Campodarsego, Pagin: “Pronti a giocare all’Euganeo, ho già parlato con Bergamin…”

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«Era un sogno ma con la forza di tutti è diventato realtà! Lega Pro!». Così domenica 22 maggio, dopo aver battuto il Belluno 2-1 allo stadio “Gabbiano” ed essersi aggiudicato la finale playoff di Serie D, Daniele Pagin esprimeva tutta la sua felicità su Facebook per l’impresa compiuta dai biancorossi: il Campodarsego entrava nella storia. Martedì sera, nel solito capannone di Reschigliano adibito a sala-ritrovo, con tanto di cucina e bar, per la cena di fine stagione, davanti al sindaco Mirko Patron e al vice Valter Gallo, il patron ha fatto il grande annuncio: «Siamo pronti a presentare la domanda per partecipare al campionato di Lega Pro». Applausi, cori dei giocatori, sorrisi a 32 denti: per l’intero uditorio era questa la notizia più importante, dopo che, con il successo sui gialloblù di Vecchiato, il “Campo” si era guadagnato il diritto al salto di categoria, terzo nella graduatoria dei ripescaggi alle spalle di Caronnese e Lecco (ma quest’ultimo ha problemi economici non indifferenti). C’è già un milione. Se c’è una cosa che Pagin ha imparato, nei 9 anni trascorsi al vertice della società, è che ogni passo in avanti dev’essere proporzionale alla lunghezza della gamba, “sparate” o “avventure al buio” sono solo deleterie. E allora, eccolo il presidente, affidarsi al sito della società, dopo alcuni giorni passati a pesare i pro e i contro del passaggio dal dilettantismo al professonismo: «Ho la testa che bolle», racconta. «È entusiasmante e impressionante essere riusciti a portare il Campodarsego a questi livelli. Con l’arrivo del d.g. Attilio Gementi e dell’allenatore Antonio Andreucci abbiamo cambiato registro. Senza dimenticarci l’apporto di capitan Maurizio Bedin alla squadra del suo paese. Ora stiamo provando a capire come organizzare il prossimo campionato. La Lega Pro è fattibile, anche se sono da valutare gli sviluppi che ci saranno il giorno 26 con l’assemblea della Figc. In quel caso si parlerà della penale da 500 mila euro che dovrebbero versare le società ripescate in Lega Pro. Siamo convinti e fiduciosi che possa essere tolta, anche perché nessuno avrebbe le capacità per sostenere una tale penale ad inizio campionato. Noi siamo pronti alla grande avventura e abbiamo già pensato di giocare all’Euganeo. C’è già stata una telefonata con il presidente del Padova, Bergamin, e presto ci troveremo per definire la questione. Abbiamo segnato la storia e siamo pronti. Il Campodarsego potrebbe presto essere tra i professionisti. Padova non ha mai avuto tre società tra i pro. Se penso che nove anni fa eravamo in Prima Categoria…». Durante la conviviale con dirigenti, staff e giocatori, a cui si sono uniti gli amici del presidente e alcuni tifosi vip, Pagin ha fatto capire che saranno gli sponsor a dargli una mano consistente per sostenere gli sforzi economici imposti dalla terza serie. «Sponsor importanti», ha anticipato senza svelarne i nomi, «che ci hanno già garantito un milione di euro per l’annata 2016/17». Se quei 500 mila euro di tassa venissero eliminati o ridotti (qualcuno parla di 200 mila), è chiaro che andrebbero aggiunti al sostanzioso contributo garantito dagli “amici” imprenditori della zona. «Con un milione e mezzo la Lega Pro si può fare, senza correre il pericolo di… andare fuori registro a livello economico», ha chiarito, «per cui non siamo impazziti». Su Andreucci si decide oggi. Venendo alla parte tecnica, l’incontro per decidere o meno se proseguire il rapporto con Antonio Andreucci è fissato per oggi pomeriggio, alle 17.30. L’allenatore, 51 anni, nativo di Lucca ma residente a Bassano del Grappa, artefice del doppio eccellente risultato della promozione dall’Eccellenza in Serie D e della vittoria agli spareggi per il ripescaggio in Lega Pro, vorrebbe continuare a guidare la truppa biancorossa, ma Pagin e Gementi intendono approfondire alcuni aspetti importanti prima di dirgli eventualmente “sì”, considerando che anche lui sarebbe un debuttante nella categoria. Per quanto riguarda i giocatori, sarebbero otto i confermati, gli altri verrebbero lasciati liberi. Ciò significa che, con una rosa di 18-20 elementi, bisognerebbe acquistarne dai 10 ai 12. Insomma, il semaforo è verde, ma ora comincia il bello.

(Fonte: Mattino di Padova)

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