Live 24! Santarcangelo-Padova, il giorno dopo: l’armata Biancoscudata avanza inesorabile…

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Ore 21.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Un altro turno a riposare, in attesa di tornare in campo venerdì alle 20.45 contro la Samb. Non certo un impegno all’acqua di rose, quello che attende il Mestre alla ripresa delle ostilità nell’anticipo televisivo del Riviera delle Palme. E tutti gli occhi sono puntati sul recupero di Marco Beccaro, uscito per infortunio a Trieste e in forte dubbio per un problema muscolare. La prima diagnosi parla di una piccola lesione, che tuttavia potrebbe anche rimarginarsi in tempo quantomeno per vederlo in panchina. La «roccia» arancionera, con 70 partite consecutive all’attivo, non si ferma mai, ma stavolta è stato costretto ad alzare bandiera bianca. «Ha questo problema muscolare — spiega Mauro Zironelli — dobbiamo valutare come starà alla ripresa degli allenamenti, ma non ho intenzione di rischiare. Per cui lasciamolo tranquillo, è un momento in cui sul fronte infortuni abbiamo diversi problemi». […]

Ore 20.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) […] Ad attendere il Mestre ci sono quattro partite dalla difficoltà massima contro Sambenedettese, FeralpiSalò, Reggiana e Pordenone, un crocevia fondamentale per la stagione degli arancioneri che darà indicazioni chiare e precise su quello che sarà il prossimo futuro del Mestre. E prima di gettarsi in un febbraio di fuoco, abbiamo fatto il punto della situazione con il direttore sportivo arancionero Enrico Busolin, discutendo a 360 gradi della stagione in corso. “Fino a questo momento non posso essere che contento del lavoro svolto dalla squadra, che credo si sia comportata egregiamente. Siamo davanti a molte squadre che hanno investito decisamente più di noi, compresa la stessa Triestina che quest’anno contro di noi ha conquistato solo il punto di lunedì sera, per cui questo ci rende molto orgogliosi di quanto abbiamo fatto”. […] “Non dobbiamo dimenticare come il Mestre abbia puntato, per questa stagione, nel confermare gran parte della formazione che l’anno scorso vinse il campionato, una scommessa che ha pagato appieno diversamente da altre società che si sono trovate costrette a correre ai ripari il mese scorso. È un segnale importante che ci fa capire come il lavoro svolto sia stato ottimo”. Una pianificazione importante, la stessa che a breve farà spostare l’attenzione al prossimo anno. “Tra poco inizieremo a pianificare la prossima successiva, sia in termini organizzativi a livello societario che a livello di organico. A breve ci muoveremo su tutti i fronti, compresi i giocatori, abbiamo le idee ben chiare sul da farsi”.

Ore 20.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) […] «Da ora in avanti non avremo più pause — spiega Zanini — e abbiamo approfittato per un richiamo atletico importante, anche perché tra dicembre e gennaio ci eravamo allenati in un contesto non certo facile. I giocatori hanno risposto bene, hanno lavorato con impegno e massima disponibilità e la sosta ci ha permesso anche di recuperare Alimi che da lunedì tornerà in gruppo. Indisponibili restano solo Salifu e Ferchichi ma per loro i tempi per riaverli a disposizione sono più lunghi». Un gruppo, quello a disposizione di Zanini, che ha superato il periodo di grande caos in cui, a parte il diesse Moreno Zocchi, la squadra non aveva punti di riferimento societario. Con l’arrivo del curatore Nerio De Bortoli c’è fiducia che le cose possano sistemarsi e che, soprattutto, arrivino gli stipendi considerato che dal 15 di ottobre i calciatori, come i dipendenti e i collaboratori, non prendono soldi. «C’è grande fiducia nel curatore — sottolinea Zanini — che con noi ha parlato chiaro ed è un punto di riferimento importante. La settimana che sta per iniziare dovrebbe finalmente portare gli stipendi che aspettiamo da tempo, c’è anche la speranza che si possa regolarizzare la posizione dei mesi di novembre e dicembre che devono essere saldati entro il 15 di febbraio. A riguardo abbiamo incontrato il direttore generale della Lega di serie C, Francesco Ghirelli, che ci ha assicurato che tutti stanno collaborando per mettere a posto la situazione». Una situazione che, di fatto, tra fideiussione escussa, paracadute post-retrocessione (disponibile però dal 15 aprile) e «cassa» vedrebbe la società con a disposizione una cifra più che sufficiente per saldare le quattro mensilità e contributi relativi. In questo contesto il Vicenza si appresta a giocare a Fano (ieri vittorioso 2-1 a Ravenna in rimonta) una partita molto importante per il futuro della squadra biancorossa. […]

Ore 19.30 – (Il Piccolo) Con la fiammata poderosa che ha stordito definitivamente il Renate, Davis Mensah si è issato a quota 7 nella classifica marcatori del campionato. Gol sempre pregevoli che abbinano forza e precisione, velocità ed imprevedibilità. E del resto non è così semplice vedere in serie C uno scatto bruciante come quello di Mensah in pieno recupero, dopo una gara di chilometri macinati e di grande aiuto profuso nella fase difensiva. L’attaccante alabardato ci scherza su, ma motiva i tre punti di Meda con una spiegazione ben precisa. «Questa volta siamo stati premiati dei nostri sforzi. Le altre volte capitava di fare la partita e che gli avversari si mettessero dietro, questa volta abbiamo provato a fare noi questo tipo di gioco e ci siamo riusciti. Siamo molto contenti di aver ottenuto questa vittoria, speriamo di vincere anche la prossima e conquistare finalmente due vittorie di fila» il pensiero di Mensah. Siete stati bravi a fare la partita nel primo tempo e a non scomporvi nel secondo. Si è percepita maggior tranquillità, è una sensazione veritiera? «Noi abbiamo sempre giocato bene, mancavano solo i risultati ed è complice di questo aspetto anche la sfortuna. Dobbiamo essere sinceri, altre volte giocando bene abbiamo perso. Con il Renate l’abbiamo portata a casa con bravura e fortuna». […] «Una vittoria che ci tengo a dedicare ai compagni di squadra, tre punti che meritavamo dopo tante corse e sudore senza portare nulla a casa».

Ore 19.00 – (Il Piccolo) […] Le prime considerazioni di Sannino sono proprio rivolte al pensiero per il gusto dei tre punti ritrovati.«Sono felice per i tifosi, la società e per Mauro Milanese che ha sofferto tanto fino ad adesso ed era giusto che gioisse anche lui» le prime parole del tecnico, che prosegue. «Ma più di tutto sono contento per questi grandi, splendidi ragazzi. Non c’è molto da dire rispetto alle altre volte, non è per il fatto di aver vinto una partita le cose cambiano molto, io vado avanti per la mia strada come ho sempre fatto. Conosco gli uomini che ho e il valore del lavoro, conosco le doti morali dei miei ragazzi e questo mi basta». Se è vero che l’Unione spesso e volentieri ha fatto la partita anche in trasferta, la squadra questa volta ha dato la netta sensazione di aver giocato più accorta, e tranquilla, ben messa in campo. È d’accordo? «Abbiamo giocato sulla falsariga di tante altre partite. La differenza è che stavolta possiamo gioire a fine partita, altre volte l’urlo in gola ci è rimasto strozzato». […] Una vittoria fuori casa dal significato particolare come evidenzia l’amministratore unico Mauro Milanese: «Nell’anno del centenario, tra le tante iniziative, abbiamo ricordato Stefano Furlan, e sono contento di questa vittoria che tutta la società gli dedica dopo la commemorazione ufficiale di alcuni giorni fa».

Ore 18.30 – (Il Piccolo) Giocare su un prato sorto sulle ceneri dell’Icmesa, madre della nube tossica che oltre quarant’anni fa gettò nel panico la gente italica, poteva non essere un buon viatico. Specie per l’Unione che nelle ultime settimane aveva accumulato tossine da mancanza di risultato. E invece contro il Renate, sorpresa del girone in calo di forma ma pur sempre terza del gruppo, la squadra di Sannino ha saputo ritrovare il successo (il gioco non è mai mancato). Il 3-1 è un risultato tanto meritato quanto troppo rotondo. Perché l’Unione ha giocato molto bene nel primo tempo, con lo stesso spirito degli altri incontri ma con meno veemenza e soprattutto con la capacità di andare due volte a bersaglio. Ma nella ripresa ha dovuto subire il ritorno dei padroni di casa (ospiti di Meda perché la piccola Renate un campo da terza serie non ce l’ha) specie dopo il 2-1 confezionato dopo una decina di minuti e solo nel recupero Mensah ha messo la vittoria in frigorifero. Insomma gli alabardati dopo aver seminato tanto e raccolto poco, stavolta hanno creato il giusto e portato a casa i tre punti con una concretezza quasi sconosciuta finora. Merito del tecnico alabardato e dei giocatori che hanno interpretato al meglio una condotta di gara più accorta mettendo in ambasce i giovani di Ceravolo che fanno della corsa la loro arma migliore. Un successo, quello dell’Unione che mancava in trasferta da inizio novembre e in assoluto da dicembre. Si torna in zona play-off (decima) ma per capire se la Triestina sia guarita dalla pareggite bisogna attendere qualche altro test. […]

Ore 18.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Il punto strappato a Bergamo con l’Albinoleffe consolida le speranze playoff del Bassano, a quota 33 lunghezze in classifica. Insomma, un punto pesante e che i giallorossi si portano a casa senza rimpianti. Il quarto 0-0 di fila nelle ultime quattro sfide in terra bergamasca tra i padroni di casa e i giallorossi riassume l’equilibrio visto in campo anche ieri allo stadio Atleti Azzurri d’Italia. Dopo un primo tempo sottotono il Bassano ha giocato una buona ripresa, mancando il colpo del ko allo scadere con il palo colpito da Gusu su un goffo retropassaggio di testa che poteva costare carissimo ai seriani. Un punto, quello ottenuto a Bergamo, che allunga a sei i risultati utili consecutivi degli uomini di Giovanni Colella, dà ancora più morale all’ambiente e tiene a distanza una diretta concorrente per l’accesso ai playoff, l’Albinoleffe, ora a 31 lunghezze nel girone. Il primo brivido della gara lo regala Mondonico al 6’, quando il colpo di testa del laterale sinistro dei bergamaschi si spegne di poco a lato. […]

Ore 17.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Allineato, sicuro di sé, a momenti correndo il rischio di sembrare testardo e per alcuni lontano dalla realtà. Leonardo Colucci in sala stampa mantiene questa linea: difesa a spada tratta del suo lavoro e della squadra. Di dimissioni nemmeno l’ombra. Forte dell’ok incassato solo pochi minuti prima dalla società, il tecnico parla così: «Sento la fiducia dei ragazzi e della proprietà. È una situazione diversa rispetto a quella che si era verificata a Reggio Emilia (lì si era dimesso, ndr). Qui, sino a quando sentirò che la squadra è con me, rimarrò al mio posto. In caso contrario me ne andrei subito». Va quindi velocemente in archivio l’argomento principale: Colucci resta l’allenatore del Pordenone nonostante il 3-0 in casa (il peggior passivo interno della stagione) e si prova a guardare avanti. Il tecnico si aggrappa alla notizia che dà lui stesso: il gruppo lo sostiene e non l’ha ancora mollato. La curva invece sembra proprio averlo fatto. «È normale sentire il classico Colucci vattene in questi casi – sottolinea con un pizzico d’ironia l’allenatore del Pordenone -. Sono gli stessi tifosi che dopo due vittorie sarebbero contenti. Io devo solo ringraziarli, perché il loro sostegno non manca mai». E i calciatori? «Mi piacerebbe un po’ più di grinta», fa notare. Si riferisce anche al Colucci giocatore, quello che a suo dire «non baciava la maglia, ma in campo dava tutto». […]

Ore 17.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Tre ruggiti dei leoni del Garda e il Pordenone ripiomba nel baratro. Una brutta batosta in casa, accompagnata dalla contestazione della curva, che ha ritirato gli striscioni e se n’è andata a un quarto d’ora dal termine per continuare a protestare fuori dallo stadio. Sul banco degli imputati Leo Colucci, che Mauro Lovisa ha continuato a difendere non solo in sala stampa, ma anche nell’incontro avuto con gli ultras nell’antistadio. Re Mauro se l’è presa invece con «i problemi nella testa dei giocatori». Atmosfera totalmente diversa fra i leoni di Beggi, che in settimana ha sostituito Serena sulla panca gardesana. Ranellucci e compagni sono scesi in campo intenzionati a dimostrare che le incertezze delle ultime gare non erano imputabili a loro. Impegno che, unitamente alle amnesie dei ramarri, ha prodotto due gol nei primi 13′. […] Nell’intervallo la curva ha riservato un coro a Lovisa, entrato in campo arrivando sino al centro per invitare gli ultras a tifare o ad andarsene. O almeno così è stato interpretato il suo gesto. In sala stampa re Mauro dirà di essere stato capito male. In avvio di ripresa è rimasto negli spogliatoi Perilli, in giornata non esaltante. Al suo posto Marco Meneghetti, classe 2001. […]

Ore 16.30 – (Messaggero Veneto) È una delle giornate più brutte della storia recente del Pordenone. Parte della curva, dopo aver riservato molti cori negativi nei confronti di Mauro Lovisa e tecnico, abbandona la gradinata durante il match per continuare la contestazione vicino all’ingresso degli spogliatoi. Arriva il presidente del club a calmare gli animi e poi a chiarirsi con i tifosi: «Continuate ad aver fiducia, i valori di questa squadra usciranno», afferma il massimo dirigente, rincuorando (almeno in parte) i supporter. […] Leonardo Colucci rimane saldo al suo posto, confermatissimo a fine gara da Lovisa, contento della prestazione della sua formazione. «A me la squadra è piaciuta molto – afferma il numero uno del Pordenone -. Abbiamo creato 7-8 occasioni da gol, poi cosa possiamo dire se il direttore di gara non vede una palla che era fuori di sessanta centimetri? Neppure tra i dilettanti si vedono situazioni del genere. Non solo: non ci ha dato un rigore e ci ha annullato due gol. Per questo dico che l’allenatore non è in discussione: non è colpa sua se accadono certe cose». […] Nonostante l’ennesima sconfitta è ottimista anche Leonardo Colucci, che dice di non essersi esaltato dopo la vittoria di Teramo e non si deprime neppure dopo questo ko. «Ho visto una squadra propositiva – afferma il tecnico -. Non siamo stati bravi a concretizzare: la rete fallita da Nocciolini a fine gara è l’emblema. La contestazione? È normale che i tifosi mi insultino. Io li ringrazio perché comunque durante il match ci incitano». Le dimissioni il trainer non le rassegna: «Ho la fiducia della proprietà e vedo che i ragazzi mi seguono – spiega -. Se vedessi il contrario sarei io il primo ad andarmene». […]

Ore 16.00 – (Messaggero Veneto) Dunque la vittoria col Teramo era stata un fuoco di paglia. Già, perché il “malato” Pordenone ricade nei suoi vecchi errori, e stavolta lo fa in modo fragoroso, scatenando l’ira dei tifosi, che sommergono di fischi i propri beniamini a fine primo tempo, poi ne riservano una buona dose al patron Lovisa e ovviamente a mister colucci. Al cospetto di una squadra di buon livello, si ripalesano i gravi limiti tecnico-tattici e di personalità che sono costati due mesi e mezzo di digiuno quasi totale. Vero, c’è anche la complicità di un arbitraggio poco convincente, ma resta il fatto che i neroverdi subiscono tre gol in 23 minuti, macinando errori su errori senza riuscire a riprendersi. E senza mostrare neppure un po’ di orgoglio.Arrendevoli. A “occhio nudo” sembra proprio che la squadra abbia scaricato Colucci, anche la proprietà e lo stesso mister assicurano di no. Un episodio su tutti: in occasione del terzo gol capitan Stefani finisce a terra dopo una carica di Voltan, che poi va a segnare: neppure un accenno di protesta da parte del capitano. Un’arrendevolezza che non fa parte del Dna di questa squadra. E adesso arrivano tre trasferte consecutive nel giro di dieci giorni: Alto Adige mercoledì, poi Gubbio e Ravenna. Troveranno Nocciolini e soci la forza morale per rialzarsi? […]

Ore 15.20 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Marco Pinato ha l’aria di chi avrebbe voluto i tre punti. Il centrocampista veneziano, come Inzaghi, vede il bicchiere mezzo vuoto ma, alla fine, si accontenta del punto pur palesando un filo di amarezza, contenuta tra l’altro, per la vittoria sfumata. “Innanzitutto – esordisce – sono felice per il bel gol fatto e ringrazio per i complimenti, ma il mio rammarico è quello di non aver chiuso la gara. Percio’ sono contento a metà. Certo sarebbe stato meglio vincere e non fare gol piuttosto che fare gol e pareggiare”. Un mezzo sorriso però non manca… “Devo, però, dare anche merito allo Spezia perché se in casa è reduce da sette vittorie e tre pareggi il merito è anche loro. Noi, tutto sommato abbiamo fatto una buona partita”. […] “Certo per come si era messa la partita avremmo potuto anche portarne a casa tre, di punti, e non uno solo perché si poteva fare, indubbiamente, qualcosa di più. Ribadisco, però, che giocare in questo modo e fare paura agli avversari non è cosa da tutti. Qui in pochi sono usciti dal Picco con qualcosa in mano, insomma siamo contenti ma un piccolo rammarico, per la vittoria che è sfumata, resta comunque”.

Ore 15.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) In vantaggio di un gol, il Venezia si lascia raggiungere e manca poco che perde pure una partita dominata per oltre un’ora. Arancioneroverdi che trovano subito la gioia poi non solo si difendono in maniera elastica, ma pungono anche con Geijo che, pero’, non e’ freddo davanti a Di Gennaro. Niente, in verita’, lasciava presagire il cambio di marcia dello Spezia che l’ottimo Mastinu, invece, guida a completare la rimonta. Suo, infatti, il palo nel finale che avrebbe significato una mazzata per il Venezia in vista dell’ultimo quarto d’ora. L’avvio e’ vivacissimo. Retropassaggio di Marilungo che nessuno si aspetta, incertezza difensiva bianconera che dura un attimo, il tempo necessario a Zigoni per accendere la miccia ed a Pinato di colpire con una legnata che Di Gennaro raccoglie in fondo al sacco. Sono passati 68 secondi dall’inizio della partita. Lo Spezia riparte, Palladino furoreggia, al solito, Terzi colpisce di testa in occasione del primo angolo della partita, palla alta di poco. Il Venezia, pero’, non e’ per niente remissivo. Anzi, con il 5-3-2, Inzaghi si difende e contrattacca a fisarmonica. Manca la reazione sotto la porta di Audero, gli aquilotti non riescono a sfondare perdendo, rapidamente, il centrocampo. […]

Ore 14.40 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Per un tempo, se non è il Venezia migliore della stagione, poco ci manca. Ritmo, gol, assist, occasioni da cerchiare in rosso, difesa arcigna, corsa e pure qualche giocata da applausi. Poi, come spesso accade nel calcio, basta un battito di ciglia per cancellare tutto. Stavolta dietro la lavagna, dopo tante parate decisive, finisce Emil Audero, che ha un evidente problema sulle uscite alte. Tutti i suoi (pochissimi) errori, sia con la maglia arancioneroverde che con quella della Nazionale Under 21, sembrano un film visto e rivisto. Allo staff tecnico di Filippo Inzaghi il compito di accompagnare uno dei giovani estremi difensori più promettenti del panorama italiano a difendere la porta della Nazionale maggiore. Perché è evidente a chiunque abbia un minimo di competenza calcistica che il destino di Audero è quello. In quanti anni non si sa ma il talento è sopraffino e la stoffa indiscutibile. Nell’1-1 del Picco, stavolta, l’errore è da matita blu, ma Inzaghi giustamente lo difende nel dopopartita e invita a guardare altrove. «Emil ci ha salvato tante volte — taglia corto — bisogna lasciarlo in pace anche perché è giovane e un errore può capitare. Peccato perché ci siamo fatti gol da soli, dovevamo raddoppiare e non lo abbiamo fatto. Se ci fossimo riusciti a quest’ora staremmo a parlare di altro. Ma bisogna dire che venire a La Spezia dove non aveva vinto nessuno (in realtà lo aveva fatto solo il Carpi, ndr ) e giocare con tali padronanza e sicurezza è solo da applausi». […]

Ore 14.20 – (La Nuova Venezia) Il concetto è chiaro: mettiamoci in saccoccia questo punto, ma ricordiamoci che abbiamo comandato per più di mezza partita. Un’idea che deve servire per scacciare le paure del futuro. «Avessimo fatto anche il secondo le cose si sarebbero messe diversamente», spiega Pinato, autore del gol-lampo, «e invece dobbiamo accontentarci. Peccato. Ma non facciamone una tragedia, altre volte ti capita l’episodio storto e magari finisci col perdere. Usciamo dal campo con la certezza di aver dimostrato d’essere in salute». Con un Pinato che continua a crescere a far gol. «Sto trovando continuità, tante cose vengono meglio. Abbiamo provato anche qualcosa di nuovo e ci siamo riusciti». […] Infine Marco Modolo, sovrano dell’area di rigore. D’accordo sul bel Venezia del primo tempo. «Nel complesso abbiamo fatto una buona partita, sì, con un primo tempo d’alto livello, ma anche dopo non siamo andati male. Era logico che lo Spezia avesse spinto di più nella ripresa per arrivare al pareggio». Pari giusto? Mah, un tempo a testa, però noi con qualche occasione in più». Granoche è sempre una bella rogna per voi difensori. «Sicuro, un grande attaccante, fa molto movimento, ti tiene in allarme» . Il secondo gol di Modolo quando arriva? «Non ne faccio una malattia. Io sono un difensore… comunque ci proverò, magari anche sabato con l’Avellino».

Ore 14.00 – (La Nuova Venezia) Quello che poteva essere e invece non è stato per questo Venezia venuto a La Spezia non solo per la fare la partita, ma torna a casa con parecchi rimpianti per un primo tempo che poteva, e doveva, finire in altro modo. L’allenatore Filippo Inzaghi lo sa e non fa mistero.«Non possiamo non fare la rete del raddoppio nella prima parte di gara», spiega, «poi ti fai gol da solo e rischi pure di perdere. Ma nel complesso sono felice, perché quando la squadra si esprime in questo modo, mi soddisfa. Se continuiamo a giocare così, diventeremo pericolosi per tutti. Le prestazioni non cambiano i nostri obiettivi iniziali: intanto pensiamo a raggiungere la quota salvezza, poi vedremo».Passato il brutto colpo di Salerno al rientro dalla lunga sosta natalizia, il Venezia è riuscito a vincere in casa con Cesena e Bari, pareggiare tenendo bene il campo a La Spezia, dove solo il Carpi, a inizio torneo, è riuscito a portar via i tre punti. Ma, soprattutto, in questo mese è migliorato il gioco, con giocatori in crescita di condizione. «Siamo scesi in campo con piglio e personalità», aggiunge il tecnico piacentino, «e anche stavolta abbiamo avuto tante occasioni. È inevitabile, poi, che, se non vai sul 2-0, tieni aperta la partita ed è giusto pareggiare. Ma nel complesso meritavamo di vincere».Infatti, proprio nel primo tempo si è vista una squadra in progresso per fluidità di manovra, sulla scia di quanto visto una settimana prima con il Bari. Nel secondo tempo qualcosa è cambiato. «Nei primi 45 minuti», prosegue Inzaghi, «lo Spezia ha cambiato modulo più volte perché non ci prendevano. Portare a casa i tre punti sarebbe stata la ciliegina sulla torta, ma dobbiamo essere contenti per come abbiamo giocato. Sabato dovremmo affrontare l’Avellino con lo stesso spirito e vogliamo continuare a divertirci». […]

Ore 13.40 – (La Nuova Venezia) Un gol dopo 70 secondi, un primo tempo brillante, con superiorità in tutti i settori del campo e mettiamoci anche uno Spezia in chiara difficoltà, colpito a freddo, costretto a rivedere tutti i piani preparati in settimana. Ingredienti per sbancare il “Picco”, impresa riuscita solo al Carpi ai primi di settembre, quando da queste parti si girava ancora in costume da bagno. Buon Venezia, dunque, ma senza la crudeltà del colpo del ko, quello che avrebbe chiuso i conti. E così, ecco venirne fuori un’altra partita dei mille rimpianti e dei tanti sospiri che si perdono qui dietro lo stadio, nello scenario del Golfo dei Poeti. Pareggio, finisce 1-1, e non è neanche un brutto risultato, qui a La Spezia non è facile portare via punti. Solo che potevano essere tre senza essere accusati di furto.È anche vero che qualche errore il Venezia lo commette: il gol del ko è stato cercato, ma non trovato, a volte per motivi di mira, a volte di precipitazione. E lo Spezia, che ha fatto un secondo tempo di cuore e volontà, ma senza trovare l’idea per mettere alle corde il Venezia, ha sfruttato al massimo il pallone arrivato sotto porta e smanacciato un po’ goffamente da Audero. Sfortunato, il portierone del Venezia, nella circostanza. Del resto, che la difesa veneziana chiudesse tutti i corridoi, Gallo lo aveva già capito, ordinando ai suoi di cercare il tiro da lontano, il jolly, quello che… non si sa mai. E infatti, due tiri pericolosi di Mastinu, sul primo nasce il corner del gol, sul secondo il palo dà una mano al Venezia. Il premio è la medaglia al buon Granoche, indiavolato come il suo soprannome, giocatore che per lunghi tratti fa reparto da solo in una squadra sorpresa e scoperta per tutto il primo tempo. […]

Ore 13.10 – (Mattino di Padova) […] CAMPODARSEGO. Il “Campo” non può più sbagliare. Anche se domenica scorsa gli uomini di Gianfranco Fonti hanno dominato il match con la Virtus Vecomp dimostrando di meritare – se non altro – il vertice, il risultato ha invece sorriso ai veronesi che, oltre a prendersi tre punti, hanno (quasi) annullato il vantaggio che li separava da capitan Aliù & Co. Oggi pomeriggio (arbitro Stefano Camilli di Foligno), fra le mura amiche, i biancorossi non potranno dunque limitarsi ad una mera gestione della leadership (sperando in una débâcle della Virtus Vecomp in casa dell’Adriese), anche perché il Belluno, avversario odierno, ambisce ancora ad un posto nella top five del girone C (ora è a -4 dall’Este, ultimo della griglia playoff) e domenica scorsa ha riscattato la netta sconfitta col Mantova imponendosi con un bel tris sulla Calvi Noale. […] Formazione Campodarsego (4-3-3): Pirana; Sanavia, Leonarduzzi, Colman, Ndoj; Trento, Caporali, Radrezza; Aliù, Michelotto, Pietribiasi. All. Fonti.ESTE. Gli addetti ai lavori hanno parlato di un punto guadagnato (domenica scorsa) col Cjarlins Muzane, ma l’Este, com’è ovvio, non può adagiarsi troppo sui segnali positivi, visto che il Mantova, con il poker di Abano, si è portato al quarto posto, a -4 dall’Arzignano Valchiampo. Un motivo in più per provare a battere i “cugini” neroverdi (arbitro Matteo Mori di La Spezia), con i quali, nei tanti derby degli ultimi anni, è sempre stata partita vera. […] Formazione Este (4-3-3): Lorello; Gilli, Munaretto, Ferrando, Cassandro; Viviani, Pozza, Tomasini; Fioretti, Florian, Bigoni. All. Florindo.ABANO. Chi dovrà dimostrare di esserci ancora è l’Abano, reduce da due sconfitte consecutive (seppure con Arzignano e Mantova, mica le ultime arrivate) e ancora ultimo della classe a quota 16 punti. Una cosa è certa: arrivare alla settima giornata – che, fra l’altro, vedrà gli uomini di mister Franco Gabrieli opposti al Campodarsego – con tre sconfitte sul groppone è un’ipotesi da evitare a tutti i costi. […] Formazione Abano (4-4-2): Castaldo; Turea, Manuel Cecconello, Cherfa, Dabalà; Santiago Rodriguez, Faggin, Carteri, Martinez Aibar; Franceschini, Mattia Cecconello. All. Gabrieli.

Ore 12.40 – (Gazzettino) Diceva ieri l’indimenticato bomber Claudio Coralli che ai suoi tempi il Tombolato era il fortino dove il Cittadella costruiva i suoi successi. Mai come in questa stagione, invece, i granata stanno faticando in casa propria: il bilancio è negativo, con quattro vittorie e cinque sconfitte, l’ultima gioia interna risale addirittura a fine novembre. Tanto, troppo tempo per una squadra che sta (meritatamente) lottando per le primissime posizione di classifica, per traguardi che possono realizzarsi però a patto che si torni a vincere tra le mura amiche. Perché, inevitabilmente, ogni successo deve transitare per il Tombolato. «Credo che finora l’unica prestazione negativa del Cittadella sia stata quella di Bari. In casa come in trasferta – sottolinea Venturato – la squadra si esprime bene, deve farlo con maggiore continuità nell’arco dei novanta minuti. Se non prendi gol sei un passo in avanti rispetto agli avversari, al Tombolato gli altri sono stati più bravi di noi sotto questo punto di vista. È un dato oggettivo, da migliorare». Il tecnico non cerca di nascondere l’evidenza né di trovare giustificazioni, ma si dice comunque sereno. «Vedo i miei giocatori con tanta voglia di crescere, la concretezza in casa nostra dev’essere un aspetto prioritario, da raggiungere mettendoci grande attenzione». […]

Ore 12.20 – (Mattino di Padova) C’è uno stadio da espugnare, è intitolato a “Piercesare Tombolato”. Può sembrare una battuta, ma lo è solo sino a un certo punto, se si considera che il Cittadella non vince una gara nel suo impianto dal 2-1 alla Salernitana dello scorso 25 novembre, decisamente troppo tempo per una squadra che ambisce ai playoff. Ed è inevitabile partire da questa constatazione nella conferenza stampa pre-partita con Roberto Venturato. «In questa stagione l’unica cattiva prestazione c’è stata a Bari, non è che in casa ci siano state brutte partite da parte nostra. E tuttavia i numeri dicono che in trasferta abbiamo avuto un cammino considerevole, mentre al Tombolato abbiamo raccolto poco», rimarca il tecnico granata. «È successo anche perché a volte in casa abbiamo dato per scontate alcune situazioni di gioco, per cui dico che prima di tutto dobbiamo aumentare la concentrazione. E poi dobbiamo acquisire la solidità che ti consente di mantenere le partite anche sullo 0-0, quando serve». Teme che i giocatori possano avvertire come un “peso” questa carenza di risultati interni? «La forza di un gruppo sta proprio nel reggere questo tipo di pressione. Io non parlerei di “peso”, vero è che abbiamo commesso errori che poi causano insicurezze che non ti fanno vivere la partita con il giusto atteggiamento. Spesso abbiamo giocato bene, ma lo abbiamo fatto a sprazzi. Poi ci sta che l’avversario in alcuni momenti dell’incontro si esprima meglio di te, ma proprio in quei frangenti devi essere bravo a tenere: da questo punto di vista abbiamo margini di crescita concreti». […]

Ore 12.00 – (Corriere del Veneto) La scaramanzia, prima di tutto. E l’ultima volta di domenica alle 17.30 non è andata poi bene. No, non è andata bene per niente, con quella sconfitta incassata con il Frosinone che ha mandato di traverso la cena a Roberto Venturato. Oggi il Cittadella ci riproverà contro il Novara che ha appena cambiato allenatore, che ha portato in panchina Domenico Di Carlo e che gioca a carte coperte. Senza svelare nulla sulla formazione, nulla sul modulo, nulla sugli uomini che verranno scelti per la prima ufficiale per l’ex allenatore di Spezia e Chievo. Un problema in più per Venturato, che già deve fare fronte a un’assenza pesante come quella di Salvi, che verrà sostituito sulla fascia da Pezzi. «La rosa del Novara è importante — chiarisce l’allenatore — molti giocatori hanno valori elevati, hanno appena cambiato allenatore e quindi psicologicamente ci sarà una reazione da parte loro. Di Carlo penso giochi con il 3-5-2, ma il loro modulo non ci condizionerà perché noi lavoriamo sul nostro gioco e sulla nostra identità». Di Carlo ammette di aver provato il 3-5-2 ma non chiarisce null’altro, né sugli uomini né sulle alternative. Che ci sono e vengono custodite gelosamente al riparo da sguardi indiscreti. «Voglio coraggio nell’andare ad attaccare l’avversario — carica l’allenatore del Novara — ho molta fiducia in tutto il gruppo. Ben sapendo che andiamo ad affrontare una delle più belle squadre della serie B, caratterizzata da grande mentalità». […]

Ore 11.30 – Le pagelle del Padova (Gazzettino): Bindi 6; Salviato 7, Cappelletti 6, Trevisan 6, Contessa 6; Mandorlini 6 (Fabris sv), Pinzi 6.5 (Bellemo sv), Belingheri 6.5; Pulzetti 7 (Sarno 6.5); Capello 7.5 (Lanini sv), Guidone 6.5 (Gliozzi 6.5).

Ore 11.20 – (Gazzettino) Se fino a questo momento il Padova non è pervenuto, è Pulzetti a prenderlo per mano. Già sullo 0-0 il capitano si rende protagonista di una buona iniziativa con mancino in mezzo per Guidone, in ritardo sul secondo palo. Ma dà il meglio raddrizzando il risultato: si accentra palla al piede e lascia scoccare una conclusione che s’infila alla destra di Bastianoni, poco reattivo nella circostanza. […] La ripresa si apre ancora nel segno della truppa di Bisoli, determinata più che mai nel cercare il vantaggio. E non deve aspettare neanche molto, per l’esattezza dieci minuti. Sarno sulla destra premia la sovrapposizione di Salviato con pennellata al centro dove spizza prima Guidone e poi Capello sempre di testa, quasi in torsione, realizza. E un minuto più tardi anche Sarno cerca gloria, ma Bastianoni si oppone in due tempi. Adesso sì che le cose funzionano, con i biancoscudati che appaiono in completo controllo della gara, mentre il Santarcangelo sparisce dal campo. A metà frazione c’è spazio per Fabris e Gliozzi al posto di Mandorlini e Guidone. E poco prima della mezz’ora matura il tris, che vale come un’ipoteca. Cross di Salviato in area e tocco con il braccio di Briganti su Gliozzi, rigore ineccepibile. Sul dischetto va Capello, che conferma di essere uno specialista infallibile. Non c’è più storia. […]

Ore 11.10 – (Gazzettino) Tre punti d’oro per un sogno che si avvicina sempre di più. Il Padova vince in rimonta a Santarcangelo e dà un’altra prova di forza alla concorrenza. Quando mancano dodici gare alla fine il vantaggio sale a nove lunghezze sulla seconda in classifica, il Feralpi Salò, che però ha una partita in più. Ancora più indietro Samb, Reggiana e Renate. Pulzetti e Capello, quest’ultimo protagonista di una doppietta che lo porta a quota 11 sigilli stagionali, firmano il controsorpasso dopo il momentaneo vantaggio di Sirignano regalando alla squadra il tredicesimo successo in campionato. Unica nota stonata l’infortunio muscolare a Pulzetti, costretto a chiedere il cambio poco prima dell’intervallo. L’unica novità rispetto alla gara con la Sambenedettese è l’inserimento di Mandorlini a centrocampo, con Cappelletti che arretra in difesa per l’indisponibilità di Ravanelli. Che il Santarcangelo voglia vendere cara la pelle lo si capisce subito. Piccioni dopo appena cinquanta secondi, e Strkalj pochissimi istanti più tardi, ci provano con il destro guadagnando altrettanti angoli. Dopo diciotto minuti sono quattro i tiri dalla bandierina per il Santarcangelo contro i zero del Padova, e proprio in occasione del quarto corner la formazione di casa passa in vantaggio. Calcia Spoljaric con Sirignano che prende il tempo a Trevisan e con un’incornata supera Bindi.

Ore 11.00 – (Gazzettino) Invece un po’ per merito loro e un po’ per demerito nostro abbiamo sofferto la loro pressione. Non è la prima volta che la squadra si gestisce nei primi venticinque minuti, devo capire con loro e anche con il mio staff come mai accade. Potrebbe essere un problema legato al riscaldamento che facciamo prima della partita, ormai è una costante dalla trasferta con il Fano. Solo con il Vicenza avevo chiesto di partire in questo modo, ma non nelle altre occasioni, inclusa questa. Ripeto, ne parlerò con il mio staff e vedremo di cambiare qualcosa». Nella ripresa però è venuta fuori la squadra in tutto il suo splendore, tanto da trovare con Capello i due sigilli che sono valsi la vittoria. «Abbiamo disputato un secondo tempo spettacolare, con la squadra che ha giocato in grande tranquillità e padronanza. Se tutte le partite finiscono così, ben venga la sofferenza nella prima parte». […]

Ore 10.50 – (Gazzettino) «L’altra notte all’1 ho fatto i conti con il direttore Zamuner. E siamo arrivati a questa conclusione: con 63 punti si vince il campionato». Per la prima volta il tecnico biancoscudato Bisoli indica la quota promozione. E non vede l’ora di raggiungerla: «Mancano dodici gare, se facciamo venti punti che è una media da sesto-settimo posto arriviamo a 65, e gli altri dovrebbero farne ventotto su trentasei ed è dura. Solo dei matti potrebbero perdere questo campionato, per cui continuiamo così perché tutto l’ambiente merita che il sogno si avveri il prima possibile. Sono ansioso che arrivi quel momento». Non è la prima volta che il Padova fatica nell’approccio. «Non ho niente da rimproverare ai ragazzi, a parte proprio i primi venticinque minuti. Non me l’aspettavo, avevo preparato la gara per aggredire subito il Santarcangelo.

Ore 10.30 – Le pagelle del Padova (Mattino di Padova): Bindi 6; Salviato 6.5, Cappelletti 6.5, Trevisan 6, Contessa 6; Mandorlini 6.5 (Fabris 6), Pinzi 6.5 (Bellemo sv), Belingheri 6.5; Pulzetti 7 (Sarno 6.5); Capello 7.5 (Lanini sv), Guidone 6 (Gliozzi 6.5).

Ore 10.20 – (Mattino di Padova) Con una disposizione maggiormente consona alle caratteristiche dei singoli, è sembrato subito un Padova più quadrato. Eppure, la vivacità e il coraggio dei gialloblù di casa hanno creato inizialmente non pochi problemi, visto che Cavasin, con un inedito “3-3-3-1”, che ora diventava “3-3-4”, ora “3-2-4-1”, infilava tra le linee avversarie più giocatori, in grado di non fornire punti di riferimento. […] Con l’ex foggiano Sarno dentro il Padova ha guadagnato in fantasia, perdendo qualcosina in vigore agonistico, ma lo zampino del piccolo numero 9 c’è stato nell’azione del 2-1: scambio con Salviato, il terzino è andato quasi sul fondo e ha crossato un pallone d’oro, “spizzato” da Guidone e finalizzato, sempre di testa, da Capello (10′). Ecco la spinta che mancava per filare dritti dritti verso il successo, approfittando anche di un calo fisico evidente degli avversari, con Cavasin costretto a correre ai ripari cambiando tutto quello che poteva cambiare, ma non riuscendo più a raddrizzare la situazione. E al 27′, su cross del solito Salviato, Gliozzi di testa ha cercato la correzione verso la porta, ma il pallone è stato smorzato dal braccio di Briganti. Rigore netto, che Capello ha trasformato con un rasoterra angolato sulla sinistra di Bastianoni (28′).A quota 45 punti, e con la FeralpiSalò, prima inseguitrice, a – 9 (ma con una partita in più), il Padova veleggia sempre più sicuro verso la Serie B. E Bisoli si sbilancia (a ragione): potrebbero bastare anche meno di 65 punti per andar su. Il countdown può già iniziare.

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) E sono tredici. Il Padova corre come un Tgv, e ora mette tanta benzina nel motore anche lontano dall’Euganeo, dove non ha mai perso. Tredicesima vittoria stagionale, la sesta in trasferta, la seconda consecutiva del 2018 dopo il blitz al “Menti” di Vicenza. Insomma, più capolista di così non si può, e passi per l’inaspettata eliminazione dalla Coppa Italia da parte del modesto Pontedera, il campionato suona una sola musica, quella intonata da Pulzetti & C. Tre gol al Santarcangelo, che lotta disperatamente per evitare il playout, come all’andata (era finita 3-0), ma seguendo un copione diverso rispetto al match del 1º ottobre scorso. Perché – ed è una costante ultimamente – per una buona ventina di minuti i romagnoli di Alberto Cavasin (“ex” giocatore di fine anni Ottanta, 40 presenze in carriera nelle file biancoscudate) hanno messo alla frusta i primi della classe, passando pure in vantaggio, e costringendoli ad una reazione, più di carattere che di qualità del gioco, che ha fruttato in breve tempo il pareggio. Nella ripresa, poi, non c’è stata storia: un monologo da parte degli uomini di Bisoli, superiori in tutto, come capacità di manovra, fisicità, raddoppi di marcatura ed insistenza nel pressing. Insomma, il Padova che conosciamo e che ci piace di più, in quanto padrone assoluto del campo. L’aveva promesso alla vigilia, l’allenatore di Porretta Terme: il ritorno all’antico avrebbe significato rimettere al loro posto due giocatori importanti di questa squadra, ovvero Cappelletti e Mandorlini. Il primo riportato al centro della difesa accanto a Trevisan (e non più centrocampista, dunque) ha disputato una buona gara, il secondo (inserito nel pacchetto centrale, proprio dov’era stato avanzato Daniel) ha assicurato più filtro e capacità di interdizione, emergendo alla grande dopo il riposo.

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Non è un caso che dichiarazioni così forti e che spezzano la classica scaramanzia del mondo del calcio, arrivino al termine di una gara molto temuta dal mister. Il Santarcangelo era una delle formazioni più in forma del campionato e nel primo tempo si è visto il perché: «Ci hanno messo in difficoltà», ammette Bisoli. «Dobbiamo dar loro merito di aver alzato molto i ritmi del gioco. Hanno tirato in porta, collezionato angoli e non ci facevano uscire. Bravi loro, anche se noi…». Nonostante l’euforia per il successo, l’allenatore mostra di non aver gradito l’ennesima partenza soft dei suoi e conferma di voler studiare qualche correttivo per evitare ulteriori patemi nei primi minuti di gara: «Sicuramente ci abbiamo messo del nostro nella sofferenza accusata per 20′. Non è la prima volta che ci capita di gestire le forze in avvio. È un problema che voglio affrontare con lo staff e con i giocatori, anche perché siamo arrivati a questo incontro dopo due allenamenti spettacolari. Probabilmente effettuiamo un riscaldamento che ci consente di essere più freschi nella ripresa, ma di sicuro bisognerà variare qualcosa. Anche se poi, quando il risultato finale è questo, mi va bene anche soffrire per mezz’ora».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) «Di questo passo solo dei matti potrebbero perdere un campionato del genere. E io non voglio mica concedere alla squadra questa follia». Non si nasconde più, Pierpaolo Bisoli, e ne ha ben donde. Il Padova supera uno scoglio insidioso e vede sempre più vicino il traguardo della vittoria del campionato. Mentre le inseguitrici non riescono a trovare continuità, i biancoscudati macinano punti, inducendo addirittura il tecnico a segnare in rosso sul calendario una gara ben precisa: quella contro il Teramo del prossimo 4 marzo allo stadio Euganeo. «Credo che quella possa essere una gara spartiacque. Se dovessimo raccogliere almeno 4 punti nelle prossime due partite, una vittoria contro gli abruzzesi ci porterebbe ad un passo dal traguardo. A quel punto dovrebbero… ammazzarci per fermarci. La quota per la vittoria finale? Credo si attesti sui 63 punti, e per arrivarci ci basterebbe un cammino da squadra di media classifica. Ma ovviamente non dobbiamo mollare di un centimetro, perché io sono ansioso che questo sogno si avveri il prima possibile. Questa piazza merita di tornare in Serie B».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Pur senza segnare, anche ieri Marco Guidone è stato decisivo: «Sì, ho prolungato la traiettoria del cross di Salviato in occasione del gol di Capello. Ci tenevamo molto a vincere, per rifarci dall’eliminazione dalla Coppa e devo dire che siamo riusciti a dare una grande risposta».Nonostante qualche patema nel primo tempo. Come mai uscite molto spesso alla distanza?«Si tratta di una nostra caratteristica, dovuta anche al richiamo della preparazione effettuato a gennaio. Ci mettiamo un po’ad ingranare, forse anche per caratteristiche fisiche, ma quando cambiamo marcia siamo devastanti. Si era visto a Vicenza e si è avuta conferma anche in questa occasione».E le avversarie faticano a starvi dietro in classifica.«Pensiamo solo a noi stessi e ad un traguardo che si avvicina sempre di più».

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Ci ha messo un paio di partite più del previsto per carburare, ma da quando ha cominciato, non si è più fermato. È sempre più il Padova di Alessandro Capello, attaccante insostituibile nello scacchiere di Bisoli. Con la doppietta rifilata ieri al Santarcangelo, il 22enne nativo di Bologna ha raggiunto la doppia cifra in classifica cannonieri, eguagliando a quota 11 il suo record stagionale di gol, fatto registrare nel 2015/16 a Prato. Ma soprattutto mostrando una varietà di colpi da giocatore di categoria superiore: 8 gol di piede, 3 di testa, 5 rigori realizzati su altrettanti tentativi dal dischetto. «Sono molto felice», sorride “Shark”, lo squalo. «Ma adesso non è il momento di accontentarsi, bensì di spingere sull’acceleratore. In questo mese e mezzo siamo chiamati a dare la svolta decisiva al campionato. Sul primo gol Guidone mi ha allungato il pallone di testa e mi sono fatto trovare pronto, poi è arrivato anche il rigore. Dedico le reti come sempre alla mia famiglia, alla mia ragazza, alla squadra e ai tifosi. Dove voglio arrivare? Spero di segnare il più possibile da qui alla fine della stagione». […]

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) C’è profumo di primavera anticipata, al Valentino Mazzola di Santarcangelo. Ma soprattutto c’è un profumo inconfondibile, quello della Serie B. Il Padova vince ancora, incasella il settimo punto in tre partite del 2018 e molla definitivamente gli ormeggi. La marcia verso la promozione a questo punto diventa quasi trionfale, fra sette giorni all’Euganeo arriverà il Ravenna e sarà un altro impegno decisamente alla portata. La concorrenza sparisce, si affanna, annaspa, si annulla quasi giocando per la capolista: Samb e Reggiana pareggiano, il Pordenone esce definitivamente di scena crollando contro la Feralpisalò, di nuovo seconda ma distante ben nove punti e con una partita in più giocata. E nove punti, in tutta onestà, sono moltissimi, anche annotando che la Reggiana ha una partita in meno. Aveva ragione Alberto Cavasin, quando nell’antivigilia ricordava che «il Padova potrebbe perdere il campionato solo suicidandosi». E il Padova, nonostante una partenza a handicap come spesso accade quando si gioca in trasferta contro formazioni di secondo piano, incassa un gol, trema e ondeggia per 25 minuti, poi si sveglia e finalmente gioca come sa. Segna Pulzetti, il capitano che toglie la nave dalle secche, poi nella ripresa si scatena Capello, che timbra il 2-1 da grande attaccante qual è e poi chiude il conto su rigore concesso per un fallo di mano di Sirignano. […] Capello fa dieci e undici in campionato, Sarno entra e, pur al 30% della condizione, illumina la scena, Salviato sulla fascia è un rullo compressore, Pinzi giganteggia e pazienza se Trevisan e Contessa non sono al massimo della condizione in una stagione altrimenti da applausi. Vola, Bisoli, che freme per chiudere il conto il prima possibile, che in sala stampa comincia pure a far due conti su quale possa essere la quota promozione diretta, fissandola attorno ai 65 punti. E magari sarà pur vero che il livello del girone non sarà quello del campionato scorso, che la qualità media è scesa e che il Padova vince per mancanza di avversari. Sarà. La verità, però, è che il Padova vince perché è la squadra più forte. Ha riserve di primo livello in tutti i ruoli, cambia e cresce, si difende e attacca. Dando la sensazione di essere una spanna sopra tutti. Non si può sempre dominare, vero. Però si può vincere. E il Padova di vittorie ne ha messe insieme sinora ben 13, perdendo soltanto tre volte. Una marcia trionfale, una marcia da serie B. […]

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