Live 24! Padova-Ravenna, -5: si riparte dalla Guizza, con la giusta concentrazione…

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Ore 21.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Come si sta preparando il Mestre a questo mese di fuoco? A rispondere è il capitano arancionero Armando Perna, che racconta il clima che si respira nello spogliatoio del Mestre. «È vero, ci aspetta un mese impegnativo che ci vedrà affrontare quattro grandi del campionato, ma noi siamo tranquilli e sereni, abbiamo ancora tanta voglia di divertirci e stiamo molto bene, per cui andremo in campo cercando di giocare il più possibile con il pallone e con le nostre idee. Sappiamo che ogni partita è una storia a se, lo insegna l’equilibrio di questo girone, dobbiamo ricordarci di pensare una partita alla volta e che nulla è scontato». […] Come visto in questa stagione, il Mestre riesce ad esprimersi meglio contro le formazioni che giocano a viso aperto. «Per noi affrontare queste partite è quasi un vantaggio – spiega Perna – perché ci viene molto più facile trovare spazi e linee di passaggio. Dal punto di vista dello spettacolo credo ci sarà da divertirsi sia sugli spalti che in campo, perché a differenza delle squadre chiuse che ci costringono a girare tanto la palla avremo maggiori possibilità di trovare varchi per poter far male. Poi ovviamente non sarà facile, perché i nostri avversari ci conoscono e sanno che dovranno evitare determinate situazioni tattiche, ma dalla nostra abbiamo sempre il vantaggio di sapere che loro sono squadre costruite per vincere il campionato ed obbligate a fare più punti di noi». […]

Ore 20.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Obiettivi, ambizioni, futuro. Tre elementi fondamentali che per il Mestre passano obbligatoriamente dalle prossime quattro gare di campionato, un poker di sfide di difficoltà assoluta da affrontare in quattro settimane che si prospettano davvero di fuoco. Sambenedettese, FeralpiSalò, Reggiana e Pordenone, tutte formazioni che ambiscono ai vertici della classifica e che si riveleranno un banco di prova determinante per il futuro del Mestre, che andrà a caccia di punti pesanti per avvicinarsi sempre più all’obiettivo stagionale, quello della salvezza. Senza scordarsi che in questo momento gli arancioneri si trovano esattamente a metà della classifica, a sei punti dal secondo posto e a sei punti dal penultimo, una situazione che fa ben capire come febbraio risulterà un mese determinante per intuire quale sarà l’esito finale della stagione del Mestre. Una serie di risultati positivi potrebbe infatti cambiare le prospettive per il futuro catapultando la truppa di Mauro Zironelli in piena zona playoff, mentre in caso contrario gli occhi inizieranno a guardare alle spalle per cercare di evitare di essere risucchiati nella zona calda della classifica. […]

Ore 20.00 – (Il Piccolo) «Papà, papà, ti richiamo tra un po’…». Sembra una di quelle storie fuori dai tempi, il bravo giovanotto che lascia casa, si afferma e ritorna in paese da eroe. Favole che fortunatamente appaiono ancora conservate in alcuni piccoli borghi del Sud, come il caso di Lorenzo Libutti, l’orgoglio di Rionero in Vulture, piccolo comune del potentino abbarbicato ai piedi dei monti lucani. A Meda, dove il contesto geografico non è così affascinante, nell’immediato post-partita il telefonino del terzino alabardato è bollente, eppure arriva l’attimo di condividere davanti a microfoni e taccuini la gioia del primo gol con la maglia della Triestina. «Una emozione grandissima perché non sono abituato a fare gol. Mi sono trovato là, ho chiuso gli occhi e quando li ho riaperti la palla era entrata. Sono troppo felice, non potevo desiderare qualcosa di meglio». Un parere generale sulla partita? «Il nostro primo tempo è stato perfetto, l’abbiamo interpretato bene come del resto l’avevamo preparato durante la settimana. Dopo aver subito il loro gol è normale che ci siamo un po’ abbassati, e bisogna ricordare che il Renate è un’ottima squadra. Bravi noi a sacrificarci tutti assieme e resistere compatti per portare a casa la vittoria». […]Sente di aver acquisito quella cattiveria richiesta a più riprese dell’allenatore quando invocava una squadra che non sia necessariamente fatta da bravi ragazzi? «Piano piano sì ma devo migliorare ancora molto, anche se sento che ogni settimana riesco a farlo aggiungendo qualcosa in più. La fortuna è con me in quest’ultimo periodo».

Ore 19.30 – (Il Piccolo) Il fatto che la Triestina sia tornata alla vittoria sul campo di Meda, dopo un lungo periodo di astinenza, non è casuale. I due gol di vantaggio nella prima mezz’ora di gioco ottenuti con pieno merito e un pizzico di buonasorte su una conclusione di Gomez destinata al gol e fuori di poco sono un capitale corposo sul quale costruire un successo. Ma il quarto acuto della stagione in trasferta (anche questo largo nel punteggio) fornisce un’altra indicazione che, se perpetuata nel corso dei prossimi incontri, può rappresentare una svolta. L’Unione pur non snaturando quella caratteristica di comandare sempre o quasi il gioco trasmessa ai giocatori da Sannino è stata capace di approcciare e gestire un match in modo più oculato. La prima frazione di gioco è stata sì affrontata con il possesso palla ma non è stata arrembante come capita al Rocco e anche talvolta come si è visto nelle precedenti trasferte. Il ritmo più compassato dettato soprattutto da Coletti a centrocampo ha fatto da antidoto alla freschezza e al dinamismo del giovane Renate che si è visto solo in una mezz’ora nel secondo tempo. Insomma l’Unione ha primo di tutto tenuto gli equilibri tra i reparti in attesa di cogliere le condizioni migliori per colpire. Ne ha beneficiato non solo l’assetto ma anche le qualità di Bracaletti e la presenza in interdizione di Porcari. […]

Ore 19.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Battuto, preso in giro e contestato. Non è un grande momento per il Pordenone. Siamo lontani, come ci tiene a sottolineare Lovisa, dai giorni bui della Prima Categoria del 1991-93 e dei successivi anni (tranne la stagione un paio di stagioni a inizi anni 2000) spesi sui campi di periferia sino al 2008. Nelle ultime due stagioni però l’asticella delle ambizioni di re Mauro si era alzata notevolmente. Aspettative suffragate da due semifinali playoff consecutive per la promozione in B con Bruno Tedino in panca. Ritrovarsi oggi al nono posto, sul margine basso della zona playoff, non rappresenta un distacco dal passato remoto, ma non è pure una continuità con quello recente. Lo 0-3 subito sabato al Bottecchia con il Feralpi, match che doveva rappresentare il risveglio del ramarro dal lungo letargo, è stato un colpo durissimo. «Io ho fatto il mio, ora ho bisogno di voi!». Era stato questo l’appello di re Mauro al suo popolo il giorno prima della partita. Nessuno avrebbe potuto immaginare di vederlo solo 24 ore dopo entrare sul prato del Bottecchia a metà incontro, con i suoi sotto di 3 gol, bisticciare a distanza con la curva in piena contestazione. La parte più calda del pubblico pordenonese ha sintetizzato in modo colorito quello che in genere pensano tutti gli altri settori. Il Pordenone di oggi è monotono, privo di carattere, senza altre soluzioni che non siano i cross dalle fasce (per attaccanti per lo più statici) o i piazzati di Burrai che, oltre a tutto, sembra aver perso la misura dei lanci. In altre parole sul banco degli imputati c’è, prima di tutti, Leonardo Colucci. […] Se un giorno si dovesse arrivare alla decisone tanto attesa dai tifosi, non bisognerebbe dimenticare la soluzione a chilometro zero rappresentata da Fabio Rossitto (sempre presente da tifoso alle gare interne dei ramarri). Difficile trovare in categoria motivatori come il Crociato. Rossitto è già stato sulla panca neroverde in due occasioni. Nella prima ha sfiorato la promozione in serie C. Nella seconda ha mancato di un soffio la salvezza perdendo il playout con il Monza dopo aver guidato i ramarri a un’entusiasmante rimonta durante la stagione regolare. Pur senza essere riuscito a completare le sue imprese, Fabio è amato dal popolo neroverde. Una terza chance potrebbe essere gradita a lui, apprezzata dai tifosi e utile al Pordenone.

Ore 18.30 – (Messaggero Veneto) Alto Adige mercoledì, quindi Gubbio domenica e infine Ravenna lunedì 26, in diretta tv su Raisport alle 20.45 (in attesa di ufficialità): tre impegni, tutti in trasferta, che il Pordenone si augura possano essere quelli della svolta. Le ultime uscite, e con queste il ruolino di marcia in esterna (tre sole vittorie), non promettono granché, ma le serie negative sono fatte per essere interrotte: basta un episodio per far svoltare una gara.A ogni modo Colucci dovrebbe cambiare qualcosa. L’indiziato numero uno a indossare una maglia da titolare nella trasferta di Bolzano è Emmanuele Cicerelli. L’esterno offensivo, classe 1994, è stato il migliore dei neroverdi sabato scorso con la FeralpiSalò. Pur agevolato dal fatto di essere entrato a partita compromessa – a inizio ripresa sullo 0-3 – e quindi in un contesto tattico ben definito, l’ala ha provato in tutti i modi a segnare e a farsi notare. Colucci, in conferenza stampa, ha detto che nasce come esterno, ma può giocare anche sulla trequarti: se dovesse inserirlo dal 1′ potrebbe continuare a giocare col “rombo” (sacrificando Bombagi) oppure passare al 4-3-3, il modulo che preferisce, con lo stesso Cicerelli, Gerardi e Nocciolini a comporre il reparto. Da valutare inoltre la conferma di Zammarini a centrocampo, con Caccetta pronto per debuttare dall’inizio, mentre si monitorano le condizioni di Perilli, uscito al 46′ a causa di un problema alla schiena. […]

Ore 18.00 – (Messaggero Veneto) La crisi del Pordenone si riscontra – oltre che in un gioco poco convincente e poco efficace – nei numeri. Dallo scorso novembre i neroverdi hanno raccolto 9 punti in 11 gare, peggior ruolino di marcia della categoria assieme al Teramo, proprio la squadra battuta due turni fa. Se si guarda solo al ruolino di marcia tenuto negli ultimi tre mesi e mezzo, si può dire che i ramarri abbiano superato una rivale salvezza. […] L’apatia della squadra si ritrova nel pessimo rendimento offensivo: tre reti realizzate nelle ultime 7 partite, di cui due messe a segno da difensori (Bassoli e Formiconi). Una sola è stata opera di un attaccante, peraltro la più lontana nel tempo: quella di Magnaghi a San Benedetto del Trento a inizio dicembre. Le reti incassate, almeno ultimamente, nascono tutte da ripartenze subite: contro Santarcangelo, Bassano e Feralpi i gol sono arrivati in fotocopia, con gli avversari che ormai sembrano sapere a memoria come infilare il Pordenone. […] La squadra segue ancora il tecnico? Lovisa è convinto del contrario ma l’arrendevolezza con cui il gruppo ha subìto tre gol sabato scorso fa riflettere: i “vecchi” dello spogliatoio, a livello di entusiasmo e di qualità di gioco, sono soltanto lontani parenti di quelli dell’anno scorso.

Ore 17.30 – (Messaggero Veneto) La contestazione dei tifosi, durante e dopo la partita con la FeralpiSalò, ha lasciato il segno in casa Pordenone. Tanto che ieri il presidente del club, Mauro Lovisa, ha scritto una lettera ai supporter neroverdi, con cui si era già chiarito al termine del match nell’area vicino all’ingresso degli spogliatoi. «Un Pordenone mai così in alto nella storia, vive oggi delle difficoltà, ma da queste usciamo solo tutti uniti», scrive il massimo dirigente sul profilo Facebook del club, cercando di tenere unito l’ambiente e una squadra reduce da due vittorie nelle ultime 14 partite. Nel mirino della tifoseria il numero uno del club ci è finito per la difesa a oltranza di Leonardo Colucci, l’allenatore della squadra giudicato dalla maggioranza tantissimi cuori neroverdi il principale responsabile dell’interminabile momento negativo della squadra. Nel suo intervento Lovisa invita a non dimenticare le pagine nere del club e ricorda: «Le cose vanno male, ma siamo comunque in serie C e con la parte decisiva dalla stagione ancora da giocare». Per questo «dico ai tifosi di stare vicini alla squadra, a mister Colucci e allo staff. Incitateli, spronateli. Hanno bisogno di voi, come loro fanno gioire voi quando si vince. Sono persone serie, che lavorano con impegno e passione. Mancano i risultati? Lo sanno e ne soffrono in primis loro – continua -. Seguo quotidianamente gli allenamenti, se l’impegno venisse meno, e mi conoscete bene, non avrei problemi a intervenire. Ma qui nessuno tira indietro la gamba. E mai lo farà». […]

Ore 17.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) «Il pareggio con lo Spezia? L’unico neo è non aver trovato il 2-0, ci fossimo riusciti non ci avrebbe più ripreso». Traspare un certo rammarico dalle parole di Leo Stulac ripensando alla rimonta subita che ha comunque regalato al Venezia il primo punto del 2018 lontano dal Penzo. «Abbiamo avuto buone opportunità, qualche palla nitida e ci è mancato davvero poco afferma il regista lagunare Resta il nostro buonissimo primo tempo, nel quale abbiamo palleggiato bene mettendoli in difficoltà: avessimo fatto il secondo gol sicuramente l’avremmo chiusa lì, per lo Spezia sarebbe stato davvero molto difficile riprenderci».
[…] «Chi giocherà contro l’Avellino? Lo sa solo il mister Inzaghi, è solo lui che deve decidere. Penso di aver disputato tre buone gare, io quello che potevo fare credo di averlo fatto, di sicuro ce l’ho messa tutta per mettere l’allenatore in difficoltà e spero di esserci riuscito. Il posto però bisogna conquistarselo ogni settimana in allenamento, lavoro per questo dal primo giorno. In Slovenia le mezze ali non si sganciano molto dal centrocampo, come avviene invece qui in Italia, quindi tocca al centrale fare da vertice basso. Un ruolo che mi piace, fermo restando che a me basta giocare». […]

Ore 16.40 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Felice per l’assist che ha mandato in gol Pinato, meno per le due occasioni sprecate per raddoppiare. Soddisfatto per aver fatto risultato nel fortino dello Spezia, ma anche con l’amaro in bocca per aver visto sfumare una vittoria raggiungibile. Sensazioni giocoforza contrastanti per un Alex Geijo che tuttavia, a mente fredda, si tiene stretto col sorriso l’1-1 del Venezia in Liguria. «La partita ha avuto due fasi. Se penso alla prima, fino al loro gol a metà secondo tempo la ripercorre l’attaccante spagnolo allora dico che il pareggio non è un buon risultato, perché avevamo la gara sotto controllo, loro avevano fatto pochissimo e noi avremmo meritato il 2-0. Però guardandola tutta non dimentico che c’è stata anche una seconda fase, gli ultimi 20′ nei quali lo Spezia ha spinto con aggressività. Alla fine dico che abbiamo raccolto un punto utile, quando muovi la classifica in trasferta va sempre bene». […] La partita della settimana precedente si è confermata una rarità nel suo tema tattico. «Purtroppo siamo subito tornati alle vecchie abitudini, cioè a trovarci davanti una squadra molto chiusa pur giocando sul suo campo. Il Bari salito al Penzo a fare gioco si è rivelato un’eccezione, ma ce lo aspettavamo. Sia contro i pugliesi sia a La Spezia siamo stati bravi e fortunati a fare gol molto presto, e a quel punto la differenza si è vista tutta: mentre il Bari essendo in svantaggio si era aperto, facilitandoci di fatto per quelle che sono le nostre caratteristiche. Stavolta i nostri avversari pur dovendo recuperare hanno continuato ad essere prudenti, molto accorti e senza partire all’arrembaggio. Lo Spezia ha continuato a fare il suo gioco come se non avesse subìto gol. Questa è la Serie B». […]

Ore 16.20 – (Gazzettino, edizione di Venezia) […] «Quello di La Spezia è un pari molto importante – sottolinea il ds Leandro Rinaudo – peraltro avendo giocato un primo tempo esemplare come quello col Bari, certo con la differenza di aver segnato un gol e non tre. Un pizzico di dispiacere per esserci fatti rimontare ci sta, ma nessuna squadra comanda per tutti i 90’». Stavolta l’errore fatale è toccato al portiere Audero. «Nel secondo tempo è venuto fuori lo Spezia, squadra in salute alla quale avremmo potuto far male a prescindere dall’infortunio di Audero. Alla fine queste partite tipiche della Serie B puoi anche rischiare di perderle, e dobbiamo apprezzare il lavoro del Venezia su campo ostico e in uno scontro diretto. È importante aver tenuto lo Spezia alle nostre spalle». Ieri Rinaudo ha assistito dal vivo all’1-1 di Parma-Perugia con contestazione dei tifosi di casa al team emiliano, cui il Venezia farà visita in anticipo venerdì 23. Martedì 27, invece, turno infrasettimanale con la Ternana al Penzo, prima dello spareggio playoff nel posticipo di domenica 4 marzo a Carpi. «L’Avellino è a 6 punti da noi ma non va sottovalutato: guai abbassare la guardia dopo tre risultati positivi. Dobbiamo affrontarla col piglio giusto. Inizia una fase calda del campionato, la nostra fortuna è una rosa con giocatori che hanno la possibilità di far bene». […]

Ore 16.00 – (La Nuova Venezia) Scatta l’operazione Avellino in casa arancioneroverde. Si gioca sabato pomeriggio alle ore 15 a Sant’Elena e Inzaghi riavrà a disposizione anche Bentivoglio e Litteri, che hanno scontato la squalifica. Ventivoglio, out da tre giornate è destinato a riprendere il posto al centro del campo, occupato nelle ultime tre occasioni da Stulac mentre l’attaccante ex Cittadella farà coppia con Geijo. Dopo l’Avellino, il Venezia avrà la trasferta di Parma venerdì 23 alle ore 21.

Ore 15.30 – Qui Guizza: lavoro differenziato per Giampiero Pinzi.

Ore 15.00 – Qui Guizza: assente Pulzetti, che oggi ha svolto un esame di controllo dopo l’infortunio muscolare patito a Santarcangelo. L’esito è atteso per domani.

Ore 14.30 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo per la ripresa degli allenamenti.

Ore 13.30 – (Mattino di Padova) L’Este aveva bisogno di una grande vittoria e con l’Abano è arrivata addirittura la “manita”. Un risultato che non può fare altro che inorgoglire il tecnico dei giallorossi Michele Florindo, nonostante un primo tempo piuttosto complicato e incolore: «Nella prima frazione di gioco abbiamo fatto un po’ di fatica», ammette l’ex difensore. «A mio parere c’era un po’ di frenesia nella scelta dell’ultimo passaggio. Nel secondo tempo, invece, siamo andati in campo più tranquilli e ordinati, tant’è vero che sono arrivate le situazioni da gol». Una volta sbloccato il risultato, per gli atestini è stata una passeggiata: «Eravamo sicuri che l’Abano non avrebbe tenuto tutta la partita a certi ritmi», prosegue Florindo. «I nostri avversari aggredivano molto ma noi siamo stati bravi a capitalizzare. Poi la partita – bisogna dirlo – è stata tutta in discesa. Dal canto mio, sono contento dei gol degli attaccanti ma soprattutto di non averne presi». […] Nell’immediato post gara il tecnico Franco Gabrieli si chiude nello spogliatoio con i giocatori. A parlare, infatti, è soltanto il direttore sportivo Gianluca Arnuzzo: «Il mister e i giocatori non rilasceranno dichiarazioni», annuncia il dirigente. «Se la partita di Mantova non era commentabile questa è addirittura peggio. Abbiamo toccato il fondo, speriamo solo di non dover scavare». Le parole di Arnuzzo si fanno pesantissime, soprattutto quando gli si chiede il motivo della debacle, maturata in un periodo delicatissimo della stagione: «Evidentemente qualcuno ha pensato di venire qua a passare il tempo e non a dare il massimo», tuona. «Se qualcuno preferisce divertirsi è invitato ad andarsene da Abano. Se, invece, i problemi sono altri, mi dovranno essere comunicati in settimana».

Ore 13.10 – (Mattino di Padova) Si potrebbe parlare di strapotere dell’Este. D’altra parte, un 5-0 è pur sempre un risultato che non lascia troppi dubbi sulla superiorità dei giallorossi sull’Abano. Sarebbe anche troppo facile parlare dei meriti degli uomini di mister Florindo, capaci di capitalizzare al meglio le occasioni create nella ripresa o, perlomeno, di dare un senso al possesso palla mantenuto per gran parte del match. Al Nuovo Stadio, però, va in scena pure il tracollo sportivo dei termali: primo tempo a parte (in cui i neroverdi – pur non giocando bene – mettono in campo un buon pressing), la compagine di Franco Gabrieli dimostra di avere grossi limiti caratteriali e, forse, di essersi pure rassegnata. […] L’Este trova il gol del vantaggio al secondo minuto della ripresa: cross dalla sinistra di Rondon, Fioretti è pronto al tap in ma è l’anticipo in zuccata di Cherfa a mandare il pallone all’incrocio dei pali. […] Al 50′, però, l’Este mette al sicuro il risultato con Gilli (sugli sviluppi di un corner), che risolve una mischia in tuffo. Per il tris non bisogna attendere molto: cinque minuti più tardi, infatti, Rondon indovina il cambio gioco per Florian che si coordina alla perfezione e beffa Bettin. Il bomber atestino prepara la doppietta al quarto d’ora, stavolta con una zuccata su invito di Tomasini. L’Abano si arrende intorno al 68′, quando Fioretti si trova tutto solo davanti a Bettin e batte a rete, ma sull’ottima respinta dell’estremo ospite, Florian ha tutto il tempo per piazzare il piattone all’angolino. Il 5-0 arriva all’80’, quando Bigoni sfrutta un lancio dalle retrovie e infila Bettin. […]

Ore 12.50 – (Mattino di Padova) La posta in gioco era alta per entrambe le compagini. Il Campodarsego doveva infatti mantenere il primato, il Belluno agganciare la zona playoff. Alla fine l’ha spuntata la squadra di casa, al termine di una gara equilibrata in cui i bellunesi hanno venduto cara la pelle. Avendo sfiorando prima il vantaggio e poi il pari, per mister Baldi resta tanta delusione per non aver portato a casa nulla. Ma anche la conferma di saper produrre un bel gioco, peraltro al netto di assenze pesanti come Bertagno e Salvadego. […] Bisogna perciò aspettare il rientro dagli spogliatoi perché la partita si sblocchi. Il gol nasce da una bella triangolazione in area tra Aliù e Caporali: il portiere non riesce a opporsi dopo la prima respinta e lo stesso Caporali può appoggiare comodamente la palla in porta. […] Gli ospiti alzano progressivamente il proprio baricentro, con le iniziative di Petdji che gioca più da esterno che da difensore. Anche Mosca si rende pericoloso su un traversone. Ma attaccare in massa significa scoprirsi. Lo sa bene il neoentrato Sanavia che corre lungo la fascia e crossa in area piccola: l’accorrente Michelotto coglie l’attimo e sigla il 2 a 0. […] Per il Campo arriva la benedizione dei tre punti, gli stessi che lo separano dalla Virtus Vecomp fermata dall’Adriese. Con in aggiunta la soddisfazione di uscire dal rettangolo di gioco a reti inviolate.

Ore 12.20 – (Gazzettino) Quasi imbattibile in trasferta, neanche da minimo sindacale al Tombolato: al Cittadella potrebbe davvero servire uno psicologo. La terza sconfitta casalinga di fila (la sesta dall’inizio del campionato) ripropone un copione già visto e fa aumentare a dismisura i rimpianti di una stagione che poteva essere esaltante. Quei punti di forza che la squadra sa tradurre in vittorie nelle gare esterne, vengono completamente smarriti quando i granata giocano tra le mura amiche. E a prendere il sopravvento sono i soliti difetti: errori difensivi puntualmente pagati a caro prezzo e scarsa concretezza davanti alla porta avversaria. Tutto già visto. A passare all’incasso questa volta è stato il Novara, trascinato dai gol di Puscas e rimesso in carreggiata a livello di compattezza e organizzazione tattica dall’arrivo in panchina del tecnico Di Carlo. I piemontesi hanno cominciato la gara con buona personalità. Lineare il fraseggio a palla radente, come pure la ricerca della profondità. Più bloccato il Cittadella, dove Vido schierato a sorpresa da trequartista ha faticato per tutta la gara a trovare la misura delle giocate. […]

Ore 12.00 – (Gazzettino) Un Novara aggressivo ha messo in difficoltà il Cittadella, che non è riuscito a invertire il trend negativo al Tombolato, anzi ha collezionato la sesta sconfitta sul proprio terreno, la terza consecutiva nelle ultime tre gare. Il tecnico Venturato ha così cercato di spiegare questo ennesimo ko caslingo: «Non è facile mantenersi nelle posizioni di alta classifica perchè in questo campionato ci sono squadre che hanno qualità, ambizioni e tradizioni notevoli. Se non si ha l’abitità di saper crescere si rischia di tornare indietro». In quest’ottica si può leggere l’esperimento di schierare Vido trequartista alle spalle di Kouame e Strizzolo, peccato però che l’obiettivo di vincere al Tombolato non sia stato centrato. Riprende l’allenatore granata: «Il Novara ci è stato superiore sul piano dell’agonismo, noi abbiamo qualità tecniche che devono però essere sorrette dal temperamento. È un dato oggettivo che in casa noi spesso abbiamo sbagliato proprio in questo. Dobbiamo fare una attenta analisi e migliorarci nelle qualità del temperamento, acquisendo più solidità per riuscire a conservare il risultato nei momenti in cui l’avversario ci mette in difficoltà. C’è da lavorare con umiltà per ripartire». […]

Ore 11.40 – (Mattino di Padova) Quest’anno va così. Vittorie in trasferta (ben sette), capitomboli fragorosi al Tombolato (sei con questo). Il Citta non conosce le mezze misure, confermando il trend della passata stagione, ma quando si tratta di avvicinare il podio, chissà perché, manca regolarmente l’opportunità. Il terzo k.o. di fila davanti ai propri tifosi, dopo quelli con Carpi e Frosinone, tarpa ancora una volta le ali ai sogni dei granata, che restano, sì, al quarto posto (condiviso con il Bari), ma si vedono braccati alle spalle dalle inseguitrici, perché proprio il Carpi, nono e prima delle squadre fuori dai playoff, è staccato di sole due lunghezze. Incredibile come si siano gettati al vento tanti punti in casa, perché sconfitte così (ricordiamo anche le precedenti, con Entella, Cremonese e Parma) pesano di brutto nell’economia di un campionato che resta pur sempre positivo, eppure condizionato dall’altalena di rendimento e di risultati fra dentro e fuori. Il conto sale a 9 stop, troppi per chi, sotto sotto, un pensierino alla corsa per il salto di categoria diretto lo aveva fatto, dopo il blitz di Perugia. Invece, ancora una volta Iori & C. devono riflettere su errori ed ingenuità di cui si sono macchiati, lasciando nelle mani dell’avversario di turno l’intera posta. […] Probabilmente il limite casalingo della squadra di Venturato è la difficoltà nello sviluppare efficacemente la manovra quando l’avversario gioca più di contenimento che a viso aperto. Ma era successo anche contro il Frosinone, che pure è la prima della classe (insieme all’Empoli), come se pesasse inconsciamente troppo il fatto di dover per forza di cose non sbagliare la chance di avvicinare le battistrada. E ancora gli errori in cui cade la difesa, da segnare con la matita rossa. Anche i tanto strombazzati centrali Scaglia e Varnier devono farsi un bell’esame di coscienza.Ora si ritorna al punto di partenza: nervi saldi e testa a posto. A Cesena sarà un’altra battaglia, questa sì da far propria com’è successo altrove. Ma serve un Citta deciso e, soprattutto, più convinto di se stesso.

Ore 11.20 – (Mattino di Padova) Una buona notizia almeno c’è. Se qualcuno avesse avuto dei dubbi, dopo la cessione di Litteri al Venezia, sul fatto che al Cittadella potessero mancare un po’di peso e senso del gol in area avversaria, Luca Strizzolo ha scacciato qualsiasi preoccupazione. Anche ieri l’ex centravanti del Pordenone ha timbrato il cartellino, segnando il secondo gol consecutivo (quarto in campionato) e mostrando un buon affiatamento con il compagno di reparto Kouamé. Peccato solo che nelle precedenti tre occasioni i gol di Strizzolo erano sempre valsi i tre punti, mentre questa volta il Cittadella resta con un pungo di mosche in mano: «Ed è la cosa che francamente mi dispiace di più», scuote la testa il giocatore friulano. «Per una punta il gol fa sempre morale, ma avrei barattato senza pensarci la mia rete con una vittoria. Anche perché, quando si perde, la rete realizzata non vale proprio niente».Terza sconfitta consecutiva in casa, sesta complessiva in campionato tra le mura amiche. Come si può spiegare un ruolino di marcia del genere per una squadra quarta in classifica?«Non è un cammino che può tenere una formazione chiamata a restare in alto. Dobbiamo invertire assolutamente la rotta, la gara contro il Novara sarebbe stata l’occasione migliore per farlo ma siamo mancati. Dispiace molto perdere così tante partite in casa, soprattutto per i tifosi. È mancata un po’ di determinazione, anche il direttore di gara ha usato un metro di giudizio discutibile. Ma dobbiamo essere superiori anche alle situazioni arbitrali». […]

Ore 11.00 – (Mattino di Padova) «Non riusciamo mai a fare il salto di qualità». Non cerca alibi mister Roberto Venturato dopo l’ennesima chance buttata via dal suo Cittadella. Sei sconfitte casalinghe all’alba del girone di ritorno sono veramente troppe per una squadra che ambisce a restare stabilmente in zona playoff. Ancora una volta la continuità è una parola sconosciuta dalle parti del “Tombolato”. «Le prestazioni non mancano mai, il temperamento invece sì», sbuffa il tecnico granata. «Abbiamo creato tantissimo per mezz’ora nel primo tempo, ma il calcio è fatto di episodi e quando sbagli tanto, sia davanti alla porta che in difesa, è inevitabile uscire sconfitti. Peccato, perché, a parte il gol, nel primo tempo abbiamo fatto bene, senza concedere più nulla al Novara. Poi nella ripresa abbiamo subìto una nuova rete su azione d’angolo e anche questo rappresenta un nostro limite. Errori ed ingenuità del genere si pagano sempre a caro prezzo. Abbiamo perso ancora una grande occasione». Venturato ha ben chiaro l’aspetto sul quale intervenire per migliorare: «Non si può pensare che nel calcio bastino solo le qualità tecniche. Servono temperamento e agonismo, aspetti nei quali il Novara ci è stato superiore in quest’occasione. I nostri avversari hanno mostrato una voglia maggiore di arrivare prima sul pallone. Dobbiamo avere l’umiltà di volerci migliorare per fare questo salto di maturità che ancora ci manca». […]

Ore 10.30 – (Gazzettino) Pulzetti raggiunge così quota due, dopo la marcatura a Pordenone, ma manca ancora un sigillo all’Euganeo, stadio in cui ha segnato da avversario ai tempi del Siena. «È una situazione strana perché, a eccezione dell’anno scorso in cui ho realizzato con lo Spezia tre gol su tre in casa, in carriera mi è quasi sempre capitato di segnare in trasferta. Sono episodi». Esterna o casalinga, comunque un’altra marcatura che vale doppio nell’economia del campionato. «Quella a Santarcangelo era una gara molto importante da vincere, loro stavano attraversando un momento veramente favorevole e noi fuori casa si è sempre fatto un po’ di fatica». […] Già tempo di fare qualche calcolo? «Io non penserei troppo in là. Concentriamoci sul Ravenna, prepariamoci bene, mentalmente positivi e cerchiamo di vincere perché sono queste le gare che possono dare una spinta decisiva al nostro cammino. Non voglio nemmeno pensare al rischio di un calo di tensione, anche perché mai è successo finora. Abbiamo fatto tanto, ma non tutto».

Ore 10.20 – (Gazzettino) Dalla gioia e la soddisfazione al dolore e all’amarezza, tutto nel ristretto arco di nemmeno venti minuti. Un sabato a tinte forti quello vissuto in terra romagnola da Nico Pulzetti, autore al 23′ del primo tempo della rete che ha permesso al Padova di riagguantare il pareggio dopo un avvio poco felice e costretto al 40′ a lasciare anzitempo il campo per un problema muscolare alla coscia sinistra. «Sento ancora un po’ di fastidio e preferisco non sbilanciarmi dal momento che domani (oggi, ndr) farò gli esami di rito che accerteranno con precisione diagnosi e tempi di recupero». […] Prima dell’infortunio la gioia di un gol bello e pesante con una conclusione angolata di destro dalla lunetta. «Nel primo quarto d’ora il loro centrocampista basso, che poi era un difensore, mi marcava stretto, ma fra le linee ero maggiormente libero e, vedendo che ero solo, ho fatto un passo e calciato in porta. Sono contento aggiunge perché la rete è arrivata nel nostro momento peggiore in cui stavamo soffrendo, per effetto di un impatto alla gara sbagliato. Da quel momento la partita è invece girata dalla nostra parte, siamo ripartiti, si poteva segnare ancora già prima dell’intervallo. Poi nella ripresa non c’è stata storia». […]

Ore 10.10 – (Gazzettino) Fissata per oggi la ripresa della preparazione, con gli occhi puntati sulla sfida interna con il Ravenna. Non sono previste squalifiche e, oltre che per Pulzetti, si attendono notizie sui giocatori non disponibili a Santarcangelo, a partire da Ravanelli, fermo per un affaticamento muscolare. Dovrebbe essere vicino il rientro di Serena (distorsione al ginocchio) e la metà di febbraio era il periodo per il quale si contava sul recupero clinico di Candido che però poi deve ritrovare la condizione, e Marcandella. È stato anticipato dalla lega alle 16.30 il calcio d’inizio della partita di sabato prossimo all’Euganeo contro il Ravenna. Chiuderà il mese di febbraio la trasferta a Bolzano contro il Sudtirol in programma sabato 24 alle 14.30. E proprio il Sudtirol, che riposa il prossimo turno, mercoledì disputerà il recupero della gara di campionato con il Pordenone non giocata il 29 dicembre a causa del terreno di gioco ghiacciato dello stadio Druso. Da marzo le partite del girone torneranno alla consueta programmazione domenicale. […]

Ore 09.50 – (Mattino di Padova, editoriale di Stefano Edel dal titolo “C’è tutto ciò che serve per la marcia trionfale”) […] In Serie C il Padova spazza via anche i (modesti) nuvoloni addensatisi sopra la sua testa dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia da parte del modesto Pontedera con una prestazione autoritaria in Romagna, valsa, oltre alla vittoria, un ulteriore incremento di punti di vantaggio (da 8 a 9) sulla più immediata inseguitrice, adesso la FeralpiSalò. Bisoli ha rimesso in carreggiata la sua fuoriserie, correggendo quel che c’era da correggere (il ritorno di Cappelletti in difesa e l’inserimento di Mandorlini a centrocampo si sono rivelati le soluzioni più logiche in tal senso) e lavorando soprattutto sulla testa dei giocatori, i più forti del lotto ma ogni tanto preda di qualche… rilassamento inconscio di troppo. Il traguardo si avvicina a grandi passi e chissà che, come sostiene il tecnico, si possa davvero festeggiare a metà marzo il ritorno fra i cadetti, a distanza di quattro anni da quella sciagurata stagione targata Penocchio, chiusa come sappiamo. […]

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) L’unico neo è rappresentato dalle partenze a rilento che hanno condizionato alcune vostre gare, spesso fuori casa. Come mai? «Io non credo sia un problema di approccio fisico, quanto mentale. Anche a Santarcangelo abbiamo faticato a calarci in una gara strana, in uno stadio piccolo, silenzioso, su un campo stretto. Ci mettiamo un po’ di tempo ad entrare in partita con la testa, specie quando giochiamo in trasferta, come si è visto anche a Fano. È un aspetto da risolvere, anche perché poi nella ripresa siamo veramente devastanti e asfaltiamo gli avversari». Lei non ha segnato molto, ma i suoi gol sono stati pesantissimi. Prima a Pordenone, quindi a Santarcangelo.«E questo mi fa ancora più piacere. La dedica va sempre alla mia famiglia. Mia moglie e mio figlio non vengono spesso fuori casa, ma c’erano sia sabato che a Pordenone. Mi portano bene e in più c’erano anche i miei genitori. Spero di dedicar loro anche una rete all’Euganeo». Ci dica un’ultima cosa, lei che conosce bene Bisoli e l’aveva già avuto da allenatore. Come l’ha trovato in questa sua esperienza padovana? «Sempre lo stesso martello con grande voglia di lavorare e vincere. Una persona che non ha paura di far giocare chi merita e forse in carriera è stato penalizzato dalla sua trasparenza. Devo dire, però, che rispetto a qualche anno fa nei rapporti con il gruppo di lavoro si è anche un po’ calmato…».

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) La reazione rabbiosa, la grande esultanza finale, le parole del dopo partita che rompono anche i classici schemi scaramantici. Sì, nella mente del gruppo biancoscudato la vittoria di Santarcangelo può aver rappresentato un colpo letale per le ambizioni di rimonta delle inseguitrici. Il Padova rafforza ancora di più il suo primato, coglie un’altra vittoria in rimonta e aumenta il margine di vantaggio da chi insegue. […] Con una sola nota d’ombra: l’infortunio di Nico Pulzetti. Sabato il capitano si è fermato agli sgoccioli del primo tempo per una fitta accusata alla coscia destra. […] «Mi spiace davvero tanto perché vorrei star bene in questo momento», le parole di Pulzetti. «Ho sentito la gamba indurirsi e mi sono fermato, ora ho dolore e non so cosa possa essere, Gli esami chiariranno, mi auguro sia solo una contrattura». […] Quanto pesa la vittoria di Santarcangelo? «Molto, perché è arrivata in trasferta, dove ultimamente avevamo faticato, su un campo insidioso e contro un avversario in grande forma. Credo ci possa dare lo slancio per affrontare al meglio le prossime gare, da qui a metà marzo avremo un ciclo decisivo per raggiungere il nostro obiettivo».

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