Padova-Renate, l’analisi de “Il Gazzettino”

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Il Padova trova sotto l’albero una vittoria di straordinaria importanza per la classifica e regala un Natale con i fiocchi ai suoi tifosi: sette le lunghezze di vantaggio sul Renate, mentre Feralpi e Samb sono staccate di otto punti. Più indietro, per non dire ormai tagliate fuori dalla corsa al primo posto, Reggiana e Pordenone. Della serie, mai come ora la truppa di Bisoli ha il destino nelle proprie mani. Erano tante le insidie che nascondeva la sfida dell’Euganeo, tanto più che il Padova arrivava da un ko davvero beffardo e da due pareggi dal sapore un po’ amaro. I biancoscudati hanno però avuto il merito di approcciare alla gara con l’intensità giusta. E dopo due minuti Capello ha avuto tra i piedi il pallone del possibile vantaggio su assist di Candido: troppo lento, però, il suo sinistro per impensierire Di Gregorio. Il Padova ha continuato a premere sull’acceleratore, puntando soprattutto sulle avanzate a destra di Serena. Proprio da quel lato del campo è nata la punizione che ha sbloccato la partita: traiettoria a rientrare con il mancino di Contessa e sfera spizzata in torsione da Guidone, che ha così interrotto un digiuno di gol della squadra che durava da tre partite.

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I biancoscudati sono tornati a minacciare la porta di De Gregorio con un’incursione di Cappelletti non finalizzata al meglio da Belingheri che da posizione favorevole ha mancato l’impatto con il pallone. Ma ancora un calcio piazzato ha prodotto la rete del raddoppio. Il sinistro di Contessa dal limite ad aggirare la barriera non ha dato scampo al portiere.

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La pressione degli ospiti è stata premiata al 13′ dall’inzuccata di Pavan che ha trovato lo spazio giusto tra Guidone e Capello per spedire alle spalle di Bindi lo spiovente dalla sinistra di Piscopo. La rete ha trasmesso ancora più energia agli ospiti, mentre i biancoscudati per qualche attimo hanno dato l’impressione di disunirsi.

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Sempre puntuali le chiusure di Ravanelli e Trevisan; prezioso il lavoro di ricucitura svolto da Belingheri, abile a stringere per lasciare spazio sulla corsia di sinistra alle cavalcate a briglia sciolta di Contessa; micidiali gli uno contro uno di Marcandella. Legittimando la loro superiorità, i biancoscudati sono così tornati padroni della partita. E sull’Euganeo sono scesi i titoli di coda.

(Fonte: Gazzettino, Claudio Malagoli. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)




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