Live 24! Padova-Ravenna, il giorno dopo: vittoria e fuga, per la gioia della coppia Bonetto-Oughourlian…

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Ore 21.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Il successo di San Benedetto schiude al Mestre le porte dei playoff. A prescindere dai risultati di ieri, sempre all’insegna del massimo equilibrio, il blitz del Riviera delle Palme ha confermato che Mauro Zironelli resta il vero valore aggiunto arancionero. Con lui sono rinati giocatori come Armando Perna e ne sono sbocciati altri come Dario Sottovia, che alla prima esperienza in terza serie, hanno già toccato quota sette gol segnati in campionato. «Conoscevo il mister – sorride il capitano – ci avevo già lavorato quando allenava l’AltoVicentino. Facciamo un gioco dispendioso e per certi versi rischioso, ma i risultati premiano il nostro valore, sono contento per i nostri tifosi. Gagno non ha fatto una parata, abbiamo gestito bene, il risultato non ci sorprende, sapevamo di potercela giocare. L’abbiamo dimostrato anche nella partita di andata, quando abbiamo perso solo per due palloni persi in uscita. Se continueremo così i risultati arriveranno». […]

Ore 20.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Si sa, in casa Mestre la filosofia impone di resettare la mente dopo ogni fischio finale per focalizzare tutta l’attenzione alla prossima sfida, ma è davvero difficile lasciarsi alle spalle un successo come quello di venerdì sera allo stadio Riviera delle Palme. […] «È una vittoria che pesa moltissimo – spiega Sottovia, giunto al sesto centro stagionale – perché con un risultato opposto la classifica si sarebbe allungata tantissimo, ed invece abbiamo trovato tre punti fondamentali per la nostra stagione. Dopo la sosta era importante ripartire bene, e grazie ad una grande prova siamo riusciti a sbancare un campo difficile come quello della Samb, nonostante loro abbiamo provato in tutti i modi ad innervosirci». Per l’enorme soddisfazione di tutto l’ambiente arancionero, forse la più grande di tutta la stagione. «Credo che in molti avrebbero firmato per un pareggio – scherza Sottovia – ed invece abbiamo fatto il colpaccio contro una delle tre squadre più forti del campionato. È una grande gioia, che ci ripaga del lavoro svolto con punti pesantissimi». Che danno continuità al buon avvio di 2018 del Mestre, che nelle prime 5 partite ha conquistato ben 10 punti. «Adesso però dobbiamo continuare così già a partire da sabato contro la FeralpiSalò, un’altra partita davvero tosta. Dobbiamo essere pronti come lo siamo stati venerdì, perché anche se il primo passo in questo mese d’inferno è stato fatto non vogliamo assolutamente fermarci. Questa vittoria fa bene al morale e alla classifica, ma la nostra fame è ancora tanta».

Ore 20.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Poker alla Fermana, adesso il Bassano può davvero pensare in grande. Una prestazione maiuscola quella messa in campo ieri allo stadio Mercante dal gruppo di Giovanni Colella. Dopo un primo tempo a tinte grigie, nella ripresa Diop e compagni hanno dominato gli avversari, giocando 45 minuti di altissimo livello e piegando una diretta concorrente per un posto playoff. Il settimo risultato utile consecutivo arriva nel modo migliore: quattro gol realizzati e zero incassati, frutto di una difesa coriacea e di un attacco che si trova a memoria. Mattatore di giornata Abou Diop, autore di una doppietta e vero trascinatore dei suoi. Sulla sponda opposta c’è ben poco da dire. La Fermana gioca un solo tempo, il primo. Nella ripresa la squadra di Flavio Destro è uno spettatore incapace di reagire ai colpi di cannone dei padroni di casa. Non bastano, infatti, i cinque cambi decisi dal tecnico dei marchigiani, la giornata storta dei suoi si piega sempre più fino ad esaurirsi in un finale da incubo con due gol presi negli ultimi sette minuti. […] Il Bassano è padrone del campo e nel finale serve il poker prima con il rigore trasformato da Minesso e poi con la doppietta personale di Diop, che chiude la giornata tra gli applausi convinti del tifo giallorosso.

Ore 19.30 – (Il Piccolo) Un gol atteso più di tre mesi. Era il 5 novembre 2017, il giorno dell’impresa firmata dall’Unione al Bottecchia di Pordenone. La rete del provvisorio 2-2 fu siglata da Rachid Arma. Da quel piovoso giorno novembrino, una lunga astinenza pericolosa per l’umore di qualsiasi attaccante. L’urlo liberatorio, finalmente, è arrivato ieri in chiusura di primo tempo. «Sono contento per la prestazione della squadra e per il gol. Era da un po’ che non segnavo, ma ero comunque abbastanza sereno perché spesso mi capitavano due-tre occasioni a partita. C’era stato sicuramente un pizzico di sfortuna abbinato a mia imprecisione. I miei compagni mi hanno sempre cercato, e tutti sono contenti per me. Hanno sempre cercato di farmi segnare e oggi ci siamo riusciti, cogliendo tre punti molto importanti contro una grande squadra. Avanti così».Avete vissuto una settimana particolare, seguita alle dimissioni di Sannino dopo una vittoria in trasferta. Non vi siete scomposti dopo lo svantaggio.«E’ stata sicuramente una settimana particolare con le dimissioni dell’allenatore. Chiaramente ci è dispiaciuto, perché con lui abbiamo vissuto sette-otto mesi e si era fatto voler bene da tutti i ragazzi. Lo ringrazio per il lavoro svolto fino ad adesso con noi. Abbiamo voltato pagina con Nicola, e sicuramente gli daremo una mano visto che è la prima esperienza da capo allenatore».E’ sembrato di vedere tanta birra in corpo nel secondo tempo. Un ottimo segnale. «Sulla partita siamo partiti con l’infortunio che è costato il gol, e può capitare, ma siamo stati bravi. Abbiamo dimostrato di essere una grande squadra a livello mentale e stiamo bene sul piano fisico. Abbiamo creato tante occasioni, come del resto tutte le ultime partite, quindi bene». […]

Ore 19.00 – (Il Piccolo) Per Nicola Princivalli era difficile immaginare un esordio in panchina più bello. Come in un film, al “dramma” iniziale hanno fatto seguito tanti colpi di scena e poi il lieto fine. E per lui, mulo purosangue che l’alabarda ce l’ha stampata sul cuore, la giornata è stata di quelle indimenticabili: «È stato l’esordio più bello che ci poteva essere – ammette Princi – sono molto felice perché ho avuto una grande risposta dai ragazzi che hanno fatto una partita incredibile, a parte i primi 10 minuti di difficoltà. Ho cercato di portare la mia triestinità e la voglia di far bene, far capire loro cosa vuol dire giocare per questa maglia. Li ringrazio perché hanno fatto quello che sanno fare, quello per cui abbiamo lavorato in questi mesi con Sannino che va ringraziato per quanto fatto finora». Princivalli racconta che dopo quell’inizio choc non si è scomposto e ha continuato ad avere fiducia: «Certo è stato un inizio difficile, abbiamo preso rischi e commesso ingenuità. Ma la nostra forza è stata quella di ricompattarci e crederci. E comunque ho pensato che c’era ancora tanto tempo. E conoscendo le capacità dei ragazzi ero convinto che macinando gioco c’era la possibilità di recuperare». […] Di certo, questo è l’atteggiamento che il tecnico triestino vuole vedere sempre al Rocco: «Questa è la strada che va battuta in casa: cercare di mettere sotto pressione l’avversario fino alla fine: mi è piaciuto che sul 2-1 abbiamo cercato di fare il terzo gol. Questo deve essere sempre il nostro obiettivo: al Rocco non dobbiamo avere paura, siamo noi che comandiamo, dobbiamo pressare alto e cercare di portare il gioco nella metà campo avversaria. Poi se ci sono 5 minuti sofferenza, so che posso chiedere anche questo ai ragazzi». […]

Ore 18.30 – (Il Piccolo) Mezz’ora di fuoco degli alabardati sotto la Curva Furlan in questa stagione non si era ancora vista. Così come non si era mai vista una fase d’attacco così continua e tambureggiante, con la forza di mordere le caviglie all’avversario a centrocampo, culminata con la rete di testa di Libutti novello goleador e santificata da altre tre occasioni sventate dal portiere dell’Albinoleffe anche con l’aiuto di un incrocio. La mezz’ora che il pubblico aspettava da otto mesi è capitata contro una delle squadre più ostiche del torneo (con un 3-5-2 spesso indigesto all’Unione manovriera) piegata per 2-1. Il tutto dopo un primo tempo cominciato male per gentile concessione di El Hasni a Montella e che poteva finire peggio se Giorgione non avesse graziato Boccanera. Ma’Unione ha saputo raddrizzare il match con pazienza.Tutto questo è successo ieri pomeriggio al Rocco. Sarà merito dell’esordiente Princivalli o dell’assenza in panchina di Sannino? Non ci sarà mai controprova e comunque è troppo presto per dirlo. Certo è che i ragazzi (quelli sono sempre gli stessi) hanno tirato fuori quella cattiveria e quel desiderio di vincere che spesso in passato, e soprattutto davanti ai loro tifosi, aveva fatto loro difetto. E non a caso è arrivata la seconda vittoria consecutiva (prima volta) che proietta temporaneamente l’Unione nel bel mezzo della zona play-off. […]

Ore 18.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Grande la soddisfazione in casa biancorossa al fischio finale, con il tecnico Nicola Zanini che commenta un successo che vale oro. «Alla vigilia avevo detto ai miei giocatori che a Fano sarebbe stata una gara difficile, perché avremmo trovato un ambiente ostile e una squadra in salute. Siamo stati bravi a non cadere nelle provocazioni, cercando di giocare palla a terra anche se le dimensioni del campo non ci hanno aiutato. Sono soddisfatto della prestazione e del risultato, l’unica preoccupazione è il colpo ricevuto da Crescenzi». Rispetto a Salò un Vicenza meno bello ma concreto. «Sì – conferma Zanini – anche se nella ripresa con l’uomo in più avremmo potuto cercare di chiudere la partita. Non ci siamo riusciti ma abbiamo rischiato poco». […]

Ore 17.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Vince ancora in trasferta il Vicenza e questa volta lo fa sul difficilissimo campo di Fano, in un ambiente caldo e contro una squadra che ha impostato la partita come una battaglia sportiva. Ma per i biancorossi, ormai in piena fiducia, sono arrivati altri tre punti che potrebbero forse risultare decisivi da qui alla fine della stagione. Insomma, si doveva almeno non perdere e invece è arrivata una vittoria tanto sofferta quanto preziosa. […] La partita si è decisa al 36’ del primo tempo, quando una giocata in verticale di Tassi per De Giorgio ha messo Ferrari nelle condizioni di battere a rete da una decina di metri, freddando il portiere Thiam. Fino a quel momento la gara si era sviluppata principalmente a centrocampo, visto che le difese hanno sempre avuto la meglio. Zanini ha confermato la squadra che quindici giorni fa aveva sbancato Salò, con l’unica eccezione di Romizi che si è ripreso il posto davanti alla difesa con il contemporaneo ritorno di Milesi al fianco di Crescenzi. […] Insomma, tre punti d’oro per il Vicenza, che nella ripresa avrebbe potuto chiudere la partita sfruttando gli spazi che il Fano ha concesso. I biancorossi però hanno spesso fallito l’ultimo passaggio, la rifinitura che avrebbe concesso a Comi e Ferrari di presentarsi da soli davanti al portiere. E anche quando Magri, appena entrato, ha avuto sulla testa su azione d’angolo la palla per chiudere la gara, l’ex difensore del Chievo Verona ha mandato fuori di poco. Al triplice fischio finale la squadra ha fatto festa sotto la curva biancorossa che non ha mai smesso di sostenere la squadra e di credere alla vittoria. L’unione e la compattezza tra giocatori e tifosi stanno facendo la differenza e, in attesa della penalizzazione, la classifica fa meno paura.

Ore 17.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Vola nuovamente ai vertici della Serie B il rinato Venezia. Passato il momentaccio il cammino positivo è ricominciato prepotentemente: dieci punti su dodici in saccoccia. Frutto di scelte azzeccate in campagna acquisti con Litteri protagonista assoluto in avanti, in ottima sintonia con il generosissimo Geijo, e Frey a dare vitalità e sicurezza alla fascia destra (così come ha d’altronde fatto un super Garofalo sulla sinistra). Ma anche del primo centro di Zigoni al Penzo: un gol che rompe il ghiaccio con il proprio pubblico dopo i cinque segnati lontano da casa. Del 3-1 rifilato all’Avellino dell’ex lagunare Novellino – sempre nei cuori dei tifosi lagunari come ha dimostrato l’accoglienza di inizio gara – resta il segnale confortante delle ottime giocate proposte da una spina dorsale formata da Domizzi, Stulac e appunto Litteri, che può ricordare proprio quella che portò ai successi Novellino in terra veneziana: Luppi-Iachini-Schwoch. Caratteristiche un po’ differenti ma stessa forza e concretezza. Già proprio i tre moschettieri del Penzo sono stati protagonisti del match. Stulac mattatore assoluto in ogni dove: protagonista in mediana e micidiale nel servire piazzati vincenti ai compagni. Uno direttamente dall’angolo per l’incornata di Litteri, uno spedito sulla traversa da Andelkovic, poi trasformato in gol da Domizzi. Sono loro due a giocarsi la palma del migliore in campo. Il difensore è stato determinante con uan rete in acrobazia, con una spaccata aerea che ha fulminato Lezzerini, ma ha anche servito la palla dell’azione del terzo gol, quello di Zigoni. Sottotono rispetto a loro due – si fa per dire – Litteri, che ha solamente segnato una rete (splendida) facendo tanto movimento e ottima impressione. […]

Ore 16.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Tre punti dal forte aroma di playoff, dopo una gara dominata, persa di mano solo per un minuto che rischiava di essere fatale e conquistata nelle fase finali. Il Venezia di Pippo Inzaghi supera 3-1 al Penzo l’Avellino dell’ex Walter Novellino, applaudito da tutto lo stadio che, alla fine, si è goduto un pomeriggio a senso unico. Gli arancioneroverdi hanno dominato il match, sfruttato al meglio i corner da cui sono nati i due gol decisivi di Litteri (al quinto centro) e di Domizzi, chiudendo in pieno recupero con Zigoni. Nel mezzo l’unica defaillance che è costata l’1-1 di Asencio. Ma l’approccio alla gara della squadra lagunare è quanto di più proficuo si possa immaginare e l’undici arancioneroverde annichilisce gli irpini. Un dato su tutti? A fine primo tempo il conto dei corner sarà già sull’8-0. La cartina di tornasole? La squadra di Inzaghi è in grado di sfiorare tre volte la rete in cinque minuti prima con Gejio e con Pinato, poi ancora con l’attaccante che di testa si fa levare la gioia del gol dal volo di Lezzerini. A sorprendere è la mentalità con cui Falzerano e compagni aggrediscono la partita, con voglia di proporsi e capacità di mordere ogni pallone. Nonostante i moduli speculari, l’Avellino fino al quarto d’ora non esce dalla propria metà campo e, anche quando abbozza un tentativo di contropiede, trova sempre la difesa lagunare ben piazzata. […]

Ore 16.10 – (La Nuova Venezia) In questo inizio 2018, il Venezia al “Penzo” conosce solo la parola vittoria, anche se il comune denominare di fine gara tra i giocatori è archiviare prima gare del genere. «Tecnicamente abbiamo forse disputato il miglior incontro della stagione» spiega Maurizio Domizzi «e il mio gol è servito a chiudere la partita da un punto di vista psicologico. Il 2-1 è stato un po’ l’emblema di chi voleva vincere a tutti i costi. Abbiamo schiacciato l’avversario e sul loro pareggio siamo stati sfortunati. Bene l’ingresso di Frey in squadra; non giocava da tempo ma pareva fosse con noi da una vita». Dopo Salerno, sono arrivati dieci punti in quattro partite e una squadra più che mai dentro alla zona playoff. «Dobbiamo tenere duro per raggiungere il traguardo» continua Domizzi «perché poi potremmo diventare insidiosi per tutti».Da quando Gianluca Litteri è sbarcato in Laguna, sono arrivati tre gol in altrettante partite. «Sono contento di aver segnato» dice l’attaccante «e pareggiare sarebbe stato ingiusto. Persino il 3-1 ci è stretto ed è per questo che dobbiamo chiudere prima. Il loro portiere non giocava da tempo, stavolta ha fatto tante parate. Dalla ripresa di Salerno qualcosa è cambiato sotto l’aspetto mentale e ora pensiamo al Parma». Per una punta che si propone, un’altra che festeggia la prima rete stagionale a Venezia. «Era solo una statistica perché ho segnato in trasferta» osserva Gian Marco Zigoni «ma sono stato bravo a buttarla dentro nonostante abbia giocato solo pochi minuti. A fine 2017 non riuscivamo a vincere e l’ambiente si era un po’ demoralizzato, adesso stiamo andando bene e abbiamo alzato il livello di gioco. Dobbiamo cavalcare l’onda, la trasferta di Parma sarà importante. La società Avellino sarà sempre nel mio cuore». […]

Ore 15.50 – (La Nuova Venezia) Una bottiglia d’acqua lanciata in campo contro Filippo Inzaghi dopo il gol del momentaneo pareggio degli ospiti. Sarebbe questa la spiegazione alla base dell’espulsione del tecnico nella ripresa. Un episodio che ha lasciato di stucco tutti, addetti ai lavori attorno al campo compresi, tanto che adesso per le prossime sfide interne del Venezia potrebbero essere prese più strette misure di controllo verso chi si avvicina alla rete alle spalle delle panchine. «Cosa è successo? Mi è stata lanciata addosso una bottiglietta d’acqua, e semplicemente l’ho restituita…» spiega Inzaghi a fine partita, «mi spiace solo che potrei rischiare di saltare la trasferta di Parma». Un pessimo episodio, ma poi chiuso subito dall’allenatore del Venezia, che si è concentrato sulla corsa della sua squadra in campionato, e i dieci punti conquistati nelle ultime quattro sfide in calendario. «Abbiamo giocato una grande partita, un primo tempo tra i migliori fin qui disputati in stagione, e potevamo e dovevamo chiuderlo avanti almeno 3-0, viste le tante occasioni che siamo riusciti a creare, specie all’inizio. L’Avellino non ha quasi mai passato la metà campo, non ha tirato una volta in porta nei primi 45′, e poi il gol è arrivato per loro in maniera del tutto casuale». Il tecnico piacentino poi sottolinea un passaggio in particolare. «Sono sorpreso dalla prestazione della mia squadra, perché un gol preso in quella maniera poteva farci crollare il mondo addosso. Invece abbiamo avuto una grandissima forza d’animo e ne sono stupito davvero. Ho lasciato in panchina dei veri capitani, ma sono stati i primi che hanno sempre esultato in favore dei loro compagni in campo. Ho un grande gruppo, e si parla solo di altre squadre. Certo, se lo meritano magari, ma poi se guardiamo alla classifica noi siamo davanti a loro. Dispiace soprattutto per la società e i giocatori. Ecco, l’importante è non montarci però la testa». […]

Ore 15.30 – (La Nuova Venezia) Tanti applausi, ma niente punti. Più di così non si può riassumere il ritorno di Novellino al Penzo. Applausi di riconoscenza, tra l’altro, per quelle due stagioni vissute vent’anni fa. Il resto, però, è quaresima per l’ex allenatore dei tempi che furono. Sul campo è il Venezia di Inzaghi che merita gli olè con lode, uniti a tre punti che ci stanno tutti e che la dicono chiara su come è andata la sfida. Vince il Venezia 3-1, l’ultimo gol arriva con l’ultimo pallone giocabile, segna Zigoni e l’arbitro dice okay senza nemmeno riportare la palla al centro. Vittoria netta, costruita in un primo tempo dominato, messa in bilico con il pari di Asencio ma poi ritornata nel pieno possesso della squadra veneziana, che festeggia nel migliore dei modi il Capodanno cinese, sancito con la scritta sulla maglia in onore di Suzhou, città amica, ma anche con la prospettiva di dipingere d’arancioneroverde un mercato che ancora apprezza il calcio italiano.Della partita va raccontato un avvio arrembante del Venezia, tre occasioni nei primi cinque minuti, il fortino biancoverde destinato presto alla resa. Invece l’uragano passa e l’Avellino addormenta la sfida aumentando i controlli sui lati e impedendo il cross al Venezia. Ancora bene Leo Stulac, Pinato brilla nel primo tempo, Falzerano è stanco e spremuto. La novità è Frey, ex Chievo, giusto testarlo, oltrettutto ci sono tre partite in dieci giorni e Inzaghi distribuisce compiti e fatiche un po’ a tutti.Bisogna chiudere i conti, si dice all’intervallo, perchè il punteggio non fotografa il contenuto della partita. Nel bilancio di metà gara l’Avellino non ha fatto un tiro in porta, Audero è in ferie, dall’altra parte Lezzerini è un mostro quando va a togliere dall’incrocio un pallone di Pinato. […]

Ore 15.00 – (Gazzettino) Con il Cittadella di questa stagione irresistibile fuori casa, anche uno stadio storicamente avverso come il Manuzzi di Cesena è capitolato ieri per la prima volta: i granata, infatti, non avevano mai vinto in terra romagnola. Ci sono riusciti al termine di una partita quasi sempre condotta sul piano del gioco, rischiando poco o niente nel primo tempo, mentre nella ripresa l’ingresso in campo dell’ex Jallow ha creato qualche grattacapo in più, ma tra i pali ha vigilato con estrema attenzione Paleari, subentrato ad Alfonso nel corso del match. Con i tre punti di ieri fanno 26 in totale quelli raccolti in trasferta, quasi il doppio di quelli racimolati nelle gare interne. Otto vittorie ottenute distanti dal Tombolato, nessuno ha fatto meglio del Cittadella. E ora il terzo posto, occupato dal Palermo, è distante due punti. Nell’undici iniziale c’è Pelagatti a destra, il rientrante Salvi è quindi dirottato a sinistra nella difesa scelta da Venturato. Panchina per Vido, accanto a Kouame c’è Strizzolo, che ha sfiorato il gol all’8′, il suo sinistro ha colpito il palo esterno. Castori ha scelto un Cesena abbottonato, lasciando che sia il Cittadella a fare la partita. I granata al 19′ hanno sprecato un’altra ghiotta occasione con Settembrini: il destro scagliato all’interno dell’area di rigore è finito abbondantemente fuori bersaglio. Ci sono poi state le timide proteste di Strizzolo al 21′, quando il pallone colpito di testa è finito sul braccio di Suagher, l’arbitro ha lasciato correre. […]

Ore 14.40 – (Gazzettino) Ormai il Cittadella non stupisce più in trasferta. Ha vinto anche a Cesena dove non era mai riuscito a portare a casa i tre punti al termine di una gara dominata nel primo tempo e controllata nella ripresa. Ogni vittoria bisogna conquistarsela sul campo, e non è mai facile vincere fuori casa anche se il Cittadella ci è riuscito ben otto volte in campionato. L’ha sottolineato Roberto Venturato: «Noi cerchiamo sempre di vincere, riuscirci su campi come quello di Cesena è difficile perché abbiamo giocato su un fondo sintetico sul quale non siamo abituati, e di fronte c’era una squadra con indubbi valori. Siamo contenti del risultato che ci portiamo a casa». Il tecnico granata analizza la partita del Manuzzi: «Dopo un ottimo primo tempo, nella ripresa abbiamo sofferto qualcosa in più, siamo anche calati sul piano fisico. Ma pure nei secondi quarantacinque minuti abbiamo avuto le occasioni per arrotondare il risultato, con Settembrini prima e Vido nel finale. Cacia si è reso pericoloso con un’insidiosa conclusione in area, ma nella circostanza è stato bravo e attento Paleari». Il Cittadella ha vinto e convinto sul piano del gioco, con una manovra collettiva che coinvolge tutti i giocatori a cominciare dai terzini. «Cerchiamo spesso di iniziare l’azione da dietro, a volte ci riusciamo bene, altre no perché gli avversari sono bravi e sanno chiuderci bene gli spazi. La nostra filosofia di gioco è questa: cerchiamo la compattezza in campo e la manovra corale, le verticalizzazioni con i tempi giusti». […]

Ore 14.20 – (Mattino di Padova) L’ottava meraviglia. Prima o poi qualche tifoso granata lancerà una petizione per giocare sempre in trasferta, lì dove nessuno si avvicina neanche lontanamente al rendimento del Citta, ieri capace di infilare il successo esterno numero 8 della sua stagione in Serie B, il quarto consecutivo. Una vittoria che pesa, perché consente agli uomini di Venturato di difendere il quarto posto in classifica, portando a 5 lunghezze il margine su Spezia e Carpi, appaiate sulla nona piazza, dove sta la prima delle escluse dai playoff. Non solo: ad impreziosire ulteriormente l’1-0 rifilato al “Manuzzi” al Cesena provvedono un altro paio di considerazioni. La prima: il Citta ha violato un nuovo tabù, considerato che mai nei 7 precedenti ufficiali si era imposto in Romagna. La seconda: da quando Castori allena i bianconeri, non aveva ancora perso davanti ai propri tifosi. Serviva il Cittadella perché il fortino crollasse.Kouamé, settimo sigillo. Alla lettura delle formazioni, le sorprese maggiori sono legate ai padroni di casa. Nel Citta l’unica sorpresa è l’impiego dal primo minuto di Pelagatti come terzino destro, mentre Vido parte dalla panchina. Nel Cesena, invece, Castori rinnova il modulo (l’intoccabile 4-4-1-1) operando una vera rivoluzione: sei i titolari diversi rispetto all’ultima partita, giocata ad Avellino, con Cacia preferito all’ex Jallow come unica punta. È, comunque, una prima frazione giocata in modo autorevole da Iori e compagni, capaci di tenere il pallone per il 70% del tempo, facendolo girare alla ricerca dell’imbucata improvvisa. Il gol arriva con Kouamé, al settimo centro in campionato, poco prima della mezz’ora: sul destro insidioso di Schenetti da fuori area Fulignati respinge la sfera verso Strizzolo, che colpisce il palo di ginocchio: sulla respinta Kouamé non può sbagliare e a porta vuota realizza la rete che deciderà il match. […]

Ore 14.00 – (Mattino di Padova) «Il nostro è stato un ottimo primo tempo, mentre nel secondo abbiamo saputo soffrire nel momento in cui siamo calati dal punto di vista fisico, anche se va detto che, pure nella ripresa, abbiamo avuto occasioni importanti con Settembrini e Vido, subendo un solo vero tiro in porta, e in quel momento Paleari è stato bravo su Cacia. Essere riusciti a vincere qui ci dà soddisfazione, per il valore del Cesena e perché non è facile giocare su questo campo sintetico». È la disamina di Roberto Venturato nel dopo-partita. Nel primo tempo, in particolare, si è apprezzata una squadra che procede a memoria.«Noi cerchiamo di giocare facendo iniziare l’azione da dietro. Non sempre ci riusciamo, perché gli avversari sono bravi e si coprono, ma vogliamo essere questi, esprimendoci in modo corale e verticalizzando con i tempi giusti». […]

Ore 13.20 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Due partite fuori casa, oggi (14.30) a Gubbio e lunedì 26 febbraio a Ravenna, per ricostruire morale e autostima dei ramarri e incassare i punti necessari a richiamare il pubblico delle grandi occasioni nel suo nuovo esordio al Bottecchia il 4 marzo. É questo l’arduo compito che spetta a Fabio Rossitto, ritornato solo mercoledì scorso a sedersi sulla panchina neroverde al posto dell’esonerato Leonardo Colucci. «Sono qui da appena tre giorni premette il neo mister Fabio Rossitto troppo poco tempo per pensare di ribaltare tutto. Sono stati però tre giorni molto intensi durante i quali ho avuto la conferma (Fabio seguiva infatti i ramarri da tifoso sia al Bottecchia che al De Marchi, ndr) che questo è un buon gruppo. Ha soltanto bisogno di ritrovare un po’ di fiducia in se stesso. Sono ragazzi che hanno passato un periodo parecchio difficile, ma in ognuno di loro ho visto tanta voglia di ribaltare la situazione e fare una grande partita al Barbetti».  Fabio Rossitto, coadiuvato da Toffolo e Cristante, ha lavorato in questi tre giorni con i ragazzi soprattutto a livello psicologico. «Voi siete grandi – ha ribadito spesso in allenamento e nello spogliatoio – dovete soltanto dimostrarlo». […]

Ore 13.00 – (Messaggero Veneto) Fabio Rossitto è arrivato da pochi giorni. Tuttavia lui e il Pordenone non hanno alternative: serve un successo oggi, sul campo del Gubbio, per riprendere il cammino e soprattutto fare un’iniezione di autostima ed energia a un ambiente parso svuotato, soprattutto alla luce della prestazione terribile di mercoledì a Bolzano. […] «Spero di aver toccato le corde giuste – afferma il tecnico -. Il gruppo viene da un momento difficile: io credo nelle loro qualità, morali in particolare, per poter ritrovare fiducia e raccogliere quanto perso per strada». Rossitto è già senza voce: sta dando tutto e di più per rianimare la squadra. «Sono stati giorni intensi – continua – ma ho visto i ragazzi concentrati e vogliosi di disputare una bella prestazione. Abbiamo bisogno di una grande partita, anche perché il Gubbio è un’ottima squadra». Arriva da tre risultati utili, l’undici di Pagliari, che «gioca con un 4-4-2 impostato difendendosi basso – spiega Rossitto – e ripartendo molto velocemente. Davanti c’è Ettore Marchi, che è molto bravo, ma a me spaventa la loro forza fisica e il loro atletismo: se riusciamo a pareggiare questi aspetti possiamo dire la nostra a livello tecnico e avere la meglio». […]

Ore 12.30 – (Mattino di Padova) CAMPODARSEGO. Parlare di risultato prevedibile o addirittura già scritto, in questo caso, sarebbe errato. La tipica sfida testa-coda si giocherà fra due squadre, “Campo” ed Abano, che si conoscono alla perfezione (arbitro Costin Spataru di Siena): i Gabbiani hanno dalla loro parte un primato abbastanza consolidato con tre punti di vantaggio sulla Virtus Vecomp e sei sull’Arzignano Valchiampo, oltre ad un passo (ko veronese a parte) da big che non vuole lasciare alle pretendenti manco le speranze. Davanti ci sarà una formazione, quella aponense, che, dopo tre sconfitte consecutive, due delle quali piuttosto pesanti (quattro reti incassate dal Mantova e cinque dall’Este), vorrà sicuramente risalire sul treno per la zona playout, probabilmente l’ultimo obbiettivo accessibile. […] Formazione Campodarsego (4-3-3): Pirana; Sanavia, Marcolini, Leonarduzzi, Dario; Radrezza, Caporali, Ndoj; Aliù, Pietribiasi, Michelotto. All. Fonti.ABANO. Ultima piazza e cinque lunghezze di distacco dal Montebelluna. Sono questi i motivi che potrebbero (anzi, dovrebbero) risvegliare l’orgoglio dell’Abano. La possibilità di abbandonare il fondo della graduatoria ai danni della Calvi Noale, che è a +1, potrebbe essere già un passo in avanti, ma ciò che conta, ovviamente, è la possibilità di salvarsi e, al momento, la compagine da puntare è il Montebelluna (un favore dall’Este?). […] Formazione Abano (4-4-2): Castaldo; Turea, Manuel Cecconello, Cherfa, Dabalà; Boreggio, Carteri, Faggin, Rodriguez; Franceschini, Martinez Aibar. All. Gabrieli. ESTE. Molta attenzione dovrà prestarla pure l’Este al San Vigilio di Montebelluna (arbitro Salvatore Morabito di Taurianova), contro una squadra che, pur essendo impelagata in zona playout, insegue ancora la salvezza diretta. […] Formazione Este (4-3-3): Lorello; Gilli, Munaretto, Ferrando, Ostojic; Boron, Viviani, Tomasini; Fioretti, Florian, Bigoni. All. Florindo.

Ore 12.00 – Le pagelle del Padova (Gazzettino): Bindi 6; Salviato 6 (Russo sv), Cappelletti 6, Trevisan 6, Contessa 6.5; Mandorlini 6.5, Pinzi 6 (Serena sv), Belingheri 6 (Fabris 6); Sarno 6 (Gliozzi sv); Capello 6.5 (Bellemo sv), Guidone 7.5.

Ore 11.50 – (Gazzettino) Evidentemente la soluzione studiata da Bisoli e dal suo staff per ovviare alle partenze ad handicap ha prodotto gli effetti sperati. La manovra è apparsa subito fluida ed incisiva di fronte a un Ravenna preoccupato soprattutto di chiudere gli spazi. […] Gli ospiti hanno cominciato la ripresa con un attaccante in più (Costantini al posto di Maistrello). Proprio l’ultimo arrivato dopo una cinquantina di secondi dal suo ingresso in campo ha avuto tra i piedi il pallone che avrebbe potuto riaprire la partita, ma da posizione favorevole non è riuscito ad inquadrare la porta. I biancoscudati hanno risposto con un’azione ben confezionata da Sarno e rifinita di testa da Fabris per Capello che proprio all’ultimo è stato anticipato da un difensore. Ma è stato un fuoco di paglia perché il Padova non è più riuscito ad accendersi, lasciando di fatto l’iniziativa nelle mani del Ravenna e badando quasi unicamente a gestire il risultato. Di fronte a questo atteggiamento troppo compassato, Bisoli è corso subito ai ripari operando un doppio cambio: spazio a Gliozzi e Serena che hanno preso il posto di Sarno e Pinzi. La squadra ha alzato di nuovo il baricentro e ha condotto in porta la vittoria senza più correre rischi.

Ore 11.40 – (Gazzettino) Come all’andata, sono bastati appena trenta minuti al Padova per archiviare con facilità la pratica Ravenna. Una vittoria nel segno di Guidone, autore di entrambi i gol. Il tutto sotto gli occhi del nuovo socio Joseph Oughorlian, per la prima volta allo stadio Euganeo, che ha seguito la partita al fianco del presidente Bonetto sfoggiando con orgoglio al collo, per la gioia dei tifosi, una sciarpa biancoscudata. «Il mio nome significa portafortuna» ha detto ai cronisti il finanziere di origine armena prima di sedersi in tribuna d’onore. E i fatti gli hanno dato ragione. Senza contare che sono saliti a undici i punti di vantaggio della truppa di Bisoli nei confronti del Feralpisalò, secondo in classifica e ieri fermato sul pareggio in casa dal Teramo, quando mancano dodici giornate alla fine del campionato. Ma c’è sempre da tenere d’occhio la Reggiana, staccata di dodici lunghezze, ma con una partita in meno e che avrà il vantaggio del fattore campo nello scontro diretto. Ottimo l’approccio del Padova, dopo che nelle ultime uscite la squadra aveva sempre faticato in avvio ad entrare in partita.

Ore 11.30 – (Gazzettino) Anche Oughorlian, sempre sorridente, dà una calorosa stretta di mano a Bisoli, che entra nella saletta stampa per incontrare tutti gli altri cronisti. «Abbiamo gestito la partita un po’ troppo per i miei gusti, un po’ sotto ritmo e con il giro palla senza andare ad attaccare la profondità. Bisognava metterci più cattiveria nel giro palla, però è anche vero che dopo mezz’ora avevamo la partita in mano. Alla fine del primo tempo avevo detto alla squadra di non cullarsi troppo, perché se avessimo preso gol la partita si sarebbe fatta più dura. Però siamo stati bravi a non concedere niente, a parte una palla inattiva, tenendo la linea al limite dell’area come proviamo in allenamento. Chi è entrato ha fatto bene, l’unica pecca è che alcuni giocatori sono usciti affaticati, specialmente i vecchietti come Belingheri, Salviato e Trevisan. E questo è dovuto al fatto che venerdì ho tirato un po’ il collo ai ragazzi perché questa poteva passare come una partita facile, e non lo era, e ho voluto tenere alta la concentrazione. Per cui le gambe erano un po’ impastate». […]

Ore 11.20 – (Gazzettino) Si respira un clima euforico in sala stampa e anche il presidente Roberto Bonetto sfodera giustamente un bel sorriso. «Abbiamo messo un altro mattoncino nella corsa alla serie B. Speriamo di continuare così, mi fa piacere che Oughorlian abbia visto una bella vittoria. La partita si è messa subito sulla strada giusta e poi abbiamo gestito la situazione. Bene così, adesso sabato andiamo a fare la prova del nove a Bolzano, una gara tosta. La Reggiana va a Vicenza, e chissà che non possa essere un altro bel fine settimana». A questo punto il patron biancoscudato, affiancato da Oughorlian, segue gli ultimi sgoccioli dell’intervista di Bisoli rilasciata a un’emittente locale, nella quale il tecnico auspica che quanto prima venga rinnovato il contratto a Serena «altrimenti ce lo portano via e mi dispiacerebbe perché mi piace molto ed è un patrimonio della società», sottolinea. E chiuso il collegamento, Bonetto con un sorriso va incontro all’allenatore. «Bravo mister, hai fatto incrementare del dieci per cento il contratto di Serena».

Ore 11.10 – (Gazzettino) Padova è anche una piazza con una grande storia. «Me ne sto rendendo conto, anche se la città la conoscevo già. Qui mi sento a casa. Con l’amico Daniele Boscolo siamo stati impegnati per dieci anni in Sorgente, una realtà importante della zona. Ho fatto parte del consiglio di amministrazione e sono venuto spesso a Padova. Qui ho tanti amici e ho incontrato delle persone davvero molto belle. Per noi armeni Padova è una città importante, basti pensare ad Antonia Arslan. C’è una comunità armena rilevante. Bonetto lo conoscevo già attraverso Sorgente, ho conosciuto una persona veramente bella: lui non prende un soldo dal Padova, mette tutte le sue energie al servizio di questa squadra e della città, lo trovo bello. Non ho visto tante persone così nel mondo del calcio. Qui mi sento con persone di fiducia». […]

Ore 11.00 – (Gazzettino) Jeans, piumino e sciarpa biancoscudata al collo. Un look casual per Joseph Oughorlian nella sua prima uscita all’Euganeo, affiancato dal presidente Roberto Bonetto all’ingresso in sala stampa prima della gara. «È la prima volta che viene a vedere la partita», esordisce il patron biancoscudato. E il nuovo socio puntualizza con il sorriso: «In armeno il mio nome vuole dire porta fortuna. Incrocio le dita perché le partite più facili sono in realtà quelle più difficili». Quindi aggiunge: «Questo progetto sportivo mi è piaciuto molto. Mi piacciono la squadra e l’allenatore, e soprattutto lo spirito delle persone che ho incontrato». È entrato in società con il venti per cento: cosa può comportare in prospettiva questa collaborazione? «Vediamo cosa fa la squadra. Se andiamo in serie B e servono più soldi per dare ulteriore forza alla struttura, ne parleremo con il presidente quando accadrà. Spero che accadrà».

Ore 10.40 – Le pagelle del Padova (Mattino di Padova): Bindi 6; Salviato 6.5 (Russo sv), Cappelletti 6, Trevisan 6, Contessa 6.5; Mandorlini 6.5, Pinzi 6 (Serena 6), Belingheri 6 (Fabris 6.5); Sarno 7 (Gliozzi 6); Capello 7 (Bellemo sv), Guidone 7.5.

Ore 10.30 – (Mattino di Padova) Il Padova è il più forte, e lo dimostra con la continuità di risultati fra casa e fuori, ora che ha ripreso a correre alla grande anche lontano dallo stadio amico. Dieci punti negli ultimi quattro incontri (con 3 successi e 1 pari) la dicono lunga sullo strapotere di Trevisan & C., che stavolta vanno applauditi per non aver sbagliato l’approccio al match, avendolo indirizzato subito dalla parte giusta. Significativo che a trascinare la squadra verso la vittoria sia stato proprio colui che aveva firmato la prima delle due reti rifilate al Renate nell’ultimo successo interno: Marco Guidone ha centrato la seconda doppietta stagionale, dopo quella realizzata contro il Mestre, e ha portato a 6 il suo score personale. Quando decide di pigiare forte il piede sull’acceleratore, il gigante milanese piazza colpi pesanti. […] In tribuna, a seguire la partita con tutta la famiglia, c’era il nuovo socio franco-armeno Joseph Oughourlian. È andato via contento, incrociando le dita e assicurando che tornerà presto: pure lui si aspetta di festeggiare, quando ci sarà la matematica certezza del salto nei cadetti. E se fosse già a metà marzo?

Ore 10.20 – (Mattino di Padova) Non ce n’è per nessuno. Il Padova prosegue implacabile la sua marcia verso la promozione in B e condanna anche il Ravenna alla sconfitta. È la quattordicesima vittoria su 23 partite, l’ottava all’Euganeo, fortino inespugnabile, dove i tre punti in un colpo solo mancavano però dal 22 dicembre scorso, quando i biancoscudati mandarono k.o. il Renate (2-1). Insomma, il vento soffia impetuoso a favore della capolista e la spinge con forza verso l’agognato traguardo, per la gioia della proprietà e dei “fedelissimi” (poco meno di 5.000, fra paganti ed abbonati), che stanno dimostrando, con un attaccamento encomiabile, la loro fede nella squadra di Bisoli accorrendo allo stadio anche se si gioca ad orari sempre diversi e con condizioni climatiche non proprio ottimali. I punti di vantaggio erano 9 sulla FeralpiSalò e sono aumentati, salendo a 11, con i bresciani, oltretutto, che hanno una partita in più.

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) Ci siederemo al tavolo al momento giusto, capiremo se questa squadra salirà in B e se ci sarà bisogno di più soldi per dare maggiore forza alla struttura. Speriamo che accada, perché deve accadere, giusto?». […] Che cosa le ha insegnato sinora il mondo del calcio?«È una cosa fantastica, perché è l’unico sport in cui i soldi non fanno tutto. Nel basket, ad esempio, tu sai già che, se hai una squadra per la quale si sono spesi 10 milioni, e ne affronti una costata solo un milione, vince sempre la prima. Nel calcio non è così. Lo spirito di squadra, ad esempio, può cambiare tutto. Anche una partita cominciata bene può finire male. Guardate la Juventus contro il Tottenham martedì scorso: ha iniziato alla grande, poi si è fermata. È il bello di questo sport, ti insegna sempre l’umiltà». […] .A fine partita, Oughourlian dirà: «Sono contento di aver portato fortuna alla squadra, ma la vittoria non è arrivata per merito mio, bensì dei ragazzi e di Bisoli. È bello vedere giocare questa squadra, mi piace il suo rigore, la sua disciplina tattica, si è imposta con merito e così si vincono i campionati. Tornerò presto a Padova, dove sono stato accolto benissimo».

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Si presenta subito con lo svelare un aneddoto: «Il mio cognome in armeno vuol dire “portafortuna”. Speriamo bene ed incrociamo le dita». Joseph Oughourlian, 46 anni compiuti giovedì, entra nella sala-stampa dello stadio Euganeo con la sciarpa biancoscudata al collo, accompagnato da Roberto Bonetto e da Daniele Boscolo, l’amico imprenditore che ha favorito il contatto con il patron per acquisire il 20% della società di viale Rocco. […] Perché ha deciso di investire nel calcio italiano, e nel Padova in particolare? «È stata la conseguenza di un incontro avuto con il presidente Bonetto. Il progetto sportivo mi è piaciuto molto e credo che lo vedete già, i risultati sono buoni, mi piace l’allenatore, soprattutto lo spirito incontrato qui». Che tipo di impegno sarà il suo? Lei è entrato con il 20% delle quote ma, considerando la statura del personaggio, pensiamo che ci sia qualcosa di più sostanzioso in futuro… «Vedremo.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) «Me ne prendo la responsabilità», l’annotazione di Bisoli. «In settimana ho voluto tenere alta la tensione perché temevo che i ragazzi potessero prendere sottogamba l’impegno. Ieri (venerdì, ndr) ho chiesto tantissimo alla squadra perché a metà settimana l’avevo vista un po’ scarica. Quando si chiede tanto ai propri giocatori, è normale che poi venga fuori qualche problemino fisico. Spero solo di non perderli per troppo tempo». […] Si godono l’ampio vantaggio in classifica pure il presidente Roberto Bonetto ed il figlio (e vice) Edoardo: «Siamo stati bravi a gestire e a portare a casa questa bella vittoria», sottolinea il patron. «Sabato prossimo avremo la prova del nove con il Sudtirol, match che si preannuncia molto difficile». Sulla poca affluenza di pubblico all’Euganeo, Bonetto lancia una provocazione tra il serio e il faceto: «Mi chiedete come si fa a portare la gente allo stadio? Bisogna buttarlo giù e costruirne uno di nuovo». «A questo punto della stagione dobbiamo essere bravi a gestire le partite senza rischiare troppo, proprio come abbiamo fatto oggi», le parole di Bonetto jr. «Abbiamo creato il giusto e poi la partita è stata in discesa».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) È un dopo-gara all’insegna della serenità, quello che si vive all’Euganeo. E non potrebbe essere altrimenti, visto che il Padova, senza dannarsi l’anima, ha conquistato tre punti fondamentali e un + 11 in classifica che non è solo un vantaggio rassicurante, ma molto di più. «O viene un elicottero e me li ammazza tutti o la vedo dura per gli altri», scherza il tecnico Pierpaolo Bisoli. «Undici punti di vantaggio vogliono dire 4 vittorie e che noi siamo morti. Non mi sarei mai aspettato, comunque, di arrivare così in alto». Sulla prestazione dei suoi il mister distribuisce equamente complimenti e critiche: «Siamo stati bravi a rendere facile una partita insidiosa, trovando subito il gol. Tuttavia, avrei voluto vedere più cattiveria nel giro palla. Forse abbiamo gestito addirittura troppo il possesso, specchiandoci sulle nostre giocate. Con il terzo gol sarei stato pure più tranquillo». «Però è anche vero», prosegue l’allenatore di Porretta Terme, «che abbiamo preso pochissime ripartenze e sulle seconde palle siamo arrivati sempre prima dei nostri avversari». Nota negativa, ci sono gli infortunati: Belingheri (uscito per un affaticamento al flessore), Salviato e Trevisan hanno accusato infatti acciacchi fastidiosi.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Un’altra doppietta, altri due gol decisivi e tanti saluti a chi lo considera soltanto un attaccante generoso ma che non vede la porta. Marco Guidone è il protagonista del giorno in casa biancoscudata. […] «Sì, devo essere sincero, in occasione del raddoppio volevo calciarla forte verso il centro per servire Capello», sorride. «Ho calciato di sinistro e la palla ha assunto una traiettoria strana, infilandosi sotto la traversa. A volte concludi bene e la palla non entra, in questo caso sono stato fortunato». Una doppietta dedicata alla fidanzata: «Era la seconda volta che veniva a vedermi allo stadio. Sono contento per i tre punti, il gruppo viene sempre prima di tutti e stiamo facendo un gran campionato».Bisoli, intanto, si frega le mani: «Devo molto al mister, che mi ha voluto fortemente e mi ha sempre difeso anche quando non segnavo. Il ginocchio? Mi fa ancora un po’ tribolare, ma sto meglio». […]

Ore 09.10 – (Corriere del Veneto) Meglio di così, in tutta onestà, non si potrebbe. Undici punti di vantaggio sulla seconda della classe, un dominio totale sulla concorrenza che fa a gara per perdere punti, applausi e pure il sogno di un futuro roseo dopo le parole di Roberto Bonetto sull’Euganeo. Il 2-0 che matura all’Euganeo e che rispedisce al mittente il Ravenna lascia aperte pochissime speranze per la concorrenza, che per ora resiste solo nella Feralpi a -11 e nella Reggiana, a -12 dalla vetta ma con una partita in meno da disputare e quindi potenzialmente con una voragine da recuperare. La vittoria di ieri è la vittoria della maturità. Il Padova gioca con il pilota automatico, senza quasi accelerare, segnando un gol bellissimo dopo appena otto minuti grazie a una giocata da urlo di Capello, che lascia sul posto due avversari e che innesca Guidone. Diagonale chirurgico e Venturi può solo guardare il pallone in fondo al sacco. Dopo l’1-0 comincia un pomeriggio al piccolo trotto, in cui al 29’ arriva pure il bis di Guidone, che timbra ancora con un cross sbagliato che sorprende un Venturi da matita blu. Sul 2-0, di fatto, la partita si chiude e il resto è quasi accademia. […] Il Ravenna si affaccia a inizio ripresa dalle parti di Bindi con Maistrello, poi non succede praticamente più nulla. L’unica nota negativa di giornata è l’infortunio a Belingheri, costretto ad alzare bandiera bianca alla fine del primo tempo per fare spazio a Fabris. Possibile stiramento, magari il verdetto sarà meno impietoso, ma dopo Pulzetti Bisoli perde un altro titolare del centrocampo e sabato si va a Bolzano contro il SudTirol, che all’andata fu forse la squadra che mise maggiormente in difficoltà i biancoscudati. […]

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) D’accordo la partita, d’accordo pure la vittoria che consegna un ulteriore allungo sulle inseguitrici, ma il grande protagonista del pomeriggio è indiscutibilmente Joseph Oughourlian. Il finanziere franco-armeno, che ha acquistato nello scorso autunno il 20% del Calcio Padova, per la prima volta ha assistito dal vivo a una partita della capolista. Prima del match si è soffermato brevemente con i giornalisti con grande disponibilità. «Sono qui per Roberto Bonetto — chiarisce subito — di lui ho una stima enorme. Mi è piaciuto il progetto sportivo del presidente e della società. Comincio col 20%, poi si vedrà più avanti. Intanto iniziamo con il cercare di completare la salita in serie B, poi se serviranno più soldi valuteremo più avanti». Poi ecco le lodi al presidente biancoscudato, con cui evidentemente i rapporti sono talmente buoni e solidi da poter far sperare in qualcosa di grande anche in prospettiva futura. […] A fine partita i sorrisi si sprecano e Oughourlian torna a parlare. «Anche così si vincono i campionati — sorride — ho visto una squadra forte che sa giocare a calcio». Gli chiedono dello stadio e interviene Bonetto: «Mi sa che per far venire allo stadio i padovani dovremo buttare giù l’Euganeo e costruirne uno nuovo… Joseph è qui per darci una mano». E forse è questa la notizia del pomeriggio. E non a caso i tifosi adesso sognano, dopo anni di «prigionia» in quell’Euganeo mai amato.

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