Live 24! Padova, termina 7-0 l’amichevole con la Piovese: doppiette per Cunico e Finocchio

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Ore 19.00 – (Il Piccolo) Buon test ieri per la Triestina, che in Slovenia ha affrontato in amichevole sul campo di Domzale la squadra locale, attualmente terza in classifica nella serie A slovena. La squadra di Bordin è stata infatti sconfitta di misura per 2-1, dopo che nel primo tempo era passata addirittura in vantaggio. Il tecnico ha schierato davanti al debuttante portiere Ciocca la difesa titolare, con Piscopo e Andjelkovic in mezzo e Crosato e Dalla Riva terzini. A centrocampo Spadari ha avuto accanto Abrefah e Puka mentre in avanti Cucchiara ha fatto la prima punta con Cuppone e Fantina. La Triestina è partita bene tanto che al 16’ è andata in rete: lancio per Cuppone sulla fascia, sul passaggio indietro del difensore gli avversari cincischiano, ne approfitta Abrefah che infila il portiere in uscita. Al 38’ il pareggio del Domzale: paradossalmente il gol arriva su un calcio d’angolo per l’Unione, con palla conquistata sul limite dell’area dagli sloveni e ripartenza micidiale che sorprende la difesa della Triestina. Poco dopo una pericolosa punizione del Domzale è deviata da Ciocca. Nella ripresa spazio progressivamente a tutti gli altri giocatori: sono entrati via via Bonin, Galasso, Loperfido, Daniele, Cornacchia, Giordani, Girardini, Delbello e Farosich. Al 19’ è arrivato il gol del definitivo vantaggio dei padroni di casa, con un diagonale dal limite che ha fatto secco Bonin. Assenti gli infortunati Bradaschia, Di Dionisio e Romeo, ma anche Miani per affaticamento e ovviamente Muzzi e Monti. Domzale-Triestina 2-1 Triestina: Ciocca (1’ st Bonin), Crosato (37’ st Delbello), Dalla Riva (1’ st Galasso), Puka, Andjelkovic (37’ st Farosich), Piscopo, Fantina (1’ st Cornacchia), Spadari (1’ st Loperfido) Cucchiara, Abrefah (16’st Girardini), Cuppone (11’ st Giordani).

Ore 18.30 – (Gazzetta di Reggio) Dopo la vittoria per 1-0 contro la Pro Patria di mercoledì sera il tecnico granata Alberto Colombo ha chiesto alla squadra un ultimo giorno di sacrifici prima di lasciarla libera da oggi fino al pomeriggio di lunedì, per le festività pasquali. Quello di ieri comunque non è stato il consueto allenamento sui campi di via Agosti perché Mignanelli e compagni hanno svolto solo una seduta defaticante in palestra: l’unico malconcio del post-partita è risultato essere Dario Maltese che ha accusato una leggera distorsione alla caviglia che tuttavia non preoccupa. Prima della gara coi bustocchi il programma prevedeva solo un paio di giorni di festa ma la seconda vittoria consecutiva, giunta dopo un periodo molto difficile, ha suggerito al trainer di concedere qualcosa in più con l’auspicio di ritrovare un organico rigenerato e motivato, pronto a dare tutto in questo finale di stagione che si annuncia avvincente. A livello di rosa hanno recuperato recentemente il “factotum” Francesco Rampi e l’attaccante Angelo Raffaele Nolè, entrambi entrati nell’ultima sfida di campionato, quest’ultimo mettendo pure a segno il gol partita, ma lo staff medico conta di recuperare almeno tre giocatori al rientro: il mediano Michele Pazienza ed il centrale difensivo Gianluca Zucchini da subito ma anche l’altro centrocampista Paolo Bartolomei dopo aver verificato con un esame strumentale, in programma il prossimo martedì, se i postumi del colpo ricevuto a Padova sono stati assorbiti definitivamente. Anche l’altro centrale difensivo, Riccardo De Biasi, è sulla via del ritorno in gruppo ma occorrerà qualche settimana in più mentre per Antonio Loi e Paolo Frascatore le speranze di recupero sono poche. Rientri importanti perché avere in futuro una rosa più lunga, per una squadra che ha dovuto disputare negli ultimi due mesi gare con giocatori contati soprattutto in difesa ed a centrocampo, potrebbe diventare un fattore in più nella rincorsa ai play off.

Ore 18.00 – (Gazzetta di Reggio) D’accordo che Cuneo e Pro Patria non erano due corazzate ma le ultime due vittorie hanno riacceso tra i tifosi le speranze di vedere la Reggiana ancora in lizza per quell’obiettivo play off che, solo a settembre, sarebbe stato considerato già un mezzo passo falso dopo aver visto sfumare la promozione dagli undici metri di Bassano nella passata stagione. In virtà delle gare disputate ieri, i granata sono a 8 punti dal secondo posto occupato dal Bassano (sconfitto 4-1 in casa dal Pavia), 6 dal Pordenone, che ha perso 1-0 in casa dell’Alessandria (quarto a 5 punti dalla Reggiana). Ma quante sono realmente le possibilità di raggiungere uno degli otto posti, suddivisi tra i tre gironi, della griglia play off? Se diamo uno sguardo alla graduatoria scopriremo che il Cittadella è praticamente promosso in Serie B poi c’è un gruppo di sette squadre che teoricamente possono ancora ambire agli spareggi arrivando seconde, terze e, almeno in questo momento, anche quarte. Se però diamo un occhio anche al calendario ci accorgeremo che gli scontri diretti che decideranno il torneo non li dovrà affrontare solo la Reggiana, come ci ripetiamo da giorni, ma tutte: Pavia e Bassano, al pari dei granata, non avranno un cammino invidiabile; Pordenone, Alessandria e Feralpisalò poco meglio, forse quella con la strada più agevole è il Padova, almeno fino alle ultime due partite. Con 18 punti ancora in palio squadre come Bassano e Pordenone non possono dormire sonni tranquilli perché se la dovranno vedere con le altre, pronte ad approfittare di un passo falso. Tra i fattori positivi per la Reggiana c’è l’iniezione di fiducia delle ultime vittorie, una difesa ferrea, un attacco che ha ricominciato a costruire tante occasioni (anche se il gol resta un illustre sconosciuto), la bella stagione che renderà i campi meno pesanti, l’infermeria che dovrebbe riconsegnare alcuni elementi per rendere la rosa più competitiva, la consapevolezza che nessuna delle squadre che le stanno davanti l’ha messa sotto nella sfida d’andata, un grande pubblico che la segue anche in trasferta e la possibilità, vincendo, di garantirsi una migliore posizione in classifica avulsa nell’eventualità di arrivare a pari merito con le avversarie. Contro la Reggiana c’è il numero elevato di squadre ancora in lizza che le stanno davanti e soprattutto, unica nel “gruppone”, dovrà vedersela con sei squadre impegnate in un obiettivo importante, compreso l’Albinoleffe che sta lottando per la salvezza. Altro fattore negativo sono però le forze in gioco negli altri gironi infatti è bene puntare al terzo posto perché, essendoci meno equilibrio nel B e nel C, le quarte sono destinate ad allungare.

Ore 17.30 – (Gazzetta di Reggio) Nell’intervallo della partita con la Pro Patria, quando il risultato era ancora fermo sullo 0-0, non si parlava d’altro. Nei capannelli degli spettatori il nome che veniva ripetuto era quello di Arma. «Hai visto che gol che ha sbagliato?», la frase più ricorrente. L’errore davanti al portiere al 33’ del primo tempo ha messo in luce la condizione psicologica dell’attaccante marocchino, che è ormai inceppato e probabilmente, nonostante il suo equilibrio, ne sta risentendo molto. Il numero 11 è a quota 9 gol in campionato, dove ha giocato titolare in 27 partite, mentre solo con il Mantova in casa è subentrato dalla panchina nell’ultima mezzora. Nel girone d’andata Arma ha siglato 6 reti, mentre in quello di ritorno è a quota 3. Con il Piacenza il 31 gennaio Rachid ha segnato una doppietta (con un rigore). Nelle successive otto gare è tornato in rete solo a Cremona, su rigore, nella partita persa 2-1. I tifosi granata riconoscono ad Arma grande impegno e spirito di sacrificio e nella gara di mercoledì sera lo hanno anche applaudito per i due suoi bei colpi di testa che sono stati neutralizzati da ottimi interventi dell’estremo difensore bustocco. Con un po’ di fortuna in più poteva sbloccarsi. Ma i giudizi, specie sui social, sono in maggioranza di sconforto per i troppi errori commessi negli ultimi tempi sotto misura. «Ha fatto i suoi gol – ha scritto un tifoso su Facebook – ma ne ha sbagliati di più, soprattutto quelli facili. Il compito di un attaccante è pur sempre quello di finalizzare». Altri hanno invece detto di essere fiduciosi che si sbloccherà e lodato quanto ha fatto fino ad ora, ma sono in minoranza. A fine partita mister Alberto Colombo ha ribadito che «come impegno non posso rimproverargli nulla, così come non potevo rimproverargli nulla neanche prima». L’allenatore, che ha dato atto a Rachid di essere stato autore di buone conclusioni, ha poi auspicato che possa sbloccarsi «per ritrovare la serenità e attirarsi le simpatie». Il mister comunque punterà fino alla fine sul numero 11, sia perché è comunque utile alla manovra, sia perché non c’è nessuno con le sue caratterisrtiche che possa sostituirlo. Allo stadio contro la Pro Patria c’era anche l’ex allenatore granata Luciano Foschi, che segue con continuità la Reggiana e al quale abbiamo chiesto un parere. «Nelle ultime due partite – dice Foschi – ho visto un Arma che ha giocato bene e ha costruito per la squadra. Come allenatore gli direi che non mi interessa che faccia gol ma che continui a dare il suo contributo alla squadra, senza l’ossessione del gol». Anche Foschi, come ogni allenatore, ha dovuto fronteggiare situazioni del genere. «In questi casi l’allenatore deve togliere all’attaccante il peso del gol e chiedere prima di tutto il gioco e il contributo alla manovra. Poi magari ci penseranno altri a finalizzare. Bisogna evitare che ci sia troppa pressione perché non porterebbe a nulla». Ed è quello che Colombo sta facendo, come dimostrano le sue dichiarazioni post gara. Il ritorno al gol di Nolè potrebbe dare la svolta nel finale di stagione. «Ci sono ancora sei gare – continua Foschi – nelle quali i giocatori hanno l’occasione di riscattarsi. Io dico sempre che gli spettatori si ricordano sempre le ultime cose che hai fatto. Se Raffaele segna 5 reti da qui alla fine tutti si dimenticherebbero dei problemi precedenti. E poi c’è una nuova stagione da pianificare e queste ultime gare serviranno anche per questo».

Ore 16.49 – Qui Piove di Sacco, fischio finale: Padova-Piovese 7-0.

Ore 16.45 – Qui Piove di Sacco: Dell’Andrea lascia il campo, al suo posto il classe 1999 Alessandro Giudice.

Ore 16.41 – Qui Piove di Sacco: doppietta personale anche per Finocchio. 7-0.

Ore 16.36 – Qui Piove di Sacco: il Padova chiude il set con Petrilli con una conclusione di destro dal limite dell’area. 6-0, e cambio Sbraga-Fabiano.

Ore 16.33 – Qui Piove di Sacco: traversa di Bucolo con uno “scavetto” dai 20 metri.

Ore 16.32 – Qui Piove di Sacco: “manita” biancoscudata con Finocchio, che beffa Ortali con un potente diagonale. 5-0.

Ore 16.18 – Qui Piove di Sacco: De Risio subentra a Mazzocco.

Ore 16.14 – Qui Piove di Sacco: poker del Padova e doppietta personale per Cunico, che insacca il penalty concesso per fallo su Pastorelli. 4-0.

Ore 16.04 – Qui Piove di Sacco: inizia la ripresa, nel Padova doppio cambio con Pastorelli e Finocchio subentrati rispettivamente a Turea e Sparacello.

Ore 15.48 – Qui Piove di Sacco, fine primo tempo: Padova-Piovese 3-0.

Ore 15.47 – Qui Piove di Sacco: tris biancoscudato, rete di pregevole fattura di Bearzotti che si porta avanti la palla col tacco ed insacca con un diagonale di destro al volo. 3-0.

Ore 15.16 – Qui Piove di Sacco: raddoppio del Padova, rete di Sparacello su calcio di rigore concesso per fallo di Dei Poli su Bearzotti. 2-0.

Ore 15.13 – Qui Piove di Sacco: Padova in vantaggio, a segno Cunico con un pregevole destro a giro su assist di tacco di Sparacello. 1-0.

Ore 15.03 – Qui Piove di Sacco: inizia l’amichevole.

Ore 14.40 – Qui Piove di Sacco: riscaldamento per i Biancoscudati e la Piovese. Questo l’undici titolare del Padova, schierato con un inedito 3-4-1-2: Petkovic; Dell’Andrea, Sbraga, Anastasio; Turea, Mazzocco, Bucolo, Bearzotti; Cunico; Petrilli, Sparacello.

Ore 14.20 – (La Provincia Pavese) Il Mantova ha creduto fino a sette minuti dalla fine di poter fermare la capolista Cittadella. Poi, all’83’, i veneti hanno messo in campo Claudio Coralli – l’esperto bomber che ha giocato tante stagioni in serie B – e ha messo la zampata del vecchio leone. Così, anche ieri il Cittadella ha portato a casa i tre punti e, grazie alla vittoria del Pavia, allunga sul Bassano, ormai a 13 punti di distanza (a sei giornate dalla fine!) Grande colpo dell’Alessandria che al Moccagatta batte il Pordenone – in fase calante – con una rete messa a segno da Michele Marconi: massimo risultato con il minimo sforzo. E gran balzo di avvicinamento al secondo posto, ormai l’Alessandria è appena a tre lunghezze dal Bassano. La Feralpisalò frena pareggiando in casa del Lumezzane. Sotto di un gol e con un uomo in meno, i gardesani agguantano il pareggio trasformando un calcio di rigore trasformato da Pinardi. Anche il Lumezzane termina la partita in dieci a causa di una doppia ammonizione. Anche il Cuneo in netto calo, non va oltre al pareggio in casa del Pro Piacenza in cerca di punti. Ora, a sei giornate dalla fine del campionato, la lotta per i play off entra nel vivo. Per il Pavia ci sono ancora diversi scontri diretti. Il campionato, dopo tanti alti e bassi, è completamente aperto. E il Pavia visto in campo ieri a Bassano, tra mille acciaccati e squalificati (mancavano Malomo, Sforzini, Muscat e Carraro) ha fatto presente al mondo della Lega Pro che i conti si devono fare anche con gli azzurri.

Ore 13.50 – (La Provincia Pavese) «Non eravamo asini domenica, ma neanche fenomeni adesso. Dobbiamo continuare a lavorare con umiltà e sacrificio e da ora pensare solo all’Alessandria, la prima di sei finali». Stefano Rossini, il tecnico azzurro, l’unico autorizzato dalla società a parlare in sala stampa nel dopopartita, è contento ma vuole tenere motivati i suoi giocatori in vista dei prossimi impegni. «A me è piaciuto tantissimo l’atteggiamento, l’abnegazione, si è preparata una partita in settimana e l’abbiamo fatta poi in quel modo – spiega il tecnico del Pavia -. Dobbiamo capire come gestire meglio la palla in alcuni momenti e crescere ancora in tante altre cose, ma ovviamente nell’arco della gara consideriamo anche la bravura dell’avversario. Si è rischiato un paio di volte nel primo tempo, in una il Bassano ha preso il palo ed è accaduto perché non eravamo andati a raddoppiare». E’ giusto anche parlare di come sia stata affrontata una gara a pochi giorni da una negativa e con diverse assenze. «Sono abituato a parlare della prestazione è oggi c’è stata da parte dei ragazzi – continua l’analisi nel dopogara di mister Rossini -. Eravamo difficoltà per influenze, defezioni e monitorare gente che non giocava da tanto: Cristini da tre mesi, Biasi e Grbac, Manconi, anche qualche tempo e Cesarini non stava bene. Grillo avrebbe dovuto durare meno di domenica con pochi giorni di recupero è invece, lo ha fatto di più perché fondamentale è l’aspetto mentale. I miei collaboratori hanno gestito molto bene tutto questo. Ora questo risultato ci deve dare entusiasmo, autostima e consentire di lavorare meglio». E questa mattina la squadra si ritroverà per una sgambata prima del rompete le righe per il week-end pasquale e riprendere, poi, martedì in vista della preparazione della partita interna contro l’Alessandria.

Ore 13.20 – (La Provincia Pavese) L’inizio sconcertante di quattro giorni prima contro il Renate è già lontano anni luce. E il finale è l’apoteosi di una riscossa sulla quale nessuno avrebbe scommesso. Una serata memorabile, quella di ieri a Bassano, nella quale il Pavia mette in scena una rappresentazione trionfale: quattro gol alla squadra seconda in classifica e distanze dalla testa della classifica che si accorciano, dando nuove speranze a chi sembrava averle perse. Il diagonale di Grbac a pescare il taglio di Manconi dall’altra parte, dopo 5’ minuti, è un primo segnale che il Pavia di Bassano è altra cosa, e la conferma arriva con la palombella di Cesarini per Ferretti appena troppo lunga qualche istante dopo. Occasioni sfumate, ma poco importa perché a stretto giro (7’) arriva il vantaggio: un Ghiringhelli tonico affonda convinto sulla fascia destra, fa fuori Candido e disegna all’indietro una traiettoria perfetta per il piattone di Ferretti, appostato in mezzo all’area puntuale per l’1-0. Segnato il gol il Pavia retrocede di qualche metro e passa il pallino al Bassano, ma è ordinato nel controllo della gara e per una mezzora le velleità dei padroni di casa si infrangono al limite dell’area. Al Bassano non resta che la conclusione da fuori e al 37’ Cenetti va vicino al bersaglio grosso con un destraccio che muore una spanna fuori. E però bisogna stare attenti a non lasciare troppo spazio a un avversario che gioca bene palla a terra: al 41’ Ghiringhelli chiude in area su Cenetti che stava puntando pericolosamente la porta. E soprattutto al 43’ la sterzata di Candido, che si infila tra Ghirighelli e Manconi, porta il Bassano a un passo dal pari: il tiro incoccia il palo e torna in campo. L’intervallo per il Pavia arriva a proposito, come una sorta di time out chiamato alle prime avvisaglie di difficoltà, anche se per la verità proprio al 45’ ancora Ferretti può calciare dal limite di sinistro, ma svirgola. I 15’ di time out funzionano eccome. Nemmeno due minuti e spunta ancora, tra Bizzotto e Proietti, la testa Cesarini a girare in rete la punizione di Manconi: è il raddoppio, una mazzata per il Bassano. Ancora l’asse Manconi-Grbac in ripartenza consegna al croato una gran palla, il calcio di prima intenzione davanti a Rossi però è alto. E subito dopo il sinistro rasoterra di Cesarini dal limite sbatte sulla base del palo. Un inizio di ripresa con il fuoco addosso per il Pavia, che supera all’8’ il rischio dell’1-2 sul tiro di Proietti (dopo rinvio difettoso della difesa azzurra) e regge bene alla pressione poco incisiva del Bassano. Poi, tra il 29’ e il 30’, i due episodi che trasformano il finale in una passeggiata: Barison centra la traversa e subito scatta il contropiede del Pavia, palla a Marchi che compie una fantastica cavalcata lungolinea fin dentro all’area di rigore, resistendo alla carica di D’Ambrosio e trovando la lucidità di servire in mezzo Ferretti: sinistro e 0-3. Il gemello del gol Cesarini lo imita 5’ dopo andandosi a riprendere la palla dopo il triangolo non riuscito con il compagno, aggira Rossi e deposita in rete per il poker. Il rigore finale che concede al Bassano il gol della bandiera è un dettaglio insignificante nella radiosa serata azzurra.

Ore 12.50 – (Gazzetta di Mantova) Ormai anche le parole sembrano inutili e le interviste di rito assomigliano ad una tortura senza fine. La realtà dei fatti è che si perde, senza appello come in altre occasioni, oppure per episodi negativi quando anche un punticino contro la capolista avrebbe potuto regalare un minimo di sorriso. «Non sappiamo che dire – afferma Enzo Di Santantonio – perché credo che questa volta abbiamo disputato un primo tempo con grande impegno e siamo stati capaci anche di metterli in difficoltà. Poi nella ripresa è bastato che abbassassimo un po’ il ritmo che il Cittadella, con la sua grande qualità, vincesse con quel gol rocambolesco. Quest’anno è una delusione continua, non è sufficiente giocare alla pari con le prime, si resta sempre a bocca asciutta. È evidente che non dobbiamo mollare e continuare a lavorare secondo le indicazioni del nuovo mister, mantenendo questo atteggiamento aggressivo fino alla fine».

Ore 12.30 – (Gazzetta di Mantova) «Tutti volevano prenderla, nessuno l’ha toccata, io sono rimasto sorpreso e la sfera mi si è infilata sotto le gambe». Dalle parole del portiere Francesco Bonato ce n’è abbastanza per sintetizzare il gol-beffa subìto nel finale e inquadrare il disgraziatissimo periodo che vive l’Acm, per la quale non c’è pace nel giorno che simboleggia la fondazione del club. «Credo che Coralli non abbia proprio sfiorato il pallone – aggiunge Bonato -, o prelomeno la traiettoria del tiro di Sgrigna non è mutata. E’ un vero peccato perché stavamo meritando il pari con la prima della classe, un risultato che sarebbe stato utilissimo. Eravamo stati bravi a imbrigliarli ma nel finale siamo calati e loro hanno messo in campo tanta qualità dalla panchina. La parata d’istinto sulla conclusione di Chiaretti? Ho visto la palla all’ultimo e con un colpo di reni ho salvato il risultato». Almeno sino all’amaro epilogo: «Dal tunnel vedo una via d’uscita. Il carattere della squadra e l’atteggiamento delle ultime due partite lo testimoniano, siamo stati bravi a mettere in pratica le richieste del mister e a giocarcela alla pari con le prime due, anche se non fino in fondo». Umore nero è quello di Manuel Scalise, alle prese con una delle stagioni più difficili della sua lunga carriera. «Ci stiamo rendendo conto di dove siamo finiti, dopo una partenza che non lasciava presagire un reale rischio di retrocedere. Questo torneo è molto diverso dall’anno passato, dove tra mille difficoltà riuscimmo a toglierci dai guai in anticipo. Ora ci sarà da soffrire ma la salvezza è ancora un obiettivo possibile, fosse anche ai playout. Con il Cittadella il pari sarebbe stato un risultato giusto. Noi meglio nel primo tempo, loro alla distanza. Spiace aver tenuto testa alla capolista e restare a secco di punti».

Ore 12.10 – (Gazzetta di Mantova) Il presidente Sandro Musso è tra gli ultimi a lasciare le tribune del Martelli. Prova a sdrammatizzare con amici e parenti prima di riflettere con la stampa sull’ennesimo ko interno di una stagione da dimenticare: «Stavolta ci avevo sperato davvero – sottolinea – però continua a girare male. Ho visto un buon Mantova, soprattutto nel primo tempo quando abbiamo messo in seria difficoltà una squadra di altissimo livello come il Cittadella. Nella ripresa c’è stato un calo fisiologico, è dura riuscire a fare un pressing asfissiante per tutta la gara alla capolista. La qualità in campo ha fatto la differenza alla distanza, il Cittadella ci ha punito ma è un ko immeritato». L’ipotesi playout per assicurarsi la permanenza in Lega Pro è sempre più una realtà. Il Mantova deve farci i conti da qui alla fine della stagione regolare, magari cercando di ottenere punti per avere una classifica migliore: «Dobbiamo avere lo spirito coraggioso e determinato visto stasera (ieri, ndr) e dobbiamo cercare di mantenerlo fino alla fine della stagione. Una mentalità di questo tipo in ottica playout può fare la differenza. Poi se qualche situazione cominciasse a girarci favorevolmente non sarebbe male…». Sconsolato anche Fabrizio Lori. L’ex patron e attuale consigliere del presidente Musso masitca amaro ma allo stesso tempo cerca di tenere alto il morale della truppa: «È una beffa incredibile – dichiara Lori – perché ai punti avremmo meritato sicuramente qualcosa di più. In campo non ho visto tutta questa differenza di classifica, e pensare che si affrontavano la prima e la terz’ultima della classe. Per questo dico che la squadra si è mossa bene e c’è l’impronta dell’allenatore. Alla fine dei conti ci stava stretto anche il pareggio». Dopo la sosta un’altra partita durissima contro la Feralpi Salò, fermata ieri sul pari nel derby con il Lumezzane. Il calendario non è di certo dalla parte dell’Acm: «Abbiamo giocato alla pari del Cittadella – taglia corto Lori – e soprattutto ci abbiamo messo il piglio giusto. Il calendario non è importante in questo momento. Chiaramente dobbiamo pensare in ottica playout: con la testa ci siamo e lo dimostra la determinazione messa in campo contro il Cittadella che a conti fatti è in serie B». In molti nel dopo gara sottolineano la determinazione dei giocatori. Uno spirito combattivo al di là degli episodi, delle carenze a livello tecnico e tattico: «Dal punto di vista psicologico essere sul pezzo è importantissimo perché non possiamo permetterci cali di tensione. Quanto visto con il Cittadella mi fa ben sperare».

Ore 11.50 – (Gazzetta di Mantova) Non perde le staffe mister Luca Prina. Il tecnico rimedia la seconda sconfitta consecutiva della sua gestione, entrambe in casa ed entrambe contro due formazioni di primissimo piano. Il ko con il Cittadella però fa male: «Abbiamo fatto una gran partita – analizza a caldo – ma alla fine la differenza in campo l’hanno fatta i cambi. Quelli del Cittadella sono stati devastanti. Inoltre abbiamo preso un gol terribile su una palla lenta in area. L’amarezza c’è ma deve servire per migliorare». Già, ma cosa si può migliorare in questo finale così complicato? «Non tanto il lavoro, ma come si lavora – sottolinea Prina –. Dobbiamo allenare certi atteggiamenti che in area di rigore non possiamo permetterci e dobbiamo anche massimizzare l’aggressività in questi frangenti». Il Mantova è partito con un 5-3-2 e nel primo tempo ha messo in difficoltà la capolista Cittadella: «Il modulo è stato pensato per ottimizzare le risorse che ho a disposizione – commenta il mister – e credo che questa scelta sia nelle corde dei ragazzi. Sapevo di poterli mettere in difficoltà e così è stato. Poi è chiaro che ci sono gli episodi: ho già rivisto le immagini del gol subito e l’amarezza aumenta. Lo farò rivedere alla squadra, non deve ricapitare». Sotto il profilo caratteriale il Mantova sta cercando di reagire in ogni modo alle avversità. La carica agonistica sarà determinante anche in ottica playout, destino che appare ormai segnato: «La testa per lottare fino all’ultimo c’è, 15 giorni fa quando sono arrivato ho trovato un gruppo impaurito e credo che in queste due partite qualcosa è cambiato. Io sono qui perché voglio prendermi delle responsabilità. Ci vogliono i cogl… per restare in corsa. Domani (oggi per chi legge, ndr) porterò la squadra a pranzo. Voglio trasmettere fiducia e leggerezza. Mi sono preso una bella patata bollente ma l’ho fatto convinto di poter centrare l’impresa». Il pensiero finale del tecnico ex Entella Chiavari va al pubblico che anche con il Cittadella ha dimostrato un attaccamento commovente alla maglia: «Ringrazio i tifosi, continuano a darci una mano e stanno dimostrando un amore incondizionato verso il club. Questa è un’arma importante che ci aiuterà in futuro. Mantova, vista da fuori, è una realtà straordinaria. La squadra è un bene di tutti e noi sicuramente non molleremo».

Ore 11.30 – (Gazzetta di Mantova) Il Mantova si ferma a un passo dall’impresa di frenare la corsa del Cittadella capolista, che al Martelli acciuffa soltanto a cinque minuti dalla fine l’undicesima vittoria consecutiva. I biancorossi masticano amaro perché protagonisti di un ottimo primo tempo e di una ripresa che, pur sofferta, sembrava ormai potersi concludere sullo 0-0. Il gol di Coralli incide forse più sul morale che sulla classifica dell’Acm, ormai lontana otto punti dalla zona salvezza e conscia di essere pressoché condannata ai playout. Al Martelli si comincia davanti a quasi 2.500 spettatori (numeri da capogiro per un team terzultimo in Lega Pro) con un Mantova rivoluzionato da mister Prina. Che abbandona la difesa a quattro e vara un roccioso 5-3-2 con l’evidente intento di “asfissiare” la manovra avversaria e ripartire in contropiede. Contro un Cittadella schierato secondo il consueto modulo 4-3-1-2 i biancorossi partono forte, dimostrando fin dai primi minuti di avere il giusto piglio. Caridi e compagni lasciano spesso il pallino del gioco ai veneti, ma poi li aggrediscono molto bene in tutte le zone del campo e attaccano sfruttando gli spazi che si aprono davanti. La differenza fra le due squadre la fa il ritmo: compassato quello del Cittadella, indiavolato quello dei biancorossi. Che potrebbero trovare anche il gol nei primi 45 minuti, ma lo mancano con Marchi (sinistro respinto dal portiere) e con Sereni (colpo di testa fuori da ottima posizione). All’intervallo è 0-0 “per il Mantova”. Ma già s’immagina che il problema sarà tenere gli stessi ritmi nella ripresa. La squadra di mister Prina riparte comunque forte e nei primi minuti si fa pericolosa con Caridi e Di Santantonio. Dopo un quarto d’ora, però, la gara comincia a cambiare. Caridi e compagni sono infatti costretti ad abbassare un po’ l’intensità della corsa e il Cittadella – libero dal pressing asfissiante – comincia a sfruttare le sue grandi doti di palleggio. Prina effettua un solo cambio, sostituendo Zammarini con Perpetuini, che però non ha un grande impatto con il match. I veneti ora attaccano con costanza e il Mantova non riesce più a ripartire. Nell’area biancorossa diventano frequenti le mischie e fioccano i calci d’angolo. Bonato a metà tempo è decisivo su tiro a botta sicura di Jallow, poi è miracoloso su Chiaretti. Mister Venturato allora capisce che è il momento di tirar fuori l’artiglieria pesante: dentro prima Minesso per Lora a metà campo, poi davanti escono Chiaretti e Jallow per far posto a Sgrigna e Coralli. Prina invece non cambia nulla, anche se è evidente che in campo servirebbero forze fresche. Forse il tecnico biancorosso spera di arrivare agli ultimi minuti e di utilizzare i cambi per spezzare il ritmo avversario, ma se questa era l’idea il colpo gli resta in canna. I “nonnetti” del Cittadella (69 anni in due), infatti, spaccano il match, prima creando più volte scompiglio nell’area dell’Acm e poi confezionando la rete dell’1-0 – assist di Sgrigna e zampata vincente di Coralli -, complice anche una dormita difensiva del Mantova. È il 41’ e a quel punto Prina butta dentro alla disperata Gonzi e Falou per Scrosta e Raggio Garibaldi, passando al modulo 4-2-4. Ma l’abbozzo di assalto finale biancorosso non produce assolutamente nulla e il Cittadella controlla l’1-0 fino al triplice fischio dell’arbitro Bertani senza eccessivi affanni. I trenta tifosi veneti al seguito si sentono già in B, quelli del Mantova vedono spalancarsi il baratro dei playout.

Ore 11.00 – (Mattino di Padova) Undici, un numero “magico” per il Cittadella. Perché al “Martelli” di Mantova i granata possono aver messo, con l’undicesima vittoria in altrettante giornate del girone di ritorno, una seria ipoteca sulla promozione in Serie B, che poi sarebbe un ritorno, dopo una sola stagione di “purgatorio” in Lega Pro, dov’erano caduti nel maggio 2015 dopo sette campionati di fila tra i cadetti. “Ciccio” Coralli è l’eroe, insieme al redivivo Sgrigna, e adesso bisogna solo fare i conti, seduti ad un tavolino, per capire quando e come scoccherà l’ora del trionfo matematico. I granata, complici le cadute di Bassano (in casa con il Pavia) e Pordenone (ad Alessandria), hanno allungato ancora sulle dirette inseguitrici: + 13 sui giallorossi e + 15 sui neroverdi friulani. A sei turni dalla conclusione, hanno un piede e trequarti nella categoria superiore, e lunedì 4 aprile, alle ore 20, giocheranno il derby proprio con i vicentini: se lo dovessero vincere, e se il Pordenone sabato 2 non dovesse andare oltre il pareggio con la Reggiana, sarebbero matematicamente promossi con più di un mese di anticipo sulla conclusione della stagione regolare. Insomma, il Citta è ad un passo dal paradiso, e lo è con pieno merito, forte di un cammino impressionante nel girone di ritorno, da record degli annali del calcio. Primo tempo bruttino. Eppure il blitz di Mantova non è stato così scontato come ci si sarebbe potuti aspettare alla vigilia, considerando il divario di 39 (!) lunghezze in classifica fra le due squadre. La capolista, dall’alto del suo primato, è sembrata prendere l’impegno con sufficienza, come se avesse la testa già proiettata alle vacanze (tre giorni di riposo da oggi, Pasqua compresa) o alla finale di andata della Coppa Italia di giovedì 31 a Foggia. Il 3-5-2 del Mantova affidato a Prina (terzo allenatore sulla panchina biancorossa, subentrato a Javorcic, che a sua volta aveva preso il posto di Maspero) è riuscito ad irretire alla fonte la manovra dei granata, mai pericolosi dalle parti di Bonato, a parte qualche cross, soprattutto di Salvi, dalla destra. Così i virgiliani hanno fatto pendere il piatto della bilancia, a livello di occasioni, dalla loro parte, prima con Scrosta, la cui conclusione da fuori area è stata neutralizzata con sicurezza da Alfonso (24’), poi con Marchi, il cui sinistro da dentro l’area è stato deviato in angolo dall’estremo difensore ospite (34’), graziato alla fine da un colpo di testa in tuffo fuori bersaglio di Sereni su lungo cross dalla destra di Scalise (38’). Altra musica dopo l’intervallo. Compassata, portata al fraseggio più per linee orizzontali che verticali, e piuttosto imprecisa nelle finalizzazioni, a parte la buona verve di Chiaretti, la prima della classe si è “autoresettata” negli spogliatoi, rientrando in campo con ben altro piglio. L’effetto della riflessione collettiva fatta con il mister si è visto subito: squadra spigliata, finalmente capace di sfondare a ripetizione sulle fasce e di inserirsi efficacemente tra le linee avversarie, e ritmo delle giocate alzato di conseguenza. E qui a salire in cattedra è stato il portiere di casa Bonato, strepitoso nell’intercettare un bolide di Jallow (24’), a deviare oltre la traversa una girata al volo di Chiaretti da dentro l’area su cross dell’ottimo Salvi (26’) e a trovare il provvidenziale aiuto dei compagni di difesa quando Iori ha seminato il panico entro i 16 metri entrando da destra e mettendo sotto porta, dove nessuno dei suoi si è fatto trovare pronto (34’). L’asse dei “vecchietti”. A quel punto Venturato ha azzeccato i cambi, ricorrendo al mestiere dei suoi “panchinari” più esperti. Dentro Sgrigna, dentro soprattutto Coralli, bomber di Coppa ma ancora a digiuno in campionato. Su un pallone indirizzato dal trequartista romano dalla sinistra verso la porta di Bonato “Ciccio” si è catapultato con il fiuto dell’attaccante di razza e ha toccato la sfera di quel tanto da farla passare fra le gambe del portiere e superarlo. Era l’85’. Cinici, opportunisti e micidiali nel colpire al momento giusto: così i granata hanno apposto il sigillo più prezioso ad un’annata da incorniciare. Coralli d’oro, più preziosi di qualisiasi altra gemma. La festa è vicina, il Tombolato è pronto ad esplodere.

Ore 10.40 – (Mattino di Padova) Nell’uovo di Pasqua non c’è la promozione, ma qualcosa che le assomiglia molto. Nemmeno dopo la scorribanda di Mantova Roberto Venturato si sbilancia sul serio su questa Serie B che ormai sembra al sicuro, ma il sorriso con cui si presenta in sala-stampa dice tutto. Mister, ormai è fatta, lo ammetterà… «Stiamo portando avanti un girone di ritorno molto importante e dobbiamo esserne contenti. Ma siccome il Bassano non l’abbiamo ancora battuto, per adesso ci limitiamo a festeggiare la Pasqua e non ancora la promozione. Lunedì torneremo ad allenarci al Tombolato dopo tre giorni di pausa e inizieremo a pensare alla finale d’andata della Coppa Italia di Lega Pro a Foggia, e poi ci concentreremo sullo scontro diretto con il Bassano. Un passo alla volta». Resta il fatto che undici vittorie consecutive il Citta non le aveva mai inanellate nella sua storia. «Sono contento. Per essere precisi: molto del secondo tempo, un po’ meno del primo. Nella frazione iniziale il Mantova ci chiudeva ogni spazio e noi non siamo mai stati capaci di verticalizzare il gioco, cosa che invece siamo stati in grado di fare nella ripresa, riuscendo a creare due o tre occasioni da gol anche prima della rete di Coralli». Evidentemente faticate a digerire il 3-5-2: anche il Lumezzane, domenica scorsa, si è presentato in campo con quel modulo e pure in quel caso avete stentato ad ingranare. «Non è il modulo in sé a metterci in difficoltà, sono i tempi di gioco. Noi ci aspettavamo un Mantova disposto in modo diverso, con il 4-3-3 con cui si era schierato negli ultimi turni, e siamo rimasti sorpresi. Vero è che in campo ci sono sempre anche gli avversari ed è giusto far loro i complimenti quando ti mettono in difficoltà. Nella ripresa abbiamo interpretato meglio la partita, siamo stati molto più alti e aggressivi, concedendo solo un paio di punizioni». Ma si immaginava di allungare sulle inseguitrici anche dopo questo turno? «Ci speravo, sì, perché noi andiamo sempre in campo per vincere e provare a distanziare le altre». E’ significativo che si siano rivelati determinanti due “vecchietti” come Sgrigna e Coralli, non trova? “Ciccio”, in particolare, nel 2016 non aveva ancora giocato un solo minuto in campionato, trascorrendo le ultime 11 giornate in panca. «Mi fa piacere per loro e in particolar modo per Coralli, che ha realizzato una rete molto importante. All’andata gli era stato annullato un gol che probabilmente era regolare, un motivo in più per affermare che si meritava questa soddisfazione. Chi entra dalla panchina è spesso determinante, era accaduto già contro la Giana e pure in altre gare. Ecco perché devo tributare un plauso a questo gruppo, che sta lavorando grande partecipazione e attenzione». Ben diverso, ovviamente, l’umore di Luca Prina, da due giornate alla guida dei biancorossi. «La differenza l’hanno fatta i cambi» le parole del tecnico virgiliano. «Ed è terribile subire un gol così, su una palla lenta dentro l’area».

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) Che sensazione le ha fatto l’Euganeo, dopo aver giocato per sei mesi nel piccolo impianto di Lumezzane? «Questa è una società importante, un ambiente importante: scendere in campo davanti a questo pubblico ti dà una marcia in più. Giocare davanti a quattro o cinquemila spettatori è davvero “tanta roba”, e con i miei compagni mi sto accorgendo che anche in trasferta giochiamo sempre seguiti da un gran numero di tifosi. Per noi è una fortuna, ci dà una carica incredibile». Torniamo al campo: crede alla possibilità di arrivare ai playoff? «Il campionato ci ha insegnato che ogni domenica può succedere di tutto. Noi ci stiamo giocando qualcosa di importante, ma nelle prossime quattro partite incontreremo squadre il cui unico obiettivo è la salvezza, e per questo non saranno affatto partite da prendere sotto gamba. Approfittiamo di questi giorni di vacanza per riprendere un po’ di fiato, e poi ricominciamo a correre: io credo alla possibilità di arrivare al quarto posto, se non lo facessimo non avrebbe senso tutto ciò che abbiamo fatto finora. Avevamo l’obiettivo di salvarci, e l’abbiamo raggiunto con tante giornate di anticipo. Adesso che siamo lì, perché non provarci?». Da stasera la squadra godrà di tre giorni liberi per le festività pasquali. Ci sarà prima, alle 15, un’amichevole al “Vallini” di Piove di Sacco contro la Piovese (Eccellenza), poi i giocatori saranno liberi. Martedì ripresa degli allenamenti in vista di Cuneo (domenica 3 aprile): bisognerà ragionare su una formazione senza Diniz e De Risio, che verranno squalificati.

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Come mai abbiamo aspettato un mese e mezzo prima di vederla in campo dal primo minuto? «Forse perché nasco come mezzala, e ci ho messo un po’ a calarmi nella realtà di un centrocampo a due. Ho studiato i meccanismi, mi sono messo a disposizione, e ho imparato qualcosa anche in quelle partite in cui sono entrato come esterno: Pillon mi ha chiesto di dare una mano a tenere i risultati, ma anche di rimanere un po’ più accentrato, rispetto ad un’ala pura, quindi ho coperto la fascia pur cominciando ad inserirmi nella zona nevralgica della manovra». Dà l’impressione di essere una persona riservata. È così? «Non sono una persona che si fa notare, questo è vero, fuori dal campo. Preferisco farmi sentire, quando serve, durante le partite o gli allenamenti. Finiti quelli, quando finisce l’agonismo, mi vedo con qualche compagno alla sera, ma non disdegno di certo una serata di riposo a casa mia». È vero che avete creato un piccolo gruppetto di amici? «Con Sbraga, Sparacello, De Risio e Finocchio: ci troviamo quasi tutti i giorni, finito l’allenamento, e fin dal primo giorno che sono arrivato mi è piaciuto davvero molto l’ambiente che ho trovato. Questo è un gruppo unito, e questa cosa per me è molto importante».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Prima da titolare, e primo gol. Tra Mantova e Cremona di chilometri ce ne sono veramente pochi, quasi come la distanza che la storia di due ragazzi semplici, proprio di fronte alle formazioni delle due città lombarde, ha voluto percorrere. La giornata perfetta di Francesco Finocchio era arrivata al “Martelli”, tre settimane fa, mentre quella di Luca Baldassin è giunta all’Euganeo, contro la Cremonese. E in quel destro, scagliato a fil di palo con potenza e precisione al 24′ del primo tempo, c’era tutta l’essenza di un ragazzo di 19 anni, schivo fuori dal campo ma tremendamente incisivo quando lo calpesta. «Sono soddisfatto, sia della mia prestazione che di quella della squadra», spiega Baldassin, il giorno dopo il primo gol in biancoscudato. «Quando posso, cerco di provare a tirare da lontano, e sono contento che mercoledì sia andata bene. È stato un gol importante per me, ma soprattutto per la squadra: era importante vincere, portare a casa i tre punti, anche se dopo 35′ di buona gara abbiamo subìto il gol che ci ha costretto ad abbassarci un po’, ma alla fine abbiamo portato a casa quello che volevamo».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Per mettere la strada subito in discesa, servirebbe una vittoria: senza un successo, l’Italia sarebbe costretta a vincere le prossime due gare per sperare nella qualificazione. TOLDO E I BAMBINI. Gli azzurri, ieri, hanno ricevuto all’Appiani l’abbraccio dei bambini della Scuola Calcio del Padova e lo speciale “in bocca al lupo” del padovano Francesco Toldo. Alle ore 12 oggi il gruppo di qualificazione si aprirà con la prima sfida, che metterà di fronte Svizzera e Turchia. Una sfida interessante, tra due formazioni emergenti, che si giocherà allo stadio comunale di Caldogno (Vicenza) COME ASSISTERE. Tutte le partite del girone eliminatorio saranno visibili gratis: diversamente da quanto comunicato in precedenza, basterà presentarsi all’ingresso dello stadio, senza biglietto, per accedere al match. All’Euganeo oggi sarà aperta solo la Tribuna Ovest. Il match sarà trasmesso anche in tv su Rai Sport 1.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Si alza il sipario sulla Elite Round Under 19. Questa mattina prende il via il quadrangolare Uefa tra Italia, Svizzera, Israele e Turchia: solo una delle quattro nazionali giovanili staccherà il pass per l’Europeo di categoria che avrà luogo a luglio in Germania. ISRAELE PER GLI AZZURRI. L’Italia di Paolo Vanoli esordirà allo stadio Euganeo, questo pomeriggio alle 15.30. E il primo avversario per l’Italia è forse quello più misterioso di tutti: c’è Israele, infatti, sulla strada di Zaccagno e compagni. «Dal punto di vista fisico e atletico potrebbero essere messi meglio di noi», le parole del ct azzurro alla vigilia del primo impegno. «La prima partita in un torneo europeo è la più importante, non solo in termini di punteggio, ma per la sua valenza psicologica: una vittoria ci caricherebbe emotivamente e metterebbe le altre squadre nella condizione di dover inseguire. Vogliamo entrare tra le prime 8 squadre in Europa e, considerando che solo la prima si qualificherà per le finali, dovremo dare tutto».

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Si alza il sipario sulla Elite Round Under 19. Questa mattina prende il via il quadrangolare Uefa tra Italia, Svizzera, Israele e Turchia: solo una delle quattro nazionali giovanili staccherà il pass per l’Europeo di categoria che avrà luogo a luglio in Germania. ISRAELE PER GLI AZZURRI. L’Italia di Paolo Vanoli esordirà allo stadio Euganeo, questo pomeriggio alle 15.30. E il primo avversario per l’Italia è forse quello più misterioso di tutti: c’è Israele, infatti, sulla strada di Zaccagno e compagni. «Dal punto di vista fisico e atletico potrebbero essere messi meglio di noi», le parole del ct azzurro alla vigilia del primo impegno. «La prima partita in un torneo europeo è la più importante, non solo in termini di punteggio, ma per la sua valenza psicologica: una vittoria ci caricherebbe emotivamente e metterebbe le altre squadre nella condizione di dover inseguire. Vogliamo entrare tra le prime 8 squadre in Europa e, considerando che solo la prima si qualificherà per le finali, dovremo dare tutto».

Ore 08.30 – Lega Pro girone A, la classifica aggiornata: Cittadella 65, Bassano 52, Pordenone 50, Alessandria 49, FeralpiSalò 46, Pavia 45, Padova e Reggiana 44, Cremonese 40, SudTirol 39, Giana Erminio e Renate 32, Lumezzane 31, Cuneo 29, Pro Piacenza 28, Mantova 23, AlbinoLeffe 19, Pro Patria 7 (-3 punti di penalizzazione).

Ore 08.20 – Lega Pro girone A, la ventottesima giornata: Giana Erminio-AlbinoLeffe 0-0, Padova-Cremonese 2-1 (Sbraga (Pd) al 6′ pt, Baldassin (Pd) al 24′ pt, Brighenti (Cr) al 35′ pt), Reggiana-Pro Patria 1-0 (Nolé (Re) al 35′ st. Ore 15.00 Pro Piacenza-Cuneo, Lumezzane-FeralpiSalò. Ore 17.30 Renate-SudTirol. Ore 18.00 Alessandria-Pordenone, Bassano-Pavia, Mantova-Cittadella.

Ore 08.10 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.00 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Maglietteveloci.it, Box Uomo, Studio Pignatelli Netstore, Birra Antoniana, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 24 marzo: allenamento pomeridiano per i Biancoscudati, assenti Diniz, Dionisi e Favalli.

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