Live 24! Padova-Teramo, il giorno dopo: vittoria sudata, ma si resta sul treno-promozione…

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Ore 22.40 – Lega Pro girone B, fischio finale: Pordenone-Bassano 6-0.

Ore 22.20 – (Giornale di Vicenza) 7 partite senza vittorie, terz’ultimo posto in classifica, altri 2 infortunati che si sono aggiunti ai 12 già presenti in infermeria: queste le cifre che sintetizzano il quadro a tinte fosche dell’attuale situazione del Vicenza dopo le tre scoppole rimediate ad Avellino sotto il diluvio. E domani sera si rigiocherà subito al Menti con l’Entella. Se non altro tornerà disponibile Signori, che ha scontato la squalifica, si proverà a recuperare in extremis qualcuno tra Rizzo, Zaccardo, Benussi ed Orlando, e Bisoli nel miniritiro si arrovellerà per rimettere in sesto una squadra che al Partenio ha sommato alla consueta sterilità offensiva alcune fatali amnesie difensive. Non è bastato al Vicenza affrontare la gara di sabato provando a giocarla a viso aperto, tenendo a lungo il controllo del pallone (51% di possesso) e stazionando nella metà campo d’attacco più a lungo dei padroni di casa (6 minuti e 7 secondi contro i 5 minuti e 48 secondi dell’Avellino). Come al solito, infatti, i biancorossi hanno difettato nell’efficacia sottorete: su 12 conclusioni tentate, appena 5 hanno centrato lo specchio della porta, e il portiere Radunovic oltre al gol di Bellomo è stato davvero impegnato due volte. Di contro, i lupi di Novellino sono stati letali: 5 tentativi di tiro totali, 4 nello specchio della porta, 3 gol, nati purtroppo da altrettanti errori vistosi della difesa biancorossa. E se all’ormai cronica difficoltà nel segnare si affianca una retroguardia acciaccata e insicura, ottenere un risultato positivo per questo Vicenza diventa impresa proibitiva. […]

Ore 21.50 – (Giornale di Vicenza) Una prima, fondamentale certezza: «Bisoli non rischia niente. Anche perché i miracoli riescono una sola volta, e quello dello scorso anno è stato un miracolo». L’ha assicurato ieri mattina il presidente Alfredo Pastorelli, interrogato da alcuni tifosi al di là della rete al centro tecnico Morosini. Perché ieri è stata una domenica di lavoro e anche di confronto, in vista del delicato turno infrasettimanale di domani con l’Entella. Un confronto che c’è stato prima, a bordo campo, proprio tra presidente e tecnico. E che poi si è allargato anche con i tifosi presenti all’allenamento. Il messaggio viene lanciato a più voci, da fuori: «Mister, ci salvi!». La risposta arriva convinta: «Ci salviamo, con difficoltà, ma ci salviamo. Io lo sapevo che sarebbe stata una cosa lunga, e per questo dobbiamo essere tutti uniti». Ed è questa la cosa su cui Bisoli non transige: «Bisogna sorreggere questi ragazzi, dargli una pacca sulla spalla perché è dura per tutti. Sono bravissimi ragazzi, non gli posso rimproverare nulla perché mi danno l’anima». E a chi mette in dubbio lo spogliatoio, garantisce: «Sono uniti da matti, altrimenti io sarei già andato via». Spalle larghe e voce grossa: «Giacomelli un problema? Giacomelli ti dà l’anima: e guardate che è venuto da un infortunio pesante, è normale che abbia un calo. L’ho già detto: i miei non li cambierei per nessuna ragione al mondo». E se non manca neppure qualche confronto… frizzante sul modulo da scegliere, il pensiero malinconico che il tecnico esterna è solo uno: «Mi piacerebbe vedere questa squadra giocarsela ad armi pari». […]

Ore 21.00 – (Gazzettino) Andrea Gabrielli comprende il momento difficile, ma ripone tanta fiducia nel Cittadella. Il numero uno granata ha staccato la spina nel week end, trascorrendo un paio di giorni fuori città senza pensare al calcio, ospite di amici. Un’iniezione di energia da trasmettere alla squadra per ripartire, anche se il presidente non ravvede la necessità di un intervento diretto, convinto che domani sera, contro il Trapani, ci sarà la reazione giusta, quella invocata da tutti. «Abbiamo l’occasione per ripartire, davanti ai nostri tifosi. Ripongo tanta fiducia nella reazione collettiva». Che dev’esserci, perché i due soli punti raccolti in cinque partite, frutto di altrettanti pareggi e tre sconfitte, rappresentano un magro bilancio per una squadra che nelle prime giornate del girone di andata aveva abituato fin troppo bene, riuscendo a stupire tutti. «È un po’ troppo tempo che le cose non stanno girando per il verso giusto. Sembra quasi ci sfuggano i risultati ogni qualvolta siamo convinti di poterli raggiungere, è quantomai necessario dare una svolta, una vigorosa sterzata alla stagione». Eppure analizzando le singole partite ci si accorge che il Cittadella non sta giocando male, le occasioni si creano in continuazione – una quindicina i tiri effettuati nello specchio della porta contro Avellino e Brescia – ma ci sono troppi errori, davanti come dietro, che vanificano ogni sforzo. «Le prestazioni del Cittadella non sono affatto state negative – conviene Gabrielli – Se i risultati non arrivano, però, significa che qualcosa ci manca. Bisogna fare di più di quanto non stiamo facendo in questo momento». Unica magra consolazione i risultati delle dirette avversarie di classifica. «Siamo ancora nei play off, dobbiamo quindi pensare in maniera positiva perché la nostra posizione non è peggiorata pur raccogliendo poco. È difficile per tutti portare a casa punti contro qualsiasi avversaria, la concentrazione delle squadre si fa sempre più elevata, per questo dico che è fondamentale uscire in fretta da questo periodo opaco». […]

Ore 20.30 – (Mattino di Padova) Dai numeri non si scappa: dopo aver raccolto 15 punti nelle prime cinque giornate, il Cittadella ne ha messi assieme 24 nelle 22 successive, in cui ha viaggiato a una media di 1,09 a partita, esattamente la stessa che hanno dall’inizio della stagione Cesena e Latina, squadre che, se il campionato finisse oggi, sarebbero una sestultima e una ai playout. Dopo il 4-1 incassato a Brescia, il totale delle sconfitte è invece salito a 12 e pareggia le vittorie: solo la Ternana, ultima, ha fatto peggio in Serie B, infilandone 14. Tutto da buttare? Assolutamente no, e ci mancherebbe. La stagione granata resta più che positiva, con Iori & C comunque ancora in zona playoff, sia pure con una sola lunghezza di margine sul nono posto. Ma è chiaro che queste cifre impongono una riflessione e che la sterzata deve arrivare quanto prima, possibilmente già nel match di domani sera alle 20.30 con il Trapani. «Non siamo preoccupati, non ha senso esserlo adesso», commenta Simone Pasa, anche a Brescia fra gli elementi più positivi. «Ovviamente il confronto con il girone d’andata è negativo, ma siamo là, ancora fra le prime otto. Questo è un campionato strano. Prendete il Bari: non più tardi di cinque settimane fa, contro di noi, sembrava in grosse difficoltà, mentre è andato a vincere a Benevento. Il calcio è fatto da questi momenti. Le squadre che stanno in alto sono quelle che riescono a prolungarli il più a lungo possibile, trovando la continuità che noi non stiamo avendo». Certo è che alcuni errori tornano con preoccupante regolarità, al di là degli episodi negativi e degli errori arbitrali. «Gli episodi possono esserci girati contro, ma, anche a Brescia abbiamo subìto gol evitabili, e non a causa dell’inferiorità numerica, per colpa nostra: non ci siamo compattati come dovevamo, e ci succede spesso. Vogliamo sempre vincere e ci riversiamo in avanti, ma, proprio considerando che ci siamo trovati in 10 dopo nemmeno un quarto d’ora, avremmo dovuto aspettare l’avversario un po’ di più e, una volta recuperata la palla, non avere fretta di verticalizzare, ma guadagnare metri tenendolo nella sua metà campo, come abbiamo fatto solo nella ripresa». […]

Ore 20.00 – (Mattino di Padova) I tifosi granata capiscono il momento difficile che sta attraversando il Cittadella e si stringono attorno alla squadra. Niente polemiche, niente critiche, ma solo incitamento. Il bisogno di sostenere la squadra trapela chiaramente dal comunicato diffuso ieri dal Cccg, il Centro coordinamento club granata, che «esprime un forte incitamento alla squadra in questa fase del girone di ritorno, in cui, a differenza del veemente avvio in andata, dopo la vittoria con il Bari è seguita una frenata con due punti in cinque partite. Il Cccg invita inoltre tutti gli appassionati del comprensorio all’impegnativa notturna di “martedì grasso” allo stadio Tombolato contro il Trapani, che ha riaperto il proprio orizzonte-playout. Il Cccg e tutti i gruppi granata spingono fortemente la squadra per ripartire di slancio, facendo anche leva sulla compattezza e forza di una società e dirigenza che hanno fatto sempre della calma e serenità le proprie peculiari e fondamentali caratteristiche, invitando quindi i tanti appassionati al Tombolato per cercare tutti assieme il ritorno alla vittoria, con vasto e sgargiante richiamo della partita già annunciato anche dai display municipali in centro storico e nelle statali”. […]

Ore 19.30 – (Giornale di Vicenza) […] Ieri Tedino, stratega del Pordenone si diceva sorpreso delle parole del suo collega D’Angelo che sul nostro Giornale aveva sottolineato l’importanza stasera dei «duelli fisici». Pronta la replica del trainer furlano. «Spero proprio che non siano gli scontri fisici a decidere il match – il suo pensiero – Bassano dispone di giocatori molto più atletici e strutturati dei miei. Se loro punteranno sui muscoli noi cercheremo di far valere la tecnica, l’organizzazione e la nostra cifra di gioco. Tutto sommato non sono preoccupato delle due sconfitte di fila – chiosa – abbiamo solo toppato un tempo a Teramo. E negli occhi dei miei ragazzi ho visto una gran voglia di riscatto».

Ore 19.00 – (Giornale di Vicenza) […] Uscito dalla finestra di mercato invernale senza il suo guastatore prediletto Falzerano che si era stufato di rimanere, allettato dai dollaroni e dalle prospettive luccicanti del Venezia, Bassano ha cambiato pelle e identità in corso d’opera. E ora sta faticosamente rintracciando la quadra, non proprio un’operazione che matura inserendo il pilota automatico. «Stiamo progressivamente riorganizzando il nostro sistema – argomenta D’Angelo – probabilmente non possediamo più la creatività di prima però siamo cresciuti di solidità in mezzo al campo». Un cast irrobustito per il momento solo sulla carta poiché il doppio forfait di Proietti al timone e del carrarmato Bianchi nella zona nevralgica depotenziano le alternative giallorosse. Così il nocchiero adriatico affiderà le chiavi di regia al compassato play Gerli, scortato dal torello Zibert, che chissà riesca stavolta a completare l’esibizione per tutti i 90′ e allo stantuffo Laurenti. In prima linea, orfani del finalizzatore Grandolfo, toccherà al caterpillar Maistrello recitar da sfondatore. Tommy col passo da corazziere fa storcere il naso ai puristi non a D’Angelo. «Ripeto che se oltre alla struttura Maistrello fosse di piede veloce lo allenerebbe Guardiola e non il sottoscritto. Ecco, voglio che si sappia che sto allenando giocatori che hanno tutti uno spiccato senso di appartenenza e sono legati alla maglia. Per dedizione e applicazione sono fantastici, sia chiaro. E sono orgoglioso di guidarli». In retrovia, con Rossi e Bizzotto entrambi appiedati, tocca nuovamente a Bastianoni accomodarsi da guardiano dei pali mentre spetterà all’aitante Trainotti surrogare Bizzo come buttafuori della retroguardia assieme all’altra sentinella Pasini. […] «Comunque vada il torneo non finisce al Bottecchia – anticipa D’Angelo – dopo ci saranno altre 11 tappe che potranno consentirci ugualmente di tagliare il nostro traguardo. Che non muta: approdare ai playoff eppoi pestare duro perchè il vero campionato inizia lì».Braccio di ferro da guerrieri della notte. Bassano vagheggia il suo lunedì grasso.

Ore 18.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Bassano già proiettato verso i playoff. La sconfitta patita lo scorso turno al Mercante a opera del Modena (0-2) ha consigliato mister D’Angelo a cominciare a programmare la preparazione per l’appendice nobile al torneo. «Quando finirà la stagione regolare quella di D’Angelo sembra una promessa ai tifosi giallorossi, delusi dalle ultime prestazioni dei loro beniamini il Bassano sarà ai playoff, pronto a disputare una grande overseason. È l’obiettivo che ci eravamo prefissi a inizio stagione ricorda il tecnico – e lo centreremo. Questa è l’unica cosa che conta. Intanto pensiamo al Pordenone, che è una delle grandi. Al Bottecchia non sarà semplice, ma noi contro le grandi confida D’Angelo abbiamo sempre fatto bella figura». Non guarda così lontano Giovanni Formiconi, uno dei leader della Virtus. «Il Pordenone afferma convinto è l’avversario giusto per il nostro riscatto». Formiconi ha sofferto le critiche dei tifosi. «Quando arrivano le sconfitte dice sono sempre accompagnate da profonda tristezza, sia all’interno del gruppo che all’esterno. Dobbiamo però invita il giocatore restare tutti uniti. Soltanto così è l’appello verso il popolo giallorosso riusciremo a rialzare la testa. Mancano ancora 12 gare. C’è tutto il tempo per migliorare la posizione in classifica in vista dei playoff. E poi sorride , davanti alle telecamere della Rai non possiamo fare brutte figure». […]

Ore 18.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Un attacco che distribuisce quasi equamente i gol tra i vari interpreti e un centrocampo che ha in Mattia Minesso il miglior cannoniere di Lega Pro, se si escludono le punte di ruolo. Il Bassano sa far male così, con la coralità che è sempre stata il marchio di fabbrica del club giallorosso. In difesa invece mancherà il centrale Bizzotto, squalificato per un turno. Ma uno dei pericoli principali resta appunto il centrocampista Minesso. Ex Cittadella, in estate è stato cercato dallo stesso Pordenone (un questo caso il derby con il Bassano si è giocato sul mercato), poi ha scelto il club veneto e l’ha ripagato con 10 gol in campionato. È il rigorista della squadra, ma è pericolosissimo anche sui calci piazzati e grazie ai puntuali inserimenti. Da tenere d’occhio. L’attacco giallorosso invece di reti ne ha segnate 19. Il miglior marcatore è Grandolfo, che di centri in campionato ne ha firmati 7, mentre alle sue spalle ci sono Fabbro, Laurenti e Maistrello, tutti e tre arrivati a quota 4 gol in stagione. […]

Ore 17.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Va come un treno il Venezia. Il distacco dalla capolista, dopo il successo dei lagunari a San Benedetto del Tronto, è ora di 13 lunghezze. Tante. Troppe per farsi illusioni. Non è a questo però che i ramarri dovranno pensare oggi, quando scenderanno in campo (20.45) per misurarsi con il Bassano Virtus, altra formazione che a questo punto della stagione avrebbe dovuto trovarsi decisamente più vicino alla vetta. Invece i giallorossi accusano addirittura 18 lunghezze di ritardo. […] La squalifica di Ingegneri, l’esclusione di Burrai (nemmeno convocato, dopo la seduta di ieri pomeriggio, per un problema agli adduttori) e le condizioni non ottimali di Cattaneo e Arma consentiranno alle seconde linee di dare il loro contributo alla causa, cercando di smentire parte della tifoseria e della critica che lamentano la panca troppo corta a disposizione di Tedino. «Non ci mancano soluzioni alternative a Ingegneri premette il tecnico neroverde -; mi preoccupa di più l’assenza di Burrai. Salvatore per noi è un giocatore fondamentale, ma non voglio rischiare di perderlo per più partite. Di sicuro aggiunge Bruno rivedremo dal primo minuto Berrettoni e Suciu, che hanno riposato a Teramo». Proviamo allora ad azzardare la formazione iniziale. Dovrebbe vedere Tomei fra i pali; Semenzato, Stefani, Marchi e De Agostini in difesa; Bulevardi, Misuraca e Suciu in mezzo; Berrettoni alle spalle di Padovani e Arma (o Martignago). […]

Ore 17.00 – (Messaggero Veneto) Il periodo è delicato e Bruno Tedino lo sa. Nessuno aveva chiesto al tecnico del Pordenone di vincere il campionato, tuttavia è lui stesso il primo a voler ripartire forte dopo i soli 4 punti ottenuti nelle prime 5 partite del nuovo anno. «Il nostro obiettivo ora? – attacca il trainer – È solo uno: ritrovare la continuità di risultati. Ragionando partita per partita e raccogliendo più punti possibili in questo finale di stagione. Solo successivamente tireremo le somme. Le difficoltà di risultati ci sono ed è innegabile. Tuttavia mi piace ricordare le prestazioni, che sono state molto buone a parte il primo tempo di Teramo, insufficiente – continua –. Abbiamo raccolto poco in questo 2017, ma sicuramente avremmo meritato di più. Siamo in quelle classiche fasi in cui nelle occasioni mezze e mezze ti va sempre storta. Dobbiamo, per questo, fare ancora di più, più del massimo. E in questi momenti bui l’unico ingrediente che conta se si vuole migliorare è il lavoro». Tedino poi volge lo sguardo sul Bassano, l’avversaria odierna. «Una squadra di primissima fascia – avverte –, che all’andata ci ha sconfitto. Ha una rosa importante che saprà assorbire anche le assenze. Anche la squadra di D’Angelo, allenatore molto preparato, ha raccolto meno di quanto meritava nell’ultimo periodo». […]

Ore 16.30 – (Messaggero Veneto) […] Si accendono le luci del Bottecchia: stasera è in programma Pordenone-Bassano, posticipo in diretta tv su Raisport, valido per l’ottava giornata di ritorno del girone B di Lega Pro (il via alle 20.45). Per il gruppo di Tedino l’imperativo è tornare alla vittoria, dopo 2 ko di fila e nessun gol segnato. Difficile. L’inizio di 2017 non è stato all’altezza delle aspettative. All’esordio è arrivato lo 0-0 col Mantova (pur maturato su un campo impraticabile), poi il ko al fotofinish col Parma (3-2), quindi i rovesci con Venezia (1-0) e Teramo (2-0). La vittoria con la Maceratese, di due settimane fa ha permesso al gruppo di respirare. Il punto è che la squadra, escluso in Abruzzo, ha giocato bene e ha raccolto meno di quanto meritava. Ha pagato il fatto di non avere alternative in grado di garantire una certa continuità. Proprio i principi di gioco – mai venuti meno – devono essere il perno attorno a cui far ruotare un poker di gare tutto sommato alla portata e in cui il Pordenone può lanciare un segnale: dopo Bassano c’è il Santarcangelo, quindi Alto Adige e Ancona. Se i ramarri sono quelli dello scorso novembre-dicembre, 10 punti si possono conquistare. […] Ritorna De Agostini sulla fascia sinistra, il trio Cattaneo-Arma-Berrettoni davanti, Misuraca e Suciu mezzali. La tegola, pesante, riguarda Burrai: «Già aveva stretto i denti a Teramo – spiega Tedino – poi si è allenato a parte tutta la settimana. Decideremo all’ultimo se impiegarlo o meno». Invece non è neppure servito attendere: il regista non è stato neppure convocato. Al suo posto dovrebbe giocare Suciu, con Bulevardi mezzala assieme a Misuraca. Out anche Pellegrini per infortunio, fuori Ingegneri per squalifica: al suo posto Marchi. […]

Ore 16.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Il solito, vulcanico, Franco Fedeli. A fine partita il presidente della Samb è una furia: «Dove sta scritto che dovevamo perdere contro il Venezia? Una partita di calcio è sempre un’incognita. Noi abbiamo qualche giocatore che continua a giocare e che continua a stare in campo. La verità è che non abbiamo fatto un tiro in porta e non possiamo neanche recriminare sul rigore che ci è stato negato. Quando ho visto la formazione ho detto che almeno tre elementi non c’entravano nulla. Ci siamo illusi del fatto che con i sette punti guadagnati con Sanderra avessimo cancellato tutti i problemi che avevamo. Non è stato così». Il Venezia? «È più concreto del Parma. Un solo appunto: Pippo Inzaghi dava ordini al guardalinee. Tutto questo solo perchè lui ha un nome conosciuto. Non è una bella cosa per il calcio». […]

Ore 15.40 – (Gazzettino, edizione di Venezia) «Abbiamo disputato una grande partita. Sono contento di come i ragazzi si sono espressi in campo. Venire a San Benedetto e giocare con personalità, è per me un grande segnale di forza». Il tecnico del Venezia Filippo Inzaghi non nasconde la soddisfazione per la vittoria e per la prestazione della sua squadra ieri nel match contro la Samb. Tre punti, quelli ottenuti contro la formazione di Sanderra, che consentono al Venezia di mantenere le tre lunghezze di vantaggio sul Parma. «Le altre non mollano, ma voglio dare i giusti meriti ai ragazzi che hanno disputato una gara di grande spessore – dice Inzaghi – Ho la fortuna di allenare venticinque giocatori, tutti di alto livello e proprio per questo motivo che siamo riusciti a conquistare la vetta della classifica. Abbiamo sempre provato a giocare con la palla a terra. La Samb era in dieci dietro la linea della palla e quindi nel primo tempo abbiamo trovato qualche difficoltà. Non mi aspettavo che la Samb si schierasse a cinque come linea difensiva. Non lo aveva mai fatto e non credevo che lo facesse proprio contro di noi. Ha fatto come tutte le squadre che ci affrontano, ossia ci ha chiuso tutti i varchi e ci ha bloccato le corsie esterne». […]

Ore 15.20 – (Gazzettino, edizione di Venezia) La capolista impartisce una severa lezione di calcio alla Sambenedettese, squadra tosta, tonica, per nulla arrendevole, ma assai distante, tecnicamente, dagli arancioneroverdi. La partita c’è stata solo per un tempo, il primo, nel quale il Venezia ha studiato l’avversario lasciandolo sfogare. Poi, una volta prese le misure, sono arrivati due uppercut in pieno volto ad una squadra che si è sciolta come neve al sole. Invano Sanderra ha cercato di cambiare modulo e protagonisti. Il Venezia, questo Venezia, non s’è fatto irretire dal 4-3-3 nè dal 4-4-2 né da nessun altro modulo tattico dei rossoblù di casa. Ha giocato, faccia a faccia, vincendo i duelli che doveva vincere. In 3′ ha sfondato controllando il gioco fino al 3-0. Insomma il Venezia ha dato ampia dimostrazione di forza vincendo con pieno merito al Riviera delle Palme, in una domenica particolare. Striscioni e cori, infatti, per il tifosissimo Giovanni Rosati, deceduto prematuramente, e per Angelo Buratti, vecchia gloria rossoblù. […]

Ore 14.50 – (La Nuova Venezia) «Volevo solo rendere omaggio al pubblico della Samb a fine partita, ma non sono stato capito». Questa la versione di Davide Facchin, coinvolto in un finale incandescente sotto la curva rossoblù. «Quella della Sambenedettese è la curva più calorosa del girone tra quelle avversarie e il mio gesto voleva essere solo un plauso alla loro passione, non certo una presa in giro. Spero che domani (oggi, ndr), leggendo il giornale, i tifosi marchigiani capiscano la mia buona intenzione. Le poche parate nei 90’? Se prendiamo sempre i tre punti, mi tolgo volentieri i guanti e resto a guardare i compagni». Espulso nel dopo partita, anche Alessandro Malomo fornisce la sua spiegazione: «Sono intervenuto per dividere i giocatori nel tafferuglio finale, non ho fatto o detto nulla, ma credo che l’arbitro dovesse punire qualcuno e così ha estratto il cartellino rosso a chi è capitato». Per sbloccare la partita serviva invece un episodio e Alexandre Geijo ha saputo compiere un ottimo gesto tecnico per il vantaggio arancioneroverde: «Ci voleva una magia e tutto si è messo nelle migliori condizioni per riuscirci. Il difensore si è girato quel che bastava per lasciarmi lo spazio giusto per superarlo e trovarmi la porta spalancata. È stata una grande settimana e l’abbiamo superata al meglio tra coppa e campionato. Ma sappiamo che adesso ci attendono due mesi durissimi, tutto potrà cambiare anche con un solo passo falso. Ma onore alla Sambenedettese». […]

Ore 14.30 – (La Nuova Venezia) Arriva direttamente dagli Usa la replica del presidente Joe Tacopina al collega della Sambenedettese Franco Fedeli. In settimana i toni erano rimasti piuttosto alti su sponda marchigiana, e non sono mancati i battibecchi tra dirigenti neppure fuori dalla sala stampa ieri pomeriggio. «Al Venezia abbiamo valori e grande rispetto per gli avversari», ha detto Tacopina attraverso il dg Dante Scibilia, «Abbiamo un grande desiderio di vincere ogni domenica e alla fine questo campionato, ma senza oltrepassare i valori dello sport e il rispetto per gli avversari. Dispiacciono le affermazioni dei dirigenti marchigiani, come l’augurarsi di fare un piacere al Parma. Alle provocazioni rispondiamo con serietà e risultati sul campo». In sala stampa il presidente Fedeli ne ha avuto anche per l’allenatore Filippo Inzaghi, accusandolo di «essersi permesso di incidere su un guardalinee per tutta la partita. Una cosa brutta, ci sta purtroppo anche questo, ma dalla tribuna è stato brutto vederlo». Il diretto interessato non ha voluto neppure rispondere al presidente rossoblù, concentrandosi invece sul risultato della partita. «Abbiamo offerto un’altra grande prestazione», ha detto Inzaghi, «Si vedeva che avremmo fatto gol, ma nel primo tempo non siamo riusciti a sfruttare bene le occasioni. Il Venezia sta attraversando un buon periodo, non è facile tenere il ritmo dei tre punti ogni domenica, tuttavia mi lascia sereno vedere i ragazzi giocare in questo modo. Su questo campo non era facile imporsi, ma abbiamo giocato con personalità ed è importante». Poi aggiunge: «Geijo come Moreo, Marsura o Ferrari sono tutti importantissimi davanti, e bravo è stato Ferrari a entrare in partita in modo così incisivo. Ho la fortuna di avere 25 giocatori sullo stesso livello, sono contento per loro perché non mollano un centimetro. Il manto erboso me lo sarei aspettato migliore, però abbiamo sempre cercato di giocare palla a terra nonostante la Samb fosse sempre tutta chiusa in difesa. Fossimo andati prima in vantaggio, avremmo sofferto meno». […]

Ore 14.10 – (La Nuova Venezia) Tre palloni alla Sambenedettese e tutti a casa. Da grande squadra. Superiorità indiscutibile, un Venezia padrone e una Samb in crisi, un primo tempo tranquillo, senza acuti, e poi via a chiudere i conti. Il 3-1 è la fotografia di un pomeriggio di primavera, con il barometro arancioneroverde che volge al bello. Una partita calda, non solo per i raggi di sole: spettacolo coreografico da una parte, dall’altra si fanno sentire i pochi ma buoni della curva sud, animi caldi anche in campo e rissa finale che forse rappresenta l’unica macchia di questo trionfale febbraio. Il merito del Venezia sta nell’aver tenuto sempre in pugno il telecomando della partita. Ritmo alto quando serve, ritmo basso altrimenti, chiusure millimetriche davanti all’area e all’ora X via al contropiede che nemmeno Furia cavallo del West avrebbe fatto più velocemente. Inzaghi torna all’undici post-mercato, con Zampano certezza sulla fascia, Bentivoglio centrale in mezzo e poi i soliti noti. A segno tutti e tre gli attaccanti, anche questo è un segnale, con Ferrari in versione assist-man tutto cuore per il gol di Moreo. […] Il finale in gloria si trasforma in rissa, che Facchin e tifosi della Samb non si volessero bene lo si era capito. Brutte scene, ma il 3-1 brilla comunque.

Ore 13.40 – (Gazzettino) Il rammarico c’è e traspare tutto dalle parole a fine gara del tecnico Florindo. «Come ammesso anche dagli avversari, la partita l’abbiamo fatta noi, subendo il gol sull’unica occasione creata dal Vigasio» argomenta il tecnico polesano. «Per quanto mostrato in campo, meritavamo ampiamente il successo ma se non fai gol, non vinci. Resta la prestazione, che allunga la nostra serie positiva, e la conferma che questa squadra ha valori importanti, soprattutto in attacco», ragiona Florindo. […]

Ore 13.20 – (Gazzettino) Un punto che fa morale e dà continuità ai buoni risultati del girone di ritorno, ma che nasconde il rammarico di non essere riusciti a cogliere l’intera posta in palio. Questo dice il pareggio colto dall’Este a Vigasio, in un match che già alla vigilia si sapeva sarebbe stato molto importante, ai fini degli equilibri di classifica. Alla luce dei risultati delle dirette concorrenti, i giallorossi si devono mordere ancora di più le mani, in quanto il successo avrebbe loro permesso di proiettarsi verso le zone nobili. Il punto raccolto nel veronese va comunque tenuto in considerazione, ricordando l’1-3 dell’andata. Ieri, invece, sono stati i padovani a tenere il pallino del gioco, mentre i padroni di casa si limitavano a difendersi con ordine, per poi tentare la ripartenza. L’Este era anche riuscito a passare in vantaggio per primo, dopo una decina di minuti, in occasione di un calcio d’angolo battuto da Longato. Sulla susseguente mischia creatasi sotto porta, era stato Munaretto il più lesto ad infilare in rete, con un tocco da pochi passi che anticipava compagni e avversari. […]

Ore 13.00 – (Mattino di Padova) Dopo la gara, il tecnico dell’Abano Luca Tiozzo non ha dubbi: «È stata una vittoria di carattere anche perché eravamo un po’ in emergenza in difesa e abbiamo schierato alcuni giovanissimi. La squadra si è espressa nel migliore dei modi anche sotto il profilo qualitativo, con un ottimo fraseggio. Non posso che fare i complimenti ai miei ragazzi». L’Abano ha dimostrato ancora una volta di aver “digerito” le partenze di Nobile e Ferrante: «I miei giocatori credono moltissimo nel lavoro che svolgiamo in settimana. Chi ha sostituito Nobile e Ferrante ha portato comunque qualità. Angelilli, De Vita e Personè sono ragazzi eccezionali che ogni domenica danno l’anima per la squadra». […]

Ore 12.40 – (Mattino di Padova) L’Abano, in quel di Monteortone, solitamente delizia tifosi e appassionati. Ma contro il Legnago, squadra a dir poco ostica, per una volta lascia perdere il bel gioco e porta a casa i tre punti con una bella botta di cinismo. O meglio, una bella botta… e basta. Perché il sigillo di Michael Pagan, una bordata dai 25 metri dritta all’incrocio, è l’unica perla di un match giocato più sulla tattica che sui gorgheggi. L’1-0 sui veronesi, infatti, è tanto di guadagnato, per l’emergenza difensiva (indisponibili tre pezzi da novanta come Meneghello, Boscolo Berto e Busetto) e per la paura di bissare l’inciampo dell’ultima trasferta di Feltre. […] Il triplice fischio regala all’Abano tre punti fondamentali. La vittoria del Campodarsego nel derby con la Vigontina non permette di fare grossi passi in avanti ma, se non altro, mette al sicuro il quarto posto che vale i playoff.

Ore 12.20 – (Mattino di Padova) A fine gara soddisfazione e tranquillità in casa Campodarsego. «Sulla carta un derby non è mai facile», commenta il mister biancorosso Cristian Masitto. «La regola che vince la squadra sfavorita non è stata rispettata, perché abbiamo affrontato la sfida con la giusta umiltà. Ci siamo spaventati con il gol della Vigontina, poi però abbiamo chiuso i conti per la nostra tranquillità. Tranquillità che non avremo in questo girone di ritorno, perché tante compagini tendono a chiudersi sempre più mentre noi puntiamo sempre ai tre punti. Bisogna crescere anche come mentalità, siamo una squadra giovane che si ritrova una pressione tipica delle più grandi. A maggior ragione cerco di far esordire ogni volta nuove leve». Quanto alla prima vittoria casalinga del 2017, Masitto spiega che «il terreno non è ancora nelle condizioni migliori e questo può incidere nella qualità del gioco». […] Un salto di qualità che sfortunatamente non è riuscita a fare la Vigontina San Paolo. Il suo allenatore, Vito Antonelli, appare abbastanza sconsolato: «Al di là del valore e dei meriti degli avversari, la sconfitta ci brucia per come siamo andati sotto nel primo tempo: due “dormite” su altrettanti calci piazzati che poi hanno condizionato tutto l’andamento della gara. Sul piano della prestazione ci siamo, abbiamo creato molto e siamo stati in gara. Almeno finché è arrivato quel capolavoro su punizione, che ci ha tagliato le gambe, e la quarta rete, su cui potevamo fare comunque di più per impedirla». […]

Ore 12.00 – (Mattino di Padova) Il Campodarsego esce da trionfatore dal derby contro la Vigontina San Paolo, con un 4-1 che significa la prima vittoria casalinga nel girone di ritorno. Si rammarica molto invece la squadra ospite, punita troppo dal poker finale ma che paga pesanti errori difensivi. E che così resta ultima a quota 15, mentre i biancorossi di Masitto mantengono il terzo posto. L’avvio vede subito in avanti il Campo, che ottiene due angoli consecutivi. Nella seconda azione dalla bandierina si materializza il vantaggio: Franceschini di tacco fa filtrare il pallone tra le gambe degli avversari, arriva Beccaro che da due passi ribatte in rete. Al 10’ D’Appolonia cerca il bis dopo uno slalom nella difesa ospite, ma il tiro non è sufficientemente angolato. Risponde verso il quarto d’ora la Vigontina con un traversone su cui incorna Siega. Tentano pure Antenucci in rovesciata, senza colpire la palla, e Topao, che invece la spedisce tra le braccia di Andreatta. C’è anche Siega, che intercetta la palla dal limite su un errato disimpegno di Galliot; tuttavia la conclusione termina sopra la traversa. Il gioco poi rallenta, ma è in questo frangente che i biancorossi di casa fanno il bis: al 37’ la punizione di Callegaro spedisce una succulenta palla in area, complice la distrazione della difesa: arriva D’Appolonia che crossa basso per Aliù, pronto alla ribattuta vincente. […]

Ore 11.30 – Le pagelle del Padova (Gazzettino, Andrea Miola): Bindi 6; Cappelletti 6.5, Emerson 6, Russo 6; Madonna 6.5, Mazzocco 6 (De Risio 6.5), Mandorlini 7, Dettori 7, Favalli 6.5; Alfageme 6 (Berardocco sv), De Cenco 6 (Neto Pereira 6).

Ore 11.20 – (Gazzettino) C’è la firma di Dettori nella meritata vittoria del Padova che si riprende il terzo posto dopo il provvisorio sorpasso della Reggiana e tiene il passo di Venezia e Parma. Tre punti che i biancoscudati sono andati a prendersi con un secondo tempo arrembante nel quale hanno messo ripetutamente alle corde il Teramo. Di fronte a un avversario rinfrancato sul piano dei risultati e del morale dal cambio di allenatore e deciso a tenere la propria porta inviolata per la terza partita consecutiva, il Padova ha faticato nella prima frazione a trovare la misura delle giocate. Anche per colpa di un ritmo che non è mai decollato (e delle pessime condizioni del terreno di gioco). Più volte i biancoscudati sono riusciti a trovare l’affondo sulle corsie esterne, ma è sempre mancata la finalizzazione. Senza contare che De Cenco ed Alfageme (recuperato in extremis) raramente sono riusciti a liberarsi in profondità, pagando un’intesa ancora da affinare. E così il grande lavoro di Mandorlini, bravissimo nell’andare a strappare i palloni dai piedi degli avversari, si è perso nel nulla e la difesa del Teramo non ha mai corso veri pericoli. […] Missione compiuta, dunque. E ora tutta l’attenzione è già rivolta all’importantissima sfida di domenica prossima in casa della Reggiana. Chi perde è praticamente fuori dalla corsa al primo posto, ma anche un pareggio servirebbe davvero poco ad entrambe le squadre.

Ore 11.10 – (Gazzettino) […] Ecco il match winner Dettori. «Questi tre punti sono fondamentali per noi. Il mio gol? Sulla sponda di Alfageme ho cercato di calcolare il rimbalzo della palla e data la condizione del campo non era facile. Però ho calciato con decisione ed è andata bene. Comunque il gol era nell’aria, sentivo che l’avremmo fatto da un momento all’altro». De Risio si è rivelato prezioso nel secondo tempo: «Forse abbiamo trovato il gol anche con un pizzico di fortuna, ma la prestazione è stata ancora una volta positiva. Gara dopo gara dobbiamo rimanere lì in classifica, senza preoccuparci di cosa fanno le altre. L’importante è pensare prima di tutto a noi. A Reggio Emilia ci aspetta una partita molto difficile, ce l’andiamo a giocare con la voglia di fare risultato».

Ore 11.00 – (Gazzettino) Sugli spalti poco più di 3.600 persone. «Non vorrei entrare nell’argomento – spiega ai microfoni di Tv7 Triveneta – Ringrazio chi viene a vederci e mi auguro che apprezzi quello che stiamo facendo. Noi non possiamo fare più di così, abbiamo allestito una squadra che sta lottando per il primo posto. Certo, vedere certe cifre di affluenza magari può dare qualche spunto di riflessione a fine stagione. Cosa ci serve? Uno stadio decente. Serve che ci venga data la possibilità di costruire una struttura che accolga la gente, e che non la scoraggi a venire». Poi è il turno di Brevi, che analizza così il match: «Nel primo tempo abbiamo faticato perché abbiamo commesso qualche errore e non siamo riusciti ad andare a prenderli alti. Nella ripresa il Teramo si è abbassato ancora di più, e ci voleva una giocata individuale per sbloccarla. Non era facile, ma siamo stati bravi a crederci. È una vittoria importante dato che non era facile». […]

Ore 10.50 – (Gazzettino) «Sono molto soddisfatto, era importante vincere per restare attaccati a Venezia e Parma. Tutti noi crediamo di potercela giocare fino all’ultima giornata». Sfodera un sorriso smagliante l’amministratore delegato Roberto Bonetto, che poi aggiunge: «Il Teramo è venuto all’Euganeo per portare via un punto, era reduce dal successo nel recupero infrasettimanale, per cui non era da sottovalutare. Ci ha fatto soffrire nel primo tempo perché si è messo tutto dietro, ma nella ripresa abbiamo dimostrato la nostra superiorità». Non manca un accenno alla prestazione di due biancoscudati. «Alfageme ha recuperato velocemente dall’infortunio e ha dato il suo contributo. Neto Pereira è immenso: con il suo ingresso si è accesa la luce».

Ore 10.30 – Le pagelle del Padova (Mattino di Padova, Francesco Cocchiglia): Bindi 6; Cappelletti 6.5, Emerson 6.5, Russo 6; Madonna 7, Mazzocco 6 (De Risio 6.5), Mandorlini 6.5, Dettori 7, Favalli 6.5; Alfageme 6.5 (Berardocco sv), De Cenco 5 (Neto Pereira 6.5).

Ore 10.20 – (Mattino di Padova) Non solo: sempre da ieri quella di Brevi è la miglior difesa del girone B, con appena 21 palloni finiti alle spalle dei portieri Bindi e Favaro (una sola presenza all’attivo per lui sin qui) in 27 giornate, uno in meno della prima della classe e due rispetto alla Reggiana. Eppure, nonostante numeri importanti, non si riesce ancora a rosicchiare nulla dello svantaggio accumulato nei riguardi delle due “corazzate” e si deve faticare ogni volta le proverbiali sette camicie per far pendere il piatto della bilancia dalla propria parte. Anche se stavolta esservi riusciti con tutti i problemi sofferti in settimana accresce i meriti del gruppo, che non ha mai mollato, esibendo personalità e carattere. […] Domenica si va a Reggio Emilia (ore 16.30): è scontro diretto per il terzo posto e per il Padova è un’altra prova-verità prima dei big match di aprile.

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) I punti di distacco dal vertice rimangono sei, ma l’importante era restare lì, agganciati al treno che conta, e non battere colpi a vuoto. Plauso doppio, perciò, alla squadra, che ha abbattuto l’ostacolo con pazienza e tenacia, non mollando mai, anche quando i minuti passavano veloci nella ripresa e il risultato non si schiodava dallo 0 a 0 di partenza. È il sesto 1 a 0 colto da Emerson (capitano per l’occasione) e soci da settembre ad oggi (all’andata con Gubbio e Modena), il quarto nel girone di ritorno (così si è vinto contro Sambenedettese, Maceratese e Mantova), ed è pure il sesto en plein ottenuto in otto partite dopo aver virato la boa di metà torneo, a dimostrazione di come il Padova stia correndo ad una media da promozione diretta più che da playoff, dato che con gli ultimi tre sono adesso 19 i punti introitati in due mesi dal 23 dicembre scorso (data d’inizio del ritorno, appunto).

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Il detto è sin troppo noto: “Veneziani, gran Signori; Padovani, gran Dotori ecc. ecc.”. Poi si potrà disquisire se il “Dotori” va con una sola “t” o, come vuole l’italiano corretto, con due, fatto sta che, in chiave calcistica biancoscudata, si potrebbe ritoccare per una volta con una variante di vocale: la “e” al posto della prima “o”. Ne uscirebbe così un “Padovani, gran Detori”. E non ne sarebbe fiero Francesco “Ciccio” Dettori, 34 anni il prossimo 2 marzo, che con un suo gol – il quarto stagionale, il terzo all’Euganeo – è riuscito a venire a capo, insieme ai compagni, della gara con il Teramo, scorbutica e sofferta quanto basta? Pensiamo proprio di sì, per cui consentiteci di attingere a piene mani alla filastrocca dei popoli veneti per fare la sintesi compiuta della quindicesima vittoria del Padova in campionato, che vale la conferma del terzo posto per gli uomini di Brevi alle spalle della capolista Venezia (passata a San Benedetto del Tronto) e della sua immediata inseguitrice Parma (che ha espugnato il campo di Salò).

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Nella ripresa sono stati decisivi i cambi, con De Risio e Neto Pereira che hanno dato maggiore brillantezza alla fase offensiva. «Siamo stati bravi a crederci. Abbiamo attaccato la porta con più giocatori, mentre De Cenco credo abbia pagato le tante partite ravvicinate e i pochi minuti che ha nelle gambe. La gara si era fatta complicata, si sarebbe risolta solo con una giocata individuale o una palla da fermo, senza dimenticare che loro hanno una grande struttura fisica ed è difficile perforarli su calcio piazzato. Credo, però, che il Teramo abbia pagato la gara di mercoledì scorso con il Pordenone, si è abbassato, noi abbiamo rischiato e siamo stati premiati». Un rischio è stato anche quello di lanciare Alfageme dal primo minuto, nonostante una settimana di lavoro differenziato, e farlo giocare tutti i 93’. Come mai? «Alfageme ha stretto i denti e voglio fargli un plauso pubblicamente. Ringrazio lui, come Altinier e Neto che si sono messi a disposizione nonostante i problemi fisici. Da domani speriamo di poter recuperare tutti gli infortunati». […]

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Sesta vittoria su otto partite nel girone di ritorno, ottava gara delle ultime dieci senza subìre gol, miglior difesa del girone. Eppure la distanza dalla vetta resta immutata. Il Padova vince e convince ancora, provando a restare in scia ad un Venezia che non sbaglia un colpo. Ma, oltre ai tre punti, resta un altro denominatore comune con le precedenti ultime uscite: una buona dose di sofferenza. Dovuta, in quest’ultimo caso, ad un primo tempo giocato un po’ sottotono. Mister Oscar Brevi lo analizza così: «Nei primi 45 minuti abbiamo fatto più fatica perché abbiamo commesso qualche errore di troppo e non riuscivamo ad essere aggressivi. Probabilmente qualcuno ha pagato la stanchezza, non siamo riusciti a prendere il Teramo nella sua trequarti campo ed i nostri avversari si sono dimostrati più dinamici. Quando si scoprivano, avremmo dovuto ripartire meglio».

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) C’è voluto un ex giocatore del Pescara per far cadere il muro del Teramo. Francesco Dettori, con il suo quarto gol stagionale, sicuramente il più importante sinora, ha permesso al Padova di agguantare il quarto successo nelle ultime 5 gare. «Abbiamo avuto qualche difficoltà nel primo tempo contro un Teramo chiuso in difesa», le parole del centrocampista sardo. «Sin lì non era andata benissimo, mentre nella ripresa si sono aperti un po’ gli spazi e siamo stati più bravi a sfruttarli. Questi tre punti per noi sono fondamentali». Finalmente la sua gioia è stata completa: all’Euganeo sinora aveva segnato nell’amaro 1-1 con la Maceratese, e nella sconfitta per 4-3 con il Pordenone. «Non era facile, sulla sponda di Luis (Alfageme, ndr) ho cercato di calcolare il rimbalzo del pallone e viste le condizioni del terreno di gioco non è stato semplice, però ho calciato deciso ed è andata bene. Ma era nell’aria, sentivo che avremmo fatto gol». […] Un’accelerata fattasi ancora più evidente dopo l’ingresso in campo di Carlo De Risio: «Ci abbiamo messo un pizzico di cattiveria in più, una maggior pressione nel cercare il gol, e infatti siamo cresciuti minuto dopo minuto», rileva il mediano abruzzese. «La rete l’abbiamo trovata forse con un pizzico di fortuna, ma la prestazione è stata ancora una volta quella giusta. Io sono contento di essere tornato dopo tanto tempo trascorso ai box: ero convinto che sarei guarito, non ho mollato e mi sono allenato sempre bene».

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