Live 24! Mercato, chiusa la sessione estiva: Padova-Cucchiara, Guazzo-Cittadella a oltranza, Zecchin-Cremonese, Germinale e Voltan al Bassano, Cocco al Pescara, Vicenza prende Pozzi

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Ore 23.30 – Qui AtaHotel Executive: Pasquato al Livorno.

Ore 23.10 – Qui AtaHotel Executive: l’ex biancoscudato Simone Bentivoglio firma col Modena.

Ore 23.00 – Qui AtaHotel Executive: termina in questo istante la finestra estiva di calciomercato!

Ore 22.40 – Qui AtaHotel Executive: l’ex biancoscudato Pasquato in trattativa last minute col Livorno.

Ore 22.30 – Qui AtaHotel Executive, Werner Seeber: “Alfageme? Non è chiuso il discorso, ma essendo svincolato potremmo prendere nei prossimi giorni uno tra lui e Misuraca”.

Ore 22.28 – Qui AtaHotel Executive: Stefano Marchetti lascia l’hotel milanese.

Ore 22.20 – Qui AtaHotel Executive: il Mantova si rinforza ulteriormente acquistando Valerio Foglio dal Novara.

Ore 22.10 – Qui AtaHotel Executive: ufficiale, Pozzi al Vicenza.

Ore 22.00 – Qui AtaHotel Executive: l’ex biancoscudato Soncin passa all’AlbinoLeffe.

Ore 21.50 – Qui AtaHotel Executive: ufficiale, Cocco al Pescara.

Ore 21.40 – Il Padova ha inoltre ufficializzato l’arrivo in prestito di Franco Gorzelewski.

Ore 21.30 – Sergio Cucchiara, centravanti dalla stazza imponente, si è messo particolarmente in luce nel Torneo di Viareggio 2014 con la maglia del Palermo, siglando tre reti e consentendo così ai rosanero di raggiungere una storica semifinale.

Ore 21.27 – Ata Executive: il Padova prende Sergio Cucchiara, attaccante classe 1995 dal Trapani ma cresciuto nelle giovanili del Palermo

Ore 21.20 – Ata Executive: Paolo Cristallini conferma a Padovagoal l’affare Cocco: “Abbiamo chiuso la cessione col Pescara, al suo posto arriva Pozzi. Magri passa alla Paganese”

Ore 20.53 – ATA EXECUTIVE. UFFICIALE: GERMINALE AL BASSANO

Ore 20.50 – Ata Executive: il Pescara ha chiuso per Campagnaro, per Pellizzer resta solo la Ternana

Ore 20.45 – ATA EXECUTIVE: IL PADOVA STA PRENDENDO UN GIOVANE ATTACCANTE

Ore 20.30 – Ata Executive: il Pescara sembra andare su Campagnaro, Pellizzer ormai sfumato

Ore 20.10 – Ata Executive: possibile novità last minute per il Padova, nel frattempo Pellizzer sembra destinato alla permanenza

Ore 20.00 – Ata Executive: Torromino sempre più vicino a Pisa, che ha preso anche l’ex Padova Çani

Ore 19.40 – Ata Executive: Di Mariano-Vicenza salta: la Roma lo dà all’Ancona

Ore 19.30 – Ata Executive: Vicenza, ufficiale Galano. A Verona rescinde Baldanzeddu

Ore 19.20 – Ata Executive: Bassano, si chiude anche per Alfageme. Colloquio Seeber-Zavaglia, siamo in dirittura d’arrivo

Ore 19.10 – Ata Executive: Vicenza, si tratta per Pozzi

Ore 19.00 –  Ata Executive: Germinale-Bassano, siamo alle firme

Ore 18.45 – Ata Executive: Cocco-Pescara, fumata bianca: affare chiuso a 780mila euro

Ore 18.35 – Ata Executive: il Pescara sembra aver operato lo scatto definitivo per Cocco. Si attendono conferme ufficiali

Ore 18.30 – Ata Executive: Pescara-Cittadella, per ora per Pellizzer è fumata nera

Ore 18.20 – Ata Executive: il Vicenza tratta Rinaudo con l’Entella, c’è tempo anche nei prossimi giorni

Ore 18.00 – Ata Executive: incontro Pellizzer-Pescara, ma c’è anche la Ternana che adesso pare fare maggiormente sul serio

Ore 17.45 – Ata Executive: Pizarro apre al Verona, Carpi e Pescara su Cocco.

Ore 17.35 – Giorgio Zamuner, agente di Eros Schiavon, è presente all’Ata Executive e ha parlato del suo assistito a Padovagoal: “Il Padova? Li ho sentiti solo una volta, l’altro giorno, ma poi non ci sono stati sviluppi, De Poli non è nemmeno a Milano… Non credo che Eros andrà a Ferrara, vorrebbe la Serie B ma al momento non c’è una vera offerta da questa categoria e siamo ormai agli sgoccioli. Con l’Entella ne ho parlato anche oggi, hanno venti giorni di tempo come l’Ascoli. O va in una di queste due squadre o resta ad Avellino”

Ore 17.30 – Ata Executive: due offerte dalla Serie A per Cocco: una è del Carpi

Ore 17.25 – Ata Executive: Raicevic (Vicenza) in uscita: Cittadella, Pistoiese e Bassano su di lui

Ore 17.15 – AtaHotel Executive: l’attaccante Giuseppe Torromino, ex obiettivo dei Biancoscudati, è vicino al Pisa.

Ore 17.00 – Ata Executive: Ghosheh verso il Teramo, si aspetta l’ok di Carrozzieri. Rifiutata la proposta della Paganese, almeno per ora

Ore 16.55 – Ata Executive: Venezia, trovato l’accordo con Filippo Di Maio, difensore classe ’97 in prestito annuale dal Chievo

Ore 16.50 – Ata Executive: Vicenza-Cocco, ancora in bilico

Ore 16.40 – Ata Executive: Luca Miracoli, obiettivo del Bassano, firma per il Tours, serie B francese

Ore 16.30 – Niente missione milanese per Fabrizio De Poli, presente oggi alla Guizza. E niente Eros Schiavon, per il quale c’è stata una telefonata senza esito: “Per noi il mercato è chiuso al 99% a meno di chiamate clamorose dell’ultimo minuto. Schiavon? Non c’è alcuna possibilità di prenderlo. Ho fatto una telefonata di curiosità ma è rimasta fine a se stessa. Per me questi centrocampisti vanno più che bene. Se anche il mister vuole giocare a tre abbiamo ampia disponibilità. In attacco? Abbiamo due attaccanti di potenzialità,penso non servano altri giocatori. Sparacello ? Non lo danno,stasera chiude il mercato e domani chiudiamo le liste. Gorzelewski? Stiamo ultimando le carte e si tratterà di un prestito e si potrà mettere tra gli under. La partita di ieri? Dobbiamo continuare a lavorare,un inceppamento in corsa può succedere,tutti insieme possiamo risolvere. Una squadra non di prima fascia è diventata bravissima,questo è quello che mi ha dato più fastidio. Abbiamo fatto diventare eccellente una squadra che per noi era abbordabile”

Ore 16.20 – SCHIAVON -PADOVA: FUMATA NERA

Ore 16.00 – Qui AtaHotel Executive: presente il procuratore di Ghosheh, si va verso una soluzione al centro-sud Italia

Ore 15.55 – Qui Guizza: squadra a colloquio a bordo campo con mister Parlato e Fabrizio De Poli.

Ore 15.50 – Qui AtaHotel Executive: Bassano-Diop salta a sorpresa. Inserimento del Lecce e forte irritazione del dg Seeber. In ballo sempre Alfageme e Campo

Ore 15.40 – Qui Guizza: arriva il ds Fabrizio De Poli con Franco Gorzelewski. Il tesseramento del difensore argentino dovrebbe dunque essere in dirittura d’arrivo.

Ore 15.30 – Qui AtaHotel Executive: Zecchin-Cremonese accordo raggiunto. Attese la firma e l’annuncio

Ore 15.20 – Qui AtaHotel Executive: Zecchin ancora svincolato, in dirittura d’arrivo con la Cremonese

Ore 15.10 – Qui AtaHotel Executive: “A seguito delle decisioni degli organi di giustizia sportiva, il Consiglio ha deliberato la sostituzione della società Catania con la Virtus Entella e della società Teramo con l’Ascoli in Serie B e della società Torres con il Pro Patria e della società Vigor Lamezia con il Messina. A questi club è stato dato un termine di 10 giorni per gli adempimenti conseguenti. A seguito della straordinarietà della situazione, il Consiglio ha concesso alle medesime società una finestra suppletiva di mercato fissata in 20 giorni. Infine, il Consiglio federale, relativamente alla situazione della società Brindisi, ha deciso di conferire delega al Presidente Tavecchio sulla individuazione del campionato da assegnare”.

Ore 15.00 – Qui AtaHotel Executive: appuntamento entro le 17 Pescara-Cittadella per Pellizzer. Guazzo darà una risposta a breve ai granata

Ore 14.50 – Qui AtaHotel Executive: possibile inserimento fuori lista di Salvatore Amirante per liberare un posto all’interno dei 16. La società sta valutando il da farsi

Ore 14.40 – Qui AtaHotel: presente Giorgio Zamuner, procuratore di Eros Schiavon.

Ore 14.30 – Nessuna traccia di Fabrizio De Poli all’Ata Executive di Milano. Presente invece Stefano Marchetti accompagnato dal segretario Claudio Cappelletti

Ore 14.00 – Qui Milano, ufficiale: prolungamento del mercato limitato solo alle squadre ripescate, la finestra estiva si concluderà dunque come previsto questa sera alle 23.00.

Ore 13.40 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) L’uomo del giorno è Luca Cattaneo, uno degli uomini che devono garantire esperienza al ramarro. Non è ancora al meglio, lo ammette lui stesso, eppure è già determinante. «Sì – annuisce il giustiziere dell’Euganeo -, sono al 70 per cento. I preparatori stanno facendo un grande lavoro con me. Felice per il gol? Sì, ma più ancora – giura – per la vittoria. Stiamo lavorando tanto e questo successo comincia a ripagarci per la fatica che facciamo. Contro il Padova abbiamo fatto un grande primo tempo e nella ripresa abbiamo retto il loro tentativo di ritorno giocando con tranquillità». Splendido il gol realizzato dall’ex Bassano. «Valente ha fatto un buon cross. La palla ha attraversato tutta l’area ed è arrivata a me. Mi sono piegato – racconta Cattaneo – e ho calciato al volo, in controtempo, verso il palo più lontano». Stefani, Pasa, Mandorlini, Pederzoli, i vecchi stanno facendo crescere il ramarro. «Sì – concorda Cattaneo -, ma anche i giovani ci stanno dando una mano. Sono un’arma in più e nei cerchiamo di aiutarli. Oggi ha esordito baruzzini. È stato bravo. In campo Pederzoli e Mandorlini lo incoraggiavano e gli suggerivano cosa fare». Cresce anche la condizione di Pederzoli. «Alex – sottolinea Cattaneo – è già importante. Ci ha dato tranquillità. Con lui in campo è più facile. Gli lasci la palla e lui – sorride Luca – sa sempre cosa farne». Domenica prima di campionato a Piacenza. «Siamo pronti» – strizza l’occhio Cattaneo e va a raggiungere i compagni. Sarà un buon rientro.

Ore 13.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Non era certo così che Carmine Parlato si immaginava la prima volta contro il Pordenone da ex. Aveva un conticino da regolare. Invece proprio la sua ex squadra, con la quale ha conquistato nella stagione 13-14 promozione e scudetto dilettanti gli ha «regalato» la prima sconfitta interna da quando sta sulla panca del Padova. «Davvero? – chiede Bruno Tedino – Non lo sapevo». Anche per lui, contro Parlato, non era una partita normale. Se Parlato avesse consumato la sua vendetta, per Tedino non sarebbe stata una settimana piacevole. Così invece potrà preparare con serenità e addirittura con entusiasmo l’esordio in campionato a Piacenza. «Io – cerca di riportare il discorso su tempi per lui più appropriati – penso solo alla mia squadra. Volevo vedere progressi rispetto a domenica scorsa (1-2 con il Mantova, ndr) e li ho visti. Abbiamo fatto un primo tempo di grabnde spessore sia tattico che tecnico. Perchè il 4-3-3. Perchè mi mancavano esterni e avevo invece interni in abbondanza. Lo avevo provato in settimana. È andata bene. Siamo stati più compatti, più corti e a tratti anche più aggressivi. Pederzoli e Mandorlini crescono in condizione e con loro la squadra. Quando riavrò a disposizione anche Filippini, Gulin, De Agostini, Ingegneri, Strizzolo e Marchi potremmo scegliere come disporci in campo». Il successo all’Euganeo va oltre le più rosee previsioni della vigilia. «Le previsioni di chi? Noi volevamo e sapevamo di poter fare una gara importante – risponde Tedino -, contro una squadra importante, con tanti ottimi giocatori, un buon allenatore in un stadio altrettanto importante». Con il Mantova ha esordito e fatto gol Savio, un classe ’97. A Padova ha giocato dall’inizio Baruzzini, altro giovane interessante, sempre del ’97. «Gioca chi merita – riprende Tedino -, indipendentemente dall’età. I giovani fanno bene anche perchè in campo c’è gente esperta che li aiuta e li supporta nei momenti più difficili o impegnativi. Questo – conclude Tedino – è un grande gruppo. Sono orgoglioso di allenarlo».

Ore 13.20 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) È il 28′ del primo tempo. Il Padova non riesce a far male al Pordenone che pur in formazione rimareggiata regge bene il campo. Valente trascina l’ennesimo pallone sulla fascia mancina da dove scodella al centro. Qualcuno lo lascia passare, qualcuno buca l’intervento. Non Cattaneo che, appostato a metà strada fra il vertice opposto dell’area grande e quello dell’area piccola, si piega e lascia partire un diagonale che si infila alle spalle di Petkovic. È il gol che regala il primo successo in gare ufficiali dei ramarri. La prima vittoria della gestione Tedino. Vittoria meritata. Non serve per passare il turno. Si qualifica il Mantova (4 punti) che stava a guardare. Il Pordenone chiude a quota 3, i biancoscudati (favoriti alla vigilia) con un solo punto. Gode il clan neroverde che temeva la «vendetta» di Parlato e degli altri ex ramarri (Dionisi, Niccolini, Bearzotti) oggi in biancorosso. La vigilia non è serenissima. Mancano uomini importanti. Tedino deve rinunciare a Ingegneri, De Agostini e Gulin oltre a Filippini e Marchi. Rununcia allora il tecnico anche al suo 4-2-3-1 per affidarsi a un più equilibrato e tradizionale 4-3-3 con Pederzoli regista, Pasa centrale difensivo accanto a Stefani e De Cenco centravanti. Inizialmente è 4-3-3 anche per il Padova che deve vincere con 2 gol di scarto per soffiare il pass al Mantova. L’avvio però fa capire che non sarà una giornatona per Neto e compagni. Il Pordenone regge bene il campo, ragiona, non spreca un solo pallone e riesce pure a pressare alto creando non pochi problemi ai portatori di palla veneti. I padroni di casa viaggiano a ritmo ridotto e faticano ad arrivare dalle parti di Tomei. Diversa è la velocità quando (e succede spesso) la palla passa fra i piedi deigli uomini di Tedino, veloci di gamba (Valente e Cattaneo) o di testa (Pederzoli). La prima conclusione è di Valente (6′), Petkovic ribatte. Buona iniziativa a 9’di Neto che lancia Altinier, anticipato all’ultimo momento da Stefani. Splendido al 19’dalla parte opposta l’assist di Madorlini per De Cenco che va in spaccata, ma alza troppo. Il Padova si fa percoloso al 24’con una botta di Bucolo che Tomei neutralizza alla grande. È il Pordenone però che gioca meglio e infatti passa con Cattaneo. Reagisce il Padova con un piazzato fa fermo di Giandonato (36′). Tomei è ancora fantastico. Nella ripresa Parlato inserisce prima Petrilli che spara subito alto (48′) e poi Ramadani. Tedino risponde con Buratto per Burazzini. Non ci stanno a perdere i biancoscudati. Ancora Petrilli si presenta a tu per tu con Tomei (61′) che però è in stato di grazia e salva di piede. Parlato prova anche il terzo ex, Bearzotti, che si dà da fare, ma Stefani e compagni alzano il muro e da lì non si passa. Nel finale Tedino ricorre a forze fresche (Finocchio per Valente e Berardi per De cenco) e conduce in porto un successo che non serve per passare il turno in coppa, ma regala fiducia e autostima. Il campionato adesso può cominciare. Si parte fra sette giorni a Piacenza. Poi Lovisa e soci si aspettano il pienone al Bottecchia la settimana dopo quando arriverà l’Albinoleffe.

Ore 13.00- (Messaggero Veneto) Bruno Tedino entra in sala stampa all’Euganeo con un’aria decisamente allegra: prima vittoria stagionale, che coincide con la prima della storia del Pordenone a Padova e che decreta il primo ko in casa dei bianoscudati dopo un anno e mezzo. Vista l’emergenza, il tecnico dei ramarri aveva chiesto alla sua squadra di saper soffrire e di stringere i denti. Obiettivo raggiunto. «Direi proprio di sì – attacca l’allenatore neroverde –: abbiamo disputato un grande primo tempo, proponendo qualcosa dal punto di vista tecnico e tattico. Molto bene sul piano del palleggio e della compattezza. Nella ripresa il Padova, cambiando modulo, ci ha messo un po’ in difficoltà, ma abbiamo retto bene». Il 4-3-3 sembrava uno schema che i “ramarri” usano da tanto: in realtà è solo la prima volta. «Buona interpretazione, ma il 4-2-3-1 non è abbandonato – afferma Tedino –. Avendo però pochi esterni, visti gli infortuni di Gulin e Filippini, ho optato per un sistema che sfruttasse il nostro esubero di interni: tra Pederzoli, Mandorlini e Baruzzini, che avevano bisogno di giocare e hanno hanno fatto bene; e altri, avevo più opzioni». Per il Pordenone è una vittoria storica, che ha permesso un pronto riscatto. «Di questa statistica non ero a conoscenza – risponde il tecnico –. Naturalmente mi fa piacere. Volevamo fare una buona partita, ci siamo riusciti; in più abbiamo fatto qualcosa di storico». Decisamente rabbuiato, dalle parte opposta, l’illustre ex di truno, Carmine Parlato. «Il Pordenone ha meritato – riconosce –. Nel primo tempo abbiamo sofferto, nel secondo siamo cresciuti ma i neroverdi si sono chiusi bene, tenendo bene il campo. A volte siamo stati lenti e prevedibili: dobbiamo ancora lavorare tanto». Chiusura con Cattaneo, autore del gol-vittoria. «Sono contento per la rete ma ancora di più per il successo – afferma l’attaccante di Porlezza –. Questa vittoria è meritata: è un premio per come stiamo lavorando da un mese a questa parte. Ora continuiamo così e pensiamo di ripeterci domenica prossima a Piacenza, sperando di giocare, visto ciò che sta succedendo».

Ore 11.50 – (Messaggero Veneto) Sarà stata l’aria del Santo a fare il miracolo? No. Il Pordenone visto ieri non ne ha bisogno, nonostante i tanti (6) infortunati. Perché è una squadra solida, con qualità, concreta. Ed è così che, nella seconda e ultima gara di coppa Italia di Lega Pro, i neroverdi espugnano per la prima volta nella loro storia l’Euganeo di Padova, vincendo la prima gara della stagione. Il Mantova passa il turno e i “ramarri” si riscattano dopo aver perso coi virgiliani. Basta una rete di Cattaneo per violare il campo patavino, è sufficiente un guizzo dell’ex Bassano perché Bruno Tedino – il presente – regoli il passato dei neroverdi, ovvero quel Carmine Parlato seduto sulla panchina avversaria. Brutta prima da ex, per lui. Reazione. E’ talmente arrabbiato, il trainer dei veneti, che appena sceso negli spogliatoi ha tuonato come poche altre volte. E non solo: ha annullato il giorno libero previsto per oggi. Perché il “suo” Padova deve subito reagire, dopo un ko meritato come quello di ieri. Tedino, nonostante le assenze di Strizzolo, De Agostini, Marchi, Ingegneri, Gulin e Filippini, vince la gara tatticamente, facendo vedere il suo spessore. Il 4-3-3 è inedito ma efficace: Pederzoli, al debutto dal 1’, comanda le danze e, davanti alla difesa, annulla il trequarti Cunico (altro ex); Mandorlini, da mezzala, è bravo ad alzarsi e andare a disturbare subito l’azione avversaria, che non sgorga perché, oltretutto, Cattaneo giocando un po’ più arretrato sporca diverse linee di passaggio. Risultato: i ramarri sanno chiudersi e poi ripartire. Come in avvio, quando Valente – su assist di Cenco – impegna Petkovic dopo una bella serpentina. Il Padova ha qualche fiammata, tra cui il doppio tiro di Bucolo (uno respinto da Tomei, l’altro fuori), ma è troppo poco. E il Pordenone passa. Punizione battuta velocemente da Pederzoli, filtrante per Valente che dalla sinistra mezzo in mezzo: velo di Baruzzini che è in ritardo, la palla arriva a Cattaneo che di controbalzo insacca sul palo opposto. E’ lo 0-1, Euganeo ammutolito. La reazione? Un piazzato di Giandonato respinto da Tomei. Stop. Replica. I “ramarri” tornano negli spogliatoi ringalluzziti. In mezzo al campo si esprime bene Baruzzini: al debutto dal 1’, classe ’97, gioca semplice, senza sentire il peso di quel 10 sulle spalle. Per contrastare questo Pordenone, Parlato cambia anche modulo, passando al 4-2-3-1: la squadra è più pericolosa, in particolare sugli esterni, ma per tutto il secondo tempo non riesce a incidere come vorrebbe. Lo fa solo in un’occasione, quando Petrilli si inserisce su un bel filtrante di Neto. Il tiro è piazzato, ma di fronte c’è ancora un super-Tomei, che devia. E’ il 17’. Il resto è arrembaggio, coi neroverdi bravi a difendersi. E capaci di portare a casa la prima vittoria stagionale, che l’anno scorso era arrivata a metà ottobre…

Ore 12.40 – Nuove voci di un prolungamento di una settimana del mercato di serie B e Lega Pro: se ne sta parlando in una riunione in corso in questi minuti all’Expo, la proposta potrebbe anche essere accolta. A breve ulteriori dettagli.

Ore 12.30 – Mercato Vicenza, acquistato il trequartista classe 1996 Di Mariano dalla Roma. Ceduto invece Camisa al Lecce.

Ore 12.20 – Le pagelle del Padova (Gazzettino, Andrea Miola): Petkovic 6; Dionisi 5.5, Diniz 6, Niccolini 5.5, Favalli 5.5; Ilari 5.5, Bucolo 6, Giandonato 5.5 (Ramadani 5.5); Cunico 5.5 (Bearzotti sv); Altinier 5 (Petrilli 6), Neto Pereira 6.

Ore 12.10 – (Gazzettino) Nè prima e nè dopo il gol il Padova ha saputo alzare il ritmo alla sua azione, riuscendo a rendersi veramente pericoloso nel primo tempo solo con una punizione di Giandonato. Lenta la circolazione del pallone, passaggi quasi sempre in orizzontale, da minimo sindacale la spinta sulle fasce. Ad un certo punto Parlato ha provato anche a invertire la posizione di Giandonato e Bucolo, ma la manovra non è mai decollata. Morale della favola? La coppia d’attacco formata da Altinier e Neto Pereira è stata servita con il contagocce e quasi sempre a difesa schierata. Un paio di volte con i suoi movimenti in profondità il brasiliano ha provato a dettare i tempi del passaggio, assai più statico il compagno di reparto che all’intervallo è stato sostituito da Petrilli. Il Padova è così passato al 4-2-3-1, il modulo che nella scorsa stagione ha fatto le fortune della squadra. Qualche timido progresso nella ripresa c’è stato. I biancoscudati hanno alzato il loro baricentro, finalmente si è vista qualche accelerazione sulle corsie esterne e la difesa del Pordenone ha dovuto serrare i ranghi per chiudere gli spazi. L’occasione più ghiotta è capitata sui piedi di Petrilli (16’) che dopo uno scambio sullo stretto con Neto Pereira si è involato verso la porta, bravo Tomei a chiudergli lo specchio. Poi tanta buona volontà, ma poche idee e anche confuse.

Ore 12.00 – (Gazzettino) Definirlo un campanello d’allarme è sicuramente esagerato, ma a una settimana dall’inizio del campionato il Padova visto all’opera con il Pordenone sembra ancora privo di un’identità tecnica e tattica. Le attenuanti non mancano, a cominciare dal grande caldo e da un terreno dove sembra un’impresa giocare a palla radente. Resta però il fatto che i biancoscudati hanno fatto ben poco per lasciare la loro impronta sulla partita, tanto più che avevano bisogno di vincere con due gol di scarto per passare il turno. Assai meglio il Pordenone, che pure non aveva nulla da chiedere alla gara essendo già eliminato (qualificato il Mantova). Con le armi della corsa e dell’organizzazione gli ospiti hanno praticamente annullato le velleità offensive del Padova e poi non hanno esitato a riproporsi in avanti, sfruttando soprattutto le corsie esterne. Così è stato nell’azione che ha deciso la partita (28’), decretando la prima sconfitta ufficiale all’Euganeo del Padova targato Parlato: Valente ha trovato spazio sulla sinistra, cross basso a tagliare tutta l’area e perfetto impatto sulla sfera con il mancino di Cattaneo che ha incrociato di precisione sul palo opposto.

Ore 11.50 – (Gazzettino) Non è che anche il terzetto d’attacco deve ripiegare di più in aiuto alla squadra? «Sono d’accordo, ma non do la colpa a loro. Ma è mancata anche la qualità nel dare a loro palloni giocabili». Ad ascoltare le parole del tecnico era presente anche l’amministratore delegato Roberto Bonetto, che ha preferito poi lasciare lo stadio senza rilasciare dichiarazioni. Si è presentato invece Fabrizio De Poli, che sull’eventualità di un colpo di mercato in extremis è stato ermetico: «Non penso neppure di andare a Milano. Vediamo se riusciamo a definire Gorzelewski e Reinholds». Occhio però alle sorprese: stando ai rumors l’Avellino avrebbe aperto alla possibilità del prestito del centrocampista Schiavon.

Ore 11.40 – (Gazzettino) Come spiega il ritmo basso della squadra? «È un discorso un po’ globale. Non do la colpa a nessuno, la colpa è mia. Dobbiamo lavorare molto per correggere gli errori. Una cosa che mi ha fatto arrabbiare è la mancanza di equilibrio che abbiamo avuto nella ripresa, lasciando tanti buchi in mezzo al campo». Giandonato interno di centrocampo? «La colpa non è del singolo, ma di tutti. Ripeto, c’è da lavorare molto. Ci sono cose da correggere, però sono fiducioso. La squadra è cambiata notevolmente, sappiamo di dover fare tutti di più e lo faremo». La sostituzione di Altinier all’intervallo? «Solo una scelta tecnica. Ho preferito lasciare Cunico trequartista e Neto Pereira davanti dato che rispetto ad Altinier è più forte fisicamente, può attaccare la profondità e fare salire la squadra». Dionisi e Favalli devono spingere di più? «Dionisi l’ha fatto, è mancato nella qualità dei cross. Quanto a Favalli, sappiamo che è più indietro nella condizione».

Ore 11.35 – Mercato, aggiornamenti su Eros Schiavon: confermata l’offensiva della Spal e la novità che l’Avellino sembra gradire la contropartita offerta, rappresentata da Domenico Germinale. Potrebbe essere la chiave per una fumata bianca a favore del club ferrarese. Attese novità.

Ore 11.30 – (Gazzettino) «Dopo la prova discreta con il Mantova, abbiamo fatto un passo indietro. Abbiamo giocato al di sotto delle nostre capacità, mi confronterò con i ragazzi». Non cerca scuse per l’esordio amaro all’Euganeo Carmine Parlato, che avrà il faccia a faccia con i giocatori quasi certamente oggi: alle 16 la squadra tornerà al lavoro alla Guizza nel giorno che in teoria doveva essere dedicato al riposo, anche se il tecnico smentisce. «Era previsto da programma che ci allenassimo». E Parlato smentisce anche di avere alzato la voce in spogliatoio dopo la gara. La disamina del tecnico dice tutto: «Nel primo tempo abbiamo fatto meglio rispetto alla ripresa, peccato aver preso gol: un po’ demerito nostro, bravi anche a loro a rubare palla. Abbiamo cercato di tenerli nella loro metacampo, ma eravamo lenti nelle giocate e potevamo essere più cinici e cattivi nelle due occasioni che abbiamo avuto. Dispiace per essere usciti dalla Coppa Italia, è un grande rammarico».

Ore 11.20 – (Gazzettino) La sua posizione dietro le punte? «Come trequartista mi trovo meglio con due punte davanti, ma anche con una va bene, e l’ho fatto l’anno scorso. Comunque questo è l’ultimo dei problemi». Fiducioso per il prosieguo? «Ci mancherebbe altro, anche se un pò di preoccupazione ci deve essere tenendo conto del contesto nel quale giochiamo. Però la squadra si sta allenando bene, e la fiducia c’è». È il turno di Matteo Dionisi, tra l’altro uno degli ex Pordenone in campo oltre a Niccolini e a Bearzotti, oltre naturalmente a Parlato. «Ci tenevamo a fare bene, purtroppo non è stato così. Problema di assimilazione del modulo? È relativo, siamo noi che dobbiamo interpretarlo. Di sicuro dobbiamo applicarci di più e migliorare l’atteggiamento in campo. In spogliatoio c’era rammarico, ci tenevamo a fare bella figura davanti al nostro pubblico. C’è da rimboccarci le maniche e lavorare tanto». Parlato ha detto che ha spinto, ma le è mancata la qualità nei cross. «Potevo senz’altro mettere meglio alcuni palloni in area, anche se non era facile».

Ore 11.10 – (Gazzettino) Sono due biancoscudati della vecchia guardia a presentarsi a microfoni e taccuini nel dopo partita, senza mascherare il rammarico. «Dispiace soprattutto perché era la prima partita in casa – sottolinea capitan Marco Cunico – e ci tenevamo a fare bella figura, purtroppo non ci siamo riusciti. Abbiamo dormito un po’ in occasione del gol, e pur non facendo molto avevamo fatto più del Pordenone nel primo tempo, mentre la ripresa mi è piaciuta meno. Sappiamo di avere grandi margini di miglioramento, andiamo avanti con fiducia». Come ha ritrovato la Lega Pro? «Come me l’aspettavo, c’è grande intensità. Io sono dell’idea che le scoppole prese bruciano nell’immediato, ma alla lunga servono. Dobbiamo analizzare la partita senza farci condizionare dal risultato, e alla luce degli episodi il pareggio ci poteva stare». La squadra ha dato l’impressione di dovere ancora trovare un’identità. «È quello che si è visto, alla fine siamo una squadra nuova, c’è poco da girarci attorno. A inizio partita, senza contare il portiere, c’erano sei compagni su dieci in mezzo al campo erano nuovi».

Ore 10.50 – La nostra redazione è in viaggio verso Milano direzione AtaHotel per l’ultimo giorno di calciomercato: seguitelo in diretta con noi!

Ore 10.30 – Le pagelle del Padova (Mattino di Padova, Francesco Cocchiglia): Petkovic 6; Dionisi 5.5, Diniz 6, Niccolini 5, Favalli 5.5; Ilari 5, Bucolo 6.5, Giandonato 5 (Ramadani 5.5); Cunico 5 (Bearzotti sv); Altinier 5.5 (Petrilli 5.5), Neto Pereira 6.

Ore 10.20 – (Mattino di Padova) La scelta del modulo. Detto che Petkovic ha fatto la sua parte nell’evitare di finire sotto una seconda volta (6’, bel volo a deviare un destro a giro di Valente) ed è stato graziato da De Cenco (20’, piattone al volo, da due passi, alto sulla traversa su cross di Mandorlini), mentre nulla ha potuto sul sinistro maligno di Cattaneo, bravo a trovare l’angolo più lontano su un pallone messo al centro da Valente e deviato da Dionisi e Baruzzini (28’), bisogna parlare delle perplessità suscitate dagli uomini di Parlato in questa prima uscita ufficiale davanti al loro pubblico, su un campo davvero messo male (ne parliamo a parte). È il sistema di gioco a non averci convinto: si è partiti con un 4-3-1-2 dove, in mezzo, Giandonato è stato stranamente spostato a sinistra, preferendogli Bucolo al centro, per poi invertire la posizione dei due, ma senza grande efficacia (l’ex juventino non è per ora quel punto di riferimento che ci si augurava). Dopo il riposo, si è tornati al 4-2-3-1 ben noto, ma con Altinier sacrificato a beneficio di Neto Pereira e Cunico (in giornata-no), quest’ultimo lasciato in campo sino alla mezz’ora. I ritmi sono rimasti bassi, un limite vistoso perché il Padova così diventa prevedibile e neutralizzabile a livello di attaccanti. Non sappiamo se domenica 6 settembre il campionato effettivamente partirà, fra calendari da aggiustare e ricorsi ancora da discutere (il Seregno davanti al Coni il 3), ma se si inizieràeffettivamente fra una settimana ci sarà bisogno di ben altro atteggiamento a Reggio Emilia, in casa di una big del torneo. A ben guardare, la Coppa adesso è un intralcio di meno.

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) E perché il Padova ha giocato maluccio, intrepretando il copione con un approccio molle, a ritmi troppo bassi per pensare di mettere in difficoltà i neroverdi friulani, bene organizzati e superiori nel settore-cardine, il centrocampo. Due sole parate di Tomei. Sul taccuino, a ben guardare, sono finiti, cerchiati in rosso, tre eccellenti interventi di Tomei, a negare il gol a Bucolo (24’, botta da 30 metri) e a Giandonato (37’, splendida punizione neutralizzata in due tempi) nel primo tempo, e a Petrilli (16’, respinta di piedi sul tiro angolato dell’esterno) nella ripresa. Troppo poco, tuttavia, per una squadra che avrebbe dovuto vincere, e con almeno due reti di scarto per essere certa di passare il turno, visto e considerato che, nell’ipotesi di un aggancio al Mantova a quota 4 punti, i due gol segnati dai virigiliani nella gara di una settimana prima al “Bottecchia” avrebbero pesato in modo decisivo, in quanto realizzati in trasferta. Ci sarebbe voluto ben altro atteggiamento, insomma, figlio almeno in parte di quello ammirato al Martelli il 14 agosto, anche se nella seconda parte di quel match Ruopolo & C. misero alla frusta i veneti sino a raggiungerli (meritatamente) a pochi secondi dal 90’.

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) I numeri, innanzitutto: era un anno e quasi 4 mesi (giorno più, giorno meno) che il Padova non perdeva all’Euganeo, risalendo il suo ultimo k.o. alla sfida con il Cesena del 9 maggio 2014, in Serie B (0-1, rigore di Cascione al 90’); le vittorie di questo pre-campionato sono state otto, in altrettante amichevoli disputate contro avversarie tutte di categoria inferiore, mentre di fronte a compagini dello stesso livello (Mantova e Pordenone, appunto) i biancoscudati hanno messo assieme un pareggio e una sconfitta, segnando un solo gol (Altinier al Martelli) e subendone due, sufficienti comunque per relegarli all’ultimo posto del proprio girone. Sarà anche calcio d’agosto, è vero, da prendere con le pinze, e a maggior ragione trattandosi di una “matricola” che si presenta al via della nuova stagione con tanto entusiasmo ma anche con un radicale rinnovamento del proprio organico, dunque bisognosa di un rodaggio certosino, eppure l’uscita di scena dalla Coppa Italia di Lega Pro suscita amarezza e qualche dubbio. Perché il risultato non fa una grinza a favore degli uomini di Tedino, ripescati, certo, ma rinforzatisi adeguatamente, e con gli ex Pasa e Pederzoli a fare un’ottima figura nell’occasione, insieme ad un altro figlio di papà, Mandorlini, e a due esterni vivacissimi come Valente (ex Legnago) e Cattaneo (ex Bassano), quest’ultimo rimasto a lungo a luglio nel mirino del ds De Poli.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) È stato questo il più grosso errore commesso? «No. La cosa peggiore è aver preso quel gol, era l’unica cosa che non dovevamo fare. Abbiamo cercato di attaccare, ma ci siamo dimenticati di tenere il giusto equilibrio, e questo mi ha fatto arrabbiare: quando una squadra vuole pareggiare la partita, ci dev’essere comunque una fase preventiva dietro». Nella sconfitta, ha visto qualche nota positiva? «C’è amarezza, ripeto, per essere usciti dalla Coppa, dobbiamo correggerci in fretta. Ma sono fiducioso, perchè la squadra è cambiata notevolmente e dobbiamo fare di più: alcune cose positive nei primi 45’ ci sono state, anche se avremmo dovuto essere più cattivi sotto porta». Come mai la scelta di sostituire Altinier nell’intervallo? «Non stava facendo male, ma dovendo inserire Petrilli ho preferito lasciare Cunico sulla trequarti e il solo Neto davanti, un giocatore più forte fisicamente che poteva aiutarci a salire ma anche attaccare la profondità».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) «È capitato quello che tante volte succede: ci siamo dati la zappa sui piedi». Come si spiega una tale involuzione rispetto a Mantova? «Diciamo che nel primo tempo ci abbiamo pure provato, anche se eravamo un po’ lenti nelle giocate. Nel secondo, invece, in alcune circostanze dovevamo essere più cinici: abbiamo cercato di accelerare le operazioni, ma senza idee. Dispiace essere usciti dalla Coppa, ma il Pordenone è stato più bravo di noi». Il Padova è sembrato andare al piccolo trotto, quasi sotto ritmo. Perché, secondo lei? «In parte è dovuto alle caratteristiche dei ragazzi in attacco, a parte Altinier: Neto e Cunico sono giocatori di grande qualità, ma mentre uno va a finalizzare, l’altro è lì a dettare l’ultimo passaggio. Per questo i tre centrocampisti avrebbero dovuto lavorare più velocemente. Non voglio dare colpe a nessuno dei singoli, anche perché oggi sono stati diversi i singoli a mancare: le colpe sono mie, ma c’è da lavorare per correggere diversi errori. Per esempio, in settimana avevamo provato e riprovato le verticalizzazioni veloci, mi confronterò con loro per capire perché non l’abbiamo fatto».

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) A precisa domanda, non l’ha voluto ammettere: Carmine Parlato non racconterà mai in pubblico ciò che avviene all’interno dello spogliatoio biancoscudato. Ma nel dopogara, ieri sera, le sue urla ci sono state, eccome: si udivano anche da distante, filtrate attraverso le finestre dello spogliatoio. In quello del Padova, nonostante gli oltre 30 gradi dell’Euganeo, è calato improvvisamente il gelo. Se la partita di Mantova, con il fortunoso gol di Ruopolo nel finale a togliere a Cunico e compagni tre punti meritati, forse aveva illuso che potesse essere tutto facile, la sconfitta con il Pordenone e l’ultimo posto nel girone di Coppa, invece, hanno riportato tutti sulla… terra. La prima resa dei conti è arrivata nella sacralità delle mura dell’Euganeo, la seconda è annunciata per oggi pomeriggio: niente giorno di riposo, alle 16 tutti in campo alla Guizza. «Rispetto a Mantova è stato sicuramente un passo indietro», ha convenuto il tecnico biancoscudato, glissando sullo sfogo avuto con i giocatori.

Ore 09.20 – (Mattino di Padova) Non si nasconde nemmeno Matteo Dionisi, al quale l’incrocio con i vecchi amici di Pordenone non ha portato bene. «Abbiamo fatto un passo indietro rispetto a Mantova, dispiace perché volevamo lasciare ben altra impressione al pubblico. Nell’azione del gol la mia deviazione è stata decisiva, perché ha messo fuori causa i compagni. Penso che, se non avessi toccato il pallone, l’avrebbe preso Petkovic». Episodi a parte, resta l’immagine di una partita mal giocata: «La manovra non è stata veloce, la gara andava a folate e non siamo stati nemmeno bravi a sfruttare le occasioni avute. Dobbiamo rimboccarci le maniche, avere un atteggiamento migliore e lavorare sodo». Nel frattempo Fabrizio De Poli oggi non dovrebbe andare a Milano per l’ultimo giorno di mercato. Il direttore sportivo resterà in sede per completare le pratiche per il tesseramento di Gorzelewsky e conferma che il mercato biancoscudato è chiuso: «Non credo faremo altri acquisti. La partita? Non abbiamo avuto le risposte che desideravamo, ma una giornata storta può starci».

Ore 09.10 – (Mattino di Padova) «Non abbiamo fatto una bella figura». Voce flebile, poca voglia di parlare e tanta di dimenticare in fretta una brutta giornata. Potessero, i biancoscudati, si infilerebbero in auto e fuggirebbero subito dall’Euganeo. Sta alla vecchia guardia, però, provare ad analizzare un esordio casalingo lontano dalle migliori aspettative. A cominciare dal capitano Marco Cunico: «Volevamo iniziare in modo ben diverso davanti ai nostri tifosi», ammette il numero 10. «Ci dispiace, per la prestazione e per il risultato. Tenevamo ad andare avanti in Coppa Italia, anche per avere l’opportunità di innalzare il minutaggio di tutti». Spiegazioni? Sono tante: «Siamo una squadra nuova, la maggior parte dei giocatori scesi in campo dal primo minuto non c’era lo scorso anno. Dobbiamo ancora trovarci. Il Pordenone non ci ha facilitato il compito, giocando compatto e dietro la linea della palla. Sul gol abbiamo dormito e nel complesso non avevamo fatto un brutto primo tempo. Ma nella ripresa non si è vista la reazione, nemmeno confusionaria, che deve mettere in campo una squadra che sta perdendo». Tuttavia, Cunico prova a vedere il lato positivo: «Sarò sadico, ma certe scoppole d’inizio stagione fanno bene, se interpretate nel modo giusto. Questa partita deve farci capire che dobbiamo lavorare ancora di più. In tutti noi dev’esserci la giusta preoccupazione, che funga da stimolo per provare a rifarci subito. Io, in ogni caso, ho grande fiducia in questa squadra. Ci stiamo allenando bene e i risultati arriveranno».

Ore 09.00 – (Mattino di Padova) Non è stato solo il Padova a sfigurare alla prima uscita casalinga stagionale. Anche le condizioni del terreno di gioco dell’Euganeo, infatti, sono molto scarse. D’altra parte, il campo di viale Rocco ha avuto un’estate travagliata, soprattutto per via dei concerti di Jovanotti e Vasco Rossi, che hanno bruciato gran parte dell’erba. Sfruttando le piogge di due settimane fa, i giardinieri hanno fatto una prima risemina, che non ha potuto migliorare molto le condizioni, viste le temperature ancora calde. Per questo il terreno si presentava ancora sabbioso in diversi punti e l’erba era molto più alta del normale, visto che non può essere tagliata, altrimenti si rischia di vanificare la prima semina. Morale della favola, aspettando il meeting di atletica leggera di domenica prossima, tra 15 giorni dovrebbe essere effettuata una nuova semina, ma per vedere il terreno di gioco in condizioni accettabili bisognerà aspettare i primi di ottobre.

Ore 08.30 – I Biancoscudati troneranno ad allenarsi questo pomeriggio alle ore 16.00 presso gli impianti di via Gozzano alla Guizza.

Ore 08.28 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.26 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Maglietteveloci.it, Macron Store, Studio Pignatelli Netstore, InterBrau Birra Antoniana, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 30 agosto: sconfitta casalinga per il Padova, battuto 1-0 dal Pordenone ed eliminato dalla Coppa Italia di Lega Pro.

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