Live 24! Padova-Giorgione, la vigilia: Cunico alza bandiera bianca, Mazzocco in dubbio

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Ore 21.50 – (Trentino) Davide Zomer è uno che di calcio ci vive. Classe ’77 ha giocato per molto tempo in società di serie A e B, come il Siena e il Verona il Treviso e l’Ascoli. Poi anni di C1 e C2 e da due stagioni il Mezzocorona in serie D. «Due anni che mi stanno costando caro – racconta il portierone – perché i soldini che avevo messo da parte nelle stagioni di serie A e B ora ce li sto rimettendo tutti piano, piano». E dire che Zomer aveva intuito che la situazione stava degenerando già a gennaio del 2014. «E’ da più di un anno che la situazione va avanti così – prosegue – che il presidente arriva, ci promette che ci pagherà nei prossimi mesi e poi le promesse slittano e i pagamenti non arrivano. Io a luglio, siccome avevo intuito che stagione sarebbe stata, avevo proposto di allenarci la sera invece che il pomeriggio. In questo modo se ci fossero stati problemi con i pagamenti almeno ci saremmo potuti cercare un lavoro da fare durante il giorno e invece la società ha voluto fare le cose ancora una volta in grande: hanno insistito per farci allenare durante il pomeriggio come i professionisti, come le squadre che puntano alla vittoria del campionato. La promessa era stata che le risorse per pagarci le avrebbero trovate visto che dalla scorsa stagione il budget di spesa per la società era stato praticamente dimezzato. In realtà abbiamo visto che non era così. Ora la paura è che gli ultimi stipendi non vengano proprio saldati. Non m’importa se arrivano in ritardo. L’importante è che arrivino».

Ore 21.30 – (Trentino) «Se avessi saputo a cosa sarei andato incontro non avrei mai accettato questo incarico. A inizio stagione non mi sarei mai immaginato di dover gestire situazioni che con il calcio non centrano nulla, che avrei perso buona parte dello staff, che mi sarei dovuto trovare anche un altro lavoro, alla mattina come corriere, per poter arrivare alla fine del mese. Teniamo duro, ma solo per rispetto di noi stessi, del campionato e di Mezzocorona». E’ rimasto praticamente solo mister Luca Lomi a tenere a galla il Mezzocorona. A 10 giorni dall’ennesima scadenza non rispettata dal presidente Alberto Grassi per il saldo di stipendi e rimborsi spese (fermi a dicembre) la situazione generale in casa rotaliana è di sconforto e forte disillusione. Ma lui c’è. Mister Lomi anche ieri s’è presentato al campo e con i pochi giocatori presenti ha svolto comunque l’allenamento in vista del match di domenica con il Legnago. Mister non c’avete pensato a non giocare domenica? Certo che c’abbiamo pensato. Negli scorsi giorni ci siamo trovati nello spogliatoio con i giocatori e i pochi dello staff che sono rimasti e ci siamo interrogati sul da farsi. Abbiamo deciso di onorare il campionato, anche per non incorrere in sanzioni e squalifiche che finirebbero per pagare i giocatori. Insomma si gioca a oltranza? Intanto si gioca però non ho intenzione di andare in giro a fare brutte figure. Qui la situazione deve sbloccarsi. Devono arrivare i soldi perché ci sono giocatori che hanno le famiglie da mantenere, ragazzi che si pagano gli studi con i rimborsi spese. Serve un po’ più di serenità anche solo per allenarsi. I giocatori stanno mollando? No, loro sono splendidi. Però è chiaro che se mi chiedono un pomeriggio in più per studiare a questo punto gli dico di sì, di stare a casa. Fossimo in un’altra situazione sarebbe diverso ma non posso chiedergli di fare i “professionisti” in questo contesto. E lo staff? Siamo rimasti in pochi. Abbiamo perso anche il preparatore atletico e il fisioterapista e a dicembre ci ha lasciato anche il magazziniere. Ora c’è una signora di Mezzocorona che ci lava le divise. Però non è facile. E lei mister il prossimo anno ci sarà? Assolutamente no. A questo punto voglio concludere questa parentesi della mia vita nel modo più decoroso possibile e poi voltare pagina.

Ore 21.10 – (Trentino) Albert Einstein, mica uno qualunque, sosteneva che “nel mezzo delle difficoltà nascono le opportunità”. Gianluca Bentivoglio, Samuele Folla, Riccardo Fochesato e tutti gli altri calciatori del Mezzocorona se lo augurano di cuore. Quella rotaliana è una delle tante, tantissime società della penisola in seria difficoltà finanziaria (per non dire sull’orlo del baratro) e, visto che la normativa italiana lo permette, sin qui non ci sarebbe da stupirsi. C’è però un aggravante: le tante, tantissime, troppe promesse mancate e la volontà di proseguire un’avventura che, conti e prospettive alla mano, avrebbe dovuto interrompersi in estate. Perché il presidente rotaliano Alberto Grassi ha deciso d’iscrivere la squadra in serie D quando i conti erano già in “rosso”? Perché a dicembre i giocatori non sono stati liberati? Frasi fatte, ipotesi, un continuo rimpallare di responsabilità, con un’unica certezza: se la prima squadra del Mezzocorona esiste ancora è solamente perché i giocatori stanno dimostrando un altissimo senso di responsabilità. Prendete Samuele Folla, che a giugno dello scorso anno ha festeggiato la promozione in serie B con la Virtus Entella e oggi è a Mezzocorona a spese proprie. «La scorsa stagione – racconta – ho messo da parte qualche soldino che sto utilizzando adesso. Vivo a Mezzolombardo in un appartamento, e non so ancora per quanto visto che l’affitto non viene pagato, e mi arrangio. Nell’accordo che avevo stipulato ad inizio anno le spese di vitto erano a mio carico e le avrei “scalate” dai rimborsi spese, ma quelli non arrivano. Per curarmi dall’infortunio sono dovuto tornare a casa mia». Riccardo Fochesato, un altro che l’anno scorso era tra i professionisti (Pro Vercelli e Delta Porto Tolle) ogni giorno prende il treno e sale da Soave a Mezzocorona. «Anch’io come Samuele (Folla, ndr) – spiega – sto utilizzando fondi personali per raggiungere il campo e potermi allenare. Ai miei genitori non ho mai chiesto nulla e non voglio farlo nemmeno ora, certo è che non pensavo di trovare una simile situazione». Poi ci sono i “locali”, come il bomberino Gianluca Bentivoglio che, almeno, non deve fare i conti con le spese di vitto o trasporto. «Ma per i nostri compagni che arrivano da fuori – commenta – è durissima. Ne parliamo, commentiamo, ridiamo per non piangere, ma risulta difficile anche avere interlocutori credibili. E quando si parla poi le promesse non vengono mantenute».

Ore 20.40 – (Il Piccolo) Nella giornata di ieri anche il sindaco Roberto Cosolini si è occupato della situazione della Triestina. «Le preoccupazione per la sorte della Triestina non mi lasciano né indifferente né inerte e con me l’Amministrazione – si legge in una nota diffusa in serata da Cosolini – . Tutti sanno, però,quali sono gli spazi e i limiti di intervento di una Amministrazione pubblica, tenuto conto che la Triestina è sì un patrimonio morale dello sport cittadino, ma è anche, a tutti gli effetti, una società privata regolata dal codice civile. Oggi ho incontrato nuovamente il Presidente Pontrelli a cui, di fronte a notizie e commenti preoccupati, ho chiesto se questa proprietà si senta sempre in grado di affrontare lo sforzo economico del passivo rilevato a inizio gestione e del costo della stagione in corso e, soprattutto, se intenda farlo. Il Presidente mi ha dato una duplice risposta positiva e io ne prendo atto raccomandando, però,il puntuale mantenimento degli impegni. Solo così la proprietà darà segnali rasserenanti verso squadra e tifoseria in vista dello sforzo finale per conseguire la salvezza». «Ho infine comunicato al presidente del centro di coordinamento Marassi – conclude il comunicato – la mia disponibilità , come già inpassato, ad incontrare una rappresentanza dei tifosi».

Ore 20.20 – (Il Piccolo) Dopo la dura presa di posizione della curva Furlan, ora anche il Centro di coordinamento si è fatto sentire con un comunicato sulla situazione della Triestina. Tre i temi toccati nella nota dei Triestina club firmata dal presidente Sergio Marassi: un forte richiamo a Pontrelli sugli impegni presi, la richiesta di un interessamento attivo delle istituzioni e il grazie alla squadra per l’attaccamento ai colori alabardati. «Purtroppo Pontrelli non si è reso ancora conto che il marchio della Triestina è l’unico e ultimo legame che lo unisce alla tifoseria – dice il comunicato – Se non capisce ciò, vuol dire che non ha capito nulla della gloriosa storia della Triestina, dei suoi tifosi e della città. Allora che ci sta a fare ancora qui? Per non finire come i suoi predecessori che hanno portato la società al fallimento e a problemi giudiziari, il Centro Coordinamento auspica che ci sia in lui un “sussulto d’orgoglio”, cioè trovi i soldi per portare a termine il programma annunciato in estate: salvezza della squadra e risanamento in due anni dei debiti pregressi. Poi, terminato il campionato, decida con umiltà e concretezza se rimanere con un programma ambizioso o cedere la società, sapendo fin d’ora che il prossimo anno il marchio sarà concesso con maggiori tutele di controllo». Come la curva Furlan, anche il Centro di Coordinamento pretende maggior attivismo dalle istituzioni: «Auspichiamo che ci sia l’interessamento attivo e la vigilanza da parte di istituzioni, sindaco, assessori e consiglieri comunali, che fino ad oggi hanno assunto un atteggiamento passivo, quasi da notaio, sulle vicissitudini dell’Unione. La Triestina è un bene-patrimonio della città che va salvaguardato. È inutile sperare su aiuti privati, le realtà economiche locali che tanto hanno ricevuto dal territorio (vedi Generali, Illy, Pasta Zara…), poco hanno redistribuito negando perfino qualche spicciolo di pubblicità. Solo con un immediato intervento delle Istituzioni si potrebbe evitare un nuovo annunciato fallimento e mai come questa volta gli amministratori attuali ne sarebbero corresponsabili». Infine il capitolo su giocatori e staff: «Un grande grazie alla squadra che sta dimostrando professionalità e attaccamento alla maglia. Giocatori calati in questa realtà dalle provenienze più disparate, hanno saputo reagire e stringere i denti. Un grazie anche all’allenatore che stretto tra l’incapacità gestionale societaria e i disagi economici dei giocatori, sta creando un bel gruppo che cerca di raggiungere la salvezza».

Ore 20.00 – (Il Piccolo) Due ore e mezza di riunione nella sede della Triestina per arrivare a un ricompattamento tra squadra e società, con i giocatori che esplicitamente ribadiscono fiducia nell’operato della dirigenza. Dopo le turbolenze dei giorni scorsi su pagamenti non arrivati, scioperi, allenamenti saltati e quant’altro, con il ritorno a Trieste del presidente Pontrelli era prevedibile un incontro fra dirigenza e giocatori, visto che di argomenti su cui discutere ce n’erano parecchi. E così, dopo l’allenamento pomeridiano a Prosecco, ieri nel tardo pomeriggio Pontrelli ha chiamato a rapporto in sede squadra e staff tecnico. Considerata la lunghezza dell’incontro e gli argomenti scottanti in ballo, non saranno certo mancati momenti di tensione, ma alla fine sembra che sia scoppiata una vera propria riappacificazione fra giocatori e dirigenza. Tanto che alla fine si è deciso addirittura per un comunicato congiunto proprietà-squadra, con tanto di firme di giocatori alla fine del documento. «Il presidente Marco Pontrelli – si dice nel comunicato – ha incontrato tutti i giocatori della prima squadra con l’intenzione di fare chiarezza in merito alle vicissitudini emerse nell’arco di questa settimana in casa alabardata. Il presidente ha esposto i problemi non dipendenti dalla sua volontà che hanno generato il ritardo dei pagamenti degli stipendi e la conseguente protesta dei ragazzi di Ferazzoli. Il dibattito, dai toni pacati e costruttivi che ne è seguito, ha portato a un chiarimento generale e a un ricompattamento del gruppo. La squadra, in tutti i suoi elementi, spiacente delle incomprensioni avvenute con i vertici dirigenziali, ha inteso ribadire la totale fiducia nell’operato del presidente Pontrelli e il desiderio di affrontare le prossime partite di campionato con la massima determinazione e professionalità per raggiungere l’obiettivo salvezza, con la convinzione che la società Unione Triestina onorerà tutti i suoi impegni da qui a fine stagione». Il comunicato non contiene elementi più precisi sui pagamenti, al di là dell’assicurazione che gli impegni verranno mantenuti. Ma al di là del comunicato, e della sacrosanta pretesa di avere dei rimborsi il più possibile puntuali, è emerso da parte della squadra il desiderio di poter lavorare in serenità e tranquillità, senza tensioni, in modo anche da mettere mister Ferazzoli nelle condizioni migliori per guidare il gruppo in questa fase decisiva del campionato. Insomma in questo momento sono prevalse le ragioni dei risultati e di una salvezza da raggiungere, un traguardo che si può inseguire solo se non subentrano ulteriori frizioni alla già complicata impresa sul campo. Di certo non ci sono state epurazioni o punizioni, cosa che qualcuno paventava dopo lo sciopero di martedì, quando la squadra non si era allenata: e questa è effettivamente una dimostrazione di buon senso, visto che c’è bisogno di tutti gli elementi per ambire alla salvezza. Ma la stessa questione dei pagamenti è ancora poco chiara, anche se sembra che ieri qualche altro giocatore abbia incassato il rimborso. Dalla squadra, fra l’altro, trapela anche il desiderio che le tensioni comincino a scemare un po’ anche fuori dal campo. E naturalmente i giocatori invocano l’appoggio dei tifosi, il cui sostegno sarà fondamentale in tutte queste ultime giornate e soprattutti negli scontri diretti che attendono la Triestina.

Ore 19.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Sacilese contro Fontanafredda: richiamandosi alla Spagna, potrebbe essere definito “el clasico” della Destra Tagliamento. Andrà in scena domani (14.30) al XXV Aprile. Favorita la Sacilese, reduce da tre vittorie consecutive (una nel derby con il Tamai per 3-0), terza in classifica a quota 49, esaltata da Dario Sottovia, autore di tutte le 4 reti del successo a Mezzocorona. Dall’altra parte però c’è un Fontanafredda (34) rilanciato dal successo (3-1) sul Kras, favorito dalla doppietta di Lauro Florean. La primissima di primavera sarà elettrizzante. FIDUCIA E UMILTÀ – Tre exploit di fila da quando si è seduto sulla panca liberata da Mauro Zironelli e terzo gradino del podio in solitudine. Altri avrebbero gonfiato il petto. Carlo Marchetto no. O ha lontanissime e sconosciute origini scandinave, o è un attore nato. Parli con lui e tutto è normale. Niente emozioni, nessun proclama. Scordati poi sfottò da derby. «C’è in tutti noi – dice il tecnico della Sacilese – la consapevolezza di avere in rosa qualità. Partite come i derby però non si vincono senza scendere in campo con la giusta umiltà e lo spirito di sacrificio. Il Fontanafredda – avvisa i suoi – è un mix di giocatori d’esperienza e di giovani interessanti, che hanno voglia di mettersi in mostra. Quale occasione migliore?». I più attesi fra i protagonisti, Sottovia e Florean, hanno riempito le cronache della settimana. «Già – replica laconico Marchetto -, sara uno spettacolo vederli sullo stesso rettangolo». Fra i biancorossi saranno ancora assenti, oltre ai cronici, Biasi Manolache e Beccaro. Dovrebbero giocare gli stessi 11 iniziali di Mezzocorona. VOGLIA D’IMPRESA – «Nove gol fatti e zero subiti nelle ultime tre partite: se guardo i numeri della Sacilese – sorride Maurizio De Pieri – mi vien voglia di restare a casa. In settimana però – confida il tecnico del Fontanafredda -, dopo il successo sul Kras, ho visto nei ragazzi grande impegno e concentrazione. Se riusciremo a fare al XXV Aprile le cose che abbiamo preparato in settimana, potremo rendere la vita difficile a Favret e compagni. C’è tanta voglia d’impresa». Lo spauracchio è Dario Sottovia, vicecapocannoniere del girone con 16 gol (senza rigori). De Pieri non ha preparato per lui né marcature individuali, né gabbie. «Dario – spiega il tecnico – va fermato “di squadra”. Gli devono arrivare meno palloni possibile. Ma – avverte – la Sacilese non è solo Sottovia. È anche Favret, Beccia, Spagnoli, tanto per fare qualche nome. All’andata – ricorda De Pieri -, nonostante la sconfitta (0-2, ndr), immeritata, riuscimmo a metterli in grande difficoltà». Al XXV Aprile rientrerà Malerba. In dubbio la presenza di Alcantara infortunato. NON SOLO DERBY – Se per le furie è stata una settimana difficile (blocco dei rimborsi), la domenica rischia di diventare bestiale. Ad attendere il Tamai (31) a Valdagno è l’Altovicentino (55), che non ha ancora perso tutte le speranze di agganciare la capolista Padova (63). «Entreremo nell’arena – afferma Stefano De Agostini – e faremo quadrato. Tutti uniti per uscire dal tunnel delle sconfitte». Infortunati Zambon e Davide Furlan, squalificato Faloppa. Nella gara d’andata a Tamai l’Altovicentino si impose per 2-0.

Ore 19.00 – Lega Pro: il Bassano batte 3-2 la Pro Patria, mentre il Real Vicenza pareggia 1-1 con la Cremonese.Ore 18.50 – (Corriere delle Alpi) Il Ripa Fenadora ha voglia di tornare a gioire in casa, dove la vittoria manca dal 4 gennaio (3-0 al Giorgione). Da allora il Boscherai non è più stato quel fortino che i neroverdi vogliono ricostruire domani. Di fronte ci sarà l’Union Pro. Oltre ad aver ritrovato punti e morale nelle ultime tre partite (il successo col Tamai è il terzo risultato utile consecutivo), il mister Parteli avrà finalmente tutti a disposizione. Rientrano dalla squalifica Antoniol, Solagna e Pellizzer. Frangu e Sommavilla, hanno recuperato. Aria di casa. «È da un bel po’ che manca il successo in casa e ci teniamo a tornare a vincere», conferma Matteo Mastellotto, grande protagonista nelle ultime settimane con due gol che hanno portato 4 punti. «Sarei ipocrita a dire che non solo felice per i gol, ma se segno è merito dei miei compagni. È con un solo gol subito in tre partite c’è da elogiare la difesa. Ognuno fa il suo e raggiungiamo la salvezza. La nostra forza sta nel farsi trovare sempre tutti pronti, senza far sentire la mancanza di chi è assente. Domenica per esempio ha debuttato Savi, Venturin è entrato senza riscaldamento ed entrambi hanno fatto ottime prestazioni». Vittoria scacciapensieri. «Vincere aiuta anche il morale, però adesso l’importante è non adagiarsi, perché ancora non abbiamo fatto niente, anzi bisogna sempre avere più fame degli avversari. Con il Tamai non era facile, loro erano nella nostra stessa situazione. Abbiamo fatto una grande prestazione, ma erano state buone anche le tre-quattro precedenti. Quando non raccogli quanto dovresti è difficile, ma eravamo convinti che i tre punti sarebbero arrivati». Reazione di carattere. «È stato un periodo di crisi che può capitare. Se nelle ultime quattro-cinque gare avessimo fatto schifo, il motivo avrebbe potuto essere che qualcosa non andava, invece le buone prestazioni ci sono state. La chiave è perseverare, continuare a lavorare in allenamento e a credere in quello che facciamo. Domenica poi la voglia che avevamo di vincere ha fatto la differenza. La stessa da portare avanti da qua fino a quando non conquistiamo la salvezza». L’Union Pro. Arriva al Boscherai una squadra in gran forma, sesta a 39 punti contro i 35 del Ripa Fenadora. Obiettivo accorciare le distanze «Non c’è niente di diverso da fare rispetto al solito: continuando a lavorare i risultati arrivano», rimarca il centrocampista offensivo. «Affrontiamo una squadra quadrata, che ha valori importanti ma noi dobbiamo portare in campo i nostri e così possiamo fare bene».

Ore 18.30 – (Gazzettino, edizione di Belluno) Arrivano i forti. Tra 24 ore, per l’ultima partita dell’anno con fischio d’inizio alle 14.30 (da domenica prossima con l’ora legale si partirà alle 15, e dall’Eccellenza in giù alle 16) Belluno e Ripa si troveranno di fronte a due delle formazioni più in forma del campionato, nonché tra le migliori dell’intero girone di ritorno. CLODIENSE – In palio con i chioggiotti c’è il quarto posto. Per salvarlo i gialloblù dovranno fermare una Clodiense in striscia positiva da ben 11 turni che nel girone di ritorno ha collezionato 19 punti (contro gli 11 del Belluno) per una media gol da +14 (19 fatti e 5 subìti) contro il -1 dei gialloblù (13 fatti e 14 subìti). Buone notizie però arrivano dall’infermeria: l’ecografia a cui ieri si è sottoposto Radrezza ha escluso stiramenti; semplice contrattura e in campo tra una settimana. In ripresa anche Masoch che domenica andrà in panca ma sarà indisponibile, come Pellicanò. UNION PRO – Per l’Union di Parteli chiamata a confermare che il buio è passato invece la rivale si chiama Union Pro. Un’altra squadra che non scherza: 17 punti nel girone di ritorno (contro i soli 6 del Ripa) e 3 vittorie negli ultimi 4 incontri. Ma i neroverdi si sono sbloccati, vincendo domenica scorsa a Tamai. GLI ARBITRI – Il siciliano Giuseppe Trischitta di Messina arbitrerà Clodiense-Belluno, il friulano Thomas Miniutti di Maniago fischierà al Boscherai.

Ore 18.10 – (Corriere delle Alpi) Il Belluno tira un sospiro di sollievo, Andrea Radrezza starà fuori solamente una settimana. L’ecografia ha evidenziato solo una contrattura agli adduttori della gamba destra e il giocatore già martedì potrà riprendere gli allenamenti. Finalmente buone notizie, dopo i numerosi infortuni che hanno colpito l’undici gialloblù. «Radrezza è meno grave del previsto – commenta il mister Roberto Vecchiato – dovrà rimanere a riposo ancora un paio di giorni. Anche Masoch è in netto miglioramento e o convoco per Chioggia». Missione Clodiense. Il Belluno non vuole sbagliare, la partita di domani è fondamentale per mantenere il quarto posto e magari cercare di consolidarlo, visto che l’avversario si trova a sole due lunghezze. «Siamo consapevoli di affrontare una squadra in salute, che merita la posizione di classifica e che già all’andata aveva dimostrato di essere un’ottima formazione. Abbiamo molti indisponibili, ma non vogliamo che diventi una scusa, anche perché in queste ultime due partite, nonostante l’emergenza, abbiamo raccolto quattro punti. Tra Clodiense e Sacilese (si giocherà di sabato, ndr) ci giochiamo molto della nostra stagione, ma siamo pronti ». Solite assenze. Il mister gialloblù dovrà fare a meno del lungo degente Ruben D’Incà oltre che a Paolo Pellicanò che, dopo la visita medica in settimana, si è dovuto arrendere e dovrà rimanere fermo ancora un paio di settimane. Per Marco Duravia, rimasto a riposo nell’amichevole infrasettimanale contro il Bleggio, non dovrebbero esserci problemi. Chi gioca? Vecchiato rispetto all’ultimo match casalingo recupera Stefano Mosca dalla squalifica e Francesco Posocco, che ha smaltito l’influenza, ma perde ovviamente Radrezza. In porta giocherà sicuramente Davide Solagna, mentre la difesa dovrebbe essere la solita. Merli Sala e Sommacal alzeranno il muro centrale, mentre sulle corsie esterne dovrebbero essere confermati Pescosta sulla destra e Mosca sulla sinistra. A metà campo è difficile pensare che Masoch possa partire dall’inizio, quindi si alzano nuovamente le quote di Davide Canova, classe 1998, che potrebbe cominciare dal primo minuto per la terza partita consecutiva. Al sostegno del giovane gialloblù ci sono senza dubbi Bertagno e Miniati. Davanti, bomber Corbanese suona la carica e guida l’attacco del Belluno sostenuto da Duravia e Posocco.

Ore 17.50 – Sala stampa, Christian Panucci (allenatore Livorno): “Gli episodi sono stati purtroppo negativi per noi. Abbiamo subito gol su rigore, poi c’è stata l’espulsione di Bernardini che ci ha tagliato le gambe. Il Cittadella non ha fatto un tiro in porta, ma noi abbiamo fatto poco per rimettere in piedi la partita. Ho cambiato, ma dovrò parlare con la squadra, perché ho visto cose che non mi sono piaciuto. Loro in superiorità numerica non ci hanno creato così tanti problemi, ci dispiace per i tifosi. Il presidente era amareggiato, l’ho ascoltato e devo capire come tirare fuori il meglio da questa squadra che è un po’ in difficoltà”

Ore 17.40 – Sala stampa, Claudio Foscarini (allenatore Cittadella): “Sono onorato dei complimenti che mi arrivano, ringrazio molto tutti. Quella di oggi era una partita delicata: c’erano molte incognite che potevano indirizzarla in un modo o nell’altro, come per esempio il cambio di allenatore, che di solito porta sempre fiducia e grinta alla squadra. Dovevamo fare la partita perfetta, e tatticamente lo è stata: siamo più bravi fuori casa quando dobbiamo ripartire. Il Cittadella ha fatto una partita molto intelligente,una grande partita. Sapevamo di poter soffrire sugli esterni, e abbiamo chiuso bene. Nel secondo tempo potevamo chiudere la parita,ma non abbiamo sfruttato gli spazi che ci hanno concesso. Non so se è la vittoria della svolta,so che da qui alla fine abbiamo 10 spareggi da vincere”

Ore 17.30 – Serie D girone D: termina 0-0 l’anticipo tra Este ed Abano.

Ore 17.10 – Serie B, la classifica aggiornata: Carpi 62, Bologna 53, Vicenza 52, Avellino e Spezia 49, Frosinone 48, Livorno e Pescara 47, Perugia 46, Lanciano 43, Bari 41, Virtus Entella 40, Cittadella, Modena, Pro Vercelli e Trapani 38, Latina 37, Ternana 36, Crotone 35, Catania 32, Brescia e Varese 27.

Ore 17.00 – Serie B, i risultati finali: Avellino-Perugia 1-2, Crotone-Brescia 2-1, Entella-Catania 2-0, Latina-Spezia 1-2, Livorno-Cittadella 0-1, Modena-Vicenza 1-2, Pro Vercelli-Lanciano 2-1, Ternana-Carpi 0-1, Trapani-Bologna 0-0.

Ore 16.40 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Ormai non fa più notizia la «via crucis» del tecnico Michele Serena tra infortuni e squalifiche. Per la trasferta odierna a Gorgonzola contro la Giana Erminio (ore 19.30, diretta streaming su www.sportube.tv) l’allenatore lagunare ha convocato a fatica 18 giocatori, pescando Scanferlato e Callegaro dalla Berretti. Fuori causa Zaccagni e Cernuto per squalifica, Giuliatto reduce dall’operazione alla caviglia, mentre Espinal, Peccarisi e Greco sono tutt’altro che al top, ma probabilmente solo il primo giocherà titolare, con gli altri in panchina a meno che a mezzo servizio. Secondo ko di fila invece per Bellazzini. In mediana per Zaccagni dovrebbe toccare a Scialpi, con chance dal 1′ per Varano nel tridente con le punte Raimondi e Guerra. In difesa davanti a Fortunato il partner di Legati sarà Capogrosso, con Dell’Andrea a destra e Sales prestato a sinistra. Dopo il 3-0 alla Cremonese (doppietta di Raimondi dopo il rigore di Greco) il Venezia cerca comunque un altro strappo per salire da +7 a +10 sulla Giana e sulla spauracchio playout. Contro il team di Gorgonzola inizia un ciclo di tre gare contro avversarie di bassa classifica: tra una settimana seconda trasferta di fila, a Bergamo contro l’AlbinoLeffe (ore 19.30), mentre mercoledì 1.aprile al Penzo (ore 17) arriverà il Lumezzane.

Ore 16.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Venezia, subito altri tre punti per sbrigare definitivamente la pratica-salvezza. Ha fretta di chiudere i conti Daniele Giorico, terzo playmaker del centrocampo arancioneroverde dopo l’accantonamento dell’ex capitano Esposito e il breve interregno di Scialpi. «Abbiamo nelle nostre mani un’opportunità importante, perché sfidiamo la squadra che oggi occupa l’ultimo posto nei playout per restare in Lega Pro – sottolinea il 23enne centrocampista sardo -. Vincendo metteremmo tra noi e la Giana un distacco di 10 punti, una prospettiva che ci fa gola e che deve trasmetterci la determinazione necessaria per dar seguito al successo sulla Cremonese». Il 3-0 rifilato ai grigiorossi ha elevato il morale del Venezia, almeno quanto il 3-1 in casa del Real Vicenza ha rinvigorito la Giana. «Sotto quest’aspetto partiamo alla pari, noi però dovremo prestare attenzione anche all’aspetto ambientale perché loro ci terranno moltissimo a disputare una grande gara nel giorno del ritorno a Gorgonzola. Classifica alla mano i nostri avversari hanno un solo risultato a disposizione, quindi dovranno per forza di cosa giocare e proporre calcio». E lì il team lagunare dovrà riuscire a colpire in maniera letale. «Siamo in un buon momento sul piano del gioco, e penso che non si sia interrotto nemmeno a Novara nonostante la sconfitta. Stiamo facendo abbastanza bene, in scontri diretti come quello odierno la prima cosa è non perdere, ma noi siamo il Venezia e non possiamo comportarci da squadra qualunque». Giorico evidenzia il peso della maglia arancioneroverde essendo uno dei pochi superstiti della scorsa stagione. «Io ho voluto fortemente ritornare a Venezia, mi sono battuto per provare a scrivere una pagina nuova e diversa dopo quella con brutto finale di un anno fa. In pratica sono stato fermo un anno, poi quasi d’improvviso ho giocato tante gare ravvicinate. Non potevo chiedere di meglio, la società ha puntato su di me e voglio dare tutto per ringraziare come si deve». Ciò nonostante l’ex Cagliari si augura: «di ritrovare subito un pizzico di brillantezza in più, ne ho bisogno io come la squadra. Ai 90′ con la Giana ci arriviamo di slancio, vinciamo oggi e poi sono sicuro ci divertiremo».

Ore 16.20 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Il Venezia a caccia di punti pesanti a Gorgonzola. Questa sera gli arancioneroverdi sfidano la Giana Erminio con l’obiettivo di allungare decisamente il passo rispetto alla zona playout. Ma ancora una volta mister Michele Serena dovrà fare i conti con le assenze che, tra infortuni, influenze e squalifiche ha falcidiato il gruppo. Squadra talmente corta che, per raggiungere quota 18 convocati, il tecnico arancioneroverde ha dovuto convocare ben tre ragazzi della Berretti. E non tutti, tra gli effettivi, sono al top della condizione se si considera il recupero lampo di Greco, fino a due giorni fa fermo a causa di una gastroenterite che ora ha colpito anche Cernuto (comunque già fuori per squalifica). «Faremo con quel che abbiamo a disposizione», allarga le braccia con sano realismo il tecnico veneziano, che dovrà ancora una volta mettere a punto una serie di alchimie per trovare il miglior undici da mandare in campo. In difesa rientra Peccarisi, dopo due settimane di stop, ma nelle gambe ha appena un paio di giorni di allenamento. A centrocampo, mancando Mattia Zaccagni squalificato, dovrebbero trovare spazio Varano, Giorico ed Espinal, mentre davanti, con Tommaso Bellazzini ancora out, tutto dipenderà dalle condizioni di Greco: se sarà della partita, si posizionerà dietro alle due punte, Guerra e Raimondi, come sabato scorso contro la Cremonese. Altrimenti occorrerà trovare un’alternativa, forse Magnaghi. Gli arancioneroverdi sono abituati da tempo a convivere con le emergenze che, partita dopo partita, hanno condizionato le scelte di mister Serena. Ma oggi più che mai servirà fare di necessità virtù, perché la posta in gioco è molto alta. Con 34 punti la Giana è in zona playout e, battendola, il Venezia, che ne ha 41, metterebbe un buon margine di sicurezza sulla parte pericolosa della classifica. «Dovremo stare attenti a questa squadra — avverte però mister Serena — perché si trova in un momento molto buono. La vittoria della settimana scorsa sul Real Vicenza dimostra che sono in uno stato di forma incredibile. E poi si sono rinforzati, con gli innesti a gennaio di Polenghi in difesa, Gasbarroni in mezzo al campo e Sinigaglia in attacco. Tutti giocatori che conosciamo bene». Contro la Giana, mister Serena colse il primo successo in arancioneroverde (2-1 al Penzo con gol di Marino e Raimondi) dopo l’esordio non fortunato contro la Cremonese. Questa volta si punta a dare continuità ai risultati dopo la bella vittoria di sabato scorso sui grigiorossi. Anche il ds Ivone De Franceschi ripensa alla prova di una settimana fa e chiede di confermarla con un altro successo. «Serve una dimostrazione di forza, vorrei che trovassimo quella continuità nei risultati che finora ci è un po’ mancata. La partita con la Giana è importante per riuscire a mettere un buon margine di punti sulla zona calda della classifica». La squadra avversaria, per altro, ritroverà il suo stadio, il comunale «Città di Gorgonzola», per la prima volta in stagione dopo l’esilio forzato a Monza che durava dall’inizio del campionato, il primo di Lega Pro per la Giana. La struttura ha ottenuto da commissione provinciale e Comune l’ok sull’agibilità e ieri è arrivata l’ufficialità che si attendeva per il via libera definitivo. Un motivo che certamente caricherà la squadra avversaria.

Ore 16.10 – (La Nuova Venezia) La Giana Erminio torna a casa, e vuole fare festa. Il Venezia arriva e vuol fare saltare il banco. Emergenza su emergenza per Michele Serena, ma ormai è il copione di questa stagione. Solo ieri mattina la Lega Pro ha ufficializzato il ritorno della Giana Erminio nello stadio di Gorgonzola. Intanto Serena deve inventarsi qualche alchimia nuova. In difesa fuori gioco Cernuto e Giuliatto, Peccarisi recuperato in extremis per la panchina, fortuna che quasi tutti possono adattarsi a posizione diverse così non è detto che Capogrosso-Legati-Sales-Dell’Andrea non possa diventare Dell’Andrea-Capogrosso-Legati-Sales. A centrocampo non ci voleva la squalifica di Zaccagni, oltre allo stop di Bellazzini: Scialpi e Varano si giocano una maglia accanto a Giorico ed Espinal. Varianti d’attacco legate alle condizioni di Greco: se l’autore del rigore una settimana fa dà garanzie, riecco il tridente che ha schiantato la Cremonese, altrimenti Varano potrebbe partire come esterno offensivo. Panchina completata da D’Arsié, Scanferlato e Callegaro con Esposito e Magnaghi. La Giana cerca tre punti per abbandonare la zona playout, deve mettere la freccia e scavalcare chi la precede. Squadra incostante: sconfitte interna con la Pro Patria (2-1), vittoria in trasferta a Vicenza (3-1), passeggiando sopra le macerie del Real. Cesare Albè, concittadino di Valentino Mazzola essendo di Cassano d’Adda, recupera Polenghi, sperava di fare altrettanto con Recino, ma l’attaccante si è ammalato in settimana, quindi attacco affidato a Sinigaglia e alla fantasia di Gasbarroni. «Torniamo a giocare a casa»sottolinea il tecnico della Giana, «è un piacere per tutti, ma occhio al Venezia che una settimana fa ha segnato tre gol alla Cremonese». Facendo un regalo anche alla Giana, che oggi proverà a capitalizzarlo al meglio. Probabili formazioni. Giana Erminio (4-4-2): 1 Paleari; 2 Perico, 5 Montesano, 6 Polenghi, 3 Augello; 7 Pinto, 4 Biraghi, 8 Marotta, 11 Crotti; 9 Sinigaglia, 10 Gasbarroni. A disposizione Ghislanzoni, Solerio, Di Lauri, , Rossini, Perna, Bonalumi, Spiranelli. Allenatore: Cesare Albè. Unione Venezia (4-3-3): 1 Fortunato; 2 Capogrosso; 5 Legati, 6 Sales, 3 Dell’Andrea; 7 Scialpi, 4 Giorico, 8 Espinal; 11 Varano, 9 Raimondi, 10 Guerra. A disposizione D’Arsié, Peccarisi, Esposito, Callegaro, Scanferlato, Magnaghi, Greco. Allenatore: M Serena. Arbitro: Strippoli di Bari.

Ore 15.50 – Serie B, i risultati parziali alla fine dei primi tempi: Avellino-Perugia 1-0, Crotone-Brescia 0-0, Entella-Catania 2-0, Latina-Spezia 0-1, Livorno-Cittadella 0-1, Modena-Vicenza 1-1, Pro Vercelli-Lanciano 2-1, Ternana-Carpi 0-1, Trapani-Bologna 0-0.

Ore 15.40 – (Giornale di Vicenza) «Ottenere il massimo da qualsiasi situazione», questo l´obiettivo di Marcolini e dei suoi per la partita di oggi contro la Cremonese. «La nostra mentalità è stata questa dall´inizio dell´anno e ci ha portato a toglierci belle soddisfazioni» – continua il mister biancorosso – purtroppo ci siamo un attimino allontanati dalla quarta posizione, dai playoff, ma noi non dobbiamo guardare al Bassano. Dobbiamo guardare solo a noi stessi e se saremo bravi a fare tanti punti e gli altri ne perderanno tanti, non si sa mai. Ma il nostro pensiero deve essere solo quello di fare prestazione e tramite la prestazione ottenere il risultato». L´avversario di oggi, la Cremonese, si presenta a questo appuntamento carico di voglia di riscatto e con la necessità di portare a casa punti per tenersi fuori dalla zona rossa della classifica. «Giochiamo contro una squadra a inizio anno additata da tutti come una possibile protagonista. Siamo consapevoli che per loro trovarsi in questa posizione ha tolto delle certezze. Subire un altro stop per la Cremonese vorrebbe dire sentire ancor di più il fiato sul collo di quelle dietro e ad una squadra che non c´è abituata può dar fastidio». Venerdì scorso nella partita contro la Giana, Marcolini aveva schierato la squadra col 3-4-3. Il risultato, neanche a dirlo, non è stato quello sperato, quindi oggi si tornerà al classico 3-5-2 che tante soddisfazioni ha dato fino a questo punto al Real. Marcolini spiega: «In corsa può succedere di tutto, con la Giana ho voluto forzare un po´ la mano e adesso credo si ritornerà a come ci siamo sempre mossi, perché penso che così abbiamo più certezze ed equilibri e in una partita come quella contro la Cremonese in cui ci troveremo di fronte una squadra che si gioca tanto, è giusto tornare ad essere più equilibrati». Recuperato Cristini a centrocampo, l´allarme suona in difesa dove saranno assenti Piccinni, per squalifica, e Polverini, per infortunio. A sostituirli saranno con ogni probabilità Beccaro a destra e Solini centrale, con Carlini spostato sulla sinistra e Quintavalla recuperato che partirà però dalla panchina visto che è da un po´ che è lontano dal campo. Piena la fiducia di Marcolini in chi scenderà in campo al posto dei “titolari”: «Credo che per loro sia anche una bella occasione per dimostrare il loro valore. Ritengo che i ragazzi che giocheranno oggi hanno ottime qualità, sono sereno, so quello che mi possono dare e come hanno lavorato in settimana». Ad aspettare il Real Vicenza a Cremona un ambiente agitato. I tanti tifosi grigiorossi nell´ultima settimana hanno contestato in primis Jadid, ma anche la società visti i risultati che non sono sicuramente quelli sperati. Per affrontare la squadra lombarda e il clima rovente della città Marcolini chiede ai suoi carattere: «Questo sempre, ma soprattutto stasera dovremo essere bravi a tenere botta dal punto di vista psicologico e caratteriale. Ci saranno tanti scontri uno contro uno e loro saranno molto carichi: la loro situazione è molto fastidiosa e, ancor di più in casa, daranno tutto. Quindi solo una squadra matura oggi può fare una prestazione importante».

Ore 15.20 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Un’occasione irripetibile per spiccare il volo. Il Bassano vuole i tre punti oggi (ore 17) contro la Pro Patria e punta sulla spinta del Mercante per avvicinare il primo posto. Dopo tre successi in trasferta con Mantova, Lumezzane e Torres, Antonino Asta crede nella rimonta che potrebbe portare la squadra in vetta. «Ce la giochiamo partita dopo partita — sottolinea il tecnico giallorosso — e sappiamo bene che, se riusciremo a vincere contro la Pro Patria, la settimana prossima lo scontro diretto con l’Alessandria assumerà un altro valore. Non potremo disporre di Maistrello e di Bizzotto, squalificato, per il resto non sono preoccupato anche se affronteremo un avversario che sta facendo bene. Noi siamo rinfrancati e carichi per i tre successi che abbiamo conquistato in trasferta, vogliamo proseguire questo trend positivo». La minaccia di pioggia che le previsioni meteo portano con sé non spaventa Asta: «Il terreno del Mercante — dice Asta — assorbe molto bene anche in caso di piogge abbondanti. Per cui non sono preoccupato neppure dalla possibilità che dal cielo scenda molta acqua durante la partita». Alla stessa ora il Real Vicenza affronterà la Cremonese in una partita che ha perso significato dopo il crollo casalingo di venerdì scorso contro la Giana. Michele Marcolini tiene però la schiena dritta. «Innanzitutto pensiamo a ottenere il traguardo primario, ossia la salvezza — sottolinea — poi penseremo al resto, anche se la sconfitta contro la Giana indubbiamente è stata un brutto colpo». Temutissimo da Marco Giampaolo, tecnico di una Cremonese in seria difficoltà, è sempre Salvatore Bruno. «Lo conosco da tempo — spiega — ha fatto sempre bene in questi anni e si sta confermando anche nell’attuale campionato. Contro il Real Vicenza non servono troppe parole ma solo testa bassa e pedalare. É una squadra difficile da affrontare, dovremo essere bravi ad affrontare la partita con grande attenzione».

Ore 15.00 – (Giornale di Vicenza) E noi ingenui che pensavamo che Bassano-Alessandria di sabato prossimo ancora al Mercante fosse il big match. Asta ci ha fregato tutti quanti. «La Partita con la P maiuscola è con la Pro Patria alle 17 – avverte don Tonino – senza di questa anche quella dopo perde valore. Oggi è la gara che se conquistata potrebbe permetterti di stare lì con le più forti sino alla fine. Con l´eventuale bottino arriveremmo lanciati a mille coi piemontesi. Il fatto è che i bustocchi mi preoccupano molto di più della capolista perchè coi grigi è una sfida che prepari in automatico, con la Pro invece è tutto molto più complicato, servirà pazienza e raziocinio, assalti ragionati e non dissennati». Anticipa i rivali il tecnico, ripresosi bene dalla notte amara del suo Toro «La Pro Patria, oltre ad aver vinto bene le ultime due, è in grande ascesa e Montanari ha raddrizzato il reparto arretrato che prima imbarcava troppa acqua, è una formazione che può vantare tanta qualità in prima linea con una raffica di punte di grido e che di certo non si chiuderà a doppia mandata dietro. E allora preferirà attaccare e creare pericoli perchè sa farlo. Un po´ ci assomiglia nell´atteggiamento e perciò ce la giocheremo a viso aperto». Maistrello (i cui tempi di rientro potrebbero allungarsi alla seconda metà di aprile), lo squalificato Bizzotto e con ogni probabilità pure Nolè (che avverte ancora dolore alla scapola fratturata e al suo posto in panca è pronto Casarini) sono nella lista indisponibili ma Asta batte sul concetto a cui tiene di più.«Sono otto finali da adesso in poi – dice – non aspettatevi fuochi d´artificio perchè non ce ne saranno, questi sono duelli che verranno decisi da un episodio, semmai bisogna essere bravi a portarlo dalla nostra parte. Confido che la nostra gente, il popolo giallorosso (dice proprio così, ndr) si stringa attorno alla squadra come ha sempre fatto perchè il momento è speciale.

Ore 14.40 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) A undici giornate dal termine del campionato, i 49 punti e il terzo posto in classifica hanno già garantito la permanenza in serie B del Vicenza, e anche Pasquale Marino ormai ammette che la pratica salvezza è archiviata. «Avevamo sempre detto di puntare a quota 50 e ci siamo, manca poco — sottolinea il tecnico dei berici — ma noi continueremo sulla strada tracciata, senza fare troppi calcoli, pensando ad una partita alla volta e concentrandoci nell’affrontare l’avversario come sempre, dando tutto. L’obiettivo salvezza è stato centrato, ora serve dare il doppio di quello che abbiamo dato finora». Il prossimo avversario si chiama Modena, che all’andata espugnò il Menti: sconfitta che costò la panchina a Giovanni Lopez. «I dirigenti del Vicenza mi chiamarono subito dopo la sconfitta contro il Modena dell’andata — ricorda Marino — e devo ammettere che allora ero convinto di poter salvare il Vicenza, magari soffrendo e lottando fino all’ultimo ma ero sicuro di potercela fare. Adesso è sotto gli occhi di tutti che questo gruppo ha saputo sorprendermi, perché sta ottenendo risultati che non mi aspettavo. Accettare il Vicenza allora fu un rischio ma alla fine sono stato ripagato da questo gruppo straordinario, che sono sicuro continuerà a regalare soddisfazioni a me e a tutta la tifoseria biancorossa». Oggi a Modena i «canarini» cercheranno di bissare lo sgambetto dell’andata, ma si troveranno di fronte un Vicenza molto diverso. «Loro sono una buona squadra, che subisce pochi gol e che in attacco dispone di ottimi giocatori. Dopo il cambio di panchina si sono ricompattati e hanno fatto molto bene; nell’ultimo turno hanno pareggiato a Bologna e potevano vincere, questa è la prova che stanno bene e che ci aspetta una partita difficile. Però bisogna dire che abbiamo acquisito una certa continuità, abbiamo disputato partite importanti e siamo riusciti a tenere un cammino costante anche sotto il profilo delle prestazioni, a parte qualche calo forse nella terza partita in una settimana. Complessivamente la squadra ha sempre fornito segnali di notevole continuità e di concentrazione, aspetti che ci hanno portato a salvarci con largo anticipo». Un Vicenza che ha saputo scalare la graduatoria fino al terzo posto e che tra poco potrà contare di nuovo su Antonino Ragusa, ormai pronto dopo il grave infortunio al crociato del ginocchio destro. «Ragusa è convocato, non è ancora al 100% ma ha compiuto progressi enormi e migliora di settimana in settimana. Vedremo come si metterà la partita, intanto viene con noi in panchina». Anche a Modena è prevista una presenza importante di tifosi biancorossi (almeno 700 sostenitori saranno presenti al Braglia), a conferma che la gente crede in un finale di campionato in cui il Vicenza sia protagonista fino in fondo. «La tifoseria sta apprezzando il gioco della squadra — dice Marino — il sacrificio dimostrato e la capacità di non mollare mai. Sapere che c’è questo entusiasmo intorno a noi è solo un piacere, è un fatto positivo perché quando tutte le componenti sono unite è più facile ottenere dei risultati anche importanti. Quanto, lo diranno gli ultimi mesi del campionato». Ultimi mesi in cui il Vicenza può e deve lottare per un posto al sole, per entrare nella griglia dei playoff per la serie A. Il sogno più grande è ancora alla portata.

Ore 14.30 – (Giornale di Vicenza) L´eclissi che ieri mattina ha fatto da suggestiva cornice alla rifinitura del Vicenza al centro tecnico Morosini non ha velato minimamente le certezze di Marino. Contro i “canarini” giocherà quindi per dieci undicesimi la stessa squadra già vista all´opera lunedì sera con il Catania. L´unica variazione, come ampiamente previsto, riguarderà il centravanti: il bomber biancorosso Andrea Cocco è pronto a rilevare l´altro Andrea, Petagna, che proprio sostituendo il titolare, squalificato nell´ultima partita, ha rimediato un infortunio muscolare al polpaccio sinistro di una certa entità e rimarrà ai box per qualche settimana. Nelle prossime settimane, se tutto procede come previsto, Marino potrebbe però beneficiare di due innesti importanti. Ragusa, convocato per la prima volta contro il Catania, anche a Modena sarà in panchina: è possibile che il tecnico decida di iniziare a testarne il rendimento in una partita vera, sia pure per pochi minuti, per cominciare a fargli scaldare il motore. E negli ultimi due giorni ha decisamente aumentato i giri anche Thomas Manfredini, con l´obiettivo di tornare a pieno titolo in gruppo la settimana prossima per preparare al meglio l´importante sfida contro il Carpi capolista. La perdurante assenza di Sciacca (ieri a Isola con le stampelle) limita notevolmente le opzioni a centrocampo, e peserà ancor di più la prossima settimana, quando Marino sarà privo anche di Giovanni Sbrissa. Il giovane è stato infatti inserito dal ct Pane tra i 18 azzurrini che disputeranno la fase Élite dell´Europeo Under 19 in Austria. Il raduno della Nazionale inizierà domani sera a Roma; martedì il gruppo partirà per Lindabrunn, dove giocherà giovedì 26 con la Croazia e sabato 28 con la Scozia, per poi chiudere il girone martedì 31 a Vienna contro i padroni di casa austriaci. Solo ad aprile, quindi, Sbrissa tornerà a disposizione del Vicenza, dopo aver saltato la partita contro il Carpi.

Ore 14.20 – (Giornale di Vicenza) E finalmente alla vigilia della gara di oggi a Modena il tecnico Pasquale Marino ha annunciato ufficialmente che l´obiettivo salvezza è stato raggiunto: «Ma sì ormai è inutile rimandare: l´obiettivo salvezza è stato centrato e pure con largo anticipo, da adesso in poi dovremo essere capaci di dare il doppio di quanto fatto fino ad ora». E dunque il prossimo obiettivo sarà ovviamente il raggiungimento dei playoff? «No, il prossimo è il Modena, noi viviamo alla giornata e non stiliamo di sicuro tabelle, certo capisco che all´esterno stampa e tifosi la pensino diversamente, ma noi ragioniamo di partita in partita». Formazione tipo quella che scenderà in campo a Modena, in quella che potrebbe essere però gara più delicata del previsto visto che si viene da una lunga striscia positiva ma anche da tre pareggi consecutivi. «Noi non facciamo mai tanti calcoli, di sicuro dobbiamo saper dare tutto fino all´ultimo in ogni gara». È abbastanza normale dire: si deve dare tutto! Però al di là di questo i risultati fin qui ottenuti e i punti in classifica dicono che il Vicenza merita di giocarsi i playoff. «Ci fa piacere questo giudizio positivo però il nostro atteggiamento rimane sempre lo stesso».
Dica la verità, non deve cambiare perchè teme che il gruppo in qualche modo si rilassi? «No, solo non dobbiamo cambiare gli atteggiamenti che ci hanno fatto arrivare fino a qui».Al di là della striscia positiva convince vedere che la squadra non perde mai la sua compattezza. Può essere questo un mattone su cui puntare in questo finale di campionato? «Sì e si deve ammettere che questa compattezza c´è sempre stata, abbiamo avuto una certa continuità anche prima di Natale, insomma il nostro è stato un cammino costante dal punto di vista delle prestazioni, tranne qualche raro caso dovuto forse ad un lieve calo fisico come a Frosinone o con l´Entella, però la squadra nel complesso ha reso molto bene e questo ci ha portato a salvarci con largo anticipo». Veniamo alla gara col Modena. È convocato Ragusa: stavolta potrebbe giocare uno spezzone? «Vediamo come va la gara, certo deve ancora lavorare, però ha fatto davvero progressi enormi». All´andata questa partita persa col Modena fu l´ultima per Gianni Lopez. Lei quando venne contattato? «Subito dopo, ma avevo visto già qualche gara del Vicenza, d´altra parte non facendo niente impegnavo il tempo così». Se si guarda indietro e vede dove è arrivato oggi il suo Vicenza può dire che è andata molto meglio di come pensava? «Stabilito che avevo la convinzione di arrivare alla salvezza, magari sofferta, sapevo che ci saremmo riusciti nonostante l´ambiente un po´ depresso che avevo trovato; però sì, questo gruppo mi ha sorpreso in positivo, non me l´aspettavo, ogni tanto mi dico che ad accettare sono stato un pazzo perchè un contratto ce l´avevo e pure qualche altra possibilità, insomma il rischio è stato alto, ma poi sono stato ripagato da questo gruppo straordinario». Chiudiamo con i tifosi: ce ne sarà un migliaio al seguito, insomma la tifoseria si sta compattando attorno a voi. «Fa piacere perchè vuol dire che apprezzano il sacrificio e la voglia che i giocatori mettono in campo; sapere che c´è questo entusiasmo attorno è un piacere, quando tutte le componenti sono vicine è più facile ottenere risultati positivi. Poi sì, lo sento che c´è molto affetto nei nostri confronti e stima per la mia persona».

Ore 14.00 – (Gazzettino) «Ho in mente qualcosa per potere far male al Cittadella. Ho trovato un gruppo serio e ben disposto al lavoro, ne sono molto felice, convinto che, se si accetterà la fatica del lavoro, avremo buoni risultati». Così Christian Panucci alla vigilia del suo esordio sulla panchina del Livorno e in assoluto con responsabilità dirette dopo l’esperienza al fianco di Capello con la nazionale russa. «Sicuramente – ha aggiunto – la settimana non era facile, venendo dalla sconfitta subita a Spezia in una gara molto sentita dalla piazza e dai giocatori stessi. Si può perdere ma occorre subito cambiare registro e mai guardarsi indietro». Poi Panucci è tornato sulla sfida di oggi: «Se porteremo il Cittadella nella nostra metà campo potrebbero crearci problemi, ma noi dovremo essere bravi a trovare soluzioni per mettere loro in difficoltà. Cercherò di partire da quello che già c’era». Probabile dunque la conferma della difesa a tre, con possibile assenza del brasiliano Emerson alle prese con un problema fisico. A centrocampo non ci sarà Biagianti, mentre in avanti dovrebbe esserci il forfait di Siligardi, con tandem offensivo formato dagli ex biancoscudati Vantaggiato e Jelenic (o Galabinov).

Ore 13.50 – (Gazzettino) Tante le incognite nel Cittadella che oggi sarà di scena a Livorno. In ordine sparso, la fresca nomina di Christian Panucci alla guida tecnica dei toscani che di sicuro galvanizzerà lo spogliatoio; i dubbi e i misteri che riguardano le idee tattiche del nuovo allenatore che cambierà qualcosa rispetto al suo predecessore Gelain; il ritrovato entusiasmo che si annuncia in una piazza notoriamente “calda” per l’avvicendamento in panchina; le assenze di Kupisz e Schenetti – quest’ultimo finito sotto i ferri in settimana per la sutura del muscolo adduttore della coscia destra – che peseranno in un Cittadella ultimamente non apparso particolarmente brillante soprattutto sulle corsie esterne. Le premesse non sono dunque le migliori per affrontare uno squadrone come il Livorno, innegabilmente in difficoltà nell’ultimo periodo ma che resta pur sempre una delle formazioni più attrezzate e qualitativamente importanti della cadetteria. Il Cittadella però se vuole salvarsi non deve guardare in faccia a nessuno – l’ha ripetuto tante volte Foscarini, anche in conferenza stampa – e nella partita del “Picchi” dovrà vendere cara la pelle. La sfida tra i granata e il Livorno ha poi un ulteriore motivo di interesse, ovvero il confronto tra il “veterano” Foscarini e il “debuttante” Panucci. «Ci vorrebbe rispetto per quelli che sono tanti anni in panchina – se la ride il tecnico trevigiano – Al di là delle battute, in campo ci vanno i giocatori, sono loro che determinano il risultato finale. Sapete che non mi piace preparare una partita con un nuovo allenatore dall’altra parte, perché porta entusiasmo, un modulo diverso. Spero che i miei ragazzi non agevolino il compito di Panucci». Si aspettava l’avvicendamento al Livorno? «Sinceramente sì, ma pensavo al ritorno di Gautieri. La società ha scelto invece Panucci, che è stato un grande giocatore. Conosce l’ambiente e anche la squadra». Ci vorrà un grande Cittadella per tornare a casa con un risultato positivo. «Siamo in una posizione di classifica tale da non permetterci di fare regali a nessuno. Dobbiamo fare punti, senza guardare a chi ci sta davanti. Mi aspetto un Livorno tatticamente diverso rispetto a quello visto a La Spezia, il Cittadella dovrà stare attento a non prestare il fianco, ed essere bravo nelle ripartenze». Come detto mancherà Kupisz, non convocato per la contrattura, né ci sarà Schenetti. «Mi spiace tantissimo, per quest’ultimo è stato un anno davvero sfortunato. Proprio quando stava per tornare in forma, si è dovuto fermare ancora. A Livorno non avremo né lui né Kupisz, ma le alternative ci sono: Bazzoffia, lo stesso Paolucci che può fare l’esterno. Può partire uno e finire l’altro». Confermata la difesa utilizzata con il Crotone, in mediana Benedetti dovrebbe spuntarla su Busellato e affiancare il rientrante Rigoni, mentre Paolucci appare in vantaggio su Bazzoffia per sostituire Kupisz. In attacco confermato Stanco, accanto a lui Sgrigna. Regolarmente convocato Gerardi, anche se con un “occhio nero” per uno scontro rimediato un paio di giorni fa in allenamento.

Ore 13.40 – (Mattino di Padova) “Il vecchio e il bambino”, direbbe il buon Guccini. Ma siccome uno non è poi così avanti con gli anni e l’altro l’età puberale l’ha superata da un pezzo, è più corretto dire “il veterano e l’esordiente”. Livorno-Cittadella, in cartellone questo pomeriggio al Picchi, in fondo, si può presentare anche così. Come la sfida che mette di fronte il tecnico che vanta più panchine in serie B, avendone già collezionate oltre 300, e quello che invece comincia adesso la sua avventura. «È una bella chiave di lettura» ammette Foscarini, partito ieri pomeriggio in pullman assieme ai suoi uomini, «ma i protagonisti sono i giocatori, non noi. E comunque è vero che Panucci non ha mai allenato in prima persona, ma conosce l’ambiente toscano, ha giocato ad alto livello e ha trascorso un anno lavorando assieme a Capello, e non è un bagaglio da poco. Francamente mi aspettavo il cambio in panchina per dare la scossa all’ambiente dopo il ko subito a La Spezia, ma credevo che Spinelli avrebbe richiamato Gautieri. In ogni caso, ribadisco che avrei preferito evitare di affrontare il Livorno in questo momento, perché non solo non sappiamo quale modulo adotterà, ma neanche se conserverà l’atteggiamento aggressivo che aveva prima. Credo comunque che noi dovremo saperlo aspettare, provando a ripartire in maniera efficace. Qualche volta abbiamo aiutato le avversarie in difficoltà a uscire da un brutto periodo, speriamo che non sia così stavolta». No Kupisz. Alla fine il tecnico di Riese ha sciolto le riserve e dopo essersi consultato con lo staff medico ha deciso di lasciare a casa il polacco Kupisz, per non rischiarlo dopo la contrattura muscolare che l’ha bloccato col Crotone. A contendersi il suo posto ci sono Paolucci e Bazzoffia, col primo favorito, anche per la sua maggiore esperienza. Non potrà esserci invece Schenetti, che mercoledì si è sottoposto a un’operazione di sutura del muscolo adduttore lungo della coscia sinistra. «Mi spiace molto per questo ragazzo, davvero sfortunato. Purtroppo in questa stagione abbiamo potuto soltanto intravedere le sue qualità: proprio adesso che stava ritrovando la condizione dopo il problema al ginocchio lo abbiamo riperso» il pensiero a lui dedicato da Foscarini. L’altro ballottaggio riguarda il centrale che affiancherà il rientrante Rigoni in mediana, con Busellato che potrebbe lasciare il posto a Benedetti. Gerardi, infine, è stato convocato, nonostante l’occhio nero rimediato dopo una tacchettata presa in allenamento. Panucci, Livorno e il figlio. «Da quando sono stato contattato ho vissuto giornate emozionanti. Adesso ho due cose importanti nella vita: mio figlio Juan e il Livorno» ha dichiarato ieri, dal canto suo, Panucci, che ha confessato di aver ricevuto in queste ore le telefonate di stima dei colleghi Mazzarri, Donadoni e Gautieri. Il Citta è invece stato definito «un avversario rognoso, che ha giocatori validi e pericolosi come Minesso e Sgrigna. Dovremo cercare di tenerli lontani dalla nostra metà campo». Riguardo al modulo, certo l’impiego della difesa a tre, con Luci che potrebbe fare la spola tra centrocampo e attacco, lì dove Galabinov affiancherà l’ex biancoscudato Vantaggiato visto il forfeit di Siligardi, a causa di un ematoma al tendine rotuleo. Sicuro assente Biagianti, infortunato. Brescia -6, Varese -1. La penalizzazione, nell’aria da tempo, è arrivata. Il Tribunale Federale Nazionale presieduto dall’avvocato Sergio Artico ha tolto al Brescia sei punti in classifica, da scontarsi in questa stagione sportiva, per una serie di violazioni amministrative. Un punto di penalizzazione è stato comminato invece al Varese “per non aver attestato l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati per le mensilità di maggio e giugno 2014”. A oggi, quindi, virtualmente retrocesse sarebbero Crotone (32), Brescia e Varese (27). Pro Vercelli (35 punti, come il Cittadella) e Catania (32), finirebbero ai playout.

Ore 13.30 – (Corriere del Veneto) L’incognita vera: come schiererà il Livorno, Christian Panucci? Il terzo allenatore della stagione amaranto che succede al fontanivese Ezio Gelain copre le carte alla vigilia del suo debutto contro il Cittadella. L’unica certezza è la difesa a tre, per il resto ci sono dubbi i tutti i reparti, sugli esterni, in attacco, se ci sarà o meno il trequartista o su chi verrà impiegato nel ruolo. Insomma un rebus pure per Claudio Foscarini, che perde in pochi giorni un esterno (Kupisz) e il suo sostituto (Schenetti), trovandosi costretto ad arrangiarsi con soluzioni di fortuna. Il ricorso a Bazzoffia, mai impiegato sinora dal primo minuto, oppure lo spostamento di Paolucci in fascia, come già accaduto più volte lo scorso anno. E c’è pure Benedetti sulla rampa di lancio dopo il buon spezzone di partita offerto sabato scorso contro il Crotone. «E’ la seconda volta che il Livorno cambia allenatore – sottolinea – prima Gautieri, poi Gelain ora Panucci. Sono scelte della società. Quando parlo di incognita dico che non sappiamo al momento come sceglierà di giocare Panucci». E Foscarini sottolinea la qualità della rosa troscana. «Il tasso tecnico è tale che comunque le qualità saranno sicuramente importanti in tutti i settori. Qualche volta abbiamo aiutato le squadre in difficoltà a uscire da un brutto periodo, speriamo che non sia così stavolta».

Ore 13.10 – (Gazzettino) Anticipo di campionato oggi alle 14.30 al Nuovo Comunale tra Este e Abano. Derby che mette di fronte le due formazioni padovane più in forma del girone D ed entrambe in serie positiva da cinque gare: giallorossi terzi in classifica con 55 punti in zona play off, neroverdi settimi a braccetto con la Fortis Juventus a quota 41. All’andata fu exploit dell’Este con un gol di Rubbo, oggi invece indisponibile per infortunio al pari di Bonazzoli. «Sono due assenze pesanti per noi – afferma il tecnico giallorosso Gianluca Zattarin – ma dobbiamo dare continuità a ciò che stiamo facendo contro una squadra allenata bene e composta da giocatori importanti». Cinque lunghezze separano l’Este dal secondo posto occupato dalla Correggese, obiettivo che è a portata di mano. «Noi non molliamo, dobbiamo cercare di fare più punti possibile e poi vediamo cosa succederà. Ci tengo molto a stare lì in classifica». Sorvegliati speciali nell’Abano? «Davanti hanno elementi di qualità che possono fare male in qualsiasi momento». L’Abano (undici punti nelle ultime cinque uscite) ha praticamente la salvezza già in tasca e può affrontare il derby con la giusta spensieratezza, anche se non mancano le assenze: Barichello (tonsillite), Ballarin (problema al piede) e Zompa (strappo muscolare), mentre Giusti non è al meglio per un fastidio alla gamba. «È una di quelle partite che è bello da giocare – sottolinea l’allenatore Massimiliano De Mozzi – L’Este ha qualcosa in più come dimostra la classifica, però cercheremo di fare il massimo per disputare una bella gara e divertirci. Manca la matematica per la salvezza, ma avere 41 punti a nove gare dalla fine ci dà la possibilità di stare abbastanza tranquilli: con altri tre punti, ci mettiamo il cuore in pace e possiamo pensare anche al futuro». Chi dovrete tenere d’occhio nelle fila giallorosse? «Sono una squadra ottima e molto equilibrata. Ma il loro punto di forza è Zattarin: se ci fosse un premio per il migliore allenatore dell’anno, lo meriterebbe lui per l’ottimo lavoro fatto».

Ore 13.00 – (Mattino di Padova) Ecco il derby tra le squadre padovane più in forma del girone D. Este e Abano, si affronteranno oggi pomeriggio al Nuovo Stadio (calcio d’inizio alle 14.30), in un match d’alta classifica. Entrambe le compagini vengono da un periodo (tutto sommato) positivo: l’Este ha collezionato tre pareggi e due vittorie nelle ultime cinque partite, mentre l’Abano ha solo invertito la statistica dei cugini, ottenendo una vittoria in più e un pareggio in meno. Un ruolino di marcia autorevole, che però non ha sortito chissà quali effetti, considerando che l’Este, terzo in classifica, deve sgranocchiare qualche punticino alla Correggese (a +5) mentre l’Abano, sballottato dal nono all’attuale settimo posto, ha bisogno dei tre punti canonici per chiudere definitivamente il discorso salvezza. Il tecnico dell’Este Gianluca Zattarin punta tutto sul risultato, anche a discapito dello spettacolo: «Le due squadre si conoscono molto bene e tale aspetto potrebbe determinare la partita, ma noi penseremo solo a vincere» afferma. «L’Abano è una squadra con un potenziale offensivo importante e dovremo stare attenti a non concedergli troppe occasioni». L’allenatore aponense Massimiliano De Mozzi concorda con il collega: «La partita sarà decisa da episodi, come all’andata (vinta 1-0 dall’Este). Entrambe le squadre hanno una buona organizzazione tattica e, proprio per questo motivo, anche oggi in campo ci sarà tantissimo equilibrio». «Di sicuro» aggiunge De Mozzi, «se una delle due dovesse segnare nel primo quarto d’ora, cambierebbero i presupposti e potrebbe anche venire fuori un derby spettacolare». Tante le assenze annunciate: l’Este dovrà rinunciare a Bonazzoli e Rubbo, l’Abano a Ballarin, Zompa e Barichello.

Ore 12.40 – (Gazzettino) Tra l’altro l’ultima giornata propone proprio lo scontro diretto all’Euganeo e per lei sarà anche passato un girone dall’esordio sulla panchina dell’Altovicentino. «Puntiamo molto su questo, anche se dobbiamo ragionare di partita in partita e guardare principalmente alle nostre spalle per difendere il secondo posto. Poi se dovessimo racimolare qualche punto e arrivare a giocarcela allo spareggio, sarebbe il massimo». Quante possibilità vi date? «A livello di statistica ce ne sono sempre, ma ne abbiamo poche. In carriera ne ho viste comunque tante. Ma vedendo la forza e la piazza del Padova deve essere proprio un’impresa la nostra per arrivare a giocarcela all’ultima giornata. Un calo dei biancoscudati può anche succedere, ma lo vedo molto difficile. Ripeto, lavoriamo serenamente e ci concentriamo per affrontare una partita alla volta, e alla fine si faranno i conti».

Ore 12.30 – (Gazzettino) «Anche se è difficile dato che il Padova non è una prima in classifica qualunque». Calendario alla mano, l’Altovicentino deve affrontare quattro partite in casa (la prima domani con il Tamai) e altrettante in trasferta, il Padova ne ha cinque all’Euganeo e tre fuori casa. Un altro vantaggio per la truppa di Parlato. «Quando sei in una piazza come Padova giocare in casa o fuori è la stessa cosa avendo sempre tanti tifosi al seguito. E questo fa sì che i giocatori siano sempre concentrati, tanto più che giocano per una piazza storica. Noi dobbiamo cercare invece altre motivazioni, ma lo sapevamo: dovevamo essere al 110 per cento e purtroppo siamo stati all’80 per cento. Senza dimenticare però che al Padova lavora anche gente di valore». Si riferisce al suo collega Parlato? «Non solo a Carmine, ma anche al direttore De Poli. Sono persone di calcio e sanno come affrontare queste situazioni. Poi è anche vero che il calcio è strano e se accade il fatto imponderabile, noi dobbiamo farci trovare pronti».

Ore 12.20 – (Gazzettino) «Abbiamo un distacco abbastanza pesante, solo il Padova può perdere il campionato». Il tecnico Diego Zanin dell’Altovicentino non getta la spugna, ma lascia chiaramente intendere che i biancoscudati sono padroni del proprio destino in questo sprint finale di stagione potendo contare su otto lunghezze di vantaggio ad altrettante gare dalla fine. Gap che aveva toccato anche quota dieci punti poche domeniche fa in virtù della striscia nera dei vicentini (un punto in quattro gare) e del ritmo da record tenuto dalla truppa di Carmine Parlato. «Abbiamo pagato a caro prezzo il mese di febbraio – sottolinea Zanin – Pensavamo di perdere meno punti, ma purtroppo è andata così. Le assenze di Dal Dosso, Peluso e Cortesi sono state pesanti, è come togliere ai biancoscudati giocatori del calibro di Cunico e Amirante. E abbiamo pagato qualcosa anche nel reparto avanzato che è quello che doveva fare la differenza. Però la squadra ha cercato di reagire e ci siamo rimessi a posto facendo qualche buon risultato, ma a questo punto con un occhio e mezzo ci guardiamo alle spalle, e con l’altro mezzo occhio guardiamo ai biancoscudati nel caso in cui accada l’imponderabile».

Ore 12.00 – Sul record di vittorie: “Non ci penso, penso solo a vincere domani per la classifica. Dobbiamo avere il sangue agli occhi per portare a casa i punti, perché quelli servono!”.

Ore 11.57 – Su Zanin: “Sono abituato a guardare in casa mia, quello che dicono gli altri possono anche essere frasi di circostanza…”.

Ore 11.53 – Sul Giorgione: “Serve grande concentrazione e grande spirito. Serve fame e determinazione, con rispetto per gli avversari ma dobbiamo batterli. Inizia un trittico di partite importanti? Quella di domani è importante e poi pensiamo al resto, non sprechiamo energie a pensare cosa succede nelle prossime settimane che sennò poi magari arriviamo ad aprire l’uovo di Pasqua e troviamo una brutta sorpresa”.

Ore 11.50 – Su Ferretti e Nichele: “Sono pronti ma valuteremo se tenerli a riposo un’altra settimana o se portarli in panchina”.

Ore 11.47 – Su Cunico: “Ha una forte contusione al ginocchio, salta questa partita e poi vediamo per la prossima. Il sostituto? In molti possono adattarsi ma non c’è un Cunico, e quindi cambierà molto anche se so che chi lo sostituirà lo farà a dovere”.

Ore 11.45 – Arriva Parlato. Su Mazzocco: “Ha preso una botta alla caviglia. Timori? Dall’impatto non sembrava nulla di grave, ma adesso valutiamo”.

Ore 11.40 – Qui Guizza: termina l’allenamento.

Ore 11.20 – Qui Guizza: problema fisico per Mazzocco, che abbandona anzitempo il campo zoppicando.

Ore 11.00 – Qui Guizza: partitella a campo ridotto.

Ore 10.40 – Qui Guizza: schemi anti-Giorgione in corso. Assente Cunico.

Ore 10.20 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo per la rifinitura.

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Era il Padova di Zanon, di Matè, di Adcock, di Celio: una squadra capace di conquistare la promozione in serie A con la bellezza di 21 vittorie stagionali, record che fino ad ora è lì, in un cassetto, che aspetta solo qualcuno che possa aggiornarlo. Contro tutti. «L’anno scorso col Pordenone avevo più punti, a questo punto della stagione», aveva detto Parlato al termine del match di domenica con la Triestina. Si consoli, il tecnico biancoscudato: magari non riuscirà a battere se stesso – per battere gli 85 punti dei neroverdi della passata stagione, dovrebbe, con 63 punti a otto gare dalla fine, vincere tutte le partite rimanenti – ma potrà comunque mettere dietro di sé tutti i grandi del passato. Perché con otto gare ancora a disposizione e visto il passo tenuto fino ad oggi, questo Padova può raggiungere e superare ampiamente quello di 68 anni fa, per poi dedicarsi, magari, a frantumare altri primati. Come quello dei gol fatti: lo scettro, in questo caso, spetta al Padova che in B, nella stagione 1930/1931(allenatore l’ungherese Kovacs), in 34 gare di campionato mise insieme 79 reti: il compito non è facile, per raggiungere tale cifra Amirante, Ferretti e compagni dovrebbero gonfiare la rete altre venti volte nelle ultime otto gare.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Un vero peccato, soprattutto in un momento cruciale della stagione, nel quale il Padova si gioca, oltre alla promozione in Lega Pro, anche la conquista di nuovi primati. Caccia al record. Dopo aver fatto cadere la miglior striscia iniziale di stagione, con otto vittorie nelle prime otto partite, i biancoscudati hanno a disposizione la settimana del doppio turno casalingo per mettersi alle spalle un altro grande primato del passato, immutato da quasi settant’anni. Fino ad ora la squadra di Parlato ha conquistato venti vittorie: tante quante ne aveva timbrate il Padova di Varrella nella stagione 2000/2001 al termine del campionato concluso al primo posto con la promozione in terza serie, tante quante ne aveva conquistate pure Guido Mammi, con la squadra che sempre in C/2 perse la promozione nello spareggio col Trento. La differenza è che Parlato ha ancora otto gare davanti a sé per battere questi due primati. Se domani, contro il Giorgione, i biancoscudati saranno capaci di conquistare i tre punti, raggiungeranno il record assoluto di vittorie in un solo campionato, che dalla lontana stagione 1947/1948 appartiene alla squadra allenata da Pietro Serantoni.

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) A caccia di record senza il capitano. È uno schiaffo in piena regola quello ricevuto ieri dal Padova: Marco Cunico non sarà in campo domani allo stadio Euganeo contro il Giorgione. Il capitano biancoscudato ha infatti alzato bandiera bianca dopo l’ecografia effettuata due giorni fa, al termine di un paio di giorni di riposo: il responso medico ha evidenziato una piccola lesione al legamento collaterale mediale destro. Un problema di poco conto, fortunatamente, che in linea teorica dovrebbe tenere l’attaccante biancoscudato lontano dal campo al massimo per una decina di giorni. Purtroppo, però, di ben diversa entità è ciò che provocherà al sua assenza a livello tattico. Scherzi del destino: fino ad ora, Cunico aveva saltato una sola partita per squalifica, ovvero proprio quella d’andata a Castelfranco Veneto. Non ci sarà nemmeno domani, e ammesso che Parlato decida comunque di puntare sul 4-2-3-1 – opzione al momento molto probabile – è già scattata la caccia al sostituto: in mezzo ai due esterni d’attacco, il sostituto naturale dovrebbe essere Emil Zubin, provato più volte da Parlato in quella posizione in allenamento.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Ultimo allenamento questa mattina per i biancoscudati in vista del match di domani all’Euganeo contro il Giorgione, (ore 14.30): la squadra sosterrà la consueta rifinitura del sabato alla Guizza, alle 10, per sciogliere i dubbi di formazione legati al forfait di Cunico. E questo non è l’unico problema a cui far fronte. Da oggi, e sino alla fine della stagione, i tifosi dovranno fare a meno del trofeo più ambito. Maglie e pantaloncini dei giocatori, infatti, sono in esaurimento: se c’è chi è disposto ad averla sborsando ben 70 euro e c’è chi, invece, li chiede in dono direttamente ai calciatori, vuoi anche perché una maglia usata ha un appeal molto diverso da quella del negozio. Il problema, in tempi di serie D, s’è fatto serio: un paio di settimane fa, la Lega Dilettanti ha esaurito le toppe da campionato che vengono attaccate sulle maniche dei giocatori, e la società ha chiesto ai tesserati di non regalare più maglie ai tifosi. Detto fatto: è partita la corsa ai pantaloncini, ma dopo Trieste stanno finendo pure quelli. «E i giocatori non possiamo mandarli in campo in mutande», sorride il diesse De Poli, «Non è per cattiveria, ma fino a fine stagione i tifosi dovranno fare a meno di maglie e pantaloncini. Il problema è che la Macron ci sta già producendo il materiale per il prossimo anno, e i modelli di quest’anno sono già fuori dalla catena di produzione. Ne abbiamo appena ordinati venti in più, ma con otto gare ancora da giocare (più l’eventuale poule scudetto) siamo messi veramente male». E dopo quanto accaduto a Sacile, è difficile che venga rispolverata la muta blu…

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) Uno alla volta, due insieme, uno a partita in corso, l’altro titolare e un terzo a sostituire chi parte dall’inizio. Insomma, per Carmine Parlato c’è solo l’imbarazzo della scelta. Domenica a Trieste si è sbloccato Emil Zubin, finora a mezzo servizio per via di qualche infortunio. «Finalmente sto bene — spiega il centravanti di Capodistria — domenica ho segnato e sono contento, soprattutto per la squadra perché i tre punti servivano come il pane per tenere distante l’AltoVicentino. Adesso affrontiamo due squadre in lotta per la salvezza che saranno affamate di punti. La speranza è quella di continuare su questa strada, perché mancano ancora tante giornate e non è finita». Gustavo Ferretti è tornato ad allenarsi con il gruppo in settimana e potrebbe strappare almeno la convocazione. Il Rulo era partito a razzo, poi è stato frenato da una sequenza impressionante di infortunio. E poi c’è lui, Salvatore Amirante, la vera arma letale di questo girone di ritorno. Ha sbagliato molto nel primo tempo a Trieste, ma ha rimediato entrando sia nel secondo che nel terzo gol. Contro il Giorgione in forse c’è Cunico. Il capitano giovedì ha saltato l’amichevole con la Juniores. Lo staff conta di recuperarlo, la sua qualità è fondamentale per innescare la prima linea biancoscudata.

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) Avanti tutta verso la Lega Pro. Se il Padova riuscirà a completare la rincorsa promozione, difendendo il primo posto dall’attacco dell’AltoVicentino, potrebbe finalmente sbloccarsi l’immobilismo degli ultimi vent’anni relativo allo stadio Euganeo. Nella giornata di ieri la Commissione sport del Comune di Padova, su proposta dell’assessore Cinzia Rampazzo, ha messo a bilancio 250mila euro in vista della prossima stagione in caso di ritorno dei Biancoscudati in Lega Pro, per avvicinare la curva dello stadio Euganeo al campo di gioco. Accesso il dibattito tra le diverse fazioni politiche, con opinioni diametralmente opposte tra maggioranza e opposizione. Il capogruppo della lista Bitonci, Alain Luciani, ha sostenuto con forza la scelta mentre il Pd si è mostrato contrario alla decisione: «Siamo convinti — ha detto Luciani — che questo possa essere un primo passo verso un riammodernamento dell’Euganeo. Uno stadio che non è al momento adeguato alle esigenze di una squadra di calcio. Il Comune si impegna fortemente in tal senso sin da ora, nella speranza che la squadra si confermi al primo posto al termine dell’attuale campionato di serie D». Intanto la squadra giostra attorno ai suoi gioielli Gustavo Ferretti, Salvatore Amirante ed Emil Zubin.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Ultimo allenamento questa mattina per i biancoscudati in vista del match di domani all’Euganeo contro il Giorgione, (ore 14.30): la squadra sosterrà la consueta rifinitura del sabato alle 10, per sciogliere i dubbi di formazione legati al forfait di Cunico. E questo non è l’unico problema a cui far fronte. Da oggi, e sino alla fine della stagione, i tifosi dovranno fare a meno del trofeo più ambito. Maglie e pantaloncini dei giocatori, infatti, sono in esaurimento: se c’è chi è disposto ad averla sborsando ben 70 euro e c’è chi, invece, li chiede in dono direttamente ai calciatori, vuoi anche perché una maglia usata ha un appeal molto diverso da quella del negozio. Il problema, in tempi di serie D, s’è fatto serio: un paio di settimane fa, la Lega Dilettanti ha esaurito le toppe da campionato che vengono attaccate sulle maniche dei giocatori, e la società ha chiesto ai tesserati di non regalare più maglie ai tifosi. Detto fatto: è partita la corsa ai pantaloncini, ma dopo Trieste stanno finendo pure quelli. «E i giocatori non possiamo mandarli in campo in mutande», sorride il diesse De Poli, «Non è per cattiveria, ma fino a fine stagione i tifosi dovranno fare a meno di maglie e pantaloncini. Il problema è che la Macron ci sta già producendo il materiale per il prossimo anno, e i modelli di quest’anno sono già fuori dalla catena di produzione. Ne abbiamo appena ordinati venti in più, ma con otto gare ancora da giocare (più l’eventuale poule scudetto) siamo messi veramente male». E dopo quanto accaduto a Sacile, è difficile che venga rispolverata la muta blu…

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) Uno alla volta, due insieme, uno a partita in corso, l’altro titolare e un terzo a sostituire chi parte dall’inizio. Insomma, per Carmine Parlato c’è solo l’imbarazzo della scelta. Domenica a Trieste si è sbloccato Emil Zubin, finora a mezzo servizio per via di qualche infortunio. «Finalmente sto bene — spiega il centravanti di Capodistria — domenica ho segnato e sono contento, soprattutto per la squadra perché i tre punti servivano come il pane per tenere distante l’AltoVicentino. Adesso affrontiamo due squadre in lotta per la salvezza che saranno affamate di punti. La speranza è quella di continuare su questa strada, perché mancano ancora tante giornate e non è finita». Gustavo Ferretti è tornato ad allenarsi con il gruppo in settimana e potrebbe strappare almeno la convocazione. Il Rulo era partito a razzo, poi è stato frenato da una sequenza impressionante di infortunio. E poi c’è lui, Salvatore Amirante, la vera arma letale di questo girone di ritorno. Ha sbagliato molto nel primo tempo a Trieste, ma ha rimediato entrando sia nel secondo che nel terzo gol. Contro il Giorgione in forse c’è Cunico. Il capitano giovedì ha saltato l’amichevole con la Juniores. Lo staff conta di recuperarlo, la sua qualità è fondamentale per innescare la prima linea biancoscudata.

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) Avanti tutta verso la Lega Pro. Se il Padova riuscirà a completare la rincorsa promozione, difendendo il primo posto dall’attacco dell’AltoVicentino, potrebbe finalmente sbloccarsi l’immobilismo degli ultimi vent’anni relativo allo stadio Euganeo. Nella giornata di ieri la Commissione sport del Comune di Padova, su proposta dell’assessore Cinzia Rampazzo, ha messo a bilancio 250mila euro in vista della prossima stagione in caso di ritorno dei Biancoscudati in Lega Pro, per avvicinare la curva dello stadio Euganeo al campo di gioco. Accesso il dibattito tra le diverse fazioni politiche, con opinioni diametralmente opposte tra maggioranza e opposizione. Il capogruppo della lista Bitonci, Alain Luciani, ha sostenuto con forza la scelta mentre il Pd si è mostrato contrario alla decisione: «Siamo convinti — ha detto Luciani — che questo possa essere un primo passo verso un riammodernamento dell’Euganeo. Uno stadio che non è al momento adeguato alle esigenze di una squadra di calcio. Il Comune si impegna fortemente in tal senso sin da ora, nella speranza che la squadra si confermi al primo posto al termine dell’attuale campionato di serie D». Intanto la squadra giostra attorno ai suoi gioielli Gustavo Ferretti, Salvatore Amirante ed Emil Zubin.

Ore 08.38 – Serie D girone C, il prossimo turno (ventisettesima giornata, domenica 22 marzo ore 14.30): AltoVicentino-Tamai, Clodiense-Belluno, Dro-ArziChiampo, Kras Repen-Mori S. Stefano, Legnago-Mezzocorona, Montebelluna-Triestina, Padova-Giorgione, Sacilese-Fontana fredda, Union Ripa La Fenadora-Union Pro

Ore 08.36 – Serie D girone C, la classifica aggiornata: Padova 63, AltoVicentino 55, Sacilese 49, Belluno 47, Clodiense 45, ArziChiampo e Union Pro 39 Montebelluna 36, Union Ripa La Fenadora 35, Fontanafredda 34, Tamai 31, Giorgione e Legnago 30, Dro 26, Kras Repen e Triestina 25, Mezzocorona 12, Mori Santo Stefano 11.

Ore 08.34 – Serie D girone C, i risultati in tempo reale della ventiseiesima giornata: ArziChiampo-Legnago 1-1, Belluno-Dro 1-1, Fontanafredda-Kras Repen 3-1, Giorgione-Clodiense 0-0, Mezzocorona-Sacilese 0-4, Mori S. Stefano-AltoVicentino 0-3, Tamai-Union Ripa La Fenadora 0-1, Triestina-Padova 1-3, Union Pro-Montebelluna 3-1.

Ore 08.32 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.30 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Box Uomo, Black Bell Tattoo, Maglietteveloci.it, Studio Pignatelli Netstore, InterBrau Birra Antoniana, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 20 marzo: ormai consueto venerdì di riposo per i Biancoscudati.

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