Live 24! Padova, inizia il riposo pasquale: si ricaricano le pile fino a martedì

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Ore 19.00 – (La Provincia Pavese) Dopo il ritorno in tarda serata da Bassano del Grappa ieri mattina come previsto mister Rossini con il suo staff ha fatto disputare una seduta defaticante per il gruppo conclusa da una partitella in famiglia. Si è rivisto Nando Sforzini reduce da una forma influenzale che lo aveva costretto a saltare gli allenamenti della prima parte della settimana e la gara di giovedì pomeriggio. Hanno lavorato a parte gli acciaccati Malomo, Pirrone e Siniscalchi. Conclusa la seduta mattutina come previsto rompete le righe per il week-end pasquale. Sono previsti tre giorni di riposo da oggi fino a Pasquetta. La squadra tornerà al Fortunati martedì pomeriggio dove a partire dalle 15 si inizierà la nuova, lunga, settimana che porterà fino alla gara di lunedì sera alle ore 20 con l’Alessandria.

Ore 18.40 – (La Provincia Pavese) «Non è questione di moduli, ma di atteggiamenti, di prestazione, di determinazione, ma ovviamente è fondamentale anche l’equilibrio». Stefano Rossini lo ripete da quasi due settimane, da quando gli è stata affidata la conduzione tecnica della Prima squadra. Ma certamente come l’ex allenatore della Berretti sottolinea l’equilibrio il Pavia l’ha ritrovato giovedì pomeriggio a Bassano del Grappa con il più classico dei moduli, il 4-4-2. Uno schieramento tattico che offre copertura nel reparto arretrato, solidità a centrocampo e permette agli attaccanti di concentrarsi principalmente sulla fase offensiva. Ed è quello che ha fatto ottimamente la squadra azzurra imponendosi 4-1 sul difficile campo del Bassano. Una scelta, quella di mister Rossini, che potrebbe finalmente dare per il finale di stagione punti di riferimento in un’annata dove tra cambiamenti tattici e di conduzione tecnica si è creata molta confusione e data poca continuità. Una stabilità che consente anche di avere le idee chiare agli stessi interpreti di questo modulo. Se stiamo alla gara di giovedì Ferretti e Cesarini in attacco sono tornati ad essere quelli che conosciamo bene e che insieme finora hanno un bottino invidiabile di 26 reti complessive, 13 a testa. Con l’arrivo di Sforzini a gennaio l’idea di sfruttare il tridente, con Cesarini dietro gli altri due compagn,i era parsa una soluzione da tentare ma per far questo ci voleva un centrocampo in grado di sostenere in fase di copertura questo schieramento e l’esperimento non ha dato frutti brillanti. L’avvento di Brini aveva, inoltre, portato, con la rivoluzione di gennaio, all’ingaggio di molti elementi che fossero in grado di agire sulle fasce in fase di spinta: Foglio, De Silvestro, Azzi, Manconi che si sono aggiunti al confermato Grbac. In un 4-4-2 come quello visto a Bassano, quindi, l’avere molte soluzioni sugli esterni può essere un’arma da sfruttare anche a gara in corso. Rossini avrà da martedì prossimo altri otto giorni per migliorare l’intesa, ma certamente riproporre il Pavia con lo schieramento di Bassano appare logico in una gara con l’Alessandria che varrà molto per la volata finale. Non ci sarà il “quattro polmoni” Alessandro Marchi che sarà squalificato e questo è un peccato: da capire in mezzo con il rientro anche di Muscat dalla Nazionale maltese (con cui ha pareggiato 0-0 nell’amichevole con la Moldavia) se il tecnico azzurro sceglierà lui come sostituto, anche se con caratteristiche diverse, di Marchi. Intanto questi tre giorni di riposo serviranno per ricaricare le pile per le ultime sei gare di stagione regolare.

Ore 18.10 – (Gazzetta di Mantova) Dopo la seconda sconfitta casalinga consecutiva subita in quattro giorni, il Mantova ha ripreso ieri mattina gli allenamenti agli ordini di mister Luca Prina. Unico assente Falou, al quale è stato concesso un permesso per motivi familiari e che martedì verrà sottoposto a risonanza magnetica per un problema alla spalla. Per quanto riguarda il resto, l’infermeria sembra ormai destinata a svuotarsi, con il ritorno a disposizione di Masiello e quello possibile anche di Beretta. Lo 0-1 incassato nel finale di gara contro il Cittadella ha ovviamente lasciato il segno a livello morale e così il tecnico Prina ha pensato di far trascorrere ai suoi giocatori una giornata insieme per fare gruppo. I biancorossi sono quindi andati al Goparc di Bagnolo San Vito, dove hanno pranzato e si sono anche cimentati in una gara di go kart. A salire sul gradino più alto del podio è stato l’attaccante Tripoli, che ha preceduto al traguardo Gonzi e Scrosta. La “maglia nera” è toccata invece a Carini, che è arrivato ultimo anche perché tamponato da Scalise. La squadra stamani tornerà ad allenarsi al “Dante Micheli”, mentre per Pasqua e Pasquetta i giocatori saranno lasciati liberi. La preparazione per la prossima gara di campionato, in programma domenica 3 aprile (ore 15) a Salò contro la FeralpiSalò, riprenderà martedì con due sedute di allenamento. Stessa razione di lavoro toccherà ai biancorossi mercoledì, mentre una seduta al giorno è in programma giovedì, venerdì e sabato, quando poi la squadra partirà per il ritiro.

Ore 17.50 – (Gazzetta di Mantova) A sei giornate dalla fine del campionato la situazione del Mantova appare decisamente compromessa in chiave salvezza. Soprattutto perché 8 punti da recuperare (il riferimento è il Lumezzane sestultimo) appaiono tantissimi per una squadra capace finora di vincere appena 4 gare in 28 giornate di campionato. Ma ad aggravare la situazione c’è anche il calendario, che riserva all’Acm appuntamenti di certo non meno impegnativi rispetto a quelli delle rivali. I biancorossi, infatti, nelle prossime tre partite sfideranno altrettante squadre (FeralpiSalò, Pavia e Alessandria) in piena corsa per l’obiettivo playoff e dunque spinte da grandi motivazioni oltre che da organici superiori a quello del Mantova. Nelle ultime tre giornate, invece, Caridi e compagni avranno degli scontri diretti insidiosi, dei quali soltanto la trasferta a Busto Arsizio (storicamente però ostica) potrebbe essere in discesa, contro una Pro Patria verosimilmente già retrocessa. Fermo restando, dunque, che non bisogna arrendersi finché la matematica non dice il contrario, il vero obiettivo del Mantova da qui alla fine del campionato potrebbe essere quello di guadagnare una posizione in classifica. Chiudere il torneo al quartultimo posto anziché al terzultimo, infatti, darebbe un doppio vantaggio: quello di giocare la gara di ritorno dei playout al Martelli e, cosa ancora più importante, quello di salvarsi in caso di doppio pareggio o di una vittoria per parte con lo stesso numero di reti. Al momento la corsa dell’Acm è dunque sul Pro Piacenza, che ha un vantaggio di 5 punti in classifica. Tanti, ma riducibili a 2 in caso di vittoria dei biancorossi nello scontro diretto in programma al Martelli alla terzultima giornata di campionato. Nelle restanti 5 giornate, dunque, bisognerebbe rosicchiare agli emiliani altre due lunghezze. Il problema è che il Pro Piacenza ha oggettivamente un calendario sulla carta più semplice rispetto a quello del Mantova, pur avendo in programma 4 trasferte in 6 turni. Tre di questi match saranno scontri diretti: il prossimo con l’Albinoleffe, poi con l’Acm e infine all’ultima giornata con il Lumezzane. Per contro, però, il Pro Piacenza avrà due turni casalinghi abbastanza abbordabili: uno contro il Renate e l’altro con un Sudtirol che non ha più nulla da chiedere al campionato. Per assurdo potrebbe rischiare di più il Cuneo, che ha 6 punti di vantaggio ma che è atteso da tre sfide proibitive (Padova, FeralpiSalò e Pordenone), nonché da due scontri diretti con Lumezzane e Renate. Oltre a fare la corsa sulle altre, però, il Mantova dovrà guardare soprattutto in casa propria. L’altro obiettivo biancorosso deve essere infatti quello di arrivare agli spareggi salvezza nelle migliori condizioni possibili e senza perdere per strada giocatori cardine.

Ore 17.20 – (Gazzetta di Reggio) Il gol di Raffaele Nolè contro la Pro Patria è stato, per i dirigenti granata, la più gradita sorpresa pasquale, che consente loro di guardare con maggior fiducia al prossimo futuro. «Due gare, due vittorie – debutta a fine gara il presidente Stefano Compagni – sono un bel risultato e mi rendono decisamente contento. Sapevamo che sarebbe stata una sfida delicata, nella quale c’era da soffrire. La Reggiana ha però saputo costruire diverse occasioni da rete e solo la bravura del loro portiere ci ha ripetutamente negato il risultato. Si è vista comunque una squadra in salute, molto attenta a centrocampo e alla fine è arrivato il premio di quel “golletto” che ci ha regalato la soddisfazione della vittoria. Così che ora possiamo affrontare con maggior serenità, dopo la sosta pasquale, il prossimo trittico di incontri, che diventano decisivi per il bilancio della stagione». Anche il vice, Sisto Fontanili, si dice compiaciuto della squadra granata che afferma essere stata frenata solo da alcune strepitose parate del portiere ospite. Poi propone un giudizio su due atleti: «Danza è stato superlativo mentre Arma deve trovare maggior fiducia, poi anche lui sarà premiato dal gol». «Abbiamo faticato a condurre in porto la vittoria ma siamo stati capaci di costruire tante occasioni – completa l’ex presidente Stefano Barilli – il bilancio è senza dubbio positivo». Agli avversari fa invece riferimento l’amministratore Guido Tamelli: «Chi comprerei dalla Pro Patria? Il loro numero 5 (Georges Douglas) ma mi è piaciuto anche il portiere». «Quel che conta alla fine – conclude Gianpaolo Gottardi – è il risultato e quello è arrivato. Sì, un solo gol… ma vale tre punti. Guardiamo avanti e viviamo un po’ alla giornata, senza pensare ad altro». Hanno assistito al match di mercoledì sera anche l’ex ds Renzo Corni, il bomber Andrea Silenzi, William Vecchi, vecchie glorie di tempi d’oro, sempre più assidui allo Stadio Città del Tricolore. «Silenzi non è riuscito a veder giocare suo figlio – racconta Gianfranco Medici – ma mi ha confessato che venire allo stadio reggiano gli regala sempre una forte emozione. Penso quindi che in futuro lo vedremo ancora. Poi mi hanno fatto piacere le altre presenze, chissà che con qualcuno di loro non nasca una collaborazione. La partita? Abbastanza bene, con Arma che purtroppo è sfortunato, non ne prende una. Se però riesce a sbloccarsi… Chi invece è stato praticamente a riposo è il portiere Perilli. Adesso andiamo fino in fondo poi faremo i conti». Prima di concludere con un accenno al pubblico: «Per favore fate ai nostri splendidi tifosi i migliori auguri di una buona Pasqua».

Ore 16.50 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) La tredicesima di ritorno è coincisa con il riscatto delle deluse. L’Alessandria (49) battuto il Pordenone (50) e il Pavia (45) ha rifilato 4 sberle alla Virtus a Bassano (4-1). Però proprio il club pavese rischia almeno 3 punti di penalizzazione per la violazione della clausola compromissoria (articolo 15 del codice di Giustizia sportiva) per la denuncia presentata nei confronti di un tesserato, l’ex dg Massimo Londrosi, alla Procura della Repubblica. Solo un pareggio (1-1) per la Feralpi (46) a Lumezzane. In testa ha preso il volo il Cittadella (65), che a Mantova (1-0) ha incassato la ventesima vittoria. Si aggrappano alla matematica la Reggiana (44), che ha battuto di misura (1-0) la Pro Patria, e il Padova (44), che ha spento (2-1) le residue velleità della Cremonese (40). Le altre: Giana-Albinoleffe 0-0, Pro Piacenza-Cuneo 1-1, Renate-Sudtirol 0-0.

Ore 16.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Calma, non è successo nulla. Perdere al Moccagatta (0-1) non è un dramma. Anche se, contrariamente alla sconfitta di Bassano, nel match di Alessandria il Pordenone si è visto poco nella metà campo dei grigi e anche se d’ora in poi dovremo dare un’occhiata alle clasifiche degli altri gironi. LA REGOLA – Ai playoff andranno le seconde e le terze dei tre gruppi, più le due migliori quarte. I ramarri sono ancora terzi (a -2 dal Bassano, secondo), ma ora con una sola lunghezza di vantaggio sull’Alessandria, quarta con 49 punti. Il margine di sicurezza resta rassicurante. Nel C al quarto posto c’è la Casertana (50), ma nel B l’Ancona, quarta, ne conta soltanto 46. STRESS DA SORPRESA – In Piemonte non c’era Alex Pederzoli (squalificato), è vero, ma l’impressione è che i neroverdi abbiamo patito lo stress mentale di dover reggere una posizione prestigiosa che, in tutta onestà, non era nei programmi d’inizio stagione. Non per nulla mister Bruno Tedino confida nell’apporto che in questo finale potrebbero dare i giocatori meno “usurati”, come Marchi (pronto al rientro), Martignago, Berrettoni e Beltrame. Gli ultimi tre però devono dare più di quanto offerto nei minuti giocati al Moccagatta. PASQUA BENEDETTA – A dare una mano al gruppo del presidente Mauro Lovisa arriva la pausa pasquale. Poi il Pordenone sarà atteso da due match consecutivi al Bottecchia. Sabato 2 aprile (20.30) arriverà la Reggiana (44) e in quello successivo (17.30) la FeralpiSalò. Saranno sfide importantissime, durante le quali il popolo neroverde sarà chiamato a dare tutto il suo caldo apporto, come ha fatto durante il match vinto dai ramarri con il Padova (2-1). Ancora una volta al Bottecchia dovranno convergere la voglia di non mollare della squadra e la voglia di restare protagonisti dei supporter naoniani. BATTUTI E RAFFORZATI – «L’assenza di Pederzoli? Alex – sottolinea Tedino – è certo un giocatore importante, ma non cerchiamo alibi. L’Alessandria è squadra di grande qualità e sicuramente ha fatto qualcosa più di noi. I miei ragazzi però hanno retto il confronto. Il gol di Marconi – scuote la testa il tecnico – è arrivato mentre cominciavamo a “prendere” campo. È altrettanto vero che abbiamo sbagliato qualche appoggio di troppo e fatto errori tecnici che usualmente non commettiamo. In ogni caso non abbiamo sfigurato e da questa constatazione usciamo rafforzati per affrontare le ultime 6 gare della stagione regolare».

Ore 16.10 – (Messaggero Veneto) Il Pordenone si è allenato ieri mattina prima darsi appuntamento per lunedì pomeriggio, alle 15. Dopo il match con i grigi la squadra ha lavorato in due blocchi: chi ha giocato ha svolto una seduta in piscina, lavoro normale per gli altri. A Pasquetta si comincerà a preparare il match con la Reggiana, in programma sabato 2 aprile alle 20.30 al Bottecchia (prevendita già attiva). Probabilmente in settimana il Pordenone disputerà un’amichevole: in queste ore si cercano lo sparring partner e il campo. Per quanto riguarda i prossimi impegni, i neroverdi, dopo la “Regia”, ospiteranno la FeralpiSalò sabato 9 alle 17.30 (13ª di ritorno), quindi andranno a Cittadella lunedì 18. Il match con la capolista comincerà alle 20 e sarà trasmesso in diretta su Rai Sport (14º turno). Per i “ramarri” sarà la prima esibizione stagionale nella prestigiosa vetrina della tv di Stato.

Ore 15.50 – (Messaggero Veneto) La sconfitta è arrivata e, per certi aspetti, è stata meritata. Rimane comunque una Pasqua da vivere con serenità per il Pordenone. Il ko di Alessandria non ha compromesso nulla, anzi: il secondo posto è rimasto a due punti, visto il rovescio del Bassano in casa col Pavia. Considerato che, alla ripresa, i giallorossi faranno visita al Cittadella – che vincendo potrebbe già festeggiare il salto in B – i ramarri possono anche pensare al sorpasso e riprendersi la medaglia d’argento del girone A di Lega Pro. L’analisi. È chiaro che ieri, alla ripresa, non si respirasse l’aria dei giorni migliori al De Marchi. Una sconfitta lascia comunque dell’amarezza. Al Moccagatta il Pordenone ha disputato un match dai due volti: positivo in fase di non possesso, negativo nella fase opposta, stante anche l’assenza di Pederzoli. «Sotto quel profilo potevamo fare di più – ammette il tecnico Bruno Tedino –. L’avversario ha fatto qualcosa meglio di noi e siamo stati puniti. I grigi non ci hanno permesso di esprimerci, soprattutto quando cominciavano l’azione: noi siamo bravi a stoppare l’inizio della manovra, loro ricorrevano ai lanci per Marconi e siamo andati in difficoltà. Poi – continua – abbiamo fatto troppi errori, sbagliato un’infinità di appoggi». Pagata la giornata negativa di tre giocatori importanti: Pasa, Cattaneo e Filippini. Così, visto quanto poco prodotto in fase offensiva, subire un gol rientrava nella logica delle cose. Niente è perduto. La FeralpiSalò, prima squadra fuori dai play-off, ha ridotto da 5 a 4 i punti di svantaggio dai neroverdi: il margine di sicurezza si è assottigliato e il Pavia, vincendo a Bassano, è tornato di prepotenza nella lotta per la post-season, così come Reggiana e Padova, entrambe vittoriose. Notizie negative, tuttavia il Pordenone deve guardare con ottimismo al prosieguo del campionato: il Bassano non è scappato e la squadra rimane comunque padrona del proprio destino, non dipende da nessuno. «Sono otto le squadre coinvolte nella lotta – è l’opinione di Tedino – ma se otteniamo tre vittorie noi siamo nei play-off». Alla ripresa, con Reggiana e Feralpi, due gare casalinghe di seguito e due match-ball: basterebbero anche 4 punti e il Pordenone farebbe un grande passo in avanti. L’importante è rialzarsi subito dopo il ko del Moccagatta, esattamente come accaduto contro il Padova dopo il rovescio di Bassano. Rientro. Intanto contro gli emiliani rientra Pederzoli. C’è poco da fare: con lui in mezzo è un’altra cosa. Perché il regista non solo ha in mano il reparto, ma ha una personalità e una cattiveria agonistica che Pasa – per gioventù e anche per carattere – ancora non ha. I neroverdi hanno molti gregari e due veri leader: Stefani, condottiero silenzioso, e Pederzoli, temperamento e voglia di vincere non comuni. È determinante la sua presenza tra gli undici, se non altro in gare in cui l’avversario è di pari livello o superiore.

Ore 15.20 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Il Venezia si carica con l’«effetto-Tacopina» e lancia i mini-abbonamenti per chiamare a raccolta i tifosi in vista della volata verso la Lega Pro. Bagno di folla e grande entusiasmo ieri pomeriggio in centro a Mestre per il taglio del nastro del primo corner shop arancioneroverde, lo store ufficiale inaugurato in Galleria Teatro Vecchio (all’angolo con via Mestrina) da un Joe Tacopina che ha subito ritrovato il sorriso dopo aver assistito, giovedì allo stadio Gabrielli di Rovigo, al ko di rigore contro i pari categoria del Delta (fallo di Modolo su Cinti e gol di Nigro).
«La gente mi ama? Semmai è innamorata di ciò che rappresento, vale a dire una speranza di rilancio futuro del pallone arancioneroverde – ha sorriso l’avvocato newyorkese tra un selfie e l’altro -. Siamo a buon punto per compiere il primo passo vincendo un campionato che, il ds Perinetti (ieri al fianco del presidente assieme ai giocatori Soligo e Callegaro, ndr) me l’aveva detto il primo giorno, sarebbe stato difficile come in effetti si è rivelato. Per gli avversari, i campi e gli arbitri, ma non voglio parlare di questo». I tifosi da martedì a sabato prossimo potranno acquistare i tre biglietti per le restanti gare al Penzo con Fontanafredda (3 aprile ore 15), Belluno e Giorgione al prezzo di due: 10 euro-curva sud, 30-tribuna laterale e 50-tribuna vip i prezzi d’acquisto nella sede di viale Ancona 43 e agli sportelli Vela. «Il 2-2 con il Mestre va bene soprattutto perché siamo rimasti a più 5 sul Campodarsego – ammette Tacopina, oggi in volo per gli States ma in tribuna il 10 aprile ad Este -. Non è ancora finita, è dura sul campo e lo è fuori, per questo anche quando sono in America io lavoro ogni giorno per questo progetto. La scorsa settimana a Los Angeles ho incontrato imprenditori per il nuovo stadio, qui in città faccio altrettanto e oggi (ieri, ndr) ho incontrato Cipriani e altri ancora». Tacopina in attesa del salto in Lega Pro abbozza già un mini bilancio. «Oggi sono più contento di ottobre quando abbiamo presentato il progetto – assicura -. Stare in mezzo alla gente mi dà motivazioni, con le nostre mani e il nostro stile stiamo cercando di crescere giorno per giorni anche nel coinvolgimenti degli imprenditori locali».

Ore 15.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) «Sono ancora più entusiasta adesso di quando è iniziato tutto a ottobre»: Joe Tacopina stringe mani, saluta i tifosi, si lascia fotografare con loro: l’occasione è l’apertura del Corner Shop ufficiale del Venezia di ieri pomeriggio, al quale hanno partecipato oltre un centinaio di supporter arancioneroverdi. Con il presidente a rappresentare la società anche il ds Giorgio Perinetti e i due giocatori Evans Soligo e Matteo Callegaro: tutti già tornati a casa invece i compagni, in «licenza» grazie alla sosta pasquale. Il merchandising del club ha trovato spazio all’interno del negozio Gas di via Mestrina, angolo Galleria Vecchia, con due vetrine dedicate. «Ogni giorno lavoriamo per costruire qualcosa e sempre di più voglio essere parte di questa comunità», ha spiegato il presidente. La costruzione procede di pari passo, tra risultati sportivi e business. «Ho seguito il derby con il Mestre dalla tv, alla fine quel che conta è essere davanti in classifica. Sapevamo che sarebbe stato un capionato difficile, ma stiamo andando avanti su tutto. Anche per gli aspetti legati al business ci stiamo muovendo ogni giorno». Tra gli obiettivi di Tacopina c’è quello di coinvolgere nel progetto calcistico i marchi storici di Venezia, quelli famosi in tutto il mondo. «Ho incontrato Cipriani — rivela Tacopina — ma vorrei che altri brand della città fossero coinvolti». E prosegue il progetto stadio: «C’è stata una riunione la settimana scorsa a Los Angeles, mentre altre persone interessate all’aspetto marketing sono venute qui dagli Stati Uniti. Ci sono tante persone interessate al nostro progetto, a quello della squadra e a quello dello stadio. Questo mi riempie di felicità e posso dire che sono ancora più entusiasta del progetto oggi, rispetto a ottobre. E’ bello poter costruire da zero e vedere che le cose procedono tutte secondo la direzione indicata». Intanto la società ha annunciato, per le ultime tre partite in casa, un miniabbonamento che consentirà di assistere alle partite con Fontanafredda, Belluno e Giorgione al costo di due euro (10 euro Curva Sud, 30 euro Tribuna Laterale, 50 euro Tribuna Vip).

Ore 14.40 – (La Nuova Venezia) Un lungo applauso accoglie il presidente Joe Tacopina all’ ingresso nel negozio dove è stato allestito il primo corner shop del Venezia Football Club, in Galleria Teatro Vecchio, nel cuore di Mestre. Due vetrine addobbate all’ingresso, poi il corner all’interno: Tacopina si è concesso sorridendo all’abbraccio di almeno un centinaio di tifosi accorsi all’inaugurazione, tra un brindisi e una foto, insieme a Perinetti, Soligo e Callegaro. «Questa è la risposta che mi piace, che mi apre il cuore» parole del presidente «sono molto più sicuro adesso che il nostro progetto avrà un grande successo che non a ottobre. I tifosi lo hanno capito, questo mi stimola a impegnarmi ancora di più, avvertono la mia presenza. Ho un unico rammarico: mi servirebbero giornate con più ore per vedere tutte le persone che vorrei, organizzare, preparare, ideare. Ad esempio oggi ho incontrato Cipriani, voglio coinvolgere i veneziani nel mio progetto. Lavoro qua e negli Stati Uniti, la scorsa settimana ho avuto incontri a Los Angeles, e non solo per il progetto dello stadio, ma anche la società e tutto quello che la circonda. Il brand Venezia è eccezionale, sento questa esperienza molto più mia di quanto non lo sia stata a Bologna». Se poi arrivano anche i risultati in campo… «Ci stiamo avvicinando alla Lega Pro, mancano solo sei partite» continua Tacopina, «va bene il pareggio nel derby, lo spettacolo offerto dai tifosi è stato bellissimo. Siamo sempre primi con 5 punti di vantaggio, conta solo questo: essere primi. Lo sapevamo che sarebbe stata dura, Perinetti mi aveva avvertito fin dal nostro primo incontro, la serie D è il campionato più difficile, si gioca su campi impossibili, tutti vogliono batterti». Tacopina volerà stamattina a New York, tornerà a Venezia il 10 aprile per la partita con l’Este.

Ore 14.10 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Il grido di battaglia lo ha lanciato Devis Mangia nella conferenza stampa alla vigilia del match tra Ascoli e Vicenza. «Domani (oggi per chi legge, ndr ) è la partita, ne siamo consapevoli e sappiamo che non possiamo sbagliare». Frasi che rendono l’idea di cosa il Vicenza troverà oggi al Del Duca di Ascoli, e Franco Lerda lo sa bene. «In settimana abbiamo svolto un intenso lavoro dal punto di vista atletico, tecnico e tattico — sottolinea l’allenatore dei biancorossi — il bilancio è buono perchè tutti i calciatori hanno lavorato con concentrazione e impegno mostrando voglia e volontà di venire fuori dalla situazione molto difficile in cui obiettivamente si trova la squadra. La partita di Ascoli è una sfida contro una diretta concorrente, va da sè che più si va avanti e meno errori bisogna commettere, per questo bisogna fare punti perché il risultato è quello che conta. Noi dello staff abbiamo potuto apprezzare in questa prima settimana un miglioramento sotto il profilo atletico, tecnico-tattico e mentale, segnali che ci fanno essere fiduciosi che si possa invertire la tendenza negativa delle ultime partite». Purtroppo, così come è successo spesso anche a Pasquale Marino, anche Lerda dovrà rinunciare a giocatori importanti in vista di un match molto delicato. «Gli assenti non hanno mai deciso le partite — spiega Lerda — per cui dobbiamo fare il massimo con i calciatori che abbiamo, anche se è sotto gli occhi di tutti che siamo in emergenza. Questa settimana abbiamo recuperato alcuni calciatori ma abbiamo Raicevic impegnato con la sua Nazionale, Pinato squalificato e altri infortunati. Mi dispiace per il grave infortunio occorso a Bellomo, come persona e come atleta; purtroppo l’abbiamo perso per tutto il campionato, ma intanto ho recuperato Urso anche se è reduce dei postumi di un lungo infortunio e non può essere al massimo. Come detto dobbiamo fare con i disponibili, è evidente che abbiamo bisogno di una scintilla, di un qualcosa che faccia scattare una scossa, una reazione che ci permetta nelle prossime dieci partite di fare almeno 17-18 punti. Chiunque capisca di calcio è consapevole che in questo sport, con 30 punti a disposizione, può accadere di tutto. Soprattutto se anche la dea bendata, dopo tanta jella, decidesse di darci una mano. In certi momenti un po’ di buona sorte può cambiare tutto, quello che adesso dobbiamo fare è giocare con grande determinazione per meritarci magari un po’ di fortuna. Nelle ultime partite il Vicenza, basti pensare al legno di Giacomelli nei minuti di recupero, ha colpito molti pali che hanno determinato il risultato e ha subito espulsioni determinanti. Speriamo che la ruota adesso giri». Lerda dedica le ultime considerazioni al nuovo direttore sportivo del Vicenza, Antonio Tesoro. «Con il direttore ci conosciamo da tempo — precisa il tecnico biancorosso — per me potrà essere di grandissimo aiuto perché è una persona per bene, competente e conosce i miei pregi e difetti. In questo momento difficile c’è bisogno di tutti, è poter contare su Antonio per me è senza dubbio importante».

Ore 13.40 – (Gazzettino) Debutto con successo per l’Italia under 19 alla fase elite del campionato europeo. All’Euganeo di Padova, tra imponenti misure di sicurezza, gli azzurrini si sono imposti 4-0 con Israele prendendo subito il comando del girone insieme alla Turchia, che ha piegato 4-1 la Svizzera. Pratica già archiviata nella prima frazione grazie ai sigilli realizzati da Panico, Felicioli e Favilli, nella ripresa Coppolaro ha firmato il poker. Sul 3-0 Israele ha colpito una traversa. Soddisfatto il tecnico Paolo Vanoli. «Devo fare i complimenti ai ragazzi per come hanno interpretato la partita, siamo stati padroni del campo e non abbiamo concesso nulla agli avversari. Meglio di così non potevamo iniziare, ma adesso dobbiamo pensare alla prossima gara». L’Italia tornerà in campo domani, alle 18, sempre all’Euganeo e avversario sarà la Svizzera.

Ore 13.20 – (Mattino di Padova) La lotta per l’unico posto disponibile per l’Europeo Under 19 è già affare di Italia e Turchia. Nella prima giornata dell’Elite Round l’Italia ha strapazzato Israele con un rotondo 4-0, mentre i turchi si sono sbarazzati della Svizzera per 4-1. Ma la grande festa è stata proprio quella dell’Euganeo, dove quasi duemila spettatori, in un impianto blindato e sorvegliato dai cecchini dei reparti speciali sugli spalti per tutelare la sicurezza della delegazione israeliana, hanno sospinto gli azzurrini in un esordio che non è stato certo proibitivo. L’Italia è partita forte, spingendo sull’acceleratore sin dai primi minuti: la squadra di Vanoli è passata in vantaggio già dopo 9’, e a siglare la prima rete di giornata è stato quel Giuseppe Panico che all’Euganeo, nelle intenzioni del Padova, avrebbe dovuto giocare sì, ma con la maglia biancoscudata, prima che il mercato di gennaio prendesse altre strade: l’attaccante del Genoa ha sfruttato al meglio il cross dalla sinistra di Dimarco e, di testa, ha superato Alon. Al 29′ è arrivato il raddoppio: Favilli, ricevuta la sfera dallo stesso Panico, ha trovato sulla sua strada l’estremo difensore israeliano, che però nulla ha potuto sul seguente tap-in di Felicioli. Prima dell’intervallo, dopo due buone chance non sfruttate da Barella e Dimarco, e dopo la prima parata di Meret sul destro di Gamoun, gli azzurrini hanno calato il tris: assist di Ghiglione e rete dello juventino Favilli. Nella ripresa, con il match ormai già ampiamente segnato, la squadra di Vanoli ha trovato il poker con il destro ravvicinato di Coppolaro su angolo di Locatelli. «Sono molto soddisfatto, abbiamo approcciato la gara in maniera perfetta», il commento del ct Paolo Vanoli al termine. Sugli spalti, tanti gli addetti ai lavori: tra loro, i diesse del Barcellona, Ariedo Braida, e della Juventus, Fabio Paratici, e tanti ex allenatori biancoscudati, tra cui Calori, Dal Canto (oggi ct dell’Under 17), Tarozzi e Parlato. Domani la seconda giornata: Turchia-Israele a Vicenza alle 12 e Svizzera-Italia all’Euganeo alle 18. Mercoledì a Caldogno lo scontro diretto tra le due battistrada del gruppo che può valere il pass. ISRAELE-ITALIA 0-4. ISRAELE (4-4-2): Alon; Shoolmaister, Nachmias, Ben David, Gamoun; Zenati, Velblum (33′ pt Levi), Marom, Galili; Yerushalmi (26′ st Abu Fani), Yizhak (7′ st Schechter). Allenatore: E. Ohana. ITALIA (4-4-2) : Meret; Vitturini (19′ st Bifulco), Romagna, Coppolaro, Dimarco; Felicioli, Locatelli, Barella (35′ st Picchi), Ghiglione; Favilli (29′ st Vido), Panico. Allenatore: P. Vanoli. ARBITRO: Jovic (Croazia). RETI: 9′ pt Panico, 29′ pt Felicioli, 44′ pt Favilli, 28′ st Coppolaro.

Ore 13.00 – (Corriere del Veneto) «Dobbiamo ancora scalare una montagna», spiega a fine partita il ct Paolo Vanoli. Ma l’Italia Under 19 va che è un piacere, travolge Israele per 4-0 e punta dritto al bis con Svizzera e Turchia per staccare il «pass» dell’Elite Round per i Campionati Europei di Germania. Tutto facile all’Euganeo, blindato da un servizio di sicurezza imponente ma che quando c’è di mezzo Israele è la prassi. Tanto più in questo periodo. Sulle tribune ci sono decine di osservatori, addetti ai lavori, curiosi e scout vari che annotato minuziosamente ogni dettaglio di quanto vedono a pochi metri. Sul campo ci sono i campioni del domani, alcuni dei quali hanno già assaggiato il sapore della serie A o comunque della prima squadra o dei grandi eventi. È il caso, per esempio, di Manuel Locatelli, un predestinato con la maglia rossonera «cucita» addosso, che con quella azzurra si muove già come fosse un veterano. Tanto che la differenza con i suoi pari grado non si nota minimamente, anche se il centrocampista (un classe 1998) è persino sotto età, come ricorda l’addetto stampa della Figc in missione a Padova. O come Giuseppe Panico, punta che nella Primavera del Genoa si è già messo in luce al punto da meritare le attenzioni di Giampiero Gasperini. Che lo ha fatto già esordire in prima squadra e che in futuro potrebbe concedergli ulteriore spazio, soprattutto se la salvezza dovesse arrivare con un certo anticipo. Locatelli, Panico, Favilli, Felicioli, Coppolaro sfilano di fronte a un esercito di volti noti nelle stanze del calciomercato: Rino Foschi, Ariedo Braida, Fabio Paratici, Ivone De Franceschi, Nereo Bonato, Roberto Policano e poi pure allenatori come Alessandro Dal Canto, ct dell’Under 17 azzurra e Carmine Parlato, che torna per la prima volta all’Euganeo dopo l’esonero dello scorso dicembre. Sul campo suonano gli inni nazionali ma poi è una sinfonia azzurra su tutto il fronte Vantaggio dell’Italia al 9’ con Panico che segna in quello che sarebbe potuto essere il suo stadio, raddoppia Felicioli e chiude il conto a fine primo tempo Favilli. Nella ripresa sei cambi e poco da segnalare, ma c’è tempo pure per vedere il quarto gol di Coppolaro e l’espulsione di Marom, che si fa cacciare per doppia ammonizione. «Se vogliamo gli Europei — sottolinea a fine partita Panico — dobbiamo approcciare le prossime due partite con ancora maggior cattiveria, rispetto a quanto fatto con Israele. Vogliamo la Germania, vogliamo vincere ancora. È andata bene, ma è solo il primo passo». Domani (ancora all’Euganeo alle 18) ci sarà la Svizzera, poi gran finale con la Turchia a Caldogno. Ma intanto Panico il suo gol all’Euganeo lo ha già segnato: «Potevo essere un giocatore del Padova — ammette — a gennaio ci sono andato vicino. Segnare in questo stadio, però, è stata un’emozione. Spero di farne altri e, per quanto riguarda il Genoa, stiamo lottando per il quinto posto. Dobbiamo recuperare 8 punti, ci proveremo».

Ore 12.30 – (Gazzettino) «È stato un girone di ritorno incredibile». Roberto Venturato non può che essere soddisfatto dell’undicesima vittoria di fila della sua squadra: «Dobbiamo essere particolarmente contenti del cammino sin qui intrapreso, ma non abbiamo ancora vinto niente». Forte dei 13 punti di vantaggio sulla seconda a sette giornate dal termine, il tecnico del Cittadella questa volta però non può nascondersi: «Ora trascorreremo una Pasqua serena, poi ci concentreremo sulla Coppa Italia. Avremo quindi il posticipo con il Bassano, che potrebbe davvero essere la partita decisiva della stagione». Venturato analizza la gara di Mantova: «Bene il secondo tempo, meno nella prima parte dove non siamo riusciti ad esprimerci come volevamo. Merito anche della formazione di casa, che ha disputato una buona gara. Il Mantova ci ha colto un po’ di sorpresa perché ce lo aspettavamo con un altro modulo. È arrivato il gol di Coralli che ci ha regalato i tre punti, sono contento per lui, se lo merita. Devo fare un plauso a questo gruppo, chi entra in campo durante la gara offre sempre un contributo determinante». L’allenatore poi conclude: «Noi giochiamo sempre per vincere, fino alla fine del campionato sarà così contro chiunque. Sono le altre a dover tenere il nostro passo».

Ore 12.10 – (Gazzettino) Che quella di Mantova fosse la gara di Coralli & Sgrigna lo si era intuito nel prepartita: entrambi avevano cercato la migliore concentrazione accomodandosi in panchina dopo il canonico sopralluogo sul terreno di gioco, dove li ha raggiunti il presidente Andrea Gabrielli. Poi uno sguardo e un saluto ai tifosi granata del “Martelli”, quasi a dire «Questa volta decidiamo noi l’incontro», prima di dirigersi a passo lento, quasi meditato, verso l’imbocco del tunnel degli spogliatoi, sempre chiacchierando tra loro. «Io e Ale (Sgrigna, ndr) ci vogliamo bene…», dice Coralli sottovoce. Prima di aggiungere: «Lo ringrazio di cuore perché mi ha fatto un assist perfetto». Il gol di Claudio Coralli a Mantova l’avevano sognato in tanti, anche Edoardo Gorini che al momento dell’ingresso in campo dell’attaccante lo aveva abbracciato calorosamente. «Mi ha detto “Vai dentro e segna”. Mi sono messo a ridere, però l’ho preso in parola. Era il mio debutto in campionato nel 2016, e festeggiarlo con un gol pesante, da tre punti, è una gioia incredibile». Anche per uno che di gol ne ha fatti tanti, in carriera. Quello di Mantova è scaturito dal classico movimento dell’attaccante, ad anticipare il difensore nell’ultimo tocco. «A dire il vero il pallone l’ho toccato due, tre volte. Non so come, ma è entrato, a me interessa questo». Coralli prima di giovedì aveva esultato per il gol soltanto a Pavia, anche allora decisivo nel 2-1 del Cittadella. «Il gol più importante me lo voglio tenere per il Tombolato, davanti ai miei tifosi», confida il centravanti, che per questi colori ha sempre avuto un attaccamento forte, radicale. Indissolubile, vorremmo aggiungere noi, tanto che Coralli quando s’era separato da Cittadella dopo la storica promozione in serie B ha sempre coltivato il desiderio – mai nascosto – di tornarvi un giorno.
«Sono contento, perché entrare in campo e fare gol è la cosa più bella. Vediamo adesso di fare una buona partita con il Bassano, sperando sia quella decisiva per le sorti del campionato. Manteniamo un profilo basso, restiamo concentrati sino alla fine, perché mancano sei partite e le vogliamo vincere tutte». Già, perché la retrocessione dell’anno scorso Coralli non l’ha ancora dimenticata. «Nessuno ci ha regalato niente nell’ultima stagione, e noi non vogliamo regalare niente da qui al termine del torneo». Quasi fosse una rivincita. Un riprendersi qualcosa strappato di mano immeritatamente.
Coralli rivive la gara di Mantova: «La classifica non rispecchia i valori dei biancorossi, contro di noi hanno giocato una buona partita. Se loro sono terz’ultimi significa che il campionato è davvero equilibrato e difficile». L’attaccante fatica a trovare posto in campionato, ma in Coppa Italia è sempre decisivo. «Mi hanno chiamato il “Re di Coppe”, e io la Coppa la voglio portare a casa. La manifestazione è diventata una vetrina importante specie per coloro che giocano di meno, e a questo proposito vorrei davvero ringraziare tutti i miei compagni che mi sono stati vicini quando non trovavo spazio in squadra. Quando hai uno spogliatoio unito tutto diventa più facile, anche sopportare la panchina». Vincere la Coppa Italia con un gol di Coralli, poi, sarebbe il massimo. «Sono a quota 53 con questa maglia – record assoluto – vorrei raggiungere in fretta le 55 reti. I gol però li vorrei fare al Tombolato, davanti al mio pubblico».

Ore 11.50 – (Gazzettino) Il Cittadella giovedì sera ha espugnato il “Martelli” Mantova, cogliendo i tre punti a una manciata di minuti dal termine dopo aver sofferto i padroni di casa nel primo tempo. La classifica dei biancorossi piange, così la squadra del neo tecnico Prina inizia a giocare senza tanti timori reverenziali, a dispetto dei 39 punti di differenza, impegnando un paio di volte Alfonso che si fa trovare sempre attento. I padroni di casa spendono molte energie, così nella ripresa pagano dazio, risvegliando un Cittadella fino ad allora sornione, quasi la fotocopia di quello visto al Tombolato con il Lumezzane. Jallow (preferito a Bizzotto) impegna Bonato, che si supera poi sulla girata al volo di Chiaretti. Venturato manda in campo in rapida successione Minesso, Sgrigna e infine Coralli. I cambi ancora una volta risultano decisivi perchè al 41′ Sgrigna costruisce per Coralli che piazza la zampata decisiva, con il pallone che si infila tra le gambe del portiere: 1-0 e promozione sempre più vicina.

Ore 11.30 – (Mattino di Padova) È un Cittadella da record. Non bastassero la vetta della classifica e una promozione in Serie B ormai in cassaforte, a impreziosire la cavalcata trionfale degli uomini di Venturato c’è ora un primato che pesa: quello della striscia vincente più lunga nella storia della Lega Pro/Serie C. Col successo ottenuto giovedì a Mantova, capitan Iori e compagni hanno infatti eguagliato lo storico record di 11 vittorie consecutive ottenuto dalla Cremonese a metà degli anni 2000. Un filotto che coincide con le partite disputate nel girone di ritorno e iniziato con la scorribanda di Cuneo (2-0) dello scorso 17 gennaio. Dopo aver girato la boa di metà stagione totalizzando 32 punti in 17 partite, il Citta ha cambiato passo e ne ha messi in fila 33 con altre sei gare ancora da giocare. Giunti sin qui, non resta che provare ad arrivare a 12 successi e appropriarsi del record in solitario. Venturato potrebbe così toglierlo proprio alla sua ex squadra. FESTA COL BASSANO? La classifica ora dice Cittadella 65, Bassano 52 (a -13) e Pordenone 50 (-15), con 18 punti ancora in ballo. Il Citta affronterà il prossimo turno lunedì 4 aprile, in posticipo, alle ore 20, proprio contro il Bassano. Iori e soci potranno scendere in campo già conoscendo il risultato di Pordenone-Reggiana, in programma sabato 2 aprile alle 20.30. E non occorre essere prodigi della matematica per accorgersi che, se gli uomini di Tedino non supereranno gli emiliani, il Citta, in caso di vittoria, diventerà irraggiungibile e potrà subito festeggiare il ritorno nella serie cadetta con cinque giornate d’anticipo. L’ultimo mese del campionato, che terminerà con la trasferta in casa del Sudtirol del l’8 maggio, potrebbe trasformarsi in una sorta di passerella. COL PORDENONE IL 18. Come si poteva immaginare, anche la gara col Pordenone, in calendario subito dopo la finale di ritorno della Coppa Italia di categoria contro il Foggia, si giocherà in posticipo: la Lega l’ha spostata a lunedì 18 aprile alle ore 20, e andrà in onda in diretta su Rai Sport 1. Intanto, i tifosi del Club “Angelo Gabrielli-Granata per sempre” stanno organizzando la trasferta di domenica 10 a Reggio Emilia. CICCIO-GOL. Che uno dei segreti della grande stagione granata sia la qualità e l’abbondanza della rosa agli ordini di Venturato è fuori discussione. E il successo sul Mantova lo dimostra in maniera lampante, con il l’1-0 confezionato sull’asse Sgrigna-Coralli. Simpatico il siparietto che ha coinvolto il secondo allenatore Gorini e “Ciccio” prima dell’ingresso in campo. «Mi avete visto ridere? È’ perché “Goro” mi ha detto: vai dentro e segna. E io l’ho preso in parola», racconta Coralli. «L’ultima volta, a Pavia, la rete non mi è stata assegnata. Dite che i miei sono gol pesanti? Vero, ma quello decisivo me lo tengo in canna. Magari arriverà col Bassano. Noi, in ogni caso, abbiamo ancora davanti sei partite e le vogliamo vincere tutte. L’anno scorso nessuno ci ha regalato nulla e adesso siamo noi a non voler fare regali. Sgrigna? Mi ha offerto un grande assist e lo ringrazio di cuore: siamo più che compagni, siamo amici. Quello che più desidero, adesso, è fare gol al Foggia davanti al mio pubblico, al Tombolato, nella finale di ritorno di Coppa Italia».

Ore 11.10 – (Corriere del Veneto) Undici vittorie consecutive. Giusto per rendere ancora meglio l’idea, degli ultimi 33 punti disponibili il Cittadella li ha messi in cassaforte tutti. Il record di successi consecutivi in una sola stagione in Lega Pro detenuto dalla Cremonese è eguagliato, quota 65 in classifica raggiunta con il piglio del caterpillar che non si può fermare, la matematica certezza del ritorno in serie B dietro l’angolo. E si comincia a prendere carta e calcolatrice per fare i primi conti. La prossima giornata di campionato potrebbe già essere quella della festa. Se il Pordenone sabato 2 aprile alle 20.30 non batterà la Reggiana, il Cittadella avrà a disposizione il primo match point lunedì 4 aprile alle 20 nel derby col Bassano. In caso di successo le ultime cinque partite di campionato si tramuteranno in una vacanza anticipata: impensabile a inizio stagione, quando pure i granata partivano con il vento in poppa e con i favori del pronostico. A risolvere l’ultimo inghippo, quello di giovedì sera a Mantova dove lo 0-0 si stava trascinando fino al 90’, ci ha pensato a cinque minuti dal fischio finale un insospettabile Claudio Coralli. Non tanto perché si dubiti della sua chiarissima capacità di segnare e di essere protagonista, quanto piuttosto perché non giocava uno spezzone di partita dalla fine del 2015. «Eh sì — sorride Coralli — non ho avuto molte opportunità di mettermi in mostra, a parte la Coppa Italia. Aver segnato a Mantova è stato il meglio che mi potesse capitare, per un attaccante come me legatissimo alla maglia granata e a questa squadra è stata la ricompensa più bella per tutto il tempo passato ad attendere il mio momento. È stato bravo Sgrigna a mettere quel pallone, io mi sono fatto trovare pronto ed eccoci qui a festeggiare l’ennesima vittoria». Qualcuno, per la verità, come il portiere Francesco Bonato, ha provato a mettere in dubbio la paternità del gol di Coralli, sostenendo che no, il centravanti toscano non avrebbe toccato il pallone. «La palla l’ho toccata non una, ma tre volte — spiega il diretto interessato — a volte basta poco per cambiare la traiettoria di un pallone. Ma il gol è mio, ci mancherebbe altro… E spero di segnare ancora prima della fine dell’anno, soprattutto nella finale di Coppa Italia contro il Foggia. Mi piacerebbe fare gol al ritorno davanti al nostro pubblico, sarebbe il massimo». Coralli è stato il primo a sbilanciarsi. La serie B ormai non può più sfuggire, troppa la superiorità di una squadra che ha messo sotto tutte le avversarie, una dopo l’altra: «Beh, sarebbe davvero il colmo se non dovessimo farcela — sorride Coralli — abbiamo fatto già così tanto. Non dovrebbero esserci più problemi, mettiamola così…». E pure Roberto Venturato, uno che non si sbilancia nemmeno sotto tortura, chiosa: «Non è ancora fatta — taglia corto il mister granata — ma ci siamo vicini. Dobbiamo vincere con il Bassano, manca ancora un’ultima tappa. E non dimentichiamo che abbiamo anche la finale di Coppa Italia da giocare e da provare a vincere. Sono contento, perché a Mantova è arrivata l’ennesima conferma che questa squadra è un gruppo di ragazzi straordinari e mi fa molto piacere che a segnare sia stato Coralli su assist di Sgrigna. Claudio e Alessandro sono due esempi di quello che qualsiasi allenatore vorrebbe avere a disposizione. Ragazzi che si sacrificano per il gruppo e per la maglia». La strada giusta? Ormai non vale più nemmeno la pena di sottolinearlo…

Ore 10.40 – (Gazzettino) Di sicuro il Padova punta molto su di lei anche in ottica futuro, tanto da averle fatto rinnovare di recente il contratto fino a giugno 2019. «Sono molto contento anche di questo, è una dimostrazione di fiducia nei miei confronti e significa che ho fatto un buon lavoro. C’è la volontà di andare avanti insieme, a Padova mi trovo benissimo». In questi giorni di festa, Favaro tornerà a Pramaggiore (Venezia) per trascorrere la Pasqua in relax con la sua famiglia. «Ci vuole per staccare un po’ la spina e poi ritornare concentrando tutte le energie nelle partite che rimangono con l’auspicio di vincerle per raggiungere i play off. Abbiamo le carte in regola per giocarcela fino in fondo. Non dobbiamo guardare alle avversarie, ma pensare soprattutto a noi stessi per cercare di conquistare più punti possibile. Sono convinto che ce la possiamo fare».

Ore 10.30 – (Gazzettino) Quella di mercoledì non è stata comunque la sua unica perla fino a oggi, dato che nelle ultime sette partite è sempre partito titolare mettendosi in grande evidenza come in occasione del derby con il Cittadella. «Giocare con continuità è molto importante per un portiere, ti aiuta a migliorare e a fare bene». Spazio tra i pali che ha ritrovato, dopo la parentesi di qualche partita anche nel girone d’andata, complice un infortunio occorso al collega Petkovic che ieri è tornato in porta nell’amichevole con la Piovese e sembra ormai pronto a contenderle la maglia di numero uno. «Ce la giocheremo come sempre. Ma più che agli altri, guardo soprattutto a quello che devo fare io e cerco di dare il massimo in ogni occasione. Sono sereno e soddisfatto di quello che ho fatto finora, poi le scelte spettano all’allenatore».

Ore 10.20 – (Gazzettino) Se il Padova ha superato la Cremonese restando in corsa per un piazzamento nei play off, lo deve anche ad Alessandro Favaro che ancora una volta ha dimostrato di saperci fare alla grande tra i pali. Ci riferiamo alla prodezza incredibile sfoderata dal giovane portiere a inizio ripresa sulla conclusione ravvicinata di Bianchi, che ha negato il pareggio ai grigiorossi. «È senz’altro una delle parate più importanti che ho fatto quest’anno – racconta l’interessato – Sono contento perché è stato un intervento dalla valenza doppia: oltre a essere stata una bella parata, ci ha consentito di portare a casa i tre punti. Bianchi era arrivato a pochi metri dalla porta e sono avanzato per cercare di chiudergli il più possibile lo specchio, poi il resto l’ho fatto con un gesto d’istinto».

Ore 10.10 – (Gazzettino) Sette gol con un inedito 3-4-1-2 per il Padova nell’amichevole con la Piovese, test al termine del quale è scattato il “rompete le righe” per i biancoscudati che riprenderanno la preparazione martedì in vista della trasferta con il Cuneo. Pillon ha dato spazio ai giocatori meno utilizzati. A fare la parte del leone Cunico e Finocchio, autori di una doppietta. Nella prima frazione è stato proprio il capitano a spezzare l’equilibrio con un destro a giro dopo uno scambio al limite con Sparacello, che qualche minuto più tardi ha firmato il raddoppio su rigore per fallo ai danni di Bearzotti. Proprio quest’ultimo ha siglato il tris con un diagonale dopo un pregevole controllo in corsa con il tacco. Nella ripresa le altre marcature: Cunico ha trasformato un penalty, poi la doppietta di Finocchio e nel mezzo il sigillo di Petrilli. A bordo campo sono rimasti Favaro, Baldassin, Neto Pereira, Altinier e Zanforlin, assenti Favalli e Diniz. Così il tecnico Pillon: «Abbiamo fatto una buonissima partita, oltre a dare minutaggio a chi ha giocato meno. Stiamo bene, e questo mi dà fiducia per i prossimi impegni. Le assenze di Diniz e Favalli? Diniz ha un problema al ginocchio con il quale convive da tempo: essendo squalificato per la prossima partita faremo un lavoro specifico di recupero. Favalli ha preso con la Cremonese un pestone al piede, ma martedì dovrebbe rientrare».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) La prima rete, al 10′ del primo tempo, è nata da un bel tiro dal limite dell’area, mentre la seconda, in avvio di ripresa, con un calcio di rigore. Soli tre minuti dopo la prima marcatura, il Padova è riuscito a raddoppiare dal dischetto: ad incaricarsi del tiro dagli undici metri è stato Sparacello, che ha battuto Boscolo senza problemi dopo che l’arbitro aveva assegnato la massima punizione per un fallo ai danni di Bearzotti. E lo stesso attaccante in prestito dal Verona, prima che terminasse la prima frazione, si è messo in proprio firmando il tris con cui i biancoscudati sono andati al riposo: Bearzotti, al 43′, ha controllato con il tacco un perfetto assist di Cunico e ha battuto, con un meraviglioso diagonale il portiere della squadra di Michele Florindo.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) La zona playoff si è allontanata di nuovo dopo i risultati di giovedì, ma la miglior medicina per non pensarci sono i gol. Il Padova da ieri sera è ufficialmente in vacanza: saranno ferie molto brevi, visto che martedì la squadra di Bepi Pillon sarà nuovamente alla Guizza per cominciare a preparare la lunga trasferta di Cuneo del 3 aprile, ma ieri, a due giorni dalla bella vittoria sulla Cremonese, i biancoscudati si sono salutati con 7 gol rifilati alla Piovese (Eccellenza) nell’amichevole del “Vallini”. Un risultato che, per un momento, ha permesso di dimenticare che, con la vittoria dell’Alessandria sul Pordenone e con quella – più sorprendente – del Pavia a Bassano, la strada per il quarto posto si è fatta sempre più in salita, con sole sei gare alla fine del campionato. E da Piove di Sacco qualche spunto importante è giunto comunque. A cominciare dai due gol di capitan Marco Cunico, tornato a gonfiare la rete anche se solo in amichevole.

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) Ieri a Piove di Sacco ecco un’amichevole prepasquale in cui il risultato conta meno di zero, ma dove sono possibili esperimenti tattici o è l’occasione giusta per vedere all’opera chi è stato impiegato con meno frequenza nelle ultime settimane. Ma ci sono anche i bollettini medici, che preoccupano un po’ Pillon. Non si vede, infatti, Favalli ed è lo stesso allenatore a fare il punto: «Ha preso una botta — spiega — e abbiamo preferito farlo riposare. Io penso che martedì alla ripresa degli allenamenti possa essere di nuovo con noi però attenzione, bisogna guardare la situazione giorno dopo giorno. Per quanto riguarda Diniz, sarà squalificato e salterà una partita. Ha un problema alla cartilagine di un ginocchio e cercheremo di occuparcene sfruttando questa particolare situazione. Sinora è andato avanti stringendo i denti, ma gioca condizionato e non può essere al top».

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) «Cinque punti possono essere tanti o pochi, arrivati a questo punto non dipende più soltanto da noi». Giuseppe Pillon allarga le braccia, dopo l’amichevole di ieri a Piove di Sacco, non certo rassegnato a mettere in un cassetto il sogno playoff, ma alle prese con la realtà di una classifica non esaltante. Le possibilità di agganciare i playoff promozione sono poche, nonostante il successo contro la Cremonese. Perché i risultati di giovedì sono stati a dir poco pessimi, con il successo dell’Alessandria sul Pordenone e quello del Pavia sul Bassano al Mercante. A voler alzare l’asticella, la seconda e la terza hanno frenato ma un esame realistico della situazione ricorda che davanti al Padova ci siano tante squadre, forse troppe e che per recuperare cinque punti in sei giornate bisognerebbe vincere praticamente sempre. Missione complicatissima, non impossibile ma tutt’altro che agevole. «Noi dobbiamo tapparci le orecchie — taglia corto l’allenatore trevigiano — ed evitare i calcoli. Pensiamo a noi stessi e cerchiamo di vincere più partite possibili. Alla fine faremo i conti e vedremo, osservare ogni singolo risultato non ci fa del bene e non aiuta».

Ore 08.30 – Lega Pro girone A, la classifica aggiornata: Cittadella 65, Bassano 52, Pordenone 50, Alessandria 49, FeralpiSalò 46, Pavia 45, Padova e Reggiana 44, Cremonese 40, SudTirol 39, Giana Erminio e Renate 32, Lumezzane 31, Cuneo 29, Pro Piacenza 28, Mantova 23, AlbinoLeffe 19, Pro Patria 7 (-3 punti di penalizzazione).

Ore 08.20 – Lega Pro girone A, la ventottesima giornata: Giana Erminio-AlbinoLeffe 0-0, Padova-Cremonese 2-1 (Sbraga (Pd) al 6′ pt, Baldassin (Pd) al 24′ pt, Brighenti (Cr) al 35′ pt), Reggiana-Pro Patria 1-0 (Nolé (Re) al 35′ st), Pro Piacenza-Cuneo 1-1 (Beltrame (Cn) al 41′ pt, Sall (Pp) al 35′ st), Lumezzane-FeralpiSalò 1-1 (Bacio Terracino (Lu) al 5′ pt, Pinardi (Fs) al 29′ st), Renate-SudTirol 0-0, Alessandria-Pordenone 1-0 (Marconi (Al) al 23′ st), Bassano-Pavia 1-4 (Ferretti (Pv) al 7′ pt, Cesarini (Pv) al 3′ st, Ferretti (Pv) al 26′ st, Cesarini (Pv) al 29′ st, Proietti (Ba) su rigore al 35′ st), Mantova-Cittadella 0-1 (Coralli (Ci) al 41′ st).

Ore 08.10 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.00 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Maglietteveloci.it, Box Uomo, Studio Pignatelli Netstore, Birra Antoniana, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 25 marzo: i Biancoscudati voncono 7-0 con la Piovese, doppiette per Cunico e Finocchio e reti di Sparacello, Bearzotti e Petrilli.

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