Live 24! Alessandria-Padova, -7: primo allenamento del 2016 per i Biancoscudati

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Ore 20.20 – (Il Piccolo) Anno nuovo, vita nuova? L’Unione Triestina 2012 lo scoprirà ben presto. In questa fase intermedia di un passaggio di proprietà ancora da perfezionare, e con un commissario giudiziale ad affiancare la gestione Favarato prima che il 29 gennaio ci sia l’eventuale svolta finale, è ancora troppo presto per capire come sarà il 2016 della Triestina, sia sul campo che sotto l’aspetto societario. Di certo, alle spalle c’è un 2015 davvero pazzesco per le tante tribolazioni che ha purtroppo offerto. Da ricordare con gioia, solo il play-out vinto rocambolescamente contro il Dro, che ha significato la salvezza della serie D. Ma quello è stato anche l’ultimo giorno in cui la tifoseria organizzata è stata a fianco dell’Unione 2012. Da lì in poi, la frattura annunciata contro Pontrelli si è concretizzata e mai più risanata. E non c’è traccia di riavvicinamento nemmeno con l’attuale gestione. A monito di un 2015 incredibile, ci sono anche alcuni numeri incredibili sulla gestione sportiva. Uno su tutti, riassume in modo emblematico la costante precarietà dell’annata: nell’anno solare appena finito, ben 55 giocatori hanno vestito la maglia dell’Unione Triestina 2012 e totalizzato almeno una presenza. Un numero pazzesco da record che mette assieme la seconda parte della scorsa stagione e i primi mesi di quella in corso. 27 i giocatori che da gennaio in poi avevano giocato nell’Unione dello scorso campionato, mentre da settembre in poi sono stati 34 gli elementi utilizzati in questo torneo: dal totale di 61 vanno sottratti 6 giocatori che hanno militato in entrambe le stagioni, ovvero Di Piero, Crosato, Piscopo, Proia, Spadari e Pontrelli. Ed ecco il totale di 55 calciatori. E basterebbe andare ad appena qualche settimana prima, ovvero il dicembre 2014, per accoglierne nel plotone altri 10, ovvero Bez, Kabangu, Clara, Risa, Giacani, Amadio, Lionetti, Fabbri, Morgavi e Pennicchi. In tredici mesi il numero di utilizzati salirebbe a 65, a testimoniare una volta di più una gestione caratterizzata da un mercato sussultorio, con arrivi e partenze continue, provini ed epurazioni, rientri improvvisi in rosa e avanti di questo passo. Per non parlare degli allenatori: Ferazzoli ha guidato la truppa nei primi mesi del 2015, prima della breve e burrascosa parentesi di Gagliardi, del rientro lampo di Lotti e del ritorno di Ferazzoli nel play-out di Dro. Quest’anno poi si parte con Masitto, quindi riecco Lotti e poi Roncelli (con comparsa in panchina dello stesso presidente Pontrelli), ma anche Doardo ha già firmato una panchina nel 2015. Fanno sette allenatori in un anno solare. Con un terremoto continuo in campo e in panchina, è stato oggettivamente un miracolo salvare la serie D, e perfino adesso essere comunque in piena corsa e ancora in zona play-out. E il numero di giocatori è ovviamente destinato ad arricchirsi già nei prossimi giorni: stavolta arrivi doverosi e quanto mai necessari, visto che la rosa è ridotta ai minimi termini. Chissà se stavolta, a operazioni di mercato ultimate, potrà finalmente esserci un po’ di stabilità.

Ore 19.50 – (La Provincia Pavese) Tra i giocatori più amati dai tifosi azzurri c’è sicuramente Alessandro Cesarini, che per le sue giocate e prodezze personali ha conquistato subito i supporter del Fortunati. Non ha caso si ispira ai suoi idoli da giovane calciatore: «Mi piaceva tantissimo Roberto Baggio e ovviamente anche Maradona», racconta. Il presente è quello di un Pavia che lo ha visto protagonista alla grande nei primi mesi, poi un infortunio ne ha condizionato il rendimento nella parte, finora, più difficile della stagione azzurra. «Fino alla gara casalinga vinta 2-0 con il Padova era andato tutto perfettamente per me e la squadra – ricostruisce la prima parte di stagione Cesarini – avevo fatto sei gol in campionato e due in Coppa. Poi la settimana seguente mi sono fatto male in allenamento, una distorsione al ginocchio destro e purtroppo c’era vicina la partita di Renate e ho giocato lo stesso. Poi a novembre arrivavano sfide importanti come Bassano e Alessandria e non potevo rinunciare, ho fatto una serie di iniezioni per poter essere comunque sempre in campo e poter giocare anche se non al meglio. Durante le settimane non riuscivo ad allenarmi regolarmente perché al momento la puntura ti toglieva il dolore che ritornava poi più forte. Dopo la gara di Verona di Coppa mi sono fermato con la Reggiana per recuperare pienamente: se da un lato il ginocchio è andato a posto dall’altro ho avuto un fastidio muscolare dovuto alla cattiva postura per il problema al ginocchio. Quindi la sosta invernale per me è caduta a pennello perché avevo bisogno di recuperare pienamente da quest’acciacco e presentarmi al meglio da gennaio in poi». Nella fase iniziale di campionato sono ritornate le voci di interessamenti di squadre di categoria superiore come l’Entella e il Pescara, nonostante che Cesarini abbia rinnovato con il Pavia fino al 2018. «Essere osservato da società di serie B non può che far piacere perché vuol dire che stai facendo bene e ti metti in luce – ammette il 26ene attaccante di Sarzana – però è ovvio che ho rinnovato a settembre per tre anni con il Pavia e l’obiettivo è salire nella categoria superiore con questa squadra». A gennaio i nuovi arrivi di mercato dovrebbero riguardare anche il settore offensivo. Aumenterà, quindi, la competizione. «Così sembra – sorride Cesarini – vedremo quali giocatori arriveranno, dovranno ambientarsi in un gruppo già forte che da un anno e mezzo per la maggior parte lavora insieme. Sicuramente saranno ben accetti tutti i nuovi che potranno aiutare ad aumentare le potenzialità di questo Pavia per centrare obiettivi importanti». La pausa invernale è anche tempo di bilanci. Come si spiega Cesarini il Pavia dai due volti di questa prima parte di campionato? «Mentalmente la situazione negativa di fine andata ha inciso tanto sulle nostre prestazioni – ammette Cesarini – penso all’ultima gara casalinga della gestione Marcolini contro il Lumezzane, dove eravamo in campo completamente spaesati. Eravamo entrati in un brutto circolo vizioso con tanti risultati negativi e ogni domenica era sempre più difficile. Poi sicuramente anche altre cose non sono andate. E alla fine quando viene cambiato un allenatore non è tutta colpa sua, qualcosa non va da più parti. Ora pensiamo a voltar pagina con il nuovo mister e ritornare in piena corsa per i nostri obiettivi». A proposito di mister Brini, come vi state trovando con un nuovo allenatore di grande esperienza per la categoria? «Bene, l’impatto è stato sicuramente positivo – spiega l’attaccante – è stato fatto tanto lavoro fisico ma anche in parte quello tattico. Il mister ci ha spiegato cosa vuole da noi. Sarà un gioco diverso da quello di Marcolini. E’ un allenatore i cui metodi e l’esperienza si vedono dai primi allenamenti, dà dei consigli importanti a noi tutti che cerchiamo di interpretare al meglio i suoi dettami tattici». A proposito di moduli, con il 4-4-2 o il 4-4-1-1 Cesarini sarà la seconda punta o comunque dietro a un centravanti. «Il mio ruolo è quello, poi ci sono varie interpretazioni e ne ho già parlato con mister Brini – racconta Cesarini – ci sono due punte, ma non “piatte” come poteva essere nel 3-5-2 del precedente allenatore. Da quello che vedo il mio compito sarà anche di copertura, di sacrificio sul mediano basso avversario. In fase di non possesso sarò un centrocampista a tutti gli effetti, poi in quella offensiva divento attaccante». Il privato di Cesarini: da un anno e mezzo a Pavia, amicizie, abitudini? «Vado d’accordo con tutti i miei compagni, ma con Luca Ghiringhelli è nata un’amicizia particolare – spiega l’attaccante azzurro – siamo spesso insieme, mia moglie e la sua fidanzata si frequentano pure loro. Inizialmente abitavo in via Milazzo in Borgo Ticino, il fiume mi ricordava un po’ il mio mare. Ora sto in un palazzo sulla Vigentina in una casa più grande dove vengono a trovarci i miei genitori o i miei suoceri. Pavia mi piace, a volte ho un po’ di saudade del mare. Lo rivedo quando torno a casa a Sarzana,mi ricarico per tornare qui in città». Il cenone di Capodanno l’ha fatto in casa con amici: «Non ho voluto ripetere l’esperienza dell’anno scorso, quando sono stato malissimo per un’ostrica mangiata in un ristorante. E poi le ostriche nemmeno mi piacciono».

Ore 19.20 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Ramarri al mare. Riprende oggi la preparazione dei neroverdi dopo le festività di fine anno. Tedino e il suo staff dirigeranno una doppia seduta al De Marchi. Al termine di quella pomeridiana tutta la comitiva si trasferirà all’Hotel Savoy di Bibione per un miniritiro in vista della ripresa del campionato di sabato. I neroverdi inaugureranno il 2016 alle 17.30 a Gorgonzola, contro la Giana Erminio. Rientreranno a Pordenone il 5 gennaio. AMICHEVOLE A FOSSALTA – Durante il ritiro le sedute di allenamento verranno svolte a Lignano, fra rettangolo di gioco e spiaggia. Tedino cercherà di recuperare gli acciaccati. Al termine della “vacanza di lavoro” i neroverdi disputeranno un’amichevole a Fossalta di Portogruaro (5 gennaio, 14.30) contro la Fossaltese. MERCATO – Si muovono intanto gli uomini di mercato del team neroverde in vista della riapertura ufficiale delle liste del 4 gennaio. È noto che l’obiettivo principale di Lovisa e soci sia un centrale difensivo che possa garantire opposizione agli avversari nel gioco aereo e “liberi” Pasa, il cui apporto sarebbe importante a centrocampo. La Gazzetta della Sport riporta la notizia del duello fra Pordenone e Lumezzane per assicurarsi le prestazioni di Fabio Gavazzi (classe ’88, 174 centimetri), attualmente al Mantova, con il quale ha collezionato 13 presenze fra campionato e Coppa Italia. Gavazzi in precedenza ha vestito le casacche di Como, Alghero, Renate, Pro Sesto e Novara. Ci sono voci anche di un interessamento per Michael Ventre (’96, trequartista), del Cosenza, con passaggi nelle giovanili dell’Inter e del Genoa.

Ore 18.50 – (Messaggero Veneto) È sempre molto attivo il Pordenone, che suderà con una doppia seduta al De Marchi, ma già da stasera si trasferirà all’hotel Savoy di Bibione per un mini-ritiro di tre giorni. Rientrato anche De Cenco dalle vacanze in Brasile, è il preparatore atletico Adalberto Zamuner a spiegare le motivazioni di questo trasferimento: «Il ritiro non è ovviamente punitivo, ma abbiamo scelto di far qualche giorno assieme lontano da Pordenone per rafforzare ancor più lo spirito del gruppo e lavorare in un luogo diverso dal solito per variare dalla “routine». Sarà un’attività variegata quella che svolgeranno i neroverdi, proprio come spiega Zamuner: «Imposteremo le sedute con un lavoro aerobico, sulla forza e sulle distanze, richiamando quindi quanto svolto a inizio stagione tenendo sempre presenti i dati raccolti dai test fisici della settimana scorsa. In più andremo sicuramente in spiaggia anche per diversificare il lavoro dalla routine». Riguardo l’alimentazione, il periodo invernale non cambia granché le abitudini rispetto a quello estivo: «Si seguono le stesse linee guida. La colazione è abbondante con predilezione di proteine e cereali, mentre a pranzo molto spazio è dato alle verdure di stagione». Promosso alla guida di tutto lo staff atletico neroverde, Zamuner dopo la laurea in scienze motorie sta per completare anche quella in scienza dello sport a Gemona, oltre ad avere pure due master nel proprio curriculum. A soli 28 anni l’esperienza è comunque elevata, visto che ha lavorato a fianco di Diego Zanin a Treviso andando poi a Venezia. In un ruolo come il suo, lo studio è fondamentale: «Bisogna stare sempre al passo, anche perché la concorrenza è davvero tanta. Devo dire che non sono solo: voglio ringraziare il mio collaboratore Tommaso Zentilin e tutti i colleghi delle varie squadre». Infine, se gli si chiede quali siano i suoi riferimenti, si vede che non c’è solo il calcio: «Ho appreso molto da Lorenzo Riela, attuale preparatore dello Spezia in Serie B, ma che adotta una metodologia diversificata e anche da Francesco Cuzzolin, preparatore dell’Italbasket. Guardare ad altri sport è stato prezioso e mi ha aperto molto la mente».

Ore 18.30 – (Messaggero Veneto) Attacco al puntello difensivo: è noto a tutti che in questo Pordenone che naviga tranquillo nelle acque della Lega Pro manca solo un tassello che è stato individuato: si parla di Fabio Gavazzi, difensore del Mantova per il quale la trattativa sarebbe ben avviata. Originario dalla provincia di Bergamo, classe 1988, il biancorosso può giocare tranquillamente in mezzo alla difesa, venendo spostato all’occorrenza sulla fascia destra. Inoltre ha molta esperienza della categoria, dato che a soli 27 anni conta quasi 200 presenze tra i professionisti, raggiungendo il punto più alto l’anno scorso con la maglia del Novara, in cui è arrivato il salto in Serie B. La carriera è cominciata a Como, nel 2007 in Serie D e poi è proseguita in Seconda divisione Lega Pro con le maglie di Alghero e Pro Sesto. Nel 2010 il passaggio al Renate, la squadra della consacrazione tra i professionisti per Gavazzi, che con i lombardi ha disputato quattro stagioni e mezza, in cui ha collezionato 143 presenze e 7 gol, diventando capitano e simbolo del team. Nel gennaio dell’anno scorso il passaggio al Novara: in Piemonte solo mezza stagione, con 15 partite in cui ha dato il proprio contributo per il salto in Serie B. È cronaca di quest’estate il trasferimento al Mantova sotto la guida di Riccardo Maspero con 10 gettoni messi a segno nei quali compare pure il match del 19 settembre proprio contro i neroverdi. E ora la partita di ritorno, prevista fra un mese, potrebbe giocarla a maglie invertite. Serve come il pane un centrale a Bruno Tedino, visto l’infortunio di Marchi che terrà il giocatore fuori ancora per qualche settimana e l’assenza in questa prima parte di Ingegneri, fermato anch’egli da guai fisici. Finora ha sopperito alla grande Pasa, capace di destreggiarsi con autorevolezza sia in difesa che a centrocampo, ma l’habitat del “professore” è in mediana e l’intenzione è proprio quella di schierarlo con continuità in mezzo al campo. Perciò si va a caccia di un difensore: l’inserimento di Gavazzi vicino a capitan Stefani, oltre a caricare di ulteriore esperienza il reparto difensivo neroverde, permetterebbe un maggior utilizzo dell’ex Inter a centrocampo.

Ore 18.00 – Nonostante tutte le prevedibili smentite, il Padova continua a lavorare per la cessione di Manuel Giandonato a gennaio. Ovviamente andrà trovata una soluzione che possa soddisfare sia la società che il giocatore e in questo senso il suo agente è in continuo contatto con diverse società per far decollare l’operazione. Pare da escludere lo scambio imbastito con la Juve Stabia che avrebbe coinvolto Carlo De Risio (che dovrebbe arrivare lo stesso), è di oggi la notizia che arriva da Pavia e che informa come il club lombardo abbia rifiutato lo scambio di prestiti Giandonato-La Camera. Soluzione che non convince la dirigenza e il neo allenatore Brini, bisognerà trovare altre strade.

Ore 17.40 – (Gazzetta di Mantova) La fumata bianca non è arrivata nell’ultimo giorno del 2015 ma il Mantova spera che oggi sia davvero la volta buona per chiudere lo scambio con il Pavia. Scambio definito fra i due club nei giorni scorsi e al quale manca “soltanto” l’assenso di uno dei tre giocatori coinvolti, l’attaccante Mattia Marchi. Se la 26enne punta darà l’ok, arriverà in biancorosso insieme al 21enne difensore centrale Andrea Cristini, mentre al Pavia andrà Valerio Foglio. A giorni (forse lunedì) è atteso anche il trasferimento di Fabio Gavazzi al Pordenone. Per quanto riguarda le altre operazioni, con il 26enne terzino destro Francesco Lo Bue (Lecce) e con il 28enne attaccante Pietro Tripoli (Ascoli) si sta trattando a livello economico (vedi articolo sopra), mentre sul fronte uscite non c’è ancora nulla di veramente concreto. Per Moreno Beretta è arrivata infatti una richiesta ufficiale del Monza (serie D), ma l’attaccante preferirebbe restare in Lega Pro e su di lui si stanno informando Messina, Pro Patria e Santarcangelo. Il mediano Gabriele Puccio piace invece al Melfi, mentre per l’esterno Leonardo Longo non ci sono ancora richieste. Il Mantova pensa di intervenire anche sulla fascia sinistra, ma l’Arezzo ha rifiutato lo scambio Samuele Sereni-Riccardo Carlini proposto da Viale Te. Carlini resta comunque un obiettivo, così come potrebbe tornare a esserlo il 28enne Marco Martin del Pavia, visto che pare sia saltato il suo trasferimento in serie B all’Ascoli.

Ore 17.20 – (Gazzetta di Mantova) Il presidente Sandro Musso spera che per il Mantova valga il detto «anno nuovo, vita nuova» e – per dare una mano alla buona sorte – si sta spendendo anche nei giorni festivi al fine di concretizzare le prime operazioni di mercato. «Il tutto – precisa però il numero uno di Viale Te – senza appesantire il bilancio se non per giocatori che davvero portino un grosso beneficio alla squadra. Qualcosa faremo, insomma, ma senza svenarci e senza accettare condizioni esagerate che ci vengono richieste. E, soprattutto, facendo in modo che a ogni entrata nella rosa corrisponda un’uscita, perché non vogliamo ritrovarci con giocatori fuori rosa da pagare». Insomma, la società mette una bella serie di paletti per delimitare la strategia di mercato, ma cerca allo stesso tempo di raggiungere gli obiettivi che si è prefissata nel recente vertice tenuto con mister Javorcic: «In questi giorni sono a Roma – spiega Musso – e, visto che anche Pelliccioni si trova da queste parti, ne abbiamo approfittato per incontrare i procuratori di Lo Bue e Tripoli. Sono due giocatori (il primo esterno destro del Lecce, il secondo attaccante dell’Ascoli, ndr) che ci farebbero sicuramente comodo e che sono disposti a venire a Mantova, ma bisogna vedere a quali condizioni. Noi abbiamo chiarito la nostra posizione sul piano economico, adesso attendiamo una risposta». La trattativa continua, dunque, ma non va data per scontata perché fra domanda e offerta evidentemente c’è una differenza che implica il rischio di una fumata nera. Oltre che dal mercato, però, Musso si augura che una svolta per il Mantova arrivi soprattutto dal recupero di tutti i giocatori della rosa: «La speranza è che l’aria cambi – dice il presidente -, perché in questi primi quattro mesi di campionato tutto per noi ha girato al contrario. Basta pensare a quanti infortuni hanno colpito i nostri giocatori, impedendoci di avere a disposizione elementi importanti della rosa, soprattutto in attacco. Se riuscissimo a recuperare tutti i nostri giocatori e a portarli a una forma ottimale, già questo ci aiuterebbe parecchio. Poi, magari, con 2-3 innesti dal mercato completeremmo l’opera». Di certo la speranza della società è che il Mantova inverta la rotta fin dalle prime partite del 2016, che vedranno i biancorossi impegnati in scontri diretti importantissimi: «Ci aspettano le trasferte sui campi di Albinoleffe e Renate – conclude Musso – e speriamo di raccogliere in quelle circostanze punti pesanti per la nostra classifica. Da parte mia sono fiducioso: credo che ci sarà ancora da soffire tanto, ma alla fine centreremo l’obiettivo salvezza».

Ore 16.50 – Qui Guizza: termina solo ora l’allenamento.

Ore 16.20 – Qui Guizza: lavoro atletico finale.

Ore 16.00 – Qui Guizza: presenti anche Roberto ed Edoardo Bonetto.

Ore 15.40 – Qui Guizza: gradita sorpresa durante l’allenamento, con “Savio” Amirante in visita per salutare gli ex compagni.

Ore 15.20 – Qui Guizza: Biancoscudati al lavoro sul campo, in gruppo anche Corti.

Ore 15.00 – Qui Guizza: allenamento sui gradoni. Assente Anastasio, regolarmente in gruppo Bucolo.

Ore 14.40 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo per l’allenamento.

Ore 14.10 – (Gazzetta di Reggio) Lunedì apre il mercato invernale e la Reggiana continua il pressing per il bomber dell’Ascoli Leonardo Perez. Ma nella trattativa spunta anche il nome del compagno di squadra Salvatore Caturano, che piace molto anche al Lecce. L’attaccante napoletano, classe 1990, non ha mai messo piede in campo perché, al pari di Perez che ha totalizzato poche presenze, è stato chiuso dai titolari inamovibili Cacia e Petagna. L’attaccante di Mesagne, che ad Ascoli si trova molto bene nonostante abbia giocato poco, resta l’obiettivo numero uno della Reggiana, ma le caratteristiche di Caturano corrispondono a quelle che la società granata sta cercando. Il bomber napoletano, era esploso a Melfi nella stagione 2014-2015, realizzando 18 gol in 36 presenze. In estate è poi passato al Bari, che però lo ha prestato ad Ascoli, dove non ha avuto possibilità di mettersi in evidenza. Caturano, alto 185 centimetri, è una prima punta, anche se ha giocato come esterno, capace di far salire la squadra e attaccare gli spazi in velocità. Caratteristiche che lo rendono appetibile non solo per la Reggiana. La società marchigiana deve sfoltire la rosa ma al tempo stesso è alla ricerca di un centrocampista. Da Ascoli non hanno mai nascosto l’apprezzamento per Angiulli, anche dopo il trasferimento saltato all’ultimo momento quest’estate. La Reggiana ha sempre dichiarato che un acquisto importante necessita di una cessione di pari peso e non è dunque azzardato ipotizzare che Angiulli possa rientrare nella trattativa. Al momento il mercato in uscita dei granata è ancora in sospeso. Pesenti è stato richiesto dalla Pro Patria, dove il suo allenatore Alessio Pala è un suo grande estimatore, ma l’attaccante non avrebbe ancora sciolto le riserve, al contrario di quanto si vocifera a Busto Arsizio dove qualcuno considera il passaggio come cosa fatta. Giannone, come scritto, piace al Catania e di certo si sta guardando intorno. Il presidente Compagni ha parlato di due nomi alternativi nel caso l’affare Perez non vada in porto. Mister Alberto Colombo non ha mai nascosto il suo apprezzamento per l’ex Ruopolo del Mantova, dove tra l’altro approderà la punta Mattia Marchi dal Pavia. Il fatto che la Reggiana abbia ripreso Mignanelli, seppure in prestito, potrebbe però scoraggiare altre operazioni con gli ex, perché il rischio sarebbe quello di trasformare il mercato di riparazione in un’aperta sconfessione di quanto fatto in estate.

Ore 13.40 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Un bottino personale di quattro gol e una leadership indiscussa in campo. Per Gianni Fabiano l’esperienza in arancioneroverde è certamente positiva. «Sul piano personale sono molto contento ma anche per i risultati della squadra. Siamo risaliti a -1 dal Campodarsego, il nostro è stato un buonissimo girone d’andata. I numeri dicono che stiamo facendo bene: a volte siamo stati sfortunati, abbiamo perso qualche punto nei minuti di recupero. Eravamo partiti fortissimo, poi c’è stata una flessione di cui ha approfittato il Campodarsego. Complimenti a loro». Gli arancioneroverdi hanno forse pagato dazio alla pressione: «All’inizio le aspettative erano altissime. Forse ad un certo punto — osserva Fabiano — dopo tanti risultati positivi ci siamo sentiti mentalmente appagati. Poi si sono aggiunti alcuni episodi sfortunati, tra espulsioni e gol subiti all’ultimo. Ma ora siamo di nuovo in crescita». L’obiettivo degli arancioneroverdi è completare la rimonta sulla capolista quanto prima, per arrivare allo scontro diretto del 28 febbraio al Penzo con l’indubbio vantaggio di trovarsi già davanti. «Penso che se riusciremo a tenere lo stesso andamento dell’andata vinceremo il campionato. Se poi il Campodarsego riuscirà a fare meglio, vorrà dire che avrà fatto una stagione stratosferica», aggiunge Fabiano che con l’arrivo di mister Favarin è stato spostato sull’esterno. «In questa posizione ho un po’ meno libertà d’azione rispetto a quando stavo dietro le punte, però il mister mi lascia di margine di movimento, mi dice di sentirmi ugualmente libero». La squadra si è allenata anche in questi giorni di festa: rispetto al programma iniziale è stata «graziata» il 31: Favarin ha optato per un allenamento lungo ma è subito tornata in campo ieri pomeriggio e proseguirà tutti i pomeriggi fino a martedì, in vista del match del Penzo con il Dro di mercoledì. Il gruppo si sta allenando quasi al completo, ieri mancava Di Maio (febbre), mentre Marcolini si è allenato a parte. Lunedì riapre il mercato e arriverà il tesseramento di Chicchiarelli. Calzi interessa invece alla Robur Siena.

Ore 13.10 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) La sessione invernale del mercato inizierà ufficialmente il 4 di gennaio ma molte società hanno già parecchie trattative in corso e stanno lavorando per portare i correttivi ai loro organici.
Non fa eccezione il Vicenza. che sta trattando con il Cagliari per lo scambio di portieri che porterebbe Mauro Vigorito in Sardegna e Alessio Cragno in biancorosso. L’operazione è però in stand by da qualche giorno: non c’è accordo sulla formula e quindi una positiva conclusione non pare dietro l’angolo. Con il Cagliari il Vicenza sta però discutendo anche la posizione di Antonio Cinelli , che ha il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno e che la società sarda ha individuato come possibile sostituto dell’infortunato Daniele Dessena. «Confermo la richiesta del Cagliari per Cinelli — precisa Danilo Caravello, procuratore del capitano del Vicenza — di più non posso dire perché la trattativa è appena iniziata e quindi è difficile ipotizzare come si concluderà». I primi contatti con la società sarda hanno evidenziato una distanza tra domanda ed offerta, sia dal punto di vista dell’importo che da quello della durata del contratto e quindi le parti si risentiranno probabilmente oggi.
Il Vicenza, che un accordo di massima con il Cagliari l’ha trovato, si sta adoperando con la dirigenza del Latina per riportare Federico Moretti a Vicenza, visto che la società pontina ha messo il giocatore in uscita nel mercato. L’operazione pare ben impostata, con la formula del prestito fino a giugno 2016, probabilmente senza che nell’intesa con il Latina sia inserito Giovanni Sbrissa , che comunque sembra in partenza da Vicenza; sulla destinazione però l’ultima parola spetta al Sassuolo, proprietario del cartellino del giovane centrocampista. In mediana restano aperte le trattative con il Chievo Verona per Andreas Christiansen e con l’Empoli per Ronaldo Pompeu da Silva, ma al momento il costo dell’operazione è troppo alto ed impedisce che possa arrivare la fumata bianca. Si lavora anche per rinforzare la difesa che, perso Matteo Gentili , dovrebbe fare a meno anche di Leandro Rinaudo . In attesa del recupero di Thomas Manfredini , il Vicenza ha chiesto al Sassuolo il difensore Luca Antei che potrebbe arrivare in prestito gratuito. In attacco, in attesa che Stefano Pettinari torni alla Roma, la lista è lunga: piacciono Samuele Longo , (Inter in prestito al Frosinone), Massimo Coda (Salernitana), Ânderson Miguel da Silva, detto Nenê (Spezia) e il giovane Federico Bonazzoli della Samp.

Ore 12.40 – (Corriere del Veneto) Il 2016 inizia a Cittadella con una lunga boccata d’ossigeno. Basta dare un’occhiata alla classifica, a una rosa extralarge ulteriormente arricchita esageratamente persino dal settimo attaccante in rosa (Bonazzoli) e alle prospettive della stagione per capire il buonumore che alberga nella città murata. Roberto Venturato ha concesso un giorno di riposo per festeggiare il Capodanno alla squadra. Alla ripresa programmata per domani andranno valutate le condizioni di Litteri e di Iori (squalificato dal giudice sportivo), comunque segnalati in ripresa in attesa del ritorno in campo con il SudTirol di sabato 9 gennaio. Domenica amichevole con l’Abano alle 14.30 al Tombolato, poi settimana piena di lavoro fino al ritorno del campionato. Ci potrebbero essere ulteriori sorprese di mercato? Al momento non sono da escludere, anche se lo sguardo va indirizzato più che altro alle operazioni in uscita. Al momento la rosa è al completo con 24 giocatori, se dovesse partire qualcuno verrà sostituito. Al momento sono state smentite le cessioni di Coralli, Sgrigna e Bizzotto.

Ore 12.10 – (Corriere del Veneto) Sempre da Carrara rimane nel mirino Saveriano Infantino, ma il Siena ha fatto passi da gigante e ben difficilmente il Padova riuscirà a bruciare la concorrenza. Rimane in ballo il ritorno di Succi dal Cesena, nella lista pure Plasmati (Catania), Gambino (Monopoli), Cristofoli (Pro Piacenza), Ebagua (Como). Per la difesa continua a piacere anche Paolo Pellicanò (Belluno), ma la pista va a corrente alternata anche perché negli ultimi giorni la possibilità di una conferma di Anastasio sono in aumento. Oggi, intanto, riprendono gli allenamenti alle 14.30 alla Guizza. Non ci sarà Neto Pereira, atteso al rientro in Italia domani e che verrà valutato dallo staff medico dopo l’elongazione muscolare subita nella partita contro il Bassano.

Ore 12.00 – (Corriere del Veneto) A Carrara ci sarebbero anche un pezzo da novanta del centrocampo come Francesco Dettori, che ha già segnato cinque gol nell’attuale campionato. E che, dietro le quinte, aveva già fatto sapere di essere disponibile a seguire Sbraga in biancoscudato, ma De Poli da questo orecchio non pare sentirci. La ragione è presto spiegata. A centrocampo arriverà un solo rinforzo ed anche in questo caso la strada è segnata: proprio nell’ultimo giorno dell’anno la Juve Stabia ha dato il via libera alla cessione di Carlo De Risio, vero e proprio pallino di De Poli e già trattato a lungo in estate. Non sembra essere decollata (ma le sorprese sono sempre dietro l’angolo) l’intesa che avrebbe previsto uno scambio di cartellini con Manuel Giandonato. Il presidente Franco Manniello non è entusiasta dell’opzione, ma ha ugualmente autorizzato la cessione di De Risio che, dopo l’addio del suo allenatore ai tempi del Martina Salvatore Ciullo ha perso il posto anche a causa di un infortunio muscolare. Adesso sta bene ed è pronto a dire sì al Padova, magari già lunedì alla riapertura delle liste.

Ore 11.50 – (Corriere del Veneto) I due rinforzi più vicini: Andrea Sbraga e Carlo De Risio. Comincia da qui il 2016 del Padova, che riparte a caccia di certezze e di rinforzi, considerato che il 2015 si è chiuso con uno stillicidio di infortuni: gravi (Niccolini), lievi (Neto Pereira), da valutare giorno dopo giorno (Corti). Giuseppe Pillon è stato chiaro: alla ripresa vuole almeno il difensore e Fabrizio De Poli pare vicino a chiudere il cerchio. Ha messo nel mirino il centrale romano Andrea Sbraga, 23 anni, attualmente in forza alla Carrarese e, salvo cataclismi, dovrebbe riuscire a perfezionare l’operazione entro la giornata di lunedì, quando riaprirà ufficialmente il calciomercato. Al momento è stato raggiunto l’accordo economico col giocatore, da valutare soltanto come si comporterà il club toscano, che è stato messo in liquidazione, ma che è riuscito a pagare gli stipendi previsti in extremis. Ma che naviga a vista e che non pare offrire alcuna prospettiva tangibile ai considdetti big.

Ore 11.20 – (Mattino di Padova) Capitolo rinnovi, in dieci vanno in scadenza a giugno. Com’è la situazione? “Per ora abbiamo parlato solo con Favaro e Petrilli. Con il portiere c’è già un accordo di massima per un rinnovo triennale. Con l’agente dell’esterno, invece, stiamo discutendo e ci ritroveremo i prossimi giorni. Gli altri li affronteremo da febbraio in poi, non per forza a fine stagione”. Cosa si augura dal 2016? “Che la squadra mostri continuità. Sono soddisfatto del momento che stiamo vivendo ma mi aspetto di migliorare ancora perché i margini ci sono”.

Ore 11.10 – (Mattino di Padova) Per la gara contro l’Alessandria il Padova avrà già un primo rinforzo dal mercato? “Ci conto, spero che entro il quattro riusciremo a portare un difensore centrale a disposizione di Pillon, anche perché è l’unica urgenza visto l’infortunio di Niccolini”. L’altra priorità è l’attaccante? “Sì ma non urgente, ci stiamo lavorando. Nonostante Cucchiara abbia espresso, giustamente, il desiderio di essere ceduto per poter giocare, credo basti solo un rinforzo davanti”. E in difesa? Verranno ceduti anche Dell’Andrea e Anastasio? “Ho parlato con loro e hanno detto che vogliono restare. Ne prendiamo atto e per il momento, con l’arrivo di un centrale, siamo a posto”. A centrocampo arriverà qualcuno? “È subordinato esclusivamente ad eventuali partenze. Non voglio trovarmi gli ultimi giorni di mercato a
dover cedere per forza qualcuno, né voglio ingolfare la rosa. Ho parlato con il mister e abbiamo deciso di tenere una rosa non troppo ampia, per poter lavorare al meglio”.

Ore 11.00 – (Mattino di Padova) “La
partita non la ricordo bene, ma mi
vengono in mentre le camminate per il centro di Alessandria con Fulvio
Fellet la sera prima. Era molto
difficile far punti su quel campo all’epoca”. Tra l’altro la stagione sembra simile a quella attuale, con un Padova reduce dalla promozione dalla quarta serie e un pubblico entusiasta che voleva ancora di più. “Sono anni di transazione necessari per qualsiasi società. Cambiando categoria, si rischia di pagare la mancanza di continuità. Quella serie C però era molto diversa, aveva valori qualitativi nettamente superiori a quella attuale”. Se vincere ad Alessandria era difficile allora, figuriamoci adesso… “Secondo me è la squadra più forte del girone assieme al Cittadella. Un pelo più indietro vedo Bassano e Pavia. La forza dell’Alessandria? La qualità della rosa e l’allenatore. Hanno grande talento, anche perché la società ha speso più di tutte in estate. Con Gregucci stanno facendo molto bene e non avevo dubbi, visto che conosco il tecnico e lo considero preparatissimo”.

Ore 10.50 – (Mattino di Padova) La prima sfida del 2016 per il Padova, in programma sabato prossimo
allo stadio “Moccagatta”, è una delle
più affascinanti della stagione e anche un classico che ritorna. Avversario sarà l’Alessandria seconda in classifica e reduce dall’exploit in Coppa Italia. Uno scontro che per tanti anni ha rappresentato un appuntamento fisso dalla serie A alla C, ma che manca all’appello da ben 34 stagioni. L’ultima partita di campionato del Padova al “Moccagatta”, risale al 29 novembre 1981 e coincide anche con l’ultima vittoria biancoscudata. Un 2-0 firmato Cavestro e…De Poli. Proprio l’attuale
direttore sportivo, è quello che più di
tutti spera di cancellare questo “primato”. “Allora qualche gol l’ho segnato anch’io”, scherza De Poli.

Ore 10.30 – (Mattino di Padova) L’ultimo allenamento del 2015 si è chiuso con un piccolo intoppo in
casa biancoscudata. Rosario Bucolo,
infatti, è rimasto fermo dopo aver accusato un fastidio al ginocchio.
Un problema di tendinite che sarà
rivalutato in questi giorni ma che lo mette in dubbio per la sfida
contro l’Alessandria, anche se il giocatore conta di esserci. La sua assenza, visto anche il rischio di forfait di Corti che continua ad allenarsi a parte dopo l’infortunio al coccige, metterebbe in emergenza il centrocampo. Da valutare anche le condizioni di Neto Pereira, che rientrerà dal Brasile soltanto domani, mentre la squadra si ritroverà già oggi pomeriggio alle 14.30 alla Guizza. L’allenamento dell’ultimo dell’anno, ha visto la squadra lavorare quasi esclusivamente dal punto di vista atletico, prima che il tecnico Pillon e il direttore sportivo De Poli radunassero tutti nello spogliatoio per un brindisi. Dopo un breve discorso il tecnico ha annunciato anche l’annullamento della seduta del pomeriggio, lasciando i giocatori liberi fino al veglione.

Ore 10.00 – (Gazzettino) A marzo compirà trentotto anni, e il suo contratto scadrà a fine giugno. Ha in mente di continuare a giocare anche nella prossima stagione? «Questo sinceramente non lo so ancora. Fisicamente sto bene, ma saranno importanti i prossimi mesi. È una decisione che dovrò maturare strada facendo, anche perché nelle ultime stagioni ho sempre pensato a un anno alla volta. Già due stagioni fa potevo smettere con il calcio giocato, poi è arrivato il Padova e sono ancora qui». Immaginiamo che sotto sotto si auguri di continuare a fare parte del progetto biancoscudato? «Questo di sicuro, anche perché è un progetto del quale ho fatto parte sin dalla sua nascita. È un grande piacere fare parte di questa famiglia e penso di avere dato anch’io il mio contributo».

Ore 09.50 – (Gazzettino) «Anche un campione come Roberto Baggio è andato in panchina per scelta tecnica, figuriamoci se non ci può andare Cunico. Un allenatore fa sempre le sue scelte per cercare di mettere la formazione migliore per vincere ogni partita, in questo momento sta vedendo le cose in questo modo e va bene così dato che abbiamo raccolto sette punti. Se avrò spazio nelle prossime gare non lo so, ma quello che devo fare è continuare ad allenarmi al meglio per farmi trovare pronto soprattutto sul piano atletico se arriverà il momento di giocare. Devo essere bravo a tenere alta la condizione fisica». Pur magari giocando poco Cunico si sente sempre importante per questo Padova? «Sono un pò tutti, dai compagni ai tifosi, che mi fanno sentire importante e per il momento è ancora così. Speriamo di continuare a esserlo, anche se diventa più difficile quando non giochi. È una situazione nuova per me, che affronto comunque con serenità. E il bene del Padova viene prima di quello dei singoli».

Ore 09.40 – (Gazzettino) «Senza dubbio il ricordo più bello è legato al giorno della promozione a Legnago. Siamo andati in campo con la consapevolezza e la sicurezza che quella sarebbe stata la nostra giornata e abbiamo realizzato ciò che ci eravamo prefissati, ossia raggiungere la Lega Pro. Poi sapevamo che in questa nuova categoria ci sarebbero state molte difficoltà, e sono state affrontate. Tanto che se oggi il campionato fosse finito, il Padova potrebbe programmare un’altra stagione a questi livelli avendo accumulato un anno in più di esperienza». Andando sul piano personale, è stato un trascinatore della squadra per una stagione e mezza, ma nelle ultime tre partite sotto la nuova guida di Pillon qualcosa per lei è cambiato, nel senso che è partito sempre dalla panchina. Se l’aspettava? «No, ma non è neanche un problema e fa parte del gioco»

Ore 09.30 – (Gazzettino) «Faccio un grosso grosso augurio ai tifosi che nel nuovo anno abbiano le soddisfazioni che si meritano. Il Padova è anche e soprattutto loro». È con queste parole che Marco Cunico apre il 2016, rivolgendo un primo pensiero al popolo biancoscudato. Davanti c’è da affrontare tutta la seconda parte di stagione e l’auspicio del capitano è eloquente. «Spero che la squadra continui a tenere lo stesso trend delle ultime tre partite nelle quali ha fatto sette punti. Questo deve essere un anno nel quale bisogna maturare e gettare basi importanti per il futuro. Siamo sulla strada giusta». Il 2015 è appena andato in archivio, ma verrà ricordato a lungo per avere vinto al primo colpo il campionato di serie D con tanto di ritorno immediato nei professionisti.

Ore 08.30 – Lega Pro girone A, la classifica aggiornata: Cittadella 32, Alessandria 31, Bassano 28, FeralpiSalò 27, Pavia e SudTirol 26, Reggiana 25, Cremonese, Cuneo, Padova e Pordenone 22, Giana Erminio 21, Lumezzane e Pro Piacenza 19, Mantova 15, Renate 12, AlbinoLeffe 11, Pro Patria 7.

Ore 08.20 – Lega Pro girone A, i risultati della sedicesima giornata: Padova-Bassano 1-1 (Favalli (Pd) al 26′ pt, Fabbro (Ba) al 38′ st), Lumezzane-AlbinoLeffe 2-0 (Nossa (Lu) al 31′ pt, Sarao (Lu) al 37′ st), Cremonese-Cittadella 0-1 (Paolucci (Ci) al 38′ st), Reggiana-Alessandria 1-1 (Marras (Al) al 24′ pt, Mogos (Re) al 34′ pt), Mantova-Pro Patria 1-1 (Capua (Pp) al 5′ st, Momenté (Mn) al 44′ st), Renate-Cuneo 1-0 (Napoli (Re) al 6′ pt), SudTirol-Pro Piacenza 2-1 (Rantier (Pp) al 27′ pt, Kirilov (St) al 40′ pt, Tait (St) al 47′ st), FeralpiSalò-Giana Erminio 0-2 (Marotta (Ge) al 2′ pt, Perico (Ge) al 19′ st), Pordenone-Pavia 0-2 (Malomo (Pv) al 24′ pt, Ferretti (Pv) al 17′ st).

Ore 08.10 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.00 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Maglietteveloci.it, Macron Store, Studio Pignatelli Netstore, Birra Antoniana, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

È successo, primo gennaio: riposo per i Biancoscudati, che hanno potuto festeggiare il Capodanno in famiglia.

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