Live 24! Padova, inizia una settimana bollente: massima attenzione su primi acquisti e ultimi rinnovi

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Ore 22.10 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Altri tre nuovi arrivi si aggiungono alla rosa della Clodiense del tecnico Maurizio Rossi, il d.g. Mauro Boscolo Gallo ha inaugurato la collaborazione con il Bassano perfezionando il tesseramento di due giovani della Berretti: il difensore classe ’96 Michele Marchioron e l’attaccante, sempre classe ’96, Matteo Ziviani. Sale al Nord con l’ intento di imporre la propria personalità invece il classe ’95 Francesco Marchesano, un difensore che ha già disputato 3 campionati di serie D con le maglie di Termoli, MetaPontino e Gelbison. Continua il vaglio delle valutazioni societarie per la scelta del preparatore atletico e per l’ allenatore in seconda, i papabili, quasi tutti impegnati nei camp estivi, andranno ad intensificare i colloqui proprio in questa settimana. Fari puntati principalmente sulla campagna acquisti che, in base ai conti di mister Rossi, dovrebbe far arrivare almeno altri 3 o 4 atleti ; c’ è da considerare inoltre la seria possibilità che Casagrande possa propendere per le proposte del Pordenone dove dovrebbe accasarsi mister Tedino dopo l’ esperienza federale: «Stiamo continuando a sondare dei centrocampisti esperti – rivela Boscolo – l’ alternativa potrebbe essere un jolly utilizzabile anche a livello difensivo, vedremo, anche perchè stiamo oramai definendo per due punte: un esperto e un giovane. Per ciò che riguarda i contatti con i settori giovanili professionistici potrebbero arrivare due ’97 dall’ Udinese e un ’97 ex Real Vicenza». Un mercato che continua ad avere la forte propensione verso gli accordi con le società importanti, è cambiata infatti parecchio la “geografia” calcistica veneta dopo il ridimensionamento di Venezia, Cittadella e parzialmente Padova; sale forte la credibilità della Spal dopo l’ ottimo lavoro della stagione scorsa, ma potrebbe essere proprio la società ferrarese ad agevolare un bivio verso la laguna con l’ ipotesi di rafforzare una posizione che sta diventando quasi da leader. Oltre all’ aspetto dei giovani, molto positivo, la Clodiense però deve continuare a vigilare per ciò che riguarda i veterani : da Este arriva forte la voce di un interessamento per Mastroianni e, con Santi ancora in bilico, del tridente offensivo ci sarebbe solo la riconferma di Isotti ; nella trequarti però c’ è sempre Mazzetto che l’ anno scorso ha saputo fare la differenza.

Ore 21.50 – (Gazzettino, edizione di Belluno) L’Union Ripa La Fenadora c’è! Una lunga serie di addii hanno caratterizzato gli ultimi due mesi di vita della società presieduta da Nicola Giusti, bordate che avrebbero fatto tremare anche il capitano Jack Aubrey dello scrittore inglese Patrick ÒBrian. E invece le parole del presidente sono ferme e decise: «La squadra ripartirà nel migliore dei modi e non sarà una ripartenza difficile come ci si può immaginare. È ovvio che nel prossimo campionato l’obiettivo principale sarà quello della salvezza». Una squadra che riparte da zero ha comunque bisogno di un rodaggio e nelle prime gare verranno messe in luce le potenzialità. Rimangono comunque dei nomi noti nella «nuova» Union che corrispondono a Halil Gjoshi, Simone Malacarne e del giovane classe 1997, Enrico Savi. Queste sono le certezze a meno di qualche franco tiratore come Alberto De March che dopo aver dato parola di permanenza in neroverde ci ha ripensato scegliendo la strada patavina della Luparense. Proprio per questo motivo Giusti sottolinea: «Abbiamo chiuso le trattative con 7 giocatori, ma daremo notizia ufficiale solo nei primi giorni di luglio quando verranno firmati i tesseramenti». Il presidente prosegue: «Come è facile immaginare non si parte di certo da un asse portante come lo è stato nelle scorse stagioni. In questo caso ci saranno giocatori di categoria o superiori con un’età inferiore a quella che i tifosi sono stati abituati a vedere in questi anni: «vecchi», ma giovani. Giocatori che faranno crescere il gruppo in stile Union come è sempre stato». Una risposta arriva anche a chi indica nel nuovo corso una minima quantità di giocatori bellunesi: «Non ci sarà una squadra prettamente bellunese, ma non può essere sempre così. Un cambiamento ci può stare».

Ore 21.30 – (Il Piccolo) L’Unione Triestina 2012 ripartirà da Sergio Pinzin in cabina di regia come direttore sportivo e da Giovanni Colella come allenatore: l’ufficialità per entrambi dovrebbe arrivare finalmente a metà settimana. Dopo il diesse, infatti, anche il tecnico negli ultimi giorni ha accelerato l’avvicinamento alla società di Pontrelli. Anzi, proprio tra Pinzin e Colella c’è stato un incontro nei giorni scorsi per mettere a punto la strategia di costruzione della nuova squadra: insomma, anche per l’allenatore ormai siamo ai dettagli, c’è solo qualcosa da perfezionare prima dell’ufficializzazione. Del resto questa settimana dovrebbe essere anche quella nella quale concretizzare finalmente le tante trattative in corso per dare forma alla rosa della Triestina 2012: numerosi gli incontri in programma, si attende solamente il rientro di vari giocatori dalle vacanze per poter entrare nel dettaglio. Innanzitutto ci saranno dei colloqui con quelli della vecchia guardia che ancora interessano, e tra questi è entrato sicuramente anche capitan Piscopo, che si aggiunge dunque ai vari Proia, Fiore, Spadari, Giannetti e ai vari giovani, in primis Crosato e Di Piero. Di questo elenco faceva parte anche Daniele Rocco, che però come noto qualche giorno fa ha firmato per l’Imolese. Una perdita che fa male, come del resto ammette anche il diesse Pinzin: «Ha preso altre strade e in effetti sono rimasto sorpreso, soprattutto dal suo atteggiamento. Mi dispiace, perché anche il mister voleva parlarci e non c’è riuscito, perché Rocco ha subito fatto altre scelte». Ma oltre a consolidare quello che si ritiene da salvare della squadra dello scorso anno, c’è soprattutto da affondare il colpo su alcuni obiettivi che dovrebbero dare spessore e un’altra forma alla squadra. Pinzin stesso conferma che tutti i nomi sentiti finora fanno parte del mazzo di nuovi possibili candidati per la nuova Triestina 2012, con tutti c’è già stato più di un contatto e anzi per alcuni le trattative sono molto avanti. Fra i nomi c’è innanzitutto quello di Emil Zubin, che dovrebbe essere in uscita dal Padova, e sarebbe una buona mossa per l’attacco. Anche se ovviamente il reparto, orfano di Rocco, ovvero del principale artefice della salvezza, necessiterà assolutamente di altri colpi per poter essere competitivo. Sempre dal Padova dovrebbe arrivare anche Nichele, che potrebbe irrobustire la linea di centrocampo, e nello stesso settore è sempre in auge il nome di Mattielig, che potrebbe lasciare Pordenone e ritornare a Trieste dopo l’esperienza di tre anni fa in Lega Pro. Ma forse il nome più interessante per qualità e prospettiva è quello di Antonio Baggio, classe 1993 e punta di diamante del Giorgione nella scorsa stagione. Al giocatore e al suo procuratore la piazza di Trieste sarebbe molto gradita e stuzzicante, l’unico pericolo è quello di proposte da categorie superiori. «Sì, anche con Baggio – dice Pinzin – dovremmo vederci questa settimana. Su di lui c’è solamente un’incognita: se arrivasse una buona offerta dalla Lega Pro è ovvio che il giocatore ci farebbe più che un pensierino».

Ore 21.10 – (Messaggero Veneto) C’è poca carne sul piatto del Tamai, che in questa prima fase di mercato ha registrato più uscite che partenze. A piangere è soprattutto l’attacco che dopo aver visto la partenza di Riccardo Zambon (’88) verso Fontanafredda ora deve subire pure quella di Federico Furlan (’86) con direzione Liapiave (Eccellenza veneta). Oltre al danno, pure la beffa per i mobilieri che dopo un lungo corteggiamento hanno ricevuto un poco piacevole “due di picche” da Lauro Florean (’81) uscito da Fontanafredda per andare proprio verso il Liapiave. Non arriverà nemmeno Daniele Rocco (’90): il centravanti della Triestina ha scelto l’Imolese per la prossima stagione e quindi le “furie” devono abbandonare il sogno di averlo in dote. Spiragli positivi, invece, ci sono per il giovane Alessandro Righini (’97) del Lumignacco, che potrebbe andare ad accompagnare quella che al momento è l’unica freccia nella faretra offensiva di Stefano De Agostini, il solo Marco Sellan (’94). Per la linea mediana, invece, è stato aperto un dialogo con l’esperto Michele Lestani (’86) già ex di Sanvitese e Pordenone, mentre dalla Beretti neroverde è molto vicino l’ingaggio di Marco Minisini (’97). Pure il Fontanafredda vuole rifornirsi al serbatoio cittadino e avrebbe messo gli occhi sul difensore Diego Di Bon (’97) e il centrocampista Elia Baruzzini (’97). In difesa è stato confermato Marco Zorzetto (’93), smentendo così le voci che lo davano in partenza. Il reparto arretrato, comunque, va rafforzato con gente d’esperienza: proprio così si spiega l’interesse per Andrea Manucci (’81) della Sacilese e il tentativo di rivestire di rossonero Daniele Visintin (’82) del Cjarlins Muzane, già parte della rosa che nel 2013/2014 ha vinto in Eccellenza. Inarrivabile, infatti, è considerato Luca Beghin (’86), così come per l’attacco paiono davvero esserci pochissime speranze per Davide Diaw (’92) della Virtus Corno: l’ex attaccante della Sanvitese, infatti è conteso dal Campodarsego, squadra padovana neopromossa in Serie D e Cjarlins Muzane, che nella quarta serie del calcio vorrebbe arrivarci. Infine, Sergio Pinzin, dopo aver lasciato il Pordenone, è diventato il nuovo direttore sportivo della Triestina: potrebbero seguirlo nella nuova avventura gli ex neroverdi Emil Zubin (’77), Daniele Mattielig (’80) e Matteo Nichele (’81) con i quali gli alabardati stanno già trattando.

Ore 20.50 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) «Questa è gente che conosce bene il calcio e ha fatto proposte serie». Arriva la prima voce ufficiale sulla trattativa fra Presotto-Nadal e l’imprenditore di Abbazia interessato a entrare nel calcio triveneto. Il commento riferito ai “croati” è di Bruno Dall’Anese. Il dg della Sacilese è sempre parco di parole. Che ne abbia spese alcune per confermare i contatti in corso è già una garanzia. IL PUNTO – Bruno Dall’Anese e Maurizio Mazzarella hanno portato avanti la trattativa, in rappresentanza rispettivamente della proprietà altoliventina e della cordata d’oltreconfine, sino all’incontro diretto fra le parti avvenuto la scorsa settimana. È stato un lento ma costante scambio di informazioni sulle posizioni delle due parti. Giovedì il rendez-vouz fra i vertici nello studio di Pordenone dell’avvocato. Nella stessa giornata Lidia Nadal ha accompagnato i “croati” in visita alla sede di Sacile e al XXV Aprile. Dopo essersi scambiati i rispettivi numeri telefonici, le parti si sono date appuntamento per l’inizio di luglio.
CREDENZIALI – «Nel calcio – commenta Dall’Anese – ci sono tanti millantatori. Questo mi ha insegnato ad andare sempre con i piedi di piombo. In questo caso, in base alla mia esperienza, credo di poter affermare che le credenziali presentate dagli interlocutori siano positive. La trattativa è seria e auguro veramente al presidente Presotto e alla signora Nadal che possa arrivare a buon termine. Ora spetta a loro decidere come procedere». I TEMPI – Entro mercoledì o giovedì le parti dovrebbero quindi arrivare alla conclusione della trattativa. I tempi non sono ancora stretti, ma da altre parti si sta già lavorando sull’organico in vista della stagione 2015-16. A Sacile invece sino a questo momento il ds Denis Fiorin ha avuto via libera solo per la conduzione di operazioni a livello di settore giovanile. È altrettanto vero che in momenti di crisi economica come questi che sta vivendo il calcio, dalla serie A ai dilettanti, non dovrebbe essere difficile reperire velocemente tecnico e giocatori adeguati ai programmi che verranno stabiliti congiuntamente da vecchi e nuovi soci o da chi resterà ai vertici della società. Il popolo biancorosso però freme e vuole conoscere quanto prima per quale Sacilese dovrà tifare. PORTE APERTE – Sperano in una positica conclusione dell’operazione anche il sindaco Roberto Ceraolo e l’assessore al Sport, Claudio Salvador. «Nessun ostacolo – esordisce il primo cittadino – all’apertura verso l’Est. Del resto per un anno ho inutilmente chiesto agli operatori economici di Sacile di dare una mano a Giampaolo Presotto e Lidia Nadal, che da un paio di lustri reggono il timone sacilese. Ben vengano quindi aiuti anche da fuori». Positivo pure il commento dell’assessore. «Presotto e Nadal – premette – hanno ottenuto grandi risultati in questi ultimi 4 anni, portando la Sacilese per tre volte ai playoff e conquistando per due stagioni consecutive il terzo posto. Questo ha riacceso anche l’entusiasmo della tifoseria. Hanno fatto tanto e speso tanto, in soldi e tempo. Giusto che ora cerchino supporto economico e persone in grado di aiutarle a gestire una realtà in espansione. Se i “croati” sono persone serie sono benvenuti». CRONISTORIA – Giampaolo Presotto e Lidia Nadal sono entrati nella Sacilese quando al vertice c’era Raimondo Lucchese (presidente per 4 anni dal 2006). Nel 2010, dopo tre anni di vicepresidenza, Presotto assunse la prima carica della società. La squadra, portata in Seconda divisione da Stefano De Agostini, fu affidata a Maurizio Costantini (l’unico grande errore della gestione) e retrocesse. Ben diverse soddisfazioni nelle stagioni successive. Nel 2012 la Sacilese di Carmine Parlato soffiò l’accesso ai playoff all’ultima giornata al Pordenone. Nel 2013, sempre con Parlato, chiuse all’ottavo posto. Poi due annate fantastiche per Craviari e soci. La prima con Zironelli, la seconda con Zironelli all’andata e Marchetto al ritorno. Entrambe chiuse al terzo posto. A dicembre 2014 i primi segni del ridimensionamento, ufficializzato a fine campionato.

Ore 20.30 – (Messaggero Veneto) Sarà una settimana calda quella che attende la Sacilese. Tra la proprietà, l’allenatore e una rosa da ricostruire sono diversi i nodi da sciogliere per i liventini. La questione principale, quella che finora ha tenuto banco tra i biancorossi, è proprio quella dell’assetto societario. Com’è ormai noto, il presidente Gianpaolo Presotto e la moglie Lidia Nadal vorrebbero passare la mano o quantomeno allargare la compagine societaria. E proprio su questo fronte c’è un’importante novità visto che giovedì ci sarà un incontro con una cordata di imprenditori croati interessati alle vicende biancorosse. Potrebbe essere la giornata della svolta per la Sacilese, in cui si avrebbe una schiarita che permetterebbe di iniziare a porre le basi per la stagione che verrà dopo due campionati di Serie D conclusi sul podio. Va chiarito, però, che il dialogo intessuto con questi nuovi investitori non esclude il precedente messo in piedi con il gruppo facente riferimento all’avvocato Maurizio Mazzarella, che però non ha avuto un seguito immediato. Tutte e due le piste rimangono percorribili, ma i Presotto intendono ponderare bene la scelta, valutando bene le credenziali dei due gruppi. Se queste non dovessero corrispondere a quelle liventine il quadro dirigenziale rimarrebbe immutato, pur con una dimensione notevolmente inferiore rispetto a quello delle ultime stagioni. Altro caso da risolvere è quello della panchina. Salutato Carlo Marchetto, diventato vice di Bruno Tedino a Pordenone, la società sta trattando con Luca Lugnan, l’ultima stagione allenatore degli Allievi regionali dell’Ancona Udine dopo aver guidato per quattro anni la Manzanese: il profilo è chiaro e parla di un allenatore capace di valorizzare i ragazzi del settore giovanile, vero e proprio riferimento sacilese soprattutto in caso di ridimensionamento. Ciò che invece è già noto è che non farà più parte dello staff il preparatore atletico Enrico Ioppi, il quale ha seguito Mauro Zironelli all’Altovicentino. Riguardo il parco giocatori, in attacco l’obiettivo principale è Josè Tartalo (’88) del Lumignacco, che ha vestito anche le maglie di Sanvitese, Triestina e Cjarlins Muzane. Sarebbe un primo innesto per un reparto che ha già perso pezzi pregiati come Dario Sottovia (’89) e Marco Beccaro (’89).

Ore 20.10 – (Giornale di Vicenza) Dove eravamo rimasti? Agli interscambi tra Arzignanochiampo e Altovicentino. Perché alla corte di Beggio è appena arrivato Marco Roveretto, esterno classe 1987 che ha traslocato da Valdagno dopo tre stagioni sempre al top. Ma per un fatto concluso, uno resta aperto: il sogno che risponde al nome di Stefano Pozza, centrocampista in uscita dall´Alto e (quasi) promesso al Padova, in Lega Pro. Se il salto di categoria però non gli riuscisse sarebbe ben disposto nei confronti della Banda Beggio. ARRIVI. Intanto la rosa comincia a prender forma a partire dalla porta. Con Cristofoli lasciato libero, la società si è assicurata Jacopo Scolaro, giovane portiere del ´96 scuola Chievo e con il curriculum aggiornato a Vigasio, nell´ultima stagione. Ma la sua storia è già lunga: vanta un passato al Lumezzane, alla Sambonifacese e anche un piccolo ma importante corso d´aggiornamento al Fulham. Se prenderà il numero 1 o il 12, dipenderà dal futuro di Alex Dall´Amico che sta sondando per un´opportunità in Lega Pro. Un altro in dirittura d´arrivo è il centrocampista Alberto Teatin, scuola Vicenza, l´ultima stagione giocata nella Berretti del Real, dove ha segnato due gol. TRATTATIVE. Si apre poi il mare degli obiettivi. Ma, prima di tutto, è necessario ragionare su alcune variabili. Detto che ora, per l´Arzichiampo, la necessità primaria è trovare un degno sostituto a centrocampo ad Andrea Tecchio, si aprono diverse soluzioni. Nel caso la strada che porta a Stefano Pozza dovesse concretizzarsi, potrebbe profilarsi un Arzichiampo sotto forma di 4-2-3-1 con Pozza e Simonato davanti alla difesa. Oltre al centrocampista (ormai) ex Altovicentino, piacciono anche Filippo Casagrande (1992) della Clodiense – 25 presenza e 5 gol nello scorso campionato – e Andrea Burato (1990) dell´Altovicentino – 17 presenze e un passato importante in Serie C tra Mantova, Treviso e Alto Adige, oltre che l´esordio in A con il Verona -. Resta però da risistemare anche la difesa, che con la partenza di Pregnolato rimane scoperta centralmente di una pedina. L´ipotesi più probabile è che Vignaga, quest´anno impiegato come terzino destro, venga slittato nel posto lasciato libero, così da dare spazio sulle corsie esterne a due giovani: nomi non sono ancora stati fatti, ma pare che l´Arzichiampo stia sondando due esterni della Primavera del Chievo. Senza dimenticare un altro pensiero ricorrente: quello rivolto a Riccardo Chiarello e Mattia Sandrini, ora in rosa Real ma potenzialmente liberi da martedì se le cose in casa biancorossa dovessero andare come prospettato…

Ore 19.40 – (La Provincia Pavese) Potrebbe essere annunciato a breve il trasferimento in prestito di Andrea Ferretti nella serie A cinese, alla corte di una delle tre squadre di Shanghai che ha richiesto il bomber al Pavia. La trattativa procede e ci sono tutti i presupposti per chiuderla in maniera positiva. Un’operazione che avrebbe notevoli vantaggi per il club di Xiaodong Zhu e per il calciatore, che sarebbe tra i pochissimi italiani ad arrivare nella Superleague cinese (dopo Diamanti e Gilardino, oltre a Lippi e Cannavaro come allenatori). Un approdo prestigioso per Ferretti, che andrebbe a giocare nel club asiatico con la formula del prestito. Il campionato in Cina è già cominciato a febbraio e si concluderà a ottobre. Dunque l’attaccante del Pavia disputerebbe in pratica il girone di ritorno. Alla fine del campionato Ferretti potrebbe poi restare in Cina oppure rientrare alla base, andando a integrare il reparto d’attacco del Pavia al quale garantirebbe la sua qualità e capacità realizzativa. Ma l’operazione, come detto, si presenta anche come un gran colpo a livello di immagine (oltre che sotto il profilo economico) per il Pavia, il cui «marchio» avrebbe una straordinaria opportunità di penetrazione in Cina. Il giocatore, dopo una fase iniziale in cui si è preso un po’ di tempo per riflettere, sembra ora convinto della chance che gli si presenta. Naturalmente il Pavia perde il suo capocannoniere, è non è una perdita da poco. L’assenza, però, potrebbe essere soltanto temporanea e comunque la società ha annunciato che oltre a Stefano Del Sante (il cui ingaggio potrebbe essere ufficializzato già oggi) il reparto d’attacco, che al momento a parte Ferretti ha in organico Soncin, Marchi e Cesarini, potrà contare anche su un’altra punta di grande livello. I contatti sono già stati avviati, tra gli altri, con Di Carmine della Juve Stabia e con Eusepi del Benevento, un ex che quest’anno ha segnato ben 18 reti con la maglia giallorossa. Entrambi, però, sembrano in attesa di una chiamata dalla serie B. Il Pavia sta insomma provando a portare in azzurro un altro dei bomber che, al pari di Ferretti, si sono distinti in Lega Pro per prestazioni e numero di reti messe a segno. E se Brighenti della Cremonese pare destinato a palcoscenici prestigiosi (addiritrura in A con l’Empoli) e Ardemagni vuole la B, resta un’ampia scelta di bomber di Lega Pro. Altinier pare in uscita dall’Ascoli e si segue Momentè dell’Albinoleffe appena retrocesso in serie D (ma che potrebbe rientrare con il ripescaggio, che ha confermato tutto il suo valore in un’annata difficile per la sua squadra. Un attaccante che si è scoperto bomber e ha sperimentato anche la B con il Varese e lo stesso Albinoleffe e che potrebbe fare la caso del Pavia. Per la difesa, invece, uno degli obiettivi è il trentunenne Siniscalchi del Mantova, un centrale d’esperienza.

Ore 19.20 – (Gazzetta di Mantova) Il giorno del giudizio è arrivato. Il Castiglione oggi saprà se potrà continuare a correre con le sue gambe in Lega Pro o se dovrà accettare l’impossibilità di iscrivere la squadra. Un momento delicatissimo per il club aloisiano che mai come quest’anno è vicino al baratro. Dopo il Cda di sabato – aggiornato appunto a oggi pomeriggio – si sono mosse un paio di piccole aziende castiglionesi che hanno garantito un sostegno. Un piccolo segnale che ha fatto aumentare le possibilità di farcela. Il problema però non è solo limitato all’aspetto economico, ma è anche di matrice morale. Manca infatti il sostegno tangibile della cittadinanza e dell’imprenditoria locale per far decollare il progetto Lega Pro. In questi giorni nessun membro della società ha voluto rilasciare dichiarazioni, limitandosi ad alcuni comunicati ufficiali. Quello che trapela dalla stanza dei bottoni di via Lonato è una situazione di stanchezza da parte di Rossano Zilia, uno dei volti storici del calcio a tinte rossoblù. Zilia l’anno scorso ha lasciato la poltrona di presidente per dare spazio a nuove forze. Nuove forze che però non si sono palesate. Lo stesso ex presidente si è mosso in questi mesi per creare una base solida di sponsor in grado di reggere all’urto del professionismo. Pochi i sì incassati, tante le porte sbattute in faccia. Questa serie di circostanze, unite alle fisiologiche difficoltà di adattamento a un mondo (quello della Lega Pro) dispendioso per definizione, ha fatto saltare il banco. Zilia al momento ha nelle mani il 35% delle quote del club, stessa cifra per Angelo Chiarini, mentre Enrico Viola ha il 25%. Il restante 5% è di Serafino Gasparetti. Un gruppo unito che ha fornito sostegno al nuovo presidente Ernesto Valerio. Ora però tutto è in bilico, soprattutto la posizione di Zilia, appassionato fino al midollo del suo Castiglione ma stanco di dover tirare (insieme al resto della ciurma) la carretta. Bisognerà capire – e oggi è la data limite per farlo – se sarà possibile ridare entusiasmo all’ex patron, oppure trovare una nuova soluzione nel quadro dirigenziale. Una corsa contro il tempo per tutto il club che solo poche settimane fa ha stappato la bottiglia con la scritta Lega Pro ed ora rischia di non potersela gustare. La speranza di tutto il movimento è che Castiglione trovi la forza di superare anche l’indifferenza di una parte della cittadinanza per regalare a tutto il territorio il sogno serie C. In caso contrario tutti a casa: si farà solo il settore giovanile e buona notte ai suonatori. Sarebbe un delitto sportivo, di quelli che fanno male.

Ore 19.00 – (Gazzetta di Mantova) Il Mantova si sta cominciando a muovere sul mercato per rinforzare la rosa e, per quanto riguarda il reparto offensivo, oltre a Cristian Altinier ha messo nel mirino l’altro ex Acm (giocava nella Primavera ai tempi della B) Valerio Anastasi. Il 25enne centravanti è esploso tre anni in C2 nel Santarcangelo (16 gol), poi ha debuttato in C1 con la Reggiana (7 reti) e nell’ultima stagione ha segnato 9 gol in Lega Pro fra Monza e Pistoiese. Il bomber dell’Albinoleffe Matteo Momentè (15 gol) si è rivelato per ora fuori portata economica, mentre un altro obiettivo possibile è l’attaccante Daniele Melandri, nell’ultimo torneo 12 gol a Forlì. A metà campo piacciono a mister Maspero il 26enne incontrista Gabriele Puccio (29 gare e un gol nella Vigor Lamezia) e il 24enne regista Max Taddei, che ha iniziato l’ultima stagione in D nella Massese e poi da gennaio ha giocato in Lega Pro (15 gare) con il Savona. Per quanto riguarda la fascia sinistra, in biancorosso dovrebbe tornare Samuele Sereni, che quest’anno era al Pavia (21 partite e 3 gol) proprio con mister Maspero. L’alternativa è il 29enne Massimo Gotti, nell’ultima stagione 17 partite in C fra Matera e L’Aquila. Per la fascia destra, poi, constatata l’impossibilità di arrivare a Matteo Iovine (il Renate chiede soldi), piace il 30enne Stefano Avogadri (32 gare nell’Ascoli). Per quanto riguarda il portiere, vistro il quasi certo addio di Marco Festa (potrebbe andare al Crotone), i fari sono puntati sul 22enne portiere Francesco Bonato, che quest’anno non avuto molto spazio (3 presenze) nel Real Vicenza ma che evidentemente mister Maspero conosce bene.

Ore 18.40 – (Gazzetta di Mantova) In tema di conferme, il Mantova si sta già muovendo per trattenere in biancorosso alcuni atleti in scadenza di contratto. Primo fra tutti il capitano Matteo Paro, già contattato dalla società: «Ho parlato con il ds Pelliccioni – conferma Paro, in vacanza all’estero -, che mi ha informato della volontà di confermarmi. Ne riparleremo con calma, soprattutto quando giovedì rientrerò in Italia. Ma è chiaro che, se ci fossero le condizioni, sarei felice di continuare a giocare nel Mantova perché lì mi sono trovato molto bene». Altro atleta che tornerebbe di corsa a Mantova è il difensore Edoardo Scrosta. Anche con lui c’è stato un contatto, ma in questo caso lo scoglio da superare è il Lanciano, club proprietario del suo cartellino. Situazione ancora più ingarbugliata per Silvano Raggio Garibaldi, al quale piacerebbe restare a Mantova ma che è legato da un contratto all’Entella. Se il club ligure verrà ripescato in serie B, diventerà più facile per il Mantova intavolare una trattativa. Ma i tempi in questo caso potrebbero allungarsi troppo. Per finire, va detto che il Mantova potrebbe richiedere al Genoa il giovane difensore Francesco Todisco e che voci di mercato danno Andrea Trainotti (oltre a Marco Festa) nel mirino del Crotone di Juric.

Ore 18.20 – (Gazzetta di Mantova) Un incontro sabato a cena a Gallipoli, con rispettive mogli, poi un altro faccia a faccia ieri mattina: la sintonia fra il presidente Sandro Musso e Cristian Altinier c’è, così come la disponibilità del bomber a tornare in biancorosso. Ma adesso la palla passa al ds Alfio Pelliccioni e al procuratore di Altinier, che mercoledì dovranno provare a trovare un’intesa per il trasferimento all’Acm. Cosa non facile, visto che sulle tracce dell’attaccante c’erano già la Cremonese e soprattutto il neopromosso Padova, pronto a offrire un munifico contratto triennale. «Ho conosciuto un ragazzo splendido – dice Sandro Musso, volato in Puglia proprio per provare a “spingere” la trattativa -, per cui sono convinto che, se riusciremo a riportarlo a Mantova, avremo in squadra un ottimo attaccante ma anche una persona come se ne trovano poche nel mondo del calcio. La volontà della società e del mister c’è, la disponibilità di Altinier anche – aggiunge il presidente -. Adesso però bisognerà trovare un’intesa, sperando di poter competere con i club che già erano sulle sue piste». È ovvio, infatti, che a parità di condizioni (o quasi) Altinier sceglierebbe senza dubbio Mantova, ma lo è altrettanto che un professionista di 32 anni – che ha appena concluso un campionato segnando 17 gol in Lega Pro – non può ragionare soltanto con il cuore. «Naturalmente – continua Musso – noi abbiamo pronte anche alcune alternative, ma lavoreremo per riuscire a centrare la prima scelta. Poi ci sarà lo scoglio Siniscalchi, un giocatore di grande qualità che vorremmo tenere ma che sembra deciso ad andare via. Proveremo a convincerlo a sposare il nostro progetto, ma in ogni caso non potremo privarci di un atleta di quel calibro senza avere nulla in cambio. Alle società che lo vogliono (Cremonese ma soprattutto Pavia, ndr) chiederemo eventualmente delle contropartite tecniche. Ma questo soltanto se non riusciremo a convincere Siniscalchi, perché il nostro obiettivo sarebbe quello di ripartire con la stessa difesa dello scorso anno, che è stata una delle migliori del campionato». «Purtroppo siamo partiti un po’ in ritardo – insiste Musso – ma Maspero e Pelliccioni stanno lavorando come matti per recuperare terreno e allestire in tempi record una buona rosa. A grandi linee, il progetto è confermare il gruppo della scorsa stagione e migliorarlo nel settore offensivo, che è stato un po’ il tallone d’Achille della squadra. Proveremo a fare il meglio possibile – conclude – senza proclami ma con l’obiettivo di ben figurare nel prossimo campionato».

Ore 18.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Comunque vada, il Pordenone si metterà in moto. Lo farà già oggi, all’inizio di una settimana che dirà almeno una parte di quella verità che il club aspetta di sentire. Quante squadre si iscriveranno alla LegaPro? Si attende questo dato, in uscita domani. Poi si potrà dare libero sfogo al mercato. L’aveva chiesto Bruno Tedino: aspettare ancora qualche giorno, per capire in che direzione muoversi, se verso una campagna da serie D o da C. I primi colloqui inizieranno già oggi. L’obiettivo è trattenere Federico Maracchi. Una prima chiacchierata è prevista in sede: all’ex Venezia le offerte non mancano, ma Lovisa vuole fare del centrocampista di Trieste il perno del nuovo progetto, come del neopapà Gianni Careri tra i pali. Poi sarà valutata la posizione di Mattielig (su di lui Triestina, avantaggiata, e Tamai), Maccan (c’è l’interesse del Tamai), Andrea Migliorini e Jacopo Fortunato. Solo dopo aver conosciuto il verdetto sulle iscrizioni si potrà dare la caccia a gente del calibro di Pietribiasi. Si lotterà comunque per avere il giovane portiere Vicario, con Matteo Tomei sempre pronto ad accasarsi in neroverde, se le condizioni dello stesso Careri non fossero giudicate soddisfacenti. Poi c’è il mercato delle altre, con il Fontanafredda che proverà l’assalto a Manucci e si troverà costretto a cercare un portiere titolare fuoriquota. Il Tamai proverà a chiudere per Bolzan, mentre la Sacilese punta sempre Tartalo, Gnago e Del Papa. Nelle prossime ore Lauro Florean firmerà al Liapiave.

Ore 17.40 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Quanti come il Pordenone («Pronti al sacrificio», ha dichiarato Mauro Lovisa) sono disposti a pagare 900 mila euro solo per iscriversi alla LegaPro? Pochi. La conferma della “supertassa” di mezzo milione di euro a fondo perduto, a carico delle società che otterranno il ripescaggio in Terza serie, approvata dal Consiglio federale unitamente all’obbligo della fideiussione di 400 mila a garanzia delle spese da presentare al momento dell’iscrizione, hanno scatenato un autentico uragano fra le società, contrarie nella stragrande maggioranza alle decisioni. UN INSULTO – Fra i dissidenti più attivi c’è Sauro Notari, presidente del Gubbio (girone B), che secondo le voci sarebbe davanti al Pordenone nella graduatoria delle aventi diritto al ripescaggio. Nell’intervista rilasciata ieri al Corriere dell’Umbria, pubblicata su www.tuttolegapro.com, ha dichiarato: «Regalare mezzo milione di euro a fondo perduto sarebbe un insulto nei confronti di chi fatica ad arrivare a fine mese. Noi non presenteremo domanda di ripescaggio. Puntiamo invece sulla riammissione». RIAMMISSIONE – Si è già spiegata la differenza fra il ripescaggio, che comporta la tassa citata, e la riammissione, che non comporta versamenti a fondo perduto perché è il risultato di una revisione delle classifiche a seguito di eventuali condanne di società coinvolte in inchieste su calcioscommesse e partite truccate. Se il procuratore federale Palazzi sarà veloce e severo (difficile), le società colpevoli potrebbero essere retrocesse d’ufficio. Conta sulla revisione della classifica del gruppo C il Messina, per altro coinvolto nel nuovo giro di scommesse. Potrebbe sperare nella riammissione anche il Pordenone, qualora nell’A venisse condannata qualche società salvatasi sul campo. Il Gubbio ha già messo in moto i suoi avvocati per tutelare i propri interessi. RIPESCAGGIO – Ricapitolando: nell’A non presenterà domanda di ripescaggio la Pro Patria, in difficoltà economiche e indagata nel giro del calcioscommesse. Potrebbe presentarla invece l’Albinoleffe. Lo farà certamente il Pordenone, Nel B, salvo dietrofront, non la presenteranno Gubbio, Forlì e San Marino; nel C non si faranno avanti Messina, Aversa Normanna e Savoia (fallito). Potrebbero provarci anche i club che hanno partecipato (e non hanno vinto) i playoff dei 9 gironi di Lega D (vedi Altovicentino). RISCHIO RISTRUTTURAZIONE – Circolano voci sempre più preoccupanti però anche sul numero di società che, pur avendo già il diritto d’iscriversi alla Terza serie, vi rinuncerebbero. Insomma, fra scommesse e crisi, sarebbero a rischio addirittura 19 sodalizi. Quasi un intero girone. Se da un verso, questione morale a parte, le chance di ripescaggio per il Pordenone sono altissime, dall’altro c’è il rischio che venga decisa subito la ristrutturazione della C (prima prevista per la stagione 2016-17) attraverso l’eliminazione di uno dei tre gironi. Sarà importante l’assemblea delle società di LegaPro di domani, già calda per la necessità di approvare il bilancio 2013-14. Pena la decadenza di Macalli e del Consiglio, con conseguente commissariamento.

Ore 17.20 – (Messaggero Veneto) Si entra in una settimana molto importante per il destino in Lega Pro del Pordenone. Domani, infatti, i club aventi diritto (non i “ramarri”) devono depositare la domanda d’iscrizione alla serie C: si capirà quante sono le rinunce e, quindi, i posti liberi, in attesa poi degli esami della Covisoc (il 10 luglio) dei ricorsi (entro il 14) e delle decisioni “finali” del Consiglio federale (17 luglio). Ci sarà però una prima scrematura e si potrà intuire le possibilità dei neroverdi di essere ripescati. Ecco: al momento, in attesa di arrivare alla prima “dead-line”, si può dire che le chance di vedere i neroverdi in Lega Pro sono già molto buone. Per la situazione in generale, innanzitutto – rischiano tanti club -, sia perché molte società hanno rinunciato alla domanda di riammissione. Non il Pordenone che, come affermato dal presidente Mauro Lovisa, ottempererà alla richieste della Figc relative al ripescaggio: verserà, dunque, i 500 mila euro a fondo perduto e garantirà la fideiussione, fissata a una quota di 400 mila euro. Investimenti importanti, va detto. Ma la proprietà ci crede. E pure parecchio. Non a caso, nella precedente settimana, ha sistemato tasselli da calcio “pro”. Come uomo-mercato (in pratica ds) ha nominato Giorgio Zamuner, già consulente dallo scorso novembre, procuratore di giocatori di A, B e C da molti anni; come tecnico ha chiamato Bruno Tedino, ex neroverde e pordenonese d’adozione, proveniente dopo due anni alla guida delle nazionali giovanili (prima under 16 e poi under 17). Non solo: ha avuto un incontro con Davide Brendolin, del Venezia, per il posto di segretario generale e ha scelto Arta Terme come sede del ritiro. Un luogo dove si può lavorare al fresco e con strutture al top. La località friulana, infatti, è stata la casa “estiva” dell’Udinese negli ultimi anni. E’ il posto dove il tecnico Francesco Guidolin ha creato la macchina perfetta approdata in Europa. Insomma, i primi movimenti – nel settore dirigenziale e tecnico – sono stati da Lega Pro più che da serie D. Ora, dopo ciò che succederà domani, ci si può concentrare con più attenzione sul parco giocatori. Alcuni contatti sono già avvenuti: la società vuole, per il ruolo di portiere, il giovane Vicario (’96), scuola Udinese, ma la scorsa stagione al Fontanafredda; Spagnoli (’94), attaccante della Sacilese e sogna Pietribiasi (’85), bomber del Bassano. Col primo si è già a buon punto, con gli altri si è solo fatto un pensiero. Ancora qualche giorno e la questione si potrà approfondire.

Ore 17.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) In tutta Italia insistono per contare di più, per essere finalmente ascoltati e resi partecipi delle scelte dirigenziali. Venezia, nell’ennesimo momento di crisi della sua storia, non fa eccezione e i tifosi hanno già iniziato a confrontarsi sul tema della «governance» di un club arancioneroverde per il quale sembra proprio stiano scorrendo i titoli di coda sul «made in Russia». «Ho incontrato in sede tutte le componenti del tifo arancioneroverde – la mano tesa dal dg Dante Scibilia – spiegando la situazione e le prospettive. Una chiarezza dovuta ai tifosi con i quali abbiamo sempre cercato di dialogare. Il futuro ovviamente è tutto da definire». Quanto a partecipazione attiva nelle decisioni del club gli appassionati lagunari hanno perso un’occasione d’oro nell’estate 2009, quando l’allora neo presidente Mauro Pizzigati dichiarò che avrebbe accettato nel cda un rappresentante della tifoseria. Sei anni dopo quello storico assist non sfruttato l’associazione VeneziaUnited, nata in origine per promuovere una public company, ci riprova rivendicando il diritto dei tifosi ad essere interpellati. E ciò sia dall’eventuale nuova proprietà che dovesse subentrare a Yury Korablin, sia nel caso di ripartenza dalla serie D con una società rifondata da zero. «Questo diffuso consenso sul tema è un altro passo nella promozione della partecipazione attiva dei supporters – sottolinea VeneziaUnited -. Il gruppo di lavoro si è aggiornato e verrà riconvocato nei prossimi giorni per proseguire nell’elaborazione di una proposta a quello che sarà il nuovo corso societario». Delle prospettive dei trust in tutta Italia si è discusso nelle giornate di sabato e di ieri a Taranto, con VeneziaUnited presente all’assemblea nazionale di Supporters in Campo nel corso della quale l’importanza di rimettere i tifosi al centro del calcio è stato ribadito dai rappresentanti di Uefa, Figc, Lega Calcio serie B e dalle esperienza di varie tifoserie come Taranto, Ancona e Genoa.

Ore 16.40 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Si apre un timido spiraglio per la salvezza del Venezia quando il tempo è ormai davvero agli sgoccioli. Dopo la grande titubanza e la lontananza dalle sorti della sua società, il presidente Yury Korablin ha nominato proprio in questi giorni un procuratore per la Venice Academy srl – proprietaria del pacchetto azionario del team calcistico – che a sua volta ha dato incarico all’avvocato mestrino Fausto Baratella di curare la cessione di una quota di azioni tra il 75 e il 100 per cento. Il valore dell’intero pacchetto azionario è del Fbc Unione Venezia di 28mila euro, quindi ne basterebbero 21mila per acquisire trequarti della proprietà, restando in società con un Korablin che parrebbe intenzionato a non lasciare la laguna, pronto anche ad accollarsi di conseguenza la sua percentuale di debito da ripianare. Sì, perchè chi eventualmente acquisterà il Venezia dovrà anche far fronte a una pendenza valutabile attorno ai due milioni di euro complessivi: ripianando questi debiti vi sarebbe il via libera definitivo per la partecipazione al campionato. «Ho ricevuto in questi giorni l’incarico dal procuratore della Venice Academy – afferma l’avvocato Baratella – e attendo delle proposte serie in tempi relativamente brevi visto che le scadenze sono vicinissime». Si è parlato di contatti con un paio di gruppi… «Ma non si è trovato alcun accordo – riferisce il legale mestrino – si è trattato di semplici pourparler che non hanno avuto sviluppi». Ha avuto occasione di incontrare il presidente Korablin? «No, ho ricevuto l’incarico dal procuratore della società, del quale non posso fare il nome in questo momento – è sempre l’avvocato Baratella che parla – che mi ha fornito documentazione e dettagli». Si sa per quale motivo Korablin ha deciso di cedere la società? «Mi è stato riferito – dice ancora il legale – che Korablin è nell’impossibilità di finanziare la società a causa dell’embargo di esportazione di capitali dalla Russia e anche perchè il valore del rublo ha perso notevolemnte nei confronti dell’euro». Intanto sul fronte societario continua il lavoro dell’attuale dirigenza con in testa il dg Dante Scibilia per presentare regolarmente la domanda di iscrizione al campionato di Lega Pro entro domani, data di scadenza improrogabile. Non potendo presentare la fidejussione il Venezia sarà poi costretto – nell’eventualità vi siano i presupposti di ripianamento delle pendenze e di ricostruzione societaria – a intraprendere la via dei ricorsi quando la domanda sarà bocciata dalla Commissione di controllo. All’ultimo istante, insomma, pare riaprirsi una flebile speranza per il Venezia anche se resta inspiegabile perchè il presidente Yury Korablin abbia atteso sinora, senza mai farsi sentire in questo periodo, per avviare una cessione societaria che avrebbe potuto avere maggiore partecipazione – sia qualitativa sia quantitativa – se lanciata prima. Qualora anche questo tentativo di “salvataggio” fallisse al Venezia non resterebbe che ripiegare sul “piano B” che prevederebbe l’eventuale richiesta di iscrizione alla Serie D con la costituzione di una società ex novo.

Ore 16.20 – (La Nuova Venezia) Venezia in bilico, Venezia in attesa. Poche ore alla scadenza del 30 giugno e la situazione di instabilità sta prendendo il sopravvento. La documentazione per iscriversi è pronta, manca l’essenziale: il denaro. Con Korablin silente che dovrà farsi vivo, anche solo via fax, per delegare chi firmerà domani la domanda di iscrizione essendo inibito fino a metà agosto. Quali sono gli scenari possibili? Almeno tre: il presidente Korablin cede in extremis la società; il Venezia si iscrive domani, ma non paga gli arretrati e non presenta la fidejussione; l’FBC Unione Venezia chiude i battenti e riparte dalla serie D con un altro assetto societario. Una vicenda, come si può intuire, che potrebbe anche non chiudersi domani. Nascosto dietro le quinte, Korablin sta manovrando per cedere in extremis la società, voci parlano di una cordata veneta e una straniera in trattativa. I debiti del Venezia non sono esorbitanti per chi avesse effettivamente liquidità disponibile: 1,2-1,3 milioni per saldare i debiti, 500-600 mila euro con i fornitori. Sempre soldi, è vero, ma niente in confronto al “buco” di 6 anni fa o a quelli di altri club. Chi vuole effettivamente il Venezia, senza ritrovarsi a gestire una stagione con 4-5 punti di penalizzazione, deve chiudere la trattativa entro domani, effettuare i bonifici e presentare la fidejussione dal 400 mila euro. Secondo scenario: nessuno riesce a chiudere entro il 30 giugno, il direttore generale Dante Scibilia presenta la domanda di iscrizione da 35 mila euro, garantendo alla società altre due settimane di vita per trovare un acquirente, consapevole quest’ultimo che dal primo luglio dovrà fronteggiare anche una pesante penalizzazione. Terzo scenario: la situazione non trova soluzioni alternative nemmeno entro entro il 14 luglio, il Venezia non potrà presentare ricorso alla Co.Vi.Soc. e sparirà dai professionisti, come accaduto nel 2009. Sparito il Lodo Petrucci, che garantì la serie C/2 nel 2005, sparita la Seconda Divisione, bisognerebbe creare una società ex novo, per la terza volta nell’ultimo decennio (SSC Venezia nel 2005 e FBC Unione Venezia nel 2009), con un nuovo numero di matricola federale, ovviamente dopo aver trovato chi voglia salvare il calcio veneziano. In quel caso rischia di essere compromesso anche il lavoro compiuto da Mattia Collauto nel settore giovanile con i ragazzi liberi di accasarsi altrove in caso di sparizione dell’FBC Unione Venezia. E tanti di quei giovani potrebbero costituire l’ossatura under sia in Lega Pro, dove saranno obbligatori 8 giovani in rosa, sia in un’eventuale ripartenza dalla serie D, dove c’è ancora l’obbligo di schierare un numero preciso di giovani per annata in campo.

Ore 16.00 – (Giornale di Vicenza) Ultimo giorno di attesa. Domani il destino del Real Vicenza sarà segnato. Si chiude o arriverà il colpo di scena? Tra chi aspetta la fine di una telenovela durata quasi due mesi, in prima fila ci sono i giocatori. Qualcuno ha già preso altre strade, i più aspettano l´ultima sentenza. Tra questi, Emanuele Bardelloni, classe 1990, sei gol in biancorosso. Una buona stagione per lei e anche per il Real…È stata un´annata positiva. Abbiamo fatto bene, anche se potevamo fare meglio. Io soprattutto, ma sono stato condizionato dall´infortunio al ginocchio che non mi ha permesso di trovare la continuità che speravo. A Vicenza mi sono trovato molto bene, e quest´anno mi ha fatto crescere, indipendentemente da come finirà.Come ha vissuto questo periodo, l´ipotesi Treviso sfumata e l´essere a un passo dalla chiusura?Dispiace tanto. Il presidente Lino Diquigiovanni e tutta la famiglia sono persone serie, è un peccato che a Treviso non abbiano capito le potenzialità del suo progetto. Secondo me si sarebbe potuto far davvero bene, non capisco come mai non lo abbiano accettato. Hanno sprecato una grande opportunità.C´è ancora chi dice che Dalle Rive comprerà. Ha senso crederci?Fino a domani dobbiamo crederci. Certo, pensavo che Dalle Rive avrebbe comprato prima, oggi è difficile pensare che si farà, ma la speranza è l´ultima a morire. Però mi dispiacerebbe se dovesse finire tutto così: è una società solida, in cui si sta davvero bene. E se Dalle Rive comprasse, lei rimarrebbe?Si, ho un contratto di due anni, ma in ogni caso starebbe a loro decidere. Io, come i miei compagni, ho ricevuto altre proposte che, vista la situazione, sto tenendo in considerazione, ma se si andasse avanti rimarrei volentieri.Il suo compagno di reparto Sasà Bruno, invece, ha già salutato Vicenza. C´era una buona intesa tra di voi…Mi trovavo molto bene con lui, e mi spiace non giocarci più insieme. Oltre ad essere un ottimo giocatore, mi ha insegnato tanto. Ma sono contento per lui, ha firmato un contratto di due anni con la Giana Erminio e sono convinto che potrà ripetere la grande annata che ha fatto con noi quest´anno. Quando ha deciso mi ha subito scritto un messaggio. Siamo sempre in contatto e voglio fargli un grosso in bocca al lupo.

Ore 15.40 – (Giornale di Vicenza) Dopo la firma dell´altro ieri, la domenica ha portato anche l´ufficialità dell´avvento di Sottili con una nota della società. Il nuovo precettore virtussino sarà presentato nei prossimi giorni, quando sarà definito il suo staff di lavoro. Ma un nome è già certo: quello di Cristian La Grotteria come suo braccio destro. Il Gaucho, 41 anni, torna in campo come vice dell´allenatore in prima, ruolo già ricoperto con Petrone, prima di diventare responsabile degli osservatori e collaborare dietro una scrivania al marketing del club. L´addestratore dei portieri sarà ancora con ogni probabilità Marco Zuccher, mentre rimane il punto interrogativo riguardo la casella del preparatore atletico: in un primo momento Alessandro Dal Monte pareva destinato a seguire Asta a Novara e a lasciare Bassano dopo una vita. Poi la trattativa tra don Tonino e i piemontesi è clamorosamente sfumata e ora anche Dal Monte è in stand by, in attesa se tornare ad occuparsi dei muscoli e del fiato dei giallorossi che ha fatto correre ininterrottamente da luglio 2014 a questo mese, o se congedarsi. Nel caso potrebbe rilevarlo Pegoraro, brillante preparatore della Berretti e del Bassano Hockey. Da luglio scatterà il balletto dei rinnovi, ci sono un mucchio di giocatori in scadenza e in via Piave, dopo i primi colloqui con agenti e procuratori, sono stati chiarissimi: Bassano è disposto a fare uno sforzo e a riconoscere la stagione boom fabbricata dai fanti Diesel, ma non ha intenzione di sforare un budget che sarà grosso modo quello dell´estate scorsa. Del resto per ingrossarlo serviva il balzo al piano di sopra evaporato sul più bello e non solo per faccende di campo, questo lo sappiamo. Ergo, chi si adegua è gradito e ben accetto, gli altri possono anche accomodarsi fuori, tra mille ringraziamenti. Poi è normale che i calciatori spingano per monetizzare un biennio da protagonisti, è il gioco delle parti e per certi versi il loro è un atteggiamento comprensibile. Tuttavia è una questione di equilibri interni da non stravolgere, Seeber è stato perentorio e la proprietà anche di più. Così, mentre capitan Iocolano, Cenetti, Davì, Nolè, Proietti, Stevanin, Zanella e il lungodegente Maistrello sono già contrattualizzati, tutti gli altri no e per qualcuno, allettato da tentacolari sirene (Bizzotto, Priola, Furlan e gli stessi Pietribiasi e Cattaneo) il prolungamento dell´accordo non sarà esattamente in automatico. Ma da metà settimana arriveremo alla stretta decisiva, entro il prossimo week-end il quadro sarà tutto più limpido e nel frattempo Sottili, prima di venire ad illustrare il suo calcio (un football molto arcigno e ferrigno in fase di contenimento ed estremamente pratico dalla cintola in su), magari parlerà con molti di loro. E qualcuno lo convincerà.

Ore 15.10 – (Giornale di Vicenza) Thomas Manfredini potrebbe tornare a Vicenza. E Giovanni Sbrissa, pur passando al Sassuolo, forse rimarrà in biancorosso per un´altra stagione. È questa l´ipotesi a cui si sta lavorando. Cominciamo dal difensore: Manfredini, rientrato al club emiliano per fine prestito, potrebbe essere ceduto a titolo definitivo al Vicenza. Naturalmente in questo contesto andranno valutate le sue condizioni fisiche, visto che sta recuperando dopo l´infortunio della passata stagione. Sbrissa dovrebbe essere acquisito dal Sassuolo a titolo definitivo. La dirigenza neroverde però pare intenzionata a lasciarlo in prestito al Vicenza per un altro anno per consentirgli di crescere ancora e fare esperienza.La società biancorossa sarebbe poi interessata a Marco Calderoni, difensore del Chievo in forza al Bari tra il 2013 e la stagione da poco conclusa. Il giocatore, che agisce sulla fascia mancina, potrebbe essere l´elemento che andrebbe a sostituire Salvatore D´Elia in caso di cessione. Resta da dire che oggi dovrebbe essere perfezionato lo scambio con il Chievo tra l´attaccante Damir Bartulovic e il difensore Kevin Magri, lo scorso anno alla Reggina.

Ore 14.50 – (Giornale di Vicenza) A bordo campo anche Pieraldo Dalle Carbonare, ex presidente biancorosso: «Io non vado a discutere le scelte di Marino. Sono questioni su cui non voglio neanche esprimermi. Poi la società, il Vicenza ha fatto le sue valutazioni e credo che alla fine la scelta sia la migliore sia per l´uno che per l´altro. Alla fine a dimostrarlo sarà il campo. Nel calcio è questo che conta». Ma non nasconde la sua perplessità: «Che sia andato in un´altra società dopo l´annata di Vicenza, mi ha spiazzato abbastanza. Ma ognuno è liberissimo di fare quello che vuole e gli altri sono liberi di commentare». E per quanto riguarda il prossimo anno e gli ultimi sviluppi societari: «È presto per giudicare, vedremo come andrà».

Ore 14.30 – (Giornale di Vicenza) Chissà cosa ne avrebbe pensato il grande Gigi. Lui, il tifoso numero uno, cosa avrebbe detto? Pasquale Marino… promosso o bocciato? E le novità di mercato, da Manfredini a Sbrissa sino a Calderoni? Restando al tecnico la sentenza è: promosso. Con debito, come direbbero i liceali di oggi. Un debito che potrà recuperare con impegno e dedizione, dimostrandolo sul campo. È questa la linea dei tifosi biancorossi presenti al quarto memorial Luigi Arena. Il primo a dirlo è il figlio di Luigi Arena, Emanuele Arena: «Quella di Marino secondo me è una normale situazione di calcio. Lui aveva un´opportunità, e giustamente ha valutato quello che gli è stato proposto. Per quanto riguarda la società, bisogna dire che il Vicenza ha fatto una scelta tecnica. E a mio parere era la migliore sul mercato. Marino è un allenatore che lavora molto sul gruppo. E quando c´è il gruppo anche in campo poi viene tutto molto più facile». Promosso quindi da Emanuele Arena, che si pronuncia anche sulla spaccatura dei tifosi biancorossi: «Non c´è nessuna spaccatura secondo me. Chi sono i tifosi del Vicenza? Sono i 12mila che vengono a riempire lo stadio o i venti che neanche ci entrano?». Corrado Centofante, presidente del club di Thiene, aggiunge: «Sono rimasto un po´ deluso dal comportamento iniziale di Marino. Ma forse è stata anche una mancanza di chiarezza. Nella conferenza stampa dei giorni scorsi ha spiegato qual era il problema: la società a fine campionato non gli garantiva quel minimo che lui chiedeva. Speriamo che ora con l´avvento dei nuovi soci ci sia l´opportunità di fare un bel programma». Poi c´è chi definisce la riconferma di Marino «il male minore». A dirlo è Andrea Bernardi, del club di Thiene, che continua così: «Anche dal punto di vista economico per la società è stata la scelta migliore. Però ci sono delle cose che ha scritto sui social che da uno come lui non mi aspettavo. Perché adesso torna dopo che ha detto che qui aveva paura di rovinare tutto? Come allenatore comunque non c´è nulla da dire, neanche come persona. A parte quell´uscita lì». Sempre dal club di Thiene, Andrea Michelussi su Marino dice: «Umanamente sono contentissimo che sia tornato, aveva fatto una scelta che credo tutti noi faremmo. Tecnicamente vediamo. Chiedo solo che la società ora non spari troppo in alto, che non si parli di grandi obiettivi». Anche Federico Simonato, consigliere del Cccb è contento del ritorno di Marino: «Mi è solo dispiaciuto un po´ per come sono andate le cose. Adesso deve dimostrare che gli interessa solo fare bene a Vicenza, e i tifosi staranno con lui. A livello tecnico non si discute, secondo me ha sbagliato a fare quel proclama prima di chiudere il contratto con il Vicenza, ma capita a tutti di sbagliare». Angelo Barbaro, presidente delle Prime Uve, capisce la scelta professionale di andare a Catania. «Per quanto riguarda il ritorno… gli altri concorrenti, tranne forse Di Carlo, non credo fossero all´altezza di Marino. Dal punto di vista della scelta tecnica credo quindi che sia stata dettata sia da questioni economiche che dall´opportunità di avere l´allenatore migliore. Adesso che si impegni e faccia bene, è questo che chiedono i tifosi. L´attaccamento alla maglia e ai colori lo sappiamo che ormai sono una questione dei sostenitori». Tocca poi a Gelmino Frigo del club di Brendola: «Io sono contentissimo. A me ha fatto star male vedere lo striscione che era appeso fuori dallo stadio. Credo che sia il mister che tutto il suo staff siano persone serie». «Una scelta di vita – la definisce così invece Bruno Mietto, responsabile della quarta zona del Cccb – poi è tornato indietro perché a Catania è successo quel che è successo. Personalmente mi piace, preferisco lui agli altri nomi che si erano fatti». Fabio Rampazzo, del club di Nanto, invece, ha detto: «credo che la decisione di Marino sia stata davvero difficile. Secondo me lui voleva avvicinarsi a casa, quindi a malincuore aveva detto di no a Vicenza. Poi grazie anche alla società che ha aspettato, facendo la scelta giusta, è tornato indietro». Paolo Bastianello, presidente dell´associazione Piermario Morosini dice: «Sono contento, per me lui è un uomo vincente». Parola poi a Federico Dall´Armellina, vice presidente del Centro di coordinamento: «Noi non abbiamo niente da dire. Noi guardiamo alla squadra, l´attaccamento alla maglia ce l´abbiamo noi. Sappiamo che i professionisti cambiano squadra dal giorno alla notte. Io credo che Marino quest´anno ancor più dell´anno scorso dovrà dimostrare di essere in grado di allenare una squadra come il Vicenza. Sarà uno spunto in più, deve dimostrare che l´anno scorso non è stato un caso». E poi c´è la voce imponente di Attilio Michelin: «Ho pianto quando ho sentito che andava via. Marino mi ha fatto vedere, in 33 partite delle cose eccezionali, per questo gli sarò sempre grato. Vicenza ha fatto bene a riaccoglierlo. Come uomo, non era giusto, ha abbandonato una tifoseria che lo ha portato in trionfo e lo aveva accolto benissimo. Ma sono contento per quello che ha fatto vedere lo scorso anno».

Ore 14.00 – (Gazzettino) ESTE. I difensori centrali Ton e Montin e la punta Mastroianni sono gli ingressi al momento, ma le operazioni in entrata non finiscono qui. Nel mirino ci sono due centrocampisti: il primo di qualità, il secondo con caratteristiche simili a quelle di Rubbo che si è accasato all’Altovicentino. Ma il club giallorosso è sulle tracce anche di un paio di attaccanti (uno esperto e uno giovane) e la fumata bianca potrebbe arrivare in settimana. Radar accesi anche alla ricerca di giovani sulle corsie esterne, almeno due classe 1996 e uno classe 1997. Annate delle quali fanno parte anche Diallo, Fyda e Turea che il club sta valutando. In tema di rinnovi, ufficiale quello del difensore Davide Favaro, mentre è in fase di definizione quello con il portiere Alessandro Lorello. Appare invece difficile la permanenza in mezzo al campo di Lelj, che sembra intenzionato a cambiare aria. Intanto è stato reso noto lo staff che affiancherà Andrea Pagan: vice Edrik Tiozzo, preparatore atletico Giorgio Polin e preparatore del portieri Davide Rossetto. Sul feeling già instaurato con il nuovo tecnico, eloquente il vice presidente Stefano Marchetti: «Siamo contenti, ha una grande conoscenza della categoria ed è una persona molto alla mano. Per di più lo vedo molto carico».

Ore 13.50 – (Gazzettino) Fioccano le trattative che vedono in prima linea le formazioni padovane in attesa mercoledì dell’apertura delle liste. ABANO. Tra oggi e domani sono attese novità dato che il club neroverde conta di annunciare qualche operazione in entrata. «Attendo risposte da un centrocampista e un attaccante», spiega il direttore sportivo Andrea Maniero. È caccia aperta anche a un esterno offensivo per rimpiazzare Damiano Franceschini che si è accasato alla Correggese. «Sto lavorando su qualche soluzione, ma in questo caso è un po’ più difficile». Il mercato aponense dovrebbe sbocciare in settimana, visto che al di là delle conferme (Ballarin, Bortolotto, Barichello e Antonioli su tutti) sono arrivati al momento i giovani Ruzzarin (portiere) e Tescaro (esterno). Ma nell’entourage neroverde si guarda al futuro con ottimismo e con ambizioni rinnovate dopo il sesto posto che è valso l’obiettivo play off nel campionato scorso. «L’idea è allestire una squadra molto competitiva – prosegue Maniero – che possa migliorare il piazzamento dell’ultima stagione. Abbiamo dei giovani validi, basta inserire i “vecchi” giusti che ho in mente». CAMPODARSEGO. Anche qui sono attesi annunci ufficiali a stretto giro di posta, con il direttore generale Attilio Gementi che conta di stringere il cerchio. «Spero di chiudere a breve uno o due giocatori, in questo momento la priorità è l’attaccante». E al riguardo nome caldo è Antonio Baggio, classe 1983, una decina di gol nell’ultima stagione con il Giorgione. «È un ragazzo che ha grandi qualità. Abbiamo parlato con lui, è sotto valutazione». Nel mirino ci sono anche un arrivo di spessore in difesa e a centrocampo, senza dimenticare la caccia a due portieri. E poi va perfezionato il discorso relativo ai fuoriquota, in particolare classe 1997. E giovedì al centro sportivo di Reschigliano il presidente Daniele Pagin illustrerà il programma in vista della nuova stagione, presentando anche tutte le figure dirigenziali e tecniche che comporranno l’assetto societario. Al fianco del patron biancorosso ci saranno sempre i vice presidenti Adriano Maschio e Mario Saretta, confermato coordinatore del settore giovanile Mirko Maggiolo, mentre come responsabile del settore giovanile si registra l’entrata di Alberto Cagnin al fianco di Tiziano Gallo (confermato).

Ore 13.30 – (Mattino di Padova) CAMPODARSEGO. Mercoledì saranno presentati un esterno e un centrocampista centrale, giovani. Ma è la difesa ad avere più bisogno di rinforzi: il nome caldo per la porta è sempre quello di Giorgio Merlano, conteso con l’Este. Dai cugini giallorossi potrebbe arrivare lo stopper, Luca Beghin, nonostante le smentite dell’entourage biancorosso, o Josè Colman. Due ragazzini del ’99, Matteo Santinon e Mirco Barison, parteciperanno alla preparazione atletica che prenderà il via il 22 luglio a Reschigliano, con la possibilità di restare in prima squadra. Già sicure le amichevoli: 29 luglio contro la Virtus Vecomp, 1 agosto contro il Legnago, 8, 12 e 14 agosto contro Vigontina, Godigense e Istrana. ABANO. Venerdì 24 luglio sarà la volta dell’Abano, che il 27 partirà per un mini ritiro a Castel del Rio, in Emilia Romagna. Il diesse Maniero si sta muovendo alla ricerca di un bomber che completi il tandem con Fabio Barichello e per un centrocampista centrale di esperienza, visto l’addio di Jaime Bruinier, tornato in Olanda.

Ore 13.20 – (Mattino di Padova) Mancano due giorni. Non ci saranno schioppettate a salve come nei cento metri. Basterà girare una paginetta del calendario, o dell’agenda, per dare il via. stavolta ufficiale, al mercato della Serie D. Dal primo luglio, i cosiddetti colpi inizieranno a fioccare: lo promettono Andrea Pagan, Attilio Gementi e Andrea Maniero, che stanno lavorando per allestire le rose di Este, Campodarsego e Abano. ESTE. La stagione 2015-2016 dei giallorossi partirà con il ritrovo del 27 luglio al Nuovo Stadio. Il primo agosto la squadra salirà a Tambre d’Alpago per il consueto ritiro e le prime sgambate contro Belluno e Berretti del Cittadella (4 e 8 agosto). Insomma, una dead line c’è, anche se non è ancora chiaro il numero di giocatori che prepareranno le valigie per affrontare le fatiche in altura. Ci saranno sicuramente Ferdinando Mastroianni, Nicolò Montin e Matteo Ton, presentati lunedì scorso. I grattacapi maggiori di Pagan riguardano soprattutto le riconferme, e in particolar modo quelle di Alessandro Lorello e Tommaso Lelj: il portiere non è ancora convinto al cento per cento. Per questo è stato preallertato Giorgio Merlano, in uscita dalla Thermal. Il capitano, invece, ha mercato: lo vogliono in (si era parlato di Bogliasco) e in Eccellenza. In settimana dovrebbero arrivare due baby per rimpolpare la rosa dei fuori quota, di cui uno “pescato” dalla Primavera del Cittadella.

Ore 12.50 – (Gazzettino) Niente da fare. La tanto attesa riunione del Consiglio Federale di venerdì scorso non ha accolto le richieste del Cittadella: i criteri per i ripescaggi restano gli stessi di un anno fa. Nessuna novità, se non quelle del blocco dei ripescaggi stessi dalla prossima stagione e l’introduzione di una specie di “tassa di ammissione” per coloro che presenteranno la domanda. Il patron granata Andrea Gabrielli aveva chiesto di introdurre come criterio fondamentale e necessario per concorrere la regolarità economica, fiscale e contributiva delle società, ma non è stato ascoltato. Il presidente federale Carlo Tavecchio ha spiegato che in corso d’opera non si modifica la normativa, che rimane quindi la stessa. Nello stilare la graduatoria dei ripescaggi la classifica finale dell’ultimo campionato incide per il 50%, la tradizione sportiva della città ne vale il 25%, lo stesso dicasi per la media spettatori nelle ultime stagioni. Solo in caso di parità nella graduatoria si terrebbe conto di chi ha ottenuto la Licenza Nazionale e di eventuali penalizzazioni inflitte in campionato. In caso di ulteriore parità, sarebbe ripescata la squadra meglio posizionata in classifica. Con questi criteri, addio speranze per il Cittadella: al posto del Parma, fallito, in pole position è il Brescia, i granata sarebbero quarti o quinti. Quello che potrebbe sconvolgere tutto è lo scandalo scommesse esploso a Catania, che tra l’altro rischia di coinvolgere diverse società di serie B. Dovesse configurarsi l’illecito sportivo, il club etneo rischia la retrocessione, in questo caso il suo posto verrebbe preso dall’Entella, la prima delle formazioni retrocesse. A meno che il procuratore federale Stefano Palazzi, che acquisirà gli atti in questi giorni e subito si metterà al lavoro per gli eventuali deferimenti, non individui oltre al Catania altre responsabilità da parte delle società che figurano nelle intercettazioni dell’inchiesta della Procura siciliana. Ovviamente siamo soltanto nel campo delle ipotesi. La (quasi) certezza è invece lo slittamento dell’inizio dei campionati.

Ore 12.30 – (Gazzettino) Le prime panchine di Gelain sono quelle delle giovanili dell’Empoli, con la Primavera vince anche lo scudetto 1998-1999. Dopo una breve parentesi con la Rondinella, prova l’esperienza estera, alla Dinamo Bucarest, come allenatore in seconda, salvo poi tornare sulla panchina della Primavera dell’Empoli, finendo poi per fare il vice di Perotti, che segue pure al Genoa. Nel 2008 torna a guidare una squadra, la Primavera del Piacenza, dal maggio 2012 affianca nuovamente Perotti come vice a Livorno, poi Nicola. L’anno scorso è l’allenatore della Primavera amaranto, a gennaio è promosso in prima squadra in seguito all’esonero di Gautieri, viene a sua volta esonerato per lasciare il posto a Panucci. Cittadella rappresenterebbe una ghiotta opportunità per affermarsi, da Gabrielli arriverebbe di corsa. Roberto Venturato, 52 anni, comincia la propria carriera di allenatore nel Pizzighettone, tra i dilettanti, nel 2002-2003, dove arriva sino alla C1. Due stagioni come secondo alla Cremonese, che guida da tecnico per altrettanti campionati in C1 fino al 2010. Resta fermo due anni, poi riparte nel 2012-2013 con la Pergolettese, in serie D, e vince il campionato, passa al Piacenza dove è esonerato a gennaio dell’anno scorso, nell’ultima stagione ritorna alla Pergolettese. Giulio Giacomin rappresenta la soluzione interna, quella percorsa con gli ultimi due allenatori del Cittadella: Rolando Maran e Claudio Foscarini. Giacomin conosce la piazza meglio di tutti, perché dopo una lunga militanza da calciatore, è stato sette anni vice di Foscarini. La scorsa stagione ha guidato la squadra Primavera. MERCATO. Leonardo Perez resterà all’Ascoli (in settimana l’accordo), mentre Elia Bortoluz, attaccante classe 1997 del Cittadella, interessa al Torino.

Ore 12.20 – (Gazzettino) Dopo aver concluso positivamente il primo “step” del mercato con la definizione delle comproprietà (Filippo Scaglia è tutto granata, mentre Riccardo Martignago resta al Catanzaro), per il Cittadella è tempo di pensare all’allenatore: come ha detto il presidente Andrea Gabrielli, questa sarà la settimana del nuovo tecnico. Finora è trapelato davvero poco dagli ambiente cittadellesi, ma il “lotto” dei candidati sembra restringersi a tre nomi: Ezio Gelain, Roberto Venturato e Giulio Giacomin. «Marchetti ha incontrato diversi allenatori, decideremo entro la settimana», le parole del presidente, che non si è sbilanciato sui nomi. Idem il diggì granata: «Non c’è un allenatore in vantaggio rispetto agli altri, ho parlato con tante persone, adesso è arrivato il momento di restringere il cerchio, e decidere la figura che meglio si sposa con il profilo e le esigenze del Cittadella». Chi la spunterà? Partendo dal presupposto che la squadra che verrà allestita per la Lega Pro dovrà puntare all’immediato ritorno tra i cadetti (per ammissione dello stesso presidente Gabrielli: «Se c’è da fare uno sforzo, anche a livello economico per tentare la risalita, lo faremo subito, quest’anno»), ecco che la figura più consona per la panchina è quella di un tecnico con una certa esperienza. Gelain e Venturato sarebbero quindi favoriti su Giacomin. Vediamo comunque di conoscere meglio i tre allenatori. Ezio Gelain è nato a Fontaniva, paese confinante, conterraneo di Marchetti. Conosce quindi benissimo la piazza e l’ambiente.

Ore 12.00 – (Mattino di Padova) E i giocatori? Marchetti è chiaro: «Non esiste nessun calendario di incontri nella sede del Cittadella, semplicemente perché non c’è alcuna necessità di ridiscutere i contratti in essere. Per quanto mi riguarda, i giocatori che già erano con noi e che saranno riconfermati si presenteranno direttamente in ritiro». Parole che ribadiscono la volontà di mantenere l’ossatura della rosa della scorsa stagione, per riabbracciare al più presto la B. Bortoluz parte. Per un Giulio Bizzotto in pianta stabile nella formazione maggiore, c’è un suo compagno della Primavera che sta per essere ceduto, al Torino: si tratta di Elia Bortoluz, attaccante del 1997, nell’ultima stagione in campo per 17 partite con 4 gol segnati. Dietro alla cessione i buoni rapporti con il club di Urbano Cairo, testimoniati dalla mancata presentazione delle buste per risolvere la comproprietà di Scaglia, rimasto sotto le mura. Intanto, Marchetti ha raggiunto un accordo con l’Ascoli per la cessione di Leo Perez, che resterà nelle Marche legandosi ai bianconeri per due stagioni. E ha lasciato il Citta, tornando ad Udine per fine prestito, il difensore centrale Agostino Camigliano, che ora sembra destinato al Lanciano, club che aveva in precedenza corteggiato proprio Scaglia. Caso Catania, tifosi solidali. Intanto, anche i tifosi del Centro coordinamento club granata esprimono la propria vicinanza alla dirigenza dopo il ventilato coinvolgimento nell’inchiesta “Treni del gol”: «C’è stupore per il modo in cui il nome della società è stato accostato al Catania», sottolinea il referente Pierluigi Basso. «La nostra posizione è quella del presidente Andrea Gabrielli: le intercettazioni emerse mostrano la completa estraneità del Cittadella, tutto si risolverà in una bolla di sapone».

Ore 11.50 – (Mattino di Padova) In tre per una panchina. La panchina è quella del Cittadella e i nomi sono quelli di Ezio Gelain, Roberto Venturato e Giulio Giacomin. Affascinante, ma impervia da percorrere, la pista che conduce ad Antonino Asta. Sembra ristretta a questi “petali” la rosa sfogliata da Stefano Marchetti per trovare il tecnico che – a meno di evoluzioni legate ai ripescaggi – avrà il compito di guidare i granata nella risalita dalla Lega Pro alla Serie B. Se la settimana scorsa è stata quella della “scrematura”, questa sarà quella in cui, come ha dichiarato lo stesso direttore generale, con ogni probabilità si chiuderà il cerchio, anche perché alla partenza per il ritiro di Lavarone del 19 luglio non manca poi moltissimo. Tra le soluzioni più gradite ai tifosi c’è quella legata al fontanivese Gelain, che, dopo l’esperienza a Livorno, è pronto a rimettersi in gioco. L’ostacolo, in questo caso, è legato all’ingaggio, anche se il contratto che lo lega alla società toscana scadrà alla fine di giugno. Venturato, che è nato ad Atherton, in Australia, iniziò a mettersi in luce al Pizzighettone, portato dalla D alla C, e ha lavorato anche nella Pergolettese, nella Cremonese e nel Piacenza. La “promozione” di Giacomin dalla Primavera rappresenta, invece, la soluzione interna: il suo unico… limite è legato alla poca esperienza. E Asta? I contatti con l’artefice del “quasi” miracolo Bassano sono iniziati dopo che è tramontata l’ipotesi del suo trasferimento al Novara. Il gioco spumeggiante della formazione vicentina, che ha sfiorato la promozione nella serie cadetta, è già di per sé una credenziale più che valida, ma c’è la concorrenza di altri club, in primis il Modena e il Siena.

Ore 11.30 – (Gazzettino) Tanto più che indossare la maglia biancoscudata, oltre a essere motivo d’orgoglio, è anche una bella responsabilità. «È così, siamo in una realtà con una storia importante alle spalle e tutti se lo devono mettere bene in testa». Cambierà qualcosa nella preparazione rispetto alla stagione scorsa? «Il concetto rimane sempre lo stesso, anche se lavoreremo di più sulla quantità e qualcosina cambierà sotto l’aspetto della qualità. Partiremo prima rispetto a un anno fa e metteremo più benzina in corpo. Una volta riempito il serbatoio, dovremo raffinarla bene». Le vicende legate al calcioscommesse potrebbero provocare lo slittamento dell’inizio del campionato. «Non dipende da noi, nel caso ci si dovrà adeguare. Chiaro che se il campionato dovesse slittare di una settimana ci si adeguerebbe, se il rinvio fosse di un mese le ripercussioni sulla preparazione sarebbero maggiori».

Ore 11.20 – (Gazzettino) Nelle scelte sul mercato vi state muovendo tenendo come riferimento il modulo 4-2-3-1. «Abbiamo già a disposizione un buon gruppo che conosce a fondo questo sistema di gioco. Inizieremo così e stiamo valutando giocatori che per caratteristiche si sposano con questo modulo, ma non è detto che si possa cambiare. Se la squadra dimostrerà di trovarsi meglio con un altro sistema, andremo su quello». Situazioni che inizierete a verificare sul campo a Pieve di Cadore: tra venti giorni scatterà il ritiro. «C’è sempre questa sensazione di attesa che prevale man mano che passano i giorni, ma pensiamo a noi stessi e ricordiamoci che siamo il Padova. Un concetto che dobbiamo portare a livelli massimali nella nostra mente e nel nostro cuore. Che si tratti di un calciatore all’inizio della sua carriera o che ha già calcato campi importanti, sa che deve rispettare i nostri colori».

Ore 11.10 – (Gazzettino) Arriveranno i nuovi, ma resterà anche un gruppetto di giocatori protagonisti della cavalcata in Lega Pro. «Umanamente è difficile cancellare il ricordo di tutti i ragazzi dell’anno scorso, forse andrà via solo con i primi allenamenti in ritiro. Bisogna andare avanti ed essere realisti: abbiamo deciso di confermare quei giocatori che possono servire anche in Lega Pro. Sotto l’aspetto tecnico sono strafelice che sia rimasta la gran parte dei ragazzi, ma conoscendomi sanno benissimo che sono proprio loro i primi a dovermi dare qualcosa in più facilitando l’inserimento dei giocatori che arriveranno, e trascinandoli». Quindi si aspetta una bella mano dalla vecchia guardia. «È un principio che hanno nel loro dna, poi io cercherò di farli coesistere per diventare da subito un gruppo».

Ore 11.00 – (Gazzettino) È rientrato da Napoli dove è stato qualche giorno a trovare la sua famiglia, anche se ha tenuto sempre le antenne ben dritte in direzione Padova per seguire le vicende relative alla costruzione della squadra. Carmine Parlato è rimasto costantemente in contatto con Fabrizio De Poli per essere sempre aggiornato sulla situazione. «Sono stato sempre al corrente di tutto. Ci siamo fatti un’idea dei giocatori da prendere, poi è il direttore che va a caccia. Se la stagione scorsa era stato lui ad appoggiarsi a me vista la mia conoscenza della serie D, quest’anno è il contrario: De Poli viene dalla Lega Pro e ha un’informazione più ampia nel mondo professionistico, confido molto in lui». Naturalmente in questa fase impazzano i nomi dei giocatori accostati ai biancoscudati. «Tutti quelli che sono stati fatti sugli organi d’informazione in questi giorni possono essere utili sotto l’aspetto tecnico, poi è anche vero che bisogna avere la pazienza che l’asticella delle richieste economiche si abbassi».

Ore 10.50 – (Gazzettino) Al centro del pacchetto arretrato c’è già Niccolini, e il reparto dovrebbe essere completato con Thomassen, altra situazione che sarà sbrogliata in settimana, come anche i nodi legati a Segato e Zubin. Restando alla difesa, al momento come esterno figura solo Dionisi. «Può essere l’anno che gioca nel suo vero ruolo, pur sapendo che all’occorrenza è un jolly». Niente da fare invece per Bortot. «Dovrebbe rimanere a Bassano». Passando al centrocampo, De Risio piace, ma la situazione è complicata per via del suo contratto con il Benevento, mentre Schiavon ha un ingaggio troppo alto se l’Avellino volesse privarsene, a meno che gli irpini non si accollino la fetta maggiore del suo stipendio. Quanto agli esterni offensivi, nel mirino c’è sempre Arcidiacono, anche se c’è persiste la concorrenza molto forte di altri club di Lega Pro, e va monitorata la pista Zecchin. In attacco riflettori sempre su Neto Pereira, mentre riguardo ad Altinier (nome uscito nelle ultime ore) il diesse è freddo: «Non rientra nei nostri crismi economici». Occhio poi ai giovani che rientrano nella lista per i contributi: anche su questo fronte De Poli potrebbe definire qualche operazione in settimana.

Ore 10.40 – (Gazzettino) È arrivato il momento di mettere il sigillo su alcune operazioni. Da mercoledì il Padova avrà la password per depositare i contratti, e intanto si chiuderà il cerchio con i biancoscudati che hanno già l’accordo: Petkovic, Dionisi, Niccolini, Cunico, Ilari, Petrilli, Amirante e Mazzocco (quest’ultimo che si legherà con un triennale). A loro si aggiungerà anche il portiere Favaro, unico acquisto al momento dalla Sacilese, anche se non è destinato a restare il solo. Già in settimana il diesse De Poli ha un paio d’appuntamenti che potrebbero portare alla fumata bianca con altrettanti giocatori. Per la precisione due difensori centrali: Bizzotto e Fabiano. Su entrambe le trattative sembra trapelare una certa fiducia. «Per Fabiano ho dato appuntamento nei prossimi giorni al suo procuratore – spiega De Poli – Ci sono buone possibilità? Sì, se cifre e volontà coincidono». Quanto a Bizzotto, aggiunge: «Penso di avere a breve una risposta dal suo agente».

Ore 10.20 – (Mattino di Padova) «Il mio obiettivo iniziale è lanciare un segnale a tutte le avversarie: Padova è tornata e sarà un osso duro per chiunque. Il nostro blasone è immutato e lo devono capire subito i giocatori che avremo a disposizione». Fabiano, Bizzotto, Di Risio, Neto Pereira. Sono nomi caldi? «Non voglio fare nomi, abbiamo delle trattative e vedremo come si svilupperanno. Mi fido molto di De Poli. Se lo scorso anno ero io a conoscere bene i giocatori di categoria, quest’anno io ne conoscerò un 30% e lui il resto. Sa come muoversi e che caratteristiche servono a questa squadra». C’è il forte rischio che gli scandali che stanno travolgendo serie B e Lega Pro facciano slittare l’avvio dei campionati. Che ne pensa? «Se il rinvio è di una settimana-dieci giorni, non ci saranno problemi. Di più inizierebbe a dare fastidio, soprattutto perché stravolgerebbe il programma impostato da inizio ritiro. Vedremo. Adesso il calcio ha bisogno di maggiore sorveglianza e il primo aiuto deve arrivare dai giocatori di serie A ai colleghi delle categorie inferiori. Fare calcio in Italia sta diventando sempre più difficile ma io sono orgoglioso di far parte di una società sana e seria».

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) Al momento, però, la rosa è largamente incompleta. Il vostro obiettivo è partire per il ritiro con un’ossatura già definita o aspettare le ultime settimane di “mercato” per dare l’assalto ai giocatori più appetiti? «L’obiettivo è quello di presentare al raduno una squadra delineata per quanto più possibile. Lavorando fin da subito, ovviamente, si può trovare l’amalgama migliore. Ma sono consapevole che per giungere a certi obiettivi potremmo anche aspettare del tempo e le logiche del “mercato” sono sempre mutevoli». La società ha dichiarato di aver messo a disposizione un budget importante e lo stesso De Poli ha detto di avere tra le mani una somma che gli può permettere di allestire una squadra da medio-alta classifica. Per lei una bella responsabilità. La pressione aumenta? «Innanzitutto il calcio non è una scienza. Puoi spendere milioni e restare con un pugno di mosche in mano e allo stesso tempo investire poco e vincere il campionato. Sicuramente già da questa stagione si possono gettare le basi per costruire qualcosa di importante».

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) «Ma nel frattempo conto i giorni che ci separano dall’inizio del ritiro. Ho grande voglia di ricominciare l’avventura e allo stesso tempo curiosità per capire che Padova nascerà». Per il momento gli unici acquisti (se si esclude il portiere Favaro) sono stati i rinnovi di alcune pedine cardine dell’ultima stagione. Cosa si aspetta dagli esponenti della vecchia guardia? «Che il primo giorno di ritiro arrivino con la testa pronta a lavorare sodo. Perché già mi conoscono e sanno come ragiono. Mi aspetto molto da loro, in primis che ripaghino la fiducia riposta nei loro confronti. E poi che facciano capire subito ai nuovi arrivati cosa significhi giocare nel Padova, visto che l’hanno imparato bene. Se abbiamo confermato determinati giocatori, è perché crediamo in loro: quindi adesso che si riposino bene in queste ultime tre settimane, visto che poi ci sarà da pedalare». Nel frattempo ballano anche le conferme di altri come Thomassen, Zubin e Segato. Rivedremo qualcuno di loro? «Sapete come sono stati impostati i discorsi e allo stesso tempo sapete l’affetto che ci lega al gruppo che ha vinto il campionato. Il ricordo di quanto è stato fatto lo scorso torneo resterà sempre e mi renderà sempre fiero. A tutti va grande riconoscenza, a prescindere da chi resterà».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Nessuna passerella in costume a Formentera o torneo di calcetto di vip a Porto Cervo, come tanti colleghi più o meno famosi. L’ombrellone di Carmine Parlato, al massimo, è quello allestito alla Guizza, dove in queste settimane va in scena il Padova City Camp (un centro estivo calcistico), che il tecnico ha visitato la settimana scorsa, incoraggiando i bambini e premiando le squadre distintesi negli ultimi sette giorni. Perché quello di Parlato con il Padova è un legame viscerale, che abbraccia tutte le sue componenti, dalla società alla città. Legame viscerale anche quello con il suo lavoro, visto che la spina non la stacca mai, al massimo, per restare in tema, si concede solo qualche piccolo calo di tensione. «Sto con moglie e figlie, mi concedo qualche week end e approfitto di questi giorni anche per andare a trovare i miei familiari a Napoli», racconta la sua estate il tecnico biancoscudato.

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Il Padova piomba su un altro attaccante di peso, un nome importante per la Lega Pro. Che De Poli fosse in pressing su una prima punta era noto da qualche giorno, ma finalmente ora se ne conosce il nome: è Cristian Altinier il nuovo obiettivo per l’attacco. Trantadue anni, ben 17 reti nella passata stagione in Lega Pro con la maglia dell’Ascoli, Altinier potrebbe ricomporre insieme a Marco Cunico la coppia che negli anni passati fece le fortune del Portogruaro, trascinato in Serie B a suon di gol. Sull’attaccante c’è da registrare, però, una folta concorrenza: ci sono la Cremonese di Fulvio Pea e soprattutto il Mantova, squadra della sua città natale. Un colpo che, se si concretizzasse, non chiuderebbe comunque le porte al brasiliano Neto Pereira: Parlato chiede tre attaccanti centrali, ne arriveranno due, oltre a Savio Amirante. Oggi si apre la settimana di fuoco del mercato: De Poli può arrivare a chiudere diversi colpi in entrata, in tutti i reparti. Sotto la lente i difensori Bizzotto (Bassano), Anastasio (Napoli) e Fabiano (Martina), il centrocampista De Risio (Benevento) e l’esterno Arcidiacono (Martina), oltre ovviamente a Neto Pereira, atteso a colloquio con il Varese per definire il suo futuro.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) A Padova, invece, si è aperto un ciclo nuovo dopo la dolorosa caduta tra i dilettanti. Sta seguendo l’avventura biancoscudata? «Certo, con grande attenzione e fervore come tutti i tifosi. Quello che è successo l’estate 2014 è stato nauseante e credo proprio che Padova non lo meritasse. C’è chi dice possa essere servito da lezione, ma era meglio se non fosse capitato. Tuttavia, credo si sia ripartiti nel migliore dei modi, ci sono un bel gruppo dirigenziale e un ottimo staff tecnico. C’è voglia di far bene, spero si possa tornare presto in alto, dove la piazza padovana merita di stare». Nel frattempo continuano ad imperversare scandali di ogni tipo, da partite comprate a casi scommesse. Si può ancora credere in un calcio pulito? «Bisogna credervi, ma purtroppo lo scenario è avvilente. Qualche giorno fa parlavo proprio con mio nipote. Nel 1980 ero il capitano del Milan coinvolto nel “Totonero”, ma ero totalmente estraneo e non avevano avuto nemmeno il coraggio di avvicinarmi. Purtroppo il dio denaro la fa sempre da padrone, ma, come io ho parlato con mio nipote, credo che per ridare credibilità al calcio bisogna proprio partire dai giovani. Educarli alla lealtà, all’onestà e ai veri valori sportivi».

Ore 09.20 – (Mattino di Padova) Albertino Bigon, nato a Padova e cresciuto in biancoscudato, dopo una grande carriera da calciatore e allenatore, da qualche anno è tornato a vivere sui colli Euganei. A sei anni dall’ultima esperienza in panchina, ha ormai detto addio al mondo del calcio, anche se gli resta un rammarico: «Credo che Padova negli anni si sia dimenticata di avere in casa la famiglia Bigon, e questo mi dispiace. Sarebbe stato bello tornare a lavorare qui, ma, a parte un breve contatto all’inizio degli anni ’80, non sono mai stato preso in considerazione dalle varie dirigenze biancoscudate. Riccardo ebbe un colloquio con Cestaro qualche anno fa, ma non se ne fece niente». Proprio suo figlio da poche settimane ha abbandonato Napoli per accasarsi a Verona. Come mai? «De Laurentiis dice che l’ha fatto per avvicinarsi a casa, ma non è vero. Lui a Napoli stava benissimo e credo sia stata una scelta sofferta quella di abbandonare la società partenopea. Ha accettato un progetto interessante come quello dell’Hellas e credo che in azzurro si fosse chiuso un ciclo. La partenza di Benitez non è un caso. Per riaprire una stagione di vittorie ci vuole tempo, ma in ogni caso Riccardo e il Napoli si sono lasciati da amici e la risoluzione del contratto è stata consensuale».

Ore 09.10 – (Mattino di Padova) Le vie del calcio certe volte sono davvero strane e insospettabili. Così, all’interno di Palazzo Moroni, sede del municipio di Padova, capita di imbattersi in una mostra di disegni dedicata alla storia del Napoli. Ma quelli che appaiono due mondi lontani in realtà sono legati da alcuni tratti in comune. Anzi, per meglio dire, da una famiglia. «Noi Bigon abbiamo vinto la metà dei trofei conquistati nella storia del Napoli», sorride Alberto, 67 anni, alludendo non solo allo scudetto e alla Supercoppa vinta da allenatore con la squadra di Maradona, ma anche alle tre coppe alzate al cielo da suo figlio Riccardo, in qualità di direttore sportivo nell’ultima era De Laurentiis. Così proprio Bigon padre è stato l’ospite d’onore alla presentazione del libro “Una storia azzurrissima” di Marco Perillo e Giuseppe Sirio Esposito, nella sala Paladin del Comune. «La soddisfazione più bella è girare per le vie di Napoli e sentire la gente che dice: “Per noi il nome Bigon è musica”. E non tutti si ricordano che a Napoli ho avuto una parentesi anche da calciatore. Era il 1967, uno squadrone con Altafini, Zoff e Sivori. Poi c’è stata l’epoca magica del secondo scudetto, non era facile ripetersi dopo il primo successo di Bianchi. Tutti mi chiedono come sia stato allenare Maradona, che era certamente il migliore al mondo. Ma non vinse lui da solo, c’era una grande squadra».

Ore 08.40 – Padova, amichevoli estive: la prima si terrà domenica 26 luglio a Pieve di Cadore contro una selezione locale. In programma anche una sfida con l’Udinese a Lignano Sabbiadoro ad inizio agosto.

Ore 08.38 – Padova, il ritiro precampionato si svolgerà a Pieve di Cadre dal 18 luglio al 2 agosto.

Ore 08.36 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.34 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Box Uomo, Icone Vintage, Black Bell Tattoo, Maglietteveloci.it, Studio Pignatelli Netstore, InterBrau Birra Antoniana, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 28 giugno: calma apparente in casa biancoscudata, si lavora per i primi colpi




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