Padova-Mantova, bomber in silenzio: Altinier e Ruopolo non parleranno. E l’ex biancoscudato…

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Destini incrociati: 14 agosto 2015, primo turno di Coppa Italia. Mantova-Padova è in corso, i biancoscudati sono in vantaggio 1-0 (rete dell’ex di turno Cristian Altinier), ma al 43’ Francesco Ruopolo, un altro ex, segna e pareggia il conto del match. Finirà 1-1 ma non si chiude lì, perché Ruopolo segna e si porta le mani alle orecchie, dopo aver raccolto gli insulti degli ultras biancoscudati presenti al Martelli per tutta la partita. Fischi, insulti e urla di scherno per quello che i tifosi considerano uno dei protagonisti negativi della stagione 2011-2012 all’ombra del Santo, a cui segue quella reazione e una conferenza stampa condotta fra qualche sorriso ironico e mezze frasi lasciate in sospeso. Quel passato non è facile da dimenticare per i tifosi padovani: diversi atleti coinvolti nel calcioscommesse a vario titolo, qualche assoluzione in sede ordinaria ma non in sede sportiva, dove arrivarono squalifiche (poi ridotte), punti di penalizzazione (poi restituiti) e provvedimenti disciplinari molto pesanti. Ruopolo finì nell’occhio del ciclone per partite vendute ai tempi della militanza con l’Albinoleffe, che originarono un patteggiamento concordato dal suo legale Massimo Diana e una condanna a 16 mesi di squalifica, interamente scontati. Episodi emersi a distanza di anni proprio quando Ruopolo vestiva la maglia del Padova.

«Loro hanno fatto la loro parte – disse a proposito degli insulti ricevuti nel corso della partita dai tifosi biancoscudati – e io ho fatto la mia, segnando il gol del pareggio. L’esultanza? Ci sta, mi sono portato le mani alle orecchie perché sono stato insultato per tutta la partita. Quando ero a Padova mi fu intimato di andarmene per la vicenda legata al calcioscommesse: loro se legarono al dito, io vado avanti per la mia strada». Quelle parole, per quanto non fossero niente di così eclatante, gettarono altra benzina sul fuoco. Molti gli promisero un’accoglienza «speciale» all’Euganeo, qualcuno mise nero su bianco la propria presenza solo per riservargli un trattamento «particolare», nessuno in generale la prese bene. La ruota gira e adesso il calendario sabato propone proprio Padova-Mantova. Ruopolo, salvo sorprese, ci sarà, e c’è da scommettere che il clima allo stadio sarà infuocato. Cristian Altinier, sulla sponda opposta del fiume, è reduce da una settimana particolare. Ha fallito un rigore decisivo a Meda contro il Renate, privando il Padova di una vittoria che sarebbe stata assolutamente immeritata per quanto visto sul campo. La settimana prima a Cittadella dal dischetto non aveva sbagliato e, del resto, tutti i grandi attaccanti prima o poi hanno commesso un errore dagli undici metri. Nessun dramma, ma il momento è particolare e Altinier ha preferito declinare l’invito di giornali e tv che avrebbero voluto interpellarlo e conoscere il suo pensiero per una partita così speciale. Ma la sfida tra centravanti, stavolta, si consumerà sul campo di gioco e non a parole. A pensarci bene, meglio così. Dopotutto con i sentimenti (e con il passato) non si scherza.

(Fonte: Corriere del Veneto, Dimitri Canello)

«Ho fatto un grosso sbaglio e ho pagato perdendo due anni di carriera e tanto altro. Ho confessato tutto, sono pentito e ho preso questa cosa come una lezione di vita. Ora sono un uomo più forte e guardo avanti». A pronunciare queste parole tre mesi fa, in occasione della sua presentazione al Mantova, è stato Francesco Ruopolo che così ha archiviato la sua vicenda legata al calcioscommesse. Sabato l’attaccante tornerà per la prima volta da avversario all’Euganeo ed è difficile pensare che la cosa lascerà indifferenti i tifosi biancoscudati. Non a caso, la società lombarda per questa settimana ha deciso di non fargli rilasciare alcuna intervista. Approdato all’ombra del Santo con un triennale nell’estate 2011, la sua esperienza (33 presenze e 7 gol, tra cui una doppietta al Cittadella) si è chiusa anticipatamente a maggio 2012 proprio a causa dello scandalo scommesse, anche a seguito di un pesante comunicato della Tribuna Fattori.

In quei giorni era infatti emerso che nell’interrogatorio del 7 marzo, poi secretato, davanti al procuratore federale Stefano Palazzi, Ruopolo aveva ammesso il suo coinvolgimento nella combine di tre partite ai tempi in cui militava nell’Albinoleffe, condotta per la quale il 31 maggio ha patteggiato una squalifica di sedici mesi. «Siamo infastiditi, delusi e furibondi con Ruopolo – scrivevano gli ultras il 10 maggio – che nei mesi scorsi ha ammesso il suo coinvolgimento nella vicenda e in questo periodo ha continuato a giocare; ci chiediamo con che dignità e faccia abbia potuto esultare dopo un gol. Questa persona – aggiungevano – non la vogliamo più vedere, non vogliamo più che scenda in campo con la nostra maglia, non la vogliamo più a Bresseo o in qualsiasi luogo legato al Padova. Non importa se ha commesso l’illecito con un’altra squadra. Se ne deve andare ed entro sabato vogliamo che sia fuori rosa, faccia le valigie e lasci la città. Diversamente lo farà comunque: è solo questione di scegliere il modo».

Così avvenne, il giocatore rientrò subito nella sua Modena e dopo la squalifica è ripartito nell’ottobre 2013 con la Reggiana, approdando poi a Mantova e incrociando i destini con il Padova ad agosto in Coppa Italia, in un nuovo capitolo di questo rapporto tutt’altro che idilliaco. Contestato dai tifosi padovani presenti al “Martelli” fu proprio Ruopolo a realizzare nel finale il gol del pareggio ed esultò mostrando le orecchie in risposta polemica ai cori nei suoi confronti. Così commentò in sala stampa quel gesto: «Non vedo perché non debba festeggiare se segno, per me sarebbe una mancanza di rispetto non farlo e ho sempre esultato con gli ex. I tifosi del Padova mi hanno insultato da inizio partita e non mi aspettavo una contestazione così pesante. Mi dispiace ce l’abbiano con me, visto che ho sbagliato con un’altra squadra; per me comunque è tutto passato, affari loro». In campionato con il Mantova ha finora realizzato 3 reti e da ex ha già segnato al Padova anche con la maglia dell’Albinoleffe, il 5 gennaio 2010. La sua ultima apparizione all’Euganeo avvenne in occasione della sconfitta per 6-0 con il Pescara di Zeman, una delle pagine più nere della storia biancoscudata. Sul risultato di 0-0 fallì una ghiotta occasione, poi provocò il calcio di rigore del vantaggio abruzzese.

(Fonte: Gazzettino, Andrea Miola)




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