Live 24! Carrarese-Padova, -2: la testa è alla gara di Coppa Italia, ma il derby incombe…

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Ore 22.50 – Lega Pro girone B, la classifica aggiornata: Venezia 29, Pordenone, Reggiana e Sambenedettese 27, Bassano 26, Gubbio, Padova e Parma 25, FeralpiSalò 21, AlbinoLeffe 20, Santarcangelo 16, Maceratese* e SudTirol 14, Fano, Lumezzane* e Teramo 13, Ancona 12, Modena 11, Mantova 9, Forlì 8.

Ore 22.40 – Lega Pro girone B, fischio finale: Modena-Pordenone 0-3.

Ore 22.20 – (Il Piccolo) Oleg Turea è ormai diventato quasi un sinonimo di corsa e polmoni: il furetto moldavo classe 1997 proveniente dal Padova è stata una delle più belle sorprese di questo inizio di stagione alabardato, e anche con il Belluno si è esibito in alcune pregevoli sgroppate che hanno dato verve all’Unione. Insomma, se la Triestina ieri ha dominato il Belluno, pur rischiando qualcosa nel finale, è anche merito suo: «Sì, è stata una partita molto impegnativa in ogni senso – afferma Turea – anche perché il campo era abbastanza pesante, ma siamo riusciti comunque a mantenere un gran ritmo e questo alla fine ci ha premiato. Del resto abbiamo preparato al meglio la partita, volevamo fare bene viste le ultime prestazioni e il pareggio di Vigasio. Abbiamo avuto tante occasioni, siamo stati bravi subito nel primo tempo a essere pericolosi e a far gol, e bravi poi a continuare nella ripresa con il raddoppio. Peccato per il gol subito nel finale, ma ogni tanto una distrazione può succedere». Dopo tanta corsa e gran movimento, Turea qualche volta vorrebbe essere più concreto però in zona conclusiva. Ma per il momento non ne fa di sicuro un’ossessione: «Il gol? Si, le mie caratteristiche sono per lo più offensive, e anch’io vorrei ovviamente prendermi qualche soddisfazione a livello di gol e magari fare una rete dopo tanta corsa. Ma prima o poi arriverà, basta cogliere il momento ed esserci quando ci sarà l’occasione». […] Anche se al rientro negli spogliatoi gli alabardati hanno conosciuto l’ennesimo risultato positivo del Mestre, Turea assicura che in casa triestina non si sta pensando affatto alla capolista: «Il Mestre? Noi pensiamo solamente a noi stessi ed è giusto cosi. Se cominci a pensare agli altri, poi ti deconcentri e magari perdi punti dove non devi perderli. Ripeto, noi ora pensiamo solo a noi e al nostro campionato, poi come sempre le somme si tireranno alla fine».

Ore 22.00 – (Il Piccolo) Nonostante la paura degli ultimi due minuti, Antonio Andreucci è più che soddisfatto per una partita dominata in lungo e in largo dalla sua Triestina, che ha creato caterve di occasioni e ha l’unica colpa di non aver seppellito definitivamente prima il Belluno. Tutto frutto anche di una partenza sprint, come altre volte non è avvenuto: «Stavolta siamo partiti bene e molto aggressivi – dice il tecnico alabardato – altre volte non ci siamo riusciti. Anche la prima rete è stata un autogol, ma frutto di una pressione importante da parte nostra. Anche all’inizio della ripresa ci siamo detti che dovevamo ripartire forte e infatti non solo abbiamo raddoppiato, ma abbiamo anche avuto numerose occasioni e fatto vedere belle azioni. La Triestina ha fatto insomma una prestazione importante, anche grazie al pubblico che domenica scorsa non avevamo. Ma bisogna dire che il Belluno è stato bravo a non mollare mai. Certo, si poteva fare qualche gol in più, ma ci sono anche gli avversari e vanno fatti anche i complimenti al loro portiere che ha fatto tre-quattro parate mica da poco per un classe 1999: anche se non ha tanta fisicità, Borghetto è davvero una bella promessa». Poi nel finale il gol subito e, inevitabilmente, un po’ di timore nelle ultime azioni: «Per una nostra leggerezza è venuto fuori il gol loro, ma nell’arco di una partita ci sta. È ovvio che sono errori da sistemare durante la stagione, dobbiamo ancora crescere sia per mentalità che in esperienza, ma stavolta va riconosciuto che la squadra ha avuto grandi spunti di gioco e fatto divertire il pubblico. È anche normale che i giovani commettano qualche leggerezza, ma è vero che questi giovani ci stanno regalando anche grandi soddisfazioni». […]

Ore 21.40 – (Giornale di Vicenza) Alla domenica ci sono volute le ruspe al Mercante per tirare giù il muro eretto il giorno prima dalla Maceratese. Una palizzata che non si vedeva dalla notte dei tempi, ma ha poco senso disquisire sul presunto anti-calcio dei marchigiani: ognuno è libero di difendersi con le armi che possiede, senza il fioretto può andare bene anche la vanga. Semmai è la riprova che pure il palleggio e il fraseggio prolungato, esteticamente godibile, ha il respiro corto dinanzi a fortini medioevali come quello approntato da Macerata. Ma il duello ha denudato i limiti attuali di Bassano, il cui peccato originale è stato quello di consumare un tempo, il primo, più a digrignare i dentini piuttosto che a mordere. E contro la stanza blindata della Maceratese non è consentito, occorreva il sangue agli occhi sin dal calcio d’inizio. In partite del genere il cronometro è alleato di chi è rinchiuso nel bunker: più passano i minuti e più il nemico prende coraggio, interrompe, spezzetta, innervosisce e se putacaso scova persino il tesoro del gol, poi parcheggia anche il pullman davanti alla porta e cala il buio. E di interlocutori scorbutici Bassano ne ha già pescati qualcuno (Lumezzane e appunto Macerata, guarda caso due ruzzoloni), altri ne incrocerà prossimamente. Ergo deve darsi una regolata, poichè se i virtussini vogliono continuare a occupare i vagoni di prima classe, servirà cominciare a rubacchiare qualche punto qua e là, non necessariamente indossare il completino della festa e, se occorre, sporcarsi di fango e mangiare con le mani. […]

Ore 21.20 – (Giornale di Vicenza) Il Vicenza si conferma squadra da trasferta. Il pareggio e la buona prestazione di Vercelli hanno rimarcato anche sabato scorso la vocazione della squadra biancorossa ad esprimersi meglio lontano dal Menti, dove finora sono arrivati 10 punti su 14 e 8 gol fatti su 10. Dopo la sconfitta della settimana precedente con il Latina, giunta nonostante la superiorità numerica per 70 minuti, era importante rialzare la testa e dare un segnale di decisa inversione di tendenza, anche dal punto di vista dell’atteggiamento in campo. Peccato sia mancato il colpo del ko nel finale, perché ai punti il Vicenza avrebbe senz’altro meritato di vincere: una volta tanto, infatti, la squadra di Bisoli risulta in vantaggio sugli avversari in tutte le statistiche più rilevanti, a riprova di un incontro condotto con piglio autorevole. Nella costruzione del gioco, dunque, ha pagato il centrocampo più folto con Urso supportato da Rizzo e Signori, mentre il rientrante Giacomelli ha di certo contribuito a rendere più fluide e ficcanti le azioni, in particolare sulla corsia di sinistra: non a caso il gol di Raicevic e l’occasionissima di Orlando sono nati proprio da lì. I dati complessivi sono inequivocabili e concordi: dal possesso palla (60% a 40%) alle conclusioni verso la porta avversaria (15 di cui 7 nello specchio contro 6 di cui 4 “centrate” dai padroni di casa), passando per il tempo di permanenza nella metà campo d’attacco (10 minuti e 53 secondi contro 5 e 36), il Vicenza al Piola ha prevalso sistematicamente sugli avversari. E questa supremazia, a Vercelli, si è finalmente concretizzata con diverse verticalizzazioni verso l’area piemontese e vere occasioni da rete (non solo “premesse di occasioni”), come certifica l’indice sintetico di pericolosità che si è alzato a 48,6, in una scala da 1 a 100: la Pro Vercelli si è fermata a 30,8, mentre con il Latina i biancorossi si erano attestati appena a 26,3. […]

Ore 21.00 – (Giornale di Vicenza) È tornata a girare la ruota di sinistra del Vicenza. Salvatore D’Elia e Stefano Giacomelli hanno rimesso in moto quel lato della squadra era rimasto oscuro per un po’ di tempo. Dal lato oscuro della forza si era trasformata in lato ombroso e fa una bella differenza. «Contro la Pro Vercelli credo che vada sottolineata la reazione da grande squadra – ha commentato al Piola il terzino biancorosso -, abbiamo mostrato carattere e tirato fuori una bella prestazione».E detto da uno che non giocava dal 25 ottobre (45′ contro il Brescia) aiuta a rendere l’idea di quanto fosse importante mostrare segni incisivi proprio su quel piano. «Dobbiamo fare meglio anche se contro la Pro abbiamo sbattuto contro un grande Provedel – ha continuato D’Elia -. Dobbiamo essere più cattivi negli ultimi metri».Contro il Latina la squadra non aveva giocato bene, l’esatto opposto di quello visto al Piola sabato. «Non la penso così, contro i laziali abbiamo concesso solo il rigore. Se fossimo un po’ più cattivi forse ci girerebbe anche meglio. Tutti abbiamo carattere, ma dobbiamo farlo vedere più spesso lungo l’arco delle partite. Contro la Pro se non avessimo spinto, molto probabilmente avremmo perso alla fine». […]

Ore 20.40 – (Giornale di Vicenza) Il Filip Raicevic delle prime quindici giornate di questo campionato assomiglia in una cosa soltanto al grattacielo montenegrino dello scorso girone d’andata: nel gol segnato alla Pro Vercelli. Per il resto, è sotto media rispetto a quello visto a distanza di un anno. Tutti d’accordo? Noi no. Perché dipende da che prospettiva si guardano i gol. Con il pallottoliere in mano, sarebbe fin troppo facile anche per un bambino: Raicevic, nelle prima quindici gare del campionato 2015-16 aveva segnato 6 reti contro Como, Pescara, Avellino, Pro Vercelli, Ascoli e Livorno. Che diventeranno 7 nell’intero girone d’andata, grazie al gol infilato al Brescia. Quest’anno, a parità di giornate, appena 2. Ed è da qui, da questi numeri, che è nata la melanconica filastrocca che recitano in tanti: come ci si salva se gli attaccanti non segnano? Il che, in parte, è verissimo. E infatti Filip, dopo il pareggio con la Pro Vercelli, non si nasconde: «Penso si sia visto che ci abbiamo provato fino al 94′ a vincere la partita, si giocava praticamente in una porta soltanto. Abbiamo veramente dato tutto. Anche nel primo tempo abbiamo fatto una buona partita, però purtroppo a volte ci sono momenti in cui non ci gira tanto bene: perché creare sette-otto palle gol non è una cosa che ti capita tutti i giorni. Dobbiamo continuare così con la stessa determinazione, ma bisogna anche migliorare e essere più cattivi davanti alla porta come ci chiede il mister. Girerà anche a noi che con due palle gol, prima o poi, vinceremo una partita. Penso che abbiamo concesso pochissimo, e abbiamo preso un gol da 30 metri… Ma è ovvio che resta l’amaro in bocca, perché queste sono partite da vincere quando crei così tanto». […]

Ore 20.20 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Tegola sul Modena, si ferma di nuovo Osuji. Il giocatore, che stava recuperando da un vecchio infortunio, non ha preso parte agli ultimi allenamenti della squadra gialloblù ed è in forte dubbio per la gara di stasera contro il Pordenone. Evidentemente ha patito un nuovo stop muscolare. Conferme invece in difesa, dove il tecnico Pavan riproporrà la linea a tre. Ancora da vedere però se in campo scenderà un 3-5-2 o un 3-4-3. Il ballottaggio, nel pacchetto arretrato, è quello tra Aldovrandi e Zucchini. E proprio Aldovrandi, alla vigilia del match, ha parlato del momento che sta vivendo il Modena e del progressivo rientro di molti infortunati (Osuji escluso). «Stiamo tornando al completo e siamo contenti – ha detto Simone Aldovrandi – abbiamo passato un periodo difficile soprattutto per questo motivo. Chi rientra ci darà la spinta in più che sarà importante per noi». Così poi sul Pordenone, imbattuto da tre partite. «Sappiamo che contro le squadre importanti siamo riusciti ad esprimerci meglio. rispetto alle squadre in difficoltà. Ma in Legapro di partite facili non ce ne sono e l’abbiamo visto sabato scorso contro il Forlì: tutte le partite sono allo stesso livello e questa è importante per noi perché dobbiamo riprenderci».

Ore 20.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Procuratevi una birra, appropriatevi del telecomando per tempo e sistematevi davanti alla tivvù: questa sera alle ore 20.45, su Rai Sport, ci sarà il Pordenone. I ramarri chiuderanno il tabellone della quattordicesima di andata al Braglia di Modena. Avranno dalla loro tutti i favori del pronostico. Arrivano da due vittorie su Lumezzane (1-0 al Saleri difeso da 20′ di prodezze di Matteo Tomei) e con la Reggiana (2-0 confezionato dal brillante 4-3 e fantasia che ha messo d’accordo Tedino e tutto il popolo neroverde). Il Modena, invece, contestato dai supporters gialloblu è in piena crisi societaria e di risultati (due soli punti nelle ultime cinque gare). Sul match di questa sera anche gli occhi di tutti quelli che potrebbero essere insidiati (Venezia capolista a 29), agguantati (Reggiana e Sambenedettese a 27) o superati (Bassano 26, Padova, Parma e Gubbio 25) dai neroverdi attestati a quota 24. Bruno Tedino ringrazia per tanta fiducia nel suo team, ma dai suoi ragazzi pretende massima concentrazione. «I risultati del nostro sabato da spettatori hanno ribadito il grande equilibrio di questo torneo». Bruno si riferisce al successo del Padova a Parma (4-1), ma soprattutto al blitz a Bassano della Maceratese (2-0). «Gara facile al Braglia? Facili – continua a professare prudenza Tedino – sono solo i commenti post partita. Davanti avremo un Modena arrabbiato per la classifica compromessa da risultati poco fortunati. Nell’ultima a Forlì ricorda il tecnico i gialloblu sono stati raggiunti solo nel recupero su calcio di rigore. Per il match contro di noi Pavan recupererà uomini importanti. Inoltre saranno spinti da un pubblico calorosissimo (che però nelle ultime ha contestato società e squadra, ndr). Per fare risultato – avvisa l’allenatore – i miei dovranno dare il 101 percento». […]

Ore 19.40 – (Messaggero Veneto) Bruno Tedino, con il suo fidato vice Carlo Marchetto, torna in panchina. Il tecnico del Pordenone ha scontato la giornata di squalifica rimediata a Lumezzane ed è pronto a guidare nuovamente la sua squadra da bordo-campo, da dove imporrà le sue indicazioni tattiche ma, soprattutto, la sua fame e la sua motivazione. Perché nella trasferta di Modena il trainer neroverde vuole una grande prova dal punto di vista mentale dei suoi ragazzi. «Mi aspetto grande forza sotto questo profilo da parte di tutti – attacca Tedino –: voglio restare in alto e lo devono volere anche i ragazzi. A Modena ci attende una gara molto tosta: se non giochiamo con la giusta concentrazione e determinazione prendiamo due schiaffoni. Servirà un Pordenone al 101 per cento, andando a caccia della vittoria con il gioco e pareggiando stimoli e motivazioni, che saranno altissimi, dei gialloblù». […]

Ore 19.20 – (Messaggero Veneto) Si gioca. «Finalmente», dice Tedino, che ha dovuto stravolgere il programma settimanale per arrivare pronti al posticipo. Si accendono i riflettori del Braglia per Modena-Pordenone, match che chiude il 14º turno del girone B di Lega Pro. Davanti alla telecamere di Rai Sport (e di Sportube), i neroverdi provano a cogliere la terza vittoria di fila e una ghiotta chance, data dai risultati delle gare di sabato: “atterrare” al secondo posto, in compagnia di Reggiana e Sambenedettese, a soli due punti dalla nuova capolista Venezia. […] La porta è di nuovo blindata e il Pordenone va al Braglia forte di questo: sarà dura per il Modena stasera, considerato soprattutto che il gruppo allenato dal veneziano Pavan ha il secondo peggior attacco del girone con sole 7 reti segnate. I ramarri stasera si presentano sul terreno dei gialloblù con umiltà, ma anche con la consapevolezza che, numeri alla mano, non c’è confronto: proveranno a imporre così il loro gioco, pronti a mettere subito all’angolo una squadra che sì recupera molti indisponibili ma che anche soffre di un periodo di forte crisi societaria (i tifosi chiedono al proprietario Caliendo di andarsene). Tra Modena stasera e Fano sabato prossimo, il Pordenone parte con l’obiettivo di ottenere 6 punti: vanno sfruttate queste gare alla portata, perché si può rimanere nei piani alti della classifica e dirigersi carichi verso un poker di sfide davvero toste (Padova, Albinoleffe, FeralpiSalò e Sambenedettese). Per farlo oggi la squadra neroverde chiede ai suoi attaccanti di sbloccarsi: dopo la rete di Cattaneo con la Reggiana, sono chiamati a segnare Arma e Berrettoni, a secco di gol su azione dallo scorso 24 settembre. […]

Ore 18.50 – (Mattino di Padova) Vincenzo Italiano è scuro in volto: «Gli ultimi in classifica hanno attaccato meglio, andando alla conclusione in maniera più cinica ed incisiva, e difeso meglio, col coltello tra i denti. Noi abbiamo dimostrato che queste cose non le sappiamo fare, giusto perdere la partita. Non mi interessa se dopo i primi cinque minuti potevamo segnare cinque gol, non è il modo di affrontare una gara come questa. Siamo stati bravi a risalire sul 2-3 ed abbiamo rischiato il pareggio, ma la sconfitta è giusta perché chi deve salvarsi non può offrire una simile prova». Ha trascorso l’intervallo in panchina, perché? «Sinceramente ne dico tante durante la settimana, ne dico tante durante la partita e non sapevo più cosa dire a fine primo tempo, comunque la responsabilità è dell’allenatore, se una squadra si presenta così è colpa dell’allenatore».

Ore 18.30 – (Mattino di Padova) La Vigontina San Paolo fa harakiri e casca nell’inferno della zona rossa. Pesante sconfitta dei padovani che cedono di schianto per 2-4 contro l’ultima in classifica di Vinicio Bisioli, appena subentrato in sostituzione di Conte. Le prossime giornate chiariranno meglio le alchimie dell’allenatore veneziano, intanto merita la laurea honoris causa in psicologia per essersi in fretta inserito in uno spogliatoio depresso ed uscito con una vittoria. I trevigiani sembrano giocare al “topo col gatto”, tanto crudeli quanto astuti nel lasciare avvicinare gli avversari nel punteggio per poi fuggire nuovamente a distanza di sicurezza. Fa tutto “beep beep” Frezza (tre gol e un assist) che ogni volta che tocca palla scatena preghiere pagane (inascoltate) nel pubblico locale. Difese più avvinazzate che allegre, da qui i sei gol, ma potevano essere dieci (incrocio dei pali di Baggio, un salvataggio sulla linea di Moretti, Villanova che scherza le leggi di gravità). L’immagine sconsolata di Vincenzo Italiano che durante l’intervallo (parziale 1- 3) attende i suoi in panchina, se non è iconica è almeno emblematica: la Vigontina San Paolo ha lasciato la testa sul comodino e quei pochi che se la sono portata in campo (come Episcopo, espulso all’84’ per una reazione su Spagnol) l’hanno presto smarrita. […]

Ore 18.10 – (Mattino di Padova) Un flipper di emozioni. Pirotecnico 2-2 tra giallocelesti e Abano. Bertoldi showman con due splendide reti in una partita che sembrava infinita: mai un secondo di tregua tra le due contendenti. Proprio come due equilibriste sul filo, sospese in aria per 90’ a punzecchiarsi. Non è caduto nessuno e alla fine applausi per entrambe. […] Un punto a testa, ma una scorpacciata di emozioni. Beggio è felice nel finale di gara e ha quel mezzo sorriso sornione di chi stava per fare il colpo grosso. «I ragazzi mi hanno fatto comunque un bel regalo per i 50 anni (compiuti sabato) – ha detto , anche se quella palla di Marchetti all’ultimo secondo…». C’è soddisfazione per una buona prestazione da parte della sua squadra: «Abbiamo avuto molte occasioni nitide ma anche l’Abano si è dimostrato una buona squadra. Dispiace per i due gol subiti, ci lavoreremo per non ripetere gli errori. I nostri avversari hanno giocato a viso aperto per tutta la gara e devo fare gli applausi a entrambe le squadre per quanto abbiamo visto in campo». Gli scroscianti applausi che ha tributato il pubblico del Dal Molin a lui e ai suoi ragazzi a fine gara ne sono la prova.

Ore 17.50 – (Mattino di Padova) «Ho visto un Este tonico e questo è un pareggio importantissimo per noi» commenta il patron dell’Este Renzo Lucchiari. «Magari si poteva ambire a qualcosa di più, ma resta comunque un risultato importante. Ora abbiamo la possibilità di tirarci su con partite alla nostra portata. Abbiamo fiducia perché la squadra non ha mai smesso di giocare». Contento del risultato è pure il tecnico Michele Florindo: «Il pari ci fa respirare un po’» esordisce l’allenatore atestino, tirando un sospiro di sollievo». «Se fossimo riusciti a capitalizzare altre due situazioni ora staremmo parlando pure di una vittoria». […]

Ore 17.30 – (Mattino di Padova) Un punto che cambia, se non tutto, moltissimo. All’Este, penultimo, un risultato positivo serviva come il pane, e poco importa se la «ics» con la Virtus Vecomp Verona non muove chissà cosa in chiave classifica, perché i giallorossi, dopo sei sconfitte consecutive (sette in otto partite), tornano a vedere uno sprazzo di luce in una domenica novembrina tutt’altro che soleggiata. Ma, soprattutto, il taglio netto alla serie negativa serve a rinfrancare un ambiente scombussolato da un mese e mezzo di jella, occasioni da gol mancate e qualche ingenuità di troppo. […]

Ore 17.10 – (Mattino di Padova) Il calcio tutto offensivo di Enrico Cunico? Dimenticato. Mister Masitto si è presentato a Feltre parecchio abbottonato, adottando poi nella ripresa una difesa a cinque. Solo che quando davanti hai comunque gente del calibro di Aliù e Lauria, senza dimenticare Radrezza in panchina, può sempre girare a tuo favore. L’allenatore del Campodarsego analizza la quarta vittoria di fila dei suoi, la terza con lui in panca. «Diciamo che siamo stati bravi a buttarci subito in avanti per pareggiare, dopo aver sbagliato in occasione della rete di Madiotto. Nel primo tempo siamo stati un po’ timorosi.Tutt’altra musica nella ripresa, nella quale siamo stati invece propositivi oltre a segnare. Poi si è sofferto il giusto, com’è normale che fosse».

Ore 16.50 – (Mattino di Padova) Un copione già visto. L’Union Feltre gioca meglio nel primo tempo, crea, non si fa intimorire dal Campodarsego, ma alla fine non esce con i tre punti. Anzi, stavolta arriva una sconfitta. Perché contro certe squadre i tuoi errori difficilmente non li paghi. Ringraziano i padovani che, pur senza strafare, segnano le due reti in occasioni di dormite colossali della difesa di casa e continuano a mantenersi terzi in classifica. Non ha impressionato la squadra di Masitto, capace però di abbandonare la vocazione offensiva per dare solidità davanti alla porta di Gabriele Brino e a conti fatti la ragione è sempre di chi vince. Al solito c’è da dire che l’Union nel secondo tempo è entrata in campo un po’ con il freno a mano tirato e solo nel finale, pur senza creare chissà cosa, ha ricominciato a spingere. Il Campodarsego si presenta allo Zugni con un bel manipolo di tifosi al seguito e un 4-4-1-1 in cui Lauria supporta Aliù, con D’Appolonia molto largo a sinistra. […]

Ore 16.20 – Qui Guizza: termina l’allenamento.

Ore 16.00 – Qui Guizza: lavoro col pallone.

Ore 15.40 – Qui Guizza: gruppo diviso in due tronconi, lavoro defaticante per i titolari di sabato.

Ore 15.20 – Qui Guizza: lavoro atletico, assenti Favalli ed Alfageme.

Ore 15.00 – Qui Guizza: inizia l’allenamento.

Ore 14.40 – Qui Guizza: colloquio tra Brevi e la squadra.

Ore 14.30 – (Gazzettino) Quindici gare disputate e il Cittadella è ancora in alto, a due punti dalla vetta. Si è giocato più di un terzo di campionato, ormai i veri valori sono emersi: i risultati sin qui ottenuti non sono frutto del caso o della fortuna bensì di un lavoro certosino portato avanti con grande pazienza e dedizione, e la classifica premia i ragazzi di Roberto Venturato. Inevitabile tornare al derby con il Verona di venerdì sera: un 5-1 alla capolista non si liquida con due battute. «È stata una grande gara – sottolinea il tecnico – Abbiamo raccolto una vittoria prestigiosa contro un’avversaria di valore e spessore. La cosa che più mi è piaciuta è la prova del collettivo, ci siamo dati un segnale forte, importante». Più di altri precedenti simili. «Già in passato abbiamo avuto opportunità di lasciare il segno, qualche volta abbiamo fallito, sbagliando qualcosa che ci ha negato la vittoria, con il Verona invece tutto è andato bene». […] Il difficile arriva adesso, perché al Cittadella si chiedono conferme. «Più si alza il livello della classifica più le difficoltà aumentano. Per restare il alto diventa determinante il massimo apporto del singolo giocatore per poi comporre un collettivo sempre più forte. Ogni calciatore è fondamentale». Abbiamo superato il terzo di campionato, la classifica evidenzia i valori del torneo. Il Cittadella merita la seconda posizione? «I numeri dicono questo, è un campionato di grande equilibrio, siamo nella parte cruciale della stagione, dove possiamo dare un indirizzo ben preciso al nostro futuro. Restare nella parte alta oppure tornare nell’anonimato dipende da noi, contano testa e voglia in questo momento». I cinque gol rifilati al Verona puntano ancora più i riflettori addosso al Cittadella. «Non ci spaventiamo. Vogliamo confermarci a questi livelli, dobbiamo imparare a dare continuità ai risultati anche nei momenti meno brillanti».

Ore 14.10 – (Mattino di Padova) Questione di “equilibrio”. È la virtù a cui si è appellato Roberto Venturato nel commentare la straripante vittoria sul Verona nel derby di venerdì sera, invitando tutto l’ambiente a rimanere con i piedi ben ancorati al terreno pur nel giustificato entusiasmo suscitato dall’impresa. Ma proprio l’”equilibrio” è, da un’altra prospettiva, una delle chiavi di volta che potrebbero rendere magica questa stagione granata. A dirlo sono i numeri: prendendo in esame gli ultimi 5 campionati di Serie B, soltanto in un caso, nell’annata 2014/15, chi era al comando viaggiava ad un ritmo più basso dell’attuale capolista. Dopo 15 giornate in vetta c’era il Carpi, prossimo avversario di Iori & C., che guardava tutti dall’alto dei suoi 29 punti, uno in più rispetto al Frosinone, secondo. Come sia finita è noto, con i sorprendenti emiliani promossi a fine torneo a quota 80, assieme ai ciociari, secondi a 71. Un precedente beneaugurante, perché a festeggiare furono due realtà che certo non godevano dei favori del pronostico, con il Frosinone che riuscì nel doppio salto consecutivo, provenendo dalla Lega Pro. […] Numeri, magari belli, ma aridi. Ben più divertenti i commenti dei tifosi, che nelle piazze e nei bar della città murata non parlano che dell’impresa dei granata. E pure nei social si scatenano, continuando a cliccare sul video che riprende l’esultanza post derby in stile “mannequin challenge”, con tutti i giocatori immobili sotto la tribuna: il titolo del filmato già da solo dice tutto: “Finalmente si sono fermati”. I commenti non sono da meno. C’è chi scrive: «È pur sempre una favola, grazie ragazzi». Chi ricorda come la rosa del Verona costi 4 volte quella granata, chi li chiama «i nostri bisonti», chi «i nostri campioni». Fino a Dario, che nella pagina ufficiale della società granata scrive: «Da cittadellese che lavora a Verona ho passato una settimana difficile, lì. Al quinto gol ho pianto di gioia».

Ore 13.40 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Manca dal 1. marzo 2009 e non potrebbe davvero tornare in un momento migliore il derby Venezia-Padova, con i lagunari per la prima volta in stagione solitari in vetta e i cugini reduci dal capolavoro (4-1) di Parma. In quell’occasione davanti ai soli 2.300 del Penzo (la trasferta era stata vietata ai tifosi ospiti) si sbloccò Varricchio dopo sei mesi consegnando i tre punti ai biancoscudati, poi promossi in B vincendo i playoff con la Pro Patria, mentre gli arancioneroverdi di Michele Serena conquistarono la permanenza in Lega Pro1 ai playout contro la Pro Sesto (poi vanificata dal fallimento societario). Più di sette anni dopo entrambi i club sono risaliti dalla serie D e lunedì prossimo al Penzo (ore 20.45) arriveranno al faccia a faccia con il picco di entusiasmo e un gap di 4 punti a favore dei padroni di casa. Febbrile l’attesa delle due tifoserie: sabato 622 padovani hanno festeggiato al Tardini alla doppietta di Altinier (5 gol finora per l’ex Portogruaro) e ai gol di Mazzocco e Russo che hanno ribaltato l’iniziale vantaggio parmense di Calaiò (7. rete per lui). […] Tornando al conto alla rovescia verso il derby, ieri la prevendita ha raggiunto quota 2.663 biglietti (compresi 484 padovani) cui vanno aggiunti i 1.111 abbonati. A disposizione dei supporter arancioneroverdi restano circa 2.700 biglietti (meno di 200 in curva sud).

Ore 13.20 – (Gazzettino, edizione di Venezia) L’1-1 con Reggiana, il 2-1 di Modena ed ora l’1-0 di Salò. Sette dei 29 punti del Venezia neo capolista solitario portano distintamente la firma di un Marco Modolo che, quando avanza verso l’area altrui, continua ad essere un enigma con il suo tempismo per i pari ruolo avversari. «Dopo Geijo sono il miglior marcatore del Venezia? Sì ma vedrete che a fine campionato le punte avranno segnato molto più di me – se la ride il difensore sandonatese -. Com’è ovvio che sia sono felicissimo, in queste prime 14 giornate sto trovando una buona continuità in avanti e, soprattutto, i miei gol servono a qualcosa portando punti pesanti e meritati». […] Tra la Reggiana domani in Coppa Italia e il Padova lunedì prossimo in campionato non c’è che l’imbarazzo della scelta quanto ad ostacoli tosti. «Uno per volta daremo il massimo. In coppa vogliamo arrivare fino in fondo, non capita tutti i giorni di vincere un trofeo, inoltre farebbe saltare il primo turno dei playoff e non è affatto poco. Al derby penseremo da domani sera, certo sapere che i tifosi hanno la nostra stessa adrenalina è fantastico. Di sicuro dovremo giocare sempre e solo a mille».

Ore 13.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Preoccupano le condizioni di Geijo dopo il blitz di Salò. Sabato l’attaccante spagnolo è stato costretto ad uscire dopo nemmeno un quarto d’ora a causa di un problema muscolare all’inguine, la cui entità verrà valutata nelle prossime ore, ma di sicuro l’ex udinese è a forte rischio per il Padova. Ieri mattina seduta defaticante al Taliercio in vista del dentro-fuori di Coppa Italia che domani pomeriggio al Penzo (ore 16.30) vedrà Venezia e Reggiana contendersi il pass per i quarti di finale. I lagunari rispetto al Padova avranno ventidue ore di riposo in più, infatti i biancoscudati mercoledì (ore 14.30) faranno visita alla Carrarese sempre nel turno di Coppa. Contro la Reggiana indisponibile per noie muscolari anche il terzino sinistro Galli, oltre al solito Fabiano, ma Inzaghi conta di recuperare come titolare Bentivoglio che contro la Feralpi non è andato nemmeno in panchina causa febbre. […]

Ore 12.40 – (Gazzettino, edizione di Venezia) «Una giornata assolutamente positiva, però possiamo fare meglio e migliorare ancora». È soddisfatto ma non si accontenta Giorgio Perinetti. Il ds lagunare, infatti, è ben lungi dal farsi abbagliare dal primato solitario del Venezia da lui plasmato. «Abbiamo vinto su un campo difficilissimo il che, alla luce degli altri risultati, è ancora più importante. Stiamo trovando continuità, siamo solidi in difesa, la squadra lotta, ha una buona gamba e condizione. Tuttavia la prestazione non è certo stata la migliore possibile, per i troppi errori nel palleggio, una certa confusione che ci ha fatto sbagliare parecchio anche nelle ripartenze». Le antenne quindi restano ben alzate e, calendario alla mano, è giusto che sia così. «Teniamo molto alla Coppa Italia e la Reggiana, nonostante qualche intoppo, è seconda alle nostre spalle e dico che come organico è attrezzata come noi per reggere fino in fondo. Il derby poi si commenta da sé, è una sfida di campanile contro un Padova forte e con legittime convinzioni e ambizioni di classifica». L’ottimo andamento della prevendita fa sorridere ma Perinetti guarda oltre. «Siamo contenti che il derby scaldi i nostri tifosi, fermo restando che, come dice il presidente Tacopina, noi vogliamo averli sempre al nostro fianco. Questo Venezia lo merita, perché sta portando fatti dei quali essere orgogliosi e non chiacchiere. Quelle con Gubbio e Maceratese saranno sfide altrettanto decisive, lunedì ospiteremo il Padova e speriamo che non succeda più perché già l’anno prossimo vogliamo essere in palcoscenici diversi». […]

Ore 12.20 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Non entusiasma ma vince. E si conferma primo in classifica, anzi allunga il passo, lascia indietro le pretendenti e si presenta al derby con il Padova caricatissimo e con un vantaggio di due punti sulle inseguitrici. Il Venezia di Pippo Inzaghi in riva al Garda non ha fatto una bella partita, anzi ha giocato male, subendo l’avversario, per gran parte del match (alla fine ha vinto per 1-0 con incornata di Modolo su corner). Più aggressivi, pronti a togliere il fiato, i giocatori della Feralpi hanno sfruttato ogni errore dei lagunari – e sabato ne hanno commessi abbastanza – per mettere in difficoltà gli ospiti. E ci sono riusciti. […] Il Venezia ha finora saputo mostrare – dopo il bel gioco di avvio stagione, appannato un po’ nelle ultime gare – la capacità di ovviare in più di una maniera alla limitata concretezza del proprio attacco, di sapersi adeguare a differenti soluzioni tattiche, di proporsi con una buona qualità pur cambiando più di un elemento e infine di riuscire a portare a casa successi anche quando la situazione non è delle migliori. Qualità, determinazione e adesso anche fortuna. Ingredienti ottimi per costruire il successo e il Venezia lo sta facendo.

Ore 12.00 – (La Nuova Venezia) Capolista immediatamente in campo mettendo nel mirino la partita degli ottavi di finale di Coppa Italia contro la Reggiana, in programma domani (ore 16.30) allo stadio “Penzo”: chi vince, affronterà nei quarti il Como (1-0 al Giana Erminio). Ieri mattina defatigante per chi ha giocato a Salò. Inzaghi opererà un consistente turn-over, è da valutare, attraverso accertamenti, l’entità dell’infortunio muscolare patito da Geijo all’inizio del match di Salò, da monitorare anche il recupero di Galli e Fabiano, oltre a Bentivoglio, out sabato per un attacco febbrile. Derby. Prosegue la prevendita per il derby di lunedì (ore 20.45), quasi 2700 biglietti venduti fino a ieri (2663 in aggiunta ai 1111 abbonati). In curva sud sono rimasti disponibili solo 199 biglietti su una capienza di 2063 posti (abbonati compresi), mentre in curva nord sono stati venduti fino a ieri 484 tagliandi. Cinque i settori disponibili nei distinti, disponibili ancora 818 biglietti (anche in questo caso tenendo conto degli abbonati), se dovesse esserci la necessità il Venezia aprirà anche gli ultimi due settori, quelli più esterni verso le due curve, poi 578 tagliandi per la tribuna laterale e 35 per la tribuna centrale. […]

Ore 11.40 – (La Nuova Venezia) Tre volte decisivo per il successo in questo avvio di stagione, secondo miglior marcatore del Venezia e un punto fisso ormai nelle geometrie di gioco di Filippo Inzaghi. Marco Modolo è tutto questo e molto altro, ma balza all’occhio la capacità di segnare reti pesanti in campionato. Dopo quello del pareggio con la Reggiana, e quello nella ripresa che ha portato al successo di Modena, il gol che ha deciso la partita di sabato a Salò porta in alto il conto dei punti incassati dal Venezia grazie alle prodezze del difensore sandonatese. A 27 anni si sta confermando un riferimento per la squadra, un muro in difesa e un ariete di sicuro affidamento sui calci da fermo in attacco. «Sulle palle inattive stiamo ottenendo ottimi risultati» conferma Modolo, «e poi Garofalo è davvero bravissimo a calciarle. Anche a Salò parte del merito del gol è sicuramente suo. Sì, finora non ho mai segnato reti banali, però in squadra siamo cinque o sei in grado di fare questo tipo di gol, ed è un vantaggio per il Venezia. Con la Feralpi il mio gol è stato importante ancor più perché è valso la vittoria. Abbiamo preparato bene questa sfida, e l’abbiamo giocata ottimamente sotto il profilo difensivo». […] Alla 14ª giornata il successo esterno del Venezia in riva al lago di Garda è stato sicuramente prezioso per la classifica, con i punti di vantaggio sulle inseguitrici che ora sono due, in vista del derby con il Padova in calendario allo stadio Penzo lunedì 28. «Abbiamo ottenuto una vittoria sofferta e che volevamo a tutti i costi, dando un bel segnale al campionato» conclude il difensore del Venezia, «prima dovremo fare i conti con la Reggiana, e sappiamo già che si tratta di un avversario che non scherza e che vuole passare il turno in Coppa Italia, poi penseremo anche al derby. Il Padova è una squadra costruita per vincere, ha avuto un inizio difficile ma ora sta uscendo alla distanza. L’altra sera ha rifilato quattro gol al Parma al Tardini».

Ore 11.20 – (La Nuova Venezia) Derby. Basta la parola per capire cosa significhi per la squadra, i tifosi e le città l’appuntamento tra sette giorni al “Penzo”. […] Dopo il successo di Salò, il presidente del Venezia Joe Tacopina farà una toccata e fuga negli Stati Uniti (partenza ieri, rientro domenica) perché non vuole perdersi la sfida in notturna che potrebbe valere molto per il resto della stagione. Intanto un piccolo strappo al resto del gruppo è arrivato dalle rive bresciane del lago di Garda ma dalla Laguna potrebbe giungere un altro segnale. «Senza dubbio sarà una gara importante per i nostri sostenitori» dice «ma ogni incontro lo è per noi. Ma siamo pronti e sarà davvero bello giocare questa partita. Sono molto contento dei tre punti ottenuti in casa della Feralpi Salò». Inutile dire che contro i biancoscudati la società si aspetti un “Penzo” pieno in stile Bassano, tanto per restare a qualche settimana fa, ci sarà sì la diretta televisiva ma vuoi mettere essere lì a ridosso del campo e goderti lo spettacolo a pochi metri. E poi in caso di successo, il segnale che arriverebbe alla concorrenza sarebbe forte e chiaro. «Dobbiamo guardare solo a noi stessi» continua Tacopina «e non ai risultati delle altre. Arriviamo al derby in testa alla classifica, siamo in un girone molto difficile, dove anche chi è in fondo può vincere contro una delle prime».

Ore 10.50 – (Gazzettino, editoriale di Claudio Malagoli dal titolo “Parola d’ordine: congelare le euforie”) Un fine settimana da tramandare ai posteri per spettacolo, emozioni e prestigio. Ha cominciato venerdì sera il Cittadella travolgendo in casa per 5-1 il Verona, ha completato l’opera sabato pomeriggio il Padova che nel suggestivo palcoscenico del Tardini ha messo in ginocchio il Parma con un 4-1 che non ammette discussioni. […] Qualità, intensità e vigore si sono visti anche nella prestazione del Padova la cui forza d’urto ha schiantato gli avversari. Ma quello che più ha convinto è stata la continuità dimostrata dalla formazione biancoscudata nella gestione del gioco e della partita. Un salto di qualità importante, che fa lievitare le quotazioni della truppa di Brevi nella corsa alla promozione. Adesso però è fondamentale congelare le euforie. La storia del calcio infatti insegna che chi insegue la grandezza deve sempre mantenere l’umiltà.

Ore 10.40 – (Gazzettino) […] Una forza caratteriale che ha permesso di ribaltare due volte il risultato. «Siamo cresciuti anche fisicamente e, recuperando i giocatori infortunati, è aumentata l’intensità degli allenamenti. Tante situazioni hanno portato a una reazione positiva». E adesso come va canalizzata questa spinta mentale? «Proseguendo su questa strada e lavorando a testa bassa, con la stessa umiltà e maggiore consapevolezza; sono arrivati risultati importanti, è un bel momento, ma ancora non si è fatto niente. A Venezia, al di là del risultato, vorrei vedere la stessa prestazione di Parma, lo stesso spirito e la stessa voglia di correre più dell’avversario e aiutarsi vicendevolmente».

Ore 10.30 – (Gazzettino) Da stropicciarsi gli occhi. Sabato a Parma il Padova è stato protagonista di una di quelle imprese che, per blasone e valore dell’avversario e per il palcoscenico della sfida, sono destinate a restare impresse nella storia, sicuramente in quella più recente del nuovo corso biancoscudato. Tre punti che rappresentano al tempo stesso un segnale chiaro e forte alle concorrenti, a partire dalla capolista Venezia, avversario lunedì sera al Penzo in un attesissimo derby, e che certificano l’ottimo momento della squadra, capace di conquistare 15 punti nelle ultime sei partite. Come si può vedere nella tabella, in questo lasso di tempo nessuno ha fatto meglio, con i soli lagunari, un punto indietro, a marcare stretto i biancoscudati. «È stata una sicuramente una bella soddisfazione per tutti noi – commenta il direttore generale Giorgio Zamuner – perché abbiamo ottenuto una vittoria netta e meritata in uno stadio che fino a poco tempo fa ospitava la massima serie. La squadra ha acquisito consapevolezza e sta crescendo, ma ci sono ancora margini di miglioramento; vanno limitati gli errori e la concentrazione va tenuta sempre al massimo perché l’episodio negativo può essere sempre dietro l’angolo». […]

Ore 10.20 – (Gazzettino) La ricostruzione del giorno dopo sui tafferugli tra gli ultras di sabato a Parma è in linea con quanto riportato ieri e conferma che sono stati i tifosi emiliani ad aggredire prima della partita al bar Primavera, distante circa un chilometro dal Tardini, quelli biancoscudati, un gruppetto di ragazzi della curva arrivati con due pulmini separati rispetto ai pullman (due) utilizzati dagli ultras e scortati dalle forze dell’ordine fino allo stadio. Lo stesso titolare del bar, Antonio Targa, ha spiegato l’accaduto: «Alcuni sostenitori del Padova stavano bevendo qualcosa tranquillamente. Non davano nemmeno l’impressione di essere dei tifosi e l’ho dedotto solo dalla cadenza veneta. A un certo punto è successo qualcosa fuori e sono usciti di corsa, ma non riesco a capire da cosa sia nato il parapiglia e ho cercato di abbassare le saracinesche del bar». Dai video a circuito chiuso si vede che i sostenitori padovani si sono preparati per difendersi dall’aggressione degli ultras di casa, forse poco prima avvisati da qualche avventore parmense, armandosi di sedie, ma la loro uscita dal bar era dettata dall’intenzione di evitare danni al suo interno. […]

Ore 10.00 – (Mattino di Padova, editoriale di Stefano Edel dal titolo “Finalmente protagonisti, si può andare lontano”) Cinque gol al Verona, quattro al Parma. Per Cittadella e Padova è stato un week end a tinte forti, da consegnare ai posteri con tanto di cornice sontuosa. Il calcio di casa nostra si riscopre protagonista ad alto livello – lo era già stato, nella passata stagione, con i granata, dominatori nel girone di ritorno e promossi tra i cadetti con 76 punti, 11 in più del Pordenone secondo – aggiungendovi la sostanza di prestazioni al di sopra di ogni più rosea aspettativa. E corroborando così i sogni che le rispettive tifoserie coltivano dopo un terzo dei campionati di Serie B e Lega Pro. […] Il verso ai granata lo hanno fatto, poche ore dopo, i biancoscudati di Brevi, sbancando il “Tardini” con una prestazione maiuscola, intrisa di concretezza, raziocinio, determinazione e, finalmente, cinismo. Emblematica la firma di Altinier sulla sfida: ha ricevuto tre palloni in area e due li ha monetizzati alla sua maniera, con giocate da vero cannoniere. I detrattori del centravanti – e ce ne sono, purtroppo – sono serviti: se lo si sfrutta secondo le sue caratteristiche, Cristian è tra i migliori attaccanti della categoria. Se lo si fa giocare spalle alla porta, è evidente che la sua pericolosità diminuisce sensibilmente. Il Padova di sabato è un Padova trasformato, nella testa e nel modo di stare in campo. Nella testa perché finalmente si muove come collettivo a tutto tondo, e non più a livello di iniziative personali, e perché le corsie laterali sono diventate un’opportunità da sfruttare a dovere (visto il Favalli dell’ultimo periodo, c’è solo da sperare che non si fermi per acciacchi fisici o squalifica). La compattezza raggiunta fra i vari reparti si sposa con la crescita imperiosa di alcuni elementi, lo stesso Altinier, ma anche il già citato Favalli, Dettori, Mandorlini e il giovane Mazzocco, 21 anni, autentica “promessa” della rosa. E anche in difesa, a parte qualche sbandamento, il terzetto assortito dall’allenatore sta reggendo positivamente l’impatto con attacchi temibili. Non sembri azzardato ipotizzare una volata primaverile al fotofinish tra le varie pretendenti all’unico posto che vale la promozione diretta in B (gli altri riguardano i playoff). Nel gruppetto in lizza i biancoscudati ci stanno benissimo, continuando di questo passo. E se si dovesse fare il colpaccio a Venezia…

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Al momento della sostituzione ha ricevuto gli appalusi del pubblico parmense. E forse pure di un “grande” come Hernan Crespo, che era in tribuna. «Davvero? È stato uno dei miei attaccanti preferiti, non sapevo che sarebbe stato allo stadio sabato. Pensate che quand’ero piccolo – avrò avuto circa 15 anni – venivo in questo stadio insieme a mio zio, che vendeva le magliette fuori dallo stadio insieme ad un suo amico. Quando finivamo di vendere maglie, ci facevano entrare per vedere la partita, e io vedevo giocare Crespo e Chiesa lì davanti e mi piacevano molto». […] Pensa che a Parma si sia visto il miglior Padova della stagione? «Credo di sì, anche se dall’interno non è sempre facile giudicare la prestazione di una squadra. Secondo me abbiamo fatto un’ottima gara, e, nonostante fossimo andati sotto, abbiamo subito ripreso a giocare, e alla fine ne è venuta fuori davvero una bella partita. Credo che adesso questa squadra abbia preso più consapevolezza nei propri mezzi: abbiamo superato definitivamente il momento di difficoltà che avevamo avuto e con le vittorie, alcune delle quali anche sudate, ci siamo creati quell’autostima di cui avevamo bisogno. Sappiamo che possiamo e dobbiamo ancora migliorare, ma cinque successi nelle ultime sei gare non sono pochi».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Una doppietta a tutti gli effetti “ducale”, e una vittoria che in pochi riusciranno in fretta a dimenticare. Il giorno dopo il 4-1 di Parma il risveglio è dolcissimo in casa Padova, una squadra che, pur se rimasta a 4 punti dalla vetta, sabato pomeriggio ha dato a tutto il campionato – e forse, prima di tutto, a se stessa – la dimostrazione di poterci stare, eccome, nella lotta per il primo posto. Un primo posto che, nemmeno a farlo apposta, è occupato da quel Venezia che lunedì prossimo, nel posticipo della 15ª giornata, attende al “Penzo” l’arrivo dei biancoscudati, per un derby che manca ormai da sette lunghi anni. Il protagonista dello storico successo in Emilia ha un nome e un cognome, ma soprattutto un nomignolo che mai come stavolta sembra calzare a pennello. È il “duca” Cristian Altinier, il nobile mantovano che in un sabato di novembre ha fatto piangere l’intero Granducato di Parma. Una doppietta davanti a diecimila persone, a rimettere in carreggiata una partita iniziata in maniera complicata, per poi traghettarla verso il trionfo. «È davvero bello segnare in certi stadi, in certi impianti che hanno fatto la storia del calcio italiano», le parole del bomber dopo la storica impresa. «Sono contento perché è arrivata una vittoria bellissima, voglio condividere la gioia per i miei due gol con tutti, perché il merito va davvero diviso tra me e tutti i compagni. È stata una giornata bellissima, e voglio dedicare queste due reti ai compagni, alla società e allo staff: è una vittoria che ci dobbiamo godere tutti insieme».

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Il morale è altissimo dopo l’exploit di sabato a Parma, ma da oggi inizia una settimana ad intensità ancora più alta per i biancoscudati, che non permetterà di lasciarsi distrarre dalla soddisfazione per la vittoria del “Tardini”. Alle 14.30 è fissata la ripresa degli allenamenti alla Guizza, e sarà necessario innanzitutto chiarire, in ottica derby con il Venezia di lunedì 28, l’entità del problema che sabato ha costretto Favalli a lasciare il campo a metà ripresa. Per le “seconde linee” (si fa per dire, visto che tra di esse ci sono pure i vari Sbraga, De Risio e Neto Pereira) inizierà, però, anche la breve marcia di avvicinamento all’ottavo di finale di Coppa Italia in programma mercoledì (alle 14.30) in casa della Carrarese.

Ore 09.00 – Lega Pro girone B, la classifica aggiornata: Venezia 29, Reggiana e Sambenedettese 27, Bassano 26, Gubbio, Padova e Parma 25, Pordenone* 24, FeralpiSalò 21, AlbinoLeffe 20, Santarcangelo 16, Maceratese* e SudTirol 14, Fano, Lumezzane* e Teramo 13, Ancona 12, Modena 11, Mantova 9, Forlì 8.

Ore 08.50 – Lega Pro girone B, risultati e marcatori della quattordicesima giornata: Lumezzane-Sambenedettese 0-1 (aut. Bonomo (Lu) al 2′ st), SudTirol-Santarcangelo 1-0 (Gliozzi (St) al 21′ st). Fano-Gubbio 0-1 (Casiraghi (Gu) al 45′ pt), Forlì-Mantova 4-1 (Sereni (Fo) al 6′ pt, Bardelloni (Fo) su rigore al 20′ pt e su rigore al 29′ pt, Marchi (Ma) al 35′ pt, Ponsat (Fo) al 18′ st), Parma-Padova 1-4 (Calaiò (Pr) al 26′ pt, Altinier (Pd) al 28′ pt e al 36′ pt, Mazzocco (Pd) al 7′ st, Russo (Pd) al 23′ st), Reggiana-AlbinoLeffe 2-0 (Mogos (Re) al 26′ pt, Manconi (Re) al 1′ st). FeralpiSalò-Venezia 0-1 (Modolo (Ve) al 33′ st), Bassano-Maceratese 0-2 (Colombi (Ma) al 20′ st, Malaccari (Ma) al 48′ st), Teramo-Ancona 3-2 (Ilari (Te) al 7′ pt, Bulevardi (Te) al 11′ pt, De Silvestro (An) al 41′ pt e al 9′ st, Fratangelo (Te) al 34′ st). Stasera, ore 20.45 Modena-Pordenone.

Ore 08.40 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.30 – Ringraziamo anche Box Uomo, Studio Pignatelli Netstore, Birra Antoniana, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.




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