Bassano-SudTirol, Sottili: “Potevamo essere primi a punteggio pieno, ma non ci si può fermare…”

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Fanno 7 punti in tre partite. E primo posto in classifica insieme con il Padova e la Giana. Tutto bene, tutti contenti? Quasi, perché a Stefano Sottili non è andato giù quel pareggio della prima giornata contro la Cremonese che, secondo l’allenatore toscano, sarebbe potuto diventare con pieno merito un successo. Eppure il suo Bassano va che è un piacere, gioca da grande squadra e come tale si comporta, dentro e fuori dal campo: «E’ vero — ammette Sottili — potevamo essere a punteggio pieno, con la Cremonese se fosse arrivata la vittoria nessuno avrebbe potuto sollevare la benché minima obiezione. Ma va bene lo stesso, di punti ne abbiamo 7 e anche la vittoria di sabato è di quelle che danno morale. Mi è piaciuto l’atteggiamento della squadra e dei subentrati, ogni allenatore vorrebbe vedere quanto è andato in scena al Mercante contro l’Albinoleffe. La vittoria è un buon risultato, con la squadra che è riuscita a rimanere compatta ed ha saputo soffrire. A volte non siamo riusciti a fraseggiare ed in alcuni frangenti ci siamo troppo adeguati al loro ritmo — riflette il tecnico — ma sono aspetti sui quali dobbiamo migliorare e lavorare. E’ un risultato importante, che troppi tifosi davano per scontato. La squadra va sostenuta sempre, questi sono ragazzi giovani che meritano costantemente l’incitamento dei propri tifosi». Ecco, se c’è qualcosa che ha fatto storcere il naso a Sottili, così com’era accaduto ad Antonino Asta lo scorso anno, sono stati i «mugugni» di una parte della tifoseria, quella più esigente e che forse non ha capito che quanto sta facendo il gruppo giallorosso tutto è fuorché scontato. Ora arriva il SudTirol, un impegno da disputare lontano dal Mercante che sarà una sorta di prova del nove: «Il SudTirol da anni è in questa categoria — chiude Sottili — ed è una squadra difficilissima da affrontare. Tocca a noi dimostrare di aver imboccato la strada giusta, ogni settimana c’è un esame. Non ci si può fermare».

(Fonte: Corriere del Veneto, edizione di Vicenza)



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