Live 24! Padova, spina staccata per qualche giorno: è alle porte un 2018 che può rivelarsi magico…

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Ore 19.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) […] Un successo di cui tutto l’ambiente aveva davvero bisogno, come spiega Stefano Casarotto, uno dei migliori in campo. “Questi tre punti ci volevano proprio – racconta il centrocampista, mestrino doc – tornare a vincere è stata una bella soddisfazione che ha allontanato i problemi che si erano creati con le tre sconfitte. È stato un successo importante per il morale nel quale abbiamo anche trovato maggiori spazi grazie al 3-4-3, sul quale abbiamo lavorato in settimana, che ci ha permesso di essere più imprevedibili. Adesso dobbiamo continuare a lavorare per arrivare prima possibile al nostro obiettivo, sfruttando al meglio le tre settimane di sosta”. Anche il presidente Serena commenta soddisfatto il bel successo del Mestre. “Per la prima volta quest’anno posso dire che abbiamo avuto un po’ di fortuna, ed è un segnale importante perché le cose fino a venerdì erano girate sempre storte. È una vittoria importante, che dedico alla squadra e allo staff oltre ovviamente ai nostri splendidi tifosi, guerrieri nati che hanno continuato a sostenere la squadra, ovunque abbia giocato. Mi auguro che anche l’anno nuovo possa portare tante altre felicità alla città di Mestre”.

Ore 19.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Hanno suscitato scalpore e un pizzico di sorpresa le dichiarazioni rabbiose di Dario Sottovia, attaccante del Mestre, dopo la vittoria con l’Albinoleffe griffata anche da un suo gol. Il centravanti, secondo voci recenti vicino alla cessione per fare spazio a un nuovo attaccante, si è scagliato contro chi (per la verità la maggior parte degli addetti ai lavori) attribuiva al Mestre un valore all’altezza della zona salvezza. Chiamandoli testualmente «pochi ignorantoni»: «Questo gol ci voleva – ha detto – ma abbiamo dimostrato a quei pochi ignorantoni che chiacchierano e pensano che siamo solo da salvezza, che se le cose girano un po’ possiamo fare bene. Sicuramente una squadra tecnica come la nostra deve sfruttare le proprie qualità. Il sassolino sulla scarpa c’è e deve ancora togliersi. Non ho mai pensato di andare via da Mestre, ne ho lette di tutti i colori. Sono stato infortunato, adesso sto recuperando, ci siamo e daremo il massimo». […]

Ore 18.30 – (La Nuova Venezia) È stato lo spacca ghiaccio contro l’Albinoleffe aprendo le marcature e dimostrando di essere tornato in piena forma. Lui è Dario Sottovia per tutti “Zorro”. «È stato importantissimo vincere anche perché altrimenti avremmo alimentato voci che non ci avrebbero certo aiutato. È stato bravo Boscolo a mettermela sulla testa e sono contento di essere tornato al gol, ma ho sentito che le gambe giravano bene e questo mi fa capire che sto smaltendo gli ultimi acciacchi». Adesso la pausa per rifiatare e recuperare uomini importanti. «Ora avremo una settimana libera e poi sotto con il Gubbio che è nelle nostre condizioni, ma con il ritorno di molti giocatori e con il cambio di modulo che ci permette di giocare in modo più arioso e ci ha premiato contro l’Albinoleffe siamo certi di poter dire la nostra. La classifica è molto corta e a volte basta una sconfitta per scendere, ma basta anche una vittoria per salire e se guardiamo il Santarcangelo che ha battuto il Pordenone e il Gubbio si capisce quanto ci voglia poco anche a trovare un filotto vincente. Siamo a nove punti dalla seconda. Non ci può permettere nessuna distrazione. Tutti cercheranno di rinforzarsi e probabilmente anche da noi qualcuno arriverà e altri andranno via, ma i cali li avranno prima o poi tutti. Certo non basta una vittoria per renderci campioni ma nemmeno una sconfitta per diventare brocchi e alcune accuse dei tifosi hanno fatto male». […]

Ore 18.00 – (Il Piccolo) Uno scugnizzo come il tecnico alabardato Sannino. Gli occhi brillano e le gambe scalpitano a bordo campo sulla stessa erba dove alcuni giorni prima l’Inter di Spalletti ci rimetteva le penne per mano del Sassuolo. Un esordio con la maglia della Triestina che certamente porterà nel cuore. Marco Pastore, napoletano classe ’99 e punto di forza della Berretti di Angelo Orlando, a Reggio Emilia ha potuto vivere queste sensazioni nell’ultimo spicchio di gara, quando a dargli il cinque all’uscita dal campo, ci ha pensato il capitano e senatore alabardato Andrea Bracaletti. «L’emozione del momento in cui sono entrato è indescrivibile» rivela Pastore. «Uno stadio grandissimo, mi sentivo un po’ disorientato ma grazie all’aiuto dei compagni mi sono subito ambientato. Bellissimo». Il professionismo è il sogno di qualunque ragazzo come lei? «Arrivare ai più alti livelli è un sogno per qualunque giocatore. Ci tengo a ringraziare l’allenatore, mi ha dato questa occasione per giocare». Quali sono le parole che le ha detto prima di prendere posto sul rettangolo verde? «Mi ha detto di rincorrere tutti, e di far vedere ciò che faccio in allenamento. I consigli suoi e di Princivalli per me sono stati molto importanti». […] In campo un ruolo determinante è quello dei senatori. Il loro apporto?«Ringrazio tutti i compagni di squadra. Ad ogni allenamento durante la settimana cerco di carpire ogni piccolo dettaglio dai più esperti, dai loro gesti in campo. Gente come Porcari, Bracaletti o Rachid (Arma ndr) possono insegnarti molto, per me è un piacere allenarmi con loro». […]

Ore 17.30 – (Il Piccolo) «I ragazzi danno sempre tutto ma per il prossimo anno chiedo loro più cattiveria. Dobbiamo sempre essere concentrati anche durante l’allenamento». Il tecnico ha commentato così la prestazione di Reggio Emilia. Ma è già almeno la terza volta che il richiamo alla cattiveria agonistica rieccheggia nel dopo partita alabardato. Prima il problema era più evidente nei match casalinghi, ora (da Fano in poi) il disagio è apparso anche lontano dal Rocco. La difficoltà dell’Unione si vede ma non è semplice trovare una soluzione che dipende da molti fattori (anche quel pizzico di fortuna e decisioni arbitrali che innescano situazioni favorevoli finora quasi sempre mancate all’Unione). La prima variabile indipendente da tutto e da tutti è che questo gruppo affronta per la prima volta la C e con una preparazione e un assemblaggio fatto work in progress. Il ripescaggio è stato un grande traguardo raggiunto ma sul campo c’è un prezzo da pagare quanto ad amalgama e soprattutto per quel che riguarda lo spirito di reazione di fronte ad avversari tignosi. I tanti infortuni, specie nel settore difensivo, hanno rallentato il processo di maturazione di una squadra che tecnicamente, almeno davanti e anche per il gioco espresso, non è seconda a nessuno forse nemmeno al Padova. La società, che giustamente si attiene a un budget predeterminato, ha scommesso su alcuni uomini di livello ma fragili fisicamente e finora la scelta non ha pagato. Sul campo questi fattori si traducono in una discontinuità nel tenere alto il ritmo della manovra per più di mezz’ora o poco più. […] È arrivato il momento di voltare pagina. Prima di rifugiarsi nei soliti rimpianti e piagnistei.

Ore 17.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Due vittorie in una settimana, il mondo che si rovescia proprio quando il 2017 va in soffitta. Il Bassano si gode il successo di Ravenna, che bissa quello col Fano e respira a pieni polmoni. Non sarà aria di alta montagna, ma di sicuro è una boccata d’ossigeno importante, che aiuta a immaginare un 2018 sulla cresta dell’onda. Ora la pausa e il mercato, con i colpi in entrata in arrivo (Chinellato e Zonta sono i nomi più caldi), ma prima c’è pure da celebrare la storica doppietta di Federico Proia, match winner al Benelli e autore di una doppia prodezza che può cambiare la stagione: «Sono contento per la squadra – esulta il centrocampista giallorosso – era importantissimo vincere in questo momento e sono contento di aver contribuito a ciò. Il mister ci ha fatto lavorare molto sugli inserimenti di noi mezzali, il fatto che sia riuscito a segnare addirittura due volte nobilita il lavoro fatto e ci aiuta a guardare avanti con fiducia. Abbiamo giocato con spirito di sacrificio, anche se dobbiamo lavorare ancora molto. fisicamente possiamo fare di più e la sosta ci aiuterà a trovare la condizione migliore. Il vero Bassano lo dobbiamo ancora vedere, possiamo e dobbiamo fare molto di più, dobbiamo alzare l’asticella per poter puntare in alto». […]

Ore 16.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Il Padova di oggi non è il Venezia della scorsa stagione, né il Cittadella di quella precedente. Anche a Fano, dove hanno acciuffato il pareggio (1-1) solo grazie a un rigore trasformato da Capello, i biancoscudati hanno denunciato le stesse difficoltà patite nella trasferta precedente a Gubbio (0-1). È questo che fa ancora più rabbia, quando guardi la classifica e vedi che i ramarri (con una gara da recuperare) stanno 13 punti sotto. Sciocco e inutile rimpiangere il passato, ma la sensazione è che il Pordenone della scorsa stagione si troverebbe molto più in alto rispetto all’attuale settimo posto. Forse anche oltre lo stesso Padova (35). Fra biancoscudati e ramarri ci sono altre 5 squadre. Non molla il Renate (33), che nell’ultima del 2017 ha bloccato (2-1) la rimonta della FeralpiSalò (29), battuta 2-1 nonostante l’ennesima prodezza di Guerra, capocannoniere del girone con 12 centri, 4 in più degli inseguitori Capello e Miracoli. Proprio quest’ultimo ha spinto la Sambenedettese al successo (3-0) con la Fermana e alla conquista del terzo posto (32, con una partita in meno). Continua a salire la Reggiana (29): il 2-0 rifilato alla Triestina l’ha portata al terzo posto. Si è fermato invece l’Albinoleffe (26), battuto (1-2) a Portogruaro dal Mestre di Zironelli (24), tornato al successo dopo tre stop di fila. Rinasce la Virtus Bassano, vincente (2-1) a Ravenna (21). I giallorossi hanno così agganciato i ramarri a quota 25. Il Santarcangelo (19) infine, dopo aver battuto a domicilio il Pordenone, ha sconfitto in Romagna il Gubbio (22), sempre per 1-0. Con Cavasin in panca i gialloblù hanno vinto 3 partite su 4. Hanno riposato Vicenza (21) e Teramo (21). […]

Ore 16.10 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Dall’Arezzo, club in gravi difficoltà economiche, può arrivare la prima opportunità di mercato. Il nome e il cognome dell’indiziato non dirà molto ai tifosi neroverdi. Ma si sa: in C non ci sono soltanto volti noti. Il ruolo, o meglio i ruoli che il ventenne è in grado di ricoprire, possono però far gola alla squadra di Leonardo Colucci. Il profilo è quello di Devis Talarico, vero e proprio jolly della fase arretrata che al momento è nell’organico degli aretini. La precisazione è d’obbligo, perché occorrerà innanzitutto vedere quali saranno gli sviluppi societari e le decisioni dei calciatori toscani, dal momento che a oggi devono ancora essere saldati gli stipendi di settembre e ottobre. Talarico è arrivato in granata durante l’estate dal Varese e ha totalizzato in questa stagione 11 presenze. Alto un metro e 82 centimetri, nasce come terzino destro ma è un giocatore estremamente duttile. Può occupare anche i due ruoli centrali della difesa, all’occorrenza garantire la fase di spinta e proporsi come esterno di destra a centrocampo. È l’elemento che può servire alla causa neroverde, soprattutto dal momento che Eros Pellegrini, il sostituto naturale di Formiconi, sembra in procinto di lasciare il team. Il terzino di riserva è seguìto sia dall’Albinoleffe che dal Sudtirol: nei primi giorni del nuovo anno si vaglierà la sua destinazione futura. Ma il sogno in entrata resta sempre il fantasista Luca Cattaneo. Veleno sembra vicino a cambiare squadra (oggi gioca a Brescia, in B, dove ha pochissimo spazio) e il Padova è in netto vantaggio su tutti. Ma il Pordenone resta sempre alla finestra e spera quantomeno di poter iniziare un derby sul mercato con i biancoscudati per contendere le prestazioni dell’ex di lusso. […]

Ore 15.50 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Si chiude oggi un 2017 che ha portato il Pordenone alla ribalta nazionale, ma che non lascia alcun vantaggio pratico ai ramarri. La prima attenzione mediatica fu quella del 14 giugno, al Franchi di Firenze. Una semifinale playoff persa con il predestinato Parma solo ai rigori (5-6), dopo 120′ giocati meglio dei crociati e con qualche recriminazione sulla direzione istituzionale di Pillitteri di Palermo. Tutti gli organi d’informazione concordarono che a meritare la promozione in B fosse il Pordenone. La seconda attenzione, più che con il successo in Tim Cup alla Sardegna Arena (2-1) su un Cagliari fortemente rimaneggiato (solo due titolari in formazione all’inizio), venne guadagnata dai neroverdi con la prestazione del 12 dicembre al Meazza, quando Stefani e compagni riuscirono a bloccare sul nulla di fatto per 120′ l’Inter, allora capolista in serie A. Ancora una volta a fermare i neroverdi furono i tiri dal dischetto (4-5). Giornali e televisioni diedero però grande risalto alla loro prestazione. […] La vertiginosa crescita della notorietà è stata però accompagnata e seguita dal crollo delle prestazioni in campionato. Primo in classifica sino alla dodicesima giornata, il Pordenone è scivolato nemmeno tanto lentamente fino al settimo gradino, che ora condivide con Triestina, Bassano e Sudtirol, a 13 lunghezze dalla capolista Padova. Un distacco non impossibile, ma estremamente difficile da colmare. Ramarri noti, ma fuori dai giochi. Salvo clamorosi crolli dei biancoscudati (che oltretutto si rafforzeranno durante il mercato di gennaio), per il team di Leo Colucci probabilmente è già ora di pensare ai playoff e di programmare la preparazione proprio in funzione dell’appendice di maggio. Sarà quindi il mercato di gennaio a rivelare le vere intenzioni della dirigenza neroverde. I numeri e i fatti dicono che complessivamente il valore della rosa dei ramarri della stagione in corso è inferiore a quella delle ultime due annate. Dopo le illusioni del primo quarto di campionato, la maggior parte dei tifosi naoniani sembra essersi convinta che nemmeno lo staff tecnico sia all’altezza di quello della scorsa stagione. Una sensazione suffragata dal primo posto in serie B di Tedino e del suo staff. La palla è ora fra le mani di re Mauro. […]

Ore 15.30 – (Messaggero Veneto) Con la seduta di ieri mattina sul campo sintetico di Torre (terreni di gioco del De Marchi impraticabili) si è chiuso il 2017 del Pordenone. Il rompete le righe è avvenuto poco dopo le 12, quando dopo gli auguri i giocatori hanno lasciato la città e sono partiti per le vacanze che dureranno sino al 7 gennaio, quando nel pomeriggio la squadra si ritroverà al De Marchi per la ripresa degli allenamenti. Il primo impegno amichevole si terrà sabato 13 gennaio (calcio d’inizio alle 14.30) al Bottecchia con il Venezia di serie B allenato da Filippo Inzaghi; il primo impegno ufficiale invece è fissato per sabato 20 alle 16. 30 sempre in via Stadio col Fano (terza giornata del girone di ritorno). […] I giorni che seguiranno saranno molto intensi per la proprietà e per Matteo Lovisa, quest’ultimo deputato a seguire le trattative sia in uscita sia in entrata. Di movimenti sotto il primo profilo ce ne dovrebbero essere molti, a quanto pare: la società vorrebbe fare a meno di almeno metà dei componenti del reparto avanzato e metà dei centrocampisti. Mosse necessarie per poter investire e ingaggiare un paio di elementi di spessore. Gli indiziati a partire, secondo indiscrezioni, sono i soliti: da Lulli a Danza, passando per Buratto, Martignago, Sainz-Maza e per finire con Raffini. I sogni in entrata sono ovviamente Maracchi, mezzala del Trapani, Cattaneo, trequartista del Brescia, entrambi ex Pordenone. Il loro arrivo accenderebbe una piazza scarica dopo le ultime deludenti prestazioni. Non si trascurano poi le piste relative al rientro di Semenzato (ora al Catania) e Suciu (al Venezia). […]

Ore 15.10 – (Messaggero Veneto) L’ultimo periodo – per quanto riguarda il campionato – è stato negativo e ha smorzato l’entusiasmo della piazza. Ma ciò non toglie che il fatto che il 2017 sia stato un anno super per il Pordenone. La squadra neroverde ha scritto le pagine più bella della storia della società, arrivando a conquistare la semifinale playoff al Franchi di Firenze poi persa col Parma per i famosi torti arbitrali e togliendosi la soddisfazione di centrare gli ottavi di Tim Cup e di mettere alla corde l’Inter, che ha centrato la qualificazione al Meazza soltanto ai calci di rigore. Cala il sipario su dodici mesi pieni di adrenalina: vale la pena riviverli. […] Superato il Bassano con un due reti meravigliose di Stefani, eliminata la Giana Erminio con una partita di ritorno strepitosa, fatta fuori il Cosenza dopo un successo per 1-0 al 97′(e la polemica relativa all’infortunio di Baclet) e un ritorno da eroi in Calabria (0-0), la formazione cittadina si è dovuta arrendere solo al Parma nella semifinale di Firenze. Un Parma spinto in finale (e poi in B) anche grazie agli aiuti arbitrali: l’1-1 e il successivo ko ai rigori contraddistinto dagli errori di Pillitteri (promosso tra i cadetti pure lui) è stato visto da tutta Italia grazie alle telecamere della Rai che hanno trasmesso in diretta il match. […] L’annata 2017-2018 si è aperta all’insegna delle novità: Tedino (assieme al suo vice Marchetto e al preparatore dei portieri Lenisa) è riuscito ad approdare in B al Palermo (ed è capolista, ora) spalancando le porte del De Marchi a Leonardo Colucci, ex trainer della Reggiana giunto in neroverde assieme al suo vice Gianni Migliorini. Molti senatori sono rimasti (Stefani, De Agostini, Burrai, Berrettoni, Misuraca), altri se ne sono andati, tra cui tre in serie B: Suciu, Ingegneri e Cattaneo si sono guadagnati la cadetteria a dimostrazione che la piazza e il lavoro di Tedino sono miracolosi. […] Sono rimaste, su tutte, le imprese in Tim Cup: la straordinaria vittoria col Cagliari, la prima nella storia con un club di serie A, il 2-1 alla Sardegna Arena che ha consegnato al gruppo gli spogliatoi del Meazza e il teatro della Scala del calcio per il match con l’Inter, terminato poi ai rigori. Una partita da leggenda, che ha fatto scattare gli applausi dell’Italia del calcio e dei 4.500 pordenonesi (dai tifosi sempre presenti agli occasionali) giunti a Milano. Ripartire. Da quella fredda serata milanese bisogna ripartire: il Pordenone non vuole, non può e non deve disperdere il capitale tecnico seminato nel corso di queste ultime tre stagioni. In cui la società è passata da sconosciuta ad ammirata in tutto lo Stivale.

Ore 14.40 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) […] In un contesto complicato, la prima azione operativa da completare assolutamente nei prossimi giorni è il pagamento di circa 520 mila euro relativi agli stipendi e contributi di calciatori, dipendenti e collaboratori del club. Dovevano essere pagati entro il 18 dicembre scorso: ora cadono in capo a Fabio Sanfilippo, nuovo proprietario della società. Onorerà l’impegno, pur in ritardo, il politico piemontese? In una recente intervista a radio Vicenza, Sanfilippo ha garantito il pagamento degli stipendi entro la fine di dicembre, ma nelle ultime ore ha rimandato ancora. […] Vada come vada, la situazione di grande difficoltà del Vicenza porterà comunque e quasi certamente alla cessione dei giocatori con ingaggi più alti, ovvero i migliori in rosa. Il ridimensionamento avverrà certamente, si arrivi o meno a decretare il fallimento del club e, seconda condizione, il curatore nominato riesca ad ottenere quell’esercizio provvisorio che consentirebbe di arrivare a fine campionato. Le cessioni saranno necessarie, non tanto per portare soldi in cassa, quanto per alleggerire il monte ingaggi lordo: oggi supera i 2,5 milioni, e dovrà essere tagliato almeno di un milione. Gli indiziati maggiori a lasciare via Schio sono il portiere Valentini, l’ex veneziano Malomo, il mediano Romizi, e gli attaccanti Giacomelli, Ferrari e Comi: in pratica la spina dorsale della squadra. Questo complicherà non di poco la corsa salvezza,tanto più che l’imminente penalizzazione (-4 punti per il mancato pagamento degli stipendi) porterà il Vicenza a 17 punti, penultimo in classifica. Insomma, da ovunque la si guardi (problemi economici, debiti e rischio fallimento, o risultati sul campo e classifica) la situazione resta drammatica e lo spettro di una retrocessione in serie D sempre più concreto.

Ore 14.10 – (Gazzettino, edizione di Venezia) «I playoff? Sì, ci siamo anche noi». Il ds Leandro Rinaudo conferma quanto già annunciato dal presidente Joe Tacopina. Il Venezia ha proprio deciso di alzare l’asticella dei suoi obiettivi in una Serie B che, al giro di boa, vede la matricola di Pippo Inzaghi nona con 29 punti, a -1 dagli spareggi per la promozione in Serie A e a +6 sui playout. Numeri che sembrano sufficienti a spingere la dirigenza a provare ad ottenere il massimo, nient’affatto sconfortati dal magro finale di 2017 (5 pareggi e 2 ko nelle ultime 7 uscite). «Meno male arriva questa benedetta pausa – il sollievo di Rinaudo – perché eravamo un po’ stanchi. Il girone di andata come si sapeva è stato stressante, infortuni e squalifiche hanno un po’ destabilizzato il nostro percorso nell’ultimo mese e mezzo, quindi un periodo per rigenerarci è proprio quello che ci vuole dopo il ko immeritato di Pescara». Gli arancioneroverdi riprenderanno gli allenamenti domenica 7 gennaio, il girone di ritorno comincerà sabato 20 a Salerno (ore 15), intanto mercoledì 3 gennaio aprirà i battenti il calciomercato invernale che chiuderà mercoledì 31 (ore 23). «Mi sono confrontato con presidente e allenatore, il nostro sarà un mercato pacato e intelligente, senza fretta né colpi di testa perché il mese che abbiamo a disposizione è lunghissimo. Ed è sbagliato pensare che si risolverà tutto con qualche nuovo arrivo. Di sicuro non faremo nessuna operazione se non saremo convinti al cento per cento». […]

Ore 13.50 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) […] Più criptica la situazione di Gianni Fabiano, che la società aveva messo sul mercato ad agosto e che Inzaghi ha schierato dal primo minuto a Pescara al posto di Marcello Falzerano dopo un lungo periodo ai margini. Un palo e una buona prestazione mettono in discussione un destino che pareva lontano dalla laguna: «C’è stata la possibilità di andare via da Venezia l’ultimo giorno di mercato di agosto – ammette Fabiano – poi però c’era troppo poco tempo e ho deciso che non era il caso di cambiare maglia. Ho aspettato il mio momento e sono contento che il mister mi abbia dato fiducia a Pescara. Ho giocato in un ruolo nuovo, che non avevo mai fatto. Da mezzala servono movimenti diversi e penso di aver fatto una buona partita. Adesso valuterò la situazione e sentirò le intenzioni della società. Ci dovremo trovare nei prossimi giorni, al momento mi sembra prematuro fare certi discorsi. Quello che posso dire è che c’è dispiacere per aver perso all’Adriatico, abbiamo preso due pali e abbiamo creato tante occasioni da gol. Purtroppo è un periodo che le cose vanno un po’ così, non come ci potremmo aspettare. Adesso c’è la pausa, poi speriamo che tutto giri in maniera diversa».

Ore 13.30 – (La Nuova Venezia) […] Dal 3 gennaio si apre il mercato, fino al 31. «Per la prima volta – spiega Leandro Rinaudo – opererò direttamente, ma sono già settimane che ho avviato contatti e trattative. L’obiettivo è portare al Venezia giocatori che ci consentano un miglioramento, bisognerà avere pazienza e oculatezza. Il presidente ancora una volta ha dimostrato quanto ci tiene a questa società e a questa squadra. Non ci sarà solo un mercato in entrata, ma anche uno in uscita». Radio mercato abbina il Venezia ai primi nomi: Matteo Ardemagni, centravanti dell’Avellino, o Marco Firenze, esterno d’attacco della Pro Vercelli. Tacopina ha anticipato che, portiere a parte, il Venezia cercherà di rinforzare ogni reparto, con un occhio di riguardo per l’attacco. «Nessuno dei giocatori in rosa finora mi ha chiesto di lasciare il Venezia, anche perché qua c’è l’ambiente ideale, tutti si trovano bene. Ci sono giocatori che hanno però giocato meno, vediamo se riusciremo a trovare una sistemazione che sia loro congeniale per giocare di più. Mlakar? Sto parlando con il suo procuratore. Il ragazzo è serio, ha richieste in Lega Pro, ma anche dalla B». […]

Ore 13.00 – (Gazzettino) Una partenza stentata (tre sconfitte nelle prime quattro giornate), poi il cambio di ritmo che ha portato l’Este ad arrivare al giro di boa al quarto posto in classifica con 30 punti. Un rendimento da pollice alto, del quale va fiero il presidente Renzo Lucchiari: «Abbiamo fatto un cammino soddisfacente nella prima parte di campionato, anche perché ci siamo presentati ai nastri di partenza per fare bene, senza comunque avere le ambizioni di altre società. Viviamo partita dopo partita, e alla fine vediamo dove saremo arrivati. Sono contento di avere un gruppo che mi regala soddisfazioni». In quattordici anni di presidenza ne ha visti di tecnici e giocatori validi transitare nel club giallorosso, questa però ha tutto il sapore di essere un’annata speciale. «È un gruppo meraviglioso, forse il più bello che ho avuto in tutti questi anni. Ho davvero un feeling ottimo con l’allenatore, il suo staff e con tutti i giocatori. Di solito nel corso di un campionato qualche volta mi arrabbio con la squadra, quest’anno non è mai capitato. Significa che tutto sta funzionando per il verso giusto». […] Il nuovo anno è ormai alle porte: cosa si aspetta? «Di continuare a disputare una stagione importante. E vincere con la Clodiense alla ripresa del campionato sarebbe molto importante per ripartire subito con il piede giusto. Poi mi auguro che a fine stagione si possa continuare a lavorare insieme a questi ragazzi, senza dovere fare rivoluzioni. Del resto nel nostro ambiente è difficile stare male, e chi va via lo fa sempre con dispiacere». […]

Ore 12.40 – (Mattino di Padova) […] CAMPODARSEGO. Allo stadio “Vallini” di Piove di Sacco il Campodarsego ha offerto l’ennesima prova di forza. Le reti rifilate alla Piovese (Eccellenza) sono state ben cinque, tre delle quali segnate dagli under a disposizione di Gianfranco Fonti: Menale, Rizzolo e Casarin. Il tecnico mestrino, soprattutto nella ripresa, ha voluto “testare” proprio i baby della rosa, che potrebbero essere l’arma in più nel girone di ritorno. Ma ottime risposte sono arrivate anche dai soliti noti, con Stefano Pietribiasi e Aliù che, oltre alla prima e alla terza rete, hanno messo a dura prova la retroguardia avversaria. […] ESTE. Anche l’Este ha voluto onorare al meglio il check-up della preparazione invernale. Al “Donato-Smanio” di Castelbaldo, gli uomini di Michele Florindo hanno superato di misura (2-1 il risultato finale) i padroni di casa del CastelbaldoMasi (Promozione). I giallorossi, pur schierando una formazione ampiamente rimaneggiata con l’inedito tandem offensivo Florian-Bigoni, hanno stabilito fin da subito le gerarchie con la rete dello stesso Florian, anche se le “Tigri biancorosse” sono riuscite a pareggiare con Attolico. Alla fine gli atestini hanno trovato il raddoppio sempre con Florian, che sembra aver lasciato alle spalle i problemi fisici sofferti nella parte finale del girone d’andata. ABANO. Fra esordi e buone trame offensive si è chiuso pure il 2017 dell’Abano che, a Bresseo, ha battuto il Thermal Teolo (Promozione) con un secco 3 a 0. Gli uomini di mister Franco Gabrieli si sono imposti sui “cugini” allenati da Emiliano Bonazzoli grazie alle reti di Lazzarin (under che si è fatto notare sulla fascia destra), Turea e Cecconello. […]

Ore 12.10 – (Gazzettino) Siamo oltre a metà dell’opera. Con il gol realizzato a Vercelli nell’ultima gara dell’anno solare, Manuel Iori ha messo a segno il suo quinto gol in campionato, e ora è a sole tre lunghezze dal suo personale record di otto reti, realizzate nell’ultima stagione. Niente male per un centrocampista. Il capitano, tra l’altro, sembra proprio avere trovato gusto nel fare gol di testa: a Brescia in tuffo, a Vercelli piazzando il pallone nell’angolino. «L’importante è buttarla dentro. Mi va bene tutto, però andare a segno di testa mi piace parecchio, mi dà grossa soddisfazione». E c’è tutto il girone di ritorno per migliorare lo score: «Ci proverò, si può fare. Personalmente e la squadra possiamo migliorare, ne abbiamo tutti i mezzi. Nel girone di andata abbiamo regalato tanti punti che sentivamo già nostri». Iori a Vercelli ha fatto il goleador ma anche il difensore, respingendo quasi sulla linea di porta un pallone velenoso scagliato da Mammarella in area quando mancavano pochi secondi alla fine. «Era importante vincere l’ultima gara dell’anno. Non abbiamo fatto benissimo a livello di gioco, specie nel primo tempo, trovandoci su un terreno al quale non siamo abituati. Con il passare dei minuti, però, il Cittadella è cresciuto e ha portato a casa i tre punti. Li volevamo a tutti i costi». La Pro Vercelli, adesso ultima in classifica e in difficoltà, sulla carta non doveva rappresentare un ostacolo insormontabile. «Non ci sono partite scontate in serie B, l’abbiamo sperimentato sulla nostra pelle. Era una partita da vincere dopo la sconfitta un po’ casuale, se vogliamo, con il Carpi, che ci aveva lasciato tanta rabbia». Ancora un volta, il Cittadella a Vercelli è riuscito a complicarsi la gara nei minuti finali. «È una nostra pecca, ci stiamo lavorando e continueremo a farlo. Episodi come quello del Piola non devono accadere, abbiamo regalato cinque minuti di euforia e rinnovato entusiasmo all’avversario, rischiando un’altra beffa». Iori protagonista a tutto tondo: leader in campo che alza la voce quando serve per farsi sentire dai compagni di squadra, cannoniere e salvatore della patria nel finale. «Per fortuna ero al posto giusto nel momento giusto, altrimenti staremmo qui a parlare di un’altra partita, dell’ennesima beffa per i nostri colori». […]

Ore 11.50 – (Mattino di Padova) L’anno scorso la riapertura della campagna abbonamenti permise di superare quota 1.800. In questa stagione, avendo già raggiunto il numero record di 2.371 tessere, si può casomai pensare di andare oltre il muro delle 2.400. Già, perché dall’8 gennaio riaprirà la campagna abbonamenti del Cittadella per le dieci gare casalinghe del girone di ritorno. La campagna durerà tre settimane, sino al 26 gennaio. I prezzi sono più che competitivi: per la Tribuna Coperta Est si va dai 20 euro degli under 20 ai 40 per le donne e gli over 60, ai 50 degli under 35, sino ai 65 euro dell’abbonamento intero. Per la Tribuna Ovest si parte dagli 80 euro della laterale scoperta, sino ai 500 euro della “tribuna autorità”. E per tutti i tifosi già abbonati che porteranno un amico a sottoscrivere la tessera sono previsti sconti di dieci euro sia sul nuovo abbonamento, sia per la stagione 2018/19. […]

Ore 11.30 – (Mattino di Padova) Capitano. Regista. Leader. Attuale capocannoniere della squadra. E anche uomo della provvidenza, perché se al 94′ della partita con la Pro Vercelli non ci fosse stato Manuel Iori davanti alla linea di porta, a spazzare via quel cross di Mammarella carambolato lì dove Alfonso forse non sarebbe arrivato, il Capodanno da bottiglia di champagne del Cittadella sarebbe stato molto più… sgasato. «È capitato che fossi lì a buttar via quel pallone, l’importante è che ci fosse qualcuno dei nostri», minimizza il diretto interessato, che trascorrerà la settimana di riposo concessa da Venturato in Spagna, assieme alla famiglia. «Avevamo bisogno di quella vittoria. Sotto l’aspetto del gioco non abbiamo fatto benissimo, anche per le condizioni del campo sintetico, ma abbiamo avuto la determinazione che serviva a portare a casa un risultato importante». […] Quanti punti mancano alla vostra classifica? «Se andiamo a guardare i gol incassati negli ultimi minuti, credo siano almeno 6 o 7 quelli buttati via. Ma non mi piace ragionare con i “se”, con i “ma” o con gli “avremmo potuto”. La situazione è questa: abbiamo due punti in meno rispetto al giro di boa della scorsa stagione, oggi sono 32 contro i 34 di dodici mesi fa. Siamo più o meno in linea, ed è stato importante rimanere attaccati alle prime, ma siamo sotto. Possiamo fare di più». Scommettiamo che non risponderà, ma dove può essere rinforzato questo Cittadella nel mercato di gennaio? «Non sta a me parlare di questo. Quel che posso dire, per esperienza, è che il girone di ritorno sarà ancora più tosto perché chi ora si trova nelle zone pericolose della classifica andrà a fare la guerra in qualsiasi campo, e perché, come sempre succede, molte squadre cambieranno tanto, provando a rinforzarsi». […]

Ore 11.00 – (Gazzettino) Il secondo è Perez, ex Cittadella, che è in rotta con l’Ascoli, club dal quale si svincolerà a fine anno, e che ha qualità che si addicono al tipo di gioco di Bisoli. L’eventuale discorso di Gliozzi con il Sassuolo sarebbe comunque a sé stante rispetto all’interessamento dei neroverdi per Cisco. Al riguardo il Padova ha sparato alto formulando una prima richiesta economica (si parla di oltre cinquecento mila euro, ndr) per il cartellino del giocatore, che dovrebbe comunque restare in biancoscudato fino a giugno 2019. E se in questo lasso di tempo Cisco dovesse mantenere fede alle attese facendo lievitare il suo valore, ecco che la richiesta economica iniziale subirebbe un sensibile ritocco verso l’alto. Il Sassuolo non avrebbe comunque ancora dato una risposta, prendendo atto della richiesta biancoscudata. […] Sul fronte dei rinnovi invece Bindi, Mandorlini e Russo hanno trovato un’intesa, per cui a stretto giro di posta è attesa la fumata bianca, dopo quella di Mazzocco. E trapela ottimismo anche per quanto riguarda Cappelletti e De Risio.

Ore 10.50 – (Gazzettino) Chinellato è legato contrattualmente al Padova anche per l’anno prossimo, per cui l’idea dei biancoscudati è trasferirlo in prestito fino al termine della stagione fissando un diritto di riscatto a favore della società alla quale viene girato (Bassano una delle papabili), in modo che se venisse esercitato il Padova potrebbe monetizzare. L’uscita di Chinellato permetterà di liberare un posto nella lista degli over, da occupare appunto con un altro profilo. Qui c’è da fare convergere le vedute in seno al club. Il giocatore di nome da dare alla piazza come Bocalon, Brighenti e Gonzalez appare al momento fuori portata tenendo conto dei costi e del budget. […] Ecco allora che in termini di gradimento e di fattibilità dell’operazione le quotazioni più alte sembrano riguardare sostanzialmente un paio di attaccanti. Il primo è Gliozzi, quindici gol un anno fa con il Sudtirol, e attualmente girato in prestito dal Sassuolo al Cesena, che sembra intenzionato a muoverlo dato che Castori predilige una punta con caratteristiche diverse.

Ore 10.40 – (Gazzettino) Con il campionato ai box per la sosta, tutte le attenzioni sono inevitabilmente rivolte al mercato che aprirà i battenti mercoledì. Un’operazione è già fatta e verrà ufficializzata nel primo giorno utile per depositare il contratto. Si tratta di Simone Salviato, in arrivo dalla Cremonese, e individuato come il profilo più adatto per rimpiazzare Madonna, che sarà messo fuori dalla lista degli over dato che la sua stagione è purtroppo finita per il grave infortunio al ginocchio rimediato con la Triestina. Contratto fino a giugno 2019 per il difensore padovano, che si aggregherà ai compagni domenica 7 gennaio 2018 in occasione del raduno fissato nel ritiro di Cesenatico. […] Per la data che segna la ripresa della preparazione il direttore generale Giorgio Zamuner ha tutta l’intenzione di inserire anche un nuovo tassello nel reparto avanzato, in modo che abbia tutto il tempo di assimilare gli schemi dell’allenatore prima della ripresa del campionato. […]

Ore 10.30 – (Gazzettino) La palla che pesa come un macigno sul dischetto in pieno recupero, l’esecuzione ampiamente ritardata per qualche furbata degli avversari nel tentativo di destabilizzarlo e dietro alla porta la bordata di fischi degli ultras avversari. Invece Alessandro Capello ha mantenuto nervi d’acciaio calciando alla perfezione alla destra di Thiam il penalty che ha consentito ai biancoscudati di agguantare un pareggio che sembrava ormai quasi insperato. «Ho cercato di mantenere la concentrazione – racconta – senza pensare a quello che accadeva intorno. Ho guardato solo il pallone, il portiere e la porta in quegli attimi. Poi ho calciato ed è andata bene. Battere i rigori è una mia specialità, e l’ho eseguito come faccio sempre. Non ho pensato alla situazione del momento». Fatto sta che pochi attimi più tardi l’arbitro ha sorvolato su un intervento proprio ai suoi danni che doveva essere sanzionato con un altro tiro dagli undici metri. «Il rigore c’era. Mi sono sentito toccare da dietro perché l’avversario stava caricando il piede per calciare. Però l’arbitro ha deciso di lasciare correre». […]

Ore 10.20 – (Gazzettino) Dopo il pareggio con il Fano è scattato il rompete le righe per Pulzetti e compagni. Nove giorni di relax per ricaricare le batterie, nel corso dei quali i giocatori devono comunque fare alcuni compiti per casa sul piano atletico che sono stati consegnati dallo staff tecnico. I biancoscudati si ritroveranno domenica 7 gennaio 2018, non a Padova, ma direttamente a Cesenatico: il raduno è fissato per l’ora di cena, con tutta la squadra insieme a tavola. Per la precisione all’hotel Da Vinci, struttura a cinque stelle che li ospiterà per il mini ritiro in terra romagnola fino a venerdì 12, vigilia dell’appuntamento di Coppa Italia con il Vicenza. Il programma della settimana cesenate prevede in linea di massima sedute pomeridiane di tecnica e tattica sul campo allo stadio di Castiglione di Cervia, distante pochi chilometri da Cesenatico dove invece al mattino la squadra lavorerà sul piano atletico. […]

Ore 10.00 – (Mattino di Padova, editoriale di Stefano Edel dal titolo “Note positive e qualche rimpianto, ma se il mercato dà una mano…”) Si chiude tutto sommato bene il 2017 per le due squadre di casa nostra. […] Il Padova, arraffato in extremis il pareggio contro l’ultima in classifica, che tale non si è rivelata comunque sul campo (Brevi sta facendo un buon lavoro, e potrebbe salvarsi anche rimanendo dov’è ora, se il Vicenza dovesse fare la fine del Modena), si è visto limare il vantaggio considerevole che aveva su Renate e Samb, ma resta più che mai padrone del proprio destino. […] Quanto ai biancoscudati, hanno tirato talmente la corda da essere giunti con qualche affanno di troppo, e idee un po’ annebbiate, alla sosta, che rischia di essere lunga oltre un mese visto come il girone B di Serie C si preannuncia, nella sua configurazione, il 20 gennaio, quando si riprenderà. […] Il Padova, che dopo la seconda giornata del girone di ritorno guida il girone più tartassato della terza serie (tra fallimenti, messe in mora e penalizzazioni), ha le carte in regola per rimanere sul gradino più alto del podio sino alla fine. Per la cronaca, il Venezia a maggio scorso chiuse in testa con 80 punti, perdendo solo 4 gare, e il Parma, secondo, andò ai playoff (poi vinti), con 70, sconfitto in ben 8 occasioni. Si giocarono anche 38 partite, mentre nei prossimi 4 mesi e mezzo ce ne saranno altre 15, per un totale di 34 (4 di meno). A 68-69 punti dovrebbe essere fatta per la B. Bisoli, che ha visto benissimo dove c’è bisogno di lavorare, spera in un “aiutino” dal “mercato”. Il suo Padova, che è il più forte del lotto, ha accusato piccole crepe a dicembre. Con un paio di ritocchi (in difesa e in attacco) le cose si dovrebbero riassestare al meglio. Un’occasione come quella dell’attuale torneo, credeteci, non capiterà più.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Semplice no? Ad aver saputo prima di tanta “glacialità”, i tifosi biancoscudati avrebbero avuto qualche patema d’animo in meno durante quei tre minuti. E pensare che, nel recupero extra concesso dopo il gol del Padova, Capello era riuscito a guadagnarsi un altro rigore che l’arbitro Fiorini non ha concesso. «Avevo anticipato il difensore, quindi mi sono sentito toccare da dietro perché lui stava caricando per calciare. Secondo me era rigore netto, ma l’arbitro ha deciso di lasciar correre. Peccato, ma almeno abbiamo trovato il pareggio lo stesso. Sapevamo sarebbe stata dura, dopo il gol subìto abbiamo avuto qualche difficoltà mai poi ci siamo adattati. Su un campo stretto e fangoso non è facile far girare palla». […]

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) E adesso chiamatelo pure “Iceman”, l’uomo di ghiaccio. C’è ancora lo zampino di Alessandro Capello nell’ultimo punto guadagnato dal Padova nel 2017. […] Centottanta secondi nei quali Capello è stato fermo sul dischetto, mentre l’arbitro gli faceva spostare il pallone, gli avversari lo distraevano, il pubblico lo fischiava. Ma l’attaccante emiliano non è tipo da farsi condizionare. «Sì, devo dire che la freddezza è una delle mie doti», spiega con il solito sorriso timido. «Non stavo pensando alla situazione, o che fosse l’ultimo minuto dell’ultima gara dell’anno. Ho cercato soltanto di restare concentrato senza badare a quello che stava succedendo intorno a me. Guardavo solo il pallone, il portiere e la porta. Ho calciato come faccio di solito ed è andata bene».

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Ecco la sosta e per il Padova è una mezza benedizione. Tra alcuni giocatori fuori forma e altri scarichi mentalmente, la pausa sembra arrivare proprio al momento giusto per i biancoscudati. Da ieri i giocatori sono in vacanza e torneranno ad allenarsi domenica 7 gennaio. Da quel giorno, fino a venerdì 12, la squadra resterà in ritiro a Milano Marittima, allenandosi al campo sportivo Castiglione di Ravenna. Bisoli punterà sul lavoro di fondo e anche per questo il preparatore atletico Danilo Chiodi ha stilato un programma personalizzato per ciascun giocatore, da svolgere in questi giorni di pausa. «Sono i compiti a casa e se non li faranno me ne accorgerò dal primo giorno», ha spiegato l’allenatore. «Sono importanti e mi auguro che tutti arrivino preparati, altrimenti prenderò le mie decisioni, visto che ci sarà anche il mercato aperto». […]

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) Adesso si stacca la spina. Con una classifica buona, sicuramente difficile da pronosticare a inizio anno, ma con un campionato che resta ancora tutt’altro che chiuso. La Sambenedettese con il 3-0 alla Fermana ha ridotto in distacco in classifica a sei punti con una partita in meno, mentre il 2-1 del Renate alla Feralpisalò ha riportato la matricola di Roberto Cevoli a meno cinque. Insomma, il Padova può sì sorridere, ma allo stesso tempo l’1-1 di Fano accende diversi campanelli di allarme. La sconfitta evitata per un soffio contro l’ultima della classe conferma tutte le perplessità sul rendimento da trasferta contro le cosiddette piccole dei biancoscudati, grandi con le grandi e in difficoltà contro avversari di piccolo-medio cabotaggio. Anche oltre le attese: «E’ stato importante non aver perso – spiega il direttore generale Giorgio Zamuner – in una giornata come quella di Fano portare a casa un punto aiuta a mantenere la rotta. La pausa arriva al momento giusto, visto che abbiamo bisogno di ricaricare un po’ le batterie e, complice anche il turno di riposo che dovremo affrontare alla ripresa, torneremo in campo praticamente fra un mese. In definitiva per noi inizia un altro campionato. La Sambenedettese dovrà giocare a Salò e mi auguro ovviamente che non vinca, altrimenti ridurrà notevolmente il gap nei nostri confronti. Non dimentichiamo, però, che abbiamo ancora lo scontro diretto a favore, prima di affrontarli al ritorno». […]

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