Live 24! Padova-Bassano, -4: si lavora alla Guizza per correggere i difetti di Teramo…

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Ore 21.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Due gare da titolare e altrettanti centri. Davide Marsura sta ripagando al meglio con i gol la fiducia che Pippo Inzaghi gli ha rinnovato, peraltro nel primo momento in stagione in cui tutti gli attaccanti sono finalmente disponibili. «Sono felice, in primis perché il Venezia proprio con un 3-3 tanto rocambolesco ha ribadito di essere veramente forte e competitivo contro tutti gonfia il petto il 23enne di Valdobbiadene Adesso ci aspettano tre gare molto toste ma io non firmo per nessun risultato, possiamo puntare al massimo contro tutti». A fare notizia sono stati però i tre gol incassati nel secondo tempo di Ascoli, dopo averne subiti appena 4 nelle precedenti 8 partite (e mezza). «Sicuramente avevamo abituato tutti molto molto bene sorride Marsura e più che questi episodi, perché così definirei anche lo sfortunato errore di un Audero fino a quel momento super, credo vada sottolineato l’atteggiamento di un Venezia che ha fatto di tutto e di più per vincere. A me dispiace molto, soprattutto per i miei compagni, non aver realizzato il 4-3 nel finale: credo di aver fatto comunque il massimo, forse avrei potuto calciare meglio, fatto sta che il difensore mi ha respinto il tiro sulla linea purtroppo». Marsura sembra a suo agio nel nuovo ruolo di seconda punta. «Lo ammetto, all’inizio non ero convinto né contento, adesso però dico che il mister aveva ragione, mi sto abituando e mi piace. Sono e siamo sulla strada giusta». […] Ore 20.40 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Sempre imbattuto in trasferta e, seppur rammaricato per il 3-3 di Ascoli, il Venezia si prepara con legittima fiducia al trittico di fuoco. Empoli al Penzo, Cittadella in trasferta e Frosinone di nuovo a Sant’Elena, in otto giorni la Serie B dirà parecchio sulle reali ambizioni che gli arancioneroverdi potranno cullare. Il quinto pari in nove gare ha registrato la prima sfuriata delle punte (a segno Zigoni, Marsura e Geijo) e la prima giornata-no in difesa, con tre gol (sette da inizio stagione) subiti nel solo secondo tempo. «Rimane un po’ di amaro in bocca, per come è andata si poteva anche vincere ammette Leandro Rinaudo, neo responsabile dell’area tecnica Tuttavia siamo contenti di aver dato continuità con una bella prestazione, i ragazzi hanno ribadito valori tecnici e morali importanti, con la capacità di rimontare nel loro dna. Succedeva l’anno scorso in Lega Pro, ora anche in Serie B, tanto di cappello». Inaspettato per il Venezia dover digerire tre gol. «Strano il secondo gol ascolano, Audero stava per controllare un pallone normale, per colpa di una zolla gli è rimbalzata male e non ha potuto fare nulla, ma prima e soprattutto dopo Emil ha dimostrato di che pasta è fatto a vent’anni. Gli episodi fanno crescere, anche il presidente Tacopina, che ho sentito sereno a fine gara, lo ha rincuorato per fargli sentire vicinanza e fiducia».
Ore 20.20 – (La Nuova Venezia) L’Empoli, prossimo avversario sabato al Penzo (ore 15), giocherà questa sera a Chiavari contro l’Entella nel posticipo televisivo del lunedì. Pippo Inzaghi dovrà valutare le condizioni di Evans Soligo, rimasto giovedì scorso a Mestre, e quelle di capitan Domizzi, costretto a dare forfait per un fastidio muscolare ad Ascoli. Ammoniti, ad Ascoli, Marco Modolo e Simone Bentivoglio, sono comunque lontani dalla diffida. L’ultima assemblea di Lega Serie B ha deciso di anticipare a venerdì 22 e venerdì 29 dicembre le partite della 20ª e 21ª giornata in orario serale (ore 20.30), mentre alcune partite della 18ª giornata saranno anticipate all’8 dicembre sfruttando la festività.
Ore 20.00 – (La Nuova Venezia) Intanto il ghiaccio è rotto, per il gol-vittoria ci sarà tempo ma il 3-3 firmato sabato ad Ascoli è già una tappa fondamentale sulla strada del pieno recupero. Alexandre Geijo ha vissuto un inizio di stagione un po’ così, trascorso più a guardare gli altri (prima due giornate arretrate di squalifica, poi l’infortunio) che a correre in campo. Nelle Marche, il suo piatto destro è servito a rimettere in carreggiata una partita rocambolesca e riprendere confidenza con il gol, aria pura per un attaccante. «Complimenti a Falzerano per la giocata che ha permesso di liberare Bentivoglio e poi la palla è arrivata a me» spiega l’attaccante spagnolo «però insisto sull’importanza della squadra piuttosto di chi segna. Non sono ancora al massimo della condizione, devo riprendere il ritmo dopo diverso tempo d’inattività ma ad Ascoli abbiamo ottenuto un buon punto». Eppure, in certi momenti dell’incontro il Venezia sembrava essere in controllo. Poi, nella ripresa, tutto, o quasi, è cambiato. «Potevamo vincere entrambi» continua «è stata una bella partita, sempre aperta, in un ottimo terreno di gioco, ideale per giocare a calcio. Ma non abbiamo sprecato due punti; certo, se ne avessimo ottenuti tre saremmo stati in vetta da soli ma sappiamo cos’è la Serie B: in questa fase del torneo non si può guardare la classifica. Sino a pochi giorni fa, pareva che il Perugia vincesse il campionato a gennaio, poi sono arrivate tre sconfitte consecutive e tutto è tornato in discussione. Dobbiamo continuare su questa strada, vivere alla giornata e raggiungere presto i 50 punti, ovvero la quota salvezza. Nel torneo cadetto si guarda la posizione a due mesi dalla fine, perché ogni sabato può accadere qualcosa». […] Ore 19.40 – (La Nuova Venezia) Marco Polo percorse la Via della Seta verso la Cina, Paolo Poggi è l’ambasciatore di Joe Tacopina in giro per il mondo e, dopo l’Australia, l’ex capitano è tornato a Shangai, insieme a Mattia Collauto e Andrea Soncin, per il secondo camp internazionale d’autunno. Veneziani in Cina con l’obiettivo di aprire nuove strade, commerciali un tempo, sportive adesso. «Stiamo raccogliendo a Shangai quanto abbiamo iniziato a seminare a marzo collaborando all’organizzazione del più grande torneo giovanile asiatico» spiega Paolo Poggi, che da novembre dell’anno scorso ricopre la carica di responsabile dei progetti internazionali del Venezia inaugurati a luglio a New York, «il camp ha avuto un buon successo. Hanno partecipato una settantina di ragazzi, non tutti erano cinesi, segno che è stato fatto un buon lavoro nella fase di preparazione e di allestimento dell’appuntamento. Erano iscritti anche i figli di europei che lavorano in Cina, compresi due italiani. Ci ha fatto piacere la visita del console italiano che avevamo già avuto piacere di incontrare la scorsa primavera». Paolo Poggi è rientrato da pochi giorni a Venezia, ma è imminente un nuovo viaggio in Cina, Paese dal potenziale immenso. «Sì, dovrei partire a novembre per sviluppare una serie di appuntamenti, in particolare a Suzhou, città cinese gemellata con Venezia. L’idea è di entrare anche nelle scuole per sensibilizzare gli studenti». […] E dopo Stati Uniti, Australia e Cina, il Venezia potrebbe aprire, prima della fine dell’anno, un altro fronte, ancora più suggestivo. «Stiamo pensando di andare in Vietnam» anticipa Poggi, «non è ancora sicuro, ma i contatti con persone che lavorano nel Sud-Est asiatico sono già avviati».
Ore 19.10 – (Gazzettino) La sconfitta di sabato con la Cremonese è di quelle che possono lasciare il segno: il Cittadella ha perso come a Novara nell’ultimo minuto di recupero, ma essere beffati proprio nel momento di maggior sforzo, con due uomini in più in campo, quando consideravi possibile la vittoria – che sarebbe stata meritatissima, per giunta – è dura da mandare giù. «Non è bastata una notte per dimenticarla», ammette il direttore generale Stefano Marchetti. Che spiega: «È una sconfitta che fa male per come è maturata, è persino difficile da raccontare. Abbiamo giocato per un’ora a una sola porta, in campo c’era solo una squadra propositiva ed era la nostra. Una volta raggiunto il pareggio ci siamo gettati in avanti alla ricerca di quel gol che ritenevamo possibile, invece è arrivato il loro contropiede, decisivo». E devastante. C’è poco da imputare alla squadra, generosissima. Il diggì però ammonisce: «L’istinto ti porta a provare a vincere, ma bisogna farlo con maggiore lucidità, soprattutto dietro. Ci hanno preso di rimessa, in difesa era rimasto soltanto Schenetti che era stanchissimo e non è riuscito a fermare il giocatore avversario, nemmeno con un fallo». Il Cittadella sabato ha costruito tanto ma capitalizzato il minimo. La Cremonese, invece, ha tirato in porta tre volte e fatto due gol. «Non ricordo di avere visto i nostri avversari oltrepassare la nostra metà campo nella ripresa, se escludiamo le occasioni dei due gol. Ripeto, c’è stata soltanto una squadra in campo ed era il Cittadella». […] Ore 18.50 – (Mattino di Padova) […] «Non credo sia la prima volta che una squadra in doppia superiorità si ritrova a perdere proprio perché si sbilancia, ma è chiaro che nella mente di tutti rimarrà impresso soltanto che siamo stati battuti nonostante fossimo in 11 contro 9. Dispiace soprattutto per questo», ammette, amareggiato, il direttore generale Stefano Marchetti. «Siamo stati un po’ confusionari, ma tenete conto che in quelle condizioni è difficile non spingere per provare a vincere, è l’istinto che ti porta in avanti. Credo anche che in 11 contro 11, per quanto suoni paradossale, un gol come quello del 2-1 non l’avremmo mai incassato». […] Ma come si è spiegato una gara del genere? «Non c’è molto da spiegare. Abbiamo preso un gol su calcio piazzato, abbiamo giocato 90′ ad una sola porta, sbagliando l’impossibile, e poi, per la troppa voglia di vincere e una certa ingenuità, abbiamo subìto una ripartenza e abbiamo perso. In campo c’è stata una sola squadra, ma poi contano la cattiveria e la concretezza sotto porta, aspetti su cui dobbiamo migliorare assolutamente. I ragazzi hanno fatto di tutto per provare a vincere, ma, se non trovi la stoccata, le partite finiscono per incanalarsi in un certo modo. E il merito della Cremonese è stato quello di sapersi difendere e di avere un portiere che ha parato tutto, se non di più». […] Teme ripercussioni sul morale?«Questa sconfitta è devastante, è di quelle che lasciano il segno e che difficilmente smaltisci dormendoci su. Se la racconti, fai fatica a spiegarla, una gara così, perché già non vincere sarebbe stato un delitto, averla persa è allucinante. Ma la colpa è tutta nostra». […] Ore 18.20 – (Il Piccolo) Con il suo numero 10 ha regalato una nuova prestazione positiva, il giusto compromesso tra qualità e quantità. Andrea Bracaletti, una vita tra serie B e serie C, è uno di quei giocatori duttili utili a qualsiasi allenatore, e lo ha dimostrato in questo primo scorcio di campionato occupando a seconda delle esigenze entrambe le corsie esterne del centrocampo. La sua analisi di fine partita parte dall’annotazione sul valore della squadra avversaria. «Era una partita difficile, il Bassano è una squadra costruita per arrivare nei primi posti e noi l’abbiamo giocata alla pari. E’ stata una partita aperta soprattutto nel primo tempo, con occasioni da una parte e dell’altra. Anche i gol sono nati da due bellissime azioni, per cui secondo me il pareggio è il risultato più giusto per quanto si è visto, e solo forse su un episodio una squadra poteva avere la meglio. Ci prendiamo il pareggio». E’ una Triestina che ha dimostrato il suo valore, e il parziale momento di appannamento appare già alle spalle. «Noi abbiamo passato un periodo un po’ difficile ma era pronosticabile se consideriamo che la squadra è stata costruita da poco. Dentro di noi sappiamo che vogliamo fare benissimo, perché alle spalle abbiamo una grande piazza con dei tifosi che lo meritano. Per questo motivo, dobbiamo sempre dare il meglio. Non sempre nel calcio i risultati vanno come si vorrebbe, ma credo che nell’ultimo periodo abbiamo dimostrato crescita, stabilità ed equilibrio». […] Ore 18.00 – (Il Piccolo) […] «Abbiamo giocato contro una squadra d’alta classifica», la premessa di Sannino. «Nel primo tempo c’è stato un buon approccio culminato con il vantaggio, approccio non ottimale perché secondo me poi abbiamo lasciato un po’ troppo le redini al Bassano. Nel secondo tempo la squadra ha dimostrato che con gli attributi e un pizzico di attenzione può giocarsela contro chiunque. Questo è un aspetto che ci deve far capire che la mentalità deve essere questa, dobbiamo saper soffrire, essere umili, come dei muratori, in queste condizioni possiamo giocarcela con tutti». Sannino fotografa il momento della squadra giuliana, con ottimismo per i margini di miglioramento che la squadra potrà ancora dimostrare. «Con questo siamo a tre risultati utili consecutivi, e abbiamo una partita in meno rispetto a tante altre squadre, un aspetto che pochi sottolineano. Ma dico la verità, io la classifica non la guardo, creerebbe dei problemi in positivo e negativo. Non dobbiamo togliere l’attenzione dal nostro obiettivo, sappiamo dove vogliamo arrivare senza fare discorsi in pompa magna. Il nostro è un percorso, condiviso con questa società e consapevoli della sofferenza dei tifosi per tanti anni. Noi possiamo essere i garanti della serietà, durante la settimana e la domenica». […] Ore 17.40 – (Il Piccolo) La Triestina ha superato l’esame contro una big del campionato. Non a pieni voti ma quasi. Il risultato di parità è confortante, la reattività del primo tempo e la continuità del secondo sono altrettanto positivi. È mancato forse un pizzico di coraggio in più in un finale nel quale i veneti sono sembrati in un po’ sulle ginocchia. È una sottigliezza, tanto per constatare che l’Unione ha ancora margini di miglioramento. Nella sostanza la Triestina ha dimostrato che può giocarsela alla pari anche con una squadra come il Bassano che viaggia al vertice o quasi della classifica. Questo è l’obiettivo di Sannino e della scoietà e questo è successo ieri. Poi c’è da trovare la continuità ma questa caratteristica si acquisisce con il tempo. Per restare al match vissuto all’ombra del Grappa la Triestina, pur priva in partenza del vivace Mensah, è stata capace dapprima di contenere le sfuriate dei padroni di casa ispirati da uno scatenato Fabbro (giovane attaccante di scuola Milan). Poi ha colpito con una gran giocata di Arma, ha dovuto subire il pareggio ma poi è stata in pericolo soltanto in un paio di occasioni nelle quali Boccanera è intervenuto con la consueta perizia. Sannino sopperisce all’assenza di Mensah con l’innesto di Petrella mentre Codromaz prende il posto di El Hasni al centro della difesa. […]

Ore 17.10 – Qui Guizza: termina l’allenamento.

Ore 16.40 – Qui Guizza: partitella finale, non vi partecipa Merelli.

Ore 16.20 – Qui Guizza: si passa al lavoro atletico.

Ore 16.00 – Qui Guizza: esercitazioni per il possesso palla.

Ore 15.40 – Qui Guizza: corrono a parte Tabanelli e Pinzi, mentre torna in gruppo Pulzetti.

Ore 15.20 – Qui Guizza: lavoro in palestra per Mandorlini.

Ore 15.00 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo per l’allenamento.

Ore 14.10 – (Gazzettino, edizione di Venezia) […] Sorride davanti ai taccuini dei cronisti anche Rubbo, il match winner. «È andata bene, sono felice per i tre punti e per il gol realizzato che dedico soprattutto a mia madre, Donata. Nel primo tempo sembrava tutto facile, ma nella ripresa la partita si è fatta più difficile. Del resto, la Reggiana è una grande squadra e lo ha ampiamente dimostrato. Con le loro ripartenze rischiavano di farci male, ma noi siamo stati bravi a controllarli». Vi siete fatti un’idea di dove può arrivare questo Mestre? «La cosa certa è che stiamo dimostrando di poterci stare in Serie C. Diamo tutto in ogni partita, arriviamo al novantesimo che siamo cotti e portiamo a casa punti. Abbiamo ancora tanto margine di miglioramento. Lavoriamo giorno per giorno per crescere e per tenerci stretta questa categoria». […] Ore 13.50 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Il più bel Mestre della stagione supera di misura una brutta Reggiana conquistando l’intera posta in palio che vale i quartieri alti della classifica. Quindici punti che bene interpretano il ruolo di mina vagante del torneo recitato in questa prima parte di stagione dal club arancionero. Contro gli emiliani, mister Zironelli conferma nel tradizionale 3-5-2 Lavagnoli a destra e Favaro tra i pali. Sul versante emiliano, La Rosa ripropone lo stesso undici reduce dalla vittoria con il Vicenza con l’unica variante di Spanò al posto di Crocchianti. C’è l’ex Portogruaro Cristian Altinier, la cui presenza divide il cuore dei nostalgici tifosi portogruaresi presenti sugli spalti. […] Il vantaggio è la logica conseguenza di tanta superiorità ed arriva al 29′; nasce da un traversone di Beccaro sul secondo palo per la testa di Sottovia, sull’incornata Facchin smanaccia sulla traversa, Rubbo riprende ed infila in diagonale facendo esplodere il Mecchia. […]

Ore 13.30 – (La Nuova Venezia) Dagli spogliatoi escono i giocatori arancioneri, consapevoli di aver portato a casa una vittoria importante per la classifica e per il morale ma già concentrati sul prossimo incontro a Pordenone contro la prima della classe. Il primo a parlare è Neto. «È stata una vittoria importante contro una squadra blasonata e di valore e con giocatori di categoria. Portare a casa questa vittoria è stato di vitale importanza. Ci sta soffrire durante una gara ma davanti ci sono sempre gli avversari, non dimentichiamolo. Dobbiamo ancora migliorare in alcune cose ma siamo sulla buona strada. Oggi abbiamo giocato un gran primo tempo e continuando così saliremo ancora di livello». […] Poi il protagonista della giornata, Rubbo, che con il suo gol ha regalato la vittoria agli arancioneri. «È stata una grande giornata per me. Era una partita difficile contro una grande squadra. Poi il mio gol ha portato i tre punti e di questo sono contento. Siamo stati bravi a soffrire e stiamo dimostrando che in serie C ci possiamo stare anche giocando contro piazze importanti. Dedico la rete alla squadra e a Beccaro che mi ha messo in condizioni di segnare e a mia madre che ha sempre creduto in me e che sapeva che sarei riuscito a giocare tra i professionisti».  […]

Ore 13.10 – (La Nuova Venezia) In casa arancionera il sorriso del mister la dice lunga su quanto siano preziosi i punti guadagnati. Zironelli non si tira indietro nel complimentarsi con i suoi pur sottolineando che il lavoro da fare è ancora tanto. «Siamo contenti per la grande prestazione e per il grandissimo primo tempo. Stiamo migliorando e abbiamo corso un solo rischio nel secondo tempo ma Favaro è stato bravissimo e, in fin dei conti, i portieri servono a quello. Poi devo fare i complimenti a Spagnoli e Bussi che sono entrati subito in partita dando il cambio a Neto e Sottovia che avevano speso tanto durante la prima frazione». Il mister continua poi nell’analisi della partita. «Abbiamo giocato contro una grande squadra e siamo riusciti a limitarli in ogni zona del campo anche se loro hanno ottimi giocatori. Forse il miglior primo tempo fatto finora. Abbiamo allargato il gioco e tenuto sempre gli esterni alti. Bussi, infine, avrebbe meritato il gol. Nel nostro girone non c’è nessuno di imbattibile ma noi dobbiamo solo migliorare ancora in mentalità e cinismo. Stavolta abbiamo portato a casa 3 punti importanti contro una squadra che ha ambizioni di promozione. Stiamo prendendo consapevolezza e stiamo diventando maturi partita dopo partita». […]

Ore 12.50 – (La Nuova Venezia) Vittoria importante e prestigiosa per un Mestre che gioca una gara gagliarda, rischiando una sola volta e controllando il gioco per quasi tutto il match. Partita tra due squadre che giocano un bel calcio e galvanizzate dai risultati delle sfide di domenica scorsa. Il Mestre parte bene e già al 3′ sfiora il palo con un colpo di tacco di Neto servito da Beccaro. La risposta della Reggiana è immediata e al 5′ Altinier cerca lo spazio per il tiro da fuori ma è chiuso bene dalla difesa. Entrambe le formazioni giocano a viso aperto e lo spettacolo ne guadagna. Mestre tiene un leggero predominio sul campo e si affaccia più volte dalle parti di Facchin ma gli manca il colpo del ko. Messa alle strette la difesa della Reggiana non si fa scrupoli a lanciare lungo il pallone sperando nella velocità di Altinier e Carlini. È proprio quest’ultimo che al 19′ impegna Favaro a terra con i pugni per deviare in angolo un tiro rasoterra a fil di palo. Al 22’è la Reggiana a correre il rischio più grande. Punizione di Beccaro, Facchin vola e respinge a mano aperta ma Boscolo non riesce nel tap in vincente. Al 25′ è la volta di Fabbri che ben servito da sinistra colpisce al volo ma manda fuori. Passa un solo minuto ed è Neto a provarci in mischia guadagnando un angolo. Al 28′ il Mestre passa in avanti con Rubbo lesto a sfruttare una mischia in difesa della Reggiana. I difensori di La Rosa non riescono a spazzare, Facchin ci mette una pezza e manda il pallone sul palo ma finisce sui piedi di Beccaro che serve il centrocampista che con rabbia scarica il pallone in rete. […]

Ore 12.20 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Leo Colucci non disprezza il punto conquistato a Bergamo. «Abbiamo fatto di tutto per vincere la sfida con l’Albinoleffe esordisce il tecnico – Alla fine ho mandato in campo anche Sainz Maza, Martignago e Raffini chiudendo con un 4-2-4 molto offensivo. Sapevamo che non sarebbe stato facile uscire dall’Atleti Azzurri d’Italia con i 3 punti perché la Celeste è una squadra molto organizzata. Abbiamo rischiato? Certo. Quando spendi quasi tutta la gara nella metà campo avversaria spiega Leo è facile che in certe situazioni si possa subire le ripartenze degli avversari». Vero, ma il gol è arrivato su situazione da fermo, con un cross alto per la testa di Kouko, in mezzo a una difesa nell’occasione incerta e con Perilli in uscita non proprio perfetta. «Sì ammette Colucci -, ce ne siamo resi conto e in settimana lavoreremo anche sugli errori commessi in occasione del vantaggio orobico». Non solo: il Pordenone ha rischiato di trovarsi di nuovo sotto per una leggerezza sempre della difesa e del portiere che poteva costare cara. Fortunatamente Agnello ha centrato solo il palo. «Noi cerchiamo di uscire sempre palla al piede con il fraseggio, ma scuote la testa Leo certe volte bisogna anche buttar la palla più lontano possibile senza guardare tanto per il sottile l’estetica. Lo faceva sorride anche Baresi nel grande Milan». […]

Ore 12.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Rischia forte il Pordenone, ma esce dall’Atleti Azzurri d’Italia con un punticino utile a mantenere la vetta della classifica a quota 19 in coabitazione con la Sambenedettese, fermata pure essa sull’1-1 nel big match della giornata in casa del Renate (17). Questa volta non è riuscito a Colucci il colpaccio last minute come nella gara di sette giorni prima al Bottecchia con il Ravenna. Anzi, dopo aver riagguantato il risultato in chiusura della prima frazione con una zampata di Gerardi che aveva annullato il vantaggio precedente di Kouko, i neroverdi hanno rischiato di andare sotto di nuovo. Li ha salvati prima la bandierina del collaboratore sotto la tribuna che ha permesso al signor Pasciuta da Agrigento di annullare per un fuorigioco piuttosto dubbio il bis dell’Ivoriano e poi il palo alla destra di Perilli che ha respinto un botta di Agnello. La sorpresa settimanale di Colucci è rappresentata da Magnaghi, schierato a fianco Gerardi in attacco con Ciurria alle loro spalle. Burrai riesce a recuperare e occupa la cabina di regia con Misuraca e Lulli ai fianchi. Solita la difesa con Formiconi, Stefani, Bassoli e De Agostini davanti a Perilli. Alvini adotta invece per la sua giovane Celeste un 3-5-2 con Kouko e Ravasio in prima linea. […] L’Albinoleffe allunga a 7 gare la sua striscia di incontri senza successo con il Pordenone, i ramarri incassano il terzo pareggio di fila con i bergamaschi dopo i due della passata stagione. Mercoledì Stefani e compagni saranno impegnati in coppa Italia al Menti, gara secca contro il Vicenza. Domenica invece al Bottecchia per la decima di campionato ospiteranno il Mestre di Mauro Zironelli.

Ore 11.40 – (Messaggero Veneto) Bada al sodo Leonardo Colucci: «Abbiamo mantenuto continuità di risultati e questo aspetto è molto importante». Commenta così il pareggio con l’Albinoleffe il tecnico del Pordenone: avere conservato l’imbattibilità è un fattore positivo per lui che era consapevole già alla vigilia di dover affrontare una partita molto insidiosa.«Il nostro avversario è molto forte e organizzato – commenta -. Siamo andati sotto per un errore su palla inattiva ma poi siamo stati quasi sempre nella metà campo avversaria. Siamo stati bravi ad acciuffarla e fino alla fine abbiamo provato a vincerla: ho chiuso col 4-2-4 con Maza e Raffini non a caso. Sono comunque soddisfatto della prestazione». La squadra ha rischiato un po’ nella ripresa: Colucci riconosce questo aspetto. «Sì, a volte dobbiamo essere più pratici e meno narcisi – afferma il tecnico -. In alcuni momenti bisogna spedire la palla in tribuna come faceva Baresi. Tuttavia questa è una squadra nuova: oggi (ieri, ndr) sono scesi in campo sette giocatori che l’anno scorso non c’erano. Siamo primi? Sì, ma bisogna ancora lavorare molto. Tutti ci aspettano al varco». […]

Ore 11.20 – (Messaggero Veneto) Il Pordenone continua a convincere meno rispetto a quello delle primissime giornate, coglie il terzo pareggio nelle ultime quattro partite, ma rimane imbattuto e, quel che più conta, è ancora primo in classifica con la Sambenedettese, grazie al pareggio dei marchigiani a Renate e a quello del Bassano con la Triestina. Insomma, bagarre in vetta, dove nessuno corre.Diverse novità nell’undici di base per Colucci, che chiede e ottiene da Burrai di stringere i denti nonostante le precarie condizioni fisiche. Rispetto al match vinto col Ravenna, infatti, ci sono Lulli in mezzo al campo e Ciurria sulla trequarti con Magnaghi a supporto di Gerardi. […] Squadre aggressive, buona intensità, ma sembra più concentrato l’Albinoleffe, che riparte sempre con efficacia. E al 13′ passa: punizione sulla trequarti di sinistra, palla a spiovere verso l’area piccola, Perilli esce a vuoto e Kouko di testa lo anticipa, realizzando il suo primo gol stagionale. I ramarri per la terza volta consecutiva vanno sotto di un gol.I neroverdi provano a reagire, ma faticano a organizzare una manovra offensiva efficace. […] Il forcing – per la verità un po’ confuso – del Pordenone produce il gol del pareggio poco prima dell’intervallo, grazie al solito piede fatato di Burrai su palla inattiva: piazzato dalla trequarti di destra, sul secondo palo sfiora Gerardi, si accende una mischia, tocca Bassoli, la palla resta lì e ancora Gerardi sotto misura la spinge nel sacco: quarto centro stagionale per lui.

Ore 10.50 – (Gazzettino) «Ora dobbiamo prepararci per affrontare al meglio venerdì sera il Bassano che è formazione con le nostre stesse ambizioni. Spero che la sconfitta con il Teramo non precluda un grande appoggio del nostro pubblico, la squadra ha bisogno di essere supportata. Per cui faccio un appello: tifosi, abbiamo bisogno di voi. Venite il più possibile a darci una mano allo stadio. Se vogliamo portare in alto questa società, ci vuole calore. I ragazzi hanno bisogno di voi, spero che rispondiate numerosi perché quella con il Bassano è una partita che potrebbe dare davvero una svolta al nostro campionato». […]

Ore 10.40 – (Gazzettino) Il presidente poi aggiunge: «Sarebbe stato bello poter essere per una notte primi in classifica, speriamo che l’appuntamento sia rimandato a breve. La partita si era messa come voleva Bisoli. Dei primi venti minuti non si può dire nulla: oltre al gol, abbiamo tirato altre due volte prendendo anche un palo. Il Teramo non ci ha messo in difficoltà, se non con qualche traversone al quale abbiamo sempre rimediato. Purtroppo è andata così, mettiamocela via. Conta essere il più alto possibile a marzo-aprile». […]

Ore 10.30 – (Gazzettino) Teramo amara per i biancoscudati, ma nessun dramma per un filotto spezzato (sedici punti in sei partite). Il presidente Roberto Bonetto analizza lo stop rimediato in terra abruzzese e guarda avanti con immutata fiducia. «Un pizzico di rammarico indubbiamente c’è. Nell’arco del campionato arriverà di sicuro qualche altra battuta d’arresto, l’importante è che le sconfitte siano sempre salutari. Dobbiamo rimediare subito agli errori che abbiamo commesso sabato, alla fine sono state delle ingenuità. Magari è stato un momento di stanchezza quando abbiamo preso il gol del pareggio su azione d’angolo nel finale del primo tempo. Ora dobbiamo pensare soltanto a ripartire per intraprendere un altro filotto di vittorie, ci dobbiamo credere ancora». […]

Ore 10.10 – (Mattino di Padova, editoriale di Stefano Edel dal titolo “I peccati (inconsci) di presuinzione si pagano cari”) Passando al Padova, i peccati di presunzione sono parsi evidenti allo stadio “Bonolis” quando si è arretrato troppo il baricentro della manovra, dopo aver dettato legge per una buona mezz’ora, concedendo terreno ad un Teramo che aveva nei 5 centrocampisti la sola, concreta arma per tamponare e ridurre al minimo l’avanzare della “corazzata” biancoscudata, che ha nello sviluppo del gioco sulle fasce (con Madonna e Contessa) uno dei punti di forza. Rispetto alle prove precedenti, tutte coronate dai 3 punti, si è voluto gestire l’1-0 piuttosto che insistere per giungere al raddoppio e chiudere la sfida. Così l’avversario non ha mai mollato, ha creduto nella possibilità di riacciuffare il risultato e addirittura di sovvertirlo, come poi è successo. Bisoli ci era piaciuto sin qui perché aveva fatto tesoro della lezione di Meda (con il Renate) e aveva sistemato diverse cose che non andavano del suo Padova iniziale. Ci aveva preavvisato in estate che non avremmo visto sempre lo stesso modulo, che avrebbe cambiato spesso, ma perché farlo in modo così radicale, con tre punte schierate tutte assieme e due centrocampisti offensivi come Belingheri (in difficoltà contro lo scatenato De Grazia) e Candido? Ecco, forse si è esagerato. Il calcio è un gioco semplice, è proprio il caso di complicarlo quando non serve?

Ore 10.00 – (Mattino di Padova, editoriale di Stefano Edel dal titolo “I peccati (inconsci) di presuinzione si pagano cari”) Come non detto. Non ci sbilanceremo più nel solleticare, con titoli propiziatori, le ambizioni da primato di Cittadella e Padova nei rispettivi campionati. Entrambe con possibilità concrete di balzare in vetta alla classifica, in caso di successo contro Cremonese (al Tombolato) e Teramo (in trasferta), si sono piantate sul più bello. Si dirà: succede. Certo, il calcio – ce lo sta dimostrando a tutti i livelli – è pieno di sorprese del genere, l’equilibrio è diventato il connotato di fondo di molte categorie (magari non in A, dove lo strapotere juventino degli ultimi anni è messo in discussione dal Napoli in fuga), ma fallire due ottime opportunità come quelle che avevano a disposizione granata e biancoscudati impone una doverosa analisi dei motivi per cui il motore è andato fuori registro, si spera in una sola giornata. Sono due sconfitte che fanno rumore, anche se maturate in contesti diversi. Di fondo, al di là delle dichiarazioni (alcune decisamente di circostanza) degli allenatori, ci sembra di poter dire che un elemento comune, anzi sarebbe meglio definirlo un difetto, è l’aver peccato di presunzione. […]

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Eppure c’era il tempo per recuperare. Cosa è andato storto? «Ad inizio ripresa non siamo partiti male, tuttavia abbiamo subìto un altro gol su palla inattiva. E a quel punto diventa complicato rimettere in piedi la baracca, soprattutto su campi del genere. Nonostante tutto, abbiamo avuto due ottime occasioni con Cisco e Capello, che avremmo dovuto sfruttare meglio». E qui si entra proprio nell’ambito della partita “sporca” che ha finito con l’innervosire troppo i biancoscudati. Ad ammetterlo è lo stesso terzino: «Sì, dopo lo svantaggio ci siamo innervositi per ciò che è successo. C’erano continue perdite di tempo, i nostri avversari facevano finta di avere i crampi dopo 5′ dal via del secondo tempo e in alcune occasioni, mentre stavamo attaccano, lanciavano un secondo pallone dalla tribuna per far interrompere il gioco. Ad un certo punto sembrava di giocare una partita da oratorio. A mio avviso anche l’arbitro non ha aiutato a garantire la regolarità». […]

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) […] Il tecnico nel dopo-partita si è detto soddisfatto della prova in generale e dell’assetto tattico e anche un “senatore” come Nicola Madonna allontana il paragone con Meda: «Sì, contro gli abruzzesi è stata una partita “sporca”, ma molto diversa rispetto a quella del debutto in campionato», il suo pensiero. «Il risultato ci penalizza come contro il Renate, ma la prestazione è stata totalmente diversa». Madonna ne è sicuro, anche se non riesce proprio a sorridere dopo aver pennellato il terzo assist consecutivo a Capello, vanificato dalla rimonta del Teramo. «Il nostro primo tempo è stato ottimo. Avevamo interpretato molto bene la gara, siamo stati solo un po’ sfortunati a non sfruttare alcune occasioni da rete per arrotondare il vantaggio. Poi, il gol “da polli” preso a 30 secondi dall’intervallo ha cambiato molto. Sarebbe stata tutta un’altra cosa terminare la frazione iniziale in vantaggio».

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) È una mattinata di passerella, quella odierna, a Vicenza, perché, a partire dalle 10.30, al ridotto del Teatro Comunale andrà in scena il 17º Galà del calcio triveneto, evento organizzato dall’Associazione italiana calciatori in collaborazione con l’Unione Stampa Sportiva del Triveneto. Tanti i personaggi che si presenteranno sul palco, ma gli sguardi saranno tutti puntati su Nicola Rizzoli, ex arbitro e oggi responsabile e designatore della Can Serie A, la cui presenza sarà utile per provare a chiedergli che bilancio si sente di fare di questo primo mese e mezzo di campionato con la Var, che pure ha suscitato diverse polemiche.Il Galà, voluto dall’ex presidente dell’Assocalciatori, e ora presidente onorario, Sergio Campana, e che ha nel direttore generale Gianni Grazioli il suo “deus ex machina”, vedrà premiati i due portieri delle squadre professionistiche padovane per essersi distinti nel corso della passata stagione: Enrico Alfonso, numero uno del Cittadella, e Giacomo Bindi, estremo difensore del Padova. […]

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