Live 24! Padova-Sacilese, -2: venerdì di lavoro per i Biancoscudati, si rifiniscono gli ultimi schemi


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Ore 22.30 – Serie B, fischio finale: Vicenza-Avellino 1-0.

Ore 21.50 – (Trentino) Gli umori sono diametralmente opposti e non potrebbe essere altrimenti. Dro e Mezzocorona hanno ripreso martedì ad allenarsi in vista dei rispettivi impegni di domenica. La Pasqua di Stefano Manfioletti e della sua truppa è stata decisamente serena: la vittoria, larga e convincente, ottenuta giovedì contro il Giorgione ha riportato il sorriso in casa gialloverde e, aspetto ancora più importante, ha proiettato la formazione droata a meno uno dal sestultimo posto e a sei punti dalla salvezza diretta. Evitare i playout sarà difficilissimo visto che il Tamai, la squadra sulla quale Ischia e compagni stanno facendo la corsa in questo momento, ha un calendario non troppo difficile, compreso il “bonus” Mezzocorona all’ultima giornata, ma intanto il Dro deve concentrarsi esclusivamente sulla rincorsa al Giorgione. Chiudere in sestultima (o quintultima, ma meglio non rischiare) significherebbe poter disputare lo spareggio salvezza in casa e con due risultati su tre a disposizione. Mica poco. Ecco allora che la sfida di domenica prossima al “Nereo Rocco” contro la Triestina assume un’importanza maggiore anche rispetto a quella disputata giovedì scorso contro il Giorgione. I giuliani sono terzultimi in classifica, proprio martedì, la società ha provveduto ad esonerare il tecnico Giuseppe Ferazzoli, affidando la squadra a Gianluca Gagliardi che, assieme ad uno staff nuovo di zecca, ha già diretto alcune sedute d’allenamento. Un’ulteriore difficoltà per Manfioletti, che dovrà preparare il big match di Trieste senza alcun riferimento riguardo all’atteggiamento tattico dei friulani, visto che il neotecnico Gagliardi pare intenzionato (questo dicono i “rumors” extraregionali) a cambiare modulo. Di sicuro la Triestina non avrà gli squalificati Giordano e Manzo e gli infortunati Celli e Piscopo, mentre il Dro si presenterà con l’organico al gran completo. A Mezzocorona, invece, la situazione non è mutata di una virgola rispetto alle scorse settimane. Il tecnico Luca Lomi e alcuni dei giocatori hanno provato a mettersi in contatto con il presidente Alberto Grassi, senza però ottenere alcuna risposta dal massimo dirigente gialloverde che, di fatto, ha abbandonato la prima squadra e la juniores (che disputerà i playoff scudetto) al proprio destino, mentre le formazioni del settore giovanile proseguono il proprio cammino grazie all’operato dell’infaticabile De Nadai e dei tecnici e al supporto, decisivo come non mai, dei genitori dei calciatori. La squadra si è allenata martedì e ieri, seppur a ranghi ridottissimi (ma non è una novità) e venerdì sosterrà la terza e ultima seduta della settimana. La domanda, a questo punto, che tutti si pongono è: una volta che la retrocessione diventerà aritmetica (potrebbe accadere già domenica se la Triestina batterà il Dro) cosa ne sarà del Mezzocorona? E, soprattutto, non si sa nemmeno se l’anno venturo la società di via Santa Maria sarà al via del campionato d’Eccellenza.

Ore 21.20 – Serie B, fine primo tempo: Vicenza-Avellino 1-0.

Ore 21.00 – (Tribuna di Treviso) Giacomo Cusinato è la lieta novella della stagione del Montebelluna. Difficile trovare in serie D un ragazzo del ’97 capace di giocare con continuità come l’eclettico tombolano. E agli addetti ai lavori l’ampio minutaggio condito da due gol non è passato inosservato. La certificazione è arrivata con la convocazione del gioiellino biancoceleste – prima in assoluto – nella Rappresentativa nazionale dilettanti Under 18. In altri termini, una chiamata in azzurro. Il selezionatore Vittorino Mauri ha voluto Cusinato per il 1º Memorial “Cosimo Macchia”, in programma a Picerno (Potenza) dal 13 al 16 aprile. Il raduno è fissato per lunedì mattina a Tito (Pz), poi mercoledì l’Italia U18 incrocerà la Rappresentativa Juniores della Basilicata. Le finali del torneo sono previste giovedì, l’altro confronto vedrà di fronte le selezioni Juniores di Molise e Calabria. Cusinato, accasatosi nel gennaio 2014 in via Biagi, è cresciuto nelle giovanili di Cittadella, Treviso e Padova. Impiegato esterno e seconda punta, ha dimostrato abilità con entrambi i piedi. «Abbiamo sempre creduto nella sua crescita, questa convocazione può rappresentare uno stimolo importante per il futuro», ragiona Fabrizio Toniutto, direttore generale del Monte.

Ore 20.30 – (Tribuna di Treviso) Cento panchine. Tutte con l’Union Pro: in tre anni, dalla Promozione alla D. E la forte sensazione che, salvo playoff, toccherà al massimo quota 104. Francesco Feltrin ha fatto la storia recente dei moglianesi, regalandosi una doppia promozione e una stagione nell’Interregionale al di sopra delle attese: salvezza anticipata e primato provinciale. Ma tutte le belle favole hanno anche una fine. E molto probabilmente un quarto campionato non si farà. «Non è certo che il matrimonio continui», ammette il 56enne tecnico trevigiano, «Con la società mi sono già trovato, ma resta qualcosa da vedere». Il presente intanto è la panca numero 100 con la Pro, traguardo che Feltrin taglierà domenica in casa del Fontanafredda. Le partite in campionato diventeranno invece 90 con lo splendido ruolino di 52 vittorie e appena 17 sconfitte. Feltrin, quante panchine invece nei dilettanti? «Conteggiando le esperienze nel settore giovanile, supero largamente il migliaio. Cominciai nel 1977, vincendo il titolo provinciale Esordienti a Treviso con l’Aurora. Tante avventure in serie D, dal Montebelluna alla Pievigina, passando per l’Este e l’attuale torneo con la Pro. Più di mille panchine e non sentirle». Cento solo con i moglianesi: se lo sarebbe aspettato? «Andrebbe riformulata la domanda. Non mi sarei immaginato di ottenere risultati tanto importanti in così poco tempo. Il progetto iniziale era prendere le misure la prima stagione e sfruttare le due successive per cercare la scalata in Eccellenza. L’idea era poi assestarsi nella massima categoria regionale. E invece siamo stati promossi subito il primo anno e oggi siamo salvi in D con largo anticipo. Ogni stagione abbiamo cambiato, in tre anni saranno passati 50 giocatori. Ma tutto è andato oltre le più rosee previsioni». Si ricorda la prima gara con la Pro? «Coppa Italia, vincemmo in casa 4-0». Qual è il segreto dell’escalation? «Ho sempre creduto nel lavoro, dando un’impronta di professionalità». C’è stata una partita che ha mutato il destino della sua squadra? «Mi viene in mente l’anno della Promozione. Dopo 11 giornate, avevamo raccolto 3 sconfitte, fra cui il 2-0 rocambolesco con il Noale. Quel giorno i ragazzi rientrarono in spogliatoio con le orecchie basse: li rassicurai che giocando così, avrebbero fatto strada. Da quel momento, partì la cavalcata: nelle restanti 19 giornate, mettemmo assieme 16 successi e 3 pareggi». La seconda promozione maturò in Eccellenza: come andò quel torneo? «Fu il più costante, visto che il bottino valse il secondo posto all’andata e al ritorno. Un gruppo importante che seppe esaltarsi con un gioco molto pratico». Infine la D: i 5 rovesci in 6 gare e l’attacco asfittico dell’andata non facevano presagire un ritorno così sontuoso. La gara-chiave? «Dopo il tonfo con il Montebelluna, c’era un po’ di scoramento. Ma l’1-1 con il Tamai, due turni dopo, mi diede segnali importanti, di risveglio. Sarebbero arrivati poi un bel filotto di vittorie, scalpi eccellenti come Belluno e Padova, nonché una maggiore fiducia». La partita indimenticabile? «Potrei citare il 2-0 a Noale in Eccellenza o l’impresa quest’anno con il Padova. Due vittorie conquistate in inferiorità numerica, risultati che ci hanno fatto crescere». Come sarà la gara numero 100? «Come la 99ª o la 98ª. Punteremo sempre al massimo, perché intendiamo chiudere il più in alto possibile. Gli stimoli a questo gruppo non sono mai mancati. E non mancano tuttora. Mi è bastato vedere l’impegno mercoledì per l’amichevole vinta 6-1 con il Sant’Elena».

Ore 20.00 – (Il Piccolo) La prima cosa da sottolineare da quando, tre giorni fa, Gianluca Gagliardi ha preso il timone della Triestina per cercare di portarla alla salvezza , è che non si può certo dire che il nuovo tecnico alabardato si stia risparmiando nel suo lavoro. Ieri pomeriggio a Prosecco ha tenuto un’altra seduta di quasi due ore e mezza di allenamento, un tempo nel quale si è speso anche in un fiume di parole, di chiacchierate con i giocatori e di lunghe spiegazioni sui movimenti da fare e non fare. Instillare il proprio credo calcistico in pochi giorni, in una situazione peraltro molto delicata come quella dell’attuale Triestina, non è certo semplice. Gagliardi cerca quindi di stringere i tempi, puntando dritto sui suoi dettami tattici ma senza trascurare l’aspetto motivazionale, con continui stop nell’evoluzione delle azioni per esaurienti spiegazioni ai giocatori. Tanti richiami ai singoli, soprattutto a Milicevic, e dosi massicce di tattica prima di passare a una partitella finale condita al termine anche da un paio di ulteriori giri di campo. Insomma, un impatto di quelli robusti quello del tecnico cosentino. Ma come giocherà la Triestina di Gagliardi? Troppo presto per dirlo, visto che il tecnico sta affinando la conoscenza dei giocatori e soprattutto le loro caratteristiche, ma di certo dal punto di vista tattico sta lavorando molto sul 4-3-3, pensando anche a quelle che saranno le pesantissime assenze in vista dello scontro diretto di domenica al Rocco contro il Dro (inizio ore 15). Mancheranno infatti gli infortunati Celli e Piscopo (il capitano ieri comunque correva già di buona lena a bordo campo) e gli squalificati Manzo e Giordano, entrambi under, cosa che costringerà il tecnico a rispolverare qualche giovane che negli ultimi mesi aveva giocato poco. La scelta dovrebbe cadere su Ventura, che potrebbe essere impiegato come terzino destro, con spostamento di Crosato sulla corsia mancina, mentre in mezzo la coppia prescelta dovrebbe essere quella composta da Fiore e Giannetti. A centrocampo Spadari dovrebbe prendere in mano le bacchette del direttore d’orchestra, mentre le mezzali sarebbero Proia e Bedin. In questo schieramento, nel tridente offensivo Milicevic è stato provato a lungo come punta centrale, con Rocco a sinistra e Gusella a destra. Ma Rocco e Milicevic in qualche caso potrebbero anche invertire i ruoli. E comunque tutto può ancora accadere: Gagliardi è appena al terzo allenamento con la squadra ed è ovvio che sta provando varie soluzioni cercando quella migliore. L’importante, domenica, sarà battere il Dro, altrimenti anche la strada per una vantaggiosa posizione nei play-out comincerebbe a diventare problematica.

Ore 19.30 – (Corriere delle Alpi) Ripa Fenadora con i dubbi Brotto (più no che sì) e Mastellotto (in forse) in attacco e Dassiè a centrocampo (proverà ad andare almeno in panchina). C’è la difficile trasferta contro l’Arzignanochiampo e di sicuro mancherà in mezzo alla difesa De March, squalificato. Dovrebbe essere invece pienamente recuperato Ponik. Nessun alibi però, perché «la forza sta nel gruppo», ne è sicuro Marco Dassiè. «Non esistono titolari o panchinari, siamo tutti importanti», dice il centrocampista fuoriquota 1995, che però parla ormai da giocatore esperto, ormai calato a pieno nella realtà Union: «Che stia male qualcuno e giochi un altro non importa. Abbiamo ventidue titolari. Ognuno fa la propria parte. Ci sono anche i più giovani che si stanno giocando il posto in serie D, danno sempre il cento per cento e tutta la squadra ha fiducia in loro», aggiunge. «Cureremo tutti i particolari». Infermeria piena. Mastellotto nell’ultima partita ha stretto i denti, giocando a mezzo servizio, ha un ginocchio ancora acciaccato e in questo inizio settimana ha fatto allenamento differenziato, così come Brotto (che ha ricominciato a correre mercoledì) e Dassiè, che ha la caviglia gonfia ed è abbastanza pessimista: «Non penso di essere disponibile, ho ancora un po’ di dolore ma spero in questi giorni di recuperare per riuscire ad andare almeno in panchina», commenta il centrocampista. Tutti e tre ieri hanno fatto palestra e tra oggi e domani lo staff ne valuterà le condizioni. La situazione è in divenire. Serie positiva. L’Union arriva da sei risultati utili consecutivi, tra cui però solo una vittoria. Con l’asticella della salvezza a quota 40, mancano due-tre punti per chiudere il discorso. «Il morale è alto e vogliamo continuare la striscia positiva», dice Dassiè. «Gli episodi saranno decisivi, dobbiamo sbagliare pochissimo e fare bene l’ultimo passaggio per andare in gol. Fisicamente stiamo bene». Al lavoro. «La squadra sta bene e ci stiamo preparando alla grande», spiega Marco Dassiè. «C’è serenità e sono sicuro che tra questa partita e la prossima col Mezzocorona riusciremo a ricavare i punti che mancano per la salvezza. Pensiamo una gara alla volta. Siamo consapevoli nei nostri mezzi e grande convinzione di farcela». L’Arzignano. «Affrontiamo una squadra in lotta per i play-off con il Belluno, che a sua volta gioca con l’Altovicentino. L’Arzignano quindi se la giocherà alla grande, noi dobbiamo fare la nostra partita senza pensieri né paura perché siamo una buona squadra anche noi», evidenzia il giovane centrocampista dell’Union. «Loro davanti sono veramente bravi con la coppia Trinchieri e Carlotto, ma noi abbiamo un’ottima difesa. Non bisogna prendere gol e ripartire. Il centrocampo può essere il nostro punto di forza».

Ore 19.00 – (Gazzettino, edizione di Belluno) No, anzi sì, d’altronde è ovvio. Il giorno dopo i mal di pancia del Belluno, che non ha digerito la mossa di Daniele Pasa di schierare nel recupero con il Mori due classe ’98 per vincere la classifica Giovani D valore, salvo sostituirli dopo appena un quarto d’ora, il pari ruolo di Augusto Fardin (che aveva parlato di «scorrettezza»), Rinaldo Mazzonetto, replica in tutta sincerità. «A queste cose non ci pensiamo proprio – commenta il direttore sportivo del Montebelluna da mercoledì davanti al Belluno nella classifica Giovani D valore – è da tempo che facciamo debuttare i giovani, li mettiamo in mostra e li testiamo per il prossimo anno. Per il Montebelluna i giovani sono linfa vitale, è così da sempre». Però se poi vengono sostituiti dopo 15’ qualche dubbio viene. «Uno è stato sostituito per infortunio, l’altro cambio effettivamente può essere stata una “mossa”. D’altronde ci tenevamo molto a vincere per il terzo anno consecutivo la classifica Giovani D valore, non credo ci riusciranno molte altre società in futuro. E secondo me nelle nostre condizioni lo avrebbe fatto anche il Belluno, e non solo». Ai giovani «home made» punta molto anche il Belluno da qualche anno. «Non lo so, sicuramente abbiamo avuto un campionato simile, con una flessione nel girone di ritorno dopo un’ottima andata. Quel che so è che per noi è la storia a parlare. Poi in tanti ci copiano, o ci provano. Per riuscirci però ci vuole un eccellente settore giovanile, non basta far giocare qualche ragazzino. Detto tutto questo per quanto mi riguarda non c’è alcuna polemica con i gialloblù del mio amico Augusto Fardin, e se anche ci fosse non ci toccherebbe proprio. Credo comunque sia stato soltanto un pensiero a voce alta. Con Augusto ho un ottimo rapporto e non è escluso che ci si senta presto per il mercato. So che qualcuno dei nostri gli piace…». Prima il Belluno deve salvare i playoff. «Non credo assolutamente che l’Arzignano sia più forte, anzi. E credo che alla lunga in questo rush finale avranno la meglio i gialloblù. Se lo meritano». Pasa, ex del Belluno e da qualcuno avvicinato all’Union Ripa, è confermato? «Per quanto ci riguarda assolutamente sì. Ma ne dobbiamo ancora parlare con lui, speriamo sia d’accordo».

Ore 18.40 – (Corriere delle Alpi) Cinque partite fondamentali. Alla fine della Serie D mancano solo 450 minuti e il Belluno si trova in piena lotta play off. Marco Duravia non ha dubbi, cinque giornate cruciali per l’intera annata, non solo per raggiungere gli spareggi. «Ho sempre pensato che nel calcio è molto più importante come si finisce una stagione rispetto a come si inizia – spiega il centrocampista di Montebelluna – vogliamo dimostrare di valere un posto play off e faremo di tutto per ottenerlo. In questo momento abbiamo un punto di vantaggio sull’Arzignano, visto gli scontri diretti a favore, loro hanno una rosa importante ma un Belluno al completo non avrebbe niente da temere. Il nostro obiettivo a breve termine è cercare di recuperare il prima possibile Paolo Pellicanò e Yari Masoch e averli a disposizione per la volata finale». Dopo un girone di andata di grandi numeri il Belluno in quello di ritorno ha una media quasi da retrocessione. Questo comunque non toglie il buono fino ad ora. «Non abbiamo giocato una seconda parte di stagione all’altezza e certamente non siamo contenti, ma sapevamo che il ritorno sarebbe stato più difficile. Le squadre che devono salvarsi tendono a difendersi molto di più e poi c’è stata anche l’occasione di piazzarsi nella classifica “Giovani D Valore” che ci ha visto schierare in campo ragazzi molto giovani. Contro la Sacilese abbiamo giocato con cinque fuoriquota, quattro 1996 e un 1998, e sopratutto per quest’ultimo non è facile giocare in questa categoria. A tutto questo si sono sommate anche numerose assenze, oltre che a qualche pareggio di troppo». Domenica c’è l’Altovicentino secondo della classe, non esattamente il miglior avversario da affrontare a questo punto della stagione. «In questo momento un avversario vale l’altro. Abbiamo faticato di più contro le squadre che doveva salvarsi rispetto alle altre. Fino a che sulla panchina dei vicentini c’era mister Cunico giocavano bene, adesso sono più concreti. In rosa hanno giocatori molto bravi». Il centrocampista gialloblù quest’anno ha segnato meno rispetto alla passata stagione ma ha sfornato 19 assist. «È difficile fare una valutazione del mio operato perché le prestazioni vanno di pari passo con quelle della squadra – conclude Duravia – penso di aver avuto un rendimento abbastanza buono. Ho segnato meno ma sono arrivato a diciannove assist contro gli undici dello scorso campionato». Ieri pomeriggio è rimasto ancora ai box Paolo Pellicanò mentre è tornato ad allenarsi Giovanni Pescosta dopo l’influenza che lo aveva fermato mercoledì. Per la sfida di domenica non c’è Mike Miniati, fermato dal giudice sportivo per aver raggiunto quota quattro cartellini gialli.

Ore 18.10 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Un punto in meno al Venezia e 40 giorni di squalifica, con lo sconto, al presidente Yury Korablin. Doppia al club arancioneroverde per il mancato pagamento «delle ritenute Irpef e dei contributi Inps relativi agli stipendi di settembre e ottobre 2014». In classifica il team di Michele Serena scende a 43 punti (+7 sui playout) e si prepara, dopodomani alle ore 18, a sfidare in trasferta la capolista Bassano che sta 21 lunghezze più su. Il tutto senza scordare che mercoledì prossimo ci sarà l’udienza riguardante il secondo deferimento che comporterà un secondo punto di penalità e un’altra squalifica per il presidente Korablin. E proprio sul patron moscovita, unico legale rappresentante del Venezia, è rivolta l’attenzione poiché una ulteriore inibizione di 40 o più giorni non gli consentirebbe di apporre le firme necessarie all’iscrizione della squadra al campionato 2015/16 entro il 30 giugno. «Avendo subito un -1 per alcune inadempienze non possiamo dirci soddisfatti – commenta il dg Dante Scibilia – tuttavia la nostra strategia difensiva, volta a dimostrare la buonafede e le oggettive difficoltà della proprietà straniera, ha portato comunque qualche frutto. Per il presidente erano stati chiesti 60 giorni di inibizione, aver ridotto la sanzione a 40 è positivo». In vista dell’iscrizione sono già pronte le contromosse.
«A giorni ufficializzeremo che il potere di firma e di rappresentanza nei confronti di Figc e Lega Pro passerà a Zhanna Chesnokova, membro del cda assieme al presidente Korablin. Fermo restando che entro il 30 giugno tutto il pregresso a livello di ritenute e contributi dovrà essere sanato». A BASSANO – Domenica a Bassano i biglietti potranno essere acquistati dai tifosi in provincia di Venezia solo se muniti di Supporter Card. Il Bassano aderisce al programma «Porta un amico allo stadio» quindi i tifosi tesserati oltre al proprio biglietto per il settore ospiti (12 euro più diritti, info su www.fbcunionevenezia.com e www.bookingshow.it) possono acquistare (solo in prevendita) altri due biglietti per persone prive di Supporter Card, esibendo il documento d’identità di chi usufruirà dell’ingresso.

Ore 17.50 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Il punto di penalizzazione è arrivato. Come previsto il Venezia è stato sanzionato per il mancato pagamento di ritenute Irpef e contributi Inps relativi alle mensilità di settembre e ottobre, che dovevano essere documentati entro lo scorso 16 dicembre. Ed è arrivata contestuale l’inibizione di 40 giorni per il presidente Yuri Korablin. Dopo il deferimento, ieri l’avvocato Gianmaria Daminato, in rappresentanza della società Fbc Unione Venezia e del presidente Yuri Korablin, è comparso a Roma davanti al Tribunale nazionale federale. Valutati gli atti prodotti dalla Procura Figc, che documentavano il mancato pagamento di contributi e ritenute, il tribunale ha ritenuto di sanzionare il Venezia. Tutto come da copione dunque, con la classifica che ora vede la squadra di mister Michele Serena scendere a quota 43, sempre al decimo posto, ma sotto il Sud Tirol (a 44) e con 7 punti di margine sulla zona playout, dove però il Monza attende a sua volta altre penalità. Ma anche il Venezia non chiude qui il capitolo sanzioni, visto che anche alla scadenza del 16 febbraio si era fatto il bis, con il mancato pagamento di ritenute e contributi dei mesi di novembre e dicembre. Si aspetta per questo un altro punto di penalizzazione, all’udienza del prossimo 16 aprile. A quella data, poi, dovrà essere documentato il pagamento di stipendi e contributi di gennaio-febbraio, ma stavolta il Venezia dovrebbe essere in regola, visto che il presidente Korablin ha già versato gli stipendi e i contributi di gennaio e a brevissimo farà il bonifico con la cifra mancante. I contatti avuti in questi giorni dalla dirigenza arancioneroverde con Mosca fanno ritenere che tutto si risolverà per il meglio. Rimane la questione dell’inibizione del presidente, che non potrà svolgere le funzioni di legale rappresentante per i prossimi 40 giorni e potrebbe ricevere una nuova sanzione con la prossima penalizzazione. Korablin dovrà delegare una persona di sua fiducia, probabilmente una componente del cda, per rappresentare legalmente la società davanti agli organi federali. Di tutto questo la squadra è al corrente, ma sta cercando di concentrarsi sulla sfida alla capolista di domenica a Bassano (ore 18). «Questo punto era atteso, non è una novità per noi. E dunque psicologicamente — commenta il ds Ivone De Franceschi — la squadra ha già accusato il colpo in precedenza. Non è certo un fulmine a ciel sereno e sappiamo anche che arriverà un secondo punto in meno. Ma noi ci stiamo concentrando sulla partita di domenica, sapendo che sarà una partita difficilissima. Il Bassano è in cima alla classifica da due anni, ha un gruppo che lavora insieme da tempo e c’è solo da fare i complimenti per aver creato una squadra formidabile. Ma prima di considerarla una partita persa, noi vogliamo giocarla». La squadra sta bene, finalmente l’infermeria si sta svuotando. Anche Andrea Raimondi ha iniziato ad allenarsi, anche se a parte, e dalla settimana prossima rientrerà in gruppo. Rimane il problema dell’infiammazione ossea di Bellazzini, che richiede al giocatore una buona dose di sopportazione del dolore per scendere ogni volta in campo. E intanto si spera di veder esordire quanto prima Hottor, che è rientrato finalmente in gruppo.

Ore 17.30 – (La Nuova Venezia) E venne il giorno della sentenza del Tribunale Nazionale Federale: la sezione Disciplinare ha ufficializzato ieri pomeriggio la prima tornata di penalizzazioni che ha portato un punto in meno in classifica per il Venezia, che quindi scende a quota 43, rimanendo sempre al decimo posto, ma ora con 7 punti di vantaggio sul Monza, primo indiziato a disputare i playout con la prospettiva di vedersi tolti altri due punti con il secondo deferimento. C’era attesa anche per conoscere il periodo di inibizione che avrebbe colpito il presidente Yury Korablin come rappresentante legale pro tempore della società: il numero uno arancioneroverde, grazie anche all’opera dell’avvocato Gianmaria Daminato, ieri presente a Roma, e alla richiesta di patteggiamento avviata con la Procura Federale, ha ricevuto soltanto 40 giorni di inibizione, scattati ieri con la pubblicazione della sentenza. «Sulla penalizzazione c’è ben poco da aggiungere rispetto a quanto ci siamo detti nelle ultime settimane, era attesa e si aspettava solo l’ufficialità» il commento del direttore generale Dante Scibilia, «siamo invece soddisfatti che la Procura abbia tenuto conto della memoria difensiva portata a Roma per spiegare i motivi delle inadempienze». Durante il periodo di inibizione, i documenti che necessitano della firma del presidente saranno firmati da Zhanna Chesnokova, che fa parte del consiglio di amministrazione del Fbc Unione Venezia. Il secondo deferimento, quello relativo al mancato pagamento dei contributi Irpef e dei versamenti Inps per i mesi di novembre e dicembre 2014, sarà discusso la prossima settimana a Roma. Entro giovedì 16 aprile inoltre il Venezia dovrà ultimare il pagamento dei versamenti e dei contributi relativi al mese di febbraio. «Siamo fiduciosi di poter adempiere in tempo a questa scadenza» ha sottolineato Dante Scibilia, «poi lo step intermedio successivo sarà il 16 giugno (relativo ai pagamenti del bimestre marzo e aprile) prima del rush finale per l’iscrizione a fine giugno». Dopo aver lasciato trascorrere mesi su mesi, adesso gli organi federali hanno deciso di dare un’accelerata alle sentenze per non arrivare a modificare le classifiche a ridosso dell’ultima giornata. Oggi sarà il turno di Novara (sei deferimenti a carico), una posizione molto delicata che potrebbe ridisegnare gli scenari nel girone del Venezia per quanto concerne l’alta classifica, oltre ai piemontesi toccherà anche a Reggina (4 deferimenti), Savona (2) a Aversa Normanna (1) con una ulteriore modifica della classifica dei tre gironi della Lega Pro.

Ore 17.00 – (Giornale di Vicenza) I compagni in spogliatoio lo sfottono bonariamente perchè dicono che ha fatto gol anche Davì (inzuccata felice a Mantova), lui che non ne aveva mai segnato uno in carriera e allora quest´anno può davvero accadere di tutto. Ma perchè a Davì nessuno aveva mai chiesto prima di segnare, ci ha provato per primo Asta ed è stato accontentato. Guidone Davì è un mediano di quelli tetragoni, grande e grosso in una squadra in cui quelli con le spalle larghe non sono tanti (Maistrello, Zanella, un po´ Bizzo e Ingegneri, poi non ce ne sono più). «In effetti da sempre mi hanno detto che devo coprire e proteggere – racconta Davì – questo è il primo allenatore che mi spinge a rendermi pericoloso». Con Proietti ammaccato, Davì da due gare è titolare fisso, protagonista di due delle vittorie più elettrizzanti dei giallorossi. «Per entrare nel ritmo ho bisogno come tutti di essere impiegato con continuità, ciò che per svariati motivi non succedeva all´andata. Ma ora sto bene e tutto quello che sta avvenendo è esclusivo merito nostro, nessuno ci ha regalato niente e anzi c´è la piena consapevolezza di essere in corsa adesso per un obiettivo inimmaginabile e vogliamo restare in scia fino alla fine. Solo ora viene il bello, se siamo lassù è perchè il nostro calcio è efficace e la pressione non l´avvertiamo. Semmai è il momento di gettare il cuore in campo buttando in pista tutto quello che abbiamo dentro». Intanto proprio ieri il Venezia, che sarà ospite domenica alle 18 al Mercante, è statao sanzionato dalla sezione disciplinare del Tribunale Federale Nazionale con un punto di penalizzazione per il mancato pagamento nei termini delle ritenute e degli oneri contributivi relativi alle mensilità di settembre e ottobre 2014. Inflitti anche 40 giorni di inibizione al presidente Korablin. Il Venezia scende così a 43 punti.

Ore 16.30 – Tutto rimandato a lunedì per quanto riguarda Sebastiano Aperi: verrà difatti effettuata un’altra risonanza per valutare l’entità dell’infortunio al ginocchio.

Ore 16.10 – Qui Guizza: termina l’allenamento.

Ore 15.50 – Qui Guizza: partitella a campo ridotto.

Ore 15.30 – Qui Guizza: esercizi per il possesso palla. In gruppo Bortot, assente Aperi.

Ore 15.10 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo per l’allenamento.

Ore 14.40 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Le novità, quando si parla del Real Vicenza, sono sempre dietro l’angolo anche quando apparentemente tutto sembra tranquillo. E così, è di ieri la notizia, in un certo senso fulmine a ciel sereno ma non troppo, del divorzio tra il club biancorosso e il direttore sportivo Davide Consolaro. Le parti da tempo si erano allontanate e Consolaro aveva capito come il presidente Lino Diquigiovanni non lo avrebbe confermato in vista della prossima stagione agonistica. «Il Real Vicenza — si legge nel comunicato diffuso dal club ieri mattina — comunica che in data odierna si è raggiunto l’accordo consensuale con il collaboratore Davide Consolaro per l’interruzione anticipata del rapporto professionale che ha legato le parti per due stagioni. Il presidente augura a Davide un percorso professionale ricco di soddisfazioni». Di poche parole Consolaro, che potrebbe ricominciare presto da un’altra società sempre di Lega Pro, magari già nel corso della prossima stagione sportiva, considerando anche i buoni frutti della campagna acquisti e della gestione tecnica messe in campo con il club vicentino: «Qualche interessamento effettivamente c’è stato — taglia corto il diretto interessato — ma preferisco non entrare in argomento, visto che la stagione è ancora in corso. Abbiamo preso questa decisione in serenità con il presidente. In classifica non ci sono più obiettivi fondamentali e, dunque, per permettere a entrambi di cominciare a lavorare per la prossima stagione, abbiamo deciso di chiudere qui il nostro rapporto. Quelli vissuti al Real Vicenza sono stati due anni molto belli, visto che abbiamo portato tutti insieme la squadra dalla serie D alla Lega Pro, per cui direi che posso essere soddisfatto di questa esperienza».

Ore 14.20 – (Giornale di Vicenza) Divorzio in casa Real Vicenza. Nella mattinata di ieri la società biancorossa ha reso nota la chiusura anticipata del contratto con Davide Consolaro, ormai ex direttore sportivo del Real. Una decisione presa di comune accordo. «Visto che il Real Vicenza non ha più particolari obiettivi di classifica in questa stagione abbiamo deciso di chiudere gli accordi un pò prima», dichiara Consolaro, «per qualcuno potrebbe essere un fulmine a ciel sereno, ma in realtà è una scelta che avevo già fatto insieme con il presidente Lino Diquigiovanni. Una separazione in tutta serenità per favorire il lavoro di entrambi in vista della prossima stagione». Nessun rancore. Solo soddisfazione per Davide Consolaro che in questi due anni in cui ha collaborato con il Real ha ottenuto risultati importanti. «Quando sono arrivato al Real Vicenza eravamo in serie D. Oggi lo lascio alle soglie dei play off della Lega Pro. Per me è stata un´esperienza sicuramente positiva e ricca di soddisfazioni». Nessun accordo per ora per l´ex direttore sportivo biancorosso: «qualcosa bolle in pentola, ma è giusto che le società finiscano serenamente i loro campionati. Per rispetto loro preferisco non dire nulla. Non ho ancora preso alcuna decisione». Anche da parte della società soddisfazione per i risultati ottenuti nel periodo di rapporto con Davide Consolaro. Separazione motivata da esigenze diverse per il futuro. Per il momento non si parla ancora di sostituti. Continua invece la preparazione dei ragazzi di Marcolini in vista dell´impegnativa sfida di domenica che vedrà i vicentini impegnati a Sassari contro la Torres dell´ex biancorosso Cristian Bucchi. Ieri allenamento pomeridiano. Unico assente tra i vicentini ancora Matteo Piccinni, mentre confermato il recupero di Marco Cristini che si è allenato regolarmente con il gruppo.

Ore 13.50 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) L’unica certezza, dopo le ultime vicende legate alle trattative societarie, è che non sarà più Tiziano Cunico il delegato alla vendita: per trattare il Vicenza si dovrà passare per Finalfa Srl. Qualcuno potrà obiettare che le vicende della scorsa estate — la trattativa portata avanti dall’avvocato Roberto Atzeni che negoziò direttamente con Sergio Cassingena — e l’attuale contrattazione gestita sempre dal patron di Finalfa in prima persona, testimoniano come di fatto cambierà poco e che l’ultima parola nella decisione finale spetta sempre a Cassingena. Ma sono fatti che passano in secondo piano rispetto alla scadenza del 16 di aprile citata anche nel comunicato di ieri di Finalfa che, dopo aver ringraziato Cunico per «l’impegno profuso e il profondo senso di responsabilità», chiude così: «le nostre forze si concentrano ora sul finale di stagione che ci attende e sul rispetto degli adempimenti previsti». Forze che da sole non basteranno ed è per questo che si sta lavorando con il gruppo di imprenditori vicentini che si stanno adoperando per portare soldi freschi nelle casse di via Schio, evitando al Vicenza in una fase decisiva, eventuali penalizzazioni in classifica e ripercussioni in tutto l’ambiente biancorosso. I contatti procedono senza sosta, il tempo stringe e nelle ultime ore qualche passo in avanti è stato compiuto lasciando trasparire un cauto ottimismo. Di certo, se l’operazione avrà una positiva conclusione, l’imprenditoria vicentina stavolta avrà grandi meriti e si sarà guadagnata i sentiti ringraziamenti della piazza per aver dato al finale di stagione una situazione di normalità che altrimenti sarebbe stata impossibile perché, da sola, l’attuale proprietà non ce l’avrebbe mai fatta ad onorare gli impegni entro le scadenze fissate. Superato, si spera, lo scoglio del 16 di aprile, al gruppo di imprenditori vicentini già noti, se ne potrebbero aggiungere altri. Nei giorni scorsi è stata fatto il nome del possibile coinvolgimento del presidente dell’Altovicentino, Rino Dalle Rive. Come detto, il tempo per chiudere non è più molto: il countdown verso la prossima scadenza è sempre più pressante.

Ore 13.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Stasera, in un Menti che si annuncia vicino al tutto esaurito, il Vicenza gioca contro l’Avellino una gara che, per le due squadre, è fondamentale nella corsa alle zone altissime della classifica. Lo sa bene anche Pasquale Marino che, pur con la consueta pacatezza, carica i suoi a dare il massimo. «Questa è una gara molto importante nel nostro cammino, con un avversario forte che sta dando continuità al suo progetto tecnico — spiega il tecnico del Vicenza — però noi a otto partite dalla fine del torneo ci troviamo al terzo posto in graduatoria, vedrete che ognuno di noi tirerà fuori il meglio di se stesso per arrivare il più in alto possibile. Abbiamo molta rabbia positiva in corpo, perché nelle ultime due partite non abbiamo raccolto quanto meritavamo: abbiamo portato a casa solo un punto, ma obiettivamente ne avremmo meritati almeno tre in più. Però in un campionato lungo e difficile come la serie B ci può stare, ci sono periodi in cui i risultati magari non arrivano, ma è importante che dal punto di vista delle prestazioni non ci si possa rimproverare niente». Con l’Avellino ci si attende ancora una volta un Vicenza propositivo, determinato e concentrato, che al centro tecnico di Isola Vicentina si è preparato molto bene. «Durante la settimana abbiamo lavorato con applicazione massima, soffermandoci su determinati aspetti tecnici e tattici come sempre. Siamo stati in pausa solo il giorno di Pasqua perché in questa fase è necessaria concentrazione e continuità, tutto il gruppo ha risposto al meglio anche perché c’è la consapevolezza che questo impegno sarà molto difficile. Ma, come ho già avuto modo di dire, tutti noi abbiamo la consapevolezza che questa rabbia accumulata, complici i punti immeritatamente persi, possa fare la differenza sul campo e ci porti stavolta ad ottenere il massimo. E’ ora di tornare a vincere in casa davanti ai nostri tifosi, perché il successo ci manca un po’ e dobbiamo cercare di ripartire con i tre punti perché adesso inizia la fase decisiva del campionato». Otto partite al termine con Ragusa che, guarito dalla rottura del legamento crociato patita a fine ottobre a Catania, ora scalpita per giocare. «Ragusa è Ragusa, quello che può dare lo sappiamo bene — precisa Marino — ma dopo un infortunio così grave per tornare al top serve ancora del tempo. Purtroppo le partite sono sempre tiratissime, lui avrebbe bisogno di giocare dall’inizio ma il tempo stringe e a campionato in corso non è mai facile per nessuno. L’augurio è che riesca a darci una mano in questi due mesi finali: lui è carico e positivo e di sicuro è un’arma importante in più per il Vicenza».

Ore 13.10 – (Giornale di Vicenza) Nessuna sorpresa nella rifinitura di ieri mattina al centro tecnico Morosini. Stasera contro l´Avellino Pasquale Marino si affiderà inizialmente ai suoi “titolarissimi”, che dopo qualche settimana saranno tutti a disposizione. Sicuramente un´ottima premessa per il Vicenza, impegnato in una delle partite dal peso specifico maggiore nella volata per la serie A: al Menti arriva infatti l´avversario diretto che incalza i biancorossi in classifica, e i tre punti in palio potrebbero consentire un allungo importantissimo dal punto di vista psicologico e della classifica, portando il Vicenza per una sera ad affiancare il Bologna al secondo posto. La squadra di Marino cercherà di centrare una vittoria che in casa manca da tre turni (ultimo successo sul Crotone, seguito dai pareggi con Lanciano e Catania e dalla sconfitta con il Carpi), e che nelle ultime sei giornate è stata conseguita soltanto a Modena. Per vincere, è ovvio, occorre segnare. Marino sa di poter contare sul sempre affidabilissimo Cocco (16 gol già realizzati), su Giacomelli in un ottimo momento di forma e su Laverone in credito con la fortuna dopo i due pali di Vercelli. Ha un conto in sospeso con la sorte anche Moretti, fermo a 6 reti dopo la traversa colta allo scadere in Piemonte e meriterebbe ampiamente di ritrovare la soddisfazione personale del gol pure Davide Di Gennaro, che non firma il tabellino da fine gennaio (3-0 sul Trapani). Toccherà invece al portiere Vigorito, protetto dai centrali Brighenti-Manfredini e dai terzini Sampirisi-D´Elia, contenere il temibile attacco degli irpini guidato da Gigi Castaldo, già autore di 15 reti in questo campionato. Come di consueto, ieri alla fine dell´allenamento tutta la squadra ha provato con grande attenzione i calci da fermo sotto la supervisione del vice di Marino, Massimo Mezzini: in una partita dai valori equilibrati come quella di stasera, infatti, proprio i singoli episodi potrebbero risultare decisivi per far pendere l´ago della bilancia a favore dell´una o dell´altra squadra. Pronti all´uso. Marino è consapevole di poter contare anche su una panchina di valore, alla quale attingere per ogni evenienza. Dal secondo portiere Bremec, passando per Camisa e Garcia Tena in difesa, Sbrissa a centrocampo, il prezioso jolly Vita, fino a Ragusa, Spinazzola e Petagna in attacco, la rosa biancorossa vanta seconde linee che in molte altre formazioni sarebbero titolari, e hanno già dimostrato di saper entrare con il piglio giusto anche a partita in corso. Gli unici indisponibili stasera saranno il lungodegente Sciacca e Gentili, ancora alle prese con l´infortunio muscolare agli adduttori di sinistra; non figura tra i convocati nemmeno Edge, rientrato solo da un paio di giorni dalla trasferta in Uzbekistan con la Nazionale neozelandese. Scontro diretto. Il Vicenza è in vantaggio grazie all´ 1-0 ottenuto sul campo dell´Avellino. La formazione. Salvo sorprese dell´ultimo istante, ecco la formazione del Vicenza attesa stasera al fischio d´inizio (20,30): Vigorito; Sampirisi, Brighenti, Manfredini, D´Elia; Moretti, Di Gennaro, Cinelli; Laverone, Cocco, Giacomelli.

Ore 12.50 – (Giornale di Vicenza) Mesi fa nessuno avrebbe nemmeno lontanamente pensato di definire la gara di stasera al Menti (inizio alle 20,30) con l´Avellino uno scontro diretto per la promozione, invece è così ed è l´impresa che il tecnico Marino, con i suoi ragazzi, è riuscito a compiere. Meglio ricordarselo. Partita delicatissima perchè il Vicenza deve tornare a vincere nel suo stadio, ma soprattutto perchè darebbe una bella botta alle aspirazioni dei campani. Ieri l´allenatore biancorosso per prima cosa ha voluto sottolineare la forza dell´avversario: «Affrontiamo una squadra – ha detto Marino – che sta facendo un ciclo importante, partita dalla Lega Pro, l´anno scorso ha sfiorato i playoff e oggi sta dando continuità al progetto tecnico e i risultati si vedono». Uno scontro diretto nella zona di vertice della classifica. «Mancano 8 gare alla fine, siamo qui e ognuno cerca di tirare fuori il meglio, noi poi siamo molto arrabbiati perchè purtroppo nelle ultime due gare dovevamo raccogliere quattro punti ed invece ce ne ritroviamo solo uno». Brucia molto… «Dispiace tanto e dovremo fare in modo di migliorare, di cercare di ottimizzare i risultati perchè da un punto di vista delle prestazioni non ho da rimproverare granchè ai ragazzi, hanno dato sempre tutto». Qualche errore è stato commesso. «Gli errori ci sono e ci saranno sempre perchè non c´è la perfezione, ma a volte ti castigano a volte no e quando ti va bene allora non ci fai caso, ma nell´arco dei 90´ capita di sbagliare o per bravura dell´avversario o per qualche disattenzione: purtroppo in questo periodo paghiamo sempre». L´Avellino è forte, ma se si guarda alla gara d´andata non c´è stata storia. «Di certo siamo stati bravi ad interpretarla bene però ricordo che in alcuni momenti avevamo sofferto, anche perchè loro sono strutturati bene e hanno una batteria di attaccanti con Comi, Castaldo e pure Trotta molto forti pure fisicamente». Di sicuro per Castaldo parlano i 15 gol segnati. «Ma anche Trotta, che è arrivato a gennaio, sta facendo bene e ha già segnato qualche gol, ma al di là dei singoli l´Avellino ha una buona organizzazione di gioco». Per preparare questa gara ha avuto qualche giorno in più, lo ha sfruttato per fare dei lavori specifici? «Abbiamo toccato vari punti, ma così come facciamo sempre, ci siamo fermati solo il giorno di Pasqua anche perchè serve oggi una continuità nel lavoro pure per la concentrazione, poi abbiamo potuto allenarci quasi al completo e questo migliora senza dubbio le cose». Apriamo una parentesi sul calcio non giocato: ha appena parlato di concentrazione, le vicende societarie legate alla vendita ve ne tolgono, oppure sono ininfluenti? «Non abbiamo mai toccato questo argomento all´interno dello spogliatoio, noi ci isoliamo bene da tutto, credo la squadra sia matura pure sotto questo punto di vista, anche perchè sono problemi che ci riguardano in maniera indiretta. Noi dobbiamo pensare solo a fare bene in campo e a svolgere il nostro lavoro, poi la società, a prescindere, ci è sempre vicina, insomma siamo sereni». Torniamo al calcio giocato: che gara si aspetta? «Molto difficile, ma anche con la consapevolezza che questa rabbia che abbiamo accumulato per i punti persi immeritatamente nelle ultime due partite dobbiamo saperla mettere in campo per cercare di fare il meglio possibile e portare via il massimo dei punti, è ora che torniamo a vincere a casa nostra anche perchè ci avevamo fatto l´abitudine e adesso ci manca un po´». Senta, a suo avviso Ragusa è già pronto per essere un fattore decisivo, magari a gara in corso, oppure è il Vicenza che deve ancora aiutarlo a crescere? «Ragusa è Ragusa e dunque si sa cosa può dare però per arrivare a quel Ragusa ci vuole ancora un po´ di tempo. Noi dobbiamo cercare di aiutarlo, ma purtroppo le gare sono sempre tiratissime, mentre lui magari avrebbe bisogno di giocare dall´inizio, poi non è facile per nessuno dopo un intervento così, certo ci auguriamo che ci possa dare una mano in questo finale di campionato».

Ore 12.20 – (Gazzettino) Domani al Tombolato il Cittadella affronterà la capolista Carpi e il tecnico granata Claudio Foscarini avrà a disposizione Michele Pellizzer, Filippo Scaglia e Nicola Rigoni che rientrano dopo aver disertato le ultime partite per infortunio. Filippo Scaglia è il primo dei tre ad essere tornato disponibile, come spiega lo stesso difensore: «Non ho giocato con la Ternana e a Latina, anche se in quest’ultima partita ero stato convocato, ma il tecnico ha preferito non rischiare e mi ha tenuto in panchina». Sul suo malanno, precisa: «Non ho avuto alcuna lesione, ma si è trattato di una elongazione all’adduttore della coscia sinistra dovuta a un movimento brusco in allungamento durante la partita a Livorno. Adesso sono completamente guarito e pienamente a disposizione». Sul prossimo avversario continua: «Sta vincendo il campionato sfruttando al meglio le situazioni di ripartenza che capitano durante la partita. Direi che il Carpi è squadra molto cinica. Bravi loro ad applicare con continuità ed efficacia questo tipo di gioco». Su come affrontare questo avversario, spiega: «Noi non dobbiamo dargli lo spazio per andare in profondità attuando le sue micidiali ripartenze. Ciò non significa snaturare il nostro gioco, per cui cercheremo di sfruttare le nostre occasioni anche con l’avanzamento dei difensori centrali sui calci piazzati. Dobbiamo stare però molto attenti e pronti a bloccare sul nascere la loro pericolosità». Con Scaglia dovrebbe tornare a fare coppia al centro della difesa anche il capitano Michele Pellizzer. «Spero questa volta di essere completamente guarito -sostiene l’ex Bassano-. Lo stiramento al flessore della coscia destra che mi ero procurato con il Bologna si era ripresentato nella partita con il Livorno ed io ero rimasto in campo ritenendolo il dolore passeggero. Invece è stata riscontrata una brutta ricaduta. Adesso sono a disposizione dopo aver svolto un recupero personalizzato usando molta prudenza. Da ieri (mercoledì ndr) sono tornato in gruppo». Sulla partita di domani afferma: «Potrebbe essere poco spettacolare perchè il Carpi è squadra attendista che fa poco possesso palla, ma sa sfruttare come nessuna altra squadra le palle gol che costruisce nelle sue veloci ripartenze». Nicola Rigoni è uscito dopo il primo tempo al Tombolato con la Ternana e ha saltato il match di Latina. «Ho avuto una contrattura al flessore della coscia destra -racconta- e da giovedì della settimana scorsa ho svolto un lavoro in parte differenziato e in parte in gruppo. Sto ancora valutando i miglioramenti e le sensazioni che provo». Sul Carpi conclude: «Ha dominato il campionato, sarà una partita difficile perchè è una squadra ostica da affrontare. Sa coprirsi e ripartire con grande efficacia, noi dobbiamo stare sempre all’erta. È un discorso generale che riguarda tutti».

Ore 12.00 – (Mattino di Padova) Tutti in gruppo. La risonanza a cui Daniel Cappelletti si è sottoposto («per scrupolo», precisa il dottor Ilario Candido) ha dato esito negativo: non ci sono lesioni per il terzino destro del Cittadella, che da qualche giorno accusa un affaticamento muscolare alla schiena ma che ha ripreso a lavorare con i compagni. Appare sempre più probabile l’ipotesi di vedere in campo anche lui contro il Carpi capolista domani pomeriggio al Tombolato. Facile ipotizzare che Foscarini ripresenterà la difesa titolare, con Pellizzer e Scaglia in mezzo. I dubbi riguardano gli altri due reparti: a centrocampo Rigoni è pronto a riappropriarsi del ruolo di regista e Paolucci sembra favorito per affiancarlo, anche se resta in ballottaggio con Busellato e Benedetti. In attacco, il tecnico di Riese potrebbe riproporre per la terza gara consecutiva la coppia pesante formata da Stanco e Gerardi, anche se Sgrigna (ex di turno) e Coralli scalpitano. Arbitra Saia. A dirigere la sfida è stato designato Francesco Paolo Saia della sezione di Palermo, che il Citta ritrova per la terza volta in questa stagione. Curiosamente, uno dei due precedenti è proprio la partita dell’andata allo stadio Cabassi, un clamoroso 5-2 in cui però i granata pagarono mezzora di confusione e non le decisioni arbitrali. Ben più favorevole l’ultimo incontro, in trasferta ad Avellino, con gli uomini di Foscarini capaci di violare il Partenio per 2-1, in quella che fu anche la prima affermazione esterna stagionale. Limitazioni per i tifosi vicentini. Intanto, oltre ai biglietti per la gara con il Carpi, sono già disponibili pure i tagliandi per il derby col Vicenza, in programma venerdì 17 aprile alle ore 20.30, sempre al Tombolato. La Questura, per evitare problemi di ordine pubblico, ha posto limitazioni legate a particolari settori dello stadio: l’accesso alla curva ospiti Nord e alla tribuna Ovest scoperta è limitato ai possessori della tessera del tifoso, mentre l’accesso alla gradinata Est, per i residenti in provincia di Vicenza, con o senza tessera del tifoso, sarà consentito a chi proviene dai Comuni di Pozzoleone, Tezze sul Brenta, Cartigliano, Nove, Marostica, Bassano del Grappa, Rosà, Cassola, Rossano Veneto, Romano d’Ezzelino, Pove del Grappa, Mussolente. I residenti in questi Comuni potranno avere accesso anche alla tribuna coperta Ovest senza tessera del tifoso.

Ore 11.30 – L’arbitro di Padova-Sacilese sarà il signor Matteo Marchetti di Ostia Lido, coadiuvato dagli assistenti di linea Dell’Università e Notarangelo.

Ore 11.00 – (Gazzettino) Passando a lei, è al momento a quota undici sigilli, dieci dei quali messi a segno nella prima parte di stagione. «Sono andato troppo forte all’andata e mi sono un pò bloccato nel ritorno, ma è un bottino personale sul quale avrei messo la firma. La speranza è di segnarne qualcun altro nelle partite che restano, anche se non è questo il traguardo più importante». Tre promozioni con il Portogruaro (dalla serie D alla serie B) e una con il Treviso (C2). Dove colloca la stagione biancoscudata nella sua carriera? «Se la coroniamo con la vittoria del campionato è una soddisfazione impagabile pensando a come siamo partiti. Spero di essere in campo quel giorno, voglio viverla lì». Ha 37 anni, ma può dare molto al Padova anche in Lega Pro. «No ho parlato ancora con la società del futuro, come nessuno dei miei compagni dato che sarebbe una distrazione in questo momento. Mi sento meglio di quattro-cinque anni fa, e questo fa capire quanto sia importante la testa: la mia va a mille all’ora. Spero di restare, significa che è stato apprezzato ciò che ho fatto. Ma prima bisogna raggiungere il traguardo che tutti vogliamo».

Ore 10.50 – (Gazzettino) «La squadra ha fatto bene e le due vittorie di fila in casa ci hanno permesso di andare a Chioggia più tranquilli. Era una trasferta nella quale si poteva perdere qualche punto, invece abbiamo vinto meritatamente facendo tutto in maniera eccelsa». Ora vi attende appunto la Sacilese. All’andata era finita con la prima sconfitta in campionato e tra l’altro è stata l’unica gara che ha saltato (squalificato) prima dell’infortunio. «Mi aspetto una partita difficile con una squadra attrezzata, ma sarà bella da giocare dato che loro non verranno a fare le barricate». Otto lunghezze di vantaggio sull’Altovicentino a cinque partite dalla fine, il traguardo della Lega Pro è davvero a un passo. «Lo stiamo acchiappando, è impensabile non prenderlo adesso. Ci mancano otto punti per la matematica, anche se è meglio non fare calcoli. Quello che ci dice la testa è andare in campo per vincerle tutte pensando una gara alla volta, non è retorica. Ma se continuiamo a fare le prestazioni, i risultati vengono di conseguenza».

Ore 10.40 – (Gazzettino) Il Padova ritrova Marco Cunico. Da questa settimana ha ripreso ad allenarsi con i compagni e domenica con la Sacilese potrebbe tornare in campo con tanto di galloni di capitano al braccio dopo essere rimasto tre partite ai box per un infortunio al ginocchio rimediato in allenamento 23 giorni fa (scontro fortuito con Fenati). «C’è da limare qualcosa, nel senso che sento ancora qualche fastidio che si attenuerà con il passare dei giorni. Sono in linea con il recupero e con lo staff ho lavorato al meglio anche durante la sosta di Pasqua per esserci con la Sacilese, però devo andare in campo per stare bene altrimenti non ne vale la pena. Oggi forse non sarebbe il caso di giocare, ma sono sensazioni che cambiano quotidianamente. Sono fiducioso». Nonostante la sua assenza pesante, la squadra si è comportata al meglio con Giorgione, Dro e Clodiense. «Mi ha dato un fastidio enorme dover stare fuori dato che sono stato sempre presente dalla prima amichevole, ma fa parte del gioco».

Ore 10.30 – (Gazzettino) «Ho un pò di paura perché sento un pò male, ma voglio essere positivo». Le parole sono di Sebastiano Aperi, visibilmente claudicante e ancora in attesa di conoscere l’esito della risonanza al ginocchio effettuata mercoledì, giorno nel quale si è fatto male in uno scontro di gioco con un compagno in allenamento. Oggi si dovrebbe avere il responso. Restando in tema infortunati, anche ieri Bortot ha effettuato corsa a parte, ma le notizie sono incoraggianti. «Clinicamente la ferita si è chiusa – spiega De Poli – anche se c’è ancora una leggera contrattura». PARTITELLA. Quanto alla squadra, ieri ha disputato un’amichevole con una selezione di giocatori africani nati tra il 1994 e il 1999. Test articolato in tre tempi, nei quali Parlato ha schierato i biancoscudati dando più spazio a quelli impiegati di meno. Risultato 9-1 per il Padova con sigilli di Denè, Sentinelli, Zubin (doppietta), Degrassi, Petrilli (doppietta) e Amirante (doppietta). Oggi alle 15 la squadra si ritroverà alla Guizza per un’altra seduta, domani la rifinitura in vista della sfida all’Euganeo con la Sacilese. La prevendita è aperta fino domenica alle 12 nei punti vendita Ticketone e sul sito omonimo. Domenica alle 13.30 apriranno le biglietterie dello stadio.

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) Per tre stagioni ha indossato questa maglia da giocatore. Trent’anni dopo da dirigente com’è cambiato il suo approccio alla piazza? «Non è cambiato, perché ho ritrovato lo stesso affetto da parte dei tifosi. Con loro ho un approccio, sincero e diretto, e non era scontato visto che rispetto agli anni ’80 è tutto un altro calcio». A proposito, martedì ha donato una sua maglia del Padova a un club di tifosi. Stranamente dietro la schiena c’era il numero sette. «Era la stagione 1982/83, quella della promozione in B. Non ero un’ala, ma mister Giorgi mi faceva giocare largo per contenere gli esterni avversari e sfruttare il mio destro». Quale giocatore del Padova attuale assomiglia a De Poli? «Nessuno. Forse io ero un mix tra Mazzocco, Dionisi e Segato». Addirittura? Fortissimo… «No, non ero fortissimo. A livello qualitativo ero un centrocampista come gli altri, però eccellevo in chiave tattica. Diciamo che avevo il piede di Segato, la presenza di Mazzocco e la corsa di Dionisi».

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Il Padova, nonostante non abbia fatto la preparazione, fisicamente sembra stare molto bene. È questa la vostra arma in più? «Credo sia tutta una questione mentale. A Chioggia a livello di concentrazione e attenzione abbiamo raggiunto dei picchi altissimi. Questa è la nostra forza. Al di là dei meriti della società e dell’allenatore, i giocatori sono stati eccezionali nel costruire un gruppo di ferro, in grado si superare anche le situazioni più delicate». Sta già progettando il Padova del futuro? «Intanto abbiamo un sogno e speriamo di raggiungerlo. Questa società potrà crescere se manterrà l’umiltà che ha tenuto finora, unita a una passione che ci ha permesso di sbagliare il meno possibile. Passione, competenze e amore. Seguendo questi principi abbiamo fatto bene quest’anno e potremo far bene in futuro».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Dopo aver girato il Triveneto per visionare avversari e il mondo per creare alleanze sul mercato, il direttore sportivo del Padova Fabrizio De Poli si ferma, decidendo di restare ogni domenica al fianco della squadra. «Da quando sono tornato dal Brasile un mese fa non mi sono più voluto perdere una partita», conferma il diesse. «Voglio stare vicino alla squadra, perché in momenti come questi può essere utile anche una parola in più e l’apporto di tutte le componenti». La gara di domenica prossima contro la Sacilese sembra l’ultimo scoglio verso la promozione. «Non è decisiva, ma è molto importante. Hanno ottimi giocatori e un buon potenziale offensivo. All’andata hanno mostrato tutto il loro valore, anche se la nostra sconfitta fu immeritata. Ma dovremo stare molto attenti». Vi aspettate un regalo dal Belluno che ospiterà l’Altovicentino? «Mi aspetto una bella gara. Nonostante nel girone di ritorno abbia frenato, il Belluno resta una squadra competitiva e farà sicuramente la sua gara tosta».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) In retroguardia il Padova non dovrebbe essere stravolto: al centro della difesa, vicino a Sentinelli, è pronto Thomassen, mentre sugli esterni saranno confermati Salvadori e Busetto, dal momento che Bortot clinicamente è guarito ma necessiterà di qualche giorno di allenamenti per recuperare al meglio la condizione fisica. In mezzo al campo e in avanti, invece, le possibilità di scelta sono diverse e solo gli ultimi due allenamenti scioglieranno i dubbi. Ieri pomeriggio, alla Guizza, Parlato ha mescolato le carte nel corso dell’amichevole organizzata all’ultimo minuto contro una selezione di giocatori provenienti da vari paesi dell’Africa: nel 9-1 finale sugli scudi Zubin, Petrilli e Amirante con una doppietta a testa, arrotondata poi dalle reti di Denè, Degrassi e Sentinelli. Ancora nessuna novità, invece, in merito all’infortunio di Sebastiano Aperi: il guaio al ginocchio destro sembra meno grave del previsto, ma la diagnosi ufficiale arriverà solo nella giornata di oggi.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Il rush finale del campionato è alle porte: cinque gare a disposizione per mettere insieme gli otto punti necessari alla conquista della matematica promozione. E la temperatura, anche in spogliatoio, dopo la vittoria di Chioggia e i giorni di vacanza pasquali torna ad alzarsi. Oggi, alle 15, il Padova si ritroverà alla Guizza agli ordini di Carmine Parlato per il penultimo allenamento settimanale: dopo mesi di venerdì liberi, l’allenatore biancoscudato richiama i suoi sul campo, e lo fa alla vigilia di una gara fondamentale. Domenica all’Euganeo contro la Sacilese i biancoscudati, privi dello squalificato Niccolini che sconterà la prima delle tre giornate di stop, ospitano una delle avversarie più temibili di questo finale di stagione. E i dubbi di Parlato, con il rientro di capitan Cunico, sono tanti.

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) Sentinelli si è sbilanciato: secondo lui il Padova arriverà sicuramente primo… «Diciamo che dopo aver vinto a Chioggia la strada è in discesa. La partita con la Sacilese sarà un altro impegno tosto e so che la stanno preparando come la partita della vita. All’andata ci hanno battuto, adesso hanno gestito un po’ le ammonizioni in modo da essere praticamente al completo. Ma non ci spaventano, siamo pronti ad affrontarli». Si aspettava le sei vittorie consecutive ottenute dall’AltoVicentino? «Sì, anche perché avevano un calendario favorevole, da adesso in avanti il coefficente di difficoltà è lo stesso per noi e per loro». Per il prossimo anno ha già parlato con la società? «Credo che non sia il momento di fare certi discorsi. Noi dobbiamo solo pensare a vincere il campionato, poi ci saranno mesi per gettare le basi per la prossima stagione. So che la società non ha parlato con nessun giocatore, sarebbe antipatico per lo spogliatoio sapere che, magari, qualcuno è stato contattato e altri no: credo che la dirigenza faccia bene a rinviare tutto al termine del campionato».

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) Da martedì è tornato a lavorare con i compagni, dopo un infortunio che lo sta tormentando proprio nel momento decisivo della stagione. Marco Cunico soffre per una lesione al collaterale del ginocchio, guaio che di solito ci mette diverso tempo a sparire. Tanto che il capitano del Padova non è ancora certo di poter rispondere all’appello per il big-match con la Sacilese. Cunico, la domanda più banale talvolta è anche la più mirata: come va? «Quando ti “pizzichi” il ginocchio, si sa, ci vuole molto tempo per tornare a posto. Io, per esempio, da martedì sto lavorando con il gruppo, ma sento ancora dolore. Soprattutto quando calcio il pallone, una situazione che non mi lascia del tutto tranquillo». Quanto le pesa stare fuori nel momento in cui sta per chiudersi la stagione? «Pesa parecchio, perché non poter aiutare la squadra quando si sta per arrivare al traguardo è un aspetto che crea un po’ di frustrazione. Ma i miei compagni stanno facendo benissimo anche senza di me, sono orgoglioso di essere il capitano di questa squadra»
Potremo vederla in campo con la Sacilese, o bisognerà attendere Legnago? «Dovrei andare almeno in panchina domenica, poi se non è questa settimana andremo alla prossima, ma teoricamente i miglioramenti dovrebbero essere significativi un giorno dopo l’altro».

Ore 08.38 – Serie D girone C, il prossimo turno (trentesima giornata, domenica 12 aprile ore 15.00): ArziChiampo-Union Ripa La Fenadora, Belluno-AltoVicentino, Clodiense-Legnago, Fontanafredda-Union Pro, Giorgione-Kras Repen, Mezzocorona-Montebelluna, Mori S. Stefano-Tamai, Padova-Sacilese, Triestina-Dro.

Ore 08.36 – Serie D girone C, la classifica aggiornata: Padova 72, AltoVicentino 64, Sacilese 53, Clodiense 49, ArziChiampo e Belluno 48, Montebelluna e Union Pro 41, Legnago 39, Union Ripa La Fenadora 38, Fontanafredda 36, Tamai 35, Giorgione 30, Dro 29, Kras Repen 28, Triestina 26, Mori S. Stefano 15, Mezzocorona 12.

Ore 08.34 – Serie D girone C, i risultati della ventinovesima giornata: AltoVicentino-Fontanafredda 2-1, Dro-Giorgione 3-1, Kras Repen-Mezzocorona 7-0, Legnago-Belluno 3-2, Montebelluna-Tamai 1-1, Sacilese-ArziChiampo 0-2, Union Pro-Triestina 2-1, Union Ripa La Fenadora-Mori Santo Stefano 0-0.

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Ore 08.30 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Box Uomo, Black Bell Tattoo, Maglietteveloci.it, Studio Pignatelli Netstore, InterBrau Birra Antoniana, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 9 aprile: il Padova batte 9-1 in amichevole una rappresentativa africana.

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