Live 24! Padova-Cuneo, -2: venerdì di riposo per i Biancoscudati, ma la mente è già a domenica

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Ore 22.30 – Serie B, i risultati finali: Bologna-Lanciano 1-0, Brescia-Avellino 3-2, Carpi-Catania 0-0, Cittadella-Perugia 0-2, Crotone-Entella 0-0, Latina-Modena 1-1, Pescara-Livorno 3-0, Spezia-Bari 1-0, Ternana-Varese 2-0, Trapani-Pro Vercelli 2-1, Vicenza-Frosinone 2-1.

Ore 22.10 – (Gazzettino, edizione di Belluno) «Stamattina ho percorso la strada che va da casa mia a Pedavena per l'”ultima” volta. Ultima perché nella prossima stagione non giocherò più con l’Union Ripa La Fenadora»: Sandro Andreolla da Valmareno, come lui stesso spesso sottolinea, saluta il neroverde che ha vestito negli ultimi due anni e mezzo. «Ho avuto un colloquio con il presidente Nicola Giusti – spiega il giocatore – e siamo arrivati a questa decisione. Voglio continuare a giocare, ma farei fatica a tenere il ritmo di una Union di serie D quindi, a meno di un’offerta irrinunciabile, scenderò di categoria e proverò a vincere un altro campionato. Ne ho vinti quattro vorrei fare la “manita”». Nel testo pubblicato sulla sua pagina Facebook, Andreolla ringrazia la società, i tecnici, i compagni e i tifosi: «Ho dato tanto ai colori neroverdi, ma ho ricevuto di più. Dall’esordio con gol in Coppa contro il Dolo nel dicembre 2012 all’ultima presenza, ricorderò tutte le partite giocate. Ricorderò il duecentesimo gol in carriera, la cinquecentesima presenza ufficiale, il tacco di Trieste, la doppietta nel derby davanti agli occhi di mia figlia e di altre 2000 persone. Il primo risultato che chiederò la domenica sarà quello dell’Union. Ciao Union, gli occhi si stanno inumidendo. Per sempre tuo tifoso SA10».

Ore 21.50 – (Corriere delle Alpi) Alberto Tibolla aspetta il Chievo Verona e intanto comincia a guardarsi intorno, senza escludere nemmeno la possibilità di restare al Ripa Fenadora. Il centrocampista che nell’ultima stagione ha giocato in neroverde è di proprietà del Chievo, con cui è arrivato alla fine del contratto quadriennale. Prima di tutto bisognerà vedere se la società veronese deciderà di rinnovarglielo o se lo svincolerà. Nel frattempo ci sono già stati dei contatti con alcune squadre, a livello di sondaggi. Quindi niente di definito. Si è chiusa invece l’avventura con l’Union del bomber Sandro Andreolla, che per l’annuncio dell’addio ha scelto Facebook. Il futuro incerto di Tibolla. «Adesso non so ancora niente», esordisce il centrocampista bellunese del Chievo, passato anche dalle giovanili della Roma. «Devo aspettare di vedere cosa vuole fare il Chievo e di conseguenza saprò come muovermi». Non c’è una pista più calda delle altre: «Sto tenendo tutte le porte aperte», spiega Tibolla, che non chiude nemmeno le porte alla società del presidente Giusti: «Non so ancora niente», dice. «Anche con l’Union devo ancora parlare. In questo momento non saprei dire. Voglio ragionare con calma sulla scelta migliore, perché non vorrei andare a perdere un anno. Aspetto prima di tutto il Chievo, con cui mi scade il quarto anno di contratto il 15 luglio. Se mi vogliono rimettere sotto contratto, sarei vincolato a loro e naturalmente bisognerebbe fare discorsi diversi. Spererei di salire di categoria, ma non è facile. Ho sentito anche squadre di serie D, che è una bella vetrina». L’addio di Andreolla. Sandro Andreolla ha scelto Facebook per i saluti: «Ho percorso (ieri) la strada che va da casa mia a Pedavena per l’ultima volta. Ultima perché nella prossima stagione non giocherò più per l’Union», annuncia. «Che si tratti di un arrivederci o un addio, poco importa. In queste mie parole non ci sarà spazio per rimorsi o sassolini da togliere ma solo per ringraziamenti pubblici a tutti, nessuno escluso. Dallo staff tecnico con cui ho lavorato, a tutti i compagni con cui ho giocato, dai tifosi che mi hanno fatto sentire uno di loro e mi hanno sempre sostenuto, fino ai dirigenti e volontari che compongono questa fantastica realtà. Ho dato tanto ai colori neroverdi ma ho ricevuto di più, sotto tutti i punti di vista. Dall’esordio con gol in coppa contro il Dolo nel dicembre 2012 all’ultima presenza ricorderò tutte le partite giocate. Ricorderò il duecentesimo gol in carriera, la cinquecentesima presenza ufficiale, il tacco di Trieste, la doppietta nel derby davanti agli occhi di mia figlia e di altre 2000 persone e tante altre cose. Due anni e mezzo indimenticabili. Il primo risultato che chiederò la domenica sarà quello dell’Union e se sarà positivo, ne gioirò. Ciao Union, gli occhi si stanno inumidendo, per sempre tuo tifoso».

Ore 21.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Probabilmente da lui ci si aspettava di più. Se lo aspettava il Fontanafredda, che lo aveva presentato non come un colpo, ma come “il colpo”. Era la ciliegina sulla torta del ritorno in D, Lauro Florean, reduce dallo scudetto conquistato con il Pordenone. Uno degli eroi del doblete neroverede in rossonero. Un lusso. Poi però è arrivato il campionato e il mondo è cambiato. Altalenanti, le prestazioni dell’ex attaccante del Sandonà Jesolo. Nove i gol messi insieme, con una doppietta all’ultima giornata a migliorare il bilancio. Troppo poco, soprattutto se i dati finali si confrontano con le attese (troppo alte?) della vigilia. E allora con ogni probabilità sarà lui, il primo “tagliato” eccellente al Fontanafredda. Florean viaggia verso la non conferma in vista della prossima stagione, sia che in panchina rimanga De Pieri (99%) oppure no. Viaggia verso la ricerca di un nuovo attaccante, quindi, il Fontanafredda. Nessun nome all’orizzonte, ma il profilo che si cerca è quello da 10-15 gol a stagione. Quello che suo malgrado non è riuscito a fare Lauro. TAMAI – La conferma di De Agostini è andata in archivio. Quella dei vecchi della difesa subisce un brusco arresto. Se uno come Luca Colombera, per esempio, non dovrebbe avere problemi, diverso è il discorso che riguarda Alberto Faloppa. L’ex sacilese è a un passo dall’accordo con il Belluno. Affare quasi concluso, con il Tamai che si ritroverà orfano di un difensore veterano. Sempre più lontano dalle Furie anche Riccardo Zambon. Stand-by su Federico Furlan. TECNICI – C’erano tutti, a vedere Belluno-Sacilese. Tra loro il presidente dell’Altovicentino, Rino Dalle Rive. Punta su Mauro Zironelli per la guida del team bianconero. La concorrenza è quella di Roberto Vecchiato, che però ha già dato da tempo la sua parola al Belluno.

Ore 21.20 – Serie B, i risultati parziali alla fine dei primi tempi: Bologna-Lanciano 1-0, Brescia-Avellino 2-1, Carpi-Catania 0-0, Cittadella-Perugia 0-0, Crotone-Entella 0-0, Latina-Modena 1-1, Pescara-Livorno 1-0, Spezia-Bari 0-0, Ternana-Varese 1-0, Trapani-Pro Vercelli 1-0, Vicenza-Frosinone 0-0.

Ore 21.10 – (Messaggero Veneto) Con nove gol e un’indiscutibile leadership tecnica ha contribuito in maniera decisiva alla salvezza del Fontanafredda. Tuttavia, il club ora vuole voltare pagina. E quindi rinunciare a lui, a Lauro Florean. Proprio così: l’attaccante (classe ’81) e la società rossonera stanno andando verso la separazione. La notizia non è ancora ufficiale, però tutti gli indizi portano a un addio. Secondo indiscrezioni, infatti, il sodalizio starebbe sondando il terreno per una punta esperta, e quindi a un erede del professionista ex Venezia e Pordenone. I nomi che circolano sono un paio: quelli di Riccardo Zambon (’88) e Federico Furlan (’86), entrambi del Tamai, che difficilmente rimarranno tra le “furie rosse” anche la prossima stagione. Per il resto, il Fontanafredda è a caccia di giovani, considerato che difficilmente rimarranno i vari Frison (’95) e Vicario (’96), mentre c’è l’intenzione di confermare Nastri (’92) e Ortolan (’90), due protagonisti della salvezza. Verso la permanenza pure il tecnico, Maurizio De Pieri, anche se quest’ultimo vuole un colloquio con la società per capire con quali obiettivi si ripartirebbe in serie D. A Tamai, confermato ufficialmente il tecnico De Agostini, si inizieranno a breve i colloqui con i giocatori: l’intenzione, per ora, è blindare il reparto arretrato, anche se Alberto Faloppa (’80) è tentato di raggiungere il suo amico Roberto Vecchiato a Belluno. A proposito dei gialloblù: la Sacilese, sua ultima avversaria, sta preparando la sfida di domenica con l’Altovicentino (finale play-off). Il tema legato alla proprietà è caldo, perché la famiglia Presotto vorrebbe farsi da parte, ma la notizia del giorno è che il suo ex tecnico, Mauro Zironelli, pare proprio il favorito per accasarsi all’Altovicentino. Per la prossima stagione, infatti, il club veneto vorrebbe ripartire dall’ex liventino, rimasto a Sacile sino a marzo prima di dare le dimissioni. E’ della zona (abita a Zanè, a due passi da Marano), è un professionista serio e con grandi qualità: per certi versi è logico puntare su di lui. Considerato, poi, il rapporto che ha con molti giocatori rimasti in biancorosso (da Beccaro a Sottovia passando per Baggio), non è escluso che questi lo seguano nella sua nuova avventura in terra vicentina. Una migrazione liventina verso Marano? Non è da escludere.

Ore 20.50 – (Corriere delle Alpi) Sacile ai playoff è una rocca inespugnabile. Un anno fa i gialloblù erano usciti sconfitti agli spareggi proprio contro la Sacilese per 1-0. Questa volta il passivo è stato più pesante, ma il risultato non rispecchia la stagione fantastica di Corbanese e compagni, che si sono classificati in quarta posizione e hanno passato il primo turno playoff sconfiggendo l’Arzignano. Da non dimenticare la seconda posizione nella graduatoria “Giovani D Valore”, che ha assicurato un premio economico importante alla società per il prossimo anno. «Non guardo ai risultati singolarmente», racconta il presidente del Belluno Livio Gallio, «a me è piaciuto l’insieme di questa stagione. Siamo riusciti nell’intento di far giocare tanti giovani e molti di questi sono bellunesi. Non meno importante è stata la nostra capacità di esprimere ogni domenica un buon calcio, non una cosa da sottovalutare. Poi, se guardiamo la classifica e i numeri è ovvio che sono contento di dove siamo arrivati». Il Belluno è sempre rimasto nell’arco della stagione nelle prime cinque posizioni e alla fine si è accomodato in quarta piazza, risultato fantastica. La domanda sorge spontanea, si poteva addirittura fare di più? «Se la rosa non avesse avuto problemi credo che saremmo potuti arrivare terzi», spiega il numero uno di piazzale della Resistenza. «Purtroppo in un momento delicato della stagione gli infortuni hanno condizionato pesantemente le formazioni che scendevano in campo. Con una rosa più ampia le cose sarebbero andate diversamente. Con gli uomini che abbiamo avuto, invece, più di così non si poteva fare». Veniamo al match perso per 4-1 contro la Sacilese, gara condizionata da una partenza sbagliata. Non è facile giocare quando ti trovi sotto di tre gol in 27’… «La partita è stata condizionata dagli episodi», continua Gallio, «partire con un handicap di tre reti dopo una ventina di minuti non è facile e si fatica a recuperare. La prestazione non è stata malvagia, sicuramente siamo arrivati alla partita scarichi di testa. Dispiace per il risultato che alla fine però ci può anche stare». Non è un segreto che Livio Gallio abbia un rapporto particolare con il difensore Ivan Merli Sala, che proprio nei prossimi giorni dovrà prendere una decisione sul suo futuro. Le percentuali per ora pendono più sulla partenza del giocatore. «Qui a Belluno le braccia sono aperte per lui, fosse per me lo farei stare qua tutta la vita», conclude il presidente gialloblù, «è giusto però che lui faccia le sue scelte, se dovesse arrivargli un offerta importante bisognerà lasciarlo andare. Onestamente non sono ottimista su questo aspetto, e mi dispiace molto la sua possibile partenza, perché quest’anno è stato uno di quei giocatori che hanno fatto la differenza, non solo in campo ma anche in spogliatoio».

Ore 20.30 – (Trentino) Tutto in un pomeriggio. Meno due alla fida playout da “dentro o fuori” contro la Triestina: il Dro lavora sodo sul campo di “Oltra” perché domenica, volenti o nolenti, sarà salvezza o retrocessione. Stefano Manfioletti sta preparando la partita contro i friulani con la consueta e maniacale cura dei dettagli, anche se le notizie riguardo agli avversari sono, al momento, piuttosto frammentarie. Di certo vi è che, ad oggi, il tecnico gialloverde può disporre dell’intero organico, visto che anche i lungodegenti Proch (che a fine stagione tornerà all’Alto Adige assieme a Cremonini) e Donati sono pienamente recuperati e pure l’acciaccato Chesani sarà della partita. Manfioletti lavora sul campo, mentre la società si sta preparando “all’invasione” di tifosi friulani: da Trieste saranno almeno 250 i tifosi che raggiungeranno l’Alto Garda al seguito della formazione biancorossa. Tre pullman sono già stati completati e tantissimi altri supporters si muoveranno con mezzi propri. Probabile, a quel punto, che ai tifosi ospiti venga destinata la tribuna principale dell’impianto droato, mentre gli “aficionados” di marca locale saranno dirottato nella struttura in Dalmine posta a fianco degli spogliatoi. E, a tifare Dro, ci saranno anche giocatori e dirigenti del Calciochiese, il cui destino sportivo è strettamente connesso a quello del team gialloverde: se, infatti, Ischia e compagni riusciranno a mantenere la categoria, i chiesani potranno festeggiare la permanenza in Eccellenza, altrimenti saranno retrocessi in Promozione. La Triestina sta preparando in maniera assolutamente inusuale la sfida di Dro: la compagine alabardata è in ritiro permanente praticamente da due settimane a Marina di Ravenna. Il presidente Pontrelli ha spedito la squadra in Romagna alcuni giorni prima della partita contro il Legnago, poi il ritiro è proseguito per tutta la scorsa settimana e quella attuale e si concluderà domani, quando la truppa friulana partirà alla volta del Trentino. Ferazzoli, esonerato un mese e mezzo fa e richiamato martedì scorso alla guida della Triestina (contro il Legnago era stato Lotti a guidare la squadra visto che, a poche ore dalla partita contro i veronesi, la dirigenza aveva sollevato dall’incarico il tecnico Gagliardi), ha suddiviso il lavoro in due “tronconi”: la scorsa settimana è stato curato l’aspetto fisico con un pesante richiamo di preparazione, mentre da martedì ad oggi si concentrerà sulle questioni tattiche. A meno d’improbabili scelte dell’ultima ora, domenica la Triestina si schiererà secondo il “4-3-1-2” con Manzo (o Proia) alle spalle del bomber Rocco e Milicevic. Di certo vi è che Ferazzoli, assai apprezzato dai giocatori e dalla piazza, ad oggi può disporre dell’intera rosa, compreso il portiere titolare Di Piero, pienamente recuperato dal colpo al costato che l’aveva costretto a saltare la sfida contro il Legnago.

Ore 20.10 – (Il Piccolo) Un pullman allestito dal gruppo della curva Furlan, che sarà accompagnato verso Dro da altre auto private e furgoncini della parte più caldo del tifo alabardato, due pullman organizzati dal Centro di coordinamento (c’è ancora qualche posto libero), più un buon numero di aficionados dell’Unione che si muoverà con mezzi privati: il tutto per una partita che sarà pure decisiva per la salvezza, ma che comunque è di serie D, si disputa a 350 chilometri da casa e porta con sé un bagaglio di inevitabile amarezza e rabbia in corpo per tutte le vicende degli ultimi anni. Senza contare le ostilità aperte e ormai ufficializzate da parte della tifoseria contro l’attuale proprietà della Triestina. Tutti elementi che evidentemente non hanno fatto desistere una buona parte del popolo rossoalabardato: il carrozzone che domenica si muoverà verso il Trentino, potrà dunque superare le 200 unità, forse arrivare anche a più di 250 tifosi. Ma al di là dei numeri, quello che conta è che anche in questa occasione e in un contesto davvero molto particolare, la passione dei tifosi alabardati e l’amore per questi colori abbiano dimostrato di essere ancora immensi e soprattutto indistruttibili. Le delusioni sportive degli ultimi anni hanno ovviamente fatto molto male, ma non seppellito definitivamente l’affetto dei supporters per l’Unione. E anche tutte le proprietà che si sono succedute dopo la presidenza Berti, non hanno spento il fuoco che evidentemente arde ancora nell’animo di buona parte dei tifosi alabardati. Cosa pensi poi la tifoseria dell’attuale proprietà è ormai arcinoto a tutti: i mugugni e le perplessità si sono trasformate negli ultimi mesi in aperta contestazione, per poi prendere la via formale e decisamente significativa dell’annuncio del ritiro del marchio, che avverrà all’indomani dello spareggio di Dro, qualsiasi sia l’esito della partita. In pratica i tifosi si muovono in massa per tifare e sostenere la squadra di una società la cui proprietà il giorno dopo gli stessi tifosi disconosceranno: è ovvio che i supporters sperino che anche la salvezza possa aiutare un cambio di proprietà e convinca Pontrelli a passare la mano. Ma se il presidente terrà duro, come finora ha sempre sostenuto, si apriranno scenari al momento imprevedibili. Ma a tutto questo, ci si penserà solamente dopo. Voler seguire la Triestina a Dro significa non solo la conferma di un sostegno alla squadra e ai giocatori che in tutta la stagione non è mai venuto meno, nemmeno nei momenti più difficili, ma anche che adesso conta solo la partita (domenica a Dro si inizia alle ore 16), solamente quei 90 (o 120) minuti che possono decretare la permanenza in serie D ed evitare l’ennesima onta degli ultimi anni.

Ore 19.50 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Finale a Valdagno, domenica alle 16, contro la corazzata Altovicentino. La Sacilese però non vuole fermarsi lì. I playoff in serie D potranno anche servire a poco o a nulla (quanto a posti disponibili per salire in LegaPro, con priorità nei confronti dei ripescaggi delle retrocesse dai playout della categoria superiore) e la strada è ancora lunga (ci si appresta alla terza fase dei gironi: ce ne saranno altre quattro da superare), ma intanto si corre per vincere nel Nordest. GHIACCIAIA – «Con un avvio di gara come quello che i ragazzi hanno fatto – commenta mister Carlo Marchetto -, la partita nel giro di mezzora era già stata messa in ghiacciaia. Abbiamo trovato le situazioni giuste per sfondare grazie alla qualità dei giocatori e all’organizzazione complessiva di squadra». Tanto per rendere il concetto, l’allenatore aggiunge che «con giocate di prima si sono liberati uomini sulla trequarti. Poi, con tutti i cross di Beccia, i tre gol sono arrivati rapidamente. Il Belluno ha cercato in ogni modo di rientrare in partita, ma la nostra quarta segnatura l’ha chiusa definitivamente». CONTRATTO – Euforicamente pronti per l’Altovicentino di domenica, un campo dal quale tornare con la sua conferma in vista della stagione 2015-16? «Abbiamo tre giorni per recuperare le energie – conclude il tecnico -. Il Belluno ci ha fatto faticare. Quanto al rinnovo, ci penseremo dopo la partita di Valdagno». CAMMINO SEGUENTE – Chi avrà la meglio fra Altovicentino e Sacilese passerà (domenica 31 maggio) al confronto sempre in gara unica fra le 9 vincenti della terza fase, più la miglior semifinalista di Coppa. Quindi, il 7 giugno, le 5 che avranno superato il turno più la finalista di Coppa si dimezzeranno ulteriormente fra loro. Con le semifinali del 10 e la finale del 14 giugno verrà stabilito il podio conclusivo dei playoff di serie D. Nel frattempo, meglio seguire attentamente le avvertenze sportive e giudiziarie in LegaPro.

Ore 19.30 – (Giornale di Vicenza) Sarà Altovicentino-Sacilese l´atto finale dei playoff del girone C della serie D. I biancorossi friulani, infatti, hanno regolato per 4-1 il Belluno, con due delle quattro marcature realizzate dagli ex Marano Beccaro e Sottovia. Una sfida che sa tanto di déjà vu, visto che, seppure al “Fiori”, ripropone la stessa finalina della passata stagione. Allora i vicentini si chiamavano Marano e avevano in rosa i due attaccanti sacilesi: al “Berto”,però, furono gli ospiti a passare (1-3).

Ore 19.10 – (Gazzettino, edizione di Treviso) La Curva Sud Fabio Di Maio non vuole saperne di vedere il Real Vicenza giocare al Tenni. «Apprendiamo dalla stampa locale la volontà da parte di una società vicentina di venire a giocare a Treviso – dicono i ragazzi che da anni non si perdona una partita dei biancocelesti -, portando quindi una nuova squadra in città. Sembra infatti che il presidente del Real Vicenza (l’imprenditore Lino Diquigiovanni, ndr), squadra della Lega Pro, non avendo un adeguato seguito in terra berica, ritenga opportuno trasferirsi al Tenni con la speranza di ottenere un miglior seguito da parte del pubblico trevigiano. Per coronare questa sua ambizione starebbe quindi cercando di acquisire l’Fc Treviso, ovvero il Treviso di Renzo Corvezzo, personaggio tristemente noto alla cronaca sportiva, il quale non ha di certo lasciato un buon ricordo ai tifosi trevigiani quindi ci opponiamo con forza a questo aberrante progetto. Il Treviso che noi seguiamo e tifiamo è, e rimane esclusivamente l’Acd Treviso. Nulla ci importa della categoria più prestigiosa o del progetto vincente. Questa fantomatica squadra andrebbe a snaturare la nostra storia, la nostra tradizione e la nostra fede. Auspichiamo quindi che il presidente Diquigiovanni si renda conto di quanto a Treviso la sua squadra non avrebbe senso di esistere, perché apolide, priva di storia e senza alcun legame con niente e nessuno. Di certo non basta chiamarsi “Biancoazzuri Treviso” per entrare nel cuore di chi il Treviso lo ama, così come non bastano lungimiranti promesse per cancellare una storia pluricentenaria. Alla fine un consiglio: statevene a casa vostra». A questo punto la tifoseria si è schierata apertamente e di fronte a questa presa di posizione il Real Vicenza potrebbe anche rivedere i suoi progetti.

Ore 19.00 – (Gazzettino, edizione di Treviso) Vicenza o no Vicenza, sarà comunque un Real Treviso. La volontà del Real Vicenza di giocare le partite casalinghe di campionato allo stadio “Tenni” ha fatto arrabbiare non poco i tifosi biancocelesti (articolo a fianco, ndr) che non vedono di buon occhio questo arrivo anche perché, da sempre, a livello sportivo, le due società non hanno mai nascosto la loro poca simpatia. Ma come ha accolto il Treviso l’ipotesi dell’arrivo della formazione berica? «A noi non interessa – dice Paolo Pini, unico dirigente autorizzato a rilasciare dichiarazioni dal momento che il consiglio è decaduto e privo di cariche sociali – e quindi andremo avanti per la nostra strada perché il Treviso è, e resta, in mano ai trevigiani soprattutto adesso che abbiamo trovato la collaborazione di alcuni seri imprenditori». Ci parli del nuovo Treviso. «Ci sarà sicuramente una riorganizzazione dell’organigramma tecnico che vede l’arrivo di Carlo Casagrande, ex diesse di Nervesa e Opitergina e in panchina Massimo Susic, ex bandiera dell’Fbc Treviso degli anni d’oro, dell’Udinese e Parma senza contare che saranno molti i volti nuovi della prossima squadra». E per quanto riguarda la società? «La settimana prossima alzeremo il sipario e sveleremo la nuova struttura societaria che nasconde diverse piacevoli sorprese. Quindi per il momento non posso anticipare nulla. Posso solo dire che ci sarà l’ingresso di alcuni personaggi stimati, sia a livello politico che imprenditoriale che vogliono contribuire a far rinascere il calcio della loro città. Il nostro obiettivo è di arrivare in serie D al più presto ma soprattutto di riportare entusiasmo attorno al calcio Treviso». Il dirigente non si addentra nei nomi degli imprenditori ma sembra che uno di questi sia Moreno Sartorato, titolare di un’avviata azienda di termoidraulica ex patron della Rovere e trevigiano doc. Con lui arriverebbero anche molti sponsor. La convinzione è che, nonostante il Vicenza sia in grado di offrire la Lega Pro, i trevigiani vedano solamente l’Acd Treviso come unica squadra calcistica di riferimento. Oggi intanto è atteso un Cda e al termine ci potrebbero essere delle sorprese per quanto riguarda l’organigramma societario.

Ore 18.40 – (Tribuna di Treviso) Da una parte il Real Treviso, o come si chiamerà, in Lega Pro; dall’altra l’Acd Treviso in Eccellenza. È lo scenario che si sta componendo in queste ore: il capoluogo la prossima stagione rischia di avere due squadre che giocheranno allo stadio Tenni. Al progetto appena nato al quale sta lavorando Lino Diquigiovanni si oppone infatti la realtà consolidata dell’attuale società biancoceleste che non ha alcuna intenzione di mollare ed anzi va avanti per la sua strada. In un comunicato firmato da Paolo Pini, «unico dirigente autorizzato a rilasciare dichiarazioni» visto che nell’ultimo Cda del 16 aprile ogni carica è decaduta, si legge che «la settimana prossima alzeremo il sipario e quindi per il momento non posso anticipare nulla ma posso solo dire che sarà ufficializzato l’ingresso di alcuni imprenditori stimati sia a livello politico che imprenditoriale e forti economicamente: il nostro obiettivo è di arrivare in serie D al più presto ma soprattutto di riportare entusiasmo attorno al calcio Treviso. Quello che farà il Real Vicenza, francamente a noi non interessa perché viaggeremo su due strade parallele e in comune potremmo avere solo lo stadio». Va aggiunto che oggi è in programma il Cda nel quale Marcello Totera, plenipotenziario di Diquigiovanni, onde evitare conflitti di interesse comunicherà la sua uscita definitiva dall’Acd Treviso, che avrà come ds Carlo Casagrande, ex di Opitergina e Nervesa, e Massimo Sucic in panca. Da parte sua il progetto vicentin-trevigiano per decollare attende anzitutto il benestare di Ca’ Sugana: a giorni ci sarà un incontro con il sindaco Giovanni Manildo. Se tutto apparirà sufficientemente affidabile (coperture economiche, fattibilità del progetto, allestimento del vivaio, coinvolgimento di altri club di Marca) il benestare dell’amministrazione comunale darà il via alle operazioni tecnico-legali di trasferimento di una società da una città all’altra, di competenza dello studio legale Matteo Boscarini di Montebelluna, al quale fornirà supporto quello di Marcello Totera. Proprio Totera potrebbe avere un ruolo come presidente onorario. La maggioranza della parte operativa della dirigenza (giemme, diesse e diggì) sarà composta da uomini di fiducia di Lino Diquigiovanni, compresa la figlia Barbara, che si occuperà del marketing.

Ore 18.20 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Futuro sempre più nero per il Venezia, oggi l’assemblea dei soci ma il socio unico Yury Korablin non ci sarà. Ieri sera le ultime voci riferivano di un patron indisposto, forse addirittura ricoverato a Mosca, quindi impossibilitato a sedersi al tavolo per affrontare il futuro del club lagunare. Quel che è certo è che ora più che mai la palla passa al collegio sindacale presieduto da Roberto Querci Della Rovere (i membri sono Alessandro Cenacchi, Filippo Marchiori e Matteo Zennaro) e chiamato a decidere come procedere alla luce del debito che Korablin non accenna a ripianare. Per pareggiare il bilancio e saldare parte delle pendenze serve un milione, così da poter poi procedere all’iscrizione alla Lega Pro 2015/16. Il deficit tuttavia è di un milione e mezzo contando i crediti dei fornitori, per una situazione preoccupante e che – temono i tifosi – potrebbe spingere i sindaci ad aprire quantomeno una procedura prefallimentare. «Non abbiamo notizie certe, di sicuro oggi Korablin non ci sarà, ciò crea molti problemi quindi ascolteremo dal collegio sindacale come intenderebbe procedere – ha spiegato il dg Dante Scibilia -. Cosa può succedere? Ogni previsione è prematura in questo momento. Sulla carta i tempi per rimettere in piedi la situazione ci sono tutti, non però se il presidente non metterà i soldi che servono». Una situazione complicatissima, aggravata dall’ingiustificabile assenza costante di comunicazione tra Korablin e i suoi dirigenti. «Noi siamo qui e fino al 30 giugno ce la metteremo tutta, non possiamo però fare miracoli se non c’è la sostanza. Korablin deve solo rispettare gli impegni che si è assunto, nessuno gli chiede più degli sforzi che aveva messo in preventivo di poter sostenere all’inizio della stagione. Tocca solo a lui se vuole che il Venezia vada avanti». Da capire inoltre se, approfittando della crisi di Korablin, il gruppo imprenditoriale vicentino che già avrebbe voluto avviare una trattativa per rilevare la società proverà ad inserirsi magari contattando direttamente il collegio sindacale.

Ore 18.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Il destino del Venezia sta per compiersi. Oggi alle 15 si terrà l’assemblea dei soci e all’ordine del giorno c’è la ricostituzione del capitale sociale e il ripianamento delle perdite. Un passaggio cruciale per regolare i conti della gestione attuale e per mettere le basi sul futuro. Ma a meno di colpi di scena dell’ultimo momento, il presidente Yuri Korablin non ci sarà. Pare che a trattenerlo a Mosca siano sopraggiunti dei problemi di salute che gli impedirebbero di muoversi. Un’assenza che rappresenta un ostacolo notevole agli adempimenti necessari in questa fase. Senza il presidente e senza alcuna garanzia di copertura economica, oggi il collegio dei sindaci dovrà prendere le proprie decisioni a tutela dei creditori. Potrebbero decidere di portare tutto in tribunale affidando i conti del Venezia a un’amministratore giudiziale; potrebbero seguire la via tortuosa del concordato con ciascuno dei creditori nella speranza che nessuno presenti istanza di fallimento.  Fatto sta che oggi, dopo l’immobilismo che ha caratterizzato le ultime settimane, si assisterà a un passaggio decisivo per il futuro del Venezia. E ci sono altre scadenze all’orizzonte: il 1 giugno va versata l’Iva, c’è l’ultima tranche degli stipendi dei giocatori e, soprattutto, c’è l’iscrizione al prossimo campionato, tenendo conto che il presidente è inibito fino al 19 agosto. Tutti passaggi che in questo momento appaiono avvolti in una nebbia di totale incertezza, tanto da far dubitare tifosi e dirigenza arancioneroverde dell’effettiva volontà del presidente Korablin di portare avanti il progetto sportivo. Tutto questo mentre cala il sipario sulla stagione 2014-2015. Ieri la squadra di mister Michele Serena ha disputato l’ultima amichevole, sul campo di Pellestrina, giocando un tempo contro l’omonima squadra locale e un tempo contro il nuovo San Pietro calcio. Oggi per tutti è previsto il «rompete le righe» e il fatto che l’annata finisca proprio in una giornata così importante per i destini del Venezia ha il sapore di un cattivo presagio.

Ore 17.40 – (La Nuova Venezia) Oggi è il giorno della verità per l’FBC Unione Venezia, almeno il primo di una sequenza che porterà al 30 giugno. In programma nel pomeriggio l’assemblea dei soci e del collegio dei sindaci revisori dei conti della società, per la ricapitalizzazione del club. Ma il presidente Korablin non ci sarà e dalla a Russia non è arrivato alcun segnale di una sua partenza per l’Italia in queste ore. Solo un ipotetico impedimento per motivi di salute. Voci, vere o no che siano, il collegio dei sindaci dovrà prendere una decisione di fronte a un disavanzo che ha una forbice di un milione-un milione e mezzo da versare per ripianare la situazione. In questa cifra ci sta anche la quota che non è stata versata da settembre e dicembre relativa alle ritenute Irpef e ai versamenti Inps , un’inadempienza che è costata al Venezia tre punti di penalizzazione in classifica. Soldi che Korablin deve versare entro fine giugno, al di là della ricapitalizzazione della società, per potersi iscrivere al prossimo campionato di Lega Pro. Altre due date cardine, al di là di quanto accadrà oggi: entro il 1° giugno dovrà essere versata l’IVA, entro il 16 giugno dovranno essere pagati gli stipendi ai tesserati e versati contributi e ritenute dei mesi di marzo e aprile. «Rischiamo di aver buttato via un anno» avverte il direttore generale Scibilia, «passando anche attraverso sanzioni e penalizzazioni. Non so quali saranno le decisioni dei membri del collegio sindacale, posso ipotizzare almeno tre opzioni. In base alla decisione presa ci muoveremo di conseguenza». C’è anche la possibilità, ed è quella meno remota, che il collegio dei sindaci decida di portare i libri in Tribunale. Mai pace quindi per il calcio arancioneroverde già colpito nell’ultimo decennio da due fallimenti (2005 e il secondo nel 2009). Quattro anni fa, quando Korablin si presentò nella sede municipale di via Palazzo promise il nuovo stadio e il ritorno nell’élite del calcio italiano nel giro di cinque anni. Un paio di elementi lasciano perplessi e uno spiraglio di speranza: la decisione con cui Korablin ha sempre rifiutato l’ipotesi di cedere il club e l’ostinazione con cui ha portato avanti l’acquisizione dei terreni a Tessera per realizzare il nuovo impianto.

Ore 17.20 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Reggiana-Bassano sta scatenando a Reggio Emilia un’attesa febbrile. In vista dell’andata della semifinale playoff (in programma domenica al Mapei Stadium), sono stati staccati oltre duemila tagliandi nel primo giorno di prevendita. Il big match di domenica mette in palio una buona fetta della finale playoff di promozione in serie B e dei duemila biglietti venduti, più di 700 sono stati acquistati all’edicola di corso Garibaldi e 250 a Cadelbosco. Un assalto che non ha sorpreso più di tanto la dirigenza emiliana, che ha toccato con mano l’entusiasmo della gente dopo l’impresa di Ascoli. E lo stesso entusiasmo, ma in vista del ritorno, sta contagiando i tifosi del Bassano. Le prime proiezioni sulla possibile affluenza al Mercante, salvo tracolli nella partita di andata che ovviamente annacquerebbero la passione dei tifosi meno accaniti, parlano di tutto esaurito e di 2500 spettatori in arrivo per la partita che potrebbe consegnare ai giallorossi il pass per la finalissima. La sfida mancata con l’Ascoli dell’ex di turno Mario Petrone, intanto, ha colto di sorpresa pure il diretto interessato, che se l’è cavata così, di fronte alla richiesta di quanto gli sia dispiaciuto non vivere una semifinale che avrebbe avuto un sapore particolare dopo il brutto addio di dodici mesi fa. «Dispiace essere usciti di scena in questo modo – ha dichiarato a Ostuni, alla consegna di un premio quale miglior allenatore della Lega Pro 2014-2015 – non certo per la mia militanza passata nel Bassano, ma perché abbiamo fatto una grande stagione e avremmo meritato di arrivare sino in fondo». Il presente dice comunque Reggiana e non ci sono distrazioni che tengano. In porta domenica ci sarà ancora Matteo Grandi: «Abbiamo nelle corde un’altra impresa – ha detto l’estremo difensore giallorosso – affronteremo una grande squadra ma vogliamo arrivare fino in fondo perché ce lo meritiamo dopo il grandissimo campionato che abbiamo fatto».

Ore 17.00 – (Giornale di Vicenza) Che la Regia abbia problemi in regia può far sorridere ma oggi è così. Dove la Regia nella città del Tricolore è universalmente la Reggiana, da quelle parti si va a veder la Regia. Il playmaker granata Vacca è ammaccato, dovrebbe farcela a recuperare dalla botta rimediata ad Ascoli e che l´ha costretto ad uscire anzitempo, comunque per ogni evenienza c´è in preallarme il senatore Alessi e uno forte nel mezzo quelli lo mettono di sicuro. In realtà il vero pericolo pubblico numero uno della compagine emiliana, lo anticipavamo ieri, è proprio Francesco Ruopolo: esperto (32 anni), fisicato (un metro e 86 per 83 kg), un toro nel cuore dell´area che sinora ha bollato 15 reti, inclusa quella pesantissima di domenica scorsa che è valsa il lasciapassare per le semifinali. Un leader offensivo che fa reparto da solo dentro al 4-3-3 disegnato da Colombo che tuttavia annovera un mucchio di pedine di qualità, incluso Giannone, esterno o trequartista d´attacco. Ad ogni modo la Reggiana sfodera numeri ragguardevoli: 65 punti e terzo posto in regular season (9 in meno del Bassano), segna tanto (53 reti, ma poker al debutto playoff) e subisce poco (31 reti al passivo), in casa vince parecchio (12 successi su 18 sono arrivati tra le mura domestiche), realizza altrettanto (32 reti su 53 sono arrivate al Mapei Stadium) e becca poco o nulla tra la sua gente (12 reti incassate soltanto, la migliore difesa interna del torneo). Come dire che gli emiliani all´ex Giglio sono proprio un osso duro, mannaggia, altrimenti non sarebbero lì a giocarsi la B. In estate hanno quasi trapiantato mezza Pro Patria a Reggio senza accusare alcuna crisi di rigetto, anzi. Quelli buoni sono arrivati in granata, i più scarsi evidentemente sono rimasti a Busto.Tuttavia il Bassano crede di potersela giocare alla pari, a dispetto del pronostico contrario e più di tutti ci credono la proprietà e i soci del club virtussino, coesi per un´avventura senza precedenti nella storia del club giallorosso. Si tratta di una seconda formazione che rappresenta mirabilmente il territorio, in ossequio a un progetto di gestione allargata del club, voluto principalmente dal digì Werner Seeber che oltre a garantire futuro, stabilità e solidità alla società, lega la città ai suoi colori. E sull´onda dell´euforia le porte sono aperte per nuovi ingressi.

Ore 16.40 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Mancano 90 minuti al termine della stagione regolare e stasera il Vicenza affronta al Menti il Frosinone (già promosso in A) per consolidare il terzo posto, un risultato che in estate nessuno avrebbe potuto immaginare. Pasquale Marino ha più volte ribadito che quanto fatto finora è straordinario ma è anche consapevole della grande occasione che il Vicenza avrà a disposizione nei playoff che inizieranno martedì 26 maggio, con il programma che prevede i confronti tra la quinta e l’ottava, e tra la sesta e la settima in una partita a gara unica. «Dobbiamo tenerci stretto il terzo posto che ci consentirebbe di evitare il primo turno – sottolinea Marino – ma per centrare l’obiettivo abbiamo l’ostacolo Frosinone da superare. Loro hanno conquistato una serie A meritata e in questi giorni hanno giustamente festeggiato. Però non regaleranno niente e quindi i tre punti dovremo guadagnarceli cercando di far valere le nostre maggiori motivazioni». Il tecnico del Vicenza è sereno e fiducioso, in considerazione della condizione generale della squadra. «La condizione sia fisica che mentale è buona, siamo sereni perché consapevoli di aver dato tutto quello che avevamo — precisa Marino — e siamo contenti di aver raggiunto un risultato straordinario come quello di partecipare ai playoff, anche se siamo consci che adesso dobbiamo confermare questa preziosissima posizione». E il tecnico ci tiene a sottolineare che il Vicenza è sempre stato all’altezza, anche sabato scorso a Livorno. «Non sono d’accordo con chi dice che la squadra è in calo — sottolinea Marino — per me la squadra a Livorno ha saputo giocare facendo la gara contro un avversario costruito per tornare in serie A. Può essere sembrata una partita meno spettacolare di altre perché sin dall’inizio loro hanno giocato a difendersi, a differenza di quella di Spezia dove gli avversari hanno creato maggiormente e si è giocato a viso aperto. Il Vicenza ha sempre espresso un calcio propositivo, al Menti e in trasferta, non ha mai pensato a gestire il risultato e in campo ha affrontato gli avversari con grande personalità». E dovrà essere così, è chiaro, anche contro il Frosinone. «Questa diventa la partita più importante dell’anno — concorda Marino — perché riuscire a mantenere il terzo posto sarebbe fondamentale e di questo dobbiamo esserne consapevoli tutti. In una gara che dovremo vincere a tutti i costi, sarà di grande aiuto il calore ed il sostegno del nostro pubblico che merita ringraziamenti speciali perché finora ci è stato molto vicino e ci ha sostenuto sempre e comunque».

Ore 16.20 – (Giornale di Vicenza) «Sono felice di essere stato così impegnato in questi giorni con i giornalisti. È stata una settimana che speravo di attraversare. È tutto bello perchè la serie A è arrivata dopo un rush finale impressionante».Lo ha detto il tecnico del Frosinone, Roberto Stellone, prima della partenza per Vicenza. «Siamo stati perfetti – ha aggiunto – e ora ci godiamo questo momento». Sulla gara con il Vicenza, Stellone garantisce che il Frosinone giocherà per onorare il campionato. «Andremo in campo – ha continuato – per fare il massimo sforzo cercando di giocare bene. Voglio che chi scende in campo dia il massimo per onorare il campionato».Sul potenziamento della squadra risponde così: «Faremo come l´anno scorso, inseriremo giocatori che servono facendo una valutazione con il presidente, il direttore generale e il direttore sportivo».

Ore 16.10 – (Giornale di Vicenza) Finire bene per ricominciare al meglio. Il Vicenza vincendo si assicurerebbe il terzo posto e giocherebbe direttamente la semifinale con la vincente tra sesta e settima classificata.Doppio obiettivo. Pasquale Marino, nello scegliere la formazione titolare, ha dunque una doppia esigenza: da un lato schierare una squadra attrezzata e pronta per battere il Frosinone, dall´altro cercare di avere la rosa al completo e nella miglior condizione all´avvio dei playoff. Cambi in difesa. Ecco perché stasera il tecnico siciliano sembra intenzionato a cambiare qualche pedina rispetto allo scacchiere abituale. Due scelte nel reparto difensivo sono obbligate: non ci sarà Brighenti, squalificato, e con ogni probabilità non sarà della partita nemmeno Manfredini, costretto ieri a fermarsi nuovamente per il dolore al tendine d´Achille e al tallone del piede destro che lo condiziona da qualche settimana. Al loro posto si profila l´impiego della coppia formata da Camisa e Gentili.Rischio diffidati. L´altro rischio che Marino deve valutare è quello delle squalifiche. La somma delle ammonizioni, infatti, verrà azzerata solo all´avvio dei playoff, ma se stasera un giocatore già diffidato rimedierà un cartellino giallo dovrà saltare l´andata delle semifinali. Nel Vicenza devono stare quindi attenti tre attaccanti (Cocco, Ragusa, Petagna), oltre a Garcia Tena, Laverone e Di Gennaro. Proprio per questi ultimi due l´allenatore del Vicenza pare intenzionato a non rischiare, portandoli in panchina, anche perché entrambi sono stati tra i giocatori più spremuti nella lunga cavalcata del campionato.Moretti regista. La possibile rinuncia a Di Gennaro comporterebbe l´utilizzo di Moretti come regista, con Vita pronto a sostituirlo nel ruolo di mezzala destra. Per il resto, nel tridente offensivo si candida alla conferma Spinazzola sulla destra, dopo la buona prova di Livorno, mentre a sinistra Ragusa è in vantaggio sul rientrante Giacomelli, che dovrebbe partire dalla panchina. Probabile una maglia da titolare per il rientrante terzino D´Elia.

Ore 16.00 – (Giornale di Vicenza) Ultima gara di un campionato che ha visto partire da lontano il Vicenza, ma la squadra biancorossa ha fatto tanta strada in questi mesi ed ora è ad un passo dal centrare un obiettivo, si spera sia solo il primo, davvero importante: approdare ai playoff al terzo posto in classifica. Di fronte il Frosinone neopromosso in serie A, ma sarebbe sbagliato pensare che stasera(inizio alle 20,30) possa scendere al Menti solo per una festosa passerella. Non lo crede per primo il tecnico Pasquale Marino e, da uomo pragmatico qual è, stringe ancor più le fila della sua truppa, attento come sempre a temperare entusiasmi ma anche ad evitare rilassamenti.Ad un certo punto, gli è stato fatto notare, si è pure sperato addirittura nella promozione diretta, invece ci si dovrà giocare i playoff per agguantare il sogno, come vive questo momento la squadra?«Bene perchè siamo consapevoli di aver dato tutto quanto potevamo, abbiamo fatto il massimo delle nostre possibilità. Sì, ci abbiamo provato in ogni modo anche ad agguantare la promozione diretta, ma siamo davvero molto contenti di aver raggiunto un risultato straordinario come appunto partecipare ai playoff».Arrivarci al terzo posto sarebbe un bel vantaggio.«L´ho detto anche la scorsa settimana che si tratta di un obiettivo importantissimo, che nessuno si aspettava e invece siamo qua». Partita vissuta in modo opposto da chi scenderà in campo: per il Vicenza appunto importantissima, per il Frosinone già promosso una festa.«Noi dovremo essere bravi a far valere le nostre motivazioni che, ovvio, sono diverse dalle loro che hanno già raggiunto un obiettivo importantissimo e meritatamente, ma sappiamo bene che nessuno regala niente, così come sappiamo che le partite si devono giocare al massimo dell´intensità e a questo ci siamo preparati».Quindi lei non teme un calo di concentrazione tra i suoi?«Io non sono un mago, di sicuro però abbiamo preparato la gara come tutte le altre». A chi dice che a Livorno si è fatto un passo indietro rispetto a La Spezia che risponde?«Ho parlato anche troppo di certe cose negli ultimi tempi, poi non mi interessa quello che viene detto, a me interessa solo sapere che la mia squadra ha giocato contro due formazioni che puntavano alla serie A e ha sempre cercato di fare la partita. Può darsi che a Livorno sia stata meno spettacolare ma perchè loro fin dall´inizio hanno giocato a difendere, a differenza di Spezia dove anche l´avversario ha creato qualcosa. Insomma quando tutte e due le squadre si affrontano a viso aperto lo spettacolo è più bello, detto questo io sono contento del mio Vicenza che ha affrontato con personalità avversari importanti, inutile cercare sempre qualcosa che non va».Manfredini non si è allenato ma è convocato.«Sì, vediamo come sta domani (oggi per chi legge, ndr), vedrò».Pare che a Di Gennaro tocchi un turno di riposo.«Non ho ancora deciso, ho provato varie soluzioni anche perchè Di Gennaro non si è allenato nei primi giorni per cui dobbiamo verificarne la condizione».Ci sarà una cornice di pubblico importante, i tifosi ancora una volta saranno al vostro fianco.«È la gara più importante dell´anno, perché mantenere il terzo posto è assai vantaggioso, mi aspetto che il pubblico capisca e ci dia una mano come sempre».In prospettiva chi non vorrebbe incontrare ai playoff?«Arrivarci vuol dire essere squadra forte, certo ognuna con le sue caratteristiche, però io ci vedo molto equilibrio».

Ore 15.40 – (Giornale di Vicenza) Ultimi novanta minuti per la serie B 2014/15, prima delle emozioni che caratterizzeranno gli spareggi per la salvezza e la promozione in serie A. Tutti gli incontri in contemporanea stasera alle 20.30.Solo in un caso i tre punti in palio non avranno alcun valore: il Carpi darà appuntamento ai propri tifosi per il prossimo campionato di serie A ospitando il Catania che, al contrario, dovrà vivere un´altra stagione in cadetteria dopo la pessima annata.Due squadre nel frattempo si contenderanno l´ultimo posto utile per accedere ai playoff. Mentre l´Avellino cercherà la vittoria sul campo di un Brescia già retrocesso, Pescara e Livorno si sfideranno in un duello che vedrà i padroni di casa biancazzurri obbligati a vincere, mentre con qualunque altro risultato si qualificherebbero gli amaranto.Resta da definire anche la griglia delle altre posizioni in vista degli spareggi. Il Bologna sulla carta non dovrebbe avere problemi a battere in casa un Lanciano ormai senza alcuna motivazione, così come lo Spezia che attende al Picco il Bari: ecco perché il Vicenza deve vincere col Frosinone, se non vuole correre il rischio di subire un doppio sorpasso al fotofinish e chiudere al quinto posto.Il Perugia, attualmente sicuro della sesta posizione, proverà comunque a conquistare tre punti per approfittare di eventuali passi falsi davanti, ma è atteso dal compito più difficile: gli umbri giocheranno a Cittadella, dove la squadra di Foscarini cercherà disperatamente il successo per agguantare almeno i playout.La scorsa settimana intanto il Trapani si è guadagnato un altro campionato di serie B, e proprio a Trapani stasera la Pro Vercelli conta di conquistare l´ultimo punto per l´assoluta tranquillità. Il traguardo è ormai in vista anche per la Ternana: dopo la vittoria esterna a Modena (1-2) i rossoverdi possono completare l´opera ospitando un Varese ormai da qualche tempo in Lega Pro.Tensione altissima invece a Latina, dove si giocherà il confronto diretto con il Modena, e a Crotone, dove la sfida-salvezza sarà con l´Entella.

Ore 15.10 – L’arbitro di Padova-Cuneo sarà il signor Alex Cavallina di Parma, coadiuvato dagli assistenti di linea Blasi e Sclavi.

Ore 14.40 – Protagonista del convegno al Bo è ora Andrea Stramaccioni: calorosa stretta di mano prima di salire sul palco tra l’allenatore dell’Udinese ed il duo Bergamin-Bonetto.

Ore 14.20 – Questo l’intervento di Edoardo Bonetto al convegno del Bo: “Dobbiamo puntare sulle sponsorizzazioni locali e sugli aiuti degli imprenditori padovani. Quest’anno è successo, perché chi ci ha dato una mano già conosceva la bontà e la professionalità a livello imprenditoriale di Giuseppe Bergamin e Roberto Bonetto. Dobbiamo vendere il nostro prodotto in maniera diversa, dobbiamo vendere un progetto creando anche una sorta di b2b (business to business). Il nostro sponsor non deve sentirsi un numero bensì sentirsi partecipe del progetto e sentirsi coinvolto, com’è giusto che sia visto l’aiuto che ci viene dato. Stiamo lavorando molto anche a livello di merchandising, perché il nostro tifoso va fidelizzato e stimolato. Deve essere nostro tifoso sette giorni su sette, non solo alla domenica! La passione è il nostro motore trainante, e la nostra prima missione era di riportare l’entusiasmo intorno al Padova: ci siamo presi questo onere ed onore, e ci siamo riusciti. Abbiamo portato i tifosi allo stadio e permesso ai ragazzini di giocare e crescere nel nostro settore giovanile, e la ciliegina sulla torta è stata la promozione. Noi vogliamo continuare a percorrere questa squadra e soprattutto a vincere, perché è una delle cose più belle della vita!”.

Ore 14.00 – Questo l’intervento di Giuseppe Bergamin al convegno del Bo: “Il calcio in televisione è arrivato a cavallo tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, prima vivevamo la partita senza vederla grazie ai radiocronisti. La televisione ci ha permesso di vedere quello che prima potevi solo immaginare! La comunicazione nel mondo del calcio era dunque completamente diversa, anche se le competizioni erano bene o male le medesime quindi cambia la modalità di fruizione ma non il calcio, anche se forse una volta c’erano più campioni con la C maiuscola… Al giorno d’oggi il calcio è strettamente legato al business, con interessi economici non strettamente legati a chi gestisce il mondo del calcio. Ci sono dei bilanci da produrre e rispettare, e quindi oltre all’aiuto del privato dovrebbe arrivare il giusto sostegno anche da chi gestisce il calcio. La Lega Calcio introita grossi proventi che poi distribuisce secondo un criterio proporzionale al bacino d’utenza e all’importanza del singolo club. Una città come Padova in Lega Pro non avrà un bacino d’utenza elevato a livello nazionale ma deve comunque vivere, quindi andrebbe a mio avviso tenuta in considerazione anche la meritocrazia. Società in Lega Pro tirano spesso avanti soprattutto grazie alle sponsorizzazioni delle realtà del territorio. Quest’anno ci siamo presi una grossa responsabilità, i risultati ci hanno dato ragione ma vogliamo dare continuità a questo progetto! Noi forniamo uno spettacolo, ma per goderne a pieno servirebbe un teatro adeguato. Servono dunque strutture moderne ma anche cultura calcistica. Vedo però un calo generale di presenze allo stadio, e se in Europa gli impianti sono pieni nonostante le tv offrano una copertura mediatica totale vuol dire che ci servono stadi moderni e migliori in termini di sicurezza e tranquillità, che possano trasmettere passione e che favoriscano lo spirito di aggregazione. Per fare ciò, però, servono importanti aiuti economici da parte delle istituzioni…”.

Ore 13.40 – Salgono in cattedra al Bo il presidente Giuseppe Bergamin ed il vicepresidente Edoardo Bonetto.

Ore 13.10 – (Gazzettino) Vincere contro il Perugia e sperare in risultati favorevoli da Crotone o Latina. Si giocano su tre campi i destini del Cittadella, ora terz’ultimo, che questa sera cercherà di agganciare in extremis i play out salvezza. In primo luogo non può prescindere dai tre punti con gli umbri, matematicamente già ai play off e con il sesto posto in cassaforte, ma con scarse possibilità di guadagnare posizioni. Ma non basta la vittoria dei granata, dato che bisogna sorpassare una delle tre formazione che li precedono: Crotone (47 punti), Virtus Entella e Modena a quota 46, due lunghezze sopra i granata. Gli uomini di Foscarini devono dunque sperare in uno dei tre seguenti risultati: sconfitta del Modena in casa del Latina, a cui basta un punto per la salvezza, vittoria del Crotone nello scontro diretto con l’Entella in programma allo “Scida” o successo dei liguri. Nei primi due casi scatterebbe il sorpasso, nel terzo il Cittadella aggancerebbe i calabresi con cui è in parità negli scontri diretti (2-2 e 0-0) ma in vantaggio per differenza reti. Se invece a Crotone finisse in parità, i granata si troverebbero ex aequo con i liguri, pagando dazio per le due sconfitte subite con loro in campionato e le cose non cambierebbero con un contemporaneo pari del Modena. Nella classifica avulsa a tre, infatti, Coralli e colleghi sarebbero ultimi e dunque retrocessi. Con un ko del Crotone e un pari del Modena, altro arrivo a tre e in questo caso, sempre per classifica avulsa, retrocederebbero i calabresi. Ma a Crotone ed Entella può fare comodo il segno X? Con un punto sarebbero matematicamente ai play out, ma per la salvezza diretta serve una vittoria, a parte l’ipotesi (solo a favore del Crotone) di un ko del Modena dato che i calabresi negli scontri diretti sono in svantaggio pure con Ternana e Catania, ora a quota 48.

Ore 13.00 – (Gazzettino) Buona la prevendita per Cittadella-Perugia, la partita che vale un’intera stagione. Sono quasi 1.000 i biglietti acquistati a ieri sera: oltre 800 locali più 170 dei tifosi ospiti. La sede del Cittadella sarà aperta stamattina e nel pomeriggio sino alle 17, alle 18.30 apriranno le biglietterie dello stadio. La gradinata est costa solo 1 euro, per coloro che hanno acquistato il biglietto di Cittadella-Frosinone ci sarà l’ingresso gratuito per la partita di stasera.

Ore 12.50 – (Gazzettino) «Noi possiamo fare due cose: la prima vincere, la seconda sperare nei risultati delle altre partite». Claudio Foscarini in poche parole ha riassunto tutto: il Cittadella stasera ha l’obbligo di superare il Perugia per restare in corsa, quindi augurarsi che Crotone-Entella non finisca in parità, oppure che il Modena perda a Latina. Al verificarsi delle due circostanze i granata andranno a giocare lo spareggio per non retrocedere, altrimenti sarà Lega Pro. Dopo sette anni di serie B. Ipotesi questa che nessuno vuole prendere in considerazione: «Siamo condizionati dai risultati di altri campi, ma voglio sperare nella buona sorte, almeno per una volta», prosegue Foscarini, che entra nel dettaglio dell’ultima partita della stagione: «Il Perugia non verrà qui a fare una passeggiata. Magari avrà già la testa rivolta ai play off che cominceranno martedì prossimo, forse farà riposare qualcuno, mi sembra normale che presti attenzione ai diffidati, ma i tre punti non ci saranno regalati, tutt’altro. Il Cittadella per vincere dovrà disputare una grande gara». Foscarini dal canto suo non si può permettere il lusso di lasciare fuori chi rischia la squalifica per somma di ammonizioni, non può guardare oltre la gara di stasera. Dovrà invece fare i conti con diversi assenti: «Mancheranno Stanco e Rigoni, fermi per un turno, Paolucci infortunato che va ad aggiungersi ai vari Scaglia, Schenetti e Bazzoffia. Non è il modo migliore per arrivare alla gara che vale un’intera stagione, ma ci dobbiamo arrangiare». I problemi maggiori a centrocampo, con gli uomini contati. Tornerà Busellato, dopo l’esclusione di Catania: «Certi comportamenti non li condivido, se qualcuno esce dalle righe è giusto prendere provvedimenti, anche per il rispetto verso gli altri. Ha capito, il «caso» è rientrato e Busellato ci potrà dare una grossa mano in questo finale di stagione», spiega Foscarini, che potrebbe rilanciare Lora: «È pronto, si sta allenando bene ormai da tempo, l’unica incognita è la sua tenuta». Il Cittadella potrà contare su un grande recupero, quello di Sgrigna: «È uno dei più in forma, ha grande voglia di lasciare il segno. Alessandro può giocare dappertutto, in attacco, sulla fascia, a centrocampo. Valuterò dove potrà essere più utile per la squadra, potrei anche cambiargli la posizione nel corso della partita». L’ultima domanda sulle altre due sfide decisive per le sorti granata: Crotone-Entella e Latina-Modena… «Sono fiducioso per natura, credo che qualche risultato ci possa dare una mano. Non immagino infatti risultati scontati, come il pareggio, specie tra Crotone ed Entella. Penso che tutti giocheranno per vincere, per salvarsi senza l’incognita degli spareggi». Anche Foscarini ha letto di «flussi anomali» di scommesse su Catania-Cittadella: «È stata la gara più sofferta dell’anno. Coloro che sanno in anticipo come vanno a finire le partite sono dei fenomeni, e a loro dico: fatelo sapere anche a me, così evito di arrabbiarmi, di essere cacciato dalla panchina e non rischio infarti…». PERUGIA – La squadra di Camplone non verrà a Cittadella in vacanza: «Sarà partita vera, giocheremo per migliorare la posizione di classifica e allungare la nostra serie positiva. Arriviamo da 12 risultati utili e non ci vogliamo fermare. Cittadella sarà un banco di prova in vista dei play off, sicuramente manderò in campo chi ha bisogno di minuti». Gli esclusi della partita saranno i giocatori in diffida, anche se figurano tra i 22 convocati dal tecnico.

Ore 12.30 – (Mattino di Padova) Si può essere tranquilli, perché l’obiettivo è stato centrato, ma non remissivi. E su questo concetto ha insistito, alla vigilia, Andrea Camplone, l’allenatore di un Perugia che si presenta al Tombolato con la qualificazione ai playoff già in tasca, ma che non per questo si rilasserà… troppo. Proprio dalla vicenda del calcioscommesse il mister degli umbri parte nella sua analisi: «Stiamo facendo ridere il mondo intero e questo non è più tollerabile. Fosse per me, metterei pene severissime per i responsabili di certe cose, andando dalla radiazione a squalifiche pesantissime». Quanto al match con i granata di Foscarini, «l’obiettivo è di vincere per cercare di migliorare la posizione in classifica», ha detto Camplone, «e, visto che abbiamo fatto un ottimo campionato e veniamo da dodici risultati utili consecutivi, non ci vogliamo fermare, sapendo che per smaltire una sconfitta servirebbero giorni, mentre martedì già si tornerà in campo contro l’Avellino o un’altra squadra». L’allenatore ha poi aggiunto che «tutte le squadre che sono in zona playoff meritano di stare lì davanti e comunque noi vogliamo provare sino in fondo a vivere il sogno della serie A». Ampio il turnover degli umbri: 5 dei 6 diffidati non faranno parte dell’undici iniziale, per non rischiare.

Ore 12.20 – (Mattino di Padova) «Due sono le cose da fare: vincere e sperare». Claudio Foscarini lo dice ancor prima di accomodarsi in sala-stampa. D’altra parte, c’è poco da girarci intorno: stasera il Cittadella, ancorato ai suoi 44 punti, che lo piazzano al terz’ultimo posto in classifica, non ha alternative: deve battere il Perugia e attendere un risultato favorevole da Latina (49)-Modena (46) o Crotone (47)-Entella (46) per poter accedere ai playout. Foscarini, si aspetta un Perugia già con la testa ai playoff? «Batterlo non sarà facile, ma è vero che già martedì sera potrebbe dover giocare di nuovo, è normale che Camplone pensi di non rischiare i giocatori diffidati. Siamo noi, piuttosto, che dobbiamo stare attenti ai cartellini gialli e a non commettere stupidaggini come togliersi la maglia dopo il gol…». Non le è andata giù la squalifica di Stanco, che si è beccato l’ammonizione dopo la rete decisiva di Catania, vero? «Mi ha detto che non aveva mai festeggiato un gol in quel modo, si vede che per la tensione in quel momento ha perso la testa. Con Gerardi stava facendo bene, dispiace non averlo». Mancheranno anche Rigoni (squalificato) e Paolucci (infortunato): toccherà al rientrante Sgrigna orchestrare il gioco, magari da regista avanzato? «Alessandro sta bene ed è molto determinato. Potrebbe giocare qualche metro più indietro rispetto al solito, ma stiamo valutando. Non è escluso che nel corso della partita cambi la sua posizione a seconda delle esigenze». C’è un “caso” Busellato dopo la sua esclusione dalla lista dei convocati per la trasferta in Sicilia? «Dico questo: nel corso della scorsa settimana qualche episodio non mi è piaciuto e noi, in questa società, stiamo attenti ai comportamenti dei giocatori, anche per una questione di rispetto nei confronti dei compagni. Busellato può dare tanto al Citta e l’ha dimostrato anche in passato, ma a volte eccede in nervosismi. Tuttavia ha ripreso a lavorare bene. Tutto è rientrato nella normalità». E comunque c’è anche Lora per il centrocampo… «Filippo si sta allenando con continuità e impegno. Lo conosciamo: è un ragazzo che dà tutto. La sola incognita che lo riguarda è legata ai 90’, che potrebbe non avere». Provi a togliersi dai suoi panni: se lei allenasse una fra Crotone, Entella e Modena, cosa direbbe ai suoi giocatori? «Beh, la tentazione di andare in campo pensando ai risultati che fanno le altre ce l’avrei. Ma la scaccerei subito: il traguardo della salvezza diretta per realtà come Crotone ed Entella è troppo importante per accontentarsi del pareggio, che potrebbe costringerle ad altre due settimane di sofferenza». Un ricevitore di Acireale ha segnalato flussi anomali di scommesse su Catania-Cittadella: come replica alla notizia? «L’ho letta anch’io (ne ha scritto Tuttosport, ndr) e dico: guardatevi che gara è stata. Mezza Catania sapeva che avremmo vinto? Beh, potevano comunicarlo pure a me, mi sarei evitato un’espulsione e un mezzo infarto. A cinque minuti dalla fine eravamo retrocessi, è stata la partita più sofferta della stagione». Chi preferirebbe affrontare, se andasse ai playout? «Se riusciremo a raggiungerli, almeno per una sera faremo festa. All’avversario cominceremo a pensare dal giorno dopo». E anche i tifosi sperano di poter gioire: a ieri sera erano circa 500 i biglietti staccati fra i sostenitori granata, che potranno accedere alla tribuna Est ad un euro. Circa un centinaio, invece, i tagliandi venduti agli umbri.

Ore 12.00 – (Corriere del Veneto) Difficile immaginare un finale più teso di quello che il Cittadella si appresta a vivere questa sera al Tombolato. Di fronte ci sarà il Perugia, ma i granata navigano (a vista) in mezzo a mille polemiche, l’ultima delle quali viene toccata da Claudio Foscarini nei minuti finali della conferenza stampa della vigilia. «Catania è stata la partita più sofferta dell’anno — spiega il tecnico — poi ho letto di flussi anomali di scommesse. Me lo facciano sapere anche a me se la partita è combinata, così dormo meglio e non mi arrabbio…». Qualche ricerca e si scopre che nei giorni scorsi due siti specializzati catanesi hanno segnalato la denuncia di un ricevitore di Acireale in merito a flussi anomali di scommesse relativi a Catania-Cittadella, vinta per 3-2 dai granata grazie a un gol di Stanco al 90’. «Poco dopo le 14 — ha dichiarato il ricevitore — sono stati in tanti a giocare il risultato esatto del primo tempo, pronosticando l’1-1, e poi la vittoria finale del Cittadella. Qualcuno è arrivato dicendo che a Catania erano in tanti a sapere come sarebbe finita la partita. Ormai quasi nessuna ricevitoria fa da banco. Un eventuale aumento delle vincite non ci causa una perdita diretta però, l’essenza di uno sport così bello e popolare come il calcio va difesa e non deve essere mai intaccata». Tutto da dimostrare, ovviamente, e in attesa di eventuali riscontri, resta il fatto che oggi non ci sono alternative alla vittoria da conquistare ad ogni costo, magari sperando che la testa del Perugia potrebbe essere già ai playoff. «Non andiamo a Cittadella per fare una passeggiata — chiarisce l’allenatore Andrea Camplone — e questo è un ottimo banco di prova per chi ha giocato meno nel corso della stagione. Non farò riposare tanti giocatori, a parte chi è diffidato. Del resto, tutto può succedere come abbiamo visto nella giornata precedente con risultati assurdi». E a proposito di risultati: al Citta non basterà vincere per andare ai playout (la salvezza diretta non è possibile), servirà anche che una fra Entella (impegnata a Crotone) e Modena (di scena a Latina) perda. Ma non è finita qui, visto che le polemiche della vigilia si allargano a Massimiliano Busellato, escluso per scelta tecnica a Catania e in odore di nuova esclusione. Sulla rampa di lancio c’è il rientrante Lora. «Busellato sa che certi comportamenti non li condivido — tuona il tecnico trevigiano — e sa anche che può dare una mano. Quando un giocatore non riesce a manifestare il suo potenziale poi eccede nel nervosismo. Se qualcuno esce dalle righe è giusto prendere provvedimenti, anche per rispetto del gruppo». Ma cosa sarebbe accaduto fra tecnico e giocatore? Una reazione di Busellato dettata dal nervosismo durante un allenamento e il conseguente provvedimento disciplinare a suo carico. Finisce tutto nel calderone, in attesa del verdetto odierno. Definitivo o meno, questo si vedrà.

Ore 11.40 – Queste le dichiarazioni rilasciate nella pausa caffè del convegno del Bo dal presidente Giuseppe Bergamin: “I diritti tv e le sponsorizzazioni? Credo che sia da fare una valutazione che prende in considerazione due aspetti. La visibilità è un effetto positivo, soprattutto quando le cose vanno bene, ma dobbiamo fare anche i conti con l’aspetto economico. Proponendo comunque uno spettacolo dovremmo avere un ritorno congruo, quindi ritengo che il meccanismo debba essere rivisto. Nella prossima serie A circa il 50% delle partecipanti saranno società cosiddette “piccole” come bacino d’utenza ma sono realtà importanti che purtroppo, però, vengono economicamente maltrattate. I vertici devono fare un ragionamento importante, chi ha il merito di essere in determinate categorie deve avere anche un riscontro in termini di rispetto e di valutazione economica. Il campionato-spezzatino? Sono stato a Firenze e ho parlato coi presidenti ed i dirigenti di molte squadre di Lega Pro, le quali sono penalizzate perché non c’è una programmazione che dia al tifoso la possibilità di una presenza costante allo stadio. E purtroppo ho anche capito che dal punto di vista dei contributi e dei supporti economici la Lega Pro riceve a cascata le rimanenze delle categorie superiori, e quest’anno temo rimarrà molto poco…”.

Ore 11.10 – (Gazzettino) Se la fumata del club dovesse essere nera? «Dovrà guardarsi attorno come ha fatto ogni anno. Voglio un gran bene a Ferretti, è un ragazzo solare, aperto e generoso». SQUADRA. Prosegue la preparazione in vista dell’ultima gara della Poule scudetto con il Cuneo all’Euganeo, anche se le speranze di accedere alle Final Four (si terranno a Macerata e Recanati) sono risicate. Anche ieri Amirante non si è allenato con i compagni. Dopo la seduta Parlato e un gruppo di giocatori si sono recati nello stand biancoscudato alla Fiera Campionaria, dove hanno incontrato i tifosi e si sono fermati a cenare. Questa mattina il presidente Bergamin e il vice Edoardo Bonetto interverranno al Palazzo del Bo al convegno «I diritti sportivi tra concorrenza e regolazione», al quale parteciperà anche il tecnico Stramaccioni dell’Udinese.

Ore 11.00 – (Gazzettino) Dell’attuale parco attaccanti del Padova è difficile ipotizzare che saranno confermati tutti. A fare le valigie potrebbe essere anche Ferretti, che domenica nella sfida con il Cuneo sarà squalificato e quindi i pochi minuti giocati a Castiglione delle Stiviere potrebbero diventare gli ultimi della sua esperienza all’ombra del Santo. «Non ho ancora parlato con De Poli – afferma Renato Giaretta, procuratore di Ferretti – So che devono fare delle valutazioni una volta terminata la poule scudetto e dalla prossima settimana mi attendo una risposta positiva o negativa. Al giocatore piacerebbe rimanere a Padova, ma non si può restare in paradiso a dispetto dei santi. In ogni caso mi è già arrivata qualche proposta per Ferretti da squadre di serie D, una categoria che fa molto bene se sta al meglio fisicamente. Potrebbe tornare anche all’Altovicentino o andare a giocare fuori dal Veneto, ma la questione principale è che il Padova deve darci una risposta».

Ore 10.50 – (Gazzettino) Il mercato del Padova decollerà solo dopo la conclusione della poule scudetto, anche se De Poli ha già iniziato a lavorare sotto traccia per rafforzare la squadra in vista della Lega Pro. Il reparto che solletica più di tutti la fantasia dei tifosi è naturalmente l’attacco, nel quale ci saranno di sicuro delle novità. Un nome sul taccuino del direttore sportivo biancoscudato già da qualche settimana è quello del veneziano Riccardo Bocalon, classe 1989, di proprietà dell’Inter (altri due anni di contratto) e tra i bomber più prolifici della Lega Pro nelle ultime due stagioni tanto da aver segnato 16 gol quest’anno con il Prato e 17 gol nel campionato scorso con il Venezia. A curare gli interessi di Bocalon è l’agente Luca Pasqualin. «Dopo aver realizzato trentatré gol in due anni di Lega Pro mi piacerebbe che il ragazzo sperimentasse la serie B. Comunque Padova è una piazza super e ho appreso anch’io la voce di un interessamento dei biancoscudati, ma al momento non mi ha chiamato nessuno».

Ore 10.30 – Iniziato presso l’Aula E del Bo il convegno “I diritti sportivi tra concorrenza e regolazione”, a cui interverranno anche Giuseppe Bergamin ed Edoardo Bonetto in rappresentanza dei Biancoscudati Padova.

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) In spogliatoio com’è stata presa la vittoria del Castiglione a Cuneo? «Se ne parlava, ma io ho detto subito che chi non ci crede può starsene a casa. La prima cosa da fare è cercare di fare la nostra parte, solo allora vedremo cosa sarà successo sugli altri campi. Spero che domenica non ci pesi ancora di più l’amarezza del pareggio di Castiglione». Sinceramente, si sarebbe aspettato la sconfitta del Cuneo mercoledì? «Pensavo puntassero al pareggio, per poi venirsi a giocare il primo posto all’Euganeo. A noi ha girato tutto storto, ma sta di fatto che chi sbaglia paga, e il Padova, almeno per ora, sta pagando i suoi errori». Cosa pensa del fatto che le finali si disputino in casa della Maceratese, invece che in campo neutro? «Bisognerebbe chiederlo a chi ha organizzato la manifestazione, del resto siamo in Italia. Io ho massimo rispetto per la Maceratese, perché è l’unica squadra che fino ad ora non ha mai perso in tutta la stagione. Si sono di certo meritati la possibilità di accedere alle semifinali per quello che hanno fatto, ma giocarle in casa è tutto un altro discorso».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Ma tuoni e fulmini li ha scagliati anche il tecnico, che non vuol credere al “biscotto”: «Noi dobbiamo fare il nostro dovere sino in fondo, perché innanzitutto, comunque vada, sarà la nostra ultima apparizione stagionale in casa, e perché, anche se sarò l’unico scemo a crederci ancora, penso che la qualificazione sia ancora possibile». A crederci sono tuttavia davvero in pochi… «Prima di tutto pensiamo a fare i tre punti con il Cuneo: immaginatevi la delusione se non ci riuscissimo, e poi Maceratese-Siena non finisse in parità. Ci mangeremmo tutti le mani, e questo non lo voglio assolutamente». Quante possibilità di qualificarsi ha il Padova secondo lei? “Per il 50% dipende da noi, e sono convinto che porteremo a casa i tre punti con il Cuneo. Per l’altro 50%, però, dobbiamo guardare a Macerata: non è tutto nelle nostre mani, mi auguro che dall’altra parte una delle due riesca a vincere».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) «Alla squadra l’ho detto chiaro e tondo: se c’è qualcuno che non crede più alla qualificazione, può benissimo starsene a casa»: parola di Carmine Parlato. Metti da una parte i nubifragi sugli allenamenti della Guizza, e dall’altra i tuoni nelle teste dei giocatori dopo la vittoria del Castiglione a Cuneo, che taglia praticamente fuori il Padova dalle semifinali scudetto: il clima, attorno ai Biancoscudati, ieri è stato comprensibilmente nero. Perché il Padova, che domenica affronta il Cuneo all’Euganeo nella terza e ultima gara del mini-girone, sa che una vittoria potrebbe anche non essere sufficiente per passare il turno. Se Maceratese e Siena pareggeranno, il Padova sarà eliminato in qualunque caso. Le speranze di giocarsi lo scudetto della Serie D, insomma, si sono ridotte sensibilmente.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) A sorpresa, nonostante il regolamento ne imponga la disputa in campo neutro, la fase finale della poule scudetto (che rischia di non vedere il Padova protagonista) si giocherà a Macerata, in casa della Maceratese. Nessuna ufficialità è infatti arrivata dalla Lega Dilettanti, ma la società marchigiana ha annunciato sul proprio sito che una delle due semifinali e la finalissima si disputeranno proprio nell’impianto della formazione biancorossa, mentre l’altra semifinale avrà luogo a Porto Recanati.

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) Giovedì 28 maggio saranno disputate le due gare di semifinale: una all’Helvia Recina di Macerata e l’altra, con ogni probabilità, al Tubaldi di Recanati. Due giorni dopo, sabato 30 maggio, la finalissima che assegnerà lo scudetto dilettanti si giocherà all’Helvia Recina. Padova-Cuneo, intanto, rischia di diventare una partita senza senso su entrambi i fronti. Il Cuneo è già eliminato, il Padova come detto dovrebbe vincere e sperare in un risultato diverso dal pari fra Maceratese e Siena. «E’ una situazione strana – spiega il tecnico del Cuneo, Salvatore Iacolino – ma faremo il nostro dovere fino in fondo anche se la sconfitta con il Castiglione brucia. Se solo avessimo realizzato il rigore del potenziale 2-0 la sfida sarebbe finita ma purtroppo lo abbiamo sbagliato, capita. Poi il direttore di gara ci ha anche annullato un gol che a noi tutti era parso più che regolare ma tant’è». E Iacolino, come è giusto, preannuncia un Cuneo comunque ricco di motivazioni. «Abbiamo dimostrato di avere gamba e voglia, sinceramente avremmo meritato di più. Andremo a Padova per giocarcela, come sempre. Anche se siamo già eliminati non modificheremo di una virgola il nostro atteggiamento in campo».

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) E’ di ieri la notizia (ufficiale), che la Lega nazionale dilettanti ha comunicato alla Maceratese di aver accettato la candidatura della società presieduta da Maria Francesca Tardella per l’organizzazione delle final-four scudetto. All’ultimo atto del campionato di serie D, dopo i verdetti che hanno stabilito le promozioni in Lega Pro, parteciperanno le vincitrici dei tre gironi di qualificazione e la migliore delle tre seconde con orari ancora da definire, per i quali si attende il comunicato ufficiale della Lnd. Il Padova, dopo i risultati del turno infrasettimanale, è quasi fuori dalla poule scudetto. Deve obbligatoriamente battere il Cuneo e sperare che Maceratese-Siena non finisca in parità. «Il regolamento dice questo e noi dobbiamo accettarlo — sospira Carmine Parlato — io preferisco pensare esclusivamente alla nostra partita contro il Cuneo. Vinciamo e poi ne riparleremo, per tutto l’anno abbiamo contato soltanto su noi stessi e anche stavolta non dovremo fare eccezione».

Ore 08.38 – Serie D girone C, secondo turno playoff: Sacilese-Belluno 4-1. Nel prossimo turno (in programma domenica 24 maggio) l’AltoVicentino ospiterà la Sacilese.

Ore 08.36 – Poule scudetto, prossimo turno (domenica 24 maggio). Girone Nord: Padova-Cuneo (riposa Castiglione). Girone Centro: Maceratese-Siena (riposa Rimini). Girone Sud: Fidelis Andria-Akragas (riposa Lupa Castelli Romani).

Ore 08.34 – Poule scudetto, i risultati della seconda giornata: Cuneo-Castiglione 1-2, Rimini-Maceratese 0-5, Lupa Castelli Romani-Fidelis Andria 4-3.

Ore 08.32 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.30 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Box Uomo, Icone Vintage, Black Bell Tattoo, Maglietteveloci.it, Studio Pignatelli Netstore, InterBrau Birra Antoniana, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 21 maggio: Biancoscudati al lavoro sotto la pioggia nel pomeriggio, ancora a parte Amirante.

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