Live 24! Padova-SudTirol, -2: allenamento pomeridiano col morale alle stelle…

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Ore 20.30 – (Il Piccolo) A Bergamo è arrivata l’occasione e Lorenzo Libutti, vent’anni da poco compiuti, ha risposto presente con una prestazione ordinata e precisa. «In settimana avevo intuito che poteva capitare l’occasione di giocare, il mio obiettivo era di restare sempre concentrato e fare le cose semplici. Per fortuna è andato tutto bene, i ragazzi mi hanno dato una grande mano e sono molto contento». Le è stata concessa questa occasione, segno che ognuno può posare il suo mattoncino… «L’allenatore mi ha dato una bella opportunità e lo ringrazio molto. Spero di continuare così. Già allenarmi con questo gruppo è un grande onore, qualsiasi decisione la accolgo e mi va bene». Dopo due sconfitte l’imperativo era trovare un risultato positivo? «L’importante era certamente non perdere, va detto che avremmo potuto vincere, abbiamo avuto anche delle belle occasioni». […] Ore 20.10 – (Il Piccolo) Il punto conquistato a Bergamo ha soddisfatto l’allenatore della Triestina Sannino. L’analisi del tecnico napoletano sul pareggio che se non altro, ha smosso la classifica e messo in luce alcune buone soluzioni alternative dalla rosa allestita ad agosto. «Una partita giocata con gagliardia, a viso aperto contro un’ottima squadra. Noi abbiamo fatto la partita che dovevamo fare, abbiamo concesso qualche occasione all’Albinoleffe, mentre quello che ci è mancato è l’ultimo passaggio. Il fatto che una squadra fuori casa arriva molte volte in area di rigore avversaria è un segnale importante, di una squadra che vuole fare. Dobbiamo finalizzare meglio, alzare la testa quell’attimo prima di calciare. Abbiamo avuto molte ripartenze e avremmo potuto mandare a buon fine alcune situazioni». Senza mezze misure, Sannino inneggia all’importanza di mantenere un atteggiamento equilibrato e di larghe vedute sul momento complessivo dell’Unione. «Non mi è piaciuto l’atteggiamento che ho visto dopo la partita persa di domenica, come non credo che per questo buon punto bisogna tornare a sorridere. Credo serva equilibrio, e mi ripeto, noi siamo partiti dicendo che questo è un anno zero. Abbiamo 36 partite, per noi era la sesta e ne abbiamo una in meno. Credo che finora abbiamo sbagliato mezzo tempo sotto la mia gestione, ed è il primo contro il Renate. Capisco la gente ma non mi piacciono i musi lunghi, non dimentichiamoci da dove siamo partiti». […] Ore 19.40  – (Il Piccolo) Il pareggio ottenuto allo stadio Azzurri d’Italia vale oro. Perché dà morale al gruppo dopo due sconfitte consecutive. Ma la prestazione tutt’altro che convincente fotografa due aspetti sui quali riflettere. Il 4-4-2 (per quel che valgono i moduli) con Bracaletti e Bariti esterni anche se non in ottime condizioni e due terzini di ruolo (Pizzul e la bella novità Libutti) è al momento lo schieramento che consente di coprire il campo con maggior ordine. Beninteso la Triestina ha rischiato e anche parecchio da un Albinoleffe roccioso ma non eccelso sul piano tecnico: il palo, la bravura di Boccanera e un pizzico di fortuna in pieno recupero hanno consentito alla porta di restare inviolata per la prima volta in questa stagione. La Triestina a tratti ha sofferto le fiammate improvvise dei bergamaschi ma non si è mai disunita. Ma a preoccupare è l’improvviso impasse sul fronte offensivo nel quale è incappata la squadra nelle ultime settimane. […] Ore 19.10- (Gazzettino, edizione di Venezia) Ancora una volta, il Mestre è restato a bocca asciutta nonostante la buona prova disputata contro la Sambenedettese, che mercoledì ha sbancato il Mecchia per 2-1. L’amarezza è tanta in casa arancionera, perché come spiega il presidente Stefano Serena, la sensazione è sempre quella di raccogliere decisamente meno rispetto a quanto si semina. «Scherzando mi viene da dire che preferirei la squadra giocasse peggio ma vincesse. Battute a parte sono fermamente convinto che alla lunga la nostra filosofia ci premierà, resta però il rammarico per non aver trovato punti in una partita dove il Mestre ne meritava sicuramente». […] «Bisogna a tutti i costi evitare errori grossolani, perché non possiamo permettercelo, ed essere bravi a sfruttare le palle gol che creiamo. Mi viene in mente quella avuta poco prima del loro secondo gol, con noi a sbagliare un tiro da pochi passi a portiere battuto. Era più facile segnare che tirare fuori, quella rete avrebbe potuto cambiare la partita, non vorrei che alla lunga tutti i punti che stiamo lasciando per strada ci penalizzino più del dovuto». Adesso c’è da affrontare la Feralpi, una partita in cui il Mestre vuole riprendere subito a correre. «Continuiamo a non mollare, perché il Mestre può ambire a risultati migliori di quelli che abbiamo fino ad oggi conquistato. Un avvio di campionato importante può dare una grossa mano per il futuro, per cui spero che questa amarezza svanisca presto». […] Ore 18.50 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Il pareggio non basta per riguadagnare la vetta dove resta da sola (a quota 16) la Virtus Bassano. Basta a malapena per agganciare al secondo posto (15) Sambenedettese e Renate (che però ha una partita in meno). Colucci ci mette un po’ per arrivare in sala stampa. Evidentemente ha avuto qualcosa da dire ai suoi e forse ne ha pure sentita qualcuna. La faccia non è quella furba e sorridente esibita nelle occasioni precedenti decisamente più appaganti. «Siamo stati bravi a recuperare è il suo esordio -. Non era facile in una giornata in cui avrei dovuto cambiare tutti alla fine del primo tempo durante il quale ho visto sbagliare anche i passaggi più elementari. Forse chiediamo troppo a questi ragazzi: ricordiamoci che la metà di loro la scorsa stagione non giocava molto, qualcuno veramente poco». Due pareggi consecutivi hanno fatto perdere ai ramarri la vetta e qualche certezza. «Non siamo la Juve ricorda Leo -. Non dobbiamo vincerle tutte. E se lo fossimo, non va scordato che sino a oggi abbiamo giocato senza il nostro Dybala». Chiaro riferimento ad Emanuele Berrettoni, forse unico vero fuoriclasse del gruppo: «Emanuele aggiunge il tecnico ha fatto in poco più di un quarto d’ora quello che tutti gli altri esterni non hanno fatto nell’arco dell’intera partita». Il campionato non si ferma con il pareggio col Gubbio. «Certo che no riprende Colucci -. Domenica saremo di nuovo in campo (col Ravenna, ndr) e giocheremo per vincere, come sempre. Questa squadra se è al massimo può battere chiunque. Col Gubbio abbiamo risentito della fatica di Salò. Ringrazio i ragazzi per essere riusciti a rimettere in piedi la partita all’ultimo minuto». […] Ore 18.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) «Faremo il Davide e abbattermo il Golia neroverde». L’aveva detto Dino Pagliari, alla vigilia del match al Bottecchia. Il Gubbio non ha abbattuto il Pordenone, ma ci è andato molto vicino. A salvare i ramarri dai lupi è stato Magnaghi, l’ennesimo jolly pescato da Colucci dal suo folto mazzo. Sua la zampata in mischia nel disperato forcing finale che ha permesso al Pordenone di evitare la prima sconfitta stagionale. Pareggio meritato per l’impegno profuso da Stefani e compagni. Non per il gioco espresso, povero di idee e spesso privo di quelle geometrie alle quali la squadra di Colucci ci aveva sin qui abituato. […] A fine gara il pubblico del Bottecchia è sfollato amareggiato, ma tirando al tempo stesso un sospiro di sollievo collettivo. C’è poco tempo per ripensare agli errori commessi. Domenica (14.30) i ramarri saranno di nuovo in campo, in casa, con il Ravenna. Dovrà essere decisamente un altro Pordenone.
Ore 18.10 – (Messaggero Veneto) […] Proprio Berrettoni è uno dei protagonisti del post-partita: in sala stampa entra con il figlioletto Giosuè che segue assieme al papà l’intervista. «Sono contento di essere rientrato – afferma al primo match dopo sei mesi -. Ero molto emozionato all’ingresso in campo. Fisicamente non ho ancora i 90′ ma sento di stare sempre meglio. Il pareggio? Ci può stare nel corso di una stagione. Sicuramente domenica dobbiamo provare a vincere per rompere questa mini-striscia». Il numero dieci accenna una riflessione sul calendario: «Non ce la fanno neppure in serie A a giocare tre gare in sei giorni, figuratevi noi», chiude. […] Ore 17.50 – (Messaggero Veneto) «Non siamo la Juve: scrivetelo a caratteri cubitali». Leonardo Colucci non è arrabbiato per le piccole critiche ricevute per il secondo pareggio di fila, tuttavia sottolinea che il suo Pordenone non è una squadra costruita per dominare il campionato e che un mezzo passo falso come quello di ieri col Gubbio ci può stare. «Stiamo chiedendo tanto a un gruppo nel quale fanno parte giocatori che, l’anno scorso, non erano titolari – afferma Colucci -. Io li ringrazio per quello che stanno facendo e ciò che mi stanno dando. Sicuramente l’approccio non mi è piaciuto e non mi aspettavo una gara del genere: meglio sia capitata ora, a inizio campionato, che più avanti. A fine primo tempo – continua – avrei cambiato quasi tutti. A ogni modo siamo stati bravi a recuperarla. Ora pensiamo al Ravenna, con cui puntiamo a tornare alla vittoria». Così poi sul rientro di Berrettoni: «Emanuele in dieci minuti ha fatto tutto ciò che gli altri esterni non hanno combinato nei precedenti ottanta – attacca -. Non c’è neanche bisogno di dirgli cosa devo fare: sa già. È un giocatore importante per noi: è come Dybala per la Juve. Se togli lui ai bianconeri la squadra fatica». […] Ore 17.30 – (Messaggero Veneto) Il turnover, evidentemente, non fa bene al Pordenone. Nel turno infrasettimanale Colucci mischia le carte, ma la squadra compie un deciso passo indietro sul piano del gioco, inanellando il secondo pareggio consecutivo dopo lo 0-0 di Salò nel posticipo di lunedì, stavolta in casa e contro un avversario decisamente più morbido della Feralpi. Contro il Gubbio i ramarri colgono un 2-2 in rimonta – deludente ma alla fine prezioso -, proprio al 90′, e mancano il ritorno in vetta alla classifica. Ora sono secondi a pari merito con Sambenedettese e Renate (che ha una partita in meno). Di buono c’è la rete di Magnaghi al debutto da titolare, e c’è pure il rientro in campo di Berrettoni dopo cinque mesi di stop per infortunio. Standing ovation per lui al momento dell’ingresso in campo a 15′ dalla fine, subito una serpentina ubriacante che per poco non sfocia in gol, e un’iniezione di entusiasmo che senza dubbio contribuisce a dare la spinta finale per il pareggio. Per il resto, pomeriggio da dimenticare. […] La partenza è da incubo, con il Pordenone che si fa ingenuamente infilare al 6′ da un lancio in verticale di Casiraghi, il quale pesca sul filo del fuorigioco Ettore Marchi. Controllo, fuga solitaria verso la porta di Perilli e rasoterra perentorio per il clamoroso per il 0-1. Ma la risposta dei neroverdi è immediata e il pari arriva appena due minuti dopo, con un’azione per certi versi simile a quella del vantaggio ospite. Burrai, spostato sulla sinistra a centrocampo, vede l’inserimento della parte opposta di Ciurria e lo “premia” con un traversone millimetrico di 50 metri e classe pura. Stop dell’attaccante e tocco a beffare il portiere Volpe in uscita: 1-1, palla al centro e si ricomincia daccapo. […] Il Pordenone non c’è, e subisce un’altra infilata al 22′: lancio a tagliare il campo per Marchi, che riceve palla sulla destra, si porta sul fondo, mette in mezzo dove Parodi non intercetta e Stefani è in ritardo, così Casiraghi può appoggiare indisturbato in rete. […] Proprio allo scadere arriva il sospirato gol del pareggio: Nunzella riceve palla sulla sinistra, scatta e crossa teso, la difesa ospite rinvia corto in mischia, arriva Magnaghi e scarica in porta: primo gol in neroverde per l’attaccante ex Taranto e sospiro di sollievo al Bottecchia. È la prima non-vittoria in casa: domenica c’è il bis col Ravenna e stavolta guai a sbagliare.

Ore 17.00 – Qui Guizza: termina l’allenamento.

Ore 16.30 – Qui Guizza: provate soluzioni da palla inattiva.

Ore 16.00 – Qui Guizza: proseguono le esercitazioni.

Ore 15.40 – Qui Guizza: esercitazioni offensive, mister Bisoli ruota tutti.

Ore 15.20 – Qui Guizza: lavoro atletico. A parte Guidone, Marcandella e Tabanelli, mentre Mandorlini lavora in palestra.

Ore 15.00 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo per l’allenamento.

Ore 14.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) I biancorossi di Alberto Colombo tornano alla vittoria nel turno infrasettimanale contro il Fano e portano a 14 punti il bottino in classifica, al quinto posto del girone B della Serie C. Per qualche ora il calcio giocato è stato al centro dell’attenzione dell’ambiente biancorosso. In disparte la lunga e intricata vicenda societaria che, dal maggio scorso, ha visto la società «Boreas Capital» trattare l’acquisto della maggioranza delle quote del Vicenza Calcio. Le puntate della telenovela hanno vissuto ieri un’altra giornata calda con l’ingegner Francesco Pioppi, legalmente designato a rappresentare la holding lussemburghese, che ha prima annullato la conferenza-stampa annunciata nei giorni scorsi e poi ha subito emesso un comunicato con il fine di «meglio tutelare i diritti della Società in tutte le sedi competenti, mantenendo al momento riservate le informazioni che per trasparenza sarebbero state oggetto della predetta conferenza». Pioppi ha precisato che «Boreas Capital» vanta un’esclusiva non ancora scaduta per l’acquisto del Vicenza Calcio. L’ha fatto dopo le notizie, scaturite da più parti, sull’esistenza di un’altra trattativa con un altro gruppo per la cessione della squadra berica. Così Pioppi — nel comunicato — ha diffidato «qualunque soggetto terzo ad intrattenere relazioni contrattuali o trattative volte all’acquisizione di tutte o parte delle partecipazioni societarie detenute da Vi.Fin. Spa nel Vicenza Calcio Spa. Il tutto deducendo l’esistenza di un vincolo contrattuale di esclusiva in favore della scrivente non ancora scaduto e dell’eventuale opponibilità a terzi della pattuizione in oggetto». Insomma se qualche altro gruppo sta negoziando l’acquisto del Vicenza Calcio stia attento e si prepari a una guerra legale con «Boreas Capital». Identico avviso per l’attuale proprietà dei biancorossi, la società Vi.Fin. […]

Ore 14.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) «Stiamo discutendo con il Genoa, mi spiace ma al momento questa è la situazione e non abbiamo nient’altro da aggiungere». In assenza e nel silenzio del presidente Joe Tacopina, le uniche parole uscite dal club di viale Ancona sono quelle del ceo Andrea Rogg, più che sufficienti a confermare come non sussista alcun margine per ricucire lo strappo. L’addio di Giorgio Perinetti è cosa fatta, e il Venezia ha subito iniziato a trattare con il Genoa un risarcimento per liberare il direttore sportivo prima della scadenza del contratto (30 giugno 2018). Con ogni probabilità, peraltro, seguiranno Perinetti anche il responsabile scouting Giampaolo Marcheggiani e il collaboratore Leandro Rinaudo, quest’ultimo impegnato al corso di Coverciano per conseguire il patentino di direttore sportivo. In sostanza Tacopina in un colpo solo si ritroverà a dover ricostruire pressoché da zero tutta l’area tecnica. Gli addii però non sono finiti e a subirli sarà in primis l’allenatore Pippo Inzaghi, il quale oltre al faro Perinetti sta per perdere anche il suo braccio destro, il collaboratore tattico Angelo Castellazzi che sta per risolvere il suo contratto per trasferirsi in Turchia all’Antalyaspor allenato dal brasiliano Leonardo (assieme avevano già lavorato al Paris Saint-Germain) e delle stelle Eto’o, Menez e Nasri. […] Ore 13.40 – (Gazzettino, edizione di Venezia) La coppia scoppia nonostante la conquista-lampo della Serie B, Perinetti dice addio a Tacopina e il Venezia perde il suo uomo chiave. Un divorzio clamoroso, ma non del tutto inatteso, quello tra il club arancioneroverde e il suo direttore sportivo, grande artefice delle trionfali vittorie dei campionati di Serie D e Lega Pro. Una rottura che, seppur con largo anticipo rispetto alla scadenza contrattuale fissata al 30 giugno 2018, non può affatto definirsi un fulmine a ciel sereno, dati gli scricchiolii che in estate si sono fatti via via più forti, fino alle poche ma pesantissime parole rilasciate ieri dall’ormai quasi ex dirigente arancioneroverde. «In questo momento dal mio punto di vista non ci sono più i presupposti i macigni lanciati da Giorgio Perinetti per continuare a lavorare come abbiamo fatto, in modo costruttivo prima ancora che vincente, nelle precedenti due stagioni. Che senso avrebbe continuare così? Nessuno. Non potendo più dare ciò che ho dato finora preferisco farmi da parte con un passo indietro». […] Per convincerlo a rompere gli indugi il patron ligure Enrico Preziosi ha messo sul tavolo un progetto triennale da direttore generale, con ampi poteri ben oltre il semplice calciomercato all’interno di un club rossoblù peraltro in vendita. «Oggi non so proprio se lavorerò al Genoa né se sarò in grado» ha tagliato corto Perinetti, che nell’estate 2000 in un solo mese (prima di tornare al Palermo) aveva costruito il Como che regalò a Preziosi la promozione in Serie B. […]

Ore 13.20 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Chi al posto di Giorgio Perinetti? La domanda per tutta la giornata di ieri è rimbalzata ovunque e la risposta probabilmente, in questo momento non la conosce neppure Joe Tacopina. Sembra poco praticabile la pista che porta a Daniele Pradè, attuale responsabile dell’area tecnica della Sampdoria e molto vicino all’ex direttore generale della Fiorentina Andrea Rogg, da qualche mese nuovo Ceo del Venezia. A meno di una proposta irrinunciabile di Tacopina e secondo fonti vicine all’ex direttore sportivo della Roma, Pradè non prende in considerazione la possibilità di lasciare Genova, tantomeno per scendere in Serie B. In tempi recenti, lo stesso Pradè aveva rifiutato un’offerta molto importante del Perugia che gli avrebbe permesso di riavvicinarsi a Roma, sua città natale. Di sicuro i rapporti fra Rogg e Pradè rimangono ottimi. Giampaolo Marcheggiani, collaboratore di Perinetti, potrebbe non seguirlo al Genoa e teoricamente, avendo il patentino di direttore sportivo, potrebbe ricoprire l’incarico ad interim fino a giugno. Quando, secondo altre fonti, potrebbe arrivare un manager spagnolo consigliato dal Real Madrid, capace di coniugare doti direttive e di scouting. […]

Ore 13.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Terremoto al Venezia Calcio. Giorgio Perinetti, a sorpresa ma non troppo, si avvia a lasciare il club guidato da Joe Tacopina. Decisivo, nello strappo maturato fra le parti che appare insanabile, il mancato rinnovo del contratto in scadenza il 30 giugno 2018. Il direttore sportivo lagunare è atteso in Serie A dal Genoa di Enrico Preziosi, pronto a mettere sul piatto un contratto di tre anni per il ds arancioneroverde. Sondato nei giorni scorsi dal patron del club ligure (con cui Perinetti aveva già lavorato ai tempi del Como), Preziosi è uscito allo scoperto nella serata di mercoledì durante un intervento all’emittente televisiva Telenord. «Il nuovo dg sarà il dottor Giorgio Perinetti — ha detto il presidente del Genoa — un uomo nel calcio da trent’anni. Lavorava con me al Como, abbiamo una stima reciproca. Il contratto sarà triennale: non potevo portarlo prima perché la cessione societaria va in conflitto con atti di questo tipo, il proprietario subentrante lo avrebbe poi licenziato per mettere una figura di suo affidamento. Credo che lavorerà per noi già da lunedì 9 ottobre». L’affondo di Preziosi ha spiazzato tutti, a cominciare dallo stesso Perinetti, che si è limitato a una dichiarazione stringata e concisa: «Non so se andrò al Genoa. Sicuramente lascio il Venezia. Non ci sono le condizioni per lavorare come nelle ultime due stagioni. Sono cambiati gli interlocutori. A giugno mi è stato confermato l’impegno di rinnovare il contratto e da allora nessuno me ne ha parlato. Meglio anticipare i tempi rispetto alla scadenza naturale per convenienza reciproca. Ognuno per la sua strada». […]

Ore 12.40 – (La Nuova Venezia) Non deve averla presa bene, Joe Tacopina, la decisione di Perinetti di lasciare il Venezia, per tempistica e per distanza. Perinetti a Mestre, Tacopina ad Abu Dhabi, Rogg a Milano: il trio dirigenziale del Venezia in tre posti diversi. Tutto sarebbe stato più semplice se Tacopina fosse stato in sede, a confrontarsi con Perinetti, come era accaduto a giugno dopo le avances dello Spezia. Nessuna reazione ufficiale da parte di Tacopina, attesa fino a tarda serata, fitti contatti a distanza tra l’avvocato americano e l’amministratore delegato Andrea Rogg, impegnato a Milano con Dante Scibilia all’incontro delle società di Serie B con il presidente dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive Daniela Stradiotto. Fitto conciliabolo con la Liguria: i dirigenti di Venezia e Genoa hanno parlato tra di loro ieri e continueranno a farlo anche oggi per sbrogliare la matassa, mentre si sta contemporaneamente lavorando per arrivare a una risoluzione consensuale i che soddisfi le due le parti. Sono tutte conferme che l’offerta di Enrico Preziosi ha fatto breccia in Perinetti, che la volontà del responsabile dell’Area Tecnica arancioneroverde di andarsene in anticipo è concreta e, ormai, scontata. E che Tacopina non farà le barricate per trattenere Perinetti, che quindi avrà il via libera per passare dall’Adriatico al Tirreno. Il confronto diretto, forse, ci sarà solo al rientro del presidente dagli Emirati Arabi, previsto per domani. […]

Ore 12.20 – (La Nuova Venezia) Giorgio Perinetti è ai saluti con il Venezia, margini per un dietrofront non ce ne sono. Alla vigilia del secondo anniversario della presidenza Tacopina, uno degli artefici della rinascita del calcio arancioneroverde ha chiuso, manca solo l’ufficialità, la sua esperienza in laguna con otto mesi d’anticipo rispetto alla scadenza naturale del contratto, fissato per il 30 giugno 2018, e mai rinnovato. […] «La proposta del Genoa c’è, e mi lusinga» ha spiegato ieri Giorgio Perinetti, «non so se alla fine andrò in Liguria, in ogni caso è l’ora di salutare il Venezia. Non mi sembra che ci siano le premesse per continuare anche se il contratto scade il prossimo giugno». […] «Devo parlare con il presidente» aggiunge Perinetti «sono stati finora due anni bellissimi al Venezia, con lui ho un buon rapporto». Alla separazione, però, manca solo l’ufficialità. A Genova, sponda Grifone, danno infatti Giorgio Perinetti in arrivo già lunedì. «Io vorrei pensare solo alla partita contro il Carpi, che è dietro l’angolo» dice ancora il diesse. La “bomba” l’ha sganciata, però, mercoledì sera Enrico Preziosi all’emittente TeleNord, dando per sicuro l’approdo di Perinetti in rossoblù. «Il contratto sarà triennale» ha detto Preziosi, «non potevo portarlo prima perché la cessione societaria era in contrasto con atti di questo tipo. Credo che lavorerà per il Genoa già da lunedì 9 ottobre». «Preziosi è il presidente, sono parole sue» glissa Perinetti, l’uomo che ha portato Pippo Inzaghi al Venezia, che ha convinto il Milan ha cedere in prestito Zigoni la scorsa estate. Con lui potrebbero andarsene anche Giampaolo Marcheggiani e Leandro Rinaudo, legati da un stretto rapporto di collaborazione e di amicizia con il direttore sportivo. A giugno, era stato soprattutto lo Spezia a tentare Perinetti, ma in quell’occasione Tacopina riuscì a convincerlo a rimanere al Venezia. «Se non ci sono più le condizioni per andare avanti insieme» chiude Perinetti, «è meglio separarsi in anticipo».

Ore 11.50 – (Gazzettino) […] Rientrerà Alessandro Salvi, dopo un attacco influenzale alla vigilia dell’ultima partita con l’Entella. «Mi dispiace non esserci stato sabato scorso -sostiene- visto soprattutto come è andata a finire. Giovedì sera mi era venuta la febbre e di conseguenza ho dovuto stare fermo qualche giorno, ma adesso è tutto passato e sono pronto a dare il mio contributo». Non è la prima volta che il forte terzino granata disputa una partita alle 12,30. «Mi è già capitato con l’Albinoleffe -racconta-, ci si adegua all’orario diverso senza problemi, è la stessa cosa anche per l’avversario». Il Pescara sfrutta molto il gioco sulle fascie, sarà pertanto un bel duello sulla corsia di destra. Sono state studiate anche le contromisure. Riprende Salvi: «Stiamo lavorando su alcuni concetti del gioco del Pescara, è però più importante concentrarci per riuscire a mettere bene in pratica il nostro tipo di gioco. Poi il campo dirà chi avrà la meglio». Sulla trasformazione della squadra di Zeman e sulla pericolosità del capocannoniere Pettinari e di Capone, autore del gol-partita a Carpi, continua l’ex Albinoleffe: «Visti i precedenti risultati loro ultimamente avranno lavorato per migliorare la fase difensiva, i risultati dicono questo, ma sappiamo che sono pericolosissimi davanti. Con quindici gol hanno l’attacco più prolifico assieme a Perugia e Avellino. Personalmente però non temo mai il singolo giocatore, ma l’intera squadra. Il Pescara è una delle tre retrocesse e vuole risalire subito, la rosa è di primissimo piano. Noi andiamo a giocarcela sul loro campo a viso aperto, come abbiamo fatto a Empoli e come cerchiamo di fare con tutte le avversarie sia in casa che fuori». […]

Ore 11.30 – (Mattino di Padova) Ma Zeman com’è, a frequentarlo ogni giorno? Si ferma mai a parlare con voi giocatori? «No, quasi mai. È come lo vedete, una persona tranquilla, che non alza mai la voce. Uno di poche parole, ma che in campo si fa capire. Un grande insegnante di calcio». Luca Valzania è l’uomo-ponte tra il Cittadella, con la cui maglia ha realizzato il primo gol tra i professionisti in Serie B, lo scorso aprile al Carpi, ed il Pescara, che domenica riceverà i granata allo stadio Adriatico.Finora lei ha collezionato 3 presenze in campionato, una sola da titolare. Sotto le Mura trovava spazio con maggiore frequenza… «All’inizio ho faticato ad entrare nei meccanismi di gioco, ora mi sto ritagliando un mio spazio, anche se non è facile perché qui c’è più concorrenza». […] Sente ancora i vecchi compagni?«Sì, con quelli con cui avevo legato di più capita di frequente. Iori, Lora, Scaglia, ma anche Pascali e Pedrelli, che ora hanno lasciato Cittadella. Ma anticipo già la domanda: non parliamo quasi mai di calcio». Chi dovranno temere di più del Pescara? «Non posso indicare un giocatore in particolare, il nostro punto di forza sta proprio nel presentarci in tanti in zona-gol, creando ogni volta un ampio ventaglio di soluzioni, che non si possono neutralizzare tutte». E ai nuovi compagni che consigli ha dato? «Ho rimarcato che domenica dovremo stare attenti a non scoprirci, perché il Citta sa attaccare benissimo la profondità con le sue due punte. Credo che Venturato ci abbia studiato molto e sicuramente starà lavorando proprio su questo aspetto: colpirci quando ci sbilanciamo». […]

Ore 11.00 – (Gazzettino) E domenica potrebbe essere superato un altro primato dello scorso torneo che aveva visto Bindi imbattuto per 433 minuti, recuperi compresi, tra il 7 dicembre dicembre 2016 (Ancona-Padova 2-2) e il 22 gennaio 2017 (Forlì-Padova 1-0). Ora la porta biancoscudata è inviolata da 393 minuti, con l’ultima rete subita dal Fano il 3 settembre e poi quattro partite senza gol al passivo. Il sorpasso è dunque vicino, ma al di là di quanto espresso dai numeri, dopo l’esordio da dimenticare con il Renate a Meda, con il ko per 3-0, e qualche incertezza palesata con il Fano, nella fase difensiva la squadra dà ormai sensazione di grande sicurezza e concede agli avanti avversari opportunità con il contagocce. […]

Ore 10.50 – (Gazzettino) […] Dopo il successo di misura a San Benedetto del Tronto, Pulzetti e colleghi si sono ripetuti con il Santarcangelo e a Ravenna, accorciando sulle prime della classe e avviando quella striscia vincente utile per lanciare un segnale importante al campionato e rendere più agevole l’inserimento dei tanti volti nuovi e il perfezionamento dei meccanismi di squadra. Nella passata stagione per tre volte il Padova ha eguagliato tale exploit, vincendo in sequenza con Reggiana, Santarcangelo e Modena a ottobre, con Feralpi, Parma e Venezia a novembre e con Santarcangelo, Modena e Bassano nel girone di ritorno, ma uscendo sempre sconfitto al quarto impegno, rispettivamente contro Bassano, Pordenone e Feralpi. In precedenza, limitandosi al nuovo corso biancoscudato, il dato più eclatante riguarda la stagione in serie D 2014-15, con una sequenza di otto vittorie in avvio e poi nella parte finale del torneo, ma i valori in campo erano differenti. […]

Ore 10.40 – (Gazzettino) Sette giorni dopo la giovane mezzala regala ai lombardi la vittoria per 2-1 a spese del Perugia e il Padova, a distanza di 24 ore, conquista i tre punti contro il Santarcangelo. Ultimo atto questa settimana in cui cambiano i giorni, ma non la sostanza, con il gol del definitivo 1-1 di Dimitri martedì nella prosecuzione della sfida a Terni, precedentemente sospesa, e con il successo biancoscudato a Ravenna. E che quest’anno tra i due ci fosse una simbiosi vincente, era da immaginare sin dall’estate se è vero che la firma del tecnico con il Padova e il riscatto del giocatore, che era di proprietà della Fidelis Andria, da parte del Brescia sono avvenuti esattamente lo stesso giorno (21 giugno). […]

Ore 10.30 – (Gazzettino) Il sabato segna il figlio Dimitri con la maglia del Brescia, il giorno dopo vince papà Pierpaolo sulla panchina del Padova. Un simile copione si è già incredibilmente ripetuto per tre volte di fila, per la gioia della famiglia Bisoli, ma anche delle due tifoserie interessate che godono dei vantaggi di questa particolare empatia calcistica tra genitore e figlio. Il tutto, va sottolineato, ricordando che Bisoli jr. non è una punta, ma un centrocampista. La magia di casa Bisoli è iniziata sabato 23 settembre: il giocatore realizza con le rondinelle il gol del 2-2 con il Foggia e la domenica il Padova espugna il campo della Sambenedettese.

Ore 10.10 – (Mattino di Padova, editoriale di Stefano Edel da ltitolo “Il mister sta facendo un ottimo lavoro. Ora viene il bello”) Se dopo Meda, con quei nuvoloni grigi addensatisi sulla testa dell’allenatore e della squadra, ci avessero pronosticato un Padova assiso da solo, alla settima giornata, sul sesto gradino della classifica, a tre punti dalla capolista Bassano, ma con una gara in meno (dunque, potenzialmente primo), e in grado di mettere insieme 4 vittorie nei successivi 5 incontri, avremmo fatto fatica a scommettere un euro sui biancoscudati. Non per mancanza di fiducia, ma perché era stata così forte la delusione provocata da quell’esordio choc in campionato che ci saremmo aspettati un cammino successivo lastricato di sofferenze e trabocchetti tali da rinviare a molto più in là i momenti migliori per sorridere. Invece, è bastato poco più di un mese per rendersi conto che una caduta tanto pesante aveva prodotto una reazione rabbiosa nel gruppo e nella sua guida, svegliandoli dall’ingannevole sensazione che le cose sarebbero state più semplici in una categoria dove ogni settimana le regole che vigono, se vuoi andare avanti, sono: corsa, sacrificio, compattezza. E soprattutto tanta, tanta concentrazione. Il merito indiscusso del tecnico di Porretta Terme, che, non dimentichiamolo, è sceso in terza serie per l’esigenza di un rilancio, è stato di aver lavorato a fondo sulla testa dei giocatori e di averli convinti a calarsi in un bagno di umiltà. […] Altro particolare non trascurabile, Bisoli ritocca di una, al massimo due unità, la formazione di partenza perché, una volta individuati i titolari del momento, vuole che i giocatori si conoscano meglio, affinino un’intesa già buona portandola a livelli di eccellenza, sino a puntare ad un sincronismo perfetto fra i vari reparti. Certo, non siamo ancora al top (e meno male…), ma ci stiamo avvicinando a poderose falcate. L’importante è, come si dice, restare sul pezzo, continuare a lavorare così e non perdere mai di vista i concetti-cardine della categoria. Adesso, poi, che viene il bello, il divertimento potrebbe risultare la classica ciliegina sulla torta.

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) E oltre ad essere quadrati, anche il gioco sta cominciando a crescere. «In questo momento, oltre alla solidità esibita, siamo anche belli da vedere: il prossimo passo sarà essere più concreti e cercare di chiudere le partite prima, se possibile. Non tanto per il risultato, quanto per allentare la tensione nel finale di gara. Nelle ultime due partite abbiamo quasi viaggiato per inerzia, consci delle nostre possibilità, e domenica, anche se le forze saranno un po’ ridotte, giochiamo in casa e avremo il tifo a favore. La forza di mister Bisoli, poi, è quella di avere sempre il gruppo in mano, una sua identità nel gioco e nella squadra». […]

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Ma non solo io: si vede che la squadra sta bene, basta tenere questo standard e non abbassare la guardia. Da qui a gennaio bisogna fare più punti possibili». […] C’è, adesso, il rischio di esaltarsi troppo?«Dopodomani abbiamo un’opportunità importante, non possiamo lasciare nulla al caso. Non dobbiamo pensare ai tre successi di fila, né al fatto che giochiamo davanti al nostro pubblico. L’esaltazione non sarà un problema, il mister lavora molto su questo aspetto e il risultato è che, in queste gare, l’impegno è sempre massimo. Non abbiamo mai peccato di presunzione o snobbato qualche squadra: sappiamo di essere forti, ma adesso stiamo diventando anche consapevoli».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) […] Emblema di una squadra che sta correndo a cento all’ora il momento di Nico Pulzetti, centrocampista totale nelle ultime gare: uomo ovunque della formazione biancoscudata, un po’ incontrista e un po’ incursore, a seconda del momento. «Due gare in tre giorni? Io spero di riuscire a farne tre in una settimana», la battuta del centrocampista all’indomani del successo di Ravenna. «Fisicamente sto bene, e anzi, non sono mai stato così bene negli ultimi anni della mia carriera. Non so se sia stata la preparazione estiva fatta in un certo modo, il fatto che quest’anno non abbia avuto problemi durante il ritiro, o forse l’aria di casa: sto veramente bene e sono contentissimo della scelta che ho fatto quest’estate.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Il Pordenone ha rischiato grosso, ieri pomeriggio, nel secondo dei due posticipi della 7ª giornata del girone B di Serie C, contro il Gubbio. Allo stadio “Bottecchia” è finita 2-2, con i neroverdi di Colucci bravi a recuperare il risultato al 90′. Gli umbri, rivitalizzati dalla “cura” Pagliari, subentrato a Cornacchini e capace di una vittoria (sul Sudtirol) e di un pareggio (ieri, appunto) in due gare, erano andati in vantaggio al 6′ del primo tempo con Marchi, per essere poi riacciuffati dal Pordenone all’8′ con Ciurria, ma si erano portati sul 2-1, al 21′, con Casiraghi. Il forcing della squadra di casa nella ripresa è stato premiato al 90′ dalla zampata di Magnaghi. Nell’altro posticipo, Teramo-FeralpiSalò è finita 0-0.La classifica: Bassano 16 punti; Renate, Samb e Pordenone 15; Vicenza 14; Padova 13; Mestre e Fermana 11; Albinoleffe 10; FeralpiSalò e Ravenna 9; Sudtirol 8; Triestina e Teramo 6; Gubbio e Reggiana 5; Santarcangelo 4; Fano 3; Modena – 1. […]

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) Fra campo e scenari societari, il Padova va. Dopo diverse settimane, è finalmente emersa l’identità del manager avvistato assieme al presidente Roberto Bonetto in occasione dell’amichevole Padova-Lucchese del 12 agosto scorso. Si tratta di Roberto Gumirato, direttore generale di Ascopiave, società di Pieve di Soligo attiva nel settore della vendita del gas (e in minor misura dell’elettricità) quotata in Borsa di proprietà dei sindaci di 91 comuni della Provincia di Treviso. Secondo le prime indiscrezioni, tuttavia, Ascopiave non entrerà come socio nel Calcio Padova, né lo farà Gumirato a titolo personale. Sembra, ma il condizionale è d’obbligo, che Gumirato rappresenti un grande gruppo o investitore che la settimana prossima acquisterà una quota di minoranza del pacchetto azionario di viale Nereo Rocco. Una trattativa, questa, che sta proseguendo con un solido patto di riservatezza firmato fra le parti e che sembra finalmente a un passo dall’arrivare a dama. Dovesse maturare la fumata bianca, sarebbe sicuramente un bel segnale di fiducia, dopo lo strappo fra Roberto Bonetto e Giuseppe Bergamin maturato all’inizio dell’estate che ha portato il titolare di «Thema Italia» alla poltrona di presidente con il 70% delle quote. […]

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