Live 24! Cittadella-Padova, -2: a parte Neto e Favalli, stop Altinier ma non preoccupa

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Ore 22.20 – (Il Piccolo) Altro pagamento sul groppone dell’Unione Triestina 2012, per una somma di quasi 30mila euro. Stavolta il problema riguarda il versante della giustizia sportiva (con pericolo di punti di penalizzazione) ed è una vertenza attesa da molti mesi arrivata finalmente al dunque, ovvero quella del tecnico Maurizio Costantini e del suo staff. L’allenatore, assieme al preparatore dei portieri Renzo Di Justo e al preparatore atletico Milos Tul, aveva presentato ricorso al collegio arbitrale un anno fa, nell’ottobre 2014, per debiti risalenti alla stagione 2013/14, quando era stato esonerato dopo cinque giornate per fare posto a Rossitto. Ieri è arrivato il comunicato ufficiale del Collegio arbitrale della LND, che rendendo note le decisioni adottate nella riunione del 28 settembre, ha accolto il ricorsi dei tre, che hanno dimostrato di avere un notevole residuo di somme da percepire per soddisfare gli accordi economici dell’epoca. Le somme che l’Unione 2012 è obbligata a pagare, comprensive degli interessi, sono le seguenti: 19.962 euro a Maurizio Costantini, 4.450 euro a Renzo Di Justo e 4.820 euro a Milos Tul. Il comunicato afferma che la «delibera è inappellabile e immediatamente esecutiva nel rispetto dei termini, modalità, tutele e sanzioni previste dalle disposizioni dell’art. 94 ter comma 13 delle Noif e del Cgs». Cosa significa tutto questo? Che in sostanza, il pagamento deve essere effettuato entro 30 giorni dalla comunicazione della decisione. Decorso inutilmente tale termine, il mancato pagamento comporta l’applicazione a carico della società della penalizzazione di uno o più punti in classifica. Però, dice la norma, «persistendo la morosità della società per le decisioni del Collegio Arbitrale pronunciate entro il 31 maggio, la società inadempiente non sarà ammessa al campionato L.N.D. della stagione successiva qualora le suddette pronunce non vengano integralmente adempiute entro il termine annualmente fissato per l’iscrizione al campionato di competenza». In sostanza il pericolo è di avere fra qualche tempo qualche punto di penalizzazione in classifica, mentre per le sanzioni più pesanti si sta parlando di un futuro per ora davvero poco decifrabile, considerando che già la situazione presente è molto problematica. SQUALIFICA. Intanto, a proposito di sanzioni, il giocatore dell’Unione 2012 Matteo Morelli è stato squalificato per due turni dal giudice sportivo. A Tamai il giovane attaccante era riuscito nell’impresa di farsi espellere pur stando in panchina, protestando platealmente per una decisione del guardalinee. Infatti il comunicato motiva la squalifica con le espressioni ingiuriose rivolte a un assistente arbitrale. Un altro assente che si aggiunge all’elenco dei «congelati» per la partita di sabato contro il Mestre.

Ore 21.50 – (Corriere delle Alpi) «Il derby non ha favoriti, ma il Belluno è più forte». Parola di Augusto Fardin, il ds gialloblù. «Sulla carta siamo migliori di loro, ma mi aspetto un Ripa Fenadora carico dopo la vittoria di Levico, che gli ha permesso di raggiungerci. Di loro temo l’attaccante Santi, che l’anno scorso ci ha giù segnato nella trasferta di Chioggia contro la Clodiense». Pronostico: 2 fisso. Il direttore sportivo Fardin punta tutto sul Belluno. «Vinciamo noi – continua il ds gialloblù – non importa come o chi farà gol. Dire Corbanese sarebbe troppo scontato. Per portare a casa la vittoria a me basterebbe anche un loro autogol oppure un rigore nel finale, anche se non c’è». Il dirigente del Belluno con questa battuta si riferisce ai numerosi penalty che la squadra ha subito e a quelli che non sono stati dati in questa prima parte del campionato. «Finora gli episodi non ci sono stati favorevoli, sarebbe ora che i rigori ce li dessero. Siamo sicuramente in debito se contiamo quelli che non ci hanno concesso e quelli che ci hanno fischiato contro». Un Belluno in cerca di riscatto. La squadra gialloblù, nelle prime sei giornate, ha raccolto quattro pareggi, una vittoria e una sconfitta totalizzando sette punti. Il bottino non è stato all’altezza delle aspettative. «Abbiamo fatto e raccolto meno di quello che ci aspettavamo e ci meritavamo – continua Augusto Fardin – il calcio però è questo e ne prendiamo atto. Adesso pensiamo alla partita che giocheremo su un campo che non conosciamo e in cui non abbiamo mai giocato». Rosa al completo. Il Belluno a meno di sorprese dovrebbe arrivare al derby con la rosa al completo. Yari Masoch, nonostante i punti in testa rimediati contro il Mestre, si è allenato regolarmente durante la settimana e anche Mike Miniati sembra ormai recuperato. Mister Vecchiato può contare nuovamente sui rientri dalle squalifiche di Simone Bertagno e Paolo Pellicanò, entrambi fondamentali per la squadra. I fuoriqouta che dovrebbero scendere in campo sabato sono Davide Solagna in porta, Giovanni Pescosta sulla corsia di destra e Paolo Pellicanò al centro della difesa. Nel tridente d’attacco molto probabilmente si giocheranno una maglia da titolare Marco Farinazzo e Alessandro Marta Bettina.

Ore 21.20 – (La Provincia Pavese) Il Pavia è partito peggio dello scorso anno, ma con una vittoria sabato a Bergamo contro l’AlbinoLeffe può migliorare il rendimento a distanza di un anno. E’ quanto dicono le cifre messe a confronto tra quello ottenuto dalla squadra di mister Marcolini nelle prime cinque gare e quanto era stato fatto un anno fa dal gruppo allenato da Riccardo Maspero. Nove i punti attualmente in classifica con un bilancio di tre vittorie e due sconfitte, undici erano quelli ottenuti nei primi cinque turni nel campionato di Lega Pro 2014-15 dal Pavia. Una delle differenze è anche che lo scorso anno gli azzurri mantennero l’imbattibilità nelle prime cinque giornate. Il cammino partì con il colpaccio in trasferta a Bassano firmato da Cesarini e con l’1-0 del debutto stagionale. Poi nella prima casalinga il Pavia superò per 5-3 la Pro Patria. Nella seconda trasferta stagionale gli azzurri pareggiarono a Monza per 1-1. Con un gol di Soncin e la doppietta di Ferretti il Pavia tornò al successo contro il Feralpi per 3-1. Nel primo big match del campionato con qualche fatica e in rimonta la squadra di Maspero riuscì a tornare con un 2-2 da Alessandria firmato da una doppietta di Soncin. La serie positiva del Pavia è durata cinque giornate lo scorso anno, infatti alla sesta giornata ci fu poi il crollo della disastrosa gara di Novara (0-4). Si fermò qui la corsa dell’imbattuto Pavia che dopo sei turni aveva quindi 11 punti in classifica. Oggi il Pavia di Michele Marcolini ne ha nove, frutto delle tre vittorie consecutive con Sud Tirol, Pro Patria e Cuneo dopo la sconfitta iniziale a Cremona. Il cammino si è fermato, però, sabato sera con il Cittadella nell’ultima prova casalinga. Ora gli azzurri sono attesi dalla trasferta di Bergamo con l’Albinoleffe e in caso di vittoria salirebbero a quota 12 migliorando il raffronto con il Pavia dello scorso anno dopo sei turni. Andamento che diventerebbe sulla falsa riga di quello di un anno fa. Sul fronte puramente statistico il Pavia di Maspero segnò nelle prime cinque giornate 12 reti subendone 8. Simile l’andamento della squadra azzurra attuale con 10 gol all’attivo e 6 al passivo. Due gol in meno realizzati e due gol in meno subiti. E questo secondo dato non sorprende perché l’atteggiamento tattico del Pavia di Marcolini è sicuramente più equilibrato e concede meno agli avversari di quanto avveniva lo scorso anno con uno schieramento più spregiudicato che portava però a subire più reti. In entrambe le stagioni però solamente in un’occasione il Pavia non ha subito reti nei primi cinque turni: la scorsa nel debutto vincente di Bassano, quest’anno nel 4-0 casalingo sulla Pro Patria. Nella classifica parziale dei punti ottenuti finora gli azzurri con sei sono al secondo posto per quelli ottenuti in casa dietro solamente al Bassano che ne ha conquistati sette.

Ore 20.50 – (Gazzetta di Reggio) Infermeria affollata ma… attiva, quella della Reggiana dove tutti stanno lavorando, compresi Massimiliano Pesenti e Raffale Nolè reduci da interventi chirurgici. Per loro al momento c’è solo palestra ma si segnala un progressivo miglioramento. In loro compagnia ieri, oltre ad Andreoni, Vasile Mogos e Paolo Bartolomei che non hanno ancora smaltito i colpi ricevuti a Mantova e restano in dubbio ad un paio di giorni dal match con il Renate. Il tecnico Colombo sta comunque elaborando le contromisure, mantenendo invariato il nuovo assetto 3-5-1-1 ma con alcuni ritocchi come Giannone trequartista, al posto Siega spostato esterno destro di centrocampo a sostituire Mogos, e Angiulli pronto a tornare interno sinistro di centrocampo. Sono state provate anche alternative diverse, come Rampi sostituto del romeno, ma al momento nonè da escludere che Mogos e Bartolomei i due possano tornare a disposizione ed il trainer confermo l’undici vittorioso al Martelli. Intanto il giovane attaccante senegalese, di passaporto spagnolo, Gassama Cissokho sta cercando di convincere lo staff tecnico per strappare un contratto con la Reggiana. Si continua a lavorare con occhi puntati al vivaio: quotidiani gli allenamenti per i portieri di Berretti e Allievi Nazionali sotto il controllo del preparatore Claudio Rapacioli insieme ai due di prima squadra. Ieri Alessandro Vernocchi, fratello del Simone che era in granata l’anno scorso, è stato impiegato come centrocampista tra i vari Maltese e Bruccini.

Ore 20.30 – (Gazzetta di Reggio) Nella gara tra Reggiana e Renate potrebbe esserci l’ex granata Matteo Solini. In questi giorni è un po’ febbricitante e l’inizio di stagione non è stata per lui delle migliori ma la voglia di giocare questo match è tanta. E’ pronto per tornare a Reggio da avversario? «Sì, dopo più di un anno che manco dalla città sento ancora tanto questa partita perché è stata una stagione bellissima dove la competizione mi aveva fatto crescere tanto». Non fu una grande annata. «Tutti conoscete come è andata quella stagione, pur iniziata bene, ma a livello personale mi è servita tantissimo». Ricorda il suo bel gol? «Sì, contro la Cremonese, su calcio d’angolo dalla destra di Beppe Alessi sono riuscito a prendere il tempo al difensore avversiario ed a mettere la palla nell’angolino». Dei suoi colleghi di quell’anno restano Parola e Rampi. Si sente con qualcuno? «Più che altro con Bandini e Dametto coi quali avevo legato molto». Sa che è stato granata il suo compaesano Messetti? «Ho parlato con lui tempo fa ed era entusiasta di questa Reggiana, ci conosciamo bene dai tempi del Chievo». Lei è maturato calcisticamente, in questi anni? «Ho cercato di acquisire ogni anno un bagaglio per il futuro». Perché non gioca con continuità nel Renate? «Trovo poco spazio, infatti il mio primo obiettivo è di far cambiare idea al tecnico». Il Renate è una squadra in difficoltà? «Solo tre punti in classifica ma nelle ultime partite abbiamo avuto tanti infortunati, ai quali si è aggiunto Iovine che salterà la gara di Reggio. Si fatica a segnare e non raccogliamo nulla di quello che seminiamo». La Reggiana invece è in crescita… «Purtroppo la conosciamo bene, è una bella squadra in generale ma soprattutto in attacco fapaura». Beh, detto da lei che è un difensore… «Chi giocherà dovrà fare molta attenzione ad Arma e Giannone perché sanno fare la differenza da soli, ma non voglio dimenticare un giocatore del valore di Siega». Quale è la vostro filosofia di gioco? «Il mister vuole che si vada sempre in campo per fare la partita, giocando per vincere e senza mai mollare un centimetro». Se le capitasse di scendere in campo? «Tanta emozione. So che è cambiato quasi tutto, dalla società ai giocatori, ma a livello personale l’emozione di tornare a calcare quel prato sarebbe tanta». Le sarebbe piaciuto restare? «Avrei potuto restare l’anno scorso ma poi, vicissitudini che conosco poco mi hanno spinto verso il Real Vicenza ma sarei rimasto volentieri». Adesso le piacerebbe fare lo sgambetto alla Reggiana? «Quest’anno ci servono punti ovunque ed ottenerne qualcuno a Reggio Emilia sarebbe positivo». Vuole mandare saluti? «Non ne ho di particolari ma quelli che conosco non mancherò di salutarli di persona».

Ore 20.00 – (Gazzetta di Mantova) Doppia razione di allenamento anche ieri per i biancorossi, con mister Maspero ed il suo vice Bozzini che hanno fatto svolgere oltre tre ore di esercizi e numerose partitelle a pressione. Nella sessione del matino è giunta un’altra tegola sul capo del tecnico virgiliano: l’esterno Samuele Sereni ha dovuto interrompere la sua sessione per un fastidio all’adduttore della coscia destra. «Ci auguriamo che si tratti di una semplice contrattura – ha detto il medico sociale biancorosso, Enrico Ballardini – valuteremo nelle prossime ore la condizione del giocatore e nell’eventualità lo sottoporremo ad un’ecografia, presumibilmente venerdì o nei prossimi giorni». Le possibilità, in caso di ulteriore accertamento medico, di vedere sabato Sereni in campo a Cuneo diminuirebbero quindi drasticamente ed è per questo che ieri Maspero, già privo di Valerio Foglio che sta progressivamente recuperando dal malanno all’adduttore, ha provato Scrosta, il quale rappresenta l’unica reale alternativa anche in termini di esperienza all’ex Pavia. Con la squadra di è allenato anche Allan Blaze, rientrato ieri mattina dalla Francia e che potrà rimanere ad allenarsi con i suoi ex compagni sino a che non troverà sistemazione. «È una clausola che avevamo accolto al momento della rescissione del contratto – spiega il direttore sportivo Alfio Pelliccioni – a Busto non è stato possibile ottenere la conferma ed in questi giorni per lui si stanno muovendo alcune società della serie D, fra cui la Reggina. Gli auguriamo di trovare un’adeguata sistemazione, per il momento può allenarsi qui senza problemi». A rendere un po’ meno pesante l’atmosfera ci ha pensato il portiere Pasquale Pane, tornato a frequentare il »Centrale Te – Dante Micheli» ad un mese e un giorno dalla frattura della rotula sinistra rimediata nell’incontro con il Renate. «Sto molto meglio del previsto – spiega Pane – e nei prossimi giorni inizierò un nuovo ciclo di cure. Una volta verificata con i medici la mia situazione mi auguro di riuscire a fine mese a tornare ad allenarmi con i compagni. Non vedo l’ora di riprendere». Si è rivisto anche Francesco Ruopolo, che lunedì dovrebbe tornare ad allenarsi con i compagni mentre stamane Manuel Scalise sarà sottoposto ad ecografia per valutare i tempi del recupero. La preparazione della squadra riprenderà stamattina alle 10,30 con l’unica seduta della giornata; domani alle 11 ci sarà la rifinitura, poi alle 15 i biancorossi partiranno alla volta di Cuneo. La gara si disputerà sabato alle 15 e sarà diretta dal modenese Pietropaolo.

Ore 19.40 – (Gazzetta di Mantova) Se dovesse andare in campo ora il Mantova anti-Cuneo sarebbe forzatamente già fatto e Riccardo Maspero, che non adora annunciare la formazione in chiaro anticipo, sarebbe quasi obbligato a mettere in campo gli undici che attualmente appaiono candidati ad una maglia in casa del fanalino del girone A. È anche per questo che il tecnico gioca con il tempo e fa di tutto per tenere in dubbio una situazione di organico che ieri, con la sospetta contrattura di Sereni, ha vissuto un nuovo, importante, momento di svolta nella preparazione della squadra in vista del match di sabato pomeriggio. La difesa. Pochi, pochissimi i dubbi in questo reparto, con la conferma di Bonato fra i pali, l’inserimento nel ruolo di difensore centrale destro di Andrea Trainotti e la conferma di Gavazzi e Carini per le altre due maglie di centrale difensivo. Nella fase di non possesso palla, indipendentemente dal tipo di manovra che attuerà il Cuneo, Maspero farà arretrare gli altri due esterni che a questo punto appaiono già ampiamente definiti: sulla destra rientra Juri Gonzi mentre a sinistra sarà posizionato Edoardo Scrosta. I due, che hanno una buona intesa anche fuori dal campo, assicurano dinamismo e buona copertura del rispettivo settore. E non hanno opzioni ugualmente valide. Il centrocampo. Nella fase di possesso palla gli esterni verranno a dare man forte al reparto nevralgico, che dovrebbe vedere l’esordio dal primo minuto di Gabriele Puccio, che anche ieri è stato provato con intensità da Maspero e che potrebbe rimpiazzare Daniele Dalla Bona. Al fianco dell’ex Vibo Valentia le maggiori probabilità sono per l’inserimento di Silvano Raggio Garibaldi, il cui apporto alla squadra è indubbio. Nel ruolo di trequartista, e in generale nel settore centrale, Maspero tiene in grande considerazione Di Santantonio ma alla fine le maggiori garanzie sembra offrirle per il n. 10 Gaetano Caridi, pronto a partire con la “sua” maglia. A meno che… L’attacco. La forzata indisponibilità di Francesco Ruopolo “obbliga” il tecnico a scelte poco variabili, tenuto conto della condizione dei candidati e soprattutto del loro peso specifico in una sfida che potrebbe vedere un elevato tasso agonistico, tale da far preoccupare l’arbitro Pietropaolo di Modena. In pole position c’è Matteo Momentè, chiamato a guidare un reparto nel quale giocherà Valerio Anastasi, diverso per caratteristiche tecniche ma il più idoneo a creare possibilità d’insidia per la difesa più perforata (9 reti) fra quelle delle squadre che hanno giocato 5 incontri. Le opzioni alternative potrebbero coinvolgere sia Ungaro che Beretta.

Ore 19.10 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Toccherà a Daniele Viotti dirigere il match di sabato alle 17.30 al Bottecchia tra Pordenone e Cremonese. I supporter neroverdi più attenti lo ricorderanno come arbitro della sfida surreale che i ramarri giocarono a Salò contro la Feralpi nel settembre del 2014. Finì 5-4 per i padroni di casa, che operarono una clamorosa rimonta. AMARCORD – Il Pordenone era andato due volte in doppio vantaggio, sul 3-1 e sul 4-2. Segnò per primo Abbruscato (tris finale per lui), poi tre volte i ramarri (Barbuti, autogol di Tantardini e Buratto). Accorciò Leonarduzzi, ma Paladin prima dell’intervallo portò i neroverdi sul 4-2. Nella ripresa colpì Abbruscato (8′), pareggiò Juan Antonio (18′) e completò rimonta e sorpasso ancora Abbruscato (36′). Sulla panca del Pordenone c’era Lamberto Zauli. Al De Marchi si augurano che sabato, con la Cremonese, Viotti possa dirigere tutta un’altra partita. A proposito: con un appello via web, il presidente Mauro Lovisa invita i tifosi ad accorrere al Bottecchia per “spingere” i ramarri, terzi in classifica. PREVENDITA – È già in corso la prevendita dei tagliandi per assistere alla gara nel Bar Libertà di viale Libertà a Pordenone e al Caffè Nogaredo di via Sclavons a Cordenons. I costi: tribuna centrale 18 euro, ridotto 14; laterale 14 euro, ridotto 10, Under 16 uno. Gradinata locali: 10 euro, ridotto 8, Under 16 uno. Le riduzioni sono per gli Over 65 e la fascia d’età dei 17-20 anni. Gradinata ospiti (acquistabile esclusivamente in biglietteria) 10 euro, Under 16 uno.

Ore 18.50 – (Messaggero Veneto) Il Pordenone stavolta non cambia. Per affrontare la Cremonese, infatti, Tedino intende mantenere il 4-3-3, rimanendo così sulla strada ripresa a Busto Arsizio. Niente 3-5-2, come a Mantova, neppure il 4-4-2 utilizzato col Renate: si mantiene la strada maestra, ritenuta dal trainer e dal suo staff quella giusta per contenere il 3-5-2 di Pea. Per quanto riguarda gli uomini, il tecnico anche qui non ha intenzione di fare grossi cambiamenti rispetto al match con la Pro Patria. Al momento sembrano due i ballottaggi, anche a vedere la seduta pomeridiana di ieri: Finocchio-Valente per il ruolo di esterno sinistro, Strizzolo-De Cenco per quanto riguarda la posizione di punta centrale. Tedino ha ancora due allenamenti, quello pomeridiano di oggi e la rifinitura di domani, per sciogliere. Per il resto, si va verso la conferma dell’undici visto a Busto: ieri hanno abbandonato la seduta a mezzora dalla fine Cattaneo e Mandorlini ma solo in via precauzionale. Deciso l’arbitro del match: sarà Daniele Viotti di Tivoli, che ha già diretto il Pordenone la scorsa stagione, nel pirotecnico ko per 5-4 a Salò con la Feralpi.

Ore 18.30 – (Messaggero Veneto) I videoappelli avevano funzionato la scorsa stagione: stadio colorato di neroverde, passione per il club della propria città. Il Pordenone riprende il filo e lo fa con il suo presidente, Mauro Lovisa, che, in vista del match con la Cremonese di sabato (alle 17.30), lancia su Youtube e sulla pagina facebook della società un messaggio ai tifosi e agli sportivi del territorio. «La posizione di classifica che stiamo occupando è per noi eccezionale – afferma il massimo dirigente, indicando la lusinghiera classifica sullo schermo di un pc –: è un momento storico per noi e per il Pordenone. Per questo voglio cercare di trasmettere qualcosa alla cittadinanza, un messaggio grazie al quale arrivi più gente possibile allo stadio. Giochiamo contro una rivale blasonate, la Cremonese, che ha militato molte stagioni in serie A. Per noi è un motivo d’orgoglio affrontare club del genere. Ci stiamo godendo l’attimo, ma ora chiedo l’aiuto di tutti i nostri tifosi. Sosteneteci». Non solo i supporter fedeli, però: Lovisa vuole coinvolgere anche chi il feeling con il Bottecchia non ce l’ha. «Venite allo stadio – esorta gli animi dei pordenonesi – perché quest’anno vi divertite. Stare lassù è qualcosa di incredibile e, se stiamo tutti vicini, possiamo fare un campionato di alto livello e trarre tutti beneficio di questo aspetto». L’appello di Lovisa può essere esteso anche alla prossima gara casalinga, che si giocherà in via Stadio subito dopo quella con la Cremonese. Il match con l’Alto Adige, valido per la settima giornata di Lega Pro, si disputerà infatti domenica 18 ottobre alle 14. Due gare casalinghe di fila per salire ulteriormente in classifica: la città, si auspica il club, deve rispondere presente, perché i test cominciano a farsi importanti. I risultati si erano visti la scorsa stagione, quando di fronte a più di 1.500 persone la squadra superò l’Alto Adige in notturna e in un Bottecchia gremito i ragazzi di Rossitto misero al tappeto l’Albinoleffe.

Ore 18.10 – (Messaggero Veneto) Sorride quando gli si dà dello “spauracchio”. Eppure per il Pordenone lo è. Sabato, con la sua Cremonese arriva l’allenatore-incubo per i neroverdi: Fulvio Pea. La scorsa stagione, alla guida del Monza, ha sempre battuto i ramarri, affrontati ben 4 volte. Ha ottenuto 4 successi, due in stagione regolare e 2 nei play-out, le più importanti, che hanno spedito i “ramarri” in serie D, nonostante il club lombardo fosse ormai fallito. «Conservo bei ricordi, ma un concetto mi è ben chiaro – afferma –: stavolta sarà tutta un’altra storia». I precedenti. Incontro d’andata, a dicembre: 0-0 fino al 90’, poi la rete di Vita, in pieno recupero. E’ l’esordio in casa di Fabio Rossitto, subentrato poco prima a Luciano Foschi. E’ però il nono ko di fila per i “ramarri”. La partita del ritorno, al Brianteo, può significare la svolta per la squadra, reduce da 3 vittorie di fila. Altro giro, altro stop. Sempre per 1-0. Si arriva così ai play-out. Al Bottecchia vince Pea 2-0, ipotecando la salvezza. Al ritorno, con il Monza dichiarato fallito, finisce addirittura 6-3, anche se il Pordenone era sul 2-0 avanti dopo 20’. Insomma, percentuale realizzativa massima: qualche merito, il tecnico, ce l’ha. L’attualità. Pea già a giugno, cambia squadra: firma con la Cremonese. Però quei match non li ha cancellati. «No, assolutamente – afferma il trainer grigiorosso –. Sono state partite dure, incerte fino al 90’. Nell’ultima poi è successo di tutto. E’ sempre andata bene, ma non credo di essere uno “spauracchio”: alla fine in campo vanno i giocatori e sono stati loro la chiave delle vittorie. Abbiamo fatto qualcosa di importante, ma quest’anno sarà un’altra cosa». Già: dimenticarsi del Pordenone della scorsa stagione. «I neroverdi sono una squadra di grande valore – afferma –: meritano la posizione di classifica che hanno, giocano bene. Merito dell’allenatore, ma anche della proprietà». Pea elogia il presidente Lovisa e i suoi soci: «E’ da più di un anno che fanno sforzi notevoli, hanno voglia di crescere, come dimostra anche il ripescaggio chiesto e ottenuto. Gli auguro grandi soddisfazioni: non sabato, però…». Pericolo. Il Pordenone deve stare attento, perché è una Cremonese pericolosa, nonostante sia indietro di tre punti: primo ko solo sabato scorso, peraltro al 90’, per un rigore dubbio; davanti ha forse il centravanti più forte della categoria, Brighenti, che il suo ex tecnico Giampaolo voleva portare in serie A a Empoli. Ci vorrà una grande prestazione per fare punti. anche perché Pea, visti i precedenti, non perdona.

Ore 17.40 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Tre gare in otto giorni per prendere il largo sfruttando il possibile «effetto-Tacopina». Domenica alle ore 15 al Penzo è attesa la Liventina, matricola trevigiana ripescata in estate dall’Eccellenza (a quota 8 punti dopo il 3-0 sul Dro), nella prima di tre sfide ravvicinate: mercoledì prossimo, infatti, gli arancioneroverdi di Paolo Favaretto faranno visita all’Abano nel secondo dei sei turni infrasettimanali del girone C, mentre domenica 18 di nuovo a Sant’Elena ci sarà l’inedito derby d’alta classifica con la Calvi Noale (seconda a -4 col Campodarsego che ospiterà Serafini e compagni il 25 ottobre). In questo contesto promette di avere un sicuro impatto lo sbarco di Joe Tacopina, domani alla prima uscita ufficiale da presidente lagunare nella presentazione pubblica in programma alle 11.30 al Cà Sagredo Hotel di Campo Santa Sofia a Venezia. L’avvocato newyorkese illustrerà la rinascita arancioneroverde da lui avviata in estate (quando ancora era in carica come presidente del Bologna di serie A), sulle rovine gestionali dell’Unione Venezia del russo Yury Korablin e incontrando almeno un paio di volte il sindaco Luigi Brugnaro. Risultati e Tacopina (oltre all’invito esteso dal club alle società del territorio) potrebbero iniziare a risvegliare una tifoseria ancora piuttosto fredda: la campagna abbonamenti ha chiuso a 786, un dato superiore agli ultimi tre campionati di Lega Pro (629 nel 2012/13, 480 nel 2013/14 e 571 lo scorso anno) ma inferiore al precedente triennio in serie D (1.523 nel 2009/10, 1.400 nel 2010/11 e 825 nel 2011/12). Abbonamenti a parte il dato su cui lavorare riguarda però chiaramente la «presenza fisica» allo stadio che nelle prime tre partite (due allo Zanutto e una al Penzo) – stando ai dati forniti dopo il 90’dalla società – è stata in media di 1.102 spettatori, al momento in calo per il quinto anno di fila e la più bassa dalla fusione del 1987. A proposito di tifosi il Venezia dopo il 3-1 di Montebelluna dovrà pagare un’ammenda di 500 euro «per avere propri sostenitori danneggiato la rete di recinzione».

Ore 17.20 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Prima multa e prima squalifica per il Venezia. La trasferta di Montebelluna è costata cara agli arancioneroverdi, in termini di provvedimenti disciplinari. Il giudice sportivo ha multato la società (500 euro) «per avere propri sostenitori in campo avverso, nel corso della gara, danneggiato la rete di recinzione», si legge nel comunicato ufficiale della Lega. Un provvedimento dovuto alle intemperanze di alcuni supporter arancioneroverdi, che nel corso del match hanno appunto provocato il danneggiamento. Oltre a pagare la multa, la società dovrà risarcire i danni al Montebelluna, come indicato dallo stesso giudice sportivo: «Si fa obbligo di risarcire i danni se richiesti e documentati». Prevista, poi, la squalifica di una giornata per Gianni Fabiano, a causa del doppio cartellino giallo con cui l’arbitro lo aveva sanzionato nel corso del match. Un provvedimento che mister Favaretto sperava di evitare, tanto che aveva già programmato di cambiare il giocatore, insieme agli altri ammoniti. Ma non ha fatto in tempo, è arrivato prima il cartellino. «Peccato per la seconda ammonizione, mancavano ormai dieci minuti — ha detto Fabiano — ma non dobbiamo attaccarci alle decisioni arbitrali». L’assenza del trequartista comporterà alcune correzioni con la regia affidata a Gualdi, lasciando spazio a Malagò con Calzi e Acquadro. Ma tutto dipenderà dalle condizioni dei giocatori, visto che ieri si sono allenati a parte Carbonaro, Calzi, Cangemi, D’Alessandro, più Barreto. E domani si conoscerà la nuova proprietà americana, rappresentata dal neo presidente Joe Tacopina che in mattinata, all’hotel Ca’ Sagredo, presenterà anche alcuni soci e il progetto. Tacopina sarà poi sugli spalti domenica al Penzo, per assistere al match contro la Liventina.

Ore 17.00 – (La Nuova Venezia) «Mi piace attaccare, andare nell’area avversaria. E poi, quest’anno, le occasioni capitano a tutti». Luciano Gualdi ha timbrato a Montebelluna la seconda rete stagionale, dopo aver realizzato il quarto gol arancioneroverde a San Donà di Piave con la Sacilese. Tante stagioni tra i professionisti, a lungo perno del centrocampo del Renate prima di andare un anno fa ad Ascoli, Luciano Gualdi ha ritrovato nel Venezia quegli spazi che gli erano mancati nelle Marche. «Mi sono trovato in un sistema di gioco poco confacente alle mie caratteristiche in un centrocampo a due, in cui giocavo praticamente davanti alla difesa. Nel Venezia posso finalmente esprimermi come posso, avendo accanto compagni eccezionali e in una posizione sicuramente più avanzata». Venezia che continua a veleggiare a punteggio pieno nel girone C, con 18 reti realizzate (3 di media a partita) e un sacco di occasioni create, anche prima di sbloccare il risultato. «Ci è capitato spesso di andare al riposo in vantaggio di due gol», spiega Gualdi, «a Montebelluna dovevamo fare altrettanto, visto che prima della mia rete eravamo andati vicini alla segnatura in quattro-cinque occasioni. Dobbiamo metterci al riparo da qualsiasi sorpresa, vedi Montebelluna, gli avversari posso anche segnare alla prima opportunità, costringendoci ad alzare nuovamente i ritmi per cercare il nuovo vantaggio. Rispetto alle prime partite stiamo crescendo, ci conosciamo meglio e sappiamo quali sono le caratteristiche dei nostri compagni». Puntuale è arrivata la squalifica per una giornata per Gianni Fabiano, che è il primo giocatore del Venezia fermato in questa stagione dal giudice sportivo. Per il match contro la Liventina, Paolo Favaretto ha più armi all’interno della sua rosa su cui puntare: un attaccante (Innocenti o Maccan) in più oppure un centrocampista (Malagò o Callegaro). Ieri doppia seduta al Taliercio, hanno lavorato a parte D’Alessandro, Calzi e Carbonaro, oltre a Barreto e Cangemi, oggi test contro la juniores di Andrea Turato (7 punti in 3 gare in campionato). Intanto a Trieste, il presidente Pontrelli ha “congelato” per dieci giorni sei giocatori, che si alleneranno a parte: Beghin, Berto, Mattielig, Pettarin, Zanardo e Zubin. Il nuovo tecnico del Dro, al posto di Massimiliano Caliari, è il veronese Cristian Soave.

Ore 16.30 – Qui Guizza: termina l’allenamento.

Ore 16.10 – Qui Guizza: partitella finale in corso.

Ore 15.50 – Qui Guizza: lavoro tattico per i Biancoscudati.

Ore 15.30 – Qui Guizza: assente Altinier, mentre corrono a parte Neto Pereira e Favalli. Regolarmente in gruppo Aperi e Petkovic.

Ore 15.10 – Qui Guizza: inizia l’allenamento.

Ore 14.50 – Qui Guizza: Biancoscudati ancora negli spogliatoi.

Ore 14.20 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Alle vittorie c’era abituato da calciatore, con la maglia del Vicenza e non solo. E Stefan Schwoch non ha perso il «vizio» di primeggiare neppure sul green, quando si tratta di gareggiare con le mazze da golf e non più con le scarpette bullonate ai piedi.
Ieri, al Royal Park «I Roveri» di Torino, la prima Edizione del «Football legends european golf championship», una sorta di campionato europeo di golf per ex calciatori. Il torneo è stato organizzato con la finalità di raccogliere fondi per ex atleti oggi in difficoltà, grazie alla neonata associazione «Cerchio Azzurro», fondata dall’ex centrocampista del Torino e della Nazionale Giuseppe Dossena e patrocinata dalla Uefa e dal Coni. Al torneo europeo hanno partecipato calciatori dal grande passato come Andreas Brehme, Alain Boghossian, Massimo Bonini, Pavel Nedved, Marco Tardelli, Mauro Tassotti, Massimo Mauro, Michelangelo Rampulla, Renato Zaccarelli ve molti altri, tra cui il responsabile dell’area tecnica del Vicenza Paolo Cristallini e l’ex centravanti e dirigente biancorosso Stefan Schwoch. E proprio Schwoch ha vinto la gara a livello individuale e ha contributo al successo di squadra della selezione italiana. «E’ stata una bella iniziativa per aiutare chi tra gli ex atleti adesso è in difficoltà — precisa Schwoch — e la cosa più importante è questa. Sono contento di aver vinto la gara singola e quella a squadre e visto il successo dell’iniziativa spero ci sia anche la seconda edizione in cui punteremo a difendere il titolo conquistato». L’ex centravanti del Vicenza ha ricevuto la Grolla d’Oro dal direttore generale del Saint Vincent Resort & Casino, Gianfranco Scordato, battendo Paolo Cristallini. «Una vittoria inaspettata perché di solito Paolo vince sempre — sorride Schwoch — ma stavolta ho giocato proprio bene… Anche se ormai sono fuori dal giro, abbiamo parlato anche del Vicenza e della squadra: Raicevic mi piace, è un giocatore interessante con ampi margini di miglioramento, con una struttura fisica notevole che non gli impedisce di avere buoni piedi e movimenti da centravanti. Un centravanti che ha la grande fortuna di essere alle dipendenze di Pasquale Marino, un tecnico che anche in questo campionato sta facendo un ottimo lavoro pur con una squadra in cui mancano giocatori importanti come Di Gennaro e Ragusa in primis». Schwoch il Vicenza l’ha visto in questa stagione nella sfida casalinga contro il Pescara e ne ha ricavato una buona impressione generale. «C’erano tanti assenti — sottolinea Schwoch — e in difesa l’emergenza era alta, ma nonostante tutto la squadra ha tenuto in mano le redini del match contro un Pescara costruito in per arrivare ai play off». Per l’attaccante altoatesino sarà difficile ripetere la stagione scorsa, anche se, a parte il Cagliari, non vede squadre nettamente più forti dei biancorossi. «Il Cagliari ha uno squadrone e non vedo come non possa tornare in serie A – precisa Schwoch – ma per il resto ritengo che la serie B offrirà equilibrio fino a primavera quando, tra le prime, chi avrà la migliore condizione fisica avrà grandi chance di vincere il campionato; al Vicenza forse manca di un attaccante da 20 gol ma è allenato da Marino, che è il miglior tecnico della categoria».

Ore 13.50 – (Mattino di Padova) A due giorni dal derby con la Luparense San Paolo di Serie D, ecco un’amichevole di lusso per l’Abano: oggi, alle 15, i neroverdi affronteranno il ChievoVerona allo stadio comunale di Caselle di Sommacampagna. Una sfida intrigante, perché se la vedranno con una squadra ha iniziato alla grande il campionato di Serie A, perdendo solo contro l’Inter. I gialloblù, infatti, sono sesti in classifica a quota 12 punti, gli stessi di Napoli e Sassuolo. Per la partita odierna il tecnico clivense Rolando Maran dovrà fare a meno di Hetemaj, M’Poku, Birsa e Cesar, impegnati nel prossimo week end con le rispettive Nazionali, mentre il collega di sponda aponense Massimiliano De Mozzi dovrà fare i conti con gli infortuni eccellenti di Segato (noie muscolari) e Bortolotto (indolenzimento al ginocchio). Il biglietto per assistere alla partita costerà 5 euro, mentre per gli under 15 l’ingresso sarà gratuito. Sabato alle 15, come accennato, capitan Ballarin e compagni giocheranno contro la Luparense San Paolo al “Gianni Casèe” di San Martino di Lupari, match anticipato in vista del turno infrasettimanale (calcio d’inizio sempre alle 15) di mercoledì 14 ottobre, una data “storica” per l’Abano, che ospiterà per la prima volta il Venezia, capolista del girone C con 18 punti.

Ore 13.20 – (Gazzettino) Dai ricordi all’attualità, ecco come vede il derby di sabato prossimo Enrico Alfonso: «Le due squadre arrivano da due risultati diversi e con situazioni emotive opposte. Il Padova è partito bene in questo campionato, ma nell’ultima giornata ha perso malamente in casa con il Sudtirol, perciò contro di noi avrà una gran voglia di riscatto. Noi a Pavia abbiamo preso consapevolezza di chi siamo e l’approccio con una squadra di alta classifica è stato più facile. Nei derby, però, non c’è mai una squadra favorita e le partite sono particolari». Gestire l’imprevedibilità del derby è quindi molto difficile sia nella preparazione precedente la gara, sia soprattutto durante la partita. Conclude il portiere granata: «Sarà fondamentale essere lucidi e saper cogliere gli episodi che si presenteranno al momento. Chi riuscirà meglio a gestirli avrà un gran vantaggio. Noi innanzitutto dobbiamo insistere negli allenamenti per diventare più cinici nel finalizzare le occasioni da rete. Creare gioco e opportunità da gol è importante, ma essere concreti riuscendo a sfruttarle è decisivo».

Ore 13.10 – (Gazzettino) Non c’è traccia in Enrico Alfonso, portiere del Cittadella nato a Padova nel 1988, per un ipotetico “derby nel cuore” sabato sera al Tombolato. Spiega l’interessato: «La mia famiglia paterna è di Este e io sono nato a Padova, ma sono cresciuto fin da bambino nel vicentino, nel paese di origine di mia madre». I suoi inizi calcistici pertanto non sono stati colorati nel biancoscudo. «I miei primi anni – riprende Alfonso – li ho passati nelle giovanili del Montecchio Maggiore, ma ben presto mi sono trasferito a Verona nel settore giovanile del Chievo, dove sono cresciuto calcisticamente». La sua storia, quindi, non si è incrociata con il Padova, squadra che il portiere granata ha però incontrato da avversario. «Effettivamente – continua – non provo particolari affetti per la società biancoscudata, con la quale comunque ci ho giocato contro nel mio primo anno di attività professionistica indossando la maglia del Pizzighettone. Non ci siamo incrociati quando ero al Venezia, mentre mi ricordo benissimo la partita in serie B, quando ero al Modena e ho giocato contro il Padova che aveva Ardemagni, El Shaarawi e altri bei nomi per un buon campionato».

Ore 12.50 – (Mattino di Padova) Nelle file del Citta sarà sicuramente assente Jallow, squalificato, uno che ha dimostrato di saper “spaccare le partite”. Quanto peserà quest’assenza? «Jallow, fatte le debite proporzioni, mi ricorda Gervinho, per ruolo e movenze. È un buon ragazzo e a Pavia, dopo il cartellino rosso, si è reso subito conto di aver commesso un’ingenuità. Se foste entrati in spogliatoio, avreste visto tutti che festeggiavano e lui abbattuto come se l’avessero ucciso. Ciò detto, ha fatto molto bene sin qui, ma non credo che nessun singolo possa influire così tanto negli sviluppi del gioco da essere determinante». La rinuncia all’esterno gambiano si compensa con quella di Neto Pereira, che potrebbe non recuperare in tempo nel Padova. «In partite come queste mi farebbe piacere che entrambe le squadre fossero al completo, perché il derby dev’essere una festa, da affrontare al meglio. Sono queste le gare che rendono bello il calcio, perché hanno pathos e portano allo stadio tante persone». Torniamo ai ricordi: meglio lo spregiudicato Cittadella di Glerean promosso in serie B nel 2000 o quello che tornò fra i cadetti con Foscarini nel 2008? «Non ha senso fare confronti di questo tipo. Le vittorie restano impresse nella memoria ma non credo che le sette stagioni consecutive trascorse in Serie B e certi rush straordinari che ci hanno portato a conquistare la salvezza abbiano regalato ai tifosi meno emozioni di quelle promozioni». Qual è stato il derby più bello fra quelli che ha vissuto? «Risposta secca: il prossimo. Il derby più importante è quello che viene».

Ore 12.40 – (Mattino di Padova) È un “ex” pure lui. Eccome se lo è! Nelle giovanili biancoscudate mosse i primi passi da calciatore vincendo anche uno scudetto, debuttò in prima squadra nella stagione ’81-82 (5 presenze e un gol), per poi tornarci nell’annata ’85-86 (28 gare condite da 3 reti). Il fontanivese Stefano Marchetti, oggi direttore generale del Cittadella, per indole preferisce pensare al futuro piuttosto che soffermarsi su quanto è stato, ma se gli si chiede quali ricordi riaffiorino pensando al Padova, cita subito due nomi: «Il primo è quello di Vittorio Scantamburlo, che mi ha allenato negli anni del settore giovanile. La sua umanità e la sua umiltà sono un esempio: è una persona che ha dato tanto al nostro calcio e che resterà nella sua storia. Se penso, invece, all’esperienza in prima squadra, non posso non citare Bruno Giorgi, un grande tecnico e un grande uomo». È curioso che a ricoprire il ruolo di ds nel Padova sia invece uno come Fabrizio De Poli, cresciuto calcisticamente sotto le Mura. «Non giudico mai il lavoro degli altri. Però De Poli è un direttore sportivo esperto, da tanti anni nel mondo del calcio. Uno che sa fare il suo lavoro». E del Padova che De Poli ha costruito cosa dice? «Che sin qui ha fatto molto bene, tranne contro il Sudtirol. Ma proprio quella sconfitta regalerà alla sua squadra una determinazione ancora maggiore. Sono sicuro che il Padova non sbaglierà l’approccio alla partita, sabato sera. Per questo dovremo essere ancora più concentrati e riversare in campo ancora più rabbia». Teme un rilassamento dei suoi uomini dopo il colpaccio di Pavia? «Nel calcio nessuno ha la palla di vetro. Dico solo che questa partita va preparata a livello psicologico prima ancora che lavorando in campo».

Ore 12.30 – (Mattino di Padova) Si è finalmente rivisto Sgrigna, in compenso si riferma De Leidi. Ieri pomeriggio l’allenamento al Tombolato per il Cittadella si è chiuso con una partitella in famiglia contro la formazione Berretti di Giacomin. Nell’occasione Venturato ha ruotato tutti i suoi uomini, dando spazio anche al fantasista romano, che deve ovviamente recuperare la condizione dopo la lunga inattività (si è infortunato nel corso del ritiro di Lavarone di agosto) e che, se tutto procederà per il meglio, tornerà fra i convocati fra alcune settimane. Più che un’amichevole un allenamento congiunto, senza tener conto dei marcatori, al quale, però, non hanno partecipato Jallow (che salterà il derby perché squalificato dopo essere stato espulso, insieme a Bellazzini, allo stadio Fortunati) e De Leidi, che martedì era rientrato in gruppo ma che ieri ha rimediato una botta al piede che lo aveva fatto tribolare nelle scorse settimane, lasciando il campo anzitempo.

Ore 12.00 – (Gazzettino) E sul piano tecnico? «Per i risultati ottenuti e l’organico a disposizione, penso possano ottenere la promozione. Se sono sopra di noi? Il Padova lo metto da un lato, non conoscendo ancora la nostra precisa collocazione. So che loro possono vincere». Domenica un ruolo importante arriverà dai tifosi: «Dispiace per questi sovrapprezzi applicati ai biglietti che non capisco da cosa derivino e su cui non possiamo intervenire. So che oltre 400 supporter hanno già in mano il tagliando per cui ci sarà una bella cornice. Per dirla tutta, penso che i nostri si faranno sentire maggiormente e spero che questo porti benefici in campo». Che partita prevede? «Ci sarà tanta gente e dunque auspico una gara divertente e con contenuti di spettacolarità. Non so se ci saranno tanti gol, basta farne uno in più dei granata e un bel 5-4 non mi dispiacerebbe. I singoli giocatori, con le loro giocate, possono determinarne gli esiti, ma se si gioca compatti e si fa gruppo, ognuno è decisivo nel suo ruolo». Ha già deciso dove si nasconderà questa volta durante la gara? «Non ho ancora fatto mente locale, ma sicuramente troverò il posticino giusto…».

Ore 11.50 – (Gazzettino) E poi ci sono i derby nei campi dilettantistici quando Bergamin era presidente del Villafranca: «In quel campionato sono praticamente tutti derby, vista la vicinanza delle varie formazioni, ma i più accesi li ho vissuti da giocatore. Io militavo nel Campo San Martino e Roberto Bonetto (attuale socio e amministratore delegato del Padova, ndr) nella Plateolese. I risultati erano alterni, ma la costante è che finiva sempre a botte, naturalmente nel senso buono del termine, dato che si trattava di incontri senza esclusione di colpi». Cittadella significa famiglia Gabrielli. «Con il presidente ci siamo visti e parlati, pure di recente. Quella società, in passato e adesso, anche se reduce da una retrocessione, rappresenta un modello sotto tanti punti di vista. È vero che possono operare in un ambiente più tranquillo, ma hanno sempre fatto bene e gestito in maniera oculata. Noi stessi dobbiamo seguire quella falsariga».

Ore 11.40 – (Gazzettino) «La mia principale preoccupazione, al di là degli aspetti campanilistici, è che la squadra si ritrovi e dimostri che la sconfitta con il Sudtirol è stato un episodio». Poco importa, per Giuseppe Bergamin, se quello di sabato a Cittadella è il primo derby da presidente. L’attualità e la necessità di rimettere le cose a posto hanno la precedenza. «Questa settimana di attesa è un po’ diversa dalle altre – spiega il numero uno biancoscudato – solo per il fatto che veniamo da una prestazione non all’altezza. Ci può stare, ma indipendentemente dall’avversario, vorrei rivedere il Padova delle precedenti partite che con il Sudtirol non ho riconosciuto; dimostrare tutto questo è compito della squadra». E comunque è sempre un derby: «Che abbia un sapore particolare è comunque vero. Nelle vesti di tifoso ho visto quasi tutte le sfide al Tombolato e quella di cui rimane il ricordo più triste è la brutta sconfitta per 3-1 nel marzo 2011 che poi costò la panchina a Calori. Una serata vissuta molto male, tra le peggiori, e in quella occasione, da sostenitore biancoscudato, un po’ mi sono vergognato. Ho visto pure un 2-2 con doppietta di Altinier per i granata».

Ore 11.30 – (Gazzettino) In questo caso, sempre con riferimento al settore curva ospiti, il prezzo di partenza comune, diritti inclusi (obbligatori), è di 14,50 a cui ogni punto aggiunge una propria commissione variabile tra 0,50 e 2 euro per cui si arriva ai seguenti prezzi finali: Tabaccheria 212 in via Montà 157/C 15 euro; Coin Ticketstore in via Altinate 15,50; Totoricevitoria Casa Fortuna (Centro Commerciale La Corte di Mortise) e Toto Abano in via delle Terme ad Abano 16,50. Non applica invece alcuna commissione Last Minute Tour (Matrix Shop) a Vigonza, dove si pagano dunque 14,50 euro. Questi tagliandi, come quelli della tribuna scoperta ovest (prezzo netto 20 euro, 15 per donne, over 60 e ragazzi tra 14 e 18 anni, un euro per gli under 14) sono acquistabili fino alle 19 di domani, ma solo se si è in possesso di tessera del tifoso. I tagliandi per gli altri settori sono in vendita nella sede granata, aperta oggi e domani con orario 9-12.30 e 15.18.30 e sabato dalle 9 alle 12, nei punti Ticketone e ai botteghini del Tombolato dalle 18 di sabato. A ieri risultano venduti 1.061 biglietti complessivi di cui 418 per la curva ospiti; al dato complessivo vanno aggiunti i 1.109 abbonati per un totale di 2.170 posti già occupati.

Ore 11.20 – (Gazzettino) Tredici euro il costo netto del biglietto per la curva ospiti del Tombolato, 19,50 euro il prezzo complessivo da sborsare se acquistato via internet attraverso il sito del circuito Ticketone, con un rincaro che arriva al 50% e che ha fatto infuriare il popolo biancoscudato. All’importo di partenza si aggiungono infatti 1,5 euro di diritti di prevendita, 2,50 di commissione e altri 2,50 per l’opzione “stampa a casa” che permette di procurarsi il tagliando direttamente dal proprio computer senza ritirarlo ai botteghini. La soluzione? Per chi abita nell’Alta, acquistarlo direttamente nella sede del Cittadella dove si pagano gli effettivi 13 euro, oppure rivolgersi ai punti vendita Ticketone, inizialmente non citati tra le opzioni a disposizione per la prevendita, dove le commissioni sono decisamente più basse.

Ore 11.10 – (Gazzettino) Pur mischiando un po’ le carte, nel primo tempo Parlato ha confermato il consueto modulo 4-2-3-1, con Favaro in porta, Fabiano e Niccolini, centrali difensivi, il giovane Dell’Andrea a destra e con Dionisi a sinistra, posizione che potrebbe occupare anche a Cittadella. In mediana Corti e Bucolo, che ieri ha compiuto 28 anni, con il terzetto Turea, Mazzocco e Petrilli a sostenere la punta Cucchiara, autore di una buona prova e a segno due volte, sempre su cross di Petrilli. Nella ripresa, stesso modulo, con Ilari, Cunico e Bearzotti alle spalle di Altinier, Giandonato e Ramadani a centrocampo e gli stessi centrali difensivi affiancati da Diniz a destra e Anastasio a sinistra. A segno Cunico, Ilari, Giandonato e Altinieri. Oggi la squadra si allenerà alle 15 alla Guizza, domani seduta di rifinitura all’Euganeo alle 19.30. Questi i giocatori in campo per il Casalserugo agli ordini del tecnico Cominato: Spolverato, Marzotto, Munaro, Magetto, Bregantin, Fumian, Peraro, D’Angelo, Benedini, Fusari, Cesaro, Maregotto, Giardina, Boscardin, Menin, Voltan , Malinpensa, Pizzeghello.

Ore 11.00 – (Gazzettino) Prove tecniche di derby ieri per il Padova sul campo di Casalserugo, contro la locale squadra di Prima categoria. A due giorni dalla sfida con il Cittadella, il tecnico Carmine Parlato ha voluto un test serale per abituare i giocatori all’orario (20.30), per quest’anno ancora inedito in campionato, e alle luci artificiali. Ancora assenti Neto Pereira, Favalli e Aperi, quest’ultimo per un’infiammazione al ginocchio che oggi sarà oggetto di valutazione da parte dello staff medico. Quanto all’attaccante brasiliano (stiramento al muscolo lungo della gamba destra), e al terzino ex Cremonese, che ieri hanno lavorato a parte, oggi è in programma un esame di controllo. Per il primo la presenza al Tombolato resta comunque molto difficile, mentre per Favalli c’è qualche timida speranza in più di averlo a disposizione sabato. Pur in lista, a riposo il portiere anche Petkovic. In campo nella ripresa Giandonato dopo un giorno di stop per una botta all’adduttore.

Ore 10.50 – (Gazzettino) A fronte di tanti club che di recente hanno visto la luce, uno chiude definitivamente i battenti dopo lunga attività, mettendo a disposizione della tifoseria organizzata i propri cimeli. Si tratta del club Alè Padova fondato il 27 febbraio 1968 su iniziativa dell’attuale presidente Franco Dal Gesso, costretto a dire basta per motivi di salute e di età. «Dopo 47 anni di passione, sacrifici e impegno – si legge in una nota – ci ritiriamo, ringraziando tutti coloro che hanno collaborato in questo lungo cammino con serietà e giustizia. Resterà il ricordo di tante trasferte e feste oltre alle battaglie e le riunioni nell’allora Centro di coordinamento». “Per l’occasione – conclude la nota – ci rivolgiamo ai nuovi club a cui vogliamo regalare, se interessati, striscioni, bandiere e i fascicoli del centenario, oltre ai quadri da appendere nelle proprie sedi. Potranno rivolgersi il venerdì dalle 17 alle 19 al patronato della Natività in via Bronzetti 12/A, chiamando i numeri 049-605026 e 8711332.

Ore 10.30 – (Mattino di Padova) Hanno suscitato qualche polemica le dichiarazioni in cui suo padre si mostrava un po’ deluso per il dato degli abbonamenti. Che ne pensa? «Sono state interpretate male da chi pensa che l’abbia detto solo per questioni di bilancio. Cinquecento o mille abbonamenti in più non avrebbero spostato il bilancio del Padova. Però avrebbero permesso di avere un tifo ancora più trascinante all’Euganeo». Già papà Bonetto, altro “ex”. Sì, perché un paio d’anni dopo l’arrivo del figlio Roberto entrò come socio nell’organigramma granata, fu anche vice-presidente e si occupò del settore giovanile per quattro stagioni. «Conservo un ottimo ricordo», commenta direttamente dall’Indonesia l’amministratore delegato biancoscudato, che tornerà in Italia a poche ore dal derby. «Ho imparato molto su come si amministra una società sportiva e si cura il bilancio, stando attenti a non fare il passo più lungo della gamba. Un ambiente umile e competente. Il Cittadella da questo punto di vista non può che essere preso a modello». Lo sguardo, tuttavia, è già rivolto al campo: «Ritroverò tanti amici, ma vorrò batterli. Per noi la vittoria sarebbe molto importante dopo il capitombolo contro il Sudtirol».

Ore 10.20 – (Mattino di Padova) Tutto bello, romantico, signorile. Ma non per questo le differenze e la rivalità tra le due squadre sono state cancellate con un colpo di spugna. «Io sono sempre rimasto biancoscudato di fede, ovviamente», spiega Edoardo. «Per me quella di sabato è una partita come le altre, perché vale 3 punti. La rivalità e l’attesa devono coinvolgere i tifosi, non i protagonisti, che devono essere concentrati solo sulla partita». Per lei nessuna emozione particolare? «Forse l’emozione arriverà quando sarò allo stadio. Quando rivedrò luoghi familiari, come mi successe la prima volta che misi piede alla Guizza dopo tanto tempo. Mi verranno in mente i ricordi di quand’ero giovane e inseguivo il sogno di diventare un giocatore professionista». Giocatore no, vice-presidente sì. E con qualche responsabilità in più. Concorda con chi dice che il Citta è favorito? «Il campionato è molto equilibrato, il Citta ha tanti giocatori che arrivano dalla B, ma io non scambierei la mia squadra con nessuno. Contro il Sudtirol è stata una giornata storta, ma i valori del nostro gruppo sono alti. Spero in una vittoria al Tombolato».

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) «Me lo ricordo bene quel periodo», sorride Edoardo Bonetto. «A Padova stavo trovando poco spazio, così per l’ultimo anno di Allievi decisi di trasferirmi a Cittadella. Iniziai a respirare calcio vero nelle successive due stagioni in Primavera, con Rolando Maran in panchina. Il Torneo di Viareggio, qualche convocazione con la prima squadra in Serie B, anche se non sono riuscito mai ad andare in panchina. Può sembrare un luogo comune, ma sottoscrivo quello che ha già detto De Poli: a Cittadella si è sempre respirato un clima familiare, tutti si davano del “tu”, era un ambiente sereno». In quell’ambiente il giovane Bonetto ha modo anche di stringere legami importanti: «All’epoca avevo un ottimo rapporto con Stefano Marchetti, rapporto rimasto inalterato anche adesso. Lui era collaboratore tecnico, stava molto vicino ai giocatori, soprattutto ai più giovani e li aiutava nei momenti di difficoltà. Guardava migliaia di partite, si capiva avrebbe fatto strada».

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Estate 1999. Papà e giovane figlio calciatore si aggirano per via Ca dei Pase a Cittadella. Ad un certo punto si avvicinano ad un signore che sta chiacchierando fuori da un bar e chiedono: «Scusi, sa dirci dov’è la sede del Cittadella Calcio?». Il signore risponde subito: «È questa qui di fianco, ma non c’è nessuno. Vi apro io, desiderate?». «Firmare un tesseramento per le giovanili». Quindici anni dopo i tre si ritroveranno, 30 chilometri più a sud. I protagonisti? Papà Roberto Bonetto, figlio minorenne Edoardo, signore di fianco alla sede Fabrizio De Poli. Il quale, considerata l’assenza, quel giorno, del responsabile del settore giovanile granata Nuccio Bresolin, sbrigò le pratiche per il tesseramento del giovane difensore in arrivo dal Padova. E allora, può essere una partita come le altre il derby di sabato?

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Parlato dovrà fare, però, i conti con la storia, che racconta di un Padova vincente al Tombolato solo 3 volte su 15 gare disputate: nel 2007, finì 0-1 grazie alla rete di Orazio Russo; la stagione successiva 0-2, con reti di Bovo e Baù; quindi nel 2011, doppiette di Cuffa e Ruopolo nel 4-1 finale. Tra le mura amiche, il Cittadella ha vinto sei volte contro i biancoscudati, l’ultima proprio sotto le Mura due stagioni fa: il rigore di Coralli permise ai granata di battere 1-0 la squadra di Mutti, subentrato da due giornate a Dario Marcolin. All’Euganeo, invece, lo stesso Cittadella ha vinto solo in tre occasioni, perdendo sette volte e pareggiandone cinque. I record. Il giocatore che ha messo a segno il maggior numero di gol nei derby di campionato è Fabrizio Romondini, che con la maglia del Padova realizzò tre reti (nessuno più di lui nella storia delle sfide incrociate) in altrettanti derby consecutivi tra il 2003 e il 2004. Ma c’è anche un giocatore, sino ad ora l’unico, ad aver segnato con entrambe le maglie: è Antonio Di Nardo, in gol con il Padova nel 2-2 del 2 aprile 2010, e con la maglia del Cittadella nel 3-3 dell’aprile 2013. Sabato proverà a raggiungerlo il padovano Altinier: è lui l’unico “ex” della gara ad aver già segnato quando vestiva la maglia opposta.

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Dopo un anno di assenza forzata, torna il derby fra Cittadella e Padova ripartendo dall’ultimo precedente, quello del 22 marzo 2014, un incubo per i tifosi biancoscudati e un momento indimenticabile per quelli granata. Il poker all’Euganeo. L’ultima volta che le due squadre si sono affrontate si era arrivati a 30 sfide dirette, e il Cittadella di Foscarini espugnò l’Euganeo per 4-0, lanciandosi verso la salvezza e facendo precipitare il Padova verso la retrocessione e, poi, il fallimento: prima con Pellizzer, poi con Azzi (che due anni fa segnò la sua prima rete in B, e che oggi, dopo aver svolto il ritiro estivo con i biancoscudati ed essere stato scartato da Parlato, non sarà tra i protagonisti della gara di sabato sera), quindi con Perez e Donnarumma, la valanga granata sommerse il Padova. Dopodomani, ad un anno e mezzo di distanza, si riparte con il derby numero 31 della storia dei due club. I numeri. Il bilancio complessivo è ancora leggermente favorevole ai biancoscudati: nelle 30 edizioni passate, 10 sono state le vittorie del Padova e 9 quelle del Cittadella, con 11 pareggi.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Sei gol con vista sul derby. Prove generali ieri sera per la squadra di Parlato, che a Casalserugo ha battuto in amichevole la locale formazione di Prima Categoria. Sugli scudi nel primo tempo Cucchiara, oggetto misterioso sin qui ma autore di una bella doppietta. Nella ripresa, quindi, a segno Cunico, Ilari, Giandonato e Altinier per il 6-0 finale. Ultimi giorni di allenamenti in vista del match serale di sabato al Tombolato: proprio per migliorare ancora il feeling sotto i riflettori, dopo l’allenamento di oggi previsto alla Guizza alle 15, domani la rifinitura sarà effettuata alle 19.30. Casalserugo-Padova 0-6. Casalserugo: Spolverato, Marzotto, Munaro, Maretto, Bregantin, Fumian, Peraro, D’Angelo, Benedini, Fusari, Cesaro. A disposizione: Maregotto, Giardina, Moscardin, Menin, Voltan, Malinpensa, Pizzeghello. Padova primo tempo (4-2-3-1): Favaro; Dell’Andrea, Fabiano, Niccolini, Dionisi; Bucolo, Corti; Turea, Mazzocco, Petrilli; Cucchiara. Padova secondo tempo (4-2-3-1): Favaro (16′ st Reinholds); Diniz, Fabiano, Niccolini, Anastasio; Ramadani, Giandonato; Ilari, Cunico, Bearzotti; Altinier. Reti: 13′ e 26′ pt Cucchiara; 16′ st Cunico, 22′ st Ilari, 29′ st Giandonato, 40′ st Altinier. BIGLIETTI. Arrivano i primi dati di affluenza in vista del derby di sabato sera al Tombolato fra Cittadella e Padova. Per adesso sono stati staccato 1.061 biglietti, di cui 418 per il settore Curva Nord riservata ai tifosi biancoscudati e 643 in Tribuna est/ovest. La prevendita proseguirà anche oggi e domani, ma i supporters delle due formazioni potranno acquistare i biglietti anche sabato prima del match.

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) «E parliamo di due “ragazzi” di 37 anni, non si può pensare che giochino tutte le partite. Però non mi pare che a Padova i dirigenti abbiano detto di voler subito salire di categoria. Bisogna consolidarsi, poi se si costruisce qualcosa di duraturo con un po’ di pazienza i risultati arriveranno. La piazza deve capirlo, anche se sappiamo che pretende tutto e subito». Il Cittadella, come il Chievo, è la dimostrazione che la geografia del calcio veneto sta cambiando. «La storia di Padova e Verona rimane irraggiungibile – evidenzia Glerean – ma gli equilibri non sono immutabili. Era impensabile qualche anno vedere in serie A Frosinone, Carpi e lo stesso Chievo, o che in serie B il Cittadella lottasse ad armi pari con le migliori. Ma se c’è programmazione e se le spalle sono larghe, i risultati arrivano. E a Padova e Cittadella gli ingredienti per fare bene ci sono tutti».

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) Glerean analizza a fondo le due squadre, basandosi sulle indicazioni di mercato e in queste prime giornate. «Venturato ha due giovani come Jallow e Bizzotto che possono fare la differenza — osserva — senza dimenticare Chiaretti, che può rappresentare una validissima alternativa a Coralli e Sgrigna. Non vedo grossi punti deboli, la rosa è completa e ha ricambi all’altezza. Magari quest’anno avranno qualche pressione in più, perché la dirigenza si è sbilanciata un po’ nelle dichiarazioni estive. E comprensibilmente, aggiungo, visto che la squadra è valida». Di fronte avrà un Padova che non aveva mai perso prima di sabato scorso: «Il Padova è una buona squadra — analizza Glerean — ma secondo me troppo dipendente da Cunico e Neto Pereira. Sono due grandi giocatori, sono l’arma in più e allo stesso tempo possono rappresentare un problema, nel senso che in rosa non vedo grosse alternative o giocatori con le loro caratteristiche».

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) Sincero e mai banale, Ezio Glerean non si tira indietro. Il doppio ex di Cittadella-Padova, colui che ha allenato entrambe le padovane nella settimana che porta al derby di sabato sera al Tombolato, si apre un po’: «Sulla carta il Cittadella ha qualcosa in più del Padova e mi pare che anche l’obiettivo dichiarato dalle due dirigenze a inizio stagione fosse diverso». Cittadella favorito, dunque, secondo Glerean. Anche perché il Padova ha cambiato tanto giocoforza e la pazienza è necessaria. «Il derby è una partita particolare — spiega Glerean — in cui entrano in gioco tante situazioni e componenti caratteriali. Il Padova non è facile da affrontare, può giocarsela contro chiunque. Quindi anche con il Cittadella, il mio giudizio riguarda le squadre nel loro complesso. Il Cittadella è retrocesso ma, persa la categoria, ha tenuto quasi tutti i migliori, ha cambiato poco e ha dichiaratamente messo in piedi una squadra in grado di tentare subito il ritorno in serie B. Il Padova invece ha cambiato molto, bisogna dar tempo alla squadra di assestarsi, i giocatori si devono conoscere».

Ore 08.30 – Lega Pro girone A, il prossimo turno (sesta giornata, sabato 10 ottobre). Ore 14.00: Lumezzane-Pro Patria. Ore 15.00: Cuneo-Mantova, SudTirol-FeralpiSalò. Ore 17.30: AlbinoLeffe-Pavia, Giana Erminio-Bassano, Pordenone-Cremonese, Pro Piacenza-Alessandria. Ore 20.30: Cittadella-Padova, Reggiana-Renate.

Ore 08.28 – Lega Pro girone A, la classifica aggiornata: Bassano 13, FeralpiSalò 10, Pavia, Reggiana e SudTirol 9, Cittadella, Giana Erminio, Padova e Pordenone 8, Alessandria 7, Cremonese, Lumezzane e Pro Piacenza 6, Mantova 4, AlbinoLeffe e Renate 3, Cuneo e Pro Patria 0.

Ore 08.26 – Lega Pro girone A, risultati e marcatori della quinta giornata: Bassano-Cuneo 2-0 (Falzerano (Ba) al 6′ pt, Misuraca (Ba) al 43′ pt), Padova-SudTirol 0-2 (Maritato (St) al 13′ pt e su rigore al 24′ pt), Pro Patria-Pordenone 1-4 (Cattaneo (Pn) al 25′ pt, De Agostini (Pn) al 34′ pt, Taino (Pp) al 7′ st, Pasa (Pn) al 16′ st, De Cenco (Pn) al 19′ st), Alessandria-Albinoleffe 2-1 (Sosa (Al) al 45′ pt, Soncin (Ab) su rigore al 29′ st, Mezavilla (Al) al 44′ st), Pavia-Cittadella 1-2 (Bobb (Ci) al 44′ pt, Ferretti (Pv) su rigore al 36′ st, autorete di Biasi (Ci) al 42′ st), Renate-Lumezzane 0-2 (Barbuti (Lu) al 3′ pt, Russini (Lu) al 35′ st), Cremonese-FeralpiSalò 0-1 (Pinardi (Fs) su rigore al 45′ st), Giana Erminio-Pro Piacenza 1-2 (Rantier (Pp) al 7′ st, Bruno (Ge) al 45′ st, Ruffini (Pp) al 47′ st), Mantova-Reggiana 0-2 (Arma (Re) al 6′ pt, autorete di Gavazzi (Re) al 43′ st).

Ore 08.24 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.22 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Maglietteveloci.it, Macron Store, Studio Pignatelli Netstore, Birra Antoniana, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 7 ottobre: il Padova batte 6-0 il Casalserugo nell’amichevole serale grazie alla doppietta di Cucchiara e alle reti di Cunico, Ilari, Giandonato ed Altinier.

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