Live 24! Padova-Renate, il giorno dopo: i tifosi Biancoscudati non potevano ricevere regalo di Natale migliore…

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Ore 20.30 – (Il Piccolo) Dopo l’inaugurazione ufficiale, due settimane fa, del murales dedicato al paron Nereo Rocco, sarà scoperto oggi, invece, quello che è stato dedicato a Stefano Furlan, il giovane tifoso triestino morto a vent’anni nel 1984 dopo venti giorni di agonia, finito in ospedale per essere stato colpito alla testa da una manganellata della polizia al termine di un peraltro tranquillo derby di coppa tra la Triestina e l’Udinese ospitato a Valmaura. L’intervento creativo, che rientra nell’ambito del progetto Kromopolis, è stato realizzato all’esterno dello stadio Grezar, in corrispondenza della lapide che da allora ricorda la morte del giovane tifoso alabardato, tifoso al quale è oggi dedicata la curva degli ultras all’interno dello stadio Rocco. […]

Ore 20.00 – (Il Piccolo) La Triestina si gode il successo della bella serata al Rossetti, con i festeggiamenti e i brindisi che hanno visto protagonisti la dirigenza, la prima squadra e lo staff tecnico, ma soprattutto il foltissimo popolo dei piccoli alabardati, fieri di indossare questi colori. […] Il rientro al lavoro, la prossima settimana, sarà un momento fondamentale per capire la situazione degli acciaccati, in particolare di Aquaro e di Mori che ormai dovrebbero essere prossimi al rientro. E si tratta di un aspetto molto importante, soprattutto alla luce del fatto che a Reggio sarà squalificato il difensore centrale El Hasni. Intanto, con di gennaio alle porte, tornano a impazzare i rumors di mercato. Due in particolare riguardano la Triestina. La società avrebbe messo gli occhi sul centrocampista classe 1997 Luca Checchin del Verona, che non ha trovato spazio al Brescia dove era in prestito e ora dovrebbe esser mandato in C, sempre in prestito. Lo scorso anno Checchin ha giocato a Prato, ma a soli 18 anni era stato lanciato in A con il Verona, dove aveva totalizzato 4 presenze grazie a Mandorlini. Inoltre, con il Vicenza in grosse difficoltà, è ovvio che si guarda anche alla squadra veneta come bacino per qualche operazione: la Triestina sarebbe interessata ad Alessandro Malomo, 26 anni, difensore centrale capace anche di giocare terzino, che è del Venezia ma è a Vicenza in prestito. Dopo le 9 presenze in B con l’Albinoleffe cinque anni fa, Malomo vanta diverse stagioni da protagonista in C con Prato, Pavia e Venezia.

Ore 19.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) […] La delusione del momento è sul volto di Stefano Moreo, senza sorriso nonostante il suo terzo gol in Serie B, decisivo per salvare il Venezia dalla sconfitta con la Cremonese. «Non sono soddisfatto, non usciamo più da questa situazione di pareggi e dispiace averne portato a casa un altro il rammarico dell’attaccante milanese anche se abbiamo recuperato l’1-1 contro un’ottima avversaria che sta facendo un grande campionato. Dobbiamo crederci di più, di occasioni ne creiamo tante e bisogna fare meglio in zona gol. Siamo in alto e sappiamo di dover soffrire, da sei partite non vinciamo e non siamo abituati a questo. Ci manca la vittoria, siamo amareggiati». Il Venezia che si era fatto rimontare a Foggia ha rispolverato la sua vocazione alla rimonta. «È nelle nostre caratteristiche dare sempre il massimo e questa attitudine fa parte del nostro dna prosegue Moreo . Si era visto tante volte l’anno scorso e anche in B che dopo un gol preso cambiamo totalmente atteggiamento. Secondo me potevamo anche rischiare di battere la Cremonese in undici contro undici, fermo restando che siamo stati pure fortunati, perché loro hanno preso un palo». Dopo una buona fase centrale del torneo il Venezia è tornato a faticare troppo in casa. «Non ho una risposta, ogni gara fa storia a sé. Noi venivamo dalla nostra miglior prova della stagione a Foggia, nella quale ci eravamo tirati la zappa sui piedi. Forse un pizzico di rammarico ci era rimasto dentro e i primi 15-20 minuti siamo stati timorosi, uscendo alla distanza e mettendo la Cremonese in difficoltà. Il campo non ha aiutato con le fasce ghiacciate come le zone davanti ai portieri, non era facile manovrare, la palla schizza velocissima. Non dobbiamo avere alibi, restiamo concentrati e pensiamo a chiudere bene il 2017 a Pescara dove proveremo a sfruttare gli spazi che concedono». […]

Ore 19.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Leandro Rinaudo, però, ha ben chiaro cosa c’è da fare per chiudere bene il 2017. «Dobbiamo essere realisti — spiega il responsabile dell’area tecnica arancioneroverde — e quando non arrivano le vittorie, possono andare bene i pareggi. Come in questo caso con la Cremonese, soprattutto tenendo presente che abbiamo giocato gli ultimi minuti in inferiorità numerica e che loro hanno preso anche un palo. Nelle ultime due partite abbiamo raccolto meno di quanto potessimo immaginare, però c’è ancora la partita di Pescara e la ritengo uno snodo fondamentale per il futuro». […] Rinaudo parla anche del caso-Falzerano, espulso scioccamente nel finale di Venezia-Cremonese. Un’ingenuità grave che ha fatto arrabbiare moltissimo Filippo Inzaghi, insolitamente severo nei confronti del suo giocatore. «Credo che certe ingenuità non si debbano commettere — conferma Rinaudo — capisco un cartellino rosso per un fallo di gioco o per un intervento scomposto. Capisco molto meno quando ci si fa scappare una parola di troppo. Ho giocato tanti anni a calcio e non ho mai visto un arbitro cambiare una decisione già presa per la protesta di un giocatore. Inzaghi ha detto che Falzerano se ha sbagliato deve pagare e la società concorda. Un codice interno esiste in tutti i club: valuteremo il caso ma credo che la multa possa essere possibile». Un pensiero, infine, al calciomercato di gennaio ormai imminente. […] «Tutti i discorsi sono rinviati a dopo la partita di Pescara — taglia corto Rinaudo — in questo momento la squadra ha bisogno di stare tranquilla e non intendiamo distarla in nessun modo. Cercare di chiuder in bellezza deve essere il nostro unico pensiero». […]

Ore 18.30 – (La Nuova Venezia) Puntuale, è arrivata la squalifica: due turni di stop per Marcello Falzerano, che aveva lasciato il Venezia in inferiorità numerica contro la Cremonese pochi minuti dopo il pareggio di Moreo. Il centrocampista ex Bassano è stato fermato “per avere, al 29′ del secondo tempo, a seguito di una decisone arbitrale, rivolto ad un assistente espressioni ingiuriose”. Falzerano aveva protestato platealmente per la mancata concessione di un calcio d’angolo, un’espulsione evitabile, come quella della settimana precedente di Domizzi a Palermo. Falzerano salterà l’ultima partita dell’anno a Pescara e la prima alla ripresa a Salerno, tornerà a disposizione di Pippo Inzaghi sono il 27 gennaio nel match con il Cesena al Penzo. […] Il giudice sportivo ha inflitto anche un’ammenda di 1.500 euro al Venezia “per avere suoi sostenitori, nel corso del primo tempo, acceso due bengala nel proprio settore; sanzione attenuata per avere la società concretamente operato con le forze dell’ordine a fini preventivi e di vigilanza”. Pippo Inzaghi dovrà provvedere alla sostituzione di Falzerano, il giocatore finora più utilizzato dal tecnico piacentino e autore di due reti contro Brescia e Novara, un’assenza che peserà tanto contro Pescara e Salernitana, entrambe in trasferta. Sostituzione che potrà avvenire con giocatori che non hanno le caratteristiche di Falzerano: Inzaghi potrà quindi optare su una soluzione più offensiva, come quella che può dargli Gianni Fabiano, che Inzaghi in allenamento ha provato anche da mezzala; oppure quella di maggior interdizione, e a quel punto potrebbe optare per uno tra Suciu e Signori. […]

Ore 18.00 – (Gazzettino) Le proteste per l’arbitraggio di Pillitteri sono costate l’inibizione al diggì Marchetti fino al 31 dicembre oltre a duemila euro di multa. Così la motivazione del giudice sportivo: per avere, al termine della gara, sul terreno di gioco, rivolto all’arbitro espressioni ingiuriose, reiterando tale atteggiamento nel tunnel che adduce agli spogliatoi. Un turno di stop per Schenetti che era diffida ed è stato ammonito. Intanto ieri mattina la squadra si è ritrovata al Tombolato per la ripresa degli allenamenti. Giocatori suddivisi in due gruppi: lavoro defaticante con il preparatore atletico Redigolo per coloro che avevano disputato la partita con il Carpi, allenamento più intenso per gli altri agli ordini del tecnico Venturato. Ancora assente Litteri a causa della febbre mentre Strizzolo ha lavorato parte in gruppo e parte in modo differenziato; solo differenziato per Siega e Iunco. […]

Ore 17.30 – (Gazzettino) […] Filippo Scaglia, giovedì sera capitano in assenza dello squalificato Iori, sull’eclatante episodio del gol annullato precisa: «Ho visto partire il guardalinee e l’arbitro verso la metacampo convalidando così il gol di Bartolomei. Poi le proteste dei giocatori del Carpi per un presunto fuorigioco di Simone (Pasa ndr) hanno determinato un parapiglia e alcuni minuti di conciliabolo finiti con la non convalida del gol. Mi è difficile valutare se ci fosse stato un fuorigioco, resta il gol annullato in una partita per tanti versi assurda. Cito solo il rigore solare su Varnier non concesso e le tante palle-gol che abbiamo prodotto, mentre il Carpi ha messo dentro una rete che era evitabile». Proprio su quest’ultima situazione, il centrale difensivo granata racconta: «Il pallone arrivava sopra Salvi e quando ho visto che il mio compagno non poteva prenderlo ho accorciato andando dalla marcatura di Mbakogu verso Verna, ma mi sono accorto che Alfonso stava uscendo. L’avversario si è inserito fra di noi beffandoci con un pallonetto». […]

Ore 17.00 – (Mattino di Padova) «È stata una partita assurda, difficile da commentare». Filippo Scaglia ha l’aria mesta, il k.o. con il Carpi non gli è andato giù. Parlando con il difensore centrale del Cittadella, è impossibile non partire dagli episodi-chiave del match. Cominciando dal gol subìto. «La palla calciata da Pasciuti è passata sopra la testa di Salvi e, quando ho visto che non poteva arrivarci, ho accorciato su Verna. Non mi sono diretto subito verso di lui per una questione di posizionamento: in quel momento ero su Mbakogu, a centroarea, e mi sono spostato solo quando ho visto che Salvi era stato scavalcato. A quel punto, se non fosse uscito Alfonso, avrei accompagnato Verna a fondo campo, è stato bravo lui a inventarsi il pallonetto, vedendo che Enrico stava intervenendo. Una situazione particolare, in una partita a senso unico». […] Qualcosa da rimproverarvi? «La prestazione è stata ineccepibile, nessuno si è tirato indietro, abbiamo lottato su ogni pallone. Certo, è mancata un po’ di cattiveria in fase offensiva, ma non mi riferisco solo alle punte: è mancata da parte di tutti». Potrete riscattarvi a Vercelli, giovedì prossimo. «Teniamo a finire bene un anno comunque ricco di soddisfazioni. Andremo a Vercelli per prenderci i tre punti». […]

Ore 16.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Niente da fare per il Mestre, che nel gelo di Teramo cade per 2-0 incappando nella terza sconfitta in fila oltre che nella terza partita senza gol realizzati. A decidere la gara le reti messe a segno nella ripresa da Caidi e Barbuti, capaci di portare tre punti fondamentali alla squadra di Antonino Asta che con questo successo aggancia il Mestre a quota 21. Nel primo tempo ambedue le squadre viaggiano a ritmi bassi, con il Mestre a proporre il suo consueto possesso palla ed il Teramo a provare invece affondi più rapidi e decisi, senza che però nessuna delle due compagini riesca a creare alcun pericolo. Il primo fatto da segnalare arriva al 15′, quando in un contrasto con Varas la caviglia di Neto compie un movimento davvero innaturale che lo costringe ad uscire dal campo. […] Nella ripresa il Mestre ha ancora una grande occasione con Spagnoli, che servito in profondità da Sottovia preferisce restituire al compagno piuttosto che calciare da dentro l’area, ma al 19′ viene gelato dal gol di Caidi che sugli sviluppi di un corner trova in scivolata il gol che sblocca la partita e porta il Teramo in vantaggio. Ziro passa al 3-4-3 inserendo Papo per Rubbo ed alzando Beccaro, trovando subito la via per la porta con due conclusioni di Sottovia e Lavagnoli, ambedue respinte con decisione da Lewandowski. Il forcing del Mestre è rabbioso e tiene il Teramo rintanato nei suoi ultimi 20 metri di campo, oltre i quali però gli arancioneri non riescono a sfondare mancando sempre l’ultimo passaggio, mentre i padroni di casa riescono a chiudere la partita a 7′ dal termine con Barbuti, che capitalizza la discesa sulla destra di Soumarè.

Ore 16.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Ci voleva un risultato positivo, per dare un calcio alle polemiche e ai risultati non proprio esaltanti delle ultime settimane. Invece la crisi del Mestre prosegue anche a Teramo, dove arriva un altro ko piuttosto secco (2-0), quanto basta per mandare di traverso il Natale a tutti. Decide Caidi al 19’, su spizzata di Barbuti e nell’unico modo possibile, ossia su palla inattiva, poi nel finale raddoppia lo stesso Barbuti e chiude il conto. Di sicuro qualcosa che non funziona c’è, se è vero che è più volte Zironelli ha ammonito negli ultimi giorni a pensare unicamente alla salvezza. La sconfitta fa male, perché arriva dopo una partita giocata bene solo a tratti e in cui emerge il solito problema, ossia la difficoltà a segnare. Se poi si aggiunge l’infortunio di Neto Pereira, che si fa male dopo poco più di un quarto d’ora, ecco che le preoccupazioni aumentano in modo esponenziale. Nel primo tempo il Mestre traccia il solito copione. Avanti tutta alla ricerca del gol ma solita sterilità davanti, aggravata dal ko di Neto Pereira, su cui in tutta evidenza non può poggiare tutto il peso dell’attacco. […]

Ore 15.30 – (La Nuova Venezia) Continua il momento-no del Mestre. Con troppi titolari fuori causa o acciaccati, e perdendo dopo 18′ anche Neto, gli arancioneri si fanno battere dal Teramo, nonostante una partita giocata, soprattutto nella seconda frazione, con orgoglio. Il campo sintetico non ha aiutato la torsione della gamba del brasiliano nel contrasto con un avversario e il Mestre, dopo la rinuncia a Perna e Boscolo, in panchina non al meglio, e senza Gritti squalificato non riesce ad esprimere il suo gioco. Così gli abruzzesi agganciano il Mestre a 21 punti.Nella prima frazione poche emozioni. […] Seconda frazione che comincia con Asta che inserisce Barbuti per lasciare più spazio a Terracino. […] Le squadre si allungano, ma al 18′ arriva il vantaggio del Teramo con Caidi. Una torsione di Barbuti su angolo serve il difensore, che in scivolata batte Favaro. Zironelli risponde abbassando Fabbri ed alzando Beccaro per un più aggressivo “3-4-3”. […] Su una ripartenza il Mestre si fa trovare scoperto: su lancio lungo la palla rimbalza su Soubarè e poi sui piedi di Barbuti, che in diagonale buca un Favaro forse non impeccabile. Il Mestre esce a testa alta, ma l’astinenza da vittoria continua, anche se le assenze pesano parecchio e non basta sempre uscire a testa alta. Ora servono i punti.

Ore 15.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Ci sono volute dieci partite per tornare alla vittoria, ma proprio prima delle Feste il Bassano si fa il regalo di Natale superando 1-0 il Fano al Mercante. Primo successo per mister Colella, che ieri pomeriggio ha strappato coi denti tre punti che allontanano — seppur parzialmente — una la crisi di risultati culminata due settimane fa nella sconfitta nel derby col Vicenza. A decidere il match un rigore trasformato da Minesso in pieno recupero al termine della prima frazione, poi i giallorossi hanno stretto i denti per tutta la ripresa, arginando il ritorno dei marchigiani. Il Bassano parte forte, fa circolare la palla e tiene in mano le redini della gara con una buona intensità. […] Quando tutti si stanno già pregustando il the negli spogliatoi la gara cambia. Sugli sviluppi di una lunga azione, Fautario cintura Bianchi in area in una situazione analoga a quella che aveva concesso il penalty al Vicenza due settimane fa. Sul dischetto si porta Minesso che all’andata proprio contro il Fano aveva sbagliato dagli 11 metri. Stavolta il giocatore azzecca l’angolino, regalando il vantaggio negli ultimi scampoli di frazione. Nella ripresa le due squadre giocano a viso aperto e gli ospiti le tentano tutte per raddrizzare la partita, col Bassano ad agire di rimessa negli spazi aperti. […] L’ultimo brivido al 4’ di recupero: punizione di Lazzari, il Bassano spazza la palla e la cappa di negatività per un regalo di Natale davvero azzeccato.

Ore 14.10 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Rudi Fabbri ha 82 anni. Non ha freddo, ben protetto com’è dalla sciarpa del Santarcangelo stretta al collo. Segue la squadra romagnola da 60 primavere ed è l’unico esponente del tifo avversario che ha osato arrivare fino al Bottecchia. Ben prima della fine della partita, la tribuna centrale l’ha adottato, rispondendo con il sorriso ai suoi cori solitari. Ma il Natale allo stadio è finito lì. Dall’altra parte del campo, sui gradini di ferro della tribuna opposta, sono arrivati infatti i cori che nessuno, dopo la sbornia di San Siro, immaginava di poter sentire. La frangia più calda del tifo neroverde ha invitato la squadra a metterci di più, per usare un eufemismo grande come il mondo. E qualcosa improvvisamente si è rotto anche tra il campo e la curva. Il pubblico del Bottecchia non era quello di Milano. La prima in casa dopo la Coppa Italia e i quasi 5 mila del secondo anello blu si giocava di venerdì. Un regalo poco gradito da parte di chi organizza i campionati. La gente che lavora – per fortuna non poca – è mancata all’appello, ma era ampiamente giustificata. Altri invece si sono confermati tifosi occasionali, esaltati solamente dal fascino di una trasferta nobile e poco attratti dal vero obiettivo (la Serie B), che oggi sembra scivolare via dalle mani della banda di Colucci. Allo stadio, insomma, c’erano i soliti noti, non certo i rappresentanti di tutte le fasce della popolazione che avevano colorato il Meazza. Prevedibile, forse, ma altrettanto triste. Avevano ragione gli ultras, allora, quando pronosticavano una marea di inflitrati, utilizzando toni da curva che sono stati sostanzialmente confermati dai fatti. […]

Ore 13.50 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Un gol preso è una rete subita in più proprio a confronto con gli ultimi in classifica. Leonardo Colucci comunque ci mette la faccia, non solo per dovere contrattuale. Allacciare la sconfitta casalinga contro l’ultima in classifica del girone e la prestazione che ha impensierito l’Inter è tutto uno. «Impensierire l’Inter è stata la partita perfetta – rammenta l’allenatore – e perdere con l’ultima in classifica ha dimostrato il pericolo che c’era tornando alla realtà. Non mi aspettavo una partita del genere, forse ho sbagliato qualcosa. Non nella motivazione, che sprono ogni giorno, serviva qualcosina in più. In certi ruoli c’è un po’ di flessione. Queste sono partite da portare a casa con sana ignoranza. Non è stato sbagliato l’approccio, piuttosto qualche passaggio di troppo». Non è dunque un buon Natale. «Il bicchiere lo vedo sempre mezzo vuoto – prosegue Colucci – perché sono incontentabile. Ogni volta bisogna dimostrare e, al netto di tutto, siamo al di sotto di quelle che erano le attese. Sui gol non fatti, piuttosto presi, nell’uno contro uno siamo mancati in certi frangenti. Ci manca qualche spunto individuale, più che nelle trame collettive». Come uscirne mirando alto? «Pensiamo partita dopo partita, non a cosa sta facendo la prima in classifica. La realtà dice che stiamo facendo fatica, ad oggi è impensabile arrivare primi. Dobbiamo fare un passo per volta, adesso raccogliendo i cocci». Il presidente ha lasciato subito lo stadio: come lo interpreta? «Penso sia andato via subito perché è normale che sia deluso e dispiaciuto, lo capisco. Lo siamo tutti». […]

Ore 13.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Altro che regalo di Natale! Sotto l’albero neroverde solo un sacco di carbone, confezionato al 33′ della ripresa da Gianmarco Piccioni, bomber del Santarcangelo con trascorsi in Bulgaria e Romania. Gol pesante che costa ai ramarri la seconda sconfitta consecutiva (dopo quella di Meda col Renate) e riduce notevolmente le ambizioni di serie B dell’undici che ha eliminato il Cagliari dalla Tim Cup e bloccato sullo 0-0 l’Inter per 120′. Partita giocata sulla stessa falsariga di quella a Meda con le pantere nerazzurre. Pordenone che fa possesso senza lampi e senza la velocità necessaria a creare problemi alle linee compatte degli avversari. E come contro il Renate, anche contro il Santarcangelo Colucci, nel disperato tentativo di sbloccare il risultato prima e di recuperare il pareggio poi, ha progressivamente aumentato il numero di punte con il risultato di fare arretrare ulteriormente l’avversaria e di intasare così i 16 metri davanti al portiere ospite. Non ha rubato nulla il Santarcangelo apparso letteralmente trasformato dalla cura Cavasin che ha iniziato con un 4-4-1-1, con Piccioni punta avanzata. Colucci ha presentato in avvio il suo 4-3-2-1 con Berrettoni e Ciurria (preferito a Sainz Maza) alle spalle di Magnaghi in prima linea. Schieramento abbandonato già alla mezzora per passare al 4-2-3-1 con l’inserimento dell’ispanico al posto di Danza. […] Il Santarcangelo abbandona l’ultimo posto in classifica. Il Pordenone mastica amaro e medita la riscossa a Bolzano contro il Südtirol il 29 dicembre in diretta su Raisport.

Ore 13.10 – (Messaggero Veneto) […] È molto cruda e dura l’analisi di Stefani. «L’atteggiamento e l’approccio sono stati giusti – attacca – ma non si vincono le gare solo con la tecnica e la tattica. Serve altro, di più di quello che stiamo dando: a livello nervoso, emotivo, siamo lontani da ciò che dobbiamo essere in questo momento. Diciamolo: se la partita fosse continuata per altri due giorni non avremmo mai segnato. Dobbiamo tutti farci un bell’esame di coscienza e dare qualcosa di più, perché non stiamo facendo il massimo. Abbiamo qualità migliori – continua Stefani – ma non le stiamo dimostrando. Continuando così è dura, ma al contempo non dobbiamo disperare: siamo ancora in tempo per fare un campionato di buon livello e da capitano mi auguro che d’ora in avanti la squadra riprensa a crescere». Viene da chiedere se la Tim Cup non abbia “appagato” in un certo senso il gruppo: «Non saprei – risponde Stefani -. Certo è che gli incontri con Cagliari e Inter dovevano darci qualcosa in più, non togliercela – afferma -. Sono deluso, perché pensavo che questo fosse il momento giusto per raccogliere i frutti del lavoro sin qui svolto. Stavamo assorbendo tanti concetti tecnico-tattici ed ero convinto potessimo fare tanto. Non è stato così. Dobbiamo riflettere». […]

Ore 12.50 – (Messaggero Veneto) […] Sconsolato, a dir poco, Leo Colucci. «Mi metto in discussione anch’io – dice – perché evidentemente potevo trasmettere qualcosa di più. A livello di atteggiamento non ci siamo montati la testa, anzi: ma nel calcio serve una cattiveria maggiore per portare a casa i punti. Cosa dire? Non guardiamo il Padova e la vetta del campionato, ma iniziamo a raccogliere i cocci. Siamo realisti: stiamo rendendo al di sotto delle aspettative. C’è poco da dire sul match, se non che è mancato qualche spunto individuale». L’ultima battuta sugli strascichi relativi alle partite di Tim Cup: «Il mio timore erano i troppi complimenti – riconosce -. Adesso dimentichiamoceli e pensiamo a dare qualcosa di più».

Ore 12.30 – (Messaggero Veneto) Dove sono finiti gli eroi di Cagliari prima e di San Siro poi? L’impressione è che siano rimasti lì, sul prato del Meazza, a specchiarsi negli applausi degli oltre quattromila tifosi che oggi non riconoscono più la loro squadra. Il ritorno alla realtà del campionato di serie C è stato devastante: due partite tutt’altro che impossibili, peraltro dominate a livello di predominio territoriale, due sconfitte consecutive, l’ultima delle quali rimediata ieri al cospetto del fanalino di coda Santarcangelo, che se ne torna in Romagna con nuove speranze di salvezza. Un brusco risveglio alla vigilia di un Natale amaro, che di fatto accantona il sogno della promozione diretta in serie B e, anzi, fa venir voglia di guardarsi le spalle per evitare brutte sorprese: se questo è l’andazzo, qui c’è da rimboccarsi le maniche e blindare al più presto i playoff. Il Pordenone non si ritrova più. Fa gioco, spinge, ci prova. Ma non ha idee in fase offensiva, non punge e, in più, dietro commette distrazioni fatali. Come quella costata la beffa in pieno recupero a Meda col Renate e come quella a un quarto d’ora dalla fine di ieri. Un’involuzione preoccupante per una squadra che aveva iniziato la stagione vincendo sempre e segnando con relativa facilità, nella Tim Cup come in campionato. Ora, invece, è una formazione imballata, incapace di far gol e di mettere all’angolo avversarie nettamente alla portata. Urge un serio esame di coscienza, in primis da mister Colucci, che fatica a trovare il bandolo della matassa e non riesce a raddrizzare il timone della nave. […] E così per la prima volta i ramarri escono dal Bottecchia tra i fischi.

Ore 12.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Nicola Zanini è soddisfatto della prestazione dei suoi ragazzi, ma la cosa che ci tiene a precisare più di tutto è l’attaccamento del gruppo alla maglia e ai colori biancorossi. «In una situazione di grande difficoltà, senza stipendi e con tante persone che hanno fatto promesse senza poi mantenerle, il Vicenza a Gubbio ha dimostrato di avere grande professionalità. Negli spogliatoi ho visto i ragazzi piangere per la tensione accumulata in questi giorni e smentisco categoricamente che ci siano stati problemi al momento della sostituzione di Giacomelli». Zanini, che ha iniziato la carriera nelle giovanili biancorosse e ha di fatto chiuso la carriera a Vicenza, non vuole credere che questa a Gubbio possa essere l’ultima partita del club fondato nel 1902. «Non lo voglio nemmeno pensare — sottolinea l’allenatore — ma è chiaro che la situazione è nota e adesso chi ha fatto promesse le deve mantenere. Sanfilippo ha detto che pagherà gli stipendi entro fine anno, non ci resta che attendere… Sono consapevole che poi ci sono molte altre scadenze da rispettare, ma il pagamento degli stipendi è il primo passo. Noi faremo il massimo, ma il futuro ora dipende soprattutto dalla nuova proprietà».

Ore 11.40 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Chi a Gubbio si attendeva un Vicenza demotivato e privo di stimoli, a causa delle vicende societarie e del mancato pagamento di stipendi e contributi di settembre ed ottobre, sarà rimasto sorpreso. Una situazione a cui si va ad aggiungere anche lo stop da parte di River, società proprietaria dei campi da gioco, di utilizzare il centro tecnico di Isola Vicentina. Ma al Barbetti ha giocato una squadra che, pur con i noti limiti, è riuscita a recuperare il gol su rigore, avendo almeno un paio di volte anche la possibilità di vincere nel finale di gara. La squadra ha quindi mantenuto fede alle promesse fatte alla vigilia, ha lottato e non ha mollato anche quando i clamorosi errori di Lanini e Tassi davanti al portiere non hanno consentito di chiudere il primo tempo in parità. Senza gli infortunati Beruatto, Ferchichi, Salifu e Ferrari, e lo squalificato Comi, mister Nicola Zanini ha schierato il Vicenza con il 4-3-3 in cui la difesa e il centrocampo sono formati dagli interpreti della gara di Bassano, con il tridente offensivo formato da Giacomelli e De Giorgio sugli esterni e Lanini punta centrale. […] Il Vicenza esce dal campo a testa alta, con i giocatori che regalano le maglie e i calzoncini ai tifosi biancorossi che erano a Gubbio. In tribuna invece nessun dirigente, né della vecchia proprietà, né Fabio Sanfilippo, che su Facebook ha comunque fatto i complimenti alla squadra esprimendo però la sua contrarietà per la messa in mora.

Ore 11.10 – Le pagelle del Padova (Gazzettino): Bindi 6; Cappelletti 6, Ravanelli 7, Trevisan 6.5, Contessa 7; Serena 6.5 (De Risio sv), Pinzi 6, Belingheri 6; Candido 6 (Pulzetti 6.5); Guidone 7, Capello 6 (Marcandella 6.5). 

Ore 11.00 – (Gazzettino) I biancoscudati sono tornati a minacciare la porta di De Gregorio con un’incursione di Cappelletti non finalizzata al meglio da Belingheri che da posizione favorevole ha mancato l’impatto con il pallone. Ma ancora un calcio piazzato ha prodotto la rete del raddoppio. Il sinistro di Contessa dal limite ad aggirare la barriera non ha dato scampo al portiere. […] La pressione degli ospiti è stata premiata al 13′ dall’inzuccata di Pavan che ha trovato lo spazio giusto tra Guidone e Capello per spedire alle spalle di Bindi lo spiovente dalla sinistra di Piscopo. La rete ha trasmesso ancora più energia agli ospiti, mentre i biancoscudati per qualche attimo hanno dato l’impressione di disunirsi. […] Sempre puntuali le chiusure di Ravanelli e Trevisan; prezioso il lavoro di ricucitura svolto da Belingheri, abile a stringere per lasciare spazio sulla corsia di sinistra alle cavalcate a briglia sciolta di Contessa; micidiali gli uno contro uno di Marcandella. Legittimando la loro superiorità, i biancoscudati sono così tornati padroni della partita. E sull’Euganeo sono scesi i titoli di coda.

Ore 10.50 – (Gazzettino) Il Padova trova sotto l’albero una vittoria di straordinaria importanza per la classifica e regala un Natale con i fiocchi ai suoi tifosi: sette le lunghezze di vantaggio sul Renate, mentre Feralpi e Samb sono staccate di otto punti. Più indietro, per non dire ormai tagliate fuori dalla corsa al primo posto, Reggiana e Pordenone. Della serie, mai come ora la truppa di Bisoli ha il destino nelle proprie mani. Erano tante le insidie che nascondeva la sfida dell’Euganeo, tanto più che il Padova arrivava da un ko davvero beffardo e da due pareggi dal sapore un po’ amaro. I biancoscudati hanno però avuto il merito di approcciare alla gara con l’intensità giusta. E dopo due minuti Capello ha avuto tra i piedi il pallone del possibile vantaggio su assist di Candido: troppo lento, però, il suo sinistro per impensierire Di Gregorio. Il Padova ha continuato a premere sull’acceleratore, puntando soprattutto sulle avanzate a destra di Serena. Proprio da quel lato del campo è nata la punizione che ha sbloccato la partita: traiettoria a rientrare con il mancino di Contessa e sfera spizzata in torsione da Guidone, che ha così interrotto un digiuno di gol della squadra che durava da tre partite. […]

Ore 10.40 – (Gazzettino) Vediamo di continuare a fare un bel cammino, sempre tenendo i piedi per terra». […] Agli elogi per i biancoscudati si associa anche Bisoli. «Abbiamo disputato una buona prestazione per volontà, tecnica e concentrazione. Evidentemente perdere ogni tanto fa bene perché abbiamo ritrovato la cattiveria giusta. Abbiamo affrontato una formazione che attua un buon calcio, ma è stata proprio la nostra cattiveria maggiore nei contrasti a farci vincere la partita. Faccio i complimenti ai ragazzi, sono stati molto bravi. Abbiamo messo un mattoncino importante in classifica». […] A fine gara i tifosi hanno intonato il suo nome. «È la cosa più bella che possa ricevere un allenatore. Entrare nel cuore dei tifosi vale più di un contratto milionario». Immediata la battuta del presidente Bonetto: «Allora mister vorrà dire che la pagheremo in applausi». E giù una risata generale. […]

Ore 10.30 – (Gazzettino) «Sarà un Natale bellissimo. Di fronte a una signora squadra abbiamo fatto una bella partita che ci dà maggiore serenità». Si respira un clima di grande entusiasmo nel dopo gara, e le parole del presidente Roberto Bonetto sono eloquenti più che mai: «Abbiamo dovuto soffrire, ma fa parte del nostro dna. Bene così. Se i ragazzi non vincevamo, Bisoli aveva detto che li avrebbe allenati il giorno di Natale (sorride, ndr). C’è grande felicità, anche in spogliatoio. Adesso stiamo qualche giorno in famiglia, poi andiamo a Fano, dopodiché la squadra ha bisogno di staccare la spina». E le attenzioni andranno sul mercato. «Faremo qualcosa, abbiamo le idee chiare. Vedremo di accontentare ancora di più i nostri tifosi per disputare anche il girone di ritorno con questa grinta e determinazione». Inevitabili gli auguri di Natale al popolo biancoscudato. «Faccio un caloroso augurio di buon Natale a tutti i tifosi che ci sono vicini.

Ore 10.10 – Le pagelle del Padova (Mattino di Padova): Bindi 6.5; Cappelletti 6, Ravanelli 7, Trevisan 7, Contessa 7.5; Serena 6.5 (De Risio 6), Pinzi 6, Belingheri 6; Candido 6 (Pulzetti 6.5); Guidone 7, Capello 6 (Marcandella 6). 

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) E poi resistendo al serrate lombardo, anzi rischiando di segnare il terzo gol. Vittoria del carattere, della personalità, dell’essere gruppo, in sintonia perfetta con l’allenatore, che ha preparato bene il big match del girone B, e che alla fine è stato giustamente acclamato dal pubblico, bravo a fare la sua parte nei momenti più difficili incitando i giocatori con cori e applausi.L’ipoteca dei primi 45′. Era un passaggio cruciale dell’annata, e non solo perché coincideva con l’inizio del girone di ritorno, dove – per dirla con le parole dell’allenatore di Porretta Terme – «i punti contano molto di più», ma anche per tastare il polso ad una squadra che aveva improvvisamente smarrito il senso del gol ed era parsa meno “cattiva” che nei precedenti mesi. Il Padova ha risposto alla grande. […] Il regalo a società e tifosi c’è stato, adesso si deve insistere. A Fano, venerdì 29, contro gli “ex” Brevi e Germinale, sarà battaglia. Da vincere, magari allungando ancora sulle concorrenti dirette. Il Padova, lasciatecelo dire, è il più forte del lotto e può solo perderlo, questo campionato. Una chance del genere non capiterà più. Ecco perché è obbligatorio restare sul pezzo. E continuare sulla nuova-vecchia strada tracciata ieri.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Il Natale è ricco per il Padova e i suoi tifosi. C’è tutto quello che si sarebbe desiderato sotto l’albero: il ritorno alla vittoria – l’undicesima stagionale – contro la seconda in classifica, ottima squadra davvero; Guidone che si sblocca, realizzando la rete di apertura, dopo sei gare a vuoto; ma soprattutto la nuova fuga al vertice della classifica, perché i neroazzurri lombardi, che erano arrivati a – 4 dalla capolista, vengono ricacciati dai biancoscudati a – 7, massimo vantaggio stagionale. Come a novembre, quando avevano dato l’impressione di poter fare il vuoto alle loro spalle. Un calcio alla crisi – due punti, frutto di altrettanti pareggi, e la sconfitta rocambolesca di Gubbio nelle ultime tre giornate – e la “vendetta” invocata dall’ambiente per lo 0-3 subìto all’esordio in campionato, sul campo di Meda: riesce quasi tutto bene agli uomini di Bisoli, che giocano una partita intelligente, colpendo l’avversario chirurgicamente, soffrendo nel primo tempo quando il Renate reagisce allo svantaggio e preme a lungo, e poi nella ripresa, quando, forti del 2-0, puntano sulle ripartenze per far male ancora, incassando invece la rete ospite, che poteva riaprire i giochi.

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) «La nostra linea difensiva è stata impeccabile. Tutti, comunque, si sono sacrificati per l’obbiettivo. La cosa che mi è piaciuta è che siamo rimasti lucidi. Questo è dovuto al fatto che in settimana ho detto ai ragazzi di non perdere le nostre certezze, ma puntare a migliorare negli ultimi 16 metri. Inoltre, quando Guidone gioca così, ne trae beneficio tutta la manovra». I biancoscudati passeranno un Natale che più tranquillo di così non si può, soprattutto grazie al + 7 proprio sui lombardi. «Questo è un mattoncino importante», continua Bisoli. «Da qui in poi, però, tutte le partite saranno tanto importanti quanto difficili da interpretare. Insomma, mentalmente non si potrà sbagliare di una virgola». Subito dopo il fischio finale, il tecnico è stato acclamato dalla “Fattori”: «Ho sentito 4 cori: oltre al mio, quelli per Contessa, Guidone e Pulzetti. Penso che per un calciatore o un allenatore entrare nel cuore della gente sia una soddisfazione di gran lunga superiore ad un contratto milionario». […]

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Non mancano sorrisi, pacche sulle spalle e auguri natalizi nella mixed zone dell’Euganeo, dove Pierpaolo Bisoli si gode il ritorno alla vittoria del suo Padova dopo tre partite: «Abbiamo disputato una buona gara, con grande intensità e altrettanta concentrazione», il suo commento. «Direi che, ogni tanto, perdere ci fa bene: è tornata quella “cattiveria” degli inizi che ci ha permesso di battere il Renate». Che, detto per inciso, ha dimostrato di avere i numeri per stare là in alto: «Sono meritatamente al secondo posto», continua l’allenatore biancoscudato. «Hanno un fraseggio che può mettere in difficoltà e in apprensione chiunque. Noi ci siamo opposti ad una buona squadra, che esprime un buon calcio, con il gioco e la “cattiveria” nei contrasti». Un Padova bravo anche a soffrire, sia sull’1-0 che sul 2-1.

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) Il regalo più gradito sotto l’albero. Tre punti, sette di vantaggio sulla seconda della classe, 2-1 al Renate e un siparietto che testimonia alla perfezione il clima di festa che irrompe all’Euganeo nonostante il freddo. Il Padova va e il duetto fra il presidente Roberto Bonetto e Pierpaolo Bisoli nel dopogara è tutto da gustare. L’allenatore si gode gli elogi e il coro «Bisoli, Bisoli» che parte da tutti i settori dello stadio, poi spiega: «Il coro per me vale più di qualsiasi contratto milionario che possano propormi… Non sono padovano ma la testimonianza della gente crea un legame che va al di là di qualsiasi altra cosa». Interviene Bonetto: «Mister, la pagheremo in applausi!». E Bisoli: «Dica che se l’era preparata… Abbiamo un bel vantaggio adesso, dodici punti da recuperare sono tanti per il Pordenone, la Feralpisalò è a otto punti. Scordatevi che a Fano sarà facile, dobbiamo vincere anche una partita “sporca”, cosa che non abbiamo mai fatto». Acclamato nel finale di partita da tutto lo stadio, l’allenatore di Porretta Terme indovina la partita che scaccia le ombre delle ultime settimane, quando la squadra aveva ottenuto due punti nelle ultime tre partite, non riuscendo mai a segnare. Sicuramente in molti faranno gli scongiuri, ma c’è profumo di promozione nel successo di ieri sera. Un successo pesantissimo, che fa il paio con i risultati della concorrenza, che sembra squagliarsi di fronte alla costanza della capolista. Superato indenne il momento di flessione attraversato nelle ultime settimane, il Padova adesso ha il destino nelle sue mani. Può andare a Fano, contro l’ex Oscar Brevi, con la tranquillità di un primato che pare blindato, avendo schivato le insidie psicologiche di un eventuale insuccesso contro la seconda della classe. […]

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