Live 24! Sambenedettese-Padova, il giorno dopo: una vittoria storica, tutta da godere…

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Ore 21.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Il suo duello a distanza con l’altro grande vecchio, il quarantenne Cristiano Lucarelli, è stato tutto da gustare. Peccato che alla fine l’ottima prestazione sia valsa solo una soddisfazione platonica per Maurizio Domizzi, capitano e leader furioso di un Venezia per la prima volta al tappeto. «Il paradosso è che sabato, pur avendo tenuto più del solito in mano il gioco, ed essendo migliorati nel fraseggio, abbiamo perso spiega il 37enne romano Nel bene o nel male questa è la Serie B, siamo all’inizio: non dobbiamo guardare la classifica, ma solo lavorare a testa bassa». Il Venezia dopo aver mantenuta inviolata la propria porta per i primi 488′ del campionato, ha di fatto perso 5 punti tra Avellino e Parma incassando due gol quasi in fotocopia da calcio d’angolo. «È presto per dire se c’è un problema, questo eventualmente lo sapremo dopo 10-12 partite, oggi come oggi si tratta solo di un gol preso senza motivi particolari. In allenamento dobbiamo insistere e pian piano miglioreremo. Non scordiamolo, questo Venezia è una squadra abbastanza nuova, nella quale in tanti non hanno giocato molto in Serie B». […] Ore 21.10 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Persa l’imbattibilità il Venezia è subito chiamato a guardarsi dentro per uscire da una situazione sicuramente delicata. A preoccupare non è solo il ko, contro un Parma capace di capitalizzare al meglio la sua unica palla-gol, quanto la cronica sterilità offensiva tre reti di cui una su rigore in 6 giornate del team di Pippo Inzaghi. Eppure la prova di due giorni fa è stata per molti versi la più positiva finora, opinione non condivisa dal patron Joe Tacopina che ha bocciato il gioco del Venezia. «Rimaniamo uniti e fiduciosi raccomanda il ds Giorgio Perinetti Il presidente non è abituato a perdere e sente molto la partita. Le sue critiche sono stimoli per migliorare, sappiamo che dobbiamo fare meglio. In B purtroppo capita anche di perdere, il Parma stesso è una corazzata che non ha badato a spese ma veniva da 3 ko. Guai ad abituarsi alla sconfitta, però occorre anche accettarla». Il ds è concorde con Inzaghi nel valutare positivamente la prestazione. «Quella di sabato sinceramente quella giocata meglio, dispiace aver subito come ad Avellino un gol sugli sviluppi di un corner. La palla l’abbiamo tenuta sempre noi in avanti, è mancato solo il del gol che avremmo potuto trovare sia nel primo sia secondo tempo». […] Ore 20.50 – (La Nuova Venezia) È senza dubbio l’uomo di questo inizio stagione del Venezia. Marcello Falzerano macina chilometri su chilometri su quella fascia destra, quasi da lasciare i solchi quando arriva il novantesimo. Su e giù facendo la spola tra attacco e difesa, mai domo e sempre propositivo. Prova anche a tirare in porta, a volte, e il suo lavoro, anche senza palla, è encomiabile. Un folletto, insomma. Sabato, dopo il primo stop in campionato con il Parma, l’esterno ha ricevuto i complimenti dal presidente Joe Tacopina, il quale ha invitato gli altri giocatori a prenderne esempio dal tornante campano e a supportarlo nella sua azione. «È difficile commentare la gara dell’altro ieri» spiega Falzerano «perché il Parma non ha mai tirato in porta e siamo stati puniti su un’azione d’angolo. Poi loro sono stati bravi a subire poco. Certo, alla fine conta il risultato ma c’è tanta amarezza per com’è finita. Non dobbiamo buttarci giù, dobbiamo lavorare e migliorare le nostre lacune, perché sappiamo di avere dei limiti». Dunque niente sfortuna o cose del genere per il laterale arancioneroverde, elogiato in sala stampa dall’avvocato americano. «Mi fanno piacere le sue parole» continua «ma anch’io devo migliorare. È evidente che a noi manchi qualcosa con tre reti fatte (di cui due su calci da fermo, ndr) in sei gare: sono convinto che troveremo presto la strada giusta». […] «Più che l’assetto tattico» continua Falzerano «dobbiamo essere più convinti e fiduciosi. Viviamo un periodo dove l’azzecchiamo poco ma sappiamo non è sfortuna». […] Ore 20.30 – (La Nuova Venezia) «Resta l’amarezza per una sconfitta immeritata, ma da questa partita la squadra deve prendere ancora più consapevolezza del suo potenziale». La delusione del sabato, l’analisi della domenica, Giorgio Perinetti non è soddisfatto del risultato, non della prestazione del Venezia contro il Parma. «La prestazione c’è stata» osserva il direttore sportivo del Venezia, «forse non abbiamo sfruttato al meglio nel primo tempo le chance create sulla fascia destra, in area dovevamo portare qualche elemento in più a finalizzare i cross. Poi abbiamo subito gol su calcio d’angolo, su azione non lasciamo nulla agli avversari, tanto è vero che Audero non ha fatto una parata in tutta la partita. Ci è stata fatale, come ad Avellino, una disattenzione su palla inattiva, ma il Venezia ha poi schiacciato il Parma nella sua metà campo. Ha tenuto sempre il match sotto controllo, dall’inizio alla fine, neutralizzando il Parma che non nasconde le ambizioni di lottare per la Serie A, mentre il Venezia ha altri obiettivi». Sette punti in sei gare, con quattro pareggi, solo tre reti realizzate e ancora a secco al Penzo. «Io dico che siamo sulla strada giusta per tenere il campo contro qualsiasi avversario» spiega il direttore sportivo «questa sconfitta non deve toglierci quelle certezze che avevamo acquisito nel tempo e che abbiamo confermato anche con il Parma, una gara nella quale non sono mancate le occasioni da rete». […] Ore 20.00 – (Gazzettino) La rete al Frosinone, alla seconda giornata, non aveva fruttato nemmeno quel punticino che il Cittadella si sarebbe portato a casa volentieri, quella di sabato a Empoli ha regalato la vittoria. Gianluca Litteri è tornato a far sentire il peso dei suoi gol, e il Cittadella aveva quantomai bisogno di ritrovare il suo attaccante più prolifico degli ultimi tre campionati per puntare stabilmente alla parte sinistra della classifica, quella auspicata da Roberto Venturato. […] Ed ecco a Empoli la giocata vincente sul tiro strozzato di Kouame diventato l’assist perfetto. «È arrivato il gol – racconta – sono contento. Non mi è mai venuta meno la serenità in questo periodo, al Castellani mi sono fatto trovare al posto giusto nel momento giusto. È quello che conta per un attaccante». Curiosamente i due gol stagionali di Litteri sono arrivati entrambi in trasferta. Adesso è ora di raccogliere i primi abbracci dei tifosi del Tombolato. «Speriamo al più presto, magari già con l’Entella. La cosa più importante è che vinca il Cittadella, abbiamo dato continuità al successo del turno infrasettimanale, bene così». […] Litteri è tornato al gol, per contro la difesa del Cittadella non ne prende da due turni: un altro significativo passo in avanti. «Siamo migliorati molto nella fase difensiva, al Castellani ci ha dato una grossa mano Paleari con un paio di grandi interventi, gli ho fatto i complimenti. È la dimostrazione di un grande gruppo, dove tutti si fanno trovare pronti». […] Ore 19.40 – (Mattino di Padova) Lì davanti va così. Ci sono giorni in cui potresti provarci da mattina a sera senza che la palla entri mai, come era successo martedì scorso con il Cesena, e altri in cui basta mezza occasione e, tac, la butti dentro, come sabato a Empoli. Nessuno che ne sappia di calcio si è, però, mai sognato di mettere seriamente in discussione Gianluca Litteri, neanche nelle tre giornate a digiuno di gol, perché pochi attaccanti in Serie B sanno aprire spazi per i compagni come fa lui e tenere costantemente in apprensione le difese avversarie. «È arrivato il gol e sono contento», afferma ora il bomber del Cittadella. «Negli scorsi giorni ho solo cercato di restare sereno il più possibile. E al “Castellani” sono stato anche un po’ fortunato perché, sul tiro di Kouamé, mi sono trovato al posto giusto al momento giusto». Siamo a due centri in questo campionato, entrambi in trasferta… quando si sbloccherà anche al Tombolato? «Speriamo al più presto, magari già con l’Entella nel prossimo incontro. Quello che conta è vincere, al di là del fatto che segni o non segni io, e dare continuità ai risultati positivi». […] Negli ultimi minuti in cui è rimasto in campo, sabato, si è visto che aveva dato fondo a tutte le energie a disposizione. Il Litteri di oggi ha già raggiunto la miglior condizione? «Avevo giocato per 90 minuti appena tre giorni prima con il Cesena e a Empoli la fatica si è fatta sentire, tant’è che nel finale ho accusato un accenno di crampi. Ma ci può stare, dopo due partite così ravvicinate. Onestamente mi sento abbastanza brillante». […] Ore 19.10 – (Il Piccolo) […] Demiro Pozzebon commenta così l’amara sconfitta di Portogruaro: «Ci siamo rimasti male, avevamo disputato una buona partita che si era messa male ma eravamo riusciti a recuperare. Nel finale ci ha penalizzato quella disattenzione e abbiamo perso punti importanti».Resta l’ottimismo nonostante questa sconfitta amara?«Secondo me abbiamo fatto una buona gara. Nel primo tempo indubbiamente abbiamo sofferto le iniziative e i cambi di gioco del Mestre, nella ripresa invece ci siamo sistemati bene in campo ed eravamo più aggressivi sull’avversario. Peccato per quella disattenzione su un pallone buttato lì a caso». […] Dopo queste prime quattro partite quale idea si è fatto su quello che potrà essere il campionato della Triestina e sui valori in generale del torneo? «Io questo campionato lo conosco abbastanza bene avendoci giocato negli ultimi anni. Puoi vincere e perdere con chiunque e non esiste ad esempio una squadra ammazza-campionato. Bisogna preparare partita per partita, concentrarsi sempre sull’impegno che si va ad affrontare, a cominciare dal martedì. Episodi come quello di oggi in pieno recupero sono situazioni che possono capitare a noi come alle avversarie, spesso a dettare i risultati sono gli episodi. Dobbiamo stare sul pezzo».
Ore 18.50 – (Il Piccolo) La prima in panchina tra i professionisti di Nicola Princivalli è guastata dall’episodio del rigore nel recupero. Il rigore e il conseguente punto perso al “Mecchia” non distolgono l’attenzione dell’allenatore della Triestina (al posto dello squalificato Sannino) da una analisi schietta e lucida sulla prova offerta. «Quando prendi gol a venti secondi dalla fine è normale ci sia l’amaro in bocca. Peccato essere qui a recriminare visto che eravamo riusciti a raddrizzare una partita complicata. Ci aspettavamo questo tipo di partita, il Mestre lo conoscevamo bene dopo averlo affrontato tante volte nell’ultimo anno. Ci aspettavamo delle difficoltà, il primo gol è stata una ingenuità nostra, poi la nostra bravura è stata quella di non mollare e lo conferma il gol del pareggio che avevamo trovato al quarantesimo del secondo tempo. Poi è arrivata un’altra ingenuità su una loro ripartenza e in questa categoria vieni punito, ci sono giocatori di qualità e non ti perdonano. E’ andata così – sospira Princivalli – la squadra che vince merita, e ha vinto il Mestre».  […] Le ultime due partite indicano una sofferenza superiore di fronte a squadre che fanno dell’agonismo la loro arma principale.«Ne parlavamo in spogliatoio con i ragazzi, se prendiamo a riferimento SudTirol e Mestre sono due squadre fisiche che corrono e le abbiamo sofferte. Bisogna trovare delle soluzioni presto, non saranno le uniche squadre che faranno del dinamismo e della velocità la loro forza. Cercheremo le soluzioni per cercare nel prosieguo del campionato di sopperire a queste difficoltà. Qui a Mestre siamo stati meno cattivi nel primo tempo e sulle seconde palle, gli avversari arrivavano prima. E’ una caratteristica del Mestre, vero. Ma questo non basta a motivare e giustificare i nostri ritardi». […] Ore 18.30 – (Il Piccolo) Prima o poi succede di perdere. Ma perdere come è successo alla Triestina a Portogruaro, esilio forzato del Mestre, fa male. L’1-1 (prima Sottovia, poi Pozzebon) quasi meritato sembrava cosa fatta nel paludoso Mecchia a 2′ dallo scadere dei sei minuti di recupero. Ma l’Unione, molto imprecisa in tutto l’arco della gara, è stata capace di perdere un pallone a centrocampo, subire una verticalizzazione verso Bussi. E la sterzata del muggesano in area, dove c’erano tre difensori, ha trovato la gamba ingenuamente protratta di Codromaz. Rigore tanto ingenuo quanto sacrosanto nonostante un sospetto di fuorigioco. Calcio secco di Spagnoli e prima sconfitta in campionato degli alabardati. Ma perché dopo la goleada di Ravenna, nella prima sfida lontano dal Rocco, alla seconda occasione la Triestina è caduta? L’avversario di ieri è di quelli tosti. Buona organizzazione e tanta corsa. Proprio le caratteristiche più ostiche alla Triestina manovriera. Ma appunto di quell’Unione votata al gioco al Mecchia non si è vista nemmeno l’ombra. Nonostante il pareggio prezioso fosse vicinissmo. Fasce laterali senza propulsione, poco pressing e Mestre sempre pronto al recupero delle palle vaganti, tanti passaggi elementari sballati e il tutto condito da una serie di ingenuità compresa quella sul primo gol subito. Se a questo si aggiunge che la Triestina, guidata ieri da Princivalli con Sannino a scalpitare quasi inerme in tribuna, non ha saputo costruire quasi nessuna palla-gol ecco che il risultato è una logica conseguenza divenuta però realtà a causa di una sciagurata disattenzione nel recupero di tutta la squadra e non solo di Codromaz. Con il Mestre, così come era successo con il SudTirol, la Triestina ha fatto più fatica del lecito. Sono squadre di C senza velleità e su questo Sannino deve far riflettere i giocatori. L’Unione è stata costruita con un buon tasso tecnico ma non tale da potersi permettere di lasciare la concentrazione nello spogliatoio. […]

Ore 18.10 – (Gazzettino, edizione di Venezia) La prima vittoria al Mecchia fa riecheggiare le grida d’entusiasmo negli spogliatoi. «Non poteva girare sempre male ha esordito Marco Beccaro siamo soddisfatti per questa vittoria che abbiamo conquistato con il cuore. La squadra ha avuto sempre tra le mani il pallino del gioco dando prova di grande forza e carattere. È stata una grande prestazione. Anche nelle altre partite abbiamo giocato bene, poi non erano arrivati i tre punti anche per un pizzico di sfortuna. Adesso godiamoci la vittoria: da martedì testa al prossimo avversario». Dario Sottovia, invece, fa quasi il guascone quando parla della sua prodezza balistica con la quale nel primo tempo era stato sbloccato il risultato. «Mi sono sorpreso anch’io ha dichiarato sorridendo ho visto il portiere fuori dei pali e ci sono andato d’istinto. Mi è andata bene. Sinceramente non ho visto neanche la palla entrare, ma dopo aver scavalcato il portiere mi son detto che quel pallone non poteva uscire e fortunatamente ho avuto ragione». […]

Ore 17.50 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Con una faccia quasi stravolta mister Mauro Zironelli si presenta davanti ai cronisti. Frutto del tanto esultare per una vittoria acciuffata all’ultimo respiro, dopo aver respirato pochi minuti prima l’odore dell’ennesima beffa. Ci voleva, non c’è dubbio, dopo qualche polemica di troppo per la sconfitta di Fermo. E il tecnico non le manda a dire. «Molti di questi ragazzi sono alla prima esperienza in Serie C ha dichiarato da parte di tutti bisogna che ci sia un po’ di pazienza nei loro confronti. Non possiamo caricarli di troppe responsabilità, devono essere supportati». Venendo a commentare un match che nel finale ha visto uno stillicidio di emozioni, Zironelli lo fa in un modo che trasmette tutto il sollievo per aver finalmente infranto il tabù del Mecchia. «Ebbene sì, mi sarebbe dispiaciuto non sapete quanto. Semplicemente per il fatto che abbiamo disputato una grande partita dimostrandoci aggressivi e tenaci. In altre parole superiori a loro dal punto di vista agonistico. Potevamo anche chiuderla prima, invece, abbiamo subito quel gol proprio nell’unica disattenzione della partita. A quel punto sembrava andata, ma i ragazzi sono stati fantastici». […]

Ore 17.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) In una partita emotivamente sentita come non mai, non ultimo per il sonoro poker subito al Rocco in Coppa Italia che ne ha significato l’uscita di scena, gli arancioneri di mister Zironelli hanno finalmente conquistato i primi tre punti casalinghi del campionato, sfatando quello che ormai stava diventando una sorta di tabù. E dire che anche questa volta, al 40′ della ripresa, quando l’alabardato Pozzebon, riprendendo una respinta di Gagno sulla precedente conclusione di Acquadro, aveva momentaneamente impattato il vantaggio capolavoro di Sottovia realizzato alla mezz’ora del primo tempo, su Portogruaro sembravano scese le streghe. Ma il Mestre non ha mollato, ha reagito con determinazione e rabbia andandosi a prendere la vittoria proprio all’ultimo assalto, quando Bussi è stato steso in area nel mentre si stava involando verso la porta avversaria. Rigore ineccepibile che Spagnoli ha trasformato facendo esplodere il Mecchia e mettendo così a tacere qualche polemica di troppo venuta ad accendersi nel corso dell’ultima settimana dopo la sconfitta di Fermo. […]

Ore 17.10 – (La Nuova Venezia) Aria di festa nello spogliatoio arancionero. E non solo perché è stato sfatato il tabù del “Mecchia” ma perché la vittoria con la Triestina ha dato morale e per i giocatori ha sempre un sapore diverso. Il primo a parlare è Beccaro, uno dei migliori in campo. Dai suoi piedi sono partiti i palloni migliori per le giocate di Neto e Sottovia, senza considerare il gran lavoro a tutto campo. «Abbiamo giocato una grande partita. Non poteva andarci sempre male e abbiamo finalmente recuperato i punti persi nelle altre gare ma davvero abbiamo giocato benissimo. Siamo sempre arrivati per primi sulle seconde palle e abbiamo provato a tirare anche un po’ di più da fuori. Il presidente aveva detto che non avevamo nemmeno una media salvezza dopo la sconfitto di Fermo ma era solo un modo per caricarci e contro la Triestina abbiamo dimostrato tutto anche perché per noi non era certo una partita come le altre». Ecco Sottovia, che ha sbloccato la partita con uno splendido pallonetto. «Devo dire la verità. Non ho nemmeno visto entrare la palla. Ci ho provato ed è andata bene. Bel gol sinceramente non lo nego ma è stato un colpo istintivo. O entrava o usciva a quel punto ma poi ho sentito le urla dei compagni e ho capito che avevo segnato. Se sbagliavo? Pazienza. Avrei segnato dopo. Quando hanno pareggiato ho masticato amaro. Non poteva succedere di nuovo di essere ripresi alla fine ma per fortuna qualcuno ha rimediato». […]

Ore 16.50 – (La Nuova Venezia) […] Di tutt’altro colore il viso di Zironelli, a dir poco raggiante. «Mi sarebbe dispiaciuto fosse finita in pareggio. Sarebbe stata l’ennesima beffa ma oggi tutti i ragazzi sono stati grandissimi. Abbiamo dominato dal 1′. Tre quarti della squadra è nuova della categoria eppure nessuno dei nostri avversari ci ha mai preso a pallonate e i ragazzi, con fame e cattiveria, stanno dimostrando, dopo tanta gavetta, che meritano la Serie C. Bussi e gli altri entrati in corso hanno dato la spinta giusta anche su un campo pesante. Mi dispiace per le altre volte per le ingenuità ma era uno scotto da pagare ma a me interessa che la mia squadra giochi al calcio e siamo sereni. Ci saranno difficoltà ma resteremo sempre sereni e convinti delle nostre qualità. È entrato bene in partita Pozzebon e come lui Bussi che ha procurato il rigore. Sarebbe stato brutto pareggiare dopo che comunque in quattro partite su cinque abbiamo dominato. I ragazzi hanno fatto cose straordinarie e anche l’entrata dalla panchina di gente come Kirwan o Zecchin ha rialzato il ritmo portandoci alla vittoria. Sembrava che in campo fossero entrati dei leoni».

Ore 16.30 – (La Nuova Venezia) Alla fine arriva la prima vittoria in casa. Ma che paura. Dopo aver dominato ed essere andato in avanti il Mestre rivive il solito incubo di essere recuperato nel finale ma, in pieno recupero, il rigore di Spagnoli regala al Mestre una gioia più che meritata. Stadio “Mecchia” quasi esaurito per la partitissima con la Triestina. In palio più dei tre punti ma quasi una rivalsa di una squadra verso l’altra. È dallo scorso anno che arancioneri e alabardati si danno battaglia e la rivalità anche tra le due tifoserie è quasi palpabile. Da Trieste sono arrivati in 280 per sostenere i ragazzi guidati in panchina da Princivalli al posto dello squalificato Sannino. […]

Ore 16.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Man of the match non può essere che lui, Dejan Danza. Quello che non era nemmeno stato inserito da nessuno nell’ipotetica probabile formazione alla vigilia. Colucci lo teneva in serbo come una preziosa sorpresa. E sorpresa è stata, soprattutto per i diavoli di Teramo. Gli si legge la felicità negli occhi: una doppietta all’esordio al Bottecchia. «È andata bene sorride Dejan -. Anche perché rivela non sono un goleador. Farne due è una festa. Speriamo di diventarlo in neroverde». […]

Ore 15.40 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) […] Forse il meno entusiasta del successo è Leo Colucci. «A volte preferisco fare 0-0 che vincere subendo due gol come quelli che abbiamo preso. Dopo il 3-0 abbiamo perso concentrazione. Succede in A, può capitare anche a noi». Era successo pure a Bassano dopo il 2-0. Questa volta l’avversario non ha completato la rimonta. «Garantisco che non succederà più. A parte qualche black-out, devo fare i complimenti ai ragazzi che dimostrano voglia di migliorarsi giorno dopo giorno. L’impiego di Danza? Una sorpresa per voi, non per me. L’ho visto bene in settimana e ho deciso di metterlo dentro da subito. Bravo Dejan, che si è fatto trovare pronto». Soddisfatto per il primato? «Non guardo la classifica. Noi giochiamo una gara per volta. Se a 5 partite dalla fine saremo ancora in corsa proveremo ad accelerare, ma ci sono molte squadre più attrezzate di noi». […]

Ore 15.20 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Ramarri primi e soli. Stefani e compagni esorcizzano i diavoli abruzzesi e, approfittando del pareggio (1-1) fra Vicenza e FeralpiSalò, guardano tutti dall’alto. Conta poco alla quinta come sottolinea Leo Colucci a fine gara -, ma il primato fa salire alle stelle l’entusiasmo del popolo neroverde. Il successo porta la firma di Dejan Danza, l’uomo che meno ti aspetti. Il 22enne capelluto, ex Pro Vercelli, non era nemmeno nell’ipotetica formazione iniziale. Colucci l’ha preferito a Lulli e Dejan l’ha ripagato smorzando le velleità degli abruzzesi già al 9′ e spegnendole definitivamente al 78′, dopo che Ilari aveva provato a rendere meno scontato il finale. Fra le due firme di Danza sono arrivati anche i gol di Gerardi e Sainz-Maza a illuminare l’uggioso pomeriggio di fine settembre per i 1100 accorsi ugualmente al Bottecchia. Molti sugli spalti si sono scambiati sguardi dubbiosi quando Dejan è uscito dal tunnel al posto di Lulli, chiamato a completare il centrocampo neroverde insieme a Burrai e Misuraca. Solita la difesa con Formiconi, Stefani, Parodi e De Agostini davanti a Perilli. In attacco Ciurria e Sainz-Maza a supporto di Gerardi. Asta, un po’ presuntuosamente, ha iniziato con un 4-3-3 che prevedeva Bacio, Foggia e Tulli in prima linea. […]

Ore 15.00 – (Messaggero Veneto) Alla fine anche Leonardo Colucci lo ammette: «Siamo una squadra forte». Il tecnico del Pordenone è felice per la vittoria sul Teramo e per i tre gol realizzati nel primo tempo, segnale indiscutibile del valore del suo gruppo. «Finire la frazione con quel punteggio fa capire le nostre qualità e la nostra voglia di vincere», afferma il trainer, che approfitterà dei due giorni di riposo concessi alla squadra per tornare a casa a Cerignola.«Devo fare i complimenti ai ragazzi – attacca l’allenatore – perché ho chiesto di partire a tutta e loro l’hanno fatto e pure bene. Questo successo è importante perché dà morale e convinzione nei propri mezzi anche se devo dire che i due subiti non mi sono piaciuti. A volte un tecnico preferisce uno 0-0 che a una vittoria per 4-2: ci sta avere un calo di reazione dopo un 3-0, ma al contempo posso assicurare che non accadrà più una cosa simile. A ogni modo – continua Colucci – mi congratulo col Teramo perché è venuto a giocarsi a viso aperto la partita. Noi siamo stati bravi a giocare tra le linee e ripartire». […] Felicissimo Dejan Danza, assoluto protagonista della gara con le due segnature. «È andata bene, anche se sono contento per la vittoria oltre che per i miei gol – attacca la mezzala di Rovigo -. La prima rete? Sono stato bravo a leggere la traiettoria della palla e ad anticipare il portiere. Per quanta riguarda il mio match posso dire che un giocatore deve sempre farsi trovare pronto». […]

Ore 14.40 – (Messaggero Veneto) Torna alla vittoria, resta solo al comando, trova due gol di un esordiente da titolare (Danza) e riesce pure a far debuttare un po’ tutti i giocatori che scalpitavano. E, ritrovato Berrettoni (ieri in panchina dopo 5 mesi di stop), ha ancora un’importantissima carta da giocarsi. Un avvio di stagione del genere – mettiamoci anche l’immacolato cammino in Tim cup – Leonardo Colucci non l’avrebbe potuto vivere neppure nel più gioioso dei sogni. Ma è tutto vero: Pordenone superlativo, poker al Teramo e primato assoluto in classifica, grazie al pareggio del Vicenza con la FeralpiSalò, prossima rivale e test severissimo per i neroverdi. Da record. Tredici punti in cinque partite, due persi in quel di Bassano, contro una squadra accreditata a lottare per il vertice, peraltro dopo avere avuto due gol di vantaggio. Ecco, se proprio si vuole cercare il pelo nell’uovo, un difetto del Pordenone è forse il fatto di rilassarsi nel momento in cui si trova largamente in vantaggio. Era successo al Mercante, è successo ieri contro gli abruzzesi, anche se in questo caso le due reti subite, causa altrettante distrazioni, sono decisamente meno pesanti. La novità. Al cospetto del Teramo, Colucci conferma il suo modulo prediletto, ma nell'”albero di natale” c’è una sorpresa: Dejan Danza a centrocampo assieme a Burrai e Misuraca. Davanti Sainz-Maza al posto di Martignago con Ciurria, a supporto del centravanti Gerardi. […]

Ore 14.20 – (Messaggero Veneto) Ragazzi che autorevolezza! Con un primo tempo da incorniciare, il Pordenone annienta un malcapitato Teramo che per i primi quarantacinque minuti avrebbe dovuto avere, come si suol dire, un altro pallone per poter giocare. Nulla ha inciso la pioggia scosciante e il terreno pesante che avrebbero potuto incanalare la gara sulla bagarre fisica con i relativi rischi connessi. E invece i ragazzi di Colucci con il piglio di chi sa di poter far valere la propria qualità, hanno cominciato a tessere trame di assoluto spessore tecnico fatte di giro palla in velocità e improvvise verticalizzazioni. Trame che dopo cinque giornate di campionato cominciano a dare una specifica fisionomia ai ramarri di questa stagione con il lavoro del tecnico Colucci sempre più evidente anche nel percorso di crescita dei singoli giocatori. Nella ripresa solo due errori dovuti ad un calo di concentrazione hanno consentito agli abruzzesi di contenere il passivo.Una giornata da incorniciare anche per il contestuale pareggio del Vicenza con la Feralpi che ha determinato il primo posto in solitaria dei neroverdi. […] Al netto di un campionato ancor tutto da disputare e di ogni legittimo gesto di scaramanzia del popolo neroverde, il Pordenone sembra poter avere tutte le carte in regola per centrare il grande traguardo della serie B.

Ore 13.50 – (Gazzettino) Il tecnico Franco Gabrieli prova a spiegare i motivi della debacle della sua squadra: «Abbiamo avuto sullo 0-0 il rigore sbagliato e un’altra palla gol, se andavamo in vantaggio magari vedevamo una partita diversa, anche se i se e i ma nel mondo del calcio non esistono. Ma è anche vero che siamo una formazione molto giovane e con un gol fatto i giovani si possono galvanizzare, mentre con uno subìto a volte ti cade il mondo addosso. Ma questo non deve essere un alibi e per questo dobbiamo crescere velocemente se vogliamo giocare in queste categorie». L’Arzignano ha fatto la differenza soprattutto sulle fasce. «Non abbiamo lavorato bene sulle catene. Penso che dovevamo raddoppiare sulle corsie esterne e non lo abbiamo fatto, anche se lo sapevamo, visto che li avevamo già incontrati in coppa Italia e ci eravamo preparati. Bisogna poi anche considerare che l’Arzignano è un’ottima squadra, strutturata per vincere il campionato». […]

Ore 13.40 – (Mattino di Padova) Lo 0-3 incassato in casa dall’Abano fa suonare il campanello d’allarme. A discolpa dei neroverdi c’è soltanto il valore dell’avversario di giornata, un Arzignano Valchiampo che ha dalla sua fisicità, qualità e numeri da top della categoria. Per il resto, i ragazzi di Gabrieli, complice qualche errore di troppo in fase difensiva, possono soltanto battersi il petto per essere riusciti a disfare un match inizialmente (quasi) in discesa. Dopo 8 minuti, infatti, l’arbitro concede un rigore ai padroni di casa: punizione dalla sinistra di Rampin, Odogwu si piazza fra la palla e Cecconello e impatta con il braccio. Dal dischetto Franceschini tenta la botta all’angolino ma si fa intercettare il tiro da Dani. Questo episodio fa scuotere l’Arzignano che si fa vedere dalle parti di Belogravic con un tiro-cross di Raimondi, smanacciato alla meno peggio dall’estremo di casa. Tuttavia, il vantaggio dei giallazzurri non tarda ad arrivare: al 13′, infatti, una discesa sulla sinistra di Scandilori propizia il tap-in di Ferretti. […] Manco a dirlo, il raddoppio giunge alla mezz’ora grazie a una discesa di Toso sulla destra che, complice uno svarione difensivo, diventa preda facile per l’accorrente Raimondi. […] Nei primi minuti della ripresa gli aponensi non sfigurano pur non riuscendo ad insidiare la porta avversaria. Arriva così il tris dell’Arzignano favorito dall’ennesimo svarione della retroguardia che Raimondi, su assist di Toso, sfrutta con la consueta furbizia. […]

Ore 13.20 – (Gazzettino) Una grande delusione che sfocia quasi in rabbia, quella palesata nel dopo gara dal tecnico Florindo che si morde le mani per il gol del 3-2, subito a pochi minuti dalla fine, a causa di un errato disimpegno in fase di ripartenza. «Perdere una partita in questo modo mi fa arrabbiare tantissimo, perché dopo la prima mezz’ora in cui la Virtus ha avuto il predominio, noi abbiamo avuto un’ottima reazione ed eravamo riusciti a recuperare il risultato, sfoderanno una prestazione di qualità». «Il pareggio – continua l’allenatore – sarebbe stato il giusto risultato per come si è sviluppata la gara. Purtroppo, quella veronese è un’ottima squadra, cinica e in grado di punirti appena le lasci mezzo spiraglio, come capitato a noi in occasione del terzo gol, quando ci siamo fatti soffiare palla mentre ripartivamo. È brutto vanificare così una settimana di lavoro».

Ore 13.10 – (Mattino di Padova) Sfuma in piena zona Cesarini il sogno dell’Este di fermare la Virtusvecomp. Un vero peccato considerato la prestazione di grande caratura, soprattutto nella ripresa, di Munaretto e soci. Già perché l’Este, dopo una prima frazione di gara timida, nella ripresa si è trasformatop, gettando il cuore oltre l’ostacolo fino ad arrivare ad agguantare, per la seconda volta il pari. Peccato per la distrazione finale, l’incapacità d’arginare un contropiede quando ormai i padroni di casa sembravano sulle gambe: sul tocco di Alba a centro dell’area si è materializzato il diciottenne Goh, scuola Juventus, con un sinistro al fulmicotone che non ha lasciato scampo a Lorello. Una vera beffa per i ragazzi di Florindo che già iniziavano a pregustare la soddisfazione per un punto d’oro. Invece Rondon e compagni ritornano a casa con un pugno di mosche in mano e solo la soddisfazione di aver dimostrato di avere numeri e potenzialità per risalire la china. A guidare il manipolo di ragazzini padovani il profeta Florian, autore di una doppietta d’autore e in grado da solo di mettere paura alla granitica retroguardia veronese.Un incontro che è subito apparso in salita per l’Este succube delle giocate di Danti. […]

Ore 12.50 – (Gazzettino) L’allenatore biancorosso Gianfranco Fonti analizza così il risultato della sfida di Montebelluna: «È un pareggio che lascia amarezza perché è arrivato nel finale quando eravamo in undici contro dieci, e se non chiudi le partite alla fine può capitare di prendere il gol. Abbiamo avuto un paio di opportunità per andare sul 2-0, invece la gara è rimasta aperta. E sugli sviluppi di una rimessa laterale battuta lunga può succedere sempre di tutto, ed è quello che è avvenuto». Anche se su Daniel Beccaro nell’occasione c’era forse un fallo. «Per me era un mezzo fallo, perché lui su quelle palle non sbaglia mai il tempo, invece qualcuno l’ha spostato. Però, ripeto, eravamo in superiorità numerica e dovevamo avere la capacità di chiudere la partita. Anche perché il Montebelluna aveva speso molto e Aliù ha avuto la palla buona per andare sul 2-0. Purtroppo non è successo, pazienza. Guardiamo avanti». […]

Ore 12.40 – (Mattino di Padova) Il Campodarsego tiene in pugno quasi tutta la gara, quasi perché non ha tenuto conto del cuore del Montebelluna che raccoglie un punto pesante per la salvezza, mentre il mezzo passo falso del Campodarsego mantiene invariata la distanza dalla testa della classifica. […] Al 26′ Aliù si ritrova a tu per tu con Milan, quest’ultimo esce dai propri pali per marcare stretto l’avversario fino a quando è quasi costretto ad atterrarlo: arriva la seconda ammonizione per Milan, dopo la prima per proteste, e quindi l’espulsione. Calcio di punizione dai 25 metri, tra le linee di area e laterale a sinistra del neoentrato Farina. Al 27′ calcia Radrezza, incornata di Leonarduzzi e rete infranta all’altezza del secondo palo. Il Campodarsego cerca il secondo gol ma il cuore del Montebelluna è più forte: al 34′ Perosin calcia una punizione centrale dai 40 metri, sbuca la testa di Nchama ma Cazzaro fa una super parata e con la mano mette sopra la traversa, salvando momentaneamente il risultato. Ma il pareggio è solo questione di tempo: al 41′ in area si crea una mischia e nella confusione la spunta Fantinato. Il Campodarsego non ci sta e prova a riprendersi la gara, il Montebelluna non demorde e il risultato non cambia. […]

Ore 12.10 – Le pagelle del Padova (Gazzettino): Bindi 6.5; Madonna 6, Cappelletti 7, Trevisan 6.5, Contessa 6; Mandorlini 6 (De Risio 6), Pinzi 6.5, Pulzetti 6 (Serena sv); Belingheri 6 (Candido 5.5); Guidone 6 (Russo sv), Capello 6 (Chinellato 5.5).

Ore 12.00 – (Gazzettino) Per il Padova un avvio di gara con il piede nell’acceleratore sulla falsariga della precedente sfida all’Euganeo: squadra aggressiva e corta, abile a evitare le ripartenze dei rapidi attaccanti di casa e pronta a pungere in avanti con tre buone occasioni nei primi dieci minuti. […] Arriva così la rete di Cappelletti che sovrasta Mattia in elevazione e supera Aridità su corner battuto da Contessa. Nulla di casuale dato che in settimana Bisoli aveva sottolineato la necessità di sfruttare al meglio i calci d’angolo, lavorando parecchio su questo fronte in allenamento. La reazione della Samb non impensierisce più di tanto il Padova, salvo un’incursione con tiro a fil di palo di Vallocchia. E la squadra può così festeggiare un successo che dà ulteriore senso alla precedente prova positiva nel derby.

Ore 11.50 – (Gazzettino) Sono tre punti pesantissimi quelli che il Padova ottiene a San Benedetto del Tronto, sfatando il tabù dello stadio Riviera delle Palme – mai espugnato in precedenza 55 anni di sfide e lanciando un chiaro segnale alle concorrenti. Solidità, capacità di soffrire e poi di colpire nel finale fanno la differenza a favore dei biancoscudati, con l’incornata vincente nel finale di Cappelletti su azione d’angolo a decidere una gara ben giocata fino all’intervallo e di maggiore sofferenza nella ripresa. Bisoli conferma l’undici sceso in campo nel derby con il Vicenza, preferendo in avanti Capello a Chinellato. Nei padroni di casa Moriero schiera un centrocampo giovanissimo, con il trio Gelonese, Bove, Vallocchia 61 anni messi insieme e con gli esperti Di Cecco, Bacinovic e Damonte lasciati in panchina.

Ore 11.40 – (Gazzettino) È il turno del match winner, Cappelletti: «Sono contento, era forse l’unico modo per segnare. L’arbitro aveva fermato il gioco un attimo prima per un contatto in area, e abbiamo chiesto anche il rigore. È stato comunque meglio così, perchè sono riuscito a staccare bene sul primo palo, faccio sempre quel movimento. Quattro punti tra Vicenza e Sambenedettese? Ci avremmo messo tutti la firma del sangue se ce lo avessero detto prima di giocare queste due gare. Nel derby meritavamo la vittoria, oggi ci siamo ripresi ciò che abbiamo lasciato lunedì». […]

Ore 11.30 – (Gazzettino) Quanto manca per vedere il Padova migliore? «C’è ancora un margine di miglioramento del 20-30 per cento. Sono convinto che Guidone, Chinellato, Candido e Belingheri non hanno dimenticato come si fa gol. Il primo tempo ne abbiamo avute di situazioni, comunque preferisco avere una squadra tosta come quella vista in questa occasione. Bindi è stato chiamato in causa solo per nostri errori, e abbiamo portato a casa la vittoria su un calcio piazzato. Nel calcio attuale il 65-70 per cento delle gare si sblocca così. Ho visto una squadra molto concentrata e cattiva sulle seconde palle, non c’è mai stata una situazione nella quale ci hanno messo in grande difficoltà. Loro cercavano la superiorità numerica sulle fasce, ma siamo stati bravi nelle scalate». […]

Ore 11.20 – (Gazzettino) «Queste sono partite che ti fanno capire di avere degli uomini e dei giocatori importanti che vogliono fare il bene del Padova». Bisoli si gode il primo storico successo biancoscudato sul campo della Sambenedettese. «In tanti anni il Padova non ci era mai riuscito, abbiamo scritto una piccola pagina di questa gloriosa società. Abbiamo sette punti in classifica e ci manca una partita, siamo in linea con i programmi. Oggi si dirà che il Padova è una candidata, io ho sempre detto che il 2 maggio saremo nelle posizioni che contano». E ancora: «Mi sembra che stiamo migliorando sul piano del gioco. Quando giochiamo palla come nel primo tempo, fino ai sedici metri siamo molto pericolosi, poi ci manca lo spunto individuale. Cercheremo di migliorare. Però la squadra sta crescendo, la scoppola di Renate ci ha fatto molto bene».

Ore 11.10 – (Gazzettino) Prima della gara è andato in scena il kick off del progetto 3P voluto da Figc, Lega Pro e Ministero degli Interni per ridefinire il modo di vivere il calcio allo stadio. Presente anche il presidente Roberto Bonetto dato che il Padova è tra le dodici società aderenti. «Abbiamo già iniziato a lavorare sulle famiglie ha dichiarato – con un apposito settore e ricordo che un anno fa i nostri tifosi hanno portato due pulmini pieni di medicinali e generi di prima necessità per le popolazioni terremotate».

Ore 10.50 – (Mattino di Padova, editoriale di Stefano Edel dal titolo “Doppio en plein, possiamo sperare in un’annata super”) Vince il Cittadella la sua prima partita in trasferta e 24 ore dopo il Padova lo imita, conquistando un risultato da cornice perché nella sua lunga storia di confronti diretti con i marchigiani, fra Serie B e C, mai i biancoscudati avevano sbancato il campo della Sambenedettese. Come dire: un week end al settimo cielo per i tifosi granata e padovani, che vedono le proprie squadre finalmente protagoniste come si deve. […] Comune denominatore delle due affermazioni esterne l’aver riproposto, da parte degli allenatori, le stesse formazioni che avevano fatto bene in settimana: Venturato ha cambiato una sola pedina (Siega per Pasa), Bisoli ha riproposto gli identici giocatori che avevano messo in difficoltà il Vicenza, rischiando di strappargli l’intera posta in palio. Cosa significhi questo è ancora presto per dirlo, tuttavia parlare di continuità, nel calcio, non è una bestemmia. Perché quando si gioca insieme una, due, più volte, l’amalgama viene spontaneo, naturale. Ora Citta e Padova sanno dove e su chi puntare. Speriamo ci regalino ancora altre soddisfazioni come nelle ultime 48 ore.

Ore 10.40 – Le pagelle del Padova (Mattino di Padova): Bindi 7; Madonna 6, Cappelletti 8, Trevisan 7, Contessa 6.5; Mandorlini 6.5 (De Risio 6), Pinzi 6, Pulzetti 6 (Serena sv); Belingheri 5 (Candido 5.5); Guidone 6 (Russo sv), Capello 6 (Chinellato 5.5).

Ore 10.30 – (Mattino di Padova) Un blitz che contribuirà indubbiamente ad accrescere l’autostima del gruppo, che con la stessa formazione (iniziale) ha messo in cascina 4 punti nelle ultime 2 gare, ma che deve lavorare ancora molto sul piano della finalizzazione e della concretezza negli 25 metri finali. Tre gol in cinque giornate non esaltano, e due di questi sono stati realizzati da giocatori che non hanno dimestichezza con l’area di rigore avversaria (Madonna e, appunto, Cappelletti). […] La classifica si riassesta. Il Pordenone capolista è a + 6, ma ha una partita in più. Insomma, si può cominciare a ragionare in ottica rimonta.

Ore 10.20 – (Mattino di Padova) È una vittoria storica, la prima sul campo della Sambenedettese. In riva all’Adriatico il Padova aveva collezionato, nella storia dei confronti diretti con i rossoblù, un bilancio magro: 5 sconfitte e 4 pareggi. Il tabù è stato sfatato, e la portata del successo ottenuto al “Riviera delle Palme” è misurabile proprio nel dato statistico, prima ancora che nel balzo in avanti in classifica (decimo posto, che vale la zona playoff). Fosse finita con il risultato ad occhiali ci sarebbe stato poco da recriminare, su un fronte e sull’altro, ma nel calcio prevale chi la butta dentro ed i biancoscudati quel merito ce lo hanno avuto, protagonista Daniel Cappelletti, il migliore in campo, che ha girato di testa, alle spalle di Aridità, un pallone indirizzato nell’area piccola da Contessa, sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Era il 34′ della ripresa e la partita è finita praticamente lì. […]

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) Lunedì abbiamo battuto, contro il Vicenza, 12 calci d’angolo senza essere mai pericolosi, contro la Samb invece ne abbiamo calciati solo 4 e uno di questi ci ha regalato i tre punti. Nel corso della settimana ho lavorato per 40 minuti sui corner proprio per migliorare questa situazione, e il lavoro ha dato suoi frutti. Lunedì avremmo meritato di più, oggi (ieri, ndr) se fosse uscito un pareggio non ci sarebbe stato nulla da dire: il calcio è anche questo».Ad andare a rete è stato un difensore. Che impressione le ha fatto la squadra in fase offensiva?«Stiamo migliorando nel gioco, quando andiamo avanti palla a terra fino ai sedici metri siamo sempre molto pericolosi, quello che ci manca è lo spunto individuale successivo. Mi sono arrabbiato nel primo tempo perché almeno tre situazioni andavano lette diversamente, ma la squadra complessivamente sta crescendo e sta dimostrando che la scoppola di Renate è ormai alle spalle». […]

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Quello che il Padova aveva lasciato per strada lunedì scorso contro il Vicenza se l’è ripreso con gli interessi a San Benedetto. Pierpaolo Bisoli gongola, vedendo concretizzato esattamente ciò che aveva previsto: una gara maschia, tirata, magari non bellissima, ma abbordabile. Alla fine i biancoscudati se la sono conquistata, proprio con le unghie e con i denti. «Nel primo tempo abbiamo avuto diverse situazioni per andare a far male, e non siamo stati bravi a concretizzarle», il primo bilancio del tecnico di Porretta Terme dopo la gara. «Poi, dopo la traversa colpita da Guidone ad inizio ripresa, è venuta fuori la grande prepotenza della Sambenedettese, che con i suoi esterni ci ha messo in apprensione. Siamo stati bravi a rimanere compatti, nonostante loro avessero preso campo, e alla fine a spuntarla con un calcio piazzato. Finalmente!». Vittoria meritata? «Il calcio è così, a volte può essere crudele.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Tra i grandi protagonisti anche Matteo Mandorlini, il migliore del centrocampo di Bisoli nella prima ora di gioco. «Era da un po’che il gol su palla inattiva non arrivava», la gioia del centrocampista biancoscudato. «Ci prendiamo questi tre punti d’oro, sappiamo dove vogliamo arrivare e questa vittoria può darci forza e slancio per il prosieguo della stagione».Un successo tanto pesante quanto sofferto, visto che la Sambenedettese non ha certo tirato indietro la gamba.«Prima della gara ci siamo detti che dovevamo provare a giocare e a fare la nostra partita, ma che era importante prima di tutto il risultato perché si trattava di uno snodo cruciale nella nostra stagione. Sono molto contento, abbiamo sofferto ma siamo stati sempre compatti, e anche se ci hanno schiacciato un po’, gli avversari non hanno mai creato nitide occasioni per colpire. Abbiamo saputo soffrire, ma non ci aspettavamo nulla di diverso: venire a giocare su questo campo non è facile per nessuno».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Se non sono gol pesanti, difficilmente li segnerà. Daniel Cappelletti, di professione difensore ma con l’hobby delle reti da tre punti, ieri contro la Samb quasi quasi se la sentiva. Il 24 settembre del 2016, esattamente un anno fa, a Gubbio aveva trovato il colpo di testa che era valso tre punti sofferti ma importantissimi. Location diversa, ma stessa data e medesimo scenario: con una capocciata su calcio d’angolo, nel finale di gara, il difensore milanese ha abbattuto in trasferta una squadra rossoblù, come se tra allora e oggi nulla fosse cambiato. «Sono molto contento, il calcio d’angolo era forse l’unico modo che avevamo per sbloccare la partita», le sensazioni del match-winner. […] «Abbiamo fatto dei notevoli passi in avanti, magari non siamo stati solidi come contro il Vicenza, ma abbiamo dimostrato comunque una buona continuità. Avrei firmato col sangue, per fare quattro punti tra Vicenza e Samb: non abbiamo strameritato questo successo, ma ci siamo ripresi quello che non eravamo riusciti a portare a casa lunedì».

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Il progetto 3P, voluto dall’Osservatorio del Viminale insieme alla Lega Pro e alle società, è approdato anche nelle Marche, e più specificatamente in casa Sambenedettese, uno dei 12 club scelti dal Ministero dell’Interno per sperimentare una nuova “filosofia” di approccio alle partite di calcio, scrivendo pagine di “buone pratiche” di questo sport così popolare. Nella sala-stampa dello stadio “Riviera delle Palme”, un’ora e un quarto prima della gara, alla presenza del sindaco di San Benedetto, Pasqualino Piunti, del questore di Ascoli Piceno, Luigi De Angelis, del segretario generale della Lega di terza serie Francesco Ghirelli, e dei presidenti di Samb e Padova, Franco Fedeli e Roberto Bonetto, si è parlato proprio di questo. […] Bonetto, dopo aver ricordato che all’Euganeo esiste un settore family, ricavato in Tribuna ovest lato sud, e che il Padova sta facendo promozione n elle scuole, ha consegnato una maglietta biancoscudata, autografata da tutta la squadra, alla dottoressa Daniela Stradiotto, presidente dell’Osservatorio.

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