Mantova-Padova, l’analisi de “Il Mattino di Padova”


C’è il sale fino e c’è il sale grosso, quelli con cui diamo sapore ai nostri alimenti, ma adesso potrebbe andare forte il sale “Alfa”, quello di Luis Alfageme, argentino di 32 anni, che ha… bruciato la coda al Mantova, promuovendo il “piatto Padova” al Martelli e lasciandolo sul podio della Lega Pro, dove già era salito da un paio di settimane. Fa male, tanto male, la sconfitta – seconda consecutiva in casa dopo l’1-2 con l’Albinoleffe – per gli uomini di “Ciccio” Graziani (soprannome ereditato dal padre Francesco, l’attaccante che faceva coppia con Pulici nel Torino dello scudetto), materializzatasi al secondo dei quattro minuti di recupero concessi dal pessimo arbitro Mei. Ma esplode di gioia la panchina biancoscudata, correndo compatta ad abbracciare l’eroe di giornata, bravissimo ad intrufolarsi fra Cristini e Siniscalchi su un lungo lancio di Emerson dalla propria area e a scaraventare di sinistro il pallone nel sacco, alla destra di Tonti, per poi correre sotto la curva dei propri tifosi a celebrare un successo ormai insperato, ma lasciandosi andare anche ad un gesto polemico (il dito portato alla bocca come a zittire le critiche).

È la quattordicesima vittoria in 26 giornate di campionato. Nel girone di ritorno, però, è la quinta volta su sette gare che si fa bottino pieno, per cui, ad eccezione della caduta di Forlì, e mandato giù con comprensibile rammarico l’1-1 casalingo con il Gubbio, sono 16 (su 21) i punti messi in carniere dal 23 dicembre ad oggi, una media di oltre 2 a partita. Tutto ciò per ribadire, soprattutto alle avversarie dirette Venezia e Parma, che non si molla di una virgola, anche quando, come ieri, la prestazione è contraddittoria, fra zone d’ombra e lampi di luce intensa. Al termine del primo tempo erano infatti più giustificati i mugugni che non le note positive, nonostante la qualità superiore degli ospiti, come tecnica personale e manovra collettiva, rispetto ai giocatori di casa.

[…]

Non c’è tempo per rifiatare perché mercoledì sera all’Euganeo si gioca la prima semifinale di Coppa Italia con il Venezia. Sfida sentita, chi vince il trofeo ha il vantaggio di saltare il primo turno dei playoff per la promozione in B. Il problema è che, con Neto e Altinier più fuori che dentro, bisognerà affidarsi ancora a De Cenco e Alfageme. Ma se l’argentino tirasse fuori il suo “sale” che brucia, chissà…

(Fonte: Mattino di Padova, Stefano Edel. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)

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