Live 24! Gubbio-Padova, -4: giornata di lavoro “strong” alla Guizza, si inizia a preparare la sfida di domenica…

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Ore 20.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) «Non nascondo – afferma il presidente Serena – la mia preoccupazione, perché nell’ultimo mese abbiamo raccolto davvero poco. È ora di darci una mossa, ripartendo dal fattore fondamentale che non deve mai mancare alla squadra: quella fame di risultati che nelle ultime gare non ho visto. Serve la scintilla giusta, ma andando in campo con l’atteggiamento che abbiamo avuto sabato questo non può avvenire, perché prendere consapevolezza nei propri mezzi non si può tradurre in sufficienza e presunzione. Dobbiamo restare umili, perché chi gioca con umiltà alla fine vince, come ci hanno insegnato le squadre che, solo sulla carta, stavano indietro a noi in classifica. È una lezione che dobbiamo imparare, da cui dobbiamo fare tesoro». […] «Adesso sarà tutto più difficile per il nostro gioco, ma se serve cambiare strategia allora dobbiamo essere abili ad adattarci e fare di necessità virtù. Non possiamo continuare a nasconderci e accontentarci della buona prestazione, perché adesso serve fame, cattiveria, determinazione e rabbia nel cercare il gol e trovare punti, senza trovare nessun alibi. Ma per fare questo servono umiltà e rispetto dell’avversario, perché pensare di avere già vinto contro le squadre che stanno dietro a noi in classifica sarebbe un errore madornale, per il quale siamo stati giustamente puniti. Abbiamo dimostrato a più riprese di poter stare in questa categoria, ma se non riusciamo a scendere in campo ogni sabato con l’atteggiamento giusto alla fine ne pagheremo le conseguenze. Continuando a trovare scuse ci spianiamo la strada alla retrocessione». […]

Ore 20.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) […] Il pari casalingo col Fano prima della pausa e la sconfitta col Santarcangelo hanno fatto precipitare le quotazioni del Mestre, per la zona nobile. Che pure rimane alla portata essendo la classifica cortissima. «C’è rabbia per episodi che ci hanno notevolmente penalizzato – spiega Mauro Zironelli – se la partita gira in un certo modo è anche perché ci sono certe valutazioni. Tutta la nostra panchina era arrabbiata, ma dobbiamo incassare e portare a casa e ripartire. Adesso ci aspetta il SudTirol e dovremo essere bravi a tornare alla vittoria contro un avversario molto fisico». Il problema del gol rimane piuttosto evidente, soprattutto per la capacità di creare molte occasioni, ma allo stesso tempo per l’incapacità di sfruttarle. E pensare che sabato lo splendido gol di Spagnoli aveva illuso tutti, salvo poi ricadere sempre negli stessi errori. «Abbiamo sempre il solito problema – sospira l’autore del momentaneo 0-1 — perché non riusciamo a gestire bene nemmeno le partite in cui arriviamo venti volte al tiro».

Ore 19.30 – (Il Piccolo) Si potrà anche definirlo l’attaccante tascabile, considerata la sua statura (gli almanacchi certificano 164 centimetri di altezza), ma quanto a rendimento e fiuto del gol Mirco Petrella si sta rivelando a sorpresa un bomber davvero extralarge. A sorpresa perché è vero che il 24enne giocatore ex Teramo è un elemento dalle spiccate doti offensive, ma certo non può sicuramente essere definito un cannoniere e di mestiere non fa la punta classica. […] Qui a Trieste sta facendo cose egregie, soprattutto in rapporto a quanto ha effettivamente giocato. Perché è proprio questo il dato più eclatante di Petrella: il giocatore abruzzese finora ha tenuto una media gol-minuti giocati da primato. Con la doppietta realizzata al Feralpi Salò (in precedenza c’era stata quella del trionfo di Vicenza più la rete inflitta al Gubbio), Petrella ha già toccato quota 5 reti, in appena 449 minuti giocati: i conti sono facili facili, il giocatore finora ha realizzato un gol ogni 90 minuti, quindi una rete a partita effettivamente giocata. […] Giusto per fare un paio di paragoni, Petrella ha giocato meno di un terzo di Arma (che è rimasto in campo per 1431 minuti), che capeggia i cannonieri alabardati con 6 reti, e meno della metà di Mensah (finora impiegato 1061 minuti), che ne ha segnati quanto lui. In pratica Arma ha segnato un gol ogni 238 minuti, Mensah ogni 212, insomma numeri di gran lunga inferiori alla performance di Petrella. […]

Ore 19.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) La crisi continua e neppure il cambio in panchina pare aver interrotto l’emorragia di punti che sta spingendo il Bassano sempre più in basso. […] Si prevede un ampio rinnovamento a gennaio. A cominciare da quel centravanti che il dg Werner Seeber sta cercando per tamponare l’infortunio di Grandolfo. I nomi sul taccuino sono quelli di Matteo Chinellato (Padova) e di Iacopo Cernigoi (Pisa). Per entrambi c’è concorrenza, considerato che il centravanti trevigiano è marcato stretto da Piacenza e Viterbese, mentre su Cernigoi c’è la Casertana. A cercare di scuotere i compagni di squadra in attesa di tornare in campo dopo la pausa, prova Stefano Botta. «Gli episodi bisogna saperli portare dalla propria parte — sottolinea il centrocampista — e forse dovevamo mettere più cattiveria per portare a casa almeno un punto con il Vicenza. Dobbiamo aumentare intensità e ritmo, il tempo per recuperare c’è ma si può aspettare ancora. Siamo in tanti con esperienza, dobbiamo cambiare registro. La pausa per ripartire? Avrei preferito giocare subito, già domani, però lavorare ci farà bene. Perché dobbiamo prima di tutto ritrovare noi stessi».

Ore 18.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Il nulla di fatto tra Boreas Capital e Vi.Fin., attuale proprietà del Vicenza, era annunciato e infatti negli studi del notaio ieri non si sono visti né i vertici della holding lussemburghese, né quelli della attuale proprietà del club biancorosso. Come detto la cosa non ha sorpreso nessuno, visto che nella conferenza stampa di giovedì scorso l’avvocato Roberto Atzeni, che da settembre cura gli interessi di Boreas Capital, aveva comunicato che ieri il closing non ci sarebbe stato. Questo nonostante Marco Franchetto, presidente di Vi.Fin., avesse sottolineato che trascorso lunedì senza le firme di chiusura sul contratto avrebbe ritenuto risolto ipso iure il preliminare firmato il 13 novembre. Ma secondo Boreas Capital, Vi.Fin. non sarebbe nelle condizioni di porre ultimatum. Insomma, una situazione che definire caotica non è certo un eufemismo. […] Un contesto complicato, che vede l’attuale proprietà nelle condizioni di dover affrontare tra qualche giorno alcune scadenze molto importanti per il futuro. Entro il 15, infatti, deve essere effettuato il bonifico finalizzato al pagamento di stipendi e contributi dei calciatori e collaboratori del Vicenza, il tutto per circa 500mila euro. Per il 20 di dicembre, al massimo entro fine anno, ci sono circa 42mila euro da corrispondere al Comune di Vicenza e a gennaio c’è la scadenza dell’Iva corrente (280mila euro circa) e di quella rateizzata, pari a 588mila euro. Oltre a queste scadenze il Vicenza calcio dovrà ripianare le minus valenze scaturite dalla cessione dei giocatori della rosa dello scorso anno, che sono stati trattati a prezzi inferiori rispetto a quanto inserito a bilancio. Sommando il tutto servono oltre due milioni e mezzo entro gennaio, con Vi.Fin. che più volte ha fatto sapere di non essere in grado di andare avanti da sola, e che quindi deve procedere con la cessione del club in tempi molto stretti. […]

Ore 18.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Prima di essere giocata sul campo mitico del Meazza, la sfida tra quasi-serpenti (per dirla alla Spalletti) ha appassionato tutta l’Italia in termini virtuali. Merito dell’ufficio stampa naoniano, retto dal purliliese Marco Michelin, a sua volta ex calciatore (era un difensore piuttosto deciso), giornalista, grande appassionato di pallone. Con altri fidi amici ha orchestrato una sorta di pre-gara ricco di spunti: goliardici, paradossali, incredibili. In una parola: magici. – Come si costruisce la comunicazione diretta a social e media per una partita impossibile come questa? «Nell’avvicinamento a questo incredibile evento, sull’onda dell’emozionante e fantastica impresa di Cagliari, mi erano venute in mente alcune idee – racconta Michelin -. Le ho condivise con Sebastiano Orgnacco, fondamentale collaboratore social-web e grafico. Ci siamo detti: diamoci da fare. Abbiamo così riempito una lavagna di appunti, con il filo conduttore del countdown, da far scoccare ogni giorno alle 21 esatte sui nostri canali social: Facebook, Twitter e Instagram. L’ufficio è diventato una sorta di laboratorio, con il contributo dei colleghi, oltre che dei cari amici Alessia, Fabio e Sara, rendendo partecipi un po’ tutti al De Marchi. Giocatori e mister compresi. Anche il presidente Lovisa ci ha appoggiato con entusiasmo, condividendo lo spirito dell’iniziativa». – Da dove sono nate le idee legate alla playstation e ai vari duelli? «Abbiamo cercato di azzerare le distanze tra i due mondi, la A e la C. Che si sarebbe giocata Inter-Pordenone lo sapevano in tantissimi in Italia, dopo l’impresa di Cagliari. Anche grazie all’attività social settimanale l’hanno scoperto praticamente tutti. Se a pochi giorni da Juve-Inter Gazzetta.it ha dedicato l’apertura del sito per 3 ore all’attesa di Inter-Pordenone, vuol dire che abbiamo fatto centro». – E la simulazione in rete? «Parliamo di un evento talmente incredibile da non esistere neppure nel virtuale. Considerando che solitamente il virtuale stesso può tutto e la realtà no, ci è venuto in mente di creare il parallelismo. Poi il fatto che la community italiana PesTeam abbia trasformato questo nostro sogno (ora il Pordenone può essere scaricato gratuitamente da tutti i giocatori, ndr) è magnifico». […]

Ore 17.40 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Pordenone chi? Con tutto il rispetto, qui è Football club Internazionale Milano (si scherza…). Stasera, nel gelo e magari nella neve di San Siro, va in scena una gustosa partita di calcio tra la nobile squadra attualmente al primo posto della serie A e una di modesta ma intrigante storia, al momento al quinto posto nel girone B della serie C. Vieni avanti, Pordenone, con i tuoi quattromila (?) tifosi, sarà comunque festa. Luciano Spalletti, uomo di sostanza e di pensiero (che spesso sfocia in omelia, e vedi il vocabolario: Discorso moraleggiante, monotono e fastidioso) ha allertato i suoi giocatori: «Ho avuto relazioni molto buone sul Pordenone, non dobbiamo credere di avere già in tasca la qualificazione ai quarti della Coppa Italia». Due 0-0 hanno mantenuto l’Inter in vetta alla classifica: il suo, stampato a Torino nel Derby d’Italia, e quello di Napoli-Fiorentina. Sola al comando e imbattuta, 40 punti su 48 disponibili, 12 vittorie e 4 pareggi, la miglior difesa con 10 gol subiti (come il Napoli). Numeri straordinari, letteralmente impensabili la scorsa estate quando al di là delle balle sparate poi dai soliti noti trombonisti la squadra veniva giudicata inadatta al ruolo di protagonista del campionato. […]

Ore 17.20 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) InterPordenone diventa realtà. Mancano 3 anni al centenario e poche ore alla madre di tutte le sfide che almeno sino al 2017 i neroverdi possono dire di aver affrontato. Alle 21, con quattromila supporter neroverdi al seguito e un numero incalcolabile di fan davanti ai teleschermi sfruttando la diretta di RaiDue, gli ottavi di finale di Tim Cup più eclatanti andranno in scena. Quelli che mettono di fronte una squadra al vertice della serie A con una attualmente nei playoff di Lega Pro. […] Nessuna comunicazione ufficiale, ma Colucci starebbe preparando l’albero di Natale meneghino. Il modulo proposto dovrebbe essere il 4-3-2-1, ricalcando lo schieramento di Cagliari, ma con un De Agostini in più dall’inizio sulla fascia sinistra. Con Perilli fra i pali, il poker difensivo dovrebbe comprendere il mancino friulano insieme a Bassoli, Stefani e Formiconi; a centrocampo Lulli, Misuraca e Burrai; Berrettoni e Sainz Maza alle spalle di Magnaghi. Ha ottenuto il massimo nel capoluogo della Sardegna: la volontà è quella di ottenere il bis in quello della Lombardia. «È una festa – dice Leo Colucci davanti alle telecamere di Sky Sport -: sono contento per la realtà Pordenone, per la società e per il presidente che in 9 anni ha costruito una bella cosa, con infrastrutture e settore giovanile. Quindi la sfida di San Siro è il giusto premio, quando si parla di programmazione». […]

Ore 16.50 – Padovagoal news: E’ fatta per il nuovo socio che entrerà a far parte del Calcio Padova con una quota del 20% del pacchetto azionario di viale Rocco. Si tratta di Joseph Oughourlian, Ceo e fondatore di origini franco-armene del fondo Amber Global Opportunities, che detiene già quote di partecipazione in un club colombiano (il Millonarios Cuadro Azul y Blanco) e in uno francese di Ligue 2 (il Racing Lens). Questo il comunicato del club di viale Rocco che ufficializza le firme sui contratti avvenuti oggi pomeriggio via telematica: “È stato sottoscritto stamane a Padova l’accordo che prevede il perfezionamento dell’acquisto del 20% delle quote societarie della Calcio Padova Spa, detenute da Thema Italia Spa di cui Roberto Bonetto è amministratore delegato, da parte della società J4A Holdings II S.à r.l., facente capo a Joseph Oughourlian. L’importo nominale complessivo dell’operazione è di 300 mila euro e prevede l’ulteriore impegno a effettuare finanziamenti soci nel corrente esercizio per altri 200 mila euro. Joseph Oughourlian, 45 anni, francese di origini armene è fondatore e CEO di Amber Capital LP, tra i più importanti fondi di investimento (non coinvolto nell’operazione). Per lui, grande appassionato di calcio, si tratta del terzo investimento in questo sport, dopo quello nella blasonata squadra colombiana Millonarios Fútbol Club che milita nella Liga Postobon, la massima divisione del campionato colombiano, e quello europeo nel Racing Club de Lens, squadra iscritta alla Ligue 2 del campionato francese. “Sono davvero felice di dare il mio contributo al Presidente Bonetto, al Padova Calcio e alla città di Padova – ha commentato Joseph Oughourlian. Conoscevo bene il Veneto e Padova, e il loro straordinario tessuto economico, avendo investito in realtà aziendali come Sorgent.e. Ma sono stato positivamente sorpreso dalla passione che circonda e sostiene il Padova Calcio, che ho scoperto grazie all’amico Daniele Boscolo. E’ stata questa passione a convincermi a impegnarmi e investire per riportare questa storica e importante realtà calcistica a puntare ai traguardi che merita.” “Fin dal primo giorno abbiamo espresso la volontà di rinforzare la compagine societaria con l’ingresso di nuovi soci – ha dichiarato il Presidente Roberto Bonetto. Perciò ora siamo più che lieti di accogliere l’ingresso di una persona di altissimo profilo, che conosce e apprezza il nostro territorio e soprattutto che è appassionata di calcio come lo siamo noi. Con l’ingresso di Joseph Oughourlian il Padova si rafforza sotto il profilo finanziario ma soprattutto si arricchisce sotto il profilo umano e professionale”.

Ore 16.20 – (Messaggero Veneto, lettera del vicegovernatore del Fvg Bolzonello) Dal Bottecchia a San Siro, un viaggio lungo una vita.Ho un ricordo nitido della mia prima volta al Bottecchia e non è un goal o un calciatore. È un muro di persone festanti. Era la stagione 65/66 e mio padre decise che era tempo che andassi allo stadio. Lui andava in “prato”, così si chiamava il settore fronte tribuna formato da terrazzamenti in erba con un bel filare di alberi dietro, e lì mi portò. Rimasi impressionato dal muro di persone e dalla festa che si stava consumando. Ho pensato molte volte, negli anni, a quel calcio che non c’è più. […] Ricordo come oggi l’incontro con Mauro Lovisa, non sono servite tante parole con questo friulano di Rauscedo, innamorato del calcio e della sua terra. È bastata una stretta di mano e ci siamo trovati in C. È da 3 anni vediamo un calcio bellissimo. Oggi partiamo dal Bottecchia destinazione San Siro. Felici e orgogliosi. Ci andiamo con Lovisa presidente, Colucci allenatore, Stefani capitano, ma ci andiamo con i tanti allenatori, giocatori e, soprattutto, tifosi che dal 1920 amano i colori neroverdi. E come diceva Aldo Casotto, storico speaker del Bottecchia, prima di ogni partita: «Forza ragazzi, forza ramarri, forza neroverdi, forza forza Pordenone».

Ore 16.10 – (Messaggero Veneto, lettera del sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani) In molti mi chiedono per chi tiferò martedì, sapendo che la mia squadra nella massima serie è l’Inter. Io il problema non me lo sono nemmeno posto: tiferò neroverde. Tutta la vita. Con il cuore e senza ombra di dubbio. E non in virtù del mio ruolo istituzionale, ma innanzitutto come pordenonese e come tifoso. Questa sfida ha un sapore romantico. Di più, epico. È Davide contro Golia. È una di quelle favole che talvolta irrompono nel mondo del calcio miliardario e lo riportano al suo fascino originario e puro. Ed è anche il piccolo sogno di un territorio e di una comunità, quella pordenonese, laboriosa e discreta, allo stesso tempo capace di grandi slanci e sorprendente entusiasmo. Lo dimostra la mobilitazione del valoroso “esercito” che andrà a San Siro. E lo dimostra la passione collettiva che si respira attorno a questa partita. Una passione che contribuisce a creare un sano spirito comunitario e che ha contagiato anche chi di solito è indifferente o insofferente al calcio. […] Non faccio pronostici. Ma mi è piaciuta molto l’autoironia con cui la società neroverde ha presentato questa sfida impossibile, quel “Mai stati in B” che accomuna neroverdi e neroazzurri. Poi, si sa, il calcio può essere magia. In fondo si gioca 11 contro 11. E la palla è rotonda…

Ore 16.00 – (Messaggero Veneto, lettera del presidente Mauro Lovisa) Siamo pronti. Inter-Pordenone è un appuntamento con la storia, qualcosa di straordinario che Pordenone, come società, territorio e movimento sportivo, ha meritato di vivere. Una prova di maturità per tutti, da superare a pieni voti. Noi vogliamo viverla appieno, ma a nostro modo: con lo spirito sempre positivo, la leggerezza e ironia di questi giorni, la consapevolezza di essere una realtà in continua crescita e con un progetto sportivo chiaro e importante, che crede molto nei propri giovani. San Siro non dev’essere un punto di arrivo, ma una prima – pur magica – tappa del Pordenone ai vertici del calcio italiano. Sono certo che la squadra, con mister Colucci e lo staff ci regaleranno, al di là del risultato, una notte indimenticabile. Anche alla Scala del Calcio sapranno giocare come sanno, con quella qualità che ha permesso di conquistare Cagliari. Abbiamo un grande e affiatato gruppo, team vero di giocatori e di lavoro, oltre che dirigenziale e di tutti quanti collaborano con la società. Attorno a noi istituzioni, sponsor e chiaramente i tifosi, che non ci fanno mai mancare il loro supporto. Ringrazio tutti. Del libro di quasi 100 anni della nostra storia quella di oggi è una delle pagine più belle. Storia che questa società vuol continuare a scrivere di stagione in stagione: primo obiettivo regalare a tutta Pordenone, e il tifo ha contagiato anche oltre i confini cittadini, la serie B. E mi emozionerò, non potrebbe essere altrimenti, nel vedere la “macchia” neroverde nel cuore di San Siro. […]

Ore 15.50 – (Messaggero Veneto) L’Inter teme il Pordenone. Soltanto prudenza di rito, si penserà. Forse anche no, perché Luciano Spalletti sembra davvero sincero quando nel presentare il match di stasera a San Siro ricorda la quasi impresa del suo Empoli, che nel 1996 “rischiò” (1-1) di eliminare «il Milan dei vari Baresi, Costacurta, Albertini, Baggio e Weah». Cita il precedente per mettere in guardia i suoi dal pericolo di sottovalutare il confronto con la squadra neroverde, rivelazione della coppa Italia. Come lo era allora la formazione toscana. Ed è ancora più esplicito, il tecnico nerazzurro, quando, con un pizzico di ironia, commenta: «Venendo qui i cartelli non dicono “attenzione neve”, ma “attenzione Pordenone”. Basta rivedere la loro prima mezz’ora contro il Cagliari per rendersi conto di quante volte i sardi hanno preso palla. Considerando le difficoltà che noi abbiamo avuto proprio a Cagliari, meglio stare attenti». […] «Colucci è un ottimo allenatore. Vedendo la sua squadra è facile capire che diventerà forte. Ha fatto il secondo di Giampaolo a Cesena, ha allenato la Primavera del Bologna e a Reggio Emilia. E ora sta facendo bene pure a Pordenone». L’allenatore toscano passa pure in rassegna i giocatori più rappresentativi dell’undici neroverde: «Hanno Berrettoni, e Burrai davanti alla difesa mi ricorda molto Colucci da calciatore». Ma il “giocatore” che il tecnico nerazzurro teme di più ha un nome tutto particolare: «Il loro top player sarà la super-motivazione. Ho passato la mia vita professionale in quelle categorie e so che spinta danno queste gare. Le coppe nazionali sono piene di risultati clamorosi, perché la squadra più forte magari gioca in maniera presuntuosa e quella sulla carta più debole è molto carica». […]

Ore 15.40 – (Messaggero Veneto) Stazione di San Siro, ultima fermata? Se lo chiedono i quasi 4 mila tifosi del Pordenone che stasera (alle 21) siederanno sugli spalti della “Scala” del calcio, al “fianco” dei 25 mila di fede nerazzurra. E pure gli altri appassionati naoniani che opteranno per la diretta televisiva su Rai2. Una domanda cui il club neroverde, attraverso un simpatico video su Twitter, risponde con un: “Forse”, mentre sulla Play station 2018, dopo la richiesta del Pordenone, i ramarri esultano già. Tutto ciò è il frutto delle riuscite iniziative social di questi giorni, in cui un po’ tutti hanno parlato delle ironiche vignette ideate dallo staff neroverde (da ieri online anche il nuovo sito internet). Sul treno di Harry Potter – per rappresentare quello che potrebbe essere l’ultimo viaggio della corsa in Tim Cup – il capo stazione del video si lascia scappare quell’avverbio dubitativo che racchiude tutta la flebile, ma pur viva speranza di compiere un’altra impresa. […]«Ci siamo allenati bene – fa sapere Leonardo Colucci all’arrivo a Milano – e siamo anche noi curiosi di vedere cosa succederà. Ho detto ai ragazzi di giocarsela. Con la forza di chi non ha nulla da perdere. Per fermare i nerazzurri? Bisognerebbe arrestarli – scherza il tecnico neroverde -, stiamo parlando di giocatori di caratura europea. La grande squadra, però, ti lascia di solito due o tre occasioni. Noi dovremo essere bravi a sfruttarle». La chiosa è alle emozioni, quelle che riserva uno stadio come San Siro: «È la seconda volta per me da allenatore in questo impianto (la prima quando era vice a Cesena), ma le farfalle nello stomaco ci sono sempre. Se non ci fossero, sarebbe meglio smettere». In chiave formazione, si va verso la conferma dell’undici protagonista dell’exploit di Cagliari. Unico dubbio tra Nunzella e De Agostini, col primo favorito. […]

Ore 15.10 – È stato presentato in questi minuti il progetto di ristrutturazione dello stadio Euganeo. Questo quanto spiegato da Diego Bonavina, Assessore allo Sport: “Nella prima slide si vede in fondo quella che sarà la curva sud. Il primo stralcio prevede la copertura della curva Sud. Io ho avuto la fortuna di giocare allo stadio Euganeo, ed è dispersivo sia a livello di distanza che di acustica quindi la chiuderemo unendola con la Tribuna Fattori e con la Tribuna Ovest con una “quinta”. Tale chiusura può ricordare lo stadio Marassi. Il campo verrà traslato ma non girato, e la Curva Sud passerà da una distanza di 55 metri a 10 metri e ad una capienza di 3.200 spettatori. Inoltre dal 2019/20 verranno tolte le barriere anche in tutti i settori. Dalla parte opposta verrà fatta una “quinta” di chiusura mobile perché lo stadio in estate diventerà L’arena dei grandi concerti. Il secondo stralcio prevede la costruzione di un palazzetto dello sport dinanzi all’attuale curva nord. Nel terzo stralcio si prevede la costruzione della nuova Curva Nord, nel frattempo i tifosi ospiti si metteranno nella tribuna laterale Est. I lavori potrebbero cominciare già domani mattina perché non intralcerebbero la disputa delle partite di calcio. Tutto però dipende dal Bando Periferie: noi abbiamo tutte le carte in regola per poter avere i due milioni di euro previsti, ma senza di quelli non si fa nulla. Poi bisognerà vedere anche se la curva Sud è antisismica, perché realizzata dopo l’uscita della norma antisismica ma progettata prima di questa norma, e in base a quello si capirà che tipo di copertura si potrà realizzare. Il primo stralcio costerà 3.200.000 euro e comprende anche la sistemazione del sistema di drenaggio del campo e di tutti i seggiolini dell’intero stadio, che vanno obbligatoriamente cambiati. Se poi fra qualche anno Bonetto vorrà investire e rifare le tribune può farlo, perché questo progetto può consentire di lavorarci anche dopo. Lo spostamento del campo? Costa 300.000 euro. La tempistica? Tutto dipenderà da quando arriveranno i due milioni, ma da quando si inizia nel giro di 3-4 mesi si riesce a finire il primo stralcio! il mio sogno è di partire il 7 maggio, perché vorrebbe dire che il Padova è matematicamente in serie B e che avrebbe il nuovo Euganeo pronto per il campionato 2018/19″.

Ore 14.40 – (Gazzettino, edizione di Venezia) «Venezia in mini-crisi? Assolutamente no, e in tutte e tre le restanti gare del girone di andata possiamo puntare ad ottenere il massimo». Marcello Falzerano dribbla senza titubanze i rimbrotti nei confronti di un Venezia a secco di vittorie dall’1-0 al Perugia di un mese fa. Gli arancioneroverdi di Pippo Inzaghi hanno perso lo smalto dei giorni migliori, tant’è che la trasferta di venerdì sera a Foggia (ore 20.30) si preannuncia come un esame particolarmente delicato. «Veniamo da tre punti nelle ultime quattro gare, un bottino che solo le nostre vittorie ottenute in precedenza fanno sembrare un po’ magro rivendica Falzerano . Io dico invece che anche gli ultimi tre pareggi sono stati utili per restare in piena zona playoff. Infatti gli 0-0 esterni con Entella e Palermo hanno assunto ancora più valore, dopo che entrambe hanno battuto il Bari capolista». […] L’1-1 di sabato con la Pro Vercelli ha confermato le difficoltà del Venezia a segnare.
«Abbiamo avuto le nostre occasioni, come del resto ne abbiamo subite, quindi alla fine il pareggio è stato giusto. Per quanto riguarda i gol a mio avviso dipende dal momento, perché all’inizio del campionato non segnavamo, poi abbiamo trovato la porta con più facilità ed ora fatichiamo un po’. Nessun dramma, è tutto nella norma». Venerdì il Venezia è atteso da un Foggia penultimo e in crisi di risultati.
«Sappiamo cosa ci aspetta, una vera e propria battaglia contro una squadra che sta vivendo un momento molto difficile. A noi di certo non difetterà la convinzione di poter fare risultato, siamo vivi e vogliamo proseguire facendo punti ovunque». […]

Ore 14.20 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) La Sampdoria bussa alla porta di Pippo Inzaghi. Quella che inizialmente era una semplice indiscrezione con il passare dei giorni ha preso consistenza. Uno scenario, questo, futuribile e proiettato alla prossima stagione, quando a Superpippo scadrà il contratto con il Venezia e quando probabilmente la voglia è quella di tornare in serie A. […] Le parole del presidente Tacopina, che hanno in qualche modo rimarcato la mancata vittoria contro la Pro Vercelli, hanno fatto discutere. Il responsabile dell’area tecnica Leandro Rinaudo, però, minimizza e getta acqua sul fuoco: «Non potendo vivere la squadra ogni partita e ogni domenica assiduamente — spiega — il presidente soffre di più da lontano a non vincere. Caratterialmente è un vincente, soffre molto quando non arrivano i risultati pieni, anche se comunque il pareggio lo ritengo un risultato positivo nella nostra situazione. Fa anche piacere vederlo così presente, perché questo non fa che confermare che alla squadra tiene tantissimo. Le sue sono parole che sono state di aiuto e di stimolo per tutti»

Ore 14.00 – (La Nuova Venezia) […] «Il gol verrà, anche contro la Pro Vercelli le occasioni per segnare le abbiamo create» è la spiegazione di Davide Marsura, due reti finora contro Carpi e ad Ascoli, «è ovvio che serve qualche gol in più, ma credo che anche contro i piemontesi il Venezia abbia disputato una buona partita, giocando a viso aperto con gli avversari. Questo è un campionato dove non bisogna fermarsi: è vero che nelle ultime tre partite siamo riusciti a conquistare tre punti, ma sono arrivati attraverso tre pareggi e una sola sconfitta e il punto strappato a Chiavari contro l’Entella e a Palermo è un risultato positivo. Basta solo vedere come si è imposto il Palermo a Bari per dare il peso giusto al nostro pareggio della scorsa settimana». Nonostante i tre punti ottenuti nelle ultime quattro gare il Venezia è ancora dentro la zona playoff con tre lunghezze di margine sul nono posto. «Nell’arco di una stagione ci può stare un periodo in cui fai più fatica» osserva l’attaccante «non possiamo sempre vincere anche se ritorneremo presto alla vittoria. Conosciamo i nostri obiettivi, quale è la nostra forza. Siamo ambiziosi e vogliamo fare bene. Non è il caso di fasciarsi la testa per tre pareggi». […]

Ore 13.30 – Qui Guizza: termina l’allenamento.

Ore 13.10 – Qui Guizza: prove tecniche di 4-3-1-2.

Ore 12.50 – Qui Guizza: corre a parte Pulzetti.

Ore 12.30 – Qui Guizza: lavoro sul sintetico.

Ore 12.10 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo per l’allenamento.

Ore 11.50 – (Gazzettino) […] Manuel Iori elenca le tante positività espresse. «Abbiamo giocato tenendo costantemente il ritmo su un buon livello e creato parecchie chiare occasioni da gol: alcune non finalizzate, altre neutralizzate dal loro portiere o con la palla che per due volte ha colpito il palo. L’Avellino ha tirato in porta solo nelle due volte che ha segnato, più un colpo di testa parato da Paleari. Per questo dico che il risultato è bugiardo ed è arrivato nel modo peggiore che potesse arrivare». Che sia stata una beffa che supera altre precedenti, poco interessa al capitano granata. «Non dobbiamo pensare negativo, ma essere consapevoli di avere fatto un’altra prestazione di buon livello. Saremmo primi se non avessimo regalato punti in diverse partite, noi possiamo dare del filo da torcere a tutti. Guardiamo avanti trasformando questa rabbia in energia positiva senza subìre contraccolpi, ma analizzando le cose buone e gli errori commessi per eliminarli». Iori non vuole usare il verbo ripartire, ma continuare. «Cavalchiamo il momento positivo perchè arriviamo da tre vittorie in campionato e se non c’è stata la quarta con l’Avellino non è dovuto a un calo del nostro gioco». […]

Ore 11.40 – (Gazzettino) A causa della neve il Cittadella si è allenato in parte sul campo sintetico, in parte nelle strutture coperte di Cittadellasport. In gruppo anche Camigliano e Pasa: quest’ultimo era uscito sabato scorso con una botta alla caviglia; differenziato per Strizzolo, Siega, Caccin, Settembrini e Alfonso, che ha fatto un’ecografia al polpaccio con esito negativo. Ancora terapie per Iunco. Oggi allenamento ancora al pomeriggio; domani solo al mattino, poi la partenza per Roma. E giovedì sera l’attesissima sfida per gli ottavi di Tim Cup con la Lazio, arbitro Pinzani. I tifosi granata sono sugli scudi per l’evento all’Olimpico: completati quattro pullman (tre del Centro di coordinamento e uno dei Supporters Cittadella) più due pulmini. […]

Ore 11.30 – (Mattino di Padova) Manuel Iori, non ce ne voglia, ma è impossibile non partire da quel rigore ceduto a Litteri. «Gianluca mi ha chiesto di tirarlo e io gliel’ho lasciato. Non è la prima volta che accade», risponde il capitano del Cittadella. «Se l’avesse sbagliato, ma avessimo comunque battuto l’Avellino, non ci sarebbe stato tutto questo clamore». Se ricapiterà una situazione del genere, farà la stessa cosa? «Ho una fiducia completa nei miei compagni e in una situazione analoga glielo farei comunque battere. I rigori si segnano e si sbagliano, a me era capitato di farmene parare uno a La Spezia. Succede. È chiaro che a dare fastidio, più ancora del risultato in sè, è il modo in cui è giunto il gol del 2-2, incassato subito dopo quel rigore, su una ripartenza». A Gianluca ha detto qualcosa di particolare? «Non c’è niente da dire. È chiaro che in tutti noi, lui compreso, ci sia un misto di delusione e rabbia. La verità è che in quel momento avremmo dovuto essere più bravi, evitando di subìre il secondo gol. Ma nei 30 secondi successivi al rigore probabilmente lo stato d’animo non era più lo stesso di prima e anche questo ha influito». […] Ci proverete anche giovedì in Coppa Italia con la Lazio?«Sarà una bella esperienza per noi e per tutto l’ambiente granata. Ce l’andremo a giocare, sperando di fare bella figura. Logico che i favori del pronostico vadano alla Lazio, ma nel calcio non si deve mai dire mai…». […]

Ore 11.20 – (Corriere del Veneto) […] La settimana sarà indubbiamente monopolizzata dal grande appuntamento di giovedì sera in Coppa Italia che vedrà il Cittadella affrontare all’Olimpico la Lazio. Il Cittadella affronterà per la seconda volta nella storia i biancocelesti dopo l’8 dicembre 2005 (Lazio-Cittadella 2-0 con reti di Simone Inzaghi e di Goran Pandev). Dodici anni dopo la storia si ripeterà. Sono 223 i tifosi che hanno prenotato quattro pullman complessivamente nei tre punti del bar Stadio, Caffè Treviso e bar Ristorante da Godi. Altri due mini-van completeranno la comitiva granata. Per motivi organizzativi, non è stato possibile soddisfare altre varie richieste pervenute per un altro eventuale pullman. Ma la presenza di sostenitori del Citta all’Olimpico sarà comunque importante, per una partita pur sempre «storica» per la società granata.

Ore 11.00 – (Gazzettino) Bepi Pillon segue sempre con interesse le vicende biancoscudate, avendole vissute in prima persona anche due anni fa. «Ho visto le partite che hanno trasmesso in televisione, è decisamente l’anno buono per vincere. C’è tutto: squadra, tifoseria, società e soprattutto un allenatore che ha già vinto dei campionati e che sa gestire i vari momenti. Il Padova è la squadra da battere, ha dimostrato di essere la più forte in questo frangente. Vincere è sempre difficile a tutti i livelli: dovrà lottare e non mollare mai visto che le insidie sono sempre dietro all’angolo, ma ha tutte le componenti per potercela fare». Un flash sulla squadra. «Rispecchia il suo allenatore per aggressività, temperamento e organizzazione». […]

Ore 10.50 – (Gazzettino) Andrea Mandorlini, oltre ad avere alle spalle un passato da tecnico del Padova, segue con attenzione il figlio Matteo, che milita nella squadra biancoscudata. «È già un segnale importante finire il girone d’andata davanti a tutti. Poi non con uno, ma con sette punti di vantaggio sulla seconda in classifica. Il Padova ha dimostrato di essere una squadra solida, ha tutto per fare bene. Lo dico a bassa voce, come credo faranno anche tutti i tifosi padovani. Il campionato è ancora lungo, però le premesse ci sono. Bisogna volare bassi e continuare a fare parlare i fatti, come è stato fatto fino a questo momento». […] Suo figlio Matteo è uno dei protagonisti sul campo. «Sono molto contento e orgoglioso di quello che sta facendo, sarebbe il coronamento di un sogno. Mi dice sempre che c’è un grande gruppo. C’è anche Zamuner che è stato un mio giocatore quando allenavo la Triestina, siamo amici. Poi c’è il mio passato che mi lega al Padova».

Ore 10.40 – (Gazzettino) […] Claudio Foscarini ha assistito dal vivo alla prestazione vittoriosa con l’Albinoleffe a Bergamo: «In quell’occasione ho visto una squadra che pur facendo un po’ fatica nel primo tempo ha dimostrato di essere due spanne superiore per qualità all’Albinoleffe che tra l’altro veniva da ottimi risultati. Mi ha dato la sensazione di una formazione che possiede qualità ed esperienza, avendo giocatori navigati che hanno militato anche in categoria superiore, e che necessita di giocare sempre con una certa grinta e intensità: quando va sotto ritmo, soffre anche con compagini inferiori dal lato tecnico. Conoscendo Bisoli, sono componenti che senz’altro inculca e trasmette alla squadra». L’ex allenatore del Cittadella poi aggiunge: «Il Padova stramerita la classifica che ha. Forse nel girone manca una rivale importante, per cui credo che questo campionato possano perderlo solo i biancoscudati». […]

Ore 10.30 – (Gazzettino) I rumors stanno diventando di ora in ora sempre più forti: in casa biancoscudata sarebbe imminente qualche importante novità a livello azionario. È da tempo che il presidente Roberto Bonetto si muove su più fronti nel tentativo di allargare la compagine societaria e garantire al Padova un futuro ad alto livello sul piano economico. […] Dopo tante trattative avviate e poi per vari motivi non decollate, il patron biancoscudato avrebbe ora individuato la pista giusta e sarebbe impegnato a trovare in tempi brevi la possibile intesa. Si parla di una cessione del 30 per cento del pacchetto azionario a un personaggio legato alla finanza internazionale, soluzione quanto mai di attualità nel sempre più globalizzato mondo del calcio. Il riserbo ovviamente è totale. Impossibile dunque capire per adesso i contorni dell’operazione. E top secret, di conseguenza, sono anche le cifre in ballo. Sembra però abbastanza probabile che la soluzione possa andare in porto, con piena soddisfazione di entrambe le parti coinvolte.

Ore 10.20 – (Gazzettino) Lavoro in palestra ieri alla ripresa della preparazione per il Padova a causa dei campi della Guizza coperti dalla neve. Questa mattina al centro sportivo Geremia riprenderà il lavoro vero e proprio sul terreno per iniziare a mettere nel mirino la trasferta in programma sabato alle 14.30 con il Gubbio, sfida che porta anche al giro di boa del campionato. Bisognerà vedere se Bisoli potrà seguire o meno la squadra dalla panchina: sabato sera nel finale del primo tempo è stato infatti allontanato dall’arbitro dopo un applauso ironico, e oggi il giudice sportivo si esprimerà al riguardo. Se il tecnico biancoscudato dovesse essere squalificato per una giornata, al suo posto ci sarà il vice Simone Groppi che ha già diretto le operazioni nella ripresa con la Reggiana. […]

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) «L’obiettivo è quello di arrivare alla sosta di gennaio conservando almeno questi 6 punti di vantaggio», fa rilevare il d.g. Giorgio Zamuner. «Poi, ovviamente, cercheremo di guadagnarne quanti più possibile, considerato che abbiamo lo scontro diretto con il Renate e due trasferte insidiose. Ma giungere a gennaio con sei o più punti di vantaggio sarebbe ottimo, considerato che a quel punto mancherebbero solo 15 gare alla fine». Più che il titolo di campioni d’inverno, il direttore generale osserva i numeri della classifica: «Il primato fa piacere e per adesso quello che ci soddisfa di più è aver staccato nettamente anche le rivali sulla carta più accreditate per contenderci il salto di categoria, come Pordenone, Triestina e FeralpiSalò. Siamo molto soddisfatti». Previsto qualche piccolo premio per la squadra? «No, anche per scaramanzia. Ci siamo incanalati su un buon viatico, ma non abbiamo conquistato nulla» .

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Il Padova arriva secondo a braccetto con il Trento, ma perde lo spareggio-promozione di Verona ai calci di rigore. Karma biancoscudato a parte, quanto conta essere primi al giro di boa nel campionato di terza serie? Se in A le statistiche premiano i campioni d’inverno, che in quasi l’80% dei casi vincono lo scudetto in primavera, i precedenti più recenti per quanto riguarda la C sono invece molto diversi. Da quando la vecchia Lega Pro ha deciso di abolire le due categorie, passando ad una divisione unica, i campionati molto raramente si sono decisi già a dicembre. Nelle ultime tre stagioni, infatti, soltanto nel 33% dei casi la squadra dominatrice del girone d’andata ha poi trionfato anche a fine torneo, strappando la promozione diretta in B. […]

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) […] Libri di storia alla mano, nelle occasioni in cui il Padova si è laureato campione d’inverno, ha poi centrato la promozione tre volte su quattro. Ce la fece Parlato nell’anno della Serie D, oltre a Varrella, che riportò il Biancoscudo in B nel 2001. Nel 1987, invece, la squadra di Buffoni vinse il girone d’andata e si piazzò secondo a fine campionato, alle spalle del Piacenza. Poco male, visto che all’epoca la formula del campionato spediva direttamente in B le prime due classificate. L’unico precedente negativo, quindi, va ad aprire una vecchia e sanguinosa ferita della storia biancoscudata. Campionato di Serie C/2 1979/80, la squadra di Mammi parte spedita e a gennaio è davanti a tutti. Una lieve flessione nel girone di ritorno favorisce lo scatto del Modena, che vince il girone.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Ripresa settimanale tormentata dal maltempo per i biancoscudati, che ieri hanno svolto una seduta esclusivamente in palestra a causa dell’indisponibilità dei campi della Guizza, ancora coperti dalla neve. Fermo capitan Pulzetti, per un affaticamento all’adduttore. La situazione dovrebbe migliorare oggi, quando è previsto un allenamento mattutino e uno al pomeriggio, sempre al Centro sportivo Geremia, sebbene il programma potrebbe variare all’ultimo momento, con la società che sta valutando la possibilità di sostenere almeno una seduta su un campo sintetico.Per la prossima sfida al Gubbio, in programma sabato alle 14.30 allo stadio “Barbetti”, rientrerà Giampietro Pinzi, che ha approfittato della squalifica scontata contro la Reggiana per svolgere un lavoro atletico personalizzato la settimana scorsa. […]

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) Un occhio al campo e l’altro al mercato. Il Padova guarda al futuro prossimo e a quello più lontano, quando a gennaio arriveranno probabilmente due colpi per non lasciare nulla d’intentato sulla strada della serie B. […] Sono due le priorità: la prima è quella di sostituire adeguatamente Nicola Madonna, infortunatosi gravemente al ginocchio e che praticamente ha concluso anzitempo la propria stagione. Sul taccuino c’è cerchiato in rosso il nome di Vittorio Fabris, che il Venezia ha messo nella lista delle uscite. Fabris nasce originariamente mezzala, ma è stato impiegato spessissimo nel ruolo di esterno destro basso sia a Salò che da Inzaghi, tanto che lo stesso allenatore ne aveva bloccato la partenza in estate, considerandolo il vice-Zampano. […] Il Padova è una destinazione molto gradita, anche se il suo contratto (130mila euro di stipendio) è fuori portata per le casse biancoscudate. […] In attacco, dopo la sostituzione a fine primo tempo avvenuta sabato contro la Reggiana, sembra pressoché segnato il destino di Matteo Chinellato, che pure non aveva disputato una partita negativa. Sempre a Venezia gli occhi sono puntati anche sullo spagnolo Alex Geijo, un profilo che potrebbe interessare al Padova ma anche e soprattutto in questo caso c’è il problema ingaggio, largamente superiore ai duecentomila euro: una cifra impensabile per il Padova. I nomi sul taccuino sono diversi, ma in B bisogna fare conto anche sulla volontà dei giocatori di scendere di categoria, tutta da verificare. Per Chinellato ieri si è fatto avanti il Piacenza, che potrebbe essere una destinazione gradita al giocatore, anche se al momento non ci sono stati contatti diretti fra società. Un altro nome che piace è quello di Gliozzi (Cesena), ma qui c’è da tenere in considerazione la volontà del giocatore, che non vorrebbe scendere di categoria. […]

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