tutti hanno remato nella stessa direzione e i risultati stanno arrivando». Nel frattempo sono entrati nel vivo i lavori di ristrutturazione dello stadio Appiani finanziati da InteBrau, titolare del marchio Birra Antoniana. Nel rimuovere una parte del marciapiede sopraelevato per realizzare le fondazioni delle nuove scalette di accesso alla tribuna sono emerse tre piccole strutture in mattoni, calcestruzzo e pietra, sormontate da un anello di metallo. Sono ciò che rimane del basamento che fungeva da fondazione alle travi in legno a sostegno della vecchia copertura della tribuna. I tecnici di InterBrau hanno immediatamente informato la Soprintendenza per valorizzare al meglio questi resti storici nell’ambito della ristrutturazione.

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) Nonostante i ripetuti infortuni, ultimi quelli a Gustavo Ferretti e Emil Zubin, la vera differenza nella corsa al primo posto fra Padova e AltoVicentino è rappresentata dalla prolificità dell’attacco. I Biancoscudati hanno segnato ben dodici gol in più della rivale guidata da Diego Zanin (56 contro 44), mentre il rendimento delle due difese è quasi in equilibrio (24 i gol subiti dal Padova, 25 quelli subiti dall’AltoVicentino). La filosofia di Parlato e Zanin sembra essere quella di segnare un gol in più dell’avversario, più che blindare la porta, anche perché la retroguardia che ha subito meno gol è quella della Sacilese (20 reti). L’impressione è che la vera differenza che sinora scava un solco di 10 punti fra le due squadre sia rappresentata dalla qualità dei ricambi. Il Padova vanta ben tre centravanti messi a disposizione di Carmine Parlato, a cui va aggiunto il giovane Pittarello. L’AltoVicentino ha un tridente da sogno dopo l’arrivo di Gambino, ma dipende troppo dagli estri di Peluso: non a caso il giustiziere del Padova nello scontro diretto di Valdagno è tornato a segnare domenica contro l’Union Pro e la sua rete al 95’ è coincisa con il ritorno alla vittoria.

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) E’ partita martedì, in netto ritardo rispetto alla tabella di marcia, la raccomandata firmata dal commissario straordinario del Credito Sportivo Paolo D’Alessio ai vertici dell’ormai defunto Calcio Padova. Il documento, che dovrebbe arrivare entro la fine della settimana, ha un’importanza fondamentale nella procedura che dovrebbe portare, salvo clamorose sorprese, alla liquidazione del club di viale Nereo Rocco, rimpiazzato dai Biancoscudati Padova. Con l’ok del Credito Sportivo, nei confronti del quale l’ex presidente Diego Penocchio ha un indebitamento di oltre 2 milioni di euro, verrà evitato il fallimento e si procederà all’accordo di ristrutturazione del debito a norma di legge. Legge che prevede lo sfondamento del muro del 60% del complesso dei creditori aventi diritto, grazie al quale si può definire l’accordo transattivo e liquidare il club. Attualmente in Calcio Padova è tornato in bonis dopo il ritiro delle istanze fallimentari dell’avvocato Mattia Grassani e della società di brokeraggio Ni.pa.

Ore 08.38 – Serie D girone C, il prossimo turno (venticinquesima giornata, domenica 8 marzo ore 14.30): AltoVicentino-Montebelluna, Clodiense-Mezzocorona, Dro-Fontanafredda, Giorgione-Belluno, Kras Repen-Union Pro, Legnago-Mori Santo Stefano, Padova-ArziChiampo, Sacilese-Tamai, Union Ripa La Fenadora-Triestina

Ore 08.36 – Serie D girone C, la classifica aggiornata: Padova 59, AltoVicentino 49, Belluno e Sacilese 43, Clodiense 41, ArziChiampo 37, Montebelluna 36, Union Pro 33, Fontanafredda, Tamai e Union Ripa La Fenadora 31, Giorgione 29, Legnago 26, Kras Repen 25, Triestina 24, Dro 22, Mezzocorona 12, Mori Santo Stefano 11.

Ore 08.34 – Serie D girone C, i risultati della ventiquattresima giornata: Arzichiampo-Clodiense 1-3, Belluno-Padova 0-2, Fontanafredda-Legnago 2-3, Mezzocorona-Dro 1-1, Montebelluna-Union Ripa La Fenadora 0-0, Mori S. Stefano-Sacilese 0-2, Tamai-Kras Repen 1-2, Triestina-Giorgione 4-2, Union Pro-AltoVicentino 0-1

Ore 08.32 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.30 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Box Uomo, Black Bell Tattoo, Maglietteveloci.it, Studio Pignatelli Netstore, InterBrau Birra Antoniana, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 5 marzo: allenamento all’Appiani con partitella in famiglia con gli Juniores Nazionali, tornano Nichele, Ilari e Zubin ma si ferma Sentinelli.

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