Live 24! Padova, ponte per i Biancoscudati ma lavoro extra per De Poli: primi colpi di mercato in canna

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Ore 21.40 – (Trentino) La domanda di ripescaggio? Si farà. La rabbia per l’incredibile retrocessione maturata domenica a Oltra è ancora fortissima, ma il Dro non lascia. Anzi raddoppia. Il presidente Loris Angeli, da 33 anni (con una breve pausa nel mezzo) al vertice della società gialloverde, aveva manifestato nei giorni scorsi l’intenzione di farsi da parte. E, invece, adesso il massimo dirigente droato lascia aperto uno spiraglio. «Se il Dro parteciperà al prossimo campionato di serie D – queste le parole di Angeli – il sottoscritto si rimangerà tutto quanto ha detto e sarà ancora al proprio posto. Questo ve lo posso assicurare. Dal punto di vista morale la squadra domenica si è salvata e non merita di ripartire dall’Eccellenza. Ho il massimo rispetto per chi partecipa al massimo campionato regionale, sia chiaro, ma io non ne voglio più sentire parlare. Se il ripescaggio non si concretizzerà mi farò da parte e lascerò ad altri il comando delle operazioni». La domanda, dunque, verrà inoltrata alla Lega Nazionale Dilettanti con relativa (e massiccia) documentazione: poi bisognerà attendere l’ultima settimana di luglio per conoscere la decisione finale che stabilirà se il Dro parteciperà per il terzo anno di fila alla Serie D o sarà costretto a ripartire dall’Eccellenza. L’eventuale “buon fine” della richiesta della società della Busa libererebbe un posto in Eccellenza che verrebbe immediatamente occupato dal Calciochiese, retrocesso in Promozione al termine dello scorso campionato ma con buone chance di essere “recuperato” nella massima categoria regionale. E il Trento? Le sorti della società di via Sanseverino sono direttamente collegate a quelle del Mezzocorona. E non solamente per il fatto che, in caso di ripescaggio del Dro e di mancata iscrizione del sodalizio rotaliano (la cui situazione economica è difficile, tanto per usare un gentile eufemismo) al prossimo torneo d’Eccellenza, i gialloblù verrebbero a loro volta ripescati in Eccellenza, bensì per la “voce” che vorrebbe il Trento intenzionato a “fondersi” con il Mezzocorona si fa sempre più insistente. Fantacalcio? Forse no: in ambito dilettantistico la fusione tra due realtà sportive (articolo 20 delle Noif) è consentita anche a soggetti che non appartengono a Comuni confinanti tra di loro. A Grassi, attuale presidente del Mezzocorona, verrebbe concessa una sorta di “buonuscita”, il Trento rileverebbe giocatori (anche quelli del settore giovanile) e titolo del Mezzocorona e potrebbe partecipare all’Eccellenza. Tempo qualche settimana e se ne saprà di più: ad oggi l’unica certezza è che il Dro farà di tutto per restare in serie D.

Ore 21.20 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Era stato dato per partente, lui come Lauro Florean, i due gioielli del Fontanafredda, le “chiocce” utili a far crescere i giovani. E invece Massimo Malerba potrebbe restare. È questa, la principale novità del mercato in serie D. Alla corte dei rossoneri si programma la nuova stagione e si pensa da dove ripartire per proseguire nel lavoro coronato dalla salvezza. E se Florean partirà (su di lui il Portomansuè, in Eccellenza veneta), Malerba potrebbe restare. Sta provando a convincerlo, il Fontanafredda, nonostante il difensore di Dolo abbia ancora mercato. Ma dal “taglio” si è già passati ad un “forse”. Il passo verso la stretta di mano si fa più vicino. Colloqui anche in casa Sacilese, dove manca una chiara indicazione circa il futuro societario ma dove, allo stesso tempo, può arrivare qualche conferma. Nello specifico, possono restare a Sacile Craviari, Peressini e Barattin, ma la vera “impresa” sarà convincere il capitano Favret a sposare ancora Sacile.

Ore  – (Messaggero Veneto) Si cercano conferme in serie D. A Fontanafredda va verso la permanenza il difensore Massimo Malerba (’82), mentre la Sacilese prova a trattenere il centrocampista Stefano Favret (’81), uomini d’esperienza che farebbero parecchio comodo anche nella prossima stagione. Intanto il tecnico liventino Carlo Marchetto è stato ammesso al corso per l’abilitazione di 2ª categoria – Uefa A, che si terrà a Coverciano dall’8 giugno al 16 luglio.

Ore 21.00 – (Gazzettino, edizione di Belluno) Roberto e Andrea. Se fino a ieri era nell’aria, da oggi è pure sulla carta. Andrea Radrezza è la nuova punta del San Giorgio Sedico di Roberto Raschi. Il quale riabbraccerà il giocatore che allenò al Belluno e per il quale ha sempre speso parole d’oro. «Sì, è vero, ora si può dire – conferma Andrea Radrezza – giocherò nel San Giorgio Sedico. Era arrivato il momento di fare una scelta e ne ho fatta una di cui sono davvero felicissimo». Com’è finita con il Belluno? «Ci siamo lasciati bene, abbiamo fatto entrambi le nostre valutazioni e in seguito abbiamo deciso di interrompere il rapporto. Il calcio è così, quando arriva il momento bisogna saper accettare le scelte che vengono prese e andare avanti. Io al Belluno lascio un pezzo di cuore e la consapevolezza di aver dato tutto in ogni singolo allenamento. L’essermi rotto il ginocchio due volte non è stata colpa di nessuno, nemmeno mia. Le voci “chissà se tornerà quello di prima” mi avevano stufato e davano fastidio; se non avessi saputo che sarei potuto riuscirci non ci avrei nemmeno provato». Al Belluno lasci la fascia di capitano. Passa al Cobra? «Al Cobra auguro la Lega Pro, ma se resta, certo che gliela lascio e gliela firmo pure (sorride Andrea, ndr), sperando che poi la indossi in campo. Ora però ho voglia di mettermi in gioco, di continuare a star bene e di segnare». Il San Giorgio Sedico inizia il mercato con il botto. «Non sta a me dirlo, io so che vado in una società con un progetto serio, importante e ambizioso. Motivi che mi hanno spinto a chiudere la trattativa in pochi giorni». Un progetto con Roberto Raschi alla guida. «Alla società l’ho detto: scelta migliore non potevate fare. Lui è la ciliegina sulla torta della mia scelta, è l’uomo giusto al momento giusto per il San Giorgio». QUI BELLUNO. Il Belluno potrà concretizzare l’arrivo di uno dei quattro candidati Acampora, Brotto, Furlan e Beccaro, con il primo in pole-position.

Ore 20.40 – (Corriere delle Alpi) Il Belluno saluta il suo capitano. Il San Giorgio Sedico dà il benvenuto ufficiale al suo nuovo bomber Andrea Radrezza. Le voci che si sono inseguite nelle scorse settimane alla fine si sono conceretizzate, con “Radre” che ha trovato l’accordo con i sedicensi. Dopo sette stagioni con la maglia del Belluno, e 45 gol,  il giocatore di origini padovane cambierà maglia e ritroverà come allenatore Roberto Raschi con cui aveva lavorato già tre anni. «Quando ho parlato con la dirigenza gialloblù ho dato ancora la mia disponibilità, ma la società ha fatto le sue scelte e io ho fatto le mie di conseguenza – racconta un sereno Andrea Radrezza – nel calcio sono cose che succedono e vanno accettate. Ad un certo punto bisogna andare per la propria strada». Come sono rimasti i tuoi rapporti con il Belluno? C’è la possibilità di un ritorno in futuro in Piazzale della Resistenza? «Intanto penso a far bene il prossimo anno. Con il Belluno mi sono lasciato bene, la società è stata corretta in tutto. Lascio tanti amici, che però rivedrò durante l’anno, e un pezzetto del mio cuore. Sono stato capitano di questa squadra e non ho rimpianti. Sicuramente gli infortuni hanno influito, ma vanno messi in conto». Pronto per la nuova avventura? «Assolutamente si – continua “Radre” – sono contento perchè vado a giocare in un ambiente sano, che è l’ideale per me, che voglio rilanciarmi e fare le cose fatte bene. Roberto Raschi? Il suo arrivo al San Giorgio Sedico ha sicuramente influito sulla mia scelta. È un allenatore molto preparato ed è l’uomo giusto per far fare un ulteriore salto in avanti alla squadra. Il mio obiettivo per il prossimo anno è dare continuità a questo mio finale di stagione in cui mi sentivo bene. Voglio fare tanti gol, ho un sacco di voglia di cominciare anche se mancano ancora due mesi». «Per noi questo è solo un arrivederci e non di certo un addio – spiega il presidente Livio Gallio – Andrea è riuscito, dopo tanta sfortuna, a recuperare dal suo infortunio al ginocchio. Per tornare però il Radrezza che noi tutti conosciamo ha bisogno di giocare con continuità e il San Giorgio Sedico rappresenta sicuramente l’ambiente ideale. La nostra speranza è proprio quella di ritrovarlo il prossimo anno più forte di prima e soprattuto con alle spalle un campionato da protagonista. Voglio augurare ad Andrea e al San Giorgio Sedico le migliori fortune». Salgono le quotazioni di Beccaro. Il direttore sportivo Augusto Fardin è a caccia di una punta che sostituisca Andrea Radrezza. In pole c’è Marco Beccaro, mentre Antonio Acampora in questo momento è la seconda scelta per Piazzale della Resistenza. Questi due si giocheranno un posto al fianco di Simone Corbanese. Più lontano sembra invece Federico Furlan, mentre c’è quasi la certezza che Gianmarco Brotto, dopo aver parlato con il Belluno non ritornerà in gialloblù .

Ore 20.15 – Poule scudetto, fischio finale: il Siena batte l’Akragas 5-3 dopo i calci di rigore e si laurea campione d’Italia.

Ore 19.55 – Pareggio in zona Cesarini dell’Akragas. Siena-Akragas 2-2.

Ore 19.45 – Accorcia le distanze l’Akragas su rigore. Siena-Akragas 2-1.

Ore 19.10 – Inizia il secondo tempo di Siena-Akragas.

Ore 18.50 – Fine primo tempo, Siena-Akragas 2-0.

Ore 18.20 – Raddoppio del Siena e doppietta personale per Portanova. Siena-Akragas 2-0.

Ore 18.10 – Siena in vantaggio, rete di Portanova. Siena-Akragas 1-0.

Ore 18.00 – Poule scudetto, inizia a Macerata la finale tra Siena ed Akragas.

Ore 17.55 – Andata dei quarti di finale della poule scudetto degli Juniores Nazionali, fischio finale: Padova-Fano 2-0.

Ore 17.53 – Raddoppio del Padova in pieno recupero, rete di Giuliato.

Ore 17.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Più tempo per pagare stipendi, contributi e iva, la Lega Pro tende la mano a un Venezia che continua però ad aspettare i soldi di Korablin. La vera buona notizia ci sarebbe stata nel caso in cui il presidente Yury Korablin avesse rotto il silenzio, almeno con i suoi dirigenti, che dura da febbraio; tuttavia nonostante la perdurante «rottura» nelle comunicazioni sull’asse Mosca-Venezia, dalle parti di via Torino ieri hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. «Dal presidente non abbiamo avuto notizie, nessun contatto nemmeno col collegio sindacale che sta ancora facendo le sue valutazioni dopo l’assemblea dei soci andata deserta otto giorni fa – ha spiegato ieri il dg Dante Scibilia -. Per fortuna alle società è stato dato più tempo per pagare innanzitutto l’iva che scadeva il 1. giugno: entro quella data basterà comunicare l’importo alla Covisoc, dopodiché per il pagamento vero e proprio ci sarà tempo sino a fine mese. Continuiamo ad aspettare il presidente». L’eventuale inadempienza sul fronte-iva comporterebbe solo un’ammenda comunque non inferiore a 10 mila euro, ma non punti di penalizzazione da scontare nella prossima stagione. Un rischio in tal senso sussisterà, invece, nel caso di mancata corresponsione di stipendi e contributi dei mesi di marzo e aprile. Stando però al comunicato 313/L della Lega Pro il termine del 16 giugno è stato posticipato: «entro il 25 giugno – la precisazione – le società dovranno attestare l’avvenuto pagamento degli emolumenti a tesserati, dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo con contratti ratificati dalla Lega Pro». A seguire entro il 30 giugno, assieme alla domanda d’iscrizione e alla fideiussione da 400 mila euro, occorrerà attestare «l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps riguardanti gli emolumenti fino all’aprile 2015». Quel che è certo è che le casse del Venezia continuano a necessitare di una rapida iniezione di liquidità, dal momento che Korablin non ha ancora ripianato le perdite ammontanti a un milione di euro più altri 500 mila euro che serviranno a saldare vari fornitori.

Ore 17.10 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Si aspettavano importanti novità, invece per il Venezia è stato un altro passaggio a vuoto. Nessuna comunicazione dal collegio dei sindaci, che deve indicare quali azioni intraprendere a tutela dei creditori. A una settimana dall’assemblea dei soci, disertata per motivi di salute dal presidente Yuri Korablin, i contabili non hanno ancora sciolto le riserve. Unico passo avanti, il differimento del pagamento dell’Iva: soldi in cassa non ce ne sono e il termine del 1 giugno per presentare la documentazione relativa alle liquidazioni dell’imposta, è stato posticipato a fine giugno. Per allora le cose dovrebbero sbloccarsi ma non sono arrivate notizie fresche dalla Russia. Dopo il periodo trascorso dal presidente in ospedale, ieri il numero uno arancioneroverde dovrebbe essersi sottoposto a una visita di controllo ma non si sa se Korablin abbia ricevuto o meno dai medici l’ok a partire. Si spera che possa comunicare buone notizie a breve. E non si fermano i movimento del calciomercato, che fa ora registrare parecchio interesse nei confronti di Hottor: il giocatore arrivato in prestito dal Milan piace a club di serie B e ora anche all’Alessandria.

Ore 16.55 – Fine primo tempo, Padova-Fano 1-0.

Ore 16.50 – (La Nuova Venezia) Il Venezia ha qualche settimane in più per rifiatare a livello di pagamenti. Soprattutto la scadenza del 16 giugno ha subìto una variazione che per il Venezia può risultare una salutare boccata d’ossigeno, e questo in base a quanto è stato scritto nel comunicato 313/L della Lega Pro dopo che era stato ratificato dal Consiglio Federale e relativo al “Sistema Licenze Nazionali 2015 – 2016/Lega Italiana Calcio professionistico”. Il pagamento degli stipendi ai tesserati, ai dipendenti e ai collaboratori addetti al settore sportivo con contratti ratificati dalla Legar, relativo al bimestre marzo e aprire, deve essere effettuato entro il 25 giugno. L’inosservanza comporterà un punto di penalizzazione da scontare nel campionato 2015-2016. Spostato anche il pagamento dei versamenti Irpef e dei contributi Inps, scadenza il 30 giugno, anche in questo caso scatta la penalizzazione in caso di inadempienza. Venezia che deve anche saldare le inadempienze relativi ai mesi settembre, ottobre, novembre e dicembre 2014 per le quali ha ricevuto tre punti di penalizzazione in classifica. Date diverse anche per l’IVA. «Entro il 1° giugno dobbiamo comunicare l’importo, mentre per il pagamento c’è tempo fino a fine mese» spiega il d.g. Scibilia. In ogni caso il mancato pagamento del’IVA, pur costituendo un illecito disciplinare, viene sanzionato con un’ammenda non inferiore ai 10 mila euro e non con punti di penalizzazione in classifica. Entro il 25 giugno le società devono anche comunicare alla Co.Vi.Soc. l’assenza di debiti. «Siamo sempre in attesa di sapere quando il presidente Korablin avrà la possibilità di venire in Italia» ha precisato ieri sera Dante Scibilia. Intanto è volato via quasi un mese dalla fine del campionato, dal giorno in cui il Venezia ha giocato ad Alessandria. Un copione che ormai si ripete da tempo. Il 30 giugno è anche la data finale per presentare la domanda di iscrizione al campionato di Lega Pro, una serie lunghissima di documenti, ma soprattutto la fidejussione di 400 mila euro. Una scadenza più semplice riguarda invece le richieste della Commissione Criteri Infrastrutturali e Sportivo-Organizzativi: entro il 20 giugno il Venezia dovrà inoltrare la documentazione sullo stadio Penzo. Totale, se da una parte è più ampio il respiro per certi pagamenti, dall’altro resta un futuro quantomai dubbio. I giocatori della rosa di Serena si stanno guardando in giro: Tommaso Bellazzini sembra essere entrato nel radar della Pro Vercelli in serie B, Edmundd Hottor piace all’Alessandria, dopo che Stefano Fortunato ha trovato l’accordo con l’Arezzo che scenderà nel girone B. Giancarlo Favarin, il tecnico della promozione in Seconda Divisione e dello scudetto sta per firmare con il Pisa.

Ore 16.35 – Padova in vantaggio, a segno Tommaso Bortot (in campo della prima squadra anche Busetto e Pittarello) su cross di Marcandella. Padova-Fano 1-0.

Ore 16.20 – (Giornale di Vicenza) La notte porta consiglio. E nel caso della famiglia Diquigiovanni anche la decisione di indire, per mercoledì o giovedì prossimi, una conferenza stampa nella quale fare il punto sul futuro del Real Vicenza. Dunque, poco meno di una settimana per sapere ciò che succederà e soprattutto che fine farà la giovane società biancorossa. Le opzioni non sono poi tante e lo conferma Barbara Diquigiovanni, figlia e vicepresidente. «Vedremo. Sì, tra le soluzioni che stiamo vagliando c´è anche quella di chiudere e di ripartire con una squadra nuova, magari puntando sul settore giovanile. Mio padre, del resto, ha detto anche questo in tempi non sospetti». Dunque, come ogni The day after che si rispetti, il secco No del sindaco di Treviso Giovanni Manildo e della sua giunta alla proposta vicentina di fusione sembra aver lasciato sul campo un discreto carico di macerie. Anche nella Marca, dove una parte del tifo organizzato pare abbia espresso il suo dissenso verso la chiusura dell´amministrazione, considerandola una mera manovra elettorale in vista delle Regionali del fine settimana. Addirittura qualcuno parla anche di un ritorno di fiamma da giugno in poi, in realtà difficilmente Lino Diquigiovanni tornerà sui suoi passi dopo esser stato messo alla porta in maniera così decisa. E allora? Come detto le strade percorribili non sembrano poi tante, di sicuro la più complicata è quella di un possibile matrimonio con l´Altovicentino di Rino Dalle Rive. Al riguardo il web sembra impazzito e la notizia di un possibile accordo tra i due patron tiene banco su molti siti. «Peccato – sottolinea Barbara Diquigiovanni – che si tratti per lo più di bufale. Non c´è nessuna trattativa fra mio padre e Dalle Rive. Leggo che avremmo chiesto 3 milioni di euro scendendo poi a 2,7.Ripeto, si tratta di notizie infondate, non ci sono state offerte e controfferte. Stiamo ragionando su ciò che faremo, l´unica cosa certa è che richieste come quella del Mantova, per quanto lusinghiere, non saranno prese in considerazione. Troppo distanti per mio papà, che comunque dedica al Real 10 ore al giorno per 360 giorni». Il pres si sente stanco, consapevole che il calcio è un´azienda atipica, dove non si può fare a meno dei tifosi. E di campi omologati per la Lega Pro che portino in dote anche un pubblico non sembrano essercene molti in giro.

Ore 16.10 – Iniziata allo stadio “Appiani” l’andata dei quarti di finali della poule scudetto degli Juniores Nazionali tra Padova e Fano.

Ore 15.50 – (Giornale di Vicenza) Fate largo che torna Jack. Il guerreggiante Jack Cenetti, complice il turno di squalifica di Proietti, si reimpossessa del suo pezzo di terra nel cuore del centrocampo. Il pittbull della mediana che assieme all´altro muscolare Davì dovrà alzare la diga contro il moto ondoso reggiano.Cenetti, risolti i guai fisici?«Sino alla vigilia dei playoff mi trascinavo un fastidio ai flessori della coscia ora completamente sparito. Adesso sono a posto, pronto e carico come una molla. Partite del genere vorresti sempre giocarle, poco da fare».Come la vede domani?«La vedo che leggo la Reggiana favorita dappertutto. Loro sono sicuri di passare, guardo i pronostici sui siti e sui giornali e indicano solamente i granata promossi. Che dire? A noi non ci calcola nessuno e forse, vista la tradizione, sarà anche giusto così, ma di sicuro la vita alla Reggiana vogliamo complicargliela. Poi, anche con la Juve Stabia ci davano fuori di certo ed è andata diversamente…».Che gara si aspetta?«Un match da playoff, tirato, combattuto e deciso come sempre da episodi. Parliamoci chiaro, quando ti giochi una stagione in una partita, non basta essere bravi, bisogna pure essere fortunati. Agli spareggi funziona così».Anche la Reggiana ha tanta qualità…«A me lo dite? Io con Giannone ci giocavo nelle giovanili del Napoli, è un giocatore che possiede colpi fenomenali, uno che la B l´ha già fatta col Crotone e stava per farla anche col Bologna, solo che lì la maglia pesa. Con la Lega Pro non c´entra nulla, fidatevi. Eppoi Reggio non è solo lui, è piena di pedine di qualità, una squadra che palleggia alla grande».Eventualmente per supplementari e rigori il Bassano atleticamente ha dimostrato di esserci…«Potendo scegliere, preferirei riuscire a vincerla prima, perchè, specie dal dischetto, entrano in ballo mille fattori, emotivi e di condizione fisica. Comunque se ci sarà da andarne a calciarne uno ci vado, non ho paura. Nel vivaio del Napoli me li facevano battere».L´estate scorsa quando ha firmato il prolungamento biennale coi giallorossi ha dichiarato che voleva salire in B con questa maglia…«Confermo. Dodici mesi fa ho centrato il salto in C1, ora ho due anni di tempo per agguantare la B ma l´occasione si è presentata subito. Meglio darci dentro. Sarebbe la quarta promozione in 5 anni per me».La gente dovrà starvi vicino…«La gente ci è sempre stata vicino, lo sarà anche stavolta. Personalmente poi, l´applauso che mi ha tributato lo stadio quando sono entrato con la Juve Stabia mi ha emozionato. I tifosi sanno che do sempre tutto e quanto sono legato a questi colori e a loro. Per questo voglio passare».

Ore 15.20 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) C’è delusione tra i biancorossi per la sconfitta maturata nel finale, in cui il Vicenza ha patito anche la beffa del palo interno colpito da Ragusa. «Sono contento della prestazione, per 75’ ho visto un buon Vicenza nonostante le tante assenze — sottolinea Pasquale Marino — la squadra non ha mai mollato e ha giocato alla pari per gran parte del match. Ma a Vicenza sarà una bolgia e faremo una grande partita, sono molto fiducioso per la partita di martedì. Non siamo stati fortunati a giocare una semifinale playoff con quattro assenze pesanti più un infortunio a partita in corso, ma la squadra è unita e ha dimostrato di saper sopperire alle assenze. Il Pescara ha un organico per andare in serie A direttamente ma abbiamo dimostrato di potercela giocare: state certi che martedì sera ce la possiamo fare». Marino si rammarica solo delle tante occasioni da gol non concretizzate. «Peccato, siamo stati bravi a crearle ma non a concretizzarle. Però nel calcio quando si crea tanto, prima o poi il gol lo trovi e quindi noi dobbiamo continuare a giocare come sappiamo e come abbiamo sempre fatto». Dispiaciuto anche l’ex di turno Antonino Ragusa che ha avuto sul suo piede la palla del pareggio. «In altre occasioni quel pallone sarebbe entrato — sottolinea Ragusa — ma purtroppo dopo aver trovato la parte inferiore della traversa la palla è uscita. Peccato, è stata una partita equilibrata, ma è finito solo il primo tempo». La nota positiva è che Ragusa ha dimostrato di stare bene. «E’ già da qualche partita che sto bene e se ci sono spazi insieme ai miei compagni posso fare molto male agli avversari — spiega Ragusa — abbiamo disputato una buona partita, ma purtroppo ci è mancato solo il gol. Eravamo rimaneggiati, ma siamo stati bravi a sopperire alle assenze che comunque non sono un alibi. Martedì potremo contare anche sul sotegno dei nostri tifosi, mi aspetto una grande serata. Spero di vincere, non importa chi segnerà: conterà solo fare risultato».

Ore 15.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Rimpianto, accettazione del risultato finale, rabbia, voglia di rivincita. C’è un po’ di tutto nel pomeriggio dell’Adriatico e in una sentenza che non sembra ancora quella definitiva, ma che di sicuro allontana almeno un po’ il sogno Serie A da Vicenza. Alla fine è 1-0 per il Pescara, una beffa atroce che però, rivedendo il film di 90 minuti tesi e poco spettacolari ma ricchi di episodi da cerchiare in rosso, non può certo far gridare allo scandalo. Il Vicenza chiude in dieci, perde Brighenti per infortunio e Vigorito per squalifica in vista del ritorno: incassa un ko nella semifinale di andata dei playoff promozione che mettono in palio un posto in serie A e si morde le mani. All’Adriatico decide Memushaj su rigore al 42’ della ripresa, sul taccuino tante occasioni, due pali (uno per parte) e qualche legittimo rimpianto. Tutto rinviato alla partita di ritorno al Menti di martedì’ sera ma adesso il Vicenza dovrà rincorrere e obbligatoriamente vincere almeno con un gol di scarto. Alla lettura delle formazioni nessuna sorpresa per i biancorossi: confermato il 4-3-3 di Marino, mentre Massimo Oddo spiazza tutti con una mezza rivoluzione. Zuparic e Rossi per Fornasier e Pucino in difesa del 4-2-3-1, Brugman titolare e Memushaj in panchina con Pasquato, a cui viene preferito Lazzari davanti a sostegno di Melchiorri. E, quando si parte, ci si accorge subito che le assenze di Di Gennaro e Cocco, pur pesanti, vengono metabolizzate bene dalla squadra di Marino.  Non a caso le occasioni migliori del primo tempo sono quasi tutte di marca vicentina e il più attivo, come spesso accade, è l’ex di turno Antonino Ragusa. In crescita evidente di condizione e capace di mettere paura a Fiorillo al 12’ (diagonale su angolo di Moretti) e al 17’ (ancora un diagonale stavolta fuori bersaglio. Ma il tiro più velenoso è quello di D’Elia (esterno sinistro splendido all’11’ con palla di pochissimo a lato). E il Pescara? Poca cosa, dopo il blitz di Perugia la squadra appare stanca e poco precisa. Ci mette tutta la buona volontà di questo mondo, ma stringi stringi rimane molto poco: solo un errore in uscita di Vigorito su angolo di Politano, che Bjarnasson non sfrutta a dovere. Per il resto Melchiorri davanti è troppo isolato, Lazzari in discreta giornata (tiro a lato non di molto dopo appena tre minuti) ma non riesce a essere concreto, perdendo lucidità con il passare dei minuti. La fine del primo tempo è anche l’occasione per riordinare le idee, con la partita bloccata sullo 0-0, risultato ovviamente gradito a Marino. Che non sposta di una virgola l’atteggiamento biancorosso. Il ko di Brighenti (crack al ginocchio al 16’) sposta però gli equilibri: dentro Camisa, poco prima nel Pescara era entrato Memushaj al posto di Lazzari e poco dopo dentro pure Sansovini per Torreira (guai muscolari). La mossa di Oddo è di quelle che spostano gli equilibri, si vedrà alla resa dei conti se in modo definitivo o meno. Al 21’ la chance più clamorosa della partita: tiro di Politano con paratissima di Vigorito a deviare sul palo, poi sulla ribattuta arriva Sansovini che colpisce la traversa. Quest’ultimo legno non è comunque da prendere in considerazione, considerato il fischio di Pairetto per l’offside di Sansovini. Ma è un segnale importante nell’economia della gara, replicato poco dopo (25’), da un colpo di testa di Melchiorri. Il Pescara insiste e sfiora il vantaggio pure con Sansovini (34’) e Caprari (37’), in mezzo c’è pure un colpo di testa di Cinelli che sbaglia clamorosamente l’1-0. E così al 41’ Sansovini fugge sul filo del fuorigioco, Vigorito lo stende ed è rigore. Espulso il portiere biancorosso, dentro Bremec per Petagna e Memushaj dal dischetto non sbaglia e porta avanti il Pescara. Il Vicenza non molla e costruisce una clamorosa palla gol al 45’, con Ragusa che colpisce in pieno la traversa a due passi dalla porta. Alla fine arriva il triplice fischio di Pairetto, non prima di aver sudato freddo per un paio di situazioni scabrose in area. Sansovini la chiave del match, Memushaj il «killer», per adesso il Vicenza si lecca le ferite e piange. Ma non è certo finita qui, poco ma sicuro. Appuntamento al Menti per la remuntada. O almeno così sperano i tifosi biancorossi.

Ore 14.40 – (Giornale di Vicenza) L´azione del rigore su Sansovini è partita da uno sfortunato ed imperfetto controllo di Lorenzo Laverone, per il resto autore di una prova senz´altro positiva sulla fascia destra.Laverone, quanto le dispiace per quel pallone perso?«Purtroppo non mi sono stoppato benissimo la palla, Caprari mi ha sorpreso e proprio in quel momento sono pure un po´ scivolato Eravamo comunque sulla trequarti avversaria, ma non siamo riusciti a leggere bene i movimenti del loro rapido contropiede. Mi resta anche il dubbio che Sansovini fosse in fuorigioco, ma tanto quest´anno va sempre così: se c´è un mezzo dubbio, stai pur certo che la decisione non è a nostro favore, ormai siamo abituati».Il Vicenza comunque, nonostante diverse assenze importanti, si è confermato solido e determinato.«Avevamo interpretato molto bene la partita nel primo tempo, andando anche più volte vicini al gol. Peccato non avere colpito in una di quelle occasioni, perché poi ad un certo punto nella ripresa siamo un po´ calati, e il Pescara ne ha approfittato per metterci pressione, trovando alla fine l´episodio favorevole per sbloccare la partita».Quanto rammarico c´è per la traversa finale di Ragusa?«Tanto, perché la sconfitta nel complesso mi sembra immeritata. Adesso però non ci dobbiamo piangere addosso, anche perché nulla è compromesso: si è persa la prima partita, ma martedì saremo di nuovo in campo per il ritorno, e abbiamo tutte le capacità per ribaltare il risultato».Lei ci sarà, nonostante la botta rimediata al ginocchio sinistro?«È solo una botta, credo proprio che per quanto mi riguarda non ci saranno problemi. Tutti noi faremo il massimo per poter essere disponibili, e andremo in campo convinti e determinati come non mai: questa è un´occasione unica, non possiamo lasciarcela scappare. Dobbiamo solo scendere in campo, giocare come sappiamo, e vincere con merito come ci è già riuscito in tante altre occasioni. Possiamo farcela».

Ore 14.20 – (Giornale di Vicenza) Poco da fare, pesa sul morale dei biancorossi la sconfitta subita quando ormai pareva che lo 0-0 fosse cosa fatta. Così come pesa non aver finalizzato le occasioni da gol costruite nel primo tempo, come quella capitata proprio a Salvatore D´Elia, bravissimo a colpire di esterno collo sinistro, con il pallone diretto al sette e deviato dal portiere.«Peccato sì – il commento del difensore – però l´importante è che si è visto un buon Vicenza anche se usciamo sconfitti. Mettiamola così: è finito un tempo, adesso ce la metteremo tutta nel ritorno e poi sappiamo che abbiamo le potenzialità per mettere in difficoltà chiunque e lo abbiamo dimostrato anche stavolta».In effetti il Pescara ha un organico assai importante.«Sì e infatti nei primi 15´ ha fatto un buon pressing ma noi non siamo stati a guardare, anzi loro hanno spinto all´inizio, ma poi la gara l´abbiamo fatta noi; sapevamo le difficoltà che avremmo trovato, ma una volta prese le misure li abbiamo obbligati a subire la nostra manovra».Nel secondo tempo i vostri avversari hanno potuto effettuare cambi all´altezza con giocatori che sarebbero titolari ovunque e nonostante tutto stavate per portare a casa lo 0-0.«Esatto, nonostante le qualità importanti dei loro giocatori, non ci hanno messo sotto e ormai pensavamo di essere riusciti a chiudere la partita con un pareggio, peccato, queste sono gare dove non si deve mai abbassare la guardia, mai».Lei come sta dopo 90´ filati e i non pochi infortuni che spesso l´hanno fermata?«Ho recuperato, sto bene, ma mi spiace per oggi perché la gara è stata positiva, resta il rammarico per averla persa e pure su rigore».Adesso ci si gioca tutto martedì sera.«Come ho detto, prima ci aspetta il secondo tempo e ci rifaremo».

Ore 14.00 – (Giornale di Vicenza) Il capitano del Vicenza Alessandro Camisa ieri è dovuto entrare a freddo per l´infortunio subìto nella ripresa da Nicolò Brighenti.Una nuova defezione per una squadra biancorossa già falcidiata da molte assenze importanti: «Mi spiace per Nicolò, a caldo il ginocchio gli faceva male, speriamo che possa recuperare per martedì commenta il difensore leccese -. Mi auguro che anche gli altri assenti in questa semifinale d´andata possano farcela, perché sarà una partita da vincere in tutti i modi, e servirà l´aiuto di tutti».Sull´azione del rigore avete protestato molto, in particolare Vigorito.«Non so se ci fosse fuorigioco di partenza, e Mauro tra l´altro mi ha detto che prima ha toccato il pallone, e solo in un secondo momento Sansovini gli è finito addosso: per questo era arrabbiato. Ci dispiace aver perso per un episodio controverso, ma ormai è andata così e dobbiamo già avere la testa rivolta a martedì».Il Vicenza aveva retto molto bene nel primo tempo, forse è arretrato un po´ troppo nella seconda parte della ripresa.«Sì, nel primo tempo la partita era stata molto equilibrata. Noi di fatto non avevamo concesso praticamente nulla, mentre con Ragusa, D´Elia e Petagna avevamo creato alcune volte le premesse giuste per segnare. Era prevedibile che il Pescara, giocando in casa, aumentasse la pressione nel finale, e sono riusciti a trovare il gol su rigore. Peccato non aver pareggiato con il tiro di Ragusa subito dopo, perché sarebbe stato molto importante».Come valuta le possibilità del Vicenza per la sfida di ritorno di martedì?«Sarà difficile, ma è normale che ogni partita sia difficile, visto che ci stiamo giocando la serie A contro le squadre più forti del campionato. Tutto sommato, non è che con un pareggio la situazione di partenza sarebbe stata tanto diversa Dovremo mettere in campo la rabbia che ci viene per questa sconfitta arrivata nel finale, e soprattutto la consapevolezza di potere ribaltare il risultato. Secondo me abbiamo dimostrato di avere la forza per poter vincere, passare il turno, e continuare ad inseguire la serie A. E soprattutto – chiude – sono certo che potremo contare su un Menti come una bolgia: i nostri tifosi lotteranno insieme a noi per vincere».

Ore 13.40 – (Giornale di Vicenza) La traversa dello stadio Adriatico probabilmente starà ancora tremando. Subito dopo il vantaggio del Pescara, infatti, Antonino Ragusa si è inserito in area, ottimamente servito da Moretti, e ha concluso con forza da posizione defilata, mandando il pallone a stamparsi sul legno sopra la porta di Fiorillo. Per l´attaccante siciliano sarebbe stato il più classico e il più pesante gol dell´ex.Ragusa, che peccato! Acciuffare il pareggio in extremis sarebbe stato importantissimo«Purtroppo è un periodo in cui non siamo per nulla fortunati. Magari in un altro frangente del campionato quella palla sarebbe entrata, invece stavolta ha sbattuto sulla traversa ed è tornata in campo».Già nel primo tempo, in verità, era andato vicino a segnare il gol dell´ex.«Secondo me, in particolare nel primo tempo, abbiamo giocato davvero bene, controllando la partita senza grossi problemi e anzi creando più di un´occasione da gol. Io ci sono andato vicino un paio di volte, ma dovrò aggiustare la mira per la partita di ritorno, perché dovremo assolutamente vincere».Che effetto le ha fatto tornare in questo stadio da avversario per una sfida così importante?«Un briciolo di emozione prima della partita c´era, perché a Pescara mi sono trovato molto bene e credo di avere lasciato un buon ricordo. Però al fischio d´inizio si entra nel clima partita e non ci si pensa proprio più».Da attaccante, secondo lei Sansovini ci ha messo un po´ di malizia nel guadagnarsi il rigore?«Lui è bravo, furbo ed esperto, ha fatto sicuramente il movimento giusto, però si era allungato la palla, Vigorito mi ha detto di averla toccata, quindi non so se ci fosse il rigore, e tanto meno l´espulsione Ormai però non ci si può fare niente, solo mettercela tutta per vincere al ritorno».Se non altro, martedì si spera di riavere a disposizione alcuni dei giocatori importanti che mancavano oggi.«Me lo auguro proprio, perché noi abbiamo tutte le potenzialità per battere il Pescara, e non c´era bisogno della conferma comunque arrivata anche da questa sfida di andata per saperlo. Serviranno tante energie mentali e fisiche, quindi più saremo e meglio sarà».Bisogna ripartire dalla determinazione?«Noi non molliamo mai. Per questo so che martedì ci faremo valere».

Ore 13.20 – (Giornale di Vicenza) Passa il Pescara di misura a soli 3´ dalla fine sfruttando un episodio. Peccato perchè il Vicenza era riuscito ad arginare la squadra di Oddo nonostante le assenze importanti. Pasquale Marino al termine della partita da bravo condottiero si presenta a testa alta e pronto a lanciare già la sfida per la gara di ritorno di martedì sera al Menti. Evidentemente il primo obiettivo ora è tenere alto il morale della truppa.«A parte l´assenza di qualche giocatore importante e l´infortunio a Brighenti – spiega l´allenatore biancorosso – anche in dieci abbiamo avuto la forza di creare un´ottima occasione da gol con Ragusa e siamo stati piegati solo su rigore».In effetti il Pescara ha avuto vita difficile.«A parte i primi 20´ poi la gara l´abbiamo fatta noi, i ragazzi hanno tenuto molto bene il campo, il rammarico grande è il non aver saputo finalizzare le tante occasioni avute nel primo tempo, loro hanno sfruttato al meglio l´occasione che ha portato al rigore».Soddisfatto della prova dei suoi giocatori?«Certamente sì, hanno disputato una grande gara, non hanno mai mollato e anzi sono contento, avrebbe potuto andare anche peggio».Cioè?«Poco prima dell´espulsione di Vigorito stavo effettuando il terzo cambio, l´avessi fatto ci saremmo trovati a giocare gli ultimi minuti della partita senza portiere e sarebbe stato un bel problema».L´entità dell´infortunio a Brighenti?«Ancora non si può sapere deve prima fare degli accertamenti, sembra sia una distorsione al ginocchio».L´aver perso 1-0 non compromette nulla.«Esatto anche perchè sono sicuro che martedì al Menti sarà una bolgia, l´ambiente ci darà una grande spinta e i ragazzi faranno una prestazione importante, così come mi fa essere fiducioso l´aver visto che i giocatori inseriti hanno saputo essere all´altezza».Oltretutto il Pescara ha una panchina con giocatori che in qualsiasi altra squadra sarebbero titolari, lei invece stavolta aveva quasi tutti ragazzini.«Si sapeva, il loro è organico di quantità e qualità costruito per la promozione diretta, ovvio non siamo stati fortunati a giocare una gara così importante senza giocatori per noi basilari, ma soprattutto questo non ci ha consentito di avere appunto molti cambi, comunque va bene così, il Pescara al Menti troverà un osso molto, ma molto duro».Il gol su rigore?«L´azione che ha portato al rigore nasce da un errore tecnico nostro e però per me resta un penalty dubbio o quanto meno generoso».Va ricordato che il Pescara aveva giocato solo tre giorni fa il preliminare e non ha avuto molto tempo per recuperare.«Se è per questo io avrei preferito giocare tre giorni fa ma a pieno organico».Cocco ci sarà martedì sera?«Sì».

Ore 13.00 – (Giornale di Vicenza) Ora col Delfino toccherà essere squali. Serve una vittoria, solo una vittoria, qualsiasi tipo di vittoria. Un 6-0 con spettacolo o… un 1-0 con rigore dubbio nel finale e traversa avversaria pochi minuti dopo (ogni riferimento è puramente voluto). Basta che arrivi una vittoria. Rubata o strameritata, frega niente. Il Vicenza a Pescara ha perso la gara d´andata della semifinale dei playoff e ora, per proseguire la sua corsa, ha a disposizione un solo risultato. L´appuntamento è per martedì alle 21 al Menti. Si richiede abito di classe (operaia), fame (nera), cuore (grande) e voglia (tanta). Ingresso libero per chi porta fortuna. Perchè dopo quello che s´è visto all´Adriatico ce n´è davvero bisogno.Peccato, peccato che sia finita così. Perchè, al di là dei meriti oggettivi del Pescara e dei demeriti dei biancorossi, non hai mai un refolo di vento a favore che sia uno. Le condizioni di partenza, come è noto, erano quelle che erano: a casa Manfredini, Di Gennaro e Cocco. Hai voglia a dire che tutti nel gruppo sono importanti, che chi entra è pronto a dare il suo contributo… Tutto vero, tutto giusto. Ma immaginate la faccia di Allegri se gli dicono che gli tocca giocare col Barça senza Chiellini, Pirlo e Tevez. Poi, per sovrammercato, si fa male pure Brighenti (dolore al ginocchio destro dopo un intervento falloso di Melchiorri; nella giornata odierna si dovrebbe saperne di più). E alla fine ti arriva un rigore che insomma… Poi, però, non bisogna neanche commettere l´errore di pensare che l´universo nel suo complesso ce l´abbia col Vicenza.Perchè se prendi gol evitabili… vuol dire che potevi evitarli. E se li sbagli vuol dire che la mira poteva essere migliore. È soprattutto quest´ultimo l´aspetto che lascia l´amaro in bocca. Che questa squadra per fare uno debba creare dieci è noto da tempo. Ma con giugno alle porte sarebbe ora di ottimizzare…Andiamo comunque per gradi. Il Vicenza parte contratto, nei primi dieci minuti il Pescara si fa preferire. Ma sono 10´, appunto. Poi i biancorossi crescono. Creano occasioni (merito) e le sbagliano (demerito). Ma le premesse sono incoraggianti. Anche perchè sul piano tattico il Vicenza è tre passi avanti. Il temuto Melchiorri non punge. Bjarnason è confinato a sinistra e non fa male, Lazzari da trequartista si perde nella rete biancorossa. L´unico che crea problemi è Politano a destra, ma è acqua fresca. Tiepida, al massimo. Sugli spalti ci si può godere la festa di un gemellaggio straordinario, che dura da 38 anni. Nel secondo tempo comparirà pure uno striscione con la scritta: Non importa se serie B o A, fratelli per l´eternità. Va male solo agli Old Fans, il cui pullman nel tragitto Pescara-Vicenza fora per due (diconsi due!) volte. I tifosi arrivano inevitabilmente in ritardo. Una giornata in linea con la ripresa del Vicenza…Ecco, la ripresa. Lì emerge la profondità della rosa. Quella del Pescara, ovviamente, perchè Marino se si guarda attorno vede Mancini, Bartulovic e addirittura l´esordiente assoluto Coulibaly (classe 97). Oddo, invece, può stravolgere la squadra. Gli dà peso con Memushaj. E soprattutto gli dà incisività con il Sindaco Sansovini. Attaccante vero, a dispetto dell´età. Era lui che guidava Insigne, Immobile, Verratti, e compagnia… Il Vicenza, a questo punto, comincia a barcollare. Ma non molla. Resiste, anche grazie ai legni, spreca ancora un po´ con Cinelli e poi cade a causa di un rigore generoso, con possibile fuorigioco e comunque ingenuo. Nato, tra l´altro, da un errore sulla trequarti (offensiva) di Laverone. Crudele il calcio: da Gerrard in giù la croce spesso cade sui piedi di chi la porta senza lamentarsi mai…Ma non è finita. Perchè quando tutto sembra perduto Ragusa ha la palla buona per raddrizzare la partita. Ma non colpisce la traversa. Colpisce la parte bassa della traversa. Certo, palo tiro sbagliato è. Ma forse era proprio la giornata ad essere sbagliata. Pace. Ci si vede martedì. Ma servirà un´altra musica. Quella dei gemelli diversi.

Ore 12.30 – (Gazzettino) Amore incondizionato. Alessandro Sgrigna porta ancora le ferite per la retrocessione del Cittadella, ma è pronto a guardare avanti, a ripartire. Ancora in maglia granata. Non importa se da una categoria minore: l’attaccante romano vuole restare. «Ho un altro anno di contratto con la società, ma aldilà dell’impegno scritto, mi sento molto legato a questi colori, l’avevo detto anche un anno fa al mio ritorno a Cittadella. Se la volontà della dirigenza è quella di trattenermi in Lega Pro non avrei alcuna difficoltà a restare, anzi: sarebbe questo il mio desiderio». Sgrigna non ne fa una questione economica, non è successo nemmeno nell’estate scorsa dove non mancava l’interesse di squadre che potevano garantirgli contratti economicamente più vantaggiosi. E se arrivassero proposte di società di B, cosa farebbe Sgrigna? Si vocifera di un possibile interesse del Bassano nel caso centrasse la promozione tra i cadetti… «Ho letto anch’io l’indiscrezione. Ne parlerei con il presidente, il direttore ma, lo ripeto, se dipendesse solo da me resterei».
Allora guardiamo avanti: Sgrigna guiderà il nuovo Cittadella in Lega Pro. Da dove si riparte? «Dimenticando in fretta il passato e pensando solo al futuro. Gabrielli ha ribadito che la società farà tutto il possibile per tornare nella categoria dove merita di essere, la serie B, e noi giocatori, chi ci sarà tra vecchi e nuovi, daremo il massimo per raggiungere gli obiettivi prefissati». Sono ancora da definire le due figure-cardini: direttore generale e allenatore della prima squadra… «Spero tanto che Marchetti rimanga. Il Cittadella può contare su una dirigenza forte, sulla famiglia Gabrielli e una società seria e sanissima. La base è solida, poi la figura del direttore è importante per portare avanti ogni progetto, e Marchetti ha dimostrato di essere la persona giusta per farlo». Foscarini ha lasciato dopo dieci anni: il pensiero di Sgrigna? «Ha fatto la storia di questi colori. Dieci anni non si dimenticano, è stato l’allenatore della seconda promozione in serie B dove è riuscito a giocare per sette stagioni. Tutta Cittadella deve ringraziarlo per il lavoro portato avanti, sempre con grande professionalità, e fargli un grosso in bocca al lupo per il prosieguo della carriera». E se Sgrigna dovesse fare il nome del sostituto? «Sono scelte che spettano alla società, io penso a giocare a calcio ancora per qualche anno. La dirigenza ha sempre tenuto in considerazione le figure interne, persone che conoscono l’ambiente. Giacomin ha fatto bene con la Primavera, Gorini è stimato da tutti».

Ore 12.10 – (Mattino di Padova) L’immagine di lui che esce dal campo in lacrime è stata una delle più toccanti in una notte da dimenticare. A voler essere precisi, in quel Cittadella-Perugia, ultima gara del campionato di Serie B, Andrea Pierobon ha migliorato il suo record di longevità, visto che nessun calciatore in Italia, prima, aveva mai giocato in un torneo professionistico a 45 anni, 10 mesi e 3 giorni. Peccato che il clima della serata fosse quanto di più lontano possibile da quello di una festa. E, una settimana dopo, il “vecio” Pierobon non ha ancora smaltito la delusione. «E come faccio? Io ci provo, a distrarmi. Adesso ad esempio sto sistemando casa e sto tagliando legna per metterla per l’inverno… Ma poi la testa ritorna sempre lì e non riesco a capacitarmi di quello che è successo, perché ero pienamente convinto che avessimo trovato la strada giusta e che, anche quest’anno, ci saremmo salvati. Sarà che sono nato qui a Cittadella, ma mi sento più colpevole degli altri». Più colpevole? «Questa è una macchia che resterà anche nella carriera di chi è giovane e si sta affermando, ma noi giocatori più esperti avevamo più responsabilità rispetto agli altri». Per un attimo pensiamo al futuro: pensa di continuare a giocare o è plausibile che possa iniziare una carriera da dirigente o preparatore dei portieri a Cittadella? «Sinceramente, oggi non riesco a pensare ad altro che non sia la retrocessione. Giocare ancora? Non lo so. E poi prima dovrò parlare con la società, confrontarmi con il direttore». Con Marchetti? L’ha sentito in questi giorni? «No, ho preferito evitare perché se sto male io immagino che lui stia anche peggio. E non ho la più pallida idea di cosa farà nella prossima stagione». La contestazione di una parte dei tifosi influirà sulle sue scelte? «Dico solo che mi ha amareggiato e che leggere quello striscione con scritto “Vergognatevi” mi ha fatto star male, perché le critiche ci stanno, ma si è passato il segno. Erano solo poche decine, d’accordo, quelli che contestavano, ma quanto è successo non è nello stile di Cittadella e del Cittadella. Questa è sempre stata una piazza diversa dalle altre, in cui certi comportamenti non si verificavano. Quelle scritte offendono chi ha dato l’anima per questa maglia. E mi rattrista che si dimentichi tanto in fretta quanto è stato realizzato in questi anni». Pensa che la rosa fosse attrezzata per centrare l’obiettivo? «Sì, certamente, ma evidentemente non tutti abbiamo reso al 100%, altrimenti il campionato si sarebbe chiuso in modo diverso, anche se non voglio, ora, imputare colpe a nessuno. E poi, più vado avanti negli anni, più sono convinto di una cosa». Ovvero? «Che il calcio sia soprattutto una questione di episodi. E torno con la mete alla gara di Latina, lo spartiacque, in negativo, di questa stagione. Avremmo potuto chiudere il primo tempo sul 3-0 e nessuno avrebbe avuto da ridire. Per un episodio sfortunato (l’autogol di Signorini, appena entrato, ndr) ci hanno ripreso e da lì non siamo più stati gli stessi. E pensiamo solo a questo girone di ritorno, in cui abbiamo girato a 25 punti, in piena media salvezza: dateci il gol regolare annullato a Stanco contro la Ternana o i tre punti di Pescara, dove siamo stati raggiunti in pieno recupero. Oggi saremmo qui a esaltare un’altra salvezza».

Ore 11.40 – (Gazzettino) Primi movimenti di mercato tra le padovane di serie D. L’Abano si è assicurato il portiere diciassettenne Alex Ruzzarin che quest’anno ha collezionato oltre una ventina di partite nel campionato di Eccellenza con il Pozzonovo, al quale invece andrà facendo il percorso inverso il portiere Marco Dardengo, anche lui classe 1997, che ha giocato in questa stagione nella squadra juniores neroverde. Il direttore sportivo aponense Andrea Maniero è in procinto di definire altre due operazioni con altrettanti giovani che andranno a completare la rosa dei fuoriquota in prima squadra.
Si tratta al momento solo di rumors quelli che ruotano attorno al neopromosso Campodarsego, che avrebbe messo gli occhi su due giocatori del Thermal Abano Teolo, retrocesso in Eccellenza: si tratta del portiere Giorgio Merlano e dell’esterno offensivo Raffaele Cacurio. Deve essere invece ancora sciolto il nodo relativo all’allenatore in casa Este: giovedì è andato in scena un incontro tra Gianluca Zattarin e il presidente Renzo Lucchiari affiancato dal vice Stefano Marchetti, ma al momento la situazione resta in stand by. «È stato un primo incontro interlocutorio – afferma Zattarin – è tutto rimandato alla prossima settimana quando sarà presa una decisione». Zattarin quest’anno ha chiuso la quinta stagione consecutiva alla guida dei giallorossi, che sono stati eliminati al secondo turno dei play off dal Piacenza.

Ore 11.10 – (Gazzettino) Naturalmente il direttore sportivo De Poli si sta muovendo in più direzioni, tanto più che l’altro ieri lo stato maggiore del club gli ha messo a disposizione il budget da utilizzare per allestire la rosa 2015-2016. E oggi dovrebbe andare ad assistere alla sfida tra squadre Primavera Spezia-Chievo, per seguire probabilmente qualche giovane che potrebbe fare al caso dei biancoscudati. Tornando ai nomi che sono stati accostati nei giorni scorsi al Padova, c’è anche quello dell’attaccante Riccardo Bocalon, di proprietà dell’Inter (altri due anni di contratto) e che nelle ultime due stagioni di Lega Pro con Venezia e Prato ha messo a segno trentatré sigilli. Adesso ha la lecita ambizione di provare a misurarsi in una categoria superiore. «È da due anni che faccio bene in Lega Pro e vorrei provare a fare il salto in serie B – sottolinea Bocalon – anche perché mi era stato promesso che se quest’anno avessi fatto bene, avrei avuto carta libera. La voce di un interessamento del Padova? L’ho sentita anch’io. È una grandissima piazza, tra le più importanti in Lega Pro. Ma è ancora presto per sbilanciarsi».

Ore 11.00 – (Gazzettino) «Prenderei in considerazione l’ipotesi di ritornare al Padova, ci mancherebbe altro – afferma Zecchin – In questo momento mi sto guardando in giro, tra l’altro sto recuperando da un intervento di pulizia alla caviglia effettuato una ventina di giorni fa, anche se devo aspettare di capire cosa fa il Varese». Un eventuale ritorno di Zecchin porrebbe anche la questione del recupero del rapporto con i tifosi, dato che in tutte le occasioni nelle quali il giocatore è tornato da avversario allo stadio Euganeo è stato preso sempre di mira dal popolo biancoscudato. «So di non essere visto benissimo dai tifosi, ma non ho mai mancato di rispetto a loro e alla società. All’epoca avevo deciso di lasciare Padova perché volevo provare ad andare a giocare in serie B». Un ostacolo che potrebbe essere ricucito magari attraverso l’opera mediatrice del presidente Bergamin e dell’amministratore delegato Bonetto.

Ore 10.50 – (Gazzettino) Gianpietro Zecchin nel mirino del Padova. Potrebbe profilarsi il clamoroso ritorno del trentaduenne esterno di Camposampiero, cresciuto nel settore giovanile biancoscudato e che in prima squadra ha giocato in serie C dal 2003 al 2007 collezionando 113 partite e diciassette gol. Ieri il giocatore ha avuto un incontro con la società di viale Nereo Rocco, e tutto lascia pensare che le parti abbiano abbozzato una trattativa. Zecchin, che è stato tra l’altro compagno di squadra nelle giovanili biancoscudate del vice presidente Edoardo Bonetto, è attualmente legato per un altro anno con il Varese (fresco di retrocessione in Lega Pro), anche se nel suo contratto è prevista una clausola in base alla quale il giocatore può liberarsi rescindendo il rapporto, il che significa che potrebbe accasarsi altrove a costo zero. Non solo il Padova sembra aver messo gli occhi su Zecchin, dato che sulle sue tracce ci sarebbe anche il Lugano, squadra promossa nella serie A svizzera.

Ore 10.40 – (Gazzettino) I suoi punti di forza? «Uscite basse e reattività, ma bisogna migliorare sempre in tutti i fondamentali. Il mio obiettivo è cercare di arrivare più in alto possibile, facendo però uno scalino alla volta. Il mio giocatore preferito? »De Gea del Manchester United, è un portiere completo». Favaro si giocherà il posto tra i pali con Petkovic che, come noto, sarà confermato: le parti hanno già manifestato la volontà di proseguire il rapporto, che sarà sancito dall’ufficialità non appena sarà raggiunta l’intesa sul discorso economico. Questione che sarà risolta quasi certamente nel giro di qualche giorno, tanto più che mercoledì il portiere serbo deve sottoporsi a un intervento all’alluce del piede che richiederà circa un mese e mezzo per il pieno recupero. Il che significa che tornerà a disposizione proprio per l’inizio della preparazione precampionato che si svolgerà nel ritiro bellunese di Pieve di Cadore

Ore 10.30 – (Gazzettino) «Spero di fare bene e di togliermi delle soddisfazioni in una grande piazza come Padova». Così si presenta il nuovo portiere biancoscudato Alessandro Favaro, classe 1995, che quest’anno si è messo in mostra con la Sacilese. Pur mancando ancora l’ufficialità, l’operazione è stata definita giovedì mattina in un incontro nella sede biancoscudata all’Euganeo al quale erano presenti il presidente Giuseppe Bergamin, l’amministratore delegato Roberto Bonetto, Fabrizio De Poli e Carmine Parlato. «Mi hanno fatto un’ottima impressione, è stato un piacere conoscerli, sono persone serie». Non manca un flash sul collega Petkovic. «Ho avuto modo di vederlo giocare quest’anno, è un bel portiere e ha fatto bene». Nel suo curriculum figura anche una stagione in Lega Pro (Seconda divisione) con la Virtus Vecomp, anche se nell’occasione aveva collezionato solo due presenze. «Quello era stato il mio primo approccio con una prima squadra dato che arrivavo dal settore giovanile dell’Udinese e quando passi con i grandi cambia tutto. Da allora sono cresciuto e ho due anni in più di esperienza sulle spalle in prima squadra, e spero di farli valere sul campo».

Ore 10.20 – (Gazzettino) C’è anche la Biancoscudati Padova tra le otto società rimaste a contendersi lo scudetto del campionato nazionale juniores, attualmente detenuto dal Chieri, in rappresentanza di Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Marche, Lazio e Puglia. Questi gli abbinamenti per le gare di andata e ritorno, domani e sabato prossimo alle ore 16.00: Seregno-Chieri, Biancoscudati Padova-Alma Juve Fano, San Cesareo-Monopoli, Scandicci-Matelica. I Biancoscudati Padova che hanno vinto il loro girone con il miglior attacco e la migliore difesa e hanno superato in entrambe le gare degli ottavi i cugini dell’Atletico San Paolo si scontreranno con l’Alma Juve Fano terminata al quarto posto nella regular season e poi approdata agli ottavi, dopo aver sconfitto nei play-off la Vivi Tevere San Sepolcro. Negli ottavi ha poi eliminato il Giorgione, pareggiando a Castelfranco (1-1) e vincendo in casa mercoledì scorso (2-1). Mister Grandini nelle due precedenti gare con l’Atletico San Paolo ha mischiato le carte facendo scendere in campo due formazioni abbastanza diverse. Domani, potendo contare anche su tre elementi della rosa della prima squadra, Busetto, Bortot e Pittarello, non ha che l’imbarazzo della scelta avendo parecchie alternative sia per reparto che per ruolo. L’Alma Juve Fano, impegnata domenica con la prima squadra nei play-off, è una formazione compatta con un centrocampo robusto e un attaccante, Bussaglia, autore di una doppietta mercoledì contro il Giorgione, da tenere d’occhio. All’Appiani alle ore 16.00 dirigerà la gara il signor Emilio Zanotti di Pavia coadiuvato dagli assistenti Manara di Cremona e Vitali di Brescia.

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Arrivato in Italia nel 2005, ha girovagato da giovane indossando le maglie di Monza, Crotone e Parma, quindi nella stagione 2009/2010 ha messo insieme ben 21 presenze in Serie A con il Livorno, prima di iniziare a viaggiare tra Belgio, Como e Lecce, dove nell’ultimo campionato è stato uno degli elementi di spicco. È un giocatore che piace molto a Carmine Parlato, ma tra i portali specializzati si vocifera addirittura di un interesse del Frosinone, neopromosso in Serie A, nei suoi confronti. Gael Genevier, centrocampista francese, classe ’82 del Lumezzane, non è certo un nome sconosciuto: dopo le giovanili Lione e l’esordio con l’Olympique, fu il Perugia di Gaucci a portarlo in Italia quando aveva poco più di ventuno anni. Da allora ha raccolto 8 presenze in A, 158 in cadetteria e 34 in terza serie. Un anno fa, svincolato di lusso dopo il fallimento del Siena, aveva deciso di accasarsi a Lumezzane (oggi si giocherà la salvezza nel ritorno playout con la Pro Patria), mentre in futuro potrebbe essere il nome nuovo per il centrocampo. LE CONFERME. Oggi comincerà la fase dei colloqui con i giocatori in procinto di rinnovo per fissare gli eventuali nuovi accordi. Una fase che si farà serrata tra una settimana, dopo il “rompete le righe”. Per Petkovic non dovrebbero esserci problemi, l’agente di Petrilli è annunciato in città nei prossimi giorni, un po’ alla volta toccherà a tutti gli altri.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Mantenere un’importante ossatura della squadra di quest’anno, e aggiungervi alcuni elementi di categoria per permettere a Parlato di avere tra le mani una squadra più competitiva. È questa la strategia, più o meno espressa, della Biancoscudati Padova. Fabrizio De Poli, il direttore sportivo, da due giorni ha recepito dai vertici societari un budget di massima con il quale cominciare a mettersi al lavoro. Non ne svela la cifra, per ovvii motivi, ma si limita a dire: «Si tratta di un buon budget». Margini per lavorare (bene), dunque ce ne sono. E il Padova, che punta ad inserire un elemento di “peso” per reparto, ha ora le idee un po’ più chiare. I NOMI NOVI. Detto che tra i pali ormai i giochi sono quasi fatti, con il rinnovo quasi certo di Lazar Petkovic e l’innesto del giovane estremo difensore della Sacilese, Alessandro Favaro, e che in attacco il sogno proibito si chiama Neto Pereira, per il quale bisogna attendere innanzitutto gli sviluppi societari del Varese ancora a rischio sparizione, per difesa e centrocampo il Padova ha messo gli occhi su altri due elementi di categoria. il primo è Marcus Diniz, il secondo Gael Genevier. Diniz, innanzitutto: difensore centrale di proprietà del Milan (quest’anno era in prestito a Lecce), è un brasiliano classe 1987.

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) I baby biancoscudati della Juniores oggi allo stadio Appiani, alle 16, giocano la gara d’andata dei quarti di finale di categoria: la squadra di Gualtiero Grandini, eliminato il San Paolo agli ottavi, si appresta ad affrontare l’Alma Juventus Fano (ritorno sull’Adriatico tra una settimana). Per la prima squadra, è stato fissato il programma della prossima settimana, l’ultima della stagione: due soli allenamenti, mercoledì pomeriggio alla Guizza, mentre venerdì amichevole all’Appiani con una rappresentativa delle squadre amatoriali finaliste del campionato Ucp.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Tra i tanti premi ricevuti in questa stagione dalla Biancoscudati Padova, ce n’è uno che non avrà un grandissimo “appeal”, ma ha un valore sociale immenso. È la “tessera di promotori” consegnata mercoledì pomeriggio alla squadra dal club “Avis biancoscudata”. Un riconoscimento per il sostegno con il quale la società di Bergamin e Bonetto ha appoggiato il progetto “Obiettivo 9000”, che punta a rendere autosufficiente la provincia di Padova in quanto a sacche di sangue. In questa stagione “Avis biancoscudata” ha guadagnato almeno 150 donatori tra tifosi e simpatizzanti del Padova. Un risultato che ha portato il club presieduto da Giancarlo Agostini a ringraziare la società anche attraverso una lettera aperta.

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) «Poi è chiaro che noi cerchiamo di guardare avanti e che la società sta facendo il passo lungo quanto la gamba. Cerchiamo di costruire un gruppo competitivo con gradualità, altrimenti si dovrebbe smantellare la squadra e rifarla da zero, prendendo giocatori di nome e giovani prestiti direttamente dalla serie A. Cosa che, al momento, non è nelle nostre potenzialità». Fra i tanti nomi che sono stati fatti, uno dei più caldi per l’attacco è quello di Pietro Arcidiacono, nell’ultima stagione al Martina. «Quello che posso dire – taglia corto Parlato – è che stiamo parlando di un buonissimo attaccante. Poi al momento è tutto prematuro, ci sono mille variabili». Un ringraziamento Parlato lo estende a tutti i giocatori che hanno contribuito alla stagione appena terminata. «Una stagione fantastica e forse irripetibile – chiude il tecnico – ho ringraziato tutti, uno per uno. Abbiamo un’idea di massima su chi confermare, su alcuni nomi abbiamo ancora qualche dubbio e vogliamo pensarci bene. La prossima settimana cominceremo gli incontri per definire le nostre prime mosse».

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) Tanti nomi nel calderone, poche certezze. Giusto che sia così, al momento, in una squadra tutta da costruire e che potrà mettere sotto contratto i primi giocatori soltanto dal primo luglio in virtù del salto fra i professionisti. L’unica sicurezza: non tutti quelli che hanno fatto parte della rosa della stagione appena trascorsa verranno riconfermati. A sottolinearlo con una punta di sofferenza è Carmine Parlato. «Umanamente vorrei confermare tutti — spiega l’allenatore campano — ma non possiamo farlo per ragioni ovvie. Sarà dura per il sottoscritto comunicare a ragazzi che quest’anno hanno dato l’anima che il prossimo anno non saranno più con noi. Ma la vita va avanti, per noi e per loro: bisogna prendere atto della realtà». Tanti nomi, si diceva, e tante idee che vanno di pari passo con la successione cronologica degli eventi. Siamo appena alla fine di maggio e tante pedine devono ancora andare al loro posto. A sentire Fabrizio De Poli, poi, le porte sarebbero chiuse anche per Luca Mazzoni, che nei giorni scorsi aveva fatto pervenire alla società la sua voglia di rientrare a Padova. «Al momento direi più no che sì — dice Parlato — ma non c’è nessuna pregiudiziale nei suoi confronti per il fatto che è un ex».

Ore 08.38 – Poule scudetto, i risultati delle semifinali: Siena-Castiglione 2-1, Maceratese-Akragas 1-3. Oggi la finale.

Ore 08.36 – Playout, serie D girone C: Dro-Triestina 1-3 dts, Giorgione-Kras Repen 2-1. Salvezza per Triestina e Giorgione, retrocedono Dro e Kras Repen.

Ore 08.34 – Playoff, serie D girone C: AltoVicentino-Sacilese 4-3.

Ore 08.32 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.30 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Box Uomo, Icone Vintage, Black Bell Tattoo, Maglietteveloci.it, Studio Pignatelli Netstore, InterBrau Birra Antoniana, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 29 maggio: allenamento per i Biancoscudati, mentre per la prossima stagione viene bloccato il portiere Alessandro Favaro della Sacilese.

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