Venezia, Serena (presidente Mestre): “Disposto a fare lo stadio nuovo!”. Scibilia: “Se ne può discutere, però…”

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«Con il Venezia o da solo, sullo stadio confermo la mia disponibilità a farlo, chiaramente con la condivisione del progetto e il supporto dell’amministrazione comunale». Il «giorno dopo» l’annuncio della volontà di costruire un nuovo moderno impianto in terraferma, Stefano Serena, patron del Mestre, ribadisce con forza e chiarezza la propria volontà, rilanciando l’appello alla proprietà della società arancioneroverde ad un confronto pubblico in tempi rapidi per capire i margini di una possibile collaborazione finalizzata ad una proposta da sottoporre al sindaco. E se la risposta sarà picche? «Andrò avanti da solo – risponde secco il numero uno arancionero – il mio progetto sportivo, che parte da Mestre, ha un respiro metropolitano e vuole essere per la città. Sto investendo tempo e denaro, confido nella sensibilità del sindaco, imprenditore e uomo di sport, per costruire le premesse alla realizzazione dell’opera. Spero che il presidente del Venezia, che non ho il piacere di conoscere, si faccia vivo e possiamo costituire un tavolo di dialogo». Parlare di stadio in una città nella quale il primo progetto è di circa sessant’anni fa è sicuramente gettare un macigno nello stagno, che può suscitare interesse, ma anche legittimo scetticismo: ha già in mente un business plan e un’idea di dove costruirlo? «Capisco che dopo tanti anni di promesse qualcuno possa avanzare qualche perplessità – chiarisce il presidente del Mestre – a questo rispondo dicendo che i fatti e la storia daranno il loro giudizio. Nella nuova avventura in serie D e nel progetto sto investendo risorse, economiche e di tempo: prima di iniziare a parlare di progetto e modalità di attuazione del nuovo impianto, voglio capire se la città, intesa come istituzioni e amministrazione lo vogliono». Che stadio ha in mente? «Con una capienza di venti, venticinquemila posti – conclude Serena – in grado di autofinanziarsi: nell’area in cui sorgerà penso ad un centro direzionale, a negozi, ad attività, come avviene nelle strutture più avanzate. Insomma, un piccola bomboniera nella quale poter fare calcio, e non solo, ad alto livello». Ieri intanti al Baracca si è svolto un sopralluogo da parte di due responsabili di EstCapital, il fondo proprietario dell’immobile: l’accordo fra EstCapital e il Comune di Venezia prevede una proroga di utilizzo di due anni in attesa che fra le due parti si trovi una soluzione per poter far tornare lo stadio di proprietà comunale.

(Fonte: Gazzettino, edizione di Venezia)

Non vuole commentare solo sulla base di quanto ha appreso da Il Gazzettino. Tuttavia il dg arancioneroverde, Dante Scibilia, non esclude che il Venezia degli americani possa dialogare col Mestre di Stefano Serena in tema di nuovo stadio. «Il nostro è un progetto assolutamente inclusivo e siamo sempre aperti al confronto – spiega Scibilia – con chiunque, Mestre compreso, voglia realizzare qualcosa che guardi al bene della città e che possa avere importanti ricadute sociali in termini di coinvolgimento. Ad oggi però non sappiamo di cosa stiamo parlando, nessuno ci ha chiesto di sederci ad un tavolo né ci ha anticipato nulla». Lo stadio a Tessera era la priorità del russo Yury Korablin, mentre il nuovo presidente James Daniel (peraltro ancora «sconosciuto» alla città) né qualcuno a suo nome ha fatto intendere di essere interessato alla costruzione. «La proprietà statunitense del Venezia Fc sta finanziando un progetto che è prima di tutto sportivo, che guarda alla risalita dei colori arancioneroverdi a un livello più consono rispetto alla serie D. Sono qui per fare calcio, ma è chiaro che una volta tornati tra i professionisti e auspicando che l’ascesa di categoria si concretizzi, quella dello stadio sarà una questione nevralgica. Se ne potrà discutere, ora come ora però non è un tema di immediata attualità». La priorità per il Venezia è infatti tornare al più presto al Penzo: la gara con la Sacilese si giocherà sabato a San Donà, senza poter escludere un esilio-bis per i 90′ del 20 settembre con la Virtus Vecomp. «Il calendario così compatto non ci aiuta (mercoledì 16 il Venezia giocherà a Monfalcone, ndr) anche se stiamo lavorando sodo per risolvere i problemi. Quali? Il manto erboso ha subito dei danni piuttosto gravi nel periodo estivo, per il gran caldo e per l’assenza di manutenzione. Il campo è sconnesso, duro, in alcuni punti è stato riseminato, ora bisogna che la natura faccia il suo corso». Il punto della situazione verrà fatto lunedì prossimo. «Vedremo come starà il prato e a che punto sarà la sistemazione di alcuni locali e dei bagni della curva sud. Faremo di tutto per giocare a Sant’Elena con la Virtus Vecomp».

(Fonte: Gazzettino, edizione di Venezia)

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